Massimo Cacciari: «Il bipartitismo ormai è finito»

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I firmatari di “Verso Nord” sono stati definiti persone in fuga, insoddisfatte…
Ma no, nessuno fugge, per fortuna non ce n’è bisogno. Si tratta semplicemente di persone che valutano che sia il Pdl che il Pd siano scommesse politiche sostanzialmente superate.

È qualcosa di assolutamente bipartisan. Non si ragiona più in termini di destra e sinistra?
Certamente sì, il documento è nato da persone che provengono dall’area del Pdl esattamente come dall’area del Pd, persone indipendenti.

Il documento è stato definito “manifesto anti-lega”. È così?
Be’, che nel nord sia avvertito il problema Lega è evidente. Così come è evidente che questi, dopo il tentativo che ha fatto l’ex-governatore Galan e quelli che da vent’anni facevo anche io, sono esperimenti che servono pure a vedere se è possibile frenare l’ ascesa della Lega. Non c’è dubbio.

È corretto parlare di una “Questione nord”?
È una questione nazionale. E in questo documento si combinano due aspetti: la questione generale – e nazionale – sulla fine del bipartitismo all’italiana a cui accennavo prima e la questione specifica, che riguarda il nord, dove la dirompente avanzata della Lega testimonia la crisi verticale sia del Pd che del Pdl.

Già il nome fa presupporre un preciso radicamento territoriale, come si pone “Verso Nord” rispetto alla prospettiva federalista?
Si presuppone che non si può fare politica senza un radicamento territoriale. Per quanto riguarda la prospettiva federalista ripeto quanto già detto, perché tutto ciò significa fare federalismo, capire che il nord ha delle esigenze specifiche e che una riforma federalistica vera – e che finora è mancata completamente – potrà partire soltanto se vi sarà un’intesa trasversale tra le persone che ragionano sia della crisi del Pd che della crisi del Pdl. Allora potrà partire finalmente il disegno di riassetto federalistico dello Stato. Altrimenti saranno solo chiacchiere come quelle che la Lega ci ha imbandito in questi anni.

l’intera intervista qui:

Ffwebmagazine – Cacciari: «Il bipartitismo ormai è finito».


4 commenti on “Massimo Cacciari: «Il bipartitismo ormai è finito»”

  1. Emilio Odescalchi scrive:

    Per me, del nord, non è questione di bi-polarismo. è questione di contenuti e giustizia sociale che non è nè di destra nè di sinistra. La Lega pare essere l’unico partito che è in grado di raccogliere il profondo dissenso della classe produttrice in senso lato , nei confronti della classe dissipatrice dall’altra e che purtroppo governa il paese a livello locale. Chi lavora, produce e paga le tasse, sia al nord, sia al sud, è stufo di sentirsi sfruttato: dividerei il paese in due partiti: quelli che lavorano e generano denaro, e chi tali risorse sfrutta e dissipa sia esso sistema o aggregazione politico-mafioso. discorso qulunquista? E’ la base della cura: non è vero che non c’è lavoro, è vero che c’è poca voglia o bisogno di lavorare. vedo in giro un sacco di bamboccio/mammoni che sfruttano i genitori, i nonni eccetera e che vivono in aree dove la domanda di lavoro c’è. Abbiamo un mucchio di laureati nelle nobili materie letterarie e collegate “Arts”, e il paese ha bisogno di laureati in “Sciences”. altro che bipolarismo!
    Certo che misure impopolari e consenso non vanno insieme. La Lega pare oggi l’unico schieramento in grado di chiedere ai suoi dei sacrifici in cambio di qualcosa. ciò a prescindere dal discorso territoriale.Leggetevi Ichino di oggi.

  2. gentile Emilio
    è davvero per me un piacere condividere i tuoi giudizi
    anche quelli sulla lega. Il primitivismo di certe loro affermazioni comunicative mi dà mnolto fastidio. ma se vado alle proposte di programma occorre dire che molte sono centrate rispetto ai probemi sociali di questo tempo.
    è per questo che aderisco a Verso Nord: so che quest’ultima aggregazione avrà poco consenso e poco spazio di ruolo nel sistema politico italian.. Tuttavia anche loro fanno proposte di programma e non sono primitivi come gran parte dei legaioli nostrani
    grazie per il commento
    paolo ferrario

  3. Grazie Paolo, soprattutto per l’impegno nel gestire il blog. Ti auguro di avere sempre più fans! Io non mi permetto di esprimere giudizi, osservo le persone ed i loro comportamenti, non giudico, riporto , tagliate le emozioni, ciò che osservo, poi tiro le conclusioni. Leggo i giornali al mattino, come si faceva in casa mia, sia quelli di “sinistra”, sia quelli moderatamente di destra. Purtroppo la vecchia Unità non c’è più:nuda e pura. Vado, al bar e vedo leggere la rosa, o il giornale locale locale, semmai in città, il Corriere o Repubblica.Ho ascoltato ieri Bonanni su Radio Radicale.ho ascoltato parole sagge che condivido al 100%, leggo Pietro Ichino, Carlo Pelanda, Ricossa piuttosto che Roberto Vacca. sono alla ricerca di spiegazioni, NON giustificazioni e come me ce ne sono n..mille.
    vorrei passeggiare tranquillo lungo il percorso che mi aspetta: da passo tranquillo sto passando a saltello attento a schivare tutte le deiezioni che il sistema lascia impunito. La corruzione è sistemica, la tangente è un modo di vivere, il favore per favore una modalità, la certezza del diritto una chimera. Non siamo in democrazia. Le colpe? Dai Savoia in poi.Napoli ed il Sud stavano meglio con i Borboni. (lo dicono loro). Rimedi: una lenta agonia che nè Bersani, nè Bindi, nè Berlusconi e tantomeno Fini, sono in grado di valutare e partecipare. Speriamo che finisca presto.!
    Il conflitto NORD SUD si radicalizza, lega o non lega. E’ un fatto, non un’opinione. Settembre è vicino ed è un mese tradizionalmente ricco storicamente di eventi funesti. Cosa ci riserva il prossimo?
    Auguri e scongiuri!

    Emilio Odescalchi

  4. caro emilio
    sento sempre più sintonia con quanto dici.
    “idem sentire” si dice.
    forse siamo riusciti a liberarci dagli eccessi di ideologia, pur mantenendo intatta una idea di etica pubblica.
    che , per quanto mi riguarda, consiste nel mettere assieme libertà individuali e diritti civili.
    mi fa immensamente piacere saperti lettore degli appunti che lascio su polser.
    per me è un modo importante per continuare a tracciare qunto avviene nella polis. o meglio a segnare qianto io vedo nella polis
    buoni giorni
    paolo ferrario


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