Claudio Risè, L’equivoca “empatia” e la caccia ai vampiri

….. L’empatia in cui sono cresciuti ha loro impedito di trovare veri argomenti contro l’autorità; ma quindi anche verso le proprie debolezze o passività. Facendo spazio «empaticamente» alla posizione di insegnanti e genitori, non hanno più spazio per sé: per credere nelle proprie trasgressioni, e in questo modo riconoscerne le criticità, consumarle, e poi gettarle via.

Non a caso il cinema e la letteratura di fantascienza da più di vent’anni presenta (con sempre maggior successo) questi personaggi invasivi, i Cyborg, gli Avatar, che ti entrano dentro e poi ti controllano. Anche la nuova popolarità della figura del vampiro, che cibandosi di te ti rende simile a lui, ripresenta questa situazione, che è contemporaneamente un desiderio ed una grande paura: l’amore come fusione con l’altro, dove tu perdi la tua identità e diventi immortale, ma anche morto alla vita della luce, acquisendo un’identità fredda e notturna  …..

vai a: Diario di bordo :: L’equivoca “empatia” e la caccia ai vampiri :: June :: 2010.


Servizi Sociali Online: Meeting di consuntivi e programmazione a San Benedetto del Tronto, Giugno 2010

Vai a: http://www.servizisocialionline.it/


ELENA LOEWENTHAL, Unioni di fatto. Le ragioni dell’amore – LASTAMPA.it

Poeti e filosofi lo dicono da millenni. In fondo, non ci dicono altro, da che mondo è mondo. Eppure ci sono volute duemilacinquecento firme (raccolte da associazioni radicali e laiche) e relativa delibera di iniziativa popolare, per far sì che se ne accorgesse anche la politica: che l’amore è un vincolo. Non un capriccio né un passatempo, prima ancora che passione.

E così, finalmente, attraverso una buona politica – che soddisfazione poter ogni tanto usare questo binomio di parole – approda all’anagrafe di Torino la dicitura «vincolo affettivo» come riconoscimento di unione civile. La delibera è stata approvata a larga maggioranza e con la consapevolezza che si tratta di un passo d’inizio verso una tutela più ampia e sostanziale. D’ora in poi, a Torino gli impiegati dell’anagrafe saranno autorizzati a rilasciare un attestato di famiglia anagrafica basato su una storia vecchia come il mondo: il vincolo affettivo

Vai all’intero articolo: Unioni di fatto Le ragioni dell’amore – LASTAMPA.it.


ottava edizione dei corsi gratuiti di difesa personale femminile promossi dall’assessorato alla Sicurezza del Comune di Milano

“Sono ben 300 le milanesi che hanno raccolto l’invito dell’Amministrazione comunale a partecipare all’ottava edizione dei corsi gratuiti di difesa personale femminile promossi dall’assessorato alla Sicurezza del Comune di Milano per aiutare le donne a prevenire molestie e violenze”. Lo ha comunicato il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato a margine della conferenza stampa dopo Giunta, annunciando la ripresa dei corsi di difesa personale femminile.

Da: COMUNE DI MILANO – Diplomate in autodifesa oltre mille donne.


A scuola nel Cyberspazio di Bruno Ventavoli: Come si può insegnare ai “nativi digitali” ossia ai ragazzi cresciuti all’ombra delle nuove tecnologie? Prova a rispondere un convegno a Torino

Studiano la poesia di Petrarca, intanto chattano, ascoltano un file musicale, rispondono al messaggino, guardano il filmato strano su Youtube. Leonardo da Vinci è passato alla storia per riuscire a fare un paio di cose contemporaneamente nell’era in cui c’era solo calamaio e pergamena, i nostri figli, con le nuove tecnologie ne fanno tre, cinque, dieci alla volta, con la stessa naturalezza con cui una volta noi piccoli calciavamo la palla. Sono la generazione dei «nativi digitali», croce e delizia del genitore che s’arrabatta come può nella limitazione del computer, perché non trova appigli nemmeno nell’indulgente Montessori. Ma il problema non è semplice questione di pedagogia domestica. Riguarda il futuro del mondo, dei comportamenti sociali, dei sistemi economici. I «nativi digitali» sono 2 miliardi – la data simbolica spartiacque è per quelli partoriti dopo il 1980 -, crescono, occupano ruoli importanti nella società, considerano gli strumenti della tecnologia come appendici del corpo e del pensiero, e cambiano il pianeta con i loro sogni e bisogni. Ma che rapporto c’è tra l’infinita potenzialità dell’Internet gratuito e l’insegnamento del sapere?

segue qui:

Come si può insegnare ai “nativi digitali” ossia ai ragazzi cresciuti all’ombra delle nuove tecnologie? Prova a rispondere un convegno a Torino

da La Stampa 29 giugno 2010


Servizio Sociale Professionale e Legge 210/92 nell’Ospedale dell’Annunziata, a cura del Dr. Filice Antonio (giugno 2010), da Servizi Sociali Online

Il lavoro dell’Assistente Sociale nel campo di competenza della Legge 210/92, recante norme in materia di “Indennizzo a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati“  è stato impegnativo e notevole e si è sviluppato tra relazione con l’utenza ed attività di studio e di aggiornamento.

Le pagine che seguono rappresentano il tentativo di sintesi, ci si augura armonica e funzionale, tra la evoluzione legislativa di una norma e la conseguente prassi applicativa ed operativa del Servizio Sociale Professionale del Centro Trasfusionale  in collaborazione con tutte le altre figure professionali interessate, nell’Ospedale Annun- ziata di Cosenza.

vai all’intera ricerca qui:

da Servizi sociali online Documenti


PEDAGOGIA DELL’ADOLESCENZA di Pierangelo Barone, PEDAGOGIA SOCIALE Nuova edizione di Sergio Tramma, PROCESSI AFFETTIVI E DINAMICHE DELLA CONOSCENZA Dal funzionalismo alla fenomenologia sperimentale, all’orientamento psicodinamico integrato di Valeria Blasi Guerini e Associati

siamo lieti di segnalare le ultime novità del settore:

  • Pedagogia dell’adolescenza di Pierangelo Barone;
  • Pedagogia sociale. Nuova edizione di Sergio Tramma;
  • Processi affettivi e dinamiche della conoscenza di Valeria Blasi.

PEDAGOGIA DELL’ADOLESCENZA

di Pierangelo Barone

L’adolescenza rappresenta senza dubbio un’età suggestiva e indecifrabile. Oggi si assiste ad un ritorno di interesse significativo verso di essa, dal punto di vista sociale e culturale, dopo circa venti anni dal grande protagonismo giovanile degli anni Sessanta e Settanta. Si tratta però di un interesse viziato da uno storico pregiudizio occidentale: l’adolescenza come età della sregolatezza, della turbolenza, della pericolosità.

In questo manuale si è scelto di mettere in evidenza l’arbitrarietà di talune “verità” scientifiche costruite attorno all’adolescenza, per proporne una lettura fertile e concreta. L’adolescenza assume il valore di un periodo decisivo per la definizione di una progettualità esistenziale che chiama in gioco la centralità dei processi educativi. Fare una pedagogia dell’adolescenza significa ridefinire il campo di ricerca al fine di comprendere questa fase della vita nel contesto attuale dell’Occidente.

Questo manuale si rivolge a tutti i soggetti adulti che a vario titolo sono interessati ad approfondire le questioni educative emergenti, rispetto alla realtà adolescenziale contemporanea.

Pierangelo Barone è docente di Pedagogia dell’adolescenza nel corso di laurea in Scienze dell’educazione e di Pedagogia della devianza e della marginalità nel corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Per le nostre edizioni ha pubblicato: Pedagogia della marginalità e della devianza(2001) e Traiettorie impercettibili. Rappresentazioni dell’adolescenza e itinerari di prevenzione(2005).

PEDAGOGIA SOCIALE

Nuova edizione

di Sergio Tramma

La pedagogia sociale è un’area di riflessione dedicata alla scoperta e all’analisi di quella molteplicità di esperienze educative informali, diffuse, non intenzionali, extra-istituzionali che concorrono alla formazione dei soggetti individuali e collettivi lungo tutto il corso della loro esistenza. È un luogo teorico che si propone di produrre orientamenti generali e operativi per il “lavoro educativo territoriale”, con particolare attenzione all’aumento di complessità e problematicità degli ambienti educativi e all’ampliamento del campo di azione dell’educatore professionale.

Nel testo si traccia l’identità della pedagogia sociale, s’individuano e analizzano le aree di origine, sono forniti strumenti metodologici per l’analisi del territorio e della progettazione educativa.

Sergio Tramma è professore associato di Pedagogia generale e sociale presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Milano Bicocca.

Tra le sue ultime opere: Pedagogia della comunità. Problematicità e prospettive educative, (Milano 2009), Che cos’è educazione informale, (Roma 2009), L’educatore imperfetto. Senso e complessità del lavoro educativo. Nuova edizione, (Roma 2008). Per le nostre edizioni è autore diEducazione degli adulti (2000) e curatore di Pace e guerra. Questioni culturali e dimensioni educative (2007).

PROCESSI AFFETTIVI E DINAMICHE DELLA CONOSCENZA

Dal funzionalismo alla fenomenologia sperimentale, all’orientamento psicodinamico integrato

di Valeria Blasi

Questo volume combina riflessioni fenomenologiche e psicodinamiche con verifiche sperimentali condotte in laboratorio o tramite osservazioni sistematiche “sul campo”. Ampio spazio viene dato alla descrizione delle ricerche condotte dai rappresentanti del movimento funzionalista riguardo alle relazioni tra emozioni, motivazioni, schemi mentali, processi di attribuzione di significato, effetti percettivi. Si sottolinea il ruolo del contributo psicoanalitico per la conoscenza dei meccanismi di difesa, dei livelli di coscienza e delle dinamiche del conflitto psichico. Viene rintracciata l’eredità della psicologia della Gestalt e della fenomenologia sperimentale nell’analisi della realtà psicologica e si offre infine al lettore una sintesi dei recenti esperimenti condotti in laboratorio per la misurazione delle dinamiche affettive e cognitive, secondo l’orientamento psicodinamico integrato.

Nell’insieme il volume contribuisce a delineare una rinnovata prospettiva storico-critica attraverso la documentazione dello sviluppo delle linee di ricerca sulle interazioni fra processi affettivi e cognitivi.

Valeria Biasi è Professore associato per la Psicologia generale e la Psicologia della personalità, Università degli Studi “Roma Tre”. È membro dell’International Association of Empirical Aesthetics e dell’Associazione Italiana di Psicologia, Sezione di Psicologia Sperimentale. Per le nostre edizioni ha curato Essere insegnanti in classi di adolescenti (2004, con M. Amann Gainotti).


