Sanità: il Piano della Regione Calabria

 

(regioni.it) La Giunta Regionale della Calabria ha approvato il 10 settembre il Piano di riqualificazione e razionalizzazione del Servizio sanitario della Regione 2010-2012. L’obiettivo strategico del Piano – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta

Newsletter n. 1437 del martedì 15 settembre 2009

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Glossario dei servizi sociali Inglese ⋅ Francese ⋅ Tedesco ⋅ Italiano ⋅ Spagnolo

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Convegno “Biografia, non solo Biologia”, 21 settembre ore 09.00-1300 – Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano- Via San Paolo, 12 – Milano

Convegno “Biografia, non solo Biologia”

“Biografia, non solo Biologia”

Per celebrare la XVI Giornata Mondiale Alzheimer la Federazione Alzheimer Italia e la Fondazione Golgi Cenci organizzano il convegno “Biografia, non solo Biologia” per guardare alla malattia anche da un’altra visuale: quella del malato. La sua storia, i suoi sentimenti, le sue paure, il suo desiderio di sentirsi ancora utile saranno per tutti noi una fonte di insegnamento unica e preziosa.

Parteciperanno:

Ferruccio Fazio
Viceministro del ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
Antonio Guaita
Geriatra – Direttore Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso
Peter J.Whitehouse
Professore di neurologia – Case Western Reserve University, Cleveland
Gabriella Salvini Porro
Presidente Federazione Alzheimer Italia
Gianluigi Forloni
Capo Dipartimento Neuroscienze Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Alberto Spagnoli
Psicoterapeuta – Direttore Dipartimento Psicogeriatria, Centro S.Ambrogio Fatebenefratelli, Cernusco sul Naviglio
Giovanni B. Frisoni
Neurologo – Vicedirettore Scientifico IRCSS, centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, Brescia

21 settembre ore 09.00-1300 – Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano-
Via San Paolo, 12 – Milano


Gian Enrico Rusconi, Italia anche questa è democrazia – LASTAMPA.it

Fine della democrazia? Postdemocrazia? No: più banalmente, la democrazia che c’è. O che ci meritiamo. I milioni di italiani che accettano questa situazione sono degli sprovveduti o dei turlupinati? Stento a crederlo. O se sono complici, di che cosa sono complici esattamente?

L’uso e l’abuso della particella post applicata alla democrazia e a quasi tutti i fenomeni attuali segnala l’incapacità di definire la nostra condizione specifica. Rischiamo di essere epigoni che si definiscono per differenza da ciò che c’era prima – un prima spesso idealizzato.

Nel nostro Paese – dove quasi tutti gli studiosi offrono diagnosi sulla soglia del catastrofismo – c’è mai stato un momento storico in cui funzionava una buona democrazia o quanto meno una democrazia accettabile? La risposta è affermativa a patto che si cancellino o si sdrammatizzino le critiche dure che gli stessi analisti di oggi (o i loro maestri) avevano fatto a suo tempo. Abbiamo dimenticato la «democrazia bloccata», la «democrazia di massa», «la democrazia senza alternanza», «l’ingovernabilità» e poi «il decisionismo» (craxiano) e «la democrazia dell’applauso» (Bobbio 1984)?

Alla fine non era unanime la denuncia che «i partiti» avevano espropriato «i cittadini» di ogni autentica possibilità di partecipazione democratica?

Si dirà che adesso siamo arrivati ad un punto rispetto al quale i difetti denunciati ieri appaiono persino veniali. Ma allora dobbiamo chiederci se si è trattato di un accumularsi irreversibile di vizi di struttura che non sono stati corretti quando si potevano correggere. Oppure di un «salto di qualità» imputabile a nuovi fattori strutturali generali che elenchiamo come una giaculatoria (globalizzazione, de-industrializzazione, precarizzazione del lavoro, tracollo dei movimenti operai tradizionali, elefantiasi dei sistemi mediatici, e quindi populismi di varia natura). Ma perché soltanto nel nostro Paese questi fattori hanno prodotto l’ascesa irresistibile di un personaggio come Silvio Berlusconi? Il monopolio mediatico-comunicativo e la sovrapposizione degli interessi privati e pubblici (con l’irrisolto conflitto di interessi) sono stati la causa o non piuttosto il sintomo di una insensibilità democratica diffusa e pregressa che aveva cause e motivazioni precedenti? Nel frattempo il berlusconismo ha realizzato il ricambio di classe politica più radicale dall’immediato dopoguerra. E sembra godere di un consenso che resiste ad ogni bufera.

