Finanziare il sistema sanitario dell’Unione Europea

Finanziare il sistema sanitario dell’Unione Europea (Centro Maderna) I sistemi sanitari dell’Unione Europea svolgono una funzione di vitale importanza per i cittadini e contribuiscono al benessere non solo socio-sanitario, ma anche economico dei diversi Paesi. Pertanto, l’Ue deve affrontare la questione della sostenibilità finanziaria degli investimenti per la salute pubblica evitando di indebolire i sistemi sanitari, cioè garantendo la copertura sanitaria universale, la solidarietà finanziaria, l’equità nell’accesso ai servizi e la disponibilità di cure di alta qualità. Alla luce di queste necessità, l’Osservatorio europeo sui sistemi e sulle politiche sanitarie ha pubblicato il rapporto Financing health care in the European Union. Challanges and policy responses, relativo al finanziamento dei sistemi sanitari europei. Il documento illustra in particolare:
- la natura del problema della sostenibilità
- l’adeguatezza delle attuali scelte finanziarie
- le recenti riforme finanziare
- le raccomandazioni per migliorare la situazione.

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Alzheimer: servizi socio-sanitari integrati Modello Lombardia e Veneto , Regioni.it Newsletter n. 1441 del lunedì 21 settembre 2009

Alzheimer: servizi socio-sanitari integrati

Modello Lombardia e Veneto

(regioni.it) Nel mondo aumenteranno sempre più le persone che soffrono di Alzheimer o di un’altra forma di demenza. E’ il messaggio lanciato dal Rapporto Alzheimer 2009, dell’associazione Alzheimer’s Disease International, in occasione della sedicesima giornata mondiale contro l’Alzheimer. In Italia, secondo un’indagine Censis, il costo medio annuo per paziente e’ di circa 60 mila euro l’anno tra costi diretti (25%) e costi indiretti (75,6%), questi ultimi a carico di 8 famiglie su 10.
E’ la
quarta causa di morte nei soggetti con più di 65 anni nei paesi occidentali. In Italia ogni anno si ammalano di Alzheimer 20 mila persone e sono 500mila nel nostro Paese i soggetti già colpiti dalla malattia.
L’assessore del Veneto alle politiche sociali, Stefano Valdegamberi, ha sottolineato il modello d’integrazione socio-sanitario attuato che ”mette in rete servizi pubblici e del privato-sociale, volontariato e famiglie, sia sul versante della domiciliarità e della residenzialità, con schede di valutazione multidimensionali che situano al centro degli interventi e dei servizi la dignità della persona malata, affiancando la famiglia con servizi di sollievo”.
C’è così un’integrazione stretta e funzionale del sociale e del sanitario “ma soprattutto una partecipazione attiva delle famiglie con un ruolo di pari dignità nelle re
lazioni con il pubblico, ruolo svolto anche dalle associazioni del privato sociale e del volontariato. Le famiglie dei malati sono aiutate finanziariamente con l’assegno di cura a chi può e vuole mantenere al proprio domicilio il congiunto malato oppure è offerta loro una soluzione di assistenza nei servizi territoriali residenziali dove stanno crescendo di numero e qualità specifici spazi e strutture dedicate ai malati di Alzheimer”.

L’assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, ha sottolineato cole “l’invecchiamento della popolazione è un avvenimento epocale: ogni anno oltre 40.000 lombardi superano la soglia dei 75 anni e sono oltre 80.000 coloro che sono malati di Alzheimer o che soffrono di una qualche forma di demenza senile.
Ciò comporta una giusta richiesta di aiuto da parte delle famiglie, una richiesta alla quale però il nostro sistema fa sempre più difficoltà a rispondere”.
“L’entità dei bisogni di queste persone – ha aggiunto Boscagli – è veramente grande; la richiesta di aiuto e di assistenza è così forte che il ‘pubblico’ da solo rischia di non farcela più. E’ necessario, quindi, non solo aumentare i posti letto nelle Residenze sanitarie assistenziali – Rsa – (che in Lombardia sono già metà del totale nazionale), ma anche e soprattutto trovare risposte nuove che coniughino l’intervento pubblico e privato e prevedano il coinvolgimento del volontariato, del Terzo Settore e del mondo produttivo.”
“La Lombardia – ha proseguito l’assessore Boscagli – è stata la prima Regione in Italia, e tra le prime in Europa, a dotarsi, nel 1995, di un Piano Alzheimer. Abbiamo creato strutture dedicate appositamente a queste patologie. Con oltre 32 milioni di euro finanziamo, ogni anno, 90 nuclei Alzheimer per 1.657 posti letto. Abbiamo inoltre riaperto l’accreditamento nelle Rsa: ciò comporterà un aumento dei posti letto disponibili anche se, come ho detto, è necessario ripensare complessivamente il modello di assistenza. Il nostro obiettivo è comunque sempre quello di aiutare le famiglie a prendersi direttamente cura dei loro anziani, soprattutto nelle fasi iniziali ed intermedie della malattia. Ciò vuol dire  però mettere a loro disposizione una rete di servizi che le supporti e le aiuti”

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Speciale Atti del Convegno “I Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali: è possibile migliorare il dirittto alle prestazioni sociali dei cittadini?”, Associazione Nuovo Welfare

Speciale Atti del Convegno

“I Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali: è possibile migliorare il dirittto alle prestazioni sociali dei cittadini?”

• “Apertura dei lavori” – Fiorenza BRIONI, Sindaco di Mantova e Presidente assemblea dei Sindaci Provincia di Mantova – pag. 2

• “Verso la definizione dei LEP nel Comune di Mantova” – Daniela BUCCI, Associazione Nuovo Welfare – pag. 3

• “I principali risultati della ricerca” – Roberto FANTOZZI, Associazione Nuovo Welfare – pag. 6

• “Bisogni, Livelli Essenziali costituzionali ed unità d’offerta per persone in condizioni di povertà nonché a ri-schio di emarginazione sociale” – Giordano CAVALLARI, Direttore della Caritas diocesana di Mantova – pag. 11

• “Terzo settore e politiche di welfare locale: le condizioni per l’esercizio della partecipazione e la sussidiarietà” – Sergio SILVOTTI, Segretario del Forum del Terzo settore Lombardia – pag. 16

• “Il ruolo delle Amministrazioni comunali nella definizione dei LEP” – Daniela LOSI, ANCI Lombardia – pag. 19

• “I LEP sociali nella normativa regionale” – Silvana CONTEGNI, Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia – pag. 20

• “Conclusioni e proposte” – Mara GAZZONI, Assessore al Welfare del Comune di Mantova – pag. 24

Le nostre rubriche:

• “In evidenza” a cura dell’Associazione Nuovo Welfare – pag. 16

  Scarica il numero 6 di WOL!! (512 KB)

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Gaglione Francesca L’adolescente e la droga. Brevi considerazioni socio-criminologiche e attività di prevenzione, Diritto&Diritti

Gaglione Francesca

L’adolescente e la droga. Brevi considerazioni socio-criminologiche e attività di prevenzione

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La riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione

Non più del 30% dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto e ad essi sarà in ogni caso erogato il 50% delle risorse destinate alla retribuzione incentivante.E’ questa una delle novità contenute nel ddl definitivamente approvato il 9 ottobre 2009 dal Consiglio dei Ministri.Il decreto prevede l’attivazione di un ciclo generale di gestione della performance, per consentire alle amministrazioni pubbliche di organizzare il proprio lavoro in un’ottica di miglioramento della prestazione e dei servizi resi e realizza il passaggio dalla cultura di mezzi a quella di risultati con l’obiettivo di produrre un tangibile miglioramento della performance delle amministrazioni pubbliche.Sono inoltre previsti: * premi aggiuntivi per le performances di eccellenza e per i progetti innovativi; * criteri meritocratici per le progressioni economiche; * l’accesso dei dipendenti migliori a percorsi di alta formazione.In ordine al controllo delle assenze sono confermate le misure introdotte dal decreto-legge 112/08. Per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono introdotte sanzioni, anche di carattere penale, nei confronti sia del dipendente che del medico eventualmente corresponsabile.(Altalex, 13 ottobre 2009)

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Il Cilp porta gli audiolibri nelle case di riposo – il Corriere delle Alpi dal 2003.it »

