Ilaria Madama, Le politiche di assistenza sociale, Il Mulino, Bologna, 2010

Le politiche di assistenza sociale

Segnalazione editoriale

[Mutamento Sociale n.28 - Ottobre 2010]

Assicurando risorse e opportunità ai soggetti più svantaggiati, le politiche di assistenza mirano a contrastare l’esclusione sociale. Incentrata sulla condizione di bisogno e sul finanziamento attraverso la fiscalità generale, l’assistenza costituisce il nucleo dell’intervento pubblico in cui è più esplicita la finalità solidaristica. Negli ultimi tre decenni, a fronte di nuovi rischi non coperti dal welfare di stampo fordista, tali politiche hanno significativamente ampliato la loro portata. Come altri paesi sudeuropei, tuttavia, l’Italia si caratterizza per il marcato sottosviluppo di questo settore di policy. Il volume offre un panorama aggiornato della materia, mettendo in luce l’esistenza a livello subnazionale di quattro distinti modelli o “mondi dei servizi sociali”, assai diversi tra loro per quantità e qualità.

Ilaria Madama, Le politiche di assistenza sociale, Il Mulino, Bologna, 2010

da: Le politiche di assistenza sociale – Synergia srl – Milano.


Società di ricerca Synergia: Mutamento Sociale n.28 – Ottobre 2010 – pamalteo@gmail.com – Gmail

Newsletter della Società di Ricerca Synergia

n.28, Ottobre 2010

In questo numero

Una prospettiva transnazionale per la qualità nell’assistenza domiciliare
di Dario Zanon e Emilio Gregori

Case study analysis: the album of best practice
a cura della partnership del progetto QCQA

Transnational Home Care Quality Indicators
a cura della partnership del progetto QCQA

Conclusion and recomendations
a cura della partnership del progetto QCQA

Novità editoriali

Le politiche di assistenza sociale
di Ilaria Madama

Qualità e accreditamento dei Servizi Sociali
Elementi per la costruzione di un manuale di autovalutazione

di Giovanni Garena e Anna Maria Gerbo

Segnalazione di convegni

Nuovi Profili di Organizzazione dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari per Anziani
Meeting Nazionale I.N.R.C.A.
Ancona, 29 Ottobre 2010

Forum sulla Non Autosufficienza
Strumenti, idee e soluzioni per il lavoro di cura e l’integrazione socio-sanitaria
Bologna, 3-4 Novembre 2010

La Conferenza Nazionale della Famiglia
Famiglia: storia e futuro di tutti
Milano, 8-10 Novembre 2010

La Tutela dei minori. Buone pratiche e innovazione
3° Convegno Internazionale sulla Qualità del Welfare
Riva del Garda, 11-12-13 Novembre 2010

Rassegna web
papers, documenti e rapporti di ricerca scaricabili dalla rete

Coordination of national long-term care policies
European Commission

Prometheus Project
Promoting quality of Social Services of General Interest

BEST-Quality Project
Benchmarking-European-Standards in social services-Transnationally

DAPHNE Eustacea Project

Rapporto sulla non autosufficienza in Italia 2010
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

La non autosufficienza fa paura agli italiani
Un’analisi del CENSIS per il forum ANIA Consumatori

Lo stato dell’arte
rubrica di aggiornamento sui progetti in corso

Le news di Synergia

Avviso importante

Dal 2 Novembre Synergia trasferirà la propria sede operativa nei nuovi uffici di Via Mauro Macchi 44.
I recapiti telefonici rimarranno gli attuali.


OrdineAsLombardia, Osservazioni del Consiglio regionale alla proposta di P.S.S.R. Lombardia 2010-2014

Osservazioni del Consiglio regionale alla proposta di P.S.S.R. Lombardia 2010-2014 – PDA N. 006 DI INIZIATIVA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE: PIANO SOCIOSANITARIO REGIONALE DELLA IX LEGISLATURA 2010-2014

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StudioAPS AnalisiPsicoSociologica: pubblicazioni in forma di articoli, libri e documenti interni

Nei quarant’anni di esistenza dello Studio APS i suoi membri hanno prodotto decine di pubblicazioni in forma di articoli, libri e documenti interni.

Tra i vari criteri di selezione possibili abbiamo adottato quello cronologico, segnalando in questo sito ciò che di più interessante è stato prodotto in forma scritta e pubblica.

La bibliografia allegata rappresenta anche una, seppur parziale, traccia dei percorsi di lavoro, ricerca e pensiero che caratterizzano il nostro gruppo. Sono così individuabili filoni principali di riflessione ed altri più particolari, corrispondenti a specifici interessi di ricerca e di sistematizzazione.

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StudioAPS AnalisiPsicoSociologica.


l’idea di candidare il villaggio sanatoriale Morelli di Sondalo a patrimonio dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco

Prende sempre più corpo l’idea di candidare il villaggio sanatoriale Morelli di Sondalo a patrimonio dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco. Ipotesi rafforzatasi, peraltro, a seguito del convegno internazionale di studi svoltosi al Vallesana di Sondalo che, insieme al villaggio sanatoriale Morelli, all’Abetina e alla Pineta di Sortenna (il primo sanatorio in assoluto realizzato in Italia nel 1903 ad opera del medico sondalino Zubiani) costituisce un patrimonio monumentale di architettura sanatoriale unico nel suo genere nell’arco alpino considerato che, come sottolineato dalla professoressa Daniela Vaj, dell’Università di Losanna, «la montagna sopra Sondalo e, quindi, la Valtellina può essere considerata la regione italiana pioniera nella cura alla tubercolosi».
«Come sondalini siamo ben consci del patrimonio culturale, monumentale e sanitario che insiste sul nostro territorio e che ne ha tracciato la storia – assicura il sindaco, Luigi Grassi, che insieme ad altri componenti la maggioranza e ad alcuni consiglieri di minoranza ha presenziato ai lavori del convegno le cui fila sono state magistralmente tenute dalla professoressa Luisa Bonesio, docente di Estetica e Geofilosofia all’Università di Pavia, sondalina d’origine -. Già in campagna elettorale avevamo assicurato la volontà di rilanciare il Morelli a tutto campo lavorando anche alla salvaguardia del patrimonio monumentale in esso contenuto così come nelle altre strutture ex sanatoriali che insistono sul nostro territorio. L’ipotesi di adire l’Unesco non è per noi nuova, ma è certamente uscita rafforzata dal convegno appena conclusosi cui ha partecipato anche il commissario Unesco Darko Pandakovic, professore di architettura del paesaggio al Politecnico di Milano».
Pandakovic, nel suo intervento, ha evidenziato come sia già tardi, oggi, per intervenire sulle strutture dismesse del Morelli e come vi sia, quindi, la necessità di procedere speditamente nella ricerca non tanto di supporto rispetto a Provincia e Regione quanto di interesse sovranazionale (europeo e statunitense) da parte di enti, società scientifiche, realtà con finalità educative o di turismo culturale che possano, in qualche modo, essere intrigate dall’investire sui padiglioni dismessi sondalini.
«Qualcosa in questo senso si sta già muovendo – ricorda il sindaco Grassi – considerato l’interesse dell’immobiliare svizzera rispetto all’utilizzo di alcuni padiglioni sondalini. È una strada che va approfondita, così come occorre insistere con la candidatura Unesco accontentandosi, magari, nel frattempo, di ottenere livelli intermedi di protezione monumentale. Ciò senza dimenticare l’impegno della presidenza e dell’amministrazione provinciale che si sta attivando al massimo in Regione per ridare linfa vitale alla struttura ospedaliera, e non solo, sondalina».

Ospedale Morelli, prende corpo l’ipotesi della tutela dell’Unesco – Cronaca – La Provincia di Sondrio.


La Conferenza delle Regioni nella riunione del 7 ottobre ha approvato un documento di osservazioni sul decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale

La Conferenza delle Regioni nella riunione del 7 ottobre ha approvato un documento di osservazioni sul decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale. Il documento è stato consegnato al Governo nel corso della successiva Conferenza Unificata.
Il testo è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è:
www.regioni.it/upload/071010Fisc_municip.pdf
Si riporta di seguito il testo integrale.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 10/098/CU10/C2
Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale (legge 42/2009)
Punto 10) o.d.g. Conferenza Unificata
Ruolo delle Regioni
in fase sperimentale è prevista una responsabilità del Governo (Ministero dell’Interno) e un luogo di condivisione delle scelte (Conferenza Stato-Città) che non garantisce il ruolo delle Regioni previsto nella legge 42/09.
Proposta
- inserire le Regioni nella fase di definizione e gestione del Fondo Sperimentale.
- Prevedere il passaggio in Conferenza Unificata.
IRPEF
- l’introduzione di modifiche nei gettiti IRPEF deve essere considerata ai fini della copertura infatti essa produce ricadute sia sul versante del finanziamento dei LEA (vedi Sanità) sia relativamente all’esercizio delle autonomie impositive (es. perdita di gettito sulle manovre regionali).
Proposta
- va assicurata la copertura relativa alla erosione della base imponibile come previsto dalla legge 42/09 (art. 2, comma 2, lett. t)
Regioni ad autonomia speciale
Per le Regioni ad autonomia speciale si propone il seguente emendamento:
“le disposizioni del presente decreto non si applicano con riferimento alle autonomie locali ubicate nelle Regioni ad autonomia speciale che non sostengono gli oneri della finanza locale, in ogni caso per tali Regioni, con le procedure di cui all’art. 27 della Legge 5 maggio 2009, n. 42, è assicurata la compartecipazione a tributi erariali esclusi dalle attribuzioni statutarie in misura corrispondente al gettito riconosciuto ai Comuni e alle Province, in applicazione del nuovo ordinamento finanziario degli enti locali e al fine di garantire la neutralità finanziaria al bilancio regionale e al bilancio statale”.
- Il decreto prevede che il punto di partenza finanziario per il percorso federalista è la legislazione vigente. Pertanto a seguito della legge 122/10 i tagli sono incorporati nel calcolo dei trasferimenti soppressi.
Tale caratterizzazione non deve costituire precedente


Il ruolo della formazione per la professionalità degli assistenti sociali, aula Martini U6-4 Università Milano Bicocca, 25 ottobre 2010, 9,30-12,30

FACOLTA’ DI SOCIOLOGIA
Corso di laurea in Servizio sociale

Via Bicocca degli Arcimboldi, 8 – 20126 Milano

con il patrocinio di

Sezione di Politica Sociale

Il ruolo della formazione per la professionalità degli assistenti sociali

aula Martini U6-4

Università Milano Bicocca,

25 ottobre 2010

Presiede i lavori: Alberto Merler

h. 9.30 saluti del Preside della facoltà, Antonio de Lillo

della Presidente dell’Ordine nazionale Assistenti Sociali, Franca Dente

del Segretario dell’AIDOSS, Luigi Gui

h.10,00 Valutazione della formazione ricevuta e del passaggio all’Università – Silvana Tonon Giraldo e Carla Facchini

h. 10.30 Le sfide per la professione sociale – Fedele Ruggeri,

11 pausa caffè

11.20 La formazione rispetto alla sfida delle competenze - Walter Lorenz e Paolo Trivellato.

11.50 La formazione permanente – Annamaria Campanini

12,20 Conclusioni – Carla Facchini.


Alessandra Cicalini, Università e circoli Auser, la crescita “in rosa” continua | Muoversi Insieme

l’Auser (acronimo diAssociazione per l’autogestione dei servizi solidali) che ha presentato a Venezia durante il festival La città che apprende ilSecondo rapporto sui circoli e le università popolari gestite dall’associazione di volontariato animata principalmente da over 60. Il report completo non è stato ancora diffuso ma dalle anticipazioni fornite ai media si sa per esempio che già da quest’anno i corsi Auser punteranno anche sulle tematiche “green”, ossia sul risparmio energetico, l’educazione ambientale e alimentare. E c’è da scommettere che anche in questo caso le donne saranno tra le principali interessate. Già adesso, infatti, rappresentano ben il 75,3% del campione analizzato, con una cultura di base superiore alla media nazionale. Il grosso di loro è infatti almeno diplomato se non laureato, mentre le casalinghe rappresentano il 21% del totale. Ma come si compone l’universo delle attività culturali dell’Auser?

segue qui:

Università e circoli Auser, la crescita “in rosa” continua | Muoversi Insieme.


ASSISTENZA A DOMICILIO E RSA: quali risposte agli anziani non autosufficienti?, Convegno del Sindacato Pensionati Cgil Como, auditorium Don Guanella via T. Grossi 18, 21 ottobre ore 9,20-13,30

Programma

Il   sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali, come modo prevalente di rispondere alla non autosufficienza degli anziani, sta entrando in difficoltà: crescita dei costi nella gestione delle strutture, mancato adeguamento della quota sanitaria, difficoltà delle famiglie a sostenere le rette, problemi di insolvibilità che si scaricano sui Comuni.

Occorre     nell’interesse primario    degli anziani, ma anche nell’interesse delle RSA e di tutte le istituzioni, trovare un nuovo equilibrio.

Il grado di non autosufficienza degli anziani ricoverati e i bisogni di personalizzazione richiedono un adeguato finanziamento pubblico e richiedono di affrontare in modo equo e sostenibile i temi della responsabilità e della compartecipazione dei ricoverati e delle loro famiglie.

Ma soprattutto va potenziata una risposta integrata nel territorio e una più estesa e qualificata assistenza domiciliare.

ore 9.20 Le RSA nel comasco e la risposta nel territorio alla non autosufficienza degli anziani

Amleto Luraghi

Segretario generale Spi Como

ore 9.50      Le prospettive del sistema regionale

per la non autosufficienza

Gambarelli Giuseppe

Dipartimento negoziazione Spi Lombardia

ore 10.10 Qualità del sistema RSA nel comasco e attività dei CeAD

Dott. Marco Orsenigo

UOS Anziani/Disabili ASL di Como

ore 10.30 pausa caffè

ore 10.40 dibattito

sono previsti interventi di responsabili RSA, PdZ, assistenti sociali, Auser, Fp Cgil, esperti, etc.

ore 12.30 intervento Dott.ssa Isabella Cerofolini Responsabile UOC Fragilità ASL di Como

ore 13.00 conclusioni di Claudio Dossi Segretario Spi Lombardia

ore 13.30 buffet


approvato il disegno dì legge di stabilità ed il disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2011-2013

II Consiglio dei Ministri del 14 ottobre 2010 ha approvato il disegno dì legge di stabilità per il triennio 2011-2013 ed il disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio. La legge di stabilità sostituisce da quest’anno la legge finanziaria. I due provvedimenti compongono la manovra triennale di finanza pubblica e, in particolare, la legge di stabilità dispone il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2011-2013, esprimendolo sotto un aspetto tabellare. Stabilità e sviluppo sono i fari che orientano la politica economica del nostro Paese, coerentemente all’avvio dal primo gennaio prossimo del semestre europeo per la governance economica. Gli interventi contenuti nel disegno di legge di stabilità ammontano a circa 1000 milioni di euro per l’anno 2011 (3.000 milioni per il 2012 e 9.500 milioni per il 2013), da attribuire, essenzialmente, a rimodulazioni di risorse finanziarie già inserite in bilancio. La manovra economico-finanziaria per il prossimo triennio, per un valore di circa 24 milioni di euro, era stata anticipata con il decreto-legge n. 78 del 2010.