I beneficiari e i protagonisti di questa mutazione, politici e intellettuali, si tengono ben stretto il successo di cui godono oggi, ma non fanno nessun serio tentativo di dare una forma concettuale o ideologica coerente alla situazione che si è creata. Uno solo continua a parlare e a dettare l’agenda politica e ciò che resta della cultura politica: Silvio Berlusconi. Gli altri reagiscono, compresa l’opposizione. L’indifferenza intellettuale personale del Cavaliere verso la qualità culturale del consenso/dissenso di cui può godere/soffrire si è trasmessa anche ai suoi sostenitori, compresi gli intellettuali di professione. Non è fuori luogo il sospetto che la campagna contro il giornalismo nasconda l’ostilità al ceto intellettuale come tale. Se è così, siamo davanti ad un fenomeno interessante in un Paese tradizionalmente caratterizzato dall’enfasi e dalla retorica dei «letterati» e degli ideologi. Ma a ben vedere l’impoverimento della riflessione politica e ideologica è l’altra faccia della logica del sistema comunicativo mediatico-televisivo rispetto alle forme tradizionali di trasmissione sia dell’informazione che della cultura. La politica come intrattenimento. Come intermezzo e sintesi del flusso mediatico continuo.

Che razza di democrazia è questa? In proposito da tempo è stato coniato il concetto di «populismo mediatico» che presuppone quello di «democrazia populista». Fermiamoci un istante a riflettere. Per decenni a sinistra la critica alla democrazia si è basata sulla distinzione tra «democrazia formale» (legata alle elezioni e a procedure di funzionamento riconosciute anche al sistema italiano) e «democrazia sostanziale» sempre carente, sempre attesa, sempre invocata.

Oggi questa distinzione sembra aver perso ogni efficacia esplicativa per due ragioni: per la rivoluzione mediatica, nel senso detto sopra e, più sottilmente, per la centralità assegnata nel gergo politico al concetto di «popolo» – il depositario degli interessi sostanziali della democrazia. Pensiamo alla denominazione del «Popolo della libertà» e alla retorica della Lega. In entrambi i casi il concetto di popolo è usato in senso polemico contro il sistema democratico esistente e le sue regole di rappresentanza.

Berlusconi ha retoricamente introdotto la novità del «popolo-degli-elettori». Il «popolo» è chi lo vota. Non è la nazione o l’etnia (vera o inventata) ma un evento politico. La democrazia del voto diventa la democrazia tout court. Più la stratificazione sociale nasconde i suoi connotati di classe tradizionali, complessificandosi nella diversità delle fonti di reddito e delle posizioni di lavoro o di precarietà, nella pluralità degli stili di vita e di consumo, nell’autopercezione personale e sociale – più si crea la finzione del «popolo» che persegue i suoi interessi sostanziali seguendo il leader. Di più: nelle intenzioni del leader se questo «popolo» vince le elezioni può pretendere di modificare a suo piacimento la Costituzione. Prende il posto del demos sovrano che è il fondamento stesso della democrazia. Se questa nostra osservazione è giusta, più che ad un dopo-democrazia siamo davanti a una mutazione genetica del concetto di demos. Il problema è antico: il demos nato come alta finzione di cittadini liberi, maturi, responsabili è entrato a partire dal XIX secolo in collisione, poi in competizione con la classe sociale, trovando quindi faticosi equilibri nelle varie forme di democrazia sociale. Oggi si annuncia una nuova fase innescata dalla destrutturazione delle classi e dal ruolo decisivo assunto dalla comunicazione di massa. Il demos è socialmente destrutturato e frammentato, ma una parte consistente di esso si polarizza politicamente verso il leader.

