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di evidenziare, qualora occorra, le manipolazioni a cui spesso le notizie vengono sottoposte
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La “notizia” é patrimonio di tutti e quindi tutti sono chiamati a contribuire alla sua formazione e al suo controllo. Da qui il titolo “SiamoTuttiGiornalisti”
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L’indagine dell Istat riferita agli anni 2008 e 2009, per comprendere meglio il fenomeno della criminalità, la popolazione più a rischio e il rapporto con le forze dellordine, permette di stimare il sommerso di un gran numero di reati e di identificare i gruppi di popolazione più a rischio. Inoltre, offre il quadro della percezione soggettiva della sicurezza (la paura e la preoccupazione di subire i reati), del rischio percepito della criminalità nella zona in cui si vive, del rapporto con le forze dellordine e delle strategie messe in atto da individui e famiglie per difendersi. La preoccupazione di subire reati è un fenomeno che coinvolge una elevata percentuale di cittadini. Il 28,9 per cento della popolazione ha paura ad uscire di sera. Linsicurezza è più diffusa tra le donne e si riscontra maggiormente al Sud del Paese. In compenso, lopinione dei cittadini riguardo al controllo del territorio da parte delle forze dellordine, come polizia e carabinieri, è positiva nel 61,6 per cento dei casi. Per la prima volta lIstat ha anche tentato di stimare alcuni reati non convenzionali, come la clonazione di carte bancarie, il phishing (ossia il prelievo non autorizzato di denaro dal proprio conto corrente bancario a seguito del rilascio dei propri dati personali via internet a falsi istituti di credito o assicurativi) e le frodi su internet. Tali reati hanno coinvolto, nei 12 mesi precedenti lintervista, 1 milione 125 mila cittadini di 14 anni e più. Si tratta dell1,4 per cento di coloro che usano la carta di credito o il bancomat o gli assegni bancari e dell8,3 per cento di coloro che hanno acquistato merci o servizi in rete.
Scegliere un’assistente familiare per i propri bisogni o per quelli di un nostro familiare non costituisce un’operazione semplice. Chi cerca una badante, infatti, spesso non sa a chi rivolgersi e soprattutto non ha alcuna garanzia sulle capacità professionali e sulla qualifica di chi dovrà assumere alle proprie dipendenze.
Lo strumento più utilizzato sino a poco tempo fa è stato quindi il semplice passaparola. Si è così andata creando una situazione di grande confusione e dispersione, sicuramente lesiva degli interessi delle famiglie e delle stesse badanti
…
oggi il settore si trova ancora privo di una normativa nazionale di riferimento che imponga determinati requisiti finalizzati a garantire una certa qualità e adeguatezza dell’assistenza. Per colmare questo vuoto, con lo scopo di qualificare e supportare il profilo professionale dell’assistente familiare, nonché di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro tra famiglie e lavoratrici, a livello territoriale regionale, provinciale o comunale, sono stati creati dei veri e propri albi/registri pubblici e sono stati costituiti degli appositi servizi di supporto, ovvero una rete di Sportelli ad hoc.
Federalismo fiscale: un’autonomia finanziaria più apparente che effettiva. È quanto emerge da uno studio dell’Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie ‘M.S. Giannini’ del Consiglio nazionale delle ricerche (Issirfa-Cnr) basato sui dati pubblicati nel volume ‘Osservatorio Finanziario Regionale’ e illustrati il 25 novembre a Roma, presso la Camera dei Deputati (Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto) durante la tavola rotonda dal titolo ‘Regioni. Una vera autonomia finanziaria?’.
“Un esame attento delle norme, indica che la legge 42/2009 sul federalismo fiscale sembra aver dato più peso ai rischi che ai vantaggi di un’effettiva e ampia autonomia finanziaria, senza introdurre innovazioni particolarmente significative rispetto alla situazione pre-riforma”, afferma Enrico Buglione, dirigente di ricerca dell’Issirfa-Cnr. “La maggior parte delle entrate ‘libere da vincoli di destinazione’ rischiano infatti di essere destinate a garantire gli obiettivi e i livelli essenziali di prestazioni imposti dallo Stato. A ciò si aggiungono i vincoli imposti all’autonomia tributaria, in particolare all’incremento delle aliquote Irap e dell’addizionale Irpef, le compartecipazioni che dovranno essere costituite a favore degli Enti locali (ovvero le entrate regionali che dovranno essere trasferite a Comuni, Province) e la suddivisione di fatto delle entrate per funzioni di spesa”.
