Tutelare l’infanzia negata. La promozione del benessere minorile con il Progetto ALPHA Convegno cofinanziato da Fondazione Cariplo e Ambito Distrettuale di Varese Varese, Salone Estense, 26 febbraio 2010

Tutelare l’infanzia negata. La promozione del benessere minorile con il Progetto ALPHA
Convegno cofinanziato da Fondazione Cariplo e Ambito Distrettuale di Varese

Varese, Salone Estense, 26 febbraio 2010

-  Scarica allegato Presentazione del Convegno
-  Scarica allegato Programma del Convegno
Scarica allegato Francesco Spatola, Le attività di prevenzione e promozione socioeducativa del Piano di Zona dell’Ambito Sociale Distrettuale di Varese

-  Scarica allegato Sandro Massi, La progettazione e gestione operativa, amministrativa e contabile dei progetti socioeducativi con finanziamenti esterni: il caso Alpha

-  Scarica allegato Paola Stefanazzi, Dal Piano ANTARES al Progetto ALPHA, azioni e reti socio-educative per il benessere di minori e famiglie sul territorio varesino
- Andrea Maldera, Favorire la filosofia riparativa del processo minorile e i percorsi di educazione alla legalità: Video NaturArt

-  Scarica allegato Valentina Ameta,  Integrazione dei minori stranieri e delle loro famiglie

-  Scarica allegato Luca Garavaglia, Promozione del ben-essere e del ben-fare, sostenendo ed arricchendo i ragazzi a scuola e fuori

-  Scarica allegato  Progegtto Alpha. Relazione intermedia di valutazioneDocumento.


Dylan Dog, Mater morbi (testi di Roberto Recchioni, disegni di Carnevale), n. 280 Gennaio 2010, www.sergiobonellieditore.it | Tartarugosa

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Dylan Dog, Mater morbi, n. 280 Gennaio 2010,  www.sergiobonellieditore.it

Nel mese in cui si ricorda la morte di Eluana Englaro, molte sarebbero le letture consigliabili che affrontano il tema della rivoluzione tecnologica in ambito di salute e malattia e del diritto umano all’autodeterminazione.

A me piace scegliere un testo diverso, originale e inatteso per il genere e la forma cui appartiene: il fumetto. Una storia narrata al confine tra reale e irreale, considerato che Roberto Recchioni, sceneggiatore dell’avventura, è una persona che sta vivendo sulla propria pelle una condizione di malattia irreversibile.

Questa volta Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, vive direttamente una realtà da incubo, misurandosi con le sue ancestrali paure dell’ignoto e dell’insondabile. I tratti delineati per descrivere un vissuto di condannato sono così netti e precisi da incidere un solco nel lettore che segue la vicenda.

Una vita può essere sospesa e ugualmente rivestire un rinnovato significato rispetto al senso dell’esistere; una vita può essere invece trattata come pezzo da officina, scorporata dall’anima e considerata mero involucro da riparare.

Dylan Dog attraversa il suo incubo individuale dando voce materiale agli interrogativi più inquietanti che già scuotono le coscienze di chi cura.

Di goffmaniana memoria l’incontro con la spoliazione, la coatta costrizione alla rinuncia della tua identità, numero fra altri numeri, arto, organo, elemento piuttosto che uomo, sradicato dalla possibilità di esprimere il tuo passato, le tue conoscenze, le tue testimonianze su ciò che senti e ciò cui sei stato sottoposto:


L’ingresso nel giardino dove Mater Morbi porta a giocare le sue vittime non è un buon indizio e segna quel confine tra naturalità e intervento tecnologico che permette all’insaziabile signora di mantenere il paziente designato sufficientemente attaccato a un filo per potersi trastullare con lui



Poco importa ciò che il malato pensa, desidera, esige .. qualcun altro decide per lui

Risponderà il Dottor Vonnegut: al Dottor Harker che osa proporre di non andare oltre con le cure: “La legge ci obbliga a fare tutto quello che ci è possibile per tenere in vita i nostri pazienti. … La morte non è cosa di cui possano decidere i dottori o i pazienti” “E chi allora?” “Un’autorità ben al di sopra di noi”

A chi si riferisce il Dottor Vonnegut? Mater Morbi pare non avere idee confuse in proposito




E mentre le macchine allungano l’agonia di Dylan, nel suo giardino Mater Morbi esercita le sue sadiche seduzioni per favorire il cedimento del suo nuovo giocattolo

Mater Morbi è un’amante esigente, ma Dylan le rinfaccia il suo male intrinseco: quella solitudine di cui non potrà mai sbarazzarsi perché tutti cercano di sfuggirla. “Ci sono persone disposte a uccidersi pur di non incontrarti mai” svela Dylan a Mater Morbi in un drammatico colloquio “Nessuno ti ama e per questo sei costretta a tenerti strette le persone riducendole in catene”

Mater Morbi è smascherata. Nel momento in cui Dylan accetta di provare ad amarla si ritrova guarito.

La televisione trasmette l’intervista del Dottor Harker, cacciato da Vonnegut per la sua troppa sensibilità, dove si parla di accanimento terapeutico, testamento biologico e suicidio assistito.

Scrive allora Dylan Dog:

“Personalmente sono convinto che chiunque sia in possesso delle sue facoltà mentali debba anche essere padrone del proprio destino .. specie se quel destino è fatto di atroci sofferenze. D’altra parte nel caso in cui io non fossi in grado di esprimere la mia opinione o non avessi lasciato alcuna disposizione, non vorrei mai che qualcuno decidesse della mia vita al posto mio.

In fondo .. chi sono io per mettere in dubbio i miracoli?”

lasciando scoperta quella terra di frontiera dove la medicina che rifiuta la morte non è ancora specularmente riuscita a riportare sempre alla vita e dove l’essere umano è tuttora dilaniato dalla contrapposizione tra laico e religioso, tra una morte come evento naturale e una morte che può essere sempre più controllata e manipolata.

Una cosa è certa: dove le maglie si fanno strette, dove si arriva al bilico della massima incertezza, dove esiste una possibilità di scelta per orientare il proprio ineluttabile destino – e ognuno di noi sta sempre più acquisendo conoscenza di questa possibilità – c’è un fragoroso, urgente, tasssativo bisogno di etica.

Dylan Dog, Mater morbi, n. 280 Gennaio 2010, www.sergiobonellieditore.it | Tartarugosa

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Antonio Bellicoso, Dipendenza alcolica: Una nuova chiave di lettura operativa. Lavorare sui processi di attivazione delle identità, in Servizisocialionline

Antonio Bellicoso, Dipendenza alcolica: Una nuova chiave di lettura operativa. Lavorare sui processi di attivazione delle identità, in Servizisocialionline

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Mattesini Mara, I servizi dell’infanzia. Costi, forme di gestione, innovazione, percorsi di crescita, Maggioli editore, 2008, p. 248

Siamo di fronte a un cambiamento epocale nei Comuni. Cambia la modalità di gestione dei servizi, ma non solo: cambia soprattutto il ruolo complessivo del Comune.
Il nuovo disegno istituzionale delinea infatti il profilo di un Comune snello, leggero, non più implicato nella gestione diretta dei servizi, ma orientato alla preminente funzione di governo.
In questo contesto, che cosa diventano i servizi comunali dell’infanzia? Qual è il destino del grande patrimonio elaborato nella costruzione e gestione di questi servizi nel nostro Paese in decenni di gestione diretta? Soprattutto, questo modello potrà consentire quell’espansione che viene da tutti richiesta?
In assenza di un approccio che dia il senso generale del contesto, dei percorsi e degli obiettivi, spesso sorgono contrasti e si aprono conflitti su singole operazioni e riorganizzazioni. Con questo volume, si vuole dare una lettura informata del cambiamento, alla ricerca di quei nuovi percorsi che sono necessari per progettare e fornire servizi di qualità per i bambini.
Rivolto agli educatori dei servizi per l’infanzia, agli operatori sociali, agli amministratori, ai dirigenti e ai coordinatori pedagogici dei Comuni, il testo è pensato anche per gli operatori e i dirigenti dei nuovi soggetti della gestione di questi servizi, per lo più cooperative sociali, ma anche associazioni e altri componenti del terzo settore.
Infine, il testo si rivolge ad amministratori e funzionari delle Regioni e delle Province, che svolgono funzioni di programmazione, produzione normativa e talora anche di gestione.

Indice

 

Introduzione ……………………………………………………… Pag.      9

Perché un saggio su questo tema………………………….      »      9

Destinatari ……………………………………………………      »    10

 

Premessa…………………………………………………………..      »    11

 

1.  Nascita e sviluppo dei servizi dell’infanzia dei comuni………… »    13

1.1.     La scuola comunale dell’infanzia…………………………… »    13

1.2.     La scuola “materna” statale………………………………… »    16

1.3   Gli asili nido comunali ……………………………………… »    17

1.4.     I costi della qualità………………………………………….. »    20

1.5.     Il profilo culturale ed organizzativo dei servizi comunali del-
l’infanzia ………………………………………………….      »    22

1.6.     Il protagonismo del personale femminile………………      »    26

 

2.  Gestione sociale, partecipazione sociale e nuove istanze partecipa-
tive ………………………………………………………………… »    29

2.1.     La gestione sociale………………………………………      »    29

2.2.     La partecipazione sociale……………………………….      »    30

 

3.      Il sistema integrato pubblico-privato e il nuovo ruolo del comune     »        37

4.      Autorizzazione e accreditamento……………………………….. »    41

 

4.1.     Autorizzazione……………………………………………….. »    41

4.2.     Accreditamento………………………………………….      »    42

 

5.  Titoli per l’acquisto di servizi sociali…………………………      »    47

5.1.     Che cos’è un “buono”……………………………………      »    48

5.2.     Che cos’è un voucher (o buono-servizio) ……………      »    48

5.3.      Valore economico dei titoli sociali………………………… Pag. 52

5.4.      I buoni-lavoro………………………………………………. »      53

 

6.       Fondi regionali, nazionali ed europei………………………..     »      59

7.       Forme di gestione dei servizi dell’infanzia diverse dalla diretta co-
munale …………………………………………………………     »      61

 

7.1.     L’appalto………………………………………………….     »      61

7.2.     Come migliorare la qualità degli affidamenti esterni….     »      67

7.3.     La concessione ………………………………………….     »      68

7.4.     Il caso delle offerte “troppo” convenienti……………..     »      73

7.5.     Possiamo fare a meno delle gare? …………………….     »      74

 

8.  Forme di gestione in house……………………………………… »      77

8.1.     L’istituzione………………………………………………….. »      77

8.2.     L’azienda speciale…………………………………………… »      90

8.3.     La società in house ……………………………………..     »      96

 

9.  La gestione associata…………………………………………     »      99

9.1.      Convenzione …………………………………………….     »      99

9.2.      Consorzio…………………………………………………     »      99

9.3.      Unione dei comuni……………………………………….     »    100

9.4.      Esercizio associato di funzioni e servizi da parte dei comuni      »       100

9.5.      Accordo di programma …………………………………….. »    100

 

10.   Lo scenario che ci sta davanti…………………………………. »    105

10.1. L’obiettivo del 2010 ……………………………………… »    105

10.2.1 molti e diversi servizi per i bambini …………………… »    107

11.   Come concretamente il comune può svolgere la sua funzione di
governo…………………………………………………………     »    113

 

11.1.  Il menù delle funzioni di governo ………………………     »    113

11.2.  Gli standard di qualità…………………………………..     »    113

11.3.  Mantenere i saperi dentro i comuni …………………..     »    118

11.4.  È indispensabile mantenere la gestione diretta?……..     »    120

11.5.  Il ruolo del privato oggi …………………………………     »    120

11.6.  Scelta del privato, controllo …………………………..     »    125

12. La questione dei costi

12.1.  Ma quanto costa un asilo nido?………………………..       »   127

12.2.  Utilizzo del lavoro volontario……………………………       »   133

12.3.  La natura generativa della spesa per i servizi dell’infanzia…      »       135

 

