Como – La dimensione economica del volontariato e dell’associazionismo, Como, 18/12/2009

Titolo Como – La dimensione economica del volontariato e dell’associazionismo
Categoria Convegni – Conferenze – Seminari
Inizio evento 18/12/2009
Fine evento 18/12/2009
Promotore L’isola che c’è – rete comasca di economia solidale
Luogo Como
Contenuto dell’annuncio

Da un dialogo tra alcuni attori del territorio – cooperazione, volontariato e associazionismo, economia solidale, commercio equo e solidale – è nata l’esigenza di avviare un percorso di confronto che permetta di riallacciare le tante pratiche che sono diffuse nella nostra provincia con una riflessione per identificare quale sia il modello di economia e di società a cui stiamo lavorando e auspicando e il progetto di cambiamento che le attività di ciascuno intendono sviluppare.

Il percorso di riflessione che proponiamo si articola in momenti di approfondimento dedicati ad alcuni temi emersi da un primo confronto tra persone che operano nei diversi settori della locale economia solidale.

Venerdì 18 dicembre 2009 l’incontro sarà dedicato a “La dimensione economica del volontariato e dell’associazionismo”, alle 20.30 a Confcooperative in via Martino Anzi 8 a Como.

Il volontariato è una attività gratuita, ma i servizi che offre hanno in realtà un valore economico, e spesso suppliscono a carenze pubbliche e possono entrare in concorrenza con attività economiche. D’altra parte il volontariato introduce nell’economia una dimensione di gratuità che sembra indispensabile per far crescere una economia solidale. Fino a che punto chi presta la sua opera volontaria ne è cosciente? Quali sono i limiti oltre i quali il volontariato non può più offrire servizi adeguati ai bisogni? Che ruolo ha il volontariato nel prefigurare un diverso tipo di economia?

Se ne discuterà con Matteo Villa, ricercatore al Dipartimento si Scienze politiche sociali dell’Università di Pisa, con Mauro Meggiolaro della rivista Valori e con Marco Lorenzini, Associazione del Volontariato Comasco.

Il prossimo incontro del percorso Mercato Bene Comune sarà dedicato alla dimensione sociale dell’impresa cooperativa e si svolgerà a Confcooperative il 5 febbraio 2010.

Il percorso è promosso da: L’isola che c’è – rete comasca di economia solidale, Rete Commercio Equo Como, AVC-CSV, Confcooperative Como, Coordinamento Comasco per la Pace e Arci Como.

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La qualità dei dati – Conoscere il censimento

La qualità dei dati – Conoscere il censimento

14° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni

La qualità dei dati – Conoscere il censimento

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Speciale riforma Brunetta: le nuove regole sul pubblico impiego, obiettivi, valutazione, sanzioni disciplinari, Guida Il Sole 24 ore, dicembre 2009

IlSole24Ore.com

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Fuori da quale crisi? La nuova Commissione, i governi e gli aiuti economici, www.centroeinaudi.it

Fuori da quale crisi? La nuova Commissione, i governi e gli aiuti economici
Unione Industriale – Centro Congressi – Torino
Descrizione Evento:

Conferenza Internazionale promossa da Centro Einaudi e ISPI
in collaborazione con La Stampa e Compagnia di San Paolo

Sono intervenuti
Daniel Gros (Centre for European Policy Studies – CEPS)
Hans Martens (European Policy Centre – EPC)
Daniela Schwarzer (Stiftung Wissenschaft und Politik – SWP)
Carlo Secchi (ISPI)

Ne hanno discusso
Mario Calabresi (La Stampa)
Mario Deaglio (Centro Einaudi e Università di Torino)
Enrico Letta (Camera dei Deputati)
Andrea Moltrasio (Confindustria)

L’incontro si è svolto presso il Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino
(Via Fanti, 17 – Torino).

www.centroeinaudi.it – Fuori da quale crisi? La nuova Commissione, i governi e gli aiuti economici

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Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica (LPF), www.centroeinaudi.it -

Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica (LPF) Stampa

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MISSIONE E OBIETTIVI

Il Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica promuove attività di studio, documentazione e dibattito sulle principali trasformazioni della sfera politica nelle democrazie contemporanee, adottando sia una prospettiva descrittivo-esplicativa sia una prospettiva normativa, e mirando in tal modo a creare collegamenti significativi fra le due.

L’attività del Laboratorio, sostenuta dalla Compagnia di San Paolo, si concentra in particolare sul rapporto fra le scelte di policy e le cornici valoriali all’interno delle quali tali decisioni sono, o dovrebbero essere, effettuate.

L’idea alla base di questo approccio è che sia non solo desiderabile ma istituzionalmente possibile muovere verso forme di politica «civile», informate a quel «pluralismo ragionevole» che John Rawls ha indicato come tratto caratterizzante del liberalismo politico. Identificare i contorni di questa nuova «politica civile» è particolarmente urgente e importante per il sistema politico italiano, che appare ancora scarsamente preparato ad affrontare le sfide emergenti in molti settori di policy, dalla riforma del welfare al governo dell’immigrazione, dai criteri di selezione nella scuola e nella pubblica amministrazione alla definizione di regole per le questioni eticamente sensibili.

 

CAMPI DI RICERCA

Le domande di base cui il Laboratorio cerca di fornire possibili risposte sono quattro:

  1. Quali cornici valoriali, quali «paradigmi di giustizia» si confrontano oggi in merito alle più importanti questioni dell’agenda pubblica democratica? Quali sono le «dispute» normative più interessanti e rilevanti, soprattutto avendo in mente il caso italiano?
  2. In che misura i processi empirici di policy-making risultano effettivamente informati da esplicite cornici valoriali? Quanto contano le idee, le argomentazioni (sia le argomentazioni «di fatto» sia quelle «di valore») in questi processi?
  3. Quali sono le frontiere del dibattito normativo sui «conflitti di valore» e sulle procedure che possono risolvere o quanto meno addomesticare questi conflitti in sistemi politici democratici?
  4. Quali sono gli accorgimenti istituzionali che incentivano (che hanno già dato prova di incentivare) nei vari paesi forme e processi di policy-making basati su «buone ragioni», su pacato sapere empirico e altrettanto pacata riflessione normativa? Come si possono contrastare forme e processi di policy-making solo o principalmente basati sul negoziato (quando non sullo scontro) fra «interessi bruti»?


PRODOTTI

Il Laboratorio persegue i suoi obiettivi tramite ricerche, seminari, convegni e pubblicazioni (inclusa una collana di Working Papers) avvalendosi del contributo di studiosi italiani e stranieri. I papers potranno essere oggetto di seminari ristretti da organizzare a Torino e Milano.

Una volta all’anno, di norma (o comunque quando è raggiunta un’adeguata massa critica di materiale), potrà essere organizzato un evento pubblico, con la partecipazione di studiosi ed esperti esterni.

EVENTI
  • Seminario 1 dicembre 2009 – Presente e futuro delle pensioni in Italia: prospettive di policy, attori emergenti, possibili conflitti.

    Organizzato in collaborazione con URGE.

