Intervista a Vito Mancuso su “La vita autentica”, Asia

Intervista a Vito Mancuso su “La vita autentica”

Clicca qui per vedere l’intervista.

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Senato, ddl n. 1880, di cui è iniziata ieri la discussione, recante misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi,

La seduta antimeridiana dell’Assemblea ha avuto carattere interlocutorio. All’esito della Conferenza dei Capigruppo, infatti, il Presidente Schifani ne ha annunciato le deliberazioni in merito al ddl n. 1880, di cui è iniziata ieri la discussione, recante misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Aula ::Seduta n.310 (Mercoledì 13 gennaio 2010): Comunicato di fine seduta

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Gini Paola, Giunta Maria Gabriella, Longoni Beatrice, IL PROBLEMA ALCOL comprendere e aiutare chi beve troppo, CEA Casa Editrice Ambrosiana. Scheda Acquisto

IL PROBLEMA ALCOL
Comprendere e aiutare chi beve troppo

P. Gini, B. Longoni

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Indice

copertina Isbn 978-8808-18444-3
2010
224 pagine
19,6×27 cm
brossura
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•••• DESTINATARI

Operatori sanitari, operatori sociali, volontari impegnati in servizi socio-sanitari, insegnanti e chiunque sia interessato al problema del bere eccessivo.

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•••• AUTORE/I

Paola Gini (medico), Maria Gabriella Giunta (assistente sociale) e Maria Raffaella Rossin (psicologa)

Lavorano presso l’ASL di Milano e hanno un’esperienza pluriennale nell’aiuto e nella cura di persone e famiglie con problemi alcol-correlati. Maria Raffaella Rossin coordina l’attività alcologica nel Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Milano ed è Presidente della sezione lombarda della Società Italiana di Alcologia.

Beatrice Longoni (assistente sociale specialista)

Libera professionista, dal 1988 si occupa di formazione per varie figure professionali dei servizi socio-sanitari e socio-educativi. Per la Casa Editrice Ambrosiana è autrice e curatrice di manuali di formazione.

Prefazione di Emanuele Scafato

Società Italiana di Alcologia, Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore di Sanità

E’ possibile scaricare il PDF della prefazione di Emanuele Scafato

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•••• CONTENUTI

Il bere eccessivo è un problema diffuso, ma ancora sottovalutato e poco conosciuto; esprime un dolore non compreso ed è causa di sofferenza per le persone, le famiglie, il contesto sociale di vita.

Per poter aiutare, è indispensabile comprendere; sia la comprensione che l’aiuto necessitano di uno sguardo multidisciplinare integrato: medico, psicologico, sociale. Questo libro è frutto della collaborazione di un gruppo di professioniste con un’esperienza pluriennale nel lavoro in servizi alcologici e nella formazione di operatori di varia professionalità. Può essere utilizzato come manuale di formazione o come testo di consultazione.

Operatori sanitari, operatori sociali, insegnanti e chiunque sia interessato al problema del bere eccessivo potranno trovarvi dati epidemiologici, nozioni teoriche, spunti di riflessione, testimonianze, strategie e indicazioni operative, informazioni sui servizi specialistici e sui gruppi di auto-aiuto, suggerimenti pratici: tutto quanto è necessario per conoscere, comprendere ed essere in condizione di aiutare in modo competente ed efficace.

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•••• ANTEPRIMA

É possibile scaricare dal seguente link il file in formato PDF di alcune parti significative del volume:

http://www.ceaedizioni.it/pdf/84443prefazione.pdf

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•••• INDICE

Parte I, Il problema: Per cominciare: uno sguardo socio-culturale ed epidemiologico – Le bevande alcoliche: definizioni e caratteristiche – Il percorso dell’alcol nell’organismo – Quanto bere e quando bere – Chi sono i bevitori – Alcolismo e comorbilità (disturbi psichiatrici, anoressia e bulimia, dipendenza da altre droghe, gioco d’azzardo patologico) – Gli effetti dell’abuso alcolico, dal punto di vista biologico – Lo stile di vita disfunzionale e le sue conseguenze (problemi sul lavoro, con la giustizia, nella guida di veicoli ecc.) – Perché la dipendenza – Il dolore dell’alcolista e dei familiari – Le dinamiche familiari e di coppia: alcune storie di alcolisti.

Parte II, Le risposte possibili: Dalla dipendenza all’autonomia – Trattamenti possibili e luoghi di cura (trattamento in un servizio alcologico territoriale, in ospedale, in centro diurno, in day hospital, in comunità terapeutica ecc.) – I gruppi di auto-aiuto (Alcolisti Anonimi e Club Alcolisti in Trattamento) – Il ruolo della famiglia nell’astinenza e la ricaduta alcolica – La relazione fra l’operatore e l’alcolista: consigli pratici.

Parte III, La “cassetta degli attrezzi”: Gli istituti giuridici di tutela dell’incapace (interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno) – Alcuni strumenti di lavoro specifici (test di screening, diario alcologico ecc.) – Per saperne di più (libri, film, siti Internet e numeri telefonici utili). Siglario. Bibliografia.

È possibile scaricare dal seguente link l’indice generale dettagliato del volume:

http://www.ceaedizioni.it/pdf/84443indice.pdf

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Arjo, Soluzioni per l’assistenza integrate

Soluzioni per l’assistenza integrate

ArjoHuntleigh offre una più ampia gamma di soluzioni integrate per persone con mobilità ridotta e annesse condizioni con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la qualità dell’assistenza in tutti gli ambienti di assistenza e cura.
Una più ampia gamma di soluzioni è ora disponibile per assistere clinici, migliorare l’ambiente di lavoro per il personale ed innalzare i risultati clinici.

Il portfolio di prodotti comprende attrezzature, dispositivi medici e sistemi completi nelle interrelate aree come.

Soluzioni per l’assistenza integrate

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Bocchi SpA Milano | Ausili per disabili | Vasche per anziani e disabili | Sanitari per disabili | bagni per collettività | anziani | disabili

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L’estratto conto assicurativo – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro

L’estratto conto assicurativo riassume in una tabella, composta da più voci, tutti i contributi che risultano registrati negli archivi dell’Inps a favore di ciascun assicurato. È la fotografia della vita lavorativa di una persona.Il lavoratore iscritto all’Inps, in qualsiasi momento, può richiederlo presso qualunque Sede dell’Inps, presso glisportelli automatici self-service o collegandosi al sito www.inps.it.Nell’estratto conto si possono trovare i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria, figurativa e da riscatto.Se l’estratto conto è esatto, bisogna solo conservarlo. Se, al contrario, dovesse contenere discordanze o inesattezze è necessario comunicare tempestivamente all’Inps le eventuali variazioni

L’estratto conto assicurativo – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro

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Le Associazioni temporanee di imprese (A.T.I.) – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro

L’Associazione temporanea tra imprese (A.T.I.) è un raggruppamento temporaneo e occasionale tra imprese per lo svolgimento di un’attività, limitatamente al periodo necessario per il suo compimento.L’associazione temporanea consente a più imprese di partecipare ad una procedura di affidamento di un ente pubblico

Le Associazioni temporanee di imprese (A.T.I.) – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro

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Linee di indirizzo per l’assistenza ai minori sottoposti a provvedimento dell’Autorita’ giudiziaria, accordo 26 novembre 2009

Nella G.U. n. 2 del 4/1/2010 e’ pubblicato l’accordo 26 novembre 2009 concernente: Accordo, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sul documento proposto dal Tavolo di consultazione permanente sulla sanita’ penitenziaria recante: «Linee di indirizzo per l’assistenza ai minori sottoposti a provvedimento dell’Autorita’ giudiziaria».

accordo 26 novembre 2009

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Congedi retribuiti di due anni concessi ai lavoratori dipendenti per l’assistenza ad alcuni familiari con handicap grave (art. 42, Decreto Legislativo 151/2001).

Il sito www.handylex.org ha predisposto un nuovo servizio di risposta automatica sul tema dei congedi retribuiti di due anni concessi ai lavoratori dipendenti per l’assistenza ad alcuni familiari con handicap grave (art. 42, Decreto Legislativo 151/2001).

Attraverso la compilazione di alcune semplici risposte, il servizio genera una indicazione sulla sussistenza o meno del diritto a quel beneficio e sulle eventuali modalità di fruizione, consentendo ai nostri utenti di orientarsi meglio nel “labirinto” di norme e disposizioni amministrative.

