Claudio Risè, Come imparare dai fallimenti

[..]  È proprio quando ci dimentichiamo, infatti, del passaggio amaro del fallimento, che incorriamo poi nei disastri più difficili da rimediare.
Ogni volta che l’economia ha creduto di poter evitare il ciclo depressivo (il ristagno e la discesa dei guadagni e dei corsi di Borsa), è entrata in crisi solo lentamente rimediabili: e noi siamo in una di quelle. Ogni volta che un impero ha creduto nella propria eternità, è poi franato miseramente, anche in tempi rapidi.
Soprattutto però, come si ripeteva negli esercizi del venerdì di passione, è a livello psicologico che l’insegnamento della sconfitta e della perdita dà i suoi frutti più preziosi.
La formazione della personalità è una sequela di perdite. Il bimbo deve lasciare l’infanzia per diventare adolescente; poi anche l’adolescenza dovrà essere abbandonata per diventare giovani; quindi la giovinezza verrà persa per ottenere la maturità, e così fino alla fine.
Se si pretende di aggirare il dolore della perdita, la nuova condizione psicologica non verrà mai veramente raggiunta, e avremo quell’ibrido di adulto infantilizzato e capriccioso che domina le cronache e la vita quotidiana di oggi.[..]

Diario di bordo :: Come imparare dai fallimenti :: March :: 2010

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L’assistenza agli anziani non autosufficienti, rapporto 2009 promosso dall’IRCCS-INRCA per l’Agenzia nazionale per l’invecchiamento, in sossanita.it

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Determinazione in ordine alla realizzazione del CENTRO PER L’ASSISTENZA DOMICILIARE nelle Aziende Sanitarie locali, DGR 11 dicembre 2009 n. 8/1079

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COMUNE DI MILANO – Comunicazione Preventiva d’Esercizio delle Unità d’Offerta Sociale (CPE) e loro Accreditamento.

Comunicazione Preventiva d’Esercizio delle Unità d’Offerta Sociale (CPE) e loro Accreditamento.

La Regione Lombardia, con Decreto della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale n. 1254/2010, ha stabilito  nuove norme per  i gestori che intendono attivare una struttura tra quelle appartenenti alla rete sociale, tra quelle sotto elencate. Gli interessati devono presentare la CPE – Comunicazione Preventiva di Esercizio  (corredata dalla documentazione prevista), che sostituisce a tutti gli effetti l’Autorizzazione al Funzionamento , direttamente al Comune di Milano e, più precisamente, all’Ufficio Autorizzazioni Monitoraggio Controllo – Settore Politiche della Famiglia – della Direzione Centrale Famiglia, Scuola e Politiche Sociali, sito in Via Porpora n.10 – 20131 Milano.

La CPE può essere, peraltro, anche fatta pervenire al sopra citato Ufficio a mezzo posta raccomandata A.R.
Una copia della CPE, esclusa la documentazione allegata, deve essere inviata anche all’Asl Milano – Servizio Vigilanza e Accreditamento – Via Statuto n.5 –  20121 Milano.

Le strutture socio-assistenziali facenti capo alla rete sociale sono:
• Nido d’Infanzia;
• Micronido:
• Centro Prima Infanzia;
• Nido in Famiglia;
• Centro Aggregazione Giovanile;
• Comunità Alloggio Disabili;
• Servizio di Formazione all’Autonomia per Persone Disabili;
• Centro Diurno Anziani;
• Comunità Educativa;
• Comunità Familiare;
• Alloggio per l’Autonomia;
• Centro Ricreativo Diurno;
• Centro Socio Educativo.

Casi in cui la CPE – Comunicazione Preventiva di Esercizio -  deve essere presentata:
- messa in esercizio di unità d’offerta afferenti alla rete sociale;
- variazione della capacità ricettiva dell’unità d’offerta,
- trasformazione di unità d’offerta esistenti;
- trasferimento in altra sede di unità d’offerta esistenti;
- cambiamento del soggetto gestore.

Casi in cui la CPE  (Comunicazione Preventiva di Esercizio) non deve essere presentata:
- cambio della persona del Legale Rappresentante o dell’Amministratore del soggetto gestore (è sufficiente inviare lettera per informazione);
- sperimentazione di un’unità d’offerta innovativa e non rientrante nella rete regionale (è sufficiente inviare comunicazione contenente i contenuti organizzativi e strutturali della sperimentazione. L’Ufficio prenderà atto con apposito provvedimento);
- messa in esercizio di attività sociali tra quelle previste dall’art. 3 – comma 2 – della Legge n.3/2008. Il gestore deve, comunque, garantire il rispetto delle Leggi Regionali o Nazionali in materia di Igiene e Sanità Pubblica, di Sicurezza degli Impianti, di Urbanistica-Edilizia e, nel caso di utilizzo di personale dipendente, il rispetto di quanto stabilito in materia di rapporti di lavoro dalla normativa vigente. È opportuno che il gestore invii all’Ufficio Comunale una relazione dalla quale si evinca la caratteristica dell’attività avviata sul territorio.

Procedimento per la messa in esercizio:
- presentazione della CPE, utilizzando la modulistica allegata;
- l’Ufficio Autorizzazioni – Monitoraggio – Controllo verifica la completezza della comunicazione e di quanto autodichiarato, relativamente ai requisiti posseduti, nonché la presenza dei certificati relativi ai requisiti soggettivi, entro 30 giorni lavorativi;
- il Comune, effettuate le verifiche indicate, richiede all’Asl Milano  la visita di vigilanza, che sarà effettuata entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Entro 75 giorni dalla richiesta del Comune, l’ Asl Milano  è tenuta a dare esito dell’attività di vigilanza sia al Comune che al gestore.

Accreditamento
Sempre con il citato Decreto Regionale n. 1254/2010, la Regione Lombardia fornisce informazioni più dettagliate sul sistema di Accreditamento.
L’accreditamento è il processo di ulteriore qualificazione delle Unità d’Offerta Sociale in esercizio.
La richiesta di accreditamento è volontaria.
Il soggetto “accreditato” viene riconosciuto come soggetto che può erogare prestazioni o servizi, relativi all’Unità d’Offerta Accreditata, per conto del Servizio Pubblico.
Il Comune di Milano ha avviato un processo sperimentale per l’ accreditamento di offerte multiple all’interno di una rete Pubblico/Privato,  per perseguire obiettivi di più alti livelli di qualità ed efficienza negli interventi e servizi per soddisfare i bisogni sociali della cittadinanza. Ciò genererà  un mercato sociale regolato,  al quale i cittadini possono rivolgersi, esercitando la propria libertà di scelta, con il riconoscimento e il sostegno delle proprie fragilità, garantito dalla responsabilità pubblica.
In questa fase, l’accreditamento è presupposto necessario per poter stipulare contratti o convenzioni per l’acquisto delle prestazioni di tipo educativo per la Prima Infanzia e socio-educativo e socio-assistenziale personalizzato per minori, adolescenti, anziani, disabili e loro famiglie.
Condizione fondamentale e indispensabile per ottenere l’accreditamento di un’unità d’offerta sociale è “essere in regolare esercizio”, ovvero aver presentato la CPE per la stessa unità d’offerta ed aver avuto esito positivo dalla relativa attività di vigilanza espletata dall’Asl Milano.  Inoltre è necessario possedere tutti i requisiti di qualificazione fissati dal Comune (per ulteriori informazioni seguire i link nella sezione Siti utili).

Presentazione della richiesta di Comunicazione Preventiva di Esercizio e della richiesta di Accreditamento
Il Gestore per la presentazione della CPE (Comunicazione Preventiva di Esercizio), nonché per la procedura di accreditamento, si dovrà attenere a quanto previsto dalla normativa regionale vigente che, per opportuna conoscenza, si allega.
La presentazione della CPE dovrà avvenire utilizzando gli appositi moduli, anch’essi allegati.

La richiesta di accreditamento è presentata dall’ Ente Gestore, attraverso il suo Legale Rappresentante.

N.B.: le informazioni, relative alle procedure di accreditamento, saranno disponibili negli appositi bandi che verranno, di volta in volta, pubblicati sul Sito del Comune di Milano sotto la voce “Bandi”.

Per informazioni sulle modalità della presentazione della CPE (Comunicazione Preventiva di Esercizio):
Ufficio Autorizzazioni – Monitoraggio – Controllo
Tel.: 02-884.62665 – 62675
Fax: 02-884.62646

Orario di apertura:
Su appuntamento, da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30

 


 


Allegati

COMUNE DI MILANO – Comunicazione Preventiva d’Esercizio delle Unità d’Offerta Sociale (CPE) e loro Accreditamento.

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ASL MILANODUE: Organigramma e Funzionigramma

ASL MILANODUE:


Comune di Meda, Bando di accreditamento per prestazioni educative domiciliari per soggetti diversamente abili (ADH) e per prestazioni educative domiciliari (ADM) per famiglie con minori

  • Comune di Meda, Bando di accreditamento per prestazioni educative domiciliari per soggetti diversamente abili (ADH) e per prestazioni educative domiciliari (ADM) per famiglie con minori

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S. Biancardi, APPALTI DI SERVIZI E FORNITURE Maggioli Editore – Novità febbraio 2010 – con Cd-Rom Pagine 360 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5466.7 – Euro 45,00


Scopo di questa nuova opera è rendere agevole la comprensione della complessa disciplina normativa che regola la materia e fluido lo svolgimento dell’attività di approvvigionamento di un ente pubblico, senza dare per scontate eventuali conoscenze pregresse.

Arricchita da modulistica, schemi riassuntivi e tavole sinottiche, la trattazione svolge in maniera chiara e lineare le singole fasi procedurali: in particolare, la prima sezione è dedicata agli adempimenti concernenti la fase di gara, la seconda alla richiesta di accesso agli atti e al contenzioso tra imprese e stazione appaltante, la terza alle problematiche inerenti la corretta gestione del contratto stipulato.

Una speciale attenzione è dedicata agli aspetti preparatori della gara che rivestono rilevanza fondamentale per il successo dell’intera procedura di approvvigionamento.

La modulistica fornita – disponibile anche sul Cd-Rom allegato – è suddivisa in singoli pacchetti, corrispondenti alle principali procedure che la stazione appaltante può decidere di intraprendere, e precisamente per:
a) Gestire una procedura in economia previa acquisizione di almeno 5 offerte.
b) Gestire una procedura in economia previa indagine di mercato.
c) Gestire una procedura aperta o ristretta sopra o sotto soglia di rilevanza comunitaria.
d) Adesione alle convenzioni CONSIP.

Esplicati alla luce delle più recenti novità normative e giurisprudenziali, gli adempimenti e gli accorgimenti necessari al corretto svolgimento degli appalti trovano pieno sviluppo in questo efficacissimo Manuale, nel dettaglio di quattro parti:

1.
Aspetti propedeutici alla gara
Fra gli argomenti trattati:
 La cheklist cronologica dei principali adempimenti. 
 La nomina del RUP. 
 Differenze tra attività di gara e contrattuali. 
 La Consip. 
 Il DUVRI. 
 La determinazione a contrarre. 
 Il bando e la lettera d’invito. 
 Il capitolato speciale e il foglio patti e condizioni. 
 La scelta tra i principali sistemi di acquisizione. 
 Le procedure di gara alternative. 
 Criteri di scelta del contraente e assegnazione dei punteggi. 
 L’anomalia dell’offerta. 
 I soggetti ammessi a partecipare alle gare e i requisiti di partecipazione. 
 I requisiti per partecipare alle gare. 
 L’acquisizione del codice c.i.g. e il pagamento della tassa sulle gare. 
 La pubblicazione dei bandi e i termini di gara. 
 La cauzione provvisoria. 

2.
Il procedimento di gara e l’aggiudicazione
Fra gli argomenti trattati:
 La commissione di gara. 
 L’apertura delle operazioni di gara. 
 Accertamento sul possesso dei requisiti, aggiudicazione e stipula del contratto. 
 Garanzia definitiva.

3.
Il contenzioso nella gara d’appalto
Fra gli argomenti trattati:
 Accesso agli atti. 
 Le forme alternative del contenzioso. 
 Il contenzioso. 
 Revoca e annullamento in autotutela dell’aggiudicazione.

4.