Facciamo un altro passo in avanti nella nostra analisi. Spesso per spiegare l’anomalia italiana molti analisti (a sinistra) hanno parlano di un’estraneità tra «il sistema politico» (inefficiente, inadeguato o appunto di semplice «democrazia formale») e «la società civile» (vitale e ricca di risorse e di energie, portatrice di «democrazia sostanziale»). E oggi quindi molti fanno appello ad una «società civile» italiana che si contrapporrebbe a Berlusconi.

E’ un errore. Il berlusconismo infatti è esso stesso espressione della «società civile» italiana. O se vogliamo, della sua disgregazione e del suo disorientamento. Molte patologie sociali (generalizzata assenza di senso civico e senso dello Stato, endemica complicità di molte regioni e gruppi sociali con la criminalità organizzata, comportamenti antisolidali e razzismo latente) non provengono dal di fuori, ma dal ventre della società civile. Non si tratta di negare l’esistenza di gruppi, settori, pezzi di «società civile» attivi, generosi, preziosi per la realtà concreta della democrazia. Ma è inaccettabile la contrapposizione di principio tra «la società civile» e il «sistema politico» come se fossero due poli ed entità autonome.

Il quadro della democrazia italiana è davvero complicato e difficile da decifrare. Le pulsioni autoritarie che provengono dall’alto e da altri settori non sono sufficienti per tracciare una diagnosi di una possibile, sia pure soffice, fascistizzazione. Ci sono solidi anticorpi democratici nel Paese, dentro e fuori le istituzioni. Non siamo nel 1923 o nel 1924. Assistiamo tuttavia ad una mutazione profonda della democrazia che, misurata ai suoi criteri ideali, ci sconcerta. Ma può e deve essere guidata. Chi ne ha la capacità?

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Tendenze nuove Materiali di lavoro su sanità e salute della Fondazione Smith Kline, Il Mulino

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Studi Zancan, Fondazione Emanuela Zancan – Centro Studi e Ricerca Sociale

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SPUNTI, Studio APS Analisi Psico Sociologica

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Servizi sociali Oggi, Periodici Maggioli

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la Rivista di Servizio Sociale − ISTISSS

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La rivista delle politiche sociali, RPS | Ediesse

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RASSEGNA DI SERVIZIO SOCIALE, EISS – ENTE ITALIANO DI SERVIZIO SOCIALE

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Prospettive Sociali e Sanitarie

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Narcomafie. Gruppo Abele

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Le riviste del Mulino

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I LUOGHI DELLA CURA, Gruppo CIC

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Lavoro sociale, Erickson

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Autonomie locali e servizi sociali, Il Mulini

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Appunti sulle politiche sociali, Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati

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Animazione Sociale, Gruppo Abele

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Aggiornamenti Sociali

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Adultità – Guerini editore

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Franco Angeli Edizioni – Riviste

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Discorso del Presidente Obama sulla riforma della sanità tenuto davanti al Congresso degli Stati Uniti- 9 settembre 2009

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Dossier “Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne “

Si è svolta dal 9 al 10 settembre alla Farnesina, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro per le Pari opportunità e del Ministro degli Esteri la “Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne”, una iniziativa della Presidenza italiana del G8. Il Presidente della Repubblica ha affermato che la violenza sulle donne, l’omofobia e la xenofobia nascono “dall’ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica”, per cui è quindi fondamentale “educare l’insieme delle nostre società ai valori dell’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e ai valori della non discriminazione”. Il Ministro degli Affari esteri ha sottolineato, che, inevitabilmente, “esiste uno stretto legame tra godimento dei diritti umani e sviluppo”. I diritti umani rimangono una “priorità assoluta” del Governo italiano, ha aggiunto, ricordando che da tempo l’Italia combatte contro “una forma aberrante di violazione fisica del corpo femminile, le mutilazioni genitali”: di qui l’appello alle Nazioni Unite perché le mettano definitivamente al bando. Il Ministro per le Pari Opportunità ha ribadito l’impegno del governo per l’affermazione dei diritti delle donne, sia sul piano nazionale che internazionale. “La violenza contro le donne”, ha detto il Ministro, “è un crimine” che troppo spesso si accetta, quasi fosse una parte della natura umana. Noi non accettiamo questa indifferenza, o peggio, questa acquiescenza: vogliamo che tutto il mondo parli, si scandalizzi, agisca”. Le conclusioni della Conferenza, di cui la Carfagna ha dato lettura al termine dei lavori, confluiscono in un appello a definire una strategia comune per sconfiggere “una inaccettabile forma di violazione e privazione dei diritti umani”.