Il servizio è disponibile all’indirizzo:
http://www.handylex.org/cgi-bin/congedi_retribuiti_risponditore

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Finanza pubblica, fabbisogno e debito, n. 3 – 2010, Banca d’Italia

Finanza pubblica, fabbisogno e debito, n. 3 – 2010

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Classifica governi locali

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RIFORMA/ Cosa cambia col federalismo demaniale?

La scorsa settimana il Consiglio dei Ministri ha approvato il primo decreto di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, che incomincia quindi a diventare realtà. E si parte dal demanio pubblico che verrà distribuito dallo Stato agli enti territoriali

(Pubblicato il 21/12/2009)
RIFORMA/ Cosa cambia col federalismo demaniale?

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Claudio Risé, Capitalimo, recessione criminalità, da “Il Giornale”, 9 gennaio 2010, www.ilgiornale.it

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 9 gennaio 2010, www.ilgiornale.it

Con la recessione aumentano (negli Stati Uniti e altrove) poveri e disoccupati, ma crollano i crimini. Con grandissimo stupore di criminologi e sociologi che fin dai primi licenziamenti del 2008 avevano previsto il contrario. In realtà, negli Usa, con più di 7 milioni di posti di lavoro persi, il livello di criminalità è arrivato al punto più basso da cinquant’anni.
Il Wall Street Journal ha dedicato all’evento una pagina, decretando la morte di una delle teorie sociologiche più diffuse, che spiega come la causa della criminalità siano l’ineguaglianza dei redditi e la povertà. È accaduto invece che ineguaglianze e livelli di povertà sono aumentati, e i crimini diminuiti. Come mai?
Perché la teoria: povertà uguale criminalità, era sbagliata …

Non solo però per muovere guerra, ma anche per delinquere, ci vogliono soldi, energie. ….. Se la ricchezza si contrae, anche l’azienda-crimine riduce le attività.

Anche il terrorismo internazionale, che costa un mucchio di soldi, ha potuto svilupparsi quando i Paesi che lo ispirano hanno cominciato a disporre di ingenti capitali, tanto da poterli buttar via. Quando non c’erano i petrodollari il terrorismo era affidato a qualche anarchico, che in genere pagava di tasca sua singoli attentati a sfortunati sovrani, recandosi in terza classe sul luogo del delitto.
E i poveri, allora? I poveri non c’entrarono mai nulla, con l’incremento del crimine. …

Certo, i poveri cercano di diventare ricchi, ma raramente perdono la testa quando devono fare un passo indietro, in una condizione già nota, e di cui riconoscono la dignità (in genere sconosciuta all’intellettuale radical-borghese che la filtra attraverso i propri sensi di colpa).
Si sa da tempo: il popolo è più onesto e più coraggioso dei suoi paladini.

in:

Fonte: [Il Giornale]

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Claudio Risè, Maternità e lavoro

… Il fatto è che si è fatta strada nelle donne, ma prima ancora nel modello presentato da media e dibattiti pubblici, l’idea che l’impegno professionale, e l’attività di crescita dei bambini siano due lavori equiparabili. Coi loro classici parametri professionali: obiettivi, capacità di raggiungerli, tempi impiegati, costi, ricavi. Di qui frustrazioni infinite per le mamme.
Con i figli, infatti, gli obiettivi si rivelano difficili da ottenere in tempi stabiliti. I bambini sono spesso riluttanti a collaborare. Soprattutto però, diversamente dal lavoro, la cura materna è piena di aspetti non calcolabili: malattie, interazioni con altri (bimbi, i loro genitori, i propri stessi familiari, gli educatori), che rappresentano variabili imprevedibili, a differenza dell’ufficio, dove si è tenuti a comportamenti più o meno standard.
Il fatto è che stare e crescere i bambini è una situazione completamente diversa dalla professione. Il lavoro è caratterizzato dal fare: si compiono delle operazioni, sulla base delle proprie competenze, per ottenere risultati concreti: aumenti di stipendio, carriera, visibilità, prestigio. Accogliere e crescere i bambini ha invece al proprio centro non un fare, ma un essere: essere con loro, per loro, trasmettergli questa consapevolezza, su cui si fonderà poi tutta la loro sicurezza nello stare con gli altri, nella società (gli altri bambini, gli educatori, i maestri).
Nell’essere con i bambini (non il «lavorare» per loro), ogni risultato dipende innanzitutto da quanto pienamente tu sei con loro, ed essi lo percepiscono. Se il bimbo avverte con certezza la sensazione che tua madre è con te, ti ama per come sei e non a seconda di quanto ti mostri plasmabile dalle sue richieste, ogni problema prima o poi si risolve …

vai a:
Maternità e lavoro

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Primo sondaggio del 2010: Lega Nord al 10,6% dei consensi.

PoliticaLink
12.01.2010

Tendenza

Lorien Consulting

07.01.2010

Digis / Sky Tg24

11.01.2010

Crespi ricerche

11.01.2010

37,9 %

-

35,4 % 39,0 % 39,5 %

10,6 %

+

12,2 % 10,0 % 9,8 %

1,2 %

+

- 1,0 % 1,5 %

28,6 %

-

28,2 % 28,5 % 29,0 %

7,0 %

+

7,0 % 7,5 % 6,9 %

6,5 %

+

6,5 % 7,0 % 6,0 %

1,8 %

+

2,5 % 1,5 % 1,2 %

1,2 %

+

1,1 % 1,0 % 1,5 %

2,0 %

-

2,7 % 2,0 % 1,2 %

-

=

- - -

1,7 %

+

1,3 % 1,3 % 2,5 %

0,5 %

+

- - 0,5 %

Sondaggi: “boom” della Lega che supera il 10%, lieve calo per Pdl e Pd, stabile l’Udc.

da Servizi

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Fondazione Rodolfo DeBenedetti , Indagine sull’immigrazione nelle città italiane, 21 Settembre 2009


Indagine sull’immigrazione nelle città italiane

Indagine EBRD

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ISTAT, popolazione residente straniera

In Italia la popolazione residente straniera (poco meno di 4 milioni di persone) rappresenta al 1° gennaio 2009 il 6,5 per cento del totale dei residenti ed è più che raddoppiata tra il 2001 e il 2008. Nello stesso periodo i valori del tasso migratorio estero passano da 3,0 a 7,5 ogni mille abitanti. La forte crescita della presenza straniera, registrata negli ultimi anni anche per effetto delle procedure di regolarizzazione degli immigrati irregolari adottate dal nostro Paese, fa sì che il fenomeno attualmente manifesti un’incidenza confrontabile con quella di altre importanti paesi europei, storicamente caratterizzati da consistenti e consolidati flussi migratori in ingresso.

Dettaglio scheda

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ISTAT, “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”

“Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Il prodotto arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la proposta di indicatori, aggiornati e puntuali, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alla qualità della vita, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente, alle tecnologie e all’innovazione.

Gli indicatori, raccolti in 112 schede e distribuiti su 18 settori di interesse, si possono consultare in modo ragionato per settori e per singole schede, scaricare su un foglio elettronico, approfondire con i link presenti in ogni pagina.

noi italia

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Gianni Riotta, su internet e qualità dell’ informazione, Repubblica.it – Blog – Scene Digitali » 2010 » gennaio » 12

Il punto che vorrei dibattere con te e gli altri osservatori raziocinanti è un altro: il Web è, e resterà, forum cruciale del dibattito nel XXI secolo. I nostri figli vivranno e le loro idee si plasmeranno sul Web. Dobbiamo difendere la libertà del Web, gli accessi, l’ugualitarismo e battere le censure, vedi Cina. Ma proprio perchè il destino delle democrazie si gioca sul Web dobbiamo affermare sul Web che non c’è confusione tra bene e male, che certe idee sono giuste e altre sbagliate, che la competenza, l’onestà, la veridicità vanno asserite, come pretendiamo nell’etichetta dei nostri cibi. La pressione commerciale di Google, la pressione rabbiosa dei siti di quelli che hanno sempre ragione e chi non è d’accordo è un venduto (non mi importa se di centro, destra, sinistra, alto o basso) vanno contenute o presto internet sarà invasa dai piranha del consumismo e dell’intolleranza.

Repubblica.it – Blog – Scene Digitali » 2010 » gennaio » 12

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Medicina e stato vegetativo, L’Ordine dei Medici di Como – Commissione di Bioetica organizza il 26 gennaio 2010 alle ore 21, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale di Como (piazzetta Lucati, 1),

MEDICINA E STATO VEGETATIVO 
 

L’Ordine dei Medici di Como – Commissione di Bioetica organizza

il 26 gennaio 2010 alle ore 21, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale di Como (piazzetta Lucati, 1),  il convegno dal titolo “Medicina e stato vegetativo“. 

