Riforme costituzionali: comunicato congiunto degli uffici stampa di Senato e Camera – 27/05/2009

Riforme costituzionali: comunicato congiunto degli uffici stampa di Senato e Camera

Il Presidente del Senato della Repubblica, Renato Schifani, e il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, hanno avuto stamattina un colloquio, a seguito delle riunioni di ieri delle rispettive Conferenze dei Capigruppo, in merito alle modalità di esame dei progetti di legge in tema di riforme costituzionali.

I Presidenti hanno ribadito che l’iter dei progetti di revisione costituzionale concernenti il Parlamento debba proseguire presso il Senato, la cui Commissione Affari costituzionali ha già avviato da tempo l’esame di provvedimenti in materia, secondo le intese assunte all’inizio della Legislatura.

Tra l’altro, con decisione adottata il 24 marzo scorso, tale Commissione ha concordato, con l’unanimità dei Gruppi, sul fatto che l’esame del disegno di legge di iniziativa del senatore Zanda, in materia di riduzione del numero dei parlamentari, si svolga congiuntamente a quello di altre proposte di revisione costituzionale, già presentate o preannunciate, in materia di struttura e funzioni delle Camere.

senato.it – Archivio delle notizie – 27/05/2009

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“WordPress da Zero”, il primo dei 4 seminari online (completamente gratuiti) per chi vuole iniziare con WordPress

il 29 maggio 2009 inizia “WordPress da Zero, il primo dei 4 seminari online (completamente gratuiti) per chi vuole iniziare con WordPress.

Trovi tutti i dettagli sulla pagina di WordPress da Zero
Nel seminario si affronteranno temi di base come installare WordPress, come personalizzare il blog con temi e widget, quali sono i primi plugin da installare e tu probabilmente sei un utente già abbastanza esperto.
Ma se anche tu conosci qualcuno che vorrebbe aprire un blog con WordPress e non sa bene da dove cominciare non devi far altro che inoltrargli questo post.
Il seminario online inizia domani 29 maggio alle 13.30 ed è necessario prenotarsi su WordPressMania.
Stefano

Intervista ad Antonino Leone in tema di pubblica amministrazione, a cura di Valentina Travaglini

Intervista ad Antonino Leone

a cura di Valentina Travaglini, laurenda in Scienze della Comunicazione a Teramo
Nel 1980 il Rapporto Giannini parlava delle amministrazioni pubbliche scrivendo: “L’impiego di tecniche di amministrazione adeguate alle attività da erogare costituisce il settore di maggior carenza delle amministrazioni pubbliche. A questa carenza sono da imputare le immagini popolari delle organizzazioni pubbliche, come composte, secondo i giudizi più spinti in negativo, di inetti e di fannulloni, e secondo quelli più in positivo, di tardigradi e di cultori di formalismi”. Detto questo, come mai dopo trenta anni dalla sua pubblicazione, l’immagine dell’impiegato fannullone è ancora così in auge? Che cosa non ha funzionato nelle riforme degli anni ’90 ?
Nel 1980 non era facile e possibile applicare le metodologie di management sopportate dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
All’epoca vigeva nelle imprese l’organizzazione scientifica del lavoro (compiti semplici e processi complessi). Pertanto si lavorava per mansioni semplici ed era in atto la divisione del lavoro in particolar modo nel settore pubblico. La cultura del management era conosciuta ed applicata nelle imprese private. Il rapporto Giannini ha rappresentato uno strumento per prendere coscienza dello stato in cui versavano le Pubbliche Amministrazioni.
Giuseppe De Rita, sociologo e responsabile del Censis, commentando in una intervista pubblicata dal Corriere della Sera il 25 marzo 2009 l’invito del Presidente del Consiglio “a lavorare di più”, afferma che “siamo uno dei popoli che lavorano di più sulla faccia della Terra”.
A questo punto il giornalista Paolo Conti pone la seguente domanda:“Ma allora, la polemica sui “fannulloni “ e gli scansafatiche?”
De Rita risponde “l’attributo di “fannulloni”, stando a Brunetta, evoca l’universo del pubblico impiego. E anche qui il problema non è dei dipendenti, spesso materialmente costretti a rimanere negli uffici senza far nulla proprio perché privi di mansioni. Il difetto è semmai di chi comanda e non sa coordinare i sottoposti”.
Le dichiarazioni di De Rita confermano quello che ho sempre sostenuto in diversi articoli e nel mio blog. Per aumentare la produttività nella Pubblica Amministrazione occorre un management pubblico che si assuma la piena responsabilità e sappia utilizzare le risorse messe a sua disposizione: organizzazione, nuove tecnologie, conoscenza e capitale umano. L’utilizzo efficace di tali risorse dipende dal management pubblico ed anche i casi di improduttività degli operatori, i quali in molti casi lavorano senza creare valore
Il cambiamento nelle Pubbliche Amministrazioni non opera per legge ma dipende dalle competenze e dalle capacità del management pubblico.
La prima condizione è quella di rompere il patto sommerso e tacito tra dirigenti ed operatori nel non rendere trasparenti i problemi. Questo rappresenta il primo passo per affrontarli e portarli a soluzione.
Quali sono le vere cause di quella che comunemente viene definita “inefficienza” del settore pubblico?
Le cause dell’inefficienza delle pubbliche Amministrazioni sono complesse e non dipendono esclusivamente dai fannulloni e dagli assenteisti. Vi è un management pubblico che non sempre si assume le responsabilità previste dal ruolo che ricopre e non introduce nel settore pubblico i modelli organizzativi più adatti a migliorare la qualità dei servizi prodotti. Le Pubbliche Amministrazioni al pari delle imprese private devono adattarsi ai cambiamenti che avvengono velocemente nel pianeta, nell’economia e nelle imprese altrimenti rischiano di non essere competitive. Il management deve utilizzare al meglio le risorse che ha a disposizione: organizzazione, conoscenza, nuove tecnologie e risorse umane. Dall’utilizzo efficace di queste risorse da parte del management dipende l’efficacia e l’efficienza della Pubblica Amministrazione.
Durante il mio lavoro di ricerca ho intervistato molti dipendenti comunali e provinciali che mi hanno esposto una difficoltà diffusa nel recepire tutte le nuove leggi e i regolamenti che li riguardano. Essi lamentano infatti una confusione legislativa che lede la loro capacità produttiva e la flessibilità. A suo avviso la riforma Brunetta riuscirà a risolvere queste problematiche?
Questo problema dipende da come il Parlamento legifera. Molto spesso le leggi emanate incidono in modo determinante sul processo di produzione dei servizi e lo rendono complesso, oneroso e difficoltoso da gestire (carta di acquisto). Altre volte per definire una prestazione sociale sono coinvolti più enti pubblici che non riescono ad integrarsi ed a collaborare al fine di realizzare un processo efficiente ed efficace che crei valore nei confronti dei cittadini (invalidi civili, le competenze sono divise tra più enti). La complessità legislativa è uno dei problemi che determina la qualità del lavoro nelle pubbliche amministrazioni. Tale problema non può essere risolto dalla cosiddetta riforma Brunetta poiché dipende esclusivamente dalla qualità della leggi che il Parlamento approva.
In Europa è celebre il modello delle democrazie scandinave che hanno una pubblica amministrazione perfettamente automatizzata e computerizzata. A suo avviso, attraverso questa riforma sarà possibile raggiungere un livello di eccellenza simile a quello scandinavo oppure in Italia esistono ancora dei vincoli?
L’utilizzo delle nuove tecnologie nelle Pubbliche Amministrazioni rappresentano una risorsa insostituibile che aiuta moltissimo in sede di valutazione, di programmazione e di utilizzo delle informazioni analitiche. Inoltre, consente di sopportare gli operatori nell’attività di lavoro e di migliorare i servizi prodotti.
Il livello di eccellenza che l’Italia potrà conseguire dipende dal decreto legislativo che il Parlamento approverà e dal management pubblico.
Nel suo nuovo libro “Rivoluzione in corso” il Ministro Brunetta scrive: “Il cattivo sindacalismo non solo non difende l’interesse di chi nel mondo del lavoro vuole entrare, ma spesso neanche di chi già ne fa parte.” A vostro avviso è vero che il sindacato ha avuto un’incidenza negativa sul funzionamento delle p.a. nel corso degli anni? E se così fosse, in che maniera?
Non si può ogni volta trovare un capro espiatorio diverso secondo il momento e l’interlocutore. Le responsabilità del livello di efficienza e di efficacia delle Pubbliche Amministrazioni sono complesse. Non vi è un solo responsabile.
Quali pensa che saranno gli esiti dell’applicazione di questa legge?
La legge contiene elementi positivi: Autorità indipendente, trasparenza, merito, valutazione dei risultati, piani di lavoro. Tutti fattori proposti dal senatore Pietro Ichino e dal Partito Democratico. Gli elementi specificati erano solo accennati o non previsti dal disegno di legge del Governo.
La riforma per essere operativa ha bisogno della massima convergenza possibile delle forze politiche, sindacali e sociali. E’ impensabile che la sua applicazione avvenga di autorità.
Nella bozza del decreto sono contenuti degli elementi (premi incentivanti) che sono disciplinati molto dettagliatamente, occupano lo spazio del management, contengono discriminazioni e una visione del lavoro tayloristica. Inoltre il tentativo di restringere l’area della contrattazione sindacale non porta sicuramente benefici ma confusione e contrapposizione.
Adesso tutto dipende dai contenuti del decreto legislativo che verrà approvato.
Una riforma della Pubblica Amministrazione era già stata tentata dal Ministro Bassanini negli anni ’90, ma i problemi non si sono esauriti. A suo avviso cosa non funzionò?
Secondo il senatore Pietro Ichino è mancata la trasparenza dei piani e del grado di conseguimento dei risultati e la partecipazione dei cittadini. Occorre che i cittadini conoscano il livello di efficienza dei settori della Pubblica Amministrazione e facciano sentire la loro voce.
Non è stata realizzata la valutazione e la misurazione del lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni. Senza questi dati significativi sulla performance non si possono avviare impegni di cambiamento.
Se si fosse trovato al posto del Ministro Brunetta quale proposta avrebbe fatto per migliorare la condizione delle p.a e del loro rapporto con i cittadini?
Gli elementi che secondo me vanno tenuti presente sono: la semplificazione legislativa, livelli di controllo semplici e chiari, la trasparenza interna ed esterna degli obiettivi e dei risultati, semplificazione dei rapporti con le organizzazione sindacali senza togliere spazio e responsabilità alle stesse.
Un altro problema è rappresentato dalle risorse umane: creare le condizioni per attrarre i talenti nella P.A. e per farli emergere all’interno di essa.
Occorre, fermi restando gli obiettivi delle disposizioni legislative in materia di servizi pubblici, migliorare e semplificare le leggi che disciplinano l’offerta dei servizi ed intervengono negativamente nei processi di produzione delle prestazioni (alti costi per servizi minimi). L’obiettivo di sostenere le fasce più deboli poteva essere conseguito a costo zero con la maggiorazione sociale anziché con la carta acquisti ed i benefici del bonus famiglia potevano essere garantiti con l’assegno per il nucleo familiare.
Il rapporto con i cittadini deve essere trasparente e veloce nel senso della definizione efficace ed efficiente delle richieste. Inoltre gli operatori pubblici devono possedere le qualità ed i valori che animano le attività dei volontari.
La differenza tra le imprese pubbliche e private è rappresentata dall’equità.


