Pubblicato: 6 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Anziani, assistenti familiari, Disabilità e Handicap, Gruppi di mutuo aiuto, Lavoro di cura, Professioni sociali, sanitarie ed educative, QualifiCare.info, Servizi domiciliari |
Newsletter Qualificare N. 26 – Ottobre 2010 - www.qualificare.info
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INTERVENTI
Il tutoring domiciliare cresce
di Giselda Rusmini, Istituto per la Ricerca Sociale, Milano
Tutoring 1: work in progress nella provincia di Bologna
di Alice Ghibellini e Beatrice Credi, Progetto Assistenti Familiari IAL Emilia-Romagna
Tutoring 2: l’esperienza del Comune di Modena
di Egide Bollani, Ufficio progetti per la domiciliarità
Susanna Beltrami e Silvia Bellettini, tutor progetto Serdom
Buoni servizio e lavoro somministrato a Torino
A colloquio con Marina Merana, Comune di Torino
Lavoro di cura e automutuo aiuto
di Sergio Pasquinelli, Istituto per la Ricerca Sociale, Milano
Qualificare.info sarà al Forum sulla non autosufficienza
NEWS
Convegni
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Contributi
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Normativa
Altre notizie
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Pubblicato: 6 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: LOMBARDIA, Piani regionali, Servizi sanitari, Servizi sociali |
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Pubblicato: 6 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Disabilità e Handicap, Servizi psichiatrici |
il testo unificato “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” elaborato dall’on. Ciccioli è ora alla discussione di un Comitato ristretto della XII Commissione Affari Sociali della Camera.
Il dibattito riprende tra i professionali, tra le persone con esperienza, tra i familiari, tra i cittadini, nelle associazioni, nelle cooperative sociali per opporsi a questo ritorno.
da: Quando la Salute Mentale torna a essere Assistenza Psichiatrica « forumsalutementale.it
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Pubblicato: 6 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, Sondaggi elettorali |
| Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche per eleggere il nuovo Governo, Lei a quale partito avrebbe dato la sua preferenza?. |
| Risposta: PdL: 30.9% Lega Nord: 12.1% Futuro e Libertà: 2.9% Partito DemocratiFederazione della sinistra: 2.2%co: 24.7% Italia dei Valori: 8.1% Sinistra Ecologia e Libertà: 4.7% La Destra: 1.8% UDC-Unione di Centro: 6.3% Altri: 6.3% AREA NON VOTO – (indecisi su SE e COSA votare): 34.7% |
| Autore: |
| Euromedia Research (Ghial Media Srl) |
| Committente/ Acquirente: |
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Osservatorio Politico Euromedia Research. Diffuso durante la trasmissione Porta a Porta in onda su Rai Uno nella serata di martedì 5 ottobre 2010
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| Criteri seguiti per la formazione del campione: |
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Le interviste sono state effettuate su di un campione stratificato per sesso, età e ampiezza comuni
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| Metodo di raccolta delle informazioni: |
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Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.
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| Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: |
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1.000 casi, popolazione residente in Italia, di 18 anni e oltre di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2009)
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| Data in cui è stato realizzato il sondaggio: |
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Tra il 01/10/2010 ed il 02/10/2010
I rilevamenti dell’istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli danno il Pdl al 29% delle preferenze, seguito dal Pd al 25. La Lega Nord conquista il 12,1 mentre Italia dei Valori si attesta al 7,3% e l’Udc al 5,8. Futuro e Libertà registra il 5,2, stesso risultato per Sinistra Ecologia e Libertà, mentre il Movimento 5 Stelle è al 4,0%, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani al 2,8% e La Destra all’1,0%.
Interessanti anche le percentuali assegnate per quanto riguarda la fiducia nei leader. Svetta Napoletano (81%), seguito da Tremonti (52) e Marcegaglia (51). Fini conquista il 47% e Vendola lo segue a ruota con il 46%. In testa tra i leader di partito figura invece Bersani (41), tallonato da Berlusconi (40). A scendere troviamo Casini (37), Schifani (35), Grillo (34), Di Pietro (34) e Bossi (30).
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Pubblicato: 6 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Comuni associati, Emilia Romagna, Famiglie, Politica dei servizi sociali |
Progettinfanzia Bassa Reggiana è una associazione senza fini di lucro tra i comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo. Ha sede a Guastalla, in via Bellini, 7.
L’Associazione si propone di contribuire allo sviluppo della cultura pedagogica e dei servizi educativi rivolti a bambini e ragazzi presso i comuni soci e presso altri soggetti pubblici e privati che vogliano avvalersi dell’attività dell’Associazione.
In particolare rientrano nelle attività associative, come da statuto:
a) il coordinamento pedagogico delle strutture scolastiche dei comuni soci;
b) la consulenza pedagogica e psicologica presso strutture scolastiche ed educative;
c) l’organizzazione e conduzione di convegni, seminari, visite e giornate di studio relative al mondo dell’infanzia;
d) la progettazione, l’organizzazione e la gestione di servizi scolastici ed educativi;
e) la progettazione, l’organizzazione e la gestione di servizi per il tempo libero rivolti ai bambini;
f) la definizione e realizzazione di progetti e iniziative di continuità tra l’ambito educativo e gli ambiti sociale, sanitario e culturale finalizzati all’integrazione dei servizi alla persona presenti sul territorio;
g) la creazione di strumenti comunicativi (siti internet, pubblicazioni, libri, riviste, giornali, Cdrom, DVD o altro) per le scuole, gli enti o le istituzioni impegnate nel campo dell’educazione .
L’Associazione può svolgere ogni altra attività coerente con le proprie finalità sociali.
Chi siamo « Progettinfanzia.
Pubblicato: 6 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, ISTAT, Politica del lavoro |
(regioni.it) L’Istat rileva che ad agosto la disoccupazione è all’8,2%. Il tasso di disoccupazione a giugno e luglio era all’8,4%. l’Istat precisa che il tasso è il livello più basso da settembre 2009. In calo anche il tasso di disoccupazione giovanile sceso al 25,9% dal 26,7% di luglio.
Il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce del 2,4 per cento rispetto a luglio, risultando in aumento del 3,6 per cento rispetto ad agosto 2009. Il tasso di disoccupazione, pari all’8,2 per cento, è in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a luglio; in confronto ad agosto 2009 il tasso di disoccupa-zione registra un aumento di 0,3 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 25,9 per cento, con una riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e un aumento di 0,6 punti percentuali rispetto ad agosto 2009.
Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni ad agosto 2010 aumenta dello 0,3 per cento rispetto a luglio e dell’1,1 per cento rispetto agosto 2009. Il tasso di inattività, pari al 37,9 per cento, è in leggero aumento sia rispetto al mese precedente (+0,1 punti percentuali) sia rispetto ad agosto 2009 (+0,3 punti percentuali).
Nel primo semestre 2010 il rapporto deficit/pil e’ stato pari al 6,1%, in calo rispetto al 6,3% dello stesso periodo dell’anno scorso. L’Istat diffonde i dati grezzi sull’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Nel secondo trimestre 2010 il rapporto deficit/pil e’ cresciuto al 3,6% rispetto al 3,4% dello steso periodo 2009. Entrate fiscali nel primo semestre 2010 diminuite dello 0,8% su base annua, mentre si erano ridotte del 2,4% nel semestre del 2009. Nel secondo trimestre entrate scese, in termini tendenziali, dell’1,8% a fronte di una diminuzione dell’1,6% nello stesso periodo: Conto AP. Indebitamento netto sul Pil al 3,6% nel II trimestre 2010.
Newsletter n. 1658 del martedì 5 ottobre 2010.
Pubblicato: 5 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Federalismo fiscale |
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Pubblicato: 5 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Migrazioni, Politica delle migrazioni |
Con questa iniziativa, le due fondazioni hanno avviato una riflessione comune intorno a una questione cruciale dell’agenda politica nazionale ed europea, convinte che l’Italia debba adottare, dinanzi al fenomeno migratorio e alla sua crescente importanza nella società e nell’economia, un modello di integrazione organico e adeguato alla rilevanza delle sfide attuali
Introduce
Pietro Piccinetti, Presidente Associazione Dialoghi Asolani
Relazioni
Marcella Lucidi e Valentina Cardinali, curatrici del volume
Interventi
Andrea Olivero, Portavoce del Forum del Terzo Settore
Franco Pittau, responsabile Dossier Statistico Caritas/Migrantes
Jose Angel Oropeza, Capo Missione OIM Italia
Francesco Aureli, Responsabile Policy e Advocacy Save the Children Italia
Ferruccio Pastore, Direttore di Fieri
Conclusioni
Mario Ciampi, Direttore di Farefuturo
Andrea Peruzy, Segretario Generale di Italianieuropei
Le nuove politiche per l’immigrazione. Sfide e opportunità.
Pubblicato: 5 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Comuni, Diritto Amministrativo, Diritto Pubblico, Federalismo fiscale, Lazio, REGIONI ITALIANE, Roma |
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, all’unanimità, il decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156 che, in attesa dell’attuazione della disciplina delle città metropolitane, detta norme transitorie per Roma Capitale.
