Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Sondaggi elettorali |

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Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Sondaggi elettorali |
Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni, Lei per quale partito avrebbe votato?……
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Risposta: Pdl – Berlusconi 30,0%; lega Nord – Bossi 12,3%; La Destra – Storace 2,3%; UDC – Casini 6,5%; Futuro e Libertà – Fini 7,0%; Alleanza per l’Italia – Rutelli 0,7%; MPA – Lombardo 0,8%; Pd – Bersani 24,0%; IDV – Di Pietro 6,5%; SEL – Vendola 4,5%; Rifondazione C.+ Comunisti Italiani 1,2%; Lista Pannella Bonino 1,0%; Verdi – Bonelli 0,6%; Movimento 5 Stelle – Grillo 1,6%; Altro 1,0%
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Crespi ricerche in : Sondaggi Politico Elettorali.
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Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Federalismo fiscale, Sondaggi elettorali |
| QUESTIONARIO |
| QUESITO n.1 |
| Domanda : Di recente il parlamento ha approvato la legge sul federalismo. Secondo Lei che effetti avrà per la sua regione?. |
| Risposta: 1. Molto positivi 2. positivi 3. negativi 4. molto negativi 5. non cambierà nulla Non sa / non risponde 10.7% |
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| QUESITO n.2 |
| Domanda : Di recente il parlamento ha approvato la legge sul federalismo. Secondo Lei che effetti avrà per la sua regione?. |
| Risposta: 1. Molto positivi 2. positivi 3. negativi 4. molto negativi 5. non cambierà nulla Non sa / non risponde 10.7% |

Valori percentuali in base all’area geopolitica
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Sondaggi Politico Elettorali.
Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Anziani, Legislazione Sanitaria, Legislazione sociale, Muoversi Insieme Stannah, Politica dei servizi sociali |
Nel corso della vita può accadere di avere bisogno di un supporto, di un aiuto per poter affrontare e superare momenti di difficoltà dovuti alle più diverse cause.
Per poter rispondere a queste situazioni di bisogno e di difficoltà, il nostro ordinamento, in virtù del dovere che la nostra Costituzione impone ai pubblici poteri di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (articolo 3 Costituzione), prevede la predisposizione di un sistema di servizi.
Si tratta del sistema dei servizi sociali che la normativa definisce come l’insieme delle “attività destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso della sua vita” (articolo 128 Decreto legislativo 112/1998).
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segue qui:
Anziani in difficoltà, le leggi che li aiutano | Muoversi Insieme.
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Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, islamismo |
Caro direttore, acta est fabula. Dopo due giorni di Gheddafi-show verrebbe voglia di gridare ai quattro venti il celebre motto dell’imperatore Cesare Augusto: «Signori e signori, lo spettacolo è finito».
Perché le amazzoni, i cavalli berberi, la tenda beduina, i vestiti appariscenti, le hostess a pagamento sembrano annebbiarci la vista. Siamo così abituati alle folkloristiche esagerazioni che il leader libico si concede quando viene qui che tutto il resto passa in secondo piano. Avvolto da un manto di preoccupante indifferenza. Ma le parole pronunciate da Gheddafi davanti alle 500 adepte accuratamente selezionate non possono lasciarci indifferenti. Quel richiamo alla necessità che l’Islam diventi la religione dell’Europa ha una portata dirompente. E non possiamo rimanere fermi a guardare anche perché, come scriveva Paul Bourget alla fine di un suo celebre romanzo, «l’uomo o agisce come pensa o finisce per pensare come agisce».
Per questo ci permettiamo di sollevare una questione: è ancora opportuno offrire il nostro Paese come palcoscenico per gli spettacoli del rais?
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segue qui:
Basta offrire il palcoscenico al dittatore – LASTAMPA.it.
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Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Testamento biologico |
Il registro dei testamenti biologici nel tuo Comune – scopri come ottenerlo.
Oltre alla petizione rivolta al parlamento affinché vi sia una legge sulle scelte di fine vita che rispetti il diritto all’autodeterminazione dell’individuo, lanciamo un appello perché in tutte le amministrazioni locali - in primo luogo i comuni – siano istituiti dei pubblici registri atti a ricevere le dichiarazione anticipate di volontà (i c.d. testamenti biologici).
Qui di seguito (
ed in allegato) riportiamo la bozza di delibera tipo che abbiamo elaborato.
Non aspettare che altri si attivino per te, scarica il documento e presentalo ai tuoi conoscenti al tuo Sindaco, ai tuoi referenti locali e chiedi che venga messo in votazione.
Se non credi vi sia spazio per una iniziativa direttamente in seno al tuo comune organizza una raccolata firme per una delibera di iniziativa popolare (l’Associazione ti auterà per ogni consulenza ed organizzazione
info@lucacoscioni.it).
Se ti sei attivato, scarica il modello di delibera, inviaci una mail ad
info@lucacoscioni.it indicando il comune presso cui hai preso preso contatti (specificando con chi, es. Il Sindaco, i Consiglieri comunali), ti risponderemo il prima possibile.
In caso non vi sia nello Statuto la possibilità di presentare una delibera di iniziativa popolare,
promuovi la delibera nche attraverso la petizione al Comune (scarica la petizione per il registro)
TESTO DELIBERA TIPO
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Nota: la presente bozza di delibera è idonea anche ad essere utilizzata per una proposta di delibera di iniziativa popolare, ma in tal caso è necessario consultare le specificità dei singoli statuti comunali per effettuare le modifiche formali che questi prevedono.
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COMUNE DI …………………………………
DELIBERA C. C. N. ….. DEL ………….
Oggetto: ISTITUZIONE DEL REGISTRO TELEMATICO DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTI SANITARI (TESTAMENTO BIOLOGICO)
Il Consiglio Comunale di …………………………………………
Premesso che
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Per testamento biologico si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. E’ conosciuto anche come “Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari”. La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari stessi.
-
Il testamento biologico (con la denominazione di “Living will”) è stato introdotto per legge negli Stati Uniti nel 1991. Una delle principali affermazioni della legge americana è quella relativa alla idratazione ed alla alimentazione artificiali, che sono considerate a tutti gli effetti come terapie ed in quanto tali possono essere rifiutate attraverso il testamento biologico. Lo stesso principio è seguito nelle leggi esistenti negli altri paesi occidentali ed è stato costantemente ribadito nelle sentenze sull’argomento, oltre che nella valutazione dei più illustri scienziati che hanno studiato il tema delle scelte di fine vita. Da allora, la maggior parte dei paesi occidentali ha legiferato in materia. Dove non esiste ancora una legge specifica, vi è però una giurisprudenza costante che riconosce valore ai testamenti biologici. In Italia, l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Questa norma costituzionale configura per tutti i cittadini quello che i giuristi definiscono un “diritto perfetto”, che cioè non ha bisogno di leggi applicative per essere esercitato.Parimenti, l’art 13 della Costituzione afferma che “la libertà personale è inviolabile”, rafforzando il riconoscimento alla libertà ed indipendenza dell’individuo nelle scelte personali che lo riguardano. Tuttavia, il problema si pone – come dimostrato dalla drammatica vicenda di Eluana Englaro – nei casi in cui per diverse ragioni il malato perda la capacità di esprimere la propria volontà di rifiutare determinate terapie. Per questo motivo è necessario approvare una legge che stabilisca in modo chiaro le modalità di redazione e di registrazione del testamento biologico e di nomina del fiduciario, così che ciascuno possa dichiarare, ora per allora, la propria volontà circa le terapie da accettare o rifiutare in situazioni come quella descritta, vincolando i medici ad attenersi alla volontà così espressa.
Considerato che:
- la carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all’integrità della persona ( titolo 1, Dignità, art 3 Diritto all’integrità personale);
- la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo Italiano ai sensi della Legge n° 145 28 marzo 2001, sancisce all’art. 9 che “ i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione”;
Preso atto che:
il nuovo codice di Deontologia medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri, dopo aver precisato all’art. 16 che “ il medico deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato…”, all’art 35 sancisce che “ il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l’acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente… In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti …curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona.” Inoltre all’art 38 si afferma che “ il medico deve attenersi,… alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi…Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato.”
Valutato altresì che:
il Comitato Nazionale di Bioetica, si è espresso in data 18 dicembre 2003, precisando che “ … appare non più rinviabile una approfondita riflessione, non solo bioetica, ma anche biogiuridica, sulle dichiarazioni anticipate… che dia piena e coerente attuazione allo spirito della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina…”. Inoltre il CNB specifica che “ le direttive anticipate potranno essere scritte su un foglio firmato dall’interessato, e i medici dovranno non solo tenerne conto, ma dovranno anche giustificare per iscritto le azioni che violeranno tale volontà”.
Considerato che:
la Magistratura si è più volte espressa in questo senso, esaminando in particolare i casi Welby, Nuvoli ed Englaro, in assenza di una normativa nazionale in materia.
Preso atto che:
secondo l’Eurispes il 74,7 degli italiani esprime parere favorevole all’introduzione del testamento etico.
Considerato che
in questo scenario, l’Ente Comune è nella possibilità giuridica ed amministrativa di farsi promotore di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario.
Tutto ciò premesso,
Il CONSIGLIO COMUNALE impegna la GIUNTA COMUNALE :
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a predisporre un modulo che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica, nel quale ogni cittadino interessato possa esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione;
-
ad istituire un registro telematico che raccolga le dichiarazioni e a definirne il regolamento d’accesso;
-
a trasmettere periodicamente le dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati per legge alla pubblicizzazione, nelle more della entrata in vigore di una normativa nazionale che regolamenti la materia, in particolare:
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Al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,affinché la dichiarazione venga inserita nella tessera sanitaria personale del dichiarante.
-
All’ ARSAN e all’Assessorato Regionale alla Sanità della Regione, affinché provveda ad istituire un registro provvisorio regionale, nelle more dell’entrata in vigore di una legislazione nazionale in materia.
-
Alla ASL competente per territorio, affinché anch’essa istituisca un registro provvisorio , nelle more dell’entrata in vigore delle leggi regionali e nazionali che regoleranno la materia.
-
Al medico di famiglia della persona che ha sottoscritto la Dichiarazione anticipata di volontà, affinché ne tenga debito conto in ogni momento del percorso medico-assistenziale della persona che ha espresso la volontà.
Si delega il Segretario Comunale a trasmettere la Delibera al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, al Comitato Nazionale di Bioetica, alla Regione, alla Provincia, all’ASL competente per territorio.
La Delibera è dichiarata immediatamente esecutiva.
Il registro dei testamenti biologici nel tuo Comune – scopri come ottenerlo. | Associazione Luca Coscioni.
Pubblicato: 31 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bioetica e Biopolitica, Salute e Malattia, Testamento biologico, Vita/Morte |
Dopo un percorso condiviso si è arrivati a confermare un’opportunità che attesta i principi fondamentali della Costituzione
Novellara (RE), 12 giugno 2010 – Dopo numerose ed approfondite commissioni consiliari congiunte (Welfare con Affari Istituzionali) è passata al vaglio del Consiglio Comunale l’istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (D.A.T.), il documento per esprimere anticipatamente la volontà circa i trattamenti medico-sanitari ai quali si desidera o non si desidera essere sottoposti nel caso in cui, per un infortunio o l’evoluzione di una patologia invalidante, non si fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato all’atto medico
Era stato il gruppo di maggioranza ad avviare questo percorso di conoscenza e sensibilizzazione, attraverso una mozione che potesse indirizzare il Consiglio ad offrire ai cittadini di Novellara, e non solo, la libertà ed il diritto all’autodeterminazione personale, alla luce di un quadro normativo ancora poco chiaro.
Sono stati quindi convocati una serie di medici e legali esperti: il dott. Fiorenzo Orlandini (Hospice Guastalla), la dottoressa Angela Mazzocchi (coordinatrice provinciale del servizio di nutrizione artificiale), l’avvocato Maria Grazia Scachetti, ed ha avuto modo di presentare anche la sua posizione il dott. Sergio Leoni, invitato da parte del PdL.
E’ stato proprio il partito della Fantinati a distanziarsi infine dalla tematica esprimendo parere contrario dal punto di vista etico, mentre Lega Nord oltre ad avere approvato il registro ha espresso un plauso ai Presidenti delle Commissioni ed all’assessore Roberto Gelosini per il lavoro condotto nelle commissioni, invitando a dare massima comunicazione dell’importante risultato.
Modulistica e glossario guideranno gli interessati nel comprendere questo servizio istituito dal Consiglio. Si ritiene comunque fondamentale la necessità da parte di ciascun interessato di rivolgersi e richiedere le informazione medico-scientifiche necessarie alla comprensione delle terminologie utilizzate nel modello di DAT.
La DAT non è vincolante ma è previsto che sia presa in assoluta considerazione dai medici che hanno in cura il dichiarante.
Ecco alcune informazioni necessarie sul Regolamento:
Chi può compilare una DAT: soltanto persone maggiori di diciotto anni di Novellara e comunque tutti coloro che hanno interesse a presentarla
Dove rivolgersi: il registro sarà gestito dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Come procedere alla registrazione: le DAT sono redatte in forma scritta e si consiglia la sottoscrizione da parte dell’interessato, da parte dei fiduciari, se nominati, in segno di accettazione e del medico di famiglia per conoscenza.
Le DAT devono essere consegnate in busta chiusa e la busta dovrà contenere altre alla DAT una copia fotostatica dei documenti di identità dei sottoscrittori. Dalla prossima settimana sul sito del Comune alla voce procedimenti e modulistica saranno visibili modulistica ed altro materiale informativo.
Quanto costa: l’iscrizione al registro comporta un rimborso spese di 20 euro.
Modifiche e revoche: il dichiarante in qualsiasi momento può revocare o modificare la DAT, anche se resa in forma orale ed avrà effetto immediato per sé e per i medici.
Durata: la DAT è valida cinque anni. Alla data di scadenza, in assenza di rinnovo, infatti la DAT verrà cancellata.
Il Comune di Novellara (RE) approva il testamento biologico | Nelle tue mani.
Pubblicato: 30 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Geopolitica e Politica internazionale, islamismo |
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Arrivato a Roma con il solito imbarazzante codazzo di «amazzoni», tende e cavalli, che in confronto un circo di terz’ordine apparirebbe sobrio, l’ineffabile colonnello ha pensato bene di esternare la sua filosofia religiosa. Così, di fronte a un inclito pubblico di più o meno avvenenti hostess convocate all’uopo, ha invitato l’Europa «a convertirsi all’Islam», portando a casa, almeno a quel che si dice, la conversione di tre ragazze, come acconto. Il monito, già discutibile di per sé (andiamo, colonnello, delle signore appena conosciute le si invita a un giro di danza, a cena, a far due chiacchiere, non alla conversione… figuriamoci poi i continenti), risulta essere un’autentica cafonata fatto in quella Roma che oltre a essere la capitale d’Italia è, anche, la sede del papato da una cosetta da nulla come duemila anni. Pur in un’epoca in cui al multiculturalismo è doveroso sacrificare persino il buongusto e l’eleganza, la visita dell’ospite libico è sempre più (pre)destinata a essere il trionfo del Kitsch.