Luca Ricolfi, Governatori in bilico tra vizi e virtù – LASTAMPA.it

Sono giorni decisivi per la manovra del ministro Tremonti. Quello che si sta decidendo, infatti, è su quali enti dovranno gravare gli ingenti tagli di spesa che la manovra prevede per i prossimi due anni: 8 miliardi nel 2011, 15 miliardi nel 2012. Nessuno, fra i rappresentanti di Stato, Regioni, Enti locali (Province e Comuni) mette in discussione l’entità complessiva dei tagli, pari a 23 miliardi in due anni, ma un po’ tutti sottolineano che i sacrifici richiesti al proprio comparto sono eccessivi. Soprattutto gli enti territoriali, ossia Regioni, Province e Comuni, hanno espresso il loro disappunto. Non senza ragione, a mio parere: le spese di tali enti assorbono circa 1/3 della spesa pubblica corrente, mentre la manovra chiede loro di sostenere ben 2/3 dei sacrifici.

Per contro le Amministrazioni centrali, essenzialmente lo Stato e gli Enti di previdenza, contribuiscono per circa 2/3 alla spesa complessiva, ma sono chiamate a sopportare solo 1/3 dei sacrifici.

vai all’intero articolo: Governatori in bilico tra vizi e virtù – LASTAMPA.it.


Laura Cantoni, Gli anziani in vacanza? Primo comandamento: socializzare | Muoversi Insieme

Come vanno in vacanza le “Grey Panthers”? Compatibilmente con le loro condizioni di salute, hanno aspettative molto simili a quelle che avevano quando lavoravano ancora. In altri termini, nonostante la pensione abbia reso del tutto “libero” il loro tempo, gli anziani che scelgono di partire si aspettano dal viaggio tutto quel che di norma desidera ciascuno di noi, indipendentemente dall’età: e cioè vogliono socializzare, provare nuove esperienze, soddisfare curiosità culturali.
Eloquenti alcuni dati al riguardo: nel semestre estivo 2008, quasi il 22% degli over 65 ha fatto almeno una vacanza – pur se di breve durata -, orientandosi sia in Italia (Liguria, Emilia, Toscana le mete più gettonate) sia all’estero (Spagna, Tunisia, Egitto), senza disdegnare i soggiorni-cultura verso la Germania, la Francia e la Gran Bretagna e soprattutto con una forte attrazione per i soggiorni climatici e le cure termali.
Secondo una ricerca Censis, inoltre, la partecipazione a viaggi turistici è l’attività preferita dal 37% dei post-sessantenni, e un viaggio rientra nei progetti del 42% del campione esaminato.
E ancora: secondo l’Associazione per l’autogestione dei servizi e della solidarietà (in sigla,Auser), gli over 65 sono il 25% dei clienti dei tour operator e, appunto, il 70% delle località termali e terapeutiche.

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Paolo Ferrario, Stimolare corpo e conoscenza in… diecimila passi | Muoversi Insieme

Che camminare faccia bene alla salute sono in molti a dirlo e a saperlo. Non è invece usuale l’idea che a questa azione si possano associare processi di conoscenza e cultura adatti per i tempi lenti della pre-vecchiaia e della vecchiaia. E’ quello che faremo in questo articolo.

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Gianfranco Armato, Sesso libero, pillola, aborto: il grande freddo, in l’Avvenire

Editoriali & altro …: Sesso libero, pillola, aborto: il grande freddo.


Massimo Tanzi, La ginnastica giusta per la terza età | Muoversi Insieme

….. Sono ormai numerosi gli studi che hanno dimostrato quanto l’attività fisica sia un ottimo mezzo per rallentare e rendere meno problematico il processo d’invecchiamento.
Alcuni di questi evidenziano come un moderato allenamento, protratto per tutta l’esistenza, può ritardare di parecchi anni l’insorgenza di patologie legate al fisiologico processo di invecchiamento.
Non è vero che più avanza l’età meno bisogna muoversi; piuttosto bisogna muoversi seguendo precise linee guida. E’ fondamentale proporre un piano di “allenamento” il più personalizzato possibile.
Bisogna sottolineare come l’attività fisica abbia molteplici benefici sull’anziano:

vai all’intero articolo qui:

La ginnastica giusta per la terza età | Muoversi Insieme.


Gianni Del Rio , Maria Luppi, Gruppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni

Grppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni
Autori e curatori: Gianni Del Rio , Maria Luppi
Collana: Le professioni nel sociale – Sezione II – Coordinamento di Antonio de Lillo
Argomenti: Psicologia sociale, di comunità, politica, ambientale, dell’emergenza, del turismoPolitiche e servizi socialiSociologia della saluteSociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 272,     1a edizione  2010  (Cod.1168.2.7)
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Gruppo e relazione d'aiuto. Saperi, competenze, emozioni
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,50
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856817720
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In breve Il volume offre un’analisi dei temi e dei contributi della psicologia dei gruppi, e un approfondimento in chiave psicoanalitica a partire dal lavoro di Bion e della socioanalisi inglese. Riflette poi su aspetti metodologici e pratici prendendo in considerazione gruppi di lavoro e gruppi di aiuto e mettendo a fuoco alcuni temi: le ragioni e le funzioni del gruppo nel lavoro sociale, la gestione efficace della riunione e la responsabilità della conduzione nelle diverse fasi della vita di un gruppo.
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Presentazione
del volume:
“È solo vivendo un’esperienza di comunicazione totale con gli altri, e sviluppando una capacità di accettazione delle loro diversità, che si può configurare un progetto comune e non solamente condiviso, in cui ciascuno feconda gli altri con quella piccola parte di conoscenza che possiede e viene da loro fecondato.” (Pierluigi Sommaruga)

Nel sistema degli interventi e dei servizi in ambito sociale, sanitario ed educativo, gruppo e lavoro di gruppo acquisiscono oggi un rinnovato interesse.
Gli attori coinvolti sono da un lato persone e famiglie che cercano e danno aiuto, dall’altro un multiforme mondo di operatori e altri soggetti che hanno in vario modo acquisito competenze all’interno di un welfare sussidiario.
Il volume si rivolge a questi operatori che, ancora in formazione o già sul campo, assumono responsabilità con l’impresa del gruppo nella prospettiva della relazione di aiuto, in contesti organizzativi, nel lavoro di comunità e dello sviluppo locale. E lo fa privilegiando una riflessione sugli elementi condivisibili dai diversi attori: attraverso l’intreccio di dimensioni complementari, il testo si propone come strumento integrato, che coniuga la componente teorica sul gruppo e i suoi aspetti strutturali e dinamici, e quella metodologica, sul lavoro di gruppo. Saperi, competenze ed emozioni dei partecipanti, e di chi ha una responsabilità di guida, costituiscono risorsa e concorrono a determinare processi e risultati.
La prima parte offre un’analisi dei temi e dei contributi della psicologia dei gruppi, e un approfondimento in chiave psicoanalitica a partire dal lavoro di Bion e della socioanalisi inglese. La seconda riflette su aspetti metodologici e pratici prendendo in considerazione gruppi di lavoro e gruppi di aiuto e mettendo a fuoco alcuni temi: le ragioni e le funzioni del gruppo nel lavoro sociale, la gestione efficace della riunione e la responsabilità della conduzione nelle diverse fasi della vita di un gruppo.

Gianni Del Rio, psicologo psicoterapeuta, insegna nel Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Oltre al lavoro terapeutico è formatore nel Corso di Specializzazione in Psicoterapia Transculturale della Fondazione Cecchini-Pace. È autore di Stress e lavoro nei servizi (1990).
Maria Luppi, sociologa e assistente sociale, lavora presso la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia. Curatrice di Coesione sociale nella città. Azioni e relazioni nell’esperienza di due quartieri di Milano (2009). Insegna nel Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Indice: Introduzione
Parte I. Lineamenti teorici
La natura del gruppo
(Elementi per una definizione di “gruppo”; Classificare i gruppi)
Kurt Lewin e la dinamica di gruppo
(La Field Theory; La concettualizzazione lewiniana di “gruppo”; L’action-research e il tema del cambiamento; Il T-Group)
Elementi di dinamica di gruppo
(Formazione di un gruppo; La struttura di gruppo. Status, ruoli e leadership; Coesione, conformismo e devianza; Comunicazione e interazione; Il clima)
Dal gruppo al gruppo di compito
(La dinamica del compito)
IL contributo della psicoanalisi
(Sigmund Freud, Melanine Klein; Wilfred R. Bion; Le “Esperienze nei gruppi”)
Il Tavistock institute
(Istituzioni e meccanismi di difesa; Il gruppo allargato)
Intermezzo
Parte I. Aspetti metodologici e operativi
Metodologia di gruppo nel lavoro sociale
(Una premessa alla metodologia di gruppo: unicità e gruppalità nella persona; Le buone ragioni del lavoro di gruppo; Gruppi di lavoro e gruppi di aiuto. Le funzioni del gruppo; Gruppo,partenariato, rete. Elementi comuni e differenze)
Il gruppo riunito e altri contesti
(L’importanza del setting; Per una gestione efficace della riunione del gruppo; Altre interazioni e altri contesti; La supervisione. Incontro di due punti di vista)
Le fasi del lavoro di gruppo
(La responsabilità della condizione; Progettazione e formazione del gruppo. Motivazioni e processi; Il gruppo si costituisce; Il processo realizzativi; Valutare il lavoro del gruppo; La conclusione. Elaborazione del lutto e separazione)
Bibliografia.

Gruppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni

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L’assistente sociale: una professione a servizio del singolo e della collettività da TVASSISTENTISOCIALI

” L’assistente sociale: una professione a servizio del singolo e della collettività”. Video prodotto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali . Regia riprese e montaggio a cura della web tv assistenti sociali
Email: tvassistentisociali@gmail.com


Piccole misure anti-sharia, di cadavrexquis

…..
bastano piccole correzioni per segnalare che noi teniamo alla libertà di autodeterminazione dell’individuo. Qualche giorno fa il comune di Laives, in provincia di Bolzano, ha negato il matrimonio a una coppia – lei marocchina, lui italiano – perché non era arrivato il nullaosta al matrimonio dalle autorità del Marocco, la cui legge prevede che una cittadina marocchina possa sposare soltanto un musulmano. Perché il matrimonio potesse celebrarsi, dunque, sarebbe stato necessario che l’italiano si convertisse all’Islam. A quanto pare, questa non è un’eccezione, ma la regola, e non riguarda soltanto il Marocco ma anche altri paesi musulmani, come la Tunisia. La gravità della cosa consiste nel fatto che fino a oggi le autorità italiane hanno applicato queste disposizioni, il che equivale a introdurre surrettiziamente un elemento di sharia nella prassi. Non dobbiamo infatti pensare che sharia significhi solo tagliare le mani ai ladri o lapidare le adultere: c’è sharia quando la legge di uno Stato trova il suo fondamento nei princìpi dell’Islam e del Corano. In questo caso la sharia finisce per avere conseguenze molto concrete per un cittadino che non soltanto non è musulmano, ma che non è nemmeno marocchino, al di fuori dei confini del Marocco. Già è ben poco laico che uno Stato permetta ai suoi cittadini di sposarsi solo se aderiscono a una determinata religione – l’Islam, nel caso specifico -, ma per quanto sgradevole non intendo sindacare se lo fa all’interno dei suoi confini e con i suoi cittadini (almeno finché non si arriva alla brutalità della legge del taglione o della lapidazione). La faccenda, però, diventa più inquietante se lo pretende da uno straniero e per di più all’estero, dove le sue leggi non dovrebbero avere alcun imperio

l’intero articolo qui:

cadavrexquis: Piccole misure anti-sharia

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Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca P000 – ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PROVA DI ITALIANO (per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)