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Dossier “Misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione”

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha emanato il 16 luglio 2009 l’Ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7 settembre 2009 per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione. L’Ordinanza dispone: L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali. I Comuni sono tenuti: ad assicurare la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell’anagrafe canina, la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune; ad evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza; ad assicurare il possesso, da parte della struttura individuata, di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani; a far sì che la struttura individuata, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non abbia una capacità superiore alle duecento unità di animali; ad assicurare la restituzione dell’animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione; a garantire attività che aumentino l’adottabilità dei cani e l’apertura al pubblico almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. Da parte sua la struttura individuata deve prevedere l’accesso e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali, aventi come obiettivo la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione. I cani non ancora sterilizzati all’entrata in vigore dell’Ordinanza presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all’intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza stessa a cura del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.

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Dossier “Associazionismo sociale: le linee di indirizzo per l’anno 2009″

Undici milioni di euro stanziati nel 2009 per l’associazionismo dal Ministero del Welfare per la realizzazione di iniziative e progetti. Lo rende noto la Direttiva ministeriale 30 luglio pubblicata in Gazzetta ufficiale il 10 settembre scorso. Dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali arrivano le linee di indirizzo per le associazioni di promozione sociale che vogliano presentare progetti o avviare iniziative di formazione e di informatizzazione. Una disponibilità di 11 milioni di euro dedicata, per l’anno 2009, alla realizzazione di progetti rivolta alla popolazione più soggetta a situazioni di marginalità e disagio, ma anche alla promozione di tutela di anziani o bambini, e dei ragazzi più giovani, in particolare coloro che non sono inseriti nel tessuto occupazionale del Paese. Disabilità, tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, promozione dell’inclusione sociale e sostegno a situazioni di marginalità, attenzione ai cittadini anziani e alle qualità della vita di chi vive in condizioni di non autosufficienza. Queste dunque le aree che il Welfare intende sostenere con i contributi alle associazioni, invitate, quest’anno, a rivolgere un’attenzione particolare alle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal sisma dell’aprile scorso. Gli interventi legati all’evento sismico otterranno un punteggio maggiore se proposti e realizzati con l’impegno della regione Abruzzo. Possono presentare richiesta di contributo le associazioni di promozione sociale che risultino iscritte nei registri, singolarmente o in forma di partenariato tra loro. La richiesta di contributo può prevedere la collaborazione di enti pubblici. I moduli per la presentazione della domanda sono disponibili nella sezione “documenti” di questo approfondimento.


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Cantori A., ASSISTENTE SOCIALE ISTRUTTORE DIRETTIVO NEGLI ENTI LOCALI Manuale teorico-pratico per la preparazione ai concorsi negli Enti Locali per il ruolo di Istruttore Direttivo Assistente Sociale, Maggioli Editore

ASSISTENTE SOCIALE
ISTRUTTORE DIRETTIVO NEGLI ENTI LOCALI
Manuale teorico-pratico per la preparazione ai concorsi
negli Enti Locali per il ruolo di Istruttore Direttivo Assistente Sociale
(Categoria D)

Rivolto a chi intende affrontare il concorso pubblico e conoscere il profilo professionale in questione o le specificità operative del settore, questo nuovissimo Manuale tratta gli argomenti base sull’ordinamento degli Enti Locali e sull’attività amministrativa con specifiche considerazioni riguardanti l’area dei servizi alla persona.

Fornisce, inoltre, schemi di atti amministrativi (delibere, determine, ordinanze) adottati dagli organi politici e gestionali dell’Ente Locale in materia di competenze socio assistenziali.

Volume indispensabile per orientare e semplificare la preparazione dei candidati, così organicamente suddiviso:

Parte
prima
Selezione di argomenti d’interesse inerenti le prove concorsuali Il Testo unico degli Enti Locali.
Il procedimento amministrativo.
I reati contro la Pubblica Amministrazione.
I servizi socio-assistenziali.
Parte
seconda
Schemi di atti amministrativi
(adottati dal Consiglio comunale, dalla Giunta comunale, dal Sindaco e dal Dirigente).