Per misurare il livello attuale di autonomia finanziaria e i cambiamenti indotti dalla riforma l’Issirfa-Cnr ha adottato quattro indicatori: autosufficienza finanziaria, autonomia tributaria, autonomia di spesa ed efficacia del sistema di perequazione. “Ad oggi, per quanto riguarda l’autosufficienza finanziaria(percentuale di entrate provenienti dal proprio territorio)”, prosegue Buglione, “la media 2006–2009 per le regioni ordinarie è del 47,6%, con un valore più elevato al nord (55,1%), rispetto al centro (48,5%) e soprattutto al sud (32,9%). Un’ovvia conseguenza del fatto che le entrate geografiche pro capite sono direttamente correlate alla base imponibile, dunque alla ricchezza locale”. Anche l’autonomia tributaria, cioè il rapporto tra gettito dei tributi propri e totale entrate correnti, nell’VIII legislatura pari al 44%, risulta più elevata al nord (51,3%) che al centro (47,1%), che al sud (27,6%).
L’autonomia di spesa (entrate libere da vincoli di destinazione) nel periodo 2006 – 2009 ha rappresentato, in media, l’86,4% del totale delle entrate, un dato in crescita rispetto alla legislatura precedente di circa il 5% (nord 2,3%, sud 5,7% e centro 7,6%). “Ma le regioni devono garantire livelli essenziali di prestazioni (lep) fissati a livello nazionale, tra cui le prestazioni sanitarie che tra VII e VIII legislatura rappresentano il 78-80% dei bilanci delle regioni ordinarie”, spiega ancora il ricercatore. “Quindi l’autonomia effettiva di spesa delle regioni scende a circa il 20%. Tra l’altro, dopo la riforma, la sanità non sarà l’unica materia i cui livelli essenziali di prestazione saranno stabiliti dallo Stato”.
Infine il sistema di perequazione (ovvero il sistema statale che redistribuisce parte delle entrate fiscali alle regioni con entrate provenienti dal territorio insufficienti). I dati mostrano che tra le due legislature l’efficacia del sistema è aumentata e il divario nord-sud in termini di entrate correnti pro capite è sceso dal 9,2% al 5,5%. “Un’analisi approfondita indica però che questo risultato è dovuto al temporaneo incremento delle aliquote delle imposte regionali di alcune amministrazioni del Mezzogiorno, reso necessario proprio dagli ingenti deficit sanitari: infatti in questo periodo il gettito dei tributi propri è aumentato del 10,8% al nord e del 25,5% al sud”, conclude Buglione. “L’autonomia finanziaria che emerge dai bilanci delle regioni appare quindi superiore a quella effettiva”.
L’approccio agli attuali problemi sanitari territoriali richiede nuova mentalità, nuovi obiettivi, nuovi strumenti: è ancora lontana – nell’immaginario collettivo così come tra i medici – l’idea che i servizi sanitari territoriali debbano essere supportati e coordinati da un’organizzazione apposita, come già avviene negli ospedali con la Direzione Sanitaria.
Questo nuovo volume intende offrire un contributo nato dall’esperienza concreta sul campo: nell’ASL di Brescia si è sviluppata una “regia di sistema” dei servizi sanitari locali, mirata a prendere in carico tutti gli assistiti, con approccio globale, continuità delle cure, appropriatezza degli interventi e rispetto dei limiti economici. Tutto questo mediante la valorizzazione delle cure primarie e grazie alla partecipazione dei medici di famiglia.
I curatori C. Scarcella, Direttore Generale ASL Brescia,e F. Lonati, Direttore Dipartimento Cure Primarie, illustrano quanto emerso da questa esperienza, riportando concreti esempi attuativi, metodologie e strumenti di lavoro messi in atto nell’arco degli ultimi 10 anni, corredati da risultati documentati:
1.
LA MISSION DELLE CURE PRIMARIE NELLO SCENARIO DI TRASFERIMENTO DI COMPITI E FUNZIONI DALL’OSPEDALE AL TERRITORIO
Le origini del Servizio Sanitario Nazionale in Italia.
La nascita e lo sviluppo della Medicina Generale in Italia.
Il contesto professionale attuale dei Medici delle Cure Primarie.
Le prospettive di sviluppo per le Cure Primarie.
2.
GOVERNO CLINICO: DALLA “CLINICA DEL SINGOLO ASSISTITO” AD UNA “VISIONE DI SANITA’ PUBBLICA” PER LE CURE SANITARIE TERRITORIALI
Medici di Medicina Generale attori protagonisti del Governo Clinico. Audit clinico e confronto tra pari sulla base di indicatori misurabili e confrontabili.
Ritorni informativi personalizzati bidirezionali tra ASL E MMG, strumenti vincenti a supporto del Governo Clinico.
3.
UNA PROPOSTA DI CLASSIFICAZIONE ORGANIZZATIVA DEI PROBLEMI DI SALUTE NEL TERRITORIO
Presa in carico di tutte le richieste sanitarie di intervento e/o informazione 24/24 ore, 7/7 giorni.