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Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
P000 – ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE  SECONDARIA SUPERIORE, PROVA DI ITALIANO
(per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)

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Giovanni del Zanna, Domotica: la casa in punta di telecomando | Muoversi Insieme

Il telecomando ormai è un oggetto tecnologico di uso comune e in effetti è molto comodo, specialmente per chi ha qualche difficoltà nei movimenti. Come dice la parola, il “tele-comando” ci permette di inviare un comando da lontano (tele = a distanza).
Così, standocene tranquillamente sdraiati sul divano, possiamo accendere la tv, spegnerla, cambiare canale, alzare o abbassare il volume. Quella che è solo un comfort per alcuni, diventa invece per altri una necessità. Questo ci riporta, in parte, ad alcune considerazioni sugli oggetti d’uso, sul sottile confine tra utensile e ausilio, tutte questioni che ben si adattano al telecomando, specie a quello della casa domotica.
La domotica – o casa informatica – integra con grande facilità i telecomandi e così diventa possibile gestire la casa “in punta di telecomando” con la stessa semplicità e facilità d’uso con cui gestiamo un televisore

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Luciana Quaia, La psicologia ai tempi delle metropoli | Muoversi Insieme

….
Se un tempo la tradizione tramandata di generazione in generazione riusciva a contenere il peso di un problema, oggi la complessità della modernità ha quasi del tutto annullato questa capacità, generando impotenza e domanda di nuove pratiche per organizzare la vita quotidiana.
Probabilmente  questi elementi hanno costituito un un terreno fecondo per consentire alla psicologia di gettare le sue basi e la prova più evidente la riscontriamo nella comunicazione pubblica: i quesiti posti agli esperti nelle pagine patinate di riviste, rotocalchi e rubriche quotidiane; i talk-show televisivi dove la narrazione di sé diventa il modo più efficace per rendersi visibili nel nulla che opprime; i libri di narrativa scritti da famosi psicoterapeuti per rendere più accessibile la comprensione di certe psicopatologie e disagi esistenziali; le campagne pubblicitarie che sostituiscono il rapporto con l’oggetto alla relazione inter-individuale.
Nella comunità globale l’ambiente circostante non riesce più a dare uno spazio di riconoscimento a chi lo abita. Più soli e incerti, l’attraversamento delle fasi di passaggio esige nuove competenze.
C’è voglia che lo psicologo non rappresenti esclusivamente il curatore del singolo, ma che si riappropri di quel ruolo che agli inizi degli anni Ottanta era stato fulcro della psicologia di comunità, ovvero la produzione di interventi di cambiamento centrati sia sul rafforzamento delle capacità psicologiche della persona, sia sull’accrescimento e rinforzo delle competenze di ogni cittadino.

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l’intero articolo qui:

La psicologia ai tempi delle metropoli | Muoversi Insieme

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Ferdinando Camon, L’ergastolo è più crudele della morte “La Stampa” 19 giugno 2010


L’ergastolo è più crudele della morte

“La Stampa” 19 giugno 2010

 
È stato ucciso mediante fucilazione un detenuto dello Utah condannato a morte nel 1985 per duplice omicidio. L’esecuzione solleva nel pubblico americano un’ondata di soddisfazione, riassumibile nel motto: meglio tardi che mai. Tutti sentono la morte come una pena più grave dell’ergastolo. La morte è la vera pena, spietata e totale, l’ergastolo è una mezza grazia. Eppure gira in questi giorni per il mondo un film bellissimo, premio Oscar 2010 come miglior film straniero, imperniato proprio su questo problema: il protagonista vuol far condannare chi ha ucciso la sua donna, ci riesce, gli danno l’ergastolo, ma purtroppo diventa un collaboratore della polizia (siamo in Argentina, con i militari al potere), e ben presto esce, libero, protetto, armato. Che fare? Il protagonista ha una sola scappatoia: farsi giustizia da sé. E come? Ammazzandolo? Potrebbe: lo cattura, lo porta in campagna, passa un treno sferragliante, gli punta una pistola alla testa, spara, nessuno sente niente, giustizia è fatta. Ma non va così. Lui non si accontenta di condannarlo a morte. Troppo poco. Lui vuole l’ergastolo. Non vuole ucciderlo una volta, ma ucciderlo ogni giorno. No vederlo morire e amen, ma vederlo morire minuto per minuto, all’infinito. E questo lo dà soltanto l’ergastolo. Da quando il colpevole gli ha ucciso la compagna, lui soffre una sofferenza che non finisce mai, ed esclama: “Io soffro all’infinito, pagherei per morire in un attimo”. Perciò cattura l’assassino, lo nasconde in un casolare sperduto, lo chiude a chiave, lo guarda ogni giorno per anni e lo ascolta implorare di essere ucciso. L’ergastolo è una morte interminabile, che ti fa sognare la morte istantanea come un regalo della pietà.
Il condannato dello Utah aveva ucciso un barista, poi durante il processo aveva ucciso un giudice. Particolare importante: i famigliari del giudice chiedevano l’ergastolo, i famigliari del barista chiedevano la morte. Perciò i binomi sono: cultura ed ergastolo, incultura e morte. Ottenuta la morte, i famigliari del barista hanno espresso soddisfazione. Non l’hanno visto morire, non gli è stato concesso. Questa era un’esecuzione diversa, mediante fucilazione. Nella fucilazione, coloro che sparano (in questo caso, cinque) non sanno chi di loro uccide e chi no. Così dicono i giornali. In realtà lo sanno. Perché c’è un fucile (uno su cinque) caricato a salve, senza pallottola, ma chi spara quel colpo se n’accorge, perché non essendoci il proiettile che parte il fucile non dà il contraccolpo sulla spalla. Se colui che spara è d’accordo sulla condanna a morte, gode del contraccolpo. Se non vuole uccidere, gode del colpo a salve.
Ho visto il film, s’intitola “Il segreto dei suoi occhi”, e mi ha colpito una cosa: tutti gli spettatori (la sala era piena), uscendo, commentano con soddisfazione la tesi, e dunque sì, per tutti, l’ergastolo è peggio della morte, come pena. Ed è meglio come redenzione: questo condannato dello Utah viene descritto come “detenuto modello”. Dall’85 ad oggi sono passati 25 anni. Un quarto di secolo. In un quarto di secolo è morto, in carcere, l’uomo-assassino ed è nato un uomo-modello. Con l’ergastolo si poteva tenerlo ancora in carcere, a super-redimersi, visto che redento lo è già. La fucilazione non è una redenzione più completa. È soltanto un altro omicidio. E dunque anche noi, al quesito iniziale, rispondiamo: sì, rispetto alla morte l’ergastolo è una pena più crudele e più efficace.

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in una stagione di sacrifici per l’intero mondo del pubblico impiego, in cui di botto si cancella il diritto agli aumenti salariali dei contratti, si rinvia l’età di pensione, si cancellano gli scatti di anzianità, si liquidano i lavoratori che hanno contratti di lavoro precari, la lista fa un po’ impressione. La lista è un elenco costruito dal sindacato di base USB-RdB curiosando (loro se ne assumono la piena paternità e ne assicurano la veridicità) nella banca dati delle pensioni in pagamento dell’Inpdap, l’ente previdenziale che eroga le indennità a favore di statali, ministeriali, e tutti gli altri dipendenti pubblici

ROBERTO GIOVANNINI PER LA STAMPA –

Intendiamoci: il diritto alla pensione vale davvero per tutti, ricchi e poveri. Certo è che in una stagione di sacrifici per l’intero mondo del pubblico impiego, in cui di botto si cancella il diritto agli aumenti salariali dei contratti, si rinvia l’età di pensione, si cancellano gli scatti di anzianità, si liquidano i lavoratori che hanno contratti di lavoro precari, la lista fa un po’ impressione. La lista è un elenco costruito dal sindacato di base USB-RdB curiosando (loro se ne assumono la piena paternità e ne assicurano la veridicità) nella banca dati delle pensioni in pagamento dell’Inpdap, l’ente previdenziale che eroga le indennità a favore di statali, ministeriali, e tutti gli altri dipendenti pubblici. Compresi una ventina di «eccellenti» pensionati pubblici d’oro, personalità famose che spesso e volentieri predicano la necessità di fare sacrifici. Loro però grandi sacrifici non ne fanno, a quanto pare. E riescono a portarsi a casa – oltre alle indennità e agli emolumenti che loro spettano in qualità di parlamentari o ministri o grands commis – pensioni Inpdap di tutto rispetto per la loro attività lavorativa precedente. Pensioni sicuramente maturate con tutti i crismi della legalità, ci mancherebbe altro. Ma altrettanto sicuramente maturate sfruttando le regole previdenziali troppo generose contro cui spesso hanno tuonato invocando il rigore.

I nomi scovati dai militanti dell’USB-RdB (scelti ovviamente non a caso, e pubblicati da «Il Fatto») sono tanti. C’è il governatore di Bankitalia Mario Draghi, 63 anni, che come ex dirigente della pubblica amministrazione dall’aprile del 2005 aggiunge al suo emolumento un assegno mensile di 8.614,68 euro netti. C’è Giuliano Amato, 72 anni, che come professore universitario in pensione dal novembre del 1998 prende la bellezza di 12.518 euro netti. C’è il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, solo 60 anni, che oltre all’indennità come ministro percepisce dal gennaio di quest’anno una pensione da professore universitario di circa 3.000 euro netti mensili. C’è l’ex ministro di Forza Italia Antonio Martino, 68 anni, anche lui ex-professore, che riceve un lordo di 5.788,33 euro. C’è l’ex ministro dello Sviluppo Economico e parlamentare Claudio Scajola, 62 anni, che nonostante sia in politica dal 1975 ha diritto a una pensione come ex-dipendente Inpdap di 2.625 euro netti. C’è l’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia, 77 anni, in pensione come ex medico dall’ottobre 2001 con un lordo mensile di 10.290 euro (circa 7.000 netti). C’è l’ex sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca, 66 anni, che ha una pensione di 16.518 euro lordi al mese dal settembre del 2009. C’è Mario Baldassarri, 64 anni, parlamentare Pdl, che come pensionato ex docente di Economia riceve dall’agosto del 2008 un assegno lordo di 5.714,42 euro. C’è Rocco Buttiglione, 62 anni, in pensione dal novembre del 2007 come ex professore universitario prende 3.258 euro netti. C’è Giuliano Cazzola, 69 anni, già sindacalista Cgil e dirigente pubblico, che dall’aprile 2007 prende un netto di 6.385 euro.