Appendice
Breve glossario della Pubblica Amministrazione e normativa fondamentale.

A. Cantori, Sociologo, Assistente sociale, Professore a contratto di Organizzazione del Servizio sociale Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia, Corso di Laurea in Servizio sociale.

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Prospettive Sociali e Sanitarie anno XXXIX – n. 15-16 – 1-15 settembre 2009

Prospettive Sociali e Sanitarie
anno XXXIX – n. 15-16 – 1-15 settembre 2009

Questo doppio fascicolo di PSS fa seguito al quarto seminario di
Welforum su “Regioni e valutazione delle politiche e degli interventi
sociali”, svoltosi a Napoli il maggio scorso, dal quale trae un quadro
delle pratiche valutative in atto in Regioni e Province. Il tema è
complesso ed articolato e le teorizzazioni e le pratiche di
valutazione risultano fortemente differenziate. Durante il Seminario
si è cercato di proporre e condividere punti di riferimento, categorie
di analisi, classificazioni e terminologie, in modo da consentire
dialoghi costruttivi fra i partecipanti, nelle loro articolate
esigenze ed esperienze professionali.
All’editoriale di Emanuele Ranci, che ripercorre i temi affrontati
durante il seminario, fa seguito il contributo di Daniela Mesini, Ugo
De Ambrogio e Sergio Pasquinelli, che propongono una ricognizione e
un’analisi dello stato di avanzamento della valutazione nei diversi
contesti regionali.
La rilevazione sulle pratiche di valutazione in atto, effettuata con
la preziosa collaborazione di Regioni e Province, ha consentito di
individuare esperienze di particolare interesse e di selezionarne
alcune da presentare negli scritti che seguono.
Conclude Andrea Tardiola, che pone in relazione il tema della
valutazione con il tema di grande attualità del federalismo fiscale,
dei costi standard e dei livelli essenziali.

________________________
Prospettive Sociali e Sanitarie
via XX Settembre 24, 20123 Milano
tel. 0246764275 – fax 0246764312
http://pss.irs-online.it


Prospettive Sociali e Sanitarie: la newsletter

Prospettive Sociali e Sanitarie

la newsletter

La newsletter di Prospettive Sociali e Sanitarie

Se vuole ricevere ogni quindici giorni un’e-mail contenente l’anteprima del fascicolo in uscita di Prospettive Sociali e Sanitarie, insieme a notizie, appuntamenti e collegamenti di interesse, può registrarsi gratuitamente al sito.

Così facendo, avrà anche l’opportunità di effettuare ricerche sui titoli e gli argomenti di tutti i fascicoli usciti.

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politica sociale – Google Libri

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servizi educativi – Google Libri

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servizi sociali – Google Libri

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Il caso di incesto che scuote gli Usa – Corriere della Sera

Più di dieci anni fa diede uno dei suoi figli in adozione e ne perse presto le tracce. Dopo due lustri, grazie al web, è riuscita a ritrovarlo e l’ha immediatamente avvicinato. Quella che all’apparenza sembrerebbe una vicenda a lieto fine, è invece una tremenda storia che sta inquietando Waterford, piccola cittadina americana a circa 50 km da Detroit. Aimee Louise Sword è accusata di aver avuto rapporti sessuali con il figlio biologico e il prossimo 21 settembre dovrà comparire davanti al giudice per la prima udienza del processo

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Maria Grazia Meda, Amici Unisex | L’espresso

Amici Unisex, di Maria Grazia Meda I legami più forti? Sono quelli che intrecciamo con persone del nostro stesso sesso. Da piccoli e da adulti. Perché nascono da bisogni più profondi dell’eros.