13. Il quadro della diffusione dei servizi dell’infanzia nel paese

13.1.  Scuole dell’infanzia…………………………………………… »   140

13.2.  Asili nido…………………………………………………….. >>   144

13.3.  Nidi aziendali………………………………………………….. »   146

13.4.  Servizi educativi integrativi…………………………………. »   147

13.5.  Domande e liste di attesa………………………………      »   148

13.6.  Rette di contribuzione da parte delle famiglie………..      »   149

 

14.   Il punto di vista del privato………………………………….      »   151

15.   Il punto di vista del pubblico…………………………………….. »   155

16.   Che cosa si muove sul piano nazionale?……………………      »   161

 

16.1.  Le proposte di legge sui servizi dell’infanzia………….      »   164

16.2.  Disegno di legge “Il diritto delle bambine e dei bambini al-
l’educazione e all’istruzione dalla nascita fino ai sei anni”          »       165

16.3.  Il “Gruppo nazionale nidi-infanzia” per una nuova legge sui

servizi dell’infanzia……………………………………….      »   167

Conclusioni…………………………………………………………….. »   171

Bibliografia…………………………………………………………      »   173

Appendice

-     Leggi, sentenze, disposizioni nazionali…………………………… »   181

-     Alcuni testi normativi di utile consultazione…………………….. »   187

 

  D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull’ordinamento

degli enti locali (artt. 112-123)…………………………….      »   187

  Art. l’i-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) della legge

6 agosto 2008, n. 133…………………………………………… »   200

  Legge 8 novembre 2000, n. 328, Legge quadro per la realizzazione

del sistema integrato di interventi e servizi sociali………….. »   203


  Sentenza T.A.R. Sardegna, sez. I, 2 agosto 2005, n. 1729 (rilevanza
economica dei servizi sociali)
………………………………… Pag- 232

  D.d.l. n. 659, XV legislatura, Diritto delle bambine e dei bambini all’e-
ducazione e all’istruzione dalla nascita fino a sei anni
………. » 241

qui la scheda dell’editore Maggioli

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Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative, Marzo/Aprile 2010, a cura di Paolo Ferrario

Il progetto formativo intende creare un’occasione di approfondimento ed aggiornamento sui momenti di trasformazione delle politiche dei servizi socio-sanitari, con particolare riferimento alla legislazione statale, regionale ed a quella della Regione Lombardia.

I partecipanti saranno coinvolti nel concordare gli ambiti di approfondimento in base ai loro interessi ed alle situazioni lavorative e nel mettere a disposizione materiali di documentazione da analizzare.

In particolare corso intende:

- elaborare un metodo di analisi professionale delle normative che interessano il settore dei servizi alla persona ed alla comunità

- produrre conoscenze sistematiche attorno alle trasformazioni legislative ed istituzionali, con particolare riferimento alla situazione della Regione Lombardia

- elaborare materiali scritti a supporto delle lezioni e discussioni in aula. I Dossier didattici saranno elaborati e scritti da Paolo Ferrario successivamente alle lezioni, per tenere conto della discussione d’aula e si trovano qui sotto, nel box Diario di bordo.

per informazioni vai a:

AULA VIRTUALE DEL SEMINARIO Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative

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Giulio Tremonti SULLA SPESA PER LE PENSIONI IN ITALIA

Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha scritto una lettera al Foglio per segnalare le evidenze dell’ultimo Sustainability Report 2009 sulla spesa pensionistica, elaborato dalla Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione europea. Secondo tale rapporto, che misura il gap di sostenibilità, cioè di quanto dovrebbe aumentare l’avanzo primario di ogni paese per porre in equilibrio la spesa pensionistica, l’Italia si collocherebbe ampiamente sotto la media europea.

A noi servirebbe “solo” un 1,4 per cento in più di avanzo primario su Pil, contro la media Ue del 6,5 per cento e situazioni patologiche in doppia cifra, come quelle irlandese, greca, britannica, spagnola. Non a caso, tutti quei paesi che stanno avendo le maggiori difficoltà a gestire l’attuale crisi economica, e quelle che dovrebbero porre mano con maggiore urgenza a risparmi previdenziali. Per Tremonti, quindi, il sistema previdenziale italiano è in equilibrio finanziario strutturale, e non sarebbero necessarie riforme.

una lettera al Foglio

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L’integrazione delle persone con disabilità. Lo sguardo della pedagogia speciale, Università Cattolica del Sacro Cuore e SiPES (Società Italiana di Pedagogia Speciale), 25-26 febbraio 2010 Aula Pio XI Università Cattolica del Sacro Cuore Largo A. Gemelli, 1 – 20123 Milano

25-26 febbraio 2010
Aula Pio XI
Università Cattolica del Sacro Cuore
Largo A. Gemelli, 1 – 20123 Milano
(Aula Leone XIII collegata in videoconferenza)

Organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal SiPES (Società Italiana di Pedagogia Speciale), il convegno si rivolge ad insegnanti e studenti.

Programma

Giovedì 25 febbraio 2010
(ore 9.00-18.00)

ore 9.00
Registrazione dei partecipanti

ore 9.30
Introduzione ai lavori
prof. LUIGI D’ALONZO – Università Cattolica del Sacro Cuore

Interventi:

Lo sguardo della pedagogia speciale
prof. ANDREA CANEVARO – Università di Bologna

Alla ricerca delle tracce disattese
prof.ssa MAURA GELATI – Università Milano Bicocca

Famiglia e rapporto genitori-figli disabili
prof. CARLO FRATINI – Università di Firenze

La pedagogia speciale in Europa
prof.ssa LUCIA DE ANNA – Università del Foro Italico

Lo sguardo sugli educatori
prof. FRANCESCO GATTO – Università di Messina

Lo sguardo sul progetto di vita
prof. LUCIO COTTINI – Università di Udine

Le problematiche della formazione degli insegnanti specializzati per l’integrazione e l’inclusione
prof. FRANCO LAROCCA – Università di Verona

Lo sguardo sulla didattica speciale
prof. PIERO CRISPIANI – Università di Macerata

Ore 13.00
Pausa pranzo

Ore 14.00
Ripresa dei lavori

Introduzione ai lavori
prof.ssa LUCIA DE ANNA – Università del Foro Italico

Interventi:

La formazione dell’insegnante di sostegno tra istituito e istituente
prof.ssa ANNA MARIA FAVORINI – Università di Roma Tre

L’evoluzione del processo di integrazione scolastica degli studenti disabili
prof.ssa MARISA PAVONE – Università di Torino

Oltre la diversità e le differenze. La responsabilità dell’incontro
prof.ssa LAURA ARCANGELI – Università di Perugia

L’integrazione delle persone sorde
prof.ssa PATRIZIA GASPARI – Università di Urbino

L’integrazione delle persone cieche
prof.ssa ROBERTA CALDIN – Università di Bologna

Lo sguardo pedagogico e medico rispetto all’integrazione
prof.ssa ANTONELLA GALANTI – Università di Pisa

Lo sguardo sulla cittadinanza
prof. PASQUALE MOLITERNI – Università del Foro Italico

Dalla valorizzazione delle potenzialità allo sviluppo delle competenze dell’allievo con disabilità: il ruolo della valutazione
prof.ssa LUCIA CAJOLA – Università di Roma Tre

Venerdì 26 febbraio 2010
ore 9.00-13.00

Introduzione ai lavori
prof. FRANCESCO GATTO – Università di Messina

LE RICERCHE IN PEDAGOGIA SPECIALE

Il problema epistemologico della pedagogia speciale
prof. PIERO CRISPIANI – Università di Macerata

La pedagogia speciale nelle università italiane
prof. ALAIN GOUSSOT – Università di Bologna
prof. ANGELO LASCIOLI – Università di Verona

La formazione degli insegnanti
prof. FRANCO LAROCCA – Università di Verona
prof.ssa ANNA MARIA FAVORINI – Università di Roma Tre

L’integrazione scolastica
prof. DARIO IANES – Università di Bolzano
prof. FABIO BOCCI – Università di Roma Tre

L’integrazione sociale extrascolastica
prof. ANGELO ERRANI – Università di Bologna
prof. LUCIO COTTINI – Università di Udine

Conclusione dei lavori
prof. FRANCESCO GATTO – Università di Messina.

Scadenza iscrizioni: 15 febbraio 2010.

E-mail segreteria.sipes@unicatt.it

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A dieci anni dalla legge di riforma dell’assistenza (328/00): presente e prospettive per le IPAB in Sicilia…o rischio di divenire passato?, 26 febbraio 2010 alle ore 9.00, presso la Sala Convegni IRCAC – Via Ausonia, 83 – a Palermo

Venerdì 26 febbraio 2010 alle ore 9.00, presso la Sala Convegni IRCAC – Via Ausonia, 83 – a Palermo, convegno dal titolo “A dieci anni dalla legge di riforma dell’assistenza (328/00): presente e prospettive per le IPAB in Sicilia…o rischio di divenire passato?”

Siamo oramai entrati nel decennio dall’avvenuta approvazione di una importantissima legge: quella di Riforma dell’Assistenza (328/00).
Una legge che, da un lato, ha dato valore ai diritti soggettivi delle persone, riconoscendoli come esigibili; dall’altro, ha pure indicato l’avvio di un altrettanto importante momento: quello della trasformazione delle IPAB, od in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona od in Fondazioni di diritto privato.
Ad una rilettura, pare che quest’ultimo aspetto, almeno per le 7 Regioni che ancora vi devono provvedere, fra cui la Sicilia, sia stato per certi versi rimosso, dimenticato, tralasciato. Quasi non avesse un suo preciso significato o, peggio, non gli si volesse attribuire il giusto valore.
Cosa fare di fronte a questa situazione, che sembrerebbe proporsi in tutta la sua paradossalità? Far finta di niente, attendere, protestare, come peraltro proficuamente di recente, stante la precaria situazione esistente, è stato fatto? Lavorare assiduamente con l’idea di poter comunque raggiungere qualche risultato, od accettare passivamente che il tempo cancelli storie, memorie, realtà, appartenenze del territorio? Rinunciare all’impegno, lasciarsi andare alla deriva, chiudere, per certi aspetti, attendendo chissà quali nuovi tempi? Od insistere, come nel caso della proposta, che ha fra l’altro fatto scaturire, grazie all’incessante impegno, generale da parte di tutti e particolare da parte del gruppo dirigente Ansdipp Sicilia IPAB, la costituzione di una commissione tecnica di lavoro a livello regionale sulle problematiche delle IPAB? Sicuramente l’attesa, la paziente attesa, la voglia di esserci e di assicurare un proprio contributo non possono né essere cancellate, né, tanto meno, essere lasciate andare, o, peggio, pur presenti… correre il rischio di cadere nell’oblio.
Occorre, invero, avere il coraggio di insistere, di lavorare sui contenuti, di dimostrare che i servizi dalle IPAB erogati, anche ed a maggior ragione dopo la loro stessa trasformazione, sono e dovranno essere un tutt’uno con il territorio, con le comunità locali e con le persone che abitano il territorio e che dei servizi territoriali hanno vera necessità, in quanto trattasi di vedere loro riconosciuti i diritti esigibili di cui si è sopra fatto cenno.
Con questo spirito, Ansdipp Nazionale e Ansdipp Sicilia IPAB, intendono proseguire, anche attraverso questo momento convegnistico, il confronto. Per offrire, ai diversi livelli, il proprio contributo, volto ad accomunare e, di più, a fare rete fra i soggetti che hanno l’importante responsabilità di assicurare i servizi a favore delle persone nel bisogno.
Riconoscendo che il significativo “patrimonio” di servizi a favore della comunità, come sin qui e nonostante tutto assicurato, dovrà solo ed esclusivamente essere appieno valorizzato nella e per la sua portata.