Alessandra Cicalini, La “vecchiaia” difficile delle donne italiane – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Loredana Lipperini nella presentazione del suo Non è un paese per vecchie, uscito per Feltrinelli lo scorso settembre (nella foto a sinistra, la copertina del libro). Dopo essersi occupata delle bambine, un’altra categoria a suo giudizio piuttosto discriminata nella Penisola, la scrittrice e giornalista esamina la condizione riservata alle donne italiane una volta varcati i cinquant’anni. All’altra metà del cielo non è concesso mostrare le rughe né le valgono gli attributi di saggezza ed esperienza di solito associati alla fase matura dell’esistenza: solo i maschi anziani sono saggi, le donne tutt’al più sono nonne o velone. L’autrice, naturalmente, non si limita a lanciare aforismi provocatori, ma spiega quali sono le ragioni che renderebbero l’invecchiamento delle donne più duro di quello degli uomini.

segue

in: La “vecchiaia” difficile delle donne italiane – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.


schema di decreto legislativo di attuazione della legge n.42 del 2009 in materia di federalismo fiscale, 7 ottobre 2010

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito il 7 ottobre, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi ha approvato uno schema di decreto legislativo di attuazione della legge n.42 del 2009 in materia di federalismo fiscale, concernente l’autonomia di entrata per le Regioni a statuto ordinario e le province ubicate nel loro territorio, nonché la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. “Con questo decreto – si legge nel comunicato di palazzo Chigi – vengono disciplinate la soppressione dei trasferimenti statali di parte corrente con carattere di generalità e permanenza, la compartecipazione delle medesime Regioni al gettito dell’IVA, l’addizionale regionale all’IRPEF e l’IRAP, che le Regioni possono ridurre fino all’azzeramento. Sono inoltre individuate le fonti di finanziamento delle province, nonché i meccanismi perequativi. Viene poi disciplinata, a decorrere dall’anno 2013, la determinazione dei costi standard e fabbisogni standard per le Regioni nel settore sanitario.
Sul provvedimento, l’esame del quale era già stato avviato dal Consiglio lo scorso 7 settembre, dovranno essere acquisiti l’intesa in sede di Conferenza unificata, nonché i pareri della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo e delle altre Commissioni competenti per materia;
Il testo del “Decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario” è on line sul sito de Il sole 24 ore
Si riporta di seguito il testo integrale:
Decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel
settore sanitario
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, 117 e 119 della Costituzione;
VISTA la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante “delega al Governo in materia di federalismo fiscale,
in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del …..;
VISTA l’intesa sancita in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, nella riunione del ………. ;
VISTI il parere della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale di cui
all’articolo 3 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e i pareri delle Commissioni parlamentari
competenti per le conseguenze di carattere finanziario della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del … ;
SU PROPOSTA del Ministro dell’economia e delle finanze, del Ministro per le riforme per il
federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa, del Ministro per i rapporti con le regioni
e del Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro per
la pubblica amministrazione e l’innovazione;
Emana
il seguente decreto legislativo:
CAPO I
AUTONOMIA DI ENTRATA DELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO
Art. 1
(Oggetto)
1. Le disposizioni del presente capo assicurano l’autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e la conseguente soppressione di trasferimenti statali.
2. Le medesime disposizioni individuano le compartecipazioni delle regioni a statuto ordinario al gettito di tributi erariali e i tributi delle Regioni a statuto ordinario, nonché disciplinano i meccanismi perequativi che costituiscono le fonti di finanziamento del complesso delle spese delle stesse Regioni.
3. Il gettito delle fonti di finanziamento di cui al comma 2 è senza vincolo di destinazione.
Art. 2
(Rideterminazione dell’addizionale all’IRPEF delle Regioni a statuto ordinario)
1. A decorrere dall’anno 2012 l’addizionale regionale all’IRPEF è rideterminata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le regioni, da adottare entro il 30 giugno 2011, sentita la Conferenza Stato-Regioni, in modo tale da assicurare al complesso delle Regioni a statuto ordinario entrate corrispondenti ai trasferimenti statali soppressi ai sensi dell’articolo 6 ed alle entrate derivanti dalla compartecipazione soppressa ai sensi dell’articolo 7, comma 3. All’aliquota così rideterminata si aggiungono, a decorrere dall’anno 2014, le percentuali indicate nel comma 1, lettere b) e c), dell’articolo 5 del presente decreto. Con il decreto di cui al presente comma sono ridotte le aliquote dell’Irpef di competenza statale, con l’obiettivo di mantenere inalterato il prelievo fiscale complessivo a carico del contribuente.
2. Per l’anno 2012 il fabbisogno sanitario nazionale standard corrisponde al livello, stabilito dalla vigente normativa, del finanziamento del Servizio sanitario nazionale al quale ordinariamente concorre lo Stato. Restano ferme le disposizioni in materia di quota premiale e di relativa erogabilità in seguito alla verifica degli adempimenti in materia sanitaria di cui all’articolo 2, comma 68, lettera c), della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e in materia di fondo di garanzia e di recuperi, di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, rispettivamente per minori ovvero maggiori gettiti fiscali effettivi rispetto a quelli stimati ai fini della copertura del fabbisogno sanitario standard regionale.
3. Salvo quanto previsto dal comma 1, continua ad applicarsi la disciplina relativa all’imposta sul reddito delle persone fisiche, vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 3
(Compartecipazione regionale all’IVA)
1. A ciascuna Regione a statuto ordinario spetta una compartecipazione al gettito dell’imposta sul valore aggiunto.
2. Per gli anni 2011, 2012 e 2013 l’aliquota di compartecipazione di cui al comma 1 è calcolata in base alla normativa vigente, al netto di quanto devoluto alle regioni a statuto speciale e delle risorse
UE. A decorrere dall’anno 2014 l’aliquota è determinata con le modalità previste dall’articolo 11, commi 3 e 5, primo periodo.
3. A decorrere dall’anno 2013 le modalità di attribuzione del gettito della compartecipazione Iva alle Regioni sono stabilite in conformità con il principio di territorialità. Il principio di territorialità tiene conto del luogo di consumo. I criteri di attuazione del presente comma sono stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le regioni, sentita la Conferenza Stato-Regio identificando il luogo di consumo con quello in cui avviene la cessione di beni o la prestazione di servizi. Nel caso dei servizi il luogo della prestazione può essere identificato con quello del domicilio del soggetto fruitore.
Art. 4
(Riduzione dell’IRAP)
1. A decorrere dall’anno 2014 ciascuna Regione a statuto ordinario, con propria legge, può ridurre le aliquote dell’IRAP fino ad azzerarle. Resta in ogni caso fermo il potere di variazione dell’aliquota di cui all’articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
2. L’eventuale riduzione o azzeramento dell’IRAP è esclusivamente a carico del bilancio della Regione e non comporta alcuna forma di compensazione da parte dei fondi di cui agli articoli 9 e 11.
3. Non può essere disposta la riduzione dell’IRAP, se la maggiorazione di cui all’articolo 5, comma 1, è superiore allo 0,5 per cento.
4. Restano fermi gli automatismi fiscali previsti dalla vigente legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico, nonché le disposizioni in materia di applicazione di incrementi delle aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai Piani di rientro dai deficit sanitari.
Art. 5
(Addizionale regionale all’IRPEF)
1. Ciascuna Regione a Statuto ordinario può, con propria legge, aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF di base. La predetta aliquota di base è pari allo 0,9% sino alla rideterminazione effettuata ai sensi dell’articolo 2, comma 1, primo periodo. La maggiorazione non può essere superiore:
a) allo 0,5 per cento, sino all’anno 2013;
b) all’1,1 per cento, per l’anno 2014;
c) al 2,1 per cento, a decorrere dall’anno 2015.
2. Resta fermo il limite della maggiorazione dello 0,5 per cento, se la Regione abbia disposto la riduzione dell’IRAP. In ogni caso, la maggiorazione oltre lo 0,5 per cento non deve comportare aggravio, sino ai primi due scaglioni di reddito, a carico dei titolari di redditi da lavoro dipendente o da pensione in relazione ai predetti redditi; con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalità per l’attuazione del presente periodo. In caso di riduzione, l’aliquota deve assicurare un gettito non inferiore all’ammontare dei trasferimenti regionali ai Comuni, soppressi in attuazione dell’articolo 8.
3. Per assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressività cui il sistema medesimo è informato, le Regioni possono stabilire aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale.
4. Le Regioni, nell’ambito della addizionale di cui al presente articolo, possono disporre, con propria legge detrazioni in favore della famiglia, maggiorando le detrazioni previste dall’articolo
del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.
5. Al fine di favorire l’attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale di cui all’articolo 118, quarto comma, della Costituzione, le Regioni, nell’ambito della addizionale di cui al presente articolo, possono inoltre disporre, con propria legge, detrazioni dall’addizionale stessa in luogo dell’erogazione di sussidi, voucher, buoni servizio e altre misure di sostegno sociale previste dalla legislazione regionale.
6. L’applicazione delle detrazioni previste dai commi 4 e 5 è esclusivamente a carico del bilancio della Regione che le dispone e non comporta alcuna forma di compensazione da parte dello Stato. In ogni caso deve essere garantita la previsione di cui al comma 2, ultimo periodo.
7. La possibilità di disporre le detrazioni di cui ai commi 4 e 5 è sospesa per le Regioni impegnate nei piani di rientro dal deficit sanitario alle quali è stata applicata la misura di cui all’articolo 2, comma 83, lettera b) e 86, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, per mancato rispetto del piano stesso.
8. Restano fermi gli automatismi fiscali previsti dalla vigente legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico, nonché le disposizioni in materia di applicazione di incrementi delle aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari.
9. L’eventuale riduzione dell’addizionale regionale all’IRPEF è esclusivamente a carico del bilancio della regione e non comporta alcuna forma di compensazione da parte dei fondi di cui agli articoli 9 e 11.
Art. 6
(Soppressione dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario)
1. A decorrere dall’anno 2012 sono soppressi tutti i trasferimenti statali di parte corrente alle Regioni a statuto ordinario aventi carattere di generalità e permanenza e destinati all’esercizio delle competenze regionali, ivi compresi quelli finalizzati all’esercizio di funzioni da parte di Province e Comuni. Le Regioni a statuto ordinario esercitano l’autonomia tributaria prevista dagli articoli 4, 5, 7 e 8, comma 2, del presente decreto in modo da assicurare il rispetto dei termini fissati dal presente Capo. Sono esclusi dalla soppressione i trasferimenti relativi al fondo perequativo di cui all’articolo 3, commi 2 e 3, della legge 28 dicembre 195, n. 549.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le Regioni, sentita la Conferenza Unificata, sono individuati i trasferimenti statali di cui al comma 1. Con ulteriore decreto adottato con le modalità previste dal primo periodo possono essere individuati ulteriori trasferimenti suscettibili di soppressione.
Art. 7
(Ulteriori tributi regionali)
1. Ferma la facoltà prevista dall’articolo 25, a decorrere dal 1° gennaio 2014 sono soppressi la tassa per l’abilitazione all’esercizio professionale, l’imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, l’imposta regionale sulle concessioni statali per l’occupazione e l’uso dei beni del patrimonio indisponibile, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche regionali, le tasse sulle concessioni regionali, l’addizionale regionale sui canoni statali per le utenze di acqua pubblica. Sono, conseguentemente, abrogati l’art. 190 del R.D. 31 agosto 1933, n. 1592, l’art. 121 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, gli articoli da 1 a 10 del d.l. 5 ottobre 1993, n. 400, convertito dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, l’art. 2 della legge 16 maggio 1970, n. 281, l’art. 5 della legge 16 maggio 1970, n. 281, l’art.3 della legge 16 maggio 1970, n. 281, l’art. 18, legge 5 gennaio 1994, n. 36. Qualora la Regione non si avvalga della facoltà prevista dall’articolo 25, essa fa fronte all’eventuale onere derivante dal presente comma con la riduzione di spese ovvero con il gettito derivante dall’eventuale incremento dell’addizionale regionale all’IRPEF ai sensi dell’articolo 5.
2. Salvo quanto previsto dal comma 1, alle Regioni a statuto ordinario spettano gli altri tributi ad esse riconosciuti dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto. I predetti tributi costituiscono tributi propri derivati.
3. A decorrere dall’anno 2012 è soppressa la compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina.
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3 e dal comma 3, spettano altresì alle Regioni a statuto ordinario le altre compartecipazioni al gettito di tributi erariali, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 8
(Soppressione dei trasferimenti dalle Regioni a statuto ordinario ai Comuni e compartecipazione comunale alla addizionale regionale all’IRPEF)
1. Ciascuna Regione a statuto ordinario sopprime, a decorrere dal 2013, i trasferimenti regionali di parte corrente diretti al finanziamento delle spese dei Comuni, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera e), della legge n. 42.
2. Con efficacia a decorrere dall’anno 2013 ciascuna Regione a statuto ordinario determina con atto amministrativo, d’intesa con i Comuni del proprio territorio, una compartecipazione degli stessi alla addizionale regionale all’IRPEF di cui all’articolo 5, in misura tale da assicurare un importo corrispondente ai trasferimenti regionali soppressi ai sensi del comma 1 del presente articolo. Può altresì adeguare l’aliquota sulla base delle disposizioni legislative regionali sopravvenute che interessano le funzioni dei Comuni. La predetta quota di compartecipazione può, inoltre, essere successivamente incrementata, con le modalità indicate nel presente comma, in misura corrispondente alla individuazione di ulteriori trasferimenti regionali suscettibili di soppressione.
3. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 120, comma 2, della Costituzione.
4. Per realizzare in forma progressiva e territorialmente equilibrata l’attuazione del presente articolo, ciascuna Regione istituisce un Fondo sperimentale regionale di riequilibrio alimentato dal gettito di cui al comma 2. Previo accordo con i Comuni, la Regione stabilisce le modalità di riparto del Fondo, nonché le quote del gettito che, anno per anno, sono devolute al singolo Comune in cui si sono verificati i presupposti di imposta.
Art. 9
(Norme transitorie)
1. La legge statale disciplina la determinazione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni. Successivamente all’entrata in vigore della legge statale di cui al primo periodo del presente comma sono conseguentemente rideterminati, con decreto legislativo correttivo o integrativo del presente decreto, i fabbisogni standard già fissati. Fino a loro nuova determinazione in virtù della legge statale si considerano i livelli essenziali di assistenza e i livelli essenziali delle prestazioni già fissati in base alla legislazione statale.
Art. 10
(Classificazione delle spese regionali)
1. Le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), della legge n. 42 del 2009 sono quelle relative ai livelli essenziali delle prestazioni nelle seguenti materie:
a) sanità;
b) assistenza sociale;
c) istruzione scolastica;
d) trasporto pubblico locale, con riferimento alla spesa in conto capitale;
e) ulteriori materie individuate in base all’articolo 20, comma 2, della legge n. 42 del 2009.
2. Le spese di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), della legge n. 42 del 2009 sono individuate nelle spese diverse da quelle indicate nel comma 1 del presente articolo e nell’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 3), della legge n. 42 del 2009.
Art. 11
(Fase a regime e fondo perequativo)
1. A decorrere dal 2014, al termine della fase sperimentale, in conseguenza dell’avvio del percorso di graduale convergenza verso i costi standard, le fonti di finanziamento delle spese delle Regioni di cui al comma 1 dell’articolo 10 del presente decreto sono le seguenti:
a) la compartecipazione all’Iva di cui all’art. 3;
b) l’addizionale Irpef ridefinita secondo le modalità del comma 1 dell’articolo 2;
c) l’Irap fino alla data della sua sostituzione con altri tributi;
d) quote del fondo perequativo di cui al comma 5;
e) le entrate proprie, nella misura convenzionalmente stabilita nel riparto delle disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale per l’anno 2010.
2. Ai fini del comma 1 il gettito dell’IRAP è valutato in base all’aliquota ordinariamente applicabile in assenza di variazioni disposte dalla Regione ovvero delle variazioni indicate dall’articolo 4, comma 4. Ai fini del comma 1 il gettito derivante dall’applicazione dell’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF di cui all’articolo 5 è valutato in base all’aliquota calcolata ai sensi dell’articolo 2, comma 1, primo periodo. Il gettito è, inoltre, valutato su base imponibile uniforme, con le modalità stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le regioni, sentita la Conferenza Stato-Regioni
3. La percentuale di compartecipazione all’IVA è stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano al livello minimo assoluto sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni in una sola regione. Per il finanziamento integrale dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni ove il gettito tributario è insufficiente, concorrono le quote del fondo perequativo di cui al comma 5 del presente articolo.
4. Le fonti di finanziamento delle spese di cui al comma 2 dell’articolo 10 del presente decreto sono le seguenti:
a) i tributi propri derivati di cui all’articolo 7, comma 2, del presente decreto;
b) i tributi propri di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), n. 3) della legge n. 42 del 2009;
c) quote dell’addizionale regionale all’Irpef;
d) quote del fondo perequativo di cui al comma 7.
5. E’ istituito, dall’anno 2014, un fondo perequativo alimentato dal gettito prodotto da una compartecipazione al gettito dell’IVA determinata in modo tale da garantire in ogni regione il finanziamento integrale delle spese di cui al comma 1 dell’art. 10 del presente decreto. Nel primo anno di funzionamento del fondo perequativo le suddette spese sono computate anche in base ai valori di spesa storica; nei successivi quattro anni devono gradualmente convergere verso i costi standard. Le modalità della convergenza sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Ai fini del presente comma, per il settore sanitario, la spesa coincide con il fabbisogno sanitario standard come definito ai sensi dell’articolo 21.
6. La differenza tra il fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui al comma 1 dell’art. 10 e il gettito regionale dei tributi ad esse dedicati, é determinato con l’esclusione delle variazioni di gettito prodotte dall’esercizio dell’autonomia tributaria, nonché dall’emersione della base imponibile riferibile al concorso regionale nell’attività di recupero fiscale. E’ inoltre garantita la copertura del differenziale certificato positivo tra i dati previsionali e l’effettivo gettito dei tributi, escluso il gettito derivante dalla lotta contro l’evasione e l’elusione fiscale, alla regione di cui al comma 3, primo periodo. Nel caso in cui l’effettivo gettito dei tributi sia superiore ai dati previsionali, il differenziale certificato è acquisito al bilancio dello Stato.
7. Per il finanziamento delle spese di cui al comma 2 dell’articolo 10 del presente decreto, le quote del fondo perequativo sono assegnate alle Regioni sulla base dei seguenti criteri:
a) le Regioni con maggiore capacità fiscale, ovvero quelle nelle quali il gettito per abitante dell’addizionale regionale all’IRPEF supera il gettito medio nazionale per abitante, alimentano il fondo perequativo, in relazione all’obiettivo di ridurre le differenze interregionali di gettito per abitante rispetto al gettito medio nazionale per abitante;
b) le Regioni con minore capacità fiscale, ovvero quelle nelle quali il gettito per abitante dell’addizionale regionale all’IRPEF è inferiore al gettito medio nazionale per abitante, partecipano alla ripartizione del fondo perequativo, alimentato dalle Regioni di cui alla lattera a), in relazione all’obiettivo di ridurre le differenze interregionali di gettito per abitante rispetto al gettito medio nazionale per abitante;
c) il principio di perequazione delle differenti capacità fiscali di cui al comma 5 dovrà essere applicato in modo da ridurre le differenze tra i territori con diversa capacità fiscale per abitante senza alternarne la graduatoria in termini di capacità fiscale per abitante;
d) la ripartizione del fondo perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di un numero di abitanti determinato con le modalità previste al comma 8, ultimo periodo, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa.