C’è qualcosa di francamente sconcertante nel vedere come un premier e un governo che hanno sempre fatto della difesa delle radici cristiane dell’Europa, dell’atlantismo e dell’occidentalismo uno dei tratti più caratterizzanti della propria filosofia politica, un vero e proprio tratto di autoidentificazione, possano poi trovarsi in una situazione così imbarazzante. Si dirà che occorre trattare con i vicini che si hanno e cercare di mantenere buone relazioni con chiunque. Corretta osservazione. Allo stesso modo si potrà ricordare che va a merito del governo Berlusconi aver chiuso l’infinito contenzioso con la Libia, tra l’altro in modo tutto sommato vantaggioso per noi, impresa che non era riuscita né al furbissimo Andreotti né al sornione Prodi: incontestabile. Si affermerà, infine, che il Trattato di Bengasi ha consentito di trasformare la Libia in un partner per la lotta all’immigrazione clandestina: vero, pur con qualche imbarazzo sulle modalità con cui le autorità libiche si prestano alla bisogna.
Ma l’interesse nazionale non giustifica, e soprattutto non richiede, di rendersi disponibili a ospitare grottesche pagliacciate.
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Vittorio Parsi L’alleato imbarazzante – LASTAMPA.it.
ANCHE ieri c’era il picchetto in alta uniforme ai piedi della scaletta dalla quale sono scese due amazzoni nerborute e in mezzo a loro, come nell’avanspettacolo, l’omino tozzo e inadeguato, la caricatura del feroce Saladino. Scortato appunto da massaie rurali nel ruolo di mammifere in assetto di guerra. E va bene che alla fine ci si abitua a tutto, anche alla pagliacciata islamico-beduina che Gheddafi mette in scena ogni volta che viene a Roma, ma ancora ci umilia e davvero ci fa soffrire vedere quel reparto d’onore e sentire quelle fanfare patriottiche e osservare il nostro povero ministro degli Esteri ridotto al ruolo del servo di scena che si aggira tra le quinte, pronto ad aggiustare i pennacchi ai cavalli berberi o a slacciare un bottone alle pettorute o a dare l’ultimo tocco di brillantina al primo attore.
…
Nessun’altra diplomazia occidentale tollera e incoraggia gli eccessi pittoreschi di un dittatorello e degrada la propria capitale a circo. Ci dispiace - e lo diciamo sinceramente – anche per il presidente del Consiglio, la cui maschera italiana si sovrappone ormai a quella libica, indistinguibili nel pittoresco, nell’eccesso, nella vanità, nel vagheggiare l’epica dell’immortalità, nel farsi soggiogare dalle donne che pensano di dominare.
Di nuovo ieri Gheddafi si è esibito davanti a 500 ragazze, reclutate da un’agenzia di hostess, che hanno ascoltato i suoi gorgoglii gutturali tradotti da un interprete, le solite banalità sulla teologia e sulla libertà delle donne in Libia, il Corano regalato proprio come Berlusconi regala “L’amore vince sempre sull’odio”, quel libro agiografico e sepolcrale edito da Mondadori. È fuffa senza interesse anche per gli islamici ma è roba confezionata per andare in onda nella televisione di Tripoli. Il capotribù vuol far credere alla sua gente di avere sedotto, nientemeno, le donne italiane e di averle folgorate recitando il messaggio del profeta. Addirittura, con la regia dell’amico Berlusconi, tre di queste donne ieri si sono subito convertite, a gloria della mascolinità petrolchimica libica: “Italiane, convertitevi. Venite a Tripoli e sposate i miei uomini”.
E di nuovo ci mortifica tutta questa organizzazione, il cerimoniale approntato dalla nostra diplomazia, con Gheddafi serio ed assorto che suggella la fulminea conversione di tre italiane libere e belle: un gesto di compunzione, gli occhi chiusi per un attimo, il capo piegato come un officiante sul calice. “L’Islam deve diventare la religione di tutta l’Europa” ha osato dire nella capitale del cattolicesimo, mentre l’Europa (con l’America) si mobilita per salvare la vita di una donna che rischia la lapidazione per avere fatto un figlio fuori dal matrimonio. Certo, l’Islam non è tutto fanatismo ma nello sguardo di Gheddafi c’è condensata la sua lunga vita di dittatore, di stratega del terrorismo, di tiranno che dal 1° settembre del 1969 opprime il suo popolo.
Ebbene, è a lui che oggi Berlusconi di nuovo bacerà la mano, come ha già fatto a Tripoli. Berlusconi, lasciandosi andare con i suoi amici fidati, ha più volte detto di invidiare Muammar perché comanda e non ha lacci, non combatte con il giornalismo del proprio paese, non ha bisogno di fare leggi ad personam ma gli basta un solo editto tribale, non ha né Fini né Napolitano, non ha neppure bisogno di pagare le donne… …
Il punto è che Berlusconi gli mette a disposizione tutto quello di cui ha bisogno l’eccentricità beduina perché con Gheddafi ha un patto antropologico. È una somiglianza tra capi che la storia conosce già, sono identità che finiscono con il confondersi: Trujllo e Franco, Pinochet e Videla, Ceausescu ed Enver Hoxha, Pol Pot e Kim il Sung… Non è l’ideologia a renderli somiglianti ma l’idea del potere, quello stesso che oggi lega Berlusconi e Gheddafi, Berlusconi e Chavez, Berlusconi e Putin. Ecco cosa offende e degrada l’Italia: l’Asse internazionale della Satrapia.
Francesco Merlo, in La Repubblica
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Pubblicato: 27 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Culture politiche, Linguaggio |
Ascoltando questo documento audio sembra che il tempo politico della cosiddetta “seconda Repubblica” si sia fermato.
Gli stessi temi …
Le spesse persone …
Prova a sentire questi 11 minuti di ipnosi:
tratto da:
Diventa anche tu leghista con l’ipnosi: senza sforzo, in una sola seduta smetterai definitivamente di pensare
Allegato a Cuore n. 143 del 4 dicembre 1993
direttore Michele Serra
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Pubblicato: 27 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni |
Gentile Dottor ferrario,
mi spiace disturbarla nuovamente dopo pochi mesi.
Sono una studentessa dell’università …
Qualche mese fa le ho chiesto consigli e suggerimenti per la stesura del mio elaborato sull’Autorizzazione al funzionamento e l’Accreditamento nelle normative di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
I suoi consigli mi sono stati molto utili, ma ora mi trovo di fronte a un nuovo dubbio, e ho pensato di chiedere consiglio a lei, che si è già dimostrato così preparato e disponibile.
Il mio relatore mi ha detto di approfondire il confronto sulle tre normative parlando dei diversi tipi di governance presenti nelle tre Regioni. Non mi intendo molto di queste questioni, per cui mi chiedevo se saprebbe darmi qualche suggerimento bibliografico, qualche considerazione o qualche sito in cui poter trovare del materiale utile.
La ringrazio per la gentile attenzione
Cordiali saluti
RISPONDO
gentile (…)
mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo
il termine “governance” viene usato per nominare i processi di amministrazione e programmazione nelle società moderne europee nelle quali più soggetti pubblici e privati cooperano, ciascuno con obiettivi e scopi specifici, al funzionamento delle società.
in italia la questione si fa ancora più complicata perchè è suddivisa su tre livelli territoriali (stato, regioni, enti locali) e ancora su diversi livelli territoriali locali (comuni, asl, province, comuni associati)
questa premessa è per dirle dove potrebbe orientarsi la sua ricerca.
lei dovrebbe prendere alcune regioni (le regioni cui appaiono bene le differenze sono la Lombardia, la Toscana, la Puglia) e analizzare :
- come sono organizzate le asl ed i servizi sociali
come sono organizzati i servizi sociali
- come sono organizzati i comuni
- come sono regolati gli accreditamenti e più i generale i rapporti pubblico/privato
- ….
è un lavoro che richiede buona documentazione (e la migliore sono leggi, delibere, programmi e non certo le interpretazioni di studiosi, professori, ricercatori)
non ho il tempo di seguire il suo lavoro, tuttavia posso indirizzarla sui due mie scaffali del sito polser dove faccio monitoraggio delle politiche sociosanitarie:
se ha poco tempo può sfogliare la documentazione di queste pagine:
la saluto con cordialità e auguro buon futuro
paolo ferrario
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Pubblicato: 26 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Alzheimer, Como, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL |
In occasione della 17a GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER
I Donatori del Tempo saranno a disposizione presso la sede, a Como in Piazza Mazzini, 9
Sabato 18 Settembre 2010 dalle ore 15 alle 19
per dare informazioni e documentazioni
sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.AL. (Gruppo reciproco aiuto malattia di Alzheimer) e, contemporaneamente, presso il Centro Diurno Comunale, a Como, in Via Volta, 83. Saranno presenti, su appuntamento, per consulenze individuali di carattere legale e psicologico:
la dottoressa Anna Cardinali, avvocato e la dottoressa Luciana Quaia, psicologa
CENTRO DONATORI DEL TEMPO Onlus – Piazza Mazzini,9 – COMO
NEWSLETTER per la “17a GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER“
(Con preghiera di divulgazione, Grazie)
La “ GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER ” segna la ripresa delle attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO per i malati di Alzheimer ed i loro familiari, dopo la pausa estiva. Per dare la possibilita’ anche a chi lavora di accedere alla nostra sede per informazioni o di avere un appuntamento con le consulenti del C.D.T., abbiamo anticipato al Sabato 18.09.09 la ”nostra” Giornata Mondiale Alzheimer, (la data ufficiale è il: 21 Settembre ).
SABATO 18 Settembre ore 15/19 : la nostra Giornata Mondiale Alzheimer, come da programma.
E, subito dopo, la ripresa di tutte le nostre ormai “tradizionali” attivita’ :
Lunedì 4 Ottobre dalle 15.00 alle 17.00 = riprende il pomeriggio di animazione per i malati di Alzheimer e di incontro con i loro familiari, il nostro “ CAFFE’ DEL LUNEDI”, ospiti allo Yacht Club ( Circolo della Vela) a Como in Viale Puecher,8.
Mercoledì 6 Ottobre dalle 17 alle 19 = riprende il “ FILO DIRETTO” consulenza telefonica diretta con la nostra psicologa Dottoressa Luciana Quaia, per i familiari dei malati di Alzheimer, sempre il primo e terzo Mercoledì del mese: 031/27.02.31
Venerdi 8 Ottobre dalle 15.00 alle 17.00 = riprende il secondo pomeriggio di animazione, il nostro “VENERDI-INSIEME” a Como, in Via Volta, 83, presso il Centro Diurno Comunale, sede dell’Università Popolare.
Inoltre una proposta speciale dei Donatori del Tempo per i familiari di malati di Alzheimer:
Lunedi 11 Ottobre alle ore 18 (orario per i familiari che lavorano) presso lo Yacht Club organizziamo un importante incontro informativo sull’Amministratore di sostegno con il Dott.Francesco Sbarbaro dell’Ufficio per la promozione delle tutele e dell’Amministratore di sostegno della A.S.L. di Como.
Vi ricordiamo che la nostra sede di Piazza Mazzini,9 a Como è aperta al Martedì e Giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30, tel. e fax : 031/27.02.31, per informazioni, documentazioni, prestito ausilii e prestito libri dalla ns. vasta biblioteca specialistica, in particolare sulla malattia di Alzheimer.
- Una buona notizia per tutti: a grande richiesta abbiamo realizzato la ristampa del nostro mitico “Mnemosine”, esercizi per la memoria, manuale per i familiari – di Luciana Quaia – NodoLibri (la prima edizione e’ andata ormai da tempo esaurita) e uscirà in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer 2010.
- Vi ricordiamo che è ancora disponibile in sede il nostro libro: “Arteterapia e Alzheimer“ di Chiara Salza (la responsabile dei nostri Laboratori di Arteterapia) – NodoLibri
Vi ringraziamo per la collaborazione alla divulgazione di queste informazioni e con stima Vi salutiamo.
I Donatori del Tempo
Como, Settembre 2010
Pubblicato: 25 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ambiente, Ferrario Paolo, luoghi, Pant Dipak, Politica sociale, Saggi e Articoli | Tags: Ulan Bator |
da una EMail ricevuta oggi:
Egregio Professor Paolo Ferrario,
mi ricordo di Lei con piacere; ringrazio per il Suo interesse nei miei lavori.
Sto per raccontare una mia recente spedizione scientifica.
Sponsor economici della spedizione:
- Gessi SpA (Serravalle Sesia, Piemonte),
- GEA Spa (Brindisi, Puglia),
- MielePiù SpA (Salerno, Campania)
- Gelosmino SpA (Foggia, Puglia).
Ulaan Baatar (Ulan Bator), 25 Agosto 2010.
Eccomi qui nella capitale della Mongolia di nuovo, dopo un lungo e tortuoso itinerario di sopralluogo (field survey) tra le steppe, le alture ed il deserto, con due soste in due luoghi remoti per una ricognizione approfondita (habitat, community and household survey).
Questa spedizione scientifica è stata resa possibile grazie alla fiducia, all’amicizia ed alla generosità dei miei sostenitori italiani: gli esponenti di alcune imprese italiane che eccellono sia per la bravura nei loro affari sia per la loro illuminata responsabilità sociale e leadership culturale: Gessi SpA (Serravalle Sesia, Piemonte), GEA Spa (Brindisi, Puglia), MielePiù SpA (Salerno, Campania) e Gelosmino SpA (Foggia, Puglia).
Constato con piacevole sorpresa che tra le nuove generazioni degli imprenditori ed alti dirigenti d’impresa italiani, del nord e del sud, esistono anche quelli che potremmo chiamare illuminati e lungimiranti, che si interessano di scienza, cultura, umanità e pianeta e che si distinguono da coloro che sponsorizzano solo le squadre di sport, le barche per le regate, i rallies, gli spettacoli o le gare di grandi visibilità televisiva, le sfilate di moda, gli eventi mondani ed i concorsi di bellezza (la mercificazione dei giovani corpi femminili) o altre cose effimere. I miei sostenitori-imprenditori italiani hanno dato a me, un semplice professore che si occupa di economia sostenibile, tanto incoraggiamento e molti consigli pratici oltre a disporre di un finanziamento adeguato per tutto il ciclo del lavoro di ricerca in questa fase.