Appalti pubblici Ultimi giorni per iscriversie terzo settore Bologna, 11 giugno 2009

Appalti pubblici
Ultimi giorni per iscriversie terzo settore

Bologna, 11 giugno 2009
Starhotels Excelsior

Per Cooperative sociali, Organizzazioni di volontariato
e Imprese sociali, il convegno costituisce un’occasione unica
per approfondire con i migliori esperti il complesso e multiforme rapporto tra terzo settore
e ente pubblico: Appalti riservati, Convenzioni in deroga, Laboratori protetti, Servizi socio-sanitari (allegato IIB).

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RIFORME/ Bassanini: più poteri al premier? Sì, ma la via è la bozza Violante

RIFORME/ Bassanini: più poteri al premier? Sì, ma la via è la bozza Violante INT.Franco Bassanini

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Gruppo Anchise, IL GRUPPO ABC: GRUPPO DI AUTOAIUTO PER I FAMILIARI DEI MALATI ALZHEIMER sabato 26 settembre 2009, presso L’Istituto Don Gnocchi, via Capecelatro 66 – Milano

In occasione della XVI  giornata mondiale Alzheimer, il Gruppo Anchise promuove il Convegno
IL GRUPPO ABC: GRUPPO DI AUTOAIUTO PER I FAMILIARI DEI MALATI ALZHEIMER
sabato 26 settembre 2009, presso L’Istituto Don Gnocchi, via Capecelatro 66 – Milano.
Il Convegno presenta un nuovo tipo di gruppo di autoaiuto, con conduttore, che ha lo scopo di aiutare i familiari dei malati Alzheimer a uscire dal tunnel dell’impotenza per
diventare dei curanti esperti nell’uso della parola, nella vita di tutti i giorni.
Verranno presentati i risultati del progetto “Parole che aiutano”, realizzato dal Gruppo Anchise con la collaborazione di SATEF srl, cofinanziato dalla Provincia di Milano.
Sono invitati:
o       i professionisti della cura (psicologi, educatori, terapisti occupazionali, logopedisti, animatori, assistenti sociali, medici, infermieri, fisioterapisti, operatori sociosanitari)
o       i familiari delle persone malate di Alzheimer
o       i rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private che si occupano di cura dei malati Alzheimer
La partecipazione è gratuita.
Per informazioni: www.gruppoanchise.it ,  info@gruppoanchise.it


Referendum sulla legge elettorale del 21 giugno 2009: i tre quesiti

I tre quesiti referendari riguardano:

  • premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati (abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste);
  • premio di maggioranza regionale per il Senato (abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste);
  • disciplina della candidature (abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione)

Con il primo quesito, in caso di vittoria del Sì, viene abolito il premio di maggioranza alla Camera per la coalizione più votata. La legge attuale assegna il 55% dei seggi della Camera alla coalizione o alla lista che prende il maggior numero di voti sul territorio nazionale. Se passano i Sì conquisterà il premio la lista che arriva prima. Altra conseguenza della vittoria dei Sì è l’innalzamento della soglia di sbarramento: attualmante accedono alla distribuzione dei seggi le coalizioni che superano l’8 % e i partiti che prendono più del 4 %,. Con i Sì la soglia sarebbe innalzata per tutti al 4 %. La Camera sarebbe così composta: il 55 % dei seggi (340) alla lista più votata, il restante 45 % diviso fra le liste che hanno superato  il 4.

Il secondo questi riguarda il Senato: se vincono i Sì conquista il premio la lista più votata. La soglia di sbarramento per le liste, in questo caso, sale all’8 %.

Il terzo quessito elimina la possibilità per un candidato alla Camera o al Senato di partecipare alla competizione elettiva in più circoscrizioni. Le attuali liste bloccate rafforzano il potere delle segreterie politiche di selezionare le candidature e di scegliere i futuri parlamentari

Referendum sulla legge elettorale del 21 giugno 2009: i tre quesiti
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Governo Italiano – Dossier su “Elezioni europee e amministrative” 6-7 giugno 2009

Elezioni europee e amministrative 6-7 giugno 2009

Governo Italiano – Dossier su “Elezioni europee e amministrative”

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Il “caso Englaro”: un viaggio alle origini dello Stato di diritto e ritorno – T. Groppi, Newsletter Forum Quaderni Costituzionale

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G. Devastato, NEL NUOVO WELFARE Maggioli Editore – Novità maggio 2009 Pagine 132

La legge 328 di riforma del sistema dei servizi sociali avvia l’approccio programmatorio che privilegia le strategie di piano per realizzare sistemi locali di welfare, dando origine alla sperimentazione di una diversa logica di pianificazione strategica, esplicata in questo strumento di riflessione, indispensabile per quanti desiderano essere attori del nuovo welfare.

Nella prima parte illustra i principali temi del lavoro sociale:
governance multilivello • sussidiarietà circolare • democrazia partecipativa • approccio incrementale.

Nella seconda parte propone le nuove logiche di funzionamento del servizio sociale sulla base di:
• agency • capitale sociale • reti di prossimità • sviluppo di comunità e sistemi di accesso • qualità sociale.

L’opera è così precisamente strutturata:

1.
La “lunga transizione” del welfare italiano
› Dalla deriva assistenziale allo sviluppo sociale: nel welfare locale.
› Dalla spesa sociale all’investimento per l’innovazione: nel welfare attivo.
› Dai decisori centrali agli attori territoriali: nel welfare plurale.
2.
Nel nuovo welfare: declino del sociale o produzione di beni comuni?
› Politiche sociali riflessive e “social governance”: alimentare valore pubblico.
› Verso un modello di sussidiarietà circolare: dalla supremazia alla reciprocità.
› Le arene pubbliche e i processi partecipativi: nel welfare delle responsabilità.

› Impresa sociale o intrapresa nel sociale?
3.
Una nuova logica di pianificazione sociale
› La programmazione condivisa di territorio.
› Il processo di costruzione/definizione del Piano sociale di zona nel quadro della pianificazione strategica di nuova generazione.
› Il modulo innovativo del Piano regolatore sociale come dispositivo per l’approccio integrato delle politiche urbane. Il caso di Roma.
4.
Ripensare i servizi sociali: esercizi di prossimità
› I servizi come attivatori di processi sociali: agency, competenza ad agire, capacitazione.
› Il welfare dell’accesso: verso il punto unico di accesso. Uno studio di caso nella Regione Umbria.
› Costruzionismo e nuove pratiche di lavoro sociale.
5.
La qualità sociale
› Verso un nuovo orizzonte di senso: la qualità dei beni relazionali.
› Gli strumenti qualificanti per un sistema locale di qualità sociale: la Carta della cittadinanza sociale, il Sistema dell’accreditamento e il Bilancio sociale.
› Una direttrice chiave per l’innovazione: il Sistema informativo dei servizi sociali e l’Osservatorio sociale.

› La valutazione di impatto: il valore aggiunto sociale.