8. Le quote del fondo perequativo risultante dall’applicazione del presente articolo sono distintamente indicate nelle assegnazioni annuali. L’indicazione non comporta vincoli di destinazione. Nel primo anno di funzionamento la perequazione fa riferimento alle spese di cui all’articolo 10, comma 2, computate in base ai valori di spesa storica; nei successivi quattro anni la perequazione deve gradualmente convergere verso le capacità fiscali. Le modalità della convergenza nonché le modalità di attuazione delle lettere a) e b) del comma 7, sono stabilite con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
CAPO II
AUTONOMIA DI ENTRATA DELLE PROVINCE
Art. 12
(Oggetto)
1. Le disposizioni di cui al presente capo assicurano l’autonomia di entrata delle Province ubicate nelle Regioni a statuto ordinario.
2. Le medesime disposizioni individuano le fonti di finanziamento del complesso delle spese delle Province ubicate nelle Regioni a statuto ordinario.
3. Il gettito delle fonti di finanziamento di cui al comma 2 è senza vincolo di destinazione.
Art. 13
(Tributi propri connessi al trasporto su gomma)
1. A decorrere dall’anno 2012 l’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, costituisce tributo proprio derivato delle province. Si applicano le disposizioni dell’articolo 60, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
2. L’aliquota dell’imposta di cui al comma 1 è pari al 12,5 per cento. A decorrere dall’anno 2014 le province possono aumentare o diminuire l’aliquota in misura non superiore a 2,5 punti percentuali.
3. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate è approvato il modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni di cui alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216, e sono individuati i dati da indicare nel predetto modello. L’imposta è corrisposta con le modalità del Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
4. L’accertamento delle violazioni alle norme del presente articolo compete alle amministrazioni provinciali. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso relativi all’imposta di cui al comma 1 si applicano le disposizioni previste per le imposte sulle assicurazioni di cui alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216. Le province possono stipulare convenzioni con l’Agenzia delle entrate per l’espletamento, in tutto o in parte, delle attività di liquidazione, accertamento e riscossione dell’imposta, nonché per le attività concernenti il relativo contenzioso. Sino alla stipula delle predette convenzioni, le predette funzioni sono svolte dall’Agenzia delle entrate.
5. La decorrenza e le modalità di applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo nei confronti delle Province ubicate nelle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome sono
stabilite, in conformità con i relativi statuti, con le procedure previste dall’articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
6. Continua ad essere attribuita alle Province l’imposta provinciale sulle trascrizioni, con le modalità previste dalla vigente normativa.
Art. 14
(Soppressione dei trasferimenti statali alle Province e compartecipazione provinciale all’accisa sulla benzina)
1. A decorrere dall’anno 2012, spetta a ciascuna Provincia delle Regioni a statuto ordinario una compartecipazione all’accisa sulla benzina.
2. L’aliquota di compartecipazione è stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le regioni, sentita la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, in modo tale da assicurare entrate corrispondenti ai trasferimenti statali soppressi ai sensi del comma 3, nonché alle entrate derivanti dalla compartecipazione e dalla addizionale soppresse ai sensi dei commi 6 e 7.
3. A decorrere dall’anno 2012 sono soppressi i trasferimenti statali alle Province delle Regioni a Statuto ordinario aventi carattere di generalità e permanenza.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le Regioni, sentita la Conferenza Stato- Città ed autonomie locali, sono individuati i trasferimenti statali di cui al comma 3.
5. L’aliquota di compartecipazione di cui al comma 2 può essere successivamente incrementata, con le modalità indicate nel predetto comma 2, in misura corrispondente alla individuazione di ulteriori trasferimenti statali suscettibili di soppressione.
6. La compartecipazione provinciale all’IRPEF di cui all’articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 è prorogata limitatamente all’anno 2011.
7. A decorrere dall’anno 2012 l’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica di cui all’articolo 52 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 è soppressa e il relativo gettito spetta allo Stato. A tal fine, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è rideterminato l’importo dell’accisa sull’energia elettrica in modo da assicurare l’equivalenza del gettito.
Art.15
(Soppressione dei trasferimenti dalle Regioni a statuto ordinario alle Province e compartecipazione provinciale alla tassa automobilistica regionale)
1. Ciascuna Regione a statuto ordinario assicura la soppressione, a decorrere dall’anno 2013, dei trasferimenti regionali di parte corrente diretti al finanziamento delle spese delle Province, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera e), della legge n. 42.
2. Con efficacia a decorrere dall’anno 2013, ciascuna Regione a statuto ordinario determina con atto amministrativo, d’intesa con le Province del proprio territorio, una compartecipazione delle stesse alla tassa automobilistica sugli autoveicoli spettante alla regione, in misura tale da assicurare un importo corrispondente ai trasferimenti regionali soppressi ai sensi del comma 1. Può altresì adeguare l’aliquota di compartecipazione sulla base delle disposizioni legislative regionali sopravvenute che interessano le funzioni delle Province. La predetta compartecipazione può, inoltre, essere successivamente incrementata, con le modalità indicate nel presente comma, in misura corrispondente alla individuazione di ulteriori trasferimenti regionali suscettibili di riduzione.
3. In caso di mancata fissazione della misura della compartecipazione alla tassa automobilistica di cui al comma 2 entro la data del 30 novembre 2012, lo Stato interviene in via sostitutiva ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.
4. Per realizzare in forma progressiva e territorialmente equilibrata l’attuazione del presente articolo, ciascuna Regione a statuto ordinario istituisce un Fondo sperimentale regionale di riequilibrio alimentato dal gettito di cui al comma 2. Previo accordo con le Province, la Regione stabilisce le modalità di riparto del Fondo, nonchè le quote del gettito che, anno per anno, sono devolute alla singola Provincia in cui si sono verificati i presupposti di imposta.
Art. 16
(Ulteriori tributi provinciali)
1. Salvo quanto previsto dagli articoli 13 e 14, spettano alle Province gli altri tributi ad esse riconosciuti, nei termini previsti dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto, che costituiscono tributi propri derivati.
Art. 17
(Fondo sperimentale di riequilibrio provinciale)
1. Per realizzare in forma progressiva e territorialmente equilibrata l’attribuzione alle Province dell’autonomia di entrata, è istituito, a decorrere dall’anno 2012, un Fondo sperimentale di riequilibrio. Il Fondo cessa a decorrere dalla data di attivazione del fondo perequativo previsto dall’articolo 13 della legge n 42.
2. Il Fondo sperimentale di riequilibrio è alimentato dalle entrate di cui all’articolo 14, comma 1.
3. Previo accordo sancito in sede di Conferenza Stato- città ed autonomie locali, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in coerenza con la determinazione dei fabbisogni standard sono stabilite le modalità di riparto del Fondo sperimentale di riequlibrio.
Art. 18
(Classificazione delle spese provinciali)
1. Fino alla individuazione dei fabbisogni standard delle funzioni fondamentali delle province, ai fini del finanziamento integrale sulla base del fabbisogno standard si applica l’articolo 21, comma 4, della legge n. 42 del 2009.
CAPO III
PEREQUAZIONE
Art. 19
(Fondo perequativo per comuni e province)
1. Per il finanziamento delle spese dei comuni e delle province, successivo alla determinazione dei fabbisogni standard collegati alle spese per le funzioni fondamentali, è istituito nel bilancio dello Stato, a decorrere dall’anno 2016, un fondo perequativo, con indicazione separata degli stanziamenti per i comuni e degli stanziamenti per le province, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro svolte. Previo accordo sancito in sede di Conferenza unificata Stato- Città ed autonomie locali, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite, salvaguardando la neutralità finanziaria per il bilancio dello Stato, le modalità di alimentazione e di riparto del fondo.
2. Ogni Regione a Statuto ordinario istituisce nel proprio bilancio due fondi, uno a favore dei comuni, l’altro a favore delle province, alimentati dal fondo perequativo di cui al comma 1.
3. In conformità all’articolo 13, comma 1, lettera b), della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni, attraverso accordi conclusi in sede di Conferenza Unificata l’entità dei fondi di cui ai commi 1 e 2 è periodicamente aggiornata e le relative fonti di finanziamento sono ridefinite.
4. La ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti, per la parte afferente alle funzioni fondamentali di cui all’ articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), della legge citata legge n. 42 del 2009 avviene in base a:
1) un indicatore di fabbisogno finanziario calcolato come differenza tra il valore standardizzato della spesa corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del gettito dei tributi ed entrate proprie di applicazione generale;
2) indicatori di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori tengono conto dell’entità dei finanziamenti dell’Unione europea di carattere infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo di addizionalità cui questi sono soggetti.
5. La spesa corrente standardizzata è computata ai fini di cui al comma 4 sulla base di una quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità della spesa in relazione all’ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei diversi enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche, utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata.
6. Le entrate considerate ai fini della standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard;
7. Per le spese relative all’esercizio delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo perequativo per i comuni e quello per le province sono diretti a ridurre le differenze tra le capacità fiscali, tenendo conto, per gli enti con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 10, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa e della loro partecipazione a forme associative;
8. Le regioni, sulla base di criteri stabiliti con accordi sanciti in sede di Conferenza unificata, e previa intesa con gli enti locali, possono, avendo come riferimento il complesso delle risorse assegnate dallo Stato a titolo di fondo perequativo ai comuni e alle province inclusi nel territorio regionale, procedere a proprie valutazioni della spesa corrente standardizzata, sulla base dei criteri di cui al comma 5, e delle entrate standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di infrastrutture; in tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato sulla base dei parametri definiti con le modalità di cui al presente comma.
9. I fondi ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e per le province del territorio sono trasferiti dalla regione agli enti di competenza entro venti giorni dal loro ricevimento.
Le regioni, qualora non provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del fondo perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità previste dal comma 8, applicano comunque i criteri di riparto del fondo sulla base dei criteri individuati dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 10. La eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate non può comportare ritardi nell’assegnazione delle risorse perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle disposizioni di cui al presente comma, lo Stato esercita il potere sostitutivo di cui all’ articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in base alle disposizioni di cui all’ articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.
10. Con decreto de Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze, sono definite le modalità applicative del presente articolo.
CAPO IV
COSTI E FABBISOGNI STANDARD NEL SETTORE SANITARIO
Art. 20
(Oggetto)
1. Il presente capo è diretto a disciplinare a decorrere dall’anno 2013 la determinazione dei costi standard e dei fabbisogni standard per le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano nel settore sanitario, al fine di assicurare un graduale e definitivo superamento dei criteri di riparto adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della legge 662/1996, così come integrati da quanto previsto dagli Accordi tra Stato e Regioni in materia sanitaria.
2. I costi e i fabbisogni standard determinati secondo le modalità stabilite dal presente capo costituiscono il riferimento cui rapportare progressivamente nella fase transitoria, e successivamente a regime, il finanziamento integrale della spesa sanitaria, nel rispetto della programmazione nazionale e dei vincoli di finanza pubblica.
Art. 21
(Determinazione del fabbisogno sanitario nazionale standard)
1. A decorrere dall’anno 2013 il fabbisogno sanitario nazionale standard è determinato in coerenza con il quadro macroeconomico complessivo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli obblighi assunti dall’Italia in sede comunitaria. In sede di determinazione, sono distinte la quota destinata complessivamente alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolozano e le quote destinate ad enti diversi dalle regioni.
2. Per gli anni 2011 e 2012 il fabbisogno nazionale standard corrisponde al livello di finanziamento determinato ai sensi di quanto disposto dall’articolo 2, comma 67, della legge 23 dicembre 2010, n. 191, attuativo dell’Intesa Stato-Regioni in materia sanitaria per il triennio 2010-2012 del 3 dicembre 2009, così come rideterminato dall’articolo 11, comma 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122.
Art. 22
(Determinazione dei costi e dei fabbisogni standard regionali)
1. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, sentita la Struttura tecnica di supporto della Conferenza Stato-Regioni di cui all’articolo 3 dell’Intesa Stato-Regioni del 3 dicembre 2009, determina annualmente, sulla base della procedura definita nel presente articolo, i costi e i fabbisogni standard regionali.
2. Per la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard regionali si fa riferimento agli elementi informativi presenti nel Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) del Ministero della salute.
3. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera a), dell’ Intesa Stato-Regioni in materia sanitaria per il triennio 2010-2012 del 3 dicembre 2009, con riferimento ai macrolivelli di assistenza definiti dal DPCM di individuazione dei livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario del 29 novembre 2001, costituiscono indicatori della programmazione nazionale per l’attuazione del federalismo fiscale i seguenti livelli percentuali di finanziamento della spesa sanitaria:
a) 5% per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro;
b) 51% per l’assistenza distrettuale;
c) 44% per l’assistenza ospedaliera.
4. Il fabbisogno sanitario standard delle singole regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, cumulativamente pari al livello del fabbisogno sanitario nazionale standard, è determinato, in fase di prima applicazione a decorrere dall’anno 2013, applicando a tutte le regioni i valori di costo rilevati nelle regioni di riferimento (benchmark). In sede di prima applicazione è stabilito il procedimento di cui ai commi dal 5 al 10.
5. Sono regioni di riferimento le tre regioni, tra cui obbligatoriamente la prima, che siano state scelte dalla Conferenza Stato-Regioni tra le cinque indicate dal Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, in quanto migliori cinque regioni che, avendo garantito l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizione di equilibrio economico e risultando adempienti, come verificato dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali di cui all’articolo 12 dell’Intesa Stato-Regioni in materia sanitaria del 23 marzo 2005, sono individuate in base a criteri di qualità, appropriatezza ed efficienza definiti con decreto del Presidente del Consiglio, previa intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, sentita la Struttura tecnica di supporto della Conferenza Stato-Regioni di cui all’articolo 3 dell’Intesa Stato-Regioni del 3 dicembre 2009, sulla base degli indicatori di cui agli allegati 1, 2 e 3 dell’Intesa Stato-Regioni del 3 dicembre 2009. A tale scopo si considerano in equilibrio economico le regioni che garantiscono l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza e di appropriatezza con le risorse ordinarie stabilite dalla vigente legislazione a livello nazionale, ivi comprese le entrate proprie regionali effettive;
6. I costi standard sono computati a livello aggregato per ciascuno dei tre macrolivelli di assistenza: assistenza collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il valore di costo standard è dato, per ciascuno dei tre macrolivelli di assistenza erogati in condizione di efficienza ed appropriatezza, dalla media pro-capite pesata del costo registrato dalle regioni benchmark. A tal fine il livello della spesa delle tre macroaree delle regioni benchmark:
a) è computato al lordo della mobilità passiva e al netto della mobilità attiva extraregionale;
b)è depurato della quota di spesa finanziata dalle maggiori entrate proprie rispetto alle entrate proprie considerate ai fini della determinazione del finanziamento nazionale. La riduzione è operata proporzionalmente sulle tre macroaree;
c) è depurato della quota di spesa che finanzia livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali;
d) è depurato delle quote di ammortamento.
e)è applicato, per ciascuna regione, alla relativa popolazione pesata regionale.
7. Le regioni in equilibrio economico sono individuate sulla base dei risultati relativi al secondo esercizio precedente a quello di riferimento e le pesature sono effettuate con i pesi per classi di età considerati ai fini della determinazione del fabbisogno sanitario relativi al secondo esercizio precedente a quello di riferimento.
8. Il valore percentuale del fabbisogno regionale, come determinato in attuazione di quanto indicato al comma 6, rispetto al valore totale, costituisce il fabbisogno standard regionale;
9. Il fabbisogno standard regionale determinato ai sensi del comma 8, è annualmente applicato al fabbisogno sanitario standard nazionale definito ai sensi dell’articolo 21.
10. Qualora nella selezione delle migliori cinque regioni di cui al comma 5 del presente comma, si trovi nella condizione di equilibrio economico come definito al medesimo comma 5 un numero di regioni inferiore a 5, le regioni benchmark sono individuate anche tenendo conto del miglior risultato economico registrato nell’anno di riferimento, depurando i costi della quota eccedente rispetto a quella che sarebbe stata necessaria a garantire l’equilibrio.
11. Resta in ogni caso fermo per le regioni l’obiettivo di adeguarsi alla percentuale di allocazione delle risorse stabilite in sede di programmazione sanitaria nazionale, come indicato al comma 3.
Art. 23
(Revisione a regime dei fabbisogni standard)
1. Al fine di garantire continuità ed efficacia al processo di efficientamento dei servizi sanitari regionali, i criteri di cui all’articolo 22 possono essere rideterminati previa Intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, comunque nel rispetto del livello di fabbisognostandard nazionale come definito all’articolo 21.
2. Le relative determinazioni sono trasmesse, dal momento della sua istituzione, alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all’articolo 5 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
Art. 24
(Disposizioni finali)
1. In fase di prima applicazione:
a)restano ferme le vigenti disposizioni in materia di riparto delle somme destinate al rispetto degli obiettivi del Piano sanitario nazionale, ad altre attività sanitarie a destinazione vincolate, nonché al finanziamento della mobilità sanitaria;
b) restano altresì ferme le ulteriori disposizioni in materia di finanziamento sanitario non disciplinate dal presente decreto.
2. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, in materia di sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria.
3. Con distinto decreto legislativo integrativo , adottato ai sensi della legge n. 42 del 2009, sono determinati i costi standard, relativi alle materie diverse dalla sanità, associati ai livelli essenziali delle prestazioni fissati dalla legge statale e sono conseguentemente distinte le fonti di finanziamento in relazione a quanto previsto dai commi 1 e 4 dell’articolo 10.
CAPO V
NORME FINALI ED ABROGAZIONI
Art. 25
(Tributi previsti dall’articolo 2, comma 2, lettera q), della legge n. 42)
1. A decorrere dall’anno 2013 la legge regionale può, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato, istituire tributi regionali e locali nonché, con riferimento ai tributi locali istituiti con legge regionale, determinare variazioni delle aliquote o agevolazioni che Comuni e Province possono applicare nell’esercizio della propria autonomia.
Art. 26
(Elementi informativi )
1. Gli elementi informativi necessari all’attuazione del presente decreto ed i dati relativi al gettito dei tributi indicati nel presente decreto ovvero istituiti in base allo stesso sono acquisiti alla banca dati unitaria delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché alla banca dati di cui all’articolo 5, comma 1, lettera g), della legge 5 maggio 2009, n. 42.
Art. 27
(Disposizione finanziaria)
1. Dal presente decreto non devono derivare minori entrate né nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”, il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

Convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver
L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”, il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma

Il convegno vuole diffondere e promuovere l’importanza del lavoro svolto dai caregiver, che si trova a svolgere un compito difficile e faticoso, tanto che l’impegno di cura richiesto è stato definito come “un giorno di 36 ore”.

L’obiettivo assistenziale, pertanto, dovrebbe soddisfare le diverse dimensioni della qualità di vita sia della persona assistita, che di chi assiste. Ne consegue l’importanza fondamentale di progetti formativi rivolti sia ai familiari, che agli operatori, nella prospettiva di costituire una “sinergia terapeutica”. A tal fine, il caregiver, formale e informale, deve acquisire competenze specifiche sugli aspetti di cura e condividere strategie mirate al “prendersi cura” di tutte le dimensioni della persona.

Il Centro Maderna, in qualità di partner del progetto, sarà presente al convegno con una relazione su: “La rete in comunicazione”, tenuta dalla Dott.ssa Anna Maria Melloni, direttore del Centro Maderna.

E’ possibile scaricare il programma completo dalla nostra sezione “Agenda-eventi”


LUA Libera Università dell’Autobiografia, 15 ottobre 2010

notizie della nostra associazione.

Ad Anghiari:
Ultimi seminari ad Anghiari:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3
Vi preghiamo di compilare il modulo in tutte le sue parti.

15-17 ottobre – Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1384&Itemid=36
15-17
ottobre – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori (Completo, prenotazioni solo per la lista d’attesa))
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1385&Itemid=36
22-24
ottobre – Elisabetta Biffi – Diari e storie di crescita
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1381&Itemid=36

Nella sezione seminari è stato aggiunto un breve percorso previsto per la primavera del 2011 tenuto da Cristiano Cassani dal titolo: La parola che parla. Scrivere, dire, convenire. Per approfondimenti consultare la scheda.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1678&Itemid=36

Formazione –> Report Seminari –> Restituzione del seminario condotto da C. De Filippo e S. Korth, Album di famiglia. La restituzione è di Francesca De Laurentis
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1704&Itemid=100

Pubblicazioni –> Consigli di Lettura –> Giuseppe Berto – Il male oscuro. consigliato da Chicca Guarnieri
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1709&Itemid=41

Nostos –> Poesia –> La poesia di Marta. Intervista a Marta Migliosi di M.G. Farina
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1711&Itemid=95

Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=1&id=1
Settimanale Grazia – Intervista a Duccio Demetrio
13-14-15 ottobre – Bologna – Laboratorio di medicina narrativa
14-17 ottobre – Pavia – Festival “Elogio delle lingue”
15 ottobre – Anghiari (AR) – Serata della memoria
16-17 ottobre – Sesto Fiorentino (FI) – III Edizione del film familiare
18 ottobre – Torino – Laboratorio di scrittura autobiografica
20 ottobre – Venezia – Incontro
20 ottobre – Venezia-Mestre – Presentazione libro di D. Demetrio
21 ottobre – Trento – Chiusura progetto
21 ottobre – Biella – Memorie in movimento
21 ottobre – Modena – Presentazione libro
22 ottobre – Roma – Ottobre piovono libri 2010
22-23-24 Ottobre – Firenze – Festival della fiaba
23-24 ottobre – Anghiari (AR) – Scuola di teatro
24 ottobre – Taranto – Incontro sul rispetto
27 ottobre – Bolzano – Seminario
29 ottobre – Roma – Ottobre piovono libri 2010
3 novembre – Mogliano Veneto (TV) – Laboratorio di scrittura autobiografica
5 novembre – Roma – Ottobre piovono libri 2010

Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76

Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html


Al Museo Luzzati per i 40 anni di Animazione Sociale – 16 novembre 2010

Era da tempo che desideravamo organizzare un momento di incontro per i 40 anni di Animazione Sociale. Il desiderio era di farlo nella citta’ dove ha vissuto Emanuele Luzzati e dove risiede ora il museo a lui dedicato. Ci siamo finalmente riusciti. Ci incontreremo tutti aGenova, al Porto antico, dentro le secolari mura di Porta Siberia, il 16 novembre dalle 17.30 alle 20.00. (Scarica la locandina in allegato con l’invito del fiabesco Pulcinella di Luzzati).

Con i disegni di Luzzati, che hanno illustrato le copertine del quarantesimo anno, la rivista ha voluto rilanciare l’immaginazione come dimensione vitale del lavoro sociale. Luzzati amava definirsi artigiano dell’immaginazione. Un artigiano che continuamente ricercava nei vincoli e nei limiti posti dal materiale a disposizione nuove possibilita’ creative e trasfigurative.
Oggi anche chi lavora nel sociale si chiede, di fronte a una realta’ che pone molti vincoli, come sia possibile vedere le cose che accadono con sguardi diversi. Ossia come poter scorgere una prospettiva dentro situazioni che paiono ingarbugliate, caotiche, spesso senza via d’uscita. Per riprendere una frase cara a Aldo Ellena, fondatore di Animazione Sociale, la sfida e’ quella di capire come insieme possiamo “vivere in situazione e in prospettiva, animare la situazione per far emergere la prospettiva“.

L’appuntamento a Genova vuol essere un momento di ritrovo e di apertura. Ci faremo accompagnare da Luigi Ciotti, Elio Carmi, Stefano Bigazzi, Sergio Noberini, persone che, con storie e competenze diverse, frequentano le strade dell’immaginazione sociale.

Per informazioni e iscrizioni visita il sito www.animazionesociale.gruppoabele.org

Animazione Sociale
Gruppo Abele Periodici
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – fax 011 3841047


Google calcola l’inflazione in tempo reale

Google non smette mai di creare nuovi servizi, e questa volta sembra aver deciso di fare concorrenza agli economisti “ufficiali” creando un proprio indice dei prezzi e segnalare così le variazioni dell’inflazione in tempo reale.

Il Google Prices Index si basa sui prezzi dei beni venduti online e, raccogliendo i dati praticamente in ogni momento, si aggiorna molto più rapidamente del Consumer Price Index, l’indice ufficiale americano.

via  Zeus News – Google calcola l’inflazione in tempo reale.


Mario Majnella, Lezioni di psichiatria per il nuovo millennio

copertina del libro Lezioni di psichiatria del nuovo millennioGli psichiatri sono una specie in via di estinzione? “Se la psichiatria è in crisi, è una crisi evolutiva”, risponde Mario Majnella presentazione di Lezioni di psichiatria per il nuovo millennio. L’elegante volume raccoglie 13 “lezioni” a più firme, che evidenziano in maniera pragmatica le principali criticità del nuovo secolo.
La prima lettura, di Norman Sartorius, ha aperto oggi il congresso dei giovani psichiatri della SIP.

