Omofobia, testo bocciato alla Camera E nel Pd esplode il caso Binetti – Corriere della Sera

Si ferma alla Camera il cammino della proposta di legge sull’omofobia. L’assemblea di Montecitorio ha approvato, con i voti di Pdl e Lega, la questione pregiudiziale avanzata dall’Udc. Il testo, presentato da Paola Concia del Pd, è stato così affossato con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astensioni. Democratici e Idv hanno votato contro.

Omofobia, testo bocciato alla Camera E nel Pd esplode il caso Binetti – Corriere della Sera

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Status single

NUMERI Single in Italia: sei milioni, il 12,4% della popolazione adulta, il 25% delle famiglie. In trent’anni sono aumentati del 300%. Sei volte su dieci sono donne. Il 37% è celibe o nubile, il 18% è separato, il 45% è vedovo o vedova. Uno su quattro ha meno di 45 anni, uno su cinque ne ha tra i 45 e i 64.

QUARANTA «A che età ci si può considerare single oggi che a trentacinque si chiede ancora il permesso ai genitori di rientrare dopo mezzanotte? Tracciamo dunque una linea fra l’età della possibilità (che non è per niente sinonimo di potenza) e quella della realtà: oggi non si è single prima dei quaranta» (Aldo Busi, Manuale del perfetto single, Mondadori 2002).

SOLDI I single italiani guadagnano in media 14.500 euro l’anno (1.200 per 13 mensilità), meno di spagnoli, greci, inglesi e francesi (Ocse).

SPESE Per cibo e bevande chi vive da solo spende almeno 300 euro al mese, il 60% in più rispetto ai 186 euro destinati alla tavola da ogni singolo componente di una famiglia tipo, formata in media da 2,5 persone. A incidere sulla spesa del single sono carne (62 euro), frutta e verdura (59 euro), pane, pasta e derivati dei cereali (49 euro), latte, yogurt e formaggi (41 euro), bevande (28 euro), pesce (25 euro), zucchero, caffè (23 euro), oli e grassi (13 euro) (Coldiretti) ecc.

CONSIGLI Comprando soltanto cibi a lunga scadenza si possono risparmiare almeno 114 euro al mese, 1.368 l’anno.

CARRELLO Nel carrello della spesa di un single si trovano: pasta precotta con condimento aggiunto per microonde, sughi da 80 grammi, salumi sottovuoto, passati di verdure, zuppe liofilizzate, cubetti di pancetta e formaggio grattugiato per una carbonara, pizza surgelata, macedonia pronta, salmone o pesce spada da 100 grammi, sushi in vaschetta ecc.

PASTA & DIVANO «Io la sera arrivo a casa, mi metto la tuta, mi preparo la pasta e passo la sera sul divano a leggere o guardare la tv. Una cosa di una noia mortale! Forse sono single perché le donne con me si rompono troppo» (Fabio Volo).Piatti pronti e cibi surgelati la fanno da padrone nella dieta del single

SANTI San Faustino, il protettore dei single. Si festeggia il 15 febbraio.

MONOPORZIONI Nei primi sei mesi del 2008 le vendite di piatti pronti sono aumentate del 9,5% (Coldiretti su dati Ref-Iri Infoscan). Le monoporzioni, però, sono più costose delle confezioni formato famiglia. Una porzione d’insalata già lavata da 200 grammi costa mediamente 13 euro al chilo, quelle da meno di 100 grammi, 16 euro. Al mercato: due euro al chilo.

COSTI Sandro Castaldo, docente senior e direttore dell’area marketing della Scuola di direzione aziendale Bocconi: «Nel costo finale del prodotto non incide soltanto la confezione ma anche la lavorazione in monoporzioni. Un esempio? Per ottenere cinque vaschette di pasta fresca da 100 grammi l’una occorre moltiplicare il processo di riempimento e impacchettamento cinque volte, per una confezione famiglia da mezzo chilo queste operazioni s’effettuano una sola volta. Un altro elemento da considerare sono i costi di stoccaggio: confezioni più piccole richiedono più tempo per essere inserite negli scaffali».

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Corso di Animazione Musicale, primo appuntamento del Progetto di Cascina Animata, www.cascinanimata.com

Presentazione Piccola Scuola Animazione Sociale

PICCOLA SCUOLA DI ANIMAZIONE SOCIALE

Partono i Corsi della Piccola Scuola di Animazione Sociale

In data 17-18 ottobre 2009 si terrà il Corso di Animazione Musicale, primo appuntamento del Progetto di Cascina Animata.

Leggete in allegato l’intero calendario delle proposte formative.

www.cascinanimata.com


Mario Deaglio, La verità che nessuno vuole sentire – LASTAMPA.it

iil Governatore ha osservato che, con l’aumento della durata della vita, le pensioni erogate dal sistema pubblico – ossia principalmente dall’Inps e dall’Inpdap – saranno più basse rispetto ai salari, di quelle erogate finora.

Come previsto dalla riforma, si tratta di pensioni eque da un punto di vista attuariale, ossia corrispondenti all’ammontare complessivo dei contributi versato da ciascun lavoratore commisurate alla durata attesa della vita al momento del pensionamento. La loro diminuita consistenza in rapporto al salario dovrebbe essere evidente perché, se si vive più a lungo, i versamenti effettuati durante tutto l’arco di una vita di lavoro di durata invariata devono essere spalmati su un numero maggiore di anni di pensionamento; come dovrebbe essere evidente, anche se è scomodo ricordarlo, che le categorie anziane, in pensione con l’attuale sistema di transizione, ricevono una parte di pensione in più di quella a cui avrebbero «diritto» sulla base dei versamenti effettuati e della loro probabilità di sopravvivenza.

Draghi ha poi tratto la naturale conclusione di questa premessa che gli italiani preferirebbero non sentire mai e che per i politici è come un brutto sogno che preferiscono rimuovere subito: «Per assicurare prestazioni di importo adeguato a un numero crescente di pensionati è quindi indispensabile un aumento significativo dell’età media effettiva di pensionamento»

La verità che nessuno vuole sentire – LASTAMPA.it

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La commissione finanze del Senato americano ha approvato la riforma sanitaria.

La commissione finanze del Senato americano ha approvato la riforma sanitaria.

AGI News On – USA: DA COMMISSIONE SENATO OK RIFORMA SANITARIA, OBAMA OTTIMISTA

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Comitato Nazionale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, Ministero Dell’Interno – Scheda Editoriale

Il Comitato Nazionale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica è organo ausiliario di consulenza del Ministro dell’Interno per l’esercizio delle sue attribuzioni di alta direzione e di coordinamento in materia di ordine e sicurezza pubblica.Il Comitato, che è disciplinato dagli artt.18 e 19 della legge 1° aprile 1981, n. 121, esamina ogni questione di carattere generale relativa alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e all’ordinamento ed organizzazione delle forze di polizia.Presieduto dal Ministro dell’Interno, il Comitato è composto da un Sottosegretario designato dal Ministro, con funzioni di vice presidente, dal Capo della Polizia – direttore generale della pubblica sicurezza, dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, dal Comandante Generale del Corpo della Guardia di Finanza, dal Direttore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dal Dirigente Generale Capo del Corpo Forestale dello Stato.Dato l’interesse degli argomenti posti all’ordine del giorno, il Ministro dell’Interno può chiamare a partecipare alle riunioni del Comitato dirigenti generali del Ministero, l’Ispettore generale del Corpo delle capitanerie di porto, altri rappresentanti dell’amministrazione dello Stato e delle forze armate; può invitare alle stesse riunioni componenti dell’Ordine giudiziario, d’intesa con il Procuratore competente.

Ministero Dell’Interno – Scheda Editoriale

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Separazione e Divorzio, Edizioni Simone

L40 – Separazione e Divorzio
II Ed. – pp. 512 + CD-Rom – 38,00
Questa nuova edizione del volume tiene conto delle numerose novità giurisprudenziali e normative che hanno agitato le acque del diritto di famiglia negli ultimi due anni.
Anzitutto, si è dedicato ampio spazio alla L. 69/2009, intitolando un apposito capitolo al neonato procedimento sommario di cognizione e alle sue possibili ricadute in ambito familiare. In appendice al volume si è ritenuto opportuno inserire anche una formula esemplificativa di ricorso ex art. 702bis c.p.c. per il rimborso delle spese di mantenimento. [...]

