Massimo Cacciari, Talk show federalismo – L’espresso

….

nessuno in Italia è oggi in grado di affrontare con realismo e coerenza la ricostruzione federalistica del nostro Stato. Ci si aspettava che la relazione tremontiana fornisse almeno quattro dati a proposito di “federalismo fiscale”, ma l’unica cosa relativamente concreta riguarda la fissazione di alcuni costi standard.

E la causa è chiara: di “federalismo fiscale” ha infatti senso discutere se si intende porre mano all’inaudita e devastante sperequazione tra le Regioni nella quota di gettito impositivo che esse “trattengono”.

E sarebbe interessante chiedere alla Lega, che governa da anni in Lombardia e in Veneto e a Roma, come mai proprio le “sue” Regioni abbiano visto ulteriormente cadere le risorse loro “concesse” dall’odiata capitale.

Il problema non può essere affrontato seriamente per la semplice ragione che o lo Stato rinuncia a importanti entrate – oppure sarebbe necessario “premiare” gli attuali “virtuosi” togliendo quattrini a quelle Regioni che contribuiscono alla fiscalità generale a volte enormemente meno di quanto ottengano in trasferimenti. Ipotesi socio-politicamente impraticabili entrambe. E allora chiacchieriamone!

Più utile sarebbe discutere di Ente Locale, la vittima sacrificale di questa e delle passate manovre. Tremonti annuncia che finalmente l’imposta sulla casa sarà competenza del Comune. Tuttavia la sua quota più importante, quella sulla prima casa, viene soppressa definitivamente per decreto dello Stato. Per non aggiungere che a nessun Comune italiano essa è stata rimborsata per intero, come era nelle promesse. Ma, si dice, i Comuni potranno accorpare vari balzelli e tariffe. Come se da questi interventi potessero venire aumenti di entrate! Avverrà l’opposto. Ma chi ha governato una città tra i grandi capi? E le tasse di scopo dove sono finite? Della possibilità per i Comuni di rivolgersi ai propri cittadini per opere significative, oppure, come nel caso delle città d’arte, per istituire tasse di soggiorno, come avviene in molti altri paesi, non c’è alcuna traccia. 

Troppo facile prevedere che il welfare municipale entrerà in crisi sia per effetto della situazione economica che dell’invecchiamento della popolazione. Dove sarebbe da ridistribuire (vedi Regioni) non si può; dove sarebbe da tagliare davvero (vedi Provincie) non si può; dove sarebbe da risparmiare (vedi Città metropolitane) non si può.

Ma perché? Perché il problema è istituzionale-costituzionale e tutto politico. Perché nuovi rapporti inter-regionali sul piano finanziario-fiscale presuppongono una sede parlamentare che abbia come propria “missione” il decidere in materia, e cioè un Senato delle Regioni e delle Autonomie. E altrettanto vale per l’abolizione delle Provincie e la formazione di vere Città metropolitane. Per non parlare della esigenza di ridurre il numero delle Regioni.

….

Talk show federalismo – L’espresso.


Un Commento on “Massimo Cacciari, Talk show federalismo – L’espresso”

  1. Emilio Odescalchi scrive:

    Consiglio col massimo rispetto per il Prof. Cacciari, di studiare un po’ di termodinamica (1 & secondo principio), di collegare suddetti principi ai sistemi sociali-economici. (prima gli agglomerati di esseri umani diventano sociali, poi economici), poi di riproporre il tema, prima di tutto sociale-locale, poi collettivo.
    Studiare!, non l’economia. solo un po’ di fisica, semplicissima.! Poi qualche spiraglio di luce appare.
    Coraggio! Bibliografia elementare su richiesta.

    Cari saluti!


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s