    Sono intervenuti Maurizio Ferrera, Elsa Fornero, Matteo Jessoula (autore di La politica pensionistica, il Mulino 2009), Stefano Sacchi

  • Convegno 27 ottobre 2009 - Filosofia e politica: paradigmi, stili, controversie.  – Sala lauree Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Milano  – Via Conservatorio 7. Programma del convegnoProfilo dei relatori
  • Seminario 20 febbraio 2008  –  A. Besussi. Difendere il secolarismo in circostanze post-secolari. Problemi e sfide
    Centro Einaudi, Torino

WORKING PAPERS

WP-LPF 1/08  A. Besussi Assoluti terrestri. Le sfide del liberalismo in una società post-secolare

WP-LPF 2/08  C. Martucci Tre concetti di libertà: una rassegna critica
 

WP-LPF 3/08  L. Cataldi Promesse e limiti della democrazia deliberativa. Un’alternativa alla democrazia del voto?

WP-LPF 1/09  E. Ceva, A. Fracasso Seeking Mutual Understanding. A Discourse Theoretical Analysis of the WTO Dispute Settlement System

WP-LPF 2/09  M. Ferrera (a cura di) Come costruire un’Europa più liberale? Un dialogo a più voci  Contributi di Paul Magnette, Maurizio Ferrera, Antonella Besussi, Vivien A. Schmidt

WP-LPF 3/09  A. Lebano Thick Liberalism? Una rassegna sul liberalismo perfezionista

WP-LPF 4/09 (in uscita)  N. Riva L’eguaglianza delle opportunità come criterio di giustizia: interpretazioni e giustificazione 

In preparazione

F. Pasquali  Rawls’s Realistically Utopian Political Philosophy. Some Critical Insights

R. Pedersin i La concertazione in Italia e in Europa: quando e perché funziona

M. Diletti  Il ruolo dei “think tanks” nel policy making

N. Pasini e R. Sala  Il caso Englaro come questione pubblica. Il dibattito tra etiche e politica

F.G. Pizzetti  Il testamento biologico tra valori costituzionali, interpretazione giurisprudenziale e disciplina legislativa. L’esperienza italiana a confronto con quella americana e dei principali paesi europei

C. Martucci  Liberalismo e pluralismo: false friends?

A. Lebano  Paternalismo forte e debole

E. Ceva  Value conflicts, procedural equality and adversary argumentation

A. Damonte  Disegni istituzionali per decisioni argomentate. Il caso del «reason-giving requirement» americano


SEDE E ORGANIZZAZIONE

Il Laboratorio, la cui attività è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo, ha sede a Torino presso il Centro Einaudi. Il direttore scientifico è Maurizio Ferrera, il coordinamento è affidato a Matteo Jessoula. Beatrice Magni cura le attività della sezione di filosofia pubblica.

In relazione alle risorse finanziarie disponibili, possono essere reclutati uno o due ricercatori (dottorandi o post-doc) con base prevalente presso il Centro Einaudi. Il Laboratorio funziona essenzialmente come un network aperto di collaboratori esterni cui verranno commissionati papers, rapporti di documentazione, rassegne eccetera.

Le funzioni base di segreteria e coordinamento organizzativo sono assicurate dal Centro Einaudi.

www.centroeinaudi.it – Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica (LPF)

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Animazione sociale compie 40 anni

Cari lettori,
nel 2010 Animazione Sociale compie 40 anni. Un traguardo importante raggiunto grazie a tutti Voi.
La rivista lo festeggera’ rinnovandosi nell’immagine e nei contenuti. Le immagini di Emanuele Luzzati illustreranno le copertine del quarantesimo anno. Nuove rubriche renderanno la rivista piu’ vicina alle esigenze e curiosita’ dei lettori.
In allegato troverete una lettera dedicata a Voi. E una locandina che ci farebbe piacere se poteste appendere nella vostra Organizzazione.
Chi desideri sostenere la rivista puo’ richiedere in redazione volantini promozionali o numeri di rivista da diffondere in corsi o convegni. Siamo grati a chi vorra’ regalare per Natale ad amici o colleghi la nuova Animazione Sociale (clicca qui per compilare la cedola regalo).
A tutti i lettori, grazie e buon 2010.

La redazione di Animazione Sociale

ABBONATI ADESSO (clicca qui per scaricare e compilare la cedola abbonamento rapido, oppure invia un sms. Mentre tu provvedi a pagare, noi ti inviamo gia’ da subito il primo numero di rivista)

PREZZI ABBONAMENTO 2010
Animazione Sociale: Privati euro 45 (biennale euro 81, triennale euro 118) – Enti pubblici, associazioni e cooperative sociali euro 60 (biennale euro 114, triennale euro 163) – Studenti (timbro scuola) euro 34 – Estero euro 70.
Animazione Sociale + Narcomafie: Privati euro 68 – Enti pubblici, associazioni e cooperative sociali euro 78 – Estero euro 98.

MODALITA’ DI PAGAMENTO
- Carta di credito on-line (Visa e Mastercard) collegandosi al sito: https://vpos.bancaetica.com/gruppoabele?campagna=AS1
- Versamento postale su c/c numero 155101 – intestato a Gruppo Abele Periodici – corso Trapani 95 – 10141 Torino – Specificare la causale del versamento.
- Bonifico bancario sul conto Banca Popolare Etica – Iban: IT21 S050 1801 0000 0000 0001 803 – intestato a Associazione Gruppo Abele – Specificare nominativo, indirizzo e causale di versamento.

Animazione Sociale
Gruppo Abele Periodici
corso Trapani 95 – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – animazionesociale@gruppoabele.org
http://animazionesociale.gruppoabele.org

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PSICHIATRIA: FARESANITA’, INDEROGABILE RIFORMA LEGGE 180

PSICHIATRIA: FARESANITA’, INDEROGABILE RIFORMA LEGGE 180

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Istat, L’ospedalizzazione di pazienti affetti da disturbi psichici

L’ospedalizzazione di pazienti affetti da disturbi psichici

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GIAN ENRICO RUSCONI (A CURA DI), Lo Stato secolarizzato nell’età post-secolare

Gian Enrico Rusconi (a cura di)
Lo Stato secolarizzato nell’età post-secolare

Il titolo del volume enuncia il doppio fuoco delle riflessioni in esso sviluppate: secolarizzazione e post-secolarismo. Definire “post-secolare” la condizione delle società occidentali odierne significa riconoscere che esse hanno completato il processo della secolarizzazione storica – in modo irreversibile in particolare per quanto riguarda la neutralità dello Stato, ovvero la sua laicità. Ma il fenomeno della secolarizzazione non ha cancellato la religione, né l’ha rinchiusa rigorosamente nel privato. L’era post-secolare segnala appunto le nuove problematiche sollevate dalle religioni che riconquistano lo spazio pubblico. Secondo alcuni interpreti il post-secolarismo rompe gli equilibri delle religioni tradizionali radicalizzandole e spingendole in direzione di quello che viene genericamente chiamato “fondamentalismo”, coinvolgendo anche la politica. Altri interpreti invece non vedono nel post-secolarismo particolari intensificazioni o rielaborazioni del patrimonio religioso, ma soprattutto la crescente e riconosciuta influenza delle Chiese nella sfera pubblica su temi di etica pubblica. L’analisi è resa ancora più complicata dalla diversità dei contesti nazionali e culturali. Il volume offre l’occasione per mettere a fuoco la pluralità degli impianti analitici e teorici. Diventa così uno strumento indispensabile per capire uno dei fenomeni più qualificanti del nostro tempo.