La gestione contrattuale dell’appalto
Fra gli argomenti trattati:
 La rinegoziazione del contratto. 
 Esecuzione del contratto. 
 I pagamenti. 
 Recesso e risoluzione del contratto. 
 Il rinnovo e la proroga contrattuale. 
 Estensione del “quinto d’obbligo” nei contratti. 
 La concessione dell’aumento prezzi, accorgimenti e clausole da inserire nei capitolati di gara. 

S. Biancardi, Funzionario settore Economato-Approvvigionamenti di primario Comune. 

Per ricevere subito
APPALTI DI SERVIZI E FORNITURE
Maggioli Editore – Novità febbraio 2010 – con Cd-Rom
Pagine 360 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5466.7 - Euro 45,00

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Standards de vie (realizzata dall’Insee nel 2006) e Eurobarometer 67.1, Come francesi ed europei rappresentano la povertà e le sue privazioni.

La povertà non è solo questione di reddito. Una ricerca di Jérôme Accardo e Thibaut de Saint Pol basata sui dati di due precedenti inchieste, Standards de vie (realizzata dall’Insee nel 2006) e da Eurobarometer 67.1(voluta dalla Commissione europea del 2007), affronta la questione di come francesi ed europei rappresentano la povertà e le sue privazioni. La trovate qui.

(via pratichesociali.org)

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Ettore Jorio, Barack H. Obama ce l’ha fatta: la riforma sanitaria è legge


Barack H. Obama ce l’ha fatta: la riforma sanitaria è legge

Ettore Jorio (23-03-2010)

vai a: http://www.federalismi.it/ApplMostraDoc.cfm?Artid=15861

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Sirna Cesare Augusto – Sirna Antonino – Sirna Marco, Pubblica Amministrazione. Affidamenti incarichi dirigenziali. Ipotesi di spoils system di fatto legiferate. Riflessioni sulla costituzionalità delle medesime, in Diritto.it

  • Vai a: Sirna Cesare Augusto – Sirna Antonino – Sirna Marco, Pubblica Amministrazione. Affidamenti incarichi dirigenziali. Ipotesi di spoils system di fatto legiferate. Riflessioni sulla costituzionalità delle medesime
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CONVEGNO INTERNAZIONALE LA CONDIZIONE GIURIDICA DI ROM E SINTI IN ITALIA MILANO 16-18 GIUGNO 2010 Università degli Studi di Milano-Bicocca Aula Magna Edificio U6, Piazza dell’Ateneo nuovo, 1 – Milano

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA

ASGI (ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE)

RAPPRESENTANZA A MILANO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

CONVEGNO INTERNAZIONALE

LA CONDIZIONE GIURIDICA DI ROM E SINTI IN ITALIA

MILANO 16-18 GIUGNO 2010

Università degli Studi di Milano-Bicocca

Aula Magna

Edificio U6, Piazza dell’Ateneo nuovo, 1 – Milano

La situazione delle persone che in Italia si riconoscono, dal punto di vista linguistico o culturale, come rom o sinti appare precaria sotto molti punti di vista.

La loro condizione giuridica è assai eterogenea (cittadini italiani, cittadini di altri Stati membri dell’Unione europea, cittadini di Paesi extracomunitari, rifugiati, apolidi) e le loro pratiche ed esperienze di vita sono molto varie.

Ai gruppi rom e sinti di antico radicamento in Italia si sono affiancati gruppi giunti in differenti momenti dall’Europa centro-orientale, spesso a seguito discriminazioni, persecuzioni, apolidia sopravvenuta, espulsioni di fatto, creando un insieme altamente variegato quanto a retroterra sociale, pratiche di mobilità territoriale, inserimento economico e sociale.

Il confronto con i gruppi zigani e con la loro storia di ricorrente discriminazione, di fatto o di diritto, costituisce una sfida per l’ordinamento giuridico italiano, che secondo le norme costituzionali, comunitarie ed internazionali in vigore deve prevedere apposite misure di tutela e deve promuovere in modo attivo politiche e azioni di inserimento sociale e di non discriminazione di tale popolazione.

L’obiettivo del convegno è, quindi, duplice: formativo, sugli strumenti di protezione e tutela dei diritti dei rom e dei sinti, ma anche di riflessione e proposta sui problemi e modelli di una legge di tutela e promozione delle minoranze rom e sinta.

Promotori:

Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI)

Dipartimento giuridico delle istituzioni nazionali ed europee dell’Università degli studi di Milano-Bicocca

Dipartimento dei sistemi giuridici ed economici dell’Università degli studi di Milano-Bicocca

Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università degli studi di Milano-Bicocca

Rappresentanza a Milano della Commissione Europea

Principali destinatari

Avvocati, magistrati, rappresentanti di associazioni italiane e straniere, dirigenti della pubblica amministrazione, assistenti sociali, operatori sociali, assessori e consiglieri, insegnanti, studiosi italiani ed esteri.

Campagna Dosta

Durante il convegno verrà presentata e promossa la campagna internazionale del Consiglio d’Europa Dosta! (“Basta” in romanes e in varie lingue slave) per promuovere la conoscenza di rom e sinti e dire “basta” alle discriminazioni nei loro confronti.

Iscrizioni

L’iscrizione al convegno è gratuita per tutti i partecipanti. Per ragioni organizzative l’iscrizione è obbligatoria e deve essere effettuata on line presso il sito www.asgi.it a partire dal 7 aprile fino al 7 giugno 2010.

Informazioni

Per ogni informazione ci si può rivolgere all’indirizzo: condizionegiuridica.rom@unimib.it.

Sul sito www.asgi.it sarà aperta una apposita sezione recante documenti utili per il convegno.

Per raggiungere la sede del convegno:

Pernottamento

Sul sito www.asgi.it, nella sezione relativa al convegno sono indicati alberghi e residenze universitarie convenzionate per il convegno che possono essere contattate direttamente, segnalando la partecipazione al convegno.

Crediti formativi

La partecipazione intera degli iscritti ad ogni giornata del Convegno sarà accreditata ai fini della formazione professionale degli avvocati (8 crediti per giornata) e degli assistenti sociali. E’ stato chiesto l’accreditamento del convegno all’Ordine degli assistenti sociali - Consiglio regionale della Lombardia ai fini della formazione continua degli assistenti sociali e degli assistenti sociali specialisti.

Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza iscritti al convegno potranno ottenere i crediti alle condizioni previste dal regolamento della Facoltà.

Ai fini dell’attribuzione di crediti formativi sia da parte degli ordini professionali, sia da parte dell’università è necessario che gli iscritti si presentino ogni giorno alle ore 8,30. Si raccomanda la massima puntualità.

La realizzazione del convegno è resa possibile dal generoso contributo di:

Centro di Eccellenza Jean Monnet dell’Università degli Studi di Milano

Comitato Pari Opportunità dell’Università di Milano-Bicocca

Council of Europe

Fondazione Cariplo

Fondazione UnIdea

ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights – OSCE) Roma Contact Point

Open Society Justice Initiative

Rettorato dell’Università degli Studi di Milano–Bicocca

UNAR

Comitato scientifico organizzatore

Paolo Bonetti, Dipartimento giuridico delle istituzioni nazionali ed europee dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, ASGI

Alessandro Simoni, Dipartimento di diritto comparato e penale, Università degli studi di Firenze

Tommaso Vitale, Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli studi di Milano-Bicocca


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Regionali 2010: il voto nelle Regioni del Sud

 
(regioni.it) Nichi Vendola è stato confermato Presidente della Regione Puglia con il 48,69 per cento dei voti, contro il 42,25 per cento di Rocco Palese, l’8,71 per cento di Adriana Poli Bortone e lo 0,35 per cento di Michele Rizzi.
In Calabria Giuseppe Scopelliti è il nuovo presidente con il 52,72 per cento (il dato è riferito al 99,5 % delle sezioni) e ha battuto il Presidente uscente Agazio Loiero che ha avuto il 32.24 per cento dei voti, mente Filippo Callipo si è fermato al 10,04 per cento.
Stefano Caldoro è invece il nuovo Presidente della regione Campania. Ha ottenuto il 54,25 per cento, contro il 43,04 per cento di Vincenzo De Luca, l’1,35 per cento di Paolo Ferrero e l’1,34 per cento di Roberto Fico.
Infine a completare il quadro del Mezzogiorno in Basilicata risulta confermato Presidente Vito De Filippo con il 60,81 per cento. Nicola Pagliuca ha ottenuto il 27,92 per cento dei voti, Magdi Cristiano Allam l’8,72 per cento, Marco Toscano l’1,47 per cento, Florenzo Doino l’1,05 per cento.
 
[Reg. Puglia] Regionali 2010: i risultati in Puglia
[Reg. Calabria] Regionali 2010: i risultati in Calabria
[Min. Interno] Regionali 2010: i risultati in Basilicata
[Min. Interno] Regionali 2010: i risultati in Campania

Newsletter n. 1548 del martedì 30 marzo 2010

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Regionali 2010: il voto nelle Regioni del Centro

 
(regioni.it) In Toscana è Enrico Rossi che raccoglie il testimone del Presidente uscente Claudio Martini, ottenendo il 59,7 per cento dei voti. Monica Faenzi si ferma al 34,4 per cento, mentre Francesco Bosi ha avuto il 4,6 per cento, Alfonso De Virgiliis lo 0,8 per cento e Ilario Palmisani lo 0,5 per cento.
Le Marche riconfermano il Presidente Gianmario Spacca con il 53,17 per cento dei voti, Erminio Marinelli ottiene il 39.71 per cento dei consensi, mentre Massimo Rossi raggiunge il 7,11 per cento.
In Umbria è stata eletta Presidente Catiuscia Marini con il 57,24 per cento dei voti, le sue avversarie Fiammetta Modena e Paola Binetti ottengono rispettivamente il 37,70 e il 5, 05 per cento.
Infine per chiudere il quadro del Centro-Italia la Presidente della Regione Lazio è Renata Polverini con il 51,14 per cento dei consensi, contro il 48, 32 per cento ottenuto da Emma Bonino, e lo 0,53 per cento di Marzia Marzoli.
 
·         [Min. Interno] Regionali 2010: i risultati nel Lazio
·         [Min. Interno] Regionali 2010: i risultati in Umbria
·         [Reg. Marche] Regionali 2010: i risultati nelle Marche
·         [Reg.Toscana] Regionali 2010: i risultati in Toscana

Newsletter n. 1548 del martedì 30 marzo 2010

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Regionali 2010: il voto nelle Regioni del Nord

Regionali 2010: il voto nelle Regioni del Nord

 
(regioni.it) La Lombardia riconferma Presidente della Regione, Roberto Formigoni che con il 56,1 per cento di voti batte gli avversari: Filippo Penati ottiene il 33,27 per cento dei consensi, Savino Pezzotta si ferma al 4,68%, Vito Claudio Crimi ottiene il 3 per cento, Vittorio Emanuele Agnoletto il 2,36 per cento e Gianmario Invernizzi lo 0,57 per cento.  Anche l’Emilia-Romagna   riconferma Presidente Vasco Errani con il 52,06 per cento dei voti , Anna Maria Bernini ha avuto il 36, 72 per cento, Giovanni Favia il 7 per cento, Gianluca Galletti il 4, 2 per cento.
Nel Nord arriva la riconferma anche per Claudio Burlando Presidente della Liguria che ha avuto il 52,14 per cento dei voti mentre il suo avversario, Sandro Biasotti, si è fermato al 47,85 per cento dei consensi.
Cambia invece il Presidente del Piemonte, dove l’attuale Presidente, Mercedes Bresso con il 46,90 per cento dei voti è stata battuta da Roberto Cota che ha raggiunto il 47,32 per cento. Davide Bono ha avuto il 4,08 per cento, Renzo Rabellino l’1,67 per cento.
In Veneto è Luca Zaia il nuovo Presidente con il 60, 15 per cento dei voti, Giuseppe Bortolussi ha ottenuto il 29,07 per cento, Antonio De Poli il 6,38 per cento, David Borrelli il 3,15 per cento, Silvano Polo lo 0,50 per cento, Paolo Caratossidis lo 0,36 per cento, e infine Gianluca Panto lo 0,35 per cento.
 