FELTRE. Trasformare gli ultimi best seller in audiolibri per dare una voce alla letteratura e renderla accessibile agli anziani non vedenti o ipovedenti delle case di riposo del Veneto. E’ il progetto che il Cilp porterà avanti grazie ad un contributo regionale di 20 mila euro. Lettori mp3 per l’ascolto individuale ed apparecchiature per la fruizione di gruppo saranno collegate ad un portale internet da cui gli utenti scaricheranno i testi vocali della biblioteca.  Oltre al patrimonio di 13 mila opere raccolte in ventisei anni dai donatori di voce del Cilp, gli ospiti delle case di riposo che non sono più in grado di leggere autonomamente potranno mettersi le cuffie ed ascoltare le novità di narrativa appena uscite in biblioteca, ma anche riviste come Focus, Panorama o Famiglia Cristiana fino ai saggi di storia e giornalismo. Gli audiolibri digitali saranno diffusi on-line a più di trecento strutture residenziali per anziani in tutto il Veneto e ne potranno usufruire in particolare i non vedenti e gli ipovedenti. Il Cilp consegnerà lettori mp3 e alcuni altoparlanti per l’ascolto individuale e di gruppo.  «Metteremo a disposizione la tecnologia e il nostro personale che spiegherà alle case di riposo come fare a scaricare gli audiolibri della biblioteca attraverso il portale internet», spiega il presidente del Cilp Nino Bonan. «Entro un paio di mesi avvieremo una prima sperimentazione nelle strutture assistenziali di Feltre, mentre a settembre inizieremo la diffusione nel Veneto. Per attivare questo progetto è fondamentale il contributo della Regione, arrivato su interessamento degli assessori De Bona e Valdegamberi che ringrazio per la loro sensibilità. Si tratta di un’iniziativa unica in Italia, innovativa e significativa dal punto di vista sociale», aggiunge Bonan. «Accanto all’attività che svolgiamo per aiutare non vedenti, ipovedenti, dislessici o distrofici, un libro parlato può essere una bella compagnia per gli anziani con difficoltà di lettura. I donatori di voce sono molto bravi, danno un’interpretazione ai testi ed è piacevole ascoltarli».  La delibera che assegna i 20 mila euro è stata approvata nell’ambito della legge che finanzia progetti importanti per il miglioramento dei servizi alle persone non autosufficienti e disabili. «Con quest’operazione di diffusione degli audiolibri nelle case di riposo offriamo un’opportunità culturale e ricreativa intelligente e utile ai nostri anziani non più in grado di leggere da soli. Rendiamo loro meno pesanti le giornate con l’ascolto di un buon libro che fa restare attiva la mente, la memoria e la vita», commenta l’assessore regionale al sociale Stefano Valdegamberi. «Sono occasioni da utilizzare al massimo all’interno delle strutture residenziali per mantenere vivace l’intelletto degli anziani e il loro interesse verso il mondo, anche perché, una volta avviato il progetto, sarà possibile scegliere tra un numero sterminato di titoli e di settori d’interesse in cui si è specializzato in questi anni il centro feltrino».

Il Cilp porta gli audiolibri nelle case di riposo – il Corriere delle Alpi dal 2003.it » Ricerca

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Deriu Fiorenza, Sgritta Giovanni B.,”La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 152, € 14,00

Un’analisi della violenza contro le persone anziane (in Centro Maderna)
Con l’allungamento della vita, cambiano la condizione anziana, l’immagine che gli anziani hanno di se stessi, la rappresentazione di ciò che li minaccia. La percezione dell’insicurezza alimenta la paura e spinge i più fragili a chiudersi nel privato e a rinunciare alla vita di relazione. E tuttavia i frequenti episodi di criminalità comune contro gli anziani sono solo un aspetto del problema. Non meno grave è la violenza che si innesca quando le condizioni di vulnerabilità e dipendenza dell’anziano non autosufficiente entrano in corto circuito. Una minaccia più insidiosa, perché subdola e sottratta alla vista dei più. È nelle pieghe del quotidiano che si avvertono le carenze del legislatore, delle istituzioni, degli amministratori, delle forze sociali e delle stesse famiglie. Fa difetto a tutti la conoscenza della gravità del problema. Molto cammino resta da percorrere per colmare il deficit di controllo negli istituti di cura e ricovero e soprattutto sotto il profilo della prevenzione.

Da: www.edizionilavoro.it)
Deriu Fiorenza, Sgritta Giovanni B.,”La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 152, € 14,00.

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Tremonti e l’occupazione “Il posto fisso, un valore” – Tremonti: credo al posto fisso, non alla mobilità(formato PDF, 205 Kb)

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Tremonti, “Il cambiamento nella struttura del lavoro non è stato interno, ma esterno, non è venuto da dentro, ma da fuori: è venuto dalla globalizzazione… Il precariato fisso, al posto del lavoro fisso, può infatti andare bene in società molto mobili, con grandi e continue migrazioni interne, da un luogo all’altro, da un lavoro all’altro, Ministero dell’Economia e delle Finanze

Il primato darwinista del lavoro precario e mobile sul lavoro fisso e stabile è sempre stato contrastato dal prof. Tremonti.

Oggi il prof. Tremonti ha espresso a voce idee che ha scritto negli anni passati e da ultimo nel volume La paura e la speranza. Come segue:

- pag. 51: “La società europea è invece storicamente basata sul presupposto del luogo fisso, in senso sia geografico che sociale. E’ per questo che le mutazioni nel modello del lavoro, lo spostamento dal lavoro fisso a quello rotativo, portano con sé anche fortissime mutazioni sociali, a cui non siamo preparati.”;

- pag. 69: “Il cambiamento nella struttura del lavoro non è stato interno, ma esterno, non è venuto da dentro, ma da fuori: è venuto dalla globalizzazione… Il precariato fisso, al posto del lavoro fisso, può infatti andare bene in società molto mobili, con grandi e continue migrazioni interne, da un luogo all’altro, da un lavoro all’altro.

Non va invece bene in società – come sono le società europee – che per storia e per tradizione si sono formate e fermate su luoghi geografici e sociali fissi. Mobilità geografica ed evoluzionismo sociale spinto dalla “competizione” possono infatti andare bene (e vanno bene) anche in Europa, ma solo per la parte più forte e dinamica della popolazione, non per le masse che stanno alla base delle nostre società. Non solo. La questione del lavoro è a sua volta centrale all’interno di una più generale questione sociale. Che tipo di società vogliamo? Una società destrutturata e destabilizzata che smorza la voglia e la speranza di avere una famiglia e dei bambini, e poi una casa ed infine una pensione, o una società struttura e stabilizzata sul lavoro e sulla famiglia e quindi su valori che non siano dominati dal continuo ricatto dell’economia competitiva del precariato?”.

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Roma, 19 ottobre 2009

Comunicato Stampa N° 152 del 19 ottobre 2009 LAVORO: TREMONTI HA ESPRESSO A VOCE IDEE SCRITTE NEGLI ANNI PASSATI – Ministero dell’Economia e delle Finanze

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Libro bianco “La salute della donna” La pubblicazione, curata da Ricciardi ed edita da Franco Angeli, è promossa da Farmindustria e O.n.da., 19 ottobre 2009

Farmindustria in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sulla donna (O.n.da.) ha pubblicato (edizioni Franco Angeli) il “Libro Bianco 2009 – La salute della donna. Stato di salute e assistenza nelle regioni italiane”, curato da Walteri Ricciardi. Una sintesi del libro bianco è stata poi diffusa in allegato a diversi magazine.

La sintesi del Libro bianco è stata pubblicata anche nella sezione “sanità” del sito www.regioni.it; il link è:
http://www.regioni.it/mhonarc/details_misc.aspx?id=37073
Secondo il rapporto “le donne italiane rimangono donne poco prolifiche: daalcuni decenni il Tasso di Fecondità Totale si attesta intornoa valori estremamente bassi (1,350 figli per donna) einferiori al livello di sostituzione (2 figli per donna) chegarantirebbe il ricambio generazionale. Dal 2000 al 2006,c’è stata comunque una lieve ripresa soprattutto nelleregioni del Centro-Nord. Il valore più elevato si registra in Trentino-Alto Adige (1,537), mentre il più basso in Sardegna (1,064). L’età media delle madri al parto è pari a 31 anni , mentre l’aumento più significativo si è avuto sulla quota di nati da madri straniere (da 6,4% nel 2000 a 13,5% nel 2006).
Le donne vivono più a lungo degli uomini e la distribuzione della popolazione anziana non è uniforme nel nostro Paese: la regione che risulta più “vecchia” è la Liguria, mentre la più “giovane” è la Campania.
“Lo stato di salute delle donne italiane” è , secondo il libro bianco, “da ritenersi complessivamente buono, mentre continuano ad aumentare le differenze geografiche tra singole regioni e tra uomini e donne.” I” Per quanto riguarda le problematiche di genere da questa analisi risulta che le donne godono di un’aspettativa di vita superiore rispetto all’uomo. Aumentano anche nelle donne alcuni fattori di rischio per patologie importanti quali ad esempio il consumo di fumo o di alcolici”.