La Lezione di Norman Sartorius (PDF: 314 Kb) Vai all'articolo
La Presentazione di Mario Maj (PDF: 216 Kb) Vai all'articolo
Gli autori (PDF: 90 Kb) Acquista


Banca d’Italia, Ministero dell’economia, Istat, dati economici riguardanti il fisco, il debito pubblico e la produzione industriale

Sono stati pubblicati alcuni dati economici riguardanti il fisco, il debito pubblico e la produzione industriale del nostro Paese. I dati provengono rispettivamente da ministero dell’Economia, Bankitalia e Istat.
Nei primi otto mesi del 2010 le entrate tributarie sono diminuite dello 0,8% al netto delle una tantum e del 2,4% al lordo. Lo comunica il Dipartimento Finanze del ministero Economia. Le entrate evidenziano un miglioramento rispetto ai primi sette mesi dell’anno. Al netto delle una tantum, che ammontano a 2.510 milioni, sono state di 251.007 milioni. Vola il gettito dalla lotta all’evasione, incassi per 3.306 milioni (+12,4% rispetto al corrispondente periodo del 2009). Bene Ire, giu’ tasse imprese. Cresce il gettito dell’Iva, imposta sul valore aggiunto che per prima riflette i cambiamenti della congiuntura economica, con 71,255 miliardi, +2,481 miliardi,pari a +3,6% rispetto al corrispondente periodo del 2009
Mentre emerge dai dati di Bankitalia che il debito pubblico italiano nel mese di agosto e’ salito rispetto a luglio e ha toccato un nuovo record, attestandosi a quota 1.843 miliardi di euro. I dati sono contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica. Secondo Bankitalia nel periodo gennaio-agosto del 2010 le entrate tributarie sono state pari a 244,263 miliardi di euro, in calo del 2,6% rispetto ai primi otto mesi del 2009.
Ma in una nota il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia sostiene che ”il dato relativo al calo del gettito delle entrate nei primi otto mesi del 2010, diffuso oggi da Bankitalia, e’ un dato che non tiene conto delle imposte una tantum versate nel 2009. Il confronto tra i due periodi non e’, pertanto, omogeneo. Al netto delle una tantum, la flessione delle entrate tributarie di cassa nel periodo gennaio-agosto2010 si riduce allo 0,8%”.
Infine l’Istat rileva i dati sula produzione industriale ad agosto, che e’ aumentata del 9,5% rispetto allo stesso mese del 2009 e dell’1,6% (dato destagionalizzato) rispetto al luglio 2010. Si tratta del miglior risultato tendenziale dal dicembre del 1997. La produzione di autoveicoli nello stesso mese ha registrato una diminuzione del 20,2% rispetto allo stesso mese del 2009. L’Istat spiega che la variazione nei primi 8 mesi del 2010, a confronto con lo stesso periodo del 2009, e’ pari al +6,2%
Link Banca d’Italia su Bollettino statistico in merito alla Finanza Pubblica:
Dipartimento delle Finanze

ISTAT:

Produzione industriale. Ad agosto +9,5% su base annua
Famiglie. La propensione al risparmio è pari al 12,7% nel II trim. 2010 Conto AP. Indebitamento netto sul Pil al 3,6% nel II trimestre 2010

Sondaggio SWG-Affaritaliani: per l’83% degli italiani il Governo non arriverà a fine legislatura

L’esecutivo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi non riuscirà a concludere il mandato secondo la maggioranza assoluta degli italiani. Questo il risultato di Trendsetting, il sondaggio settimanale condotto dall’istituto SWG di Trieste in collaborazione con il portale Affaritaliani.it.
Il bilancio che segue a breve il discorso e la richiesta di fiducia del Premier al Parlamento porta tra gli elettori un grande senso di insicurezza e instabilità. Silvio Berlusconi ne esce indebolito secondo il 63% dei cittadini (quota che sale al 76% tra gli elettori di centrosinistra, ma che supera comunque il 40% anche a centrodestra).
E il senso di instabilità è così forte e trasversale da portare gli italiani a dubitare sulla “tenuta” del Governo. Ben l’83% dei cittadini, infatti, non crede che questo governo riuscirà a concludere la legislatura. Tale sensazione, pur registrando picchi più elevati tra gli elettori di centro sinistra, dove coinvolge il 95% degli intervistati, e tra coloro che non si collocano politicamente (88%), è abbastanza diffusa anche tra quanti votano a centro destra. A ritenere che il Governo non riuscirà a concludere il proprio mandato nell’area di centro-destra, infatti, sono quasi sette elettori su dieci (69%).
L’unico che sembra uscire in qualche modo rafforzato dalla vicenda della richiesta di fiducia del Premier è Gianfranco Fini. Questa l’opinione di quasi 6 intervistati su 10. Per la Lega nord e il Partito Democratico, invece, non si segnalano significativi ribaltamenti, se non nella percezione o nei desideri dei singoli elettorati.

 

NOTA METODOLOGICA: SOGGETTO REALIZZATORE: SWG S.R.L. TRIESTE

COMMITTENTE E ACQUIRENTE:Affaritaliani.it

DATA DI ESECUZIONE: 30 settembre – 1 ottobre 2010

TIPO DI RILEVAZIONE: indagine CAWI su un campione nazionale stratificato per quote di 600 soggetti maggiorenni (su 900 contatti).

il documento completo è disponibile sul sito: www.sondaggipoliticoelettorali.it

 

 

 

postpoll – Sondaggio SWG-Affaritaliani: per l’83% degli italiani il Governo non arriverà a fine legislatura.


Un Nobel al futuro dell’occupazione: Quest’anno hanno vinto l’americano Peter Arthur Diamond e i suoi allievi Dale Thomas Mortensen (americano pure lui) e Christopher Antoniou Pissarides, nato a Nicosia, la capitale di Cipro, ma oggi cittadino inglese

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Quest’anno hanno vinto l’americano Peter Arthur Diamond e i suoi allievi Dale Thomas Mortensen (americano pure lui) e Christopher Antoniou Pissarides, nato a Nicosia, la capitale di Cipro, ma oggi cittadino inglese. L’Accademia li ha premiati per la loro «nuova metodologia d’analisi sul mercato del lavoro, volta alla ricerca di attriti», e che punta a spiegare «perché, nonostante le nuove opportunità di lavoro, ci siano così tanti disoccupati e cosa può fare la politica per ridurre il tasso di disoccupazione». Diamond «ha analizzato gli aspetti fondamentali delle dinamiche dell’attività di ricerca sui mercati, mentre Dale Mortensen e Christopher Pissarides hanno approfondito la sua teoria e l’hanno applicata al mercato del lavoro».

Che cosa significhi tutto questo lo spiega meglio Paul Krugman, Nobel per l’Economia nel 2008:

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vai all’intero articolo qui:

VoceArancio » Blog Archive » Un Nobel al futuro dell’occupazione.


In caduta libera. Rapporto 2010 su povertà ed esclusione sociale in Italia

In caduta libera. Rapporto 2010 su povertà ed esclusione sociale in Italia

  • anno: 2010
  • autore: Caritas Italiana e Fondazione «E. Zancan» onlus
  • prezzo: 24,00 €
  • pagine: 350
  • editore: Il Mulino

Il Rapporto 2010 Caritas Italiana – Fondazione «E. Zancan» guarda alla povertà delle famiglie in Italia e in Europa, ai volti attuali della povertà, a come si è modificata, alle emergenze e urgenze, mentre continua la crisi. La famiglia è la chiave di lettura: quanto sono impoverite le famiglie e come, malgrado le difficoltà, sono proprio le famiglie che contribuiscono ad arginarla e contrastarla. Le proposte nascono da alcune domande. Come viene affrontata la condizione delle famiglie povere dalle istituzioni e dal mondo delle Caritas? Ci sono soluzioni? Come si stanno muovendo le regioni? Quale quadro emerge dai Centri di ascolto?
L’analisi guarda all’Europa, come spazio comune di iniziativa e confronto, per individuare elementi positivi e innovativi, in grado di qualificare le risposte nelle politiche sociali.
Il Rapporto è diviso in due parti. La prima parte, curata dalla Fondazione Zancan, considera le dimensioni territoriali della povertà, le capacità di risposta delle regioni, guardando ad alcuni stati europei. Propone una lettura della povertà familiare, delle politiche per contrastarla, degli strumenti di solidarietà per lottare in modo più efficace, in un quadro istituzionale di decentramento delle responsabilità, delle risorse, dallo stato alle regioni e agli enti locali.
La seconda parte, curata da Caritas Italiana, approfondisce il legame tra comunità ecclesiale e povertà. Sono analizzate le conseguenze della crisi economica sulle famiglie, i dati sugli utenti dei Centri di ascolto. Le analisi sono integrate con proposte di riflessione teologica-pastorale, di accompagnamento e animazione territoriale. Sono descritte anche numerose azioni di Caritas nazionali, programmate per la campagna «Zero Poverty», promossa per il 2010 da Caritas Europa.

Contenuti del volume:
PRESENTAZIONE (Giuseppe Benvegnù-Pasini)

PARTE PRIMA: UNA DERIVA DA CONTRASTARE A PARTIRE DALLE FAMIGLIE (Giuseppe Benvegnù-Pasini, Maria Bezze, Cinzia Canali, Elena Innocenti e Tiziano Vecchiato)
1. La povertà: un problema non risolto perché non affrontato
2. Le dimensioni regionali del problema e la capacità di risposta
3. Uno sguardo all’Europa
4. Povertà familiare e politiche per contrastarla
5. Alla ricerca di nuovi strumenti di solidarietà e di lotta alla povertà
6. Per giustizia e per solidarietà

PARTE SECONDA: COMUNITÀ ECCLESIALE E POVERTÀ IN ITALIA E IN EUROPA: RIFLESSIONE, ACCOMPAGNAMENTO, ANIMAZIONE (Andrea La Regina, Renato Marinaro, Walter Nanni, Giancarlo Perego, Marcello Pietrobon e Laura Stopponi)
La situazione italiana
7. Uno sguardo complessivo alla povertà e al disagio sociale nelle regioni caso-studio
8. L’accoglienza delle situazioni di povertà nei Centri di ascolto: i dati del 2008
9. La povertà secondo l’esperienza della Caritas: evoluzione e tendenze di mutamento nel biennio 2008-2009
10. La valutazione delle misure governative anti-crisi economica: il parere di Caritas Italiana, Cisl e Acli
11. La Chiesa e i poveri: una riflessione teologico pastorale che continua e si rinnova
12. La presa in carico delle situazioni di povertà economica da parte della Chiesa locale e nazionale
La situazione europea
13. Povertà e nuovo welfare in Europa: ruolo e presenza della Caritas
14. Modelli di Caritas nazionali a confronto: i risultati di una ricerca su cinque casi-studio
15. Riflessioni conclusive e prospettive Caritas per il futuro europeo

PROSPETTIVE DI LAVORO E DI IMPEGNO (Vittorio Nozza)

I precedenti rapporti Caritas Italiana e Fondazione «E. Zancan» su emarginazione ed esclusione sociale in Italia sono:

Ricerca sociale >> In caduta libera. Rapporto 2010 su povertà ed esclusione sociale in Italia :: pubblicazioni >> Fondazione Emanuela Zancan Onlus – Centro Studi e Ricerca Sociale.


Negativo dopo sei mesi il primo bilancio della legge 38 sul dolore

Cresce poco il consumo di oppioidi e resta al palo il monitoraggio del dolore in cartella clinica. Negativo dopo sei mesi il primo bilancio della

legge 38 sul dolore, approvata all’unanimità lo scorso marzo,

nell’indagine di Sole 24ore Sanità e FADOI. Approfondisci


La legge sulla fecondazione assistita torna all’esame della Consulta

La prima sezione del Tribunale civile di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità sulla norma della legge 40 sulla fecondazione artificiale, che vieta l’accesso alla fecondazione eterologa con ovuli o seme donati da persone esterne alla coppia.

Leggi di più.

Prevista una campagna sul tema da parte di Cittadinanzattiva. Il comunicato


LEGGE 21 settembre 2010, n. 158 Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2010 (GU n. 227 del 28-9-2010 s.o. n. 227)

LEGGE 21 settembre 2010, n. 158 Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2010 (GU n. 227 del 28-9-2010 s.o. n. 227)


LEGGE 21 settembre 2010, n. 157 Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2009 (GU n. 227 del 28-9-2010

LEGGE 21 settembre 2010, n. 157 Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2009 (GU n. 227 del 28-9-2010


INDAGINE SULLA FINANZA LOCALE Camera dei deputati – V Commissione Bilancio



DFP – Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013



Welfare: CENSIS, non autosufficienza maggiore paura degli italiani, da Cgil newsletter n. 22 del 11 ottobre 2010


La non autosufficienza (85,7%) e l’impossibilità di pagare le spese mediche (82,5%) rappresentano la prima paura degli italiani, più sentita della criminalità e della disoccupazione. E’ quanto risulta dallo studio realizzato dal CENSIS per il Forum ANIA-Consumatori, la fondazione promossa dall’ANIA per rendere più sistematico il dialogo tra imprese di assicurazione e consumatori. Dallo studio emerge, in primo luogo, il problema delle ingenti spese per il sostentamento dei familiari in ‘condizione critica’: nel 2009 il 32,1% delle famiglie si è trovata in gravi situazioni di disagio che vanno dalla necessità di assistere malati terminali o portatori di handicap all’improvvisa perdita di reddito o disoccupazione di un congiunto. Disagi affrontati dalle famiglie in totale autonomia (59%) o con il sostegno di amici o parenti (28%), ma comunque in assenza o con scarso apporto del sistema di welfare.


Federalismo: CGIL, esiste il rischio di rompere l’unità del paese, in newsletter n. 22 del 11 ottobre 2010

Il decreto legislativo sul federalismo, approvato dal Consiglio dei Ministri, “è un provvedimento delicatissimo”. E’ il giudizio della CGIL sul provvedimento adottato dal governo, nuovo tassello del processo federale. Il sindacato motiva il suo giudizio sul fatto che vi sia “il rischio di rompere l’unità del Paese, con un fisco che non assicura a ciascuna regione l’integrale finanziamento per le funzioni e per i Livelli Essenziali delle Prestazioni”. Forte preoccupazione inoltre per il principio di territorialità del prelievo perché esiste la possibilità di “accentuare drammaticamente il divario tra regioni ricche e povere” mentre le previsioni su Irap e addizionali Irpef potrebbero “aggravare il carico fiscale, già insopportabile, su lavoratori e pensionati”. Per la CGIL è invece “condivisibile” la parte del decreto che “conferma che il fabbisogno necessario alla sanità si determina in sede nazionale”. Ma il vero problema per la CGIL è che “il federalismo non si fa senza risorse”.