[Min. Interno] Regionali 2010: i risultati in Liguria
[Min. Interno] Regionali 2010. i risultati del Veneto
[Min. Interno] Regionali 2010. i risultati della Lombardia

[Min. Interno] Regionali 2010: i risultati del Piemonte
[Min. Interno] Regionali 2010: i risultati in Emilia-Romagna

Newsletter n. 1548 del martedì 30 marzo 2010

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Sulla pagina web di Ugo Albano è visionabile l’articolo del mese dal titolo: “sesso & aiuto” (col sottotitolo “la seduzione nel lavoro sociale”), dedicato al rapporto tra aiuto e sessualità: sessualità agita, giocata e pure (qualche volta) subita.

Sulla pagina web di  Ugo Albano è visionabile l’articolo del mese dal titolo: “sesso & aiuto” (col sottotitolo “la seduzione nel lavoro sociale”), dedicato al rapporto tra aiuto e sessualità: sessualità agita, giocata e pure (qualche volta) subita. E’ un pezzo che invita a riflettere sui significati sessuali del lavoro di cura, un tema-tabù che si ha solo l’ardire di mettere sul tavolo della consapevolezza. L’articolo fa seguito ad un acceso dibattito sul forum in cui si è partiti dalle valenze sessuali dei ruoli nella pratica dell’aiuto ed oggi stiamo discutendo sul sesso nell’ambito dell’handicap. Se ti interessa parteciparvi, anche in forma anonima, basta un click (attenzione, una volta sul forum occorre cliccare in basso a destra “alla pagina successiva” per scorrere tutti i contributi già dati, solo alla fine dei quali è possibile immettersi nella discussione).
 
Per restare in tema, a pedice della pagina, riporta nell’area “video del mese” un pezzo comico sul tema: “Il timido e la prostituta”.  A mio modo di vedere un pezzo molto poetico. 
 
Di lato le rubriche personali, i cui link vengono sempre verificati e selezionati per il vostro interesse. Di sotto i link “ludici”, con l’immancabile gioconda e con l’area “napoletanate”.
 
Da questo mese, nell’area di sinistra, c’è il nuovo settore dei ”filmati”, in cui inizio a mostrare dei video realizzati da me: ho cominciato con “fratelli di talia”, un piccolo clip dedidato agli assistenti sociali italiani. Se ti interessa vederlo, clicca qui.
 
Per leggere l’articolo e tutto il resto basta un semplice click.
 
 
Saluti carissimi.
 
Ugo Albano, 29 marzo 2009

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Ugo Albano, Sesso & aiuto, ovvero: la seduzione nel lavoro sociale

[..] molti interventi professionali gestiti dai servizi sociali o sanitari hanno significati sessuali  diretti e rilevanti: dalla richiesta di interruzione di gravidanza alla consulenza di coppia, dalla mediazione familiare all’educazione sessuale nelle scuole, dai casi di abuso sessuale alla gestione educativa nell’handicap, l’oggetto stesso del lavoro è direttamente o indirettamente la sfera sessuale dell’interlocutore. In questi casi occorre solo restar calmi e trattare l’oggetto dell’aiuto nella maniera più naturale possibile: in questi casi si tratta semplicemente di attivare percorsi di accompagnamento delle persone verso orizzonti di consapevolezza. La sessualità va quindi riconosciuta, ma anche orientata verso ambiti di “fattibilità sana”, evitandosi, per esempio, che sia essa la modalità prevalente nelle relazioni sociali o che venga agita in modo sbagliato su soggetti “deboli”. La sessualità è quindi “oggetto” del lavoro di aiuto, il professionista non deve negarla, ma leggerla e gestirla, evitando di divenire egli stesso “parte del gioco”. Ciò richiede – mi permetto di dire – una sessualità privatamente ben vissuta da parte dell’operatore, per evitare che questa intervenga inconsapevolmente nel lavoro.

[..]

VAI ALL’INTERO ARTICOLO QUI:  http://digilander.libero.it/ugo.albano/

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Comuni rinnovabili 2010: Rapporto annuale sulla diffusione delle fonti rinnovabili nel Paese, LegAmbiente, 2010

Comuni rinnovabili 2010

Il nostro rapporto annuale sulla diffusione delle fonti rinnovabili nel Paese.

 

I risultati e le buone pratiche di intervento; come l’Italia potrà raggiungere gli obiettivi UE al 2020; il ruolo delle politiche locali nello sviluppare e integrare le fonti rinnovabili nel territorio italiano. Tutto su Comuni Rinnovabili 2010.

leggi il rapporto presentato a Roma nel corso di un convegno.

il programma del convegno

comuni rinnovabili 2010

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Politiche e servizi per le persone con disabilità nella normativa della regione Marche www.grusol.it/eventi/CorsoFormazione20-04-10.pdf Moie di Maiolati (AN) – Aprile 2010

Politiche e servizi per le persone con disabilità nella normativa della regione Marche 
www.grusol.it/eventi/CorsoFormazione20-04-10.pdf

Moie di Maiolati (AN) - Aprile 2010

Martedì, 13 aprile 2010
Le politiche per le persone con disabilità nella legislazione regionale

Martedì, 20 aprile 2010
L’organizzazione dei servizi sociosanitari domiciliari, diurni e residenziali nella normativa regionale 

Obiettivi e Contenuti del Corso. Far conoscere il quadro normativo nel quale vengono programmati ed organizzati nella regione Marche gli interventi a favore delle persone con disabilità. Nel primo si affronterà il tema delle poli tiche (scuola, lavoro, sanità, ecc ..), mentre nel secondo verrà affrontato lo specifico dei servizi sociosanitari territoriali (domiciliari, diurni, residenziali). 

Destinatari
. Il corso è rivolto a tutti coloro che lavorano a vario titolo all’interno del sistema dei servizi sanitari e sociali rivolto alle persone con disabilità. 

Docenti
. Giuseppe Forti, Dirigente assessorato servizi sociali Comune S. Elpidio a Mare; Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà.

Note tecniche. Il corso si svolgerà a Moie di Maiolati Spontini, via Fornace 23 (biblioteca comunale, sala J. Lussu), dalle ore 15.30 alle 18.00. Il primo incontro avrà inizio alle 15.15.Dalle 15.00 alle 15.30 sarà aperta la segreteria. Si rilascia attestato di frequenza. Verrà distribuito per ogni incontro materiale di approfondimento. 

Iscrizioni. Il numero massimo di partecipanti previsto è di 25. Il costo di partecipazione è di 40 euro da versar e su ccp 10878601 intestato a Gruppo Solidarietà – Castelplanio. L’iscrizione verrà registrata al momento dell’avvenuto versamento (inviare fotocopia della ricevuta). Prima di effettuare il versamento accertarsi che ci siano posti disponibili.

Per informazioni: Gruppo Solidarietà, Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel e fax 0731-703327, e-mail grusol@grusol.it - www.grusol.it 

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La riforma sanitaria di Obama guarda all’Europa: U.S.A.: La fine della grande anomalia, di E. Balboni, in Foum di Quaderni Costituzionali

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Elezioni Regionali del 28 – 29 marzo 2010 – Risultati elettorali – Ministero dell’Interno


Lettera sulla progettazione e realizzazione di servizi educativi

Ciao Paolo,

ho sbirciato i video su diritti, povertà e servizio sociale.. ti sono infinitamente grata per averli messi in rete come per tutto l’altro materiale che hai messo in questi mesi.

io mi sono ri-concentrata sul lavoro di cura-organizzazione-progettazione della casa-cantiere-cascina.
Sono stufa marcia di avere lavori di cantiere in corso così mi sono “ri-buttata a pesce” per dare una bella botta in avanti. I risultati si vedono anche se io sono arrivata alla primavera un po’ troppo tirata.
Finalmente abbiamo ultimato tutta la recinzione del campo così la cascina è protetta: circa 150 metri lineari di cancellata in ferro zincato.
Siamo riusciti a completare la pratica dei vigili del fuoco (pratica molto rognosa) per la sala multifunzionale: per le attività organizzate e gestite dall’Associazione per i propri scopi è stata riconosciouta una capienza di 180 posti, in caso di affitto della sala una capienza di 99 posti.
Ultimata questa pratica e a conoscenza di tutte le richieste architettoniche per la sicurezza in caso di incendio, i muratori hanno incominciato a fare i tavolati interni degli ultimi due lotti. Insomma incominciamo a vedere abbozzati altri appartamenti, i locali del centro diurno, la sala musica-registrazione, ecc.

Finalmente stiamo allestendo meravigliosamente (e qui mi gaso), il laboratorio scuola-bottega di meccanico ciclista per ragazzi/e a rischio di dispersione scolastica. Intanto il laboratorio è iniziato il primo di marzo con un nostro operatore part-time e un maestro artigiano ciclista. Il nostro operatore è  un ragazzo, meccanico, appassionato di biciclette, molto sensibile che si sta formando ”educatore -meccanico ciclista”.
Nel frattempo abbiamo consolidato il rapporto con Ditte amiche per l’inserimento lavorativo e abbiamo steso il piano di studi annuale/biennale secondo il calendario scolastico. Ora c’è un nostro volontario molto appassionato che sta scrivendo i libri di testo. Stiamo raccogliendo la disponibilità di 10 professori della zona per l’insegnamento delle seguenti materie: Matematica, chimica, fisica applicate alla bicicletta, disegno/autocad, elementi di italiano, geografia e storia, contabilità semplice e amministrazione, educazione civica, stradale, sviluppo delle competenze sociali, educazione all’affettivita, uso del computer, fotografia, inglese tecnico, educazione fisica.
Il passo successivo sarà quello di ragionare con le istituzioni pubbliche preposte la possibilità di rilasciare un titolo di studio. Se tutto procede bene dovremmo inaugurare il laboratorio subito dopo la metà di aprile e iniziare il primo corso a settembre 2010.

La stanza delle sabbie è pronta e la psicologa ha iniziato da poco. E’ partito anche il laboratorio di arteterapia associato al centro diurno. Poi.. altre mamme, i ragazzi .. ecc. ecc.

….

Nota di Paolo Ferrario
Riporto questa lettera privata che racconta l’impegno di chi progetta servizi educativi.
Occorre seguire tantissimi aspetti:

  • legali,

  • istituzionali,

  • edili (architetti, geometri, muratori, idraulici, elettricisti),
  • educativo-professionali (formazione professionale),
  • più propriamente collegati alla cultura dei servizi alla persona (educativi, psicologici, di servizio sociali, giuridici)

    Non riporto autrice e associazione a scopi di riservatezza.
    E’ solo un promemoria sui vari fattori che si devono presidiare nella produzione dei servizi

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    Diritti, povertà e servizio sociale. Seminario per ripensare il Servizio Sociale e ridefinirne le priorità, Università di Milano Bicocca, Corso di laurea in servizio sociale, 2010

    1. Saluti iniziali: prof.sa Carla Facchini e dott.sa Renata Ghisalberti, Presidente Ordine Assistenti Sociali Regione Lombardia

    2. L’impegno del servizio sociale nella realizzazione dei diritti: prof.sa Annanamaria Campanini, Presidente EASSW Making human rights real: the social work agenda

    3. I pregiudizi, le immagini della povertà ed il ruolo degli assistenti sociali . Presiede la prof.sa Teresa Bertotti, intervengono gli studenti di Milano Bicocca, la Dott.sa  Daniela Gregori (Università di Trieste) e la Prof.sa Enrica Morlicchio (Università degli Studi di Napoli)

    4.  Povertà, lavoro sociale e politiche sociali: prospettive e interrogativi. Presiede la prof.sa  Antonietta Pedrinazzi, intervengono Giovanni Cellini (Università degli Studi di Milano-Bicocca),  Maria Grazia Guida (Direttrice della Fondazione Casa della Carità) e il Prof. Enzo Mingione (Università degli Studi di Milano-Bicocca)


    Ferdinando Pellegrino, Malattia di Alzheimer, rapporto medico-paziente e tutela giuridica | AssistentiSociali.org

    Malattia di Alzheimer, rapporto medico-paziente e tutela giuridica

    Vai a :
    Malattia di Alzheimer, rapporto medico-paziente e tutela giuridica | AssistentiSociali.org

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    I risultati degli scrutini e i dati sull’affluenza alle urne relativi alle elezioni regionali ed amministrative del 28 e 29 marzo 2010, consultabili attraverso il sito www.interno.it