Presenterà il convegno Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei Medici di Como; 

Relatori saranno:

Mario Guidotti, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Como, primario di Neurologia Ospedale Valduce di Como parlerà di “Coma e stato vegetativo. Introduzione al problema“;

Giovanni Battista Guizzetti, responsabile UO stati vegetativi del Centro Don Orione di Bergamo,  parlerà di “Prendersi cura della persona in stato vegetativo”  

Modererà l’incontro Licia Snider, coordinatore della Commissione  di Bioetica dell’Ordine dei Medici di Como  

La Commissione di Bioetica è nata, in seno al Consiglio dell’Ordine dei Medici, su proposta dell’attuale Presidente, dott. Gianluigi Spata. Il  compito della commissione è quello di fornire mezzi di approfondimento su temi delicati e di difficile trattazione, quali l’inizio e il fine vita, molto spesso oggetto di dibattiti accesi, non sempre capaci di fare chiarezza.

Licia Snider, coordinatrice del Comitato e moderatrice dell’incontro, afferma “per quanto riguarda il delicato tema di fine vita, ci è sembrato importante  innanzi tutto cercare di fornire, in base ai dati della letteratura esistente,  elementi di definizione dello stato di coscienza, dello stato vegetativo, di coscienza minimo e del coma, sottintesi nei vari dibattiti, ma mai chiariti e spesso causa di confusione non solo nell’opinione pubblica.

I pazienti in stato vegetativo, pur esistendo forme temporanee e reversibili, sono spesso malati  cronici, stabili, non terminali e, che, come tali, necessitano di assistenza a partire dal bisogno che manifestano. Sono persone con gravi disabilità, la cui vita dipende  dal nostro aiuto e dalle nostre cure.

La guarigione non  raggiungibile ci interpella come persone umane  e, come medici, ci impone di ridefinire gli scopi del nostro impegno professionale.

L’obiettivo della serata è quello di fare informazione   – e dove è possibile  – chiarezza su questa condizione. 
 

La presa in carico di queste persone tocca non solo questioni mediche, ma anche assistenziali ed etiche, che ci interrogano sulla nostra idea di uomo e di civile convivenza.

La presenza del dott. Giovanni Battista Guizzetti, impegnato da tempo in “ prima linea “ nella cura di questi pazienti presso il Centro “ Don Orione “ di Bergamo potrà apportare un valore aggiunto alla serata, con una qualificata testimonianza sul prendersi cura di questi malati“.   
 

La partecipazione è libera.    
 

Ufficio stampa Ordine dei Medici di Como

ELLECISTUDIO

piazza del Popolo 14 Como

tel. 031.301037 fax 031.299028

ellecistudio@ellecistudio.it; www.ellecistudio.it  

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Scuola: dal 2011 tetto di presenze per gli alunni stranieri – NanniMagazine

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Non c’è 2 senza 3: Il padre nei dintorni della nascita, Convegno 8 febbraio 2010, Sala congressi Provincia di Milano, Via Corridoni 6, Milano, organizzato da Iris Istituto Ricerca Intervento Salute www.irisassociazione.it

Convegno nazionale: “Non c’è 2 senza 3″, Milano 8 febbraio 2010

Il prossimo CONVEGNO NAZIONALE organizzato da IRIS si intitola “Non c’è 2 senza 3″ e si terrà l’8 febbraio 2010 a Milano, nella sala Congressi della Provincia in via Corridoni 16.


Collegato al convegno, un workshop, cui è possibile iscriversi:

- 7 febbraio 2010: “Dall’assistenza centrata sulla donna all’assistenza centrata sulla famiglia“, tenuto da Ethel Burns, ostetrica e ricercatrice alla Oxford Brookes University.

Per approfondimenti e iscrizioni, scarica:
- pdf del programma del convegno
- pdf di presentazione del workshop

Il tema che IRIS propone al convegno è centrato sulla figura del padre. Ci sono voluti anni prima di accettare la presenza dei padri sulla scena della nascita nella maggioranza degli ospedali, mentre adesso la loro eventuale assenza è spesso vissuta dalle donne e dagli stessi operatori come mancanza, come un “di meno” per la donna. Sulla loro presenza, in Italia non ci sono state particolari riflessioni e ricerche: quale sia il loro vissuto in sala parto, come vorrebbero essere accolti, come si è modificato il loro ruolo come padri negli anni con il mutare della società, quali sono le loro aspettative.

Il convegno vuole offrire spunti di riflessione su come ci poniamo nei confronti di questa figura, dare strumenti agli operatori affinché i padri nel corso della gravidanza, sulla scena del parto e nella condivisione delle cure al neonato possano realmente contribuire nel favorire la fisiologia della nascita e l’instaurarsi, sin dall’inizio, di relazioni familiari caratterizzate da maggior serenità, piacere, curiosità e competenza verso questa nuova avventura.


La fattura: informazioni e modelli – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro

… La fattura è il documento fiscale obbligatorio (DPR 633/72) che viene redatto dal titolare di Partita Iva, per certificare e riscuotere compensi e corrispettivi conseguiti nell’esercizio di impresa o di arti e professioni …

segue:

La fattura: informazioni e modelli – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro

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GIANNI RIOTTA, IL DECLINO DEL WEB Cara, vecchia internet vai sul sito www.verità – Il Sole 24 ORE

…. Lanier, guru di internet e dei new media, celebre firma della rivista Wired, è perplesso. E nel suo ultimo libro «You are not a gadget: a manifesto», mette in guardia contro la deriva del Web 2.0 con toni preoccupati che faranno applaudire i vecchi professori che si vantano «Io? Io non ho mai usato un computer!». Cosa è accaduto perché uno dei leader della rivoluzione internet denunci il Web 2010? Lanier lamenta l’appiattimento dei contenuti online, che motori di ricerca come Google e l’enciclopedia scritta dagli utenti Wikipedia, importano sulla rete. Mettere ogni giorno insieme, senza alcuna selezione, gli argomenti dei filosofi e le arrabbiature del tizio davanti al cappuccino tiepido, l’analisi economica di un Nobel e lo sfogo del qualunquista di turno, può essere celebrato dagli ingenui alla moda come «open source» e «democrazia di rete». Il pericolo è invece riassunto bene nelle parole del guru Lanier: «I blog anonimi, con i loro inutili commenti, gli scherzi frivoli di tanti video» ci hanno tutti ridotti a formichine liete di avere la faccina su Facebook, la battuta su Twitter e la pasquinata firmata «Zorro» sul sito. In realtà questa poltiglia di informazione amorfa rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica ….

…. Lamenta Lanier: «Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee» …

… è giusto che oggi mi faccia carico del dilemma: come è possibile riportare gerarchia di valori (il bene migliore del male), autorevolezza di tesi (il Nobel Amartya Sen la sa più lunga sulla crisi asiatica del suo anonimo aguzzino via blog), limpidezza di discussione (i siti e i Tersite che denunciano, a destra e a sinistra, in Italia e negli Usa, chi non è d’accordo con loro come «venduto» non sono «informazione»)?
La rete è e resterà il nostro futuro. I nostri figli ragioneranno sulla rete. L’informazione dell’opinione pubblica critica passerà sempre più dalla carta alla rete. Dunque non dobbiamo – come ci ammonisce Jaron Lanier – permettere ai teppisti di inquinarla con le loro farneticazioni e garantirne l’informazione, la cultura e l’eccellenza contro l’omogeneizzazione e il qualunquismo …

…. Riportare sulla rete quei canoni di serenità, autorevolezza, vivacità, impegno, buona volontà, dibattito, critica che sono da sempre trade mark della libertà, dell’onestà, della ragione. Senza perderne la ricchezza, la spontaneità, l’uguaglianza.
Per avere proposto questa discussione Lanier è già fatto a pezzi sulla rete come reazionario, traditore, snob, fallito, ferrovecchio ….

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Istituto Superiore di Sanità Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida, A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007

Istituto Superiore di Sanità
Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida. (pdf, 506 KB)
A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007, 38 p. Rapporti ISTISAN 07/35

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Immigrazione: Risorsa o Minaccia?, www.quattrogatti.info, il sito giovane dell’informazione per tutt

Gli ultimi gravi fatti di Rosarno hanno riportato bruscamente all’attenzione dei media il tema dell’immigrazione. Il dibattito politico diventa sempre più acceso, ma è spesso animato da ideologie, preconcetti e superficialità. 

 

Ma l’immigrazione è una minaccia alla nostra società o può essere una risorsa importante ?

Ma quanti e chi sono gli immigrati in Italia?

Gli immigrati rubano il lavoro agli italiani e ne fanno abbassare i salari?   

