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Biografie : Ritratti [ Il Foglio.it ]

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Documenta Il Foglio.it

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Biografie: Ritratti Il Foglio.it

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Michele Salvati, Il bipolarismo all’italiana – Corriere della Sera

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Quattrogatti, Scheda sugli ammortizzatori sociali in Italia

A causa della crisi internazionale, molti lavoratori rischiano di perdere il lavoro e molti altri si trovano già disoccupati. Quali aiuti offre lo Stato per venire incontro ai bisogni di queste famiglie?  In questa presentazione parliamo degli ammortizzatori sociali in Italia. Cosa sono? Chi ne ha diritto?  Quanti lavoratori non ricevono alcun aiuto? E’ vero che “Nessuno viene lasciato indietro”? Nella parte finale presenteremo un esempio di sussidio di disoccupazione per tutti che potrebbe chiudere i buchi del nostro sistema. In altri paesi un sussidio del genere c’è già da tempo, perché non introdurlo anche in Italia?

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Presentazione del libro “Eluana Englaro. La contesa sulla fine della vita”

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Dibattito dal titolo Tossicodipendenze e riduzione del danno

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Fini affronta anche la questione “biotestamento” e promette che farà «il possibile per correggere il testo alla Camera». – Corriere della Sera

BIOTESTAMENTO – Fini affronta anche la questione “biotestamento” e promette che farà «il possibile per correggere il testo alla Camera». «Non credo che si tratti di favorire la morte – spiega – ma di prendere atto della impossibilità di impedirla, affidando all’affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione». «Non voglio fare nessuna crociata contro i cattolici, per i quali ho il massimo rispetto – afferma – ma chi dice che su queste questioni decide la Chiesa e non il Parlamento per me è un clericale. Io dico di no, spetta al Parlamento decidere». «Ogni cittadino e ogni parlamentare – ribadisce – deve rispondere alla sua personale coscienza. Su questioni relative alla vita e alla morte non ci può essere un vincolo di maggioranza o di partito». Ma per l’Udc Fini sbaglia perché «un presidente della Camera non è chiamato a correggere, ma ad agire nel rispetto del suo ruolo istituzionale e a farsi garante della volontà del Parlamento». Luisa Capitanio Santolini aggiunge anche che «ci aspettiamo che la Camera possa lavorare tranquillamente e senza alcuna interferenza sul testo uscito dal Senato, nel quale stata trovata la giusta mediazione tra le posizioni per fare una buona legge sul fine vita».

Monito di Fini sull’immigrazione: «L’approccio emotivo è miope» – Corriere della Sera

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Federalismo fiscale – Treccani Portale

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Welfare State – Treccani Portale

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Multiculturalismo – Treccani Portale

multiculturalismo – Treccani Portale

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Famiglia – Treccani Portale

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Poverta – Treccani Portale

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Globalizzazione – Treccani Portale

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opinione pubblica – Treccani Portale

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Iraqi gays tortured and killed, says rights group – Middle East, World – The Independent

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Kabul, tornano le leggi dei taliban Legale lo stupro nel matrimonio – esteri – Repubblica.it

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Muslim Europe: the demographic time bomb transforming our continent – Telegraph

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cadavrexquis, Non si facciano troppe concessioni all’Islam

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Bankitalia: la crescita di immigrati non toglie lavoro agli italiani – cronaca – Repubblica.it

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Bruce Bawer: uno sguardo diverso sulla questione gay

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IstitutoTomistico’s Channel

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Istat, Compendio statistico italiano

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Sulla riforma della sanità negli Usa

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Quando l’Europa si scoprirà musulmana, Gabriela Jacomella 13 agosto 2009 – Corriere della Sera

Qualche cifra: la popolazione musulmana nell’Unione è più che raddoppiata nell’ultimo trentennio e raddoppierà di nuovo entro il 2015. Secondo l’Istituto per le politiche migratorie degli Stati Uniti, nel 2050 sarà di fede islamica un cittadino europeo ogni cinque. E per l’economista Karoly Loran, autore di uno studio commissionato dal Parlamento europeo, è già musulmano il 25% degli abitanti di Marsiglia e Rotterdam, il 20% di quelli di Malmö, il 10% dei parigini e dei londinesi.