Il programma in allegato.

Allegati palermo_ANSDIPP.pdf

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ISTAT, Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane

L’Istat diffonde le serie degli aggregati che concorrono a formare il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane, elaborate secondo il Sistema Europeo dei Conti nazionali e regionali (SEC95) e coerenti con le serie nazionali dei Conti per settore istituzionale per gli anni 1995-2007.

Parallelamente alla stima dei dati regionali riferiti al 2007 viene effettuata la revisione degli anni 2005-2006, nonché la ricostruzione delle serie regionali per il periodo 1995-2000 coerenti con le serie storiche dei conti nazionali e regionali realizzate con l’ultimo benchmark.

I Conti regionali delle famiglie illustrano in maniera sistematica e integrata il comportamento economico del settore famiglie nei momenti essenziali del processo economico, a partire dalla fase della produzione fino a quella della formazione del reddito disponibile nelle regioni italiane.

In download sono disponibili:
- per il periodo 2001-2007 la serie completa degli aggregati che compongono i conti, con il massimo livello di dettaglio disponibile e con la scomposizione del settore Famiglie nei due sottosettori delle Famiglie produttrici e Famiglie consumatrici;
- per l’intero periodo 1995-2007 alcune tavole di sintesi dei principali aggregati, che illustrano il processo di formazione del reddito disponibile del settore Famiglie, con la sua scomposizione nei due sottosettori delle Famiglie produttrici e Famiglie consumatrici.

Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane

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ISTAT, L’interruzione volontaria di gravidanza in Italia, DATI AL 2007

Nelle tavole statistiche disponibili in download sono contenuti i dati e gli indicatori riferiti all’anno 2007 relativi alle interruzioni volontarie di gravidanza.

Sono incluse informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche della donna (età, stato civile, titolo di studio, condizione professionale, luogo di residenza, cittadinanza), sulla storia riproduttiva pregressa (numero di nati vivi, nati morti, interruzioni volontarie e aborti spontanei precedenti) e sull’aborto (età gestazionale, rilascio della certificazione, tipo di intervento, terapia antalgica, durata della degenza).

Accanto a un’analisi temporale del fenomeno, riferita agli anni 1988-2007, i dati e gli indicatori per l’anno più recente sono presentati a livello nazionale e a livello di dettaglio regionale e provinciale.

L’interruzione volontaria di gravidanza in Italia

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Regione Lombardia fuorilegge: manca il piano sociosanitario.La parola ai membri della commissione sanità e a Crivellini (che ha chiesto il commissariamento) | RadioRadicale.it

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Il federalismo ideologico ricorda il comunismo scientifico | Libertiamo.it

….

Se qualcuno si prendesse la briga di compiere la stessa operazione da noi sul tema del federalismo (che i leghisti sbandierano ad ogni piè sospinto presentandolo come la soluzione di tutti i problemi), scoprirebbe che è l’ultimo pensiero della stragrande   maggioranza degli italiani. Ed è giusto che sia così, perché la mania che ha invasato il sistema politico (è mia opinione che nulla, neppure la devolution, sia peggio della riforma del Titolo V voluta ed attuata dalla maggioranza di centro sinistra) si basa su di un presupposto mai dimostrato e risultato falso e propagandistico: che le Regioni (da intendersi come classe politica e amministrativa) siano migliori dell’Amministrazione dello Stato. Se c’è, invece, un’Istituzione che i cittadini vivono, in generale, come una sorta di sarchiapone politico, questa è proprio la Regione (ce ne accorgeremo alla fine di marzo). Solo le Province sono più sconosciute, ma non più inutili.

Se i Comuni stanno in prima linea nel rapporto con i cittadini, se il Governo nazionale rappresenta quel “Quartier generale” contro cui tutti – anche gli amici –  sparano, le Regioni costituiscono la sussistenza, imboscata nelle retrovie, capace solo di spendere senza verifica alcuna, guardandosi bene dall’assumersi delle responsabilità. Tanto che sono anni che si parla di federalismo, che alle Regioni sono stati attribuiti sempre maggiori poteri, che altre prebende le Regioni stesse hanno rivendicato, avvalendosi dell’equivoco delle competenze concorrenti, mentre non si è cavato un ragno dal buco (nonostante il lavoro dell’Alta Commissione) sul terreno della ripartizione delle risorse, un tema non affrontato nemmeno nella recente riforma. La stessa devolution era nata in bolletta, con buona pace della Lega.

Il caso della sanità è la cartina di tornasole del fallimento del federalismo: le Regioni comandano, lo Stato “caccia i soldi”, i servizi peggiorano: tutto ciò nonostante che il fabbisogno della sanità pubblica sia aumentato di oltre 40 miliardi nel corso del primo   decennio del nuovo secolo e l’incidenza sul pil abbia superato, da tempo, il traguardo storico del 6%.  Del resto c’era da aspettarselo, in un Paese come il nostro caratterizzato da tanti divari, compreso quello riguardante la qualità politica, amministrativa e sociale. Il sistema sanitario si è presentato all’appuntamento col federalismo già disarticolato in partenza ed è destinato a consolidare tale situazione

SEGUE federalismo ideologico ricorda il comunismo scientifico | Libertiamo.it

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Breve il divorzio, minore il trauma dei figli. Ma la Camera ragiona al contrario | Libertiamo.it

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Cosa propongono le proposte di legge in discussione e quelle escluse?

Delle tre in esame, quella del relatore Paniz, la più controversa ed incomprensibile, stabilisce una riduzione da tre ad un anno dell’obbligo di separazione legale solo nel caso in cui la coppia non abbia figli minori, altrimenti tutto rimane invariato, prevede che la comunione dei coniugi si scioglie nel momento in cui, in sede di udienza presidenziale, il presidente autorizza i coniugi a vivere separati. La seconda proposta, quella della deputata Sesa Amici del PD, considerata più “equilibrata”, prevede una riduzione dei termini da tre ad un anno in tutti i casi. Una riduzione ancora maggiore è stabilita invece dall’ultima proposta, quella dell’on. Marcello De Angelis: sei mesi di separazione obbligatoria, ma nel caso vi siano figli minori di 14 anni il termine si allunga ad un anno.

La prima considerazione da fare è che in due delle proposte menzionate la presenza di figli minori allunga i termini. Questa soluzione è esclusivamente dettata dalla ipocrita speranza che si possano evitare in tal modo le obiezioni di quella parte politica ideologicamente contraria a qualsiasi riforma della legge sul divorzio. Tuttavia, se tale parte politica è pregiudizialmente contraria ad una riforma e nessuna soluzione di compromesso può smorzarne le obiezioni, tanto vale non compromettersi. Cosa comporta, dal punto di vista concreto, questa differenziazione in presenza di figli minori? Nessun esperto professionista della materia potrà dirvi che la separazione dei coniugi non sia un trauma per i figli, ma non è certamente allungando il tempo della separazione per ottenere il divorzio che questo trauma si lenisce, tutt’altro.

Dal momento in cui papà e mamma vengono autorizzati a vivere separati, smettono di litigare in casa ed iniziano con gli avvocati senza alcuna rete per i figli, che si trovano spesso al centro delle vicende legali dei genitori. Certamente più è lunga questa fase, più tempo passa, più si rischia che i coniugi si incattiviscano, talvolta spinti da parenti, amici e legali sconsiderati, con la conseguenza di aggravare il trauma dei figli. A tutto questo andrebbe posto rimedio con la riforma del divorzio, e non certo con una semplice riduzione dei termini della separazione legale, che è comunque legata anche ai tempi della giustizia civile, difforme nelle varie realtà del Paese, certamente tra le più lente al mondo, al 156° posto su 181 paesi presi in esame dalla Banca mondiale  ….

SEGUE: Breve il divorzio, minore il trauma dei figli. Ma la Camera ragiona al contrario | Libertiamo.it

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Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato

“Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato”

È il titolo del IX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità del CnAMC. La presentazione avrà luogo l’11 Marzo presso la sala Capitolare del Senato della Repubblica.
Il programma

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Asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa

297 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a circa 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un’altra provincia, e doppi tra province nell’ambito di una stessa regione  ….SEGUE

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Riforma sanitaria, Obama si gioca tutto « Politica Americana

Sono ancora 46 milioni gli americani che sono privi di assicurazione sanitaria. Il piano proposto da Obama darebbe l’assicurazione privata a quasi oltre trenta milioni di persone, costando 950 miliardi di dollari nel corso dei prossimi dieci anni, e dovrebbe, contribuire, attraverso una serie di misure correlate, a ridurre il deficit federale di cento miliardi. Il piano di Obama permetterebbe a piccoli imprenditori, aziende, e a persone senza alcuna copertura assicurativa, di comprare polizze in linea con i minimi requisiti federali, attraverso un sistema di “exchanges” (borse) controllate dai diversi Stati dell’Unione. Il piano di Obama esclude la creazione di un’assicurazione pubblica, cavallo di battaglia della sinistra liberal del Partito democratico, ma permetterebbe alle assicurazioni private di competere fra loro anche in Stati dove non hanno sede legale, che oggi non è sempre permesso, riprendendo un’idea proposta dall’avversario repubblicano di Obama durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2008, il senatore dell’Arizona, John McCain. Nella proposta di Obama, c’è spazio per aumentare le detrazioni fiscali per chi assicura l’intera famiglia, ci sono incentivi fiscali per le aziende, ma sono scomparse le multe per chi non si assicura.

L’INTERO ARTICOLO QUI: Riforma sanitaria, Obama si gioca tutto « Politica Americana.


Giovanna Vicarelli, Donne di medicina: Il percorso professionale delle donne medico in Italia, Il Mulino 2008

Giovanna Vicarelli “Donne di medicina: Il percorso professionale delle donne medico in Italia” Soc. Ed. Il Mulino 2008

Il volume, scritto da Giovanna Vicarelli con l’aiuto di alcuni collaboratori (il terzo capitolo si deve a Roberto Giulianelli mentre il quinto a Micol Bronzini ed Elena Spina), parte dalla posizione configurazionalista del sociologo Elias per analizzare in una prospettiva marcatamente multidirezionale la dinamica professionale delle donne medico in Italia a partire dalla seconda metà del XIX secolo fino ai giorni nostri, ponendo poi a confronto l’immagine emersa con il percorso delle medichesse in altri paesi europei.

La tesi di fondo, esplicitata sin dalla prefazione, è che, quando si parla di organizzazione sanitaria, si ha a che fare con una “socially situated practice”: proprio questa convinzione porta gli autori ad una analisi a tutto campo dell’evoluzione della professione medica in Italia con particolare attenzione al ruolo che via via è venuto a ricoprire in questa dinamica “l’altra metà del cielo”. Interventi normativi, modelli culturali, processi sociali, niente è lasciato da parte in un lavoro che riesce altresì a coniugare una visione generale con l’attenzione all’esperienza biografica di figure esemplari ed esemplificative di importanti protagoniste del panorama medico della nostra storia,dando vita ad uno scritto allo stesso tempo di piacevole lettura e di grande valore scientifico, attentissimo alla documentazione (è presente anche un’utile appendice statistica) e alla complessità del tema, che mai cede alla tentazione di un’interpretazione semplicistica.

Gli obiettivi e la prospettiva teorica e metodologica adottata sono chiaramente dichiarati nel primo capitolo, che presenta anche un piccolo resoconto delle posizioni per così dire tradizionali adottate da varie scuole sociologiche. Dopo i tre capitoli dedicati specificatamente al contesto italiano, passato e presente, ed al ruolo qui assunto dalla femminilizzazione della professione medica, l’ autrice ci propone un interessantissima comparazione con altri paesi europei, in particolare con l’area scandinava (che presentano i tassi di femminilizzazione più alti), la Gran Bretagna , la Francia e la Germania cercando in questo confronto un ulteriore spunto per l’avanzamento di ipotesi circa le interrelazioni tra il percorso delle donne medico e i diversi contesti, sociali, politici e culturali, in cui queste si sono trovate ad operare.

