Paola Marcialis, Jole Orsenigo, Giorgio Prada, Simona Faucitano, Ritrovare lo sguardo pedagogico, in Animazione sociale febbraio 2010
Pubblicato: 30 aprile 2010 Filed under: Formazione Permanente, Servizi educativi 2 Commenti »La nuova barbarie e le responsabilità dell’educazione, CICLO DI INCONTRI (5, 12, 19, 26 maggio 2010) a cura di PAOLO MOTTANA, Casa della Cultura, Via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila
Pubblicato: 30 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Milano, Servizi educativi, Univ. Milano Bicocca Lascia un commento »
Via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila
CICLO DI INCONTRI
La nuova barbarie e le responsabilità dell’educazione
a cura di PAOLO MOTTANA
Quattro riflessioni sul disagio del mondo contemporaneo e le risposte della cultura pedagogica
Con PAOLO MOTTANA, Professore di Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca
ne parlano
mercoledì 5 maggio 2010 ore 18.00
RAFFAELE MANTEGAZZA, Professore di Pedagogia interculturale Università di Milano Bicocca
“Debolezze, servilismi, complicità di una pedagogia da Basso Impero”
mercoledì 12 maggio 2010 ore 18.00
DUCCIO DEMETRIO, Professore di Filosofia dell’educazione Università di Milano Bicocca
“Il soggetto tra barbarie dell’autocompiacimento e ricerca di senso”
mercoledì 19 maggio 2010 ore 18.00
FRANCO CAMBI, Professore di Pedagogia generale Università di Firenze
“Tra ‘nichilismo’ e ‘vita autentica’: la doppia tensione della giovinezza anche attuale. Che fare?”
mercoledì 26 maggio 2010 ore 18.00
ANTONIO ERBETTA, Professore di Storia dell’educazione europea Università di Torino
“Da Robinson Crusoe a Henry Ford. La tragedia del moderno tra pedagogia e ipnopedia”
A fronte di un quadro allarmante, almeno stando alle cronache ufficiali, della condizione giovanile – di cui vengono denunciati il degrado culturale, le regressioni comportamentali, la dilagante superficialità -, la “ società educante”, in tutte le sue forme, appare fondamentalmente impotente.
Come leggere il fallimento educativo, se fallimento è, e come affrontare allora con la dovuta apertura, radicalità e disinibizione le sfide che le trasformazioni ingenti e irreversibili, almeno all’oggi, del contesto sociale e culturale contemporaneo, portano con sé?
Come evitare che la “liquefazione sociale” non si tramuti in una china di degrado e di disperazione?
Quale pedagogia e quale educazione possono provare a confrontarsi con questa situazione?
Sono oltre quattro milioni e mezzo gli italiani che fanno volontariato e nel 2009 sono sensibilmente cresciuti i giovani che svolgono questa attività. : il dato emerge dal Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso a San Benedetto del Tronto, da Radio Vaticana
Pubblicato: 30 aprile 2010 Filed under: Volontariato Lascia un commento »Il volontariato è vivo più che mai. All’annuale convegno nazionale delle Caritas diocesane, in corso a San Benedetto del Tronto è stata presentata una ricerca che riguarda l’impegno dei giovani a favore di chi è più in difficoltà. Oltre l’11% di chi fa volontariato ha 18-19 anni e l’8,2% addirittura è compreso tra i 14 e i 17 anni. Ieri pomeriggio, nella sua prolusione d’apertura monsignor Giuseppe Merisi, presidente della Caritas, ha messo in luce la necessità di rilanciare una vera “pedagogia dei fatti”.
Sono oltre quattro milioni e mezzo gli italiani che fanno volontariato e nel 2009 sono sensibilmente cresciuti i giovani che svolgono questa attività. Molti di loro passano attraverso i campi scuola e i gruppi scout, ma anche le parrocchie svolgono un ruolo importante. In sostanza, i gruppi parrocchiali fanno maturare la consapevolezza che le relazioni possono svilupparsi in modo positivo se fondate sulla solidarietà reciproca. E poi c’è la scuola, che costituisce sempre un importante bacino a cui attingere. Dunque, la Caritas fa notare che si fa sempre più strada “una domanda di volontariato laica, multicanale e multiculturale”. Ieri pomeriggio, i lavori sono stati aperti dal presidente della Caritas Italiana, mons. Giuseppe Merisi, che ha annunciato per metà giugno, a Trapani, un incontro con tutte le Caritas del Mediterraneo sul tema dell’immigrazione. Mons. Merisi ha poi parlato di una “pedagogia dei fatti”. Dunque, non solo un’affermazione dei valori, ma un’esperienza concreta attraverso una relazione accogliente che suscita interesse, passione, coinvolgimento:
R. – Impegno educativo, iniziativa coordinata con le altre realtà ecclesiali con un rapporto di rispetto, ma anche di coscienza critica nei confronti delle istituzioni della società civile. La nostra presenza, che rispetta le distinte competenze della società civile, svolge un ruolo importante per sensibilizzare, per orientare, per aiutare a distinguere il giusto dal meno giusto e invitare la gente a partecipare. Mettersi a disposizione: L’Aquila, il terremoto, le emergenze sono dimostrazione di questo impegno che riconosce la presenza delle istituzioni ma offre un elemento di riflessione e di orientamento, oltre ad aggregare gente che vuol servire con gratuità di servizio il cammino di tutta la società.
D. – L’immigrazione rimane sempre al centro dei pensieri della Caritas: per questo avete pensato ad un grande incontro in Sicilia, a giugno?
R. – Sì. Si vorrebbe avere un incontro. Io credo che si posano invitare, mi auguro che siano presenti, anche autorità italiane, autorità della Comunità europea, dell’Unione Europea, in modo da sentire, ascoltare, prendere atto delle esperienze: vedere cosa si può fare anche a partire dall’indicazione del Papa a Malta, quando parlando delle difficoltà dell’Isola di Malta ad accogliere persone, invocava appunto il dialogo, la cooperazione con le istanze internazionali che poi, anzitutto, sono quelle dell’Europa.
D. – E’ sempre forte la vostra attenzione verso le famiglie e la crisi?
R. – Si diceva di tanti fondi di solidarietà, promossi dalla diocesi: dal “prestito della speranza”, promosso dalla Cei, alle tante iniziative di microcredito, alle altre realtà di cui ogni Caritas-diocesi si è fatta carico. Speriamo di avere qualche utile contributo anche nell’intervento del presidente delle Acli, che si è soffermato anche su questo tema della famiglia nel recente incontro nazionale di Milano.
Il caso del feto vivo dopo l’aborto. Mons. Sgreccia: doverosa l’assistenza al di là della legge, da Radio Vaticana
Pubblicato: 30 aprile 2010 Filed under: Bioetica e Biopolitica, IVG Int Vol Grav Lascia un commento »Il caso del feto di 22 settimane rimasto in vita per 24 ore dopo un aborto terapeutico praticato in un ospedale calabrese e poi deceduto per mancanza di ossigeno sta scuotendo l’opinione pubblica italiana. Medici e infermieri coinvolti nell’interruzione di gravidanza hanno ricevuto un avviso di garanzia: la Procura della Repubblica di Rossano indaga per capire se siano state violate le disposizioni della legge 194. La Curia vescovile ha parlato di “arbitraria superficialità dei sanitari nell’omettere qualsiasi tipo di cura e rianimazione del bambino”.