La modifica, che evidenzia la differenziazione del ruolo della città di Roma rispetto agli altri Comuni d’Italia, è motivata dal fatto di essere, la prima, sede di importanti organi costituzionali, nonché di Rappresentanze diplomatiche presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le Istituzioni internazionali, il che implica particolari profili di governabilità del territorio della città (si ricorda, sul punto, che l’articolo 114, comma 3, della Costituzione, riserva a legge dello Stato il compito di definirne l’ordinamento).
Diverse le novità presentate attraverso i sette articoli che compongono il testo normativo, anche se, a ben vedere, questi si limitano a fissare l’assetto ordinamentale senza precisare le funzioni e le competenze. Tra queste indichiamo la trasformazione del Consiglio comunale in Assemblea capitolina, quest’ultima formata da 48 consiglieri (contro i 60 attuali).
Sono state confermate modifiche sostanziali come il tetto di 15 municipi (attualmente sono 20), la possibilità per gli assessori (per i quali è previsto un tetto massimo di 12) di rientrare come consiglieri nel caso di decadenza dal loro incarico e la procedura d’urgenza per l’attività dell’assemblea capitolina rispetto ad alcuni provvedimenti.
Al decreto n. 156/2010 ne seguirà un secondo, sui nuovi poteri che saranno trasferiti alla città; «Poteri che saranno definiti d’accordo con la Regione Lazio e la Provincia di Roma», come precisato dal sindaco Alemanno.
(Altalex, 23 settembre 2010. Nota di Simone Marani)
DECRETO LEGISLATIVO 17 settembre 2010, n. 156 Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale (GU n. 219 del 18-9-2010)
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Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Como, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Testamento biologico |

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Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: SOS Servizi Sociali Online |

Vai all’intero articolo Qui
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Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Politica del lavoro, Storia moderna, Storia sociale |
Sebbene la situazione variasse da mestiere a mestiere, da luogo a luogo, la giornata lavorativa nel Settecento europeo era dura e lunga, non priva di pericoli e orari massacranti.
Nelle botteghe artigiane, così come negli stabilimenti, si lavorava dalle 14 alle 16 ore, con punte anche di 18 ore, e la stessa situazione si poteva trovare anche nei lavori a domicilio
….
segue qui:
La giornata lavorativa nel Settecento « babilonia61.
Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Storia moderna, Storia sociale |
Dopo le pesti del 1630 e del 1656, e la terribile guerra dei Trent’anni che, sebbene toccando poco l’Italia, avrà pur sempre una ripercussione indiretta, la popolazione italiana ed europea in generale iniziò la sua corsa demografica che, a vicende alterne, continua ancora oggi.
…. segue
leggi l’intero articolo qui: Popolazione italiana ed europea nel XVIII secolo « babilonia61.
Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: biografie, Blog, WEB 2.0 |
Gordon Bell non ha bisogno di ricordare, ma non ha possibilità di dimenticare. Gordon Bell non è il personaggio di un romanzo o di un film di fantascienza né un novello “Pico della Mirandola”. Mr. Bell ha 75 anni e, come tutti noi, dimentica accidentalmente le cose. Diversamente da noi, però, è un ricercatore della Microsoft’s Bay Area Research Centre di San Francisco e da quasi dieci anni fa la cavia ad un suo progetto di ricerca dal nome indicativo: MyLifeBits. Dal 2001 Gordon, grazie alle nuove tecnologie informatiche, registra tutta la sua vita in un enorme database (archivio), realizzandone una vera e propria “copia” digitale. Porta sempre con sé una minuscola macchina fotografica che scatta una foto ogni minuto e indossa alcuni sensori in grado di notare e memorizzare i cambiamenti della luce (ad es. se entra in un caffè) o della temperatura.

(Gordon Bell in una foto di Aquillo)
Ma non è tutto: le conversazioni e le telefonate di Gordon vengono registrate e tutti i suoi spostamenti sono tracciati grazie ad un dispositivo GPS. Dopo quasi dieci anni di progetto, la memoria digitale di Mr. Bell è costituita da migliaia di video, file audio, foto digitali, e-mail e pagine Web; tutto quello che Gordon ha fatto, visto o letto è stato trasformato in bit ed è finito in un gigantesco archivio digitale la cui consultazione consente di ricostruire in pochi secondi e con precisione assoluta ogni minimo particolare.
Da poco tempo Mr. Bell raccoglie e immagazzina anche i dati relativi alla sua salute, ai battiti del cuore e alle calorie; questo fa si che Gordon, a differenza di molti suoi coetanei, non debba preoccuparsi della perdita della memoria che reca con sé la vecchiaia.
I risultati di questo progetto sono talmente apprezzabili che sono già iniziate le applicazioni terapeutiche e le stesse tecnologie vengono attualmente utilizzate su un ristretto numero di persone che soffrono di malattie neuro-degenerative. In questi casi i benefici sono innegabili e si aiutano i pazienti a vivere con meno ansia la propria vita nella malattia.
Dal punto di vista tecnico il problema principale appare solo uno: quanto spazio è necessario per memorizzare digitalmente una vita intera? Per fortuna, si tratta di uno spazio ancora troppo grande per ipotizzare l’immediata diffusione di questa “archiviazione digitale” delle nostre vite. Ma tra pochi anni la tecnologia ovvierà a questo ostacolo e sarebbe quindi auspicabile riflettere fin d’ora sui rischi di un uso generalizzato di queste applicazioni: se le valenze terapeutiche sono indubbie, i risvolti di una diffusione generalizzata sono quantomeno inquietanti.
Innanzitutto il rischio più grave è quello che questa tecnologia potrebbe indurre gli individui a comportarsi diversamente; a prescindere dalle problematiche di privacy (di cui lo stesso Bell appare consapevole) e di proprietà della memoria digitale (cosa succede al momento della morte con tutte le informazioni memorizzate?), se tutto è registrato e può essere accuratamente esaminato probabilmente le persone si comporteranno diversamente ed avremo un mondo di conformisti.
E poi, è opinione generale che molte cose sia preferibile dimenticarle: come diceva Khalil Gibran, anche “l’oblio è una forma di libertà”.
tratto da: Gordon Bell: l’uomo che ricorda troppo | Diritto 2.0 – Il blog di Ernesto Belisario.
Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: BIBLIOGRAFIE, Biblioteche, Milano |
Progetto Bibliorete
Bibliorete mette a tua disposizione, a portata di mouse, un ricco catalogo specializzato dove puoi trovare titoli e sommari di libri e di articoli su politica, società, religioni, pace e intercultura. Potrai trovare titoli e sommari di libri e di articoli che trattano di ambiente, anziani, carcere, Chiesa cattolica, commercio equo e finanza etica, cooperazione, dipendenze, diritto, disabili, donne, economia, emarginazione, etica, famiglia, formazione socio-politica, geopolitica, globalizzazione, intercultura, lavoro, magistero sociale della Chiesa, migrazioni, missioni, pace, panorama internazionale, politica, povertà, religioni, rom-sinti, salute, sociologia, storia, sviluppo, teologia, volontariato.
È un progetto nato dalla collaborazione di alcune biblioteche tematiche milanesi vicine tra loro per aree di interesse e per sensibilità culturale:Caritas Ambrosiana, Centro Documentazione Mondialità, Fondazione Casa della Carità: Biblioteca del Confine, Fondazione Culturale San Fedele, Fondazione Acli Milanesi.
Caritas Ambrosiana
Il Centro Documentazione di Caritas Ambrosiana possiede un catalogo di circa 4500 volumi e una sezione di 60 periodici in consultazione. La tematica principale è la povertà nelle sue diverse forme e manifestazioni. Il servizio raccoglie, organizza e distribuisce tutto il materiale (documenti, studi, ricerche) prodotto da Caritas Ambrosiana nell’impegno quotidiano con i più poveri e nelle frequenti attività di formazione e promozione sul territorio organizzate dalle aree di bisogno.
Centro Documentazione Mondialità
La biblioteca del CDM dispone di un catalogo specializzato di oltre 5000 volumi che copre le diverse tematiche legate alla mondialità. Sono inoltre disponibili alla consultazione oltre 20 riviste missionarie (a partire dal 1975) e 45 periodici italiani e stranieri, di interesse culturale, economico e socio-politico in ambito nazionale e internazionale.
Fondazione Casa della Carità: Biblioteca del Confine
La biblioteca-centro di documentazione ospita un catalogo che spazia da una documentazione specialistica su tematiche di Confine (immigrazione, vita carceraria, sanità mentale e culture altre), ad una selezione di materiali in lingua italiana e straniera per un pubblico non specialistico.
Fondazione Culturale San Fedele
La biblioteca della Fondazione Culturale San Fedele ha in catalogo più di 69.000 volumi e 1.400 periodici, 530 dei quali correnti. Gli ambiti tematici di riferimento sono quelli delle diverse attività dei gesuiti di San Fedele: analisi sociale e promozione della giustizia, dialogo interreligioso e interculturale, etica e teologia. Le 170 riviste correnti pubblicate all’estero costituiscono un buon osservatorio su come questi temi sono declinati su scala internazionale.