Consulta l’indice e alcune pagine del libro

L40 – Separazione e Divorzio

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Intervento del Presidente Napolitano alla cerimonia di apertura della Prima Conferenza dei Prefetti

Siamo tutti egualmente consapevoli della portata delle trasformazioni che nell’ultimo quindicennio sono state introdotte nell’assetto dello Stato repubblicano, delle sue istituzioni e dei suoi apparati. Si tratta di un processo in pieno svolgimento e che ancora richiede alcune, incisive modifiche costituzionali specie per dare coerenza – anche sul piano della fisionomia e del funzionamento del Parlamento nazionale – alla svolta che è stata da anni avviata in senso autonomistico e federalista ed è di recente culminata nell’approvazione, con largo consenso in Parlamento, della legge sul federalismo fiscale.

Come sappiamo, l’Italia ha conosciuto molto più tardi di altri paesi la formazione dello Stato nazionale, che è nato come Stato fortemente centralizzato. Mentre altrove – dagli Stati Uniti d’America alla Germania, anch’essa unificatasi con forte ritardo – l’unità statuale è scaturita da una realtà costituita da molteplici, preesistenti entità tra loro storicamente diverse e distinte, ed è quindi sorta in sostanza, su basi federali, nel nostro paese essa ha presentato ben altre caratteristiche originarie. Ma quando, con l’avvento della Repubblica e con l’elaborazione della Carta costituzionale, l’Italia si è data un ordinamento pienamente democratico, essa si è aperta a un riconoscimento nuovo delle autonomie locali e regionali, dopo che col fascismo si era affermata la massima centralizzazione autoritaria dello Stato.

Cominciò così sessant’anni fa un lungo cammino, lento e contradditorio, che avrebbe conosciuto una decisa accelerazione e un balzo in avanti a partire dai primi anni ’90, quando prese a svilupparsi un movimento politico e di opinione federalista e si convenne in Parlamento su una riforma significativa come l’elezione diretta del Sindaco. E fu, quella, una riforma non solo elettorale ma istituzionale, che segnò, sul piano istituzionale – e ai fini del discorso che qui ci interessa -l’affrancamento dell’ente locale dalla tutela dello Stato centrale, affidata al controllo prefettizio.

Il seguito è noto : riforme elettorali anche per Province e Regioni e, soprattutto, riforma del Titolo V della Costituzione repubblicana, da cui è scaturita la stessa innovazione del federalismo fiscale. Nei fatti, era inoltre venuta assumendo un ruolo e peso crescente la Conferenza Stato-Regioni.

Ho voluto richiamare questa evoluzione, per l’impronta originale, tutta italiana, che essa presenta : da uno Stato centralizzato verso uno Stato federale. Ed è un’impronta che spiega molte cose : lo sforzo che si è dovuto e si deve compiere, in particolare, per ricollocare istituti nati con un tipo di Stato rigidamente governato dal centro nel nuovo contesto autonomistico, regionalistico, di stampo federale.

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Conferenza stampa di illustrazione della delibera per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici | RadioRadicale.it

Conferenza stampa di illustrazione della delibera per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici

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Partecipano: Marta Vincenzi (Sindaco di Genova), Mina Welby (membro della Direzione dell’Associazione Luca Coscioni), Luca Dallorto (capogruppo dei Verdi al Comune di Genova), Patrizia De Fusco (coordinatore della Cellula Coscioni di Genova), Alessandro Rosasco (membro della Giunta di Radicali Italiani)

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LA SANITÀ REGIONALE SOTTO LA LENTE DELLA CORTE DEI CON

LA SANITÀ REGIONALE SOTTO LA LENTE DELLA CORTE DEI CONTI

“La quota maggiore della spesa corrente regionale è destinata a trasferimenti in materia sanitaria che passano dall’81,4% del 2006 all’83,5% del 2007, stabilizzandosi all’83,4% nel 2008. Oltre che all’elevata quota destinata alla sanità, la rigidità della spesa corrente regionale trova nella spesa per il servizio del debito e, più ancora, in quella per il personale, due quasi incomprimibili componenti”. È quanto rileva la Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni a statuto ordinario per gli esercizi finanziari 2007 e 2008 della Corte dei Conti. “La spesa corrente della sanità regionale, esaminata nel quinquennio 2004-2008 per le voci economiche di maggior peso, mostra a fine periodo un importo di 107,6 miliardi di euro e un aumento dei costi del 17,3%; le variazioni percentuali tuttavia presentano, da un anno all’altro, andamento decrescente (dal 7,2% del 2005 al 2,3% del 2008). Come rilevato negli anni precedenti, incidono maggiormente sui risultati le categorie economiche della spesa per il personale, per i beni e i servizi e per la farmaceutica convenzionata con il SSN. I debiti di aziende sanitarie e ospedaliere verso fornitori, aumentati nel triennio 2004-2006 di oltre 35 punti percentuali, a fine esercizio 2007 segnavano una flessione del 5,7% rispetto all’anno precedente, con un importo complessivo di 32.118 milioni. In base a dati parziali, la tendenza alla riduzione risulta anche nel 2008, con eccezioni per Campania e Basilicata. Il ritardo nei pagamenti ai fornitori di beni e servizi, in alcune Regioni, assume cifre elevate, con rischio di formazione di ulteriore debito per mora automatica e contenzioso con i creditori. Notevole il divario riscontrabile a livello regionale sui tempi di pagamento ai fornitori riferiti al triennio 2007-2009 (fino al mese di aprile compreso) rilevati, con tempistiche particolarmente lunghe in Molise, Calabria, Campania, Lazio, Emilia, Liguria e Piemonte”.

in  Distretti Sanitari

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Testamento biologico: i comuni italiani riscrivono Spoon River interrogazione del Sen. Paolo Amato (PDL)

si chiede di sapere:se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover intervenire presso il Comune di Firenze, sia pur nel rispetto delle prerogative e dell’autonomia di quest’ultimo, per ribadire il supremo interesse dei cittadini a godere di un unico criterio giuridico, uniforme sull’intero territorio nazionale, per quanto attiene alla dichiarazione anticipata di trattamento, senza alcuna discriminazione burocratico-amministrativa;

Avvisatore

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Irene Tinagli, LA MOBILITA’ SOCIALE, ANCHE SOLO QUANDO E’ UN’ATTITUDINE PSICOLOGICA DI SPERANZA NEI CONFRONTI DEL FUTURO, OFFRE PROSPETTIVE DI CRESCITA PERSONALI E PER IL PAESE. QUESTA PROPENSIONE FA GRAVEMENTE DIFETTO AL NOSTRO PAESE.

LA MOBILITA’ SOCIALE, ANCHE SOLO QUANDO E’ UN’ATTITUDINE PSICOLOGICA DI SPERANZA NEI CONFRONTI DEL FUTURO, OFFRE PROSPETTIVE DI CRESCITA PERSONALI E PER IL PAESE. QUESTA PROPENSIONE FA GRAVEMENTE DIFETTO AL NOSTRO PAESE.Articolo di Irene Tinagli, docente di Economia delle Imprese presso l’Università di Madrid, pubblicato su la Stampa il 7 ottobre 2009

in: Pietro Ichino

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Siamo una famiglia adottiva, 16/10/2009 – 07/11/2009, Lecco

Titolo Siamo una famiglia adottiva
Categoria Convegni – Conferenze – Seminari
Inizio evento 16/10/2009
Fine evento 07/11/2009
Promotore Associazione Raccontiamo l’Adozione onlus
Luogo Lecco

NONPROFITONLINE

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Istat, La violenza contro le donne