G. Devastato, promotore sociale Regione Umbria A.T. n. 10, formatore di operatori in servizio, docente di Metodi e tecniche del Servizio sociale Facoltà di Sociologia Università “La Sapienza” Roma, ha partecipato alla redazione del Piano Regolatore Sociale del Comune di Roma.


Giuseppe De Rita, LE LEZIONI SOCIOPOLITICHE DI QUESTI MESE, Da “Il Corriere della Sera” di venerdì 15 maggio 2009

Visto che si sta facendo strada l`idea che il peggio della crisi economica`sia in via di superamento, è possibile analizzarne con relativa calma gli effetti di natura sociopolitica.

Un talmudista francese ha di recente affermato che le crisi nascono dal «timore dei cieli», cioè dalla paura delle sfere alte del potere di non saper controllare le forze disordinate ed opache operanti in terra, nel sottosuolo e nel sommerso. Le crisi nascono quindi quando la legalità non controlla gli istinti e le furbizie criminali; quando la coscienza non controlla la violenza dell`inconscio; quando la razionalità non controlla la dispersione egoistica dei comportamenti umani.

La crisi che stiamo attraversando è di segno totalmente contrario, visto che sono i cieli che l`hanno provocata. L `infatti la crisi della globalizzazione, della sua governane, delle lucide previsioni degli organismi internazionali, della razionalità del mercato, dei controlli sopranazionali, delle grandi banche mondiali e delle mondiali agenzie di rating, dell`unidirezionalità illuministica del processo di occidentalizzazione. E una crisi esplosa in alto e poi discesa per li rami; una crisi quindi della verticalizzazione del potere.

Ad essa hanno resistito solo i sistemi «terra-terra», con le loro componenti a lungo condannate come provinciali, pre-moderne, irrazionali. Se evitiamo di farci esaltare dagli attuali ed inattesi apprezzamenti internazionali, possiamo citare il caso italiano: abbiamo sopportato meglio la crisi perché siamo più economia reale che finanziaria, siamo un Paese manifatturiero, siamo un Paese di imprese piccole e flessibili, siamo un Paese di economia sommersa, siamo un Paese di osmosi fra impresa e famiglia, siamo un Paese di famiglie altamente patrimonializzate (con la proprietà della casa e la disponibilità di risparmio), siamo un Paese articolato su territori a diversissima vocazione economica, siamo un Paese a forte coesione sociale, specie a livello locale.

Le presunzioni siderali hanno condensato e trasmesso un uragano, ma questo è atterrato su un sistema a baricentro basso, che non ha sbandato.

Se la prima lezione sociopolitica di questi mesi è che la verticalizzazione non paga, la seconda risiede nella riscoperta delle dimensioni nazionali del potere. Dalla globalizzazione non si è scesi di un gradino, verso entità intermedie di governo, ma di due gradini, verso gli Stati tradizionali. Basta pensare all`integrazione soprannazionale che ci è più vicina, quella europea, che si è dimostrata troppo fragile ed incapace di leadership di sistema; e che ha quindi lasciato spazio alle paure, agli egoismi, alle autonomie decisionali dei vari governi.

Qualcuno dirà che è una regressione rispetto alle crescenti esigenze di integrazione soprannazionale, ma è esattamente quel che è avvenuto. Se l`interpretazione è corretta avremo sempre meno spirito e prassi di stampo europeistico e l`annunciato disamore per il voto europeo ne è il sintomo preoccupante.

Il revival degli Stati nazionali rilancia (è la terza lezione sociopolitica che viene dalla crisi) la politica e l`intervento pubblico, fun- zioni indispensabili per compensare e contrastare i danni del mercato spesso selvaggio e per collegare i meccanismi decisionali con le difficoltà, le attese, i comportamenti dei diversi soggetti economici e sociali. In virtù di tale collegamento declina lapolitica centrata sulle grandi scelte di sistema o sulle grandi ambizioni progettuali e cresce la politica degli interventi singoli, specifici, appropriati (dai bonds per le banche agli ammortizzatori per i precari agli incentivi per i terremotati, ecc.,). Si tratta di una lezione non di secondo livello per la nostra cultura politica, da sempre abituata alle nobili intenzioni e poco propensa a risolvere pazientemente le esigenze concrete.

Resta comunque sul tappeto una quarta possibile lezione: la riscoperta degli egoismi (ma anche delle responsabilità) dei poteri e delle comunità locali. Oggi abbiamo governi municipali e provinciali che sono molto attivi nel mettere a punto interventi anticiclici, abbiamo Regioni che si danno carico di fronteggiare i pericoli di disoccupazione, abbiamo grandi e medie città che riscoprono un sano egoismo urbano e comninciano a pensare in grande come mai nel recente passato. La discesa verso il basso dei meccanismi decisionali è arrivata al pian terreno, con tutta la conseguente carica di vigile attenzione ai problemi collettivi.

Certo questo diversificato processo di atterraggio dei processi decisionali è fenomeno complesso e difficile da gestire in una realtà emotivamente dominata dalle verticalizzazioni mediatiche che occupano le nostre giornate; ma è il processo che imporrà nel tempo medio una revisione, magari terra-terra, del pensiero sociopolitico anche oltre l`obiettivo oggi di moda del federalismo.

Governo Italiano – Rassegna stampa

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”Il ruolo del Parlamento nella transizione verso il federalismo fiscale”, CAMERA 21 MAGGIO GIORNATA DI STUDIO, Agenzia di stampa Asca

FEDERALISMO CAMERA 21 MAGGIO GIORNATA DI STUDIO INTERVIENE FINI – Agenzia di stampa Asca

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Gli appalti di servizi dell’allegato II B esclusi dal Codice dei contratti pubblici (refezione, servizi sociali, culturali e ricreativi, formazione, ecc.), MAGGIOLI FORMAZIONE per la Pubblica Amministrazione

Programma del corso

Area Contratti ed appalti pubblici
TITOLO Gli appalti di servizi dell’allegato II B esclusi dal Codice dei contratti pubblici
(refezione, servizi sociali, culturali e ricreativi, formazione, ecc.)
Accreditato dal C.N.F. – 6 crediti formativi per avvocati
Sede, data FIRENZE, 16 giugno 2009
Premessa La giornata di studio esamina le specifiche modalità di affidamento degli appalti di servizi compresi nell’allegato II B al Codice dei contratti pubblici (refezione, servizi culturali e ricreativi, formazione, sicurezza, ecc.), per i quali – fatte salve alcune limitate norme – lo stesso Codice non trova diretta applicazione per la fase dell’aggiudicazione.
Si aprono così interessanti prospettive di semplificazione per le procedure di affidamento, rispetto alla complessa disciplina prevista ordinariamente per i servizi dell’allegato II A, da concretizzarsi nel rispetto dei fondamentali principi comunitari e interni.
Durante i lavori sarà illustrato lo specifico iter di affidamento, con analisi dei relativi atti, evidenziando tutti gli accorgimenti pratici da adottare per conferire legittimità alla procedura di gara.
Inoltre, verranno delineati i profili essenziali sulla possibilità di ricorrere alla trattativa privata e al sistema in economia.
Di particolare rilievo, infine, l’individuazione delle norme del nuovo Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici applicabili ai servizi dell’allegato II B, insieme alle numerose novità introdotte dal terzo Decreto correttivo.
Destinatari • Addetti agli Uffici contratti/gare, cultura, pubblica istruzione e formazione di Amministrazioni e Aziende Pubbliche.
• Fornitori e prestatori di servizi della P.A.
Programma Quadro introduttivo sui servizi dell’allegato II B
• L’origine e la ratio della distinzione tra servizi dell’allegato II A e servizi dell’allegato II B:
dal XVIII considerando della Direttiva n. 92/50/CE al D.L.vo n. 163/06.
• La puntuale individuazione dei servizi dell’allegato II B:
analisi degli elenchi estrapolati dal Vocabolario Comune degli Appalti.
• L’art. 20 del Codice dei contratti pubblici: la disciplina formalmente obbligatoria. L’art. 27 e le problematiche applicative.
• La recente giurisprudenza e la prassi dell’Autorità di vigilanza sui servizi dell’all. II B.
• Il nuovo Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici e l’individuazione delle norme applicabili ai servizi dell’allegato II B.
• Le novità introdotte dal terzo Decreto correttivo: la disciplina degli appalti misti
(servizi dell’allegato II A e servizi dell’allegato II B).
L’affidamento semplificato per gli importi sopra e sotto soglia comunitaria
• Il necessario rispetto dei principi comunitari e la Comunicazione interpretativa della Commissione Europea del 23.06.06.
• Le modalità di affidamento per gli importi sotto soglia: l’ambito di applicabilità dell’art. 27 del Codice dei contratti pubblici.
• Le modalità di affidamento per gli importi sopra soglia e la semplificazione procedimentale.
L’individuazione della procedura di scelta del contraente.
• La pubblicazione del bando sopra e sotto soglia: l’opportunità di conseguire risparmi di spesa garantendo l’adeguatezza della pubblicità preventiva.
• I requisiti di partecipazione: il problema dell’avvalimento per alcune tipologie di servizi.
• I criteri di aggiudicazione; i regimi speciali per alcune tipologie di servizi; l’impatto sulla procedura del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; le soglie di sbarramento; la Commissione di gara.
• I termini per la presentazione delle offerte sopra e sotto soglia.
• L’individuazione e la verifica delle offerte anomale: la possibilità di discostarsi dalla disciplina ordinaria.
• L’aggiudicazione provvisoria; la verifica dei requisiti sull’aggiudicatario; l’aggiudicazione definitiva.
La possibilità di affidamento a trattativa privata e in economia
• La procedura negoziata senza bando: casistica di ammissibilità. In particolare i servizi complementari.
• L’esecuzione in economia per gli importi sotto soglia comunitaria.
• Il problema del rinnovo; la ripetizione dei servizi analoghi; la proroga contrattuale e la proroga tecnica.
La disciplina della fase esecutiva degli appalti di servizi prevista dall’emanando Regolamento attuativo: profili essenziali
• Il direttore dell’esecuzione, i nuovi adempimenti, le varianti, le sospensioni, la verifica di conformità, ecc.
Relatore Alessandro Massari
Avvocato specializzato nella contrattualistica pubblica. Autore di monografie e pubblicazioni. Direttore della Rivista “Appalti&Contratti”.
Orari di svolgimento ore 9.00 – 13.00 e 14.30 – 17.00
Quota di partecipazione Euro 390 + IVA 20%
La quota comprende: accesso alla sala lavori e materiale didattico.
La Direzione è lieta di offrire ai partecipanti la colazione di lavoro