Fondazione Acli Milanesi
La biblioteca delle Acli Milanesi annovera quasi 22.000 libri, 140 titoli di riviste, di cui 18 correnti. Dei volumi – tutti inseriti nel catalogo on line - sono attualmente disponibili al pubblico i 7.000 provenienti dalla biblioteca del Centro Sociale Ambrosiano. Per prenotarne il prestito è necessario inviare una mail all’indirizzo biblioteca@aclimilano.com. Dopo 3 o 4 giorni, a seguito della conferma della disponibilità, il libro potrà essere ritirato presso la biblioteca del CDM.
Progetto Bibliorete.
Pubblicato: 4 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Laurea Sc. pedag. |

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Pubblicato: 3 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Sondaggi elettorali |
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QUESTIONARIO |
| QUESITO n.1 |
| Domanda : Se dovesse recarsi a votare oggi, quale partito politico sceglierebbe?. |
| Risposta: 1. (Spontanea per risposte positive) 98. Non so 99. Non intendo andare a votare |
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| Committente/ Acquirente: |
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Telecom Italia Media – La7 TV
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Criteri seguiti per la formazione del campione: |
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Campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne (>=18 anni) per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni, con quote marginali per Titolo di Studio e Professione.
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Metodo di raccolta delle informazioni: |
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Rilevazione telefonica (CATI)
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Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: |
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Numero casi: 808 Universo, popolazione italiana maggiorenne: 49.846.113
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Data in cui è stato realizzato il sondaggio: |
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Tra il 23/09/2010 ed il 24/09/2010
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Sondaggi Politico Elettorali.
Pubblicato: 3 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Cacciari Massimo |
Professore, siamo all’alba della Terza Repubblica?
Ma la Seconda Repubblica non è mai nata… Come non sono mai nati né il Pdl né il Pd. Perché sono mancati i soggetti responsabili e “aggreganti” che potevano costruirla, la Seconda Repubblica. È mancato il soggetto attuatore, quello che per la Prima Repubblica è stato il patto costituente vero tra le forze di estrazione socialista e quelle di tradizione democristiana. Insomma, dal 1991-92 a oggi abbiamo assistito, da una parte e dall’altra, ad atti, anche generosi, diretti a creare i soggetti in grado di costruire a loro volta la Seconda Repubblica. Eccola, la storia degli ultimi venti anni: una serie infinita di tentativi (falliti) di costruire forze maggioritarie o almeno tendenzialmente maggioritarie. Da destra e da sinistra, nel centrodestra e nel centrosinistra, l’Ulivo e il Pdl: tutto fallito. Le ragioni di questo fallimento? Andrebbero analizzate in profondità con coraggio e capacità culturale, al di là dei gossip e delle cronache.
Ma cosa sta accadendo in questi giorni nel panorama politico italiano?
I due pseudo poli si stanno disgregando, questo è evidente. E speriamo che da questa “decostruzione” si possano generare nuove forze, in grado di accordarsi e di trovare un ubi consistam che dia vita a un nuovo patto costituente. A una Nuova Repubblica.
Destra e sinistra rimangono categorie valide per interpretare la politica?
No, non hanno più alcun senso. I termini su cui si definivano la “destra” e la “sinistra” sono ormai collassati, e dovremmo averlo capito da tempo. Quei termini erano le contraddizioni storiche del Novecento: programmazione e mercato, pubblico e privato, atlantismo e neutralismo. Tutte grandi contraddizioni che sono state spazzate via dalla storia. Ed è chiaro, allora, che continuare a parlare di destra e sinistra nei termini in cui se ne parlava ancora una generazione fa non ha più alcun senso. Il fatto poi che il tentativo di costruire una Seconda Repubblica sia stato compiuto usando proprio questi termini e queste contrapposizioni è stata una pura sciagura. La ragione di fondo per la quale ci troviamo, diciamolo pure, nella merda, è che quella forza maggioritaria uscita dalla crisi di Tangentopoli e dalla caduta dei muri, ha voluto costruire la sua fortuna sull’anticomunismo. Una follia, pura demagogia, puro flatus vocis ideologico.
Come si inserisce la Lega in questo quadro?
La Lega è l’unica forza politica, uscita dalla grande crisi di vent’anni fa, che fondi la propria ragione d’essere su obiettivi che non hanno nulla a che fare con la “destra” e la “sinistra”. L’obiettivo federalista è un obiettivo che, comunque declinato, fuoriesce dallo schema tradizionale e dalle contrapposizioni della Seconda Repubblica. Purtroppo, e ritorniamo al punto di prima, non è stato uno schema di questo tipo ad affermarsi, non si è scelto di dividersi su obiettivi nuovi rispetto al passato novecentesco. Forse questa crisi spazzerà via le vecchie polarità, e bisognerà vedere se le forze politiche riusciranno a ridefinire uno spazio politico che sia impostato sulla base di nuove contraddizioni. Insomma, dovremo vedere se riusciremo a dividerci su cose, obiettivi, termini e linguaggi che non riguardano più il Novecento. Ecco la scommessa.
A proposito di scommesse, Gianfranco Fini ha appena lanciato la sua…
Da questo punto di vista mi pare che Fini abbia sviluppato negli ultimi anni uno sforzo reale. Su certe cose con Fini posso essere totalmente d’accordo (e penso al modo in cui ha scelto di declinare le questioni della sicurezza, dell’immigrazione, dell’integrazione), e su altre no. Ma lui ha cercato di declinare termini e questioni dal suo punto di vista, e soprattutto ponendosi al di fuori degli schemi novecenteschi destra-sinistra.
Ma senza più destra e sinistra resta la scelta obbligata del “centrismo”?
No, c’è la “centralità”. Perché su tutti i grandi i temi della contemporaneità la politica può e deve riassumere una sua “centralità”. E può farlo solo se le contrapposizioni e le contraddizioni – che sono l’anima della politica democratica – si concentreranno sulle questioni nuove, senza più fare ideologia ripetitiva sulle questioni vecchie. Questo è lo sforzo che, a me pare, stanno operando timidamente le forze più consapevoli della nostra politica: Fini, Casini, certe voci della società civile, Montezemolo. Certo, si tratta spesso di voci che ancora sono all’interno di partiti o di pseudopartiti tuttora oberati e appesantiti da zavorre inerziali, demagogie, populismi, veterogiustizialismi, anticomunismi, ideologie stataliste.. . Di zavorre ce ne sono di tutti i colori, sia a sinistra che a destra.
Si aprono inevitabilmente nuovi scenari, insomma.
Ma certo. Vedremo osmosi, vedremo aggregazioni assolutamente imprevedibili. Che ne so: persone come il sottoscritto che possono trovarsi con Fini! E perché no? Che problema ci sarebbe? I momenti di grande crisi, se vengono vissuti in tutta la loro autentica drammaticità, possono dar vita a scenari del tutto inaspettati. Se pensiamo che da crisi di questo genere si possa uscire con “continuismi”, ripetendo le vecchie frasi e le vecchie ricette, beh, siamo fritti. Ma non sono fritte la destra o la sinistra, è fritto tutto il paese…
Passiamo ai temi: su quali grandi questioni la politica dovrebbe trovare questa sua “centralità”?
Ne elenco solo alcuni. La riforma del welfare, che è inderogabile. E che significa garantire diritti fondamentali dimagrendo lo stato, snellendo l’amministrazione (e non dissipare le risorse allargando le burocrazie come è successo nella storia del vecchio welfare). Il federalismo, la riforma delle riforme. Perché non si costruisce l’unità italiana, che non c’è mai stata, senza federalismo. E va fatto a partire dalle autonomie locali, cioè all’opposto di quello che dice la Lega; passando poi per un federalismo fiscale che nulla ha a che vedere con quello disegnato da Calderoli, in cui muta solo la distribuzione delle risorse mentre la finanza rimane assolutamente centralizzata. La politica estera: come affrontare le grandi crisi internazionali? Come confrontarsi con il mondo islamico? E la lista potrebbe continuare a lungo…
“Né destra né sinistra, noi siamo sopra”. L’ha detto Beppe Grillo. Dunque è d’accordo con lei?
Ma no, quella è demagogia pura. Sopra? Ma sopra a cosa? “Sopra” si credevano Mussolini, Stalin, Hitler. Lasciamo perdere Grillo. Anche perché si tratta di fenomeni fisiologici in democrazia, soprattutto in momenti di crisi. L’attenzione, ripeto, deve essere su quelle forze che possono esprimere una “centralità” e che invece non la esprimono affatto. Da lì può uscire l’innovazione, non da Grillo. Ma quest’innovazione deve essere innanzitutto innovazione rispetto alla loro storia. Queste forze che possono essere “centrali” devono capire di essere arrivate a un punto di crisi irreversibile, e liberare le energie che ancora hanno al loro interno ancora per riguadagnare fiducia della società civile, di quel 50% di italiani che – secondo tutti i sondaggi – non si interessa più di politica.
Altro problema: la politica italiana sembra aver trascurato il mondo degli intellettuali, ultimamente. È solo un’impressione?
L’Italia ha una tradizione, che va rivendicata positivamente, di grande presenza intellettuale, di impegno nobile e buono all’interno della lotta politica. Sia nell’area cattolica che in quella laica, sia in quella socialista che in quella di destra. Ma oggi, purtroppo, è vero: la voce libera e critica (perché tale è e tale deve essere sempre) dell’intellettuale in politica, non viene minimamente ascoltata. È così.
