Francesca Belotti – Gian Luca Margheriti Milano segreta

Francesca Belotti – Gian Luca Margheriti
Milano segreta

Una Milano che oggi non esiste più, una Milano immaginata, una Milano dei sogni che però continua a permeare la realtà in ogni momento. Toccando i più svariati argomenti (storia, cronaca, leggende…), Milano segreta ricostruisce e rende tangibile un passato sconosciuto, e ci insegna a capire meglio e ad amare di più la città del presente. (segue)


Zoja, L. Centauri. Mito e violenza maschile, Editori Laterza

Zoja, L.
Centauri
Mito e violenza maschile
Argomento: Attualità, Psicologia

Centauri: esseri duali. Non solo uomo e cavallo, ma anche una doppia natura: saggi e guaritori, violenti e stupratori. L’identità maschile è scissa fra un’anima animale e una civilizzata, ben più di quanto lo sia quella femminile. È una identità precaria e recente, frutto di una breve evoluzione. Nel pieno della postmodernità, è quel lato ‘rimosso’ a riemergere, quella natura animale, simboleggiata dal cavallo. Come nel mito, irrompono le patologie sopite quale lo stupro di gruppo, sconosciuto alle specie animali, testimone di una incapacità di relazione risolta spesso con aggressività. Luigi Zoja, psicoanalista di fama internazionale, si confronta con i temi ineludibili della violenza e della duplicità maschile e scopre negli archetipi i segni dell’oggi.


iniziative formative e culturali 2010/2011 promosse dall’I.R.S.Se.S. di Trieste.

Programma delle iniziative formative e culturali 2010/2011 promosse dall’I.R.S.Se.S. di Trieste.

(le schede informative delle iniziative proposte sono disponibili all’indirizzo internet http://www.irsses.it/iniziative.htm)

Sono già aperte le iscrizioni per i seguenti eventi formativi:

La valutazione discorsiva

cod. corso: 23/10

Giovedì 28. Ottobre 2010; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docente: Francesco D’Angella

Reti di comunicazione e comunità virtuali

cod. corso: 25/10

giovedì 18 novembre 2010; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docente:  Anna Cossetta

La violenza tra i minori

cod. corso: 26/10

venerdì 3 dicembre 2010; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docente:  Adolfo Ceretti

Le rappresentazioni sociali

cod. corso: 27/10

venerdì 17 dicembre 2010; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docente:  Franco Prina

Lavorare con famiglie migranti

cod. corso: 01/11

mercoledì 26 gennaio 2011; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docente:  Graziella Favaro

Personalizzazione degli interventi, umanizzazione dei servizi

cod. corso: 03/11

lunedì 14 febbraio 2011; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docente: Franco Vernò

I linguaggi della relazione di aiuto

cod. corso: 04/11

giovedì 3 marzo 2011; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Crediti E.C.M.: psicologi

Docente: Patrizia Taccani

Federalismo e conseguenze sul sistema dei servizi sociali

cod. corso: 06/11

mercoledì 6 aprile 2011; orario 9.30-13.00 e 14.00-16.30

Sede: IRSSeS, via dei Falchi 2, Trieste

Docenti:  Salvatore Campo, Marina Guglielmi

Iniziative formative per assistenti sociali del fvg

Dilemmi etici e comportamenti professionali

Iniziativa realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti Sociali del FVG

cod. corso: 24/10

Docente: Elisabetta Neve

Date , orario e Sedi :

venerdì 5 novembre 2010; 9.00-14.00 (c/o Istituto Bearzi,  Via Bosco Don Giovanni, 2 – Udine)

oppure

sabato 6 novembre 2010; 9.00-14.00 (c/o Seminario Vescovile,  Via del Seminario 1 – Pordenone)

La supervisione dei tirocini professionali

Iniziativa realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti Sociali del FVG e con l’Università degli Studi di Trieste – Corso di Laurea in Servizio Sociale

cod. corso: 02/11

Docenti: Luigi Gui,Matteo CornacchiaLidia Devetak, Elena Allegri

Date, orario e Sedi:

Giovedì 13 gennaio 2011; 9,30-13,00; 14,00-16,30 (c/o Sala Mappe Antiche-Facoltà Scienze della Formazione, Via Tigor 22, Trieste)

Mercoledì’ 2 febbraio 2011; 9,30-13,00; 14,00-16,30 (c/o IRSSeS, Via dei Falchi 2, Trieste)

Giovedì 24 febbraio 2011; 9,30-13,00; 14,00-16,30 (c/o Sala Mappe Antiche-Facoltà Scienze della Formazione, Via Tigor 22, Trieste)

Iniziative culturali

realizzate in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste – Corso di Laurea in Sevizio Sociale

Tavola rotonda

Sbagliando s’impara: significato dell’errore nelle professioni di aiuto

cod. corso: 26/10

Sede: sala Mappe Antiche,  c/o Facoltà di Scienze della Formazione, Via Tigor 22 – Trieste

Date e orario: martedì 23 novembre 2010 ore 16.00 – 19.00

Modera: Elisabetta Kolar

Interverranno: Alessandro SicoraLuigi GuiFranca Amione, Franca Placenti, Paola Scarpa

Tavola rotonda

Verso quale etica per le professioni?

cod. corso: 05/11

Sede: Sala Mappe Antiche-Facoltà Scienze della Formazione, Via Tigor 22, Trieste

Date e orario: martedì 15 marzo 2011 ore 16.00 – 19.00

Modera: Luigi Gui

Interverranno: Claudio PandulloPiero Villotta, Andrea Frassini, Renzo Mosanghini, Miriam Totis

Le modalità di adesione e la scheda di iscrizione si trovano sul sito Internet: www.irsses.it.


Cittadini stranieri residenti nei piccoli Comuni italiani

Cittadini stranieri residenti nei piccoli Comuni italiani

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Al 1° gennaio 2009, sono 568mila gli stranieri regolari presenti in Italia che hanno eletto come propria residenza un Piccolo Comune (il 15% ca. degli immigrati regolari). La loro incidenza sul totale della popolazione residente è pari al 5,5%, un dato leggermente più basso rispetto al dato medio nazionale (6,5%) e a quello rilevato per i comuni di maggiori dimensioni demografiche (6,7%). Da un punto di vista geografico, emerge un’Italia divisa in due: ad un centro nord che sembra attirare flussi migratori (l’incidenza degli stranieri in molti PC è superiore alla media nazionale, con punte superiori anche al 10%) si contrappone un sud in cui, a parte qualche eccezione, i PC non sembrano esercitare grande attrattiva sugli immigrati.
Per approfondimenti


Primarie del PD Partito Democratico, si candida Onida

“Questa iniziativa che nasce da un piccolo gruppo di persone vuole accendere un di più di speranza per Milano”.

Con queste parole l’ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, ha commentato a caldo la sua decisione di partecipare alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato per il sindaco di Milano, incoronata questa sera dal comitato della società civile ‘Milano riparte’.

Il costituzionalista ha spiegato che la ragione per la quale ha accettato quella che lui stesso ha definito “una scelta folle”, vale a dire candidarsi nell’agone politico a 74 anni, sta nella volontà di contribuire a un rinnovamento del rapporto tra rappresentati e rappresentanti.

“Vogliamo convincere gli elettori che non siamo qua per utilizzare il loro voto – ha detto Onida – per fare gli interessi nostri ma per rendere la città più vivibile”.

Per questo il presidente emerito della Consulta si è augurato che le primarie rappresentino un momento di elaborazione e di confronto sulle proposte per una Milano diversa.

“Conosco e ho stima di Giuliano Pisapia e di Stefano Boeri – ha detto Onida – eviteremo che le primarie diventino una lotta fratricida ma un momento di arricchimento e mi auguro che l’insieme delle forze politiche oggi abbiano più qualcosa in più da dire rispetto a ieri”


Max Weber: etica dei principi ed etica della responsabilità – scheda introduttiva di Paolo Ferrario

Max Weber: etica dei principi ed etica della responsabilità – scheda introduttiva di Paolo Ferrario

Nella sua ormai famosissima conferenza sul tema Politica come professione (tenuta a Monaco il 28 gennaio 1919, un anno prima della sua morte), Max Weber trattò in modo disincantato il tema del rapporto fra etica e politica.

La politica è il dominio della forza. Chi ha la «vocazione» per la politica (Beruf in tedesco significa sia professione sia vocazione) sa di dover affrontare aspre lotte. Solo gli uomini astuti e dal carattere forte potranno affrontare le insidie «diaboliche» della politica, il cui terreno proprio è l’uso della forza. E’ per definire questo carattere che Weber introduce la distinzione tra

  • etica della convinzione” — o più precisamente “etica dei princìpi” (Gesinnungsethik)
  • ed “etica della responsabilità” (Verantwortungsethik).

La prima è un’etica assoluta, di chi opera solo seguendo principi ritenuti giusti in sé, indipendentemente dalle loro conseguenze. E’ questa un’etica della testimonianza assolutizzata: “avvenga quel che avverrà, io devo comportarmi così”.

La seconda è l’etica veramente pertinente alla politica. L’etica della responsabilità si riferisce alle presumibili conseguenze delle scelte e dei comportamenti che l’individuo ed il suo gruppo di appartenenza mette in atto.

Il problema, scrive Weber, è che «il raggiungimento di fini buoni è accompagnato il più delle volte dall’uso di mezzi sospetti», e «nessuna etica può determinare quando e in qual misura lo scopo moralmente buono “giustifica” i mezzi e le altre conseguenze moralmente peri colose». Chi non tiene conto di questo — che dal bene non deriva sempre il bene e dal male non deriva sempre il male — «in politica è un fanciullo». Le due etiche non sono però «antitetiche ma si completano a vicenda, e solo congiunte formano il vero uomo, quel lo che può avere la “vocazione per la politica”», salvo ribadire che tra esse non potrà mai dar si vera conciliazione né armonia a buon mercato.

La lezione di realismo di Weber si spinge così fin dentro le pieghe dell’etica. Egli afferma che solo un atto di reponsabilità può risolvere, nell’azione, i “dilemmi etici” che il politico, e in generale chiunque abbia responsabilità verso il prossimo, si trova inevitabilmente di fronte. I valori sono più d’uno, ognuno ugualmente importante nella propria sfera, e non sempre sono armonizzabili, ma possono scontrarsi ed entrare in conflitto quando è il momento di agire.

Questo è il senso del concetto di “politeismo dei valori”, che metterò in analisi in altra occasione.

Nota

Le conferenze La scienza come professioneLa politica come professione furono pubblicate (con il titolo Il lavoro intellettuale come professione) nei “Saggi” Einaudi, tradotti da Antonio Giolitti e con l’intoduzione di Delio Cantimori.

Nel 2001 sono state ripubblicate dalle edizioni Comunità a cura di Pietro Rossi e Francesco Tuccari.

Il traduttore Wolfgang Schuchter sostituisce la locuzione “etica dei princìpi” a quella di “etica della convinzione” e così ne spiega la motivazione:

La difficoltà più rilevante riguarda la coppia concettua le Gesinnungsethik-Verantwortungsethik, che ha un ruolo centrale in Politik als Beruf. mentre il secondo termine trova una ovvia corrispondenza in «eti ca della responsabilità», la stessa cosa non vale per il primo, data l’assenza in italiano (ma anche nelle altre lingue principali) di un equivalente preciso del tedesco Gesinnung. Esso è stato tradotto da Giolitti con «etica dell’in tenzione», mentre in seguito si è preferito, sulla scorta della versione ingle se e di quella francese, renderlo con «etica della convinzione». L’una e l’al tra soluzione sono però insoddisfacenti, poiché la Gesinnungsethik weberiana non costituisce un’etica della pura intenzione in senso kantiano, né trova la propria base in una semplice «convinzione»: essa riveste per un verso un significato soggettivo, in quanto designa l’incondizionata adesione perso nale a certi principi che devono guidare l’agire dell’individuo, e per l’altro verso un significato oggettivo, in quanto comporta il riferimento a principi assunti come incondizionatamente validi, che l’individuo assume come pro pri scopi indipendentemente dalla considerazione dei mezzi necessari e del le prevedibili conseguenze della loro realizzazione. Si è perciò preferito adot tare qui un’altra versione (ancorché legata, in parte, a una diversa tradizio ne di filosofia morale), rendendo Gesinnungsethik con «etica dei principi».

Nota introduttiva di Paolo Ferrario già pubblicata in:

http://antemp.wordpress.com/2009/10/04/max-weber-etica-dei-principi-ed-etica-della-responsabilita-1919/

Ma leggiamo direttamente il testo:

L’etica può presentarsi in un ruolo assai deleterio da un punto di vista morale. Facciamo alcuni esempi.

Raramente troverete che un uomo, il quale abbia smesso di amare una donna per un’altra, non senta il bisogno di giustificarsi con se stesso dicendo che la prima non era più degna del suo amore, o che lo aveva deluso, o adducendo altre «ragioni» simili. Si tratta di una mancanza di cavalleria che, al semplice dato di fatto che egli non la ama più e che la donna deve portarne le conseguenze, aggiunge ancora una parvenza di legittimità, in forza della quale egli pretende un diritto e cerca di rovesciare sulla donna, oltre all’infelicità, anche un torto. Si comporta esattamente allo stesso modo il concorrente fortunato in amore: il rivale deve valere di meno, altrimenti non sa rebbe stato sconfitto.