E non mancano per la verità nemmeno esponenti dell’opposizione. Scopriamo così che Antonio Di Pietro, 60 anni, in pensione dal gennaio del 1996, riceve un assegno netto di 1.956 euro al mese. Che il piddino Beppe Fioroni, che ha solo 52 anni, percepisce una pensione (quasi ragionevole) di 1.218 euro mensili dal gennaio del 2008. Che Sergio D’Antoni, ex leader Cisl e parlamentare Pd, 64 anni, è in pensione dall’aprile del 2001 come docente universitario e riceve 8.595,74 euro lordi. Va da sé che tutti questi uomini politici – come i loro colleghi del centrodestra – tranquillamente incassano anche le indennità loro dovute come parlamentari della Repubblica.
Sì, perché dopo la prima manovra varata nell’estate del 2008 da Giulio Tremonti non esiste in pratica più il cosiddetto divieto di cumulo tra redditi da lavoro e redditi da pensione. Prima, se uno lavorava, la pensione veniva ridotta, a volte azzerata. Adesso non più. Bello, no? Peccato che invece il divieto di cumulo valga ancora per i lavoratori con un contratto part time. Per loro la pensione – da poche centinaia di euro al mese – viene ancora dimezzata.
ALTRI MONDI

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Riscaldamento globale addio, di Gabriele Beccaria, in Il Foglio

Dimenticate tutto quello che pensavate di sapere sui cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è già finito e adesso siamo prigionieri di una fase di raffreddamento planetario che ci farà battere i denti per un trentennio, provocando molti guai: per esempio, un intreccio perverso di raccolti scarsi e boom dei consumi energetici che provocherà milioni di vittime, soprattutto nelle zone povere del Pianeta.
La storia del mondo secondo le ricerche di Don Easterbrook, geologo americano della Western Washington University, è un implacabile succedersi di cicli a cui non si sfugge, nemmeno se continuiamo ad avvelenare l’atmosfera di CO2 e altri gas serra. Dieci grandi periodi di cambiamenti brutali si sono succeduti negli ultimi 15mila anni e altri 60, più brevi ma non meno bruschi, si sono alternati negli ultimi 5mila, in un’altalena di caldo e di freddo, con le temperature che si sono impennate e sono crollate anche di 10 gradi in un solo secolo.

È uno sguardo di lungo e lunghissimo periodo, che Easterbrook ha messo a fuoco studiando i ghiacci della Groenlandia   ….

l’intero articolo qui

ALTRI MONDI

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Pearce Fred, Fine della pazza folla, L’Espresso, 15 aprile 2010

Pearce Fred, Fine della pazza folla, L’Espresso, 15 aprile 2010

http://www.sigo.it/Documenti/RassegnaStampaSito/2010/Aprile10/Rassegna09042010_001.pdf


Servizi sociali On Line, Magazine n. 4, 2010

scarica il fascicolo da qui: http://www.servizisocialionline.it/Magazine%20S.O.S.%20Servizi%20Sociali%20On%20Line%20n.%204%20pdf.pdf

Bacheca

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Alessandra Salerno, Vivere insieme Tendenze e trasformazioni della coppia moderna, Il Mulino

Vivere insieme
 
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Vivere insieme
Tendenze e trasformazioni della coppia moderna

Autore: Alessandra Salerno

Editore: Il Mulino
Anno: 2010 
Pagine: 238
ISBN: 9788815137616



Prezzo di copertina: € 22,00

Disponibile – E’ possibile ordinare

 
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I cambiamenti che ai giorni nostri hanno portato la famiglia ad acquisire nuove forme vanno indagati alla luce di una molteplicità di aspetti storici, sociali, interpersonali e soggettivi. Quali sono le nuove configurazioni che emergono? Quali le dinamiche che si instaurano nelle relazioni? Quali le particolarità delle nuove coppie? Richiamandosi alla più avanzata letteratura scientifica in argomento, questo volume presenta gli snodi e le difficoltà che le coppie moderne si trovano ad affrontare e ne descrive le ricadute a livello psicologico sui singoli individui: la scelta della genitorialità e quella di non avere figli o la sterilità, il LAT (Living Apart Together), ovvero la scelta della non convivenza, la violenza domestica, le differenze e i pregiudizi nelle coppie interculturali e le dinamiche di quelle omosessuali.

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Psicoanalisi BookShop | Zephyro Edizioni | Segnalazioni bibliografiche

Tutte le novità del mese vedi le novità dei mesi precedenti
 
 
Ricerca psicoanalitica 1/2010
AA. VV. 
Franco Angeli – 2010
 
   
Tipi psicologici
Carl Gustav Jung
Newton & Compton – 2010
 
   
Il piacere di vivere
A.A. Schützenberger
Di Renzo – 2010
 
   
Vivere insieme
Tendenze e trasformazioni della coppia moderna
Alessandra Salerno
Il Mulino – 2010
 
 
 
Oltre il cancro
Trasformare creativamente la malattia che temiamo di più
Marta Tibaldi
Moretti & Vitali – 2010
 
   
Il libro dei giochi psicologici. Vol. 3
Test, simulazioni, questionari, software e griglie di osservazione per la valutazione in ambito lavorativo
AA. VV. 
FerrariSinibaldi – 2010
 
   
Psicosomatica e pelle
Fabio Sinibaldi
FerrariSinibaldi – 2010
 
   
Il potere dei sogni
Strephon Kaplan-Williams
Xenia Edizioni – 2010
 
 
 
La relazione psicobiologica madre-feto
Collana: Collana di micropsicoanalisi
Nicola Peluffo
Borla – 2010
 
   
La nascita di una madre
Relazioni di attaccamento di madri non biologiche
Barbara Waterman
Edizioni MAGI – 2010
 
   
I bambini e l’ecologia
Aspetti psicologici dell’educazione ambientale
AA. VV. 
Carocci – 2010
 
   
Psicosi e psiconauti
Polifonia per Ofelia
Angelo Malinconico
Edizioni MAGI – 2010
 
 
 
Le perversioni nella clinica psicoanalitica
Franco Lolli
Poiesis Editrice – 2010
 
   
Freud
Il secolo della psicoanalisi
Emilio Rodrigué
Borla – 2010
 
   
Neuropsicologia dell’esperienza religiosa
Franco Fabbro
Astrolabio Ubaldini – 2010
 
   
Berggasse, 19
Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938
Edmund Engelmann
Abscondita – 2010
 
 
 
Psicoterapia evolutiva dell’adolescente
AA. VV. 
Franco Angeli – 2010
 
   
Un raggio di intensa oscurità
L’eredità di Wilfred Bion
James S. Grotstein
Raffaello Cortina – 2010
 
   
Il tunnel dell’io
Scienza della mente e mito del soggetto
Thomas Metzinger
Raffaello Cortina – 2010
 
   
Da mente a mente
Infant research, neuroscienze e psicoanalisi
AA. VV. 
Raffaello Cortina – 2010
 
 
 
La mentalizzazione nella pratica clinica
Jon G. Allen
Peter Fonagy
Anthony Bateman
Raffaello Cortina – 2010
 
   
Adult Attachment Interview
Applicazioni cliniche
Howard Steele
Miriam Steele
Raffaello Cortina – 2010
 
   
La terra di nessuno fra psichiatria e psicoterapia
Terapia bi-personale nella clinica psichiatrica
Antonino Ferro
Simone Vender
Bollati Boringhieri – 2010
 
   
Lo stalker ovvero il persecutore in agguato
Classificazioni, assessment e profili psicocomportamentali
Bruno C. Gargiullo
Rosaria Damiani
Franco Angeli – 2010
 
 
 
Perché siamo infelici
Paolo Crepet
Einaudi – 2010
 
   
Ritrovare la serenità
Come superare la depressione attraverso la consapevolezza
AA. VV. 
Raffaello Cortina – 2010
 
   
Errare umanum est
L’errore nella pratica psicoterapeutica
R. Lorenzini
A. Scarinci
Alpes Italia – 2010
 
   
La malattia del potere
Analisi bioenergeticva del carattere psicopatico
Ezio Zucconi Mazzini
Alpes Italia – 2010
 
 
 
83 giochi psicologici per la conduzione dei gruppi
Un manuale per psicologi, insegnanti, operatori sociali, animatori
Sabina Manes
Franco Angeli – 2010
 
 

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Marta Tibaldi, Oltre il cancro Trasformare creativamente la malattia che temiamo di più, Moretti & Vitali

Oltre il cancro
 
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Oltre il cancro
Trasformare creativamente la malattia che temiamo di più

Autore: Marta Tibaldi

Editore: Moretti & Vitali
Anno: 2010 
Pagine: 124
ISBN: 9788871864563



Prezzo di copertina: € 12,00

Disponibile – E’ possibile ordinare

 
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È possibile trasformare in modo creativo l’esperienza di una malattia difficile come il cancro, una malattia che evoca i nostri peggiori fantasmi e le nostre più intense paure? La risposta può essere affermativa, se sapremo comprendere il significato profondo che la malattia oncologica contiene in sé, cogliendone anche il suo valore di risorsa individuale e sociale. Impiegando alcuni strumenti della psicologia analitica junghiana l’autrice illustra, anche attraverso la propria storia di malattia, come si possa avvicinare la dimensione inconscia del cancro, dando ascolto alla richiesta di trasformazione e di rinnovamento che essa porta con sé. La costruzione di un rapporto attivo e consapevole con gli aspetti profondi della malattia oncologica dà forma alla possibilità pratica di partecipare ai processi di autocura presenti nella mente e nel corpo, facilita le spinte dell’organismo all’autoguarigione e il rinnovamento della personalità, trasformando così la propria esperienza di malattia in una risorsa per sé e per gli altri. Due narrazioni paradigmatiche – la storia di Giacobbe e il mito di Filottète propongono poi una lettura simbolica del cancro, ipotizzando che la malattia oncologica e l’esperienza della “notte oscura del corpo” siano l’espressione dello scontro/incontro tra aspetti personali e transpersonali della psiche, tra l’Io e il Sé, tra le richieste della materia vivente e la capacità umana di dare loro ascolto.
 Approfondimenti tematici:
Affetti e cancro
Cancro complessità e derive psicoanalitiche
Cancro il fattore psisomatico
Cancro tra mente e corpo
Complessità e biologia
Elementi di psico-oncologia
Enigma cancro
Ho provato la nuova medicina del Dottor Hamer
Il seno impazzito
La biopatia del cancro
La ricerca psicologica sul cancro
Le donne e il cancro al seno
Malattia come metafora (Aids e Cancro)
Oltre il cancro
Psico-oncologia

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Piccole misure anti-sharia, di cadavrexquis