    I risultati degli scrutini e i dati sull’affluenza alle urne relativi alle elezioni regionali ed amministrative del 28 e 29 marzo 2010, relativi alle ore 12.00, 19.00 e 22.00 di domenica 28 marzo e alle ore 15.00 di lunedì 29 marzo, saranno consultabili anche attraverso il sito www.interno.it . Il Ministero dell’Interno ha precisato che i dati sull’affluenza alle urne e i risultati relativi alle elezioni delle quattro Regioni: Toscana, Marche, Puglia e Calabria, non gestite dal Ministero stesso, saranno diffusi autonomamente dalle Regioni stesse – come previsto dalla normativa regionale – e consultabili attraverso collegamenti con i rispettivi siti internet: 
    http://www.regione.toscana.it/elezioni2010/index.html
    http://www.elezioni.marche.it/

    http://www.elezioni.regione.puglia.it/

    http://elezioni.regione.calabria.it/ oppure:
    http://elezioni.regione.calabria.insielmercato.it/elezioni2010.
    Link sul sito del ministero dell’interno:
    Le schede informative sulle elezioni regionali, provinciali e comunali
    La sala stampa del viminale

    Regioni, Province e comuni al voto

    Per ulteriori approfondimenti si possono consultare i precedenti articoli di “Regioni.it”:

    Elezioni Regionali: “istruzioni per l’uso”
    Regionali: in Gazzetta le disposizioni sul procedimento elettorale
    Elezioni regionali: circa 41 milioni di italiani al voto
     
    1.    Regioni al voto: la Lombardia
    2.    Regioni al voto: l’Emilia-Romagna
    3.    Regioni al voto: la Toscana
    4.    Regioni al voto: la Campania
    5.    Regioni al voto: la Basilicata
    6.    Regioni al voto: l’Umbria
    7.    Regioni al voto: le Marche
    8.    Regioni al voto: la Puglia
    9.    Regioni al voto: la Calabria  
    10.Regioni al voto: il Lazio
    11.Regioni al voto: il Veneto
    12.Regioni al voto: il Piemonte
    13.Regioni al voto: la Liguria
    Elezioni regionali, Marche: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Basilicata: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Toscana: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Piemonte: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Veneto: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Umbria: le candidate alla Presidenza
    Elezioni regionali, Puglia: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Emilia-Romagna: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Calabria: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Campania: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Lazio: le candidate alla Presidenza
    Elezioni regionali, Lombardia: i candidati alla Presidenza
    Elezioni regionali, Liguria: i candidati alla Presidenza
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    La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola, Pietro Vigorelli – Libera Universita’ Autobiografia – 2019-06-04 -

    2019-06-04 – Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola Stampa4 – 6 giugno 2010 seminario a cura di Pietro VigorelliLa cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola

    vai alla scheda del seminario di formazione:

    Libera Universita’ Autobiografia – 2019-06-04 – Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola

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    La scrittura a due nella relazione terapeutica e d’aiuto, L. Moreni, M.G. Soldati – Libera Universita’ Autobiografia – 2010-04-23 -

    2010-04-23 – L. Moreni, M.G. Soldati – La scrittura a due nella relazione terapeutica e d’aiuto Stampa23 – 25 aprile 2010 seminario a cura di Lorenzo Moreni e Maria Grazia Soldati

    vai a:

    Libera Universita’ Autobiografia – 2010-04-23 – L. Moreni, M.G. Soldati – La scrittura a due nella relazione terapeutica e d’aiuto

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    Alberto Martini e Marco Sisti Valutare il successo delle politiche pubbliche. Metodi e casi, Il Mulino

    Alberto Martini e Marco Sisti
    Valutare il successo delle politiche pubbliche. Metodi e casi

    Indice: Prefazione. – Parte prima: I concetti generali. – 1. Introduzione. – 2. I concetti chiave: politica pubblica, implementazione, effetti. –
    Parte seconda: Valutare l’implementazione delle politiche. – 3. Quando valutare l’implementazione. – 4. Teorie del cambiamento e modello
    logico. – 5. Tre obiettivi conoscitivi per l’analisi d’implementazione. – 6. Tecniche per raccogliere informazioni sull’attuazione di una politica.
    – Parte terza: Valutare gli effetti delle politiche. – 7. Effetti delle politiche e logica contro fattuale. – 8. Il modello dei risultati potenziali. – 9. Il
    metodo sperimentale. – 10. La logica dei metodi non-sperimentali e la differenza-nelle-differenze. – 11. Gli utilizzi dell’analisi di regressione.
    – 12. L’abbinamento statistico. – 13. La discontinuità attorno a una soglia. – 14. L’utilizzo delle variabili strumentali. – 15. L’analisi delle
    serie storiche interrotte. – 16. La rilevazione.

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    Secondo rapporto tra Enti locali e Terzo Settore, a cura di Francesco Montemurro, Quaderno Auser, 2010

    Secondo rapporto tra Enti locali e Terzo Settore
    Quaderno Auser

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    Nuova versione del portale www.assistentisociali.org di Marianna Lenarduzzi

    E’  online la

    caratterizzata dal nuovo logo e da una grafica più professionale.

    Vi ricordo che nel portale potrete trovare il BLOG, che raccoglie articoli di
    assistenti sociali e di altri professionisti.
    Vi invito inoltre ad usare il FORUM per un confronto costruttivo con i
    colleghi sui temi di discussione più attuali.

    Siamo sempre in cerca di nuovi collaboratori che vogliano dare il proprio
    contributo per rendere questa risorsa sempre più ricca e professionale.
    Se interessati potete contattarci usando la pagina contatti o con un
    messaggio privato su Facebook o sul forum.

     Dott.ssa Marianna Lenarduzzi
    (assistente sociale specialista)
    ——————————

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    Immigrazioni e contesti locali. Annuario CIRMiB 2009 – Synergia srl – Milano

    In questo volume, che rappresenta il primo Annuario del CIRMiB, si fa il punto sulla realtà migratoria nel contesto bresciano

    Immigrazioni e contesti locali. Annuario CIRMiB 2009 – Synergia srl – Milano

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    Rebecca Zanuso, Diventare madri nella società della scelta. Fattori socio-culturali e questioni aperte, in Synergia srl – Milano

    E’ noto come il modello di riproduzione sociale italiano ad alta intensità affettiva e di risorse spinga i giovani – soprattutto di sesso maschile – ad una più lunga permanenza nella famiglia di origine, dove godono del massimo accudimento e della massima autonomia. Oltre all’uscita da casa anche la stabilizzazione della coppia e la filiazione vengono spesso rimandate al momento in cui ci si sente pronti, poiché si sono ormai indebolite le regole sociali sull’ “età giusta” per avere il primo figlio. Inoltre sulla scelta di posticipare la procreazione sembrano gravare non solo difficoltà oggettive (contrazione di tempo e risorse individuali, assottigliamento degli aiuti informali), ma anche la percezione dei figli come un restringimento dell’orizzonte esistenziale, soprattutto per le giovani donne. 

    Quali sono dunque i fattori sociali e culturali che incidono sulla scelta di “metter su famiglia” e che portano alla posticipazione dei principali eventi caratterizzanti le transizioni alla vita adulta ed in particolare il passaggio al primo figlio e il (non passaggio) dal primo al secondo figlio?

    segue qui:

    Diventare madri nella società della scelta. Fattori socio-culturali e questioni aperte. – Synergia srl – Milano

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    Anna Banchero ed Elena Ricci, Sistema informativo nazionale per la non autosufficienza (SINA), Tendenze Nuove n. 6, 209, in Synergia srl – Milano

    Sul numero 6 di novembre-dicembre 2009 della rivista Tendenze nuove, della Fondazione Smith Kline, è stato pubblicato un saggio di Anna Banchero ed Elena Ricci della Regione Liguria dal titolo Sistema informativo nazionale per la non autosufficienza (SINA): evoluzione e stato dell’arte

    Sistema informativo nazionale per la non autosufficienza (SINA) – Synergia srl – Milano

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    “I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” elaborato da Cittadinanzattiva nell’ambito di un accordo con il SAeT, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica

    Trasparenza nella PA: presentato il report di Cittadinanzattiva e SAeT

    È consultabile il report “I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” elaborato da Cittadinanzattiva nell’ambito di un accordo con il SAeT, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica.

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    F. Iurlaro, IL PERSONALE NELLE RSA E NELLE STRUTTURE PER ANZIANI Maggioli Editore – Novità marzo 2010 Pagine 258 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5330.X Euro 23,40, Maggioli

    Attraverso l’analisi completa, da ogni punto di vista, delle figure professionali di riferimento nei servizi socio-sanitari alla persona, questo nuovo Manuale disegna le linee lungo le quali costruire un management efficace ed efficiente nel gestire risorse e risultati.

    Approfondisce in modo particolare, tre temi fondamentali:
    a) la comparazione delle differenti posizioni contrattuali degli operatori del settore,facenti capo ad ASP, cooperative, profit privati, enti religiosi ed associazioni, con una forte difformità dei trattamenti e dei relativi costi del lavoro,
    b) le forme di esternalizzazione della produzione dei servizi, in gran parte conseguenza delle suddette diseguaglianze, in quanto il prezzo del lavoro esterno è inferiore a quello fornito dai dipendenti,
    c) la figura dell’OSS, essenziale nell’assistenza alla persona fragile.

    Il volume sviluppa tutte le problematiche che un operatore di staff e di line incontra nella sua vita lavorativa presso una RSA o altra struttura assistenziale per anziani, come risulta dal piano dell’opera, così articolato:

    1.
    La normativa nazionale dei servizi alla persona, a partire dalla  Legge 328/2000.

    2.
    La Legge Biagi e il quadro normativo in materia di appalti e somministrazione.

    3.
    Esternalizzazione di servizi: comando di personale in azienda privata.

    4.
    L’organizzazione aziendale.

    5.
    La gestione delle risorse umane nelle organizzazioni
    › Il management oggi.
    › Le risorse umane strategiche.
    › Lo stress lavorativo nelle organizzazioni.
    › Il burnout.
    › Il Mobbing.
    › Indagine sul rischio burnoutmobbing per gli operatori sanitari.

    6.
    La gestione del personale socio-assistenziale e sanitario:
    › Contratti a confronto, ricerca e comparazione sui diversi CCNL: – Agidae – Aias – Anaste – Anffas – Anpas – Avis – Coop sociali – Istituti Valdesi – Misericordie – Uneba – Altri contratti.
    › Tabelle comparative contrattuali.
    › Diritti e doveri dell’OSS nella contrattazione collettiva.
    7.
    Organizzare e gestire il lavoro sociale.


    F. Iurlaro, un’esperienza diretta ultratrentennale, come manager nel settore pubblico dei servizi socio-assistenziali.

    Per ricevere subito
    IL PERSONALE NELLE RSA E NELLE STRUTTURE PER ANZIANI
    Maggioli Editore – Novità marzo 2010
    Pagine 258 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5330.X
    Euro 23,40 anziché Euro 26,00
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    opinioni di un gruppo selezionato di imprenditori del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, interpellati quali testimoni privilegiati su alcune questioni di attualità sociale ed economica, a cura della Fondazione Nord Est

    E’ disponibile l’Opinion Panel, realizzato dalla Fondazione Nord Est con il sostegno di Veneto Banca Holding, che si propone di rilevare, con cadenza periodica, le opinioni di un gruppo selezionato di imprenditori del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, interpellati quali testimoni privilegiati su alcune questioni di attualità sociale ed economica. 