Se la fattura è intestata ad Ente Pubblico, la quota è esente IVA, ai sensi dell’art. 10, D.P.R. n. 633/72 (e successive modificazioni)

Sede di svolgimento Grand Hotel Adriatico, Via Maso Finiguerra 9 – 50123 Firenze
Sito Internet | Hotels convenzionati
Note Per questa iniziativa:
- sconto del 10% per gli abbonati 2009 alla Rivista internet “Appalti&Contratti” e al mensile su carta “Appalti&Contratti”.

Per chi partecipa ad un’iniziativa MAGGIOLI FORMAZIONE 2009 in materia di appalti pubblici:
sconto del 20% sull’abbonamento alle due riviste.

MAGGIOLI FORMAZIONE per la Pubblica Amministrazione

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Un nuovo Welfare per il 3° millennio, Convegno, Verona 22 maggio 2009

Il Partito Democratico di Verona ha organizzato un convegno su “Soli di fronte alla crisi: un nuovo Welfare per il 3° millennio” che si terra a Verona il 22 maggio alle ore 20,30 presso la Sala Lucchi di Piazzale Olimpia 3.
Il convegno è presieduto da Giandomenico Allegri, coordinatore provinciale del PD, ed i relatori sono:
- Donata Lenzi, parlamentare;
- Carla Pellegatta, Segretaria Generale Cgil Verona;
- Silvio Gandini, sindaco di Legnago e candidato al Parlamento Europeo;
- Diego Zardini, candidato alla Presidenza della Provincia di Verona.
Cambiamento nelle organizzazioni: Un nuovo Welfare per il 3° millennio

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Scuola di Dottorato in Sociologia e Ricerca Sociale, Bando per il CONCORSO DI AMMISSIONE per il 25° ciclo – anno accademico 2009/10

Scuola di Dottorato in Sociologia e Ricerca Sociale

E’ stato pubblicato il bando per il CONCORSO DI AMMISSIONE per il 25° ciclo – anno accademico 2009/10

Numero posti: 12
Numero borse: 6

Bando di selezione: pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 15/05/2009 (IV serie speciale – concorsi)

Scadenza domanda di partecipazione: 29 giugno 2009

Vai all’application online

Il bando e le informazioni relative al concorso sono state pubblicate nella sezione offerta formativa del portale dell’ateneo di Trento.

Vi saremo grati per ogni ulteriore diffusione di questo avviso.

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

Via Verdi 26, 38122 Trento – Italia

Tel. 0461 881322, Fax 0461 881348

e-mail: segreteria.dsrs@soc.unitn.it website: www.soc.unitn.it/dsrs


Giangreco Giombattista, Disabilità psichiatrica e lavoro: un binomio possibile? Politiche sociosanitarie, governance territoriale e inclusione lavorativa – Franco Angeli

Giangreco Giombattista – Disabilità psichiatrica e lavoro: un binomio possibile?…

Disabilità psichiatrica e lavoro: un binomio possibile? Politiche sociosanitarie, governance territoriale e inclusione lavorativa Titolo Disabilità psichiatrica e lavoro: un binomio possibile? Politiche sociosanitarie, governance territoriale e inclusione lavorativa
Autore Giangreco Giombattista
Prezzo € 22,00   Spedizioni gratuite in Italia
Prezzi in altre valute
Dati 2009, 256 p.
Editore Franco Angeli (collana Salute e società)
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi

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La disabilità psichiatrica è un banco di prova impegnativo per il funzionamento dei servizi di welfare, poiché è di solito associata ad un marcato e durevole deficit della performance individuale. Le azioni da porre in essere sono quindi particolarmente complesse e richiedono un consistente investimento di risorse nonché interventi tesi alla valorizzazione del “campo sociale”. L’adozione di tale strategia si rende ancora più indispensabile nell’affrontare la questione del lavoro. La partita infatti non si gioca soltanto all’interno dei servizi sociosanitari, ma coinvolge un ambito, quello del sistema produttivo, per sua natura poco o per nulla avvezzo al discorso clinico ed assistenziale. Come agire, allora, per far incontrare il mondo della disabilità psichiatrica e quello del lavoro di per sé così distanti? E, soprattutto, perché adoperarsi affinché questo incontro si realizzi? Il volume, indirizzato agli operatori del settore e agli studiosi del fenomeno, risponde a questi interrogativi e lo fa inquadrando la questione dell’inclusione lavorativa nel contesto delle politiche di attivazione. Tenuto conto del valore dell’attivazione come processo caratterizzante l’attuale sistema di welfare, la ricerca analizza le specifiche connessioni esistenti fra le politiche socio-sanitarie e i modelli di governance territoriale.

da: Disabilità psichiatrica e lavoro: un binomio possibile? Politiche sociosanitarie, governance territoriale e inclusione lavorativa – Giangreco Giombattista – Libro – IBS – Franco Angeli – Salute e società.


Elenco delle consultazioni referendarie in Italia – Wikipedia

Elenco delle consultazioni referendarie in Italia

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principali quotidiani italiani

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WOL – Welfare On Line, N. 4, Aprile 2009, Associazione Nuovo Welfare

WOL – Welfare On Line, N. 4, Aprile 2009
copertina_wol_aprile_2009


In questo numero:

• “Un progetto sperimentale di definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale” a cura dell’Associazione Nuovo Welfare - pag. 2
• “Anticipazioni. Dal “Libro Verde” al “Libro Bianco” sul welfare” a cura dell’Associazione Nuovo Welfare – pag. 4
“I livelli essenziali delle prestazioni sociali. Una ricerca” di Daniela Bucci - pag. 4



Scarica il numero 4 di WOL!! (976 KB)

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UN ANNO DI GOVERNO BERLUSCONI – PARTE II, La Voce.Info

UN ANNO DI GOVERNO BERLUSCONI – PARTE II

Proseguiamo il bilancio dei 12 mesi del governo in carica con una seconda serie di schede, ciascuna delle quali dedicata a una materia. Quali sono stati i provvedimenti dell’esecutivo? Quali i loro effetti nel tempo? E le occasioni mancate?

POLITICHE PER LE FAMIGLIE, di Daniela Del Boca
FEDERALISMO, di Massimo Bordignon
FISCO, di Silvia Giannini e Mari Cecilia Guerra
INFORMAZIONE, di Michele Polo
INFRASTRUTTURE, di Andrea Boitani
LAVORO, di Pietro Garibaldi
SANITA, di Nerina Dirindin e Gilberto Turati
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, di Carlo Dell’Aringa

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Campania. Piano sociale regionale 2009

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Rapporto sull’impresa sociale in Italia

Rapporto sull’impresa sociale in Italia  

Il Rapporto è una pubblicazione periodica che ha l’obiettivo di definire un quadro aggiornato in termini quantitativi e qualitativi dell’impresa sociale in Italia nelle sue diverse declinazioni giuridico-organizzative e ambiti di intervento. Il compimento dell’iter legislativo (legge n. 118/05 e successivi decreti) e, più in generale, il crescente interesse del mondo della ricerca, dell’economia e della politica per impresa sociale ha indotto Iris Network a pubblicare, in tempi relativamente brevi, la prima edizione del Rapporto che, accanto ad una panoramica nazionale, proponga anche alcuni approfondimenti locali. Verranno inoltre inseriti contributi di diversi autori volti a delineare le prospettive di sviluppo dell’imprenditoria sociale in alcuni ambiti di attività particolarmente importanti (sanità, ambiente, cultura). La pubblicazione del Primo Rapporto è prevista nel corso del 2009 e avrà cadenza biennale

Iris Network

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UN ANNO DI GOVERNO: IMMIGRAZIONE di Maurizio Ambrosini 08.05.2009

UN ANNO DI GOVERNO: IMMIGRAZIONE
di Maurizio Ambrosini 08.05.2009
L’immigrazione nelle politiche del governo

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PRIMO RAPPORTO SULL’IMPRESA SOCIALE IN ITALIA

PRIMO RAPPORTO SULL’IMPRESA SOCIALE IN ITALIA

http://www.nonprofitonline.it/eventi/detail.php?back=ccs&id=3787

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Deliberazione della Giunta Regionale Molise 16/3/2009 n. 244 (BUR 1/4/2009 n. 7) Legge regionale 24 giugno 2008, n. 18 – Linee guida per l’Accreditamento istituzionale delle Strutture sanitarie, ai sensi della legge regionale n. 18/2008 – Provvedimenti.

in  NONPROFITONLINE

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 marzo 2009 n. 43 Regolamento recante istituzione e funzionamento del nuovo Osservatorio nazionale sulla famiglia.

