Segni di Paolo del 1948: Vendola premier? Cacciari: il Nord non lo voterà mai

Massimo Cacciari, filosofo, sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, attento conoscitore della «questione settentrionale», ha sostenuto in passato l’esigenza di fondare un «Pd del Nord» per contrastare la Lega.
Professore, il Pdl è esploso. Aveva una maggioranza nettissima alle Camere e ora Berlusconi rischia il logoramento «alla Prodi».
Tra Berlusconi e Fini vi è una divergenza strategica, evidente sin dall’inizio, che per un certo periodo è stata messa sotto il tappeto, per una legge elettorale che obbliga alla coalizione.
Cosa accadrà nei prossimi mesi ?
Con questo sistema elettorale sia Fini, che il Pd e le forze di centro faranno di tutto per evitare le elezioni anticipate. Che mi sembra un epilogo difficile poiché è chiaro che Napolitano accetterà di sciogliere le Camere solo di fronte ad una aperta sfiducia nei confronti di Berlusconi.
Fini rappresenta veramente, cosi dice, una destra diversa?
Sinistra, destra e centro rappresentano categorie del tutto obsolete. Bisognerebbe incominciare a parlare delle cose con il loro nome, per fatti non per ideologie strapassate. Le posizioni di Fini sul federalismo, immigrazione e riforme istituzionali sono diametralmente opposte a quelle della Lega e concorrenti con quelle di Berlusconi.
Ma c’è lo spazio politico per il terzo polo nel sistema bipolare?
Il bipolarismo puro funziona solo negli Stati Uniti. In Inghilterra già è andata diversamente. In Germania, per fare un governo c’è sempre stato l’appoggio o dei liberali o dei verdi. In Francia funziona perché c’è il presidenzialismo. In Italia il bipolarismo non è nemmeno lontanamente nato. Perché era tra due partiti divisi al loro interno e che dovevano appoggiarsi per forza con alleati.
L’opposizione come sta gestendo la crisi?
Il Pd teme di regalare a Berlusconi la carta delle elezioni anticipate. Così si comprende la proposta Tremonti che è impraticabile perché né Bossi né Tremonti tradiranno Berlusconi in questa fase.
Come giudica l’autocandidatura di Vendola?
Sta facendo promozione personale. Sa benissimo che la sua leadership nel Partito Democratico significherebbe la definitiva scomparsa del Pd perché gli orientamenti liberali e cattolici non starebbe un minuto di più nel partito con Vendola segretario o candidato alla presidenza del Consiglio. E lui sa bene che non potrà mai vincere una competizione non dico con Berlusconi, ma con nessuno del centrodestra.
Ma i sondaggi lo danno in continua crescita.
Non votano solo quelli di centrosinistra.
Il modello Vendola si basa essenzialmente sul rapporto con la società. In Puglia ha avuto successo due volte. Quel modello può ripetersi a livello nazionale?
Ma non diciamo fesserie. In Puglia la prima volta ha vinto perché è andata così, la seconda perché c’era la Poli Bortone. Lui fa un ragionamento corretto e semplicissimo. Il Pd attuale non ha più nulla a che vedere con il Pd che persone come me avevano pensato. Ora è una forza puramente socialdemocratica, diretta anche a livello locale da persone che provengono dall’ex Pci. Quindi, in questo partito perché non dovrebbe essere possibile una sua leadership? Lui interpreta l’ala del vecchio Pci o della vecchia sinistra post-comunista. La questione è che una forza politica di questo tipo, per di più con una leadership di Vendola, in questo Paese non vincerà mai.
Su cosa basa questo sua convinzione?
Perché conosco Milano, Torino, Verona, Treviso, Brescia, Venezia, Udine.
Ritiene, quindi, che la candidatura di Vendola non sia spendibile sul mercato politico nazionale?
In quel mercatino politico del lombardo-veneto il 10-15% del vecchio Pci forse lo recupera. Certo, se si realizzasse questa candidatura anche la finzione di questa unità tra liberali, cattolici, comunisti, socialdemocratici crollerebbe immediatamente.
Col federalismo il Sud deve preoccuparsi?
Deve preoccuparsi se le cose restano come sono. Il federalismo è utile al Sud. Significa puntare sulla responsabilità, fare un percorso per creare leader- ship locali, forti, di governo, non demagogiche. Il federalismo è anche una ricetta per il Sud. O il meridionalismo è federalista oppure è assistenzialismo e statalismo.

Segni di Paolo del 1948: Vendola premier? Cacciari: il Nord non lo voterà mai.



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