Il sociologo Marzio Barbagli, da anni impegnato nello studio dei fenomeni migratori, conferma: «Nel suo ultimo libro, Reflections on the devolution in Europe, Christopher Caldwell calcola che nella Ue ci siano complessivamente 15 milioni di musulmani: soprattutto in Francia, Germania e Gran Bretagna. In maniera documentata, abbraccia la tesi allarmata fatta propria da altri studiosi e giornalisti, tra cui Oriana Fallaci».

Una tesi simile a quella sostenuta qualche anno fa dallo storico e orientalista Bernard Lewis, per il quale nell’arco di 50-80 anni l’Europa sarebbe diventata un Paese arabo. «Alla base — spiega Barbagli — c’è il concetto per cui la religione islamica finirà per prevalere su quella cristiana, perché gli europei sono ormai secolarizzati, tolleranti, relativisti, sempre più incerti dal punto di vista dei valori». Una lettura da cui il sociologo dissente: «Ci sono, al contrario, esperienze storiche che fanno pensare come, pur avendo caratteristiche particolari, i valori di questa religione finiranno per subire le stesse trasformazioni vissute dal cristianesimo ».

I musulmani, a contatto con la cultura europea, andrebbero a loro volta incontro a un mutamento. «Ad esempio sulla fecondità: mettono al mondo più figli, è vero, ma la forbice si sta fortemente riducendo». Barbagli ricorda un’indagine da lui svolta in Emilia Romagna, «sui bambini nati in Italia da famiglie musulmane: ebbene, quanto più tempo avevano passato nel nostro Paese, tanto meno era probabile che frequentassero i luoghi di culto dell’islam. Il processo è lento, a volte impercettibile, ma avviene».

E i dati tedeschi lo dimostrano: se solo il 4% dei musulmani interpellati nel corso dell’inchiesta si dichiara «per nulla religioso», il velo (tra i punti più spinosi del dibattito sull’integrazione) non viene mai indossato dal 69% delle musulmane di prima generazione e dal 70,7% di quelle di seconda; la quasi totalità degli studenti frequenta sia le classi miste di educazione fisica che le ore di educazione sessuale.

Il quadro, insomma, sembra decisamente più roseo di quanto farebbero intendere le invocazioni alla jihad risuonate nei giorni scorsi al processo contro il «gruppo della Sauerland», la presunta cellula terrorista islamica guidata dal tedesco convertito — in Germania, già nel 2006 erano 14.300 — Fritz Gelowicz. Buone notizie arrivano anche (nonostante alcune polemiche interne) dalla Conferenza sull’islam creata nel 2006 per facilitare il dialogo tra governo e comunità musulmana: «L’islam—così il ministro degli Interni Wolfgang Schäuble (Cdu) — è ormai da tempo parte integrante del nostro Paese». Una dichiarazione che, per la portavoce del Consiglio centrale dei musulmani in Germania (e membro della Conferenza) Nurhan Sokyan, «ha smosso la coscienza di molti, anche tra i musulmani. Io stessa sono diventata più consapevole del fatto che, come parte della Germania, abbiamo il dovere di impegnarci».

Quando l’Europa si scoprirà musulmana – Corriere della Sera

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E il giudice svelò i torturatori di Baby P, di Fabio Cavalera in Corriere della sera 12.8.2009

I soccorritori del «999» chiamati la sera del 3 agosto 2007 dalla giovane mamma Tracey Connelly, trovarono morto Baby P, il piccolo Peter con la chioma bionda e gli occhi azzurrissimi. Era adagiato nelle lenzuola del suo lettino inzuppate dal sangue di 22 ferite. Il corpo era macchiato dai lividi e dai segni delle emorragie interne provocate da ripetute percosse sull’ addome, alla testa, alla schiena. E, sulla pelle delicata, era timbrato coi buchi scavati dai mozziconi di sigaretta. Appena due giorni prima, la pediatra Sabah Al-Zayyat, in un ospedale del nord di Londra vicino a Tottenham dove abitava la famiglia, aveva visitato Baby P e non si era accorta di quelle ecchimosi rispendendo il bimbo di diciassette mesi a casa. Nell’ inferno della sua casa. Non aveva dato retta, la dottoressa, ai pianti di dolore e neppure si era resa conto che alcune delle cicatrici e dei «blu» erano stati nascosti con un velo di cioccolata. Un’ atrocità. Tracey Connelly col convivente Jason Barker, ladro, piromane, attaccabrighe, e il sadico fratello di questo, Steven, un nazista fanatico e violentatore di bambini, aveva cancellato le prove degli ultimi accanimenti. Ma ben peggio della pediatra, prima di quel 3 agosto 2007, avevano combinato i responsabili dei servizi sociali di zona i quali per 70 volte, dall’ 1 marzo 2006 il giorno della nascita di Peter, pur avendo Tracey, la mamma, nei loro registri di cura e di assistenza, avevano sentenziato che Baby P doveva vivere lì, nell’ inferno.