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Riccardo Muti e i cattivi maestri di PAOLO RUMIZ (Messaggero Veneto e Il Piccolo, 7 dicembre 2009)



In una notte fredda di stelle ho sentito l’inaudita potenza che Riccardo Muti ha spremuto da un’orchestra di giovani italiani l’altra sera al teatro di Udine. Era una messa per defunti, ma paurosamente carica di vita nonostante la presenza della Morte con la M maiuscola. Da non credere: il terribile “Confutatis maledictis” del giudizio pareva una romanza d’amore e il coro sprigionava zampilli di gioia dopo gli assoli funebri del basso. Musica napoletana (Paisiello, secolo XVIII), terrona e geniale, quintessenza dell’Italia migliore, con cui il maestro – in un formidabile contrappasso – ha infiammato una platea di padani, a ricordare che siamo una Nazione.

Ma la cosa più impressionante della serata non era la musica. Era il confronto fra l’età media del pubblico in platea (sui sessantacinque a occhio e croce) e quella dei componenti dell’orchestra giovanile Luigi Cherubini (trent’anni o giù di lì). Mio dio, mi sono detto mentre le luci si spegnevano, ma nelle poltrone ci sono solo vecchiacci come me. E quando ho alzato gli occhi e ho visto che persino il loggione era “geriatrico” allora ho capito che ciò che vedevo, con un tuffo al cuore, era semplicemente la misura demografica dell’imbarbarimento culturale del paese. Era una diserzione generazionale. Trent’anni fa i giovani avrebbero fatto a pugni per conquistarsi uno strapuntino a una serata simile. Ora era tutto finito. Anche se un posto negli ultimi palchi costava meno di uno sballo in discoteca.
E così, tra un Requiem e un Christe Eleison, ho cominciato a pensare alla differenza tra i giovani presenti sul palcoscenico e quelli assenti in sala. I primi erano una confraternita di gioia, incanto, invenzione, follia, ma anche di rispetto, disciplina e senso della gerarchia. Quei ragazzi erano tutto ciò che ci è stato tolto in questi anni di dissipazione. Erano canto, allegria, gusto della condivisione e ciò in un paese che non canta più, si barrica in casa e invoca le ronde contro i forestieri. Fuori da quella sala, invece, c’erano troppo spesso ragazzi soli, abbandonati, curvi su Facebook o a cercarsi come lupi nella notte digitando ululati via sms. Dimenticati da noi nel paese dei balocchi, un mondo artificiale allestito per mascherare il saccheggio. Giovani allo sbando, senza un esempio, una guida. Privati di quello che una semplice e antichissima parola è capace di riassumere. Un maestro.
Ed ecco che in quel teatro, sotto le stelle delle Alpi orientali, il contrappasso si precisava. L’uomo in giacca nera che dirigeva orchestra e coro con il lampo delle sue occhiate e scuotendo la sua chioma brizzolata era appunto l’entità inestimabile che mancava a giovani rimasti fuori al freddo: il Maestro. Non semplicemente un direttore, ma uno che insegna a salvare il salvabile, a resistere allo sfacelo dei tempi. Un costruttore di valori. Lo capivi dai gesti, dall’economia dei movimenti.

Muti non aveva bisogno di sudare e sbracciarsi. A quei ragazzi italiani bastava un’occhiata, come ai Wiener Filarmoniker. La musica era il prodotto di una concentrazione assoluta e gioiosa e il palcoscenico era una splendida raffigurazione di un’arca, salda nel temporale del Diluvio. Giovani strappati all’uragano, all’esilio in terra straniera, al precariato.
Viviamo un tempo che odia i maestri, li sottopaga, li umilia. Non è un caso, perché oggi trionfano i Cattivi Maestri. Li vedi concionare dappertutto in televisione, superpagati, urlanti, volgari, sbracati. Basta uno zapping di cinque minuti per ritrarsi orrificati da schermi digitali pieni di rumore e di nulla. Un nulla e un rumore indispensabili a fare di noi acritici consumatori di porcherie, ebeti divoratori di immondizia allineata sugli scaffali. Per questo si sono distrutti l’incanto, la gioia, la follia, il rispetto, il canto, il gusto di stare assieme. Stiamo diventando animali da cortile, come nella fattoria di Orwell, con la differenza che ai tempi di Orwell esprimevamo una residua capacità di indignarci. Oggi il cattivo maestro ci ha tolto anche questo. Ci ha mutati geneticamente, resi indifferenti allo smantellamento della res publica. Una generazione perduta, forse due.
In camerino, dopo un’ora e quaranta di musica e una salve di applausi come cannonate, Muti si distendeva, rubava una sigaretta proibita e raccontava storie distillando pessimismo, attenuato da una garbata ironia, sull’andazzo dei tempi. «Questa partitura di Paisiello, una meraviglia dimenticata per decenni… Ah, la grande scuola napoletana… ha ispirato i tedeschi… ma noi ovviamente non lo sappiamo… già allora ci vendevamo tutto…». E mentre nei corridoi del “Giovanni da Udine” sentivi il rompete le righe di coristi e orchestrali, allegri come una scolaresca a fine lezioni, Muti sorrideva felice di questi giovani, bravissimi, «capaci di intendere i segnali della mente, senza restare alla superficie del gesto…», talenti che un’Italia matrigna dimentica e spesso condanna all’esilio.
«Ho detto loro: “Ragazzi, guardate che anche dopo queste mie lezioni dovrete continuare a rigar dritto… io vi perseguiterò anche da morto… Sapete, sono brutto da vivo, ma da morto sarò ancora più brutto e verrò a trovarvi per controllare cosa fate…”». Così concionava, mentre la sigaretta faceva salire al soffitto un filo azzurro di fumo e la sua voce baritonale tuonava beffarda come per accrescere lo spavento di quella visione ultraterrena. «Un giorno, durante le prove, mi sono accorto che un orchestrale leggeva un libro per ingannare il tempo tra due interventi distanti una ventina di minuti. Alla prima pausa gli ho detto: “Spero che si tratti del testo latino della messa funebre”. Risposta: “No, maestro, è un libro giallo”. E io: “Peccato che questo la renda insensibile al giallo della morte…”».
A un tratto, in quel camerino del Giovanni da Udine, ho capito. La parola “maestro”, l’unica che Muti accetta come dovuta, non era affatto ornamentale od onorifica, ma maledettamente concreta. Era il riconoscimento di un mestiere che l’Italia ha smesso di onorare. Un mestiere verso il quale, da parte dei giovani dell’orchestra, non vi era paura ma rispetto e intesa. Un rapporto costruito sulle regole, ma anche sulla formidabile empatia della musica. Allora mi son detto: beati quei rari paesi che hanno al governo scrittori, poeti o musicisti. Chissà cosa accadrebbe se, in un attimo di sana follia, l’Italia di questa mia generazione fallimentare delegasse il potere a quei trentenni sul palco. Forse i giovani lasciati soli nella notte fredda avrebbero qualcuno in cui riconoscersi. Ma è proprio questo, temo, che non si vuole.