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Secondo Rapporto Nazionale dell’Auser su “Enti Locali e Terzo Settore”, Roma, 12 maggio 2009

Cresce la domanda di assistenza nei Comuni che in misura sempre più crescente affidano all’esterno (cooperative sociali e associazioni del terzo settore) la gestione dei servizi sociali e alla persona.
Nel 2007 il 47,4% della spesa comunale finalizzata all’assistenza – era il 46% nel 2006 – è stata impiegata dai Comuni per affidare all’esterno la gestione di interventi e servizi sociali.
Nel periodo ottobre 2008 – aprile 2009 i Comuni hanno indetto 232 selezioni pubbliche per appaltare a imprese sociali e associazioni la gestione di servizi sociali per una spesa prevista di 52,9 milioni di euro.

Sono alcuni dei dati emersi dal secondo Rapporto Nazionale dell’Auser su “Enti Locali e Terzo Settore” che è stato presentato a Roma il 12 maggio.
NONPROFITONLINE

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Ermanno Olmi: Terra madre

Con “Terra madre” Ermanno Olmi propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali a esso correlate.

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LA GIUSTIZIA RAPIDA E’ ANCHE DI QUALITÀ di Marco Leonardi e Maria Raffaella Rancan , La Voce.info

LA GIUSTIZIA RAPIDA E’ ANCHE DI QUALITÀ
di Marco Leonardi e Maria Raffaella Rancan
argomento Giustizia

Il Senato ha approvato una serie di norme di modifica del codice di procedura civile per ridurre la durata dei processi. Ma risultati più incisivi sul piano della efficienza possono venire solo da interventi sull’ordinamento giudiziario e sulla organizzazione del sistema in grado di rendere maggiormente responsabili i singoli operatori, compresa la magistratura. Lo mostra il divario nei risultati registrati nei diversi tribunali del paese, governati tutti da uguali norme. E una maggiore rapidità non sembra andare a scapito della qualità delle decisioni.

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Ermanno Olmi: Terra madre

Con “Terra madre” Ermanno Olmi propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali a esso correlate.

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Ermanno Olmi: Terra madre

Con “Terra madre” Ermanno Olmi propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali a esso correlate.

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Governo Italiano – Dossier Fondo per le politiche della famiglia per il 2009

Fondo per le politiche della famiglia: ripartizione per il 2009

Presentazione

25 milioni di euro per il Fondo di garanzia per i nuovi nati da spendere nel 2009 e 100 milioni di euro per il piano straordinario dei servizi socio-educativi che verranno gestiti dalle regioni. Lo prevede il decreto di ripartizione del Fondo per le politiche della famiglia a firma del sottosegretario Giovanardi e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 2 maggio scorso.

Il fondo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223 e convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248, al fine di promuovere e realizzare interventi per la tutela della famiglia in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali, per l’anno 2009 ammonta complessivamente a circa 187 milioni di euro.

Le risorse afferenti al fondo sono così ripartite:

  • € 86,571 milioni per interventi relativi a compiti ed attività di competenza statale,
  • € 100 milioni per interventi relativi a compiti ed attività di competenza regionale.

In particolare, sono destinati:

  1. 2,5 milioni di euro al finanziamento dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, organismo di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali, regionali e locali per la famiglia;
  2. 3 milioni di euro all’elaborazione del Piano nazionale per la famiglia, che costituisce il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi relativi all’attuazione dei diritti della famiglia;
  3. 3 milioni di euro alla realizzazione della Conferenza nazionale della famiglia, che per legge viene organizzata a cadenza biennale;
  4. 1,5 milioni di euro al sostegno dell’attività dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia, che rappresenta uno degli strumenti più importanti del Governo italiano, del Parlamento, delle regioni e degli enti locali per promuovere l’informazione, la conoscenza, l’innovazione e il sostegno delle politiche d’intervento per i cittadini più piccoli;
  5. 25 milioni di euro al sostegno delle adozioni internazionali;
  6. 15 milioni di euroal finanziamento delle iniziative di conciliazione del tempo di vita e del tempo di lavoro;
  7. 25 milioni di euro all’alimentazione del Fondo di credito per i nuovi nati, istituito con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nell’anno in corso, attraverso il rilascio di garanzie dirette, anche fidejussorie, alle banche e agli intermediari finanziari;
  8. 11,571 milioni di euro per la promozione di iniziative di interesse nazionale o a carattere sperimentale in materie inerenti alle politiche familiari.

Confermati i 100 milioni di euro destinati all’attuazione di un piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi, stanziati nell’Intesa raggiunta in Conferenza Unificata il 26 settembre 2007, avente ad oggetto, in base a quanto previsto dall’art. 1, comma 1259 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il riparto di tale somma per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

Una quota non superiore al 3% degli importi riservati allo Stato è destinata alle attività strumentali necessarie per l’efficace realizzazione delle iniziative relative alle attività di comunicazione istituzionale, alle attività di studio e ricerca ed a quelle di supporto specialistico e di valutazione tecnica, quando non siano disponibili presso il Dipartimento per le politiche della famiglia adeguate professionalità.

Governo Italiano – Dossier Fondo per le politiche della famiglia per il 2009

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AA.VV., Sostenere la domiciliarità. Assistere e curare a casa, Castelplanio 2009, p. 112


Novità editoriale
AA.VV., Sostenere la domiciliarità. Assistere e curare a casa, Castelplanio 2009, p. 112, euro 11.50.

Il quaderno analizza il quadro normativo nazionale delle cure domiciliari: le scelte organizzative delle singole regioni, l’esperienza del sostegno alla domiciliarità attraverso lo strumento dei buoni servizio e degli assegni di cura, il ruolo delle Unità valutative. Un’ultima parte è dedicata alla regione Marche attraverso la verifica del funzionamento del sistema delle cure a domicilio, seguita da una doppia analisi del sistema dei servizi territoriali per la disabilità e per malati non autosufficienti. Il quaderno intende richiamare l’attenzione sul sostegno alla domiciliarità, indicando quali sono i diritti delle persone ed i doveri delle istituzioni insieme alle scelte organizzative che possono aiutare le famiglie che intendono assistere un proprio congiunto a domicilio. E’ necessario quindi che all’enfasi nei confronti della domiciliarità si accompagnino le conseguenti scelte in termini di finanziamento e di organizzazione. Le ricorrenti analisi che segnalano una maggiore d iffusione delle cure a domicilio non devono trarre in inganno: una cosa sono le prestazioni erogate, altro è la presenza di un effettivo servizio di cure a domicilio. All’aumento delle prestazioni non equivale, infatti, automaticamente la presenza di un reale sistema di cure domiciliari che garantisce la presa in carico. Troppo spesso, purtroppo, le famiglie che scelgono la strada dell’accoglienza a casa di malati gravi si sentono tradite e abbandonate dai servizi sociosanitari territoriali. Il quaderno – a dieci anni dalla pubblicazione di “Curare e prendersi cura: la priorità delle cure domiciliari” (1999) – intende portare nuovamente l’attenzione sulle cure a domicilio affinché siano più compiutamente sviluppate.

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.itwww.grusol.it


LUCA RICOLFI, Perché il decreto sicurezza è solo una grande illusione, La Stampa 15 maggio 2009

Un maledetto irrisolvibile problema idraulico. È triste dirlo, ma al 90% il problema della sicurezza non è un problema politico, ma un problema di flussi e di stock, di capienze e di velocità. Per capire come mai, bisogna mettere da parte il 10% politico del problema, su cui ovviamente ognuno ha le sue preferenze e le sue sensibilità (a me, ad esempio, non piacciono le ronde). E occorre munirsi di santa pazienza e ripassare qualche numero, senza pretese di precisione ma giusto per farci un’idea degli ordini di grandezza.

Le persone denunciate in Italia sono oltre 500 mila all’anno, ossia circa 1 cittadino su 100. Un quarto circa, quasi interamente costituito da persone con precedenti penali, viene condannato da un giudice a una pena detentiva. Ma le probabilità di scontare la pena in carcere sono minime, per un complesso di ragioni istituzionali ben spiegato dal procuratore Bruno Tinti in un suo fortunato libro (Toghe rotte, Chiarelettere). La ragione più importante, però, è di natura materiale: non ci sono abbastanza posti nelle carceri. A meno di tre anni dall’indulto (estate 2006), i detenuti sono già 20 mila più di quanti le carceri potrebbero contenerne: 62 mila persone per 43 mila posti.