Di recente ha tenuto una lezione sull’Umanesimo. Una tradizione da recuperare per costruire questa Nuova Repubblica?
Dunque, ho parlato dell’Umanesimo italiano sottolineando il fatto che non abbia come sua conclusione inevitabile l’esaltazione delle forze produttive e tecnico-scientifiche, quanto piuttosto l’esaltazione della nobiltà e della maestà dell’uomo attraverso il suo essere in continua ricerca, il suo essere un “possibile”. Si tratta, in sintesi, della manifestazione della piena consapevolezza del carattere dubbioso, incerto, insicuro, di ricerca permanente, che l’uomo esprime in sé. Sì, da questo punto di vista, quella dell’Umanesimo è una lezione preziosa. Perché spinge alla relazione, al dialogo, all’ascolto, all’attenzione per l’altro. Senza andare a caccia di facili sicurezze e di facili consolazioni. E credo davvero che un Umanesimo di questo tipo possa essere considerato a tutti gli effetti l’anima della convivenza democratica.
Pubblicato sul Secolo d’Italia del 3 ottobre 2010
Pubblicato: 3 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Albano Ugo |
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Pubblicato: 3 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: sessualità |
Nel 1970 esce, negli Stati Uniti, un saggio sociologico che fa scalpore. L’autore è Laud Humphreys che, oltre a essere docente di sociologia, è anche pastore della Chiesa Episcopale. Il libro è Tearoom Trade. Impersonal Sex in Public Places.
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leggendo queste pagine, si ha la sensazione lievemente spiazzante di essere degli entomologi che osservano dall’alto, a distanza di sicurezza, degli insetti in movimento. A Humphreys interessa sì studiare determinati comportamenti omosessuali (perché, attenzione, l’oggetto del saggio non è l’identità omosessuale), soprattutto di persone che non si definiscono necessariamente omosessuali, ma che amano certe pratiche possibili solo in luoghi che non richiedano un impegno eccessivo e in cui al limite si può sempre fingere di essere capitati per liberarsi la vescica. Insomma: è molto più semplice per un marito e padre di famiglia fermarsi un quarto d’ora, all’uscita dell’ufficio, in un cesso pubblico per farselo succhiare che non uscire la sera e recarsi in posti come una sauna o un bar gay nei quali entrare è invece già fare una sorta di dichiarazione d’intenti. A Humphreys preme quindi togliere quell’alone di “mostruosità” che aleggia intorno a queste persone e cercare di capire l’individuo che si nasconde dietro. Per farlo usa un trucco: prende nota delle targhe delle automobili parcheggiate davanti ai cessi, risale ai loro proprietari e, trascorso circa un anno, ne seleziona un gruppo e, grazie alla collaborazione di un collega di dipartimento, riesce ad aggiungerli al campione di un’altra inchiesta sociologica più “innocua” e tradizionale. In questo modo si presenta a loro, modificando un po’ il suo aspetto e i suoi abiti per non essere riconosciuto, e li intervista sulla loro vita e sulle loro abitudini sessuali – e questo è possibile perché l’inchiesta riguarda anche questioni di salute.
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cadavrexquis: Laud Humphreys: un sociologo ai cessi pubblici.
Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Culture, islamismo, religioni |
Si sono messi in fila per ricevere la Comunione, ma una volta davanti al sacerdote hanno preso l’ostia consacrata e l’hanno infilata nelle tasche. Quando poi alla fine della funzione, l’arciprete don Marco Zubiani si è avvicinato per chiedere spiegazioni i due protagonisti del gesto oltraggioso hanno risposto: “Tu chi sei per dirci cosa fare? Non ci comandi. Noi siamo di fede islamica e tu chi sei? Sei Dio tu?”. E’ successo ieri nella Collegiata, la chiesa principale di Sondrio, gremita per la messa serale, tra lo sbalordimento e il dolore degli altri fedeli.
“Sono stati proprio i parrocchiani a segnalarmi l’episodio” – spiega don Zubiani, originario di Sondalo e da soltanto un paio di settimane nuovo arciprete di Sondrio nominato dal vescovo di Como, monsignor Diego Coletti. Il prete, a celebrazione conclusa, si è avvicinato ai due, giovani, un accento da paese dell’est, ancora seduti sulle panche. “Volevo una spiegazione…”, ha detto. E invece, sempre tra lo stupore degli altri fedeli, la derisione. “Chi sei tu? – hanno beffeggiato il sacerdote – Non vogliamo i tuoi rimproveri, noi siamo islamici”. Poi se ne sono andati. Don Marco avrebbe voluto che l’episodio non avesse troppo eco. Ma sono stati i fedeli, testimoni dell’accaduto a raccontare tutto
la cronaca del fatto qui:
FaithFreedom Italia – Immigrati islamici profanano la Messa a Sondrio.
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Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AUDIO di PolSer, Culture, Educatori professionali, Ferrario Paolo, Formazione Permanente, Laurea Sc. pedag., LIBRI NEWS, LUA Lib. Univ. Autobiogr., Maschile/Femminile, Raffaello Cortina, Saggi e Articoli, Servizi educativi |

Indice
Con sguardo preoccupato: Cronaca di un ‘idea
1. Maschi e uomini: Una specie interiore?
2. In un corpo di donna: Miti e storie
3. Figure d’uomo nel tempo: Quando Narciso è triste
4. La tragicità maschile: Nel labirinto, non si estingue l’eroe
5. In fuga da se stessi: L’epica della solitudine
6. Ritratti virili: Nobili d’animo e di silenzi
7. A scuola dalle donne: Esercizi per maschi affaticati
8. Un commiato incruento: Per dimenticare Giuditta
Prima pagina/Esordio:
Sembriamo non pensare: rivaleggiamo sempre
Lo sguardo è il mio. Osservo le persone affluire in biblioteca. Mi hanno invitato a parlare di maturità e immaturità. Le donne presenti sono una trentina, di età diverse. Gli uomini due o tre. Oltre i quaranta, mi pare. So già, ci scommetto, che tra costoro qualcuno poi alzerà la mano. Mi farà una domanda, tra il provocatorio e il saccente. I maschi non ammettono volentieri di assomigliare a Peter Pan. Segretamente, sanno però coltivarne con cura il mito. Il copione che mi si prepara è il consueto. Se saranno gli uomini a prendere la parola, ciò accadrà per ammiccare alle signore presenti che le loro battute meritano un applauso. Non le tesi del relatore. Mormoro tra me e me, intuendo l’imminente rituale: “Non c’è scampo, non cambieremo mai” …..
| dalla scheda dell’editore Raffaello Cortina: |
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In cosa consiste la vita interiore? Ed è davvero destituito di senso il luogo comune secondo cui gli uomini rifuggono ogni confronto con la propria interiorità? Che i maschi, nella grande maggioranza, siano poco disponibili alla riflessività, più protesi verso l’“esterno”, pare incontestabile. Evitano di porsi le domande più ineludibili, di confrontarsi con la sensibilità femminile, che include l’ascolto e la cura, temendo una crisi di immagine o di identità.
L’importanza di riscoprire il valore antico della solitudine degli uomini, condizione senza la quale non si educa la propria interiorità, è il tema di questo libro, che suggerisce come perseguire una forma di virilità più problematica e profonda, e al tempo stesso più generosa ed eroica.Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nella collana Minima ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007) eL’educazione non è finita (2009 |
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Commenti alla lettura del libro:
- Il libro letto da Giorgio Macario:
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- Il libro letto da Ada Ascari:
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- Il libro letto da Paolo Ferrario:
Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280
La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.
Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900. Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.
Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile e del femminile e quindi, inevitabilmente, anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere. Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi (Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori) di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:
“Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)
e poche righe dopo aggiunge:
“Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova”
A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.
Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.
Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?
Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.
Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:
“Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)
Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.
In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:
“è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)
E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.
Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio: sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.
Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturità del1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009. Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.
L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.
Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:
maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa (p.26)
e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.
Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:
Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)
Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.
I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.
Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.
Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.
Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.
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Gabriele De Ritis, Ciò che sono diventato. Al di là e oltre ciò che credevo di essere.