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La ricchezza delle famiglie italiane – anno 2008, n. 67 – 2009, Banca d’Italia

La ricchezza delle famiglie italiane – anno 2008, n. 67 – 2009
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2009/suppl_67_09.pdf

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Francesca Liberati, Le autonomie funzionali quale espressione del divenire del pluralismo nell’ordinamento italiano – stato – dottrina -

Le autonomie funzionali quale espressione del divenire del pluralismo nell’ordinamento italiano

Francesca Liberati (15-12-2009)

Le autonomie funzionali quale espressione del divenire del pluralismo nell'ordinamento italiano  - stato - dottrina -

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Le autonomie funzionali si configurano come un fenomeno estremamente attuale, se pensiamo che la prima formulazione da parte del legislatore si è avuta con la legge n. 59 del 1997, e quanto mai complesso sia con riferimento alla definizione del loro significato, che alla collocazione all’interno dell’ordinamento.
Allo stesso tempo la problematicità che si cela dietro l’identificazione di questi soggetti di diritto pubblico rappresenta un interessante caso di studio per comprendere processi di transizione all’interno dell’assetto statale. Si cercherà, pertanto, nelle pagine che seguono di ripercorrere l’evoluzione di tale formula organizzatoria attraverso un esame globale del fenomeno nel tentativo di individuarne i caratteri identificativi.
In realtà la questione delle autonomie funzionali è risalente; nel corso degli anni ’20 del secolo appena trascorso tale formula è stata utilizzata per esprimere dei fenomeni di crisi all’interno dell’amministrazione statale e per qualificare successivamente il contenuto organizzativo dell’autonomia attribuita ad enti dello Stato. Tuttavia oggi il suo significato risulta fondato su un contesto politico-istituzionale molto differente e decisamente più complesso, ponendosi come “crocevia delle problematiche politiche, economiche e sociali dei rapporti tra Stato e società civile”…
(segue)

Le autonomie funzionali quale espressione del divenire del pluralismo nell’ordinamento italiano – stato – dottrina -

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V, ROVERSI, L’odio in Rete. Siti ultras, nazifascismo online, jihad elettronica, Il Mulino

il “lato oscuro” del web, la zona d’ombra in cui trova asilo il linguaggio della violenza e del fanatismo, è la triste attualità di queste ore. Sul tema, proponiamo dal nostro catalogo:

V, ROVERSI
L’odio in Rete. Siti ultras, nazifascismo online, jihad elettronica
Contemporanea

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Vladimir Jankélévitch di fronte alla morte, con Enrica Lisciani Petrini, Uomini e profeti, Radio 3

Letture L’unica voltaVladimir Jankélévitch di fronte alla morte con Enrica Lisciani Petrini e Gabriella Caramore.La vita, l’amore e la morte nella visione del filosofo di origine ebriaca Vladimir Jankélévitch, morto a Parigi nel 1985. Guidati dalla studiosa Enrica Lisciani Petrini, approfondiamo in questa puntata la conoscenza del pensiero antidogmantico di Jankelevitch e le sue riflessioni sulla morale e sulla coscienza. Libri: Vladimir Jankélévitch, La morte, a cura di Enri…

[continua]

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Bagni per la terza età

14 Dicembre 2009


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www.terzaeta.com

 

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Ferruccio Fazio nuovo ministro della Sanità

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Difensore Civico


Per “accesso agli atti” si intende, ai sensi della Legge 241/90 e del DPR n. 184 del 12 aprile 2006, il diritto degli interessati a prendere visione e ad estrarre copia di documenti amministrativi in virtù di un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento di cui si chiede l’accesso….

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Donazione organi


La donazione di organi e tessuti è regolamentata dalla Legge n.91 del 1 aprile 1999 e dal decreto ministeriale dell’8 aprile 2000. Attualmente l’art. 23 della stessa legge stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito. Questo significa che a tutti i cittadini viene data la possibilità (non l’obbligo) di dichiarare validamente la propria volontà di donare o meno, in caso di morte, i propri organi e tessuti….

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Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2007-2008

Il 10 dicembre 2009 presso il Ministero della Salute, il ministro Sacconi ed il vice ministro Fazio hanno presentato la “Relazione annuale sulla stato sanitario del Paese”. La Relazione è la sintesi di un processo di cambiamento che mette la persona al centro del sistema salute. Il primo elemento che emerge dalla Relazione è la forte accelerazione delle iniziative in materia di prevenzione. Infatti, oggi, si ritiene essenziale puntare sulla modifica degli stili di vita, lotta al tabagismo e all’alcolismo. In particolare l’Italia, come altri paesi Europei, adotta strategie per migliorare la relazione tra ambiente e salute, perseguendo obiettivi di miglior tutela della salute fisica e mentale, specie per gli adolescenti ed i giovani. Sono state avviate politiche di miglioramento della nutrizione e della sicurezza alimentare delle popolazioni, con particolare riferimento all’infanzia. Al 1° gennaio 2009 si stima che la popolazione residente in Italia abbia superato il traguardo storico dei 60 milioni. L’indice di vecchiaia (cioè il rapporto tra popolazione di ultrasessantaquattrenni e quella con meno di 15 anni) nel 2009 è pari a 143%. Il processo di invecchiamento investe tutte le regioni d’Italia, ma più quelle settentrionali e centrali. Si è passati da una speranza di vita che era (nei primi anni ’90) di circa 74 anni per gli uomini e di 80 per le donne a 78,4 e 84 anni, rispettivamente per gli uomini e per le donne nel 2006. La mortalità infantile è in continua diminuzione dal 2001 al 2006, passando (a livello nazionale) da 4,9 decessi per mille nati vivi del 2001 a 4,1 nel 2006 per i maschi e da 4,2 a 3,2 decessi per mille nati vivi per le femmine, rispettivamente dal 2001 al 2006.