Newsletter n. 1461 del lunedì 19 ottobre 2009

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Antonio Leggiero, Lo Stalking - Filodiritto

Lo Stalking

Dott. Antonio Leggiero

Lo Stalking - Filodiritto

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Armin Kapeller, Brevi note sull’adozione in Svizzera - Filodiritto

Articolo 10.07.09
Brevi note sull’adozione in Svizzera

Dott. Armin Kapeller

Brevi note sull’adozione in Svizzera - Filodiritto

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Corte Costituzionale Sentenza 19.10.09, n.262: incostituzionale il Lodo Alfano sulla sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato - Filodiritto

Corte Costituzionale Sentenza 19.10.09, n.262
Corte Costituzionale: incostituzionale il Lodo Alfano sulla sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato

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Dossier “Class Action nella pubblica amministrazione”

Class action nella pubblica amministrazione

Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 15 ottobre 2009, ha approvato uno schema di decreto legislativo che, attuando una specifica delega conferita al Governo, introduce nel nostro ordinamento il nuovo istituto del ricorso per l’efficienza delle Amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e ne detta la disciplina processuale. La “class action” rientra nel sistema di valutazione delle strutture e dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Il provvedimento, da una parte mira al recupero di efficienza dell’apparato pubblico e ad un forte recupero di produttività, dall’altra garantisce la tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle Amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che si discostano dagli standard di riferimento. È prevista una tipologia di ricorsi diversa dall’azione collettiva introdotta dalla legge finanziaria per il 2008. L’introduzione della “class action” ha il fine di: assicurare elevati standard qualitativi ed economici dell’intero procedimento di produzione del servizio reso all’utenza, tramite la valorizzazione del risultato ottenuto; nonché quello di prevedere: mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati o che violano le norme preposte al loro operato; l’obbligo per le amministrazioni, i cui indicatori di efficienza o produttività si discostino in misura significativa dai valori medi dei medesimi indicatori rilevati tra le amministrazioni omologhe, di fissare ai propri dirigenti anche l’obiettivo di allineamento ai parametri deliberati dall’organismo centrale di valutazione; l’attivazione di canali di comunicazione utilizzabili dai cittadini per segnalare qualsiasi disfunzioni nelle PA.

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Dossier “Contrasto al lavoro minorile: potenziato il “Servizio 114″

Lavoro minorile: collaborazione più stretta tra ministero e telefono azzurro

Incentivare il contrasto al lavoro minorile attraverso l’azione congiunta di istituzioni e associazioni e la collaborazione dei cittadini. Questa la finalità del Protocollo d’intesa firmato il 12 ottobre 2009 dal Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali con l’Associazione “S.O.S. – Il Telefono Azzurro ONLUS”, che definisce nuove modalità di azione. In particolare, il “Servizio 114 Emergenza Infanzia”, istituito con decreto del 6 ottobre 2003 e affidato in gestione a Telefono Azzurro, diventa strumento privilegiato di allarme, con il duplice obiettivo di tutelare i minori e di rendere tempestiva l’azione delle direzioni provinciali del lavoro, sulla base delle segnalazioni pervenute, anche in forma anonima. Queste alcune delle modalità operative previste: le segnalazioni pervenute al Servizo 114 saranno utilizzate creando collegamenti con le strutture territoriali competenti in ambito sociale e di sicurezza e con i Servizi ispettivi del ministero del Lavoro; sarà predisposta una banca dati comune alla Direzione per l’Attività ispettiva del Ministero del Lavoro e a Telefono Azzurro, con una mappatura delle strutture territoriali che possono essere attivate dagli operatori del settore; saranno avviate attività di formazione specifica, per potenziare le competenze nelle situazioni di necessità che coinvolgano bambini e adolescenti italiani e stranieri; saranno promosse iniziative di comunicazione sul tema del lavoro minorile, per divulgare il Servizio 114 Emergenza infanzia.

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SCUOLA FORMIGONI ORA ISLAMICA IDEA BIZZARRA CHE NON SARA PERSEGUITA – Agenzia di stampa Asca

La proposta di Adolfo Urso di prevedere un’ora di religione islamica per gli studenti musulmani ”e’ un’idea bizzarra che sicuramente non sara’ perseguita”. Lo ha assicurato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,

SCUOLA FORMIGONI ORA ISLAMICA IDEA BIZZARRA CHE NON SARA PERSEGUITA – Agenzia di stampa Asca

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Demetrio D. L`educazione non è finita. Idee per difenderla, Raffaello Cortina Editore ::.

Demetrio D.
L`educazione non è finita
Idee per difenderla
Collana: Minima
Anno/Pagine: 2009 / pp. 156 ISBN: 978-88-6030-245-8
Prezzo scontato: 9,90 € (prezzo copertina: 11,00 €)
Il libro

L’educazione non può finire perché senza educazione non avremmo futuro. Ridiscuterne il senso è l’obiettivo di questo libro, che ne indaga le finalità, le radici filosofiche, pedagogiche ed etiche, alle quali va al più presto riconsegnata.
L’educazione è più dell’istruzione, è una dimensione ineliminabile, invisibile e concreta, della vita di tutti. Per questo è indispensabile tornare a discutere delle mete irrinunciabili cui un’educazione interrogata in profondità è chiamata a ispirarsi.
L’autore

Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nella collana Minima ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005) e La vita schiva (2007).

.:: Raffaello Cortina Editore ::..


Maroni: ‘No all’Islam a scuola’

“La lega è nettamente contraria e dice no” alla proposta dell’ora di religione islamica nelle scuole. “Se servisse – ha proseguito – a migliorare l’integrazione saremmo tutti d’accordo, ma questo è certamente il modo più sbagliato per farlo”. Il motivo è semplice secondo il capo del Viminale: “Mentre l’ora di religione cattolica è rappresentata dalla Chiesa, con valori precisi che si possono trasmettere, l’imam interpreta il Corano liberamente e per questo non c’è un chiaro messaggio da trasmettere”.

Immigrazione.biz – Maroni: ‘No all’Islam a scuola’

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Pietro Ichino, TUTTO SUL PROGETTO-SEMPLIFICAZIONE (NUOVO CODICE DEL LAVORO) E SUL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE AL NUOVO SISTEMA DI PROTEZIONE DELLA STABILITA’ DEL LAVORO, IL SUPERAMENTO DEL MERCATO DUALE E IL CONTRATTO DI LAVORO A STABILITA’ CRESCENTE CON L’ANZIANITA’ DI SERVIZIO (D.D.L. N. 1481/2009)

TUTTO SUL PROGETTO-SEMPLIFICAZIONE (NUOVO CODICE DEL LAVORO) E SUL PROGETTO PER LA TRANSIZIONE AL NUOVO SISTEMA DI PROTEZIONE DELLA STABILITA’ DEL LAVORO, IL SUPERAMENTO DEL MERCATO DUALE E IL CONTRATTO DI LAVORO A STABILITA’ CRESCENTE CON L’ANZIANITA’ DI SERVIZIO (D.D.L. N. 1481/2009)

Pietro Ichino

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Pietro Ichino sulla riforma delle P.A.

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Cittadinanza italiana – disegno di legge

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Normattiva, il portale della legge vigente

19 Ottobre 2009
E’ stato siglato in questi giorni a Palazzo Chigi l’accordo tra Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la realizzazione di Normattiva, un progetto fondato sulla collaborazione istituzionale fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, la Corte di Cassazione ed il Ministero per la Semplificazione Normativa. Il sito (www.normattiva.it) sarà attivo dall’inizio del 2010 e non permetterà solo l’accesso ad una banca dati ma consentirà di consultare facilmente una norma e di tracciarne la sua evoluzione nel corso degli anni. Il progetto, previsto dall’art. 107 della legge 388/2000, permetterà di consultare gratuitamente tutte le leggi vigenti, il cui numero, entro dicembre sarà drasticamente ridotto con l’entrata in vigore del decreto legislativo che ne manterrà poco più di 14.000 rispetto alle 450.000 attualmente in vigore.