Trecento grammi appena e un cuore che doveva morire e invece non ha voluto smettere di battere. Almeno per un altro giorno, finché ha dovuto arrendersi. Ora si è spento per sempre, ma la storia del piccolo feto mai diventato bambino ha avuto un iter di una drammaticità inusuale nemmeno per le stanze abituate agli aborti terapeutici. I fatti: lo scorso sabato mattina, una donna si presenta all’ospedale “Nicola Giannattasio” di Rossano Calabro, in provincia di Cosenza. Ha deciso di interrompere la sua prima gravidanza alla 22.ma settimana: l’ultima ecografia ha evidenziato due malformazioni al palato e al labbro del figlio che porta in grembo. I medici del reparto di Ostetricia dell’ospedale le praticano l’aborto terapeutico e depositano il feto espulso, avvolto in un lenzuolo, dentro un contenitore, in attesa che muoia. Ma il piccolo esserino non si spegne, continua a respirare anche se non ce la fa da solo, avrebbe bisogno di un aiuto che la legge non ha previsto per la sua età e che dunque non gli viene concesso anche perché nessuno è tenuto a verificare. Ma nelle ore successive, qualcuno si accorge dei timidi movimenti nel contenitore. Si reca dal cappellano dell’ospedale e nel segreto della confessione gli racconta ciò che ha visto. Ma è già domenica mattina quando don Antonio Martello verifica di persona: una terribile scena di solitudine, a 24 ore ormai dall’aborto, che più tardi si consuma con l’ultimo sussulto vitale del feto. Sulla vicenda ora indagano gli inquirenti calabresi per stabilire chi aveva il compito di verificare il decesso e se si sia configurato un caso di abbandono terapeutico. Emanuela Campanile ha raccolto il commento del vescovo Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, che riflette sui limiti di una legge che assicura l’intubazione e la ventilazione solo a feti vitali di 23 e 24 settimane:
“Il medico non deve guardare la data deve guardare il fatto. Quindi, se un feto viene abortito, volontariamente o accidentalmente, e lo si trova vivo anche se ai limiti della sopravvivenza, ai limiti cronologici, e però si è di fronte a un feto che, o perché vigoroso o perché non calcolate bene le date, di fatto viene fuori vivo, si è obbligati a farlo vivere. Questo venga chiarito per legge, o addirittura venga anticipata la data della vitalità. Quindi, ha fatto bene il vescovo a richiamare la massima attenzione e vigilanza, perché quello che vale di fronte alla vita umana – di fronte alla coscienza, di fronte a Dio – è uno che nasce e addirittura è già fuori dell’utero materno e si dimostra di essere vitale, deve avere tutto il soccorso per essere accompagnato”.
Il caso del feto vivo dopo l’aborto. Mons. Sgreccia: doverosa l’assistenza al di là della legge
Paola Bonizzoni, FAMIGLIE GLOBALI le frontiere della maernità, Utet, presentazione alla Libreria popolare di Via Tadino, Milano 29 aprile 2010
Pubblicato: 29 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Famiglie, LIBRI NEWS, Migrazioni, Milano Lascia un commento »Invito Bonizzoni_29apr10.pdf – Powered by Google Documenti
Peppe Dell’Acqua Psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, 10 domande al Direttore de “La Stampa” sull’articolo “L’Italia dei pazzi armati”L’Italia dei pazzi armati – LASTAMPA.it
Pubblicato: 28 aprile 2010 Filed under: Servizi psichiatrici Lascia un commento »10 domande al Direttore de “La Stampa” su “L’Italia dei pazzi
armati”
Caro direttore Calabresi,
faccio lo psichiatra e non il giornalista. Dirigo un Dipartimento di Salute Mentale perciò vorrei fare a lei, che invece dirige un
giornale, alcune domande. Riguardano l’articolo uscito lunedì 26 aprile sul quotidiano da lei diretto, con il titolo “L’Italia dei
pazzi armati”.
1. perché tra tutti i titoli possibili suggeriti dal contenuto dell’articolo, e tra le 3000 parole del lessico italiano in uso, si sono
scelti proprio quel titolo e proprio quelle parole?
2. Perché ancora una volta, grazie a tale titolo e a tali parole, la dignità, la verità e i diritti di centinaia di migliaia di cittadini
italiani che hanno un problema di salute mentale devono pagare le spese del gesto di un singolo?
3. Perché tra le tante sintesi possibili suggerite dalle opinioni raccolte dall’articolista, si è scelta per il sommario proprio quella
meno rappresentata: “Sale la protesta: la legge Basaglia va riformata, troppa gente pericolosa è libera di colpire”? E non per
esempio: “Mi rendo conto della preoccupazione crescente, ma mi sento di rassicurare”, come sostenuto nell’articolo da
Cristina Colombo specialista in psicopatologia forense e criminologia al San Raffaele di Milano? O magari lo stesso commento
dell’articolista alle parole di Colombo: “Rassicurare chi crede che i crimini compiuti in preda ai raptus avrebbero potuto essere
evitati con una riforma della legge 180, quella che impedisce ricoveri coatti e terapie forzate”? O quelle, più avanti, del
presidente di Psichiatria democratica Canosa: “Meglio potenziare i Centri incaricati di occuparsi dei pazienti ma che in molti
casi non funzionano come dovrebbero. Ovvio che per farlo servono investimenti”?
4. Perché ad avvalorare le dichiarazioni degli esperti interpellati non si è pensato di citare il ministro della salute Ferruccio
Fazio, che dall’ottobre scorso va ripetendo, categorico: “Nessun bisogno di riformare la legge 180 sul disagio mentale. Serve
piuttosto un monitoraggio costante della rete sanitaria – pubblica e privata – che garantisca una più equa distribuzione
dell’assistenza in tutto il Paese”?
5. Perché il programma di un ministro del governo italiano che apre uno spiraglio di possibilità non fa notizia, mentre la fa la
disperazione, ancorché comprensibilissima, di una donna e madre di una figlia con un problema di salute mentale, nonché
presidente da 40 anni dell’Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica (Arap)?
6. Perché tra le molte associazioni di familiari di persone con disturbo mentale che nel nostro paese stanno lottando
instancabilmente per garantire ai propri cari quelle “cure più umane” citate nell’articolo, si è scelto di ascoltare (in apertura)
una voce sola, e oltretutto la più rassegnata, che a fronte delle centinaia e centinaia di altre che non accettano di rassegnarsi
rappresenta una sparuta minoranza?
7. Perché subito dopo, nell’elenco dei recenti crimini commessi da presunti “pazzi armati” che enfatizza la rassegnazione e la
disperazione di una singola madre, non si è spesa una sola parola sui presunti veri problemi di salute mentale che avrebbero
“armato” questi “pazzi” spingendoli a commettere il loro crimine, né si è fatto il benché minimo sforzo di indagare sul vero
movente del loro presunto “folle gesto”?