In questa spedizione scientifica: tre settimane di movimento in compagnia di 5 persone mongole (accademici e tecnici mongoli che riescono bene a comunicare in inglese parlato e scritto) ed un percorso di circa 3600 km. di cui circa 3000 km. di strade (si fa per dire ‘strade’) sterrate e di tracciati a malapena carrozzabili con due veicoli abbastanza robusti (una fuoristrada russa, la Uaz 69, ed una fuoristrada giapponese, la Toyota Land Cruiser) caricati di mappe, strumenti di ricerca ed osservazione, viveri, medicinali, pezzi di ricambio e ruote di scorta, attrezzature ed arnesi meccanici, tende, fornelli da campo ed altre cose di utilità logistica – attraverso le steppe relativamente umide (con fiumi, torrenti, laghi e laghetti) tra 1200 e 1800 metri sopra il livello del mare, poi le steppe verdi di altura a ridosso delle foreste di conifere tra 1800 e 3000 m.s.l.m. sulla catena dei monti Khangai, poi le steppe aride di pianura a ridosso del grande deserto (Gobi) tra 1000 e 1700 m.s.l.m. e, infine, le steppe aride di altura delle propaggini della grande catena dei monti Altai che partono dai confine Kazakhistan-Russia-Cina-Mongolia e che finiscono nel grande deserto mongolo (Gobi-Altai) tra 1700 e 2800 m.s.l.m.



Le comunità ed i loro ecosistemi osservati e studiati in questa missione sono tra i più remoti del mondo con un’economia primaria (agro-silvo-pastorale, nomade e transumante) di sussistenza oltre, naturalmente, ad essere tra i luoghi meno facilitati dal punto di vista delle infrastrutture e dei servizi.
Le grandi zone (AIMAG, equivalente alla ‘regione’ in Italia) transitate sono: Tov, Bulgan, Arkhangai, Ovorkhangai, Bayankhongor, Gobi-Altai e Arvakheer. I contatti ufficiali e le partnership istituzionali sono con i governi di due AIMAG: Arkhangai e Gobi-Altai.
I due contesti approfonditi in collaborazione con le amministrazioni locali di otto BAG (equivalente al ‘comune’ in Italia) che fanno parte di due SOUM (equivalente alla ‘provincia’ italiana) sono: il SOUM di Olziit nell’AIMAG (regione) di Arkhangai ed il SOUM di Darvi nell’AIMAG di Gobi-Altai.
Olziit (Arkhangai) fa parte di un territorio di steppe relativamente umide, poco distante dalla taiga (la foresta di conifere) del nord che poi prosegue verso il confine con la Siberia (Federazione Russa). Darvi (Gobi-Altai) ha invece un territorio di steppe aride di altura dove le propaggini della catena degli Altai incontrano il grande deserto dei Gobi nel sud-ovest della Mongolia (verso i confini con la Cina).
Prima di questa ricerca sul campo sono state effettuate ricerche bibliografiche preliminari ed è stata ottenuta una serie di informazioni geografiche, demografiche, sociali ed economiche. Una buona parte delle informazioni è già stata ottenuta in precedenza, durante i lavori del precedente progetto di sviluppo sostenibile in Mongolia e Cina (nella regione della Mongolia Interna), con il supporto dell’Unione Europea (“EU-TransMongolia Partnership for Sustainable Development of Tourism and Related Businesses”, 2008-2010). Il sottoscritto è stato l’ideatore ed il suo team (Unità di Studi Interdisciplinari per l’economia Sostenibile, LIUC) è il partner scientifico di quel progetto internazionale in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, con la Camera di Commercio & Industria della Slovenia, con l’amministrazione della regione autonoma della Mongolia Interna (Cina), con un’ONG della Mongolia (Rural Investment Support Centre) e con il governo mongolo.
Il focus della presente ricerca è la comprensione della situazione economica, sociale ed ambientale; la valutazione della vulnerabilità/resilienza delle comunità locali e della sostenibilità/insostenibilità del sistema economico attuale. Più nello specifico: la quantificazione dei fabbisogni formativi degli operatori economici locali per un’eventuale sviluppo sostenibile. E’ uno studio interdisciplinare all’incrocio tra l’ecologia umana e l’economia territoriale – contestualizzato in un progressivamente più ampio quadro delle dinamiche nazionali (Mongolia), regionali (l’Asia settentrionale-orientale), internazionali (la globalizzazione) e planetarie (i cambiamenti ambientali e le incertezze climatiche).
Lo scopo dello studio è di elaborare un progetto di sviluppo del capitale umano locale (capacity building) per il miglioramento della situazione di reddito, occupazione, cura/protezione degli eco-sistemi locali e degli assetti culturali. Nel concreto si tratterebbe di un progetto di formazione itinerante (la “scuola-carovana”) per servire i fabbisogni pratici dei pastori nomadi delle terre estreme (steppe ed altura). Il lavoro è stato fatto con massima cura con un metodo empirico rigoroso e senza particolari incidenti o problemi, grazie alla collaborazione seria ed amichevole degli esperti mongoli: il personale accademico della Mongolia State University of Agriculture (Ulan Bator) ed il personale tecnico della Rural Investment Support Centre (Ulan Bator), e grazie anche alla grande disponibilità da parte dei partners istituzionali: le amministrazioni dei due AIMAG (Arkhangai e Gobi-Altai) e dei due SOUM (Olziit e Darvi).
Sarebbe superfluo parlare delle difficoltà fisiche, mentali e materiali di un ricercatore straniero in contesti come questi (forse non sarebbe nemmeno immaginabile per uno che vive e opera nel contesto italiano ed europeo).
Adesso sono qui nella città capitale della Mongolia (Ulan Bator), moderatamente caotica, in una stanza comoda di albergo di livello medio-alto (ma la connessione internet non sempre funziona), a poco più di 100 metri dalla piazza principale del centro-città. Insieme con il partner principale (Rural Investment Support Centre, un’ONG tecnico-economica di Ulan Bator) sto per elaborare i risultati della ricerca sul campo appena compiuta. In seguito prepareremo due documenti: la relazione finale dello studio sul campo (field survey report) e un progetto-proposta di sviluppo del capitale umano nei territori studiati per i prossimi anni, da sottoporre, per eventuali beneplaciti e finanziamenti, alle istituzioni nazionali mongole ed agli organismi internazionali (Unione Europea, ONU, World Bank, Asian Development Bank…) oppure ai generosi sponsors privati. Speruma! Sperem!!
Eravamo partiti dall’Italia io e mia figlia Sara (19 anni compiuti) alla fine di luglio, appena 5 giorni dopo il mio rientro dall’Africa occidentale dove ero impegnato insieme al mio collaboratore stretto (Dr. Mark Brusati) in una pianificazione di sviluppo di un nuovo ateneo (Makeni, Sierra Leone), durante quasi tutto il mese di luglio, subito dopo la conclusione del secondo semestre (febbraio-giugno) dell’anno accademico 2009-‘10. Mia figlia, una studentessa del primo anno di scienze biologiche presso l’University College London, attualmente in ferie estive, è stata con me in tutto questo giro delle terre estreme di Mongolia. Mi sembra che si sia “divertita” di questa avventura durissima insieme al suo babbo e che abbia anche imparato qualcosa di buono. Ha collaborato attivamente sia come una studentessa-osservatrice degli eco-sistemi (la biodiversità locale) di queste terre estreme, sia come la fotografa amatoriale della spedizione scientifica. Adesso sta per rientrare in Italia per passare le restanti due settimane di ferie estive con i suoi nonni piemontesi prima di riprendere gli studi a Londra nel mese di Settembre.
Io invece resterò qui ancora un paio di settimane per completare i lavori di stesura (relazione finale, nuovo progetto-proposta) e per partecipare alle varie riunioni ed incontri (e salamalecchi) ufficiali. Verso metà settembre andrò in Cina (Mongolia Interna e Beijing) per altri incontri ufficiali (e altri salamalecchi) nell’ambito del progetto EU-TransMongolia che sta per concludersi (entro fine 2010). Dalla Cina rientrerò in Italia, transitando dal Nepal per 3 o 4 giorni (per un fugace saluto alla mia mamma anziana, 84 anni, che vive a Kathmandu). Penso che sarò in Italia prima della fine di settembre siccome avrei bisogno di una settimana – tra riposo e preparazione – prima che si inizino le lezioni del primo semestre dell’anno accademico 2010-’11, nei primi giorni del mese del ottobre.
Ogni ricercatore serio sente il dovere di diffondere i risultati delle sue ricerche oltre ad esporre i suoi valori (nella mia etica: pro-Natura, pro-Umanità, pro-business), di condividere il metodo (nel mio lavoro: osservazione empirica, analisi critica, elaborazione degli scenari prospettici e formulazione di strategie sostenibili) e di sensibilizzare le menti dei giovani e meno giovani (nel mio caso: le tematiche della ‘prosperità sostenibile’ e del ‘wellness’). Perciò fare il professore presso un’università è il posizionamento operativo più appropriato per uno come me; e non penso che fare il professore sia una roba da rango professionale o da status sociale.
La mia passione principale rimane la ricerca sul campo e la pianificazione strategica per l’economia sostenibile, in particolare per le comunità marginali e remote e per le terre estreme, ma in generale per tutte le imprese, istituzioni ed organizzazioni che mirano alla sostenibilità.
Il mio campo di ricerca da (oramai) tanti anni sono le terre estreme (“Extreme Lands Program”). Però sono disponibile a servire anche le comunità, i territori, le istituzioni e le imprese delle terre meno estreme e più vicine ai miei affetti/amicizie (in Italia ed altrove).
Il mio vero essere è di un’aquila selvaggia e solitaria. Però sono disponibile anche a diventare (sporadicamente e temporaneamente) un compagno umano, tenero e conviviale, alle persone compassionevoli ed illuminate – like You.
A presto.
Cari saluti.
Professor Dipak R. Pant Ph.D.,
Direttore – Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economia Sostenibile (Head, Interdisciplinary Unit for Sustainable Economy)
Docente-titolare di Economia Sostenibile e di Sistemi Economici Comparati (Professor, Sustainable Economic Policy and Management and Comparative Economics)
Universita’ Carlo Cattaneo (LIUC)
Vedi anche:
da: Tracce e Sentieri
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Pubblicato: 25 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Culture politiche |
Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque punti” non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai “formalismi costituzionali”. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla “sovranità popolare” che finora lo ha votato.
La Costituzione in realtà dice: «La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro “formalismo”. Quanti italiani avranno saputo di queste parole? Fra quelli che le hanno apprese, quanti le avranno approvate, quanti le avranno criticate, a quanti non sono importate nulla, alle prese come sono con ben altri problemi? Forse una risposta verrà dalle prossime elezioni, se si faranno presto e comunque, come sostiene Umberto Bossi (con la Lega che spera di conseguire il primato nel Nord e, di conseguenza, il solo potere concreto che conta oggi in Italia). Ma più probabilmente non lo sapremo mai. La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove – almeno da Machiavelli in poi – la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione.
Uno dei temi trattati in queste settimane dagli opinionisti è che cosa ci si aspetta dal mondo cattolico, invitato da Gian Enrico Rusconi su La Stampa a fare autocritica. Su che cosa, in particolare? La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). Quale delle due metà deve fare “autocritica”: quella che ha scelto il Cavaliere, o quella che si è divisa fra il Centro e la Sinistra, piena di magoni sui temi “non negoziabili” sui quali la Chiesa insiste in questi anni? A proposito. Ivan Illich, famoso sacerdote, teologo e sociologo critico della modernità, distingueva fra la vie substantive (cioè quella che riassume il concetto di “vita” mettendo insieme, come è giusto, e come risponde all’etica cristiana, tutti i momenti di un’esistenza umana, dalla fase embrionale a quella della morte naturale) e ogni altro aspetto della vita personale o comunitaria, a cui un sistema sociale e politico deve provvedere.
Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta.
Beppe Del Colle
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Pubblicato: 24 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Cacciari Massimo |
ROMA – “Basta con le ammucchiate”. Massimo Cacciari ex sindaco democratico di Venezia è stufo di alleanze larghe, “da Vendola a Fini”, frutto di errori “dettati dalla voglia di far propaganda o da un’errata real politik”.
Chi fa propaganda? Il Pd?
“Chi parla, come fa Franceschini, di “alleanza costituzionale” sa che né Casini, né tantomeno Fini, ci starebbero mai. Per loro sarebbe un suicidio politico. Sono dichiarazioni provocatorie che non portano a nulla”.
E l’errore da “real politik”?
“L’unico motivo per un’ammucchiata sarebbe il Cln, una coalizione per liberarsi di Berlusconi: un errore imperdonabile. Così ricadiamo nel vecchio antiberlusconismo, un formidabile regalo per il Cavaliere. In una campagna elettorale bene contro male, Berlusconi è imbattibile”.
Allora cosa resta da fare?
“Mi sembra evidente che c’è un disegno di Bossi e Tremonti per prendere il posto di Berlusconi. Per questo vogliono andare a votare subito”.
Quindi?
“Se non si cade nell’errore di fare un’accozzaglia, al 90% Berlusconi le elezioni le perde. Vince alla Camera, grazie alla Lega, ma perde al Senato”.
Ne è certo?
“È molto probabile, ma solo se esiste un terzo polo forte, composto da Fini, Casini e Montezemolo. In questo modo il centrosinistra andrebbe da Di Pietro a Vendola e, per come è fatta la legge elettorale Berlusconi la maggioranza al Senato se la scorda”.
A quel punto?
“Si va da Napolitano che sarà costretto a prendere atto che l’unico in grado di guidare un governo è Tremonti. Questo se si va alle urne in tempi brevi. Se invece ci fosse un accordo tattico tra Berlusconi e Fini le strade per il Pd sono altre”.
Quali?
“Invece di aspettare che il governo collassi, al Pd converrebbe mettersi a fare politica e avvicinarsi a Casini”.
Nel Pd sono convinti che i voti dei centristi servano ora.
“Le ammucchiate non servono. Il Pd pensi a fare un bel neo-Ulivo e non ostacoli un centro forte”.
Ma questo “neo-Ulivo” ha possibilità di vincere?
“Non vincerà mai. Ormai il Pd è quella cosa lì, una cosa che sta con Vendola e con Di Pietro”.
Non le piace?
“Non è il soggetto che avevamo progettato. Non è quell’elemento di grande novità che serviva. È la riedizione dell’Ulivo in salsa dipietrista. È un partito che ha il suo radicamento territoriale sull’Appennino tosco-emiliano. Ma per governare dovrebbe trovare un’intesa con l’area di Montezemolo, di Fini e di Casini e non fare un unico cartello. Ma questo solo se avranno tempo. Altrimenti meglio che vadano separati”.
Al Nord i voti sono destinati a spartirseli Lega e Pdl?
“Se si va al voto al Nord la Lega è il primo partito. Il Pd ha perso contatti con la realtà sociale. Hanno ereditato la strutturale incompetenza nell’interpretare le trasformazioni sociali e questo è il risultato”.
Non dà nemmeno una chance al centrosinistra?
“Ma è necessario iniziare a fare autocritica. Cosa che al momento non vedo”.
Le primarie possono essere utili?