“Partiamo subito con un accordo che ci pone al fianco di nazioni europee già attive in tal senso, quali la Francia, che già è diretta verso una semplificazione e riorganizzazione delle leggi nazionali” ha affermato Roberto Mazzei, presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. “E siamo soddisfatti – ha affermato Ferruccio Ferranti, amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – di poter contribuire fattivamente, come Azienda di servizio, al processo di e-government: l’Istituto continua così, attraverso tale accordo, a fornire un supporto concreto a progetti e politiche che pongono il Cittadino al centro delle azioni di Governo”.

municipia.it

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Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative . 1° Unità didattica , 16 Ottobre 2009, 9,30-13; 14-16

Como 16 Ottobre 2009
Gentili partecipanti al corso,
sto scrivendo dopo la nostra giornata di analisi e discussione (9,30-13; 14-16).
Volevo subito ringraziarvi per la vostra pazienza ed attenzione. Comprendo la fatica di stare per circa 6 ore, sia pure scandite in tre sotto-unità didattiche, su temi così difficili da dipanare. Tuttavia vedremo che l’inventario delle problematiche istituzionali, organizzative e professionali che abbiamo cominciato ad appuntare ci saranno preziose per lo sviluppo degli incontri.
A partire da lunedì comincerò a mettere in questo spazio:
- la dispensa didattica della prima lezione
- una pagina riassuntiva della esposizione dei casi organizzativi
- una prima proposta dei temi che tratteremo nelle successive unità didattiche
Potete inviarmi messaggi tramite la mia E.Mail p.ferrario@tin.it , oppure provare ad usare il Blog CorsoFor scrivendo nella parte “commenti” della pagina cui vi indirizza il link
Grazie per l’attezione
e buone ore nei giorni
Paolo Ferrario

per tornare all’Aula virtuale del corso clicca qui:


Laura Cantoni, Nonni e nipoti: un rapporto che cambia

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Difendersi dalle “Moschee dell’odio” non è razzismo ma prevenzione | l’Occidentale

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Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative: programma didattico

Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative

(cod2511)

Obiettivi

Questo percorso nasce da una partnership con l’Università di Milano Bicocca-Facoltà di Sociologia, che riconosce i Crediti Formativi Universitari.

Il progetto formativo intende creare un’occasione di approfondimento ed aggiornamento sui momenti di trasformazione delle politiche dei servizi socio-sanitari, con particolare riferimento alla legislazione statale, regionale ed a quella della Regione Lombardia

I partecipanti saranno coinvolti nel concordare gli ambiti di approfondimento in base ai loro interessi ed alle situazioni lavorative e nel mettere a disposizione materiali di documentazione da analizzare .

In particolare corso intende:

- elaborare un metodo di analisi professionale delle normative che interessano il settore dei servizi alla persona ed alla comunità

- produrre conoscenze sistematiche attorno alle trasformazioni legislative ed istituzionali, con particolare riferimento alla situazione della Regione Lombardia

- elaborare materiali scritti a supporto delle lezioni e discussioni in aula

Metodologia

Il corso è strutturato in:

- lezioni che propongono piste di riflessioni ed elaborazione sugli argomenti trattati

- analisi di gruppo di documentazione legislativa o amministrativa proposta dai partecipanti

Destinatari

Responsabili di servizi, assistenti sociali, sociologi, operatori e laureati la cui area d’interesse si riferisce alle politiche sociali e socio sanitarie del territorio provinciale di Milano e Monza -Brianza. Numero massimo di partecipanti: 30.

ECM

Non è previsto l’accreditamento

Attestato di frequenza

L’attestato o verrà rilasciato a chi ha raggiunto i ¾ del monte ore previsto

Docenti

Paolo Ferrario, formatore, docente di “Politiche sociali” presso il Corso di laurea in Scienze pedagogiche dell’Università di Milano – Bicocca, autore del manuale Politica dei servizi sociali: strutture, trasformazioni, legislazione, Carocci Faber, 2001, p. 492 e del Blog di ricerca Polser.wordpress.com.

Sede e costi

Università degli studi Milano Bicocca, Facoltà di Sociologia edificio U 7 – via Bicocca degli Arcimboldi 8, Milano. La partecipazione è gratuita

Modalità e tempi d’iscrizione

E’ possibile iscriversi direttamente online dal sito della formazione www.provincia.milano.it/sociale, o scaricare la scheda dal sito stesso e inviarla via fax allo 02.77403293, entro il 20 settembre 2009

Per comunicazioni/informazioni

Coordinatore: Susanna Galli, tel. 02.77403453, e-mail s.galli@provincia.milano.it

Segreteria: Maria Donatelli, tel. 02.77403135, e-mail mc.donatelli@provincia-milano.it

Periodo di realizzazione e orario

Le date sono le seguenti:

Data

Orario

16 ottobre 2009

9.30-13 14.30 -16.30

30 ottobre 2009

9.30-13 14.30 -16.30

6 novembre 2009

9.30-13 14.30 -16.30

13 novembre 2009

9.30-13 14.30 -16.30

Contenuti

- politica dei servizi sociali: processi legislativi nei recenti cicli decisionali

- individuazione di documenti normativi ed amministrativi di particolare interesse tecnico e culturale

- orientamenti metodologici per l’analisi della documentazione

- focalizzazione attorno ai processi cruciali di attuazione delle regole legislative ed amministrative

- elaborazione di dispense didattiche che saranno rese disponibili attraverso un sito web


Corso Diritto degli Stranieri, Prof. Paolo Bonetti, Corso di Laurea Specialistica-Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali

Corso di Laurea Specialistica-Magistrale
in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali
a.a. 2008-2009

Nuovo programma aggiornato del Corso
Diritto degli Stranieri
Prof. Paolo Bonetti

Corso Diritto degli Stranieri

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    Istat: dati economici 2008

    L’Istat rende disponibili le stime a livello regionale, riferite al 2008, di occupati interni, unità di lavoro, valore aggiunto, prodotto interno lordo (Pil), redditi da lavoro dipendente e spesa per consumi finali delle famiglie.