8. Perché l’articolista, il redattore e il direttore de “La Stampa” non si sono chiesti neppure una sola volta come mai i loro
colleghi negli USA o in Finlandia o in Germania nel riferire di atti di violenza efferatissimi (mi riferisco ad alcuni ben noti
recenti e meno recenti omicidi di massa) non hanno speso mezzo rigo per ascrivere quelle efferatezze alla “pazzia” di chi le
ha commesse? Senza dimenticare che in quei paesi non c’è stato nessun Basaglia e nessuna Legge 180 a chiudere i manicomi
lasciando i “pazzi” liberi di armarsi e colpire? E anzi, quei paesi spendono ogni anno milioni di dollari e di euro per aprire nuovi
Peppe Dell’Acqua
Psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale di TriesteELENA LISA
«Pensino pure che voglio rinchiudere i pazzi e buttare via la chiave. E dicano che sono una reazionaria. In questo Paese le cose vanno così: per anni si lasciano questioni in balia della politica e poi non si risolve niente». Maria Luisa Zardini è il presidente dell’Arap, l’Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica, e madre di una donna con gravi disturbi mentali. «Perciò parlo – dice – perché so che cosa significa convivere con la follia di chi ami. In tutte le sue forme: dall’autolesionismo alla violenza sugli altri, anche con l’uso delle armi». Poi, lapidaria, aggiunge: «La legge Basaglia va rivista. Pensare il contrario, specialmente davanti agli ultimi fatti di cronaca, dimostra solo un’ostinazione ideologica».Alcuni mesi fa a Villa d’Adda, vicino a Bergamo, un uomo di 48 anni, dopo aver attirato con una scusa il sindaco a casa sua, l’ha tenuto in ostaggio per ore. Prima di liberarlo gli ha gettato acido muriatico in faccia. Poche settimane prima aveva sequestrato i figli minacciando di far saltare in aria l’appartamento. L’8 gennaio, a Luzzara, in Emilia, un giovane di 22 anni con disturbi mentali ha colpito con un coltello da macellaio un karateka di 43 anni. Quando i carabinieri gli hanno chiesto perché l’avesse fatto ha risposto che non c’era un motivo: la vittima l’aveva scelta a caso. In febbraio a Lucera, nel Foggiano, un uomo di 35 anni ha tenuto in ostaggio una ragazzina: diceva di voler parlare con Alessandra Mussolini. Nel 2007 aveva sequestrato una donna incinta, quella volta chiedeva di parlare con Rosy Bindi.
«Attenzione a non dare il via a una caccia alle streghe – dice Cristina Colombo, specialista in Psicopatologia forense e criminologia al San Raffaele di Milano – i dati nazionali dicono che la maggior parte dei delitti è commessa da persone “normali” con moventi specifici che niente hanno a che fare con la follia. Al primo posto ci sono i soldi, segue il sesso. Mi rendo conto della preoccupazione crescente, ma mi sento di rassicurare».Rassicurare chi crede che i crimini compiuti in preda ai raptus avrebbero potuto essere evitati con una riforma della legge 180, quella che impedisce ricoveri coatti e terapie forzate. Una norma del 1978, da molti definita illuminata, che ha preso il nome dal promotore, lo psichiatra triestino Franco Basaglia. Istituì i Centri d’igiene mentale e abolì, di fatto, i manicomi, in favore di un trattamento più umano dei malati. L’ipotesi di riformarla, ora, divide.
I contrari, come il presidente di Psichiatria Democratica, Rocco Canosa, sostengono che «rinchiudere i malati di mente è eticamente inaccettabile. Meglio potenziare i Centri, incaricati dalla legge di occuparsi dei pazienti ma che in molti casi non funzionano come dovrebbero. Ovvio che per farlo servono investimenti». Secondo l’Associazione italiana psichiatri, mentre in Europa la quota media della spesa sanitaria destinata alla psichiatria supera il 7%, in Italia raggiunge a stento il 5%. Tra i favorevoli a una revisione della legge Basaglia ci sono anche nomi illustri della psichiatria.
Oggi il ricovero è obbligatorio solo se si è in evidente stato di alterazione mentale – che può anche essere procurato da alcol o droghe – e per calmarsi si ha bisogno di cure, ma le si rifiuta. Allora il medico, d’accordo con un collega e con l’avallo del sindaco, può procedere con il Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, che salvo rari casi dura al massimo 7 giorni. Per la Società italiana di epidemiologia psichiatrica, però, mancano gli specialisti. Per questo, secondo un studio del 2008, il 69% dei pazienti viene visitato in media 9 volte l’anno, il 70% curato senza appoggio di medici e senza seguire le linee guida, e tra i familiari dei malati, il 62% ottiene supporto psicologico meno di 5 volte l’anno. «Solo durante il Tso mia figlia schizofrenica prende le pastiglie – denuncia Angela, mamma di Brescia, all’associazione di Maria Luisa Zardini – a casa lei non vuole curarsi. E diventa aggressiva. Aiutatemi, non so più che fare».
L’Italia dei pazzi armati – LASTAMPA.it
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 138 del 2010, ha deciso che il matrimonio tra persone delle stesso sesso non può essere tutelato dalla Costituzione e che il suo divieto non è incostituzionale, di sabino patruno in NoiseFromAmerika
Pubblicato: 28 aprile 2010 Filed under: diritto famiglia, Unioni civili Lascia un commento »La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 138 del 2010, ha deciso che il matrimonio tra persone delle stesso sesso non può essere tutelato dalla Costituzione e che il suo divieto non è incostituzionale.
La questione, già trattata qui su nFA, era stata portata all’attenzione della Corte dal Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento. Questi giudici, dovendo decidere sul rifiuto, da parte degli uffici dello stato civile dei rispettivi comuni, di accettare le pubblicazioni di matrimonio tra due persone dello stesso sesso, avevano ritenuto che l’impossibilità, per gli omosessuali, di contrarre matrimonio fosse incompatibile con i principi della nostra costituzione ed in particolare con gli articoli 2, 3 e 29, rimettendo quindi la questione alla Corte Costituzionale.Per comodità di tutti, riporto qui gli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione
Art. 2) La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3) Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione; di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 29) La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
Oggi la Corte ha respinto entrambi i ricorsi, perchè inammissibili ed infondati. Senza voler entrare troppo nel dettaglio e cercando di evitare i tecnicismi giuridici, cerchiamo di analizzare brevemente la sentenza e di capire se i giudici hanno lasciato comunque aperto uno spiraglio al riconoscimento delle aspettative degli omosessuali. Diciamo subito che la sentenza, pur riconoscendo in parte fondate le aspettative dei ricorrenti, nella sostanza rappresenta una pietra tombale sulla prospettiva che, anche in Italia, ci sia prima o poi un matrimonio tra persone dello stesso sesso, con le medesime caratteristiche di quello eterosessuale.La sentenza è lungamente motivata e parte da una considerazione di principio sostanzialmente condivisibile.
l’istituto del matrimonio civile, come previsto nel vigente ordinamento italiano, si riferisce soltanto all’unione stabile tra un uomo e una donna. Questo dato emerge non soltanto dalle norme censurate (ossia vari articoli del codice civile ndr), ma anche dalla disciplina della filiazione legittima (artt. 231 e ss. cod. civ. e, con particolare riguardo all’azione di disconoscimento, artt. 235, 244 e ss. dello stesso codice), e da altre norme, tra le quali, a titolo di esempio, si può menzionare l’art. 5, primo e secondo comma, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nonché dalla normativa in materia di ordinamento dello stato civile. In sostanza, l’intera disciplina dell’istituto, contenuta nel codice civile e nella legislazione speciale, postula la diversità di sesso dei coniugi.
In pratica, i giudici riconoscono un fatto abbastanza auto-evidente, ossia che per il sistema giuridico italiano – codice civile e numerose leggi speciali – il matrimonio presuppone che i sessi dei coniugi siano diversi, senza contare il fatto che in numerose norme si fa espresso riferimento ai ruoli di “marito” e “moglie”, che non possono essere ovviamente altro che “maschio” e “femmina”.