…..
bastano piccole correzioni per segnalare che noi teniamo alla libertà di autodeterminazione dell’individuo. Qualche giorno fa il comune di Laives, in provincia di Bolzano, ha negato il matrimonio a una coppia – lei marocchina, lui italiano – perché non era arrivato il nullaosta al matrimonio dalle autorità del Marocco, la cui legge prevede che una cittadina marocchina possa sposare soltanto un musulmano. Perché il matrimonio potesse celebrarsi, dunque, sarebbe stato necessario che l’italiano si convertisse all’Islam. A quanto pare, questa non è un’eccezione, ma la regola, e non riguarda soltanto il Marocco ma anche altri paesi musulmani, come la Tunisia. La gravità della cosa consiste nel fatto che fino a oggi le autorità italiane hanno applicato queste disposizioni, il che equivale a introdurre surrettiziamente un elemento disharia nella prassi. Non dobbiamo infatti pensare che sharia significhi solo tagliare le mani ai ladri o lapidare le adultere: c’è sharia quando la legge di uno Stato trova il suo fondamento nei princìpi dell’Islam e del Corano. In questo caso la sharia finisce per avere conseguenze molto concrete per un cittadino che non soltanto non è musulmano, ma che non è nemmeno marocchino, al di fuori dei confini del Marocco. Già è ben poco laico che uno Stato permetta ai suoi cittadini di sposarsi solo se aderiscono a una determinata religione – l’Islam, nel caso specifico -, ma per quanto sgradevole non intendo sindacare se lo fa all’interno dei suoi confini e con i suoi cittadini (almeno finché non si arriva alla brutalità della legge del taglione o della lapidazione). La faccenda, però, diventa più inquietante se lo pretende da uno straniero e per di più all’estero, dove le sue leggi non dovrebbero avere alcun imperio
l’intero articolo qui:

cadavrexquis: Piccole misure anti-sharia

 


necessità di una particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili, quali persone in età avanzata e talora cagionevoli di salute, disabili fisici e psichici, malati terminali, persone sovente bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose, al fine di evitare situazioni di abbandono

Onorevole Leo Luca Orlando
Presidente “Commissione Parlamentare per gli errori in campo Sanitario”.
Camera dei Deputati
Palazzo di Montecitorio
00186 Roma

Signor Presidente della “Commissione errori in campo sanitario”
con la Petizione n. 787 del 30 ottobre 2009 assegnata alla Camera dei Deputati e col n.911 al Senato della Repubblica, qui riproposta in allegato, desidero focalizzare le necessità di una particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili, quali persone in età avanzata e talora cagionevoli di salute, disabili fisici e psichici, malati terminali, persone sovente bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose, al fine di evitare situazioni di abbandono, con il rischio che tali categorie siano penalizzate dall’andamento gestionale e finanziario del sistema sanitario nazionale.
Chiedo, ove è possibile, alla “Commissione per gli errori in campo sanitario”  da Lei presieduta di far  conoscere, unitamente all’opinione pubblica, la verità su quel “budget del ricoverato”, vale a dire quell’ammontare finanziario che viene calcolato da parte delle aziende sanitarie ospedaliere come spesa media di intervento il cui utilizzo troppo restrittivo potrebbe ingenerare il rischio che i malati più gravi vengano abbandonati, creando di fatto le premesse per una sorta di eutanasia mascherata.
Grato per un cortese riscontro, porgo deferenti ossequi.
Previte Francesco
previtefelice@alice.it
http://digilander.libero.it/cristianiperservire
14 Giugno 2010
Cristiani per servire.  La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

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Scruton, Il suicidio dell’Occidente

Autore : Scruton, R.
Titolo : Il suicidio dell’Occidente
A cura di : Iannone, L.
Collana : Il Salotto di Clio – 27
Argomento : Storia
ISBN : 9788860873583
Anno : 2010
Pagine : 74
Segnala ad un amico  Versione stampabile  PREZZO: € 9,50  € 8,07
Sconto online del 15%

Intervista a cura di Luigi Iannone

L’uomo occidentale, soprattutto quello europeo, è prigioniero di una tendenza che lo porta a negare la propria identità storica e culturale e a cercare sempre nuovi riferimenti in un non meglio definito universo dei diritti. Prigioniero di una società sempre più edonistica e priva di riferimenti al sacro, sta cedendo alle suggestione teoriche dei negatori della tradizione e si trova a doversi misurare con le pulsioni antioccidentali dell’Islam e delle sue degenerazioni. Una intervista graffiante sui temi più scottanti dell’attualità politico-culturale rilasciata da uno dei maggiori pensatori contemporanei.

Le Lettere-Il suicidio dell’Occidente-L’uomo occidentale, soprattutto quello europeo, è prigioniero di una tendenza che lo porta a negare la propria identità storica e culturale e a cercare sempre nuovi riferimenti in un non meglio definito universo dei diritti.

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La lectio magistralis di Amartya Sen | Saperi PA


Video del discorso che il Premio Nobel per l’economia, Amartya Sen, ha tenuto durante la ventunesima edizione del FORUM PA.

vai a:

La lectio magistralis di Amartya Sen | Saperi PA

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L’antropologia nella malattia: l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore Dott.ssa Margherita Marzario  - Filodiritto

L’antropologia nella malattia: l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Dott.ssa Margherita Marzario
Abstract:
Attraverso un’analisi terminologica, l’Autrice indaga il sostrato culturale della legge 15 marzo 2010 n. 38 sull’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

L’antropologia nella malattia: l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore - Filodiritto

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Volumi – MAZZOLENI G., SFARDINI A., Politica pop

MAZZOLENI G., SFARDINI A.

Politica pop

Da “Porta a Porta” a “L’isola dei famosi”

Collana “Contemporanea”

pp. 184, € 14,00
978-88-15-13273-4
anno di pubblicazione 2009

in libreria dal 08/10/2009

Copertina 13273

– Un brano dal testo –

Quando la televisione ha scoperto che la politica può fare audience, e i politici hanno capito di poter raggiungere il vasto pubblico adattandosi alle logiche dello spettacolo, è nata la politica pop: un “ambiente mediale” scaturito dal collasso di generi televisivi e costumi sociali invecchiati, in cui politica e cultura popolare, informazione e intrattenimento, comico e serio, reale e surreale si fondono in una nuova miscela espressiva. Per molti è una pericolosa deviazione dal compito “alto” della formazione di un’opinione pubblica avveduta. Per altri, come alcuni autorevoli studiosi, l’”infotainment” offre un’informazione minima, ma sufficiente a una “cittadinanza sottile”. Dovremo allora rivalutare il “Grande Fratello”, paradossale scialuppa di civismo, attraverso il televoto, per cittadini altrimenti destinati all’emarginazione? Bisognerà in ogni caso considerare con occhi nuovi, come fa questo libro, “Annozero” e “Ballarò”, “Che tempo che fa” e “L’isola dei famosi”, “Le Iene” e “Porta a Porta”, “Striscia la notizia” e “Matrix”.

Gianpietro Mazzoleni insegna Comunicazione politica e Sociologia della comunicazione all’Università degli Studi di Milano e dirige la rivista “Comunicazione politica (ComPol)”. Con il Mulino ha pubblicato “La comunicazione politica” (2004). Anna Sfardini è assegnista di ricerca all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: “MultiTV. L’esperienza televisiva nell’età della convergenza” (con M. Scaglioni, Carocci, 2008) e “Reality tv. Pubblici fan, protagonisti, performer” (Unicopli, 2009).

Volumi – MAZZOLENI G., SFARDINI A., Politica pop

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GUERRA M.C., ZANARDI A., La finanza pubblica italiana Rapporto 2010. Un bilancio del primo decennio 2000

GUERRA M.C., ZANARDI A.

La finanza pubblica italiana

Rapporto 2010. Un bilancio del primo decennio 2000

Collana “Studi e Ricerche”

pp. 448, (€ 35,00) € 29,75
978-88-15-13758-6
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 03/06/2010

Copertina 13758

Il Rapporto 2010 offre una valutazione critica delle vicende della finanza pubblica italiana del decennio 2001-09 e propone indicazioni sulle linee di intervento nel prossimo futuro. I settori considerati sono quelli seguiti anno per anno dal Rapporto: conti pubblici, tributi, previdenza, assistenza, sanità, finanza decentrata, liberalizzazioni e privatizzazioni dei servizi di pubblica utilità. Un approfondimento specifico è riservato alle politiche per il Mezzogiorno. A ciascun settore viene dedicato un contributo tematico, accompagnato dal breve commento di uno o più discussant.

Indice: Introduzione, di M.C. Guerra e A. Zanardi. – I. I conti pubblici: quota 115 dopo il decennio perduto, di G. Pisauro. Commento di L. Bernardi e F. De Novellis e di P. Onofri. – II. Un decennio di fisco: poche riforme e molte occasioni mancate, di S. Giannini e M.C. Guerra. Commento di A. Pedone. – III. Il sistema pensionistico: le eredità del passato e le incertezze del futuro, di C. Mazzaferro. Commento, di R. Artoni. – IV. Ammortizzatori sociali e spesa per assistenza: il mancato approdo delle riforme, di E. Pisano e S. Toso. Commento di T. Boeri. – V. Sanità: un decennio di contraddizioni e prove tecniche di stabilità, di E. Caruso e N. Dirindin. Commento di G. Fattore. – VI. Federalismo fiscale: la lunga attesa, di A. Zanardi. Commento di P. Giarda. – VII. Privatizzazioni e liberalizzazioni: i servizi di pubblica utilità fra politica e finanza, di A. Cavaliere. Commento, di C. Scarpa. – VIII. L’economia del Mezzogiorno: nuova politica regionale, crisi globale e federalismo fiscale, di D. Scalera e A. Zazzaro. Commento di G. Viesti.

Maria Cecilia Guerra insegna Scienza delle finanze all’Università di Modena e Reggio Emilia. E’ tra i fondatori del Capp (Centro di analisi delle politiche pubbliche). Alberto Zanardi insegna Scienza delle finanze all’Università di Bologna e collabora all’attività di Econpubblica – Università Bocconi.

Volumi – GUERRA M.C., ZANARDI A., La finanza pubblica italiana

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CHECCHI D. (a cura di), Immobilità diffusa, Perché la mobilità intergenerazionale è così bassa in Italia

CHECCHI D. (a cura di)

Immobilità diffusa

Perché la mobilità intergenerazionale è così bassa in Italia

Collana “Studi e Ricerche”

pp. 336, (€ 31,00) € 26,35
978-88-15-13759-3
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 17/06/2010

Copertina 13759

Uno dei fattori che più rallentano lo sviluppo in Italia è la sostanziale immobilità intergenerazionale. Come si genera e che cosa la sostiene? Questa corposa ricerca offre dati e strumenti per comprendere il fenomeno, indicando anche possibili linee di intervento per contrastarlo. La situazione famigliare – misurata dal titolo di studio, dal reddito, dall’occupazione e dalla ricchezza dei genitori – influenza le decisioni sul tipo di scuola da scegliere e sul titolo di studio da conseguire, agisce sul rendimento scolastico e sulla probabilità di abbandonare gli studi, determina le modalità d’ingresso nel mondo del lavoro. Condizioni di svantaggio dei genitori tenderanno a riprodursi, influenzando il futuro dei figli e trasmettendosi per generazioni. Politiche adeguate dovrebbero andare oltre il semplice sostegno alle famiglie in difficoltà, concentrandosi sullo sradicamento della povertà nell’infanzia, intesa come condizione di esclusione, e supportando i giovani negli anni della formazione.