E’ vero che hanno fatto aumentare la criminalità?  

 

Con questa presentazione cerchiamo di analizzare l’immigrazione in Italia rispondendo a queste ed altre domande basandoci su dati oggettivi  sperando di contribuire al dibattito in modo chiaro, diretto e rigoroso

 ———————————-

Ringraziamo Maria Pia Belloni (New York University), Francesco Fasani (UCL) e Giovanni Osea Giuntella (University of Boston) per i commenti ricevuti.

 ———————————-


Riferimenti Bibliografici | Dicono della Presentazione | Commenti |

 


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Immigrazione: Risorsa o Minaccia?

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Interrogazione sulla sospensione di un mese di Enrico De Alessandri, sanzionato dopo aver pubblicato il libro «Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia» edito dalla casa editrice Studi di teologia politica.

Verdi e Partito democratico in consiglio regionale hanno presentato un’interrogazione sulla sospensione di un mese di un dipendente del Pirellone. Il funzionario dell’assessorato alla Sanità, Enrico De Alessandri, è stato sanzionato dopo aver pubblicato il libro «Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia» edito dalla casa editrice Studi di teologia politica.

«De Alessandri è stato accusato di aver mancato di rispetto al suo datore di lavoro. Ma il suo principale non è Comunione e Liberazione bensì la Regione Lombardia. E comunque l’Italia dovrebbe comportarsi in modo diverso dall’Iran e lasciare libertà di espressione», osserva Carlo Monguzzi del Pd, firmatario dell’interrogazione insieme con Pippo Civati e Mario Agostinelli. All’interrogazione verrà data risposta durante il question time oggi in consiglio.

in
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_gennaio_12/critica-cl-1602275612782.shtml

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Istat, Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche


Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche

Indebitamento netto al 3,3% sul Pil nel III trimestre 2009
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la nuova figura del reato di immigrazione clandestina di Renato Amoroso, AltaLex

Lo straniero criminale

di Renato Amoroso

Come ormai tutti sanno, la Legge 15.07.2009, n. 94 ha introdotto nell’ordinamento italiano la nuova figura del reato di immigrazione clandestina

segue:

Lo straniero criminale

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Rosarno, una guerra tra poveri con la regia delle cosche, dal nostro inviato Roberto Galullo – Il Sole 24 ORE

…. Oggi gli agrumeti sono desolatamente vuoti. Non c’è nessuno o quasi che raccoglie e impila. Li chiamerà, domani, i lavoratori di colore? La domanda rivolta a un piccolo proprietario agricolo che non direbbe il suo nome neppure sotto tortura, cade nel vuoto. “Oggi no, domani neppure, poi vedremo”. E’ chiaro che la decisione non l’ha presa lui, ma l’antistato, la ‘ndrangheta, che resta per ora alla finestra anche perché il chiasso è troppo assordante e le luci di Forze dell’ordine e media sono accecanti. No, meglio restare in disparte anche perchè la Calabria, dopo l’attentato alla Procura di Reggio, è come una spia sempre accesa sul corpo malato del Paese ….

vai a:

Rosarno, una guerra tra poveri con la regia delle cosche – Il Sole 24 ORE

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CESARE MARTINETTI, Quante sono le Rosarno d’Italia? – LASTAMPA.it

… Quello che sta accadendo a Rosarno in queste ore ci riguarda tutti: il nostro quartiere, le nostre periferie, a Sud e a Nord, interroga la nostra coscienza di cittadini, sfida l’intelligenza e mette alla prova quello che si chiamava il sentimento democratico. Non è un problema solo italiano. Una rivolta del tutto analoga a quella di Rosarno è scoppiata qualche mese fa a Calais, nel Nord della Francia, da dove le bianche scogliere di Dover appaiono come un miraggio alle migliaia di migranti (soprattutto afghani, pakistani, iracheni) che premono per sbarcare in Gran Bretagna. Gli ammiratori acritici di quanto avviene al di là delle frontiere vadano al cinema a vedere «Welcome» di Philippe Lioret: avranno di che meditare su come la questione rappresenti un rompicapo per ogni governo, compreso quello del muscolare Sarkozy che ha trasformato in reati anche i piccoli gesti di solidarietà verso i clandestini senza aver disinnescato le polveriere sociali disseminate nelle banlieues francesi. È anche per questo che appare particolarmente irritante la litania tutta italiana del rinfaccio di responsabilità tra destra e sinistra, governo e non governo perché le responsabilità vanno equamente distribuite nel corso degli anni ..

vai all’articolo:
Quante sono le Rosarno d’Italia? – LASTAMPA.it

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DTouch, un pc con touchscreen, sistema semplificato di accesso alle funzioni e riconoscimento vocale

L’Italia fa avanguardia nell’innovazione per la terza età. Ultimo esempio è DTouch, un pc con touchscreen, sistema semplificato di accesso alle funzioni e riconoscimento vocale. L’ha realizzato l’italiana SR Labs

Il Sole 24 Ore: Finanza, Economia, Esteri, Valute, Borsa e Fisco

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COMUNE DI TRIESTE, ASSOCIAZIONE GOFFREDO DE BANFIELD, RAPPORTO FINALE SU PROGETTO SPERIMENTALE DI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA A FAVORE DI ANZIANI ARISCHIO DI RICOVERO, 1993

COMUNE DI TRIESTE, ASSOCIAZIONE GOFFREDO DE BANFIELD,
RAPPORTO FINALE SU PROGETTO SPERIMENTALE DI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA A FAVORE DI ANZIANI ARISCHIO DI RICOVERO
luglio 1993
cartaceo

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Angelo Panebianco, LA FERMEZZA E L’ IPOCRISIA, Corriere della sera 8 gennaio 2010

… Ci sono almeno tre temi su cui non c’ è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni.
Non c’ è consenso, prima di tutto, su che cosa si debba intendere per «integrazione» degli immigrati. A parole, tutti la auspicano ma che cosa sia resta un mistero.

C’ è poi, in secondo luogo, la questione dell’ immigrazione islamica. … la posizione fino ad oggi dominante fra gli intellettuali liberal (e cioè politicamente corretti) è stata quella di negare l’ esistenza del problema. Come se in tutti i Paesi europei, quale che sia la politica verso i musulmani, non si constati sempre la stessa situazione: ci sono, da un lato, i musulmani integrati, che vivono quietamente la loro fede, e non rappresentano per noi alcun pericolo  …  ma ci sono anche, dall’ altro, i tradizionalisti militanti, rumorosi e assai numerosi, più interessati ad occupare spazi territoriali per l’ islam nella versione chiusa e oscurantista che a una qualsiasi forma di integrazione. …

Ultima, ma non per importanza, c’ è la questione dell’ immigrazione clandestina, che porta con sé anche i fenomeni legati allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata …
Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’ altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no. Se risultasse che una legge, regolarmente votata dal Parlamento, che stabilisce il reato di clandestinità, è incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione repubblicana nega allo Stato italiano il tratto fondante della statualità: la prerogativa del controllo territoriale.

fonte:

LA FERMEZZA E L’ IPOCRISIA

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Nicola Trifuoggi, Crollano le accuse a Del Turco, La Stampa

Quel pomeriggio di metà luglio il Procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi sembrò a tutti sinceramente convinto e convincente nel motivare la richiesta di arresto del presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, di assessori e funzionari della sua Giunta: «Stavano distruggendo la sanità in Abruzzo», gli indagati sono «schiacciati da una valanga di prove», è dimostrato il pagamento di tangenti, «una barca di soldi, circa 30 miliardi di vecchie lire». Grande fu l’effetto di quel tintinnar di manette: l’immediato infarto della giunta di centrosinistra e cinque mesi più tardi la vittoria del centrodestra alle elezioni anticipate.

Sull’inchiesta si spensero i riflettori: le parole di Trifuoggi sembravano preludere ad un processo così ben istruito da poter essere rapidamente archiviato. E invece dal giorno degli arresti – era il 14 luglio 2008 – la Procura si è avvalsa per due volte della facoltà di chiedere una proroga delle indagini. In un anno e mezzo sono state disposte circa un centinaio di rogatorie internazionali alla ricerca di conti esteri o di società off-shore. Ma non un soldo è stato trovato e il pilastro dell’accusa resta, essenzialmente, la parola del «collaboratore» Vincenzo Angelini, il patron delle cliniche abruzzesi che dopo aver goduto per anni di trasferimenti miliardari da parte della Regione, ad un certo punto raccontò ai magistrati di essersi stancato dei ricatti dei politici.