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opere esemplari a dire in breve di cosa io stia parlando. Mi limiterò, per brevità, ad elencarle: ad esse ho affidato la mia riflessione negli ultimi dieci anni. Grazie ad esse, ho potuto pensare la mia esperienza e verificare cosa io stessi diventando, ma soprattutto cosa sono stato, al di là di quello che credevo di essere:
ROBERTA DE MONTICELLI, L’ordine del cuore. Etica e teoria del sentire, GARZANTI 2003
ROBERTA DE MONTICELLI, La novità di ognuno. Persona e libertà, GARZANTI 2009
VITO MANCUSO, La vita autentica, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2009
DUCCIO DEMETRIO, L’interiorità maschile. Le solitudini maschili, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2010
Soprattutto Duccio Demetrio mi porta a pensare di non essere mai diventato – e di non poter essere – un ‘maschio selvatico’: io credevo di esserlo, che lo sarei diventato, addirittura che al fondo della mia coscienza quello ero stato. In realtà, la mia invincibile timidezza mi ha portato a condurre una vita schiva, per cui i limiti e le debolezze proprie della timidezza si sono tradotte con il tempo in sentimenti e virtù riconducibili alla vita schiva.
in: http://www.gabrielederitis.it/?p=8939
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Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: biografie, cadavrexquis, Politica del lavoro |
Chi non ha la fortuna di possedere un grande patrimonio è costretto, in qualche modo, a lavorare per guadagnarsi da vivere. Gran parte degli umani sono incatenati a un lavoro che svolgono in un posto ben determinato, legati a orari fissi, e spesso in compagnia di colleghi o a contatto di altri umani come loro. Qualcun altro – non so se più fortunato – può esercitare la libera professione e gestire meglio i propri tempi di lavoro. Altri ancora, invece, lavorano a casa propria, rinchiusi tra le proprie quattro mura, e non hanno nemmeno necessità di condividere una coabitazione forzata con colleghi o di dover comunicare con terzi indesiderati. Io conosco sia la prima situazione che quest’ultima, ma nessuna delle due è esclusiva. L’ultima è tipica, per esempio, del traduttore letterario che, diversamente dal traduttore di singoli testi su commissione e a breve scadenza, ha tempi e volumi più lunghi: al di là del contatto iniziale con l’editore, per il resto del tempo (un mese, due mesi, tre mesi) è da solo con il suo testo. A me è capitato spesso di “invidiare” quelli che fanno solo questo per mantenersi. Lo dico soprattutto quando mi vengono a noia i contatti forzati e gli obblighi del lavoro d’ufficio e penso che chi, invece, può starsene in casa e lavorare in mutande senza mai dover aprire bocca sia più fortunato di me. Lo dicevo spesso, in passato, a M.H., il quale “invidiava” invece la garanzia dello stipendio a fine mese che ricevevo io. In un certo senso è come se ai due estremi di una retta ci fossero da un lato la sicurezza e dall’altro la libertà
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vai all’intero articolo biografico qui:
cadavrexquis: Lavoro, non lavoro e rapporti umani.
Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Disabilità e Handicap, Salute e Malattia, Venezia |
Festival dei Matti seconda edizione
Legàmi
Incontri e invenzioni dentro la follia
Venezia, 7-8 9 ottobre 2010
“Io credo che non esista libertà se non nel legàme che ci aiuta a lottare contro tutto ciò che ci divide”
Franca Ongaro Basaglia
Legàme è una parola che tiene insieme il doppio senso, porta in scena una contesa di significati. Da un lato, vincolo, laccio, chiusura. Dall’altro, sodalizio, alleanza, complicità.
Libertà è una parola che pare fuori luogo tra i legàmi. Quelli che chiudono perché la soffocano. Quelli che uniscono perché la limitano.
Ma allora come può esistere una libertà nei legàmi o addirittura essere la sola libertà possibile? E’ possibile una libertà che non si strappi a qualcuno per garantire qualcun’ altro? Che non sopprima le diversità tra gli uomini costruendo muri e prigionieri dentro i muri?
Cosa c’entrano i matti in tutto questo?
Il Festival dei Matti, che quest’anno intitoliamo ai Legàmi, prenderà le mosse da queste domande. E lo farà avventurandosi nella città dei matti, quella che “c’era una volta”, raccontata da Marco Turco nella sua fiction sul lavoro di Franco Basaglia e sul movimento che ha condotto in Italia alla chiusura dei manicomi. Entrerà di nuovo in quella storia, con chi l’ha riattraversata per portarla in scena e con chi l’ha vissuta in prima persona : Fabrizio Gifuni, Nico Casagrande, Peppe Dell’Acqua.
Lo farà attraverso i film di Follie d’archivio , costruiti con materiali “perduti” in cineteche, pubbliche e private, dagli studenti del Laboratorio video documentario dello Iuav tenuto da Marco Bertozzi, restituendo senso a fotogrammi graffiati dal tempo e dall’incuria degli uomini, gravidi di storie e di racconti, per “follie” belliche e politiche, razziali e medicali, mediali e tecnologiche, industriali e paesaggistiche.
Seguirà le “Oscillazioni” di Vitaliano Trevisan, nel sottosuolo di una normalità che smania libertà senza lègami, bramando di reciderli prima ancora di conoscerli e incontrarli.
Incontrerà giornalisti (Liliana Boranga, Sergio Buonadonna, Santo Della Volpe,Claudia Fornasier, Antonello Francica, Giuseppe Giulietti, Carlo Gnetti, Kenka Lekovich, Roberto Natale, Paolo Navarra Dina,Toni Jop, Federico Scarpa) e studenti in un “Laboratorio su diritti e comunicazione”, condotto da Alberta Basaglia (Fondazione Franco e Franca Basaglia) Nico Pitrelli (Sissa), e Mara Mazzola (giornalista free lance) per domandarsi come si parla di queste storie, come “corre voce” e come si ferma nelle fabbriche dell’informazione o ricomincia a muoversi nel mondo della rete.
Entrerà nei vicoli ciechi della paura e della paura della diversità, sosterà sull’ ambiguità dei lègami e sulle responsabilità individuali e collettive nel farne strumenti di dominio o di emancipazione, di salute o di malattia insieme a Roberto Escobar, Giovanna Gallio, Pieraldo Rovatti.
A trent’anni dalla morte di Franco Basaglia, il Festival dei Matti è dedicato a Franca e Franco Basaglia, in questa città che li ha tenuti a battesimo, per questo legàme che ci lega a loro e ci fa sentire tutti un po’ più liberi.
Vi aspettiamo.
Conferenza stampa
Lunedì 4 ottobre
Cà Farsetti
Saranno presenti:
Tiziana Agostini, Assessora Attività Culturali Comune di Venezia , Roberto Ellero, Direttore della Direzione Centrale Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario, Anna Poma, Presidente Con-Tatto, Laura Barozzi, Cooperativa Con-Tatto, Alberta Basaglia, Vicepresidente Fondazione Franca e Franco Basaglia, Paolo Dalla Bella, Direttore Generale Socioculturale, Silvia Buziol, Presidente Fondazione Claudio Buziol, Renzo di Renzo, Direttore Artistico Fondazione Claudio Buziol, Stefano Cecconi, Cgil nazionale, Elena Di Gregorio, Cgil Veneto.
Ideazione e progettazione: Cooperativa Con-Tatto
In collaborazione con: Assessorato alle Attività culturali del Comune di Venezia, Cooperativa Socioculturale, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Fondazione Claudio Buziol
Con il sostegno di : Cgil nazionale e veneto, Bisol viticoltori in Valdobbiadene, Bcc Credito cooperativo di Marcon-Venezia, Ire Venezia, Replay,Scuola Grande S.Teodoro ,Vincenzo Casali Studio, Hotel Ca’ Sagredo, Hotel Papadopoli, Hotel Principe, E. Rosa Salva, Rizzo, Micoud, I Parrucchieri Trolese, Macelleria Bisiol, Al Nono Risorto, Hello Venezia
Con il Patrocinio della Provincia di Venezia
Comitato Scientifico:
Anna Poma, Laura Barozzi, Alessia Vergolani, Nico Pitrelli
Info:
Cooperativa Con-Tatto, 041 5242009 / 338 8603921
www.festivaldeimatti.org
www.comune.venezia.it
www.fondazioneclaudiobuziol.org
Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: cadavrexquis, islamismo |
Bassam Tibi, sociologo tedesco di origine siriana, fino all’anno scorso docente all’Università di Gottinga e uno dei pochi musulmani liberali di cui io sia a conoscenza, affronta nel suo saggio Islamischer Fundamentalismus, moderne Wissenschaft und Technologie, un aspetto specifico dell’islam fondamentalista: il suo rapporto con la scienza e la tecnologia moderne che, come ben si sa, sono prodotti della cultura occidentale. Tibi distingue nettamente fra tradizionalisti e fondamentalisti: i primi rifiutano la scienza e la tecnologia moderne in nome della purezza dottrinale coranica delle origini, mentre i secondi agiscono in modo più raffinato, accogliendo e usando i frutti della modernità, ma senza accettare al contempo la forma mentis e i presupposti che li hanno resi possibili. Secondo questi, infatti, gli esseri umani sono in grado, attraverso il loro intelletto, d’indagare e conoscere la realtà e, in questo modo, possono anche trasformarla. Non c’è nulla che non possa essere sottoposto all’indagine razionale e le conoscenze che ne derivano sono sempre rinegoziabili e modificabili attraverso nuove indagini e nuove conoscenze. Bassam Tibi definisce questo modo di procedere Koennen-Wissen: potere-sapere. Da questo principio illuministico, dunque, discendono non soltanto scienza e tecnologia moderne, ma anche – per esempio – il principio dell’autonomia e della libertà dell’individuo. Viceversa l’islam non ha mai affermato il principio secondo cui l’uomo, con il suo intelletto, è in grado di conoscere la realtà, perché la fonte ultima di ogni sapere è il Corano, che è la rivelazione di Allah, a cui l’essere umano deve solo sottomettersi (e, infatti, il termine “islam” significa proprio sottomissione).