Le cose non vanno ovviamente in modo diverso quando, dopo una qualsiasi guerra vittoriosa, il vincitore afferma con una tracotanza priva di dignità: ho vinto per ché avevo ragione. Oppure, quando qualcuno crolla interior mente di fronte agli orrori della guerra e, invece di dire semplicemente che era troppo, sente il bisogno di giustificare di fronte a se stesso la sua stanchezza della guerra con questo sentimento: «Non potevo sopportarlo, perché dovevo combattere per una causa moralmente cattiva». E lo stesso accade per chi è sconfitto in guerra. Dopo una guerra, invece di andare in cerca del «colpevole» con una vecchia mentalità da donnicciole -quando è stata invece la struttura della società a determinare la guerra – chiunque assuma un atteggiamento virile e sobrio dirà al nemico: «Abbiamo perso la guerra, voi l’avete vinta. Questa è ormai cosa fatta: concedeteci ora di discutere su quali conse guenze se ne debbano trarre in relazione agli interessi oggetti vi che erano in gioco e – questa la cosa principale – in rapporto alla responsabilità di fronte al futuro, che grava special mente sul vincitore».

Tutto il resto è privo di dignità e ha gravi conseguenze. Una nazione perdona una ferita dei propri interessi, ma non una ferita del proprio onore, e tanto meno una ferita inflitta con prepotenza farisaica. Ogni nuovo documento che viene alla luce dopo decenni fa sorgere nuovamente grida di sdegno, l’odio e l’ira, mentre la guerra, una volta terminata, dovrebbe essere almeno moralmente sepolta. Questo è possibile soltanto attraverso l’oggettività e la cavalleria, ma soprattutto mediante la dignità. E mai attraverso un’« etica», che in verità significa mancanza di dignità da entrambe le parti. Invece di preoccuparsi di ciò che interessa l’uomo politico – il futuro e la responsabilità di fronte a esso – l’etica si occupa della questione della colpa commessa nel passato, una questione politicamente sterile perché indecidibile. Agire in que­sto modo è una colpa politica, se mai ve n’è una. E inoltre, l’inevitabile travisamento dell’intero problema viene occultato da interessi assai materiali: l’interesse del vincitore al guadagno – morale e materiale – più alto possibile, le speranze dello sconfitto di procurarsi qualche vantaggio attraverso il ri­conoscimento della propria colpa: se vi è mai qualcosa di « v o l g a r e », è proprio questo, ed è la conseguenza di un siffatto modo di utilizzare l’«etica» come pretesto per «mettersi dalla parte della ragione».

Ma qual è dunque il rapporto reale tra etica e politica ? Non hanno niente a che fare l’una con l’altra, come si è talvolta affermato? O è vero, al contrario, che la «stessa» etica vale per l’agire politico come per ogni altro agire?

Si è talvolta pensato che tra queste due affermazioni si ponesse un’alternativa: sarebbe giusta o l’una o l’altra. Ma è dunque vero che imperativi identici dal punto di vista del contenuto potrebbero essere formulati da qualsiasi etica al mondo per rapporti erotici e di affari, familiari e di ufficio, per le relazioni con la moglie, l’erbivendola, il figlio, il concorrente, l’amico, l’imputato? Dovrebbe essere davvero cosi indifferente per le esigenze etiche nei confronti della politica che questa operi con un mezzo cosi specifico come la potenza, dietro cui vi è la violenza ? Non vediamo che gli ideologi bolscevichi e spartachisti, proprio in quanto fanno uso di questo mezzo della politica, giungono esattamente agli stessi risultati di un qualsiasi dittatore militare ? In che cosa, se non nella persona di chi detiene il potere e nel suo dilettantismo, si differenzia il potere dei consigli degli operai e dei soldati da quello di un qualsiasi detentore del po tere del vecchio regime ? E in che cosa, ancora, si distingue la polemica che la maggior parte dei rappresentanti della presunta nuova etica ha scatenato contro i suoi avversari da quella di qualsiasi altro demagogo? Ci si dirà: per la nobile intenzione! Bene. Ma qui è dei mezzi che si sta parlando, e anche gli avversari con cui si combatte pretendono per sé allo stesso identico modo, in piena sincerità da un punto di vista soggettivo, la nobiltà delle proprie intenzioni ultime. «Chi di spada ferisce, di spada perisce», e la lotta è sempre lotta. E dunque, l’etica del sermone della montagna? Con il sermone della montagna – vale a dire con l’etica assoluta del Vangelo – si pone una questione assai più seria di quanto credono coloro che oggi citano volentieri questi precetti. Non va presa alla leggera. Per essa vale ciò che è stato detto della causalità nella scienza: non è una carrozza che si possa far fermare a piacere per salirvi o scenderne. Al contrario: tutto oppure niente, è proprio questo il suo senso, se ne deve derivare qualcosa di diverso dalla banalità. Cosi, per esempio, la parabola del giovane ricco: «Egli se ne andò triste, poiché possedeva molte ricchezze». Il precetto evangelico è incondizionato e univoco: dai via ciò che possiedi, semplicemente tutto. L’uomo politico dirà: una pretesa insensata dal punto di vista sociale, fintantoché non viene realizzata per tutti. E dunque: tassazioni, espropriazioni, confische, in una parola: coercizione e ordine per tutti. Ma il precetto etico non chiede affatto una cosa del genere, ed è questa la sua natura. Oppure: «Porgi l’al tra guancia». Incondizionatamente, senza chiedere come mai spetti all’altro di colpire. Un’etica della mancanza di dignità, eccetto che per un santo. Questo è il punto: si deve essere santi in tutto, quanto meno nella volontà, si deve vivere come Gesù, come gli Apostoli, come San Francesco e i suoi pari, e solamente allora quest’etica è dotata di senso ed è espressione di una dignità. Altrimenti no. Infatti, quando in conseguenza di un’etica acosmica dell’amore si dice: «Non opporti al male con la violenza», per l’uomo politico vale il principio opposto: devi resistere al male con la violenza, altrimenti sarai responsabile della sua affermazione. Chi intenda agire secondo l’etica del Vangelo, si astenga dagli scioperi – poiché essi rappresentano una forma di coercizione – e si iscriva ai sindacati gialli. E soprattutto non parli di «rivoluzione». Infatti quell’etica non intende certo insegnare che proprio la guerra ci vile sia l’unica forma di guerra legittima. Il pacifista che agisca secondo i precetti del Vangelo rifiuterà o getterà via le armi, come veniva raccomandato in Germania, in quanto ciò rappresenta un dovere morale, allo scopo di porre fine alla guerra e dunque a ogni guerra. L’uomo politico dirà: l’unico mezzo sicuro per screditare la guerra per un periodo in qualche modo prevedibile sarebbe stata una pace di status quo. I popoli si sarebbero chiesti allora: a che scopo la guerra? Essa sarebbe stata ridotta ad absurdum, ciò che oggi non è più possibile. Infatti per i vincitori – o quanto meno per una parte di essi – essa è stata politicamente vantaggiosa. E di ciò è responsabile quella condotta che ci ha reso impossibile ogni resistenza. Quando dunque l’epoca della stanchezza sarà trascorsa, non la guerra, ma la pace sarà screditata: una conseguenza dell’etica assoluta.

Infine: il dovere della verità. E un dovere incondizionato per l’etica assoluta. Se ne è dunque dedotta la conseguenza di pubblicare tutti i documenti, soprattutto quelli che accusano il proprio paese, e sul fondamento di questa pubblicazione unilaterale di riconoscere la propria colpa unilateralmente, senza condizioni, senza riguardo alle conseguenze. L’uomo politico troverà che in tal modo non si è promossa la verità, ma la si è sicuramente oscurata attraverso l’abuso e lo scatenamento del le passioni; che soltanto una verifica generale, condotta secondo un piano e attraverso giudici imparziali potrebbe dare buoni frutti, e che ogni altro modo di procedere può avere, per la nazione che cosi agisce, conseguenze che si dovranno ancora ri parare tra decenni. Ma è proprio sulle «conseguenze» che l’etica assoluta non si interroga.

Sta qui il punto decisivo. Dobbiamo renderci chiaramente conto che ogni agire orientato in senso etico può essere ricondotto a due massime fondamentalmente diverse l’una dal l’altra e inconciliabilmente opposte: può cioè orientarsi nel senso di un’«etica dei principi» oppure di un’«etica della responsabilità». Ciò non significa che l’etica dei principi coincida con la mancanza di responsabilità e l’etica della responsabilità con una mancanza di principi. Non si tratta ovviamente di questo.

Vi è altresì un contrasto radicale tra l’agire secondo la massima del l’etica dei principi, la quale, formulata in termini religiosi, recita: «Il cristiano agisce da giusto e rimette l’esito del suo agi re nelle mani di Dio», oppure secondo la massima dell’etica della responsabilità, secondo la quale si deve rispondere delle conseguenze (prevedibili) del proprio agire. A un sindacalista convinto che agisca in base all’etica dei principi voi po trete mostrare in modo assai persuasivo che in conseguenza del suo agire aumenteranno le possibilità della reazione, crescerà l’oppressione della sua classe, verrà rallentata la sua ascesa: ciò non farà su di lui alcuna impressione. Se le conseguenze di un’a­zione derivante da un puro principio sono cattive, a suo giudizio ne è responsabile non colui che agisce, bensì il mondo, la stupidità di altri uomini, o la volontà del dio che li ha creati tali.

Colui che invece agisce secondo l’etica della responsabilità tiene conto, per l’appunto, di quei difetti propri della media degli uomini. Egli non ha infatti alcun diritto – come ha giusta mente detto Fichte” – di dare per scontata la loro bontà e per fezione, non si sente capace di attribuire ad altri le conseguenze del suo proprio agire, per lo meno fin là dove poteva prevederle. Egli dirà: queste conseguenze saranno attribuite al mio operato. Colui che agisce secondo l’etica dei principi si sente «responsabile» soltanto del fatto che la fiamma del puro principio – per esempio la fiamma della protesta conto l’ingiustizia dell’ordinamento sociale – non si spenga. Ravvivarla continua mente è lo scopo delle sue azioni completamente irrazionali dal punto di vista del possibile risultato, le quali possono e devono avere soltanto un valore esemplare.

Ma nemmeno cosi il problema è ancora esaurito. Nessuna etica al mondo prescinde dal fatto che il raggiungimento di fini «buoni» è legato in numerosi casi all’impiego di mezzi eti camente dubbi o quanto meno pericolosi e alla possibilità, o anche alla probabilità, che insorgano altre conseguenze cattive. E nessuna etica al mondo può mostrare quando e in che misura lo scopo eticamente buono «giustifichi» i mezzi eticamente peri colosi e le sue possibili conseguenze collaterali.

Per la politica il mezzo decisivo è la violenza, e quanto sia grande la portata della tensione tra il mezzo e il fine da un punto di vista etico lo potete desumere dal fatto, noto a tutti, che i socialisti rivoluzionari (corrente di Zimmerwald) già durante la guerra professavano un principio che si potrebbe cosi formulare: « Se ci trovassimo a dover scegliere tra un anno di guer ra ancora e poi la rivoluzione, oppure la pace subito ma senza rivoluzione, noi sceglieremmo ancora qualche anno di guerra! » All’ulteriore domanda: «Che cosa può portare questa rivoluzione?», qualsiasi socialista dotato di una qualche preparazio ne scientifica avrebbe risposto che non si poteva parlare di un passaggio a un’economia che si potesse definire socialista nel senso da lui inteso, ma che sarebbe sorta una nuova economia borghese, la quale avrebbe potuto soltanto far piazza pulita degli elementi feudali e dei residui dinastici. Dunque, per questo modesto risultato: «Ancora qualche anno di guerra! » Si potrà certo affermare che in questo caso, anche con una assai salda convinzione socialista, si potrebbe respingere il fine che richiede un tale mezzo. E tuttavia nel bolscevismo e nello spartachismo, e in generale in ogni forma di socialismo rivoluzionario, le cose stanno esattamente allo stesso modo, ed è naturalmente assai ridicolo quando da questa parte vengono moralmente rimproverati i «politici della forza» del vecchio regime a causa dell’impiego dell’identico mezzo, per quanto possa essere del tutto giustificato il rifiuto dei loro fini.

Qui, in relazione a questo problema della giustificazione dei mezzi attraverso il fine, anche l’etica dei principi sembra in generale destinata al fallimento. Essa, infatti, ha logicamente sol tanto la possibilità di respingere ogni agire che faccia uso di mezzi eticamente pericolosi. Logicamente. Nel mondo reale, tuttavia, noi sperimentiamo continuamente che colui il quale agisce in base all’etica dei principi si trasforma improvvisamente nel profeta millenaristico, e che per esempio coloro che hanno appena predicato di opporre «l’amore alla violenza», nell’istante successivo invitano alla violenza – alla violenza ultima , la quale dovrebbe portare all’annientamento di ogni violenza – cosi come i nostri militari dicevano ai soldati a ogni offensiva: questa sarà l’ultima, porterà la vittoria e poi la pace.

Colui che agisce in base all’etica dei principi non tollera l’irrazionalità etica del mondo. Egli è un «razionalista» cosmico-etico. Chi di voi conosce Dostoevskij ricorderà senz’altro l’episodio del Grande Inquisitore, dove il problema è trattato con grande precisione.

Non è possibile mettere d’accordo l’etica dei principi e l’etica della responsabilità oppure decretare eticamente quale fine debba giustificare quel determinato mezzo, quando si sia fatta in generale una qualche concessione a questo principio.