Ma nel frattempo dalle carte del processo sono spuntate alcune sorprese: la Procura – nel richiedere il rinvio a giudizio degli imputati per reati gravi come la concussione e l’assocazione per delinquere – contestualmente ha dovuto depositare gli atti via via acquisiti. E sono emersi tre rapporti – uno dei Carabinieri, uno della Guardia di Finanza e due della Banca d’Italia – che fino ad oggi non potevano essere conosciuti dalle parti e che sembrano andare in una direzione diversa da quella dell’accusa.

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Thich Nhat Hanh: appello urgente alla comunità Europea e al governo americano, perchè si attivino in difesa dei monaci di Bat Nha e della libertà di religione in Vietnam

A mia volta rilancio da una lettera di Francesco Pazienza (http://www.facebook.com/profile.php?id=1377102042)

Cari amici raramente propongo appelli da sottoscrivere perchè credo poco a queste cose.
Faccio una eccezione perchè apprendo con sgomento dalla mailing-list Vita Filosofica, dalla amica Maia Cornacchia, di questa nuova prova a cui è sottoposto uno dei pochi uomini che ho sempre considerato un grande maestro spirituale: Thich Nath Han.
Di lui ho già pubblicato una nota che potete trovare al

Mi pare che il comunicato non abbia bisogno di commenti.
Vi chiedo di pubblicarlo e darne la maggior diffusione possibile. Grazie

UN APPELLO ALLA MOBILITAZIONE: IMPORTANTE! In Vietnam stanno succedendo cose brutte. Sembrava che dopo 40 anni di difficoltà, anche per il Vietnam fosse venuto il momento della libertà. Infatti Thich Nhat Hanh, il capo spirituale del buddhismo zen vietnamita, aveva potuto rientrare nel suo paese dopo 40 anni di esilio, e aveva aperto un monastero dove vivevano quasi 400 giovani monaci e monache. Ma dopo 3 anni di vita serena, ecco che sono cominciate le persecuzioni e le violenze, ogni giorno la polizia, hanno tagliato l’elettricità e l’acqua, rotto porte e finestre. Hanno cacciato tutti i monaci dal monastero di Bat Nha, e i poveri monaci si sono rifugiati in un altro monastero, e ora li stanno cacciando anche da lì, e se così sarà, saranno disperatamente senza un luogo in cui vivere. Neanche alle loro case di origine potranno tornare.
Si chiede quindi a tutti coloro che hanno a cuore la libertà, di firmare con pochi semplicissimi gesti, un appello urgente alla comunità Europea e al governo americano, perchè si attivino in difesa dei monaci di Bat Nha e della libertà di religione in Vietnam.
Già una volta questa forma di lotta aveva fatto si che la Comunità Europea e gli USA riuscissero a convincere il governo vietnamita a smettere le violenze. La Francia ha già detto che si darà da fare, insieme ad Amnesty international.
Chi ama camminare conosce Thich Nhat Hanh, il maestro del camminare consapevole e della pace. E lui ci chiede un gesto per i suoi monaci, per favore firmate:

Per conoscere tutta la storia, e le ultime novità – pare che i monaci, tutti giovani che non hanno commesso alcun crimine, abbiano prima chiesto asilo politico alla Francia, poi siano scappati anche dal monastero Phuoc Hue prima dell’ultimatum del 31 dicembre, e si siano nascosti presso alcune comunità a loro solidali, aspettando gli eventi, come riporta l’Associated Press: http://helpbatnha.org

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Dossier “2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale

2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale

La Commissione europea ha designato il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale al fine di riaffermare e rafforzare l’iniziale impegno politico dell’UE formulato all’avvio della strategia di Lisbona a “imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà”. Obiettivi e principi guida: riconoscere il diritto fondamentale delle persone in condizioni di povertà e di esclusione sociale di vivere dignitosamente e di far parte a pieno titolo della società; aumentare la partecipazione pubblica alle politiche e alle azioni di inclusione sociale sottolineando la responsabilità collettiva e individuale nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale; promuovere una società più coesa, sensibilizzando i cittadini sui vantaggi offerti a tutti da una società senza povertà, che consente l’equità distributiva e nella quale nessuno è emarginato; riaffermare il fermo impegno politico dell’Unione europea e degli Stati membri ad attivarsi con determinazione per eliminare la povertà e l’esclusione sociale e promuovere tale impegno con azioni a tutti i livelli del potere. L’Anno europeo promuoverà una società che sostiene e sviluppa la qualità della vita, compresa la qualità delle competenze e dell’occupazione, il benessere sociale, compreso il benessere dei bambini e la parità di opportunità per tutti. Tale società garantirà inoltre lo sviluppo sostenibile e la solidarietà intergenerazionale e intragenerazionale nonché la coerenza politica dell’azione intrapresa dall’Unione europea su scala mondiale. L’Anno europeo rafforzerà l’impegno politico, richiamando l’attenzione politica e mobilitando tutte le parti interessate, a favore della prevenzione della povertà e dell’esclusione sociale e della lotta alle medesime e imprimerà un nuovo slancio all’azione dell’Unione europea e degli Stati membri in questo campo.

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Alessandra Cicalini, Anziani e internet, un’amicizia possibile | Muoversi Insieme

Anziani e internet, un’amicizia possibile | Muoversi Insieme

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Alessandra Cicalini, La salute degli italiani? Buone speranze per il futuro, Muoversi Insieme, Stannah

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Dossier “Invalidità civile, al via la riforma”: Cambiano le regole per l’invalidità civile

Cambiano le regole per l’invalidità civile

Dal 1° gennaio 2010 le domande per ottenere i benefici in materia di invalidità civile, corredate di certificazione medica, dovranno essere inoltrate all’Inps solo per via telematica. A tal fine è stata realizzata un’applicazione (“Invalidità Civile 2010″ – InvCiv2010), disponibile sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it). L’accesso all’applicazione è consentito solo agli utenti muniti di PIN, le cui modalità di assegnazione sono descritte nello stesso sito dell’Inps. Anche la certificazione medica è compilata on line dal medico certificatore. Il cittadino che intende presentare domanda, quindi, deve recarsi presso un medico abilitato alla compilazione telematica del certificato medico introduttivo che attesti le infermità invalidanti. L’elenco dei medici certificatori accreditati in possesso del PIN sarà pubblicato sul sito internet dell’Istituto. Completata l’acquisizione del certificato medico introduttivo, la procedura genera una ricevuta che il medico stesso provvede a stampare e consegnare al richiedente; sulla ricevuta è presente il numero del certificato, che il cittadino dovrà riportare nella domanda per l’abbinamento dei due documenti. Ai fini dell’abbinamento, il certificato ha una validità massima di trenta giorni dalla data di rilascio. Il medico provvede, inoltre, a rilasciare il certificato introduttivo firmato in originale, che il cittadino dovrà esibire all’atto della visita. La domanda può essere presentata, oltre che dal cittadino in possesso di Pin, dagli Enti di patronato e dalle Associazioni di categoria dei disabili.

Dossier “Invalidità civile, al via la riforma”
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Dossier “Immigrazione: Rapporto della Rete europea”

Immigrazione: primo “Rapporto della Rete europea”

Assicurare lo scambio e l’aggiornamento continuo sul fenomeno migratorio e sui richiedenti asilo è l’intento dello European Migration Network (EMN), programma comunitario avviato a titolo sperimentale nel 2003 e ora diventato iniziativa strutturale di cui fanno parte i 27 Paesi dell’UE. Questo primo “Rapporto EMN Italia”, presentato il 18 dicembre 2009 presso la Biblioteca del CNEL, si sofferma, nella prima parte, sulle politiche e strutture riguardanti l’immigrazione: fornisce i più recenti aggiornamenti normativi e sottolinea le possibili prospettive a livello giuridico e sociale, con specifico riferimento all’inserimento nel mondo del lavoro nelle sue varie forme. Le altre due parti riguardano il rapporto tra mercato occupazionale e flussi qualificati, quindi, l’apporto di medici e infermieri stranieri nel settore sanitario. Le annotazioni giuridiche, completate con i dati socio-statistici, da una parte, fanno il punto sulla situazione riscontrata a metà degli anni ’2000, dall’altra, forniscono l’aggiornamento al 2008. Si entra nel merito delle carenze di questo personale, del suo reclutamento, delle esperienze di formazione all’estero, della necessità delle reti formative in Italia e dei possibili sviluppi. Per quanto riguarda la questione dei lavoratori altamente qualificati in Italia si illustra, sulla base dei dati socio-statistici, come la maggior parte dei lavoratori non comunitari, pur avendo fruito mediamente di una buona preparazione, non abbia avuto un inserimento corrispondente alle capacità acquisite e sia stata chiamata ad assolvere mansioni meno qualificate che permangono in gran numero anche in una società altamente industrializzata.