Eppure i fondamentalisti non tradizionalisti accettano di buon grado i prodotti della scienza e della tecnologia moderne, soprattutto per quanto riguarda le armi. Come giustificano questa schizofrenia? Per alcuni di loro questo avviene attraverso lo stratagemma della “riappropriazione”, un meccanismo psicologico che permette loro di annullare, ai loro stessi occhi, questa contraddizione. Questo consiste nell’affermare che, in realtà, il progresso tecnico-scientifico non è, in realtà, il frutto dell’illuminismo ma è un fenomeno islamico e che loro, per l’appunto, si limitano a “riappropriarsi” di ciò che era stato sottratto loro dagli occidentali.
cadavrexquis.
Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Testamento biologico |
In sede consultiva, ha iniziato l’esame del nuovo testo recante Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento (C2350, approvato in un testo unificato dal Senato, e abb. – rel. Bertolini, PdL)
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Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, ciclo politico 1994-2011 |
Mercoledì 29 il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha reso all’Assemblea le comunicazioni del Governo sulla situazione politica generale, cui ha fatto seguito una discussione con gli interventi dei rappresentanti di tutti i gruppi. Sono state quindi presentate le identiche risoluzioni Cicchitto n. 6-00044; Reguzzoni n. 6-00045; Bocchino, Lo Monte n. 6-00046 e Sardelli n. 6-00047 sulle quali il Presidente del Consiglio in sede di replica ha posto la questione di fiducia che, dopo le dichiarazioni di voto, è stata approvata dalla Camera con 342 voti a favore, 275 contro e 3 astenuti.
Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, costi standard, LOMBARDIA |
(regioni.it) “Le prime reazioni di alcuni Presidenti alla bozza di decreto (sul federalismo fiscale, ndr) hanno dato l’impressione di un prevalere di un atteggiamento di preoccupazione e diffidenza, che è assolutamente comprensibile di fronte ad una svolta che rappresenta per tutti una sfida, ma sono convinto che il confronto delle Regioni fra loro e con il Governo riuscirà a far emergere su tutto questo la convinzione che siamo di fronte ad una scelta ineluttabile per riuscire a coniugare l’esigenza di tenere sotto controllo la spesa pubblica ma contemporaneamente garantire a tutti gli italiani, dovunque risiedano, l’erogazione di un servizio sanitario di qualità”, ne è convinto l’Assessore al bilancio della regione Lombardia,e coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi.
“Il Governo si appresta ad approvare il decreto legislativo sui costi standard in sanità” – spiega l’Assessore Colozzi in un articolo pubblicato da www.ilsussidiario.net – e “la bozza, che da alcuni giorni è stata fatta circolare dal Governo, dà parziale attuazione a quanto previsto […] della legge 42, affrontando il tema dei costi standard in sanità, ma tralasciando completamente il tema della standardizzazione dei costi per quanto riguarda le altre materie”: assistenza e istruzione e (con riferimento alla spesa in conto capitale) il trasporto pubblico locale che “dunque dovranno essere affrontati – continua Colozzi – con successivi decreti, previa puntuale definizione dei livelli essenziali di prestazioni (LEP) da finanziare”.
“Il confronto sulla bozza – aggiunge l’Assessore – inizierà in Conferenza delle Regioni nei prossimi giorni, per giungere ad un immediato incontro con il Governo, perché è evidente che su un tema così delicato è necessario arrivare ad una condivisione ampia, per evitare traumatiche lacerazioni nel Paese e fra istituzioni.
Mi sembra che il testo messo a punto dal Governo, pur necessitando di precisazioni e integrazioni, rappresenti una corretta e realistica base di confronto, sostanzialmente in linea con principi che nei diversi Patti per la salute sottoscritti negli ultimi anni hanno trovato una ampia condivisione.
Il coordinatore della Commissione affari finanziari si sofferma, nell’articolo, su alcune prime osservazioni sui punti essenziali del decreto.
Non è facilmente comprensibile la decorrenza dell’efficacia del decreto a partire dal 2013. Ritengo che essa possa essere anticipata al 2012 come prima applicazione, così da avere già acquisito importanti elementi conoscitivi nel 2013 al momento del rinnovo del Patto della salute, in cui dovrà confluire una serie di impegni conseguenti alla definitiva applicazione del nuovo modello.
Prendere a riferimento il secondo anno antecedente per l’individuazione delle regioni benchmark è discutibile e potenzialmente fuorviante. Molto più corretto e logico il riferimento ad almeno un triennio, così da ridurre gli impatti di eventi straordinari e fotografare situazioni di effettiva stabilità e rispetto delle regole.
La nuova formulazione del meccanismo per l’individuazione delle tre regioni benchmark appare – secondo Colozzi – piuttosto confusa e non ben motivata, dando la sensazione di rimandare ad una sorta di mediazione politica fra Regioni e fra Governo e Regioni una scelta che deve essere fatta in base a oggettivi criteri quali-quantitativi.
La modalità con cui l’art. 2 prevede la determinazione del fabbisogno sanitario standard conferma, coerentemente con quanto affermato nella Nota sui costi standard approvata dalla COPAFF, che esso è determinato, all’interno del quadro macroeconomico e dei vincoli di finanza pubblica, dalla erogazione dei LEA, non lasciando spazio a chi avrebbe voluto usare i costi standard per giungere alla riduzione del Fondo sanitario nazionale; tuttavia il decreto dovrebbe meglio esplicitare che ad una eventuale riduzione delle risorse deve corrispondere una coerente ridefinizione dei LEA.
Il decreto, molto realisticamente, deve purtroppo prendere atto di enormi lacune nei sistemi informativi di alcune regioni e si limita ad individuare come benchmark di appropriatezza ed efficienza tre grandi macroaggregati per il finanziamento della spesa sanitaria: il 5% per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, il 51% per l’assistenza distrettuale e il 44% per l’assistenza ospedaliera. E’ evidente – conclude Colozzi – che per attivare un sistema credibile ci sarebbe bisogno di una serie ben più analitica di indicatori oggi non disponibili: questa è una lacuna da colmare in tempi rapidissimi, ma ritengo indispensabile che da subito si operi l’integrazione di almeno due indicatori: la spesa farmaceutica territoriale e il costo del personale. Così come il decreto dovrà prevedere dei meccanismi di premialità collegati agli indicatori benchmark di efficienza ed appropriatezza.
(red/01.10.10)
Newsletter n. 1656 del venerdì 1 ottobre 2010.
Pubblicato: 2 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Gruppo Solidarietà Moie di Maiolati (AN) |
Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 2/10/2010
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Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: LIBRI NEWS |
22-24 ottobre – Salone dell’Editoria Sociale
SALONE DELL’EDITORIA SOCIALE – II EDIZIONE
OLTRE 30 DIBATTITI E CONFERENZE
TEMI, DIBATTITI E OSPITI PRESENTI
La II edizione del Salone dell’Editoria Sociale è dedicata all’educazione, all’intervento sociale, alla scuola, ai giovani, senza dimenticare l’attualità della crisi economica, del lavoro e della precarietà, del welfare e delle politiche sociali. Tra gli ospiti internazionali la sociologa ed economista Saskia Sassen sui temi della globalizzazione e dell’attivismo sociale; il giornalista polacco Mariusz Szczygiel – autore di Gottland – sul giornalismo sociale; il saggista iraniano Majid Rahnema sui limiti dello sviluppo. Tra gli eventi collettivi il “Processo alla Scuola”, una riflessione sul sistema educativo italiano con operatori del settore, tra cui Carlo Donolo, Luigi Monti, don Achille Rossi, Andrea Graziosi; il dibattito sul “Risorgimento e la Resistenza oggi”, con storici e scrittori come Luciano Cafagna, Claudio Pavone, Lorenzo Pavolini, Andrea Bajani e il regista Mario Martone; l’incontro sull’Italia berlusconiana, con Giorgio Vasta, Alessandro Leogrande, Stefano Laffi, Nicola Lagioia, Vittorio Giacopini. In un convegno con esperti e studiosi si parlerà degli effetti del federalismo fiscale sulle politiche sociali; la campagna Sbilanciamoci! presenterà il suo rapporto annuale sulla legge finanziaria e verranno resi noti i risultati del primo Rapporto sull’Editoria Sociale in Italia.
Molte le presentazioni di libri: il direttore di RAI – Radio 3 Marino Sinibaldi e Luigi Manconipresenteranno il libro postumo di Marco Lombardo Radice: Una concretissima utopia; il direttore di Famiglia Cristiana Don Antonio Sciortino presenterà il suo ultimo libro contro il razzismo, Anche voi foste stranieri; Salvatore Mannuzzu e Giovanni Maria Bellu, il libro di Enrico Berlinguer La via dell’austerità; il vice direttore dell’Unità, Rinaldo Gianola, autore diDiario operaio, discuterà insieme a Pino Ferraris della condizione del lavoro, oggi in Italia. E dall’Italia lo sguardo si allarga all’Europa e al mondo, con la presentazione dei libri Dopo la crisi, a cura di Roberta Carlini, con Stefano Feltri e Carmen Santoro, e di L’altra globalizzazione, a cura di Giuliano Battiston, con Stefano Rodotà e Ugo Mattei. Al fumetto e all’illustrazione, come strumenti per raccontare il presente e le sue contraddizioni, è dedicato uno spazio particolare, con l’incontro tra Goffredo Fofi e Davide Reviati, autore diMorti di sonno; la presentazione dei lavori della Scuola del disegno animato di Urbino, con Emiliano Morreale, e la mostra permanente di opere di Reviati e Andrea Petrucci, a cura di Hamelin.