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Laura Cantoni, Un libro per amico | Muoversi Insieme, Stannah

…. Già negli anni scorsi, ad esempio, si sono sviluppate attività per fronteggiare gli handicap fisici alla lettura (non solo propri agli anziani, ma anche a molti giovani): ad esempio, il “Progetto Lettura Agevolata”, un servizio promosso dal Comune di Venezia per consentire la lettura ai disabili della vista, con informazioni sulle diverse metodologie che aiutano alla lettura, books on demand prodotti con tecnologie digitali che permettono di personalizzarne la grafica, banche dati di libri disponibili in modalità alternativa.
Sempre su questo fronte, la casa Editrice Angolo Manzoni già da tempo pubblica volumi in corpo 16 Grandi Caratteri, che con una offerta abbastanza ampia di titoli intende avvicinare i non lettori fra quei 25 milioni di italiani che soffrono di problemi vista. …..

vai all’articolo:

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Il lato oscuro della rete – Corriere della Sera

Co­me ha spiegato Antonio Ro­versi nel libro «L’odio in Rete», il lato oscuro del web «è popolato da indivi­dui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idio­mi utilizzati, parlano tutti, salvo qualche rara ma im­portante eccezione, il lin­guaggio della violenza, del­la sopraffazione, dell’an­nientamento ». Tomas Mal­donado l’aveva già intuito anni fa: «In queste comuni­tà elettroniche cessa il con­fronto, il dialogo, il dissen­so e cresce il rischio del fa­natismo. Web significa Re­te ma anche ragnatela. Una ragnatela apparentemente senza ragno, dove la comu­nicazione, a differenza del­la tivù, sembra potersi eser­citare senza controllo». Ma più libertà di odio è più de­mocrazia? È una tesi dura da sostenere. E pericolosa. Perché, diceva Fulvio To­mizza, che aveva visto il suo piccolo paradiso istria­no disintegrarsi in una fai­da etnica un tempo inim­maginabile, «devono anco­ra inventarlo un lievito che si gonfi come si gonfia l’odio».

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Ma il ferimento di Berlusconi a chi servirà?

L’odio è un sentimento che tie­ne compagnia. Ma nel caso del­la politica può anche risultare conveniente. Prendiamo Di Pie­tro: può crescere nei voti solo in un clima di contrapposizione esasperata. Ieri poco prima del­le 9: «Non intendo associarmi agli ipocriti che vogliono usare questo gesto di violenza folle co­me una spugna su quanto ha fat­to e sta facendo questo gover­no ». Alle 13.06: «Non sono un ipocrita e non vado a trovare Berlusconi». Eccetera. Il partito di Di Pietro, secondo la bella analisi che ne ha fatto in un suo saggio l’onorevole Pisicchio, sa­rebbe nei suoi simpatizzanti una forza moderata, vicina per inclinazioni e stili di vita a quel­li dell’Udc, solo con una minore assiduità alla messa. Se Di Pie­tro non gridasse, Casini lo sur­classerebbe. Perciò grida, e gri­dando soddisfa anche una sua vecchia simpatia per le manet­te. Gridando, oltre tutto, può sperare di raccogliere voti in quell’area che sta all’estrema si­nistra e che non riesce a rassem­blarsi. Si tratta di una percen­tuale del 10-15%, su cui vorreb­be mettere le mani anche Bersa­ni e in questo senso l’uscita in stile dipietresco di Rosy Bindi non sembra lungimirante.

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Massimo Tanzi, “Risvegli” di Oliver Sacks e le emozioni di uno studente di medicina | Muoversi Insieme, Stannah

Fra il 1917 e il 1927, una grave epidemia di encefalite letargica (malattia del sonno) invase il mondo. Circa cinque milioni di persone furono colpite da quel male.Improvvisamente, e in modo misterioso per l’epoca, l’epidemia scomparve come era sopraggiunta.Solo pochi malati sopravvissero, rimanendo in una sorta di perpetuo torpore (Parkinsonismo post-encefalitico).Dal 1969, fino al 1972, il dottor Oliver Sacks somministrò un nuovo farmaco a più di duecento di questi malati al Mount Carmel Hospital di New York. Questo farmaco permise di risvegliarli.Il dottore in questione scrisse successivamente (1973) un libro, “Risvegli”, nel quale racconta le storie di venti di loro, facendosi strada all’interno delle esperienze più remote e inaccessibili dei suoi pazienti, che rappresentano ciascuno un mondo a sé stante, pur avendo vissuto gran parte della vita in un contesto inaccessibile.

vai all’articolo:

“Risvegli” di Oliver Sacks e le emozioni di uno studente di medicina | Muoversi Insieme

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“Italia 1994-2009: i numeri” – ItaliaFutura.it

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Antonio Bellicoso, www.servizisocialionline.it

Ebbene si’, credo sia giunta l’ora di anticiparvi che ai primi di questo mese ho acquistato un dominio e l’ho intitolato www.servizisocialionline.it

Trattasi di un progetto molto ambizioso. Il sito è in fase di realizzazione, ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che sia definitivamente online e abbastanza completo.

Il sito web offre maggiori possibilità rispetto al blog, benchè questo gioiellino (il blog servizi sociali on line) si è abbastanza sviluppato, nonostante i suoi limiti.

Il sito web offre l’opportunità di avere più spazio, e di conseguenze si presta ad ospitare maggiori rubriche; è più facilmente individuabile e più agevole nell’instaurare rapporti di partnership con colleghi e associazioni.

Il sito web, così come l’ho progettato, è destinato a raggiungere due tipi di popolazioni, quella degli assistenti sociali, miei colleghi e quella dei cittadini.

La sezione destinata ai colleghi, così come quella destinata ai cittadini conterrà svariate e variegate rubriche.

Il sito web offrirà spazi nei di interattività con i colleghi e con i cittadini, i primi disporranno anche di un forum, menre i secondi, al momento, inoltreranno le proprie richieste di aiuto, chiarimento, informazioni, storie personali e quant’altro mezzo posta elettronica, sarà poi nostra cura riportare sul sito web le loro comunicazioni togliendo i dati sensibili (indirizzo posta, nomi e cognomi, città di residenza, ecc.) e rispondere loro sia sullo spazio adibito sul sito web che mezzo posta elettronica…sarà poi anche cura dei colleghi dire la loro sulla comunicazione inviataci dal cittadino.

Sarà pure un servizio gratuito, ma l’intento è quello di offrire un servizio altamente professionale, grazie anche al contributo dei colleghi.

Insomma…credo di avervi anticipato già abbastanza. Mio desiderio è che voi cominciate a visitarlo…lo lascerò on line per qualche giorno, poi lo toglierò.

Avrei immenso piacere se i visitatori potessero e volessero, dopo averlo visitato, inviarmi loro commenti all’indirizzo di posta servizisocialionline@libero.it per dirmi loro impressioni, considerazioni, suggerimenti e quant’altro…questo vostro gesto affettuoso mi ripagherebbe dei sacrifici e dell’impegno che ci ho messo fino ad ora nel costruire tutto questo e mi indurrebbe a a trarne ulteriore motivazione nel proseguire nell’intento.

Attenzione, il sito web ovviamente non è affatto terminato, però navigando non vi sarà difficile scoprire quali link potranno attivarsi e condurvi alle pagine web indicate e quali invece non si apriranno perchè mancanti sono le pagine ad essi correlate.

E’ un progetto work in progress…

Colgo l’occasione per ringraziare la mia collaboratrice, D.ssa Imma Machinè che ha già peraltro conquistato la fiducia di svariati lettori i quali ormai scrivono direttamente a lei e ciò mi riempie di orgoglio perchè la D.ssa Imma si sta dando da fare non poco ed è peraltro una stimata professionista.

Allora, il sito web lo si raggiunge cliccando sul seguente url www.servizisocialionline.it

Lo lascio on line per qualche giorno. Attendo i vostri commenti, mi aiuteranno a trovare la giusta motivazione per continuare nel progetto e a perfezionarlo.