Dossier “Immigrazione: Rapporto della Rete europea”
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Pubblicata in Gazzetta l’ultima finanziaria: Dossier “Finanziaria 2010″

Pubblicata in Gazzetta l’ultima finanziaria

Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 30 dicembre e in vigore dal primo gennaio – con le modifiche apportate a seguito degli introiti provenienti dallo scudo fiscale che, secondo i dati forniti dal ministero dell’Economia e delle finanze ammontano a circa 95 miliardi di euro – la legge finanziaria per il 2010. Contestualmente, diventa operativa nel nostro Paese la riforma del bilancio pubblico (legge n.196 del 31 dicembre 2009). Con questa riforma, la finanziaria verrà sostituita dalla legge di stabilità. Grazie alla ripartizione della spesa per programmi, d’ora in poi, si saprà con certezza la spesa effettiva sostenuta per singola voce ad esempio: istruzione, difesa, protezione civile etc. Nella legge di riforma è stato introdotto anche un meccanismo più rigoroso per il controllo degli incrementi di spesa. Questa legge riscrive sostanzialmente le regole comuni per la redazione dei bilanci pubblici (Stato, Enti territoriali, e altri enti pubblici) e delle leggi di spesa e consente la conoscenza ex ante dei dati del bilancio pubblico consolidato, al fine di valutare se i saldi di finanza pubblica nel loro complesso siano compatibili con gli obiettivi del Patto di stabilità europeo. La regolazione delle entrate e delle spese e l’omogeneizzazione dei dati, tra l’altro, sono indispensabili per attuare il federalismo fiscale. Riveste particolare importanza l’attenzione che la nuova legge ha dedicato al sistema della copertura finanziaria delle norme che incrementano le spese o riducono le entrate. La previsione di una clausola di salvaguardia, consente di disporre di una rete di sicurezza nel caso di sforamento ad esempio per una spesa non calcolata all’inizio o derivante eventualmente anche da sentenze che estendano gli oneri previsti.

Dossier “Finanziaria 2010″
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LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO (D.Lgs. 150/2009), Maggioli Editore – Novità dicembre 2009

NOVITA’ DICEMBRE 2009

Il D.Lgs. 27 ottobre 2009,
n. 150 commentato
articolo per articolo

LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO

Volume di
pagine 426

LA RIFORMA DEL LAVORO
PUBBLICO

Il D.Lgs. 150/2009 completa il percorso di revisione dell’ordinamento del lavoro pubblico, modificando in modo drastico gli assetti normativi esistenti.

In particolare la nuova disciplina punta sul rilancio del ruolo delle amministrazioni e dei dirigenti come veri e propri datori di lavoro privati, sulla valorizzazione della produttività, sull’effettiva selettività dei sistemi di valutazione, sulla maggiore responsabilità dei dirigenti e dipendenti anche attraverso l’inasprimento dei provvedimenti disciplinari.

In materia costituisce strumento di riferimento e di approfondimento degli aspetti tecnico-pratici dell’ampia riforma questo nuovissimo volume di L. Oliveri, Dirigente amministrativo di primario ente locale, che analizza articolo per articolo le novità apportate al sistema del pubblico impiego dal citato D.Lgs., riguardanti precisamente:

1.
Misurazione, valutazione e trasparenza della performance
Il ciclo di gestione delle performance.
Trasparenza e rendicontazione delle performance.
Soggetti del processo di misurazione e valutazione delle performance.

2.
Merito e premi
Strumenti.
Bonus annuale delle eccellenze.
Premio annuale per l’innovazione.
Progressioni economiche.
Progressioni di carriera.
Attribuzione di incarichi e responsabilità.
Accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale.
Premio di efficienza.
Qualità dei servizi pubblici.

3.
Nuove norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
Dirigenza pubblica.
Uffici, piante organiche.
Mobilità e accessi.
Contrattazione collettiva nazionale e integrativa.
Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici.

Per ricevere subito
LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO
Maggioli Editore – Novità dicembre 2009
Pagine 426

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Servizi tecnici ed informativi alle imprese

Siamo uno studio di professionisti associati che garantiscono servizi ad ampio spettro per le aziende.
Sviluppiamo la nostra azione in tre ambiti d’intervento:
  • I) gestione di problematiche interne all’azienda: presa in carico di corrispondenza e pratiche istituzionali, lettere commerciali, traduzioni in e da inglese, smaltimento e inoltro e-mail, assistenza clienti, monitoraggio via internet di siti e blog compatibili alla specifica attività dell’azienda;
  • II) realizzazione o supervisione di tutti gli aspetti legati alla comunicazione aziendale: messaggi, depliant, brochures, presentazioni della realtà aziendale, creazione di siti e blog aziendali (costantemente aggiornati);
  • III) consulenza ed assistenza legale: realizzazione o supervisione di formule contrattuali, gestione di reclami, ricorsi, problematiche legali collegate all’azienda, interfaccia con istituzioni.

Grazie alla nostra struttura, autonoma ed autosufficiente ma leggera, possiamo garantire la presa in carico di ogni problematica su territorio nazionale, direttamente nella nostra sede, senza risultare invasivi per l’azienda, cui restiamo costantemente collegati grazie alle tecnologie più moderne.
Per info e contatti:

 
e mail  paolodelpapa@alice.it 
skype: paolo.del.papa
tel. 338 8504347

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Il lavoro in due generazioni del secondo Novecento, lettera a Pietro Ichino