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Geopolitica e Politica internazionale, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Popolazione |
La Fondazione Farefuturo e la Fondazione Italianieuropei organizzano a Roma (Sala Cristallo – Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio, 131) mercoledì 6 ottobre alle ore 16.30 un dibattito in occasione dell’uscita in libreria del volume Le nuove politiche per l’immigrazione. Sfide e opportunità, che raccoglie gli interventi della seconda edizione dei «Dialoghi asolani». Con questa iniziativa, le due fondazioni hanno avviato una riflessione comune intorno a una questione cruciale dell’agenda politica nazionale ed europea, convinte che l’Italia debba adottare, dinanzi al fenomeno migratorio e alla sua crescente importanza nella società e nell’economia, un modello di integrazione organico e adeguato alla rilevanza delle sfide attuali.
In allegato il programma dettagliato, con i nomi dei partecipanti
programma_presentazione_6_ottobre (67 KB)
Fondazione fareFuturo – Presentazione volume sull’immigrazione.
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Pensioni |
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha emanato, il 24 settembre, la Circolare n. 126, avente per oggetto la legge 30 luglio 2010 n.122 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”. Con tale circolare l’INPS illustra le novità introdotte dalla manovra finanziaria in materia di decorrenza della pensione di vecchiaia, di ricongiunzione della contribuzione e trasferimento della posizione assicurativa, di trattamenti di invalidità civile. In particolare, il decreto prevede nuove disposizioni in materia previdenziale, tra cui: la decorrenza della pensione di vecchiaia e dei trattamenti di anzianità; le modifiche di cui allarticolo 1, comma 1, legge 7 febbraio 1979, n. 29; i Fondi speciali di previdenza; le nuove disposizioni in materia di verifica dei dati reddituali per i titolari di prestazioni collegate al reddito; la facoltà per i pensionati a basso reddito di dilazionare determinati versamenti; Le nuove disposizioni in materia di invalidità civile. Restano comunque immutati i requisiti di accesso ai predetti trattamenti pensionistici.
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Servizi sanitari |
Nasce dallesigenza di garantire in vari settori quali la ricerca sanitaria, la sicurezza delle cure, le professioni sanitarie, la sanità elettronica, una maggiore funzionalità del Servizio sanitario nazionale e delle prestazioni erogate ai cittadini il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 settembre scorso. Prima dellinvio in Parlamento, il provvedimento sarà sottoposto allesame della conferenza stato regioni. Il disegno di legge prevede, fra laltre cose: la delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano; che le aziende che producono o commercializzano dispositivi medici siano tenute, fino al 31 marzo 2012, in caso di vendita effettuata a strutture del Servizio sanitario nazionale, al versamento, a favore dell’acquirente, di un contributo pari all1 per cento della somma fatturata al netto dellIVA; che nellambito delle risorse previste per il finanziamento dei bandi di ricerca finalizzata una quota pari al 10 per cento sia destinata a progetti di ricerca sanitaria, presentati da ricercatori di età inferiore ai quarantanni; istituzione di un Ordine specifico per la professione odontoiatrica; una delega per il riordino delle attività idrotermali. Infine, è istituito dalle Regioni e Province autonome il Fascicolo sanitario elettronico (definito come linsieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario, generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti lassistito), a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Diritto Amministrativo, LIBRI NEWS, Maggioli editore |
| Dopo un anno dall’entrata in vigore della Legge 18 giugno 2009, n. 69 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”, il 4 luglio u. s. è scaduto il termine per gli enti locali per adeguare i propri regolamenti in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso (art. 7, comma 3).
In particolare, dovevano essere individuati i termini, non superiori a novanta giorni, entro i quali devono essere conclusi i procedimenti di competenza delle amministrazioni locali. La norma però è in continua evoluzione, tanté che, da ultimo, ha subito importanti modifiche nella parte riguardante le cosiddette “conferenze di servizio“, disciplinate dagli artt. 14 e segg. della 241. L’art. 49 del D. L. n. 78 del 31 marzo 2010, convertito dalla L. n. 122 del 30 luglio 2010 (“manovra d’estate 2010“), che ha apportato sostanziali innovazioni all’istituto, introducendo nelle regole sulle autorizzazioni la “SCIA“, cioè la Segnalazione certificata di inizio attività.
La Legge n. 241/90 è il punto di riferimento dell’ordinamento giuridico amministrativo. E’ quindi di fondamentale importanza per gli enti avere i propri regolamenti in ordine per non rischiare di “soccombere” nel contenzioso e/o incorrere in situazioni di responsabilità dei propri dirigenti.
Per agevolare l’ente nell’aggiornamento/adeguamento dei propri atti, Maggioli Modulgrafica ha predisposto due utilissimi prodotti: |
ATTUALITA’
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AGGIORNATA
LA RIFORMA DELLA LEGGE N. 241/90
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
E DIRITTO DI ACCESSO
I regolamenti, le procedure di adeguamento
dell’ordinamento dell’ente, la normativa
L. n. 241/1990; L. n. 69/2009
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La raccolta contiene:
1. LA LEGGE n. 241/90 E L’ADEGUAMENTO DEGLI ATTI DEL COMUNE
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2. LA MODULISTICA PER LA GESTIONE DEI SEGUENTI ISTITUTI: |
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l’esercizio del diritto d’accesso ai documenti amministrativi: regolamento, accesso informale, accesso formale, controinteressati, differimento dell’accesso, diniego, ecc; |
| • |
la gestione dei procedimenti amministrativi: regolamento, elenco dei procedimenti, schede istruttorie, accordi con i privati, responsabile del procedimento, avvio del procedimento, ecc; |
| • |
regolamento per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere; |
| • |
la gestione della conferenza di servizio: convocazione, indizione, verbali, provvedimento finale, ecc; |
| • |
la gestione dei procedimenti ad istanza di parte: avvio del procedimento, motivi ostativi, verbale di accordo, ecc. |
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PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
Software per la gestione del registro
e dello scadenzario dei procedimenti
(cod. A2383INF)
La Legge n. 241/90 richiede l’adozione di un registro nel quale devono essere cronologicamente riportati i procedimenti amministrativi presi in carico dai diversi uffici e individuati i tempi di esecuzione.
Il software, per ciascun procedimento, consente la gestione dei seguenti parametri di riferimento: - data e oggetto – tipologia – responsabile – termine per la conclusione.
Consente inoltre la ricerca dei procedimenti: aperti, in scadenza, fuori termine, chiusi con indicazione del procedimento finale, ecc.
Il software propone, già inseriti, una vasta serie di tipologie di procedimenti modificabili dall’utente. |
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Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, costi standard |
La vera partita del federalismo fiscale si gioca sulla finanza regionale e in particolare sulla definizione dei costi standard nella sanità. Nel decreto presentato dal governo, il sistema di definizione del fondo sanitario e i meccanismi di riparto restano sostanzialmente quelli già in vigore da oltre dieci anni. E anche i nuovi costi standard-criteri di riparto sono gli stessi già adottati in passato. Mentre scompare il periodo di transizione. Si rischia così di favorire la conflittualità fra le Regioni e la discrezionalità della peggiore politica.
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, costi standard |
45.799281
9.092748
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: appalti, Disabilità e Handicap, Servizi educativi |
CAPITOLATO DI APPALTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA EDUCATIVA ALUNNI DISABILI …
servizi sociali o ad una cooperativa sociale o ad altri soggetti abilitati
alla … Oggetto dell’appalto. Il presente capitolato disciplina la
gestione del …
<http://www.comune.ittiri.ss.it/index.php?module=uploads&func=download&fileId=3093>
45.799281
9.092748
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ISTAT, Politica del lavoro |
Nel secondo trimestre 2010 il numero di occupati (in termini destagionalizzati) risulta pari a 22.915.000 unità segnalando un aumento rispetto al trimestre precedente pari allo 0,1 per cento. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente la riduzione è stata pari allo 0,8 per cento (-195.000 unità), a sintesi di una sostenuta riduzione della componente italiana (-366.000 unità) e di una significativa crescita di quella straniera (+171.000 unità).
Persiste, nel confronto tendenziale, la forte riduzione del numero degli occupati nell’industria in senso stretto, soprattutto nel Nord: al sensibile calo dei dipendenti permanenti a tempo pieno si contrappone l’ulteriore incremento dell’occupazione a orario ridotto. Il tasso di occupazione è pari al 57,2 per cento, con una flessione di sette decimi di punto percentuale rispetto al secondo trimestre 2009.
Il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge (in termini desta-gionalizzati) 2.136.000 unità, con un aumento dell’1,1 per cento rispetto al primo trimestre (+24.000 unità). Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente l’aumento è del 13,8 per cento. L’incremento tendenziale della disoccupazione si concentra nel Nord tra gli ex-occupati; nel Centro e nel Mezzogior-no tra gli altri gruppi dei disoccupati. Alla crescita della disoccupazione si accompagna un moderato aumento degli inattivi rispetto al secondo trimestre 2009 (+92.000 mila unità), sintesi di una lieve riduzione delle non forze di lavoro italiane e di un ulteriore incremento di quelle straniere.