Non ci sono esperti in informatica professionisti che mi stanno aiutando a realizzare il sito, ma grazie alle conoscenze personali informatiche che possiedo e con molta molta fatica sto facendo tutto da solo.

Ringrazio pubblicamente l’amico Stefano Taioli che mi ha aiutato con i suoi suggerimenti, trucchi, esperienza e anche lavoro fisico nel mettere in piedi il sito web.

Scusate se l’ho fatta lunga, attendo i vostri commenti.

Dott. A.Bellicoso

pubblicato qui:

www.servizisocialionline.it

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Finanza pubblica, fabbisogno e debito, n. 65 – 2009 , Bancaditalia.it

Finanza pubblica, fabbisogno e debito, n. 65 – 2009
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/pimefp09/sb65_09/suppl_65_09.pdf

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L’insopportabile peso della vita: analisi statistica sui suicidi, in QuerciaBlu

Suicidi e tentativi tra la popolazione di 65 anni e più (fonte: dati Istat)

Italia suicidi 65+ tentativi di suicidio 65+
anno M F MF %IT M F MF % IT
2003 * 1.072 378 1.450 35,5%
2004
2005 778 276 1.054 36,4% 228 179 407 12,3%
2006 886 252 1.138 37,1% 222 144 366 11,1%
2007 795 253 1.048 36,6% 215 154 369 11,4%
2008 746 228 974 34,4% 210 147 357 10,7%

- Nota * : fonte OMS/WHO – M=maschi, F=femmine.


MOVENTE MF F M
Malattie 532 140 392
- Fisiche 206 28 178
- Psichiche 326 112 214
Motivi affettivi 56 9 47
Motivi d’onore 2 0 2
Motivi economici 18 3 15
Non indicato 366 76 290

Italia 2008 – popolazione 65 +

L’insopportabile peso della vita

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Legge Finanziaria 2010: il testo approvato dalla Commissione Bilancio

Disegno di legge approvato dalla Commissione bilancio 07.12.2009 n° 2936-A
E’ composta di soli due articoli (per un totale di 247 commi) il testo della Finanziaria per il 2010 approvato dalla Commissione Bilancio il 7 dicembre 2009 e all’esame del …
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Resilienza e depressione, in QuerciaBlu.it

… è con la vecchiaia che la resilienza diventa  fragile, per molte ragioni fisiche e psicologiche, e richiede un diverso supporto dall’esterno.

Questa capacità di resistere e di non spezzarsi è personale (esperienza, educazione) ma è sempre condizionata dai rapporti interpersonali, dal contesto familiare e sociale in cui viviamo. Con l’invecchiamento  le relazioni diminuiscono perché vengono a mancare le persone e le occasioni.  Inoltre l’anziano perde rapidamente  il suo ruolo nella società quando non è più produttivo secondo le regole di mercato. A ciò si aggiunge l’isolamento e l’abbandono in cui è lasciato soprattutto nelle grandi aree urbane. E così accade che la scarsa resilienza porti l’anziano ad una maggiore esposizione verso la depressione, la demenza o peggio …

l’intero articolo qui:

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Muore l’economista Paul Samuelson

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Barbara Spinelli Le istituzioni più forti degli uomini

Non è escluso che dal grande chiasso che regna ai vertici del governo nasca, taciturno ma testardo, un attaccamento più intenso degli italiani alle istituzioni e alla carta costituzionale su cui poggiano le istituzioni. Il politico che se ne sente ingabbiato e vuole liberarsene continuerà magari a esser applaudito, per la spavalderia che esibisce e per il ruolo di vittima che recita. Ma in parallelo con questo consenso, fatto di adorazione e indolenza, è probabile che si rafforzi proprio la pianta che il leader vorrebbe disseccare: la pianta, rara in Italia, che quando attecchisce dà come frutto il senso delle leggi e dello Stato.

leggi l’intero articolo:
Le istituzioni più forti degli uomini

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Mario Alcaro, Romeo Bufalo, Monica Candreva, Eugenio Lecaldano, Guido Liguori, Sebastiano Maffettone, Mario Quaranta, Giuseppe Semerari, Giuseppe Spadafora e Aldo Visalberghi, John Dewey oggi (Abramo, pp. 198, € 14,98)


Zoom immagine L’attività di Dewey:
idee democratiche
e di sicuro attuali

di Rosina Madotta
Da Abramo, una raccolta di riflessioni
racchiude la modernità del pensatore

Dieci esperti in diversi campi del sapere si sono confrontati in un convegno – tenutosi presso l’Università della Calabria – su John Dewey, uno dei più rilevanti studiosi del Novecento. L’incontro ha suscitato un’ampia partecipazione e un vivo interessamento, tanto da fare ipotizzare l’inizio di una nuova fase di rivalutazione del pensiero del filosofo e pedagogista statunitense.

Mario Alcaro, Romeo Bufalo, Monica Candreva, Eugenio Lecaldano, Guido Liguori, Sebastiano Maffettone, Mario Quaranta, Giuseppe Semerari, Giuseppe Spadafora e Aldo Visalberghi sono stati i relatori che, con le loro ricerche e riflessioni, hanno contribuito – in primis nel mondo accademico – ad approfondire il pensiero, l’opera e la figura di Dewey.

Gli atti del convegno hanno dato origine ad una pubblicazione, John Dewey oggi (Abramo, pp. 198, € 14,98)

Bottega Scriptamanent

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Gli Assistenti Sociali portano via i bambini… su ServiziSocialionline

….

Prima che un minore venga allontanato dai propri genitori un pool di operatori di servizi ed istituzioni diverse allestiscono delle indagini psico-sociali, effettuano delle perizie, sentono i diretti interessati e soltanto al termine di questi, a volte lunghi, procedimenti emettono un orientamento che si tradurrà successivamente in un provvedimento a cura del Tribunale per i Minorenni.

In genere tutto parte da una segnalazione ..

l’intero articolo qui:

Gli Assistenti Sociali portano via i bambini… su ServiziSocialionline

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A tutti coloro che si apprestano a superare un concorso pubblico per assistenti sociali collaboratori D1

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Un sito web sempre aggiornato sui bandi di concorsi pubblici per assistenti sociali

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Patrizia Pederzoli La Corte costituzionale

La Corte costituzionale
Un’istituzione non elettiva può sbarrare la strada a maggioranze politiche legittimate dall’investitura popolare? Potere di veto contro potere di voto: questo, in estrema sintesi, l’apparente paradosso che caratterizza le corti costituzionali. D’altra parte, se le democrazie accettano dei “cani da guardia” per proteggere il proprio patto fondante, devono poi mettere in conto l’eventualità di essere “morse” da quegli stessi guardiani. È su questo sfondo che il volume si propone di stabilire fino a che punto il ruolo della Corte costituzionale italiana sia veramente sottratto al principio maggioritario, se sia propenso all’attivismo o alla moderazione, assertivo o incline alla deferenza verso il legislatore. Nonostante la particolare complessità della materia – l’arco temporale in esame attraversa buona parte della storia repubblicana; la mole delle decisioni prodotte copre l’intera gamma delle politiche pubbliche; le competenze della corte vanno dal giudizio sulle leggi ai conflitti tra poteri dello stato; i processi di decisione si svolgono nel segreto della camera di consiglio – emerge da questo studio il nitido profilo di un’istituzione cardine della Repubblica.

insegna Organizzazione e comportamento giudiziario e Sistemi giudiziari comparati nell’Università di Bologna, Facoltà di Scienze politiche “Roberto Ruffilli”, sede di Forlì. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “La democrazia giudiziaria” (Il Mulino, 1996) e “La magistratura nelle democrazie contemporanee” (Laterza, 2002), entrambi con C. Guarnieri.