Dovendo dunque decidere se scardinare questo sistema, estendendo alle unioni omosessuali la disciplina del matrimonio civile, i giudici hanno ritenuto che la nostra carta costituzionale non giustifichi un tale intervento e non perchè anche agli omosessuali non possa essere riconosciuto il diritto alla tutela giuridica dei diritti e doveri connessi alla loro unione, ma perchè, secondo la Corte, la via per ottenere tale tutela non può essere il matrimonio. Così infatti ha motivato con riferimento alla presunta violazione dell’articolo 2 della Costituzioneper formazione sociale (tutelata dall’art. 2 della costituzione – ndr) deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.
precisando però cheSi deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento – che necessariamente postula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia – possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio … Ne deriva, dunque, che, nell’ambito applicativo dell’art. 2 Cost., spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette
Neanche il richiamo agli articoli 3 e 29 della costituzione è stato poi ritenuto idoneo
è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perchè sono dotati della duttilità ropria dei princìpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi. Detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto d’incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati in alcun modo quando fu emanata.
Ritengono infatti i giudici costituzionali, che la nostra costituzione, quando parla di famiglia o matrimonio, lo faccia esclusivamente con riferimento all’unione tra un uomo e una donna, dato che i costituenti:
tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso. In tal senso orienta anche il secondo comma della disposizione che, affermando il principio dell’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, ebbe riguardo proprio alla posizione della donna cui intendeva attribuire pari dignità e diritti nel rapporto coniugale
Una differente interpretazione, secondo i giudici, non sarebbe una semplice rilettura del sistema, ma una vera e propria interpretazione creativa, in quantocon riferimento all’art. 3 Cost., la censurata normativa del codice civile che, per quanto sopra detto, contempla esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna, non può considerarsi illegittima sul piano costituzionale. Ciò sia perché essa trova fondamento nel citato art. 29 Cost., sia perché la normativa medesima non dà luogo ad una irragionevole discriminazione, in quanto le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio.
In sostanza, la Corte Costituzionale ci dice che:- l’unione omosessuale è tutelata dall’articolo 2 della Costituzione;- l’unione omosessuale non è tutelata dall’articolo 3 della Costituzione e quindi la disparità di trattamento con gli eterosessuali non è incostituzionale;- i concetti di famiglia e matrimonio, tutelati e previsti dalla Costituzione, sono solo quelli tra un uomo e una donna;- lo strumento per ottenere il riconoscimento dei diritti e doveri della coppia omosessuale non può essere il matrimonio;- deve essere il Parlamento, con una legge ordinaria, a concedere una qualche forma di tutela alle unioni omosessuali.Da questa sentenza discendono due rilevanti conseguenze di natura strettamente giuridica:
1 - una legge a tutela delle unioni omosessuali non sarebbe incostituzionale, ma anzi troverebbe giustificazione e garanzia nell’art. 2 della Costituzione. La questione pare ovvia, ma ancora sino a poco tempo fa era dibattuto il problema se una legge a tutela delle unioni di fatto e/o di quelle omosessuali fosse costituzionale o meno per violazione dell’art. 29 cost. Oggi almeno questa questione è morta e sepolta e nulla, costituzionalmente parlando, impedisce l’emanazione di una legge di questo genere;2 - una legge che introducesse nel nostro ordinamento il matrimonio omosessuale, equiparato tal quale a quello eterosessuale, sarebbe invece incostituzionale per violazione dell’art. 29 della costituzione.
Le affermazioni della Corte Costituzionale che la “famiglia fondata sul matrimonio”, prevista dal citato art. 29 cost., è esclusivamente quella tra uomo e donna e che le unioni omosessuali non possono essere “omogenee” al matrimonio, rappresentano – a costituzione vigente – la parola fine alla possibilità che il matrimonio omosessuale possa trovare cittadinanza in Italia.Ipotizziamo infatti che, tra qualche anno, un parlamento più attento alle libertà civili decidesse di fare come in Spagna o in altre nazioni e prevedesse l’irrilevanza del sesso nel matrimonio. Ebbene, questa legge, in base ai principi oggi stabiliti oggi dalla Corte Costituzionale, se portata a giudizio, avrebbe notevoli possibilità di essere dichiarata incostituzionale.
Gli omosessuali, dunque, oggi possono solo attendersi una legge ordinaria che riconosca loro una qualche forma di tutela, i cui contenuti dovranno essere determinati dal legislatore, ma come e quando non è dato sapere.
noiseFromAmeriKa : Il matrimonio omosessuale: non si può fare
DIRITTI DEL POPOLO ROM E CONVIVENZA: LA CASA, LA SCUOLA, LA FAMIGLIA, 29 maggio 2010, Camera del lavoro Corso di Porta Vittoria 43, Milano
Pubblicato: 27 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Migrazioni, Milano 2 Commenti »Prospettive Sociali e Sanitarie anno XL – n. 7 – 15 aprile 2010
Pubblicato: 26 aprile 2010 Filed under: Prospettive soc. san. 1 Commento »
In apertura, un contributo dedicato alla supervisione progettuale nell’ambito del lavoro socioeducativo. L’autore propone la sua esperienze come supervisore e alcune riflessioni che ne sono emerse. ________________________
anno XL – n. 7 – 15 aprile 2010
A 7 anni dalla legge regionale di riforma del welfare, l’articolo che segue commenta il percorso di trasformazione delle Ipab e la costituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona.
Viene poi presentato il percorso di lavoro del Tavolo Rom operativo da alcuni anni a Milano. L’articolo si sofferma su alcune proposte per l’elaborazione di politiche e interventi possibili per i gruppi rom e sinti a Milano.
Il contributo che segue presenta quanto emerso da un recente convegno dedicato alla promozione dell’integrazione fra gli operatori della rete assistenziale in una prospettiva di cura a lungo termine.
In chiusura, la prima uscita di una nuova rubrica di PSS: “Intercettazioni”, attraverso la quale vogliamo condividere con i nostri lettori brevi articoli, o stralci di essi, già apparsi altrove, che affrontino tematiche importanti per PSS.
L’articolo è seguito dalla rubrica Accadde domani, curata da Giselda Rusmini, e da una recensione di Sergio Pasquinelli.
Prospettive Sociali e Sanitarie
via XX Settembre 24, 20123 Milano
tel. 0246764275 – fax 0246764312
http://pss.irs-online.it

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Claudio Risè, in quanto maschio, tuo figlio dovrà identificarsi, attraverso un processo (“di identificazione”, appunto), nel quale l’aspetto sessuale è fondamentale | in Psiche lui
Pubblicato: 21 aprile 2010 Filed under: Risè Claudio, sessualità Lascia un commento »[...] con te, in quanto maschio, tuo figlio dovrà identificarsi, attraverso un processo (“di identificazione”, appunto), nel quale l’aspetto sessuale è fondamentale. Dunque tu devi presentare il tuo corpo ( per ora il modello del suo), in tutta naturalezza, come qualcosa di bello e importante, di cui aver cura ed essere fieri. In tutto ciò poi il pene-fallo è essenziale, perché produttore della vita e centrale nella simbolica maschile, esattamente come la vulva (la mandorla delle immagini sacre), lo è di quella femminile.
l’intero spunto di riflessione e la conversazione con Claudio Risè qui:
COSA SIGNIFICA “IMMIGRAZIONE” A MILANO? Stranieri e italiani a confronto nella città più multietnica ed industrializzata d’Italia, sabato 24 aprile, ore 18,30 il Circolo Caponnetto presenta , via Gran San Bernardo n°1
Pubblicato: 21 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Migrazioni, Milano Lascia un commento »sabato 24 aprile, ore 18,30
il Circolo Caponnetto presenta
COSA SIGNIFICA “IMMIGRAZIONE” A MILANO?