Nella media del secondo trimestre 2010, il tasso di disoccupazione (destagio-nalizzato) è pari all’8,5 per cento, con un aumento di 0,1 decimi di punto ri-spetto al primo trimestre e di 1,0 punti rispetto al secondo trimestre 2009.
intera scheda qui:
Occupati e disoccupati.
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Disabilità e Handicap |
Indennità di accompagnamento: i criteri secondo INPS
Nelle sue “Linee Guida operative in Invalidità Civile”, l’INPS esprime le sue indicazioni circa i criteri medico-legali che dovrebbero essere applicati nella valutazione dei requisiti sanitari per la concessione dell’indennità di accompagnamento.
Le differenze sostanziali rispetto alla normativa vigente sono notevoli e l’impatto sulle future concessioni dell’indennità di accompagnamento potrebbe essere molto significativo, in particolare – ma non solo – per le disabilità di natura intellettiva.
Nel nostro sito HandyLex.org – www.handylex.org – abbiamo delineato i tratti salienti di tali novità.
Un cordiale saluto
Carlo Giacobini
Responsabile Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Servizio HandyLex.org
www.handylex.org
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: LIBRI NEWS, Maggioli editore, Politica del lavoro |
Il fenomeno del lavoro gravemente sfruttato:
le vittime,
i servizi di protezione,
i percorsi di uscita,
il quadro normativo |
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Volume di
pagine 234 |
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| SCHIAVITU’ DI RITORNO |
Fenomeno poco conosciuto e scarsamente individuabile, il lavoro forzato sta a poco a poco dilagando – attraverso complessi circuiti di offerta e spostamenti irregolari di persone - in tutti i settori economici tradizionali.
Il totale assoggettamento della persona è la forma più grave ma in Italia si riscontrano anche situazioni meno chiare in cui lo sfruttamento lavorativo compromette la dignità e la capacità di autodeterminazione degli individui: ad esempio quando i lavoratori percepiscono un compenso che spesso non raggiunge la metà dei livelli minimi salariali previsti o quando l’orario va addirittura oltre le quindici ore giornaliere.
Le sottili forme di violenza e di minaccia dei datori di lavoro, la mancanza di informazioni sui propri diritti, la necessità di acquisire un reddito ad ogni costo, o anche solo la disperazione, consentono spesso di tollerare queste condizioni.
Questo nuovo volume approfondisce e divulga la conoscenza del fenomeno, delle forme che esso assume nelle economie contemporanee e della sua interrelazione con la tratta di persone e lo sfruttamento lavorativo, elabora e propone efficaci interventi di prevenzione e di contrasto.
Rileva inoltre aree critiche che necessitano di attenzione e di interventi, quali la mancanza di una normativa nazionale specifica, il mancato rispetto delle norme esistenti, l’insufficienza di monitoraggi e controlli, la disomogenea applicazione degli strumenti già esistenti.
Indispensabile agli operatori che nel quotidiano vengono in contatto con persone trafficate o vittime di sfruttamento lavorativo, ma anche ad amministratori e autorità politiche che si occupano di programmazione e definizione degli interventi tesi a contrastare questo grave fenomeno, l’opera si presenta così organizzata:
| 1. |
Introduzione
Definizione di lavoro schiavistico e servile.
Gli obiettivi perseguiti.
I criteri metodologici.
Gli strumenti di ricerca-azione e il numero delle interviste realizzate.
La struttura del volume.
|
| 2. |
Alcune caratteristiche strutturali del fenomeno. L’analisi delle interviste alle vittime di grave sfruttamento lavorativo
Il profilo sociale di base delle vittime.
Le condizioni generali e le caratteristiche dell’attività lavorativa prima dell’espatrio.
Le condizioni del viaggio, le risorse impiegate, l’ingresso in Italia e le condizioni vissute.
L’insediamento in Italia. La ricerca di un lavoro, i settori occupazionali e le forme di grave sfruttamento.
Le modalità di interruzione del rapporto violento e i reati contestati ai datori di lavoro.
Gli interventi di protezione sociale ricevuti e risultati conseguiti.
|
| 3. |
Frammenti di vita di lavoratori stranieri gravemente sfruttati.
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| 4. |
I servizi territoriali di protezione sociale alle vittime
I servizi erogati dalla Cooperativa Lotta all’emarginazione.
I servizi erogati dalla Provincia di Genova.
I servizi erogati dal Comune di Venezia.
I servizi erogati dall’Associazione Donne in Movimento.
Marche, Abruzzo e Molise.
I servizi erogati dalla Cooperativa sociale Parsec.
I servizi erogati dalla Cooperativa Dedalus.
I servizi erogati dalla Provincia di Lecce.
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| 5. |
Gli interventi di protezione nella Regione Emilia-Romagna
Il contesto di riferimento e i compartimenti produttivi più esposti al lavoro indecente.
Gli interventi nel campo del grave sfruttamento lavorativo. Il progetto Oltre la Strada e i servizi territoriali.
Il caso del Comune di Reggio Emilia.
Il caso del Comune di Bologna.
Il caso del Comune di Ravenna.
|
| 6. |
Tratta, lavoro forzato e grave sfruttamento lavorativo: legislazioni e politiche poste a contrasto
Contesto internazionale e riflessioni di genere.
Definizioni, caratteristiche e indicatori.
I diversi tipi di assoggettamento.
Normative e politiche internazionali.
Normativa e politiche europee.
L’ordinamento giuridico italiano: contrasto alla tratta, schiavitù e servitù.
Riflessioni conclusive.
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| 7. |
Osservazioni conclusive e raccomandazioni
I risultati salienti.
Alcune raccomandazioni operative.
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A cura di F. Carchedi, Responsabile del settore ricerca del Consorzio Parsec, docente all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Sociologia, Corso di Laurea Scienze e Tecniche di servizio sociale. E’ uno dei massimi studiosi di fenomeni migratori, di politiche sociali e di forme di grave sfruttamento che coinvolgono i lavoratori migranti.
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Per ricevere subito
SCHIAVITU’ DI RITORNO
Maggioli Editore – Novità settembre 2010
Pagine 234 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5771.2 |
Pubblicato: 1 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Demetrio Duccio, LUA Lib. Univ. Autobiogr. |
Cari amici della Libera Università dell’Autobiografia il 6 ottobre uscirà il nuovo libro di Duccio Demetrio: L’interiorità maschile, Le solitudini degli uomini. Edito da Cortina. Ne faremo una recensione appena possibile.
Ad Anghiari:
Continuano le iscrizioni ai prossimi seminari, anche in rete:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3
Vi preghiamo di compilare il modulo in tutte le sue parti.
8-10 ottobre – Maria Grazia Comunale – Scrivere ad alta voce
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1383&Itemid=36
15-17 ottobre – Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1384&Itemid=36
15-17 ottobre – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1385&Itemid=36
22-24 ottobre – Elisabetta Biffi – Diari e storie di crescita
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1381&Itemid=36
Nella sezione seminari è stato aggiunto un breve percorso previsto per la primavera del 2011 tenuto da Cristiano Cassani dal titolo: La parola che parla. Scrivere, dire, convenire. Per approfondimenti consultare la scheda.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1678&Itemid=36
Pubblicazioni –> Consigli di Lettura –> Roald Dahl – Boy. Consigliato da Giorgio Macario
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1688&Itemid=109
Sulla rivista telematica Nostos numerosi articoli collegati ai Cantieri
È possibile accedere ai resoconti delle giornate anche dalla HomePage Vi segnalo l’ultimo inserito:
Nostos –> Felicità dello scrivere –> La seduzione dell’ulteriorità, di Lorenzo Barani
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1689&Itemid=80
Nella Sezione Notizie –> Galleria fotografica –> Foto dai Cantieri 2010
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=1&id=29&Itemid=60
Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=1&id=1
Conclusa a Bolognano (TN) la Mostra del vestire
1 ottobre – Ferrara – Spettacolo De-Venir
2-8 ottobre – Rimini – Rimini ricama
3 ottobre – Roma – Incontro con Duccio Demetrio
4 ottobre – Trasmissione televisiva “Paese Mio” da Anghiari
6 ottobre – Venezia – Incontro
7 ottobre – Escursione nel parco delle foreste casentinesi
8 ottobre – Roma – Ottobre piovono libri 2010
11 ottobre – Torino – Presentazione libro
14-17 ottobre – Pavia – Festival “Elogio delle lingue”
15 ottobre – Roma – Ottobre piovono libri 2010
16-17 ottobre – Sesto Fiorentino (FI) – III Edizione del film familiare
18 ottobre – Torino – Laboratorio di scrittura autobiografica
20 ottobre – Venezia – Incontro
21 ottobre – Trento – Chiusura progetto
22 ottobre – Roma – Ottobre piovono libri 2010
Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76
Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html
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Per oggi è tutto, appuntamento alla prossima settimana, Ada
Ricordo che la News-letter è consultabile anche in rete
Per comunicare con me scrivere a: ada.ascari@lua.it
Per comunicare con Renato Li Vigni: segreteria@lua.it
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