Evidenziando anche i possibili temi di ricerca per studi futuri, il volume riesce dunque a riconoscere in ogni sua forma l’infinita complessità del tema affrontato, dando allo studio di questo un prezioso contributo.dent

Letizia Thiella

Studentessa del secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in

Logica, Filosofia e Storia della Scienza

Notiziario On-Line della Facoltà di Medicina e Chirurgia

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Istat: reddito famiglie 2005-2007, IN rEGIONI.IT Newsletter n. 1526 del venerdì 26 febbraio 2010

Metà del reddito va alle famiglie del nord. Da un’indagine Istat si rileva che il reddito disponibile delle famiglie italiane si e’ concentrato in media per circa il 53% nelle regioni del nord, per il 26% circa nel Mezzogiorno e per il restante 21% nel Centro. E’ un’indagine Istat che prende in esame il periodo 2005-2007.

In particolare il nord-ovest, il centro e il sud mostrano una crescita media annua simile intorno al 3,2% pari a quella nazionale del 3,2%, al contrario nel nord-est la crescita totale e’ stata maggiore della media nazionale con un +3,4%. In cima alla classifica l’Emilia-Romagna, che segna un +4%.
Nel periodo 2005-2007 il Reddito disponibile delle Famiglie italiane si è concentrato, in media, per circa il 53 per cento nelle regioni del Nord, per il 26 per cento circa nel Mezzogiorno e per il restante 21 per cento nel Centro. Tale suddivisione è rimasta sostanzialmente invariata nel corso del triennio. Il Nord-ovest, il Centro e il Mezzogiorno hanno evidenziato una crescita media annua molto simile (intorno al 3,2 per cento), pari a quella nazionale (3,2 per cento). Al contrario, nel Nord-est la crescita totale è stata maggiore della media nazionale (+3,4 per cento).
In particolare, nel Nord-ovest, la Liguria (+3,4 per cento) e la Lombardia (+3,3 per cento) hanno registrato tassi di crescita superiori o uguali alla media, mentre in Piemonte (+3 per cento) e Valle D’Aosta (+2,9 per cento) i tassi sono risultati inferiori a quello nazionale. Nel Nord-est coesistono regioni con una crescita maggiore della media nazionale, quali l’Emilia-Romagna (+4 per cento) e la provincia di Trento (+3,6 per cento) e altre in cui l’aumento è risultato inferiore, come il Veneto (+3 per cento).
Nelle regioni del Centro, Marche e Lazio hanno evidenziato valori superiori alla media nazionale annua (rispettivamente +3,4 e 3,3 per cento); invece, è piuttosto evidente la dinamica relativamente negativa dell’Umbria, che ha presentato la crescita più contenuta tra tutte le regioni italiane (+2,5 per cento).
Nel Meridione, si distingue l’Abruzzo che, nei tre anni considerati, ha registrato l’aumento più sostenuto del reddito disponibile (+3,9 per cento), seguito immediatamente dal Molise (+3,8 per cento); tale crescita ha compensato quella inferiore alla media di Campania (+2,7 per cento), Sardegna (+2,8 per cento), Calabria e Sicilia (entrambe +3 per cento).
Poi ci sono i dati sul reddito primario, che è l’insieme dei flussi netti percepiti dalle Famiglie a titolo di remunerazione per l’impiego nel processo produttivo del proprio lavoro e del proprio capitale. Analogamente a quanto osservato per il reddito disponibile, nel periodo 2005-2007 la quota di reddito primario percepito dalle Famiglie nelle varie ripartizioni geografiche è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al totale nazionale, denotando solo una leggera perdita di peso nelle regioni meridionali (dal 24,2 per cento osservato nel 2005 al 23,9 per cento nel 2007) a vantaggio soprattutto delle regioni del Nord-est (dal 22,5 al 22,7 per cento). Nessuna variazione di rilievo ha riguardato, invece, la quota prodotta dalle regioni del Centro (dal 21,2 al 21,3 per cento) e del Nord-ovest (al 32,1 per cento in entrambi gli anni).
Dal 2005 al 2007 i redditi da lavoro dipendente sono aumentati in Italia del 13,1 per cento. Tale crescita, pur abbastanza uniforme nelle quattro macroaree, è stata più accelerata al Nord-est (+14,6 per cento) e al Centro (+13,7 per cento), più lenta al Nord-ovest (+12,1 per cento) e nel Mezzogiorno (+12,5 per cento). A livello regionale, Umbria, Abruzzo ed Emilia-Romagna (+18,5, +16,3 e +16,1 per cento rispettivamente) hanno mostrato i ritmi di crescita più elevati. Tale dinamica ha lasciato invariata, nel corso del trienno, la distribuzione dei redditi da lavoro dipendente, che si concentrano per il 53 per cento circa nel Nord, il 22 per cento nel Centro e il 25 per cento circa nel Mezzogiorno.
 
 
 
 
 

Newsletter n. 1526 del venerdì 26 febbraio 2010

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seminario internazionale sul tema del federalismo: “Il processo federale in Italia – una prospettiva comparata” , in Regioni.it Newsletter n. 1526 del venerdì 26 febbraio 2010

Il Dipartimento per le riforme istituzionali ha promosso l’organizzazione, insieme al Forum of Federations, di un seminario internazionale sul tema del federalismo: “Il processo federale in Italia - una prospettiva comparata”

Il seminario internazionale si è tenuto il 18 e 19 febbraio presso la sede del Dipartimento ed è stato articolato in quattro sessioni: la suddivisione delle competenze, il federalismo fiscale, il bicameralismo, il federalismo asimmetrico.
Una parte degli interventi dei relatori è stata pubblicata sul sito del Dipartimento(cfr. Dossier sul Seminario internazionale )
“Il processo federale in Italia – Una prospettiva comparata”
GLI INTERVENTI DEI RELATORI
giovedì 18 febbraio 2010
Saluti   On. Gianni Letta, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – (leggi l’intervento .pdf)
On. Aldo Brancher, Sottosegretario di Stato per le Riforme istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri - (leggi l’intervento .pdf)
George Anderson, Presidente del Forum of Federations.
Relazione introduttiva
Le sfide del processo federale in Italia Prof. Beniamino Caravita di Toritto, Università “La Sapienza” di Roma.
Prima sessione
Il problema del riparto di competenze
Introduce e coordina
Prefetto Riccardo Carpino, Capo di Gabinetto del Ministro per i rapporti con le Regioni.
Spagna: come ha ripartito le competenze la Spagna? Dott. Félix Acitores Durán, Vice Direttore generale, Ministero delle politiche territoriali, Madrid.
Germania: come ha sciolto il nodo delle competenze la Germania? Dott. Bernd Küster, Direttore, Ministero federale dell’Interno, Germania – (leggi l’intervento .pdf)
Svizzera: come “vive” la Svizzera in un sistema decentrato? Dott.ssa Anne Benoit, Dipartimento federale della Giustizia, Svizzera – (leggi la presentazione .ppt)
La “ripartizione” delle competenze: il processo federalista in corso in Italia. Prof. Antonio D’Atena, Università di Roma “Tor Vergata”. 
Seconda sessione
Le sfide del federalismo fiscale in una prospettiva comparata. 
Introduce e coordina
Cons. Claudio Tucciarelli, Capo del Dipartimento per le riforme istituzionali. 
Una prospettiva comparata. Dott. Ethisham Ahmad, Fondo Monetario Internazionale/London School of Economics – (leggi la presentazione .ppt)
L’esperienza canadese. George Anderson, Presidente del Forum of Federations – (leggi la presentazione .ppt)
L’esperienza australiana. Prof. Alan Fenna, Curtin University, Perth, Australia – (leggi la presentazione .ppt) 
L’esperienza italiana. Prof. Carlo Buratti, Università di Padova (leggi l’intervento .pdfleggi la presentazione .ppt)
Seconda giornata, venerdì 19 febbraio 2010
Terza sessione
Il ruolo delle seconde Camere (o Camere alte).
Introduce e coordina
Prof.ssa Melina De Caro, LUISS Roma.
Una prospettiva comparata.
Prof. Ron Watts, Queens University, Kingston, Canada –
(leggi la tavola .pdf)
L’esperienza tedesca.
Dirk Brouër, Segretario generale, Bundesrat , Germania –
(leggi la presentazione .ppt)
Quale ruolo per Regioni ed Enti locali nel Parlamento Italiano?
Prof. Nicola Lupo, LUISS Roma. 
Focus: il processo federalista italiano e lo “stato” della legislazione.
Cons. Valerio Di Porto, Consigliere della Camera dei Deputati.
Intervento del Sen. Andrea Pastore, Presidente della Commissione parlamentare per la semplificazione – (leggi l’intervento .pdf)
Quarta Sessione
Alle prese con l’asimmetria istituzionale.
Introduce e coordina
Prof. Paolo Carrozza, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa.
Canada: “convivenza senza amore”, asimmetria e tensioni nel federalismo canadese. Prof. Thomas Hueglin, Wilfrid Laurier University, Waterloo, Canada.
Spagna: le sfide dell’asimmetria nello stato autonomico spagnolo. Prof. César Colino, Professore di Scienza della politica e dell’amm.ne, Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED), Madrid – (leggi la presentazione .ppt)
Germania: una prospettiva dall’Est della Germania. Dr. Michael Schneider, Segretario di Stato per gli Affari federali e Inviato per lo Stato Sassonia-Anhalt presso il Governo federale; Presidente del Comitato delle Regioni presso la Commissione per le politiche di coesione territoriale (COTER).
Le Regioni a Statuto Speciale: la via italiana alla “asimmetria” prima e dopo il 2001. Prof. Giulio Salerno, Università di Macerata.
Conclusioni
Il processo federale in Italia: opportunità e rischi. Cosa apprendere, cosa evitare.
Introduce e coordina
Felix Knüepling, Direttore europeo del Forum of Federations
Prof. Carlo Fusaro,  Università di Firenze – (leggi l’intervento .pdf)
George Anderson, Forum of Federations

IN: Newsletter n. 1526 del venerdì 26 febbraio 2010

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Relazione sulla giurisprudenza costituzionale del 2009, Presidente Francesco Amirante, Roma, Palazzo della Consulta, 25 febbraio 2010


Roma, Palazzo della Consulta, 25 febbraio 2010

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Stalking, la legge compie un anno, Ministero Dell’Interno – Notizie

Stalking, la legge compie un anno

Sono 5.200 le denunce e oltre 1.000 gli arresti effettuati secondo i dati riferiti dal ministero per le Pari opportunità: ancora le donne i soggetti più esposti

Compie un anno il cosiddetto decreto antistupri (decreto legge 23 febbraio 2009, n.11), che ha istituito nel nostro ordinamento il reato di stalking. E i dati forniti dal ministero della Giustizia – riferiti dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna che ha voluto fare il punto della situazione – parlano di una forte crescita (25%) delle denunce, che ammontano a 5200 a fronte di oltre 1000 arresti effettuati.

Le donne, che secondo i dati della Polizia criminale dell’ottobre 2009 erano l’80% delle vittime di stalking, rimangono i soggetti più colpiti, ma c’è da notare che circa il 25% delle segnalazioni e delle denunce provengono da uomini, che risultavano nell’ottobre scorso l’87,14% degli autori delle molestie.

Ad un anno dalla loro entrata in vigore le norme, ha sottolineato il ministro Carfagna, si sono rivelate non soltanto uno strumento di difesa da comportamenti persecutori, ma, soprattutto, uno strumento di prevenzione, consentendo di intervenire anche contro semplici minacce reiterate, prima che possano sfociare in reati più gravi.
Il decreto legge n.11/2009 (convertito nella legge 23 aprile 2009, n.38) ha introdotto, infatti, accanto a nuove misure in tema di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, una disciplina organica in materia di atti persecutori, lo stalking, appunto, reato che si configura in ogni atteggiamento violento e persecutorio, insistente, che costringe la vittima a cambiare la propria condotta di vita.