“Le primarie hanno rotto, soprattutto quelle teleguidate. Servirebbe una leadership che guardi al nord. Sono due anni che insisto su Chiamparino”.
E il terzo polo, invece? È quello l’elemento di novità?
“Potrebbe esserlo se ben articolato. Non penso a un partito, piuttosto a una coalizione di governo. Una presenza laica come quella di Fini è interessante per una maturazione culturale e politica. Il valore aggiunto, però, lo darebbe Montezemolo”.
L’era-Berlusconi sta finendo?
“Lui non ha più nulla da dire al Paese dal punto di vista strategico. Ma non credo che andrà via con le sue gambe. E questo lo sanno anche Tremonti e Bossi”.
La legge elettorale? Verrà modificata?
“Fa talmente comodo ai partiti che resterà così com’è”.
(24 agosto 2010)
“Con le accozzaglie si può solo perdere Silvio si batte con l’Ulivo e il terzo polo” – Repubblica.it.
Pubblicato: 24 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, comunione e liberazione, Culture politiche, Politica sociale |
….
è partita la sua trentesima edizione e non dà il minimo segnale di crisi il Meeting riminese di Comunione e Liberazione. Quest’anno il volume di affari della manifestazione dovrebbe ammontare a 8 milioni e 300mila euro. Quasi un milione di euro in più rispetto al bilancio di previsione dello scorso anno. Le controversie terrene della recessione economica non intaccano l’organizzazione del Meeting. Ma non è solo questione di fede o di equilibrio spirituale. Come ogni anno, anche stavolta, in soccorso di Comunione e Liberazione è arrivato il sostanzioso aiuto della grossa industria ex statale italiana: Telecom, Finmeccanica, Autostrade, Eni, Sisal.
E a tenere in piedi la convention ciellina c’è anche un discreto flusso di soldi pubblici proveniente da Comuni, Province, Regioni e Governo
….
Chi paga il Meeting? | Terra – Quotidiano di informazione pulita.
Pubblicato: 24 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Ferrario Paolo, Gruppi di mutuo aiuto, Lettere, Commenti, Conversazioni |
Esimio Dott.Paolo Ferrario
Sono (…), e le scrivo da (..) , purtroppo ad oggi ho un problema con la mamma di 77 anni, e mi permetto disturbarla per il fatto che ad oggi la via crucis dei famigliari non sanno più a quali Santi rivolgersi, i meandri della burocrazia sono mostruosi, e le informazioni avute si scoprono non veritiere, passandosi la palla delle responsabilità.
In breve: da Giugno di quest’anno dopo ricovero Ospedaliero al (…). ove per altro la Mamma risiede, viene dimessa dal Rep.Medicina, con incontro del Primario della medesima, dicendo che la Persona (Madre) è un soggetto a cui necessita la vigilanza 24ore gg, indicandoci di seguire le indicazioni dell’uff.Assistenza Sociale dell’ (…), e qui comincia tutto iter, ma ritengo siano cose che Lei già conosce, tutto deve essere sempre sulle spalle dei Famigliari, come è successo per mio Padre , che si ammalò a 50 anni e proseguì per 18 con l’Altzahimer, e,tutto sulle nostre spalle. Non mi dilungo , ora alla nostra Madre necessita una Visita Geriatrica per UVA da inoltrare per la richiesta di Invalidità, nella speranza di un aiuto, quale non so? abbiamo preso l’appuntamento per la Visita, sempre all’ (…) e dopo informazioni di rimpallo, ci è stato dato per l’Aprile del 2011, comè possibile?
Dimenticavo, dal 28 Giugno c.a. la congiunta frequenta un Diurno alla (…). con un pagamento di €. 1150,00 circa, tutto a nostro carico, la mamma percepisce una pensione di €. 670,00 circa, compresa la reversibilità.
Lei che ben conosce la materia, quali indicazioni può darci, per non venir sempre massacrati e rimpallati da un ufficio ad un altro?
Distintamente
RISPONDO
gentile (..)
mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo.
magari essere un docente di politica sociale aiutasse a cavarsela con il mondo dei servizi alla persona!
quando un bisogno ci assale paolo ferrario e luciana quaia sono come tutti gli altri
posso solo suggerirle di:
- prendere contatto con le associazioni alzheimer dei milano
- vedere se in qualche quartiere vicino esiste un gruppo di mutuo aiuto
- cercare una assistente familiare (le chiamano badanti, ma il termine giusto è l’altro) che dovrà pagare privatamemente fino a quando la visita di invalidità dia esito ad un assegno economico con cui potrete almeno un po’ ammortizzare il costo
purtroppo le risorse sono queste
oggi il sistema ospedaliero tende a scaricare altrove la parte assistenziale.
è uno dei risultati del tanto decantato “modello lombardo” che suddivide le competenze in un modo così raffinato che le famiglie devono arrabbattarsi a cercare in totale isolamento le risorse
ho molta fiducia nella professionalità dei servizi sociali. ma anche queste strutture fanno quello che possono
è un problema di risorse e loro organizzazione
ma è anche un problema di cittadinanza
come lei sa oggi la politica fa competizione facendo a gara su chi abbasserà di più le tasse
ma i servizi alla persona, per esser diritti, devono essere pagati fiscalmente
e così, quando i cittadini e le famiglie si trovano in casa il problema hanno servizi di bassa quantità e qualità
così è del tutto evidente che la riduzione delle tasse si riverserà in un fortissimo ed ulteriore decadimento dei servizi
mi rendo conto che le mie informazioni sono ben misere di fronte ai vostri carichi assistenziali
ma è la sola informazione che , oggettivamente, posso elaborare
saluti cordiali e solidali
paolo ferrario
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9.092748
Pubblicato: 24 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Filosofia politica, Politica culturale |
venerdì 3 settembre.ore 17.30.piazza Matteotti, 1 – gratuito
APERTURA
Massimo Caleo, Sindaco di Sarzana
Giulia Cogoli, Direzione e Progetto del Festival
Matteo Melley, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia
EVENTO N.1
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE17.45. piazza Matteotti 1 – gratuito
Salvatore Settis – Paesaggio come bene comune, bellezza e potere>> APRI
EVENTO N.2
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE19.00. Chiostro San Francesco 3 – euro 3.50
Achille Bonito Oliva – I portatori del tempo>> APRI
EVENTO N.3
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE19.00. sala canale lunense11 – euro 3.50
Stefano Bolognini – Alla scoperta della mente: l’eredità di Freud>> APRI
EVENTO N.4
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE19.30. spalti Fortezza Firmafede10 – euro 3.50
Alessandro Barbero – Pensare l’Italia. Cavour>> APRI
EVENTO N.5
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE21.15. piazza d’armi Fortezza Firmafede 2 – euro 7.00
Licia Maglietta, Nicoletta Maragno – La grande occasione (da Alan Bennett)>> APRI
EVENTO N.6
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE21.30. teatro degli Impavidi 5 – euro 7.00
Antonio Ballista – “… e lasciatemi divertire! ” Solo piano?>> APRI
EVENTO N.7
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE23.15. spalti Fortezza Firmafede10 – euro 3.50
Edoardo Boncinelli – La mente e il corpo. Le tre età: la formazione>> APRI
EVENTO N.8
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE10.00. sala delle capriate Fortezza Firmafede 4 – euro 7.00
Ludovica Lumer – approfonditaMente La bella e la bestia: l’identità tra arte e scienza>> APRI
EVENTO N.9
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE10.00. teatro degli Impavidi 5 – euro 7.00
Laura Bosio – approfonditaMente La ricerca dell’impossibile>> APRI
EVENTO N.10
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE11.30. Chiostro San Francesco 3 – euro 3.50
Enrique Vila-Matas, Andrea Bajani - Da Gutenberg a Google>> APRI
EVENTO N.11
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE11.30. sala canale lunense11 – euro 3.50
Paolo Rumiz – Il racconto che nasce dal cammino>> APRI
EVENTO N.12
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE14.45. cinema Moderno 9 – euro 7.00
Roberto Escobar, Paolo Legrenzi – approfonditaMente Perché crediamo alle storie?>> APRI
EVENTO N.13
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE15.00. sala canale lunense11 – euro 3.50
Maurizio Ferraris – L’anima e l’iPad>> APRI
EVENTO N.14
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE15.30. teatro degli Impavidi 5 – euro 3.50
Giulio Guidorizzi – Alle origini della ragione: il mito e la follia>> APRI
EVENTO N.15
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE17.00. sala delle capriate Fortezza Firmafede 4 – euro 3.50
Gianvito Martino – Uso e manutenzione del cervello. Staminali e non solo>> APRI
EVENTO N.16
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE17.30. piazza Cesare Battisti12 – euro 3.50
Francesco Tullio Altan, Sergio Staino – Uno nasce e poi muore. Il resto sono chiacchiere>> APRI
EVENTO N.17
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE17.30. Chiostro San Francesco 3 – euro 3.50
John Banville, Ranieri Polese – The Angel of Beauty>> APRI
EVENTO N.18
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE19.00. piazza Matteotti 1 – euro 3.50
Luigi Zoja – Alla scoperta della mente: Jung, l’attualità dell’individuazione>> APRI
EVENTO N.19
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE19.00. teatro degli Impavidi 5 – euro 3.50
Georges Didi-Huberman – I mostri dell’immaginazione>> APRI
EVENTO N.20
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE19.30. spalti Fortezza Firmafede10 – euro 3.50
Alessandro Barbero – Pensare l’Italia. Vittorio Emanuele II>> APRI
EVENTO N.21
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE21.00. piazza d’armi Fortezza Firmafede 2 – euro 7.00
Vincenzo Cerami – Una vita di parole>> APRI
EVENTO N.22
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE21.15. piazza Matteotti 1 – euro 3.50
Ilvo Diamanti – Sicuri di essere insicuri. E viceversa>> APRI
EVENTO N.23
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE23.15. spalti Fortezza Firmafede10 – euro 3.50
Edoardo Boncinelli – La mente e il corpo. Le tre età: la maturità>> APRI
EVENTO N.24
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE10.00. sala delle capriate Fortezza Firmafede 4 – euro 7.00
Alessandro Robecchi – approfonditaMente Satira, l’opinione che ride>> APRI
EVENTO N.25
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE10.00. cinema Moderno 9 – euro 7.00
Giuseppe O. Longo – approfonditaMente Mente e tecnologia: da Frankenstein all’intelligenza planetaria>> APRI
EVENTO N.26
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE10.00. Chiostro San Francesco 3 – euro 3.50
Lella Ravasi Bellocchio – Identità femminile e materna, mondi opposti?>> APRI
EVENTO N.27
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE11.30. sala canale lunense11 – euro 3.50
Paolo Legrenzi – Creatività e stupidità>> APRI
EVENTO N.28
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE11.45. teatro degli Impavidi 5 – euro 3.50
Gianni Celati, Nunzia Palmieri – A proposito dell’attore Vecchiatto>> APRI
EVENTO N.29
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE15.00. sala delle capriate Fortezza Firmafede 4 – euro 7.00
Luca Scarlini – approfonditaMente Pagine fatali: i libri che fanno la storia>> APRI
EVENTO N.30
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE15.00. teatro degli Impavidi 5 – euro 3.50
Alberto Nocentini – L’etimologia come enciclopedia della mente>> APRI
EVENTO N.31
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE16.30. Chiostro San Francesco 3 – euro 3.50
Javier Cercas, Aldo Cazzullo – Fra letteratura e realtà>> APRI
EVENTO N.32
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE17.00. sala canale lunense11 – euro 3.50
Massimo Recalcati – Alla scoperta della mente: Lacan e l’enigma del desiderio>> APRI
EVENTO N.33
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE19.00. Chiostro San Francesco 3 – euro 3.50
Valerio Magrelli – Poesia e cronaca: le parole della tribù>> APRI
EVENTO N.34
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE19.30. spalti Fortezza Firmafede10 – euro 3.50
Alessandro Barbero – Pensare l’Italia. Garibaldi>> APRI
EVENTO N.35
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE21.00. piazza d’armi Fortezza Firmafede 2 – euro 7.00
Avion Travel – MusicalMente>> APRI
EVENTO N.36
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE21.15. piazza Matteotti 1 – euro 3.50
Salvatore Natoli – Liberi nell’agire, capaci di fare>> APRI
EVENTO N.37
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE23.15. spalti Fortezza Firmafede10 – euro 3.50
Edoardo Boncinelli – La mente e il corpo. Le tre età: l’invecchiamento (opzionale)>> APRI

Calendario per bambini e ragazzi
Durante tutti i laboratori i genitori possono lasciare i bambini di tutte le età soli. Si prega di accompagnare i bambini almeno 10 minuti prima dell’inizio del laboratorio per l’accredito, è consigliabile fornire il numero di cellulare per la reperibilità. Durante gli spettacoli (n. 38, 52) per i bambini sino agli 8 anni è richiesta la presenza di un adulto (deve acquistare il biglietto), oltre gli 8 anni i bambini possono essere lasciati soli facendo l’accredito almeno 10 minuti prima dell’inizio, è consigliabile fornire il numero di cellulare per la reperibilità.
Per l’incontro serale n. 39 è richiesta la presenza di un adulto per i bambini di tutte le età, l’adulto non paga il biglietto.