Equasi 2 posti su 3 non sono occupati da persone condannate, ma da imputati in attesa di giudizio o sottoposti a misure cautelari. La conseguenza è che i pochi detenuti che effettivamente scontano una pena liberano pochissimi posti all’anno, proprio perché la loro pena è lunga (chi ha una pena breve di norma non la sconta in carcere). In poche parole: le condanne a pene detentive sono più di 100 mila all’anno, ma i posti che si liberano effettivamente sono poche migliaia.

Si potrebbe pensare che, almeno per quanto riguarda gli immigrati, una soluzione potrebbero essere i centri di permanenza temporanea (Cpt), ora ridenominati Cie (Centri di identificazione ed espulsione). A parte il fatto che un Cie non è un luogo deputato a scontare una pena, è di nuovo l’idraulica a lasciare senza speranze: con meno di 2000 posti disponibili, le persone che possono transitare nei Cie sono meno di 10 mila all’anno, e diminuiranno drasticamente con l’allungamento dei tempi massimi di permanenza da 2 a 6 mesi deciso in questi giorni.

È strano che il ministro Maroni, che pure da molto tempo sta progettando di allungare i tempi di permanenza nei Cie per rendere possibili le operazioni di identificazione ed espulsione, non abbia provveduto – prima – ad almeno triplicare la loro capienza. Lì per lì non ci si pensa, ma la regola idraulica è implacabile: se il tempo di permanenza in una struttura aumenta di N volte, la sua capacità annua di accoglienza si riduce nella stessa proporzione. Se prima potevi ricevere 300 nuove persone al mese tenendole 2 mesi ciascuna, adesso puoi immetterne solo 100 al mese, perché ciascuna di esse si fermerà il triplo del tempo, ossia 6 mesi anziché 2. Insomma le stanze restano 300, ma più a lungo le si occupa meno nuove persone potranno transitarvi in un dato intervallo di tempo: se vuoi che il transito resti costante, allora devi triplicare la capienza della struttura. L’aritmetica dei flussi non lascia scampo.

Si potrebbe pensare che, comunque, un passo avanti sia stato fatto con l’accordo con la Libia, grazie al quale gli sbarchi in Italia dovrebbero diminuire drasticamente. Questo è vero, ma ancora una volta sono gli ordini di grandezza che fanno riflettere. Gli immigrati, specie se clandestini, sono indubbiamente più pericolosi degli italiani, ma occupano solo 1/3 dei posti in carcere, e soprattutto non vengono dal mare: gli ingressi con i barconi sono circa 1/7 del totale degli ingressi (o permanenze) irregolari. Il «respingimento in mare» degli stranieri è senz’altro utile, ma è solo una piccola frazione del problema della criminalità in Italia, diciamo un 5 per cento. Ricordo queste cifre non certo per svalutare l’azione del governo, o per minimizzare il ruolo della criminalità straniera in Italia.

Contrastare gli sbarchi illegali e rendere possibili le identificazioni sono provvedimenti ragionevoli, anche per il loro potere deterrente, e secondo me Maroni ha fatto bene a tenere duro su entrambi. Quello di cui dovremmo renderci conto, tuttavia, è che alla lotta contro il crimine mancano ancora i due tasselli fondamentali: una giustizia molto più efficiente, un piano di edilizia carceraria ben più incisivo di quello prospettato dal governo alcuni mesi fa (13 mila posti entro il 2012). Un calcolo prudente suggerisce che tra ristrutturazioni delle carceri esistenti (spesso indegne di un Paese civile) e costruzione di nuove carceri occorra prevedere almeno 50 mila posti aggiuntivi, con un costo che è dell’ordine di 5 miliardi di euro. Finché ciò non avverrà – ed è difficile pensare che, anche con la migliore volontà politica, occorrano meno di una decina d’anni – nessun inasprimento di pena, nessun nuovo reato, nessun giro di vite potrà produrre risultati apprezzabili. Meno che mai possiamo aspettarci miracoli dall’introduzione del reato di immigrazione clandestina, giusto ieri sancita dal voto della Camera. Anzi, il rischio è che proprio i continui annunci di misure drastiche ma materialmente inattuabili rendano ancora meno credibili le nostre istituzioni.

Ma di tutto questo ci renderemo conto, probabilmente, solo fra qualche anno. Solo allora, quando avremo assistito a un’ennesima rivolta nelle carceri, quando saremo stati costretti a varare l’ennesimo indulto o amnistia, quando avremo constatato che l’idraulica del circuito della sicurezza non permette a nessun governo, di qualsivoglia colore politico, di ottenere risultati tangibili in pochi anni, solo allora questa stagione ci apparirà in tutta la sua paradossalità. Perché quello di questi giorni, il «respingimento» dei barconi e l’approvazione del disegno di legge sulla sicurezza, è probabilmente il massimo successo mediatico del governo Berlusconi, ma potrebbe rivelarsi anche, alla lunga, la più grande illusione (l’ultima) che il Cavaliere ha consegnato agli italiani.

“Sicurezza, l’ultima illusione” di Luca Ricolfi su “La Stampa” del 14 maggio 2009.


DISEGNO DI LEGGE APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA il 5 febbraio 2009 (v. stampato Senato n. 733) presentato dal presidente del consiglio dei ministri (BERLUSCONI) dal ministro dell’interno (MARONI) e dal ministro della giustizia (ALFANO) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica il 9 febbraio 2009

DISEGNO DI LEGGE APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA il 5 febbraio 2009 (v. stampato Senato n. 733) presentato dal presidente del consiglio dei ministri (BERLUSCONI) dal ministro dell’interno (MARONI) e dal ministro della giustizia (ALFANO) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica il 9 febbraio 2009

PDL 2180

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Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, Camera dei Deputati – XVI legislatura – Documenti – Progetti di legge – Progetto di legge numero 2180

la Camera, dopo aver votato gli ordini del giorno, ha approvato il disegno di legge, già approvato dal Senato, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica (C2180/A). Il provvedimento è tornato all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

Successivamente sono stati approvati in via definitiva i seguenti disegni di legge già approvati dal Senato: Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 5 novembre 2003 (C2226); Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Belarus per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Minsk l’11 agosto 2005 (C2294); Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Croazia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatto a Roma il 29 ottobre 1999 e Scambio di Note correttivo effettuato a Zagabria il 28 febbraio 2003, il 7 marzo 2003 ed il 10 marzo 2003 (C2363); Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Slovenia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Lubiana l’11 settembre 2001 (C2362)


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ENTI NON PROFIT Maggioli Editore – Novità aprile 2009