Stranieri e italiani a confronto
nella città più multietnica ed industrializzata d'Italia
PROGRAMMA:
Proiezione del filmato autoprodotto
“Voci di confine. Le storie migranti di Milano”
Dibattito “Cosa significa immigrazione a Milano”
RELATORI:
Dott. Alessandro Lucchese - responsabile di Progettosenegol(sito www.progettosenegol.org
Gabriele Ghezzi - poliziotto, candidato alle recenti elezioni regionali
Doudou Khouma - operatore sociale presso la Casa della Carità
Esponenti di Associazioni di quartiere
MERCATINO:
Possibilità di acquistare prodotti etnici africani senegalesi e camerunesi in un piccolo mercatino.
CENA:
Ottimo cibo senegalese e camerunese
Vi aspettiamo
in via Gran San Bernardo n°1
Il Circolo Caponnetto
Tel: 347 49 15 366
Mail: pd.caponnetto@wham.it
Facebook: Circolo PD “Antonino Caponnetto”
“DATEMI INDIETRO I MIEI VENT’ANNI…”: gioventù bruciata o gioventù negata?, GIOACCHINO LAVANCO, Professore di Psicologia di Comunità presso l’Università degli Studi di Palermo, giovedì 22 aprile ore 21.00 Auditorium Sant’Anna Verbania
Pubblicato: 21 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Giovani, Piemonte, Servizi educativi Lascia un commento »giovedì 22 aprile ore 21.00 Auditorium Sant’Anna Verbania
Paolo Ferrario, Cinema e biografie: come funziona una buona storia? | in Muoversi Insieme Stannah
Pubblicato: 21 aprile 2010 Filed under: Aule virtuali Corsi, biografie, Cinema e Film, Ferrario Paolo, Tullio - Altan Carlo 2 Commenti »[...]
Viene spontaneo domandarsi: perché così tante persone – giovani, adulti, anziani – sono attratte dall’espressione artistica rappresentata nel film? Credo che una possibile spiegazione sia da cercare nel fatto che, come si diceva in un articolo precedente, ci piace partecipare alle storie, ai racconti di vita. Probabilmente questo avviene perché non ci basta la nostra concreta, unica e personalissima biografia. Abbiamo bisogno, per sentirci parte del mondo, di entrare in contatto con altre vite. Come se queste storie, che appartengono ad altri, in realtà siano anche un po’ la nostra storia.
E’ su questo filo interpretativo che vorrei intrattenere l’attenzione del lettore.
La questione di fondo mi sembra la seguente: attraverso un racconto che si dipana su uno schermo, viene messa in gioco e visualizzata la nostra stessa identità. Mi faccio aiutare da un grande antropologo culturale, Carlo Tullio-Altan, il quale, con rigoroso metodo scientifico, sostiene che gli elementi fondamentali capaci di tenere assieme l’individuo alla sua società sono: a) l’Epos, inteso come la capacità di elaborare la memoria storica e collegarla al passato, al presente e al futuro; b) l’Ethos, ossia lo sviluppo di norme e regole atte a creare socialità tra le persone; c) il Logos, attraverso il quale si realizza la comunicazione sociale; d) il Genos, ovvero la dinamica dei rapporti familiari orientati a trasmettere valori fra le generazioni; e) il Topos, che fa riferimento a un territorio vissuto come valore e come fonte di affetti e di piacere estetico.[..] segue qui: Cinema e biografie: come funziona una buona storia? | Muoversi Insieme
Elzéar Bouffier, il personaggio di Jean Giono messo in scena da Frederick Back nel film d’animazione L’uomo che piantava gli alberi premiato con un Oscar nel 1987
Pubblicato: 20 aprile 2010 Filed under: ambiente, Ciclo di vita, Cinema e Film, Culture Lascia un commento »I nuovi media e il Web 2.0. Andrea Rossetti tratta di problemi legali dovuti alla digitalizzazione delle informazioni e alla presenza di intermediari (youtube, itunes, ecc), in UniBicocca
Pubblicato: 20 aprile 2010 Filed under: Univ. Milano Bicocca, Video, WEB 2.0 Lascia un commento »I nuovi media e il Web 2.0. Cittadinanza: Fiorella De Cindio parla di cittadinanza digitale nella realtà veneta, in UniBicocca
Pubblicato: 20 aprile 2010 Filed under: Fondazioni, Univ. Milano Bicocca, Video, WEB 2.0 Lascia un commento »Luciana Quaia, La memoria tra ricordo e oblio. Invecchiamento e memoria: allenare la mente (parte 3°) | in Muoversi Insieme di Stannah
Pubblicato: 19 aprile 2010 Filed under: Anziani, Muoversi Insieme Stannah, Prevecchiaia, Psicologia e Psicanalisi Lascia un commento »Ritorniamo alla nostra metafora della palestra per la memoria e soffermiamoci sul fenomeno dell’oblio.Molte informazioni che raggiungono il nostro cervello, se non sono ritenute importanti, tendono a svanire.Quelle che chiamiamo dimenticanze, in particolare, sono i casi in cui le tracce del ricordo sono talmente labili che paiono essere scomparse, ma che con un piccolo aiuto possono ricomparire.Di certo non è piacevole scoprire che la memoria non ci assiste più come un tempo [....]
vai all’intero articolo qui:
La memoria tra ricordo e oblio | Muoversi Insieme
Nei giorni 21 – 25 aprile circa 200 giovani di tre nazionalità si incontreranno a Verbania nella fase intermedia di due progetti transnazionali italo-svizzero e italo-francese.
