Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica – 2009
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: Presidente della Repubblica Lascia un commento »Buon cammino nel 2010
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: Ferrario Paolo, Quaia Luciana Lascia un commento »
Siamo nel gorgo di quello che lo studioso del linguaggio Raffaello Simone chiama la “Terza fase”, dopo l’invenzione della scrittura e l’invenzione della stampa:
sappiamo moltissime cose che, in effetti, non abbiamo mai letto da nessuna parte, tantomeno sui libri: possiamo averle semplicemente ‘viste’ in televisione, al cinema, su un giornale o magari ‘lette’ sullo schermo di un computer. Possiamo anche averle ‘sentite’, e non dalla viva voce di qualcuno, ma da una radio (1)
Perché parlarne sul limitare di un anno e proiettati su quello futuro?
Perché la parola e le parole della comunicazione pubblica negli ultimi mesi si sono trasformate in armi e in pallottole. Succede che le potenzialità delle parole pensate, dette, scritte e poi facilmente gettate nei nuovi mezzi che abbiamo a disposizione invece di accrescere il legame sociale ci trasformano in nemici comunicativi.
Se comprendiamo che il linguaggio ha qualcosa in sé che lo rende sacro (nel senso di degno di venerazione e rispetto) possiamo, come singole persone responsabili delle proprie azioni, opporci alla sua degradazione.
La nostra dotazione genetica e culturale di “fare lògos” consente di:
Staccarsi dall’immediatezza, parlarci del passato e del futuro, parlarci del solo possibile, e perfino dell’impossibile e dell’irreale … potendoci riferire con i nostri discorsi anche a ciò che ancora non è o che è solo possibile o irreale, il discorso e solo il discorso è la condizione che ci permette di discutere, dire e capire “ciò che è utile e ciò che è nocivo e, quindi, ciò che è giusto e ciò che non è giusto” (Aristotele) (2)
Si può andare alle origini e far riverberare dentro di noi il famoso incipit del Vangelo di Giovanni:
in principio era la parola
Si può riflettere sulla continua ed incessante elaborazione che i parlanti hanno fatto per rendere significativo il Lògos greco:
verbo, parola, discorso, affermazione, argomento, cosa, resoconto, notizia, calcolo, ragionamento, fatto, causa questione, scritto, rivelazione divina, ragione, pensiero logico, valutazione.
Si può passare per William Shakespeare, l’”inventore” dell’uomo moderno, che non è solo un virtuoso del gusto della parola, ma – al contrario – un interprete della sua capacità di conoscere il mondo o di descrivere in anticipo di tre secoli le moderne teorie sulle fasi della vita:
Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne son soltanto degli attori, che hanno le loro uscite e le loro entrate. Ed ognuno, nel tempo che gli è dato, recita molte parti, e gli atti son costituiti dalle sue sette età. Dapprima l’infante che miaùla e vomita in braccio alla balia … poi lo scolaretto piagnucoloso che, la cartella sott’il braccio e la faccia lustra e mattiniera si trascina come una lumaca, di malavoglia, a scuola. E poi l’innamorato, che sospira quanto una fornace, con in serbo una malinconica ballata in onore delle sopracciglia della sua amante. E poi un soldato pieno di bestemmie … e poi il magistrato con la sua bella pancia rotonda lardellata di capponi …. La sesta età si trasporta entro il magro Pantalone in pantofole, con gli occhiali sul naso …. L’ultima scena consiste in una seconda infanzia e in un puro oblio: senza denti, senza occhi, senza gusto, senza nulla (3)
Si può divertirsi ancora a rileggere gli elenchi di varianti delle parole che Carlo Emilio Gadda ed i suoi amici compilavano nei loro incontri conviviali. Alberto Arbasino (4) racconta che Gadda e il critico Gianfranco Contini giravano per le pinacoteche di provincia a guardare i ritratti d’epoca, per dedurre da essi la vita privata, i vizi e i tic di quei personaggi. Alla caccia, potremmo dire, di episodi rivelatori del carattere. In quelle scorribande culturali emergevano, usando “con gusto esplosivo e disperato … la madornale figura retorica della Enumerazione” liste irresistibili di lemmari, ossia elenchi infiniti di parole tese a definire nei più reconditi angoli le situazioni culturali e rivelare le persone:
seggiole, cuscini, tavolini, lettini: la chincaglieria del salotto e il bazàr del salone, e la pelle d’orso bianco con il muso disteso e gli unghioni rotondi (che solevano gracchiare sul lucido appena pestarli), e i comò e i canapè e il cavallo a dóndolo del Luciano, e il busto in gesso del bisnonno Cavenaghi eternamente pericolante sul suo colonnino a torciglione: e bomboniere, Lari, leonesse, orologi a pendolo, vasi di ciliege sotto spirito, orinali pieni di castagne secche, il tombolo di Cantù della nonna Bertagnoni, rotoli di tappeti e batterie di pantofole snidate da sotto i letti, e tutti insomma gli ingredienti e gli aggeggi della prudenza e della demenza domestica
Saccheggiavano i libri francesi nelle loro biblioteche:
Quanti participii: touché, flatté, blasé, fané, flambé, fouetté, suranné, saccadé, ravagé, démodé, faisandé, délabré, corseté, renversé, désabusé, ratatiné, capitonné, bouleversé, navré… Nonché bien rangé, collet monte, quel toupet, tourniquet, piquet, bouquet, chucho-ter, randonnée, grasse matinée, valse chaloupée… E poi, tranchant, servant, revenant, en passant, soi-disant, ci-devant, vol-au-vent, porte-enfant, clopin-clopant, grisonnant, pliant, trau-d’unìon, glissons, asseyons-nous, coup de foudre, pied-à-terre, savoir faire, fou rire, faute de mieux, et patati, et patata…
E ancora sotto il controllo degli assensi ingegnereschi, durante le digestioni ancora a tavola: remarque, malaise, migrarne, rancune, amertume, pruderie, disette, charrette, gigolette, bellàtre, caniche, barbiche, corbeille, défaillance, mesaillance, entourage, escamotage, retour d’àge, cauchemar, fard, tuyau, petit-gris, demi-vierges, épaves, dormeuse, armoire-à-glace, à brùle-pourpoint, gaffe, gauche (nel senso di ‘maldestro’), gli onnipresenti potins e trumeaux e « quelle horreur! »… E nella stessa frase, ‘fluendy’: sbarbatlà, sgagnuflà, scapùssà, pastrùgnà, paciùgà, caragnà, ciciarà, nasùstà, vusà, bragia, pacià, barbuta, gnanfà, sciuscià, usmà, sguaità, lùmà, bufa, bastarnà, tananà, tanavèi, gasaghé, belee… Smorbi, sbenfi, spatùss, sgambèrsula, vegiàbul, mugnaga, cucalla, brùgna, e-peu-pù, mavalà, al dì d’incoeu… Scattlada, scalvada, barnasc, pergnocch… Bragalón, garùvlón, luitón, rùsnón, stragión, scavión, scursón, da scundón, carimalón, mutrignón, calsunón, arbión… Biott, crott, baslott, pepiatt, masott, malnatt, magateli, basell, lampett, ciappett …
Certo: non siamo Giovanni, Shakespeare, Carlo Emilio Gadda. Tuttavia una cosa possiamo fare: prima di premere il tasto Enter e mandare in rete le nostre parole proviamo a respirare più a lungo, a rileggere e a pensare alla responsabilità che ci assumiamo individualmente nel contribuire al brusio delle parole.