Le associazioni riconosciute e non. Le associazioni di promozione sociale e di volontariato. Le associazioni musicali e di danza. Le associazioni religiose. Le associazioni di volontariato
1. Le associazioni
• Definizione ed elementi costitutivi
• Le due tipologie di associazioni
• Fonte giuridica
2. L’associazione riconosciuta
• Come costituire un’associazione
• Il contratto d’associazione
• Gli adempimenti legati alla nascita dell’associazione riconosciuta
• Il riconoscimento giuridico
• L’attività dell’associazione
• La capacità giuridica dell’associazione
• Gli organi delle associazioni riconosciute
• La posizione dell’associato dell’associazione riconosciuta
3. Le associazioni non riconosciute
• Principi generali
• Differenze fra associazioni riconosciute e non riconosciute
• Struttura delle associazioni non riconosciute
• Fonti giuridiche
• Costituzione dell’associazione non riconosciuta
• Il fondo comune
• La posizione dell’associato
• Gli organi delle associazioni non riconosciute
• Scioglimento del rapporto associativo
• Le cause di scioglimento
• L’estinzione e la liquidazione
4. Le associazioni di promozione sociale
• Aspetti generali
• La Costituzione
• Iscrizione nel Registro delle imprese
• Le risorse economiche
• Gli amministratori
• Prestazioni degli associati, disciplina fiscale e agevolazioni
5. Associazioni musicali
• Disciplina generale
6. Associazione senza fine di lucro che esercita attività di scuola di ballo o palestra a favore degli associati
• Disciplina generale
7. Le associazioni religiose
• Disciplina generale
• Singole categorie di enti ecclesiastici • Riconoscimento della personalità giuridica • La modalità del riconoscimento • Gli enti ecclesiastici ONLUS
8. Le associazioni di volontariato
• Aspetti generali
• La qualità di socio
• La forma giuridica
• La predisposizione dell’atto costitutivo e dello statuto di organizzazioni di volontariato
• I diritti e gli obblighi degli associati
• Le norme relative all’estinzione dell’ente e alla devoluzione del patrimonio e obbligo di formazione del bilancio
• Gli altri adempimenti legati alla nascita dell’organizzazione di volontariato
• Iscrizione registro generale delle organizzazioni di volontariato
• Il volontariato di protezione civile
Le fondazioni riconosciute e non e le diverse tipologie di fondazioni
9. Le fondazioni
• Principi generali
• Istituto della fondazione
• Differenze e analogie tra fondazioni e associazioni
• La costituzione della fondazione per atto tra vivi
• Il contenuto dell’atto costitutivo secondo il codice civile art. 16 c.c.
• La forma negozio di fondazione
• Disposizione di fondazione per testamento
• Atto di fondazione
• Gli adempimenti legati alla nascita della fondazione
• Il riconoscimento giuridico
• Gli amministratori della fondazione
• L’attività della fondazione
• I controlli pubblici
• Classificazione
• Estinzione
10. Le fondazioni non riconosciute
• Legislazione
• Fondazione in attesa di riconoscimento
• Fondazione condizionata al riconoscimento
11. Gli altri tipi di fondazione
• La fondazione di partecipazione
• Le fondazioni di famiglia
• Fondazioni universitarie
• Le fondazioni liriche
I comitati, le organizzazioni non governative e le organizzazioni per l’adozione internazionale
12. I comitati
• Principi generali
• Natura giuridica del comitato
• L’annuncio dello scopo e le oblazioni
• Gli organi del comitato
• Estinzione
• Comitati riconosciuti
13. Le organizzazioni non governative
• Disciplina generale
• Le organizzazioni per l’adozione internazionale
ONLUS e impresa sociale
14. La disciplina delle ONLUS
• Principi generali
• Requisiti soggettivi
• Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS
• Enti che sono considerati automaticamente ONLUS
• Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS limitatamente ad alcune attività
• Enti che non possono in ogni caso assumere la qualifica di ONLUS
• I requisiti statutari
• L’anagrafe delle ONLUS
• Sanzioni e responsabilità dei rappresentanti legali e degli amministratori
15. L’impresa sociale
• Aspetti generali
• Gli obiettivi della legge n. 118 del 2005
• La definizione di impresa sociale
• Le caratteristiche fondamentali dell’impresa sociale
• L’esercizio dell’impresa sociale e l’assenza dello scopo di lucro
• La struttura proprietaria e la disciplina dei gruppi
• La costituzione dell’impresa sociale e l’iscrizione nel registro delle imprese
Disciplina comune agli enti non profit
16. Amministratore di sostegno
• Gli istituti per la protezione degli incapaci
• Istituzione dell’amministratore di sostegno
17. Il contratto di associazione in partecipazione
• Esame della tipologia contrattuale in cui l’associante è un ente non profit e l’associato un prestatore di lavoro
• Associazione in partecipazione e rapporto di lavoro subordinato
18. Il ruolo dell’ente non profit nell’istituto del trust
• Le caratteristiche del trust
• L’Introduzione del trust in Italia
19. Enti non profit e tenuta dei libri sociali
• Aspetti generali
• Bollatura e vidimazione di libri e registri
• Efficacia probatoria delle scritture contabili
20. Bonus famiglia
• I compensi percepiti da soci lavoratori di cooperative e per incarichi di amministratore, sindaco revisore di società, di associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica
• Energia elettrica: bonus sociale per chi versa in gravi condizioni di salute
21. Registro imprese e enti non commerciali
22. La richiesta di partita Iva e di codice fiscale
• Il contenuto delle dichiarazioni
23. Trasformazione
• Disciplina generale
• La trasformazione di società di persone in altra società di persone
• La trasformazione di società di capitali in altra società di capitali
• La delibera di trasformazione
• Gli effetti della trasformazione
• La trasformazione di società di capitali in società di persone
• La trasformazione eterogenea da società di capitali
• La trasformazione in società cooperative
• La trasformazione in comunione di azienda
• La trasformazione eterogenea in società di capitali
• La trasformazione delle associazioni sportive dilettantistiche
• La trasformazione delle società cooperative
• Le associazioni non riconosciute
• Invalidità della trasformazione
Disciplina contabile e fiscale
24. Disciplina contabile e fiscale degli enti no profit
• Nozione di ente non commerciale
• Individuazione dell’oggetto esclusivo o principale dell’attività
• Reddito complessivo degli enti non commerciali
• Determinazione dei redditi degli enti non commerciali e contabilità separata
• Regimi di determinazione del reddito di impresa degli enti non commerciali
• Scritture contabili degli enti non commerciali
• Il regime tributario di favore degli enti di tipo associativo
• La determinazione dell’IRAP
• Perdita della qualifica di ente non commerciale
• Il regime tributario delle ONLUS
• D.l. 29 novembre 2008, n. 185 (c.d. decreto anticrisi): nuove regole fiscali per il no profit

Facoltà di psicologia, Università di Milano Bicocca: guida dello studente 2008/2009

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Facoltà di Psicologia; Università di Milano Bicocca

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Facoltà di psicologia, Università di Milano Bicocca: Guida allo studente 2007/2008

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Corso di Laurea Specialistica in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali (vecchio ordinamento) relative agli anni 2001-2008.

Corso di Laurea Specialistica in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali (vecchio ordinamento) relative agli anni 2001-2008.
Le informazioni didattiche relative ai corsi antecedenti l’anno accademico 2007-2008 sono visibili nella precedente versione del sito di Facoltà

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Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali (nuovo ordinamento) valide per gli studenti immatricolati per la prima volta nell’accademico 2008-2009

Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali (nuovo ordinamento)
valide per gli studenti immatricolati per la prima volta nell’accademico 2008-2009

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“Esistenze vulnerabili. Quale orizzonte per la rete dei servizi?” – Venezia Mestre 15 giugno 2009

Iniziativa promossa dal Comune di Venezia Assessorato politiche sociali in collaborazione con Animazione Sociale, che si terrà il 15 giugno dalle ore 9,00 alle ore 17,30.
I contenuti che verranno presentati al seminario sono i primi esiti di un percorso di riflessione che la rivista ha accompagnato in questi mesi.
Nel seminario verranno presentate alcune ipotesi per affrontare la questione della vulnerabilità che si pone oggi a più livelli: la vulnerabilità di molti soggetti che si rivolgono ai servizi, la vulnerabilità dei contesti sociali che induce una crescente richiesta di sicurezza sociale, ma anche la vulnerabilità dei servizi stessi nel far fronte alle nuove domande.
Confidando in un vostro interesse, speriamo di incontrarci.
La redazione.

La partecipazione è gratuita, l’iscrizione obbligatoria.
Segreteria: Osservatorio Politiche di Welfare e Comunicazione
tel. 041 2749586 – fax 041 2749538
e-mail: economia.sociale@comune.venezia.it

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Senato: via libera al Ddl sviluppo Ora il Provvedimento torna alla Camera

Senato: via libera al Ddl sviluppo

Ora il Provvedimento torna alla Camera

(regioni.it) Il ddl sullo sviluppo licenziato dal Senato, che ora torna alla Camera per la quarta e definitiva lettura. Un passaggio che il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola assicura molto veloce, perché’ per lui ”il testo e’ chiuso” al termine di un confronto parlamentare che si è concesso essere molto lungo ma che ”non può continuare all’infinito”. E cosi’, garantisce, il ddl sara’ legge prima dell’estate.
Alcune norme comunque  non hanno trovato accoglimento nel provvedimento, a cominciare dalla proroga al 31 dicembre 2015 dei tetti Antitrust per il mercato del gas, che restano quindi confermati per fine 2010, o la cancellazione del divieto dei contratti monomandatari per gli agenti assicurativi.
Trova invece riscontro il ritorno dell’Italia all’energia nucleare, la definizione della class action, le norme in materia assicurativa, i fondi per l’editoria, norme per il trasporto locale, per la difesa del made in Italy contro la contraffazione e tanto altro.
Nucleare: entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge il governo dovra’ emanare la normativa per il ritorno all’energia nucleare e indicare i siti per la localizzazione degli impianti di produzione e di stoccaggio delle scorie. I siti potranno avere carattere ”di interesse strategico nazionale” e quindi essere sottoposti a controllo militare. Le autorizzazioni verranno rilasciate dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con l’Ambiente e le Infrastrutture e d’intesa con la Conferenza unificata. Previste anche le Valutazioni di impatto ambientale (Via) e ambientale strategica (Vas). Viene istituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare, cui spetta la regolamentazione tecnica, il controllo e l’autorizzazione ai fini della sicurezza delle attivita’ concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi, la protezione dalle radiazioni, la vigilanza sugli impianti. 
Class action: viene introdotta nel nostro ordinamento l’azione collettiva a difesa dei consumatori e risparmiatori, ma viene cancellata la sua retroattivita’: potra’ essere fatta valere solo per gli illeciti computi dopo l’entrata in vigore della legge. Esclusi dall’azione dunque i casi Cirio, Parmalat, Giacomelli, Alitalia,per i quali rimane la difesa giuridica dei diritti in via tradizionale, con cause singole.
Editoria: Viene ripristinato il fondi per l’editoria a favore dei giornali si partito e le cooperative nella misura di 70 milioni di euro l’anno per il 2009 e 2010. Ne potranno beneficiare testate ‘storiche’ in difficolta’, come il Manifesto e giornali come la Padania, Liberazione, L’Unita’, Il Secolo d’Italia e molte altre. Introdotte anche tariffe postali agevolate per gli abbonamenti.
Robin tax AL 6,5%: Per assicurare la copertura finanziaria al fondo per l’editoria destinato il provvedimento dispone l’aumento di un punto percentuale della Robin Tax, la maggiorazione dell’aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e dell’energia elettrica, che passa dunque dal 5,5% al 6,5%.
Prezzo benzina: scende il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione e viene introdotto l’obbligo alla pubblicizzazione dei prezzi praticati da ciascun gestore al ministero dello Sviluppo che lo immettera’ nel cricuito internet a disposizione dei cittadini. Il provvedimento dispone un aumento dal 7 al 10% dell’aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione e’ tenuto a corrispondere e contemporaneamente istituisce il fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate (Veneto, Basilicata)dall’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
Assicurazioni: porte aperte al contratto di durata poliennale: potra’ essere proposto a fronte di riduzione del premio, ma anche di penalita’ nel caso di recesso. Ritirata invece la proposta Pdl di cancellare il divieto a contratti monomandatari per gli agenti assicurativi introdotto dal governo Prodi (dl liberalizzazioni Bersani).
Ferrovie: le ferrovie private potranno operare sul suolo nazionale previo rilascio di una licenza che richiede la sede legale della societa’ in Italia o in Paesi che riconoscono la reciprocita’. Per quanto riguarda il servizio universale il ministero delle Infrastrutture dovra’ individuare le tratte e le tipologie di servizi a piu’ alta redditivita’.
Norme anticontraffazione: multe piu’ severe e carcere fino a 6 anni per chi pratica la contraffazione in modo sistematico dei marchi nazionali o esteri. 
Reti d’impresa: si introduce la possibilita’ per le Reti di imprese di usufruire delle agevolazioni fino ad oggi riservate solo alle aziende all’interno di distretti industriali.
 