Perchè è importante denunciare

Per il reato di stalking è prevista anche la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Contro il reato si procede d’ufficio solo se commesso nei confronti di minori o di persone disabili, in tutti gli altri casi è necessario che la vittima sporga querela entro 6 mesi dai fatti. È possibile, inoltre, prima di querelare, chiedere un provvedimento di ‘ammonimento’ da parte del questore.

Ministero Dell’Interno – Notizie

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Psicoanalisi BookShop Libreria online psicoanalisi libri riviste film testi universitari: la vetrina del mese

LACAN E IL FEMMINISMO CONTEMPORANEO
Autore: Luisella Mambrini
Quodlibet – 2010
Jacques Lacan ha operato una rivoluzione nella teoria e nella clinica rispetto al tema della femminilità dal momento che l’ha estratta …

IL MONDO DELL’OGGETTO EVOCATIVO
Autore: Christopher Bollas
Astrolabio Ubaldini – 2010
Questo nuovo libro di Christopher Bollas, che si accompagna al recente “La domanda infinita”, raccoglie e rivede gli aspetti essenziali e illuminanti della …

ANGELI CADUTI
Autore: Harold Bloom
Bollati Boringhieri – 2010
Dall’estensore del canone della tradizione letteraria occidentale, una piccola e godibilissima provocazione sul mito dell’angelo e l’«invenzione dell’uomo» …

IL RISCATTO DELLA SIRENETTA
Da metafora a simbolo: il sacrificio al servizio del processo di crescita
Autore: Mariagrazia Crema
Edizioni MAGI – 2010
Il significato profondo di una fiaba è racchiuso nelle sue metafore. Esplicitarle equivale ad accedere al tessuto simbolico e, quindi, alla dimensione di cura delle fiabe …

CINEMA MENTE E CORPO
Autore: Ignazio Senatore
Zephyro Edizioni – 2010
Più di 500 film in 100 anni di storia del cinema, commentati dallo psichiatra e psicoterapeuta Ignazio Senatore che costeggiano i temi cari alla psicopatologia …

BAMBINI DEPRESSI E GENITORI ALL’INFERNO
Storie di quotidiana psicoanalisi
Autore: Francesco Bisagni
Antigone Edizioni – 2009
In una società in crisi come la nostra, non stupisce che nei giovani appaia oggi più radicale e più disperata la fisiologica “crisi” propria della loro età …

IL SÉ SPEZZATO
Psicologia della lesione spinale traumatica
Autore: Gioia Gorla
Edizioni MAGI – 2010
Il volume indaga la particolare situazione psicologica delle persone che, a seguito di un incidente, hanno riportato una lesione al midollo spinale …

MANUALE DI PSICOLOGIA JUNGHIANA
Orientamenti contemporanei Teoria, Pratica, Applicazioni
Curatore: Renos K. Papadopoulos
Moretti & Vitali – 2009
«Perché un nuovo Manuale di psicologia junghiana oggi, quasi mezzo secolo dopo la morte di Jung? Non abbiamo già visto, nel corso degli anni, un’enorme quantità …

DENTRO LA SOLITUDINE
Da soli felici o infelici?
Autore: Vittorio Luigi Castellazzi
Edizioni MAGI – 2010
L’atteggiamento nei confronti della solitudine, oggi, è piuttosto contraddittorio. La si cerca, ma allo stesso tempo la si teme. Si sogna il ritiro in luoghi di meditazione …

IL FILM DELLA SUA VITA
Autore: AA. VV.
Koinè – 2010
Un racconto che viene dall’esperienza di alcuni adolescenti che hanno partecipato a gruppi d’incontro: è la testimonianza dei figli di malati di SLA….

L’INCONSCIO È IL SOCIALE
Desiderio e godimento nella contemporaneità
Autore: Marisa Fiumanò
Bruno Mondadori – 2010
Il mito delle Danaidi, condannate da Giove a riempire perennemente una botte dal fondo bucato, è evocato da Lacan per definire la natura paradossale del godimento …

L’UOMO SENZA INCONSCIO
Figure della nuova clinica psicoanalitica
Autore: Massimo Recalcati
Raffaello Cortina Editore – 2010
Secondo l’autore, nelle forme psicopatologiche oggi più diffuse – anoressie, bulimie, tossicomanie, depressioni, attacchi di panico, somatizzazioni …

DALLA MENTE AL CORPO
Psicologia clinica applicata alle professioni sanitarie
Curatore: Raffaella Gorio
Kappa – 2009
Il manuale presenta in forma sintetica e agevole gli aspetti salienti della psicologia generale, clinica e della psicologia applicata alla professione sanitaria …

NARCISISMO
Il presente deformato dallo specchio
Autore: Mauro Mancia
Bollati Boringhieri – 2010
È sotto gli occhi di tutti: viviamo in una società ossessionata dall’apparire, brulicante di Narcisi persi nella propria immagine riflessa. Lo sguardo indagatore …

SOGNI STRAORDINARI
Autore: AA. VV.
Astrolabio Ubaldini – 2009
Che si consideri il passato o si affondi lo sguardo nel futuro, la storia pullula di racconti di sogni insoliti: il fascino di questo libro scaturisce dall’esplorazione …

IL BAMBINO INASCOLTATO
Realtà infantile e dogma psicoanalitico
Autore: Alice Miller
Bollati Boringhieri – 2010
Nuova edizione – In questo libro Alice Miller prosegue nel suo intento di smascherare ogni possibile forma di “pedagogia nera”, l’educazione volta a occultare le esigenze dei …

vedi elenco novità mesi precedenti


Roma, venerdì 19 febbraio 2010 - Presentazione
Cinema Mente Corpo, di Ignazio Senatore, Zephyro Edizioni

Roma, sabato 20 febbraio 2010 - Workshop internazionale
Confrontarsi con l’altro

Torino, giovedì 25 febbraio 2010 - Conferenza
Stare bene a scuola: come curare il benessere di chi educa

Milano, venerdì 26 febbraio 2010 - Convegno
Il nuovo. Forme di apertura all’ulteriore

Pisa, sabato 27 febbraio 2010 - Corso Addiction
Corso sul trattamento delle dipendenze: Addiction

Napoli, venerdì 5 marzo 2010 - Convegno
Convegno di studio: Progressi in Formazione

Roma, sabato 6 marzo 2010 - Convegno
Il Linguaggio e l’ascolto

Milano, sabato 6 marzo 2010 - Corso
Valutazione di mobbing e stress sul lavoro

Roma, lunedì 15 marzo 2010 - Incontro
Dimagrire con la testa

Torino, giovedì 18 marzo 2010 - Conferenza
Cosa pensano i ragazzi di noi: ascoltare gli adolescenti per “non darsi per scontati”

Milano, venerdì 26 marzo 2010 - Corso
Psicofarmacologia clinica

Roma, lunedì 12 aprile 2010 - Incontro
Se la coppia scoppia?

Savona, venerdì 16 aprile 2010 - Congresso
Il nostro mare affettivo: la Psicoterapia come viaggio

Torino, venerdì 23 aprile 2010 - Conferenza
Dottore guarirò o sono un caso irrecuperabile?

Verona, giovedì 6 maggio 2010 - Congresso
IX Congresso Mondiale di Psicomotricità

Roma, lunedì 10 maggio 2010 - Incontro
Necessità di orientamento nel III Millennio

Torino, giovedì 13 maggio 2010 - Conferenza
Essere coppia, essere genitori: un conflitto di interessi?

Roma, lunedì 7 giugno 2010 - Incontro
Liberi dallo stress!

Torino, giovedì 17 giugno 2010 - Conferenza
Coaching e Analisi Transazionale

Roma, lunedì 5 luglio 2010 - Incontro
Come sopravvivere ad una perdita

Roma, lunedì 13 settembre 2010 - 
Le emozioni addomesticate: i volti dell’aggressività

Torino, giovedì 16 settembre 2010 - Conferenza
Lo stress. Istruzioni per l’uso, evitare l’abuso

Roma, lunedì 11 ottobre 2010 - Incontro
L’impatto del divorzio sui figli ed il sostegno per i genitori

Torino, giovedì 14 ottobre 2010 - Conferenza
La scelta dell’organo su cui somatizzare: un messaggio dell’inconscio

Torino, giovedì 11 novembre 2010 - Conferenza
La lama sottile della violenza psicologica

Roma, lunedì 15 novembre 2010 - Incontro
Dipendenza da alcol, dipendenza legale

Brescia, sabato 20 novembre 2010 - Corso
Corso sul trattamento psicoterapeutico infantile

Torino, giovedì 2 dicembre 2010 - Conferenza
Le cause dell’omosessualità: realtà o fantasia?

Roma, lunedì 13 dicembre 2010 - Incontro
Bruciato dal lavoro. Sono in Burnout?

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Taccani Patrizia, Giorgetti Maria, LAVORO DI CURA E AUTOMUTUO AIUTO Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, FrancoAngeli, 2010

L’automutuo aiuto attraverso il gruppo è una pratica del lavoro sociale che ha trovato ampio sviluppo prima nel Nord America, successivamente in Europa e più recentemente nel nostro paese. Rivolto a persone che si trovano ad affrontare problemi di ordine molto diverso, solo negli ultimi anni ha raggiunto i familiari che svolgono lavoro di cura nei confronti di un  membro anziano non autosufficiente.
Obiettivi di questo libro sono da un lato porre in luce la complessità del lavoro di cura rivolto ai propri anziani collegandolo ai nodi problematici che i caregiver devono affrontare, dall’altro evidenziare la tipicità del sostegno che questi familiari trovano nel gruppo di automutuo aiuto.
Il testo, avvalendosi di testimonianze fedelmente trascritte, si caratterizza
per l’integrazione tra gli aspetti teorici e quelli esperienziali legati  all’operatività degli autori.
Rivolto principalmente agli operatori psico-sociali, sanitari, educativi che a
vario titolo si occupano degli anziani e delle loro famiglie e ai responsabili
dei servizi, questo libro è utile anche alle associazioni di familiari che intendono attivare la risorsa dei gruppi di automutuo aiuto, al volontariato quotidianamente a contatto con le problematiche delle famiglie curanti, all’arcipelago del self help come stimolo alla diffusione di tale approccio nell’ambito del caregiving. I contenuti del testo, inoltre, possono essere utilmente fruiti da docenti e studenti all’interno dei percorsi formativi di base e di aggiornamento delle professioni che, in vari ambiti, sviluppano relazioni di aiuto.

Patrizia Taccani, psicologa e formatrice. È stata docente presso la Scuola
regionale per operatori sociali del Comune di Milano. Svolge attività di formazione e consulenza per enti pubblici e privati. Ricopre il ruolo di facilitatore in gruppi di automutuo aiuto rivolti a caregiver di anziani non autosufficienti e a persone implicate nei vari passaggi della cosiddetta “terza età”. È autrice di numerosi testi e saggi sul tema dell’invecchiamento e della cura.
Maria Giorgetti, assistente sociale specialista. Ha lavorato in ambito minorile, psichiatrico e formativo; è stata responsabile di un’unità organizzativa anziani della ASL, Provincia di Milano 1. Socia fondatrice dell’associazione GnG che svolge attività di promozione della cultura del mutuo aiuto, da dieci anni attiva gruppi AMA per caregiver nei quali ricopre il ruolo di facilitatore.