    Sul sito dell’Istat, all’indirizzo www.istat.it, è disponibile l’archivio unico dei dati relativi ai Conti regionali per il periodo 1995-2008.
    Nel 2008, a fronte di un calo a livello nazionale dell’1,0%, il Pil a prezzi costanti registra, rispetto all’anno precedente, una variazione pari a -1,4% nel Mezzogiorno e -1,2% nel Nord-Ovest. Laflessione è più contenuta nel Centro e nel Nord-Est (rispettivamente -0,7% e -0,8%).
    Il Pil ai prezzi di mercato per abitante, misurato dal rapporto tra Pil nominale e numero medio di residenti nell’anno, segna invece una crescita dell’1% a livello nazionale, a sintesi di una dinamica differenziata tra le ripartizioni geografiche: +0,7% nel Nord-Ovest, +0,8% nel Nord-Est, +0,9% nel Centro e +1,2% nel Mezzogiorno. Peraltro, i valori assoluti relativi alle ripartizioni centro-settentrionali risultano più elevati di quelli del Mezzogiorno: 31.614 euro nel Nord-Ovest, 31.274 euro nel Nord-Est e 29.031 euro nel Centro, contro i 17.866 euro del Mezzogiorno.
    A livello regionale, la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste registra il calo più contenuto del Pil (-0,5%), come conseguenza della flessione del valore aggiunto dell’agricoltura (-0,5%) e dell’industria (-0,6%); i servizi crescono invece dello 0,4%. In Lombardia il Pil diminuisce dell’1,0% in seguito alla diminuzione del valore aggiunto del settore industriale (-3,4%), mentre i servizi e l’agricoltura rilevano performance positive (rispettivamente +0,3% e +2,1%). In Piemonte l’andamento negativo del Pil (-1,5%) è da imputare sia al consistente decremento del valore aggiunto industriale (-3,7%) sia alla stazionarietà dei servizi, ai quali si associa una leggera crescita del settore agricolo (+0,5%). In Liguria, invece, il calo del Pil (-1,5%) è la sintesi delle performance negative di tutti i settori (industriale -3,4%, terziario -1,0% e agricolo -0,4%).
    Nel Nord-Ovest il Pil ai prezzi di mercato per abitante aumenta dello 0,7% (31.614 euro in valore assoluto); nel dettaglio regionale, Liguria e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste mostrano una dinamica più sostenuta (rispettivamente +1,2% e +1,1%) mentre Lombardia (+0,7%) e Piemonte (+0,6%) risultano in linea con la media della ripartizione.
    I consumi delle famiglie segnano un risultato peggiore della media ripartizionale (-1,4%) in Piemonte e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (rispettivamente -3,2% e -4,4%), migliore in Lombardia (-0,8%) e Liguria (-0,5%). L’input di lavoro è ovunque decrescente: -0,1% in Piemonte, -0,5% in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, -0,1% in Lombardia e -0,6% in Liguria.
    La produttività del lavoro, misurata dal rapporto tra valore aggiunto e unità di lavoro, mostra un andamento negativo in tutte le regioni della ripartizione (rispettivamente -0,9% in Lombardia, -1,0% in Piemonte e -0,8% in Liguria), ad eccezione della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+0,6%).
    Con una variazione del Pil pari a -0,8%, il Nord-Est fa registrare, subito dopo il Centro, la riduzione più contenuta fra le ripartizioni geografiche, a sintesi del buon andamento del valore aggiunto dell’agricoltura (+4,7%) e del terziario (+0,2%). L’industria, viceversa, mostra un calo del 2,5%. La dinamica della spesa delle famiglie (-0,8%) è meno negativa di quella nazionale (-1,0%).
    A livello regionale i servizi risultano in aumento, con tassi superiori al dato ripartizionale, in Emilia Romagna (+0,8% ) e nella provincia di Trento (+0,3%), mentre si riducono nella provincia di Bolzano-Bozen (-0,5%), nel Veneto (-0,1%) e nel Friuli Venezia Giulia (-0,7%). Il settore agricolo, fatta eccezione per le due Province autonome di Trento (-4.0%) e Bolzano-Bozen (-1,1%), ha ovunque un’evoluzione positiva, in particolare nel Friuli Venezia Giulia (+17,3%), in Emilia Romagna (+6,2%) e nel Veneto (+3,3%).
    Il Pil ai prezzi di mercato per abitante aumenta dello 0,8%, attestandosi sul valore di 31.274 euro. Tale indicatore risulta in crescita in tutte le regioni dell’area nord-orientale, con Bolzano-Bozen che registra una dinamica superiore alla media ripartizionale (+1,2%).
    La crescita economica del Nord-Est si traduce in un incremento delle unità di lavoro, che è pari allo 0,4%. La produttività del lavoro diminuisce dell’1,0% (-0,8% il dato nazionale) (Tavola 2), mentre la dinamica della remunerazione del fattore lavoro è in linea con la variazione nazionale (+3,3%), attestandosi sul valore di 36.221 euro.
    Per quanto attiene la domanda interna delle famiglie gli andamenti sono negativi in tutte le regioni e nelle due Province autonome (Bolzano-Bozen -2,1%, Trento -0,5%, Veneto -0,9% e Emilia Romagna -1,1%), con l’eccezione del Friuli Venezia Giulia (+0,7%).
    Le dinamiche occupazionali risultano ovunque positive, salvo nel Friuli Venezia Giulia (-0,8%). Per contro, in tutte le regioni la produttività ha un andamento decrescente, con picchi negativi nella provincia di Bolzano-Bozen e in Emilia Romagna (rispettivamente -1,2% e -1,3%), mentre in Friuli Venezia Giulia si registra la flessione più contenuta (-0,4%) (Tavola 2).
    Il calo del Pil nelle regioni centrali (-0,7%) è determinato essenzialmente dal risultato negativo dell’industria (-1,6%) e del terziario (-0,3%), attenuato dall’incremento del valore aggiunto nel settore primario (+3,1%). A livello regionale la dinamica del Pil assume ovunque segno negativo e, ad eccezione del Lazio (-0,4%), è sempre inferiore alla media nazionale.
    Il Lazio mostra andamenti settoriali piuttosto omogenei, con il settore agricolo che diminuisce dello 0,7%, quello industriale dello 0,6% e i servizi dello 0,3%. L’Umbria presenta invece risultati differenziati nella disaggregazione settoriale: l’agricoltura aumenta del 3,8%, l’industria cala dell’1,3% e i servizi dell’1,1%. Nelle Marche e in Toscana si segnala la variazione positiva dell’agricoltura (rispettivamente +3,9% e +6,0%)
    Il Pil ai prezzi di mercato per abitante, pari a 29.031 euro, registra una variazione positiva (+0,9%) in linea con il livello medio nazionale. In particolare, si rileva la buona performance del Lazio e della Toscana (entrambi +1,1%). In Umbria si osserva, invece, una variazione negativa pari a – 0,1%.
    L’input di lavoro assorbito dal sistema produttivo dell’Italia centrale aumenta dello 0,2%, ma l’andamento a livello regionale risulta piuttosto differenziato: Toscana +0,8%, Marche +0,2%, Umbria -0,4% e Lazio -0,1%. La produttività del lavoro mostra un andamento simile al dato nazionale (-0,7% contro -0,8%); si segnalano in particolare la Toscana e le Marche con tassi negativi di variazione pari rispettivamente a -1,4% e -1,2%.
    La remunerazione del fattore lavoro cresce del 2,8%, attestandosi sul valore di 37.525 euro .
    La spesa delle famiglie registra un tasso di crescita nullo. Ad eccezione del Lazio (+0,8%), l’andamento dei consumi privati è negativo in tutte le regioni; la flessione più marcata si ha nelle Marche (-1,7%).
    Nel Mezzogiorno si evidenzia una caduta del Pil più accentuata rispetto alla media nazionale (-1,4% contro -1,0%). Le regioni rilevano dinamiche differenziate, ma tutte con un Pil più basso di quello nazionale, fatta eccezione per l’Abruzzo (-0,3%), il Molise (-0,5%) e la Puglia (-0,2%). A livello settoriale, la crescita del valore aggiunto è inferiore a quella registrata nel Centro-Nord nell’agricoltura (+1,2%, contro +3,2%) e nei servizi (-0,8%, contro 0,0%), mentre nell’industria la flessione è della stessa entità (-2,7%).
    La discreta perfomance della Puglia è ascrivibile ad un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura (+3,6%), cui si affianca il lieve incremento dei servizi (+0,6%) e la flessione contenuta dell’industria (-1,5% contro -2,7% del livello medio nazionale). Il valore aggiunto industriale risulta in calo soprattutto in Campania e Basilicata (rispettivamente -4,3% e -9,8%). La Campania registra inoltre una flessione consistente anche nel settore dei servizi (-1,9%).
    Il Pil ai prezzi di mercato per abitante mostra un ritmo di crescita più vivace rispetto al resto del Paese (+1,2%). In valore assoluto l’indicatore è pari a 17.866 euro a fronte di 26.278 euro della media nazionale e di 30.737 euro del Centro-Nord. Puglia e Molise fanno registrare il tasso di crescita più alto tra tutte le regioni del Paese (rispettivamente +2,5%, +2,0%), mentre in Campania l’incremento è nullo.
    La spesa delle famiglie per consumi finali (-1,4%) e le unità di lavoro (-0,7%) presentano risultati negativi e inferiori a quelli del Centro-Nord (rispettivamente -0,8% e +0,1%), mentre la produttività del lavoro risulta superiore (-0,4% contro -0,9% del Centro-Nord) (Tavola 2). I redditi da lavoro dipendente pro-capite aumentano del 3,8%, raggiungendo il valore di 33.663 euro, a fronte dei 37.432 euro del Centro-Nord (+3,1%). A livello regionale, l’andamento della spesa delle famiglie diminuisce ovunque, ad eccezione dell’Abruzzo (+0,6%), con risultati inferiori alla media ripartizionale in Molise (-4,1%), Campania (-2,4%) e Calabria (-1,7%).
    Il calo della domanda di lavoro nel Mezzogiorno (-0,7%) è la risultante delle dinamiche negative, ed inferiori alla media nazionale, registrate in Campania (-1,6%), Basilicata (-1,8%), Calabria (-1,5%), Sicilia (-0,7%) e Sardegna (-0,5%); solo in Abruzzo (+1,2%), Molise (+0,1%) e Puglia la domanda di lavoro ha un’evoluzione superiore alla media nazionale.
    La produttività del lavoro registra andamenti particolarmente negativi in Abruzzo (-1,4%), Campania (-0,8%) e Sardegna (-0,7%), mentre la regione con il migliore andamento è la Basilicata (+0,4%).
     
     
     
     
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    Archivio unico
    1995-2008

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    Tavole regionali
    1995-2008

    ZIP (1,47 Mbyte)

    Newsletter n. 1459 del giovedì 15 ottobre 2009

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    SOS Sanità: Tavola Rotonda “UN NUOVO PATTO PER LA SALUTE: RISORSE, IMPEGNI, DIRITTI” giovedì 22 ottobre 2009 ore 14:30 ROMA Centro Congressi via Cavour 50

    Segnaliamo due appuntamenti che ci riguardano:

    Copia (2) di LOGO sossanita jpeg.jpg

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    Le Regioni di ItaliaOggi, Italiaoggi

    Novita’ in edicola

     

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    LE REGIONI DI ITALIAOGGI
    al prezzo di € 7,90*

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    Le Regioni di ItaliaOggi – Novita’ in Edicola – Italiaoggi

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    CARPINO R., TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO, MAGGIOLI EDITORE

    NOVITA’ OTTOBRE 2009

    I 275 articoli del TUEL
    nel testo in vigore,
    integrati da giurisprudenza e prassi, coordinati
    con le leggi collegate

    TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO

    R. Carpino, Prefetto,
    Capo di Gabinetto del Ministro per i Rapporti con le Regioni

    TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI
    COMMENTATO

    Nuovissima edizione aggiornata con le importanti modifiche apportate dalle Leggi 5 maggio 2009, n. 42 (Federalismo fiscale), 18 giugno 2009, n. 69 (Sviluppo economico), 15 luglio 2009, n. 94 (Sicurezza pubblica), 3 agosto 2009, n. 102 (Provvedimenti anticrisi) e dal D.L. 135/2009 di recepimento di obblighi comunitari in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica.