Pubblicazione online: 2009
Isbn edizione digitale: 978-88-15-14105-7
DOI: 10.978.8815/141057

Pubblicazione a stampa: 2008
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-12691-7
Collana: Studi e Ricerche
Pagine: 288

Darwinbooks: La Corte costituzionale

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Quale futuro per le politiche sociali in Italia. Quale ruolo delle organizzazioni sociali, Jesi, 27 marzo 2010 – Trentennale Gruppo Solidarietà

Jesi, 27 marzo 2010  - Trentennale Gruppo Solidarietà

Quale futuro per le politiche sociali in Italia. Quale ruolo delle organizzazioni sociali

 www.grusol.it/eventi/27-03-10.pdf


www.grusol.it/eventi/27-03-10.pdf

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Essere anziani in Italia: pubblicato un dizionario sociosanitario(Centro Maderna)


Gli anziani e coloro che li accudiscono si trovano spesso ad affrontare tre classi di problemi. Anzitutto, queste persone sono in genere poco informate sulla reale ampiezza dei servizi disponibili nelle diverse situazioni di bisogno che si possono loro presentare. In secondo luogo, la rete dei servizi sociosanitari costituisce un complesso arcipelago, in cui non è sempre facile orientarsi.
Infine, la terminologia utilizzata nel settore è spesso di difficile comprensione per i non addetti ai lavori.
Questo manuale aiuta a superare questi problemi di vita ordinaria e fornisce elementi alla valutazione delle possibili scelte. I suo primi destinatari sono pertanto gli anziani, i loro famigliari e i badanti. Esso però è stato pensato anche per tutte le categorie di soggetti che, a vario titolo, intervengono nell’organizzazione ed erogazione dei servizi sociali e sociosanitari: operatori; medici e infermieri; aderenti alle associazioni di ascolto, tutela e volontariato; funzionari della Pubblica Amministrazione; gestori e direttori di servizi per anziani; rappresentanti sindacali, assessori, ecc.
(Dalla quarta di copertina)

Antonio Monteleone, “Essere anziani in Italia. Dizionario sociosanitario essenziale di situazioni & parole”, Edizioni Ares, Milano, 2009, pp. 448, euro 28

Leggi il primo capitolo con l’elenco delle voci trattate nel dizionario

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Giuseppe Benvegnù-Pasini e Tiziano Vecchiato, Famiglie in salita. Rapporto 2009 su povertà ed esclusione sociale in Italia, Fondazione Zancan

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Meglio affittare che comprare casa, in Blog Cordef

è quello che stanno pensando (e facendo) molti americani che, invischiati in mutui di importo superiore al valore della casa in cui abitano, decidono di lasciar perdere e diventare inquilini. Questo è quanto leggo in American Dream 2: Default, Then Rent (di Mark Whitehouse, Wall Street Journal, 10.12.2009).

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Jugo: l’autostop che funziona.

Jugo: l’autostop che funziona.

In questa newsletter siamo felici di parlarvi di Jungo, il nuovo sistema di mobilità urbana ed extraurbana agile che “sfrutta” il flusso naturale di automobili già in movimento (diversamente dal car-sharing e dal carpooling che invece sfruttano auto precedentemente ‘prenotate’).  È oggi  allo studio un  primo esperimento pilota, che si spera dia il via al vero movimento. La mission di Jungo: ridurre le auto creando un mezzo ‘open source’, a diffusione generale, autoregolato, eco-sostenibile. E anche allegro!
La strategia è quella “della pulce” (che salta da un’auto all’altra, utilizzando a proprio favore le direzioni dell’automobilsta che dà il passaggio)… questa strategia libera la “solidarietà latente” insita in molte persone, ed è adatta a menti spigliate. Il movimento conta già quasi mille aderenti, e ha referenti locali in 11 città del Nord Italia.
L’utente quindi, come una pulce, ‘salta’ da una macchina all’altra; tutti gli utenti registrati sono abilitati all’imbarco reciproco estemporaneo (cioè ‘a vista’); il sistema funziona quindi apparentemente come un autostop, ma non è un autostop perché non ne ha le controindicazioni.
Quando l’utente si presenta su una direttrice viaria, esibendo la ‘card’ nominativa, questo significa per tutti tre cose: “chiedo un passaggio su questa direzione; voglio pagare; sono tranquillo”.
Il rilascio della ‘card’ al richiedente è infatti subordinato al superamento di una precisa procedura di controllo sulla persona, rigorosa ma standardizzabile. Il concorso di ulteriori accortezze aumenta esponenzialmente la sicurezza reciproca del passaggio.
Al termine della tratta il passeggero rimborsa il pilota con un ticket, prefissato da Jungo: quindi il vantaggio
economico è bilaterale. Con uno o più passaggi in stile ‘Jungo’, l’utente può ridurre l’utilizzo della propria auto, i costi e i tempi connessi alla ricerca di un parcheggio,il fastidio di guidare… e fare ogni giorno nuove conoscenze!
Benvenute le buone idee!!!
Per informazioni, visitate il portale www.jungo.it


www.jungo.it

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CoHousing, Milano

COSYCOH: 8 appartamenti in affitto con opzione di acquisto (ma affrettatevi)

In molti avevate chiesto un progetto di cohousing in affitto… Al più presto… Adesso c’è!
COSYCOH  è il primo progetto di cohousing in affitto in Europa: giovane e allegro, in città, con tutte le comodità vicine (in Via Ripamonti) ma in una via senza traffico sotto casa e senza rumore (Via Alamanni 20).
10€/mq per i primi 4 anni di locazione(con opzione di acquisto a favore dei conduttori esercitabile dal secondo al quarto anno), in cohousing, con una bellissima sala comune di 65 mq  al quinto piano e una splendida terrazza da godersi nel periodo estivo… Un sogno, a Milano! Ma non per gli otto fortunati che ci andranno a vivere. A Cosycoh hanno già prenotato le loro casa delle giovani coppie, alcune con bambini piccoli: questo è insomma un cohousing a dimensione di famiglia giovane!!! Otto gli appartamenti disponibili in totale, solo 4 quelli ancora disponibili (e ancora per poco)…
Il cantiere è nelle sue fasi conclusive (gli appartamenti, nuovi e non arredati, saranno consegnati il 1 aprile 2010), la progettazione partecipata comincerà a febbraio 2010.
Se dunque siete dei giovani con meno di 36 anni, questa è la vostra occasione! Non c’è tempo da perdere: la possibilità di vedere Cosycoh e di prenotare il proprio appartamento ci sarà solo nei giorni: mercoledì 16 dicembre e venerdì 18 dicembre alle ore 13.00. Per visitare il cantiere è necessario prenotare la propria visita: manifestate perciò il vostro interesse alla pagina dedicata al progetto all’indirizzo http://cohousing.it/cosycoh/ . Riceverete una email di conferma contenente il prospetto informativo e una telefonata che vi confermerà l’appuntamento per vedere Cosycoh.  Non perdete questa occasione, gli ultimi quattro appartamenti saranno affittati entro Natale (e non ci capiterà un’altro progetto come questo nei prossimi mesi)… è un regalo da mettere sotto l’albero!