Daniele Checchi, professore di Economia dell’istruzione ed Economia del lavoro nell’Università degli studi di Milano, è stato consulente INVALSI per la predisposizione di un piano nazionale per la valutazione degli apprendimenti (2008) e per la stesura di un modello di valutazione delle scuole (2009); è membro del Consiglio direttivo della Fondazione per la Scuola (Torino) dal 2009. Per il Mulino ha pubblicato “Sistema scolastico e disuguaglianza sociale. Scelte individuali e vincoli strutturali” (curato con G. Ballarino, 2006) e “Istruzione e mercato. Per una analisi economica della formazione scolastica” (1999).

Volumi – CHECCHI D. (a cura di), Immobilità diffusa

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CACCIARI M., CODA P., Io sono il Signore Dio tuo

CACCIARI M., CODA P.

Io sono il Signore Dio tuo

Collana “Voci”

Serie: I comandamenti

pp. 164, € 12,00
978-88-15-13776-0
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 06/05/2010

Copertina 13776

Chi è il Dio del monoteismo biblico? Non certo un Dio “proprietà” dei soli credenti. Non certo l’Essere assoluto, estraneo al tempo e alla storia dell’uomo, di cui si parla per negarlo o credervi. E’ il Dio dei comandamenti: un Dio drammatico, che fa spazio all’alterità e al rischio nella sua stessa Unità e che è in costante relazione con l’uomo: è il Dio che irrompe nella storia con uno sguardo d’Amore e si fa sorgente di libertà e giustizia.

Massimo Cacciari insegna nella Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra i libri che ne hanno più segnato la ricerca, “Krisis” (Feltrinelli, 1976), e pubblicati con Adelphi, “Icone della legge” (1985), “Dell’Inizio” (1990), il dittico europeo “Geofilosofia dell’Europa” (1994) e “L’Arcipelago” (1997), infine “Della cosa ultima” (2004) e il recente “Hamletica” (2009). Piero Coda è preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Firenze), dove insegna Teologia sistematica, ed è presidente dell’Associazione Teologica Italiana. Tra i libri che disegnano il suo percorso: “Teo-logia” (Lateran University Press, 1997), “Ontosofia” (Mimesis, 2009), e tra quelli pubblicati con Città Nuova, “L’altro di Dio” (1998) e “Il logos e il nulla” (2003).

Volumi – CACCIARI M., CODA P., Io sono il Signore Dio tuo

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LARAS G., SARACENO C., Onora il padre e la madre

LARAS G., SARACENO C.

Onora il padre e la madre

Collana “Voci”

Serie: I comandamenti

pp. 132, € 12,00
978-88-15-13777-7
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 03/06/2010

Copertina 13777

Un comandamento segnato da tensioni e ambivalenze che ha significato – nella tradizione biblica – non solo generico rispetto dei genitori, ma responsabile e fattiva dedizione a essi. Ma quale può essere oggi la dimensione del “rendere onore” scissa da una gerarchia fondata sul potere e sulla presunzione della saggezza dei più vecchi? Una riflessione che si spinge fino all’orizzonte attuale, dove il rapporto tra generazioni si fa sempre più complesso e la vecchiaia dei genitori irrompe talvolta drammaticamente nella vita dei figli.

Giuseppe Laras è professore emerito di Storia del pensiero ebraico nell’Università di Milano. Figura chiave dell’ebraismo italiano e del dialogo ebraico-cristiano, presiede il Tribunale rabbinico del Centro-Nord Italia. E’ stato presidente dell’Assemblea rabbinica italiana e rabbino capo della Comunità ebraica di Milano. Tra le sue pubblicazioni “Storia del pensiero ebraico nell’età antica” (La Giuntina, 2006), “Meglio in due che da soli” (Garzanti, 2009) e “Maimonide” (con M. Tedeschi, Gruppo editoriale Muzzio, 2010). Chiara Saraceno ha insegnato Sociologia della famiglia nell’Università di Torino, e attualmente è professore di ricerca nel Wissenschaftszentrum Berlin für Sozialforschung. Tra le sue pubblicazioni con il Mulino “Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia” (2003), “Sociologia della famiglia” (con M. Naldini, 2007), “Povertà e benessere” (a cura di, con A. Brandolini) e “Dimensioni della disuguaglianza in Italia: povertà, salute, abitazione” (a cura di, con A. Brandolini e A. Schizzerotto, 2009).

Volumi – LARAS G., SARACENO C., Onora il padre e la madre

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LUA Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, 18 giugno 2010

Segnalo i prossimi seminari, l’iscrizione può essere fatta in rete:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3
Vi preghiamo di compilare il modulo in tutte le sue parti.

25-27 giugno – Seminario a cura di Duccio Demetrio – Meditazioni in cammino e ascetica della scrittura
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=829&Itemid=36
2-4
luglio – S. Ronconi, L. Portis – Videonarrazioni auto-biografiche: il volto, il gesto, la parola
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1375&Itemid=36
2-4
luglio – Isabella Venturi – Il conflitto: vizi e virtù del potere nelle relazioni interpersonali
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1371&Itemid=36
9-11
luglio – Nicola Ghezzani – Quando la scrittura ci mette in scacco
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1376&Itemid=36
16-18
luglio – C. Benelli, L. Gambuzzi – Scrivo, dunque esisto
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1377&Itemid=36

Pubblicazioni –> Testi non editi –> Ri-trovarsi – a cura di  Rosanna Cima. Il testo è scaricabile integralmente.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1561&Itemid=78

Nostos –> Donne e Uomini –> L’autobiografia è memoria. Un colloquio con Duccio Demetrio.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1557&Itemid=104

Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=1&id=1
18 giugno – Anghiari (AR) – Presentazione libro
20 giugno – Trasmissione invito all’autobiografia
2 luglio – Roma – Spettacolo teatrale
17 luglio – Mezzolombardo (TN) – Laboratorio di Arte della Autobiografia
31 luglio scadenza premio nazionale di poesia Impruneta (FI)

Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76

Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html

Questa news-letter raggiunge oggi 3554 lettori

Per oggi è tutto, ancora auguri e appuntamento, come di consueto, alla prossima settimana, Ada

Ricordo che la News-letter è consultabile anche in rete
Per comunicare con me scrivere a: ada.ascari@lua.it
Per comunicare con Renato Li Vigni: segreteria@lua.it
Per comunicare con i membri del Direttivo:
Anna Noferi –> anna.noferi@lua.it
Annamaria Pedretti –> annamaria.pedretti@lua.it
Caterina Benelli –> caterina.benelli@lua.it
Sara Moretti –> sara.moretti@lua.it
Stefania Bolletti –> stefania.bolletti@lua.it

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Mila Ferri , Alessio Saponaro , Michele Sanza , Cristina Sorio , Cocaina e Servizi per le dipendenze patologiche. Interventi e valutazione in Emilia-Romagna

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Cocaina e Servizi per le dipendenze patologiche. Interventi e valutazione in Emilia-Romagna  
Autori e curatori: Mila Ferri , Alessio Saponaro , Michele Sanza , Cristina Sorio
Contributi: Gabriella Antolini, Paolo Baroncini Baroncini, Luca Bastiani, Claudia Bianchi, Daniela Casalboni, Patrizia Casali, Ivan Mario Cipressi, Olivia Curzio, Alessandro Dionigi, Angiolina Dodi, Sabrina Drei, Marcella Fanelli, Angelo Fioritti, Enrico Frozzi, Daniele Gambini, Matilde Karakachoff, Loredana Liverotti, Valentina Lorenzoni, Lucia Lupo, Monica Malagoli, Alessandro Mariani D’altri, Giampiero Montanari, Gianni Morandi, Francesca Nasuelli, Umberto Nizzoli, Roberto Ragazzi, Marco Scalese, Manuela Tattini, Monica Teodorani, Paolo Ugolini, Cinzia Veronesi
Collana: Sanità
Argomenti: Clinica delle dipendenze: diagnosi e terapiePrevenzione delle dipendenzeSerT, CT, istituzioni: aspetti organizzativi e motivazionali
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati: pp. 272,     1a edizione  2010  (Cod.1350.35)
 
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Cocaina e Servizi per le dipendenze patologiche. Interventi e valutazione in Emilia-Romagna

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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 29,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856823851
 
Tipologia: E-book
Prezzo: € 23,00
Possibilità di stampa:  No
Possibilità di copia:  No
Possibilità di annotazione:  Si
Portabilità:  Si
Ottimizzazione:  per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856827248
Formato: PDF per Digital Editions
Dimensione: 1314 KB
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In breve Al fine di migliorare la qualità dei trattamenti per i pazienti cocainomani che afferiscono al sistema dei Servizi per le dipendenze della Regione Emilia-Romagna, il volume descrive alcune buone pratiche in relazione al trattamento e all’organizzazione dei Servizi nei confronti delle persone con problemi connessi all’uso di cocaina. Presenta inoltre i risultati di due studi sui percorsi terapeutici, realizzati su due coorti di consumatori problematici di cocaina, per valutare lo stato di salute dei pazienti nel lungo periodo.
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Presentazione
del volume:
Il consumo di cocaina e i problemi sanitari e sociali correlati sono in crescita esponenziale: circa il 7% della popolazione italiana di età compresa tra i 15 e i 54 anni ha dichiarato di aver assunto cocaina almeno una volta nella vita; è la sostanza illecita più usata dopo la cannabis; è la seconda sostanza per la quale gli utenti accedono ai servizi per le dipendenze dopo l’eroina.
La Regione Emilia-Romagna in questi ultimi anni ha puntato sull’innovazione e la verifica dei risultati del trattamento, in un settore dove gli interventi clinici terapeutici non sono ancora consolidati e dove è richiesto un processo dinamico di valutazione e di individuazione di modelli di cura nuovi ed efficaci. I Servizi pubblici e privati si sono riorganizzati per far fronte ai nuovi bisogni emergenti, non solo tra i servizi più tradizionalmente deputati alla cura delle dipendenze, ma anche attraverso una rivisitazione degli interventi di prossimità o a bassa soglia.
L’obiettivo di questo volume è di migliorare la qualità e l’efficacia dei trattamenti per i pazienti cocainomani che afferiscono al sistema dei Servizi per le dipendenze della Regione Emilia-Romagna, valorizzando un approccio basato sulla sperimentazione degli interventi, accompagnato da un processo di valutazione dei risultati ottenuti. A tal fine vengono descritte alcune buone pratiche, in relazione al trattamento e all’organizzazione dei Servizi nei confronti delle persone con problemi connessi all’uso di cocaina. Nel contempo vengono presentati i risultati di due studi longitudinali sui percorsi terapeutici realizzati su due coorti di consumatori problematici di cocaina per valutare gli esiti degli interventi e lo stato di salute dei pazienti nel lungo periodo.