[ …]

Chi vuole fare politica in generale, e soprattutto chi vuole esercitare la politica come professione, deve essere consapevo le di quei paradossi etici e della propria responsabilità per ciò che a lui stesso può accadere sotto la loro pressione. Lo ripeto ancora: egli entra in relazione con le potenze diaboliche che stanno in agguato dietro a ogni violenza. I grandi virtuosi del l’amore acosmico per l’uomo e del bene – provengano essi da Nazareth, da Assisi o dai palazzi reali indiani – non hanno operato con il mezzo politico della violenza, il loro regno «non era di questo mondo», e tuttavia agirono e agiscono in questo mondo, e le figure di Platon Karataev e dei santi dostoevskiani sono pur sempre quelle che si adattano meglio a tali modelli. Chi aspira alla salvezza della propria anima e alla salvezza di al tre anime non le ricerca sul terreno della politica, che si pone un compito del tutto diverso e tale da poter essere risolto soltanto con la violenza. Il genio o il demone della politica e il dio dell’amore, anche il dio cristiano nella sua forma ecclesiastica, vivono in un intimo contrasto, che in ogni momento può tra sformarsi in un conflitto insanabile.

[ …]

In verità: la politica viene fatta con la testa, ma di certo non con la testa soltanto. In ciò coloro che agiscono in base al l’etica dei principi hanno pienamente ragione. Ma se si debba agire in base all’etica dei principi o all’etica della responsabilità, e quando in base all’una o all’altra, nessuno è in grado di prescriverlo. Si può dire soltanto una cosa: se adesso, in questi tempi (come voi pensate) di non «sterile» agitazione – ma l’agitazione non è sempre del tutto genuina passione – se adesso improvvisamente i politici che agiscono in base al l’etica dei principi si presentassero in massa con la parola d’ordine: «Non io, ma il mondo è stupido e mediocre, la responsabilità per le conseguenze non riguarda la mia persona, ma gli altri, al cui servizio io lavoro, e la cui stupidità o volgarità io sradicherò», io dico allora apertamente che in primo luogo vorrei interrogarmi sulla sostanza interiore che sta dietro questa etica dei principi. Ho la sensazione che in nove casi su dieci mi troverei di fronte a degli spacconi che non sentono realmente ciò che assumono su di sé, ma si inebriano di sensa zioni romantiche. Ciò non mi interessa molto dal punto di vi­sta umano e mi lascia del tutto indifferente. Suscita invece un’e norme impressione sentir dire da un uomo maturo – non importa se vecchio o giovane anagraficamente – il quale sente realmente e con tutta la sua anima questa responsabilità per le conseguenze e agisce in base all’etica della responsabilità: «Non posso fare altrimenti, di qui non mi muovo». Questo è un atteggiamento umanamente sincero e che commuove. E infatti una tale situazione deve certamente potersi verificare una volta o l’altra per chiunque di noi non sia privo di una pro pria vita interiore. Pertanto l’etica dei principi e l’etica della responsabilità non costituiscono due poli assolutamente opposti, ma due elementi che si completano a vicenda e che soltanto insieme creano l’uomo autentico, quello che può avere la «vocazione per la politica».

[ …]

La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. E certo del tutto esatto, e confermato da ogni esperienza storica, che non si realizzerebbe ciò che è possibile se nel mondo non si aspirasse sempre all’impossibile. Ma colui che può farlo deve essere un capo e non solo questo, ma anche – in un senso assai poco enfatico della parola – un eroe. Pure coloro che non sono né l’uno né l’altro devono altresì armarsi di quella fermezza interiore che permette di resistere al naufragio di tutte le speranze, già adesso, altrimenti non saranno in grado di realizzare anche solo ciò che oggi è possibile. Soltanto chi è sicuro di non cedere anche se il mondo, considerato dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per ciò che egli vuole offrirgli, soltanto chi è sicuro di poter dire di fronte a tutto questo: «Non importa, andiamo avanti», soltanto quest’uomo ha la «vocazione» per la politica.

Da: Max Weber, La scienza come professione. La politica come professione, Edizioni di Comunità, 2001, pagg. 97-113


Nuovi Corsi per Assistenti Sociali

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1 COMUNICATO STAMPA

ALLA “BERNARDI & ASSOCIATI” NUOVI CORSI PATROCINATI DAL SINDACATO E DALL’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI

“Assistente Sociale Formatore” e “Videomaker per le Professioni Socio-Sanitarie-Educative” sono i nuovi corsi della Bernardi & Associati – Formazione ed Eventi a fregiarsi del patrocinio del Sunas, il Sindacato Nazionale degli Assistenti Sociali, e del Croas, l’Ordine degli Assistenti Sociali.

Un evento quanto mai significativo e un attestato di fiducia importante di cui Bernardi & Associati non può che essere orgogliosa, una ulteriore riprova della grande professionalità mostrata nell’organizzazione dei suoi corsi. Il cammino della Bernardi & Associati si arricchisce dunque di un altro prestigioso traguardo.

Il patrocinio del Croas e del Sunas sottolinea anche l’importanza strategica di questi corsi nell’ambito della formazione delle figure professionali legate al mondo dell’assistenza sociale.

Il corso per “Assistente sociale formatore” si svolgerà dal 1 al 4 ottobre 2010, mentre il corso per “Videomaker per le professioni socio-sanitarie-educative” si terrà dal 12 al 14 novembre 2010, entrambi presso la sede operativa della Bernardi & Associati – Formazione ed Eventi in via Attio Labeone 41, Roma.

Per ulteriori informazioni, inviare una email a:

segreteriadidattica@bernardieassociati.com


Angelicamente. Il senso dell’angelo nel nostro tempo, a cura di Baldo Lami, Zephyro editore


AngelicamenteBlog dedicato al libro angelicamente

Pagina dedicata al libro in Facebook

La scheda dedicata al libro dalla Casa Editrice

Gli Autori:

GRAZIA APISA, L’angelo come metafora della presenza dell’infinito e dell’oltre

INDICE DEL SAGGIO:
1. La risposta alla domanda
2. L’angelo è metafora della presenza ma la presenza non è l’angelo
3. Scomparsa del terzo mediatore
4. Amore è il nome di Dio

Grazia Apisa vive a Genova. Scrive poesie dall’età di sette anni. Nel ‘91, rileggendo il suo percorso esistenziale e poetico, vi scoprirà molte anticipazioni dellesintesi successive (Senza Traccia). La ricerca di un’altra dimensione, il dialogo con l’assoluto, la scoperta del Soggetto troveranno risposta e attuazione nell’incontro con Silvia Montefoschi. Nel ‘94-’95 ha pubblicato sei opere, poesie, racconti,favole, sogni e un libro vita: Ti amo. Dalla dialettica al dialogo. Tra il 2007-2008 ha pubblicato i primi 8 volumi dell’opera Il Dialogante. Nel 2009 L’Incontro e Luce del silenzio e nel 2010 O-sceno – Oltre la scena. E’ presente su Facebook.

ELIANA BRIANTE, Gli angeli nella Bibbia e nella Riforma

INDICE DEL SAGGIO:
1. La funzione degli angeli
2. Gli angeli nella bibbia
a. Nell’Antico Testamento
a.1. Le querce di Mamre
a.2. L’asina di Balaam
a.3. Chiamata di Isaia
b. Nel Nuovo Testamento
b.1. L’Apostolo Paolo e gli angeli
b.2. Apocalisse
3. Gli angeli nella riforma protestante del Cinquecento
a. Martin Lutero
b. Giovanni Calvino
c. Karl Barth
4. Noi e gli angeli

Eliana Briante nata a Pachino (SR), ha studiato a Roma alla Facoltà Valdese di Teologia e a Monaco di Baviera. Pastora della Chiesa Evangelica Valdese(Unione delle Chiese Evangeliche Valdesi e Metodiste), ha prestato servizio in Italia e in Germania. Dal 2000 al 2005 è stata direttrice del Servizio Cristiano di Riesi (CL), istituto diaconale della Chiesa Valdese, comprendente Scuola dell’Infanzia e Primaria, Consultorio Familiare, Centro Agricolo Biologico, Casa per ferie, Centro internazionale di Studi sull’Architettura. Dal 2005 è pastora della Chiesa Evangelica Metodista di Milano. È sposata e ha due figli.

GABRIELE DE RITIS, Essere angelo per qualcuno. Empatia e kairós nella relazione d’aiuto

INDICE DEL SAGGIO:
Il brusio degli angeli
In cammino verso l’altro. camminare insieme.
Angelo e Daimon
Empatia e Kairós

Gabriele De Ritis si è laureato in Filosofia nel 1972 con una tesi sui rapporti tra Filosofia e Psichiatria, segnatamente sull’influenza esercitata dal pensiero di Sartre sull’antipsichiatria di Ronald Laing e David Cooper. Successivamente si è occupato di Etica e di Estetica, di cui si è avvalso per l’insegnamento delle Lettere italiane e latine nei trentacinque anni trascorsi nei Licei. Da venti anni è impegnato nell’attività di Educatore in unCentro di ascolto per ragazzi tossicodipendenti e per le loro famiglie. E’ presente su Facebook. Da anni cura un suo sito personale.

PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo

INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. ritorno a casa

Paolo Ferrario è sociologo e docente universitario a contratto al Corso di laurea in Scienze pedagogiche della Università di Milano Bicocca. Attraversa il suo Destino nell’ultimo tratto di vita tra partecipazione alla Polis e necessità esistenziale di ancorarsi in un Luogo. Ha scritto solo libri tecnici e questa è la sua prima escursione nella scrittura creativa. Tiene un diario sul Blog www.paolodel1948.blogspot.com. In Tracce e sentieri. Luogo Tempo Eros Polis Destino si trovano indicazioni su tutte le sue attività.

PIETRO GENTILI, La mistica del colore. Gli angeli di luce rossa, di luce gialla e di luce blu

INDICE DEL SAGGIO:
L’angelo di luce rossa. Il colore del fuoco.
L’angelo di luce gialla. Il colore dell’aria.
L’angelo di luce blu. Il colore dell’acqua.

Pietro Gentili (San Vito Romano 1932-2008), artista e pittore cosmico. Le arti figurative sono sempre state la sua passione (ne sono prova le sue grandissime tele piene di luce lunare, gioco di specchi e colori) da dove traspare un amore viscerale per l’universo e l’infinito, a cui negli anni si è affiancata quella per la ricerca mistico-esoterica dell’astrologia che ha improntato tutta la sua ultima produzione artistica. Ha pubblicato otto saggi tra cui Supernatura, La Semina del Cuore, Astrologia scienza dello Spirito, La dualità del Sole e della Luna, Le dimore del cielo senza stelle ed ultimo in ordine di tempo Una Vita e un’Arte del 2003, oltre a numerosi articoli su riviste di settore. Le sue opere sono state esposte in numerose gallerie d’arte e sono tutt’ora presenti in diversi musei e pinacoteche italiane ed estere. In sua memoria è stato realizzato il sito www.pietrogentili.com. Egli è l’autore dell’opera Arcangelo imporporato, di cui in copertina è riprodotto un particolare dell’ala.

CLAUDIO GREGORAT, L’influenza dell’angelo sull’anima umana

Claudio Gregorat nato a Chiopris-Viscone (Ud) nel 1923. Musicista compositore con 170 titoli di opere dallo strumento solista alla grande orchestra. Scrittoresaggista su vari argomenti secondo la prospettiva antroposofica. Libri: La musica come mistero del suono, L’anima della musica, Origine ed evoluzione degli strumentimusicali, La musica come terapia, Processi di pensiero, Evoluzione dell’intelligenza, Itinerari della coscienza pensante, Il confronto col Male, Convivere con la paura, Piccola storia dell’architettura, Saggi sull’arte figurativa, La presenza del Cristo Eterico, ed altri 20 titoli. Inoltre vari saggi ed articoli su temi di attualità pensati nella loro specifica essenza.

BALDO LAMI, La missione disconosciuta degli angeli emotigeni

INDICE DEL SAGGIO:
La traccia e il sogno
Breve storia del lemma
La biga alata e l’inizio del dualismo
La scienza del cavallo nero
Le emozioni di Freud e Jung
Bion, Matte Blanco, Montefoschi e la riproposizione del sentire
Il dialogo con le figure oniriche
Il daimon o l’angelo caduto
L’angelo ferito e gli avversari della missione angelica
L’emozione come transfert gemellare angelo-daimon
Un caso di propagazione angelica
Il destino delle emozioni e dell’uomo

Baldo Lami, psicologo e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica e psicosomatica, poeta e autore della raccolta di versi Le ali rotonde (1990), fonda a Milano l’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Fare Anima” (1992), per la promozione di una cultura simbolica e della psiche, realizzando con Maria Luisa Mastrantoni diversi seminari didattico-esperienziali sui grandi temi della vita. Suoi articoli su L’Immaginale e riviste online. Suoi libri Il sogno della donna di pietra. Percorsi di psicoanalisi contemplativa (1997), Psicopatia e pensiero del cuore. Analisi di un concetto chiave di comprensione del nostro tempo (2006). Baldo Lami è anche il curatore dell’opera. E’ presente su Facebook.

MASSIMO MARASCO, Angeli e custodi

Massimo Marasco è nato a La Spezia nel 1955. Si è laureato in Chimica a Pisa e dal 1980 vive a Milano, dove lavora come specialista informatico. Dal 1995 ha intrapreso un percorso psicoanalitico con Silvia Montefoschi, che dura tutt’ora. Nel 2002 ha pubblicato il breve saggio Oltre il sado-masochismo e nel 2003 ha pubblicato il romanzo L’annuncio. Il mito del popolo nuovo. Con Silvia Montefoschi ha collaborato alla stesura di alcuni saggi tra cui, ultimo in ordine di tempo, Oltre l’omega nel 2006.