vai all’articolo:

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Sanità, una partita doppia : BLOGONOMY – Il blog di Economy

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L’Archivio dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze: inventario online

La raccolta documentaria che costituisce l’Archivio storico dell’Istituto degli Innocenti rappresenta un patrimonio unico nel suo genere per completezza cronologica e varietà di contenuti. Tale ricchezza, costituita da ben 13.537 unità, testimonia la vita dell’antico Ospedale a partire dalla sua edificazione e quella di innumerevoli altri enti, famiglie e personaggi la cui memoria scritta pervenne, con i loro patrimoni, agli Innocenti nel corso dei secoli.

Tra le serie documentarie di notevole rilievo per la storia dell’Ospedale e per quella della sua attività assistenziale, prodotte in gran parte sotto il Patronato dell’Arte della Seta (secc. XV-XVIII), sono particolarmente preziose quelle dei Libri della muraglia (1419-1582), che testimoniano l’accrescimento della Fabbrica brunelleschiana; dei Libri dei privilegi (secc. XV-XVIII) concessi dal Comune all’antico Ospedale; delleDeliberazioni degli Operai (1575-1791), preposti alla gestione dell’Ente; dei registri di Balie e bambini (1445-1950), testimonianti la continuità dell’attenzione ai bisogni dell’infanzia nel corso dei secoli e attraverso le varie forme di governo istituzionale.

Tra i fondi documentari degli Enti aggregati agli Innocenti, tutti di notevole interesse storico, sono particolarmente noti quelli dell’Ospedale di san Gallo (1218-1488), della Badia di Fiesole (1393-1782) del monastero di san Salvatore a Settimo. Di quest’ultimo, in particolare, ci sono pervenuti gli Antifonari (secc. XIV-XVII) corredati da miniature di ottima fattura trecentesca e quattrocentesca, conservati nel Museo dell’Istituto.

Tra le tante memorie familiari ed aziendali pervenute per via ereditaria, rivestono uno speciale interesse per la Storia economica e sociale quelle dei numerosi mercanti, imprenditori e banchieri, attivi in ambito nazionale ed europeo tra il XV e il XVI secolo, conosciuti agli studiosi col nome di Estranei: i Banchi, i Cambini, i Salutati, i Gondi, i Guadagni, i Ridolfi, i Della Casa, per citare i più noti, attivi a Firenze tra XV e XVI secolo.

L’inventario online permette di apprezzare la complessità dell’Archivio, specie grazie alla modalità di visualizzazione dei risultati delle ricerche. Infatti, come indicato nella pagina introduttiva alla consultazione, partendo da un qualsiasi elemento (fondo, sezione, settore o unità archivistica) è possibile orientarsi anche visivamente nell’organizzazione dell’intero piano gerarchico.

URL: <http://www.istitutodeglinnocenti.it/culturali/archivio.jsf?l>

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Iniziative formative promosse dall’IRSSeS di Trieste

cod. 10/2009 – La famiglia: risorsa per lo sviluppo individuale e della comunità
cod. 11/2009 – Le nuove norme in materia di violenza sessuale e stalking
cod. 12/2009 – Promuovere la partecipazione della comunità locale
cod. 13/2009 – Nuove norme in materia di sicurezza
cod. 14/2009 – La costruzione di percorsi di benessere: offerta dei servizi e scelte consapevoli
cod. 01/2010 – Maturazione affettiva e relazionale nella disabilità
cod. 02/2010 – L’aggressività nei servizi alla persona
cod. 03/2010 – Programmare e controllare le performance dei servizi
cod. 04/2010 – La presa in carico dell’abusante
cod. 05/2010 – Vulnerabilità sociali e rete dei servizi: verso una ridefinizione del lavoro sociale
cod. 06/2010 – Progettare l’intervento sociale
cod. 07/2010 – Tavola rotonda: I limiti dell’intervento sociale
cod. 08/2010 – Tavola rotonda: Povertà, mobilità, percorsi identitari