    Visualizza il sondaggio sul sito

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    COME USCIRE DAL DUALISMO DEL MERCATO DEL LAVORO PDF dell’articolo di Tito Boeri, La Voce.it

    COME USCIRE DAL DUALISMO DEL MERCATO DEL LAVORO

    Sono più di ottocentomila i posti di lavoro distrutti nel nostro paese dall’inizio della recessione a oggi. A cui vanno aggiunti i lavoratori in cassa integrazione. Il quadro potrebbe poi peggiorare nei prossimi mesi. E per riassorbire tutte queste persone in esubero servirebbe una crescita sostenuta. Il problema è il dualismo del mercato del lavoro italiano. Una via di uscita l’abbiamo proposta ed è ora diventata un disegno di legge, che il governo non sembra intenzionato a prendere in considerazione. Senza peraltro contrapporre alcuna alternativa.

    qui: http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/cache_pdf/COME-USCIRE-DAL-DUALISMO-DEL-MERCATO-DEL-LAVORO-1001623.pdf

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    Elezioni regionali 2010 Indicatori economici a cura di LaVoce.it

    Domenica e lunedì 13 regioni vanno al voto.
    la maggioranza di governo ha fatto man bassa dei tempi nei telegiornali, mentre i dibattiti sulle reti pubbliche sono stati cancellati. Si è parlato di tutto fuorché della qualità delle giunte uscenti.
    Per dare ai lettori informazioni utili per il voto, abbiamo pubblicato

    La disoccupazione è salita di due punti e mezzo dall’inizio della crisi. Tutti i posti di lavoro distrutti sono di lavoratori temporanei. Senza la Cassa Integrazione la disoccupazione sarebbe vicina all’11 per cento. Potreb be salire ancora da qui all’estate. 48 senatori hanno presentato un disegno di legge sul contratto unico di ingresso, che serve a ridurre il dualismo del mercato del lavoro, un progetto nato sulle pagine di questo sito.

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    Sanità: piani di rientro, ministero su debiti 2009 di alcune Regioni Ricorso ai fondi Fas per Calabria Lazio, Molise e Campania. Inoltre verifiche sui piani di Sicilia e Sardegna, Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010

     
    (regioni.it) Il ministero della Sanità ha reso noto – tramite un comunicato stampa – di aver provveduto al ripiano dei deficit sanitari 2009 di alcune regioni (Calabria  Lazio, Molise e Campania) attraverso i fondi Fas (fondi per le aree sottoutilizzate).
    Si riporta di seguito il testo del comunicato del Ministero della Salute
    Nei giorni 23 e 24 marzo 2010 si è tenuta presso il Ministero dell’economia e delle finanze una sessione di verifica con le Regioni impegnate nei Piani di rientro potenzialmente interessate all’applicazione della nuova disposizione normativa (scaturita da quanto previsto dal nuovo Patto per la salute ) relativa alla possibilità,  straordinariamente concessa a queste Regioni,  di utilizzare i fondi FAS per ripianare eventuali disavanzi di gestione 2009 , in modo da poter evitare il ricorso ad un ulteriore inasprimento dell’aliquota regionale IRPEF e della maggiorazione regionale IRAP.
    Tale verifica ha riguardato le regioni  Calabria  Lazio, Molise e Campania. Sono state anche verificate le regioni Sicilia e Sardegna, interessate però solo  alla verifica finale del loro Piano di rientro 2007-2009.  
    I risultati dettagliati di tali verifiche saranno resi disponibili nei prossimi giorni .
    In attesa di tali risultanze il Ministero della salute ritiene di dover evidenziare  alcune linee di tendenza.
    RICORSO AI FONDI FAS PER RIPIANARE I DISAVANZI 2009
    Le Regioni interessate a tale ricorso sono risultate essere la Calabria, il Lazio, la Campania ed il Molise
    CALABRIA
    La Regione presenta per l’anno 2009 un risultato di gestione negativo di circa 120   ml di euro che, tenendo conto del ribaltamento su tale anno dei risultati negativi degli anni precedenti 2006, 2007 e 2008, porta ad un complessivo disavanzo 2009 di  circa 1.000 mln  di euro.  In questa situazione, non essendo plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 1.000 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura  senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
    Per quanto attiene all’andamento del Piano di rientro, si sono registrati  ritardi, in particolare per la riorganizzazione della rete ospedaliera e il controllo della spesa farmaceutica  e un’incompleta adozione dei provvedimenti previsti alle relative scadenze, compresa la regolarizzazione di alcune situazioni atipiche come quella della Fondazione Tommaso Campanella.
    LAZIO
    La Regione per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo di circa 1.400  mln. di euro,  che, sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 180 mln., porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 1.600 mln di euro, che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio e da risorse regionali,  comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 420  mln. di euro. Non essendo plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 420 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura  senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
    Relativamente alla complessiva verifica di attuazione del PdR è emerso che la gestione commissariale governativa ha messo in essere una serie di positive iniziative che ha portato ad una migliorata capacità di gestione del complesso servizio sanitario regionale. Grazie a questa gestione è stato possibile erogare una quota di 70 milioni di euro (pari a circa il 10% del totale erogabile).  Rimangono tuttavia da sciogliere ed affrontare sul piano operativo i  principali nodi strutturali che riguardano le grandi tematiche: protocolli d’Intesa con le Università, la mancata contrattualizzazione delle prestazioni e delle funzioni erogate dagli ospedali classificati e dagli IRCCS privati, la riorganizzazione della rete ospedaliera, il ritardo che si registra nel processo di accreditamento definitivo. 
    MOLISE
    La Regione per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo al  IV trimestre  di circa 80 mln. di euro,  che  sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 30 mln., porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 110 mln di euro che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio,  comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 67 mln. di euro. Non essendo plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 67  milioni di euro per assicurare la necessaria copertura  senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
    Relativamente alla complessiva verifica di attuazione del PdR è emerso che la Regione non risulta aver adottato i provvedimenti di risanamento del SSR, in particolare per la mancata adozione dell’atto aziendale, la mancata riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, per la gestione dei  rapporti con l’IRCCS Neuromed e Cattolica, per la riorganizzazione della rete laboratoristica.
    CAMPANIA
    La Regione per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo di circa 770 mln. di euro,  che sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 223 mln., porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 1.000 mln di euro che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio,  comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 500 mln. di euro. Ciò significa, che essendo non plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 500 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura  senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
    Per quanto attiene all’andamento del Piano di rientro, si è registrata la conferma  dei ritardi che hanno portato al commissariamento della Regione. Si registrano ritardi nella riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete laboratoristica, della rete territoriale, nella stesura dei protocolli d’intesa con le università. Una cospicua serie di provvedimenti adottati dalla gestione commissariale  Commissario nei mesi di febbraio e marzo non sono ritenuti valutabili in questa sessione in quanto trasmessi solo poche ore prima della riunione di verifica.
    VERIFICHE FINALI DEI PIANI DI RIENTRO
    Erano interessate la Sicilia e la Sardegna .
    SICILIA
    La Regione per l’anno 2009 presenta come risultato di gestione,  dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio,  un avanzo di gestione di  circa 26  ml di euro.
    L’esito della riunione di verifica con la Regione Siciliana  è risultato parzialmente positivo in ordine alle prescrizioni indicate nei verbali delle precedenti sedute di verifica,  relativamente alle scadenze del 31 luglio e del 30 settembre. Ciò ha consentito di prospettare  la erogabilità di 445  mln di euro di quote premiali, mentre restano da erogare circa 500 mln di euro
    Relativamente alla complessiva verifica di attuazione del PdR si è convenuto che la Regione ha messo in essere vari provvedimenti per il risanamento del SSR (in particolare per la riorganizzazione della rete ospedaliera, per il potenziamento della risposta territoriale e per la riorganizzazione del sistema 118) Tali interventi per quanto giudicati efficaci nella loro impostazione, sono ancora solo molto parzialmente realizzati. Pertanto il PdR non può considerarsi pienamente attuato. 
    La Regione ha chiesto, grazie ad una apposita norma legislativa nazionale da emanarsi,  di poter prorogare i tempi di attuazione e completamento del PdR mettendo in evidenza che lo stesso è partito con  un anno e mezzo di ritardo dalla formalizzazione dell’Accordo, solo dopo l’insediamento della nuova Giunta.
    SARDEGNA
    La verifica annuale ha dato esito negativo. Tavolo e Comitato hanno valutato che la Regione Sardegna dopo aver presentato  a consuntivo 2008 un disavanzo non coperto di circa 75 mln di euro, ha  presentato  al  IV trimestre un disavanzo non coperto di circa 225  mln di euro per l’anno 2009. La Regione ha comunicato di aver disposto una adeguata manovra di bilancio per assicurare la necessaria copertura.
    La Regione non risulta aver adottato i provvedimenti di risanamento del SSR, in particolare per la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, della razionalizzazione dell’acquisto dei beni e servizi. Pertanto la verifica di questa sessione, che si è configurata  come ultima verifica sul piano di rientro, non è stata positiva. La Regione per poter accedere all’ulteriore tranche dei finanziamenti non erogato dovrebbe , entro la fina dell’anno 2010, dar seguito a quanto previsto nel Piano di rientro, in particolare promuovendo il risanamento del SSR in quei settori da razionalizzare, come la rete ospedaliera e territoriale, l’acquisto di beni e servizi e di prestazioni da privato, la spesa farmaceutica.

    Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010

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    Elezioni regionali, Lombardia: i candidati alla Presidenza, Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010

    Sono sei i candidati a Presidente della Giunta regionale della Lombardia. A sfidare l’attuale Presidente ricandidato, Roberto Formigoni, saranno Filippo Penati, Savino Pezzotta, Vito Claudio Crimi, Vittorio Emanuele Agnoletto e Gianmario Invernizzi.

    On line sul sito del Consiglio Regionale le liste presentate nelle diverse Circoscrizioni: Circoscrizione di Bergamo ; Circoscrizione di Brescia; Circoscrizione di Como; Circoscrizione di Cremona; Circoscrizione di Lecco;  Circoscrizione di Lodi; Circoscrizione di Mantova; Circoscrizione di Milano ; Circoscrizione di Monza e Brianza;Circoscrizione di Pavia; Circoscrizione di Sondrio; Circoscrizione di Varese .

    Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010

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    COMUNE DI MILANO – Case comunali più sicure

    Case comunali più sicure

    Le persone con più di 65 anni che vivono nelle abitazioni ai piani bassi potranno richiedere al Comune l’istallazione di inferriate fisse alle finestre e di inferriate apribili alle porte finestre

    Milano, 24 marzo 2010 – Le persone con più di 65 anni che vivono nelle case comunali ai piani bassi (primo livello fuori terra) in quartieri a rischio potranno richiedere al Comune l’istallazione di dispositivi antintrusione. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta che impegna 500mila euro per l’esecuzione di due tipologie di intervento:

    - sostituzione della porta d’ingresso dell’alloggio con una di tipo blindato, dotata di serratura di sicurezza;
    - installazione di inferriate fisse alle finestre e di inferriate apribili alle porte finestre.

    Il provvedimento riguarderà inizialmente una trentina di famiglie che vivono in tre stabili comunali in Zona 9, quella a più alta densità di ultrasessantacinquenni. Gli inquilini aventi titolo hanno ricevuto in questi giorni una lettera dell’Amministrazione comunale con un modulo che devono compilare e consegnare presso la propria portineria nel caso siano interessati all’iniziativa.

    L’intervento sarà in seguito concordato con il Settore Tecnico Casa e Demanio, dopo un sopralluogo, al termine del quale saranno comunicati i tempi di realizzazione delle opere.

    La priorità di esecuzione è stata stabilita sulla base dei dati relativi al numero dei nuclei familiari con persone con più di 65 anni con contratto di affitto relativo a un alloggio situato al primo livello fuori terra in immobili di proprietà del Comune di Milano. La presenza maggiore di famiglie con ultrasessantacinquenni risulta essere nella Zona 9. I dati dell’Assessorato alla Casa sono stati incrociati con quelli relativi alle aree di rischio identificate sulla base delle segnalazioni dei Carabinieri,
    della Polizia Municipale e della Questura e relative ad episodi legati alla prostituzione, allo spaccio di stupefacenti, a furti, insediamenti abusivi, utilizzando la mappa realizzata dal Politecnico di Milano.