Presentazione
Parte Prima
Anziani non autosufficienti e cure familiari
Scenari e attori, di Patrizia Taccani; Uno sguardo al fenomeno demografico-
sociale; Proteggere e curare la domiciliarità dei propri familiari anziani;
Legami di cura in famiglia; Anziani soli: solitudini-non solitudini; Invecchiare
in coppia: “nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia; I nostri genitori
invecchiano;
Se una malattia ruba la mente: l’impatto familiare della malattia
di Alzheimer, di Ilaria Maccalli; La malattia di Alzheimer; Dopo la diagnosi
e oltre: nuovi scenari familiari;
La famiglia e il lutto, di Daniela Rocchetti;
L’ultimo tratto della vita; Quali attenzioni al morente; Accompagnamento
della famiglia e automutuo aiuto)
Gruppo, gruppi
Il gruppo, di Fernanda Landini e Gianmario Rozzi; L’importanza del gruppo
nell’esperienza umana; Storia e definizioni; Come evolvono i gruppi; Obiettivi
e strutturazioni differenti;
I gruppi di automutuo aiuto, di Maria Giorgetti; Da
dove vengono questi gruppi?; Le parole per definire e classificare; La conduzione:
un dibattito aperto)

Parte Seconda
Il gruppo di automutuo aiuto e i caregiver: riflessioni dall’esperienza
(Alcuni nodi nel percorso dei gruppi: specificità e intrecci;
Narrare la cura, di Maria Giorgetti e Fernanda Landini;
Ruoli familiari allo specchio, di Ilaria Maccalli;
Aver cura di sé e autotutela, di Gianmario Rozzi;
Quotidianità dei valori, di Patrizia Taccani;
Automutuo aiuto in AIMA: uno sguardo dall’interno,
di Ilaria Maccalli e Patrizia Taccani; Come si forma il gruppo; La cornice:
regole del gruppo, ruolo dei facilitatori, tempo e spazio; Le piccole regole;
Chi accompagna: i facilitatori; Tempo e tempi del gruppo; Il gruppo: dove?;
Il viaggio e l’attrezzatura;
I gruppi di automutuo aiuto di Magenta e
dintorni: lavorare sul territorio, di M. Giorgetti, F. Landini,
G. Rozzi; Un assegno di cura per riconoscere il lavoro e i bisogni della famiglia caregiver;
Dentro le logiche dell’organizzazione; Le difficoltà dell’istituzione: proposte
simili, risposte diverse; Tra visibilità e invisibilità: la fatica degli operatori e del gruppo; L’interesse di un comune del distretto; Si prosegue da soli)
I segnali del processo di automutuo aiuto, di Maria Giorgetti, Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Gianmario Rozzi, Patrizia Taccani
(Valutare: richiami teorici; Dall’esperienza: fasi del processo in gruppi di caregiver;
Nascita e avvio; Riconoscimento e rispetto del gruppo; Clima affettivo;
Verso l’autonomia; Oltre il gruppo)

Conclusione

Glossario, Riferimenti bibliografici, Testi letterari, Siti web visitati, Allegati:  AIMA Milano Onlus,  Associazione GnG/Il Faro


Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 26/2/2010

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 26/2/2010

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it - www.grusol.it


Informazioni
- Puglia. Assistenza indiretta per persone non autosufficienti gravissime
- Piemonte. Contributo economico per il sostegno alla domiciliarità per disabili e non autosufficienti
- Marche. Linee di indirizzo per la rete oncologica
- Educatrici, educatori, servizi alla persona
- Immigrazione. Integrazione a punti
- Lontano dagli occhi. Politiche, cittadinanza e diritti nelle Marche

Voce sul sociale
- Perchè il CAT non può sottoscrivere l’accordo con la Regione sulle Residenze protette per anziani
- Definizione del fabbisogno sanitario della Regione Marche. Un commento

Aggiornamento legislativo nazionale - 31 gennaio 2010
Aggiornamento legislativo regione Marche - 31 gennaio 2010
Leggi sociali - 31 gennaio 2010

Rassegna bibliografica - 31 gennaio 2010

Ultime acquisizioni librarie - 27 gennaio 2010

Appunti
Appunti 1 gennaio-febbraio 2010

Altro nella Home Page
Per una svolta politica nelle Marche. Appello ai partiti del centrosinistrahttp://sottoscrizione.altervista.org/ 

Trentennale Gruppo Solidarietà, 27 marzo 2010 http://www.grusol.it/eventi/27-03-10.pdf 

Gruppo Solidarietà. Corsi formazione. Marzo – maggio 2010 www.grusol.it/eventi/11-05-10.asp

Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta speciale www.grusol.it/offertaspeciale.asp

Il libro del mese: Vanna Iori (a cura di), Quaderno della vita emotiva. Strumenti per il lavoro di cura

La rivista del mese, il sito del mese, l’editore del mese 

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Riparto del Fondo Nazionale per le politiche sociali 2009 Pubblicato nella G.U. – Serie Generale – n. 42 del 20 febbraio 2010


Riparto del Fondo Nazionale per le politiche sociali 2009
Pubblicato nella G.U. – Serie Generale - n. 42 del 20 febbraio 2010

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Ugo Albano, Braghe bianche & braghe nere, segnalato in in Servizisocialionline

Ugo Albano, Braghe bianche & braghe nere, in Servizisocialionline

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Bottazzi Paola, L’assistente sociale in un piccolo comune: opportunità e rischi, in Servizisocialionline

Bottazzi Paola, L’assistente sociale in un piccolo comune: opportunità e rischi, in Servizisocialionline

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Immacolata Machinè, Vivere con la sclerosi multipla, in Servizisocialionline

Immacolata Machinè, Vivere con la sclerosi multipla, in Servizisocialionline

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Umberto Santucci, Comunicazione come spazio di interazioni, in Servizisocialionline

  Umberto Santucci, Comunicazione come spazio di interazioni, in Servizisocialionline

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Ugo Albano, Le competenze dell’assistente sociale dirigente, in Servizisocialionline

Ugo Albano, Le competenze dell’assistente sociale dirigente, in Servizisocialionline

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Antonio Bellicoso, Gli interventi sociali in un Servizio di Alcologia Territoriale, in Servizisocialionline

Antonio Bellicoso, Gli interventi sociali in un Servizio di Alcologia Territoriale, in Servizisocialionline

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presentazione del volume Il SACCO DEL NORD Saggio sulla giustizia territoriale di Luca Ricolfi, Martedì 2 marzo 2010, ore 18 Circolo dei Lettori Palazzo Graneri della Roccia Via Bogino, 9, Torino

Martedì 2 marzo 2010, ore 18

Circolo dei Lettori

Palazzo Graneri della Roccia

Via Bogino, 9, Torino

 

 

presentazione del volume

 

 

Il SACCO DEL NORD

Saggio sulla giustizia territoriale

 

di Luca Ricolfi

edito da Guerini e Associati

 

 

 

discutono con l’autore:

 

 

 

Sergio Chiamparino

Sindaco di Torino

 

 

 

Franco Reviglio

Senatore

 

 

 

modera:

 

 

Luigi La Spina

La Stampa

 

 

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

                                                                                                               

 

 

                                                                                              

www.guerini.it

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Albano Ugo Floridia Rita Lisi Patrizia Martinelli Nicola, La dignità nel morire, edizioni LA MERIDIANA


Prefazione 
di Mina Welby
Introduzione dell’On. Donella Mattesini
Capitolo 1. Promozione e difesa della vita di Patrizia Lisi
1.1 Una storia per la vita
1.2 Per una cultura della vita
1.3 Bioetica e servizio sociale: quali connessioni?
1.4 Il servizio sociale aservizio della bioetica
1.5 Assistente sociale, servizio sociale ed etica sociale
1.6 Progettare “il sociale”
1.7 La progettazione sociale nei percorsi di cura
1.8 Conclusioni
Capitolo 2. Eutanasia o cultura positiva della morte?  di Rita Floridia
2.1 Il significato attuale della morte
2.2 L’eutanasia
2.3 Dolore e sofferenza come realtà umana
2.4 L’accompagnamento relazionale nel processo di fine vita
2.5 L’assistente sociale nel processo di accompagnamento
relazionale di fine vita
2.6 Conclusioni
Capitolo 3. Un progetto di vita per la non autosufficienza di Nicola Martinelli
3.1 La metafora del viaggio
3.2 Il panorama normativo di riferimento
3.3 Il testamento biologico
3.4 Significato del testamento biologico
3.5 Metodologie e strumenti per attuare il testamento biologico
3.6 Un modello di testamento biologico
3.7 Il ruolo delle professioni d’aiuto
3.8 Il valore della spiritualità
3.9 Conclusioni
Capitolo 4. L’aiuto tra competenze relazionali ed atteggiamenti etici
di Ugo Albano
4.1 Saper stare di fronte al dolore
4.2 Professionisti competenti
4.3 Competenze professionali tra “fare” ed “essere”
4.4 Competenza professionale nell’insuccesso
4.5 La competenza etica
4.6 Nella cassetta degli attrezzi
4.7 Alla ricerca delle nostre radici cristiane


L’INTERA SCHEDA E’ QUI: http://www.lameridiana.it/Default.aspx?TabId=61&isbn=9788861531215

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La domanda di invalidità civile – Moduli.it

A decorrere dall’1.1.2010 la domanda (maggiorenneminorenne) per il riconoscimento dello stato di invalidità deve essere presentata all’INPS, e non più alla ASL, esclusivamente per via telematica.

A tal fine è stata prevista la realizzazione di un’applicazione – disponibile sul sito www.inps.it – prelevabile dal cittadino o dagli Enti di patronato. L’applicativo gestionale contiene i moduli in formato elettronico da utilizzare per la presentazione delle domande, la compilazione dei certificati, la redazione dei verbali sanitari.

La domanda di invalidità civile – Il blog ufficiale di Moduli.it – Moduli.it

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Quanto costano le mamme (e poi i figli), VoceArancio » Blog Archive »

Le donne in Italia possono restare a casa al massimo per 47 settimane complessive. in Germania: 159 settimane. In Francia: 162 settimane. La differenze tra tasso di occupazione femminile e tasso di occupazione delle mamme in Italia è simile a quello che c’è in altri paesi come Francia e Germania. In Italia il livello di flessibilità dell’orario del lavoro o la possibilità del lavoro da casa è tra i più bassi. (Dati Oecd).

L’articolo 9 della legge 53 del 2000 prevede contributi a fondo perduto per le imprese che presentino progetti per l’introduzione di forme di flessibilità lavorativa al fine di facilitare la conciliazione lavoro-famiglia.

Tasso di occupazione delle donne single: 86,5 per cento; delle donne in coppia ma senza figli: 71,9; delle donne con meno di tre figli: 51,5; delle donne con tre figli o più: 37 per cento.

altre informazioni sull’argomento qui: VoceArancio » Blog Archive » Quanto costano le mamme (e poi i figli)

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Provincia di Milano – Assessorato alle politiche sociali, Formazione primo semestre 2010

Proposte formative

In quest’area è possibile trovare la programmazione degli interventi di formazione e aggiornamento previsti per il primo semestre 2010 ed iscriversi direttamente on line.
L’iscrizione on line è semplice ed immediata, garantisce la riservatezza dei  dati personali, è sufficiente compilare il form di registrazione. Inoltre è possibile  avere informazioni dettagliate, inviando una mail  al responsabile del corso direttamente dalla pagina del programma scelto.
 

I percorsi formativi sono rivolti al personale dei Servizi sociali e socio sanitari del territorio provinciale di Milano. Non potranno essere accettate le iscrizioni di studenti o persone non occupate nei Servizi.
Vi preghiamo di prestare molta attenzione alle date di scadenza per la presentazione delle domande di iscrizione.

 

Aree delle proposte formative
  » La qualità e l’organizzazione dei servizi
  » I quadri intermedi e di coordinamento
  » I profili professionali
  » Area famiglia, minori, giovani
  » Area integrazione sociale
  » Area anziani
  » Area dipendenze
  » Area disabilità
  » Area integrazione lavorativa
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A lezione di filosofia con… Paolo Poli Intervista di Alessandra Cicalini, Muoversi Insieme Stannah

….

Se dovesse dare consigli…

Non dò mai consigli!

Sì, però, se dovesse darne…

Chi chiede consigli è scemo.