PAOLA MARZOLI, L’angelo dell’Annunciazione

INDICE DEL SAGGIO:
Premessa
Approssimazione
Evento
L’annuncio a Maria
Postfazione
Coscienza individuale

Paola Marzoli, psicoanalista dal 1983, di formazione junghiana montefoschiana. Collabora dai primi anni ‘90 con il CEPEI (Centro di Psicologia Evolutiva Intersoggettiva). Insieme agli altri soci del CEPEI ha tenuto seminari di formazione e ha pubblicato come coautrice nel 2008 Dialoghi con il sogno. Incontri diurni e notturni con l’inconscio. Pittrice, dal 1975 ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero.

MARIA LUISA MASTRANTONI, Michele e Lucifero. Cosa avranno ancora quei due da dirsi?

Maria Luisa Mastrantoni fonda a Milano nel 1999 la casa editriceZephyro Edizioni. In precedenza ha pubblicato nel 1997 come coautrice il saggio Il sogno della donna di pietra e nel 1998 il racconto psicologico Ciao ciao Dolly. Storia di un clone in crisi di identità. Dal 1992 a oggi collabora con Baldo Lami ai seminari di “Fare Anima” a Milano e a Brescia.

FRANCESCO PAZIENZA, Angeli dell’Europa

INDICE DEL SAGGIO:
Introibo ad altare Dei!
Avvicinamento
E soprattutto, perché leggo Rudolf Steiner?
Considerazioni in margine alla conferenza di Rudolf Steiner “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale?”
Passeggiata notturna nella selva oscura della mia libreria
Angelus novus
Angeli orrifici
L’angelo necessario

Francesco Pazienza, psicanalista a Milano dal 1980 (personale freudiana in età giovanile e didattica lacaniana), fin dai primi anni ‘80 compie una ricerca personale che lo conduce a incontrare e praticare lo yoga e la meditazione buddhista sotto la guida di Corrado Pensa. Approfondisce la sua formazione integrando attraverso Hillman elementi di psicologia del profondo di indirizzo junghiano (Circolo della via Podgora a Milano). Nei primi anni ‘90 incontra l’Antroposofia, l’opera di Rudolf Steiner, collabora con medici e terapeuti antroposofici e insegna un settennio nel liceo “R. Steiner” di Milano (cattedra di religione). Insegna Biografia umana nei seminari pedagogici steineriani di Milano e Sagrado. È membro del SABOF (Società per l’Analisi Biografica a Orientamento Filosofico). Redattore del blog www.nellacurvadeltempo.it. E’ presente su Facebook.

BIANCA PIETRINI e FABRIZIO RAGGI, Lucifero dinamica divina

INDICE DEL SAGGIO:
Lucifero: l’angelo messaggero di Dio
Lucifero: la dinamica evolutiva di Dio
L’attuazione dell’opera di Lucifero quale messaggero della dinamica divina

Bianca Pietrini da sempre segue il percorso che l’essere fa di sé e, unitamente a Silvia Montefoschi, lavora alla realizzazione completa dell’Uno come unico vivente. Nel 2003 collabora con Fabrizio Raggi alla lettura psicoanalitica de Il Mnemonista. Nel 2009 autrice con Silvia Montefoschi e Fabrizio Raggi del volume Il manifestarsi dell’essere in Silvia Montefoschi. Vive e lavora a La Spezia.
Fabrizio Raggi, medico e psichiatra, da sempre segue il percorso che l’essere fa di sé e, unitamente a Silvia Montefoschi, lavora alla realizzazione completa dell’Uno come unico vivente. Nel 2003 collabora con Bianca Pietrini alla lettura psicoanalitica de Il Mnemonista. Nel 2008 pubblica Al di là del bene e del male: la logica unitaria. Nel 2009 autore con Silvia Montefoschi e Bianca Pietrini del volume Il manifestarsi dell’essere in Silvia Montefoschi. Vive e lavora a La Spezia.

MASSIMO PITTELLA, Distanze che disegnano orizzonti

Massimo Pittella è nato a Milano, dove lavora come consulente nelle tecnologie della comunicazione in rete. Dopo il coinvolgimento in progetti sperimentali di intelligenza artificiale e la pubblicazione di testi matematici, ha ricoperto ruoli di spicco in note multinazionali del software. Oltre che in scienze dell’informazione, ha seguito studi di psicologia e di filosofia, esplorando successivamente l’ambito delle scienze di frontiera. Conduce da anni una sua personale ricerca sugli incroci tra scienza, pratiche filosofiche e tradizioni sapienziali. E’ presente in Facebook.

CLAUDIA REGHENZI, La sincronicità come manifestazione angelica dell’unità di senso interno-esterno

Claudia Reghenzi, laureata in Scienze politiche, dirige la sua passione alla scrittura e all’introspezione. Nel 2006 pubblica il suo primo romanzo Il ponte su due mondi e nel 2009 Giallo all’ombra del vescovado con il quale vince il terzo premio “Autrice dell’estate 2009”. Collabora con le associazioni culturali “Fare anima” di Milano e “Quintoquadrante” di Brescia.

STEFANIA VALANZANO, Quale angelo sulla scena della violenza alle donne?

INDICE DEL SAGGIO:
La violenza dell’altro
Violenza contro le donne e ambiguità
Il fattore transgenerazionale nel fenomeno della violenza contro le donne
L’angelus novus e il disvelamento sulla scena della violenza verso le donne

Stefania Valanzano, psicologa psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, vive a La Spezia dove svolge attività clinica con adolescenti e adulti. Si interessa da diversi anni di bioetica e dell’impatto delle tecniche di riproduzione assistita sul corpo femminile. Attualmente si occupa in modo particolare degli aspetti traumatici della violenza verso le donne e del ruolo giocato dal fattore transgenerazionale nelle patologie sociali.

GRUPPO LETTURA FILML’angelo nel cinema

INDICE DEL SAGGIO:
Premessa
La vita è meravigliosa (Frank Capra, USA 1946)
La moglie del vescovo (Henry Koster, USA 1947)
Appuntamento con un angelo (Tom McLoughlin, USA 1987)
Il cielo sopra Berlino (Wim Wenders, Germania 1987)
Così lontano così vicino (Wim Wenders, Germania 1993)
The Prophecy I, II, III (USA, 1995-2000)
Michael (Nora Ephron, USA 1996)
City of Angels – La città degli Angeli (Brad Silberling, USA 1998)
Angels in America (Mike Nicholson, USA 2003)
Angel-A (Luc Besson, Francia 2005)

Il Gruppo lettura film è composto da Marilena Dusi, Maria Dolores Moroldo, Claudia Reghenzi, Eliana Vallini, Elena Buzzetti e Gianfranco Bellini.

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Angelicamente

da: CAMMINARSI DENTRO (146): Angelicamente. Il senso dell’angelo nel nostro tempo. : Ai confini dello sguardo.


Persone diverse per età ed esperienze, tutte accomunate da un unico progetto di vita, che trova realizzazione concreta in una nuova formula abitativa, quella del co-housing. Spazi comuni, dall’orto alla lavanderia, servizi di mutua assistenza

Persone diverse per età ed esperienze, tutte accomunate da un unico progetto di vita, che trova realizzazione concreta in una nuova formula abitativa, quella del co-housing. Spazi comuni, dall’orto alla lavanderia, servizi di muta assistenza, dal car sharing alla “portineria intelligente” che si occupa anche delle bollette e della spesa, micronidohobby room ,piscina e giardino: nel co-housing, privacy e relazioni sociali trovano un equilibrio armonico, il cui precipitato è un’invidiabile qualità della vita.

«Io e la mia compagna cercavamo casa – ci racconta Paolo Stagnoli, 39 anni – quando navigando in rete abbiamo scoperto la realtà del cohousing, che ci è subito piaciuta. Dalla prima riunione di gruppo all’acquisto sono passati pochi mesi». Entusiasmo ed equilibrio razionale: Paolo ci parla con passione della sua esperienza senza edulcorare nulla. «Giovane, moderno, divertente: eppure il loft non era esattamente il tipo di casa – continua – che io e la mia compagna consideravamo adatta a essere suddivisa in vista di figli piccoli. Anche il prezzo non era allineato con quelli di mercato e la Bovisa, poi, dove sorge l’Urban Village in cui ora abitiamo, è una zona di Milano in crescita, sì, ma per ora sulla carta: eppure il progetto era cosìentusiasmante che abbiamo aderito nonostante il margine di rischio che comporta l’acquisto di una quota parte di spazi comuni, un impegno economico che non si può considerare un investimento».

Remore superate di slancio, a tutt’oggi senza ripensamenti di sorta: «Fino a che non ci vivevo dovevo crederci, adesso che ci vivo lo so: la risposta che il cohousing sta dando èall’altezza delle aspettative che avevamo. Questa è proprio la dimensione di vita, sociale e di coabitazione che desideravamo – continua Paolo -. Ècome in un piccolo paese, dov’è normale darsi una mano. Se qualcuno di noi va a fare acquisti all’Ikea , dà una voce agli altri inviando un messaggio al newsgroup: “Domani vado lì, qualcuno ha bisogno di qualcosa?”». Sono una trentina gli appartamenti all’Urban Village della Bovisa, divisi al 50% tra nuclei familiari e single. L’età media viaggia intorno ai 30-40 anni. «Ovviamente ci sono sfumature di partecipazione nel gruppo – sottolinea Paolo -: un 30% di partecipanti entusiasti cerca continuamente sinergie con gli altri e porta avanti progetti comuni, il 50% dei partecipanti passivi gode dei frutti della collaborazione ma offre aiuto solo se espressamente richiesto di farlo, la restante percentuale non sta sfruttando il cohousing e lo vive come un normale condominio. È fondamentale sapere che ci sono fatiche aggiuntive da affrontare, ampiamente ripagate. E che non si può delegare ad altri la responsabilità delle scelte».

In un clima assembleare permanente, molto anni Settanta, le decisioni non si prendono a maggioranza: «Si discute anche per ore, com’è accaduto per decidere se installare o no l’antenna della tv. Ma poi si arriva al dunque senza ricorrere a votazioni anche grazie a chi, nel gruppo, è più abile nel disinnescare i conflitti e le contrapposizioni muro contro muro». Dovendo condividere lavanderia, officina, sala comune e soprattutto momenti di confronto è facile diventare amici dei propri cohousers «ma l’amicizia – precisa Paolo – è indipendente dalla relazione cooperativa e collaborativa».

Tutti insieme appassionatamente – Donna – Libero News.


Livelli essenziali di assistenza: il decreto forse a settembre – Corriere della Sera

Sapere con certezza a quali prestazioni sanitarie abbiamo diritto, gratuitamente o pagando un ticket, senza alcuna differenza in tutta Italia. Sono i “Livelli essenziali di assistenza” che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini. Questa volta i nuovi Lea sembrano davvero in dirittura d’arrivo. A fine luglio, infatti, la Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno che impegna il governo a emanare entro il 30 settembre il Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) 23 aprile 2008 sui Lea, ancora fermo alla ragioneria di Stato. Dopodiché il decreto passerà al vaglio della conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione.

TERMINE PERENTORIO – «Il termine è perentorio e, se il decreto non sarà varato entro questa data, il ministro dell’economia dovrà riferire in aula le motivazioni che hanno impedito la sua emanazione» spiega la promotrice dell’ordine del giorno, Maria Antonietta Farina Coscioni, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera. «Si potrebbero almeno stralciare l’assistenza domiciliare e il nomenclatore degli ausili e delle protesi (l’elenco ufficiale di ciò che può essere concesso, ndr) – prosegue la co-presidente dell’associazione Luca Coscioni per la ricerca scientifica, fondata dal marito, malato di Sclerosi laterale amiotrofica e deceduto nel 2006 -. Molti malati gravi hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24: oltre alla malattia, devono sostenere enormi spese per l’assistenza e gli ausili tecnologici che aiutano a vivere. Il nomenclatore, infatti, è ancora quello del ’99: significa che i cittadini per disporre di ausili moderni debbono pagare di tasca propria quello che sarebbe loro diritto avere gratuitamente».

Livelli essenziali di assistenza: il decreto forse a settembre – Corriere della Sera.


Un sondaggio Ispo-Mannheimer per il Corriere della Sera, attesta il partito di Fini al 6,3%

Un sondaggio Ispo-Mannheimer per il Corriere della Sera, attesta il partito di Fini al 6,3%. Secondo il sondaggista quindi Fli perde qualcosa rispetto ai primi dati di luglio (tra l’8 e il 9%) ma e’ comunque favorita dal calo del Pdl ai minimi storici. Infatti il partito del premier secondo Mannheimer e’ sceso sotto il 30%, precisamente al 29,7%. In particolare, ad avvantaggiarsi di questo calo, e’ la Lega che e’ accreditata dell’11,5%.

Sul fronte delle opposizioni i dati danno al Pd un 26,7%, in linea con le rilevazioni dei mesi scorsi, ma che e’ comunque molto meno del 33% ottenuto alle elezioni del 2008. Di Pietro e Casini sono entrambi tra il 6 e il 7 per cento, mentre Vendola e’ accreditato del 4,5%.

Mannheimer sostiene infine che ci sono un gran numero di indecisi, addirittura il 35%, e lo scenario potrebbe cambiare nei prossimi giorni “in relazione a molteplici fattori“. Tra questi il discorso di Fini a Mirabello “che potra’ sancire o meno il distacco di da Berlusconi“.