EVENTO N.38
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE 18.00. cinema Moderno 9 - euro 3.50
Gek Tessaro - Acquatica. spettacolo per tutti – dai 4 anni – 60 minuti >> APRI
EVENTO N.39
VENERDÌ 3 SETTEMBRE.ORE 21.00. Fortezza di Sarzanello - euro 3.50
Ettore Perozzi - Occhio al telescopio. da 11 anni, accompagnati – 90 minuti – 30 partecipanti >> APRI
EVENTO N.40
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 9.30. fossato Fortezza Firmafede 7 - euro 3.50
Cristina Gabetti - Tondo come il mondo: caccia al tesoro nascosto . dai 9 anni – 120 minuti – 35 partecipanti >> APRI
EVENTO N.41
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 09.30_10.45_11.45. piazza Capolicchio 6 - euro 6.00
Noemi Bermani - Toccare suoni. Costruire rumori. laboratorio 4 – 6 anni – 60 minuti – 20 partecipanti >> APRI
EVENTO N.42
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 10.00_11.15. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Francesco Tullio Altan - Nel fantastico mondo di Pimpa. laboratorio 4-8 anni – 60 minuti 25 – partecipanti >> APRI
EVENTO N.43
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 10.00_11.30. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Ettore Perozzi - Il cielo in una stanza. laboratorio 6 -11 anni – 60 minuti – 20 partecipanti >> APRI
EVENTO N.44
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 11.30_15.00. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Giacomo Cappetta - Animali estremi. laboratorio 7-11 anni 60 – minuti 25 – partecipanti >> APRI
EVENTO N.45
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 16.15_17.30. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Giacomo Cappetta - Super animali. laboratorio 4-6 anni – 60 minuti – 20 partecipanti >> APRI
EVENTO N.46
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 15.00_17.00. piazza Capolicchio 6 - euro 3.50
Carlo Carzan, Sonia Scalco - I giochi della valigia della Fantastica. laboratorio 7-12 anni – 90 minuti – 35 partecipanti >> APRI
EVENTO N.47
SABATO 4 SETTEMBRE.ORE 15.30_17.00. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Carlo Alberto Cavazzoni - Il Castello degli Scacchi. laboratorio 5-8 anni – 60 minuti – 20 partecipanti >> APRI
EVENTO N.48
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE 09.30_10.45_11.45. piazza Capolicchio 6 - euro 3.50
Giorgio Häusermann - La scatola di Einstein. laboratorio 4-6 anni – 60 minuti – 25 partecipanti >> APRI
EVENTO N.49
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE 10.00_11.30_15.00_16.30. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Life Learning Center - Sherlock Holmes tra i geni . laboratorio 11-14 anni – 75 minuti – 25 partecipanti >> APRI
EVENTO N.50
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE 10.00_11.30_15.00_16.30. sala ragazzi Fortezza Firmafede 8 - euro 3.50
Life Learning Center - Acqua in brocca, una goccia d’acqua piena di vita. laboratorio 6-10 anni – 75 minuti – 20 partecipanti >> APRI
EVENTO N.51
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE 15.00_16.30. piazza Capolicchio 6 - euro 3.50
Dino Ticli - Che cosa si sono lasciati dietro i dinosauri …. laboratorio 9 – 12 anni – 60 minuti – 25 partecipanti >> APRI
EVENTO N.52
DOMENICA 5 SETTEMBRE.ORE 18.30. teatro degli Impavidi 5 - euro 3.50
Giorgio Scaramuzzino - Ma che bella differenza!. spettacolo – per tutti dai 9 anni – 60 minuti >> APRI
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Pubblicato: 23 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: islamismo |
“Non vi è separazione fra luoghi di culto e organizzazione politica e sociale, di Ugo Volli
Per un liberale come io mi considero,
- tutti gli uomini sono uguali, tutti hanno diritto alle loro idee, alla loro fede, alla loro espressione, al loro culto. Ma tutte le libertà hanno limiti, in particolare nelle libertà altrui.
- Tutti hanno diritto di parlare, ma ognuno ha diritto di non sentire e non dev’essere forzato a farlo; le imprese hanno diritto di fare pubblicità, ma i cittadini hanno diritto a che il loro cimitero o la loro casa siano quieti abbastanza per permetter loro di ricordare i loro cari o di vivere la loro vita. In particolare la sicurezza individuale e collettiva e la dignità personale costituiscono un limite per le libertà di manifestazione delle opinioni, di associazione, e anche di culto.
- Tutti possono dire quel che vogliono, ma nessuno può incitare ad ammazzare qualcun altro o a umiliarlo;
- tutti possono associarsi, ma non per agevolare il terrorismo;
- tutti possono pregare ciò che vogliono, ma non possono farlo proprio comunque vogliano, non per esempio trasformando i luoghi di culto in centri di selezione, di addestramento e di finanziamento per l’omicidio. I partiti politici sono tutti liberi, ma non quelli che esercitano la violenza, la fiancheggiano o ne predicano il valore. Le religione sono libere, se non opprimono i loro fedeli.
Questo è un punto importante e spesso poco compreso.
- Non vi è un diritto delle entità collettive (religioni, gruppi di origine nazionale, famiglie – salvo i minori – ecc.) di imporre costumi (più o meno tradizionali) a chi vi appartiene, né un diritto di imporre l’appartenenza. I diritti appartengono in primo luogo alle persone e sono delegabili ai gruppi, ma la delega è revocabile.
- Non vi è simmetria fra la volontà di una figlia di vivere la vita come crede e quella della famiglia o della comunità che vuole impedirglielo con la forza. La prima è l’esercizio di un diritto, la seconda una prepotenza criminale. Un gruppo che volesse imporre con la forza ai propri membri il burka, la barba, la castità prematrimoniale, – o se per quello anche la kashrut – violerebbe la sua libertà e andrebbe represso, con tanta maggior durezza quanto più è sistematica la violazione. Dato che molti di questi gruppi sono informali, la loro responsabilità non ha bisogno di essere dimostrata formalmente – deve valere un principio di precauzione a favore dell’individuo, fino perfino alla proibizione del possibile comportamento imposto. Se nessuno volesse imporre il burka e fosse davvero una libera scelta, non ci sarebbe ragione per proibirlo, salvo che nelle circostanze in cui bisogna poter identificare le persone con sicurezza. Ma dato che di fatto si cerca di imporlo sistematicamente e con la forza, è giusto proibirlo.
Queste nozioni sono ovvie in una democrazia moderna, ma vanno richiamate rispetto al grande dibattito in corso, anche se sottaciuto dai grandi media, sulla cosiddetta islamofobia. L’Islam è certamente una realtà multiforme e complessa, come sostengono spesso i suoi difensori. Non è una religione gerarchica con un centro unico, è divisa in filoni e sistemi di fede assai diversi. Continua però a valere per esso un cospicuo confine fra interno e esterno, che lo definisce in maniera sufficientemente precisa come entità storico-sociale.
E’ evidente che in seno al mondo islamico e in nome di esso (non importa se abusivamente o meno) sono sorti dei movimenti che praticano la guerriglia, il terrorismo, la discriminazione religiosa e razziale, la repressione violenta e sanguinosa dei dissensi teorici ma anche dei costumi diversi da quelli approvati, come l’omosessualità o il sesso fuori dal matrimonio. Milioni di singoli islamici non ne portano alcuna responsabilità e hanno pieno diritto di non essere giudicati per questi fatti; ma molti altri milioni (e a quanto mostrano i sondaggi la grande maggioranza) mostrano diversi gradi di simpatia, appoggio, sostegno, partecipazione attiva a queste forme di violenza. E’ ragionevole dunque che scatti il principio di precauzione a favore degli individui cui ho fatta accenno sopra.
Bisogna aggiungere qui un altro argomento importante. La religione come pura organizzazione del culto cui ci siamo riferiti finora è in realtà un’idealizzazione. Le religioni tradizionali hanno avuto pretese ben più vaste su tutti i lati dell’esistenza e si sono poste come anche come agenzie politiche. Così è stato per esempio nell’Ebraismo del Secondo Tempio e spesso anche dei ghetti, così del Cristianesimo fino a tempi molto recenti e su certe cose e in certi luoghi ancora oggi, così è stato di un Islam che non ha conosciuto né l’esilio ebraico, né la Riforma cristiana, né il Rinascimento, l’Illuminismo, il Liberalismo e non ha affatto rinunciato alla propria pretesa di regolare tutto. Con l’aggravante chementre l’Ebraismo e il Cristianesimo hanno riconosciuto in epoche diverse delle loro storie la legittima pluralità delle nazioni e la distinzione fra ordine politico e religioso, questo non è mai avvenuto per l’Islam che considera pienamente legittima solo l’unità del suo popolo e un potere esclusivamente religioso. Nessuna legge di origine umana può modificare in alcunché per l’Islam quella divina, nè scostarsi da essa e dalla sua interpretazione tradizionale fissata mille anni fa, che entra dettagliatamente nel diritto di famiglia, nei comportamenti privati, nei rapporti interpersonali. Di conseguenza non vi è separazione fra luoghi di culto e luoghi di organizzazione politica e sociale. Le moschee sono entrambe queste cose e non potrebbero funzionare solo come spazi di preghiera.
Aggiungete infine una lunga storia di conquiste religiose realizzate con la spada e il rifiuto di considerare pari i non islamici anche sul piano dei diritti civili: tutte cose prescritte dalla legge religiosa e dunque non modificabili, come la teoria che non vi possa essere vera pace permanente fra musulmani e infedeli, o il permesso per i primi di praticare la dissimulazione politica ai danni dei secondi o di stracciare a convenienza i trattati con loro.
Vi sono dunque buoni motivi non certo per impedire ai singoli musulmani di pregare come credono (non vi è nessun bisogno di moschee per assolvere agli obblighi religiosi islamici), ma di essere diffidenti nei confronti dell’edificazione di centri politico-sociali oltre che religiosi, come sono le moschee, in cui facilmente si violerebbero quei diritti di sicurezza di cui ho parlato prima. L’esperienza italiana ha mostrato che in parecchie occasioni, a Milano Torino ecc. le moschee hanno funzionato spesso negli scorsi anni come organi di reclutamento, finanziamento e appoggio logistico per il terrorismo. Dato che qui agisce un principio di precauzione, spetta alle organizzazioni dimostrare di essere in grado di evitare i problemi di cui parliamo
Vi è infine un’ultima considerazione da fare. Nell’ambito religioso, è inutile dirlo, la dimensione simbolica è dominante. Le costruzioni religiose marcano il territorio e gli danno senso. Chiunque sia stato in Israele sa che tutte le vecchie chiese cristiane (incluso il Santo Sepolcro) e i tradizionali luoghi santi ebraici sono dominati da moschee islamiche, segno del potere esercitato dagli Ottomani, che lo stato ebraico ha deciso di non rimuovere. Ma è perfettamente legittimo non volere che nuovi segni vengano a marcare un predominio che potrà essere rivendicato anche dopo otto secoli (com’è stato il caso della Cattedrale “mezquita” di Cordoba, solo qualche mese fa – il che fa molto sospettare per il nome scelto dagli organizzatori per il nuovo centro islamico di New York, Centre Cordoba). Questa considerazione spiega la legittimità del referendum svizzero che ha proibito i nuovi minareti nel territorio della Confederazione (i cittadini hanno diritto di decidere collettivamente che tipo di grandi simboli voglio ammettere sulla sfera pubblica) e anche dell’opposizione all’edificazione di un centro islamico sovrastante Ground Zero. Il senso simbolico di questa costruzione avrebbe nella migliore delle ipotesi profondamente deformato il valore di un luogo che è stato teatro del più grande attentato islamico della storia. Se gli ebrei hanno potuto legittimamente (e con successo) opporsi all’erezione di un monastero di monache Clarisse ad Auschwitz (pur essendo evidente che non c’era nessun sospetto di complicità fra il loro culto e la responsabilità della Shoah, a maggior ragione non viola la libertà religiosa opporsi al gesto simbolico di costruire un centro islamico prospiciente il luogo di una strage immensa compiuta in nome dell’Islam.”
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Pubblicato: 20 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, destre, Linguaggio |
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Volgarità e sconcezze, in questi giorni, arrivano da tutte le parti e da persone che si credono élite, classe dirigente, leader e maestri nell’arte della politica. Nei confronti delle donne le scemenze ingiuriose si scatenano con particolare indecenza, specie da parte di ex partner, e non valgono certo di più dell’insulto che qualsiasi ubriaco può indirizzare a una signora che in quel momento gli passa accanto; anche fra le donne, peraltro, c’è chi non è da meno nella gara alla scurrilità.
Ci si può chiedere come mai e perché alcune elementari regole del vivere civile sembrano scomparse. Quegli insulti divenuti abituali e assurti a linguaggio della politica sono inaccettabili, ma non solo perché si esprimono con quelle parole grossolane che tutti gli adolescenti hanno adoperato e adoperano e che non sono certo un peccato mortale. La violenza di questa degenerazione dei normali rapporti civili non risiede in una rozza maleducazione, ma nella sostanziale mancanza di rispetto che la genera.
…
Non è uno scandalo che esistano queste volgarità; il grave è che esse non destino scandalo, che i loro autori non paghino dazio per il loro smercio di porcherie. È avvenuto qualcosa, nella nostra società, che ha mutato radicalmente quelle che ritenevamo regole pacificamente e definitivamente acquisite al vivere civile. Certe indecenze dovrebbero venire automaticamente sanzionate; se vengo invitato a casa di qualcuno e mi metto a sputare per terra, parrebbe logico che, quanto meno, non mi si inviti più e si cerchi di tenermi alla larga.
…
È avvenuta una radicale trasformazione che, distruggendo le vecchie classi — la classica borghesia, il classico proletariato — in un processo che per altri aspetti è stato liberatorio, ha distrutto sensibilità, valori, regole che ritenevamo componenti essenziali del patrimonio genetico della nostra società e del nostro Paese.
…
È questa trasformazione che ha sconvolto pure la politica, cogliendo di sorpresa chi credeva che certi valori e certe regole fossero alla base del nostro vivere politico e civile e si è trovato spiazzato in un agone in cui quei valori e quelle regole non contano più. In tutto ciò vi è anche un elemento pacchianamente comico, come nei vecchi film che facevano ridere mostrando personaggi che andavano a gambe all’aria, finendo magari in liquami poco appetitosi. Forse oggi solo un artista comico — ad esempio il Benigni di certi inesorabili e umanissimi sketch — può aiutarci, sbeffeggiando questa realtà e permetterci quindi di superarla.
La letteratura avrebbe bisogno di un Gadda, l’unico genio in grado di narrare questo formaggio verminoso, di ritrarre quei visi dei o delle turpiloquenti che spesso, nella smorfia dell’insulto, rischiano di rivalutare le vecchie teorie di Lombroso sulla fisiognomica
Così risponde Claudio Magris alla signora Santanchè che ha voluto intervenire qui sulla sua analisi:
Ringrazio la signora Santanchè per l’attenzione e per la sua lettera che conferma il mio articolo. (c. m.)
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Pubblicato: 19 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ambiente, Disabilità e Handicap, luoghi |
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Negli esempi che vedremo, non si è avuta attenzione solo verso l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma si è concepita l’accessibilità di piazze, strade e chiese come obiettivo di promozione e salvaguardia del patrimonio storico a favore di tutti, nella logica dell’utenza ampliata di cui abbiamo parlatopoco tempo fa.
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leggi l’intero articolo qui: Centri storici italiani, belli e accessibili | Muoversi Insieme.
Pubblicato: 18 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Famiglie, Servizi educativi, Servizi sociali |
Cremona, 17.08.2010
IL DIRETTORE GENERALE
in esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 14/106 del 9 luglio 2010
rende noto
che è indetta procedura per l’accreditamentodelle unità di offerta sociale Asilo nido, micronido, nido famiglia e Centro prima infanzia.
Unità di offerta | Azienda Sociale Cremona.
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Pubblicato: 18 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Ferrario Paolo, Saggi e Articoli |
Paolo Ferrario
Docente di Politiche sociali presso l’Università di Milano Bicocca

Articoli scritti dall’autore:
Articoli di Paolo Ferrario | Muoversi Insieme.
Pubblicato: 18 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: CoHousing, LIBRI NEWS |
Guida pratica alle nuove forme di vicinato e di vita in comune con allegato il documentario “Vivere in cohousing”.
Che cos’è il cohousing?
Una particolare forma di vicinato dove coppie e singoli, ognuno nel proprio appartamento, decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni come il mangiare, la gestione dei bambini, la cura del verde, ecc. Le esperienze raccolte in questo libro provengono da Paesi dove il fenomeno è ormai ben radicato e diffuso.