Ma se si trattasse di un giovane attore che…

Ma se è bravo non ne ha bisogno: basta usare gli occhi. Se non lo sa fare peggio per lui, non lo impara certo nelle scuole. Per dire, prima andava un certo tipo, tutto sorrisi, poi è arrivato Marlon Brando, tutto corrucciato. Insomma, prima teneri poi brutali… cambia il mondo… non so dare consigli agli altri.

Quindi per lei la saggezza dei nonni non esiste?

Una volta sì, perché era pratica. Per esempio, si diceva ai tempi della semina: adesso è piovuto, è meglio aspettare per piantare le cipolle, magari il giorno di Sant’Anna è quello giusto… e comunque per domande del genere ci voleva Vattimo, ma nel teatro, per carità… SEGUE

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Disposizioni per garantire l’accesso a cure palliative e terapia del dolore


Disposizioni per garantire l’accesso a cure palliative e terapia del dolore

Approvato al Senato il disegno di legge. Tra le misure previste, l’obbligo per i medici di monitorare il dolore di ogni paziente e di inserire il dato in cartella clinica. Le cure palliative diventano così un diritto e la prescrizione dei farmaci antidolore più semplice.

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IX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità “Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato”, 11 Marzo 2010

Giovedì 11 marzo, presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica a Roma, sarà presentato il
IX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità “Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato”
,
del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiv

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Dossier “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”

Indagine sul diritto d’autore su internet

L’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha pubblicato il 12 febbraio 2010 un’indagine conoscitiva dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Punto di partenza dell’indagine: la constatazione che la possibilità di distribuire e di scambiare contenuti attraverso nuovi canali digitali fa sì che qualsiasi contenuto sia distribuito senza che i legittimi titolari siano in grado di esercitare un effettivo controllo. I differenti interessi in gioco, infatti, esprimono un crescente contrasto fra il diritto d´autore ed altri istituti fondamentali del nostro ordinamento, quali, soprattutto, la libertà di espressione, la privacy e il diritto di accesso alla cultura e ad Internet. C’è quindi l’esigenza di riformare il quadro del diritto d’autore in Italia, per garantire: da una parte, un’efficace applicazione del diritto d’autore e del diritto all’equa remunerazione degli stessi autori, dall’altra, la tutela dei diritti dei cittadini (privacy ecc.). L’AGCOM ha quindi illustrato ciò che sta attualmente accadendo in paesi come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, sottolineando come approcci basati su divieti e repressioni non abbiano ad oggi dimostrato particolare efficacia. Soprattutto in un’ottica di garanzia di una tutela sia degli autori che degli utenti.

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FilosofArti, quinta edizione, Gallarate

Nel 1989 il ribello filosofo francese Alain Badiou scrisse un «Manifesto por la filosofia», tradotto in italiano nel 1991 e ripubblicato per Cronopio nel 2008, in cui teorizzava la possibilità di una nuova epoca per la filosofia, che in realtà non se n’era mai andata, ma che dopo gli orrori del nazismo e il crollo delle ideologie del post 1968 e del muro di Berlino viveva un momento di difficoltà.
In realtà, forse perché i tempi di crisi – non solo economica – riaccendono sempre le braci della fragilità umana, il bisogno di interpretare noi stessi o ciò che ci circonda si fa oggi più forte, e si torna a chiedere il parere ufficiale (leggi anche televisivo) dei filosofi (come Vattimo, Vacca e Cacciari).
Ecco perché un festival di filosofia non è anacronistico: ci crede Gallarate, che dalla prossima domenica (28 febbraio) torna a proporre la quinta edizione di FilosofArti, una rassegna dedicata all’intersezione tra le arti all’insegna dell’«amore per il sapere», organizzata per la direzione di Cristina Boracchi dalla Fondazione Culturale e dal Teatro delle Arti, con il sostegno del Comune o della Regione Lombardia, per citarne alcuni.
Una manifestazione che attraversa tutta la città, dai teatri Condominio, Popolo e Arti all’università della terza età Il Molo, il fotoclub Il Sestante, la Gam, il Museo degli Studi Patri, la scuola di danza Proscaenium, le librerie (Carù, Rinascita e Biblios), le parrocchie, le scuole e perfino i ristoranti (Antica Locanda Posporta, Vicolo dei Tetti, Villanovecento e Tentazioni di gusto), per le cene filosofìche, nonché l’Università dell’Insubria di Varese o il Fai.

Il tema di quest’anno è «Kronos», il tempo, declinato in tutte le dimensioni, un invito a goderne come «distensio animac», per dirla con Sant’Agostino, come spazio di riflessione e contemplazione fuori dall’orologio.

In programma ci sono conferenze, seminari di studio, spettacoli teatrali, stage di danza, concerti, laboratori, mostre, visite guidate, proiezioni, adatte ad ogni fascia di età. Tra gli ospiti, nomi di altissimo livello come i filosofi Enrico Berti (3-4 marzo), Carlo Sini (6 marzo), Massimo Dona con il jazzista Matteo Sparti (2 marzo), e Umberto Curi (4 marzo), il fisico Edoardo Boncinelli con il giornalista Armando Massarenti (1 marzo), l’indologo Giuliano Boccali (2 marzo), il poeta Maurizio Cucchi (1 marzo) o il critico d’arte contemporanea Nicolas Bourriaud (3 marzo).
Quanto alle performance teatrali, torna la Compagnia Carlo Rivolta con «Il Simposio» di Fiatone con Davide Grioni alle Arti (3-5 marzo, 9 euro, inib 347.5052978),
«II mistero buffo» di Dario Fo con l’erede Mario Pirovano al Condominio (5 marzo, 25/23/20 euro, per informazioni telefonare allo 0331,784140) e il reading sul religioso o poeta David Maria Turoldo di Marco Graffeo, inserito nella lectio magistralis del filosofo Virgilio Melchiorre alle Arti (5 marzo). Domenica 28 vengono inoltre inaugurate la mostra fotografica di Giorgio Lotti, «Uno sguardo sull’arte» (al Sestante, ore 11.30), e quella di design «Misurare il tempo», a cura di Filippo Protasoni e di Treccia Zaro (al Museo degli Studi Patri, ore 17.30). con happening organizzato dalla pittrice Silvia Gabardi e lo psicologo Andrca Fischietti. Mentre dalle 10 alle 18 l’associazione varesina TerraMani organizza in piazza Libertà la Fiera Cittadina «Tempo della natura, tempo dell’uomo». FilosofArti dura fino al 7 marzo.
Gli eventi sono quasi sempre gratuiti e a ingresso libero, ma è consigliato prenotare (in particolare gli spettacoli, le cene e ìe visite). Info Fondazione Culturale, 0331.784140,
www.fondazioneculturalegallarate.it
www.teatrodellearti.it.

CULTURA/FilosofArti e il tempo in tutte le dimensioni

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Del Zanna Giovanni, Casalinghi “furbi” per l’economia articolare – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Vi siete messi in testa di preparare un tortino di patate, ma vi pesa il pensiero di doverle sbucciare una per una con il coltello. Un rimedio c’è. Fate un salto al supermercato: di sicuro troverete un aggeggio piccolo, in genere colorato, che vi renderà questa operazione molto più agevole. Del pelapatate, ma anche dello schiaccianoci e degli apri-bottiglia intelligenti, parla Giovanni Del Zanna nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Tecnologia e domotica.
Con questo articolo, il nostro architetto prosegue così nel viaggio tra gli utensili da cucina che ci semplificano la vita, soprattutto se abbiamo problemi alle articolazioni, ma non solo in questo caso. In fondo, dice l’esperto, perché fare uno sforzo in più quando potremmo farne uno in meno? Meno fatica ci occorre per svolgere incombenze pratiche più tempo avremo per quelle più piacevoli… SEGUE

L’ARTICOLO E’ QUI: Se sbucciare le patate vi pesa troppo… – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

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Giovanni Sartori, Multiculturalismo e cattivo vicinato – Corriere della Sera 21 febbraio 2010

Le argomentazioni del professor Giovanni Sartori:

  • L’Europa è caratterizzata da secoli da popolazioni stanziali, stabili, e dotate di una propria identità linguistica e culturale. Dal Settecento il Vecchio Mondo ha generato molti emigrati e accolto pochi immigrati
  • Il Vecchio Mondo è da gran tempo uno spazio pieno occupato, dicevo, da popolazioni stanziali. Il Nuovo Mondo era uno spazio vuoto colmato soltanto da immigrati che nel corso di due generazioni si sono largamente integrati nella loro «terra promessa». Ma anche lì gli inizi non sono stati facili. Pur essendo quasi tutti europei (niente islamici), i nuovi arrivati si sono tutti «ghettizzati» nel senso che si sono messi assieme nelle loro «piccole città» (little Italy e analoghi). In parte era perché non conoscevano la lingua del Paese nel quale si accasavano; ma era soprattutto perché così «stavano assieme», così ristabilivano un vicinato familiare. Queste piccole città etniche si sono in parte dissolte tempo un secolo (salvo eccezioni, come più di tutti i cinesi), ma si sono dissolte abbastanza rapidamente perché gli Stati Uniti sono un Paese di altissima mobilità sociale e di lavoro.
  • Gli europei sono da gran tempo residenti fissi. Hanno cambiato molti sovrani (i territori passavano da un monarca all’altro anche per matrimonio e eredità); ma gli abitanti restavano e vivevano nei loro borghi e città per secoli e secoli. Arrivavano anche a combattersi; ma si conoscevano e si somigliavano. Successivamente le recenti megalopoli hanno semmai creato una «folla solitaria» (così David Riesman) che però non è una folla di dissimili ma semmai di vicini indifferenti.
  • non dobbiamo confondere il problema dell’integrazione politica dell’immigrante con il diverso problema di come e dove accasarli. Una cosa è il «cattivo cittadino» (che per esempio rifiuta la democrazia e preferisce una teocrazia), e altra cosa è il «cattivo vicino» che crea una convivenza invivibile tra chi c’era prima e chi sopraggiunge.
  • i nuovi immigrati sono diventati troppo rapidamente troppi (il prefetto di Milano ricordava l’altro giorno che gli stranieri sono aumentati, dal 1980, da 3 mila a 400 mila). Ma è ancor più aggravato dalla confusione delle idee.
  • Per la teoria-ideologia del multiculturalismo ogni cultura si dovrebbe separare dalle altre creando così «identità mono-culturali». Pertanto questa soluzione produrrebbe ghetti davvero blindati che bloccherebbero qualsiasi integrazione. Ma quel che di fatto avviene negli insediamenti italiani (e anche nelle periferie parigine) è il caos multiculturale
  • Fa ridere, o piangere, che siffatte situazioni di disastrosa disgregazione sociale vengano acclamate come l’avvento di un glorioso futuro multietnico e multiculturale. Che fare? Il primo passo sarebbe di invitare i suddetti laudatori a trasferirsi in via Padova (dove tra l’altro, le case degli italiani sono in svendita: davvero un affare). Poi si potrà cominciare a ragionare.

Giovanni Sartori
21 febbraio 2010

Multiculturalismo e cattivo vicinato – Corriere della Sera

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Milano, l’Italia e gi immigrati. Come si difende un quartiere ANGELO PANEBIANCO PER IL CORRIERE DELLA SERA, in ALTRI MONDI

Lo scontro interetnico di via Padova a Milano ha portato nuove sofferenze a due categorie di persone, del tutto incolpevoli: i vecchi abitanti della zona e gli immigrati che vorrebbero lavorare in pace. Gli italiani di via Padova, esasperati, e impossibilitati ad andarsene (anche, probabilmente, in molti casi, a causa del deprezzamento subito dai loro alloggi), denunciano le condizioni di degrado e la mancanza di sicurezza. Ma anche gli immigrati che lavorano hanno la loro pesante dose di disagi. Non sono, presumibilmente, leghisti quegli immigrati che a Gianni Santucci (sul Corriere di ieri) dicevano: «A distruggere le vetrine c’erano troppe facce che vedo in giro a non far niente tutto il giorno» oppure «Devono prenderli e mandarli a casa».