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Anatomia del terrore. Colloquio con Guido Olimpio – Sergio Romano – Guido Olimpio, Rizzoli

In questo nuovo saggio Sergio Romano – stimolato dalle domande e dalle osservazioni di un inviato “sul campo”, Guido Olimpio – riflette sulle peculiarità dei tre tipi fondamentali di terrorismo: quello politico-sociale, che vuole ribaltare l’ordine costituito; quello nazionalista o regionalista, che afferma con la violenza un’identità etnica; e infine quello mistico-religioso, che annuncia un mondo perfetto, giustifica le azioni più violente, promette la salvezza eterna dei combattenti e incoraggia il loro sacrificio. È una tripartizione sommaria, ma ha uno scopo essenziale: evitare che tutto venga amalgamato in una stessa grande categoria.

Anatomia del terrore. Colloquio con Guido Olimpio – Sergio Romano – Guido Olimpio, Rizzoli, 9788817004053

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SESTO PUNTO IL PRATO IN VERTICALE – TECOLOGY

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Altri due cristiani in meno [Zakor]

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I minareti svizzeri secondo Ayaan Hirsi Ali – [ Il Foglio.it › Zakor ]

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L. Brizzi, C. Cannoni, SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE E MEDICINA LEGALE Maggioli Editore – Novità dicembre 2009 Pagine 150

NOVITA’ DICEMBRE 2009

Manuale
per assistenti sociali

SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE E MEDICINA LEGALE

• Legge 104/92
• Legge 68/99
• Commissioni
medico-legali integrate

SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE
E MEDICINA LEGALE

Da quando gli assistenti sociali – come da Legge 104/92 – sono chiamati a partecipare alle commissioni medico integrate e ad esprimere valutazioni inerenti la condizione di handicap e di disabilità, si è in grado di determinare menomazioni e svantaggi anche nell’ottica del disagio, condizione che solitamente non rientra nel normale bagaglio culturale del professionista medico.

Esauriente
valutazione su disabilità e handicap per i risvolti sociali che le problematiche sanitarie determinano nella persona svantaggiata e nella famiglia, questo nuovo volume è l’unico a fornire strumenti di orientamento ai professionisti nel loro agire quotidiano in ambito medico legale.

Approfondisce la normativa vigente in tema di handicap e disabilità sotto il profilo accertativo ed operativo, espone le tematiche inerenti le finalità e gli obiettivi delle Leggi 104/92 e 68/99, le loro applicazioni, ma anche i benefici connessi alle norme e i percorsi attivabili d’integrazione sociale e lavorativa, riserva ampio spazio al ruolo del professionista.

Testo completo e funzionale, analizza nel dettaglio i modelli teorici di riferimento, le applicazioni operative, il ruolo del servizio sociale nella fase di accertamento medico-legale, la costruzione di linee guida (protocolli e indicatori):

1.
Il servizio sociale professionale in ambito sanitario.
2.
Il sistema di classificazione della salute ICF.

3.
Le attività della medicina legale.

4.
La legge quadro sull’handicap: n. 104/1992.

5.
La legge sul collocamento mirato: n. 68/1999.

6.
La valutazione sociale nelle Commissioni medico-legali.

7.
Percorso rielaborativo del ruolo dell’assistente sociale all’interno delle Commissioni medico legali integrate.

8.
CMVP e valutazione sociale.

L. Brizzi, Assistente sociale specialista, responsabile del Centro Diurno Disabili, componente della Commissione medico legale integrata Az. USL 8 di Arezzo, segretario nazionale del SUNAS (Sindacato Unitario Nazionale Assistenti Sociali), consigliere dell’Ordine regionale della regione Toscana.
C. Cannoni, Assistente sociale di una Zona Socio Sanitaria della provincia di Arezzo.

Per ricevere subito
SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE E MEDICINA LEGALE
Maggioli Editore – Novità dicembre 2009
Pagine 150 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5271.0
Euro 18,00 anziché Euro 20,00
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Censis, Il sistema di welfare in Rapporto Censis 2009

Il sistema di welfare
in Rapporto Censis 2009
Censis

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IL DISCORSO DI BARACK OBAMA AD OSLO PER IL RITIRO DEL PREMIO NOBEL (da La Stampa)

da IL DISCORSO DI BARACK OBAMA AD OSLO PER IL RITIRO DEL PREMIO NOBEL (da La Stampa)

Dobbiamo riconoscere la dura verità: non potremo sradicare durante la nostra vita i conflitti violenti. Ci saranno momenti in cui le nazioni – individualmente o in concerto con altre – troveranno che l’uso della forza non è solo necessario ma moralmente giustificato. Faccio questa affermazione con in mente quello che Martin Luther King disse in questa stessa cerimonia anni fa: «La violenza non porta mai a una pace permanente. Non risolve i problemi sociali, ne crea solamente di nuovi e più complicati».”

tutto il discorso qui:

ALTRI MONDI

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GIAN ENRICO RUSCONI (A CURA DI), Lo Stato secolarizzato nell’età post-secolare

Gian Enrico Rusconi (a cura di)
Lo Stato secolarizzato nell’età post-secolare

Il titolo del volume, “Lo Stato secolarizzato nell’età post-secolare”, enuncia il doppio fuoco delle riflessioni in esso sviluppate: secolarizzazione e post-secolarismo. Definire “post-secolare” la condizione delle società occidentali odierne significa riconoscere che esse hanno completato il processo della secolarizzazione storica – in modo irreversibile in particolare per quanto riguarda la neutralità dello Stato, ovvero la sua laicità. Ma il fenomeno della secolarizzazione non ha cancellato la religione, né l’ha rinchiusa rigorosamente nel privato. L’era post-secolare segnala appunto le nuove problematiche sollevate dalle religioni che riconquistano lo spazio pubblico. Secondo alcuni interpreti il post-secolarismo rompe gli equilibri delle religioni tradizionali radicalizzandole e spingendole in direzione di quello che viene genericamente chiamato “fondamentalismo”, coinvolgendo anche la politica. Altri interpreti invece non vedono nel post-secolarismo particolari intensificazioni o rielaborazioni del patrimonio religioso, ma soprattutto la crescente e riconosciuta influenza delle Chiese nella sfera pubblica su temi di etica pubblica. L’analisi è resa ancora più complicata dalla diversità dei contesti nazionali e culturali. Il volume offre l’occasione per mettere a fuoco la pluralità degli impianti analitici e teorici. Diventa così uno strumento indispensabile per capire uno dei fenomeni più qualificanti del nostro tempo.

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