Stimolanti e vivide sono infine le testimonianze raccolte nel DVD allegato, girato in diversi cohousing in Belgio, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Germania. Un documentario inedito che fa conoscere le facce e le storie personali di chi da anni e con grande soddisfazione ha scelto il cohousing.
Leggi la recensione del libro
Autore: Matthieu Lietaert
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 192
Codice: EA018
Pubblicato: 16 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Diritto Costituzionale |
A proposito
N o t a
In una intervista apparsa sul quotidiano “Il Giornale” domenica 15 agosto, l’on. Maurizio Bianconi, vice – presidente del gruppo dei deputati del PDL, si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il Presidente Napolitano “sta tradendo la Costituzione”.
Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del Presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni.
Roma, 16 agosto 2010
Pubblicato: 14 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: islamismo |
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Detto questo, a me pare che questa moschea – edificata soprattutto in quel luogo e non altrove – sia un guanto di sfida, uno sfregio, e rappresenti il modo di saggiare il terreno, vedere fino a che punto ci si può spingere, un tentativo di ristabilire – per ora con altri mezzi – quell’imperialismo che ha caratterizzato l’islam sin dalla sua nascita e da quando Maometto se ne andò dalla Mecca per rifugiarsi alla Medina. Noi crediamo di dimostrarci generosi e democratici permettendolo, ma forse dovremmo cercare di vedere la cosa dalla loro prospettiva. Se a noi sembra di essere saggi e aperti, per loro forse siamo solo dei rammolliti, vittime della nostra stessa debolezza. La loro forza consiste nell’abiiità con cui sfruttano il nostro timore di apparire non democratici. Tuttavia, per dimostrare di essere democratici non serve ancora che arriviamo a suicidarci.
L’equivoco è pensare che l’islam sia una “religione come tutte le altre”, ignorando completamente la dimensione politica che la sostanzia e che non è affatto accessoria.
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l’intero articolo qui:
cadavrexquis: Una moschea a Ground Zero? Ma anche no:
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Pubblicato: 11 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Anziani, Cicalini Alessandra, DOCUMENTAZIONE E RICERCA, Fondazione Maderna |
Maderna, il “centro” amico degli anziani

Sarah Colombo ha ancora qualche scampolo di permesso per maternità, ma appena può sembra ben felice di tornare al suo lavoro al
Centro Maderna, la cooperativa sociale di
Stresa (in provincia di Verbania) che gestisce l’unico
centro di documentazione nazionale sul mondo degli
anziani. Del resto, la coordinatrice dell’area formazione ha cominciato la sua carriera professionale come animatrice della terza età, confluendo molto presto nella struttura. Delle
origini di questo luogo e delle attività che lo caratterizzano ha parlato con
Muoversi Insieme nell’
intervista che trovate nell’area apposita in basso a sinistra sull’homepage. Buona lettura!
Sarah Colombo e il “Centro” amico degli anziani | Muoversi Insieme.
Pubblicato: 9 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Animazione sociale |
Nell’ultimo numero

intervista
La famiglia dalla solitudine all’agorà
La ricerca auto/biografica può ispirare l’educazione con la famiglia
Intervista a Linden West a cura di Laura Formenti
studi
Educazione è scegliere da che parte stare
L’ineludibilità di cinque questioni morali in gioco nell’educare
Duccio Demetrio
prospettive
Il tempo della sussidiarietà perduta
Interrogativi su governo locale e innovazione sociale a Milano
Emanuele Polizzi, Tommaso Vitale
Inserto del mese
Animare la partecipazione delle nuove generazioni
C’è ancora spazio di partecipazione per i cittadini?
È possibile animare la partecipazione sociale e politica?
Alla scoperta del proprio compito nel mondo
Con quali linguaggi immaginare oggi la partecipazione?
A cura di Mario Pollo
strumenti
Il ruolo attivo della minoranza
Esercitarsi al lavoro di gruppo/3: l’influenza sulla maggioranza
Claudio G. Cortese, Pierluigi Garelli, Remigia Spagnolo
animazionescuola
L’insegnante inevitabilmente interculturale
Come cambia l’educare nella società del pluralismo
Aluisi Tosolini
bazar
discussione
Se i diritti femminili si fermano al di qua della soglia del privato
Barbara Mapelli
Il dialogo può difendere il diritto alla libertà
Alain Goussot
diari
Gli imputati «saponetta colorata»
Elena Buccoliero
libri
La fortuna di trovare un vero maestro
Daniele Callini
locande
I sapori della legalità nell’antico circolo socialista
Francesca Rispoli
Pubblicato: 9 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Anziani, Carta dei servizi, RSA |
Pubblicato: 8 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Cacciari Massimo |
Massimo Cacciari, dopo il voto pro o contro Caliendo e l’astensione di Fini Casini Rutelli, in Italia dobbiamo dare l’addio al bipolarismo come alcuni commentatori hanno sentenziato?
“Ma il bipolarismo in Italia non è mai nato. Lo si è visto subito. Lo si è visto quando Berlusconi per vincere nel ‘94 s’è dovuto appoggiare alla Lega, perdendo appena se ne è separato o, meglio, Bossi si è separato da lui. Lo si è visto dal percorso del post Pci. Che cosa hanno fatto gli eredi del Pci se non cercare per governare alleanze e unioni con qualche centro o con una certa sinistra, come dimostra l’esperienza, fallimentare, dell’Ulivo”.
Fallimenti tanti, certo. Comunque adesso siamo arrivati al Partito democratico, uno dei due poli… O no?
“Ho dato l’anima per costruire il partito democratico. Quindici anni. Ma ho di fronte agli occhi solo vecchi centri e vecchie sinistre. In politica occorre realismo e con realismo dobbiamo rassegnarci a constatare che l’esperimento proprio non funziona. Ho dato l’anima perché si costruisse qualcosa che si presentasse con una destinazione comune. Invece ho trovato soltanto quattro mura in comune che rischiano di saltar per aria. Prima del litigio devastante, che significherebbe l’annientamento elettorale, meglio separarsi, chi da una parte chi dall’altra”.
Ma così si torna davvero al passato, a una incomprensibile geografia di partiti e partitini.
“Ci siamo già, dopo l’esplosione del Pdl berlusconiano e con la crisi del Pd. Diciamo che viviamo una situazione di grande dinamismo e che il dinamismo è segno di vita. Ma la mia sensazione è che tutto questo gran movimento ci porti… verso il vecchio. Tuttavia, anche se il vettore sembra essere ancora il particolarismo, vi sono novità. Una è rappresentata da Fini, che davvero ha vissuto e sta vivendo una profonda trasformazione politica e che cerca di costruire una moderna destra europea. Mentre il mare è mosso, per il Pd sarebbe il momento di trarre qualche conclusione: che, ad esempio, esiste in Italia una forte tradizione socialista e socialdemocratica che potrebbe tranquillamente allearsi con espressioni di cultura cattolica e liberale, mentre è assurdo illudersi di trovare una sintesi tra storie tanto diverse. Sarebbe rovinoso stare a dilaniarsi sulla candidatura di Vendola o di qualcun altro, impegnarsi in primarie, per dire come siamo stati bravi a organizzare le primarie, come se le primarie bastassero a sanare i dissidi. Ciascuno vada per la sua strada e peschi voti dove può e dove sa, lasciando alla componente cattolica il compito di cercare al centro, come è in grado benissimo di fare, soprattutto approfittando di questo momento di dinamismo, si diceva, di turbolenza, di rotture. Così è. Punto. È evidente. Bene, bene, bene: prendere atto”.
Perché, secondo lei, questo fallimento nostro e, permetta, anche suo?
“Perché nessuno s’è rivelato all’altezza del discorso…”.
Si fa l’autocritica?
“Mi faccio tutte le autocritiche del mondo. Ma il problema è che la politica non è fatta di buone idee, ma è fatta di buone pratiche. D’Alema docet. Aveva i suoi dubbi e ha assistito all’avverarsi dei suoi dubbi per dire poi che aveva ragione lui. Rutelli e Fassino ci credevano, invece, ma probabilmente non erano all’altezza. Si arriva alla conclusione: se sei costretto a convivere con chi non sopporti, finisce a coltellate, quindi meglio separarsi al più presto… Il Pd eviterebbe guai maggiori e soprattutto potrebbe godere degli spazi politici enormi che si aprono, come ha ben capito Berlusconi che vorrebbe arrivare al più presto alle elezioni, infatti”.
Salvo poi ripensare ad una alleanza. Ma ci si allea contro Berlusconi o ci si allea per realizzare alcuni di obiettivi di un programma?
“Per amor di Dio, lasciamo stare Berlusconi. Fossi stato Prodi al governo avrei subito fatto approvare una legge di un solo articolo, semplicissimo, che avrebbe dovuto affermare: Berlusconi è innocente. Basta con questo pazzesco intoppo. Liberiamoci dall’ossessione di Berlusconi. Per vincere, impegniamoci su occupazione, giovani, scuola. Affrontiamo un serio discorso sul federalismo, come finora non s’è neppure tentato. Costruiamo insomma l’unità programmatica e lasciamo a ciascuno la sua tradizione. Per quanto ci riguarda diamoci una bella organizzazione di partito che rispetti la voglia di autonomia che la realtà sociale e politica e culturale esprime”.
Addio poli, si torna alla frammentazione da prima repubblica.
“D’altra parte mi sembrano impensabili coalizioni, pure di già vaneggiate, Fini-Pd o Casini-Fini-Pd”.
Cioè divisi, per costruire sane alleanze programmatiche in vista delle elezioni?
“Facendo politica, altrimenti continuando tra gli scandali e una opposizione troppo debole si porta solo acqua al mulino della Lega. Che rischia di dilagare, guadagnando al centro. E non solo nelle sue zone tradizionali: anche in Emilia e in Toscana e via…”.
Di fronte alle difficoltà di Berlusconi, con una possibile crisi di governo, con il rinvio del federalismo fiscale, non ci potrebbe attendere un altro ribaltone della Lega?
“Ci si può aspettare di tutto, anche un ribaltone della Lega quando il re del federalismo fiscale sarà completamente nudo, quando i leghisti si accorgeranno di aggirarsi solo tra i fantasmi di un federalismo autentico. Per ora aspettano”.
Potremmo misurare un’altra novità elettorale: i grillini in campo. Riusciranno i grillini a sottrarre voti alla sinistra come è successo alle regionali?
“Non credo. Con il sistema elettorale in corso o con un sistema che preveda uno sbarramento abbastanza alto. Un conto è guadagnare un consigliere locale. Un altro è entrare in Parlamento. Comunque dipende dalla sinistra o dal centro sinistra: dalla voglia di far politica”.
Cacciari: «Addio coalizioni .meglio i partiti che poi si alleano» – Italia – l’Unità.it.
Pubblicato: 6 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Cacciari Massimo, Linguaggio |
Massimo Cacciari, filosofo, sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, attento conoscitore della «questione settentrionale», ha sostenuto in passato l’esigenza di fondare un «Pd del Nord» per contrastare la Lega.
Professore, il Pdl è esploso. Aveva una maggioranza nettissima alle Camere e ora Berlusconi rischia il logoramento «alla Prodi».
Tra Berlusconi e Fini vi è una divergenza strategica, evidente sin dall’inizio, che per un certo periodo è stata messa sotto il tappeto, per una legge elettorale che obbliga alla coalizione.
Cosa accadrà nei prossimi mesi ?
Con questo sistema elettorale sia Fini, che il Pd e le forze di centro faranno di tutto per evitare le elezioni anticipate. Che mi sembra un epilogo difficile poiché è chiaro che Napolitano accetterà di sciogliere le Camere solo di fronte ad una aperta sfiducia nei confronti di Berlusconi.
Fini rappresenta veramente, cosi dice, una destra diversa?
Sinistra, destra e centro rappresentano categorie del tutto obsolete. Bisognerebbe incominciare a parlare delle cose con il loro nome, per fatti non per ideologie strapassate. Le posizioni di Fini sul federalismo, immigrazione e riforme istituzionali sono diametralmente opposte a quelle della Lega e concorrenti con quelle di Berlusconi.
Ma c’è lo spazio politico per il terzo polo nel sistema bipolare?
Il bipolarismo puro funziona solo negli Stati Uniti. In Inghilterra già è andata diversamente. In Germania, per fare un governo c’è sempre stato l’appoggio o dei liberali o dei verdi. In Francia funziona perché c’è il presidenzialismo. In Italia il bipolarismo non è nemmeno lontanamente nato. Perché era tra due partiti divisi al loro interno e che dovevano appoggiarsi per forza con alleati.
L’opposizione come sta gestendo la crisi?
Il Pd teme di regalare a Berlusconi la carta delle elezioni anticipate. Così si comprende la proposta Tremonti che è impraticabile perché né Bossi né Tremonti tradiranno Berlusconi in questa fase.
Come giudica l’autocandidatura di Vendola?
Sta facendo promozione personale. Sa benissimo che la sua leadership nel Partito Democratico significherebbe la definitiva scomparsa del Pd perché gli orientamenti liberali e cattolici non starebbe un minuto di più nel partito con Vendola segretario o candidato alla presidenza del Consiglio. E lui sa bene che non potrà mai vincere una competizione non dico con Berlusconi, ma con nessuno del centrodestra.
Ma i sondaggi lo danno in continua crescita.
Non votano solo quelli di centrosinistra.
Il modello Vendola si basa essenzialmente sul rapporto con la società. In Puglia ha avuto successo due volte. Quel modello può ripetersi a livello nazionale?
Ma non diciamo fesserie. In Puglia la prima volta ha vinto perché è andata così, la seconda perché c’era la Poli Bortone. Lui fa un ragionamento corretto e semplicissimo. Il Pd attuale non ha più nulla a che vedere con il Pd che persone come me avevano pensato. Ora è una forza puramente socialdemocratica, diretta anche a livello locale da persone che provengono dall’ex Pci. Quindi, in questo partito perché non dovrebbe essere possibile una sua leadership? Lui interpreta l’ala del vecchio Pci o della vecchia sinistra post-comunista. La questione è che una forza politica di questo tipo, per di più con una leadership di Vendola, in questo Paese non vincerà mai.
Su cosa basa questo sua convinzione?
Perché conosco Milano, Torino, Verona, Treviso, Brescia, Venezia, Udine.
Ritiene, quindi, che la candidatura di Vendola non sia spendibile sul mercato politico nazionale?
In quel mercatino politico del lombardo-veneto il 10-15% del vecchio Pci forse lo recupera. Certo, se si realizzasse questa candidatura anche la finzione di questa unità tra liberali, cattolici, comunisti, socialdemocratici crollerebbe immediatamente.
Col federalismo il Sud deve preoccuparsi?