Lavoro: CGIL, proposta riforma ammortizzatori per 500mila lavoratori in più, da newsletter n. 22 del 11 ottobre 2010


Un sistema di ammortizzatori sociali universale che punta a includere quei lavoratori privi di tutele come i giovani, le donne, gli immigrati e chiunque svolga lavori precari e con basse qualifiche. E’ questo il cuore della riforma presentata dalla CGIL e che vuole voltare pagina rispetto alla logica emergenziale e dei “rattoppi” con la quale si risponde ora ai problemi di chi perde il posto di lavoro. E la leva che la confederazione di Corso d’Italia mette in campo è quella di una semplificazione degli strumenti, prevedendo due istituti: la cassa integrazione, eliminando la differenziazione tra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria, e l’indennità di disoccupazione. Un intervento, questo, che, secondo le stime della CGIL, consentirebbe di estendere la platea dei beneficiari di ammortizzatori sociali a circa 500 mila lavoratori in più. Secondo il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, “è una riforma organica inclusiva e finanziariamente compatibile. Utile per le imprese perché hanno la certezza e la possibilità di una strumentazione molto più ampia e per i lavoratori per i quali non c’è più erraticità” considerando che, fino ad oggi, “si è andati avanti con interventi di rattoppo”. E, ora, “vediamo – ha spiegato ancora Epifani – come far vivere questa proposta, come costruire un percorso” rispetto a Governo e Parlamento”. Fermo restando, ha puntualizzato Epifani, che il primo passo di questo percorso è quello del confronto con CISL e UIL. Leggi la proposta, i dati e guarda il video su CGILtv.


Fini insiste: il «cuore» delle riforma federale per il presidente della Camera è «l’adozione del criterio dei costi standard e la disciplina del fondo perequativo»

….

Sul piano del federalismo Fini ha spiegato all’assemblea valdostana: «Alla base della richiesta da parte dei cittadini di rafforzare il processo di forte decentramento territoriale e alla base della crescente popolarità del termine federalismo non vi è un nostalgico guardare indietro alle piccole patrie preunitarie e nemmeno vi è un fascino per un’inesistente identità padana, bensì l’insoddisfazione per il cattivo funzionamento dello Stato centralista, che negli ultimi anni ha preso più vigore».

Ma il «cuore» delle riforma federale per il presidente della Camera è «l’adozione del criterio dei costi standard e la disciplina del fondo perequativo». Lo scopo è «evitare sprechi e realizzare un equilibrio accettabile tra risorse impiegate e qualità e quantità di servizi». Trovare i costi standard dei servizi «è operazione assai complessa, con delicate operazioni di ponderazione dei dati». Sul fondo perequativo «non ci possono essere arretramenti o compromessi al ribasso, differenze di trattamento per i servizi essenziali». Ancora: «Per le spese di sanità, assistenza e istruzione deve essere coperta per intero la differenza tra il fabbisogno standard e il gettito dei tributi dedicati a tali spese».

Fini ha tenuto una lezione su «Le ragioni dell’altro»

….

in:

Fini insiste: al voto con la nuova legge – LASTAMPA.it.


Alla sinistra della delusione – Repubblica.it

11 % di voti inutili

In questo articolo c’è la prognosi che, in caso di elezioni anticipate, si riproporrà il delirio politico della sconftta del centrosinistra (in realtà sinistracentro) degli anni precedenti.

Probabilmente i numeri daranno ancora ragione alla destra berlusconiana. e anche in caso di lieve vittoria del centrosinistra, il blocco di allenanze non durerà neppure un biennio.

e intanto i problemi crescono e il sistema politico italiano è bloccato dalla doppia impossibilità (di destra e di sinistra) di stabilizzare le regole della competizione per il governo del paese.

Paolo Ferrario, 11 ottobre 2010

da Ilvo Diamanti, Alla sinistra della delusione

A SINISTRA del centrosinistra i consensi crescono. Ormai si aggirano intorno all’11%.

….

Rifondazione e i Comunisti Italiani, in realtà, non vanno oltre  il 2%. Ma Sinistra e Libertà (Sel), guidata da Nichi Vendola, raggiunge il 5%. E il Movimento 5 Stelle, ispirato da Beppe Grillo, supera il 4%. Si tratta di tendenze rilevate dai principali istituti demoscopici. Parallelamente, i maggiori partiti di centrosinistra appaiono in difficoltà. Il Pd sembra sceso sotto la soglia critica del 26%. Anche l’Idv, però, ha smesso di crescere e si è attestata intorno al 6-7%.

Il ritorno della Sinistra, trainato da SeL e dal Movimento 5 Stelle, sembra favorito, soprattutto, da due motivi.

a. Hanno, entrambi, una (sola) leadership: forte e personalizzata, anche se espressa da figure molto diverse. Nichi Vendola ha una lunga storia politica e di partito. Viene dalla Figc, ha militato nel Pci e in Rc. È presidente di Regione. Mentre Beppe Grillo è un outsider della politica. Uomo di spettacolo, anch’egli una lunga esperienza alle spalle. …

b. Entrambi dispongono di un’efficiente comunicazione post-politica (per citare Berselli). Condotta attraverso Internet, accompagnata da mobilitazioni tematiche. …

c. Entrambi  interpretano la personalizzazione mediatica della politica, imposta da Berlusconi. In modo, ovviamente, antagonista. Non indulgono alle mediazioni politiche e linguistiche. Non ne hanno bisogno (per ora).

d. Entrambi i partiti  dispongono di una base di militanti e di elettori molto diversa da quella del Pd e di Idv. Più giovane e istruita, maggiormente addensata nei centri urbani. Quanto a Sel: spostata a Sud.

….la questione delle alleanze. Riguarda tutti: Sinistra e Centrosinistra. Oggi e soprattutto domani. Quando (presto, immaginiamo) si andrà a  nuove elezioni. Con quali alleanze? Perché se il Centrodestra è diviso, il resto dello spazio politico rischia di esserlo molto di più. Con questa legge elettorale: premessa di sconfitta sicura. Gli spazi  -  e i seggi  -  rischiano di ridursi per tutti. Anzitutto per il Pd. Ma il Centrosinistra e la Sinistra sono disponibili a cercare e a costruire alleanze, tra loro e, se necessario, con i partiti di Centro e la “Cosa” di Fini?

….

Ma la tentazione  -  diffusa nella Sinistra – di fare opposizione “a prescindere”, non per vincere e governare. Alla lunga  -  e forse anche alla breve  -  logora. E rischia di fare apparire la Sinistra – ai suoi stessi elettori – “inutile”.


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Carlo Rivolta interpreta l’apologia di Socrate di Platone


Il significato della morte

Consideriamo anche da questo lato il fatto che c’è molta speranza che il morire sia un bene. In effetti, una di queste due cose è il morire: o è come un non essere nulla e chi è morto non ha più alcuna sensazione di nulla; oppure, stando ad alcune cose che si tramandano, è un mutamento e una migrazione dell’anima da questo luo go che è quaggiù ad un altro luogo . Ora,se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in so gno, allora la morte sarebbe un gua dagno meraviglioso. Infatti, io riten go che se uno, dopo aver scelto questa notte in cui avesse dormito così bene da non vedere nemmeno un sogno, e, dopo aver messo a confronto con questa le altre notti e gli altri giorni della sua vita, dovesse fare un esame e dirci quanti giorni e quante notti ab bia vissuto in modo più felice e più piacevole di quella notte durante tut ta la sua vita; ebbene, io credo che costui, anche se non fosse non solo un qualche privato cittadino, ma il Gran Re, troverebbe lui pure che que sti giorni e queste notti sono pochi da contare rispetto agli altri giorni e alle altre notti. Se, dunque, la morte è qualcosa di tal genere, io dico che è un guadagno. Infatti, tutto quanto il tempo della morte non sembra essere altro che un’unica notte.

Invece, se la morte è come un partire di qui per andare in un altro luogo, e sono vere le cose che si raccontano, ossia che in quel luogo ci sono tutti i morti, quale bene, o giudici, ci potrebbe essere più grande di questo? Infatti, se uno,giunto al l’Ade, liberatosi di quelli che qui da noi si dicono giudici, ne troverà di veri, quelli che si dice che là pronun ciano sentenza: Minosse, Radamante, Eaco, Trittolemo e quanti altri dei se midei sono stati giusti nella loro vita”; ebbene, in tal caso, questo passare nell’aldilà sarebbe forse una cosa da poco?

E poi, quanto non sarebbe dispo sto a pagare ciascuno di voi, per stare insieme con Orfeo e con Museo, con Omero e con Esiodo?

Per quello che mi riguarda, sono disposto a morire molte volte, se questo è vero. Infatti, per me, sarebbe straordinario tra scorrere il mio tempo, allorché mi incontrassi con Palamede, con Aiace figlio di Telamonio e con qualche altro degli antichi che sono morti a causa di un ingiusto giudizio, metten do a confronto i miei casi con i loro ! E io credo che questo non sarebbe davvero spiacevole.

Ma la cosa per me più bella sarebbe sottoporre ad esame quelli che stanno di là, interrogandoli come facevo con questi che stanno qui, per vedere chi è sapiente e chi ritiene di essere tale, ma non lo è.

Quanto sarebbe disposto a pagare uno di voi, o giudici, per esaminare chi ha portato a Troia  il grande esercito, oppure Odisseo o Sisifo e altre innumerevoli persone che si possono menzionare, sia uomini che donne?

E il discutere e lo stare là insieme con loro e interrogarli, non sarebbe davvero il colmo della felicità?

E certamente, per questo, quelli di là non condannano nessuno a morte. Infatti, quelli di là, oltre ad essere più felici di quelli di qua, sono altresì per tutto il tempo immortali, se sono vere le cose che si dicono.

Messaggio conclusivo di Socrate e commiato

Ebbene, anche voi, o giudici, biso gna che abbiate buone speranze da vanti alla morte, e dovete pensare che una cosa è vera in modo particolare, che ad un uomo buono non può capitare nessun male, né in vita né in morte. Le cose che lo riguardano non vengono trascurate dagli dèi.

E anche le cose che ora mi riguar dano non sono successe per caso; ma per me è evidente questo, che ormai morire e liberarmi degli affanni era meglio per me.

Per questo motivo il segno divino non mi ha mai deviato dalla via seguita.

Perciò io non ho un grande rancore contro coloro che hanno votato per la mia condanna, né contro i miei accu satori, anche se mi hanno condannato e mi hanno accusato non certo con tale proposito, bensì nella convinzio ne di farmi del male.E in ciò meritano biasimo.

Però io vi prego proprio di questo. Quando i miei figli saranno diventati adulti, puniteli, o cittadini, procuran do a loro quegli stessi dolori che io ho procurato a voi, se vi sembreranno prendersi cura delle ricchezze o di qualche altra cosa prima che della virtù.

E se si daranno arie di valere qual che cosa, mentre non valgono nulla, rimproverateli così come io ho rim proverato voi, perché non si danno cura di ciò di cui dovrebbero darsi cura, e perché credono di valere qual che cosa, mentre in realtà non valgo no niente.]

Se farete questo, avrò ricevuto da voi quello che è giusto: io e i miei figli.

Ma è ormai venuta l’ora di andare: io a morire, e voi, invece, a vivere.

Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, tranne che al dio.


Platone, Apologia di Socrate

In: Platone, Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, 1991, p. 44-46


CRIET Incontra – Convegno su Il patto di salute tra Stato e Cittadini nel terzo millennio. Il servizio sanitario dal punto di vista della domanda – Milano 14 ottobre 2010

CRIET Incontra 2010
STUDIOSI E PROTAGONISTI DELLE ECONOMIE TERRITORIALI A CONFRONTO

Martedì, 14 ottobre 2010

Il patto di salute tra Stato e Cittadini nel terzo millennio

Il servizio sanitario dal punto di vista della domanda

Project Leader:
Stefano Del Missier

Rettorato dell’Università di Milano-Bicocca
Aula Rodolfi – Edificio U6, quarto piano
Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1 – Milano

Nell’incontro di giovedì 14 ottobre l’istituto demoscopico IPSOS presenta i risultati della
rilevazione
– “Gli italiani e la sanità” – condotta per la prima volta in Italia nel 2009 su un
campione di 8440 cittadini.
Il sondaggio ha indagato il livello di soddisfazione degli italiani
su tre specifici servizi del sistema sanitario nazionale: pronto soccorso, medicina di base e
ricovero ospedaliero.

I risultati sono stati messi a confronto con i dati della ricerca internazionale “Global@dvisor”
- che ogni anno analizza l’opinione dei cittadini di 23 Paesi europei e nordamericani sui
propri sistemi sanitari – per riflettere su situazione e prospettive della nostra sanità.

Il Sistema Sanitario italiano è continuamente analizzato sotto il profilo dell’offerta,
complessa e ormai frammentata in 21 sistemi regionali. Viceversa, fino ad oggi sono
mancate indagini organiche sulla domanda di salute in Italia.
Il convegno adotta proprio
questa prospettiva, ossia quella dei cittadini.

I risultati dei sondaggi nazionali e internazionali verranno discussi e commentati da studiosi
e protagonisti del settore.

SCARICA IL PROGRAMMA

L’intero ciclo di incontri è stato organizzato con la collaborazione di Contabilità Finanza e Controllo,
mensile di gestione aziendale del Gruppo 24 ORE.