Lettera spedita a Pietro Ichino  il 5 gennaio 2010

copiata e rilanciata da: Pietro Ichino

Caro Prof. Ichino,
Le scrivo dopo aver letto le sue proposte sulla flexsecurity e i suoi commenti e proposte espressi nella sua intervista al Riformista del 2 Gennaio riguardo alla ‘nuova generazione rassegnata’.
In questa lettera paragono inizialmente la mia esperienza lavorativa con quella di mio padre; successivamente, le propongo alcune chiavi di lettura sulla mia ‘generazione’, riallacciandomi al concetto di ‘familismo amorale’ – chiave nell’ultimo libro di Andrea Ichino e Alberto Alesina, L’Italia fatta in casa – che lei cita nell’intervista al Riformista; infine, le suggerisco alcune ‘vie d’uscita’ da una situazione che, altrimenti, i futuri neo-laureati italiani dovranno davvero ‘rassegnarsi’ ad affrontare.
Mio padre è nato nel 1948. Dopo essersi laureato in ingegneria a 24 anni, ha trovato subito lavoro in un’azienda in Italia dove veniva pagato a sufficienza per, come si suol dire, iniziare una famiglia. A 59 anni ha smesso di lavorare; grazie a un’ottima carriera e al generoso sistema pensionistico italiano attuale, ricevera’ una buona pensione per gli anni a venire. [Recentemente, il giornale inglese The Guardian ha definito la vita dei nati subito dopo la seconda Guerra Mondiale ‘in discesa’ (vedi anche http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_16/nati_nel_48_be5fc2c8-d27b-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml)].
Dopo essermi laureato in ingegneria a 24 anni, la mia ricerca di lavoro, durata vari mesi, aveva portato solo a un paio di possibili ‘stage’ (leggi: lavoro di basso livello non retribuito) e a un possibile contratto di sei mesi per la Hewlett Packard a 300€ al mese (non e’ un refuso: 300€!). A una societa’ di consulenza franco-olandese, che mi offriva un contratto di un anno a 600€ al mese, avevo chiesto la possibilita’ di lavorare fuori dall’Italia: in risposta, mi avevano dato l’incarico di lavorare come ‘bassa manovalanza’ per l’Ipercoop situato dietro alla casa dei miei genitori. Queste prospettive mortificanti e altri motivi personali mi spinsero a emigrare in Inghilterra. A distanza di sei anni, ho un lavoro che mi piace moltissimo e attraverso il quale ho fatto una carriera al doppio della velocita’ dei miei colleghi rimasti in Italia, sia in termini di retribuzione, che di ‘grado’.
Chiaramente questa èsolo la mia esperienza; credo, però che si dovrà far qualcosa molto presto per evitare che i futuri neo-laureati si ritrovino davanti non a una scelta, ma a un’opzione binaria: restare in Italia in una situazione di dipendenza economica dai tuoi genitori almeno per i prossimi 5-10 anni; cercare lavoro all’estero e rimanerci, con una certa probabilita’, per sempre. Quando l’ex-Ministro Padoa-Schioppa descrisse i giovani italiani come ‘bamboccioni’ dimostrò di aver capito ben poco di questa situazione. Certo, ci sono della persone che stanno ben volentieri a casa dei genitori senza affitto da pagare, e con la mamma che cucina, lava e stira. Ma, a guardar bene, questa e’ una condizione, ahime’, spesso inevitabile (cosa ci si può permettere con 300 euro al mese?) e alla lunga umiliante, che molti di noi eviterebbero volentieri. Condizione analoga e’ quella dei dipendenti pubblici: ci sono certamente dei ‘fannulloni’ che stanno volentieri al bar nelle ore di ufficio. Il problema di gran lunga maggiore sono pero’ i ‘nullafacenti’, cioe’ quelle persone che pur lavorando, spesso anche piu’ del dovuto, non creano valore per l’organizzazione e la collettività perché non sono messi in condizione di farlo (per motivi strutturali, per carenza di management e leadership, etc.).
Inoltre, come lei sa benissimo, chi non sviluppa (in questo caso, “a chi non viene data l’opportunità di sviluppare”) una ‘cultura del lavoro’ in giovane età, lavorerà poco, non sarà molto produttivo, difficilmente riuscirà a valorizzare il lavoro come componente fondamentale della propria vita, ecc.
Nella sua intervista al Riformista lei dice, a ragione, che c’è una disaffezione dei giovani verso la politica. I motivi sono moltissimi e diversi a seconda dei casi. Personalmente, da adolescente avevo partecipato a riunioni e iniziative di un paio di partiti politici, solo per rendermi conto di quanto fossero intrisi di ideologia, autoreferenziali e distanti dalla realtà. Di partiti e sindacati non se ne vedeva l’ombra quando cercavamo lavoro e ci venivano proposti dei contratti da regime di schiavitu’. Ne’ le aziende sembravano molto interessate a investire in noi e nel nostro potenziale creativo. La nostra giovinezza sembrava un vero e proprio handicap… E non a livello micro, ma anche macro, basti pensare all’età di alcuni neo-eletti in cariche chiave dello Stato: Berlusconi Presidente del Consiglio a 72 anni, Napolitano Presidente della Repubblica ad 81 anni; Zavoli presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai a 85 anni, etc.
Qual è il messaggio se non: la porta d’ingresso è chiusa; attendete 30-40 anni e poi, semmai, vi verrà aperta?
Un altro fattore cruciale che tiene l’Italia legata a un modello fallimentare, sicuramente a livello economico, e’ quello del ‘familismo amorale’, che lei cita nella sua intervista. Quando si parla del Sessantotto, delle conquiste sociali sicuramente ottenute dai nostri genitori, etc. ci si dimentica che l’idea di ‘famiglia’ all’italiana come ‘unita’ fondamentale d’analisi’ e’ stata appena scalfita. In Italia permane un sistema che, come il libro di A. Ichino e A. Alesina dimostra, non solo è a bassa produttività perché le ‘risorse economiche e umane’ sono allocate male, ma anche perchè il sistema stesso tende a chiudersi e a diventare autoreferenziale. In altre parole, in un contesto in cui la maggior parte dei servizi sociali sono erogati dalla famiglia, per reclutare un eccellente informatico indiano (se mai lo si volesse) sarebbe necessario dotarlo non solo di un salario competitivo, ma anche di una famiglia italiana!
Chiudo questa lettera proponendo tre suggerimenti su come uscire da una situazione decisamente difficile:
- investire nei giovani italiani mandandoli all’estero e facendoli tornare in Italia con posizioni di responsabilità: periodi di studio o di lavoro all’estero (Master e PhD, programmi Erasmus e Leonardo, etc), sono poco valutati in Italia, sia in sede di reclutamento che di ‘utilizzo’ delle risorse umane. Partiti politici, sindacati e associazioni industriali dovrebbero iniziare a capire che una persona puo’ far la differenza grazie alle proprie skills, capacità e, soprattutto, a un approccio culturale diverso. La Cina e i paesi mediorientali stanno investendo cifre incredibili per mandare persone a studiare e lavorare in UK e US e farle ritornare in patria con delle posizioni di maggiore responsabilita’ per ‘importare’ buone pratiche sviluppate in altri contesti. Questo approccio potrebbe benissimo esser utilizzato in Italia, tra l’altro contribuendo a scardinare idee assurde come la ‘difesa del posto’ e la progressione per sola anzianità.
-  Usare la tecnologia per creare valore e coinvolgere i ‘giovani’: ci si lamenta tanto che l’Italia e’ indietro nell’ambito dell’ICT (information and communication technology); poi si arriva in un aeroporto italiano e la prima cosa che tutti fanno e’ chiamare al telefono, scrivere con il blackberry, etc. Negli ultimi anni, le organizzazioni pubbliche, i partiti e molti politici hanno aperto dei siti Internet. Peccato pero’ che la maggior parte li usi come strumenti di propaganda o come database, piuttosto che come siti in cui generare un dialogo che porti a idee e proposte sviluppate da vari soggetti. E qui e’ l’approccio che fa la differenza, non la semplice tecnologia: avere un blog/forum al quale non partecipo e che lascio in mano a sostenitori, oppositori e mitomani (vedi sito del Ministro Brunetta) non serve a molto.
- Gestire le aspettative: in Italia, purtroppo, si è creata una situazione per cui è normale lavorare gratis per mesi, se non anni, fare la ‘gavetta’ sotto l’ala protettrice di un professionista, prof. universitario, etc. Negli altri paesi europei questo non esiste! Hewlett-Packard non si sognerebbe mai di proporre contratti ai neo-laureati per 300 euro al mese in UK, in Germania, etc. In UK ci sono degli ottimi ‘graduate scheme’ per neo-laureati dove si impara moltissimo e si ricevono stipendi sufficienti per andare a vivere fuori casa (un inglese gia’ lontano dai genitori da alcuni anni – questo però sarebbe un discorso troppo lungo). Se questo fosse reso molto chiaro in Italia, forse non si accetterebbero più queste condizioni lavorative assurde come ‘normali’ e si potrebbe avere maggior partecipazione da parte di chi al momento deve tener la testa bassa e aspettare che le cose migliorino.
La ringrazio molto per la sua attenzione.
E.L.

Pietro Ichino

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BENESSERE E DELINQUENZA / Meno delitti? La crisi c’entra, anzi no – Il Sole 24 ORE

Negli Stati Uniti, la recessione degli ultimi due anni ha provocato un aumento del tasso di disoccupazione, ma è stata anche accompagnata, inaspettatamente, da una diminuzione del numero dei reati. Nel primo semestre del 2009, il tasso di omicidi è sceso del 10%, quello dei furti del 6 per cento. È la prova, secondo il Wall Street Journal che ieri ha pubblicato un articolo di Heather Mac Donald, che la vecchia tesi secondo cui povertà e diseguaglianze economiche favoriscano la criminalità è uno dei tanti residui ideologici del Novecento dai quali dobbiamo liberarci se vogliamo capire cosa sta avvenendo. Sulle cause di questa inaspettata riduzione della frequenza dei delitti, l’analisi del Wall Street Journal non nutre dubbi. È merito dell’inasprimento delle pene, dell’accresciuta efficienza delle forze dell’ordine e dell’espansione della popolazione carceraria.

BENESSERE E DELINQUENZA / Meno delitti? La crisi c’entra, anzi no – Il Sole 24 ORE

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Boom della cassa integrazione nel 2009, Corriere della sera


Boom della cassa integrazione nel 2009

Autorizzate dall’Inps 918 milioni di ore, pari ad un aumento del 311% rispetto al 2008
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Prospettive Sociali e Sanitarie anno XL – n. 1 – 15 gennaio 2010

Prospettive Sociali e Sanitarie
anno XL – n. 1 – 15 gennaio 2010

Nell’aprire il primo numero del quarantesimo anno di pubblicazione di PSS, Emanuele Ranci ne ripercorre brevemente la storia, sempre strettamente legata agli avvenimenti, alle leggi e alle riforme che hanno in questi anni caratterizzato le scelte e le politiche nel sociale e nel sanitario.
E non poteva quindi mancare, a 10 anni dall’entrata di vigore della riforma dei servizi sociali (l. 328/00), un commento agli esiti di questa riforma: due articoli di Emanuele Ranci e di Cristiano Gori, che, affiancati, propongono due visioni diverse.
Vengono poi presentati i risultati di una ricerca promossa dall’Ausl di Ravenna, volta a individuare gli anziani autosufficienti a rischio di fragilità, al fine di attivare interventi di prevenzione.
L’articolo che segue si sofferma sulla questione dell’affidamento della gestione dei servizi alla persona da parte delle Amministrazioni comunali al mondo del volontariato.
La professione dell’assistente sociale, e nello specifico, la valorizzazione di questa professione e “l’uso consapevole di se” è il tema affrontato dall’articolo successivo.
Infine, una breve riflessione sul fenomeno della dipendenza, che sia da sostanza o da comportamento, e su come si possa affrontare.
Chiude il numero la rubrica di attualità Accadde domani.