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Alessandra Cicalini, Il mestiere del nonno… autorevole!, Blog Stannah

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Fondazione Nord Est: A4. Tendenze della natalità e della mortalità

Tendenze della natalità e della mortalità

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Fondazione Nord Est, I movimenti migratori interregionali e con l’estero

vai qui:

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Fondazione Nord Est, La dinamica della popolazione: quadro generale 11/09/2009

La dinamica della popolazione (I): il quadro generale

11/09/2009

Il Nord Est oltre i sette milioni di abitanti, grazie ad una crescita maggiore di quella nazionale

leggi qui:

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Primo monitoraggio sull’applicazione della legge Brunetta sulla trasparenza 14 Settembre 2009

Primo monitoraggio sull’applicazione della legge Brunetta sulla trasparenza

14 Settembre 2009

municipia.it

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Moduli.it – il portale italiano della modulistica

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Carlo Bellieni, Se la qualità è la misura della vita il disabile diventa zavorra inutile | Fondazione Magna Carta

È stato pubblicato in questi giorni in Inghilterra un protocollo dal titolo “Valuing People Now” (”Valorizzare da subito le persone”) attraverso il quale il Governo britannico rinnova la strategia per sopperire alle gravi carenze del sistema sanitario nei confronti degli individui con handicap mentale denunciate nel luglio 2008 dal rapporto “Healthcare for All” (Cura della Salute per Tutti). Sulla rivista “Lancet”, veniva così sintetizzato il risultato del rapporto: “Il rapporto ha mostrato che le persone con disabilità di apprendimento hanno grande difficoltà ad accedere al Sistema Sanitario Nazionale. Purtroppo, i sanitari e il sistema sanitario ignorano ampiamente questi individui. (…) Il fatto è che le persone con difficoltà di apprendimento sono quasi invisibili al Sistema Sanitario Nazionale” (9 agosto 2008). I risultati della ricerca lasciavano sgomenti sui reali diritti dei disabili in un’epoca in cui la salute è garantita come diritto e le minoranze sono, a parole, tutelate. Il rapporto sosteneva che le persone con ritardo mentale ricevono meno analgesia e meno cure palliative – in particolare se fanno parte di etnie minoritarie – dal momento che i segni di dolore vengono confusi con quelli che sono espressione di malattia mentale. Riportava che in caso di diabete o d’ipertensione ricevono meno test e meno esami degli altri. E la conclusione è shoccante: “Le persone con disabilità di apprendimento sembrano ricevere cure meno efficaci di quello che dovrebbero ricevere. C’è evidenza di un significativo livello di sofferenza evitabile e sembra verosimile che ci siano morti che potrebbero essere evitate”. Sono tre i punti del documento che spiegano tale carenza omissiva: in primo luogo la carenza di educazione curriculare per medici e infermieri a trattare e interpretare le necessità e i segnali delle persone con disabilità mentale. Il secondo punto è quello che il documento definisce overshadowing (oscuramento) diagnostico, ovvero la tendenza dei medici a scambiare erroneamente i sintomi di comuni malattie per “atteggiamenti” dovuti al ritardo mentale. Il terzo punto è ancora più inquietante: “talora non viene offerta una cura a persone con disabilità mentale perché si traccia un giudizio sul valore di quella persona. Questo giudizio implica che una vita vissuta con disabilità mentale è una vita di minor valore”. Quest’ultima frase ricorda un’indagine fatta tra i medici di numerosi Paesi che in maggioranza affermavano proprio come la vita con disabilità neurologica o fisica sia peggiore della morte (”Journal of the American Medical Association”, novembre 2000). L’ultimo punto – ma i primi due sono specchio del terzo – ci riporta a un dato inquietante, così sintetizzato da Didier Sicard, presidente emerito del Comitato Nazionale Francese di Bioetica: l’eugenetica di un tempo si è ora cambiata d’abito, ma scorre ampiamente nella nostra società. Probabilmente è così: non si afferma più che certi esseri umani hanno un “valore inferiore” sulla base di un presunto “bene della Patria” o “della razza”; ma che in fondo è “loro interesse” morire, perché “inevitabilmente