Per partecipare al convegno o riceverne gratuitamente gli atti è sufficiente registrarsi,
compilando l’apposito form

Per ulteriori informazioni visitate il sito
www.ilsole24ore.com/criet

oppure contattate i responsabili dell’evento all’indirizzo
criet.incontra@unimib.it


Novità Gruppo Solidarietà – 09/10/2010

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 9/10/2010

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it

PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426

Informazioni
- Se il costo standard diventa inutile
- Federalismo. Programmazione e governo della spesa sanitaria: i limiti del decreto
- TAR Marche. Sospesa la nomina del nuovo difensore civico regionale
- Governo. Schema di decreto federalismo e costi standard sanità
- Riabilitazione. Il Piano di indirizzo del governo
- Difensore civico Piemonte su tagli servizi sociosanitari
- Marche. Proposta di assestamento bilancio 2010
- Aprirsi alla mite verità

Voce sul sociale
- Il Tar Marche accoglie il ricorso contro la nomina del nuovo difensore civico. La soddisfazione delle associazioni
- Marche. Tariffe e finanziamento comunità per disabili
- Virtuale e reale nei servizi sociali. A proposito dei Piani di ambito territoriale
- Marche. Sulla nomina del nuovo Ombudsman. Il dibattito in Consiglio regionale - I servizi sociali nella crisi del Comune di Jesi e le ripercussioni nelle gestioni associate
- Marche. Riflessioni sulla Proposta di riorganizzazione del sistema sanitario
- Il dovere della verità. Anziani non autosufficienti: sull’Accordo Regione-sindacati
- A chi serve il nuovo Piano socio sanitario della regione Marche?
- La programmazione perduta. Le comunità protette per persone con disturbi mentali nelle Marche
- La programmazione perduta. Centri diurni per persone con demenza nelle Marche
- Politiche sociali nelle Marche. Proposte per la legislatura

Aggiornamento legislativo nazionale – 30 settembre 2010
Aggiornamento legislativo regione Marche – 30 settembre 2010
Leggi sociali - 30 settembre 2010

Rassegna bibliografica - 30 settembre 2010

Ultime acquisizioni librarie - 20 settembre 2010

Appunti
Appunti 5 settembre-ottobre 2010

Altro nella Home Page

In difesa del welfare. Appello contro l’indifferenza e l’insofferenza
nei confronti dei deboli
www.grusol.it/welfareAppello.pdf
Corso di formazione, La programmazione sociosanitaria nella regione Marche
www.grusol.it/eventi/26-10-10.pdf

Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp
Novità editoriale. I dimenticati. Politiche e servizi p er i soggetti deboli
nelle Marche
www.grusol.it/pubblica.asp
Il libro del mese: G. Piana, Il testamento biologico


Gianna Schelotto, LA BARRIERA DI SILENZIO CHE NASCONDE IL MOSTRO TRA LE MURA DOMESTICHE, Corriere della Sera

Vai a: http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/825cecf4e1a1f05c9e0063f98a359970.pdf


Legge Regionale 12 marzo 2008 – N. 3, Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario: atti normativi di attuazione 2008-2010

Legge Regionale 12 marzo 2008 – N. 3, Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario

Circolare regionale 7 aprile 2008 – N. 5., Prime indicazioni sui provvedimenti da adottare in ottemperanza alla l.r. 12 marzo 2008, n. 3 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario

Circolare n. 5 del 7 aprile 2008, Prime indicazioni sui provvedimenti da adottare in ottemperanza alla legge regionale 12 marzo 2008, n.3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”

Delibera 7433 del 13 giugno 2008, Definizione dei requisiti minimi per il funzionamento delle unità di offerta sociale “Servizio di formazione all’autonomia per le persone disabili

Deliberazione Giunta regionale 13 giugno 2008 – N. 8/7437, Determinazione in ordine all’individuazione delle unità di offerta sociali ai sensi dell’art.4, comma 2 della L.r. 12 marzo 2008 n. 3

Deliberazione Giunta regionale 13 giugno 2008 – N. 8/7438, Determinazione in ordine all’individuazione delle unità di offerta sociosanitarie ai sensi dell’art.5, comma 2 della L.r. 12 marzo 2008 n. 3

Circolare regionale 20 giugno 2008 – N. 8., Seconda circolare applicativa della l.r. 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario

Circolare regionale 27 giugno 2008 n. 9, Costituzione dell’ufficio di protezione giuridica delle persone prive di autonomia o incapaci di provvedere ai propri interessi

Deliberazione Giunta regionale 30 luglio 2008 – N. 8/7797, Rete dei servizi alla persona in ambito sociale socio-sanitario – Istituzione del Tavolo di consultazione dei soggetti del Terzo settore (art. 11, c. 1, lett. m), l.r. n. 3/2008)

Deliberazione Giunta regionale 30 luglio 2008 – N. 8/7798, Rete dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario – Istituzione degli organismi di consultazione degli Enti Locali, dei soggetti di diritto pubblico e privato, delle organizzazioni sindacali (Art. 11, comma 1, lett. m), l.r. n. 3/2008)

Deliberazione Giunta regionale 26 novembre 2008 n. VIII/8496, Disposizioni in materia di esercizio, accreditamento, contratto, e linee di indirizzo per la vigilanza ed il controllo delle unità di offerta sociosanitarie

Legge regionale 30 dicembre 2008 – n. 38, Disposizioni in materia sanitaria, sociosanitaria e sociale – Collegato

Circolare regionale 16 gennaio 2009 – n. 1, Accreditamento delle Unità d’Offerta Sociali

Circolare regionale 25 marzo 2009 – N. 3, Indicazioni per l’attività di formazione e aggiornamento del personale che opera nelle unità d’offerta sociali e sociosanitarie – Anno 2009

Deliberazione Giunta regionale 30 marzo 2009 – N. 8/9152, Determinazioni in merito alla ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2008, del Fondo Sociale Regionale 2009 e del Fondo nazionale per le non Autosufficienze 2008

Circolare regionale 11 maggio 2009 – N. 10. Ufficio di Protezione Giuridica, in B.U.R.L. n. 21 del 25 maggio 2009 D.G. Famiglia e solidarietà sociale

Legge regionale 6 agosto 2009 – N. 18, Modifiche alla legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali) e alla legge regionale 30 dicembre 2008, n. 38 (Disposizioni in materia sanitaria, sociosanitaria e sociale – Collegato)

Deliberazione Giunta regionale 3 febbraio 2010 – N. 8/11197, Determinazioni in ordine alle modalità di assegnazione del Buono Famiglia per l’anno 2010

Decreto direttore generale 9 febbraio 2010 – N. 995, Modalità operative di attuazione del Buono Famiglia per l’anno 2010 ai sensi della d.g.r. 8/11197 del 3 febbraio 2010

Deliberazione Giunta Regionale 10 febbraio 2010 – n. 8/11255, Determinazioni in merito alla ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali anno 2009, del Fondo Sociale Regionale 2010 e del Fondo nazionale per le non autosufficienze 2009

Circolare regionale 16 marzo 2010 n. 9, Linee di indirizzo per l’attività di formazione e aggiornamento del personale che opera nelle unità d’offerta sociali e sociosanitarie

D.g.r. 17 marzo 2010 – n. 8/11497 Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di offerta sociale «Alloggio protetto per anziani»

D.g.r. 17 marzo 2010 – n. 8/11496, Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di of ferta sociale «Centro Ricreativo Diurno per minori»

Circolare Regionale 25 marzo 2010 – n. 10, Debito informativo – Istruzioni per la rendicontazione 2010 dei costi relativi alle prestazioni socio-sanitarie integrate

Deliberazione Giunta regionale 30 giugno 2010 - n. 9/182, Determinazioni in ordine alle modalità di assegnazione del servizio informativo sull’handicap, sulla disabilità e sull’invalidità denominato sportello disabili – Triennio 2011-2013

Circolare regionale 2 agosto 2010 – n. 12, Indicazioni in ordine alle unità di offerta residenziali e semiresidenziali accreditate e ai Servizi Multidisciplinari integrati (SMI) accreditati e a contratto


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SCHIAVITU' DI RITORNO
LA RESPONSABILITA' DELL'INFERMIERE E LE SUE COMPETENZE
NURSING NARRATIVO
Schiavitù di ritorno
1.
Oltre il motivo del profitto
Il mestiere dell'educatore
Bisogni sospetti
Accordi e contratti nel “rinnovato” sistema di remunerazione delle prestazioni e delle funzioni ospedaliere
Oltre il motivo
del profitto
4.
Accordi e contratti nel “rinnovato” sistema di remunerazione delle prestazioni e delle funzioni ospedaliere
7.
La formazione sul campo
Uscire dal buio
Esperienze di welfare locale
Innovazione gestionale in sanità
La formazione
sul campo
8.
Uscire dal buio
9.
Esperienze di
welfare locale
10.
Innovazione gestionale
in sanità
11.
Il personale nel non profit
Viva gli anziani
Elementi di Clinical Governance in Pneumologia
Errore e apprendimento nelle professioni di aiuto
Il personale
nel non profit
12.
Viva gli Anziani
13.
Elementi di Clinical Governance
in Pneumologia
14.
Errore e apprendimento nelle professioni di aiuto
15.
Attraversare il dolore per trasformarlo
Il personale nelle RSA e nelle strutture per anziani
Riabilitazione psicosociale nell'infanzia e nell'adolescenza
Elementi di etica per operatori socio-sanitari
Attraversare il dolore
per trasformarlo
16.
Il personale nelle RSA
e nelle strutture
per anziani
17.
Riabilitazione psicosociale nell’infanzia
e nell’adolescenza
18.
Elementi di etica per operatori socio-sanitari
19.
Democrazia e nursing
Siamo tutti stakeholder
Il capitale umano del terzo settore
Cooperazione sociale Legacoop in Emilia-Romagna
Democrazia e nursing
20.
Siamo tutti stakeholder
21.
Il capitale umano
del terzo settore
22.
Cooperazione
sociale Legacoop
in Emilia-Romagna
23.
Servizio sociale professionale e medicina legale
Diritto dei servizi sociali
Adatti e quasi adatti a scuola
Comprendere la povertà
Servizio sociale professionale
e medicina legale
24.
Diritto dei servizi
sociali
25.
Adatti e quasi adatti
a scuola
26.
Comprendere
la povertà
27.
L'ansia: conoscerla e superarla
Accreditamento volontario di eccellenza
Nel nuovo welfare
Misurare la complessità assistenziale
L’ansia: conoscerla
e superarla
28.
Accreditamento volontario di eccellenza
29.
Nel nuovo welfare
30.
Misurare la complessità assistenziale
31.
Piccoli e grandi: la comunità protegge i suoi bambini
La dirigenza dei servizi infermieristici
Il disabile adulto
La comunicazione che cura
Piccoli e grandi:
la comunità protegge
i suoi bambini
32.
La dirigenza dei servizi infermieristici
33.
Il disabile adulto
34.
La comunicazione
che cura
35.
Manuale di fund raising e comunicazione sociale
Le adolescenze
Le informazioni e gli operatori sanitari
Assistenza, etica ed economia
Manuale di fund raising
e comunicazione sociale
36.
Le adolescenze
37.
Le informazioni
e gli operatori sanitari
38.
Assistenza, etica
ed economia
39.
Salute mentale e organizzazione che cura
Distretto e nursing in rete: dall'utopia alle pratiche
I servizi dell'infanzia
L'infermiere e la legge
Salute mentale e organizzazione che cura
40.
Distretto e nursing
in rete: dall’utopia
alle pratiche
41.
I servizi dell’infanzia
42.
L’infermiere e la legge
43.
Turismo sociale
Giovani, legalità e riqualificazione degli spazi
Un ponte sul fiume guai
L'infermiere di famiglia e di comunità
Turismo sociale
44.
Giovani, legalità
e riqualificazione
degli spazi
45.
Un ponte sul fiume Guai
46.
L’infermiere di famiglia
e di comunità
47.

Linee di indirizzo per l’attività di formazione e aggiornamento del personale che opera nelle unità d’offerta sociali e sociosanitarie – Anni 2010-2011 (circolare 9 del 16 marzo 2010)


Pietro Ichino |  IL FALSO FA PIU’ MALE DEI CANDELOTTI

….

mentre è facile mobilitare l’opinione pubblica per difendere la legge, e ancor più per difendere la Costituzione, è invece molto più difficile mobilitarla per difendere la rigida inderogabilità di un contratto collettivo nazionale. Convincere l’intera opinione pubblica della necessità di respingere un piano industriale da 20 miliardi, in una situazione di crisi economica gravissima, in omaggio all’intangibilità di un contratto collettivo appare già di per sé assai problematico; ma appare addirittura impossibile quando – come nel caso di Pomigliano – le deroghe richieste mirano a combattere fenomeni evidenti e massicci di assenteismo abusivo, oppure consistono nell’aumento del limite annuo del lavoro straordinario per conseguire una maggiore saturazione della capacità produttiva di impianti d’avanguardia e costosissimi, in una regione come la Campania che soffre cronicamente di mancanza di lavoro, dove l’alternativa occupazionale per le migliaia di lavoratori interessati è solo il lavoro nero sottopagato, senza diritti e senza sindacati, nel tessuto degradato e infetto dell’economia sommersa controllata dalla camorra.

….

Pietro Ichino |  IL FALSO FA PIU’ MALE DEI CANDELOTTI.


Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di offerta sociale “Centro ricreativo diurno per minori”DGR 17 marzo 2010 n. 8/11496

Definizione dei requisiti minimi di esercizio dell’unità di offerta sociale “Centro ricreativo diurno per minori”

DGR-CRDM-2010


Il dissidente torturato in Iran: “Tutto iniziò con Khomeini”, di Amir Abbas Fakhravar | in l’Occidentale

Ho vissuto in prima persona l’ostilità di questo regime nelle carceri della Repubblica islamica. Tutto il mondo lo scorso anno ha potuto vedere con i propri occhi il grado di violenza che è disposto a infliggere alla propria popolazione. Questo dovrebbe mettere in guardia la comunità mondiale sulla reale minaccia che questa dittatura rappresenta per Israele. Perché invece vige un silenzio assoluto sulla questione?

Ciò che Ahmadinejad e altri fondamentalisti islamici come lui non rivelano è la vera ragione di tale ostilità. Nel Corano, il libro sacro dell’Islam, si afferma in più occasioni che gli israeliti rimarranno per sempre un popolo errante, senza una nazione propria. L’esistenza stessa di Israele smentisce questa asserzione. Un errore nel Corano rappresenterebbe una seria minaccia alla legittimità della dittatura teocratica in Iran e del potere nelle mani del clero, incluso il capo supremo.

….

l’intera fonte qui:

 

Il dissidente torturato in Iran: “Tutto iniziò con Khomeini” | l’Occidentale.

 


presentazione del volume Lavorare di cuore. Il desiderio nelle professioni educative, a cura di Jole Orsenigo, editore Franco Angeli, presso la Triennale di Milano (Sala Lab), viale Alemagna n. 6, il giorno 28 ottobre 2010 dalle ore 15 alle ore 18

Il Centro Studi Riccardo Massa vi invita alla presentazione del volume Lavorare di cuore. Il desiderio nelle professioni educative, a cura di Jole Orsenigo, pubblicato dall’editore Franco Angeli.

Il lavoro educativo chiede la messa in questione di sé a livello professionale e personale. Il desiderio agito nelle professioni sociali è solitamente occasione di scandalo, allarme e censura,  raramente di riflessione pedagogica. Questo testo mostra come il desiderio di educare si traduca in esperienze effettivamente appassionanti tali da lasciare il segno e al contempo lega indissolubilmente la professione educativa all’eros che la sorregge.

L’evento avrà luogo presso la Triennale di Milano (Sala Lab), viale Alemagna n. 6, il giorno 28 ottobre 2010 dalle ore 15 alle ore 18.

Il Centro Studi Riccardo Massa, nato per volontà di un gruppo di pedagogisti suoi allievi e collaboratori, della famiglia di Riccardo Massa, e con la partecipazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Università degli Studi di Milano, è un’Associazione di promozione culturale che si propone di contribuire al dibattito pedagogico sull’educazione e sui professionisti dell’educazione, mantenendo vivi in esso il pensiero e l’opera di Riccardo Massa come punto di riferimento e stimolo per la ricerca pedagogica e la formazione.

Il Centro Studi Riccardo Massa ha scelto di iniziare la sua attività con quattro percorsi di ricerca su temi rilevanti e attuali dell’educazione e della formazione. Gli esiti di queste ricerche, realizzate a partire dal diretto confronto con i luoghi dell’educare e con le realtà educative e formative del territorio (scuole, cooperative sociali, servizi educativi e sanitari, enti e protagonisti della formazione, figure professionali dell’educazione e della sanità) saranno presentati in una serie di incontri che avverranno nel corso di quest’anno.