SONDAGGIO MANNHEIMER PER IL CORRIERE DELLA SERA, PARTITO DI FINI SI ATTESTA AL 6,3% – Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione.


MuoversiInsieme: Aggiornamento del Mese di Agosto 2010

Gentile amico,
ecco l’aggiornamento mensile gratuito in cui le segnaliamo gli articoli più interessanti pubblicati questo mese sul blogzine Muoversi Insieme.
30-08-2010
Anziani in difficoltà, le leggi che li aiutano
Nel corso della vita può accadere di avere bisogno di un support o, di un aiuto per poter affrontare e superare momenti di difficoltà dovuti alle più diverse cause.Per poter rispondere a queste situazioni di bisogno e di difficoltà, il nostro ordinamento, in virtù del dovere che la nostra Costituzione impone ai pubblici poteri di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (articolo 3 Costituzione), prevede la predisposizione di un sistema di servizi.  >>


27-08-2010
La palestra del benessere per aspirant i centenari
Gli anziani del futuro ormai lo sanno: per mantenersi più a lungo in salute bisogna fare attività fisica. Non si tratta di trasformarsi in Incredibili Hulk o Wonder Women a tutti i costi: l’essenziale è tenere in esercizio il corpo in maniera costante, anche se moderata. Chi ha smesso con la ginnastica dai tempi della scuola, però, potrebbe sentirsi a disagio nell’iscriversi in palestre frequentate in massima parte da ragazze e ragazzi in piena forma. Per aggirare questo problema, ad Ancona partirà a fine ottobre la “Palestra del benessere” per over 50, nata su progetto dell’Istituto di ricovero e cura per gli anziani, sede dell’Agenzia nazionale dell’invecchiamento.   >>


23-08-2010
Incontinenza, curarla è sempre possibile
Tra gli ostacoli di una serena villeggiatura, alcuni anziani possono citare un disturbo fisico dalle imbarazzanti ripercussioni sociali. Si tratta dell’incontinenza urinaria, ossia la perdita involontaria d’urina. Del problema (di cui si celebra ogni anno a fine giugno la Giornata mondiale) soffrirebbero dall’8 al 34% degli anziani, in maggioranza donne, con un picco di più del 50% tra i ricoverati negli ospedali, nelle case di cura e nelle residenze socio-assistenziali. In Italia, si pensa che quasi 1 persona su 25 soffra di qualche forma di incontinenza e la stima potrebbe essere in difetto, v ista la delicatezza della problematica.   >>


20-08-2010
Il corpo ritrovato, una conquista della vita
Le ultime battute dell’estate ci trovano ancora con un corpo esposto, desideroso di sole, caldo e vigore: fra breve, quando l’autunno ci costringerà di nuovo a coprirci, riporremo nel guardaroba estivo anche le preoccupazioni che tanto ci avevano assillato alla prova del costume da bagno. Accettare il proprio corpo, infatti, non è sem pre così scontato, benché sia divenuto, nel corso di poco più di un secolo, sempre più centrale man mano che i costumi occidentali si facevano meno repressivi.   >>


16-08-2010
Centri storici italiani, belli e accessibili
Tutto il mondo invidia i nostri centri storici, basti pensare alle cittadine del Centro Italia: città d’arte rinomate o centri minori, che emergono nel paesaggio (nella foto a sinistra, un’immagine panoramica di S iena), luoghi affascinanti, pittoreschi, ricchi di monumenti e di opere d’arte, spesso ben conservati, in grado di entusiasmare il turista e lasciare ricordi meravigliosi. A prima vista, sembrano però mete poco fruibili per un turista con qualche difficoltà in più: durante il periodo delle vacanze, il caldo può affaticare chiunque e percorrere stradine in salita e discesa non sempre è una “passeggiata”.  >>


13-08-2010
Agosto, lunario dei giorni di quiete
A metà agosto ci sono già i segni dell’estate che sta finendo: la rottura del caldo e le prime piogge, la luce calante, le temperature più fresche, le foglie che cominciano ad ingiallire. E’ in questo periodo dell’anno che il tempo ci appare in tutte le sue varie dimensioni e aspetti: forse è proprio ora il momento in cui ne abbiamo una più acuta percezione e, quindi, possiamo farne oggetto di riflessione condivisa. Le società moderne del mondo occidentale hanno cicli temporali molto definiti, tali da influenzare potentemente la vita quotidiana.   >>


06-08-2010
La giusta conservazione per ogni cibo
Dopo aver presentato i metodi di conservazione che utilizzano le alte o le basse temperature, ora vediamo quali sono altri trattamenti di conservazione. Alcuni di questi sono stati utilizzati fin dall’antichità – come accennavo già la volta scorsa – quando gli alimenti, soprattutto pesci e carni, venivano fatti seccare al sole o all’aria per conservarli più a lungo. Eliminare completamente o parzialmente l’acqua contenuta blocca o rallenta, infatti, lo sviluppo di batteri, muffe e lieviti che, come tutti gli esseri viventi, hanno bisogno di acqua per vivere.   >>


02-08-2010
Le ferie delle badanti, un diritto “quantificabile”
Oltre che un bisogno, le ferie sono anche un diritto: lo stabilisce il nostro ordinamento legislativo, che lo estende a tutti i lavoratori dipendenti, senza alcuna distinzione. Tra questi ultimi rientrano infatti anche le colf e le cosiddette badanti o collaboratrici familiari, spesso assunte con contratti a termine. Per il godimento delle ferie, però, la tipologia del contratto stipulato tra datore e dipendente non conta: semmai, più importante è stabilire quanti siano i giorni di ferie maturati dal momento in cui si è instaurato il rapporto di lavoro.   >>

Walden. Dieci anni di analisi dei valori degli italiani

Walden. Dieci anni di analisi dei valori degli italiani Stampa E-mail
Scritto da red
Lun 12 Luglio 2010

Chi sono gli italiani? Quali sono i loro valori di fondo? Quali sono i loro atteggiamenti di fronte ai mutamenti in corso nella società?

Syn-thesis Walden è un osservatorio permanente dell’opinione pubblica italiana che SWG sta realizzando dal 1997. Oltre un decennio di analisi e studi del Paese che oggi divengono una peculiare banca dati che ripercorre longitudinalmente la recente storia italica. Un ampio lavoro che traccia l’identità profonda, politica e sociale, che si sta costruendo nel nostro Paese.

Syn-thesis è uno studio dell’universo opinionale nostrano che porta alla luce come e perché il nostro Paese sta mutando identità; che illustra quali sono i problemi e gli item valoriali che si stanno consolidando e quelli che stanno perdendo peso e spazio.

Una ricerca nel tempo che si costruisce come un racconto del Paese che c’è, con le sue luci ed ombre, con le sue pulsioni e paure e che consente anche di intravedere, in controluce, il Paese che si sta consolidando, quello che verrà. Nel corso di oltre 10 anni si sono verificati profondi cambiamenti. L’incedere dei mutamenti è costante e solo un’osservazione continua, articolata e sofisticata può dar conto delle realtà in cui viviamo e delle persone con cui ci relazioniamo.

Syn-thesis offre al lettore tante sfaccettature dell’universo italiano. Consente di leggere le dinamiche del mondo giovanile, come di quello femminile; i cambiamenti lungo l’asse destra-sinistra, come quelli tra Nord e Sud del Paese; la condizione del mondo delle imprese e dei lavoratori, nonché il quadro delle dinamiche dei segmenti agiati e di quelli in difficoltà. Syn-thesis non è solo un volume di analisi, ma uno strumento che può essere agilmente utilizzato da soggetti istituzionali, politici, economici e sociali per capire come si sta muovendo l’Italia, quali sono le dinamiche in atto, le problematiche a forte sensibilità e le attese per il futuro.

SYNTHESIS WALDEN 2009

Le analisi

GLI SCENARI: una fotografia sintetica dell’Italia di oggi. Tra pulsioni e tensioni, tra tendenze divergenti e dicotomie, tra impegno e riununcia.

I CLUSTER: gentes, tribù e sciami. I molteplici clan in cui si dividono gli italiani, il racconto di quali sono le tribù sentimental-politiche, in cui si raggruppa il nostro Paese.

LE TRAIETTORIE: le ipotesi politiche per il futuro del Paese che aleggiano nelle viscere dell’universo nazionale

Le aree valoriali

IL CLIMA: il sentiment del Paese

Qual è l’animus che aleggia nel paese: tra paure e disincanto, contestazione e rabbia, insicurezze sociali, economiche e di ordine pubblico. Uno step che racconta il sentiment diffuso tra gli italiani

GLI ORIZZONTI: local-global

Il senso dell’Europa, il valore della patria, la globalizzazione,l’antiamericanismo, Sud e Nord. Il modulo porta alla luce le traiettorie dell’opinione pubblica italiana, lungo l’asse local-global

I VALORI: mutamenti in corso

Come stanno evolvendo i valori degli italiani? Da quelli fondanti la Repubblica alle nuove libertà individuali, dal cattolicesimo al rapporto con le religioni, dalle genetica all’ambiente, al rapporto con ‘l’altro’. Una mappatura del tracciato valoriale della società italiana, dei giovani, delle donne, degli imprenditori

LA POLITICA: ruolo, immagine, impegno

Come cambia il ruolo della politica? Quali sono le nuove determinat del voto? Un capitolo che analizza la fiducia e sfiducia nei partiti;la spinta alla partecipazione e ai movimenti; il bisogno di decisionismo o riformismo. Un’originale mappatura che proietta uno sguardo verso le nuove tendenze.

LA SOCIETA’: gli asset strategici del futuro

I grandi temi dello sviluppo italiano e i loro mutamenti: il welfare, la scuola, le tecnologie, la ricerca, la semplificazione, il valore del privato e del pubblico, il ruolo dei territori e il confronto intergenerazionale. Un’ampia analisi degli asset strategici per l’Italia di domani.

LE PERSONE : le rivoluzioni del sé

Come si raccontano gli italiani. Il lavoro, la voglia di rischiare, il senso di inadeguatezza competitiva, il bisogno di meritocrazia: una disamina delle grandi linee di mutamento tra bisogno di autenticità e leggerezza; tra la voglia di cambiare e assuefazione.

Clicca qui per scaricare l’intero volume:

synthesis_walden.pdf

Walden. Dieci anni di analisi dei valori degli italiani.


Il fascino calante di Silvio Berlusconi, da: http://www.postpoll.it


Le rette per l’asilo nido sono una spesa fissa nel bilancio di molte famiglie. Pubblici, privati, aziendali, in famiglia: quanti sono, quanto costano e come trovarli (anche in rete)

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NORD – CENTRO – SUD In Italia ci sono 3.184 asili nido comunali distribuiti in 1.388 comuni, il 17% dei municipi. Il 59% delle strutture si trova nelle regioni settentrionali, il 27% al Centro, il 14% al Sud. In totale le famiglie hanno a disposizione 130.244 posti. La regione che ha di più nidi è la Lombardia (627 strutture pubbliche e circa 25mila posti disponibili), seguita da Emilia Romagna (538 nidi e 23.300 posti) e Toscana (399 nidi e poco più di 14mila posti). Ultima regione il Molise con sei asili e 272 posti disponibili.

COMPETENZE Nel nostro Paese gli asili nido sono stati istituiti dalla legge numero 1044 del 1971. In base a quanto previsto dalla legge dovevano essere 3800 nel 1976. Hanno competenza in materia i ministeri dell’Istruzione, del Welfare, delle Pari Opportunità, della Pubblica amministrazione e il dipartimento politiche per la famiglia presso la presidenza del Consiglio.

VAI A:  VoceArancio » Blog Archive » Classi piccole piccole.


Le due destre della politica italiana: Gianfranco Fini, Relazione di Mirabello, 5 settembre 2010

Nella teoria delle agende politiche sono di rilievo le date periodizzanti.

E’ probabile che la data del 5 settembre 2010 segni l’inizio del declino del berlusconismo, iniziato nel 1994.

Se così sarà, il dato politico è che non è stata la Sinistra (che per due volte – 1998 e 2006 – ha fatto fallire la prospettiva di Romano Prodi) a far concludere questi anni tristissimi, ma una variante della Destra.