Risultati dell’indagine multiscopo “Sicurezza delle donne” che l’Istat ha condotto nel 2006 intervistando telefonicamente 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni. L’indagine rileva la violenza contro le donne perpetrata da partner (violenza domestica) o da altri uomini non partner (parenti, amici, colleghi, conoscenti, sconosciuti). Sono state analizzate diverse forme di violenza fisica e sessuale, nonché la violenza psicologica dal partner e lo stalking, ovvero i comportamenti persecutori messi in atto dal partner al momento della separazione o dopo. La violenza è rilevata a partire dai 16 anni di età, solo alcuni quesiti riguardano il periodo di età precedente.L’indagine offre una stima della prevalenza e dell’incidenza del fenomeno e offre informazioni sulla gravità, le conseguenze a breve e a lungo termine, le modalità di accadimento, la denuncia alle forze dell’ordine e altre informazioni di approfondimento. I dettagli sulle violenze si riferiscono all’ultimo episodio subito; per la violenza domestica alcune informazioni riguardano anche la storia complessiva della violenza. Ulteriori dati si riferiscono ad abusi subiti dalle donne nella famiglia di origin

La violenza contro le donne

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NICOLE POIRIER, l`approccio CARPE DIEM, Martedì 10 novembre 2009 al Centro La Piazzetta in via Loreto 17 a Lugano (a 7 minuti a piedi dalla stazione di Lugano) Dalle 14.00 alle 17.00 conferenza dalle 17.00 PARTECIPAZIONE GRATUITA

NICOLE POIRIER
Psicologa e gerontologa
Presidente della federazione delle associazioni Alzheimer del Québec
e membro del Consiglio di amministrazione della Salute dei Servizi
Pubblici della Maurice e del centro Quebéc, Canada
Vi invitiamo a scoprire con Madame Poirer
un modo concreto di vivere con
l`approccio CARPE DIEM, metodo pluripremiato
per gli aspetti umani e innovatori
nella presa a carico delle
persone affette della Malattia di Alzheimer.
Martedì 10 novembre 2009
al Centro La Piazzetta in via Loreto 17 a Lugano
(a 7 minuti a piedi dalla stazione di Lugano)
Dalle 14.00 alle 17.00 conferenza
dalle 17.00 aperitivo
e possibilità di continuare lo scambio con M.me Poirier
PARTECIPAZIONE GRATUITA
La conferenza é in francese con traduzione simultanea in italiano
È gradita una conferma di presenza,
sia alla conferenza che al rinfresco, presso:
Segreteria Associazione Alzheimer Ticino : 091 912 17 07
E-mail associazione Alzheimer Ticino: segreteria@alzheimer-ti.ch


ordinanza 30 settembre 2009 recante: Misure urgenti in materia di protezione del virus A(H1N1) che integra, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, quella emanata l’11 settembre 2009. Il provvedimento individua con maggiore dettaglio le categorie di persone a cui è offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1).

In G.U. n. 234 dell’ 8 ottobre 2009, e’ pubblicata l’ordinanza 30 settembre 2009 recante: Misure urgenti in materia di protezione del virus A(H1N1) che integra, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, quella emanata l’11 settembre 2009. Il provvedimento individua con maggiore dettaglio le categorie di persone a cui è offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1).
ordinanza 30 settembre 2009

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European Commission (DG ECFIN) and the Economic Policy Committee (AWG, Underlying Assumptions and Projection Methodologies for the EU-27 Member States (2007-2060)

The 2009 Ageing Report:
Underlying Assumptions and Projection Methodologies for the EU-27 Member States (2007-2060)
Report prepared by the European Commission (DG ECFIN) and the Economic Policy Committee (AWG

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Bilancio demografico mensile

Alla fine di aprile 2009 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.157.214 abitanti. Rispetto all’inizio dell’anno si è registrato un incremento dello 0,2 per cento, pari a +112.146 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro, del Nord-est e del Nord-ovest (+0,3 per cento).

Bilancio demografico mensile

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Dibattito dal titolo “Testamento biologico: firma il tuo prima che ti impongano il loro” | RadioRadicale.it

Sono intervenuti: Cristina Manfredini, portavoce del Comitato cremonese per la libertà di cura e ricerca Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona.
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Piccola demo di realtà aumentata, Il Disinformatico

Il concetto circola da qualche anno, ma sembra aver preso piede ultimamente grazie a un salto di qualità e a una notevole semplificazione dell’utilizzo: mi riferisco alla realtà aumentata, ossia l’integrazione in tempo reale di oggetti virtuali in una scena reale.

E’ una funzione utilissima per fornire molte informazioni in modo intuitivo e senza distogliere lo sguardo

Il Disinformatico: Piccola demo di realtà aumentata

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Camera dei Deputati, un sito più accessibile e trasparente

12 Ottobre 2009
Il sito internet della Camera dei Deputati si rinnova e si fa piu’ accessibile, piu’ interattivo e piu’ trasparente. A questa novita’ si va ad aggiungere la nascita della WebTv di Montecitorio, grazie alla quale sara’ possibile, per tutti i cittadini, vedere i lavori di Aula e commissioni, in diretta e registrate, anche piu’ di una contemporaneamente. Queste le novita’ presentate in settimana nella Sala del Mappamondo della Camera da i vice presidenti, Maurizio Lupi e Rosy Bindi. Un “obiettivo ambizioso”, come lo ha definito Lupi, che punta ad una maggiore “trasparenza delle istituzioni” e a garantire ai cittadini una “maggiore accessibilita’” alle informazioni che riguardano il Palazzo. Un risultato che arriva dopo un anno e mezzo di lavoro e che permettera’ di conoscere, con maggiore facilita’, i contenuti delle sedute parlamentari, delle commissioni, nonche’ di tutto il patrimonio informativo e documentale dal 1948 ad oggi. Il vice presidente Lupi ha anche sottolineato come “grazie alle nuove tecnologie” e grazie a diverse associazioni che hanno collaborato in questo ultimo anno alla realizzazione del nuovo sito, “l’accesso sara’ possibile anche ai portatori di handicap”. La prima novita’ del sito internet sara’ quella di un motore di ricerca con le stesse caratteristiche di Google, grazie al quale bastera’ immettere una parola chiave per accedere facilmente e velocemente alle informazioni ricercate. Anche attraverso questo nuovo strumento si potra’ conoscere nel dettaglio l’iter di un determinato progetto di legge, nelle sue diverse tappe, non solo alla Camera ma anche al Senato. Allo stesso modo si potranno cercare tutti gli emendamenti presentati a quel progetto di legge, in tutte le varie sedi, dalle commissioni all’Aula.

municipia.it

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Ilvo Diamanti, La leggenda del premier eletto dal popolo – Politica – Repubblica.it

Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del “popolo”, insomma. Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l’8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare “opposizione”. Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato “personale” più limitato, dal 1994 ad oggi.

La leggenda del premier eletto dal popolo – Politica – Repubblica.it

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Obama rilancia la riforma sanitaria “Consenso bipartisan senza precedenti” – Wall Street Italia

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XXVI CONGRESSO ANCI. CHIAMPARINO: Ridare autonomia finanziaria ai Comuni per riunificare l’Italia con federalismo e sussidiarietà. Utile inserire la trasparenza, principio di ogni controllo, tra i principi guida dell’associazione. Anci associazione ter | RadioRadicale.it

XXVI CONGRESSO ANCI. CHIAMPARINO: Ridare autonomia finanziaria ai Comuni per riunificare l’Italia con federalismo e sussidiarietà. Utile inserire la trasparenza, principio di ogni controllo, tra i principi guida dell’associazione. Anci associazione terTorino, 10 ottobre 2009

XXVI CONGRESSO ANCI. CHIAMPARINO: Ridare autonomia finanziaria ai Comuni per riunificare l’Italia con federalismo e sussidiarietà. Utile inserire la trasparenza, principio di ogni controllo, tra i principi guida dell’associazione. Anci associazione ter | RadioRadicale.it

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Convegno sul tema: “Matrimonio gay: traguardo di uguaglianza”

Convegno sul tema: “Matrimonio gay: traguardo di uguaglianza”