All’interno degli appuntamenti previsti per il 2010, decennale della morte di Riccardo Massa, l’Archivio Riccardo Massa presenta questo volume che rende nuovamente disponibili alcuni importanti e originali interventi di Riccardo Massa insieme a alcuni saggi che rilanciano il tema del desiderio nelle pratiche educative.

Ci auguriamo di avervi con noi a pensare e dibattere i temi proposti, nell’incontro del 28 ottobre alla Triennale di Milano e nei futuri incontri.

Per il  Centro Studi Riccardo Massa

Anna Rezzara

È strettamente necessario dare conferma via mail della vostra partecipazione, per motivi organizzativi, date le dimensioni del luogo in cui si svolgerà l’evento e per la natura dell’evento. Se la vostra prenotazione dovesse giungerci a posti ultimati ci ripromettiamo di darvi notizia della prossima presentazione.

Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra collaborazione.

Segreteria Centro Studi Riccardo Massa:

segreteria@centrostudiriccardomassa.it

Tel. 345.175.33.40


Jole Orsenigo (cur.), contributi di Pierangelo Barone, Francesco Cappa, Riccardo Massa, Jole Orsenigo, Matteo Ripamonti, Gisella Rossini, Laura Selmo, Stefania Ulivieri Stiozzi, Lucia Zannini, Lavorare di cuore. Il desiderio nelle professioni educative

Lavorare di cuore. Il desiderio nelle professioni educative
Autori e curatori: Jole Orsenigo
Contributi: Pierangelo Barone, Francesco Cappa, Riccardo Massa, Jole Orsenigo, Matteo Ripamonti, Gisella Rossini, Laura Selmo, Stefania Ulivieri Stiozzi, Lucia Zannini
Collana: Clinica della formazione
Argomenti: Pedagogia e prospettive dell’educazionePsicologia dello sviluppo e dell’educazione -Formazione professionale e degli adulti
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 192,     1a edizione  2010  (Cod.565.16)
Lavorare di cuore. Il desiderio nelle professioni educative
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 23,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856830385
In breve L’Archivio Riccardo Massa intende riaprire e tenere vivo il dibattito pedagogico intorno al tema del desiderio nelle pratiche educative e più in generale di cura. Per questo rende nuovamente disponibili, in uno stesso volume, tre interventi di Riccardo Massa insieme al contributo di chi ne ha seguito le tracce.
Presentazione
del volume:
Il lavoro educativo chiede la messa in questione di sé, non solo come professionisti. Non si tratta di un lavoro da poco, naturale o spontaneo, ma di un raffinato esercizio consapevole in situazione. Quale effetto produce lo sbilanciarsi verso l’Altro? Fino a dove è pedagogicamente lecito spingersi?
Se il desiderio, spesso non-detto, si fa presente nell’agìto delle professioni educative, solitamente è occasione di scandalo, allarme e censura, raramente possibilità di riflessione. L’Archivio Riccardo Massa intende riaprire e tenere vivo il dibattito pedagogico intorno al tema del desiderio nelle pratiche educative e più in generale di cura. Per questo rende nuovamente disponibili, in uno stesso volume, tre interventi di Riccardo Massa insieme al contributo di chi ne ha seguito le tracce. Sono presenti le voci di Pierangelo Barone, Francesco Cappa, Jole Orsenigo, Matteo Ripamonti, Gisella Rossini, Laura Selmo, Stefania Ulivieri Stiozzi e Lucia Zannini.
È in discussione il modo in cui il desiderio di educare si traduca in esperienze effettivamente appassionanti, tali da lasciare il segno.

Jole Orsenigo è ricercatrice presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca dove insegna Ermeneutica della formazione. È responsabile dell’Archivio Riccardo Massa e socia fondatrice del Centro Studi Riccardo Massa. Per i tipi della FrancoAngeli ha curato, con altri, il testo: Riccardo Massa. Lezioni su l’esperienza della follia (2002).

La Clinica della formazione è una metodologia di studio e ricerca, di consulenza e supervisione, volta a esplicare le dimensioni pedagogiche latenti nella normalità dei processi educativi e formativi. La collana ad essa dedicata presenterà approfondimenti epistemologici, metodologici e dottrinali, indagini e testimonianze, proposte operative e resoconti critici sui temi attuali dell’educazione e della formazione, con particolare attenzione al dibattito internazionale sulla ricerca qualitativa nelle scienze umane. Si tratta di una collana aperta a ogni contributo di rilievo e ai differenti contesti organizzativi, dalla scuola ai servizi alla persona, dalla formazione aziendale e professionale all’animazione sociale, dall’autoformazione individuale e di gruppo all’educazione familiare.

Indice:
Jole Orsenigo, Introduzione
Parte I. Il discorso
Riccardo Massa, L’educazione ai sentimenti
Riccardo Massa, Desiderio, struttura, formazione
Riccardo Massa, Educazione e seduzione
(Tre movimenti concettuali; Il carattere costitutivamente deduttivo della formazione; Due registri per l’educazione; Cinque famiglie di significati; Quattro figure velenose; Giovanni l’educatore; Quattro approfondimenti. La cura; La clinica della formazione; Gli amanti)
Parte II. Il dialogo
Gisella Rossini, Lucia Zannini, Esprimi un desiderio. Lavorare con il cuore nelle pratiche di prevenzione
(Salute e prevenzione; Prevenzione e desiderio; Desiderio ed educazione; La sessualità come “schema di riferimento” nelle pratiche educative e preventive)
Jole Orsenigo, Tra pederastia e pedofilia: il posto vuoto della passione educativa
(Perché educare, ancora?; Eros ed educazione: una provocazione?; Costumi antichi e pratiche moderne: le regole di un galateo pedagogico; Il transfert pedagogico come amore legittimo in educazione; Perché Socrate ha un desiderio più forte)
Laura Selmo, “Per il tuo bene…”
(Lavoro educativo e relazione educativa; La retorica del bene dell’Altro nella relazione educativa; Tra seduzione, eros ed educazione; A tu per tu per riconoscersi; L’Amore autentico che umanizza il desiderio; Il bene dell’Altro e il dispositivo: fra relazione e materialità)
Pierangelo Barone, Corpi desiderati e immaginario sessuale
Matteo Ripamonti, Corpo a corpo. Tra ombre e violenza
(Tra sessualità educativa ed educazione sessuata; La seduzione nella rete del dispositivo; Seduzione, relazione ed educazione; Educare è violentare; Il dispositivo come corpo erotico)
Stefania Ulivieri Stiozzi, Apprendisti di desiderio. Lavorare il desiderio, abitare il legame
(Desiderio sapiente a servizio della vita: bambini nel tempo)
Francesco Cappa, La traccia vivente. Desiderio dell’educatore e desiderio di formazione
(Il desiderio di Rousseau; Immagine di sé e desiderio dell’altro; Fantasma e desiderio di formazione)
Riccardo Massa, Appendice. I miei méntori.

Pietro Ichino, POMIGLIANO: UN CASE STUDY INTERESSANTE SULL’USO POLITICO DELLA DISINFORMAZIONE

POMIGLIANO: UN CASE STUDY INTERESSANTE SULL’USO POLITICO DELLA DISINFORMAZIONE
E’ il tema della mia “Lettera sul lavoro” pubblicata sul Corriere della Sera di giovedì, dopo l’aggressione alla sede nazionale della Cisl: Il falso fa più male dei candelotti. Vedi in proposito anche la replica, su l’Unità, del Segretario della Fiom di Napoli Andrea Amendola (con una mia risposta punto per punto). Nella vignetta di Staino su l’Unità di lunedì scorso Bobo sembra concordare con la Fiom, rammaricandosi del fatto che “Marchionne ha scaricato il Governo perché gli interessano di più Ichino e Chiamparino”.


“L’uomo politico: possiamo farne a meno?”.Due le personalità al tavolo: il professor Giovanni Reale e il professor Massimo Cacciari che si confronteranno in un dibattito moderato dal Professor Roberto Radice

Una serata per riflettere: “L’uomo politico: possiamo farne a meno?”.Due le personalità al tavolo: il professor Giovanni Reale e il professor Massimo Cacciari che si confronteranno in un dibattito moderato dal Professor Roberto Radice. L’appuntamento, organizzato dal Centro Culturale Frontiera, dall’azienda I.M.F. srl e dalla Città di Luino, è per il 12 ottobre prossimo alle ore 21 all’azienda I.M.F. srl di Creva di Luino.
Il professor Roberto Radice, Presidente di Frontiera anticipa la serata in questi termini: “…questo è il succo della relazione: per quanto sia degradata la politica quotidiana è nell’essenza dell’uomo vivere nella politica. In questo senso siamo tutti uomini politici, della politica non si può fare a meno. I relatori Reale e Cacciari con la loro esperienza e il loro straordinario sapere ci aiuteranno a riflettere sui rapporti tra la Politica ideale e quella reale”.
Il professor Massimo Cacciari è uno dei massimi filosofi italiani viventi, filosofo e politico. Professore ordinario di “Estetica” presso l’Istituto di Architettura di Venezia, ha poi fondato la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano di cui è stato Presidente fino al 2005. nel 2004. Ha fondato a Milano il “Centro di Formazione Politica”. E’ stato Sindaco di Venezia dal 1993 al 2000 e dal 2005 al 2010.
Il professor Reale, tra i più importanti storici della Filosofia viventi, luinese di adozione, è stato docente di “Filosofia morale” e di “Storia della Filosofia” all’Università di Parma, per poi passare alla Cattolica di Milano, dove è stato Ordinario di “Storia della Filosofia Antica” e dove ha fondato il “Centro di Ricerche di Metafisica”. Dal 2005 è passato ad insegnare presso la facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano.


Libri in distribuzione presso Psicoanalisibookshop

Cari amici,
Questi sono i nuovi tre titoli in distribuzione presso
Psicoanalisibookshop.
ARTICOLI
ADOLESCENTI, CIOÈ NUOVI BARBARI?
Daniele Novara
LIBRI RIVISTE
Alla ricerca del filo con la vita
Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere
Anna Oliva De Cesarei
Franco Angeli, 2010

Il libro presenta un’esperienza analitica con pazienti con patologie che coinvolgono l’area narcisistica e caratterizzati, secondo la dizione di Freud, da un esaurimento della plasticità. Lo zoccolo…

Psicobiettivo 1/2010
Franco Angeli, 2010

Indice: Relazioni precoci e relazione terapeutica; L’alleanza terapeutica nella terapia psicodinamica; Un terapeuta…

FILM
I disturbi alimentari
Riflessioni di uno psichiatra italiano
Sandra Sassaroli, Giovanni Maria Ruggiero
Laterza, 2010

Le pratiche e le tecniche psicoterapeutiche per affrontare le principali patologie legate all’alimentazione. Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la terapia

Dieci inverni
Regia di Valerio Mieli
Italia,
2009

È l’inverno del 1999. Un vaporetto attraversa la laguna di Venezia. Camilla, diciottenne schiva…

OFFERTE
BORLA
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CORTINA
MAGI
VIVARIUM
Il genio femminile
Hannah Arendt, Melanie Klein, Colette
Julia Kristeva
Donzelli, 2010

«Arendt, Klein e Colette hanno realizzato la loro libertà di esploratrici fuori dalle correnti dominanti. La vita, la follia, le parole: queste tre donne hanno illuminato di una luce singolare...

Vedi tutta la vetrina del mese
Lo staff di Psicoanalisi Bookshop
Vi saluta cordialmente


Luca De Fiore, Le mappe della salute – Il Pensiero Scientifico Editore

È davvero possibile monitorare l’andamento delle epidemie utilizzando i nuovi strumenti offerti da Internet? Questa guida tascabile spiega i progetti di Google e dei Sistemi Informativi Geografici grazie ai quali è già possibile:

documentare la frequenza e la distribuzione dei fenomeni di salute/malattia

conoscere i bisogni sanitari nella loro genesi, dinamica e distribuzione

identificare le aree problematiche che richiedono un intervento prioritario.

 

Indice

Ragionevoli congetture, quasi certezze

L’epidemiologia e il lavoro sul campo

L’importanza di visualizzare i dati

Geografia e salute sono strettamente legate

Globalizzazione e salute

La riduzione delle distanze

I Sistemi Informativi Geografici e le applicazioni in sanità

The Global Health Atlas

Gli altri sistemi interattivi di sorveglianza dell’OMS

Global Alert and Response (GAR)

OMS e visualizzazione della Sanità pubblica

OMS International Travel and Health Interactive map

European Commission – Public Health

Il contributo di società scientifiche

HealthMap

Malaria Atlas Project – MAP

WorldMapper: il mondo come non l’hai mai visto prima

WorldMapper e l’epidemia influenzale

Internet e la infodemiology

Informazioni dal web e dati epidemiologici

La sorveglianza integrata della sindrome influenzale

L’analisi e la misurazione della “domanda” di salute

FluTrends

Google Trends

Informazioni dai microblogging

Tracciare la comunicazione sui blog

Umanità e cartografia

… e domani?

Bibliografia essenziale

viaLe mappe della salute – Il Pensiero Scientifico Editore.


la Corte Costituzionale è nuovamente chiamata ad esprimersi sulla legge per la fecondazione medicalmente assistita

Dopo due anni, e sempre su iniziativa del Tribunale civile di Firenze, la Corte Costituzionale è nuovamente chiamata ad esprimersi sulla legge per la fecondazione medicalmente assistita. Tutto nasce da un ricorso presentato da una coppia sposata di Firenze il cui partner è affetto da sterilità causata da terapie fatte in età adolescenziale. Leggi…

Approfondimenti
:: Legge 40: le altre principali sentenze

QS – Quotidiano Sanità.


Ultracinquantenni: incentivi per farli assumere, in newsletter n.36

La Legge Finanziaria 2010 (L. del 23/12/2009 n. 191) assegna un beneficio, in forma di riduzione contributiva o di incentivi, ai datori di lavoro che assumono lavoratori titolari dell’indennità di disoccupazione, in presenza di ulteriori requisiti. Il Ministero del lavoro, di concerto con il Ministero dell’economia, con due distinti Decreti (n. 53343 e n. 53344 del 26 luglio 2010) ha stabilito nel dettaglio quali soggetti possono usufruire del beneficio. In particolare il Decreto n. 53343 è relativo alla riduzione contributiva a favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori beneficiari dell’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali, che abbiano almeno cinquanta anni di età. Il beneficio spetta anche alle società cooperative per il socio con cui le medesime società instaurano un rapporto di lavoro subordinato. Il decreto specifica nel dettaglio misura, durata del beneficio e presupposti necessari. Tra l’altro, è previsto che il beneficio spetti per le assunzioni a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o parziale, effettuate dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2010. Il decreto stabilisce anche le modalità relative al prolungamento della riduzione contributiva, previsto dalla L. 191/09 art.2 comma 134, a favore di chi assuma lavoratori in mobilità o che beneficiano dell’indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali, che abbiano maturato almeno trentacinque anni di anzianità contributiva. Per la concessione di tali benefici sono stanziate risorse pari a 120 milioni di euro per il 2010.

newsletter n.36 – pamalteo@gmail.com – Gmail.


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