Mila Ferri, psichiatra, responsabile Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri, Regione Emilia-Romagna.
Alessio Saponaro, sociologo sanitario, responsabile Osservatorio regionale sulle dipendenze e Sistema informativo del Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri, Regione Emilia-Romagna.
Michele Sanza, psichiatra, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze patologiche, Azienda USL di Cesena.
Cristina Sorio, sociologa sanitaria, responsabile Osservatorio Epidemiologico Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, Azienda USL di Ferrara.

Indice:
Mila Ferri, Angelo Fioritti, Introduzione
Parte I. Modelli e esperienze di trattamento sui pazienti cocainomani
Mila Ferri, Alessio Saponaro, Un quadro fenomenologico sulla diffusione della cocaina e le sue conseguenze. Alcuni elementi base per la programmazione delle politiche di intervento
Umberto Nizzoli, Modelli assistenziali, percorsi terapeutici e trattamenti integrati sulla cocaina
Alessio Saponaro, Difficoltà e best practice nel trattamento di utenti cocainomani. Quattro esperienze in Emilia-Romagna
Paolo Baroncini, Claudia Bianchi, Patrizia Casali, Alessandro Dionigi, Daniele Gambini, Roberto Ragazzi, La rete per il trattamento dei consumatori di cocaina. Esperienze significative sul territorio dell’AUSL di Bologna
Daniela Casalboni, Manuela Tattini, Modelli di accoglienza e trattamento dei cocainomani al SerT di Rimini. Il progetto “Rompiamo le righe”
Enrico Frozzi, Loredana Liverotti, Cinzia Veronesi, L’approccio cognitivo comportamentale: l’esperienza di Ferrara
Angiolina Dodi, Ivan Mario Cipressi, Il progetto “no cocaina” del Centro di solidarietà di Reggio Emilia
Parte II. Studio longitudinale sugli esiti dei programmi terapeutici per il consumo problematico e la dipendenza da cocaina
Cristina Sorio, Gabriella Antolini, Il disegno di studio
Giampiero Montanari, Il profilo dei soggetti in carico al SerT per il consumo di cocaina
Gianni Morandi, Monica Malagoli, I percorsi terapeutici e i trattamenti integrati
Cristina Sorio, Gabriella Antolini, Valutazione degli esiti dei percorsi terapeutici: analisi dei fattori predittivi di adesione al trattamento e dei rischi associati all’interruzione della terapia
Parte III. Follow up sulle condizioni di salute degli utenti in trattamento per uso di cocaina
Alessio Saponaro, Michele Sanza, Sabrina Molinaro, Il disegno dello studio
Valentina Lorenzoni, Olivia Curzio, Daniela Casalboni, Tempi di sopravvivenza dei primi programmi: analisi degli esiti
Sabrina Molinaro, Valentina Lorenzoni, Olivia Curzio, Monica Teodorani, Marcella Fanelli, Valutazione dell’effetto delle caratteristiche socio-demografiche e tossicologiche dei pazienti sugli esiti dei trattamenti
Olivia Curzio, Sabrina Molinaro, Valentina Lorenzoni, Matilde Karakachoff, Michele Sanza, Follow up sulle condizioni di salute della popolazione in studio: i ricoveri ospedalieri e la mortalità
Francesca Nasuelli, Luca Bastiani, Marco Scalese, Lucia Lupo, Sabrina Drei, Paolo Ugolini, Michele Sanza, La valutazione dell’efficacia degli interventi attraverso l’utilizzo dell’EuropAsi: studio prospettico su un campione di consumatori di cocaina
Allegati
Alessandro Mariani D’Altri, Francesca Nasuelli, Sabrina Molinaro, Matilde Karakachoff, Olivia Curzio, La popolazione in studio
Valentina Lorenzoni, Olivia Curzio, Le curve di sopravvivenza
Mila Ferri, Conclusioni: strategie regionali per gli interventi sulla cocaina
Bibliografia di riferimento
Autori.

Cocaina e Servizi per le dipendenze patologiche. Interventi e valutazione in Emilia-Romagna

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Mony Elkaim, Come sopravvivere alla propria famiglia. Capire le dinamiche dei propri legami familiari e ritrovare se stessi

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Come sopravvivere alla propria famiglia. Capire le dinamiche dei propri legami familiari e ritrovare se stessi  
Autori e curatori: Mony Elkaim
Contributi: Caroline Glorion
Collana: Le Comete
Argomenti: Psicologia e psicoterapia della famiglia e della coppia, sistemica e relazionaleFelicità, stress, benessereDepressione, ansia, fobie, disagi psicologici
Livello: Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati: pp. 112,     1a edizione  2010  (Cod.239.208)
 
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Come sopravvivere alla propria famiglia. Capire le dinamiche dei propri legami familiari e ritrovare se stessi
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 15,00
Disponibilità: Limitata
Codice ISBN 13: 9788856823257
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In breve Da una delle principali figure europee della terapia familiare, un libro fondamentale per chi – figlio, madre, padre, coniuge o fratello che sia – voglia capire e rompere schemi che fanno del male.
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Presentazione
del volume:

A chi non è successo di sentirsi intrappolato dalla propria famiglia? Quante volte abbiamo avuto la sensazione di essere schiacciati da una situazione su cui non avevamo la possibilità o la forza di intervenire?
Mony Elkaim, uno dei più noti terapeuti della famiglia, cerca di spiegare situazioni e impasse che tutti noi conosciamo. “Mio figlio si rifiuta di studiare e non so più cosa fare”. Oppure: “non sopporto più mio marito, ma non riesco a lasciarlo”. O, ancora, “devo svelare quel secreto che mi opprime? Se sì, come?”.
Non è tanto la realtà che ci intrappola, quanto la rappresentazione che ci siamo fatti di quella realtà. Ognuno interpreta una parte ben precisa nello scenario familiare. E solo se si riesce a modificare il proprio ruolo si riesce a intervenire sullo scenario intero. Ma come cambiare?
Un libro fondamentale per chiunque – figlio, madre, padre, coniuge o fratello che sia – voglia capire le logiche che muovono uno scenario e rompere schemi incancreniti che fanno solo del male.

Mony Elkaïm è una delle principali figure europee della terapia familiare. Neuropsichiatra originario di Marrakech, dirige l’Institut d’études de la famille et des systèmes humains (Bruxelles), insegna all’Université Libre de Bruxelles e forma gruppi di terapeuti in Europa, Stati Uniti e Canada. Autore di numerosi lavori, dirige la collana “Couleur Psy” per le Editions du Seuil.

Indice:
Premessa
Introduzione
Madre e figlia: il superamento di un conflitto
Il passato non ci condanna
Il patriarca come voleva il bene dei figli… malgrado loro
In che scenario sono finito?
Mio figlio si rifiuta sia di studiare sia di lavorare
Liberare l’altro per cambiare me stesso
L’uomo che non riesce né a lasciare la moglie né a stare con lei
Il lutto nel contesto
La donna alla quale hanno domandato troppo e l’uomo che si sentiva trascurato
L’uomo che voleva affetto e la donna che voleva rispetto
Il mio partner, la mia coppia ed io
Un segreto di famiglia
Il vascello fantasma
Sopravvivere alla propria famiglia
Bibliografia.

Come sopravvivere alla propria famiglia. Capire le dinamiche dei propri legami familiari e ritrovare se stessi

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Comunione e liberazione: cronologia storica


Comunione e liberazione e Memores Domini

L’Associazione Memores Domini riunisce persone di Comunione e Liberazione
che seguono una vocazione di dedizione totale a Dio vivendo nel mondo.
I fattori portanti nella vita dei Memores Domini sono la contemplazione,
intesa come memoria tendenzialmente continua di Cristo, e la missione,
cioè la passione a portare l’annuncio cristiano nella vita di tutti gli uomini.

Il Memor Domini “è un laico che liberamente vive una esistenza totalmente immersa nel mondo con una totale responsabilità personale” (Memores Domini – Intervista a Monsignor Luigi Giussani) e che si impegna alla missione vivendo il proprio lavoro professionale come il luogo della memoria di Cristo, traducendolo, cioè, in offerta.
Gli associati intendono seguire una vita di perfezione cristiana praticando i consigli evangelici “sintetizzabili nelle categorie in cui, tradizionalmente, la Chiesa riassume l’imitazione di Cristo. L’obbedienza, nel senso che lo sforzo spirituale, la vita ascetica, sono facilitate e autenticate da una sequela. La povertà, come distacco da un possesso individuale del denaro e delle cose. La verginità, come rinuncia alla famiglia per una dedizione anche formalmente più totale a Cristo” (Intervista citata)
Memores Domini – chiamati anche “Gruppo adulto” – praticano vita comune in case il cui scopo, sostenuto dal clima di silenzio, dalla comune preghiera e dalla condivisione fraterna, è l’edificazione vicendevole nella memoria in vista della missione.

Memores Domini hanno avuto origine a Milano nell’anno 1964, nell’ambito dell’esperienza di Gioventù Studentesca.

Dopo essersi diffusa in varie Diocesi, l’Associazione venne eretta canonicamente dal Vescovo di Piacenza, Mons. Enrico Manfredini, il 14 giugno 1981. Sette anni dopo, l’8 dicembre 1988, i Memores Domini vennero approvati dalla Santa Sede, che riconobbe loro personalità giuridica come “Associazione ecclesiale privata universale”.

Memores Domini sono presenti in 31 nazioni oltre l’Italia.

Movimento di Comunione e liberazione fondato da Luigi Giussani – www.clonline.org- MEMORES DOMINI.


Marilisa D’Amico , Ileana Alesso , Massimo Clara, Marina Mengarelli, La cicogna e il codice. Fecondazione assistita, riflessioni e prospettive

La cicogna e il codice. Fecondazione assistita, riflessioni e prospettive
Autori e curatori: Marilisa D’Amico Ileana Alesso Massimo Clara
Contributi: Marina Mengarelli
Collana: La società – Saggi
Argomenti: Diritto, giustizia
Livello: Saggi, scenari, interventi
Dati: pp. 160,     1a edizione  2010  (Cod.1420.1.112)
La cicogna e il codice. Fecondazione assistita, riflessioni e prospettive
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 20,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856823240
In breve Dalla legge del 2004 sulla fecondazione assistita alla pronuncia della Corte Costituzionale del 2009: 5 anni di battaglie ricostruite dai due autori, membri del collegio nazionale di avvocati che ha difeso le coppie davanti alla Corte.
Presentazione
del volume:
“Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana…” così nel 2004 si presentava, con il suo articolo 1, la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita. Ma poi si leggeva e si scopriva subito che il vero fine non era curare la malattia, ma sacralizzare I’embrione, imponendo divieti e limiti contrari a tutta la cultura medica e scientifica.
Le coppie che cercavano un bambino, i loro medici e le associazioni che le sostengono hanno dovuto fare una lunga strada per superare tutta questa ragnatela di restrizioni e di impedimenti. Ci sono voluti cinque anni: partiti dai tribunali di tutta Italia, si è arrivati alla Corte costituzionale che, con la nota sentenza 151, ha rimesso molte cose a posto e ha consentito, come ha detto un grande ginecologo, che il medico potesse ricominciare a fare il medico.
Gli autori, membri del collegio nazionale di avvocati che ha difeso le coppie davanti alla Corte, ripercorrono tutte le tappe di questa battaglia per la difesa della laicità e per I’affermazione del diritto alla salute, con particolare attenzione alle opposte tematiche culturali, quelle che condizionarono il Legislatore del 2004 e quelle che convinsero il Giudice costituzionale del 2009.
Il volume si rivolge non solo a chi opera nel settore, ma anche a tutti i cittadini
che vogliono essere informati sulla strada per difendere i loro diritti.