L’augurio per il 2010, quindi, è che le parole diventino strumento per ritrovare e costruire relazioni significative.
Buon cammino nel 2010
1 Gennaio 2010
Paolo e Luciana
(1) Raffaello Simone, La Terza fase, forme del sapere che stiamo perdendo, Laterza editore, 2000, p. XI
(2) Tullio De Mauro, Capire le parole, Laterza, 1994, p. 146
(3) William Shakespeare, Come vi piace (1600)
Alberto Arbasino, L’ingegnere in blu, Adelphi, 2008, pagg. 23, 24,
Dieci protagonisti per l’Italia: Roberto Saviano – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Vittime e crimini Lascia un commento »Roberto Saviano 30 anni Scrittore, autore di «Gomorra» Per aver lodato l’impegno del mondo dell’industria nella lotta alla criminalità organizzata, rinforzando l’idea di un meridione del futuro libero dalle mafieIn una recente intervista a Panorama lo scrittore Roberto Saviano ha lodato l’impegno di Confindustria contro la criminalità organizzata al Sud: lo segnaliamo dunque tra gli uomini dell’economia 2009 come simbolo di un Mezzogiorno che sa che, senza legalità, non ci sarà ripresa. Leader come Ivan Lo Bello, Antonello Montante, Cristiana Coppola lavorano per un’industria che porti al Sud benessere e circolo virtuoso di lavoro e professioni, togliendo consenso sociale a mafie e camorre. Primo critico della mafia globalizzata, Saviano è per tanti giovani la prova che il Meridione del futuro s’è liberato da Cosa Nostra. E nel mondo «il caso Saviano» prova che questo futuro è già il presente.
Dieci protagonisti per l’Italia: l’uomo dell’anno è Tremonti – Il Sole 24 ORE
Dieci protagonisti per l’Italia: l’uomo dell’anno è Tremonti – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: Politica economica Lascia un commento »…. L’uomo dell’anno è Giulio TremontiIl ministro dell’Economia ha tenuto fermo il timone italiano nella tempesta della crisiÈ Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, l’uomo dell’anno economico italiano 2009, secondo il panel del Sole 24 Ore. Nato a Sondrio nel 1947, professore all’università di Pavia, autore di best seller critici sulla globalizzazione e il “mercatismo”, capace di passare le notti sui saggi della New York Review of Books, discutere a brutto muso alla Bocconi con gli economisti Monti e Tabellini, amato, rispettato, criticato, temuto ma alla fine eletto al quinto posto dei ministri economici europei dal Financial Times. Nella crisi più grave dal ’29 Tremonti ha accentrato nelle sue mani il timone economico, spesso scontrandosi con i colleghi di governo. Recuperando circa 95 miliardi di euro con lo scudo fiscale (coadiuvato dall’inesauribile direttore delle entrate Attilio Befera), misura lodata da Le Monde, blindando la Finanziaria, non cedendo sulle richieste di spesa, Tremonti ha dato, nel caos politico, almeno un punto di riferimento chiaro. Il suo stile alla Mourinho può non piacere, troppo solitario, la competenza screziata dal narcisismo, qualche litigio superfluo: ma amici e nemici sanno sempre qual è la direzione e, in un’Italia che non sta guadagnando punti nel mondo, Tremonti è rispettato dai colleghi europei e americani. Aver fatto doppiare il capo più insidioso della crisi mondiale al nostro paese gli merita la nostra scelta di uomo del 2009 …
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Dieci protagonisti per l’Italia: l’uomo dell’anno è Tremonti – Il Sole 24 ORE
i messaggi di fine anno dei Presidenti della Repubblica, su radioRadicale.it
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: Presidente della Repubblica 1 Commento »Da Sandro Pertini fino a Giorgio Napolitano, dal 1980 al 2008, tutti i messaggi di fine anno dei Presidenti della Repubblica sono stati registrati integralmente da Radio Radicale, e sono da oggi disponibili online nella loro versione integrale, in audio o video sul sito RadioRadicale.it.
Il messaggio di fine anno è uno dei momenti più importanti in cui la figura istituzionale più autorevole dell’ordinamento italiano si rivolge direttamente ai cittadini.
LUCA RICOLFI, L’irripetibile congiunzione astrale delle riforme – LASTAMPA.it
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA 1 Commento »Come cittadino, mi auguro naturalmente che i due schieramenti si mettano d’accordo sulle regole del gioco. Ma ancora di più mi auguro che, anziché continuare a delegittimarsi a vicenda, approfittino della miracolosa congiunzione astrale che ci attende – tre anni senza elezioni – per competere fra loro nel compito che entrambi assegnano a se stessi, quello di rendere l’Italia di domani un po’ più moderna e più libera dell’Italia di oggi.