    Ora alla ottava edizione, si conferma opera fondamentale per applicare in modo legittimo le norme che presiedono ad una corretta gestione istituzionale, finanziaria e contabile dell’Ente Locale.

    In questo volume, il Direttore Generale, il Segretario, il Dirigente, trovano pronta risposta all’esigenza di avere da un lato il quadro completo e coordinato delle singole disposizioni vigenti e dall’altro di sapere quale applicazione ne è stata fatta in concreto.

    Ogni norma del T.U.E.L. è infatti commentata con le pronunce più recenti dei tribunali amministrativi, civili, contabili e comunitari, con gli orientamenti del Ministero dell’Interno e con casi pratici risolti,
    impaginati su due colonne per favorirne la leggibilità.

    Inoltre in nota ai singoli articoli sono riportati i richiami alle altre norme del Testo Unico che è necessario tenere presenti nonchè a quelle “esterne” con le quali formano un sistema unitario.

    Alla parte dell’opera dedicata all’analisi dei 275 articoli del D. Lgs. 267/2000 nell’attuale formulazione, fa seguito una ricca appendice normativa con le leggi di più ricorrente consultazione,
    che è molto utile avere a portata di mano in uno stesso volume.

    Facile e rapido consultare ogni argomento, anche il più particolare, grazie a un dettagliatissimo indice analitico che elenca in ordine alfabetico ben 174 voci principali e 869 sottovoci.

    Il volume – di pagine 876 nel formato cm. 17×24 – si avvale di una confezione molto funzionale e resistente al continuo uso, con rilegatura a copertina rigida.

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    TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO
    Maggioli Editore – Novità ottobre 2009
    Pagine 876 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5298.2 – Euro 75,00

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    Animazione sociale, Ottobre 2009

    MENSILE DI FORMAZIONE PER OPERATORI SOCIALI – Powered by Google Documenti

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    Aspenia, 1989-2009

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    La qualità della vita dell’anziano, in Difesa sociale n. 8 2009

    Focus – La qualità della vita dell’anziano

    ■ La qualità della vita dell’anziano: gli aspetti demografici

    Giuseppe Gesano

    ■ Reti sociali e stato di salute degli anziani. Analisi dei dati dell’indagine Multiscopo

    ISTAT 27 Maria Avolio ■ Aldo Rosario – Antonio Giulio de Belvis – Amedeo Spagnolo ■ Elide Latini

    ■ Indagine nazionale sui determinanti sociali e lo stato di salute degli anziani in Italia

    / risultati dell’indagine campionaria 2008 IAS-UCSC 35 Antonio Giulio de Belvis ■ Maria Avolio – Aldo Rosane ■ Amedeo Spagnolo ■ Elide Latini

    • Le esperienze di promozione delle reti sociali in Italia: una rassegna documentale 47 Anna Maria Melloni

    ■ Il quadro delle politiche sociali per gli anziani a livello nazionale e locale in Italia  53

    Patrizia Torchia


    Montascale Stannah – Scegli il leader mondiale

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    Patrizia Taccani, Essere nonni: non chiamiamolo mestiere, in Prospettive sociali e sanitarie n. 12 2009, p. 1-4

    Taccani Patrizia
    Essere nonni: non chiamiamolo mestiere
    Prospettive sociali e sanitarie, Vol. 39, n. 12, 2009, pag. 1-4

    Quotidiani e riviste utilizzano spesso il termine “nonni” per denominare anziani e vecchi. L’articolo descrive invece i nonni come gruppo di persone p…(login alla Fondazione Maderna per leggere)


    Affari Regionali e Autonomie Locali – Federalismo Amministrativo

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    convegno “Recovery e supporto tra pari nei servizi di salute mentale”. Lunedì 19 e martedì 20 ottobre, Csv di Como

    convegno “Recovery e supporto tra pari nei servizi di salute mentale”. Lunedì 19 e martedì 20 ottobre

    CSV Como – Un convegno sulla salute mentale

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    Politica dei servizi sociali: reticolo delle fonti di studio


    Sergio Pasquinelli, PERCHE’ LA SANATORIA HA FATTO FLOP, LaVoce.it

    PERCHE’ LA SANATORIA HA FATTO FLOP

    PDF dell'articolo
    di Sergio Pasquinelli
    argomento Immigrazione Famiglia

    Le domande di regolarizzazione di colf e assistenti familiari sono state nettamente inferiori al previsto. Motivo essenziale dell’insuccesso il fatto che i benefici siano quasi esclusivamente a favore dei lavoratori e i costi prevalentemente a carico delle famiglie. Serve invece un piano di interventi strutturali per la non autosufficienza. Che preveda il potenziamento dei servizi domiciliari pubblici, ripensi l’indennità di accompagnamento e vari un progetto di coordinamento degli iter formativi promossi da singole regioni.

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    Dossier “Equiparazione dei diplomi di laurea”: Decreto del 9 luglio 2009 sulle Equiparazioni tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali

    Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 233 del 7 ottobre 2009 il Decreto del 9 luglio 2009 sulle Equiparazioni tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali contenente la tabella di equiparazione dei diplomi di laurea, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.
    Qualora vengano richiesti specifici diplomi di laurea, in molti casi bisogna valutare l’equipollenza della laurea o l’equiparazione, rispetto a quanto indicato nei bandi; ciò significa identificare un’equivalenza esistente tra titoli di studio conseguiti a livello accademico tra il vecchio ed il nuovo ordinamento a diversi livelli: laurea di primo livello, laurea magistrale etc.
    Il Decreto prevede che i diplomi di laurea, conferiti dalle università statali e da quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale, siano equiparati alle lauree specialistiche delle classi di cui ai decreti ministeriali 28 novembre 2000, 2 aprile 2001 e 12 aprile 2001 e alle lauree magistrali delle classi di cui ai decreti ministeriali 16 marzo 2007 e 8 gennaio 2009. La corrispondenza deve intendersi solo in modo tassativamente alternativo. Pertanto, tenuto conto della suddivisione delle lauree del vecchio ordinamento in più percorsi indipendenti, qualora una delle citate lauree trovi corrispondenza con più classi di lauree specialistiche o magistrali, sarà compito dell’Ateneo che ha conferito il diploma di laurea rilasciare, a chiunque ne faccia richiesta, un certificato che attesti a quale singola classe è equiparato il titolo di studio posseduto, da allegare alle domande di partecipazione ai concorsi insieme con il certificato di laurea.

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    Dossier “La riforma Brunetta della pubblica amministrazione”

    Il 9 ottobre 2009 Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione. La riforma ha l’obiettivo di migliorare l’organizzazione del lavoro pubblico e la qualità delle prestazioni erogate, adeguare i livelli di produttività e riconoscere i meriti e i demeriti dei dipendenti e dei dirigenti pubblici.
    Una riforma che coinvolge tutto l’apparato pubblico e che nei prossimi mesi sarà sperimentata nei Comuni sulla base di una intesa che il Ministro ha firmato con l’Anci. L’obiettivo è aumentare la produttività del lavoro pubblico dal 20 al 50 per cento.

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    Attraversare la cura: dall’esperienza della scrittura al progetto pedagogico, 21 ottobre 2009, Università di Milano Bicocca Facoltà di Scienze della Formazione Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche

    Facoltà  di Scienze della Formazione

    Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche

    Corso di Consulenza famigliare

    Attraversare la cura:

    dall’esperienza della scrittura al progetto pedagogico

    21 ottobre 2009

    Il seminario intende offrire Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. un esempio di lavoro generativo che utilizza la scrittura di sé come veicolo per l’auto-guarigione e l’apprendimento. Il metodo del seminario è attivo: si parte dall’esperienza (workshop della mattina) per arrivare a formulare una “buona teoria” della cura di sé (presentazione del libro) e infine all’azione deliberata (progetto internazionale).

    Mattina – Edificio U16, ore 8.30 – 11.30

    - Benvenuto e introduzione alla giornata – Laura Formenti (aula 15)

    - Workshop paralleli:

    Il linguaggio della poesia – a cura di Leo Cupane (aula 4)

    Il linguaggio del colore – a cura di Vanna Puviani (aula motoria)

    Comporre linguaggi diversi – a cura di L. Formenti e Beppe Pasini

    (aula 15)

    Pomeriggio – Edificio U1, aula 6, ore 14.30 – 17.30

    - Attraversare la cura: relazioni, contesti e pratiche della scrittura di sé (edizioni Erickson, 2009) Conversazioni con gli autori e le autrici.

    - Tra cura e orientamento: un progetto pedagogico in Bicocca

      Presentazione del Progetto Grundtvig “European biographies. Biographical Approaches in Adult Education” – LLP 2009-2011.