I riferimenti al federalismo, alle politiche economiche, alla questione govanile, alla sicurezza, al welfare delle famiglie …..  si connettono fortemente ai contenuti di questo blog di ricerca.
Qui sotto l’audio di questo (forse) storico inizio:

Qui il testo del  discorso integrale

Stralci:

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sul “federalismo equo e solidale”:

Solo chi non conosce la storia, oltre che la geografia può pensare che la Padania esista per davvero! Bossi ha capito che quella bandiera che ha alzato per primo anni fa, anche raccogliendo l’ironia e lo scetticismo di molti, il federalismo, può essere una bandiera da alzare, che determinerebbe il compimento di quella missione storica che Bossi ha dato al suo movimento. Ma il federalismo è possibile solo se è nell’interesse di tutta l’Italia. Bossi è uomo concreto, sa che il nord ha bisogno del federalismo a condizione che sia nel nome dell’interesse generale. E potrei tranquillamente dire che nella commissione bicamerale con trenta componenti per il federalismo fiscale, il nostro senatore Baldassarri è determinante. Allora, discutiamo assieme a Lega e a Forza Italia allargata di che significa federalismo equo e solidale. È una grande questione che non si riduce al rapporto tra Calderoli e Tremonti. Si può realizzare a patto che si stabiliscano i costi standard.
Il Meridione ha tutto da guadagnare da una riforma in senso federalistico, nella quale è indispensabile valutare i costi standard nelle regioni, perchè nessuno può obiettare il fatto che i costi in Emilia Romagna non sono la stessa cosa di quelli in Calabria. Nessuno difende la spesa storica, quella in base alla quale le amministrazioni si vedevano pagare le loro spese a pié di lista, ma la definizione dei parametri di spesa non può non essere discussa, come si deve discutere dei tempi del federalismo o di cosa voglia dire fondo perequativo. Tanto più che, con questa riforma dobbiamo essere all’altezza di una ricorrenza, quella della celebrazione dei 150 anni di unità italiana, che non deve essere solo ricostruzione dei tempi storici, ma occasione per una riforma nazionale, che non lasci indietro alcune regioni, che non sia espressione di egoismo di parte ai danni di tutti. L’Italia una e indivisibile è non solo interesse del Sud, ma anche del Nord. E basta vedere cosa accade fuori dalla nostra nazione per occorgersi che se la crisi della Grecia fa tremare la Germania, la Padania non può certo sopravvivere alla crisi di un solo paese europeo o che si affaccia nel Mediterraneo. L’Italia ha il dovere di confermare la sua unità e di mettersi in competizione con gli altri paesi. Ha il dovere di fondare un nuovo patto di legislatura, che non sia più un tavolo a due gambe, né un accordo gestito con quiescenza.
Ma che fine ha fatto nel programma quel punto con il quale si pigliavano gli applausi relativo all’abolizione delle province? Che fine ha fatto quel punto del programma che prevedeva la privatizzazione delle municipalizzate? È stato sufficiente capire che in alcune aree diventavano i tesoretti di un partito per allineare la Lega alla sinistra italiana. Il nuovo patto di legislatura non è più soltanto tra Berlusconi e Bossi, ma nell’interesse di tutti, della Lega ma anche di Silvio Berlusconi. Sono convinto che nel suo realismo e pragmatismo metterà da parte l’ostracismo, anche perché non ci fermiamo

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sulla riforma della giustizia:

“come si fa a essere contrari al processo breve? Si deve lavorare per quello e dobbiamo ricordare a proposito che l’Ue ci ha condannati più volte per l’eccessiva durata, occorrono anni per sapere come va a finire. Ma la cosa che non è accettabile è che una volta che il testo che è arrivato dal Senato si stravolga con il rischio che nel momento in cui tante vittime aspettano di sapere il destino del processo li si lasci poi con un pugno di mosche in mano. La riforma va fatta per garantire i cittadini. La riforma della giustizia non può essere fatta contro la magistratura, che certamente non ha il compiuto di interferire con il parlamento. E allora discutiamo in parlamento, di come garantire a Berlusconi il diritto di governare, discutiamo anche con le parti più responsabili dell’opposizione: una dimostrazione su questo punto l’ha data Casini. Discutiamone anche delle proposte che derivano dall’opposizione, senza che i solerti consiglieri del principe hanno subito stracciato, come quella dell’avvocato Pecorella. Facciamo la riforma della giustizia senza per questo determinare però un perenne cortocircuito tra il potere politico e la magistratura.”

“E ancora più convinti di prima, portiamo avanti la lotta contro ogni forma di criminalità, compresa quella dei colletti bianchi, dei furbetti del quartierino, di chi pensa che il garantismo è impunità. Contnuiamo la lotta per la legalità, rilanciamo ildecreto anticorruzione: cosa costa rimetterlo al centro dell’attenzione del Parlamento? Discutiamo sull’opportunità di stabilire un codice etico per chi ha cariche pubbliche. Stabilendo ciò che è legale e ciò che no, ma anche ciò che è opportuno e ciò che è no. Su questi temi e su altri, lavoriamo per unire non per dividere.”

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sulla politica economica:

“È arrivato il tempo di dare vita a una sintesi, a nuovo patto tra capitale e lavoro: significa mettere i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata. Una proposta che feci in occasione di quella direzione nazionale e che è caduta nel nulla, è una riforma del mondo del lavoro. Serve una politica che comprenda le esigenze del nostro mondo produttivo. I piccoli imprenditori lo sanno meglio di tutti. È importante ricordare che il tessuto produttivo è diverso da altri paesi, si basa su imprese medio piccole. Si tagli il superfluo, ma non si lesini in infrastrutture, in ricerca, in produzione di eccellenze di avanguardia. Viviamo in una fase in cui i giacimenti culturali valgono più – nella globalizzazione – dei giacimenti petroliferi. Dobbiamo investire, anche se è evidente che la coperta è corta. Sarebbe facile dire “il governo tiri fuori le risorse”. Ma dobbiamo passare dallo scontentare tutti a dire che c’è un settore su cui si deve investire, ed è il settore connesso a ciò che può dare competitività al nostro sistema produttivo. Soprattutto per le nostre imprese che esportano: non basta pensare alla delocalizzazione delle imprese, ma bisogna attrarre capitale e mettere chi vuole nelle condizioni di aprire un’impesa. Vuol dire dare attuazione ai punti qualificanti del programa del Pdl. Non voglio affondare il coltello nel burro ma nonostante il ghe pensi mi, vi sembra possibile che ancora non si conosca il nome ministro allo Sviluppo economico, in quale altro paese sarebbe possibile?
È chiaro che deve essere un ministro capace di ragionare e lavorare con il ministro dell’Economia”

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sulla questione giovanile:

“La questione giovanile è centrale, e mi piange il cuore che tra i giovani ci sia un disoccupato su quattro. C’è chi contrabbanda la flessibilità, che è invece necessaria per l’economia e per le imprese, con la precarietà permanente: dimenticano che in Germania ci sono sì molti contratti a tempo determinato, però lì le buste paga non sono certo leggere come da noi, ma spesso più corpose di quelle dei contratti a tempo indeterminato. E dobbiamo renderci conto che il patto generazionele è importante come quello tra Nord e Sud se abbiamo a cuore il governo nazionale.
Perché non è giusto che serva l’aiuto del nonno per far vivere più sereno il nipote: si è completamente ribaltato il mondo, prima spesso era grazie al lavoro del nipote che si sosteneva il nonno.
Poniamoceli questi problemi. Chiediamo ai ragazzi un impegno e quando dico andiamo avanti e non ci fermiamo, lo dico anche perché in queste settimane abbiamo visto come siano i più giovani a dirci “provateci, non vi fermate, siamo con voi”. Credo che sia estremamente bello vedere anche qui questa sera tante ragazze e tanti ragazzi che vogliono ancora credere in una politica capace di costruire il loro futuro. Il futuro della libertà. E la prima libertà è metterli nella condizione di far vedere ciò di cui sono capaci. Che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica. Preoccupiamoci delle condizioni sociali. Credo che debba destare preoccupazioni in tutti leggere che nell’ambito della cosiddetta spesa sociale il nostro paese è uno degli ultimi paesi in Europa.”

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sulla politica sociale:

“È doveroso chiedersi visto che la società è profondamente cambiata, la spesa sociale deve essere rivolta verso quelle categorie tradizionalmente più deboli o non è il momento di investire su quella famiglia che rimane il luogo in cui da sempre si dà vita alla trasmissione di valori, si crea la condizione per la quale ci si sente figli di una comunità? Un welfare delle opportunità per i giovani, basato sulle esigenze della famiglia, soprattutto quella monoreddito. Oggi il centrodestra deve saper tradurre in realtà ciò che era stato inserito nel programma di governo.
Intervenire con con politiche a sostegno delle famiglie, vuol dire anche che se nei cinque punti c’è la riduzione del carico fiscale non possiamo annunciarlo e basta ma si deve assume l’onore di fare delle proposte. E noi queste le abbiamo fatte: interveniamo ad esempio sul cosiddetto quoziente famigliare, che faccia si che chi ha a casa più figli o un disabile abbia poi un carico fiscale diverso dagli altri.”


Corso di Storia delle dottrine politiche del professor Gianfranco Borrelli

corso di Storia delle dottrine politiche del professor Gianfranco Borrelli:

  • Lezione 1:  Aristotele e la democrazia nella Grecia antica
  • Lezione 2:  Antropologia e politica in Niccolò Machiavelli e negli autori della ragion di stato
  • Lezione 3:  Sovranità e diritto di natura in Thomas Hobbes
  • Lezione 4:  Contratto sociale e rappresentanza politica secondo Rousseau, Toqueville e Sieyès
  • Lezione 5:  Lavoro produttivo e critica dell’economia politica secondo Karl Marx: dal primato politico al primato del pubblico potere
  • Lezione 6: Produzione dei poteri ed ermeneutica del soggetto secondo Michel Foucault

URL: <http://www.federica.unina.it/podstudio/lettere-e-filosofia/storia-delle-dottrine-politiche>


Massimo Cacciari: “è del tutto evidente che per poter vincere a Milano è necessaria una sinistra che abbia un rapporto organico col centro”. E rivela: “Sto pensando a un terzo uomo” – Affaritaliani.it

Come giudica la candidatura di Boeri alle primarie del Centrosinistra?
“Ottima, molto forte e autorevole. Ma è del tutto evidente che per poter vincere a Milano è necessaria una sinistra che abbia un rapporto organico col centro”.

Questo presuppone un’alleanza con l’Udc…
“E’ evidente”.

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Qualora il candidato fosse Boeri potrebbe battere la Moratti?
“Ripeto, soltanto se la sua candidatura è in qualche maniera appoggiata dai centristi”.

Altrimenti ci vorrebbe un terzo uomo?
“Ovviamente”.

Ha in mente qualche nome?
“Sì, ma per ora non ne faccio”.

Lei sta lavorando a questa candidatura?
“Diciamo che ci si sto pensando insieme ad altri, ma non c’è nulla di concreto e niente di cui abbia un senso parlare”.

Esclude di presentarsi?
“Assolutamente sì”.


SEMINARIO SUI SERVIZI PRIMA INFANZIA

Asili nido. Percorsi innovativi e modelli condivisi.

20 ottobre 2010, ore 9.30 – 13.00

presso Fondazione “aiutare i bambini”
Via Ronchi 17, Milano

Fondazione 'aiutare i bambini' - Seminario: Asili nido. Modelli condivisi e percorsi concreti

Obiettivo
Obiettivo del seminario e’ avviare un confronto con gli operatori di settore sul tema degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia, in particolare in relazione a:
- presa in carico del servizio da parte dell’utente famiglia (costi, intervento per abbassare la retta)
- relazione con il territorio d’appartenenza del servizio
- strumenti e prassi per efficacia ed efficienza del servizio
- modelli innovativi

Destinatari
Il seminario si rivolge agli operatori dei servizi per la prima infanzia: educatori, coordinatori, volontari.
Il tipo di confronto che si vuole avviare e la condivisione di modelli gestionali e “buone esperienze” si pensa possano essere utili a chi lavora all’interno del servizio.

Per informazioni e iscrizioni contattare:
Alessandro Volpi, alessandro.volpi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30


Yasunari Kawabata, senza bellezza né consolazione (recensione di Cadavrexquis)

Ho letto La casa delle belle addormentate del giapponese Yasunari Kawabata, che altrimenti non mi sarei mai sognato di leggere, seguendo un consiglio “blasonato”. Qualche tempo fa è apparso sul Corriere della Sera un articolo di Guido Ceronetti, dedicato al tema “eros e terza età”, che ne suggeriva caldamente la lettura. Ne sono rimasto molto incuriosito e mi sono ripromesso di procurarmelo. Ceronetti aveva ragione: questo breve romanzo di Kawabata è un gioiello meraviglioso che, tra l’altro, mi commuove perché tocca una delle mie corde più sensibili.

E’ un romanzo semplice, quasi spoglio, che racconta di una casa – quella del titolo – in cui vecchi uomini ormai impotenti vanno non per fare sesso con delle belle ragazze, ma per dormirci, letteralmente, assieme, in una stanza completamente rivestita di tendaggi rossi in cui filtra una luce soffusa. La narrazione è condotta da Eguchi, uno di questi uomini che, ci tiene a precisare, è meno vecchio dei clienti abituali della casa e non è ancora del tutto impotente. O almeno così lui sostiene, senza però mai contravvenire alle regole del luogo. Durante le sue quattro visite, la sera trova una bella fanciulla completamente nuda, già addormentata sul suo tatami – forse drogata perché non si svegli in nessuna circostanza -, vi si distende accanto, la guarda a lungo finché a sua volta, aiutato da un sonnifero, non dorme anche lui.

Tutto il libro ruota intorno al tema della vecchiaia e delle sofferenze che essa porta con sé.  Su questo punto l’autore ritorna più e più volte, con grande insistenza, ma allo stesso tempo con un tono così oggettivo che sembra quasi lenire il dolore. Se c’è disperazione, è una disperazione silenziosa, senza urla, che soffoca (o annega) nell’atto della contemplazione

l’intero articolo qui:

 

Yasunari Kawabata, senza bellezza né consolazione.


Luciana Quaia, Il corpo ritrovato, una conquista della vita | Muoversi Insieme

Le ultime battute dell’estate ci trovano ancora con un corpo esposto, desideroso di sole, caldo e vigore: fra breve, quando l’autunno ci costringerà di nuovo a coprirci, riporremo nel guardaroba estivo anche le preoccupazioni che tanto ci avevano assillato alla prova del costume da bagno.
Accettare il proprio corpo, infatti, non è sempre così scontato, benché sia divenuto, nel corso di poco più di un secolo, sempre più centrale man mano che i costumi occidentali si facevano meno repressivi.
Paradossalmente, anzi, quanto più lo stesso è amato, disprezzato, esaltato, indagato, violentato, pubblicizzato sui mass media, nell’arte e in medicina, tanto più ci sentiamo inadatti a mostrarlo nelle stagioni più calde, in particolare in due fasi della nostra vita: l’adolescenza e la vecchiaia.

segue qui:

Il corpo ritrovato, una conquista della vita | Muoversi Insieme.