Pubblicato: 19 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Piemonte Lascia un commento »Evasione fiscale – In dieci città metropolitane Anci e Ifel formeranno i dipendenti comunali,ANCI Newsletter n. 128
Pubblicato: 19 aprile 2010 Filed under: Enti Locali, Politica fiscale Lascia un commento »| Evasione fiscale – In dieci città metropolitane Anci e Ifel formeranno i dipendenti comunali |
| E’ partita oggi da Torino, e coinvolgera’ altre dieci citta’ metropolitane, la formazione dei dipendenti dei Comuni italiani addetti all’area tributi per contrastare l’evasione del fisco. L’iniziativa, presentata oggi dal Comune di Torino, prende spunto dal protocollo d’intesa siglato lo scorso novembre da Anci, Ifel e Agenzia delle Entrate. All’iniziativa partecipa anche la Scuola Superiore di Economia e Finanza. La formazione avverrà attraverso seminari specialistici in materia di partecipazione dei Comuni all’accertamento dei tributi erariali. Il corso e’ composto da tre giornate di lezioni in aula, di sette ore ciascuna, e vi prenderanno parte 25 dipendenti per ogni citta’ metropolitana. I corsi, focalizzati sulla struttura dei contributi erariali e sull’interscambio dei dati tra i soggetti coinvolti, dopo la tappa…[segue] |
Luca Ricolfi, La sinistra difende i ceti più «deboli»? Solo una leggenda
Pubblicato: 18 aprile 2010 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Ricolfi Luca Lascia un commento »[...] lettura del quotidiano la Repubblica. Qui ho trovato la seguente definizione degli elettorati di destra e di sinistra: «È di destra chi vota avendo per guida i propri interessi, di sinistra chi vota pensando all’interesse collettivo» (Michele Serra). Un esempio perfetto di credenza metafisica, ossia di quel tipo di affermazioni che – non potendo essere confermate né falsificate – facevano andare in bestia il filosofo della scienza Karl Popper.Per controllare la verità della credenza di Serra, infatti, dovremmo poter conoscere:• qual è l’interesse collettivo (i migliori cervelli del ’900, compreso Kenneth Arrow, si sono arresi di fronte al problema);• in che cosa consistono gli interessi di ogni individuo (ammesso che esistano, che lui li conosca, e che qualcuno li possa accertare);• che cosa effettivamente farebbero i politici dei due schieramenti una volta al governo, e quale impatto le loro decisioni avrebbero sulle nostre vite (questioni che vanno ben oltre le capacità dei migliori analisti e futurologi).Quel che possiamo fare, invece, è rispondere a una domanda assai meno ambiziosa: quali sono i gruppi sociali meno propensi a votare a destra (e quindi più inclini a votare Pd e Idv) e quali sono quelli più propensi a votare a destra (e quindi a scegliere Pdl e Lega)? La risposta, basata su una indagine nazionale condotta dall’Osservatorio del Nord Ovest nel 2008, è che Pd e Idv attirano laureati e diplomati, pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori con contratto a tempo indeterminato, mentre Pdl e Lega attirano lavoratori autonomi, precari, disoccupati, giovani lavoratori, casalinghe.Tendenzialmente, il Pd rappresenta la società delle garanzie, ossia l’insieme dei soggetti che già possono contare su varie forme di tutela, e sono quindi primariamente interessati a non perderle. Il Pdl, invece, rappresenta la società del rischio, ossia l’insieme dei soggetti più deboli o più esposti alle incertezze del mercato, per lo più dimenticati dalle organizzazioni sindacali.
l’intero articolo qui:
Editoriali & altro …: La sinistra difende i ceti più «deboli»? Solo una leggenda
Beppino Englaro, Adriana Pannitteri, “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno stato di diritto”, Rizzoli, Milano 2009.Beppino Englaro, Elena Nave “Eluana. La libertà e la vita”, 232 pagine, Rizzoli-Bur, Milano 2008.
Pubblicato: 18 aprile 2010 Filed under: Bioetica e Biopolitica Lascia un commento »Beppino Englaro, Adriana Pannitteri, “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno stato di diritto”, Rizzoli, Milano 2009.Beppino Englaro, Elena Nave “Eluana. La libertà e la vita”, 232 pagine, Rizzoli-Bur, Milano 2008.
la scheda qui:
La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno Stato di diritto | Lankelot
LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA, Mercoledì 21 aprile ore 18,30, Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Torino
Pubblicato: 18 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Servizi sanitari, Stati Uniti d'America, Torino Lascia un commento »
Mercoledì 21 aprile ore 18,30 Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Torino
Centro Interuniversitario di Studi Americani ed Euro-Americani “Piero Bairati” presentano: Il destino di una Presidenza LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA Intervengono: Maurizio Vaudagna (Università del Piemonte Orientale), Prima di Obama: storia del Welfare State in America
Antonio Soggia (Università di Torino), La riforma sanitaria: iter, contenuto e significato della nuova legge Giangiacomo Migone (Università di Torino), La riforma sanitaria nel contesto della presidenza Obama
Coordina: Francesca Sforza (Caporedattore Esteri – La Stampa)
spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni fra persone dello stesso sesso, Sentenza della Corte costituzionale n. 138, 2010
Pubblicato: 17 aprile 2010 Filed under: diritto famiglia, Maschile/Femminile, sessualità, Unioni civili Lascia un commento »
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Alberto Papuzzi recensisce: Luca Ricolfi, Illusioni tattiche, Mondadori, in LASTAMPA.it
Pubblicato: 17 aprile 2010 Filed under: LIBRI NEWS, Ricolfi Luca Lascia un commento »
Che cosa riusciamo veramente a conoscere della realtà che ci circonda? Quali precise consapevolezze ispirano i nostri comportamenti? Nell’epoca della massima diffusione di media, dai giornali alla rete, ai social network, bombardati di informazioni di minuto in minuto, quanto possiamo capire il mondo in cui viviamo e quanto invece ci illudiamo di capirlo, prigionieri di stereotipi? In particolare quando ci occupiamo dei problemi italiani, dagli immigrati alla criminalità, dal precariato alla sanità, dal federalismo all’istruzione, fino a questioni mai risolte come il divario Nord-Sud, siamo sicuri di approdare a certezze o non finiamo piuttosto preda di credenze, da quelle ideologiche al politicamente corretto?Sono gli interrogativi con cui si confronta, sorretto da una buona dose di anticonformismo, il sociologo e politologo Luca Ricolfi, dell’Università di Torino, nel nuovo libro dal titolo sintomatico Illusioni italiche (Mondadori, pp. 169, e18).
segue qui:
Incontri alla Casa della Cultura, Via Borgogna 3, Milano, http://www.casadellacultura.it/site/home.html
Pubblicato: 17 aprile 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Milano, Politica culturale Lascia un commento »
PROMEMORIA INCONTRI DAL 19 AL 23 APRILE 2010
Martedì 20 aprile 2010 ore 18.00 In occasione della presentazione del libro L’INFINITA SPERANZA DI UN RITORNO Sentieri di Antonia Pozzi di FULVIO PAPI (Viennepierre edizioni) Intervengono oltre all’autore: GRAZIELLA BERNABÒ, SILVANA BORUTTI, GABRIELE SCARAMUZZA Martedì 20 aprile 2010 ore 21.00 Bruno Mondadori e Casa della Cultura In occasione della presentazione del volume L’AMORE DIFFICILE. Relazioni ai tempi dell’insicurezza di MARINA VALCARENGHI (Bruno Mondadori) Con l’autrice intervengono: MARCO DERIU, GIULIA VALERIO