    Per motivi organizzativi è necessario pre-iscriversi indicando la preferenza per uno dei workshop della mattina. E-mail: laura.formenti@unimib.it

    Per “Il linguaggio del colore”, portare colori del tipo preferito (non acquerelli)


    Un Blog “provvisorio” come strumento di comunicazione in gruppi di lavoro: scheda operativa di Paolo Ferrario

    Un Blog  “provvisorio” come strumento di un gruppo di lavoro

    Nelle organizzazioni di servizio o nelle scuole si tengono con frequenza incontri di lavoro, seminari di formazione, riunioni di programmazione.

    Il lavoro della formazione richiede la definizione di obiettivi didattici, l’individuazione di assi tematici, l’esplicitazione dei profili culturali che caratterizzeranno la realizzazione del progetto,  la memorizzazione delle informazioni, le correzioni in itinere, il confronto collaborativo fra più punti di vista..

    In situazioni di gruppo non immediatamente decisionali è necessario far circolare informazioni mirate all’accrescimento delle conoscenze da parte dei membri del gruppo, soprattutto quando si è in fase di istruttoria su un problema.

    Con questo breve testo intendo mostrare l’uso di un “Blog provvisorio” allo scopo di migliorare il flusso delle informazioni e la loro correzione durante i diversi momenti della discussione.

    Cos’è un Blog?

    La parola “blog” deriva da “web” (rete) e “log”.

    In senso letterale sarebbe “”Traccia sulla Rete”.

    In senso operativo un blog è una tecnologia internettiana gestita da un software che tiene le tracce di accesso ad un sito.

    In senso comune un blog è come una pagina bianca che si aggiunge ad altre pagine bianche, come in un blocco di appunti.

    In questa pagina Uno scrive qualcosa che gli sta a cuore e nella mente, il software la fissa nel tempo (ora, giorno, anno) poi Altro arriva, legge e (se è nella giusta disposizione d’animo) scrive a sua volta qualcosa su quanto ha trovato scritto.

    Dunque un blog è uno strumento (un ottimo strumento) di comunicazione scritta interattiva. Un blog potrebbe contenere i capitoli di un romanzo o un progetto per la costruzione di un ponte o, ancora, le idee allo stato informale per un progetto didattico o di servizio.

    E’ diventato linguaggio comune chiamare “post” (di fatto un testo strutturato, con la possibilità di immettere facilmente immagini, audio, video) il primo testo e “commenti” quello che scrivono i visitatori o collaboratori.

    Visivamente un blog funziona così:

    Infine un blog presenta queste altre caratteristiche che lo rendono uno strumento estremamente flessibile ed adattabile a diverse situazioni biografiche (diario in rete), relazionali (stabilire contatti con persone affini o comunque “vicine”) e lavorative (monitorare un processo organizzativo):

    • Non richiede l’acquisto di software, la registrazione alla piattaforma blog è gratuita
    • È di facile apprendimento
    • Pubblica in ordine cronologico inverso (va dal presente al passato)
    • È in rete e quindi tendenzialmente accessibile a chiunque: e tuttavia può anche essere riservato solo ai componenti di un gruppo di lavoro

    E’ proprio su quest’ultima opportunità che vale la pena di soffermarsi.

    Perché un Blog provvisorio invece delle EMail?

    In incontri di gruppi di piccole dimensioni (direi da 5/10 fino a 30/40) è pratica usuale quella di fare circolare i materiali informativi tramite la posta elettronica.

    Questo sistema sembra, a prima vista, semplice ed economico. In realtà è molto dispersivo: basta che il lettore di questo mio testo vada alla sua posta e ne converrà. Le EMail si accatastano una sull’altra in modo casuale che richiede un continuo lavoro di classificazione e memorizzazione.

    Immaginiamo un gruppo di 20 persone che si scambiano sintesi, frammenti progettuali, idee spontanee, testi in fase di abstract.  Ogni componente della mailing list riceve informazioni relative ad un evento e le archivia secondo propri criteri. Già questa operazione può generare qualche problema di ritrovamento. Ma le cose si complicano quando arrivano commenti e feedback, perché tutte queste informazioni saranno oggetto di sequenze infinite di EMail.

    Questo avviene perché le EMail vanno configurare una catena di informazioni che richiedono dispendio di tempo per aggregarle.

    Le EMail sono fantastiche per comunicazioni bilaterali, ma sono meno utili quando si intrecciano più persone sullo stesso oggetto di lavoro.

    Ecco perché un blog può razionalizzare questi flussi comunicativi.

    Innanzitutto permette di raccogliere ogni informazione in un luogo accessibile a ciascun membro del gruppo. E’ proprio come fare quello che usualmente facciamo: entriamo nella stanza della riunione e cominciamo a parlare. Qualcuno (talvolta) tiene un verbale.

    Il blog consente di creare una specie di scaffale su cui depositiamo in contenitori etichettati i singoli elementi informativi del progetto (programma, statuto, work in progress, dati statistici, ideazioni, …)

    Il blog consente di ordinare i post per argomenti. Ogni post è commentabile. Ciascuno legge i commenti degli altri, chiede delucidazioni, aggiunge la sua opinione. I commenti appariranno in ordine cronologico e saranno sempre associati a quel post, che sarà così arricchito di sfumature interpretative.

    Ma il vantaggio formidabile è che ogni post potrà essere richiamato tramite link nelle mail e in qualsiasi documento web o pdf.

    E’ questo il valore aggiunto: le proposte, le sintesi, i testi (ognuno in un post) saranno commentabili, visibili, linkabili e ricercabili per temi.

    Se non è opportuno rendere tutto di dominio pubblico le piattaforme blog permettono di rendere un intero blog (o un singolo post) accessibile solo tramite password. Analogamente i commenti possono essere vincolati a forme varie di controllo da parte dell’amministratore: si può così richiedere la registrazione di ciascun utente e in ogni caso i commenti vengono segnalati via mail all’amministratore.

    Nota finale

    Questo scritto deve molto a questo post:

    Corrado De Francesco, I blog per convegni e seminari

    Un’analisi veloce ed esauriente sulla gestione dei blog è qui:

    Alberto D’Ottavi, Tommaso Sorchiotti, Come si fa un Blog 2.0, Tecniche Nuove, 2008

    Paolo Ferrario


    Luciana Quaia, Maltrattamento: quando volere bene può far male | Muoversi Insieme

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    Gruppo Abele, Formazione

    BoxFormazione.pdf – Powered by Google Documenti

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    LEGGE 1 marzo 2006, n.67 Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilita’ vittime di discriminazioni

    LEGGE 1 marzo 2006, n.67

    Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilita’ vittime di discriminazioni

    Art. 1.
    (Finalita’ e ambito di applicazione)

    1. La presente legge, ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione,
    promuove la piena attuazione del principio di parita’ di trattamento
    e delle pari opportunita’ nei confronti delle persone con disabilita’
    di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di
    garantire alle stesse il pieno godimento dei loro diritti civili,
    politici, economici e sociali.
    2. Restano salve, nei casi di discriminazioni in pregiudizio delle
    persone con disabilita’ relative all’accesso al lavoro e sul lavoro,
    le disposizioni del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216,
    recante attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parita’ di
    trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
    Avvertenza:

    Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
    dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
    dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
    disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
    sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
    e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
    approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
    fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
    modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
    invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
    qui trascritti.
    Note all’art. 1:
    - Il testo dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n.
    104 (Leggequadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e
    i diritti delle persone handicappate), pubblicata nella
    Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1992, n. 39, S.O., e’ il
    seguente:
    «Art. 3 (Soggetti aventi diritto). – 1. E’ persona
    handicappata colui che presenta una minorazione fisica,
    psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che e’
    causa di difficolta’ di apprendimento, di relazione o di
    integrazione lavorativa e tale da determinare un processo
    di svantaggio sociale o di emarginazione.
    2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni
    stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla
    consistenza della minorazione, alla capacita’ complessiva
    individuale residua e alla efficacia delle terapie
    riabilitative.
    3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia
    ridotto l’autonomia personale, correlata all’eta’, in modo
    da rendere necessario un intervento assistenziale
    permanente, continuativo e globale nella sfera individuale
    o in quella di relazione, la situazione assume connotazione
    di gravita’.
    Le situazioni riconosciute di gravita’ determinano
    priorita’ nei programmi e negli interventi dei servizi
    pubblici.
    4. La presente legge si applica anche agli stranieri e
    agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile
    dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni
    sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste
    dalla vigente legislazione o da accordi internazionali.».
    - Il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, reca:
    «Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parita’ di
    trattamento in materia di occupazione e di condizioni di
    lavoro», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 agosto
    2003, n. 187.