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Thomas Sankara: in Burkina Faso inventare l’avvenire dell’Africa – di Giovanna Riva, da RSI radio televisione svizzera

Le idee non si possono uccidere

Thomas Sankara: in Burkina Faso inventare l’avvenire dell’Africa – di Giovanna Riva

In sintesi

  • Laser
  • da giovedì 6 a venerdì 7 gennaio 2010
  • giovedì alle ore 10:00 e venerdì alle ore 09:00 (replica alle ore 22:00)

Thomas Sankara

“La morte di quest’uomo eccezionale è una tragedia per l’intera Africa” scrisse Jean Ziegler all’indomani dell’assassinio di Thomas Sankara, ordinato dal suo amico ed alter ego Blaise Compaoré. “Il presidente dei contadini”, il “presidente più povero del mondo”, il “presidente ribelle”, “l’incorruttibile”, il “visionario”, “il femminista”, “l’ecologista”: in tutti questi modi fu definito Thomas Sankara, l’eroe del Burkina Faso, il capo di stato che in soli quattro anni (dal 1983 al 1987) trasformò il suo paese attraverso una vera rivoluzione pacifica, morale e culturale, e lo portò a non essere più “il concentrato di tutte le disgrazie dei popoli” ma un esempio per le altre nazioni africane. Sankara è stato un “felice incidente della storia”, e ha saputo parlare non solo al suo popolo ma al mondo intero. Non possiamo sapere cosa sarebbe oggi l’Africa se Sankara non fosse stato ucciso. Sappiamo però che il suo messaggio e le sue idee sono più che mai attuali per restituire dignità ad un continente che deve rinascere e, come egli diceva, “inventare il suo avvenire”.
“Una grande figura morale capace di dare l’esempio” in prima persona: così lo ricorda Padre Alex Zanotelli nella prefazione al libro di Carlo Batà “L’africa di Thomas Sankara“: ” Ho riflettuto a lungo su chi poteva essere un modello di presidente in Africa e, insieme a Nyerere e Mandela, non posso che pensare a Sankara. E’ un grande: per la lucidità con cui ha assunto la sofferenza della sua gente e ha tentato di dare delle risposte. Sankara è stato prima di tutto un esempio di quello che significa essere presidente in Africa, in un contesto di sofferenza inaudita. E’ stato l’unico a vivere in maniera semplice, vicino alla gente”.

A chiusura dell’anno che ha segnato il cinquantesimo anniversario della decolonizzazione dei paesi africani, ricordiamo la figura di Sankara in due puntate di Laser: nella prima raccontiamo la sua storia, con un ritratto della sua politica attraverso le voci degli studiosi Carlo Batà (autore di “L’Africa di Thomas Sankara“, edizioni ACHAB) e Marinella Correggia (“Thomas Sankara. I discorsi e le idee“, edizioni Sankara).
Nella seconda puntata sentiremo le testimonianze del sociologo svizzero Jean Ziegler, che era amico del leader africano e gli ha dedicato il libro “Sankara. Un nouveau pouvoir africain“, e di Jean Leonard Touadi, congolese, filosofo e sociologo, primo parlamentare di colore in Italia, che ci racconterà l’importanza della sua figura e le speranze a cui diede corpo per il riscatto dell’Africa.

da: RSI Le idee non si possono uccidere.


GIovanni Sartori, ” Il pluralismo valorizza la diversità. No al multiculturalismo ideologico “, Corriere della Sera 7 gennaio 2009

dal CORRIERE della SERA di oggi, 07/01/2010, a pag. 12, l’articolo di GIovanni Sartori dal titolo “ Il pluralismo valorizza la diversità. No al multiculturalismo ideologico “.


Giovanni Sartori

Aquanto pare il tema della cittadinanza agli islamici è sentito. Il Corriere ha selezionato ieri 11 lettere, ricavate da un totale di quasi 450 accolte su 23 pagine di Internet. Ne ignoro la distribuzione. Ma un mio amico ha calcolato che più della metà di queste lettere sono a mio favore, e che le altre sono per lo più divagazioni ondeggianti tra il sì e il no. Grazie a tutti, anche perché ho così modo di estendere il discorso (seppure complicandolo un po’). 
Primo. Non si deve confondere tra il multiculturalismo che esiste in alcuni Paesi, che c’è di fatto, e il multiculturalismo come ideologia, come predicazione di frammentazione e di separazione di etnie in ghetti culturali. Per esempio la Svizzera è oggi, di fatto, un Paese multiculturale che funziona bene come tale, anche se il lieto fine ha richiesto addirittura una guerra intestina. Invece Belgio e Canada sono oggi due Paesi bi-culturali in difficoltà, specie il primo. Anche la felix Austria fu, sotto gli Asburgo, un grande Stato multiculturale che però si è subitamente disintegrato alla fine della prima guerra mondiale. Comunque, i casi citati sono o sono stati multiculturali di fatto. Il multiculturalismo ideologico di moda è invece una predicazione che distrugge il pluralismo e che va perciò combattuta.

Secondo. Contrariamente a quanto scritto da alcuni lettori, è il pluralismo che valorizza e pregia la diversità. Ma una diversità fondata su

cross-cutting cleavages, su affiliazioni e appartenenze che si incrociano, che sono intersecanti, e non, come nel caso dell’ideologia multiculturale, da affiliazioni coincidenti che si cumulano e rinforzano l’una con l’altra. Pertanto è sbagliato, sbagliatissimo, raccontare che ormai viviamo tutti in società multiculturali, e che questo è inevitabilmente il nostro destino. Invece sinora viviamo quasi tutti, nell’Occidente, in società pluralistiche in grado di assorbire e di gestire al meglio l’eterogeneità culturale. Attenzione, allora, a non attribuire al multiculturalismo pregi che sono invece del pluralismo.

Terzo. Un’altra confusione da evitare è tra conflitti religiosi e conflitti etnici. Questi ultimi sono purtroppo eterni e ricorrenti. Lo sono anche, tra l’altro, all’interno del mondo musulmano. Per esempio gli iraniani sono etnicamente persiani, non arabi; e la comune fede islamica non ha impedito, di recente, una sanguinosissima guerra tra l’Iraq di Saddam Hussein e l’Iran degli ayatollah. Le religioni possono invece coesistere pacificamente ignorandosi l’una con l’altra. Si combattono quando sono «calde», invasive, fanatizzate; non altrimenti.

Quarto. Qual è il vero Islam? Gli intellettuali musulmani accasati in Occidente si affannano quasi tutti a spiegare che non è quello propagandato dai fondamentalisti. Anche io ho letto, ovviamente, il Corano, che è simile all’Antico Testamento nel suggerire tutto e il suo contrario. Ma il fatto è che gli islamisti contrari al fondamentalismo hanno voce e peso soltanto con gli occidentali. Il diritto islamico viene stabilito, nei secoli, dai dottori della legge, gli ulama. Sono loro a stabilire quali sono, o non sono, gli sviluppi conformi alla dottrina coranica; e anche in Occidente il comportamento dei fedeli è dettato, ogni venerdì, nella moschea dal discorso del Khateb che accompagna la preghiera pubblica. La moschea, si ricordi, non è solo un luogo di culto, una chiesa nel nostro significato del termine, è anche la città-Stato dei credenti, la loro vera patria.

Quinto. I rimedi. Tutti si chiedono quali siano, eppure sono ovvi. È stato il bombardamento del «politicamente corretto» che ce li ha fatti dimenticare o dichiarare superati. A suo tempo i tedeschi accolsero milioni di turchi come «lavoratori ospiti»; noi avevamo e abbiamo i permessi di soggiorno a lunga scadenza; gli Stati Uniti concedono agli stranieri la residenza permanente. Sono tutte formule che si possono, se e quando occorre, migliorare e «umanizzare». Ma sono certo preferibili alla creazione del cittadino «contro-cittadino» che, una volta conseguita la massa critica necessaria, crea e vota il suo partito islamico che rivendica diritti islamici se così istruito nelle moschee. Non dico che avverrà; ma se il fondamentalismo si consolida, potrebbe avvenire. È un rischio che sarebbe stupido correre. O almeno a me così sembra.

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