    COMUNE DI MILANO – Case comunali più sicure

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    Politiche sociali: un’analisi attraverso i fondi On line sul sito di Legautonomie, in Regioni.it Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010

    Politiche sociali: un’analisi attraverso i fondi

    On line sul sito di Legautonomie

     
    (regioni.it) Legautonomie ha dedicato un proprio “focus” alla politiche socio assistenziali nel nostro Paese sono finanziate attraverso diversi fondi di carattere sociale, le cui risorse sono stanziate annualmente con le manovre finanziarie annuali.
    Il Fondo nazionale per le politiche sociali, istituito dalla L.449/1997, è la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie.
    L’attuale configurazione del fondo, risultato del processo di accorpamento in un unico fondo degli stanziamenti previsti dalle diverse leggi tematiche, è stata definita dalla l.388/2000 ( legge finanziaria 2001) e dalla l.328/2000 “ Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”che ne ha incrementato lo stanziamento complessivo nel quadro di un sistema integrato di risorse a più livelli istituzionali che vede la compartecipazione tra soggetti pubblici e privati.
    Le risorse del Fondo nazionale finanziano i trasferimenti economici alle persone e alle famiglie, gestiti tramite l’Inps; contribuiscono, inoltre, a finanziare la rete integrata dei servizi sociali territoriali attraverso una quota del fondo che viene ripartita tra le Regioni, le quali, sulla base delle rispettive programmazioni sociali attribuiscono le risorse ai Comuni. Questi ultimi erogano direttamente i servizi ai cittani in conformità ai Piani sociali di zona.
    Il riparto annuale degli stanziamenti sociali a favore di Inps, Regioni, province autonome, Comuni e ministero del lavoro e delle politiche sociali avviene tramite decreto interministeriale del ministero del lavoro e delle politiche sociali e del ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la conferenza unificata.
    Il Fondo per le politiche della famiglia istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dal d.l. 223/2006 convertito dalla l.248/2006, finanzia il funzionamento dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, l’elaborazione del Piano nazionale per la famiglia , sostiene le adozioni internazionali, le iniziative di conciliazione del tempo di vita e di lavoro, il Fondo di credito per i nuovi natie ed interventi relativi ad attività di competenza regionale.
    Il Fondo per le politiche giovanili, istituito dal d.l. 223/2006 convertito dalla l. 248/2006, è diretto a promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale, professionale e all’inserimento nella vita sociale, attraverso interventi volti a garantire il diritto dei giovani all’abitazione e l’accesso al credito. Il Fondo finanzia progetti di rilevante interesse nazionale, azioni destinate al territorio, con una quota delle risorse che viene ripartita tra le Regioni e in conformatà agli accordi di programma quadro sottoscritti, progetti di iniziativa di soggetti pubblici e privati.
    Il Fondo per la non autosufficienza, istituito dalla legge finanziaria 2007, garantisce, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti; le risorse sono ripartite annualmente tra le Regioni sulla base di dati relativi alla popolazione non autosufficiente e di altri indicatori demografici e socio economici. Gli atti e i provvedimenti relativi all’utilizzo del fondo sono adottati di concerto, previa intesa con la conferenza unificata Stato-Regioni
    Il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza nella formulazione della legge 285/1997 istitutiva del fondo, è finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale, locale per la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell’infanzia e adolescenza. Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome; una quota pari al 30% delle risorse del fondo è riservata al finanziamento di interventi da realizzare nei Comuni di Venezia, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Catania, Palermo, Cagliari. Con l’entrata in vigore della 328/2000 i fondi per l’infanzia, per una quota pari al 70% del totale, sono confluiti nel Fnps, quindi un fondo indistinto senza quote riservate all’infanzia e all’adolescenza. Solo le 15 città riservatarie hanno mantenuto fondi inseriti in finanziaria e specificatamente dedicati all’infanzia nella misura del 30%.
    Il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione è statoistituito dall’art.11 c. 5 l.431/1998 presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti. A decorrere dal 2005 la ripartizione delle risorse del Fondo è effettuata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa conferenza Stato-Regioni, e sulla base di criteri fissati con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti previa medesima intesa ed in rapporto alla quota di risorse messe a disposizione dalle songole regioni e province autonome.
    Le risorse finanziarie dei fondi per le politiche sociali anni 2008-2010
    La tabella sottostante evidenzia le risorse stanziate per i principali fondi di carattere sociale dalle leggi finanziarie 2008, 2009 e 2010
     
    Fondi ( mil. di euro)
    2008
    2009
    2010
    Fondo nazionale politiche sociali ( l.328/2000)
    1.582
    1.312
    1.174*
    Fondo politiche per la famiglia ( d.l. 223/2006)
    276
    187
    185
    Fondo per la non autosufficienza ( l.296/2006)
    300
    400
    400
    Fondo per l’infanzia e l’adolescenza(l.285/1997)
    44
    44
    40
    Fondo nazionale per il sostegno all’accesso
    alle abitazioni in locazione (l. 431/1998)
    206
    162
    144
    Fondo nazionale per l’inclusione sociale
    degli immigrati ( l.296/2006)
    100
    0
    0
    Piano straordinario servizi socio educativa
    per la prima infanzia ( l.296/2006)
    206
    100
    0
    Fondo per assicurare la tutela dei diritti e delle
    prestazioni sociali fondamentali ( d.l 78/09)**
    -
    -
    300
    Fondo per le politiche giovanili
    138
    80
    81
    Fondo pari opportunità
    44
    30
    3
    Fondo nazionale per il servizio civile
    299
    171
    170
    TOTALE
    3195
    2486
    2497
     
    *La tabella C della finanziaria prevede un finanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali per il 2010 di 1.174.944.000 euro. La stessa finanziaria 2010 all’art.2, c. 103 e 104 dispone che a decorrere dall’anno 2010, le risorse per i diritti soggettivi, contemplate da specifiche disposizioni legislative, non sono più finanziate a valere sul fondo nazionale delle politiche sociali, ma sono iscritte in appositi capitoli di spesa obbligatori dello stato di previsione del ministero del lavoro. Di conseguenza, lo stanziamento del Fnps viene ridotto degli importi trasferiti ai singoli capitoli di spesa e riguardanti assegno al nucleo familiare con 3 figli minoro a carico, assegni per la maternità, agevolazioni handicap, agevolazioni lavoratori talassemici.
    Partendo dalla dotazione assegnata al Fnps dalla finanziaria 2010 ( 1.174.944.000 euro), e sottraendo le risorse destinate al finanziamento dei diritti soggettivi contenuto nel decreto di riparto 2009 ( 842 miln di euro), destinate comunque ad aumentare nel 2010, si può desumere che le risorse da trasferire alle regioni nel 2010 per finanziare le politiche sociali saranno 300 mln di euro, ossia 200 mln in meno rispetto al trasferimento alle regioni del 2009 ( 518.226.539).
     
    **Il d.l 78/2009, convertito dalla legge 102/2009 ha istituito il Fondo per le attività di carattere sociale di pertinenza regionale, con una dotazione di 300 mln di euro annui presso il ministero dell’economie e delle finanze. Tale fondo, anticipando l’attuazione delle misure connesse alla realizzazione del federalismo fiscale, è indirizzato ad assicurare la tutela dei diritti e delle prestazioni sociali fondamentali su tutto il territorio nazionale. Nello stesso provvedimento si precisa che la costituzione del Fondo non dovrà comportare maggiori oneri per lo Stato.
     
    Il Fondo per la non autosufficienza era stato finanziato con 400 mln di uero fino al 2009; nel 2010 la finanziaria conferma lo stesso finanziamento del 2009 attraverso l’Intesa stato regioni sul Patto per la salute.
    Il Piano straordinario servizi socio educativi prima infanzia, introdotto dalla finanziaria 2007, ha previsto un finanziamento statale nel triennio 2007-2009 di 446 mln di euro diretto ad incrementare l’offerta di asili nido in Italia. Tra gli obiettivi del piano la concreta attuazione dei diritti dei bambini e delle bambine anche in relazione al raggiungimento entro il 2010 della copertura territoriale del 33% fissata dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000. Per il 2010 non è stato previsto alcun finanziamento del piano.
    Le risorse finanziarie del Fondo nazionale politiche sociali negli anni 2000-2009
    La seguente tabella descrive le risorse complessive affluite nel Fondo nazionale politiche sociali negli anni 2000-2009, così come definite nei decreti annuali di riparto.
     
    Anno
    Risorse complessive del Fondo nazionale per le
    Politiche sociali
    2000
    508.116.120
    2001
    1.590.713.072
    2002
    1.622.889.199
    2003
    1.716.555.931
    2004
    1.734.346.940
    2005
    1.308.080.940
    2006
    1.1624.922.940
    2007
    1.564.917.148
    2008
    1.464.233.696
    2009
    1.420.580.157
    La ripartizione delle risorse del fondo nazionale politiche sociali: tabella di raffronto anni 2006-2009
    La seguente tabella evidenzia la ripartizione del Fnps tra i diversi soggetti istituzionali ( Inps, amministrazioni statali, regioni, comuni)
     
    2006
    2007
    2008
    2009
    Totale risorse
    1.624.922.940
    1.564.917.148
    1.464.233.696
    1.420.580.157
    a)Fondi destinati all’inps
    (diritti soggettivi) di cui
    755.429.000
    732.000.000
    766.600.000
    842.000.000
    - Assegni ai nuclei familiari
    (art.65 l.448/1998)
    326.000.000
    319.000.000
    315.000.000
    310.000.000
    - Assegni di maternità
    ( art. 66 l. 448/1998)
    240.000.000
    233.000.000
    229.000.000
    230.000.000
    - Agevolazioni soggetti con handicap grave(art.33,l.104/1992
    148.000.000
    176.400.000
    219.600.000
    299.000.000
    - lavoratori affetti da talassemia major ( art.39 l. 448/2001)
    3.600.000
    3.600.000
    3.000.000
    3.000.000
    Somme destinate ai Comuni( promozione diritti infanzia ex legge 285/1997)
    44.466.940
    44.466.940
     
     
    Somme destinate a Regioni e province autonome
    775.000.000
    745.000.000
    656.451.148
    518.226.539
    Somme destinate al ministero del lavoro salute e politiche sociali
    50.027.000
    43.450.208
    41.182.547
    60.353.618
    Risorse destinate alle Regioni e province autonome anno 2009
    Regioni
    Totale risorse
    Abruzzo
    12.702.618,09
    Basilicata
    6.376.457,16
    Calabria
    21.311.094,90
    Campania
    51.734.108,12
    Emilia Romagna
    36.554.663,50
    Friuli Ven. Giulia
    11.367.041,61
    Lazio
    44.569.678,78
    Liguria
    15.646.264,55
    Lombardia
    73.327.562,56
    Marche
    13.864.726,99
    Molise
    4.133.709,28
    P.A. di Bolzano
    4.268.345,70
    P.A. di Trento
    4.374.756,35
    Piemonte
    37.214.679,11
    Puglia
    36.156.210,08
    Sardegna
    15.341.608,00
    Sicilia
    47.601.379,89
    Toscana
    33.967.654,19
    Umbria
    8.507.780,98
    Valle d’Aosta
    1.495.668,98
    Veneto
    37.710.530,17
    TOTALE
    518.226.539,00
     
    (red/25.03.10)

    Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010

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    La LAV ha elaborato il documento programmatico PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015

    La LAV ha elaborato il documento programmatico PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015 sul quale è stata chiesta l’adesione a tutti i partiti ed ai candidati in lizza. Così, grazie alle risposte pervenute – impegni che verificheremo personalmente nei prossimi cinque anni di attività regionale- e anche in base alle attività svolte dai candidati uscenti nel corso del loro mandato, è stata compilata una “Lista positiva” ed una “Lista negativa”.

    Queste segnalazioni non costituiscono una “patente di animalismo” per i singoli candidati indicati positivamente, ma l’indicazione concreta di chi potrà fornire un apporto positivo in caso di elezione.

    La LAV ed i temi animalisti devono diventare maggioranza anche nelle decisioni della Regione che tanto decide sulla vita o la morte degli animali, per questi motivi invitiamo i soci e i simpatizzanti della LAV a votare e/o non votare i seguenti candidati. 

    Per approfondimenti sulle attività dei Consiglieri regionali, consultare l’Osservatorio Politico Regionale

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    LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

    LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

    LA LOMBARDIA PER GLI ANIMALI.  COSA E’ STATO FATTO DALLA REGIONE LOMBARDIA PER GLI ANIMALI NEGLI ULTIMI 5 ANNI. QUALI IMPEGNI PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE.
    NEL BILANCIO STILATO DALLA LAV, BOCCIATA L’AMMINISTRAZIONE FORMIGONI.