    Art. 2.
    (Nozione di discriminazione)

    1. Il principio di parita’ di trattamento comporta che non puo’
    essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone
    con disabilita’.
    2. Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla
    disabilita’, una persona e’ trattata meno favorevolmente di quanto
    sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in
    situazione analoga.
    3. Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un
    criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento
    apparentemente neutri mettono una persona con disabilita’ in una
    posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.
    4. Sono, altresi’, considerati come discriminazioni le molestie
    ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi
    connessi alla disabilita’, che violano la dignita’ e la liberta’ di
    una persona con disabilita’, ovvero creano un clima di intimidazione,
    di umiliazione e di ostilita’ nei suoi confronti.

    Art. 3.
    (Tutela giurisdizionale)

    1. La tutela giurisdizionale avverso gli atti ed i comportamenti di
    cui all’articolo 2 della presente legge e’ attuata nelle forme
    previste dall’articolo 44, commi da 1 a 6 e 8, del testo unico delle
    disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme
    sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25
    luglio 1998, n. 286.
    2. Il ricorrente, al fine di dimostrare la sussistenza di un
    comportamento discriminatorio a proprio danno, puo’ dedurre in
    giudizio elementi di fatto, in termini gravi, precisi e concordanti,
    che il giudice valuta nei limiti di cui all’articolo 2729, primo
    comma, del codice civile.
    3. Con il provvedimento che accoglie il ricorso il giudice, oltre a
    provvedere, se richiesto, al risarcimento del danno, anche non
    patrimoniale, ordina la cessazione del comportamento, della condotta
    o dell’atto discriminatorio, ove ancora sussistente, e adotta ogni
    altro provvedimento idoneo, secondo le circostanze, a rimuovere gli
    effetti della discriminazione, compresa l’adozione, entro il termine
    fissato nel provvedimento stesso, di un piano di rimozione delle
    discriminazioni accertate.
    4. Il giudice puo’ ordinare la pubblicazione del provvedimento di cui
    al comma 3, a spese del convenuto, per una sola volta, su un
    quotidiano a tiratura nazionale, ovvero su uno dei quotidiani a
    maggiore diffusione nel territorio interessato.

    Note all’art. 3:
    - Il testo dell’art. 44, commi da 1 a 6 e 8, del testo
    unico delle disposisizioni concernenti la disciplina
    dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero,
    di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n. 191,
    S.O., e’ il seguente:
    «Art. 44 (Azione civile contro la discriminazione).
    (Legge 6 marzo 1988, n. 40, art. 42). – 1. Quando il
    comportamento di un privato o della pubblica
    amministrazione produce una discriminazione per motivi
    razziali, etnici, nazionali o religiosi, il giudice pero’,
    su istanza di parte, ordinare la cessazione del
    comportamento pregiudizievole e adottare ogni altro
    provvedimento idoneo, secondo le circostanze, a rimuovere
    gli effetti della discriminazione.
    2. La domanda si propone con ricorso depositato, anche
    personalmente dalla parte, nella cancelleria del pretore
    del luogo di domicilio dell’istante.
    3. Il pretore, sentite le parti, omessa ogni formalita’
    non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che
    ritiene piu’ opportuno agli atti di istruzione
    indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del
    provvedimento richiesto.
    4. Il pretore provvede con ordinanza all’accoglimento o
    al rigetto della domanda. Se accoglie la domanda emette i
    provvedimenti richiesti che sono immediatamente esecutivi.
    5. Nei casi di urgenza il pretore provvede con decreto
    motivato, assunte, ove occorre, sommarie informazioni. In
    tal caso fissa, con lo stesso decreto, l’udienza di
    comparizione delle parti davanti a se’ entro un termine non
    superiore a quindici giorni, assegnando all’istante un
    termine non superiore a otto giorni per la notificazione
    del ricorso e del decreto. A tale udienza, il pretore, con
    ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti
    emanati nel decreto.
    6. Contro i provvedimenti del pretore e’ ammesso
    reclamo al tribunale nei termini di cui all’art. 739,
    secondo comma, del codice di procedura civile. Si
    applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737, 738 e
    739 del codice di procedura civile.
    7. (Omissis).
    8. Chiunque elude l’esecuzione di provvedimenti del
    pretore di cui ai commi 4 e 5 e dei provvedimenti del
    tribunale di cui al comma 6 e’ punito ai sensi dell’art.
    388, primo comma, del codice penale.».
    - Il testo dell’art. 2729, primo comma, del codice
    civile, e’ il seguente:
    «Art. 2729 (Presunzioni semplici). – Le presunzioni non
    stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del
    giudice il quale non deve ammettere che presunzioni gravi,
    precise e concordanti.».

    Art. 4.
    (Legittimazione ad agire)

    1. Sono altresi’ legittimati ad agire ai sensi dell’articolo 3 in
    forza di delega rilasciata per atto pubblico o per scrittura privata
    autenticata a pena di nullita’, in nome e per conto del soggetto
    passivo della discriminazione, le associazioni e gli enti individuati
    con decreto del Ministro per le pari opportunita’, di concerto con il
    Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base della
    finalita’ statutaria e della stabilita’ dell’organizzazione.
    2. Le associazioni e gli enti di cui al comma 1 possono intervenire
    nei giudizi per danno subito dalle persone con disabilita’ e
    ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento
    di atti lesivi degli interessi delle persone stesse.
    3. Le associazioni e gli enti di cui al comma 1 sono altresi’
    legittimati ad agire, in relazione ai comportamenti discriminatori di
    cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 2, quando questi assumano carattere
    collettivo.

    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.
    Data a Roma, addi’ 1° marzo 2006

    CIAMPI

    Berlusconi, Presidente del Consiglio
    dei Ministri
    Prestigiacomo, Ministro per le pari
    opportunita’
    Maroni, Ministro del lavoro e delle
    politiche sociali
    Visto, il Guardasigilli: Castelli

    LAVORI PREPARATORI

    Camera dei deputati (atto n. 4129):

    Presentato dal Ministro senza portafoglio per le pari
    opportunita’ (Prestigiacomo) e dal Ministro del lavoro e
    delle politiche sociali (Maroni) il 2 luglio 2003.
    Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in
    sede referente, il 17 luglio 2003 con pareri delle
    commissioni I, II, XI e XIV.
    Esaminato dalla XII commissione il 10, 16 e 23 febbraio
    2005; 8 marzo 2005; 6 aprile 2005; 5 luglio 2005;
    14 settembre 2005.
    Esaminato in aula il 16 settembre 2005 e approvato il
    30 novembre 2005.
    Senato della Repubblica (atto n. 3674):

    Assegnato alla 2ª commissione (Giustizia), in sede
    referente, il 5 dicembre 2005 con pareri delle commissioni
    1ª, 11ª, 12ª e 14ª.
    Nuovamente assegnato alla 2ª commissione (Giustizia),
    in sede deliberante, l’11 gennaio 2006 con pareri delle
    commissioni lª, 11ª, 12ª e 14ª.
    Esaminato dalla 2ª commissione, in sede deliberante, e
    approvato il 17 gennaio 2006.


    Gaetano De Luca, Disabili, le tutele della Legge 1° marzo 2006, numero 67 | Muoversi Insieme

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    Politiche sociali e assetti istituzionali, Antologia legislativa ad uso didattico,

    Blogged with the Flock Browser

    Il Self Help fra ricerca e Governance, giornata di studio, 27 ottobre 2009, Università di Milano Bicocca/Sociologia Aula Pagani

    Seminario “Il self help fra ricerca e governance”

    UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO – BICOCCA DIPARTIMENTO DI SOCIOLOGIA
    E RICERCA SOCIALE
    SaCS
    SALUTE-CURA-SOCIETÀ Ricerca sociale, Comunicazione e Formazione in
    Sanità

    Seminario “Il self help fra ricerca e governance”

    27 ottobre 2009 Ore 10,00 – 15,00 Aula Pagani U 7, piano III Via
    Bicocca degli Arcimboldi, 8 20126 Milano

    Introduce Mara Tognetti “Perché una giornata di studio”

    Coordina
    Marco Ingrosso (Università di Ferrara)

    Contributi di:
    Guido Giarelli (Università Magna Graecia Catanzaro)
    Daniele Nigris (Università di Padova)
    Elena Spina (Università Politecnica delle Marche)
    Michele Marzulli (Università Cattolica di Milano)
    Luigi Colaianni (Università di Padova)

    Discussione

    Per poter partecipare confermare la propria iscrizione al seguente
    indirizzo:
    annalisa.ornaghi@unimib.it

    Ore 15,30 Presentazione del volume: L. Speranza, W. Tousijn, G.
    Vicarelli, I medici in Italia: motivazioni, autonomia, appartenenza,
    Il Mulino, Bologna, 2008.

    Ne discutono con gli autori:
    Bianca Beccalli, Antonio de Lillo, Enzo Mingione.

    pubblicata da lo staff di amalo.it il 7/10/2009 alle 16:58


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