Ci sono in gioco due questioni, difficili da gestire. La prima riguarda la clandestinità, la sua frequente connessione con attività criminali, nonché il ruolo di primo piano che i clandestini svolgono sempre nelle rivolte urbane. La seconda riguarda la formazione di ghetti multietnici all’ interno delle città. Come ha scritto Isabella Bossi Fedrigotti, sempre sul Corriere di ieri, ciò che è successo in via Padova può accadere in altri quartieri di Milano e in tante altre città

Combattere l’immigrazione clandestina è difficilissimo. Ma lo è ancora di più se tanti operatori, religiosi e settori di opinione pubblica mostrano un’indulgenza che sfiora la complicità verso il fenomeno. Come è fin qui accaduto. Che senso ha, in nome di una sciatta e del tutto ideologica «difesa degli ultimi», disinteressarsi delle gravissime conseguenze che la clandestinità porta con sé e che sono destinate a pesare sia sugli italiani che sugli immigrati regolari? Le probabilità di scontri etnici, quanto meno, diminuiscono se la clandestinità viene arginata e i facinorosi allontanati. Emigliora, per tutti, la vivibilità dei quartieri.

La seconda questione riguarda la formazione di ghetti multietnici. E’ un problema ancora più difficile da risolvere di quello della clandestinità. A causa del fatto che i ghetti si formano quasi sempre in modo spontaneo, seguendo dinamiche che sono proprie del mercato (degli alloggi). Il ministro degli Interni Roberto Maroni, nella sua intervista al Corriere di ieri, ha detto cose responsabili e condivisibili. Ma ha forse sopravvalutato la possibilità di impedire per il futuro eccessi di concentrazioni etniche nelle aree urbane. I ghetti si formano perché l’afflusso di immigrati spinge le persone che temono un deprezzamento eccessivo della loro proprietà a vendere. E quando il deprezzamento è compiuto, il quartiere si riempie di immigrati poveri. E’ difficile bloccare questi processi. In un bel film che circola in questi giorni nelle sale, An education, due allegri mascalzoni sbarcano il lunario prendendo in affitto appartamenti in quartieri di soli bianchi e poi subaffittandoli a famiglie di colore. Le vecchine del quartiere si spaventano, svendono di corsa case e mobilio. E i due mascalzoni arraffano tutto l’arraffabile.

Forse, consistenti sostegni economici alle persone che, a causa del flusso immigratorio, vedono deprezzate proprietà ed esercizi commerciali, servirebbero di più che non tentativi di pianificazione nella distribuzione urbana dei vari gruppi etnici. Alleviando il danno, ciò forse contribuirebbe anche a ridurre il rancore verso gli immigrati.

ALTRI MONDI

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Eugenio Borgna “Le emozioni ferite”, Firenze, Biblioteca delle Oblate – 16/12/2009, 16 AudioVideo di un’unica magistrale conversazione, tratta dal canale di thorne63 su Youtube


Claudio Risè, Sessualità a rischio nella coppia

L’amore nella coppia è in difficoltà. Secondo una società inglese specializzata in sondaggi comportamentali il 27 per cento degli uomini a letto ricorre a scuse diverse per evitare l’incontro sessuale proposto più o meno esplicitamente dalla compagna. La percentuale delle “astensioni con menzogna” scende invece tra le donne al 18 per cento. Abbastanza per mettere in forse l’immagine dei maschi come ossessionati dal sesso, e delle donne come perennemente in fuga. Ma non è tutto qui.
La situazione delle coppie conviventi, a quanto risulta in psicoterapia, è peggiore, perché moltissime donne non hanno neppure l’opportunità di mostrare i propri desideri. Il compagno, infatti, le prende (per così dire) per sonno, piazzandosi davanti alla TV (dove a volte si addormenta) e affacciandosi poi alla camera da letto solo quando lei sta già dormendo.
Il quadro, però, è più complicato. L’uomo, infatti, non esaurisce la sua sessualità con la sonnolenza televisiva, o dichiarando mali (l’emicrania), che una volta mascheravano l’assenza di desiderio della donna. Al di fuori della coppia ufficiale, infatti, come provano infiniti fatti di cronaca oltre all’intensa attività delle “chat” internettistiche, l’uomo spesso si sveglia e recupera capacità di iniziativa a volte eccessive, e spesso imprudenti.
Grazie alla connessione alla rete anzi, questa trasformazione dell’uomo da compagno annoiato a cacciatore spregiudicato si realizza spesso a pochi metri dalla camera da letto rifiutata  [ ....]

Coppie che non riescono nell’intimità a liberarsi dell’aspetto impegnativo, ripetitivo e necessariamente limitato, della loro vita quotidiana. E’ come se le donne disponibili delle chat, le “escort” e professioniste di vario tipo e di diverse provenienze, distraessero con la loro presenza costante, dal progetto d’amore paziente e profondo della coppia. Una seduzione simile è, del resto, esercitata sulla donna dai “maschi della rete”, sorta di sirene al maschile appostati in cerca di conquiste (e spesso prede essi stessi).
La coppia che sopravviverà sarà più forte, e più allegra. Ma deve farcela.

L’INTERO ARTICOLO QUI: Diario di bordo :: Sessualità a rischio nella coppia :: February :: 2010

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Istat, Forze di lavoro Media 2008

Periodo di riferimento: Media 2008
Diffuso il: 17 febbraio 2010


Settori: Lavoro
Periodo dei dati: Media 2008
Collana: Annuari, n. 14
Anno di edizione: 2009
Supporti: Volume cartaceo CD-ROM
Prezzo: 30.00
Edizione cartacea in preparazione
Cod. ISBN: 978-88-458-1642-0
Cod. SIGED: 2A042009014000005


L’indagine sulle forze di lavoro, radicalmente riorganizzata a partire dal 2004 come previsto da un regolamento comunitario, rileva ogni settimana le principali informazioni sul mercato del lavoro dal lato dell’offerta. In questo volume, dopo la presentazione dei dati per il periodo 1997-2008, vengono diffusi i risultati relativi alla media del 2008 per la popolazione, le forze di lavoro, gli occupati, le persone in cerca di occupazione e le non forze di lavoro. I dati sono disaggregati per sesso, età, titolo di studio e territorio. Le informazioni riguardano le principali caratteristiche dell’occupazione (settore di attività, posizione professionale, professione, carattere dell’occupazione, orario di lavoro), della disoccupazione (precedenti esperienze lavorative, durata della disoccupazione) nonché le diverse tipologie di inattività. Inoltre, il volume contiene i principali risultati relativi all’istruzione e formazione così come alcune informazioni elaborate in
un’ottica familiare. 

Forze di lavoro Media 2008

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Cambiamo il modello di integrazione degli stranieri, Immigrazione.biz -

Non sono del tutto nuovi i fatti di intolleranza razziali che nella giornata di sabato hanno fatto da padrone nelle cronache dei telegiornali. Una schermaglia tra cittadini di diverse etnie all’interno di un autobus di Milano è poi proseguito in strada, ha provocato l’accoltellamento in maniera letale di un giovane cittadino di 19 anni, Hamed Mamoud El Fayed Adou, che è rimasto a terra, senza vita. Da lì la rivolta dei nordafricani che sviando il muro organizzato dalla Polizia, ha cominciato ad aggirarsi per le traverse adiacenti alla via Padova, spaccando tutto e effettuando una vera e propria “caccia al latinos”. Episodio che fa emergere la microconflittualità urbana tra le diverse etnie, che portano a situazioni di guerriglia urbana. Dopo Rosarno si ripropone una scena simile ed è intervenuto anche il Ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha parlato di “ un semplice pretesto banale degenerato in violenza collettiva, non un attacco allo Stato”.

Lo stesso Maroni ha poi proseguito: “Il mix esplosivo di via Padova si è formato negli anni secondo un modello sociale che non ha voluto gestire un insediamento etnico. È importante evitare che una zona di città diventi estranea a chi ci vive, una sorta di territorio separato, di zona franca. Nel futuro dobbiamo evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere”. Per questo motivo si è organizzata una riunione con il Ministero del Welfare, le Regioni, i Comuni, le associazioni di volontariato per affrontare questo tema. Si discuterà di “come garantire l’integrazione, attraverso le leggi, nei territori delle grandi città. Bisogna evitare – prosegue – che certe periferie diventino focolai di violenza, ma per questo si deve anche cambiare un modello di accoglienza sin qui adottato”.

I  FATTI:

E’ successo tutto in pochissime ore ieri in via Padova a Milano. Ore 17.40 all’interno di un autobus vi è un gruppo di sudamericani e altri tre amici, due egiziani ed un ivoriano. Iniziano i primi sfottò e le minacce. I tre amici scendono alla fermata appena prenotata e il gruppo di latinos li segue. Due africani verranno feriti, accoltellati, di cui uno in modo letale. Si tratta di Hamed Mamoud El Fayed Adou di 19 anni, che è morto sul posto nonostante i tentativi dei soccorritori di rianimarlo.

Avvertita la polizia, sono iniziate le indagine. Si cercano cinque ragazzi sulla ventina e sudamericani. Ma non è tutto. Appena si è sparsa la notizia del giovane ucciso, un centinaio di connazionali della vittima sono scesi in strada seriamente intenzionati a farsi giustizia da sé. Ma mentre la polizia si era schierata per impedire il passaggio lungo la via Padova, hanno fatto dietro front e hanno percorso le vie laterali, spaccando tutto ciò che capitava sotto le loro mani, per poi superare nuovamente lo schieramento della polizia. Hanno raggiunto dunque piazza Loreto, dove hanno sfogato la loro rabbia contro le auto e i negozi sudamericani. Via Padova, secondo il vice sindaco di Milano, è la via più multietnica della città. Tantissime le famiglie di ogni nazionalità che vivono qui. “Ma liti tra stranieri sono ormai all’ordine del giorno, anche perché con oltre 200mila immigrati regolari e 40mila clandestini, questi numeri testimoniano che è difficile governare l’immigrazione”.

C’è anche chi propone “espulsioni a tappeto”. L’eurodeputato della Lega Nord Matteo Salvini ha infatti confermato di aver già contattato il Ministro dell’Interno Maroni perché “occorrono controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano”. Il Carroccio, intanto, ha già organizzato per venerdì prossimo una manifestazione con i comitati e i cittadini nei luoghi degli scontri.

Immigrazione.biz – Cambiamo il modello di integrazione degli stranieri

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Banca d’Italia, L’economia italiana in breve, n. 34, gennaio 2010

Banca d’Italia,  L’economia  italiana in breve, n. 34, gennaio 2010

http://www.bancaditalia.it/statistiche/altre_pub/econ_it/2010/34_10/iteconom_34_ita.pdf.


PRESENTATO AL SENATO IL DISEGNO DI LEGGE SUL “CONTRATTO UNICO”, Newsletter Pietro Ichino – Newslwtter n. 91

PRESENTATO AL SENATO IL DISEGNO DI LEGGE SUL “CONTRATTO UNICO”
Primo firmatario Paolo Nerozzi; recherà anche la mia firma non solo perché ho dato qualche piccolo contributo alla sua redazione, ma soprattutto perché esso – riprendendo il progetto Boeri-Garibaldi – si muove nella stessa direzione del progetto contenuto nei miei d.d.l. n. 1481 e n. 1873/2009, sia pure delineando una riforma assai più circoscritta; e può costituire un primo passo utile in quella stessa direzione. V. anche il testo definitivo della proposta presentata da Marianna Madia alla Camera con altri 80 deputati del Pd per il superamento del dualismo nel mercato del lavoro, già segnalato la settimana scorsa. Per un confronto fra i tre progetti v. la tabella sinottica dei loro contenuti più rilevanti.



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