Deve preoccuparsi se le cose restano come sono. Il federalismo è utile al Sud. Significa puntare sulla responsabilità, fare un percorso per creare leader- ship locali, forti, di governo, non demagogiche. Il federalismo è anche una ricetta per il Sud. O il meridionalismo è federalista oppure è assistenzialismo e statalismo.
Segni di Paolo del 1948: Vendola premier? Cacciari: il Nord non lo voterà mai.
Pubblicato: 6 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Comuni, Federalismo fiscale, Politica fiscale |
Positiva l’enfasi data alla fiscalità immobiliare nella finanza comunale, ma attenzione agli abbellimenti lessicali spacciati per riforme. Soprattutto è bene non dimenticare che rimane aperto il vulnus dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa che deresponsabilizza molti cittadini di fronte alla spesa pubblica del comune. Esistono inoltre problemi di equità legati all’Imposta municipale unica e di semplificazione relativi all’applicazione della cedolare secca
Pubblicato: 6 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Anziani, Giovani, Politica economica, Politica sociale, Popolazione |
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| Che effetto avrà il rallentamento demografico sul futuro dell’Europa? Numerosi centri di ricerca se lo chiedono da tempo, visto che il tasso di natalità continua a scendere in molti Paesi e che con la crisi anche i flussi migratori sono diminuiti e non sembrano più sufficienti a invertire il trend. Il timore principale, soprattutto per i politici, è che un’entità come l’Europa, che conta appena mezzo miliardo di persone, scompaia in termini di influenza globale di fronte a giganti come la Cina o l’India che hanno alle spalle popolazioni che superano, ciascuno, il miliardo di persone.
La popolosità ha certo una sua rilevanza: un presidente che rappresenti un miliardo di persone ha un peso diverso rispetto ad uno che ne rappresenti solo una piccola parte, anche perché popolazioni numerose alimentano mercati e consumi, attraggono investimenti etc. Ma è evidente che il numero di cittadini, da solo, non basta a fare una potenza né politica né economica. Non è solo una questione quantitativa, ma anche qualitativa, che riguarda la struttura demografica, così come la struttura economica e sociale di un Paese. Da questo punto di vista non è il mero calo demografico a dover preoccupare, ma l’invecchiamento progressivo della popolazione. La grande potenza dell’India non sta solo nel miliardo e centottanta milioni di persone, ma nel fatto che il 50% di questa popolazione ha meno di 25 anni, e il 65% meno di 35. In Cina l’età mediana è 34 anni. Per fare un confronto, l’età mediana in Italia è 43 anni, in Germania 44, e in Francia, uno dei Paesi più «giovani» d’Europa, 40.
L’invecchiamento della popolazione europea non ha soltanto, come spesso e giustamente si ricorda, conseguenze gravose sul sistema pensionistico e di spesa sociale. Ma ha effetti rilevanti anche sul fronte della produttività, della capacità innovativa e di produzione di un Paese. Su tutti questi aspetti si riflette troppo poco. Si pensa sempre a cosa significhi avere tanti vecchi, ma cosa significa, per contro, avere pochi giovani? Una popolazione più giovane significa innanzitutto avere una forza lavoro attiva, con istruzione e competenze fresche, recenti. Un giovane di 25 anni avrà un titolo di studio fresco alle spalle, saprà usare tutte le nuove tecnologie, mentre una persona di 45 o 50 anni avrà, nel migliore dei casi, una laurea vecchia più di vent’anni, probabilmente presa battendo la tesi su una Olivetti. Un giovane sotto i trent’anni tipicamente lavora più ore e con stipendi non ancora gonfiati da anni di anzianità e carriera. Vale a dire: produce di più e a costi inferiori, ha più voglia di affermarsi, di imparare, e in generale aiuta il sistema a muoversi più velocemente, a produrre ed innovare a ritmi più elevati e costi più contenuti. E questo è tanto più vero nelle economie più dinamiche, in cui gli «investimenti» in istruzione e lavoro premiano di più. Tornando al caso dell’India, per esempio, non solo la sua popolazione è per la maggior parte giovanissima, ma queste nuove generazioni hanno livelli di istruzione relativamente elevati, il 100% parla fluentemente inglese, e molti di loro sono laureati, professionisti e ingegneri di prima generazione, che non hanno alle spalle esperienze e patrimoni di supporto; hanno tutto da costruire, tutto da guadagnare. In altre parole: hanno sete di crescere, di affermarsi, di mettersi in gioco. In un’Europa in cui la classe media è esplosa ormai decenni fa, ed in cui le famiglie producono sempre più figli unici, la nuove generazioni tendono ad avere spalle più coperte rispetto ai loro colleghi cinesi ed indiani e meno incentivi a mettersi in gioco. Tanto più che i giovani europei si trovano di fronte ad economie che crescono assai più lentamente ed in cui le prospettive di riscatto e crescita economica e sociale sono, in termini relativi, assai modeste. Sono questi gli aspetti su cui l’Europa dovrebbe riflettere.
Sono la presenza, l’energia e le opportunità di crescita delle nuove generazioni a fare davvero la differenza sul futuro e l’influenza globale di un Paese, perché i giovani non solo danno un contributo chiave alle innovazioni tecnologiche ma anche ad un maggior dinamismo culturale. D’altronde i grandi trend globali, le nuove frontiere dell’arte, della scienza e anche della cultura di massa hanno più probabilità di venire da giovani artisti ribelli, scienziati emergenti e più in generale da nuove generazioni desiderose di crescere che non da ormai affermati cinquantenni e sessantenni.
La questione demografica in Europa è certamente un problema da affrontare senza ulteriori ritardi, ma prima ancora di pensare a come aumentare il numero assoluto di cittadini europei, nella speranza un po’ ingenua che aumentando il peso demografico si possa mantenere il peso politico globale, l’Europa dovrebbe concentrarsi sulla creazione di una realtà economica e sociale più fluida, dinamica e attrattiva per i giovani di tutto il mondo, con meno burocrazie e meno patrimoni e più stimoli per le attività produttive, per l’innovazione e l’imprenditorialità. Insomma, cercare di fare del Vecchio Continente un Paese per giovani, che generi quell’influenza sociale e culturale che è condizione necessaria per una vera influenza globale. |
Condannati dall’età – LASTAMPA.it.
Pubblicato: 6 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: costi standard, Federalismo fiscale, Ricolfi Luca |
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| Apparentemente, il cammino del federalismo fiscale procede spedito. Sono già quattro i decreti delegati varati dal governo, ultimo quello sul «fedealismo municipale», in via di definizione in questi giorni. Altri decreti seguiranno a breve, a completamento di una riforma che è la ragion d’essere della Lega.
C’è un problema, però. Per quanto quasi tutti i politici si esercitino in giudizi (positivi per la maggioranza, negativi per l’opposizione), la realtà è che il cammino del federalismo fiscale è semplicemente N.C. (non classificabile), come certi allievi a fine quadrimestre, quando hanno un numero di interrogazioni e compiti in classe troppo esiguo per consentire all’insegnante di calcolare una media.
Perché è difficile formulare un giudizio?
Perché il federalismo va avanti per scatole vuote di numeri. La legge delega (5 maggio 2009) era naturalmente e giustamente una scatola vuota, perché conteneva solo principi generali, come si addice a una legge delega. Ma anche la Relazione sul Federalismo Fiscale presentata dal Governo il 30 giugno scorso, assolutamente meritoria per lo sforzo di dipanare in qualche modo la giungla della finanza pubblica, era tuttavia di nuovo una scatola sostanzialmente vuota, perché – pur piena zeppa di utilissime tabelle – non conteneva né costi standard né obiettivi di bilancio precisi per Regioni, Province e Comuni, bensì solo vaghe indicazioni di metodo, nonché la specificazione di quali Enti dovranno in futuro fare i calcoli.
In questo caso la mancanza di indicazioni quantitative precise era assai meno giustificata. Il grave, però, è venuto con i primi decreti delegati, anch’essi vuoti di numeri e pieni di rimandi a passaggi successivi. Qui l’assenza di cifre precise e di regole stringenti non era prevista e non è giustificata, anche se non è difficile comprenderne le ragioni: quasi nessuno, fra i politici, sembra aver capito in tempo che per decollare sul serio il federalismo fiscale avrebbe dovuto essere studiato nei minimi dettagli per almeno 2-3 anni.
Stante questa assenza di indicazioni quantitative non me la sento di dare alcuna valutazione sull’ultimo decreto delegato, quello relativo al fisco municipale, che dovrebbe dettare le regole di finanziamento delle spese dei comuni, ma in realtà ancora una volta rinuncia a mettere dei numeri precisi nelle caselle chiave. Eppure è quello che avrebbe dovuto fare. Se non fossimo terribilmente indietro, leggendo il decreto delegato sul fisco municipale il cittadino di ogni singolo comune dovrebbe venire a conoscenza di almeno due cifre: quanto il comune è autorizzato a spendere (y), quante imposte dovrebbero versare i suoi cittadini (x). Queste due cifre non si sanno, e chissà quanti mesi o anni dovranno passare prima che si conoscano.
Ma non è tutto. Se il federalismo fosse oggi qualcosa di più che una manifestazione di intenti, i decreti delegati avrebbero già sciolto i due nodi fondamentali della sua applicazione, che chiamerò nodo della perequazione e nodo della chiusura.
Nodo della perequazione. E’ ragionevole che i territori più poveri, avendo un gettito potenziale minore, ricevano una sorta di contributo di solidarietà da un fondo perequativo, alimentato dal gettito dei territori più ricchi. Ma non è mai stato chiarito in modo esplicito se la perequazione dovrà colmare la capacità fiscale mancante, dovuta al fatto che il territorio debole ha redditi più bassi, o dovrà colmare invece il gettito mancante, che spesso dipende anche, in misura tutt’altro che trascurabile, dalla maggiore evasione fiscale.
Esempio: il comune X ha un fabbisogno standard di 100, una capacità fiscale di 70, un gettito di 40 (perché l’evasione fiscale è molto alta). Il fondo perequativo gli assegna solo 30 (100-70=30) o gli assegna 60 (100-40=60) ? Nel primo caso si crea un incentivo a combattere l’evasione fiscale, nel secondo caso l’evasione fiscale è premiata. Il primo meccanismo è virtuoso, ma difficile da mettere a punto perché presuppone la conoscenza della capacità fiscale di un territorio relativamente a uno specifico gruppo di imposte (quelle immobiliari, nel caso dei comuni). Il secondo meccanismo è vizioso, ma facile da applicare perché il gettito, a differenza della capacità fiscale, è perfettamente noto. Il rischio è che si vada verso una soluzione ibrida, in cui il meccanismo vizioso (basato sul solo gettito) viene corretto con un meccanismo premiale, che dà qualche contentino ai comuni che riescono a dimostrare di aver contribuito alla lotta all’evasione fiscale. Sarebbe una vera sciagura, se non altro perché la determinazione delle cifre spettanti a ogni comune – anziché essere automatica – avrebbe una componente negoziale molto rilevante, con conseguente aumento dell’arbitrarietà e dell’incertezza legate ai capricci della politica.
Nodo della chiusura. Contrariamente al governo, non penso che il difetto principale della “finanza derivata”, ossia del sistema che è stato in vigore in Italia negli ultimi 40 anni, sia il peso eccessivo dei trasferimenti statali rispetto alle entrate proprie delle amministrazioni locali. E conseguentemente non penso che, riducendo i trasferimenti dal centro e aumentando i tributi locali, Regioni, Province e Comuni si metteranno in quadro. Il vero difetto del vecchio sistema, che potrebbe benissimo riprodursi nel nuovo, è la mancanza di un meccanismo automatico – fissato da una norma perentoria e inaggirabile – che specifichi come si chiudono i conti. Un meccanismo che escluda l’intervento salvifico dello stato centrale e obblighi l’amministratore locale responsabile del deficit a far pagare ai suoi cittadini un’imposta specifica, esplicitamente collegata al deficit stesso. Una sorta di “imposta di ripiano” (IdR), che scatta immediatamente e inesorabilmente dopo la pubblicazione del bilancio consuntivo di ogni anno. Un’imposta che potrebbe anche, in caso di avanzo di bilancio, capovolgersi in un’imposta negativa, ossia in un assegno (beneficio) staccato a ogni cittadino a certificazione del buon governo.
Conclusione ?
Nessuna, per ora. Solo la convinzione che senza numeri precisi, senza meccanismi automatici – primo fra tutti l’imposta di ripiano – la nostra fiducia nei benefici del federalismo fiscale resta un puro atto di fede. |
Il tassello che manca al federalismo fiscale – LASTAMPA.it.
Pubblicato: 5 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ambiente, animali, biografie, Cinema e Film, Ferrario Paolo, luoghi, Saggi e Articoli |
sono l’Angelo necessario della terra,
poiché chi vede me vede di nuovo
la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d’acqua
Wallace Stevens, da Angel Surrounded By Paysan
Paolo Ferrario, Il Genius Loci come Angelo del Luogo
Paragrafi del saggio:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius Loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. Ritorno a casa



Prefazione di Baldo Lami
Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato,speranza e futuro sembrano col lassare in un presente sempre più mutevole e indistinto,l’ange lo torna a far parlare di sé.
Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano?
Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritro vati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce unquadro molto eterogeneo e poli cromo ricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Essendo anche un autore di questo libro, oltreché curatore, non dirò nulla degli sviluppi che ciascun autore ha consegnato alle pagine di questo libro sulla figura dell’angelo, lasciando che siano i lettori stessi a scoprirli, verificando vicinanze e lontanan ze, linee e punti di contatto (connessioni angeliche), sia tra gli autori stessi che tra autori e lettori.
Dirò come è nato il progetto.
Un rapporto con la realtà di quanto percepivo oltre la soglia del visibile ce l’ho sempre avuto, ma il mio vero e proprio incontro con l’angelo come figu ra specifica dell’immaginario l’ho avuto con le opere di Pietro Gentili, una delle quali, grazie alla concessione di sua figlia Emanuela, ho voluto che figurasse in copertina – di cui però l’e ditore ha saggiamente riprodotto solo un particolare dell’ala, per l’impossibilità di rendere con una fotografia e in uno spazio così ridotto la magnificenza dell’opera.
Conobbi Pietro a Milano negli anni ottanta quando andai da lui per una consulenza astrologica, di cui aveva una conoscenza intuitiva straordinaria, e da allora diventammo amici ricono scendoci in una comune fratellanza. Artista eccelso, grande mistico, personaggio raro, gli ultimi anni della sua vita dipingeva solo angeli e porte del cielo. In questo libro ripubblico anche un articolo che mi diede nel 2000 per una rivista che allora diri gevo. La prima ispirazione per la realizzazione di questo saggio la devo certamente a lui.
Poi c’è stata una lentissima incubazione finché a un incrocio tra diversi percorsi trovai l’indicazione giusta, che si presentò quando all’inizio del 2009 decisi di inserirmi in un noto social network per esplorarne le potenzialità. Sorprendentemente mi trovai quasi subito in corrispondenza con alcuni amici total mente sconosciuti, personaggi anch’essi straordinari che mi hanno riempito di curiosità e stupore, in cui cominciò presto a evidenziarsi il tema dell’angelo.