L’irripetibile congiunzione astrale delle riforme – LASTAMPA.it
Ilvo Diamanti, Benvenuto figlio unico! – Bussole – Repubblica.it
Pubblicato: 31 dicembre 2009 Filed under: Famiglie Lascia un commento »i nuovi quartieri sono affollati da estranei. Così capita sempre più spesso di imbattersi in una bifamiliare imbandierata che celebra l’arrivo di Tito, Giorgia, Marco, Camilla, Matteo. Figli primogeniti e unici di genitori entusiasti di comunicare a tutti – persone note e sconosciute – la loro gioia. Perché il loro Signore: è nato. Difficile immaginare un atteggiamento simile a casa dei miei nonni quando “arrivarono” i miei genitori. Negli anni Venti del secolo scorso. Mia madre: settima di nove figli. Mio padre: sesto di otto.La loro casa – per anni e anni – avrebbe dovuto essere addobbata a tempo pieno. Come tutte quelle intorno. D’altra parte, la famiglie contadine e quelle povere facevano molti figli. La famiglia di mia madre era contadina, quella di mio padre povera. Oggi le famiglie povere sono “invisibili”. Nascondono la loro condizione. Quelle contadine non ci sono quasi più. Le famiglie numerose, con tanti figli, sono, perlopiù, composte da stranieri. Spesso povere. Oppure, al contrario, si tratta di famiglie ricche e borghesi. In entrambi i casi: difficilmente gridano al mondo la nascita di un nuovo figlio.
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Benvenuto figlio unico! – Bussole – Repubblica.it
Regolarizzazione colf e badanti: Legge 3 agosto 2009 n. 102.
Pubblicato: 30 dicembre 2009 Filed under: assistenti familiari, Lavoro di cura, Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Un’alternativa alla riduzione dei Comuni? La soluzione originale della Provincia autonoma di Trento, di Sara Parolari
Pubblicato: 30 dicembre 2009 Filed under: Senza categoria 1 Commento »Un’alternativa alla riduzione dei Comuni? La soluzione originale della Provincia autonoma di Trento
Sara Perolari (22-12-2009)
(segue)
L’Inps ha ridisegnato il processo dell’invalidità civile a partire dal 1° gennaio 2010 con circolare n. 131 del 28/12/2009
Pubblicato: 30 dicembre 2009 Filed under: Disabilità e Handicap Lascia un commento »
L’Inps ha ridisegnato il processo dell’invalidità civile a partire dal 1° gennaio 2010 con circolare n. 131 del 28/12/2009. L’obiettivo dell’Istituto previdenziale è quello di contenere i tempi di liquidazione entro i 120 giorni e di rendere trasparente le fasi del processo di definizione delle richieste di invalidità civile.
Per attuare questi obbiettivi l’Inps ha introdotto:
- Il fascicolo elettronico delle prestazioni, evitando cosi il trasferimento delle pratiche cartacee tra gli uffici con notevole perdita di tempo;
- Il monitoraggio delle fasi di lavorazione del processo;
- La trasparenza dei parametri di qualità e quantità delle prestazioni in oggetto cosi come avviene per le altre prestazioni pensionistiche. Questo punto poteva essere realizzato anche prima in quanto l’Istituto era nelle condizioni di poterlo fare avendo a disposizione i dati relativi alle richieste;
- La presentazione per via telematica delle richieste di invalidità civile.
Inoltre, le commissioni di accertamento sanitario sono integrate da un medico del’Inps. Questo adempimento potrebbe causare dei ritardi nei tempi di definizioni delle domande di invalidità da lavoro nel caso in cui l’Istituto non provveda a reclutare altri medici.
E’ prevista la costituzione del Comitato tecnico con le Regioni e della Consulta nazionale, aperta a tutti i soggetti che si attivano nel processo, per poter monitorare l’avvio della riforma.
L’invalidità civile pesa notevolmente nel bilancio dell’Inps:
- 2006 = 13,5 miliardi con 2,2 milioni di beneficiari
- 2009 = 16 miliardi
- 2010 = 17 miliardi con 2,8 milioni di beneficiari.
Le ultime verifiche straordinarie dell’Inps sulle prestazioni di invalidità civile presentano i seguenti risultati:
- l’11% delle prestazioni non sono state confermate;
- il 10% di soggetti non si è presentato a visita e rischia la revoca della prestazione.
La necessità di avviare il nuovo processo dell’invalidità civile dimostra ancora una volta che quando un processo di produzione di un servizio interessa più enti non è facile realizzare rapporti di collaborazione e di integrazione al fine di realizzare una offerta di servizi efficace ed efficiente. Per esempio il fascicolo elettronico delle prestazioni ed il monitoraggio del processo potevano essere realizzati prima senza aspettare una legge che imponga comportamenti e disegni un nuovo processo.
In questo caso il patrimonio di conoscenze e di nuove tecnologie dell’Inps aiuta molto a realizzare efficienza ed efficacia nel processo dell’invalidità civile.