Marilisa D’Amico, avvocato cassazionista, è professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano. È componente del Comitato Pari Opportunità dell’Università, dell’Ordine degli avvocati di Milano e della Provincia di Milano. Per i nostri tipi ha pubblicato: I diritti contesi (2008); Laicità per tutti, con Anna Puccio (2009); I diritti delle coppie infertili, con Irene Pellizzone (2010).
Ileana Alesso, avvocato amministrativista e cassazionista, è formatrice e docente in master universitari. Consulente di aziende private e pubbliche amministrazioni, è componente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano e dell’UDI, Unione Donne in Italia, Sede Nazionale.
Massimo Clara, avvocato civilista e cassazionista, è formatore presso pubbliche amministrazioni e istituzioni ospedaliere. Gli autori hanno fatto parte del Collegio di difesa dinanzi alla Corte costituzionale che ha portato alla sentenza di incostituzionalità della legge n. 40 sulla PMA.

Indice:
Prologo
Marina Mengarelli, Prefazione. Cosa è successo alla legge 40 dopo la sentenza n. 151. Un esempio di invecchiamento precoce
Introduzione
(La fecondazione artificiale e i suoi “attori”; Donna ed embrione: una visione troppo ristretta; Avere un bambino: desiderio o diritto? Procreazione e Costituzione)
Dall’autoregolamentazione dei medici alla politica dei divieti
(Prima della legge fra medici e giudici; Iter legislativo e sue contraddizioni: i diritti dell’embrione “contro tutti”; La legge n. 40: una legge ideologica; La legge n. 40: una legge incostituzionale)
Genitori grazie alla Costituzione: la sentenza n. 151 del 2009
(Che fatica arrivare alla Corte!; Il referendum fallito; I casi decisi dai giudici e le richieste alla Corte costituzionale; La decisione costituzionale; Contenuto ed effetti della decisione)
Il giudice e il politico
(Il giudice e il politico; Politica e ius naturale; Scienza e legislazione, e le ragioni del ritardo italiano)
Oggi: le coppie fra associazioni e medici
(Le Associazioni: l’impulso della società civile; La medicina: dalla scienza al caso concreto; Cosa è possibile fare e come è possibile farlo)
Lo scenario futuro
(Le questioni aperte sul piano culturale e giuridico; La diagnosi preimpianto: la pronuncia del Tribunale di Salerno; La fecondazione eterologa: un’altra battaglia)
La procreazione medicalmente assistita: le tappe
La procreazione medicalmente assistita all’estero
Carlo Flamigni, Postfazione. Una proposta per il futuro
Bibliografia

La cicogna e il codice. Fecondazione assistita, riflessioni e prospettive.


CONVERGENZE VIRTUOSE: REGIONI E LAVORO DI CURA di Giselda Rusmini – Istituto per la Ricerca Sociale, Milano Giugno 2010

Tra la seconda metà del 2009 e l’inizio di quest’anno sono stati promossi importanti interventi regionali in tema di regolazione del mercato privato della cura, in particolare da parte di Puglia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Vediamoli sinteticamente.

l’intero articolo qui:

http://www.qualificare.info/home.php?list=archivio&id=480


Badanti al tempo della crisi di Raffaella Sarti – Università di Urbino, in www.qualificare.info

…. Da qualche mese, tuttavia, agli occhi di molti la crisi sembra sparigliare di nuovo le carte. Le famiglie hanno problemi economici, si dice, e il budget per assumere persone di servizio si riduce. Se poi uno dei membri è disoccupato, può svolgere i compiti altrimenti delegati a colf e ‘badanti’. Già da mesi, inoltre, i giornali hanno cominciato a segnalare che anche donne italiane frequentano i corsi per assistenti familiari: la crisi, si denuncia, le spinge verso un lavoro che pareva ormai destinato a essere svolto solo da immigrati.

….

l’intero articolo qui:

www.qualificare.info.


fondo Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia a cura di Silvia Moretti e Fiora Gaspari

fondo Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia a cura di Silvia Moretti e Fiora Gaspari

Il Fondo è conservato per volontà degli eredi nell’Archivio dell’omonima Fondazione e trasferito dalla casa veneziana dei Basaglia all’interno di due locali del complesso dell’ex Ospedale psichiatrico di San Servolo.
Nell’inverno 2008 fu versato in Archivio il fondo già conservato nella prima sede romana del Centro “Franco Basaglia”, poi divenuto Fondazione “Franca e Franco Basaglia” (51 buste pari a circa 5 m.l.), la cui documentazione testimonia l’attività portata avanti da Franca Ongaro Basaglia dopo la morte del marito, come senatrice della Sinistra Indipendente, per l’attuazione dei principi della riforma psichiatrica.

Il primo censimento della documentazione fu effettuato nel settembre 2008, a cura della Soprintendenza archivistica per il Veneto che, con provvedimento del 19/9/2008, ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 42/2004 (Codice del beni culturali e del paesaggio), ha dichiarato l’Archivio di interesse storico particolarmente importante. Poco dopo ebbe inizio un intervento di riordino tuttora in corso, promosso dalla Fondazione in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per il Veneto e il Consorzio BAICR Sistema Cultura.

La Fondazione Franca e Franco Basaglia nasce come “Centro Franco Basaglia” a fine anni Novanta a Roma e nel 2003 si trasforma in Fondazione Franco Basaglia. Dopo la morte di Franca Ongaro, nel 2009 cambia denominazione e si trasferisce a Venezia nell’isola di San Servolo che ospitò uno dei due manicomi della città e che attualmente è sede di istituzioni e manifestazioni culturali.


Paul-Claude Racamier, Simona Taccani La crisi necessaria. Il lavoro incerto FrancoAngeli, Milano, 2010


Paul-Claude Racamier, Simona Taccani 
La crisi necessaria. Il lavoro incerto
FrancoAngeli, Milano, 2010

Un testo fondamentale sia per conoscere il pensiero di Racamier, sia per avvicinarsi al concetto di crisi che descrive.
La crisi, sostiene questo grande psicoanalista francese, è necessaria perché la persona trovi la sua continuità e realtà.
La crisi è riconosciuta da tutti come un momento indispensabile nel periodo dell’adolescenza, fase in cui può verificarsi uno stallo o anche un movimento regressivo nel processo di crescita e in cui la persona si trasforma affrontando man mano le sue responsabilità di adulto.
Ma anche la maternalità è un periodo analogo, lo stesso per cui Racamier forgerà il nuovo termine di maternalità. Non solo: oggi nel linguaggio “psi” dovremmo pensare e approfondire il processo di paternalità, con le sue difficoltà e le sue crisi.
Il volume raccoglie in sé due parti. L’una è la riscrittura del Lavoro incerto, pubblicato da Paul Racamier nel 1986. L’altra è stata scritta a più mani, da Racamier e dal gruppo dell’Hôpital de Jour la Velotte di Besançon e consiste in una ricerca promossa dall’INSERM, Istituto Nazionale per la Sanità e la Ricerca Medica, coordinata da Racamier.
Rivolto a psichiatri, psicologi e psicoterapeuti, è questo un testo di fondamentale utilità per gli allievi delle scuole di specializzazione. E anche per il lettore profano, se attento ai richiami e alla suggestione della sua vita interiore e intersoggettiva: vi troverà risonanze di sé e della sua storia.

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Sergio Tramma, Pedagogia della comunità. Criticità e prospettive educative

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Pedagogia della comunità. Criticità e prospettive educative  
Autori e curatori: Sergio Tramma
Collana: I territori dell’educazione
Argomenti: Pedagogia e prospettive dell’educazioneFormazione professionale e degli adultiPedagogia speciale
Livello: Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 128,   1a ristampa 2010,    1a edizione  2009  (Cod.940.1)
 
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Pedagogia della comunità. Criticità e prospettive educative
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 15,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856807356

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Pedagogia della comunità. Criticità e prospettive educative

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L’attesa della morte, incontro con Maurizio Migliori, Carlo Sini, Franco Giulio Brambilla, Gherardo Colombo, Erba (CO), 25 giugno ore 21



“Caring for a person with Alzheimer disease” (ovvero “Prendersi cura di una persona affetta dalla malattia di Alzheimer”), segnbalato dal Centro Maderna

Nuova pubblicazione USA su come prendersi cura dei malati di Alzheimer

Si chiama “Caring for a person with Alzheimer disease” (ovvero “Prendersi cura di una persona affetta dalla malattia di Alzheimer”) la nuova pubblicazione dell’Istituto Nazionale per l’Invecchiamento degli Stati Uniti disponibile gratuitamente e scaricabile anche on line (in lingua inglese), che si rivolge principalmente ai caregiver informali e cioè in modo particolare a tutte quelle persone che si trovano a doversi occupare di un famigliare, parente o amico ammalato di Alzheimer. Tra le tante pubblicazioni analoghe diffuse un po’ in tutto il mondo, questa si distingue per l’estrema semplicità nel linguaggio e l’accuratezza e la completezza delle tematiche trattate. Il volume infatti è composto da ben 146 pagine, che coprono gli argomenti più vari, dalle differenze tra le diverse fasi della malattia, all’alimentazione più corret ta, fino a tematiche più complesse come il wandering, problema molto sentito negli Stati Uniti (vedi nostra news del 5/05/2010) o più delicate, spesso considerate tabù e quindi pudicamente evitate, come i cambiamenti nelle abitudini sessuali e i problemi di ipersessualità, senza tralasciare alcuni consigli per il benessere del caregiver stesso e altri piccoli suggerimenti pratici su cosa fare, ad esempio, quando la persona affetta da Alzheimer si ammala di malattie “comuni” quali l’influenza o la diarrea.

(The New York Times, 14 giugno 2010)

Clicca qui per accedere alla pubblicazione (in lingua inglese)

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la tipologia di abuso più frequente è di natura finanziaria. Il 45,5% degli intervistati dichiara infatti di essere stata derubata, ma soltanto pochissimi di loro hanno denunciato alle forze dell’ordine i soprusi subiti. Ancora più difficile è scoprire i casi di abuso psicologico: secondo i dati anconetani, li avrebbero subiti il 24,4% del campione, ma è probabile che il senso di vergogna li spinga a sottostimarne l’entità.
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l’intero articolo qui

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