soffrono”, e perché, se assolutamente dipendenti dagli altri, non avrebbero vita dignitosa; da qui a sostenere che sofferenza e dipendenza facciano perdere la qualità di “persona” il passo è breve. Ma mentre l’inquietante affermazione che nega l’essere “persone” dei disabili trova facile risposta già nella vita di tutti i giorni, attraverso l’amore di tante mamme e mogli che curano con affetto i neonati o i malati gravi, persone a tutti gli effetti, le altre due – riguardanti il dolore “inevitabile” e la “perdita di dignità” – sono affermazioni altrettanto errate, ma che devono essere ben comprese. Vediamo di capire. Varie ricerche mostrano che per una serie di ragioni, tra cui il livello delle cure e l’ambiente familiare, la qualità di vita percepita dai disabili può essere pari a quella della popolazione generale, come mostrano uno studio su ex prematuri tra cui molti con problemi funzionali (Saroj Saigal, in “Pediatrics” del marzo 2006) o un altro su disabili fisici, di cui solo il 18 per cento poteva camminare senza aiuto (Susanna Chow, in “Quality of Life Research”, 2005). La discrepanza tra la qualità di vita vista “dall’esterno” e quella percepita dal malato è un fatto ben noto e fu definita disability paradox da Gary Albrecht e Patrick Devlieger che osservarono che inaspettatamente il 54 per cento dei disabili moderati o gravi del loro studio riportavano di percepire una qualità di vita “eccellente” (”Social Science and Medicine”, aprile 1999). Questo non significa che la vita con disabilità non sia una vita colma troppo spesso di fatica e dolore, e soprattutto una vita da curare con priorità, ma significa che dolore e fatica non sono per sé in grado di sopraffare la voglia di vivere – a differenza di quanto invece fanno l’abbandono e la solitudine – e dunque non sono l’ultima definizione della vita dei malati che certamente soffrono, ma riescono anche, con tragica forza talora, ad andare oltre la loro stessa sofferenza. Non è neanche vero che la malattia, anche quella estrema, renda la vita (o la morte) non dignitosa: la dignità dell’uomo resta tale anche in condizioni non dignitose: è un paradosso che reclama di cambiare le condizioni, non di mettere fine alla vita. Le persone malate vanno curate e curate bene e la nostra società ancora è indietro rispetto ad una giusta classifica delle priorità. Ma risulta difficile capire come invertire la tendenza in società che guardano il malato con pietismo e non generando un’attiva solidarietà; che accanitamente moltiplicano i fondi per gli screening prenatali per malattie genetiche non curabili (vedi Joyce Carter sul “Brithish Medical Journal” dell’aprile 2009), riempiono i quotidiani con richieste di apertura all’eutanasia, ma il cui accanimento decade quando invece si tratta di spendere per cercare una cura alle malattie genetiche come la sindrome Down o le altre malattie dell’apprendimento. Una tale disparità di attenzioni mostra quanto oggi i disabili siano realmente degli “indesiderati” e come siano neanche troppo velatamente invitati a farsi da parte. La cura delle persone malate, secondo quanto emerge dal rapporto “Healthcare for All” – e da un altro significativamente intitolato “Death by Indifference” (”morte per indifferenza”, del 2007) – trova dunque il maggiore ostacolo nel vederle come un “corpo estraneo” della società; magari un “corpo estraneo” da integrare e cui dare medicine, ma pur sempre un “corpo estraneo”. Questo scatena una vera e propria “handifobia” – come la chiamano in Francia – cioè l’avversione alla stessa presenza fisica della malattia in sé e negli altri, fino all’avversione verso il malato stesso. E l’handifobia genera discriminazione e cattiva cura, come abbiamo visto; è la base della nuova eugenetica, che nasce da una paura totale di ciò che non è programmabile, centellinabile e ostentabile in sé e negli altri. L’handifobia è pericolosa perché passa subdolamente nei media e nelle scuole, mostrando una visione distorta del malato ridotto solo alla sua malattia, censurando l’umanità, gli sforzi e le conquiste dei disabili e delle loro famiglie, riducendo la disabilità a spettacolo o a stato di cui vergognarsi. L’handifobia è dunque un abuso che, come la violenza fisica, merita una sanzione pubblica verso chi la fomenta e chi la tollera, al pari di quanto previsto per altre forme violente di discriminazione sociale.