Mario Deaglio, Il futuro frugale che ci aspetta – LASTAMPA.it
Pubblicato: 29 dicembre 2009 Filed under: Politica economica Lascia un commento »E’ degno di nota che alcuni operatori finanziari hanno prefigurato un «futuro frugale» (Merrill Lynch) e una «nuova normalità» (la Pimco, società di gestione di fondi), ossia un assetto sociale che sostanzialmente non può più permettersi le sicurezze e le opulenze di qualche anno fa. The Economist e altri periodici di grande influenza discutono in termini non certo trionfalistici su ciò che può avvenire dopo la tempesta. Tutto ciò trova un contrappunto in numerose, autorevoli voci non economiche che parlano di «sobrietà» necessaria nei Paesi ricchi e non solo in campo economico; in questo contesto occorre segnalare, tra le altre, le parole del Presidente della Repubblica e quelle del Pontefice. Insomma, non se ne può proprio più dell’attenzione spasmodica a listini azionari che rappresentano sempre meno la realtà dell’economia e a dati statistici destinati a essere corretti, in genere in peggio, nel giro di poche settimane. Si può però ragionevolmente sperare che il Nuovo Anno porti a nuove cautele e più ampi orizzonti, a nuovi progetti di crescita mondiale da attuarsi in tempi medio-lunghi, meno squilibrati di quelli di un passato recente.
l’intero articolo qui:
Il futuro frugale che ci aspetta – LASTAMPA.it
Istat: fino a 40 anni i giovani a casa con mamma e papà
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: Famiglie, Giovani, ISTAT 1 Commento »Giovani a casa con mamma e papà: il 72,9% degli italiani fra i 18 e i 39 anni vive ancora con i propri genitori. Solo il 20,8% ha …![]()
Istat: fino a 40 anni i giovania casa con mamma e papà
D.D.L. 22/12/2009,ddl S 1790-b: finanziaria 2010 (approvato in via definitiva dal Senato il 22/12/2009)
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: Bilancio dello Stato Lascia un commento »Ma perché muore tutta questa gente in montagna? 28/12/2009
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: ambiente Lascia un commento »Ieri il capo della protezione civile ha pronunciato parole assai severe: «Sono stufo che i nostri soccorritori perdano la vita perché le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi. Oltre alle emergenze legate alle alluvioni c’è anche il dolore per i nostri ragazzi morti in Trentino nel tentativo di salvare la vita ad altri. Basta morire per gli errori altrui».
2 Ha ragione?
Ha ragione. I due friulani erano usciti senza l’Arva, lo strumento di radiotrasmissione che consente la localizzazione sotto la neve. Non devono neanche essersi informati, prima di mettersi in viaggio: il rischio che cada una valanga è calcolabile e in questo periodo ci sono escursioni termiche piuttosto accentuate che rendono instabili le masse nevose. È certo che se Andreatta e Baron avessero chiesto, gli avrebbero sconsigliato l’escursione.
Istat, Cittadini e nuove tecnologie
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: ISTAT, WEB 2.0 Lascia un commento »L’86% dei igovani di 15-19 anni usa il pc e oltre l’82% naviga sul web ….
vedi:
Cittadini e nuove tecnologie
Qualità della vita 2009: Pagella finale – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: Qualità della vita Lascia un commento »Il dossier realizzato dal Sole-24 Ore misura da vent’anni la vivibilità delle 107 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche.Dal reddito all’occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero, ecco il nostro ritratto dell’Italia. Nel 2009 sale sul podio Trieste che già nel 2005 era stata selezionata come la regina delle province.
Qualità della vita 2009: Pagella finale – Il Sole 24 ORE
Le Istituzioni del Federalismo, rivista Maggioli editore
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: Federalismo fiscale, Maggioli editore, REGIONI ITALIANE, RIVISTE e WebZine 1 Commento »Le Istituzioni del Federalismo
Bimestrale di studi giuridici e politici della Regione Emilia Romagna
“Le Istituzioni del Federalismo” è la rivista bimestrale, a carattere prevalentemente monografico, di studi giuridici e politici, che approfondisce e illustra con chiarezza gli aspetti giuridici, politici e gestionali delle tematiche fondamentali e delle questioni emergenti in materia di autonomie e decentramento amministrativo.
La rivista tratta temi di straordinaria attualità per l’intero sistema delle autonomie, tra cui:
Cooperazione e competenze regionali;
Governance, regioni, Europa;
Istruzione, scuola e formazione: nuove competenze per nuovi percorsi formativi;
Immigrazione, nuove povertà e integrazione sociale;
Programmazione del territorio tra tutela e sviluppo.Gli autori che collaborano con la rivista sono individuati tra docenti e ricercatori universitari, funzionari e amministratori pubblici, per garantire un elevato contenuto scientifico dei contributi ma sempre mantenendo una particolare attenzione alle professionalità ed esperienze maturate all’interno delle pubbliche amministrazioni.
Periodici Maggioli – Programma abbonamenti 2010 – Le riviste per la P.A. e i professionisti
Spunti n. 12, StudioAPS AnalisiPsicoSociologica, 2009
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: Spunti Studio APS, StudioAps Milano Lascia un commento »Spunti 12/2009
Senso e valore politico dell’agire nelle organizzazioni
Ottobre 2009 – anno X n. 12
In questo numero:
Spunti
di Francesco d’Angella
scarica l’articolo 198 KBLa valenza politica dell’agire nelle organizzazioni lavorative
di Achille Orsenigo
Se tutto litigherà con tutto…
Conversazione con Sergio Manghia cura di Barbara Di Tommaso
Gestire le organizzazioni: dal malessere organizzativo alla costruzione di senso
di Cinzia D’Agostino e Franca Olivetti Manoukian
Complessità organizzativa: quali strategie di azione
di Marco Brunod
Il valore politico dell’agire in una impresa familiare
di Michele Alessi
Le avventure di un grande contenitore nei mari della storia, delle culture, della tecnologia e della politica
di Alberto Musso e Cinzia D’Agostino
L’impegno in magistratura, considerazioni a margine
di Rita Sanlorenzo
Senso e valore politico dell’agire nelle organizzazioni cooperative
di Valter Tarchini
Quando la gerarchia è scossa, di chi è il problema?
di Giovanna Ferretti
SPILLI
Forum
Note di viaggio dal Forum APS
di Rossella Elisio
Libri
A proposito del senso dell’agire politico
di Franca Olivetti Manoukian
Analisi e proposte per un’altra politica
di Barbara Di Tommaso
StudioAPS AnalisiPsicoSociologica
Crollano le pensioni di anzianità nel 2009
Pubblicato: 28 dicembre 2009 Filed under: Pensioni Lascia un commento »Crollano le pensioni di anzianità nel 2009: i trattamenti anticipati rispetto all’età di vecchiaia erogati dall’Inps nei primi 11 mesi dell’anno sono stati 91.925, con un calo del 53% rispetto al 2008 quando furono, nell’intero anno, 196.522. E’ quanto emerge dagli ultimi dati Inps – secondo quanto risulta all’ANSA – che evidenziano un forte calo soprattutto tra le pensioni di anzianità nella gestione dei lavoratori dipendenti con 52.132 nuovi assegni a fronte dei 120.626 erogati nell’intero 2008.