Convegno sul tema: “Matrimonio gay: traguardo di uguaglianza” Modera: Stefano Campagna (giornalista del tg). Interviene Maria Teresa Meli (Corriere della Sera), Sergio ROvasio (Segretario Associazione Radicale Certi Diritti), Alexander Schuster (Costituzionalista, Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford), Gian Mario Felicetti (direttivo Associazione Radicale Certi Diritti), Luigi Pannarale (ordinario di Sociologia del Diritto, Università degli Studi di Bari). Saluto dell’ Avv. Antonio Rotelli (Presidente Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford), Giuliano Federico (direttore editoriale GAY.tv), Anna Paola Concia (PD), Barbara Pollastrini (PD), Antonio Paravia (PDL), Beatrice Lorenzin (PDL), Rita Bernardini (Radicali-Pd), Marco Beltrandi (Radicali-Pd), Marco Perduca (Radicali-Pd), Donatella Poretti (Radicali-Pd), Fabio Evangelisti (IDV), Gianni Vattimo (eurodeputato IDV), Alessandro Zan (Sinistra e Libertà), Franco Grillini (direttore Gay Net), Gianni Rossi Barilli (direttore del mensile gay ‘Pride’). Conclusioni: Enzo Cucco (direttore Fondazione Sandro Penna – Torino), Francesco Bilotta (Rete Lenford, Frank Semenzi – editore Pride), Fabio Canino (artista), Aldo Brancacci (professore universitario Roma tre), Vladimir Luxuria (artista), Don Franco Barbero, Emiliano Zaino, Imma Battaglia (DiGayProject), Enrico Oliari (GayLib), Saverio Aversa, Ivan Scalfarotto (PD), Gianni Rossi Barilli, Paolo Patanè, Mario Cirrito, Luca Trentini, Christian Poccia, Cristiana Alicata, Alessandra Russo, Carlo Santacroce, Fabrizio Marrazzo, Guido Allegrezza, Daniele Priori, Pasquale Quaranta, Maria Gigliola Toniollo, Chiara Lalli, Andrea Maccarrone, Sergio Lo Giudice, Federico Boni, Emanuele Sebastio, Daniele Ventrelli,
CONVEGNO – Evento organizzato da

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Cordef, Gli e-book secondo Il Mulino

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Si litiga in Ca’ d’Industria I dipendenti: scioperiamo – Homepage – La Provincia di Como

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’intervento del prefetto Sante Frantellizzi sulla vertenza che li oppone al consiglio d’amministrazione. «Abbiamo proclamato lo stato d’agitazione ed abbiamo intenzione di scioperare – dice Matteo Mandressi – ma dobbiamo mettere in atto, dapprima, il tentativo di conciliazione previsto dalla legge sui servizi pubblici» e manifesta scetticismo fin da ora sul buon esito del tentativo. «Le posizioni sono troppo distanti – sottolinea – la trattativa, dopo una prima riunione, è stata più volte rinviata, non sappiamo quando potremo sederci ancora al tavolo per proseguire e il malessere tra il personale è troppo alto». Ma la vertenza potrebbe essere pagata dagli ospiti che, stando agli ultimi episodi segnalati dalle famiglie, non sono sempre accuditi con tutte le attenzioni del caso.

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Fare “resilienza” per fronteggiare le crisi | Muoversi Insieme

….  Direi che sono tutti casi di “resilienza”. Ha un bel suono questa parola, ma cosa significa?  ….

il resto dell’articolo è qui:

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“Assistere e curare un Malato di Alzheimer: realtà e prospettive nel nostro territorio”, Sabato 24 ottobre 2009 presso l’Auditorium del Centro Polifunzionale Alzheimer Casa dell’Anziano Massimo Lagostina Via Risorgimento 5 – Omegna, Fondazione VITA VITALIS e Associazione Familiari Alzheimer VCO (AFA VCO)

Sabato 24 ottobre 2009
presso
l’Auditorium del Centro Polifunzionale Alzheimer
Casa dell’Anziano Massimo Lagostina
Via Risorgimento 5 – Omegna
Fondazione VITA VITALIS
e
Associazione Familiari Alzheimer VCO (AFA VCO)
organizzano l’incontro
Assistere e curare un Malato di Alzheimer:
realtà e prospettive nel nostro territorio
”.
Sono invitati Familiari, Operatori, Responsabili di Servizi
e persone interessate alla cura dei Malati di Alzheimer.
9,00: Accoglienza e registrazione dei partecipanti
9,30: Introduzione di Vitaliano Moroni, Presidente Fondazione Vita Vitalis
e Vanna Zarini, Vicepresidente AFA VCO
Saluto delle Autorità
10,00: La Rete locale dei Servizi per l’Alzheimer nell’ambito del
Piano Socio-Sanitario Regionale
- Dr. Fabio Di Stefano, Primario Geriatria ASL 14
Dr.ssa Chiara Fornara, Direttore CISS Verbano
11,00: Coffee break
11,15: Lo stress del caregiver - dott.ssa Luciana Quaia, Psicologa gerontologa
12,00: Dibattito
12,30: Termine dei lavori
Informazioni:
Fondazione Vita Vitalis – Via dei Martiri 101, Gravellona Toce – Tel. 0323 848358 vitavitalis@email.it
AFA VCO – C.so Milano 63, Gravellona Toce – Tel/Fax 0323 840954 afavco@tiscali.it afavco@alice.it


QUOTIDIANI CONTRO LA CONDIVISIONE DEL WEB, Kataweb.it – Blog – TERZAPAGINA, articoli selezionati dalle pagine culturali dei quotidiani » Blog Archive »

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Formazione e professionalità degli assistenti sociali Un confronto europeo, Università di Milano Bicocca, 12 ottobre 2009 Aula Tesi II piano – edificio U 7 h. 9.30

Formazione e professionalità degli assistenti sociali
Un confronto europeo
12 ottobre 2009
Aula Tesi
II piano – edificio U 7
h. 9.30
Introduzione ai lavori del convegno:
Enzo Mingione, Franca Dente (presidente CNOAS), Carla Facchini
Walter Lorenz: Globalizzazione e Servizio sociale
Fedele Ruggeri: Le sfide per la professione sociale
Ian Ferguson: Social Work in a Time of Crisis
h. 11.30 – pausa caffè
h. 11.40 – ripresa dei lavori
Carla Facchini: Studenti e laureati dei cdl in servizio sociale: un confronto tra i dati
dell’Osservatorio sugli studenti e quelli Almalaurea
Annamaria Campanini: Il ruolo del tirocinio in una prospettiva europea
Sue Lawrence: Involving Service Users in Social Work Education – a view from the UK
h. 13.20 – fine dei lavori
Per le relazioni straniere è prevista una traduzione in consecutivo.


Cordef, In pensione a 70 anni

Lavorare più a lungo può essere necessario per tenere a galla la spesa pensionistica ma non si dica che renda felici tutti gli interessati.
Anche nel Regno Unito ci sarà qualche potenziale pensionato capace di passare felicemente il tempo senza guarda la TV: o no?
Con buona pace di mr. Dixon che è liberissimo di lavorare sino al giorno prima di scendere sottoterra.

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United Nations development programme (Undp), Superare le barriere: mobilità umana e sviluppo

L’United Nations development programme (Undp) ha presentato il suo “Human Development Report 2009 – Overcoming barriers:* *Human mobility and development” (Superare le barriere: mobilità umana e sviluppo) e il risultato che ne emerge è “sorprendente”: «Permettere la migrazione, all’interno o al di là delle frontiere, può potenzialmente aumentare la libertà delle popolazioni e migliorare la vita di milioni di persone nel mondo. Noi viviamo in un mondo molto mobile, nel quale la migrazione è non solo inevitabile ma costituisce anche una dimensione importante dello sviluppo umano. Circa un miliardo di persone sono migranti, cioè una su sette».

Immigrazione.biz – L’immigrazione fa bene allo sviluppo umano

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Indice della produzione industriale

Nel mese di agosto 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice della produzione industriale destagionalizzato, con base 2005=100, ha segnato un aumento del 7 per cento rispetto a luglio 2009; la variazione congiunturale della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a più 4,4 per cento.

L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato ad agosto una diminuzione tendenziale del 18,3 per cento (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di agosto 2008), mentre nei primi otto mesi la variazione rispetto allo stesso periodo del 2008 è stata di meno 21 per cento (i giorni lavorativi sono stati 168 come nel 2008).