Paolo Ferrario, Agosto, lunario dei giorni di quiete | Muoversi Insieme

A metà agosto ci sono già i segni dell’estate che sta finendo: la rottura del caldo e le prime piogge, la luce calante, le temperature più fresche, le foglie che cominciano ad ingiallire.
E’ in questo periodo dell’anno che il tempo ci appare in tutte le sue varie dimensioni e aspetti: forse è proprio ora il momento in cui ne abbiamo una più acuta percezione e, quindi, possiamo farne oggetto di riflessione condivisa.
Le società moderne del mondo occidentale hanno cicli temporali molto definiti, tali da influenzare potentemente la vita quotidiana. Se mettiamo sotto osservazione la singola giornata, possiamo scandire il tempo del lavoro, quello del trasporto e quello della casa (vitto, relax, sonno). Se invece assumiamo come riferimento l’intero anno, allora vediamo nitidamente che la più forte linea di frattura è fra gli undici mesi di attività produttiva e questo agosto di “ferie”, “vacanze”, “ozio”, “pigrizia”.

segue qui:

Agosto, lunario dei giorni di quiete | Muoversi Insieme.


In una normale prassi il presidente del Consiglio e i ministri sono soliti intrattenere con il Presidente della Repubblica un filo costante di comunicazione …. – LASTAMPA.it

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Questa della mancanza di rapporti istituzionali o informali tra il Quirinale e il governo è un cruccio che Napolitano ha ormai da tempo. In una normale prassi il presidente del Consiglio e i ministri sono soliti intrattenere con il Presidente della Repubblica un filo costante di comunicazione, vanno a fargli visita, lo informano sull’evoluzione delle questioni aperte, gli chiedono consiglio. E, sia pure con l’irregolarità che caratterizza tutto l’andamento dell’attuale governo, una prassi del genere si era stabilita anche all’inizio di questa legislatura.

Ministri come Alfano e Gelmini, tanto per fare qualche esempio, impegnati in riforme rilevanti come quelle della giustizia o della scuola e dell’università, di tanto in tanto chiedevano udienza al Quirinale per condividere qualche valutazione.

Ma da un anno a questa parte, più o meno dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il lodo Alfano e che Berlusconi ha considerato frutto di un complotto tra il Presidente della Repubblica e i giudici della Consulta, le relazioni si sono interrotte. Come se avessero ricevuto un ordine preciso, i ministri hanno prima diradato e poi cancellato del tutto le loro salite al Colle. Anche le comunicazioni con Gianni Letta sono divenute meno frequenti e spesso legate a situazioni d’emergenza. L’unico canale istituzionale rimasto positivamente aperto, con risultati che si sono visti di recente nei giorni della manovra economica, è ormai quello con Tremonti e la tecnostruttura del ministero dell’Economia.

Per il resto, le valutazioni del Presidente sono rimaste affidate quasi solo all’esame dei documenti formali, spesso trasmessi solo all’ultimo momento dagli uffici ministeriali.

L’ironia severa del Presidente – LASTAMPA.it.


Accreditamento sociale, quel nodo da sciogliere DI FEDERICO FIORENTINI

Accreditamento sociale, quel nodo da sciogliere

DI FEDERICO FIORENTINI

Nelle prossime settimane doverebbe scioglersi il nodo riguardante la proroga dell’attuazione della Legge Regionale 82 del 2009 del 28 dicembre 2009, concernente l’accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona svolti in regime di convenzione con Comuni, Asl e Società della Salute. Una legge che indica i requisiti che soggetti pubblici e privati operanti nel settore sono chiamati a soddisfare, stabilendo inoltre un sistema di verifiche atte a controllare l’effettiva adesione a questi standard. Attualmente il termine per presentare la documentazione è fissato per il prossimo 21 settembre; tuttavia, durante un’audizione della Commissione regionale della Sanità (tenutasi il 22 luglio), la quasi totalità degli addetti ai lavori si è trovata d’accordo nel chiedere alcune correzioni e chiarimenti al testo della normativa, e in particolare di posticipare l’imminente scadenza di almeno un anno. Secondo il vicepresidente della CommissioneStefano Mugnai, dunque, è necessario fornire «regole chiare e interpretazioni univoche» ai soggetti interessati, che «si trovano a muoversi entro un quadro normativo incerto e nebuloso». Senza la proroga, prosegue il vicepresidente, si andrebbe incontro «a una lesione delle opportunità di accesso delle strutture private, ma anche pubbliche, all’accreditamento». Il 29 luglio, di fronte alle insistenze della Commissione, i rappresentanti della Giunta toscana hanno assicurato che verranno apportate le modifiche richieste, presentandole a inizio settembre al Consiglio regionale, livello istituzionale deputato alla loro approvazione.

Per tentare di chiarire la questione ci siamo rivolti ad Andrea Del Bianco, in precedenza segretario dell’ex assessore regionale alle Politiche Sociali Gianni Salvadori (in carica durante la Legislatura che ha voluto la normativa), e attualmente all’interno di Esprit Toscana, società consortile (che dal 2003 opera per lo sviluppo organizzativo del terzo settore) impegnata in un progetto – promosso anche da Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) – che prevede un servizio gratuito di assistenza alle associazioni chiamate a presentare la documentazione necessaria all’accreditamento.

Cosa si intende esattamente per «accreditamento sociale»?

«Si tratta di un sistema volto ad accertare il livello qualitativo delle attività di cooperative sociali, associazioni di volontariato e strutture private, affinchè gli enti pubblici che vi fanno ricorso per erogare servizi sanitari e assistenziali abbiano la sicurezza di poter contare su partner qualificati. L’accreditamento assume particolare rilievo nelle gare di appalto: i soggetti che intendano stilare o rinnovare delle convenzioni devono soddisfare infatti una serie di requisiti, dimostrando un’adeguata capacità gestionale, pena l’esclusione dalle gare».

Sembra possa esserci una proroga dell’attivazione del sistema di accreditamento. Per quale motivo?
«Nonostante la definizione dei requisiti sia scaturita da un percorso lungo e concertato con tutti i soggetti coinvolti, all’atto pratico alcuni di questi si sono resi conto di non essere ancora pronti, o hanno incontrato problemi nella comprensione di alcune norme. Un problema che tuttavia riguarda soprattutto cooperative e privati: le associazioni di volontariato – e non solo le più note e ramificate, come Caritas e Misericordia – sarebbero in larga parte preparate alla consegna della documentazione, grazie anche a iniziative come quella di Esprit, società nella quale sono impiegato, che hanno agevolato il loro interfacciarsi alla Legge Regionale».

Quali vantaggi porterà al cittadino l’accreditamento sociale?

«Anzitutto la certezza della qualità delle strutture cui ci si rivolge: le verifiche operate dalle commissioni competenti permetteranno di monitorare il livello dei servizi che le diverse istituzioni sono in grado di offrire. Verrà inoltre introdotta l’opportunità di indicare personalmente il soggetto cui appoggiarsi: fino ad oggi è stato il sistema sanitario a indirizzare l’utente verso un dato erogatore di servizi. Con l’accreditamento sarà invece possibile indicare la realtà assistenziale preferita. In questo modo, per esempio, si potrà scegliere di rivolgersi sempre a un’associazione di volontariato con la quale ci si è trovati particolarmente bene, o che presenta caratteristiche che avvertiamo come essenziali: i credenti potranno ricorrere a strutture nelle quali potranno ricevere quotidianamente i sacramenti, mentre, al contrario, alcuni cittadini potrebbero sentirsi più a loro agio all’interno di associazioni di stampo laicale».

In conclusione, ritiene che la proroga richiesta a luglio abbia motivazioni valide?

«Potrebbe sembrare strano, dato che mi occupo di consulenza, e ogni dilatazione dei tempi operativi dovrebbe trovarmi favorevole, ma non penso che la proroga sia indispensabile, dato che l’iter che ha portato alla definizione della Legge, del quale sono stato testimone, ha prodotto un testo comprensibile, che prevede requisiti ragionevoli. L’importante, comunque, è che tutti i soggetti coinvolti – non solo le associazioni, ma anche gli stessi enti locali, chiamati a valutare le documentazioni e operare le verifiche – prendano confidenza con i termini della normativa, che porterà indubbi vantaggi a tutto il sistema. Se dunque con la proroga si eviteranno confusione e disguidi, non potrà che essere la benvenuta».

da: Toscana Oggi


Yojiro Takita, Departures


Fernando Giogino, Il colloquio con il minore vittima di abuso sessuale. Strategie di intervento, Akàdemos, 2010 | AssistentiSociali.org

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LUA Libera Unìversità dell’autobiografia, Seminari di Settembre e Ottobre

sono aperte le iscrizioni per i seminari di settembre e ottobre. Vi invito quindi a considerare la nostra offerta ed a prenotarvi per tempo, l’iscrizione può essere fatta in rete:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3
Vi preghiamo di compilare il modulo in tutte le sue parti.

17-19 settembre – Daniele Callini – Ricevere e offrire aiuto
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1378&Itemid=36
23-25
settembre – L. Zannini, M. Castiglioni – Scrivere l’esperienza di malattia
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1379&Itemid=36
24-26
settembre – C. De Filippo, S. Korth – L’album di famiglia
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1380&Itemid=36
8-10
ottobre – Dante Bellamìo – Scritture della militanza
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1382&Itemid=36
8-10
ottobre – Maria Grazia Comunale – Scrivere ad alta voce
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1383&Itemid=36
15-17
ottobre – Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1384&Itemid=36
15-17
ottobre – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1385&Itemid=36
22-24
ottobre – Elisabetta Biffi – Diari e storie di crescita
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1381&Itemid=36


Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori

15 – 17 ottobre 2010 seminario a cura di Leonora Cupane

RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI
SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA

Questo laboratorio parte dal presupposto che, scrivendo di sé, non sia importante soltanto che cosa si racconta, ma anche come.
Nell’infanzia, scrive Walter Benjamin, “le parole sono vive, piene, ricche, perché portano tutte traccia delle percezioni sensoriali forti del bambino, portano traccia del tatto, del colore, dell’odorato, del suono, di tutte le esperienze; la lingua del bambino è una lingua della domenica, cioè una festa”. Crescendo, la parola perde l’aderenza alle cose, al mondo, all’esperienza, e diventa più arida, perché slegata da quel piacere fisico di creare nominando: allora si opacizza, si logora, diventa automatica e vuota. Non c’è più una lingua della domenica, ma spesso una grigia lingua del lunedì mattina. Il pensiero diventa astratto e totalmente distaccato dalla fisicità che ci costituisce. Per raccontare se stessi in modo completo e non scisso, è necessario fare pratica d’una forma espressiva che permetta di recuperare quel piacere originario di gustare le parole con tutto il corpo.
Questa forma è la poesia, che ha la capacità di alimentarsi di parole vive perché nate dal ritmo del respiro, del battito del cuore, del passo, parole profondamente radicate nel corpo, che conservano le preziose qualità sensoriali della lingua allo stato nascente, capace di esprimere la totalità dell’esperienza senza scissioni; essa è uno strumento autobiografico completo, perché non separa il significato dalla forma-suono e dalla originaria matrice ritmica della parola, e permette di riunire in un unico atto narrativo il gioco creativo liberatorio e la rievocazione emotiva profonda e illuminante.
Proveremo quindi a raccontarci in forma poetica, facendo esperienza degli strumenti specifici attraverso cui la poesia può diventare una pratica autobiografica trasformativa, una forma di attenzione al linguaggio e di cura di sé e degli altri.

Lo spazio, insieme al tempo, è la dimensione costitutiva dell’esistenza. Non possiamo pensare a noi stessi senza collocarci in un luogo. Metafore comuni come “sentirsi a casa” “sentirsi spaesati” “trovare rifugio fra le braccia di qualcuno”, “stare dentro una torre d’avorio”, “avere un sogno dentro il cassetto”, “sentirsi in trincea”, sono solo alcuni esempi di come la spazialità permei il linguaggio e il pensiero. Nell’essere umano i luoghi, da concreti e materiali, diventano immaginari, simbolici: quindi, oltre ad abitarli, possiamo dire che ne siamo abitati. Conoscere i nostri luoghi/spazi interiori, avere accesso a queste immagini, significa quindi accrescere la conoscenza di noi stessi.