Sono cresciute invece nei primi 11 mesi dell’anno le pensioni di vecchiaia (65 anni per gli uomini, 60 per le donne), anche se in numero inferiore rispetto alle previsioni. Quest’anno i lavoratori privati andati in pensione per limiti di età sono stati, nei primi 11 mesi, 152.546, in aumento del 63,1% rispetto ai 93.512 dell’intero 2008, ma in forte calo rispetto ai 210.940 previsti. Nel 2009 quindi, anche a causa dell’inasprimento dei criteri per la pensione anticipata, si è rimasti al lavoro più a lungo, andando a riposo in media oltre i 60 anni. Nel complesso, tra vecchiaia e anzianità nei primi 11 mesi dell’anno sono uscite 244.471 persone a fronte delle 290.034 dell’intero 2008 (con un -15,7%), un dato in calo anche rispetto alle previsioni (312.190 le uscite attese). Per le anzianità è probabile che si resti sotto quota 100.000 pensioni, il dato più basso dal 2002. Per il fondo pensioni lavoratori dipendenti nei primi 11 mesi sono state erogate 52.132 pensioni a fronte delle 63.700 previste per il periodo e delle 120.626 dell’intero 2008. Per i coltivatori diretti le pensioni di anzianità sono state 8.841 a fronte delle 16.094 dell’intero 2008, mentre per gli artigiani le uscite anticipate sono state 20.165 a fronte delle 36.340 del 2008. Anche per i commercianti c’é stato un deciso calo delle pensioni anticipate, con 10.787 uscite contro le 23.462 dell’intero 2008. Le pensioni di vecchiaia sono aumentate in percentuale soprattutto per i commercianti (da 11.345 a 26.454) e per gli artigiani (da 9.777 nell’intero 2008 a 22.196 nei primi 11 mesi del 2009), mentre per i lavoratori dipendente la crescita, pur sostenuta, è in percentuale inferiore a quella complessiva (da 62.464 nell’intero 2008 a 87.938 nei primi 11 mesi dell’anno).
L’Inps chiuderà il 2009 con 6-7 miliardi di avanzo finanziario. E’ la previsione del presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua che ha commentato con l’ANSA i dati sull’andamento delle pensioni di anzianità. “Riteniamo di chiudere il 2009 con 6-7 miliardi di avanzo finanziario – ha detto – ma il risultato potrebbe essere anche molto superiore”.
Crollano le pensioni di anzianità nel 2009
Inps: nel 2009 si dimezzano le pensioni di anzianità
Pubblicato: 27 dicembre 2009 Filed under: Pensioni Lascia un commento »I diritti dello straniero. Legislazione in materia di immigrazione e asilo, BeltaneCorsi
Pubblicato: 27 dicembre 2009 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »I diritti dello straniero.Legislazione in materia di immigrazione e asilo
Corso: I diritti dello straniero. Legislazione in materia di immigrazione e asilo.
Sergio Briguglio PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA (Aggiornamento al 31 Dicembre 2008)
Pubblicato: 27 dicembre 2009 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Sergio Briguglio PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA (Aggiornamento al 31 Dicembre 2008)
Luca Ricolfi, Sulla crisi una lezione dagli immigrati – LASTAMPA.it
Pubblicato: 27 dicembre 2009 Filed under: Famiglie, Migrazioni, Politica economica, Redditi 3 Commenti »Nessuno sa se la crisi è davvero finita, né quando l’economia mondiale tornerà a correre, né se capiterà ancora di sperimentare lunghi periodi di crescita. Quel che invece si può già tentare è un primo bilancio della crisi in Italia, a oltre due anni dal suo inizio oltreoceano, quando scoppiò la bolla dei mutui immobiliari americani (agosto 2007).
Sull’impatto della crisi circola da tempo una diagnosi – accreditata da diverse e autorevoli istituzioni, dalla Chiesa alla Banca d’Italia – secondo cui la crisi avrebbe colpito soprattutto i deboli. Ma è davvero così?
Molti elementi fanno pensare il contrario. Il primo impatto della crisi, si ricorderà, fu di tipo finanziario, con il crollo dei titoli azionari: questo meccanismo colpì innanzitutto i ceti superiori, ben più esposti a questo genere di rischi di quanto lo siano i piccoli e medi risparmiatori. Poi, poco per volta, la crisi si estese all’economia reale, in alcuni casi distruggendo posti di lavoro, in altri casi congelandoli attraverso la messa in cassa integrazione di operai e impiegati. Ma quali furono i gruppi sociali maggiormente colpiti? I cittadini del Mezzogiorno o quelli del Nord? I lavoratori dipendenti o quelli indipendenti? Gli stranieri o gli italiani?
Qui i dati riservano diverse sorprese. Secondo la serie storica dell’Isae le famiglie in difficoltà, quelle che «non arrivano a fine mese», sono da sempre più numerose al Sud che nel Nord, ma durante la crisi sono aumentate più al Nord che al Sud, con conseguente riduzione del divario. La crisi sembra dunque aver ridotto le diseguaglianze territoriali, probabilmente anche grazie alla social card, il cui meccanismo di accesso non tiene conto del costo della vita, molto minore nelle regioni meridionali: e infatti il Sud, con il 45% dei poveri, ha ottenuto il 70% delle social card.
Ancora più sorprendenti i dati dell’occupazione. In due anni, ossia fra l’estate del 2007 e quella del 2009, l’occupazione totale è diminuita di 407 mila unità, ma le vittime di questo calo non sono stati i gruppi sociali considerati più deboli, bensì quelli più forti.