(red/14.05.09)

Newsletter n. 1368 del giovedì 14 maggio 2009

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Dizionario di Scienza dell’educazione e di Politica scolastica. Lessico di base, FrancoAngeli editore

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S. Tramma – Memorie sociali e comunità locali, Libera Universita’ Autobiografia – 2009-06-05 -

Memorie sociali e comunità locali

5-7 giugno 2009
 seminario a cura di Sergio Tramma

La “comunità” e riemersa dal letargo cui il compimento del processo di modernizzazione sembrava averla costretta. È al centro di molteplici attenzioni che riguardano tutte le sue possibili concezioni e configurazioni e, in particolare, si registra un’accentuazione d’interessi nei confronti della “comunità locale”, intesa non solo come configurazione organizzativa dell’amministrazione e dei servizi di un territorio, ma come dimensione collettiva in grado di rispondere ai bisogni relazionali, d’identità, di partecipazione, di prossimità dei cittadini. Ma la comunità, non è solo un’esperienza in grado di fornire sostegno, appartenenza, possibilità di cittadinanza attiva, è anche un luogo teorico e operativo denso di contraddizioni e chiaroscuri. Il tema della memoria sociale è strettamente intrecciato a quello della comunità: senza il ruolo educativo della memoria sociale non può esserci comunità, nello stesso tempo senza dimensioni comunitarie alle quali riferirsi, la memoria sociale, anche qualora prodotta, perde molto del suo senso e delle sue possibilità di circolazione e ampliamento.
La comunità vive oggi una seconda giovinezza, ma la memoria sociale sembra essere profondamente in crisi, dunque: che fare?

OBIETTIVI
Il seminario si propone di indagare il rapporto tra comunità locale e memoria sociale, per indagarne i contenuti, le configurazioni, le contraddizioni, le sinergie al fine di ricavarne degli orientamenti operativi attorno ai progetti di sviluppo di comunità e/o di memorie territoriali.

CONTENUTI SPECIFICI
1. Le comunità: definizioni, concezioni, classificazioni; le comunità territoriali.
3. La memoria sociale: configurazioni, crisi e prospettive di sviluppo.
4. I nessi tra comunità e memorie sociali nelle società postfordiste.
5. Orientamenti per le azioni territoriali tesse allo sviluppo e/o al consolidamento delle comunità e delle memorie sociali

INDICAZIONI METODOLOGICHE
Il laboratorio prevede esercitazioni individuali e collettive, interventi frontali partecipati, produzione di linee-guida progettuali.

DESTINATARI
Il seminario è rivolto a operatori e a volontari educativi, sociali e culturali.

DOCENTE
Sergio Tramma

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Massimo Cacciari – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it, 13 maggio 2009

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Massimo Cacciari a tutto campo, nel videoforum di Repubblica Tv. Il sindaco di Venezia risponde agli ascoltatori sui temi principali dell’attualità, dall’immigrazione al referendum al caso Lario.

Caso Lario-Berlusconi
“Io penso – dice Cacciari – che questa vicenda sia un fatto privato. Berlusconi frequenta le minorenni? Come? Dove? Anche la signora Berlusconi quando dichiara queste cose dovrebbe essere più esplicita. Se le minorenni si frequenta in un certo modo – prosegue Cacciari – è anche un reato. I comportamenti di gravissima immoralità devono essere accertati – aggiunge Cacciari – le altre questioni riguardano la vita personale e privata. Questo è uno degli aspetti deteriori dell’andazzo italiano, l’imitazione di certi media sul gossip generalizzato di stampo anglosassone, pervasivo, insistente, che in Italia non c’era, eravamo immuni”. Ha mai conosciuto Veronica Lario? Chiede un ascoltatore. “Non ho mai incontrato la signora Berlusconi, mai vista neanche da lontano”. Le voci che circolano su un presunta relazione tra Veronica Lario e Massimo Cacciari “sono assoluti misteri, mai vista e mai sentita”. E sulla puntata di Porta a Porta con Berlusconi cosa pensa? “Penso male di Bruno Vespa: anzi, ne penserei malissimo se avesse obbedito a un diktat del cavaliere. La moglie di Berlusconi – conclude poi Cacciari – si sarà rotta le scatole e lo avrà mandato a quel paese. Mi sembra evidente che una donna come la Lario si sia rotta le scatole di un marito così”.

Clandestini
“Interrompere i flussi migratori è utopia. Sul tema dell’immigrazione – spiega Cacciari – tra persone serie occorrerebbe essere realistici. I flussi migratori da paesi poveri verso l’Europa sono destinati a continuare, la demografica lo detta. Interrompere i flussi migratori è un’idea utopistica se in buona fede o peggio se in cattiva fede. Occorrono politiche di accoglienza e integrazione – prosegue Cacciari – Ricacciare gli immigrati significa solo cambiare destinazione, cacciarli da Lampedusa arriveranno da un’altra parte. Ci sono norme internazionali d’asilo che andrebbero rispettate, il nostro paese non le rispetta”.
E ancora: “Non possiamo accogliere tutti, è evidente. Ma dobbiamo indignarci, non possiamo assistere a donne e bambini annegati. Non basta respingere sic et simpliciter, questo è fuori legge”.

Poi Cacciari rivolge le sue critiche al centrodestra: “In situazione di crisi economica e insicurezza per il lavoro dei figli e per la precarizzazione, si cerca il colpevole, e questo è pericolosissimo. Le forze politiche responsabili dovrebbero sapere che questi processi sono irreversibile, guai a chi fa politica della paura. La prospettiva autoritaria è impossibile in Europa e queste politiche danneggeranno anche i partiti che le cavalcano”.

Referendum
“Io voterò sì al referendum, credo che sia la giusta provocazione verso un ceto politico che non è riuscito a modificare una legge indegna. La vittoria dei sì creerà grosse contraddizioni nel Pdl e non credo che danneggerebbe Pd, non ne sono convinto”. “Sarebbe ora di finirla di pensare – ha aggiunto Cacciari – che attraverso i sistemi elettorali tu vinci o perdi, questa è idiozia elettoralistica. Lasciamo perdere il cretinismo elettoralistico, si vince solo se si convincono gli elettori. I sistemi elettorali – ha concluso il sindaco di Venezia – possono essere diversi, ma vince chi ha una leadership efficace e conquista i voti degli elettori”.
E Franceschini non è una leadership efficace? “Franceschini non è Berlusconi – risponde Cacciari – Qualcosa Dario sta rimediando, ma sul piano del movimento. Non ha tempo di organizzare la strategia o il partito. Cerca di salvare la baracca ma tutto è rimandato al dopo elezioni”.

Pd
Nella creazione del Pd sono stati fatti molti errori, dice Cacciari. “Bisognava costruire un Pd autenticamente federalista, invece si è fatto un partito vecchio stampo. Dall’altra parte il Pdl è territorialmente strutturato, con il predominio di An al Sud e della Lega al Nord. Berlusconi l’ha praticato, al di sotto della sua leadership c’è questa artcolazione. Noi che non abbiamo la forza mediatica di Berlusconi, ma avevamo rappresentanti territoriali forti lasciamo invece parlare solo gli oligarchi nazionali”. Più in generale, dice Cacciari, “Il Pd o si mette a fare politica alla grande oppure sull’immagine perderà sempre con una figura come Berlusconi”. Su Veltroni: “Nel Pd serviva un grande dibattito culturale. Veltroni avrebbe dovuto farlo quando era segretario invece di perdersi in baruffe da Fgci”.

(13 maggio 2009)


Franco Toniolo SANITÀ E REGIONI Dalla riforma “bis” del 1992 al “Nuovo patto per la salute 2006-2008″ pp. 288

Franco Toniolo
SANITÀ E REGIONI
Dalla riforma “bis” del 1992 al “Nuovo patto per la salute 2006-2008″
pp. 288

SANITÀ E REGIONI

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Amoroso Renato, Il nuovo reato di clandestinità e l’obbligo al rapporto

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Profili di tutela dei minori immigrati di Mario Pavone

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