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Assistente sociale istruttore direttivo negli Enti Locali, Maggioli editore

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Istruttore Direttivo e Funzionario negli Enti Locali – Area amministrativa Categoria D – Manuale completo per la prova scritta e orale. Aggiornato: alla legge Brunetta (L. 15/2009), alle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (D.L. 11/2009), al milleproroghe (D.L. 207/2008, conv. con modif. nella L. 14/2009), alla finanziaria 2009 (L. 203/2008), al decreto anticrisi (D.L. 185/2008, conv. conmodif. nella L. 2/2009), al terzo correttivo del codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 152/2008), alla manovra finanziaria d’estate (D.L. 112/2008, conv. con modif. nella L. 133/2008), al pacchetto sicurezza (D.L. 92/2008, conv. con modif. nella L. 125/2008).Con una sezione dedicata alla redazione degli atti amministrativi dell’Ente Locale e con una rassegna dei modelli utilizzati dalla P.A. – Casa Editrice: Edizioni Simone

328/2 – Istruttore Direttivo e Funzionario negli Enti Locali – Area amministrativa Categoria D
Manuale completo per la prova scritta e orale. Aggiornato: alla legge Brunetta (L. 15/2009), alle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (D.L. 11/2009), al milleproroghe (D.L. 207/2008, conv. con modif. nella L. 14/2009), alla finanziaria 2009 (L. 203/2008), al decreto anticrisi (D.L. 185/2008, conv. conmodif. nella L. 2/2009), al terzo correttivo del codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 152/2008), alla manovra finanziaria d’estate (D.L. 112/2008, conv. con modif. nella L. 133/2008), al pacchetto sicurezza (D.L. 92/2008, conv. con modif. nella L. 125/2008).
Con una sezione dedicata alla redazione degli atti amministrativi dell’Ente Locale e con una rassegna dei modelli utilizzati dalla P.A.

autore:
anno di edizione: 2009 – edizione: XI Ed.
pagine: 864
prezzo: € 40,00
ISBN: 978-88-244-6606-6
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328/2 – Istruttore Direttivo e Funzionario negli Enti Locali – Area amministrativa Categoria D – Manuale completo per la prova scritta e orale. Aggiornato: alla legge Brunetta (L. 15/2009), alle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (D.L. 11/2009), al milleproroghe (D.L. 207/2008, conv. con modif. nella L. 14/2009), alla finanziaria 2009 (L. 203/2008), al decreto anticrisi (D.L. 185/2008, conv. conmodif. nella L. 2/2009), al terzo correttivo del codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 152/2008), alla manovra finanziaria d’estate (D.L. 112/2008, conv. con modif. nella L. 133/2008), al pacchetto sicurezza (D.L. 92/2008, conv. con modif. nella L. 125/2008).
Con una sezione dedicata alla redazione degli atti amministrativi dell’Ente Locale e con una rassegna dei modelli utilizzati dalla P.A. – Casa Editrice: Edizioni Simone

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Federalismo e Pubblica Amministrazione. Una nuova politica locale di Alberto Stancanelli , pubblicato il 29 agosto 2009 – ItaliaFutura.it

Federalismo e Pubblica AmministrazioneUna nuova politica locale di Alberto Stancanelli , pubblicato il 29 agosto 2009

Federalismo e Pubblica Amministrazione – ItaliaFutura.it

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Famiglie e welfare, Radio 24

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Le politiche migratorie di domani

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Per colf e badanti sanatoria al rallentatore – Il Sole 24 ORE

La sanatoria stenta a decollare. A nove giorni dall’inizio della regolarizzazione di colf e badantiextracomunitari senza permesso di soggiorno, il ministero dell’Interno dà i numeri delle domande inviate al sito www.interno.it. Bilancio che conferma la partenza lenta. O, come ha detto il primo giorno di invio il Viminale, “dolce”. Si è lontani però dal minimo 500mila domande e il massimo di 750mila previste alla vigilia dal ministero.Dal 1° settembre a oggi si contano 46.095 domande, ….

Per colf e badanti sanatoria al rallentatore – Il Sole 24 ORE

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Forum sulla non Autosufficienza _ Bologna 11-12 novembre 2009

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LES VIEUX – BREL JACQUES

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Discorso del Presidente Obama sulla riforma della sanit tenuto davanti al Congresso degli Stati Uniti- 9 settembre 2009

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