Il seminario è ispirato da un libro di Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio” (Dedalo, Bari, 2006 nuova edizione) che ragiona e discorre sulla valenza evocativa, poetica e profondamente coinvolgente di alcune immagini spaziali – come la casa, la stanza, lo scrigno, il nido, il guscio- che Bachelard chiama “dello spazio felice”, il cui valore presenta ricchissime sfumature di intimità.
Durante il seminario andremo oltre: attraverso la scrittura non ci limiteremo a esplorare le immagini dello spazio felice, intimo e rassicurante, bensì ci addentreremo in una multiforme varietà di spazi, sia luminosi sia oscuri, preziosi per noi da evocare perché popolano il nostro mondo interiore. Torri e roccaforti, pozzi e miniere, soffitte e cantine, rifugi e tane, capanne e giacigli, sentieri e passaggi segreti, abissi e giardini, così come balaustre, ponti, soglie, crocevia, finestre, porte: ogni immagine spaziale che abbia una risonanza interiore profonda potrà diventare oggetto delle nostre scritture autobiografiche, rivisitazioni poetiche, immaginazioni trasformative.
Ragioneremo sui fertili intrecci fra memorie concrete di luoghi realmente esistiti e abitati, memorie fittizie di luoghi che qualcuno ci ha narrato (magari appartenenti a una memoria familiare) luoghi sognati e mitici, luoghi simbolici la cui realtà è solo interiore, spazi che ci accolgono e spazi che accogliamo in noi. La contaminazione fra memoria e immaginazione è vitale per nutrire il nostro spirito, se è vero, come dice Bachelard, che

L’immagine poetica non è l’eco di un passato ma è piuttosto il contrario: attraverso una folgorante immagine il passato lontano risuona di echi, e non si riesce a cogliere fino a quale profondità tali echi si ripercuoteranno e si estenderanno.
Le grandi immagini sono sempre allo stesso tempo ricordo e leggenda. Ogni grande immagine ha un fondo onirico insondabile, sul quale il passato personale dipinge immagini particolari.
Ogni memoria deve essere reimmaginata: nella memoria noi conserviamo microfilms che non possono essere letti se non ricevono la luce viva dell’immaginazione. Bisogna spingersi fino alle profondità dei sogni, al di là dei ricordi, in una pre –memoria.

Leggeremo anche poeti, italiani e stranieri, che si sono avvalsi d’immagini spaziali dal forte valore evocativo, cercando nelle loro parole, come in una miniera, frammenti preziosi da “scalpellare” poi dentro la nostra personale scrittura.
Il gruppo di lavoro intreccerà le voci e le immagini in un percorso di arricchimento reciproco, elaborazione creativa di nuovi testi condivisi, scoperta di altri punti di vista e apertura di nuovi spazi interiori.

Le metodologie di narrazione autobiografica e poetica che saranno utilizzate nel laboratorio attingono in parte anche alla poetry therapy (poesia-terapia) statunitense, e, opportunamente approfondite e declinate, possono costituire strumenti efficaci e preziosi per chi lavora in ambito didattico, educativo, formativo o terapeutico con qualunque tipologia di utenza: adulti, bambini, adolescenti, anziani, persone che vivono condizioni di crisi, malattia fisica e mentale, lutto, detenzione, possono trovare nella narrazione autobiografica poetica uno straordinario mezzo espressivo in grado di restituire loro una voce autentica, non vincolata rigidamente dalla logica e dal primato del concetto, generando una scrittura nuova e viva, “corporea”, profondamente radicata nella sensibilità personale.

Libera Universita’ Autobiografia – 2010-10-15 – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori.


Alessandra Cicalini, Anziani non autosufficienti, cure sempre più “long term” | Muoversi Insieme

Nei prossimi anni in Italia si sentirà sempre più spesso parlare di “long term care”: con questa espressione anglosassone s’intende l’insieme dei servizi di cura e assistenza agli ultra 85, destinati a crescere enormemente di qui al 2050. A dirlo, è il Rapporto sulla non-autosufficienza presentato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a fine luglio scorso. Il documento si avvale del supporto di altre importanti analisi sulle condizioni di vita e di salute degli anziani in Italia prodotti negli ultimi anni e allega nell’ultima parte alcuni esempi di virtuose gestioni locali del segmento di quelli non autosufficienti

segue qui:

Anziani non autosufficienti, cure sempre più “long term” | Muoversi Insieme.


Gianna Schelotto (2010) Un uomo purchè sia, Mondadori | TartaRugosa

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Donne “girasole” è la bella definizione adottata da Gianna Schelotto per descrivere quelle ”amanti eternamente deluse … non soltanto perché girano da sole, ma anche perché hanno fatto degli uomini gli astri intorno ai quali ruotare, svalutando tutto il resto”.
La nota psicologa specializzata in terapia della coppia e collaboratrice per numerosi quotidiani e settimanali, presenta in questo libro alcune storie di donne e dei loro amori infelici, della ostinata pervicacia con cui inseguono progetti amorosi destinati al fallimento e l’immancabile coazione ad iniziare storie nuove con epiloghi già tristemente conosciuti.

l’intero articolo qui:

TartaRugosa ha letto e scritto di: Gianna Schelotto (2010) Un uomo purchè sia, Mondadori | TartaRugosa.


Tg La 7. Enrico Mentana: “Ci vediamo stasera alle otto”

“Ci vediamo stasera alle otto”, ha detto ieri mattina un Enrico Mentana in autopromozione fotografica dalle pagine dei grandi quotidiani, e la gigantografia  lo mostrava con il dito sotto il mento come il professore prima dell’interrogazione, un look liscio per i capelli solitamente ricci e un sorriso a mezz’asta (ironico? beffardo? pensieroso? soddisfatto? inquieto? da battaglia? da quiete prima del debutto con il nuovo Tg de La7?). Poi ieri sera alle otto Enrico Mentana è apparso – sorridente e un po’ in tensione, i capelli di nuovo ricci, su sfondo verde fosforescente (tipo astronave? tipo studio dentistico?) – e si è preso un minuto per dire “solo una parola” per sé, un “grazie” a chi gli ha fatto in bocca al lupo (poi se n’è scusato, citando Cappuccetto rosso).

E però la parola per sé ci stava tutta, ieri sera, ché il tigì mentaniano, nonostante lo schermirsi del conduttore (“non cambiamo dall’oggi al domani”, la priorità ce “l’hanno sempre le notizie”), era non solo condotto ma commentato e fatto in diretta da un Mentana mattatore, un po’ padrone di casa un po’ didatta (“avete capito adesso perché Gheddafi è una questione di soldi?”, ha detto dopo aver infiltrato due giornaliste tra le hostess del leader libico), un po’ intervistatore un po’ polemista un po’ clown (a tensione calata, alla fine, nelle battute a Luisella Costamagna, Gad Lerner e Vittorio Feltri). Un Mentana che ci tiene a mostrarsi “cuoco” con la scaletta giusta (“la bravura si vede da come cucini quello che hai trovato al mercato”, ha detto ieri a Repubblica), che spiega perché sceglie questa notizia e non quell’altra (“vorrei che considerassimo assieme questo aspetto”) e che mette in guardia l’ascoltatore (in realtà tra Pdl e Fli “il braccio di ferro è ancora in corso”, motivo per cui Mentana fa intervenire Marco Travaglio e Filippo Facci in montaggio alternato per rispondere alla domanda “cosa deve fare Fini con il suo drappello?”).

A chi si aspettava un Mentana tutto politica
per contrasto con il vecchio Mentana “tutto cronaca” (quello del Tg5), Mentana mostra un Matteo Renzi guastafeste che dice “sei noioso” al Pd di Bersani, e però poi antepone alla politica l’approfondimento sulla rissa in sala parto. Anzi: intervista personalmente il marito della donna che ha partorito tra medici litiganti, dicendosi “colpito come padre” ma premettendo: “Però dovrò farle qualche domanda da giornalista”.

“Inquietante”, “incredibile” – i fan del Mentana di “Matrix” forse hanno ritrovato l’aggettivazione enfatica. “Può fare il botto”, ha detto in diretta Vittorio Feltri. “Bravo Enrico”, hanno scritto in diretta gli ascoltatori sintonizzati su YouTube. Il critico del Corriere della Sera Aldo Grasso, interpellato dal Foglio in proposito, mostra approvazione: “Bella grafica, bel ritmo. Un altro ritorno interessante dopo quello di Ibrahimovic al Milan. E anzi, meno male che Mentana è tornato. Ho visto in contemporanea il Tg1, il Tg5 e il Tg7: le notizie erano le stesse, ma la differenza la faceva il conduttore. Mentana sa giocare su vari registri, puntando una volta sull’ironia una volta sulla commozione”.

“Ci vediamo stasera alle otto”, ha detto Mentana ieri mattina in autopromozione fotografica, ed era un invito, non una minaccia. Poi però, a leggere la sua intervista su Repubblica di ieri, un po’ ci si poteva allarmare: doppia sfida annunciata a Tg1 e Tg5 (ma quale nicchia, “possiamo essere concorrenziali”), massima “scomodità” annunciata per Silvio Berlusconi e per Pier Luigi Bersani, grande impulso ai “bioritmi alti” della redazione, “nessun tabù”.

di Marianna Rizzini

Mentana, gran cuoco della scaletta e mattatore – [ Il Foglio.it › La giornata ].


La popolazione europea rimarrà stazionaria fino al 2020 e comincerà a perdere oltre un milione di persone l’anno dopo quella data

Nelle più recenti statistiche demografiche delle Nazioni Unite, la popolazione dell’Europa nel suo complesso è valutata a circa 730 milioni, Russia compresa (circa 450 se si considera soltanto l’Europa Occidentale); gli abitanti dell’Africa «nera», ossia dell’Africa sub sahariana sono circa 860 milioni. C’è quindi poco più di un africano «nero» per ogni europeo, mentre sessant’anni fa c’erano quasi tre europei per ogni africano. Intorno al 2030, secondo proiezioni statistiche attendibili, gli africani «neri» per ogni europeo saranno quasi due.

La popolazione africana «nera» cresce infatti di oltre 20 milioni l’anno e per conseguenza raggiungerà il miliardo nel 2017, nel 2020 sarà attorno a un miliardo e 80 milioni, nel 2030, in un’ipotesi media di crescita, circa 1300 milioni. La popolazione europea rimarrà stazionaria fino al 2020 e comincerà a perdere oltre un milione di persone l’anno dopo quella data. Queste cifre già lasciano supporre che la popolazione dell’Africa sub-sahariana sia, dal nostro punto di vista, incredibilmente giovane, e le cose stanno effettivamente così: circa il 60 per cento degli africani «neri» ha meno di 25 anni mentre appena l’8 per cento ne ha più di 65; in Europa i dati corrispondenti sono pari a circa la metà per i giovani – che sono quindi il 30 per cento del totale – e circa il doppio per gli anziani, pari al 16 per cento del totale. Questo divario è destinato a peggiorare in maniera abbastanza sensibile nei prossimi due o tre quinquenni.

Questi sono i dati difficili da digerire

Mario Deaglio su - LASTAMPA.it.


Con la conduzione di Enrico Mentana il Tg de La 7 allarga la sua platea. Lo share cresce in una sera di oltre 3 punti percentuali, arrivando al 7,31 per cento e i telespettatori salgono a un milione 490 mila. L’incremento rispetto ai due mesi precedenti è del 77 per cento

Con la conduzione di Enrico Mentana il Tg de La 7 allarga la sua platea. Lo share cresce in una sera di oltre 3 punti percentuali, arrivando al 7,31 per cento e i telespettatori salgono a un milione 490 mila. L’incremento rispetto ai due mesi precedenti è del 77 per cento.

Diciannove anni dopo la nascita del Tg 5 per Enrico Mentana arriva un nuovo debutto. Già direttore del telegiornale de La 7 da un paio di mesi con la sua conduzione, come gli predice Vittorio Feltri in diretta, fa il botto. Lo studio e la grafica sono rinnovati, altri cambiamenti di packaging arriveranno. Ma quella che è diversa è prima di tutto la forma data alle notizie. Il ritmo è il suo, solito, incalzante. Con un po’ di fiato in più rispetto a quando parlava da Mediaset. I servizi sono approfonditi, con i fatti di Messina in primo piano. Poi la politica, le divisioni tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, soprattutto sul processo breve. E le opinioni di Filippo Facci e Marco Travaglio.

Ma ciò che fa la differenza con la conduzione di Enrico Mentana è l’immagine del paese che si specchia nel racconto di ciò che accade. Non una rappresentazione di realtà ma una riproduzione, la narrazione dei fatti il più possibile in presa diretta. Come quando intervista in collegamento da Messina Matteo Molona, il marito della donna che ha perso l’utero e padre del neonato ancora in coma dopo la lite in sala parto tra due ginecologi, o come quando manda due infiltrate tra le hostess da Gheddafi perché riferiscano i discorsi del leader libico.

Un tg che che non è un patchwork di notizie, ma un percorso tra le cose più importanti che accadono e che riguardano il nostro paese. Mentana, un po’ come Arianna, srotola un gomitolo per condurre e orientare nel labirinto di ciò che accade. Ma è un po’ anche Cappuccetto Rosso, come lui dice di sentirsi per gli in bocca al lupo ricevuti. Con una differenza tra le tante più evidente: la protagonista della favola non trova una nuova strada e dopo l’incontro con il lupo torna sui suoi passi, Mentana invece la via della fuga, almeno in fatto di ascolti, l’ha già imboccata.

Sempre lunedì 30 agosto il Tg1 ha registrato 5 milioni 540 mila telespettatori e il 27,70 per cento di share; il Tg5 ha raccolto 4 milioni 216 mila telespettatori con il 20,95 per cento di share. Nel preserale ha vinto ancora il game show “Reazione a catena”, in onda su Raiuno dalle 18.50, con 3 milioni 565 mila telespettatori e il 28,36 per cento di share. In access prime time il più visto è stato il varietà “da da da”, in onda su Raiuno, con 5 milioni 507 mila telespettatori e il 23,06 per cento di share, programma più visto della giornata. Su Canale 5 il competitor “Velone” é tornato con 3 milioni 992 mila telespettatori e il 16,61 per cento di share. Nella stessa fascia il programma di informazione “In onda”, su La7, ha siglato il record di un milione 207 mila telespettatori, con il 5,05 per cento di share; ospiti di Luisella Costamagna e Luca Telese erano Gad Lerner, Vittorio Feltri e Enrico Mentana.

Il ritorno col botto di Mentana, un po’ Arianna e un po’ Cappuccetto Rosso – Il Sole 24 ORE.


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