Per operai e impiegati i nuovi posti di lavoro hanno sostanzialmente eguagliato i posti di lavoro perduti (il saldo è negativo per sole 5 mila unità). Per i lavoratori indipendenti, invece, le chiusure di attività hanno largamente superato le aperture, con un saldo negativo di 402 mila unità. Una parte di queste chiusure è costituita da contratti di lavoro parasubordinato non rinnovati, ma la parte preponderante è dovuta alle difficoltà finanziarie delle partite Iva, strangolate dalle restrizioni creditizie e dai ritardi nei pagamenti, a partire da quelli della Pubblica amministrazione.
Quanto alla nazionalità dei lavoratori coinvolti nella crisi, i dati Istat ci riservano l’ultima sorpresa: gli oltre 400 mila posti di lavoro perduti sono il saldo fra un crollo per gli italiani (quasi 800 mila posti di lavoro in meno) e un sensibile aumento per gli stranieri regolari (quasi 400 mila posti di lavoro in più). Insomma, comunque lo si rigiri, il prisma della crisi mostra invariabilmente la debolezza dei gruppi sociali forti: i ricchi possessori di attività finanziarie, il Nord, le partite Iva, gli italiani se la sono cavata peggio dei piccoli risparmiatori, del Sud, dei lavoratori dipendenti, degli stranieri. A due anni della crisi siamo mediamente più poveri, ma c’è meno disuguaglianza. Un esito che contrasta con la retorica della crisi («la crisi colpisce soprattutto i deboli»), ma non con ciò che si sa del funzionamento dei sistemi sociali di mercato, in cui è del tutto normale che la crescita amplifichi gli squilibri e la crisi li attenui.
Quello che invece non è scontato, e merita forse una riflessione, è la divaricazione fra i destini degli italiani e quelli degli stranieri. Perché la crisi colpisce di più gli italiani?
Le ragioni possono essere tante, ma quella di fondo mi sembra questa: il nostro sistema economico riesce a creare quasi esclusivamente posti di lavoro poco appetibili, che gli italiani rifiutano e gli stranieri accettano. E tuttavia, attenzione, questo non avviene perché gli italiani siano troppo istruiti bensì, semmai, per la ragione opposta. La nostra forza lavoro ha un livello medio di preparazione bassissimo: abbiamo la metà dei laureati rispetto agli altri Paesi sviluppati, e i nostri studenti medi fanno una pessima figura nei confronti internazionali (vedi i risultati dei test Pisa). Se i nuovi posti di lavoro creati fossero davvero di qualità, probabilmente mancherebbero tecnici, ingegneri, bravi insegnanti, e così via. E infatti i nuovi posti sono spesso di livello modesto, e finiscono per essere accettati soltanto dagli stranieri. Non per la ragione che molti immaginano, però, ossia a causa della bassa qualificazione degli stranieri. Il livello di istruzione degli stranieri è analogo a quello degli italiani (10,2 anni di studio contro 10,9). La differenza è che «loro» vivono in un altro tempo, che noi abbiamo dimenticato. Un tempo in cui l’importante era avere un lavoro, non importa quanto adeguato alla nostra immagine di noi stessi, un tempo in cui fare sacrifici era normale, un tempo in cui il benessere non era considerato un diritto.
In questo senso gli stranieri, con i loro 400 mila nuovi posti di lavoro conquistati nel bel mezzo della crisi, ci stanno impartendo una meritata lezione. Una lezione su cui, a conclusione di questo drammatico 2009, varrebbe forse la pena riflettere.
in: Sulla crisi una lezione dagli immigrati – LASTAMPA.it
Renzo Romano, Il nuovo Sant’Anna accoglierà presto i degenti. Storia dell’ospedale dei comaschi fra ieri e domani, CORRIERE DI COMO, 13 dicembre 2009
Pubblicato: 26 dicembre 2009 Filed under: Como, Ospedali Lascia un commento » Cara signora Angela,
nel suo breve scritto si coglie l’affetto e anche la riconoscenza che tutti i comaschi provano per il loro ospedale. Qualche nota per raccontarne brevemente la storia.
L’ “Ospedale Grande” di Como, dedicato a Sant’Anna risale al 1468, quando, su iniziativa del beato Michele da Carcano, il vescovo Branda Castiglioni decise di riunire in un’unica struttura i numerosi centri di assistenza ospedaliera e le opere pie esistenti in città. C’erano allora a Como l’ospedale di Santa Maddalena alla Colombetta, dei poveri di San Leonardo, di San Lazzaro dei lebbrosi, di San Gottardo, di San Martino di Zezio, di San Giorgio di Borgovico, di San Biagio, di San Pantaleone, di Sant’Antonio, di San Silvestro, dei poveri di San Tommaso, di Santa Maria della Cosia.
Papa Paolo II decise che i beni di tutti questi istituti si fondessero per la costruzione del nuovo ospedale. Nel 1482 venne posta la prima pietra dell’edificio che fu ubicato in via Cadorna nello stabile dove oggi ha sede il Conservatorio G. Verdi. Papa Sisto IV, con una bolla del 1483, diede inizio alle attività. Inizialmente esso fu destinato alla cura degli infermi, dei pellegrini, dei poveri e dei fanciulli “esposti”. Erano questi i bambini “abbandonati” nella cosiddetta “ruota”, un congegno rappresentato da un tamburo di legno rotante su un’asse verticale, dove il bambino poteva essere lasciato nell’anonimato. In genere, il tintinnio di un campanello esterno avvisava dell’arrivo del piccolo e una guardiana di turno, detta anche la “rotara”, che prestava i primi soccorsi.
Nel 1855 il vescovo Romanò introdusse nell’ospedale le “suore della carità di Maria Bambina” che avrebbero prestato opera di assistenza fino al 2008. La struttura si rivelò tuttavia insufficiente e quindi nel 1932 il Sant’Anna venne trasferito nella sede di via Napoleona su un terreno donato dalla benefattrice Teresa Rimoldi.