     

     

    Cani&Gatti – voto: 5

    11 luglio 2006, con 15 anni di ritardo la Regione Lombardia è l’ultima regione a dare attuazione alla Legge quadro 281/1991 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”. La legge regionale approvata, la n.16/06 (poi inserita nel T.U. 33/2009)  è indubbiamente una delle più efficaci in materia e  tra le novità più rilevanti vanno ricordate l’ istituzione della Consulta Regionale per la lotta al randagismo e la tutela degli animali d’affezione; la previsione di un Piano triennale regionale per gli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo; la clausola valutativa per la effettiva rendicontazione triennale degli interventi effettuati, delle iniziative attuate e dei risultati che si sono ottenuti; la previsione di istituire Uffici Tutela Animali nei Comuni.

    Tuttavia, proprio nell’implementazione degli aspetti più significativi introdotti con la legge “randagismo” la Regione manifesta ancora una volta lo scarso interesse sul tema: la Consulta Regionale, di cui LAV è componente, è istituita presso la Direzione Generale Sanità con un anno e mezzo di ritardo, e convocata nella sua prima seduta solo dopo due anni dall’approvazione della legge. Il Piano Triennale di intervento, che la Consulta ha elaborato e che sarebbe dovuto servire per sbloccare 6 milioni di euro che la Regione non ha mai speso nell’attuazione della legge quadro, è calendarizzato nei lavori consiliari (per il parere preventivo prima della successiva approvazione definitiva da parte della Giunta) solo a gennaio 2010 e così, la Regione Lombardia ha concluso il mandato senza spendere nemmeno un euro dei 6 milioni disponibili.


    Caccia e fauna selvatica – voto: 0

    In questa materia la Regione Lombardia è stata una delle regioni più prolifiche da un punto di vista legislativo, ma non per  tutelare la fauna selvatica bensì per abbatterla: 15 le leggi regionali per la liberalizzazione indiscriminata della caccia; 2 le leggi regionali sentenziate illegittime dalla Corte Costituzionale (sentenze 250 e 405 del 2008); 1 la legge regionale (la 24/2008) ancora all’esame della Corte Costituzionale; 1 Ordinanza del Presidente della   Corte di Giustizia Europea che ha ordinato all’Italia di sospendere immediatamente  la caccia  in “deroga” autorizzata dalla Lombardia; decine i progetti di legge pro-caccia-selvaggia presentati dai Consiglieri Regionali di maggioranza ma anche da alcuni consiglieri di opposizione.

    A differenza del tema “cani&gatti” la “caccia” ha beneficiato di parecchia attenzione da parte dell’istituzione regionale, al punto che in più occasioni  pur di arrivare all’approvazione di leggi finalizzate all’ampliamento delle specie cacciabili, il Consiglio Regionale è stato convocato anche in sedute straordinarie notturne e nei fine-settimana.

    Notevole l’impegno di alcuni consiglieri, con l’avvallo della Giunta, nel derogare alle norme comunitarie di tutela delle specie migratrici pur di inserirle nei calendari venatori al fine di soddisfare gli appetiti dei cacciatori.

    Circhi – voto: 4

    Nel 2000 il Ministero dell’Ambiente ha emanato, tramite la Commissione Scientifica CITES e ai sensi della legge 150/92 sul commercio internazionale di specie di fauna e flora in via di estinzione, le Linee Guida per il corretto mantenimento di molti degli animali che continuano ad essere prigionieri del circo (Linee Guida integrate in data 19 aprile 2006 con prot. DPN/10/2006/11106). Tuttavia, grandi felini, elefanti, scimmie orsi ecc. continuano ad essere detenuti in condizioni che violano palesemente tali disposizioni, e sempre più frequenti sono le pronunce della magistratura in materia.

    Nessun interesse dimostrato dalla Regione rispetto alle istanze LAV di fare rispettare ai circhi le disposizioni minime individuate dal Ministero dell’Ambiente, finalizzate alla tutela degli animali esotici che ancora oggi sono sfruttati in queste forme di spettacolo.

    Vivisezione – voto: 4

    Nel triennio 2004 -2006 (dati pubblicati su G.U. n.243 del 16-10-2008 ai sensi del decreto legislativo 116/92) rispetto ai tre anni precedenti  in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di:

    - cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003) 

    - suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003)

    - bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003) 

    - uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003) 

    - pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003).

    Le specie più rappresentate continuano a essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314), animali largamente impiegati per il loro costo ridotto e per la facilità cui si maneggiano, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.

    Non si rileva nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero totale di animali utilizzati, anche se il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale. 

    C’è stato un lieve calo nel 2006, ma la “media” dell’ultimo triennio è più alta di 282 animali rispetto alla media del precedente. Si è passati infatti da 911.680,6 (2001-2003) a 911.962,3 (2004-2006), con un totale di ben 2.735.887 animali che, nei tre anni in esame, sono stati rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.

    Il dato numerico, già di per sé allarmante, è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi.

    Dal Rapporto LAV elaborato su dati diffusi dal Ministero della Salute, risulta inoltre che dei quasi 600 stabilimenti utilizzatori (dove si pratica vivisezione) presenti in Italia, 130 sono nella sola Lombardia, mentre per quanto riguarda gli allevamenti di animali per la vivisezione, tra gli 8 dei più importanti, 4 sono in Lombardia.

     

    2 le proposte di legge presentate in Consiglio Regionale e finalizzate alla promozione dei metodi sostitutivi a quelli che prevedono l’uso degli animali, ma mai inserire all’ordine del giorno dei lavori delle commissioni consiliari.

     


    LEGGI LE INDICAZIONI DI VOTO DELLA LAV

    LAV

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    Asl Milano 2, Documento di “Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari” anno 2010

    Documento di “Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari” anno 2010

    Documento di “Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari” anno 2010

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    Modifiche alla Legge 104/1992: mistificazioni bipartisan di Carlo Giacobini, www.handylex.org

    Modifiche alla Legge 104/1992: mistificazioni bipartisan

    di Carlo Giacobini

     

    Uno degli impegni, nel frastagliato fronte di ambiziose iniziative del Ministro Renato Brunetta, è il contrasto agli abusi nella fruizione dei permessi concessi ai lavoratori che assistono familiari con grave disabilità. I famosi permessi ex Legge 104/1992.

    Per due anni il Ministro si è – coraggiosamente, va detto! – impuntato sulle sue proposte di modifica, incontrando la virulenta opposizione di alcuni parlamentari e del sindacato, in particolare del suo nemico storico, la CGIL Funzione Pubblica.

     

    Ed è proprio la voce del segretario di quest’ultima che si leva nuovamente contro il Ministro, all’indomani dell’approvazione definitiva del Collegato Lavoro (Atti del Senato 1167-B) che modifica (all’articolo 24) le “vecchie” disposizioni della Legge 104/1992: “Il Collegato Lavoro opera una stretta incomprensibile ai diritti dei lavoratori e dei loro familiari – ha tuonato Carlo Podda di CGIL Funzione Pubblica – indebolendo strumenti come la Legge 104 del 1992 che garantisce il diritto di assistenza ai diversamente abili”.

    Crediamo che Podda non abbia letto con attenzione il nuovo provvedimento approvato a larga maggioranza dal Parlamento o che i suoi analisti fossero in ferie.

     

    Gli fanno eco dal Ministero: “Si tratta di regole di assoluto buon senso che mirano a garantire l’effettiva fruizione di questo diritto esclusivamente al disabile che ne abbia effettivamente bisogno. Impedendo finalmente a tanti furbi di portare avanti un ignobile “mercato” dei vecchietti acciaccati da accudire (sulla carta) a centinaia di chilometri di distanza, senza alcun controllo”.

    Mah… forse nemmeno al Ministero hanno letto con attenzione il “pastrocchio” che è stato appena approvato e celebrato come un trionfo.

     

    Facciamo un po’ di ordine perché di dichiarazioni inesatte, imprecise, fuorvianti, in questi giorni ne sono circolate tantissime. Ad iniziare dai titoli di molti giornali, siti, portali e blog: “Stretta sui permessi”, “Giro di vite sulla Legge 104”, “Permessi più difficili”.

     

    La Legge 104 è stata approvata nel 1992. Quasi vent’anni fa. L’articolo che ha sempre richiamato l’interesse maggiore è il 33, quello che prevede(va) la concessione di tre giorni di permesso ai lavoratori che assistono un familiare convivente (non ricoverato in istituto) parente e affine fino al terzo grado, il prolungamento dell’astensione facoltativa di maternità fino al terzo anno di vita del bambino, e la possibilità per i lavoratori con grave handicap di avere due ore di permesso giornaliero (o tre giorni mensili). Altre indicazioni riguardano l’aleatoria opportunità di richiedere l’assegnazione di una sede di lavoro più comoda al proprio domicilio.

     

    Quell’articolo, però, ha talmente tante ricadute organizzative, amministrative, retributive, previdenziali, pratiche da rendere necessaria, negli anni, la produzione di una massa di circolari, note e ritocchi normativi che attualmente consta di circa un centinaio di provvedimenti. Senza contare le sentenze di vario grado. Un marasma in cui è difficile orientarsi e grazie al quale è facile subire o praticare abusi.

    Ne sanno qualcosa gli istituti previdenziali, in particolare l’INPS, costretti ad inseguire le evoluzioni repentine e talvolta scombiccherate del Legislatore e ad emanare circolari su circolari.

     

    E viene il 2000: la “Ministra” Livia Turco si impegna visceralmente per l’approvazione di una norma, un po’ naive, ma che sicuramente coglie un disagio diffuso in chi tenta di conciliare i tempi del lavoro e i tempi dell’impegno familiare. La Legge 53/2000 introduce nuove forme di congedo parentale e preconizza una diversa flessibilità lavorativa (a cui forse arriveremo). Predispone la redazione di un Testo Unico sulle norme per la maternità e paternità che verrà licenziato l’anno dopo (il Decreto 151/2001).

     

    È una Legge importante la 53 anche per il nostro discorso. L’articolo 19 finalmente rimuove un vincolo un tantino odioso che riguarda, in particolare, le mamme casalinghe: dopo la 53, i permessi vengono concessi al lavoratore genitore della persona con handicap grave anche nel caso l’altro genitore non ne abbia diritto, come appunto nel caso di casalinga/o, disoccupata/o, lavoratore/trice autonomo/a.

    Ma non è tutto: viene abrogato (articolo 20) anche il vincolo di convivenza fra il lavoratore e la persona da assistere. L’obbligo di convivenza, quindi, è stato abrogato 10 anni fa e non ora, come ha asserito qualche fonte governativa.

    In cambio di quel vincolo, il Legislatore ne fissa un altro, pur senza definirlo o declinarlo: l’assistenza deve essere continua ed esclusiva.

    Un briciolo di garanzia in più e un monito circa la reale finalità della norma: i permessi sono una misura a favore delle persone disabili, e non una forma di compensazione per il lavoratore. Tema che poi sarà caro anche e Brunetta e che sottoscriviamo appieno.

     

    Su quei due concetti filosofano in molti, ma le indicazioni operative, che procedono per approssimazione e assestamenti, provengono dai due maggiori istituti previdenziali (INPS e INPDAP).

    Fanno quello che possono anche loro, però: se da un lato l’indicazione di principio è chiara – deve esserci un’effettiva assistenza – sotto il profilo operativo è particolarmente difficile fissare tutte le fattispecie.

    L’INPS addirittura si inventa – diciamo che “si inventa” poiché l’indicazione che propone, pur di buon senso, è assolutamente priva di fondamento giuridico – che i concetti di “assistenza continuativa ed esclusiva” debbano intendersi come “sistematicità ed adeguatezza”.

     

    Con questo quadro normativo e di continua produzione di atti amministrativi (circolari) si giunge al 2008. Il neo ministro Brunetta rileva e sottolinea quello che è sotto gli occhi di tutti: attorno ai permessi lavorativi ci sono anche elusioni ed abusi.

    Il contrasto a questi abusi viene associato alla battaglia contro i fannulloni che raccoglie il favore di buona parte dell’opinione pubblica, ma anche la durissima contrarietà di altre parti. Nel frattempo il Ministro avvia un monitoraggio dell’uso dei permessi parentali, sindacali e per l’assistenza a parenti di cui poi diffonde i dati.