L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 14,5 per cento rispetto ad agosto 2008. Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-agosto, l’indice è diminuito del 21,1 per cento.

Indice della produzione industriale

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Deliberazione della Giunta Regionale Veneto 4/8/2009 n. 2516 (BUR 22/9/2009 n. 78)

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Schema di decreto legislativo recante individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale nonché disposizioni in materia di indennità di residenza per i titolari di farmacie rurali

Il Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2009 ha approvato il decreto legislativo che individua nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria che possono essere erogati dalla farmacie pubbliche e private nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Il decreto attua la delega prevista dall’articolo 11 della legge n. 69 del 2009.

In attuazione della delega, il decreto individua tra i servizi:
– la partecipazione delle farmacie all’assistenza domiciliare;
– la collaborazione ai programmi di educazione sanitaria della popolazione, la realizzazione o la partecipazione a campagne di prevenzione di patologie a forte impatto sociale, anche effettuando analisi di laboratorio;
– la prenotazione in farmacia di visite ed esami specialistici presso le strutture pubbliche e private convenzionate, compreso il pagamento dei relativi oneri ed il ritiro dei referti.

Inoltre il decreto legislativo prevede:
– la consegna nelle farmacie rurali dei medicinali;
– la preparazione e la consegna delle miscele per la nutrizione artificiale e dei medicinali antidolorifici;
– la dispensazione per conto delle strutture sanitarie dei farmaci a distribuzione diretta;
– la messa a disposizione di infermieri e fisioterapisti per prestazioni a domicilio;
– l’erogazione di servizi sanitari di secondo livello, anche avvalendosi di personale infermieristico e prevedendo che la farmacia sia fornita di defibrillatore.

In allegato:

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Cittadinanza in audizione sul testamento biologico

La proposta di legge attualmente in discussione mortifica il diritto all’autodeterminazione dei cittadini, poiché le scelte da essi sotoscritte con le dichiarazioni anticipate di trattamento non verrebbero comunque riconosciute come vincolanti E’ questo uno dei principali nodi critici  sollevati oggi da Cittadinanzattiva, convocata in una audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sulla proposta di legge sul testamento biologico.

L’analisi del ddl presentato questa mattina è frutto di un seminario di confronto promosso proprio da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, a cui hanno partecipato esponenti del mondo scientifico e delle principali organizzazioni di tutela dei diritti dei cittadini e dei disabili.
Tra le altre criticità individuate la mancata distinzione tra alimentazione e “nutrizione artificiale”, così come il mancato riconoscimento di quest’ultima come vero e proprio trattamento medico, a differenza invece di quanto sostenuto da molteplici società scientifiche.
Cittadinanzattiva ha inoltre sottolineato come ad una importante dichiarazione generale, come quella di voler tutelare la vita anche nella fase terminale, non si sia poi dato seguito nelle politiche sanitarie, attraverso uno stanziamento apposito di fondi e una riformulazione dei LEA, rischiando così che questa resti una dichiarazione, priva di effettività.
Cittadinanzattiva infine chiede l’avvio di studi osservazionali, volti a migliorare le conoscenze scientifiche sugli stati vegetativi e che la legge riconosca un ruolo specifico alle Organizzazioni civiche di tutela dei diritti dei cittadini, alle Organizzazioni di pazienti e alle Organizzazioni di tutela dei diritti delle persone con disabilità, con riguardo, ad esempio, alla stesura dei consensi informati nonchè nei casi di controversia tra il fiduciario e il medico curante
Scarica la nota presentata oggi in Commissione
Scarica il dialogo civico sul testamento biologico
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Presentazione del primo rapporto sulla mobilità sociale. Italia Futura

primo rapporto sulla mobilità sociale di Italia Futura

CONVEGNO – Evento organizzato da

Presentazione del primo rapporto sulla mobilità sociale: “L’Italia è un paese bloccato. Muoviamoci”

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POVERTA’: Tre milioni di italiani sono sotto la soglia di povertà alimentare

Il 4,4% delle famiglie residenti in Italia vive sotto la soglia di poverta’ alimentare. Lo rileva una ricerca della Fondazione per la Sussidarieta’ con le Universita’ Cattolica e Milano-Bicocca, che traccia il profilo del milione e mezzo di famiglie che ‘soffre la fame’: operai e disoccupati, con un titolo di studio basso e famiglia numerosa.

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GLI ORDINI DI PROTEZIONE CONTRO GLI ABUSI FAMILIARI Avv. Walter Giacardi

Diritto penale, procedura penale, diritto della famiglia e delle successioni:
GLI ORDINI DI PROTEZIONE CONTRO GLI ABUSI FAMILIARI
Avv. Walter Giacardi

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Conferenza delle Regioni, Patto Salute: sintesi unitaria, Newsletter n. 1454 del giovedì 8 ottobre 2009

 
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni dell’8 ottobre ha raggiunto una sintesi sulla proposta per un nuovo Patto della Salute. E’ stata raggiunta – ha spiegato il presidente Errani – “una sintesi unitaria” tra le Regioni sulla controproposta del Patto della Salute da presentare al Governo.
C’è quindi una intesa di fondo che sarà dettagliata la prossima settimana in attesa sempre dell’incontro con il Presidente del Consiglio,inizialmente previsto per i primi di settembre. Incontro che serve anche a sbloccare i fondi Fas per le aree sottoutilizzate oltre che i finanziamenti per la sanità.
”Spero che il governo comprenda che questa e’ un’assoluta priorità”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che aggiunge: ”il confronto istituzionale tra le diverse istituzioni della Repubblica e’ fondamentale per garantire il governo del Paese”. Errani così ribadisce che le Regioni sono ancora “in attesa dell’incontro con il presidente del Consiglio che risollecito, perchè c’è una situazione di stallo istituzionale che deve essere assolutamente sbloccata”.
Il Patto messo a punto dalle Regioni, “verra’ dettagliato nei prossimi giorni”. Mercoledi’, infatti, le Commissioni Sanita’ e Affari finanziari della Conferenza, “insieme a quella degli Affari istituzionali, si incontreranno – precisa Enrico Rossi, assessore alla Salute della Toscana e coordinatore della Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni – per elaborare il testo definitivo”.
“Noi – assicura Errani  - siamo pronti a esprimere il nostro parere e le nostre posizioni. Ma occorre un passo chiaro e inequivocabile del’Esecutivo, che auspico avvenga”.
“Nell’incontro di ieri – ha sottolieato Rossi, richiamando l’incontro delle due Commissioni chiamate a riscrivere il Patto – abbiamo discusso e approfondito gli aspetti di governo della sanita’, soffermandoci sui bisogni finanziari e sulla necessita’ di un approccio serio e rigoroso”. Cercando di percorrere “un unico binario”dove l’aspetto economico si abbini alla “qualita’ e al controllo di spesa”. Le Regioni, dunque, lavorano di buona lena, anche perche’ “bisogna chiudere presto, a breve giro” col Patto della Salute. Anche perche’ all’orizzonte si profila la scadenza del 15 ottobre, “anche se – fa notare Rossi – non e’ una scadenza perentoria”.

Dichiarazione Errani, 8 ottobre: il link al file audio
www.regioni.it/upload/erraniRossi8ott09.zip   

(red/08.10.09)
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XXVI Assemblea Annuale dell’ANCI, cittalia

XXVI Assemblea Annuale dell’ANCI unitamente allo svolgimento della XIV Assemblea Congressuale.Come ogni anno l’Assemblea rappresenta non solo un appuntamento politico-istituzionale di grande importanza per la vita dell’Associazione, ma anche un’autorevole vetrina per discutere e riflettere sulle principali tematiche che animano il dibattito socio-politico del Paese – a partire dal nuovo assetto ordinamentale dei Comuni fino ad arrivare all’attuazione del federalismo fiscale – confermandosi luogo di confronto tra sindaci e amministratori pubblici per condividere esperienze, progetti e iniziative.Per approfondimenti

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evoluzione della civiltà letta attraverso la storia delle città., cittalia – Documento

Proseguiamo il racconto, iniziato nelle precedenti newsletter, sull’evoluzione della civiltà letta attraverso la storia delle città.