Il trasferimento venne effettuato dopo ben 23 anni dalla delibera mentre i lavori durarono 7 anni. Il complesso era inizialmente costituito da 12 padiglioni; nel 1960 si aggiunsero la centrale termica e la scuola infermieri. Infine tra il 1965 e il 1970 fu costruito il grande monoblocco centrale di sette piani sul luogo dove sorgevano la chiesa e la fontana antistante.
Ed eccoci finalmente al nuovo ospedale ubicato nell’immediata periferia della città, in località Tre Camini, fra i comuni di San Fermo della Battaglia e Montano Lucino. Com’è il nuovo complesso ospedaliero? Avremo modo e tempo di parlarne. Mi commuovono invece, signora Angela, le sue riflessioni sull’ospedale dove, lei dice “Bene o male a tutti toccherà di passare quando la salute vacilla. Forse sarà l’occasione per riflettere su tante cose”. Sono sagge e vere le sue parole. Quando “la saluta vacilla” la luce si fa fioca, l’entusiasmo lascia il posto alla rassegnazione, la voglia di fare è vanificata dallo sconforto, il futuro appare incerto. Il ricovero in ospedale per un intervento o per una malattia è vissuto con angoscia e preoccupazione. La vita di tutta la famiglia è traumatizzata, scombussolata. Quando si varca la soglia della clinica si entra in un mondo inimmaginabile. Il tempo è misurato dall’arrivo discreto e rassicurante dell’infermiera che ti prende la febbre, registra la pressione, ti fa l’ennesimo prelievo di sangue. Il casalingo sferrazzare del carretto la mattina per la colazione, a mezzogiorno per il pasto, la sera per la cena, accompagna il lento scorrere del giorno. I parenti, gli amici, fingi indifferenza e invece non vedi l’ora che arrivino. Ascolti paziente i brontolii del vicino di letto, non nascondi timori e speranze. Aspetti con trepidazione l’arrivo del medico per la visita quotidiana. Ascolti il suo parlottare con gli infermieri sperando di cogliere segnali positivi su di te, non osi chiedere quando potrai tornare a casa.
Un soggiorno in ospedale è lezione severa di vita che lascia il segno nell’anima. La tua sofferenza, i tuoi guai, si stemperano negli occhi dei meno fortunati. È esperienza preziosa che tocca l’anima, medicina miracolosa per dare il giusto peso alle vicissitudini del nostro vivere.
Ecco, signora Angela, i pensieri disordinati che hanno invaso la mia mente leggendo la sua breve e intensissima lettera. L’affetto per il Sant’Anna è cementato da sensazioni suggerite dal nostro vissuto. I sentimenti di certi momenti in queste note: “Mi svegliano, è il gran giorno, alle otto mi portano in sala operatoria. Il buio totale fino a sera quando mi sveglio o mi svegliano squartato, ricucito, avvolto da fili colorati. Mi sento osservato, scrutato, protetto. Gli infermieri gentilissimi sono ombre leggere che scivolano via silenziose, arriva il mio “massacratore”, il suo sorriso vale un terno al lotto…”. Questi i cari ricordi del vecchio Sant’Anna.
Il nuovo ospedale, assicurano, sarà in grado di rispondere alle più avanzate esigenze e potrà disporre di tecnologie sofisticatissime che permetteranno di assistere i pazienti nel migliore dei modi. Non ho tuttavia, signora Angela, alcun desiderio di visitarlo anzitempo, anzi spero proprio di passare da quelle parti più tardi possibile…
Il sentimento di gratitudine per il nostro “vecchio” Sant’Anna, è dentro di noi, inciso dai ricordi di sofferenza ma anche dai momenti più esaltanti della nostra vita: il dolore di una malattia, l’immensa gioia della nascita dei nostri figli, l’arrivo di incredibili nipoti. La storia del Sant’Anna continua.
Signora Angela, spero che si ritrovi in queste farneticazioni di sentimenti confusi, sentiti, sofferti, goduti.
CORRIERE DI COMO
Suicidio, quel tarlo segreto nella mente dei teenager | Parma la Repubblica.it
Pubblicato: 24 dicembre 2009 Filed under: Giovani Lascia un commento »Gli adolescenti che pensano di farla finita non si contano in Italia. Altro che facebook e telefonini, è la morte il tarlo per migliaia di teenager. L’annientamento di sè in particolare. Ne sono certi i relatori del convegno ‘Tre sguardi sul suicidio giovanile e dintorni’, promosso dalla Società italiana di psicoanalisi della relazione (Sipre) al Centro congressi di via Toscana. Arrivati in città alcuni dei massimi esperti per l’occasione: Gustavo Pietropolli Charmet dell’Istituto Minotauro di Milano, Maurizio Pompili dell’Harvard university e della Sapienza di Roma insieme a Marzio Barbagli dell’ateneo di Bologna. Da Parma presenti, tra gli altri, il primario del Pronto soccorso Gianfranco Cervellin e Maria Zirilli del Programma adolescenza e giovane età all’Ausl di Parma.
Suicidio, quel tarlo segreto nella mente dei teenager | Parma la Repubblica.it
Usa: Senato approva la riforma sanitaria
Pubblicato: 24 dicembre 2009 Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari, Stati Uniti d'America Lascia un commento »Il Senato Usa ha approvato la riforma sanitaria. I democratici hanno superato così l’ultimo scoglio procedurale per l’approvazione della riforma.
L’approvazione a maggioranza semplice del testo elaborato dai senatori apre la strada a un potenziale complesso braccio di ferro in gennaio con la Camera per il via libera definitivo. «Era ora. Una legge storica», ha detto il senatore democratico Max Baucus, che ha messo a punto il testo portato al voto dell’aula.
Trenta milioni di persone in più, negli Stati Uniti, possono ora contare sulla copertura delle spese mediche da parte dello Stato. La riforma della sanità americana voluta dal presidente Barack Obama e fortemente contestata dai repubblicani ha ricevuto il via libera dal Senato. L’aula ha approvato un testo che, sia pure con molti compromessi, mantiene la promessa elettorale di dare copertura sanitaria a tutti quegli americani che ne erano privi, in quanto non in grado di sostenere i costi di un’assicurazione privata a copertura delle spese mediche.