    In un clima di forte tensione viene presentata la proposta che ora è stata approvata definitivamente dal Senato (Atti del Senato 1167-B, approvato il 3 marzo 2010, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

    Già sull’originario testo di proposta, come già detto, si alzano da una parte le accuse di voler restringere i diritti delle persone con disabilità, dall’altro si levano gli scudi in difesa dagli abusi e dall’eccesso di spesa.

    Gli obiettivi espressi sono due: ridurre la platea dei beneficiari; contrastare gli abusi attribuendo facoltà di controllo al datore di lavoro pubblico o privato che sia.

     

    Vediamo come sono stati perseguiti i due obiettivi.

     

    Ridurre la platea dei beneficiari… La nuova legge prevede che, in assenza di ricovero della persona con handicap grave da assistere, potranno godere dei tre giorni di permesso mensile retribuiti e coperti da contributi: il genitore; il coniuge; il parente o l’affine entro il secondo grado (es.: nonni, nipoti in quanto figli del figlio, fratello).

    Fin qui è vero: la platea è ridotta rispetto alla norma precedente.

    Da far notare che i “nonni”, i “vecchietti acciaccati” – di cui, secondo il Ministero, si farebbe mercato per poter godere dei permessi – rimangono saldamente inclusi fra i familiari cui si può prestare assistenza godendo di quei benefici.

    Il nonno, infatti è parente di secondo grado. Come la suocera è un affine di primo grado e il fratello della moglie affine di secondo grado.

     

    La nuova norma esclude dalla concessione dei permessi i parenti e gli affini di terzo grado. Vogliamo ricordare chi sono? Ad esempio i bisnonni o i figli dei figli dei figli (bisnipoti).

    Ma il nuovo testo è clemente anche in questo caso: i permessi potranno essere concessi ai parenti ed affini di terzo grado in casi particolari.

    Primo caso: quando i genitori o il coniuge della persona con handicap siano deceduti o “mancanti”. Quindi, ad esempio, nell’insolito caso che il bisnonno sia vedovo, o nell’ancora più insolito caso che i genitori del bisnonno (trisnonni) siano prematuramente mancati all’affetto dei loro cari.

    Poi qualche circolare ci spiegherà cosa si intende per “mancante”.

     

    Se queste ipotesi non si verificano, c’è una seconda eccezione: i permessi possono essere concessi al parente o affine di terzo grado quando i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano più di 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti.

    Quindi nel caso in cui la moglie o il genitore del bisnonno siano ancora in perfetta forma mentale o fisica e abbiano un’età inferiore ai 65 anni, i permessi ce li possiamo scordare. In caso contrario, i permessi ci possono essere concessi anche se non viviamo con il bisnonno e con lui vivono i figli, i fratelli e i nipoti (oltre alla moglie con invalidità del 33%).

     

    Questa sarebbe la restrizione della platea dei beneficiari. Facile intuire la percentuale di lavoratori che perderà il diritto alla pensione.

     

    Questo immane sforzo normativo, durato quasi due anni, è però vanificato da un’abrogazione, che non può che essere un incidente di percorso.

    Nel goffo tentativo di rimetter ordine nelle diverse disposizioni, il nuovo testo àbroga dalla normativa i requisiti di assistenza esclusiva e continuativa richiesti, in precedenza, nel caso il lavoratore non fosse convivente con la persona con disabilità.

    L’obbligo di convivenza era stato superato dall’articolo 20, comma 1, della Legge 8 marzo 2000, n. 53 a condizione, come già detto, che sussistesse la continuità e l’esclusività dell’assistenza. Ma ora quel comma viene parzialmente abrogato. Pertanto, oltre a non esserci obbligo di convivenza, nessuna fonte prevede più le altre due condizioni.

     

    Questo significa che, dal momento della pubblicazione della nuova legge, tutti lavoratori a cui è stata negata la concessione dei permessi perché non garantivano la continuità dell’assistenza (magari abitavano a 300 chilometri dal familiare), avranno titolo per richiedere nuovamente l’agevolazione, essendo stato rimosso quel vincolo.

     

    A parere di chi scrive, se non intervengono ulteriori modifiche, la platea dei potenziali beneficiari non può che aumentare.

     

    Veniamo al secondo obiettivo: i controllo anti-furbi. Grazie alla nuova norma il lavoratore decade dai diritti ai permessi lavorativi, qualora il datore di lavoro o l’INPS accertino “l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti”.

     

    È precisata la “pena” ed è ribadita la facoltà (obbligo) di controllo da parte del datore di lavoro.

     

    Ma in base alla nuova norma quali sono le condizioni che il datore di lavoro può – ora?!? – verificare?

    1. che la persona da assistere non sia ricoverata in istituto (come fa?);

    2. che la persona sia in possesso del certificato di handicap grave (ne chiede copia);

    3. che la persona sia legata da vicolo di parentela, affinità o coniugio;

    4. che non ci siano altri lavoratori che stiano fruendo degli stessi permessi per la stessa persona.

     

    Sono controlli formali che non colpiscono certo le elusioni o gli abusi tanto demonizzati. Quanto questo sia evidente lo si capisce chiedendosi quali sono i controlli che invece il datore di lavoro non può (più) fare:

    1. verificare la continuità dell’assistenza; non è più rilevante se il lavoratore abita a 500 chilometri dalla persone da assistere;

    2. verificare l’esclusività dell’assistenza e cioè se la persona disabile da assistere vive in un nucleo diverso da quello del lavoratore, assieme ad altre persone in grado di garantire l’assistenza;

    3. verificare se il lavoratore gode già di altre due o tre o quattro permessi per altrettante persone con disabilità.

     

    Come è agevole intuire, questi controlli sono tutt’altro che stringenti. E di certo non tutelano i reali destinatari della norma, cioè le persone con disabilità.

     

    Ad ognuno di noi, una volta saputo come esattamente stanno le cose – al di là degli articoli che riprendono, senza verifiche, ora le veline ministeriali ora le esternazioni degli oppositori – questa storia avrà insegnato qualche cosa e permesso di costruirsi un punto di vista.

     

    È già un risultato, visto che di certezze, questo pastrocchio normativo, non ne può dare.

     

    24 marzo 2010

     

    Carlo Giacobini

    Direttore Responsabile della rivista HandyLexPress

    www.handylex.org

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    Istat: nel 2009 più disoccupati , Newsletter n. 1544 del mercoledì 24 marzo 2010

    Istat: nel 2009 più disoccupati

     
    (regioni.it) Nel 2009 c’è stato un calo degli occupati di 380mila unità e la disoccupazione è al 7,8%. Lo rileva l’Istat, indicando questo dato rispetto alla media 2008. 
    Si tratta, sempre secondo l’Istat, del primo calo annuale dal 1995. Il tasso di disoccupazione medio e’ salito al 7,8% dal 6,8% della media del 2008. Nell’ultimo trimestre del 2009 la percentuale dei disoccupati e’ salita all’8,6%,il livello piu’ alto dal 2001.
     

    Newsletter n. 1544 del mercoledì 24 marzo 2010

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    Senato approva decreto-legge Enti-locali, Newsletter n. 1544 del mercoledì 24 marzo 2010

    Senato approva decreto-legge Enti-locali

     
    (regioni.it) Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto-legge Enti-locali. Il Senato ha approvato il provvedimento con 151 a favore, 92 contro e tre astenuti. il decreto legge è quindi convertito in via definitiva in legge.
    Hanno votato a favore la maggioranza, contro il Pd e l’Idv mentre Udc e Svp autonomie si sono astenuti.
    Decreto-legge recante “Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni” , approvato in via definitiva dal Senato il 23 marzo 2010
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    USA: 219 voti favorevoli contro 212, la riforma sanitaria passa alla Camera, Newsletter n. 1544 del mercoledì 24 marzo 2010

    USA: 219 voti favorevoli contro 212, la riforma sanitaria passa alla Camera. Per il presidente Barack Obama si tratta di una vittoria chiave. Il Sole 24 ore” fornisce una sintesi  del contenuto della legge sulla riforma della Sanità, il testo è identico a quello già votato dal Senato.

    1.            La legge rende accessibile una copertura assicurativa al 94% (il 95% con l’emendamento) dei cittadini non anziani, espandendo il servizio Medicaid e offrendo dei benefici fiscali senza i quali molte persone troverebbero difficile permettersi un’assicurazione.
    2.            È di fatto obbligatorio acquistare una copertura sanitaria individuale, pena una multa di 750 dollari oppure – se la cifra dovesse risultare maggiore – del 2% dei redditi entro il 2016 (695 dollari e il 2,5%, con l’emendamento).
    3.            Il testo del Senato non lo include, ma richiede alle aziende con 50 o più impiegati di contribuire alla spesa se questa è a carico dei contribuenti. L’emendamento prevede per le stesse imprese una tassa annuale di 2mila dollari, ma applicabile solo a partire dal 30simo impiegato.
    4.            Obama ha approvato un executive order che di fatto mantiene lo status quo – niente fondi federali se non in casi estremi – nonostante la legge preveda la possibilità di ricorrere alle assicurazioni per le interruzioni di gravidanza, pagandole tuttavia come un servizio a parte rispetto alla normale copertura.
    5.            La copertura finanziaria alla legge è assicurata dai tagli al programma Medicare (il vecchio programma di assistenza sanitaria agli anziani ndr.) e a nuove tasse, comprese quella sulle coperture assicurative che superano i 23mila dollari per una famiglia di quattro persone, nonché le coppie con un reddito superiore ai 250mila dollari l’anno. L’emendamento ridefinisce l’impatto fiscale ma prevede anche una tassa sugli investimenti del 3,5% sempre per le coppie con un reddito superiore ai 250mila dollari l’anno.
    6.            Il servizio per i cittadini indigenti verrebbe ampliato fino a coprire chiunque guadagni meno del 133% della soglia di povertà a livello federale (circa 29mila dollari l’anno per una famiglia di quattro persone). L’emendamento viene incontro alle esigenze dei governi statali aumentando il contributo federale alla copertura dei costi. 
    Il link sul sito della Casa Bianca:
    http://www.whitehouse.gov/health-care-meeting/proposal
    What’s New
    Improving Affordability and Accountability
    Cracking Down on Waste, Fraud and Abuse
    Ensuring Fiscal Sustainability
    Other Policy Improvements
    Title I. Quality, Affordable Health Care for All Americans
    Title II. The Role of Public Programs
    Title III. Improving the Quality and Efficiency of Health Care
    Title IV. Prevention of Chronic Disease and Improving Public Health
    Title V. Health Care Workforce
    Title VI. Transparency and Program Integrity
    Title VII. Improving Access to Innovative Medical Therapies
    Title VIII. Community Living Assistance Services and Supports Act (CLASS Act)
    Title IX. Revenue Provisions
    Title X. Reauthorization of the Indian Health Care Improvement Act
    La Propuesta del Presidente
     
    (red/24.03.10)

    Newsletter n. 1544 del mercoledì 24 marzo 2010

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    Nasce Aloiscaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari, in CSV Como

    Nasce Aloiscaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari

    L’Aloiscaffé è uno spazio di aggregazione attrezzato con un bar dove i malati di Alzheimer con i loro congiunti possono ritrovarsi con regolarità per prendere un caffé o una bevanda, conversare, conoscere persone nuove, prendere parte alle attività di mantenimento della memoria condotted a un operatore specializzato.
    Presso la Cooperativa sociale Mirabello, in via Tiziano 5.
    Per info: tel. 031.715310; info@progettosociale.it 

     
     
     

     (126.5 KB)Volantino e orari (126.5 KB)

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    Nasce Aloiscaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari, a Mirabello di Cantù (prov. di Como), a cura della Cooperativa sociale Progetto Sociale da CSV Como

    A Mirabello di Cantù (prov. di Como) nasce Aloiscaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari, a cura della Cooperativa sociale Progetto Sociale

    L’Aloiscaffé è uno spazio di aggregazione attrezzato con un bar dove i malati di Alzheimer con i loro congiunti possono ritrovarsi con regolarità per prendere un caffé o una bevanda, conversare, conoscere persone nuove, prendere parte alle attività di mantenimento della memoria condotted a un operatore specializzato.
    Presso la Cooperativa sociale Mirabello, in via Tiziano 5.
    Per info: tel. 031.715310; info@progettosociale.it

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    CSV Como – Nasce Aloiscaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari

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