mercoledì 21 aprile 2010 ore 18.00 Casa della Cultura in collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’Università Statale di Milano (Direttore Grado G. Merlo) CICLO DI INCONTRI UNITA’ D’ITALIA: VERSO IL CENTOCINQUANTESIMO (1861-2011). DUE NODI TEMATICI IL CROLLO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE – secondo incontro “MEZZOGIORNO CONTINENTALE E RISORGIMENTO” lectio di PAOLO MACRY; introduce VALERIA SGAMBATI
mercoledì 21 aprile 2010 ore 21.00 Casa della Cultura e O barra O edizioni Presentazione del libro I CARNET DEL VIAGGIO IN CINA di ROLAND BARTHES A 30 anni dalla scomparsa dello scrittore i taccuini rimasti finora inediti del suo viaggio in Cina Ne parlano: ALESSANDRA LAVAGNINO (docente di Lingua e Cultura Cinese presso l’Università degli Studi di Milano, direttore dell’Istituto Confucio di Milano) e RENATA PISU (giornalista, scrittrice, traduttrice, sinologa) Coordina: FERRUCCIO CAPELLI
giovedì 22 aprile 2010 ore 18.00 SUL RAZIONALISMO CRITICO ITALIANO: LUDOVICO GEYMONAT e GIULIO PRETI In occasione della presentazione dei libri LUDOVICO GEYMONAT UN MAESTRO DEL NOVECENTO. Il filosofo, il partigiano e il docente a cura di FABIO MINAZZI (Unicopli, Milano) LE MEKTOUB TUNISIEN DE GIULIO PRETI La vie et l’oeuvre d’un philosophe italien razionaliste a cura di MICHELE BRONDINO e FABIO MINAZZI (Publisud, Paris) Intervengono: FRANCO CAMBI, FULVIO PAPI, RENATO PETTOELLO Saranno presenti i curatori
venerdì 23 aprile 2010 ore 18.00 Casa della Cultura in collaborazione con Istituto Comprensivo “Quintino Di Vona–Tito Speri”, Milano e Associazione Carducciani QUINTINO DI VONA. UNA VITA PER LA LIBERTÀ In occasione della presentazione del libro QUINTINO DI VONA. UNA VITA PER LA LIBERTÀ a cura di PATRIZIA POZZI (MIMESIS, 2009) che contiene la ristampa di Lina Di Vona Caprio, Colloquio con un martire. Vita di Quintino di Vona (ed. or. 1954) Intervengono: ROBERTA FOSSATI, LUIGI GANAPINI, FABIO MINAZZI, FULVIO PAPI, VINCENZO VIOLA Coordina: FERRUCCIO CAPELLI Oltre alla curatrice, interventi a testimonianza di PIERO DI VONA, ALFREDO LAPINI, GIUSEPPE LOSIO, GIOVANNI SCIROCCO, SALVATORE CAPITANO
Inoltre ospitiamo: lunedi 19 aprile 2010 ore 21.00 Centro Milanese di Psicoanalisi NON SI CALPESTANO I SOGNI. UNA RIFLESSIONE PSICOANALITICA SULLA POESIA. a cura di DANIELA SCOTTO DI FASANO primo incontro Oltre l’ovvio dell’apparenza: io sento anche se non parlo OTTAVIA PICCOLO legge IKE HASBANI Ne parlano: FRANCESCO BARALE, MARCO FRANCESCONI, SIMONETTA DIENA
Psicoanalisi BookShop | Zephyro Edizioni, Novità del mese di aprile 2010
Pubblicato: 17 aprile 2010 Filed under: LIBRI NEWS, Psicologia e Psicanalisi Lascia un commento »Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 17/4/2010
Pubblicato: 17 aprile 2010 Filed under: Gruppo Solidarietà Moie di Maiolati (AN) Lascia un commento »
Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 17/4/2010 Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’ Informazioni Voce sul sociale Aggiornamento legislativo nazionale - 31 marzo 2010 Rassegna bibliografica - 31 marzo 2010
Ultime acquisizioni librarie - 16 aprile 2010
Appunti Disabilità. Costruire autonomia. Un percorso di formazione per le famigliehttp://www.grusol.it/eventi/04-06-10.pdf Gruppo Solidarietà. Corsi formazione. Maggio 2 010 www.grusol.it/eventi/11-05-10.asp Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp Novità editoriale. I dimenticati. Politiche e servizi per i soggetti deboli nelle Marchewww.grusol.it/pubblica.asp Il libro del mese: R. Mancini, Idee eretiche La rivista del mese, il sito del mese, l’editore del mese
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426
- Toscana. Progetto per l’assistenza continua alla persona non autosufficiente
- Piemonte. Organizzazione assistenza specialistica di ospedalizzazione domiciliare
- Crisi, il welfare non ce la fa
- Tempi rinnovo permessi di soggiorno. I conti di Maroni
- Se il costo dell’immigrato è marginale
- Lombardia. Cure palliative pediatriche
- Umbria. Interventi a favore della famiglia
- Volontariato e politiche sociali nell’esperienza del Gruppo Solidarietà
- Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. Riflessioni sulla sospensiva del TAR Marche
- Riflessioni sulla convenzione tra Regione Marche e AVM sul sostegno alle attività delle organizzazioni di volontariato
- I servizi sociosanitari nella legislazione nazionale e delle Marche
Aggiornamento legislativo regione Marche - 31 marzo 2010
Leggi sociali - 31 marzo 2010
Appunti 2 marzo-aprile 2010
La qualita’ e l’organizzazione dei servizi: Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative a cura di Paolo Ferrario, alla Facoltà di sociologia della Università di Milano Bicocca, Marzo- Aprile 2010
Pubblicato: 16 aprile 2010 Filed under: Dispense didattiche, Ferrario Paolo Lascia un commento »LA QUALITÀ E L’ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI
Servizi sociali: aggiornamento sulle politiche legislative
Questo percorso nasce da una partnership con l’Università degli Studi di Milano Bicocca-Facoltà di Sociologia che riconosce i Crediti Formativi Universitari.
Il progetto formativo intende creare un’occasione di approfondimento e aggiornamento sui momenti di trasformazione delle politiche dei servizi socio-sanitari, con particolare riferimento alla legislazione statale, regionale e a quella della Regione Lombardia.
I partecipanti saranno coinvolti nel concordare gli ambiti di approfondimento in base ai loro interessi e alle situazioni lavorative e nel mettere a disposizione materiali di documentazione da analizzare.
In particolare il corso intende:
- elaborare un metodo di analisi professionale delle normative che interessano il settore dei servizi alla persona e alla comunità
- produrre conoscenze sistematiche attorno alle trasformazioni legislative e istituzionali, con particolare riferimento alla situazione della Regione Lombardia
- elaborare materiali scritti a supporto delle lezioni e discussioni in aul
Il corso è strutturato in:
- lezioni che propongono piste di riflessioni ed elaborazione sugli argomenti trattati
- analisi di gruppo di documentazione legislativa o amministrativa proposta dai partecipanti
ECM
Non è previsto l’accreditamento
Attestato di frequenza
L’attestato verrà rilasciato a chi ha raggiunto i ¾ del monte ore previsto.
Docenti
Paolo Ferrario, formatore, docente di “Politiche sociali” presso il Corso di Laurea in Scienze pedagogiche dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca, autore del manuale “Politica dei servizi sociali: strutture, trasformazioni, legislazione”, Carocci Faber, 2001, p. 492 e del Blog di ricerca Polser.wordpress.com.
Sede e costi
Università degli Studi Milano Bicocca – Facoltà di Sociologia – Edificio U 7 – Via Bicocca degli Arcimboldi, 8 – 20126 – Milano.
La partecipazione è gratuita.
Destinatari
Responsabili di servizi, assistenti sociali, sociologi, operatori e laureati la cui area d’interesse si riferisce alle politiche sociali e socio-sanitarie del territorio provinciale di Milano.
Numero massimo di partecipanti: 20
Periodo di realizzazione e orario
Le date sono le seguenti:
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Data |
Orario |
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19 marzo 2010 |
9.30-13.00 14.30 -16.30 Aula Pagani – Edificio U7 – 3° piano |
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2 aprile 2010 |
9.30-13.00 14.30 -16.30 Aula Pagani – Edificio U7 – 3° piano |
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9 aprile 2010 |
9.30-13.00 14.30 -16.30 Aula Pagani – Edificio U7 – 3° piano |
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16 aprile 2010 |
9.30-13.00 14.30 -16.30 Aula Pagani – Edificio U7 – 3° piano |
da La qualita’ e l’organizzazione dei servizi.