Le ferrovie furono determinanti per la nascita e la crescita di numerosi centri abitati e per la formazione di nuovi criteri di localizzazione poiché molte industrie sprovviste di materie prime poterono farle arrivare da terre lontane e a loro volta spedire i propri prodotti verso varie destinazioni. La prima rivoluzione industriale determinò anche altri cambiamenti tra cui la nascita di industrie siderurgiche presso le miniere di carbone. La rapida trasformazione delle diversificate modalità di produzione fu l’origine di un processo incontrollato e veloce che dal piano economico si ripercosse su quello sociale portando alla formazione di due nuove classi: la borghesia industriale ed il proletariato di fabbrica. In Inghilterra la prima arrivò alla fine del 1800 soppiantando l’aristocrazia fondiaria in campo politico ed economico. Queste trasformazioni avvennero spontaneamente, data l’assenza di leggi che regolassero l’accumulo del capitale, i sistemi di produzione e le condizioni di lavoro. Pertanto, “il rovescio della medaglia” del progresso economico fu l’acuirsi delle differenze sociali.

La svolta della comunicazione
Il progresso scientifico e tecnologico di fine Ottocento, che si manifesta in una varietà di scoperte, invenzioni, miglioramenti ruota essenzialmente intorno all’utilizzo dell’elettricità e all’impiego del motore a scoppio. Tuttavia sono le condizioni sociali ed economiche a rappresentare l’elemento saliente di un’accelerazione complessiva del progresso e della cultura in senso assai ampio.
Il passaggio dall’illuminazione a gas a quella elettrica, prima ancora che una questione di efficienza ed economicità è una richiesta e un’offerta di modernità, di adesione al progresso e alle novità tecnologiche da parte delle amministrazioni cittadine che per prime la installano.
Le prime grandi centrali che distribuiscono corrente elettrica su lunga distanza, anticipano di qualche anno i primi impianti di riscaldamento elettrico nelle case. Il basso costo dell’energia elettrica accelera la sua utilizzazione nell’industria rendendo spesso possibili processi tecnologici altrimenti impossibili. E accanto all’illuminazione le città elettrificano i propri sistemi di trasporto: tram, filobus, metropolitane. Quella di Parigi entra in funzione proprio all’inizio del Novecento creando le premesse per una diffusione delle periferie, che in pochi anni mutano il volto delle metropoli. Il bisogno di muoversi e comunicare con maggiore rapidità, che già nei decenni precedenti aveva trovato modo di manifestarsi attraverso lo sviluppo delle ferrovie, dei piroscafi, del telegrafo, entra ora in una nuova dimensione sempre più integrata con lo sviluppo dell’industria, della grande impresa e con gli interessi nazionali ed internazionali degli Stati.

Il trasporto motorizzato di massa
È l’invenzione del motore a scoppio, perfezionato da Daimler nel 1889, a costituire il supporto tecnico di una necessità sociale, il cosiddetto trasporto motorizzato di massa.
Inizialmente l’automobile è un prodotto elitario, ma grazie all’intuizione di Henry Ford, l’essenzialità e l’affidabilità meccanica tradotta in un prezzo accessibile per un vasto mercato, rivoluzionano il mondo dell’automobile stimolando un nuovo sviluppo industriale. A questo infatti si legano la crescita tecnologica e sociale con varie attività estrattive e produttive che vanno dal petrolio all’acciaio, dalle gomme alle strade ed alle stazioni di servizio.
Nel 1910, mentre negli Stati Uniti si raggiunge il mezzo milione di vetture registrate, il numero di autocarri supera appena i diecimila, benché sia ormai dimostrata la loro economicità e maggiore efficienza rispetto al carro trainato da animali. In questo caso sarà purtroppo la guerra a rappresentare un punto di svolta accelerando la produzione e il miglioramento delle singole parti, dimostrandone l’adattabilità e l’affidabilità.

Telegrafo, telefono e giornali
Durante il primo decennio del 1900 i cavi telegrafici sottomarini diventano linee di trasmissione veloce, rendendo più semplice, rapido e diffuso il livello della comunicazione. Al telegrafo si affianca il telefono che permette il collegamento tra diverse città.
L’impulso dato alla comunicazione dalle scoperte e dalle applicazioni delle onde elettromagnetiche è ampio e prevede diversi settori della vita pubblica. Ne beneficia, ad esempio l’attività d’investigazione della polizia, il mondo del commercio, della finanza e dell’amministrazione pubblica. Il terreno sul quale le nuove comunicazioni inducono maggiori cambiamenti è tuttavia quello dell’informazione che può così raggiungere ogni parte del mondo. Ed è soprattutto l’acquisizione in contemporanea, si vale a dire in differita di poche ore, delle notizie degli avvenimenti più importanti a segnare una svolta decisiva nell’integrazione e “nell’interconnessione della conoscenza”. La cultura della notizia che riassume il nuovo corso della professione giornalistica a cavallo tra ‘800 e ‘900, si allarga grazie alla diffusione della stampa quotidiana.

Il gap economico del Regno Unito rispetto agli altri Paesi d’Europa
La prima rivoluzione industriale crea un primo significativo squilibrio tra il livello di sviluppo economico britannico e quello del resto del mondo: nel 1800 l’industrializzazione del Regno Unito è il doppio di quella dell’Europa nel suo complesso e quella europea è di appena ¼ superiore a quella di Cina ed India prese separatamente. È con la seconda rivoluzione industriale, tuttavia, che la disparità cresce vertiginosamente. Nel 1900 l’industrializzazione britannica è ancora di gran lunga la più avanzata, ma le percentuali degli altri Paesi testimoniano la graduale distanza tra Occidente e resto del mondo: gli Stati Uniti sono al 69% della Gran Bretagna, la Germania al 52%, la Francia al 39%, il Giappone al 12%, la Cina al 3% e l’India all’1%.
Nel 1913 la Gran Bretagna raggiunge il 115% rispetto a tredici anni prima, superata dagli Stati Uniti con 126%, il Giappone e la Russia il 20%.
Attorno a questa dinamica economica ed insieme ad essa si sviluppa un’analoga sperequazione sociale e culturale, che trova legittimazione nel potere politico coloniale e nelle conquiste. La distanza tecnologica che il mondo occidentale pone fra sé ed i popoli dei Paesi conquistati sintetizza in modo evidente lo squilibrio economico che si è creato. Accanto a questo crescente dislivello aumentano i contrasti interni all’Occidente, con l’aggiunta, in tono minore, dell’Europa orientale e del Giappone. Questi contrasti si manifestano come sfida all’egemonia britannica, seppure in termini di alleanze e di riorganizzazione geopolitica dell’equilibrio internazionale, più che come scontro diretto tra Stati. La logica delle coalizioni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, si forma in tempo di pace e precede la guerra invece di accompagnarla, come era accaduto in passato.

La seconda rivoluzione industriale
Nel 1901 i 390 milioni di europei rappresentano il 24% della popolazione del pianeta. La produzione europea di beni costituisce, invece, ben oltre la metà di quella mondiale.
La seconda rivoluzione industriale, alla quale abbiamo accennato prima, che si manifesta pienamente a cavallo dei due secoli, è caratterizzata da una crescita rapida e costante della produzione, dall’emergere di nuovi settori industriali che raggiungono o superano per importanza quelli esistenti, dall’introduzione e diffusione di nuove tecnologie, da una forte mobilità sia geografica che sociale.
Il prodotto interno lordo pro capite cresce mediamente ogni anno (dal 1890 al 1913) dell’1,8% negli Stati Uniti, dell’1,6% in Germania, 1,5% in Svezia e in Francia, dell’1,3% in Italia, dell’1,2% in Spagna, 1% in Gran Bretagna, 1,4 in Cecoslovacchia e Giappone, dello 0,9 in Russia. L’equilibrio tra le principali potenze economiche si modifica: il centro dell’Europa diventa il nuovo motore dell’espansione industriale, mentre le aree meridionali ed orientali continuano a produrre principalmente per l’agricoltura.
La nuova ricchezza degli Stati, come anche l’arricchimento delle classi dirigenti e la formazione di nuove elite industriali, finanziarie e mercantili, convive con la povertà di gran parte della popolazione, soprattutto nelle campagne. Non è un caso che, proprio nel corso di questo periodo, quasi tutti i Paesi conoscano tra le priorità e le emergenze una “questione sociale” che in molti casi si protrarrà per decenni.
La classe operaia cresce numericamente in maniera esponenziale (nelle principali città tedesche, nel 1900, il 60% degli occupati lavora nell’industria, contro il 33% di venticinque anni prima) ed aumenta anche la sua frammentazione interna. Essa è ormai prevalentemente di origine urbana, anche se nell’Est europeo le cose continuano ad andare in modo diverso: nella Mosca del 1900, il 90% degli operai proviene dalle campagne e mantiene con esse, soprattutto la componente femminile, un forte legame. Anche i salari non sono ovunque gli stessi, crescendo in genere con il livello di meccanizzazione. Il salario orario medio di un operaio di New York o Chicago, all’inizio del XX secolo è il doppio di quello di Londra, due volte e mezzo quello di Berlino e quasi quattro volte quello di Bruxelles o Milano.