Mi sembrò una chiamata, che quando si formulò in un dise gno più preciso rivolsi a loro, rivolgendola al contempo anche agli amici conosciuti, colleghi e anche compagni di ricerca che costituirono il terreno sicuro d’elezione per la concreta realizza zione del progetto.
Ciascun autore, a cui va tutto il mio ringraziamento, ha svol to il proprio compito nella più assoluta autonomia, conoscendo dei temi trattati dagli altri autori solo una breve traccia descritti va, cosa che è stata molto apprezzata.
Questo libro non pretende di essere esaustivo su questo sog getto, sarebbe impossibile, e non era neppure nelle mie inten zioni, ma intende meditarne gli aspetti più essenziali e recondi ti, aspetti anche inaspettati e inediti, persino critici, che ciascun autore ha affrontato con l’utilizzo di codici diversi di decifrazio ne, ma con il comune sforzo di pensarlo anche al di là degli stessi, nella vita di tutti i giorni e nella realtà attuale, come icona ancorché problematica della complessità contemporanea che sottende nel beneonel male una possibile nuova prefigurazio ne umana.
Ai lettori l’invito ad accogliereidiversi contributi che com pongono il saggio come brani sincronici di un’unica partitura musicale, ascoltandone la polifonia, porta dell’ascolto del cuore, riflesso di quell’ harmonia caelestis che le più alte schiere angeliche continuano a comporre coniloro cori e i loro liuti dall’ini zio della creazione del mondo. Poiché è solo questo concerto che lo fa esistere e ricreare.


Pubblicato: 5 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: angeli, Ferrario Paolo, Saggi e Articoli, Simboli |
sono l’Angelo necessario della terra,
poiché chi vede me vede di nuovo
la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d’acqua
Wallace Stevens, da Angel Surrounded By Paysan

Prefazione di Baldo Lami
Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato, speranza e futuro sembrano col lassare in un presente sempre più mutevole e indistinto, l’ange lo torna a far parlare di sé.
Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano?
Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritro vati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce un quadro molto eterogeneo e poli cromoricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Essendo anche un autore di questo libro, oltreché curatore, non dirò nulla degli sviluppi che ciascun autore ha consegnato alle pagine di questo libro sulla figura dell’angelo, lasciando che siano i lettori stessi a scoprirli, verificando vicinanze e lontanan ze, linee e punti di contatto (connessioni angeliche), sia tra gli autori stessi che tra autori e lettori.
Dirò come è nato il progetto.
Un rapporto con la realtà di quanto percepivo oltre la soglia del visibilece l’ho sempre avuto, ma il mio vero e proprio incontro con l’angelo come figu ra specifica dell’immaginario l’ho avuto con le opere di Pietro Gentili, una delle quali, grazie alla concessione di sua figlia Emanuela, ho voluto che figurasse in copertina – di cui però l’e ditore ha saggiamente riprodotto solo un particolare dell’ala, per l’impossibilità di rendere con una fotografia e in uno spazio così ridotto la magnificenza dell’opera.
Conobbi Pietro a Milano negli anni ottanta quando andai da lui per una consulenza astrologica, di cui aveva una conoscenza intuitiva straordinaria, e da allora diventammo amici ricono scendoci in una comune fratellanza. Artista eccelso, grande mistico, personaggio raro, gli ultimi anni della sua vita dipingeva solo angeli e porte del cielo. In questo libro ripubblico anche un articolo che mi diede nel 2000 per una rivista che allora diri gevo. La prima ispirazione per la realizzazione di questo saggio la devo certamente a lui.
Poi c’è stata una lentissima incubazione finché a un incrocio tra diversi percorsi trovai l’indicazione giusta, che si presentò quando all’inizio del 2009 decisi di inserirmi in un noto social network per esplorarne le potenzialità. Sorprendentemente mi trovai quasi subito in corrispondenza con alcuni amici total mente sconosciuti, personaggi anch’essi straordinari che mi hanno riempito di curiosità e stupore, in cui cominciò presto a evidenziarsi il tema dell’angelo.
Mi sembrò una chiamata, che quando si formulò in un dise gno più preciso rivolsi a loro, rivolgendola al contempo anche agli amici conosciuti, colleghi e anche compagni di ricerca che costituirono il terreno sicuro d’elezione per la concreta realizza zione del progetto.
Ciascun autore, a cui va tutto il mio ringraziamento, ha svol to il proprio compito nella più assoluta autonomia, conoscendo dei temi trattati dagli altri autori solo una breve traccia descritti va, cosa che è stata molto apprezzata.
Questo libro non pretende di essere esaustivo su questo sog getto, sarebbe impossibile, e non era neppure nelle mie inten zioni, ma intende meditarne gli aspetti più essenziali e recondi ti, aspetti anche inaspettati e inediti, persino critici, che ciascun autore ha affrontato con l’utilizzo di codici diversi di decifrazio ne, ma con il comune sforzo di pensarlo anche al di là degli stessi, nella vita di tutti igiorni e nella realtà attuale, come icona ancorché problematica della complessità contemporanea che sottende nel beneonel male una possibile nuova prefigurazio ne umana.
Ai lettori l’invito ad accogliereidiversi contributi che com pongono il saggio come brani sincronici di un’unica partitura musicale, ascoltandone la polifonia, porta dell’ascolto del cuore, riflesso diquell’ harmonia caelestis che le più alte schiere angeli che continuano a comporre coniloro cori e i loro liuti dall’ini zio della creazione del mondo. Poiché è solo questo concerto che lo fa esistere e ricreare.





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9.092748
Pubblicato: 5 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bioetica e Biopolitica |
È stata presentata a Palazzo Chigi il 5 agosto 2010 dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, e dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella “l’Agenda bioetica del Governo”.
La centralità della persona e la difesa del valore della vitacostituiscono il principio guida dell’Agenda, che prevede cinque punti fondamentali:
- la vita umana al momento dell’inizio,
- la vita umana negli stati di massima disabilità,
- la vita umana quando è alla fine,
- i problemi legati all’uso dell’umano come materiale biologico,
- i criteri etici della ricerca.
La legge 194, che consente a certe condizioni l’interruzione della gravidanza, considera l’aborto come estrema e dolorosa ratio, da evitare ove possibile con interventi di prevenzione a favore della vita. In questo senso, si vuole scongiurare l’eventualità che l’introduzione di nuove tecniche (ad esempio il metodo farmacologico) porti a una concezione dell’aborto non come problema sociale ma come diritto privato, approdando all’aborto a domicilio. È stato già messo in atto a questo scopo un monitoraggio della situazione per assicurare che l’uso dei nuovi metodi si mantenga all’interno della legge 194 e non consenta la dispersione dei dati e una minore garanzia per la salute delle donne. Si propone pertanto un Piano federale per la vita, da costruire nella collaborazione tra il Ministero e le Regioni, che finalmente dia piena applicazione alla parte finora meno considerata della legge 194, quella della tutela della maternità e della prevenzione.
Per quanto riguarda la PMA (“Procreazione Medicalmente Assistita”), – legge approvata dal Parlamento, confermata da un referendum e sostanzialmente riconfermata dall’intervento della Corte costituzionale che ne ha lasciato invariato l’impianto – l’obiettivo è di arrivare ad un alto livello di trasparenza, tracciabilità, qualità e sicurezza; per questo si stanno applicando alla PMA le norme europee su cellule e tessuti.
Quanto alla disabilità, il recente Rapporto sulla tutela dello stato di non autosufficienza in Italia ha evidenziato come il Fondo Sanitario Nazionale abbia le risorse sufficienti per garantire la dignità della persona in ogni fase di vita, se i Servizi regionali sapranno integrare tutte le funzioni sociali, sanitarie ed assistenziali secondo modelli di gestione che concentrino l’offerta ospedaliera per i bisogni acuti e liberino risorse per lo sviluppo dei servizi territoriali. Alla base di tale modello si pone la “presa in carico” continua della persona, ilsostegno alla famiglia nella sua insostituibile funzione solidale, lavalorizzazione del volontariato. Lo stesso rientro dai disavanzi strutturali dei servizi regionali deve essere orientato alla promozione dei servizi extraospedalieri e domiciliari. Il Governo ha nel frattempo indirizzato, d’intesa con le Regioni, una parte dei fondi disponibili per specifici progetti, rivolti alla costituzione di “unità per l’assistenza degli stati vegetativi persistenti”.
La dignità della persona nella conclusione del ciclo vitale deve essere tutelata anche potenziando le reti di hospice per pazienti terminali e attraverso servizi domiciliari, con l’ammissione di cure palliative.
Le nuove tecniche scientifiche in ambito biomedico non devono in alcun modo produrre una nuova “economia del corpo”, basata su un commercio di parti del corpo umano. Bisogna riaffermare con forza che l’embrione non è un oggetto su cui si possano compiere esperimenti o che si possa commercializzare.
La legge 40 ha facilitato una “via italiana alle staminali”, che sta producendo buoni risultati. Si stanno rilanciando le applicazione cliniche consolidate delle staminali (come quelle del sangue cordonale), e la ricerca scientifica biomedica in generale. Proprio sulle staminali cordonali il Governo è intervenuto modificando le norme precedenti e mantenendo la tradizionale politica solidaristica sulla raccolta e la donazione di sangue ed organi, estendendola a tessuti e cellule.
Infine, la ricerca e l’etica; la ricerca non può chiudersi nel cerchio dell’autoreferenzialità, né godere di una speciale “immunità etica”. È in procinto di essere messo a punto un “codice etico” per la sperimentazione sugli esseri umani, che sarà alla base dei criteri di certificazione di biobanche di materiale biologico di origine umana per la ricerca scientifica. Contemporaneamente sarà ripensata l’organizzazione dei comitati etici per le sperimentazioni cliniche, al fine di assicurare un controllo etico efficace, liberando la sperimentazione dagli eccessi burocratici che oggi la ostacolano.
Fonte: Ministero della Salute – Ministero del lavoro
Governo Italiano – Dossier.
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Pubblicato: 3 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: asili nido, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Servizi educativi |
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SEMINARIO
Asili nido. Modelli e percorsi concreti.
20 ottobre 2010, ore 9.30 – 13.00
presso Fondazione “aiutare i bambini”
Via Ronchi 17, Milano
Obiettivo
Obiettivo del seminario e’ avviare un confronto con gli operatori di settore sul tema degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia, in particolare in relazione a:
- presa in carico del servizio da parte dell’utente famiglia (costi, intervento per abbassare la retta)
- relazione con il territorio d’appartenenza del servizio
- strumenti e prassi per efficacia ed efficienza del servizio
- modelli innovativi
Destinatari
Il seminario si rivolge agli operatori dei servizi per la prima infanzia: educatori, coordinatori, volontari.
Il tipo di confronto che si vuole avviare e la condivisione di modelli gestionali e “buone esperienze” si pensa possano essere utili a chi lavora all’interno del servizio.
Per informazioni e iscrizioni contattare:
Alessandro Volpi, alessandro.volpi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30
Dato il numero limitato di posti e’ consigliabile iscriversi entro e non oltre l’8 ottobre.
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Pubblicato: 2 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: EBook, LIBRI NEWS |
E’ stato pubblicato “RACCONTI RESISTENTI”, un prodotto editoriale che sentiamo un po’ nostro sia perché si tratta di un volume che raccoglie tre racconti dedicati alla Resistenza sia perché l’autrice è ROSA ROMANO, attuale direttore di Auser Lombardia.
Obiettivamente – e al di là di questioni di affetto o di orgoglio “campanilistico” – si tratta di un libro davvero di valore, caratterizzato da uno stile di scrittura raffinato e al tempo stesso semplice, profondamente evocativo ed emozionante.
Il testo per ora può essere acquistato solo via internet (4,50 euro per ciascun download) al seguente indirizzo
http://www.arpabook.com/_schedaLibri.asp?pag=ebook&cerca=&IDTitolo=996&IDCategoria=2&page=2&categoria=
Se attraverso le vendite on line verrà dimostrato l’alto gradimento del pubblico, il testo sarà reso disponibile anche in versione cartacea e verrà distribuito attraverso il circuito delle librerie.
Grazie a tutti voi per l’attenzione e… buona lettura!
Sara Bordoni
tel. 02 26113524 / cell. 331 6211714
Auser Lombardia
Via dei Transiti, 21
20100 Milano
Tel. 02 26113524
Fax 02 2896729
“RACCONTI RESISTENTI”
Pubblicato: 27 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni | Lascia un commento »
Gentile Dottor ferrario,
mi spiace disturbarla nuovamente dopo pochi mesi.
Sono una studentessa dell’università …
Qualche mese fa le ho chiesto consigli e suggerimenti per la stesura del mio elaborato sull’Autorizzazione al funzionamento e l’Accreditamento nelle normative di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
I suoi consigli mi sono stati molto utili, ma ora mi trovo di fronte a un nuovo dubbio, e ho pensato di chiedere consiglio a lei, che si è già dimostrato così preparato e disponibile.
Il mio relatore mi ha detto di approfondire il confronto sulle tre normative parlando dei diversi tipi di governance presenti nelle tre Regioni. Non mi intendo molto di queste questioni, per cui mi chiedevo se saprebbe darmi qualche suggerimento bibliografico, qualche considerazione o qualche sito in cui poter trovare del materiale utile.
La ringrazio per la gentile attenzione
Cordiali saluti
RISPONDO
gentile (…)
mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo
il termine “governance” viene usato per nominare i processi di amministrazione e programmazione nelle società moderne europee nelle quali più soggetti pubblici e privati cooperano, ciascuno con obiettivi e scopi specifici, al funzionamento delle società.
in italia la questione si fa ancora più complicata perchè è suddivisa su tre livelli territoriali (stato, regioni, enti locali) e ancora su diversi livelli territoriali locali (comuni, asl, province, comuni associati)
questa premessa è per dirle dove potrebbe orientarsi la sua ricerca.
lei dovrebbe prendere alcune regioni (le regioni cui appaiono bene le differenze sono la Lombardia, la Toscana, la Puglia) e analizzare :
- come sono organizzate le asl ed i servizi sociali
come sono organizzati i servizi sociali
- come sono organizzati i comuni
- come sono regolati gli accreditamenti e più i generale i rapporti pubblico/privato
- ….
è un lavoro che richiede buona documentazione (e la migliore sono leggi, delibere, programmi e non certo le interpretazioni di studiosi, professori, ricercatori)
non ho il tempo di seguire il suo lavoro, tuttavia posso indirizzarla sui due mie scaffali del sito polser dove faccio monitoraggio delle politiche sociosanitarie:
se ha poco tempo può sfogliare la documentazione di queste pagine:
la saluto con cordialità e auguro buon futuro
paolo ferrario