Da Roit Barbara e Facchini Carla, Anziani e badanti. Le differenti condizioni di chi è accudito e di chi accudisce, FrancoAngeli, 2010
Pubblicato: 15 aprile 2010 Filed under: Anziani, assistenti familiari, Famiglie, FrancoAngeli, Migrazioni 2 Commenti »
Anziani e badanti. Le differenti condizioni di chi è accudito e di chi accudisce Autori e curatori: Barbara Da Roit , Carla Facchini Collana: Transizioni e politiche pubbliche – Fondazione Bignaschi Argomenti: Politiche e servizi sociali Livello: Studi, ricerche Dati: pp. 176, in preparazione, 1a (Cod.524.13) –>
<!–
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 17,00
Disponibilità: NullaCodice ISBN 13: 9788856822915 Tipologia: E-book
Prezzo: in preparazione
Formato: Adobe Acrobat
Dimensione: 0 KB
Informazioni sugli e-book<!–if disponibilita = "Nulla" and idTipologia=1 then%> ATTENZIONE: Disponibilità nulla end if–> In breve Il volume analizza il fenomeno delle badanti, con l’obiettivo di cogliere i modi con cui si strutturano non solo i percorsi migratori a seconda del paese di origine e delle caratteristiche individuali delle intervistate (ben 650, occupate nelle diverse province della Lombardia), ma anche i rapporti tra le condizioni di vita e di lavoro delle badanti e le caratteristiche delle persone anziane assistite e delle loro famiglie. Barbara Da Roit è Assistent Professor presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Utrecht. Carla Facchini è professore ordinario di Sociologia della famiglia alla Facoltà di Sociologia di Milano-Bicocca.
Anziani e badanti. Le differenti condizioni di chi è accudito e di chi accudisce
Erving Goffman, Libri pubblicati in Italia
Pubblicato: 15 aprile 2010 Filed under: "autori Classici", BIBLIOGRAFIE, Erving Goffman, Servizi psichiatrici, sociologia Lascia un commento »
GOFFMAN ERVING, introduzione di Franco e Franca Basaglia
ASYLUMS. La condizione sociale dei malati di mente e di altri internati (1961)
EINAUDI, 1968, p. 400
GOFFMAN ERVING
LA VITA QUOTIDIANA COME RAPPRESENTAZAZIONE (1959)
IL MULINO, 1969, p. 292
GOFFMAN ERVING, a cura di Pier Paolo Giglioli
L’ INTERAZIONE STRATEGICA , in MODELLI DI INTERAZIONE (1967)
IL MULINO, 1969, p. 311-480
GOFFMAN ERVING
STIGMA. L’IDENTITA NEGATA (1963)
LATERZA, 1970, p. 230
GOFFMAN ERVING
I RITUALI DELL’INTERAZIONE, in MODELLI DI INTERAZIONE (1967)
IL MULINO, 1971, p. 3-310
GOFFMAN ERVING
IL MODELLI DI INTERAZIONE (1967)
IL MULINO, 1971, p. 484
GOFFMAN ERVING, prefazione di Franco e Franca Basaglia
IL COMPORTAMENTO IN PUBBLICO. L’interazione sociale nei luoghi di
riunione (1963)
EINAUDI, 1971, p. 248
GOFFMAN ERVING, a cura di Paolo Maranini
ESPRESSIONE E IDENTITA’ (1961)
MONDADORI, 1979, p. 154
GOFFMAN ERVING
RELAZIONI IN PUBBLICO. Microstudi sull’ordine pubblico (1971)
BOMPIANI, 1981, p. 322
GOFFMAN ERVING
FORME DEL PARLARE (1981)
IL MULINO, 1987, p. 260
GOFFMAN ERVING, prefazione di Alessandro Dal Lago, postfazione di Franco
e Franca Basaglia
ASYLUMS. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza
(1959)
EDIZIONI DI COMUNITA’, 2001, p. 415
GOFFMAN ERVING, prefazione di Bennett M. Berger, a cura di Ivana Matteucci,
presentazione di Laura Bovone
FRAME ANALYSIS. L’organizzazione dell’esperienza (1974)
ARMANDO EDITORE, 2006, p. 590
Anziani, un aiuto a chi aiuta. Come sostenere i caregiver Martedì 20 aprile 2010 ore 17.30 – 19.30, presentazione del libro Lavoro di cura e automutuo aiuto. Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, FrancoAngeli editore , 2010 a cura di Patrizia Taccani , Maria Giorgetti, Caritas Ambrosiana – Aiutare chi aiuta: caregiver
Pubblicato: 15 aprile 2010 Filed under: Anziani, assistenti familiari, FrancoAngeli, Gruppi di mutuo aiuto, Lavoro di cura, LIBRI NEWS, Milano Lascia un commento »Anziani, un aiuto a chi aiuta.
Come sostenere i caregiverMartedì 20 aprile 2010
ore 17.30 – 19.30I gruppi di automutuo aiuto: una risorsa della comunità
Luciano Gualzetti“L’acqua è insegnata dalla sete”: l’automutuo aiuto a sostegno del lavoro di cura
Maria GiorgettiUno sguardo su noi facilitatori: congedo, domande, impegni
Patrizia TaccaniServizi alla persona tra reti formali e reti informali
Paolo FerrarioDibattito
L’incontro si terrà presso la sede di Caritas Ambrosiana in via San Bernardino, 4 a Milano
Info:
Segreteria Anziani
tel. 02/76037.258/338
anziani.ambrosiana@caritas.it
Lavoro di cura e automutuo aiuto. Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, FrancoAngeli editore , 2010
Autori e curatori: Patrizia Taccani , Maria Giorgetti Contributi: Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Daniela Rocchetti, Gianmario Rozzi Collana: Politiche e servizi sociali – Professioni sociali Argomenti: Testi per medici, infermieri, operatori sanitari - Politiche e servizi sociali Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari Dati: pp. 224, 1a edizione 2010 (Cod.1130.1.7)
Caritas Ambrosiana – Aiutare chi aiuta: caregiver
Carta dei servizi 2010, RSA Fondazione Bellaria
Pubblicato: 15 aprile 2010 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, Como, RSA 3 Commenti »Vai a Sito Fondazione Bellaria, Appiano Gentile (Co)
Processi organizzativi e professionali della costruzione della Carta dei servizi della RSA Bellaria nel 2001
Asl e Aziende Ospedaliere nella Regione Veneto
Pubblicato: 14 aprile 2010 Filed under: Veneto Lascia un commento »Aziende sanitarie
Azienda Ospedaliera di Padova (PD)
Azienda Ospedaliera di Verona (VR)
Azienda Ulss N. 1 Belluno (BL)
Azienda Ulss N. 3 Bassano Del Grappa (VI)
Azienda Ulss N. 4 Alto Vicentino (VI)
Azienda Ulss N. 5 Ovest Vicentino (VI)
Azienda Ulss N. 6 Vicenza (VI)
AziendaUlss N. 7 Pieve di Soligo (TV)
Azienda Ulss N. 9 Treviso (TV)
Azienda Ulss N. 10 Veneto Orientale (VE)
Azienda Ulss N. 12 Veneziana (VE)
Azienda Ulss N. 13 Mirano (VE)
Azienda Ulss N. 14 Chioggia (VE)
Azienda Ulss N. 15 Alta Padovana (PD)
Azienda Ulss N. 16 Padova (PD)
Azienda Ulss N. 18 Rovigo (RO)
Azienda Ulss N. 20 Verona (VR)




