Le metropoli e le città industriali diventano i veri poli di richiamo
La trasformazione della seconda rivoluzione industriale colpisce in maniera importante le zone rurali. Dopo il crollo dei prezzi nel corso della depressione, dovuto ad una sovrapproduzione e alla diminuzione dei costi dei trasporti, la ripresa della produzione americana del grano e del cotone e la fine della siccità australiana favoriscono una nuova dinamica economica. Accanto ai prezzi cresce la diversificazione della produzione e il consumo di carne, prodotti caseari, frutta e verdura. I dazi protettivi sono la misura scelta quasi ovunque; in Gran Bretagna, Danimarca e Olanda si punta invece sulla meccanizzazione dell’agricoltura e sulla diversificazione delle colture. Ed è dalle campagne che parte il grande movimento della storia verso le città e le regioni industriali, una migrazione che ha come motivazione la volontà di migliorare la propria condizione di vita con nuove opportunità.
Le metropoli e le città industriali sono i poli di maggiore richiamo. La popolazione urbana passa, in Gran Bretagna, dal 35% dell’ultimo decennio del 1800 al 44% del 1911; in Germania dall’8% al 21%; in Francia cresce ogni anno di 725 mila unità. Londra vede aumentare i suoi abitanti da 5 a 7,5 milioni, Berlino da 1,5 a 2,1 milioni, San Pietroburgo da uno a due milioni, Dusseldorf da 145 mila a 400 mila abitanti. Si consideri che a Parigi, nel 1910, solo il 35% degli abitanti è nato nella capitale. Le città in cui si emigra sono in genere centri industriali e minerari, ma anche commerciali e finanziari: Rotterdam, ad esempio, si sviluppa quanto Amsterdam. Coloro che arrivano nelle città si pongono in genere nei gradini più bassi della scala sociale ed il costo della vita spesso vanifica anche i salari più elevati. Una più articolata stratificazione della società rende comunque la speranza della mobilità sociale verso l’alto una possibilità concreta. I maggiori spostamenti avvengono all’interno dei diversi settori della classe media: la borghesia è più impermeabile e la classe operaia più isolata, sebbene quantitativamente continui a crescere.

L’industrializzazione nelle città americane
Durante la seconda metà del XIX secolo il capitalismo industriale comincia ad affermarsi nelle regioni nord-orientali degli Stati Uniti essendo nate molte industrie tessili per la lavorazione del cotone prodotto nei territori del Sud. Ma i settori dominanti diventano ben presto quello siderurgico e meccanico, concentrati nel distretto appalachiano, ricco di carbon fossile e vicino alle zone più densamente popolate. Lo sviluppo statunitense, che ha trovato il primo impulso nella mentalità aperta alle innovazioni e all’imprenditorialità tipica della società anglosassone, riesce a realizzarsi però grazie alla massiccia ondata di immigrati provenienti dall’Europa, che con il proprio lavoro valorizzano le immense risorse offerte dal territorio. Altri fattori di sviluppo dell’industria americana sono da ricercare nella vastità del mercato interno, potenziata dall’espansione del popolamento verso ovest e come abbiamo già ricordato, dalla rete di comunicazioni ferroviarie e fluviali. La necessità di collegare le opposte sponde oceaniche degli Stati Uniti, nel 1914, induce ad intraprendere il taglio dell’Istmo di Panama con la costruzione dell’omonimo canale.
L’industria americana si organizza quindi in concentrazioni finanziarie a struttura orizzontale (cartelli) e verticale (trust) che diventano ben presto molto potenti anche sul piano politico, tanto da indurre il Parlamento ad emanare leggi anti-trust.

Uno sguardo agli altri continenti
Tra il 1890 e il 1914 l’Argentina assiste alla crescita del reddito pro capite più importante della sua storia. La produzione di pecore è la più alta nel mondo, fatta eccezione che per l’Australia.
L’esportazione di lana si triplica in dieci anni e la richiesta di grano dall’Europa cresce con la stessa intensità. Tra il 1880 e il 1910 giungono dalla Spagna (30%) e soprattutto dall’Italia (45%) 3,2 milioni di immigrati, su una popolazione che nel 1880 è di 2,5 milioni di abitanti.
“L’età dell’oro” dello sviluppo economico argentino coincide con una relativa stabilizzazione della politica interna. Lo sviluppo delle altre nazioni sudamericane conosce un andamento più lento e meno intenso, tanto nella crescita della popolazione che in quello della produzione, delle esportazioni e del reddito e prodotto interno. In Cile l’esportazione dei beni agricoli è indebolita dalla concorrenza di Argentina e Canada e dall’apertura del Canale di Panama per quanto riguarda i mercati sul Pacifico.

L’industrializzazione del Giappone avviene dopo il 1867 riuscendo a dare una svolta positiva ad una situazione che in altri Paesi aveva invece portato ad uno stato di sottomissione alle potenze occidentali. La rottura dell’isolamento giapponese è un fatto forzato voluto dagli stati Uniti che bisognosi di mercati di sblocco per la propria industria in forte espansione arrivano, nel 1854, ad imporre coercitivamente l’apertura al commercio dei porti nipponici. Il paese reagisce all’intrusione aprendosi alla modernizzazione tanto da competere con l’Occidente recuperando il proprio ritardo nell’industrializzazione. La crescita e l’espansione economica si sono man mano andate realizzando puntando sulla riduzione dei costi di produzione, sull’ottima organizzazione delle imprese, sulla ricerca scientifica e l’innovazione, la presenza di porti assai organizzati, lo sviluppo della navigazione.

La modernizzazione delle società europee
I tempi e i modi in cui l’urbanizzazione e l’industrializzazione trasformano le società europee mutano da un Paese all’altro. Tuttavia in tutte le nazioni si assiste a trasformazioni che hanno un denominatore comune coinvolgendo simultaneamente le istituzioni pubbliche, le diverse classi sociali, i singoli cittadini. Tutti i governo infatti si trovano a dover fronteggiare gli effetti della modernizzazione, che non possono più essere affrontati con le politiche assistenziali o repressive che avevano caratterizzato il XIX secolo.
L’educazione e l’alfabetizzazione di massa rappresentano un obiettivo prioritario in tutta l’Europa. Nel 1901 in Germania la quota del bilancio pubblico destinata all’istruzione è del 12%, in Gran Bretagna del 10%, dell’8% in Francia e solo del 5% in Spagna. In Italia, nel 1912, circa il 90% dei bambini dai sei ai dodici anni, in Piemonte e Lombardia va a scuola, ma solo il 30% in Calabria e in Basilicata. La nostra media nazionale di analfabetismo è del 47%, che scende al 15% nel Nord-Ovest e sale al 70% nel Sud. Ma la diffusione e la penetrazione dell’alfabetizzazione non avvengono solo l’azione dei governi. È in questi anni che inizia ad emergere una nuova valenza di cultura popolare che diventa nei decenni successivi più importante e diffusa. Le nuove leve di cittadini alfabetizzati domandano letture confacenti al proprio livello culturale: aumenta la letteratura d’intrattenimento a basso costo che viene venduta nei chioschi delle stazioni e dei tabaccai. Vi sono giornali quotidiani che si rivolgono alle classi medio-basse della società. In Inghilterra il “Daily Mail”, fondato nel 1896, vende nel 1900 già un milione e trecentomila copie. A Parigi il “Petit Parisien” nel 1902 ne vende un milione, mentre il quotidiano berlinese “Berliner Morgenpost” ad inizio secolo sfiora appena le duecentomila copie.