I democratici del Senato hanno votato per bloccare il dibattito sulla riforma, impedendo di fatto l’ostruzionismo dei repubblicani e spianando la strada per il voto finale . Per superare lo sbarramento repubblicano sono serviti 60 voti, ovvero quelli di tutti i 58 democratici al Senato e di due indipendenti. Scontato il voto contrario dei 39 repubblicani presenti.
Usa: Senato approva la riforma sanitaria
Alessandro Chiaramonte Tra maggioritario e proporzionale L’universo dei sistemi elettorali misti,DarwinBooks, Il Mulino
Pubblicato: 24 dicembre 2009 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Elezioni Lascia un commento »indice
dojo.provide(“dojo.enabu.darwin”); dojo.require(“dijit.Dialog”); dojo.addOnLoad(function(){ // create the dialog: dojo.enabu.darwin.dedicationPopUp1 = new dijit.Dialog({ title: “Ringraziamenti”, style: “width: 450px” }, dojo.byId(“dedicationPopUp1″)); });
Uno studio sulla comunicazione con i malati di Alzheimer in ambito familiare, Centro Maderna
Pubblicato: 23 dicembre 2009 Filed under: Alzheimer, Fondazione Maderna Lascia un commento »Grazie ai fondi per la ricerca stanziati dall’Università americana del Wisconsin-Milwaukee e dall’Alzheimer’s Association, Marie Savundranayagam, assistente alla cattedra di Studi sui Servizi Sociali dell’Università di del Wisconsin-Milwaukee, e J.B. Orange, professore associato e direttore della School of Communication Sciences & Disorders presso l’Università del Western Ontario, stanno conducendo uno studio sulle strategie di comunicazione utilizzate dai caregiver familiari per superare il “communication breakdown” ovvero la difficoltà e a volte l’impossibilità di comunicazione con le persone affette da Alzheimer. La ricerca in particolare si concentra sulle persone che si prendono cura del proprio coniuge, che assistono quotidianamente al declino che la malattia comporta diventando caregiver a tempo pieno e rimandando il più possibile l’eventuale istituzionalizzazione dell’ammalato. Nel corso della ricerca è emerso che i problemi comportamentali delle persone affette da demenza, quali ad esempio aggressività e agitazione, possono dipendere dallo stress dei caregiver, frustrati dall’impossibilità di continuare a comunicare con il proprio coniuge così come facevano in precedenza. Sono stati analizzati questionari e riprese video che mostravano scene di vita quotidiana tra il caregiver e la persona affetta da Alzheimer e si è notato che spesso, per cercare di risolvere questi problemi comunicativi, vengono adottate tecniche di comunicazione che non sempre si rivelano quelle giuste: per fare capire meglio il proprio messaggio, per esempio, in alcuni casi il caregiver tende a parlare più lentamente, ma in questo modo la persona malata tende a dimenticare la prima parte della frase prima che il discorso sia completato. Lo studio mira dunque ad identificare le tecniche comunicative adottate in questi contesti familiari per poi analizzarne l’efficacia ed individuare il loro ruolo nei comportamenti della persona affetta dalla malattia.
(Medical News Today)
Clicca qui per maggiori informazioni.
il Mulino n. 6, novembre-dicembre 2009
Pubblicato: 23 dicembre 2009 Filed under: Il Mulino Lascia un commento »Le segnaliamo, inoltre, dall’edizione online della rivista:
La Nota
Parole come pietre, di Bruno Simili
Di quale Italia stiamo parlando?, di Loredana Sciolla
Paure svizzere, malattie europee, di Marc Lazar
Lotteria fiscale alla cinese, di Silvia Giannini
Sotto la lente
Arbeit Macht Frei, di Aldo Zargani
Lettere internazionali
Gli alevi e l’identità nazionale turca, di Nicola Melis
I desaparecidos del Kashmir, di Emanuele Confortin
Salvate il soldato Shalit, di Claudio Vercelli
Atene in fiamme, di Rudy Caparrini
Karzai e il Risiko afgano, di Elisa Giunchi
Il G2 e il clima che verrà, di Simone Balocco
Fair Play, di Giordano Vintaloro
forumsalutementale.it
Pubblicato: 23 dicembre 2009 Filed under: Servizi psichiatrici Lascia un commento »SOS SANITA’
Pubblicato: 23 dicembre 2009 Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari Lascia un commento »Nasce i il sito Sos Sanità
Si tratta di una pagina, divisa in quattro sezioni:
1. Primo Piano: per segnalare i temi le notizie di attualità, in primo piano appunto
2. Interventi: con gli scritti di autorevoli protagonisti delle politiche e dei servizi del welfare socio sanitario italiano
3. Approfondimenti: con schede che illustrano o commentano i temi e i provvedimenti più importanti che riguardano l’area socio sanitaria
4. l’Agenda: per segnalare le principali scadenze e appuntamenti che interessano le politiche per la salute e sociosanitarie
SOS SANITÀ” nasce ad agosto del 2009 come appello firmato da migliaia di persone impegnate a vario titolo nelle politiche sociali e sanitarie, da operatori dei servizi, da cittadini. Particolarmente significative sono le adesioni e le dichiarazioni a sostegno di “SOS Sanità” di: Tina Anselmi, Giovanni Berlinguer, Silvio Garatti-ni, don Luigi Ciotti, Mario Pirani.Ora si propone di diventare una rete formata da una serie di Comitati Locali, coordinati da un Comitato promotore Nazionale, per dare informazioni, ospitare interventi, sollecitare e organizzare iniziative ed eventi nazionali e locali sulle Politiche socio sanitarie. Lo scopo è quello di “presidiare” e possibilmente condizionare il dibattito politico e sollecitarlo a prestare attenzione ai temi del welfare sociosanitario.”SOS SANITÀ” è il “punto di incontro di chi pensa che la Salute sia un diritto e non una merce”.




Le radici dell’incertezza.