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Caritas in veritate – Lettera Enciclica, Benedetto XVI

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Moratoria sui nuovi pagani: come nella antichità, oggi Cina e India prati – di Francesco Agnoli IL FOGLIO – 29/07/2009cano lo sterminio dei neonati. Un libro racconta la strage delle bambine

Moratoria sui nuovi pagani – di Francesco Agnoli

IL FOGLIO – 29/07/2009 [681,38 KB]

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Mercedes Bresso, Chi è il nemico dell’unità d’Italia – LASTAMPA.it

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Claudio Risè, La droga e il declino

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SEMPRE IN CONTATTO Relazioni virtuali in adolescenza Autore: AA. VV. Editore: Franco Angeli

Quali sono le ragioni evolutive, affettive e profonde che spingono l’adolescente ad utilizzare la tastiera per dialogare con la migliore amica o con i compagni di scuola? Cosa possiamo suggerire ai genitori sbigottiti dal figlio che chiamato per cena risponde dicendo “Aspetta! Non vedi che sono con un amico” oppure “Un attimo sono di là con Francesca” descrivendo una presenza fisica del proprio interlocutore, in realtà seduto in un’abitazione situata dall’altra parte della città? Quali significati e contenuti transitano in internet e nella rete telefonica, attraverso l’utilizzo di programmi come Messenger, nella scrittura degli sms e nell’invio degli “squilli”? Sulla base di un’indagine che ha coinvolto più di mille adolescenti il libro propone un’articolata e approfondita analisi psicologica delle relazioni virtuali in adolescenza, cercando di fornire dati, interpretazioni e ipotesi che consentano al lettore di addentrarsi nelle ragioni evolutive che sostengono la comunicazione mediata tecnologicamente e di trovare possibili risposte a quesiti educativi, professionali o semplicemente personali. Come testimoniato dalla voce e dagli sms degli adolescenti, l’amicizia, l’amore, la relazione di coppia, ma anche quella con i genitori, si mantengono, evolvono e si trasformano anche attraverso queste moderne forme di comunicazione. Per gli adulti si tratta allora di non condannarne ideologicamente l’utilizzo e non negarne le importanti ricadute sul processo di crescita. Il volume mette a disposizione di genitori, insegnanti ed educatori strumenti a sostegno di questo importante compito.

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Parla Barbara Berlusconi: stupita delle attenzioni verso Noemi – Affaritaliani.it

“Penso che una società esprima un senso della morale comune. I rappresentanti politici che sono chiamati a ben governare, a far prosperare la comunità, sono anche tenuti a salvaguardare i valori che essa esprime, possibilmente a elevarli. Non credo, quindi, che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata”.

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Bankitalia: al Sud la vita costa meno – LASTAMPA.it

Il livello dei prezzi nel Mezzogiorno è più basso di circa il 16,5% rispetto al Centro-Nord. È il risultato più significativo di uno studio realizzato da due economisti della Banca d’Italia (Luigi Cannari e Giovanni Iuzzolino) su ’Le differenze nel livello dei prezzi al consumo tra Nord e Sud’. Un divario in cui – secondo i ricercatori – pesa soprattutto la differenza nel costo degli affitti, che al Sud è circa il 60% di quello del Centro-nord. «Se si assume – spiegano gli economisti in questo Occasional paper pubblicato nelle ’Questioni di economia e finanzà – che i prezzi di alimentari, abbigliamento e arredamento (ai quali è attribuibile circa un terzo della spesa per consumi delle famiglie) siano i soli a presentare differenze nel territorio, il costo della vita nel Mezzogiorno risulta inferiore di circa il 3% rispetto al Centro-nord». 

segue qui

Bankitalia: al Sud la vita costa meno – LASTAMPA.it

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