La diminuzione delle ore di lavoro ed il graduale aumento dei salari sono il requisito per la nascita del divertimento di massa, ma lo sono anche la diffusione dei trasporti urbani a costi sempre più bassi e la possibilità di coinvolgere le diverse categorie di cittadini con strutture ed ambienti adeguati ad eventi collettivi.

E sarà da qui che ripartirà il nostro viaggio attraverso la storia delle città.

Bibliografia:
Said, Edward W., Cultura e Imperialismo, Gamberetti editore, 1998
Thiesse, Anne Marie, La Construction des identites nationales en Europe, Paris, Seuil, 1999
Mayer, Arno, Il potere dell’Ancien Regime fino alla prima guerra mondiale, Laterza, 1999

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ricognizione sulle ordinanze emesse dai Sindaci in tema di sicurezza urbana, cittalia – Documento

All’indomani del varo della legge 125/2008, l’ANCI e la Fondazione Cittalia hanno avviato una ricognizione sulle ordinanze emesse dai Sindaci in tema di sicurezza urbana, dando vita ad una Banca dati nazionale.

I primi dati sono stati elaborati e raccolti in una prima pubblicazione presentata nel mese di marzo 2009 nel corso di un convegno a Novara, alla presenza del Ministro dell’Interno, e che ha alimentato un ampio dibattito sulla stampa e tra l’opinione pubblica.
Questa edizione aggiornata del volume prende in esame la produzione delle ordinanze in un arco temporale più ampio (14 mesi), andando a verificare come la situazione si è evoluta e modificata nel corso del tempo.

L’aggiornamento dei dati sulle ordinanze emesse dai sindaci e quello sulla produzione normativa – dedicato in particolare alla legge 94/2009 – non sono gli unici elementi di novità rispetto alla precedente edizione del testo. Il volume si arricchisce infatti di un nuovo capitolo dedicato al tema della partecipazione civica dei cittadini alle politiche della sicurezza locale. In questo capitolo si presenta il lavoro condotto sul tema da Fondaca, una fondazione di ricerca che si dedica da anni allo studio della cittadinanza attiva e della governance in Italia e all’estero.

Come nella passata edizione, infine, sono presenti un approfondimento giuridico sullo strumento delle ordinanze; i risultati di un’indagine campionaria sul tema dell’insicurezza urbana tra i residenti delle principali città italiane; un excursus sull’evoluzione dei rapporti tra Stato centrale e governi locali sulle politiche della sicurezza negli ultimi decenni in Italia; una panoramica del tema al livello europeo, con particolare riferimento alle esperienze di Francia e Inghilterra.

Scarica il documento (Pdf 14Mb.)

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I Comuni Italiani 2009, realizzato da Cittalia e Ifel,

IIl volume I Comuni Italiani 2009, realizzato da Cittalia e Ifel, presenta in modo immediato e semplice una serie consistente di variabili, indicatori, misure, mappe e fornisce elementi conoscitivi a quanti – politici, amministratori, studiosi dei fenomeni territoriali – si interrogano sui caratteri e sui cambiamenti in atto nel mondo eterogeneo dei comuni italiani. Un mondo in continua evoluzione che, a quasi centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, rappresenta saldamente la “particella elementare” in cui gli italiani si riconoscono e a cui fanno riferimento per rafforzare il proprio senso di appartenenza.

Si vuole dare una visione multidisciplinare e ampliare un panorama informativo, fino ad oggi, caratterizzato dalla rigida divisione dei saperi.

Il proprio Comune, per la generalità dei cittadini italiani, non è solo il luogo dove si vive la propria quotidianità fatta di lavoro, cultura, divertimento, socialità, ma anche un soggetto istituzionale attivo al quale ci si rivolge per avere una risposta ai propri bisogni, alle difficoltà, alla voglia individuale di partecipare alla vita collettiva.

Senza voler rappresentare un quadro esaustivo sulle peculiarità delle singole realtà territoriali, anche a causa della scarsità e vetustà dei dati disponibili a livello locale, il rapporto raffigura, in chiave sintetica, ciò che si può osservare analizzando le principali variabili economiche, sociali e fisiche.

Facendo riferimento alla base informativa delle statistiche ufficiali, l’unità di rilevazione è il singolo comune. Per la visione di sintesi dei fenomeni si è fatto ricorso in prevalenza ad indicatori derivati. Pertanto, nel rapporto non sono presenti informazioni di dettaglio su ogni amministrazione, ma riepiloghi e visioni d’insieme, aggregate per classi omogenee di comuni (in base alla taglia demografica) e per regione.

In questa prima edizione, inoltre, si è inteso fare un focus sulle città metropolitane in modo da alimentare il recente dibattito in corso con elementi quantitativi utili al processo di riforma avviato con l’approvazione della legge sul federalismo del maggio scorso.

Dopo una breve descrizione dei caratteri generali dei comuni (Pdf 1,8 Mb). I Comuni Italiani 2009 è costruito intorno a tre dimensioni:
Dimensione socio-demografica (Pdf 5Mb). Descrive i caratteri strutturali della popolazione dei comuni e le principali dinamiche in atto (immigrazione; invecchiamento; famiglie, ecc..), nonché i servizi alla popolazione, con riferimento anche alla spesa sociale.
Dimensione fisico-economica (Pdf 8,9 Mb). Fornisce indicazioni relative all’utilizzo del territorio (quali superficie, comuni montani, collinari e di pianura), all’ambiente e alla mobilità (anche in termini di accessibilità), ai caratteri economici dei comuni (industriali, del terziario commerciale, produttori di energia da fonte rinnovabile, turistici, ecc..), alla polarizzazione delle attività (densità di attività presenti nei comuni).
Dimensione istituzionale (Pdf 5,4 Mb). Concentra l’attenzione prevalentemente sui caratteri propri delle amministrazioni comunali (amministratori e personale), le forme di aggregazione istituzionale e tematico, le principali grandezze economico-finanziarie.

Per ciascuna dimensione viene fornita una lettura essenziale dei dati di base, una descrizione cartografica dei fenomeni maggiormente rappresentabili in termini di georeferenziazione, un’analisi di correlazione tra variabili significative, una finestra su alcune curiosità e peculiarità che caratterizzano alcuni comuni italiani.

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Milano premia dieci ospedali “in rosa”

Milano premia dieci ospedali “in rosa”

Lombardia e Milano al primo posto in Italia per il numero di ospedali a misura di donna. Sono infatti 10 le strutture milanesi che si sono aggiudicate negli ultimi tre anni il “bollino rosa”, riconoscimento per i poli sanitari che offrono i migliori servizi per le patologie delle donne. Per far conoscere queste strutture il Comune di Milano ha presentato la guida “Ospedali in Rosa”, che verrà distribuita nelle 424 farmacie della provincia.

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Milano, Prevenzione psicologica in 24 farmacie

Prevenzione psicologica in 24 farmacie
Da due a 24 farmacie. Così si allarga il servizio gratuito dello “Psicologo di Quartiere” promosso in via sperimentale dal Comune di Milano lo scorso febbraio. Da sabato 10 ottobre, a orari prestabiliti, i cittadini potranno ricevere una consultazione psicologica recandosi nelle farmacie aderenti e dislocate nei quartieri. Nei cinque mesi di sperimentazione gli psicologi hanno incontrato 158 persone per un totale di 516 visite con una media di 3,2 incontri per persona. L′età media (donne: 82% in via Famagosta e 68% in via Padova) è 51 anni, affetti da ansia, depressione, fobie, e attacchi di panico
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REGIONE LOMBARDIA Antologia legislativa ed amministrativa in ordine cronologico decrescente, www.segnalo.it

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Regione Lombardia IRER

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Regione Lombardia CRS Carta Regionale dei Servizi – Lombardia

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