Gestione razionale e sistematica degli assistiti affetti da malattie croniche ad elevata prevalenza.
Unitarietà e continuità di cura per i malati con bisogni assistenziali complessi.
4.
L’ASL CHE GOVERNA LA RETE LOCALE DEI SERVIZI SANITARI E SANITARIO-ASSISTENZIALI TERRITORIALI
L’ASL regista della rete locale dei servizi sanitari.
Ingredienti per una “strategia organizzativa di sistema” dei servizi sanitari territoriali.
Attori e ruoli nella rete locale dei servizi sanitari.
Il problema della compatibilità economica.
5.
UN SISTEMA INFORMATIVO INTEGRATO PERMANENTE PER LE CURE PRIMARIE FOCALIZZATO SULLE PATOLOGIE CRONICHE
Il monitoraggio del contesto territoriale e delle risorse disponibili.
Il monitoraggio delle attività territoriali rese agli assistiti e i relativi costi.
Il monitoraggio delle malattie croniche.
Un esempio applicativo: il monitoraggio, mediante la BDA, delle patologie croniche prese in carico nell’ASL di Brescia dal 2003 al 2008.
Il sistema informativo mirato ai malati con bisogni assistenziali complessi.
6.
GLI STRUMENTI DI GOVERNO PER LA GESTIONE DELLE PATOLOGIE CRONICHE AD ELEVATA PREVALENZA
Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) per la gestione integrata di malattie croniche ad elevata prevalenza. Disease management delle patologie croniche.
La formazione continua contestualizzata.
Ritorni informativi personalizzati e audit clinico, strumenti professionali a supporto del governo clinico.
I risultati ottenuti mediante il processo di Governo Clinico dei MMG con ritorni informativi personalizzati e confronto tra pari nei Gruppi di Miglioramento nell’ASL di Brescia.
Comparazione tra gli assistiti in carico a MMG con diverso livello di partecipazione al processo di Governo Clinico nell’ASL di Brescia.
7.
GLI STRUMENTI DI GOVERNO PER LA GESTIONE DEI MALATI CON BISOGNI ASSISTENZIALI COMPLESSI
L’articolazione organizzativa per garantire un piano di intervento personalizzato, globale e condiviso, per ciascun malato con bisogni assistenziali complessi.
Un esempio attuativo: la “gestione di sistema” per i malati con bisogni assistenziali complessi dell’ASL di Brescia.
Il coinvolgimento, la formazione ed il sostegno del caregiver familiare.
Le Malattie Rare (MR): accoglienza e risposte congruenti.
Un esempio applicativo: il CTMR – Centro Territoriale per le Malattie Rare dell’ASL di Brescia.
8.
NUOVI STRUMENTI CLINICI DA VALORIZZARE MEDIANTE UN’APPLICAZIONE AL SINGOLO ASSISTITO CON UNA POSOLOGIA PERSONALIZZATA: PROMOZIONE/PRESCRIZIONE DI STILI DI VITA ED EDUCAZIONE TERAPEUTICA
Il coinvolgimento attivo di tutti gli operatori sanitari locali nel promuovere stili di vita salutari durante lo svolgimento della propria attività.
La prescrizione degli stili di vita con posologia personalizzata.
L’educazione terapeutica.
Monitorare gli stili di vita adottati dagli assistiti e l’attività di promozione/prescrizione degli stessi da parte degli operatori sanitari.
Per ricevere subito GOVERNO CLINICO E CURE PRIMARIE
Maggioli Editore – Novità novembre 2010
Pagine 248
Per non dimenticare che fino a pochissimo tempo fa i malati, e in quanto tali bisognosi di cure, mentali, venivano segregati, e si buttava via la chiave, anzi la si teneva ben stretta: era il segno del comando. E per tenere bene a mente che l’istituzione – come la intendeva Franco Basaglia: gerarchica, spersonalizzante, totalizzante, antilibertaria, costrittiva, impositiva, che si attua anche nelle caserme, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle prigioni, nei lager – oggi non è incarnata solo dalle multinazionali farmaceutiche con le loro pillole “camicie di forza dell’anima”, ma anche da coloro che equivocano sul significato del termine follia e credono che, di fronte al disagio quotidiano, tutto si risolva con un “siamo tutti matti” o “i matti siamo noi”. Un equivoco pericoloso perché ha anche il torto di farci perdere di vista che l’unico modo di intendere, e perciò curare, alleviare il disagio, e predisporre a un minimo di vita sociale persone svantaggiate dalla natura – e, naturalmente, anche dall’ambiente in cui vivono e sono cresciute – è abbandonare ogni smisurata volontà di profitto, ma anche ogni ideologia. Il Diario, gli appunti, il promemoria sul quale Ascanio Celestini ha costruito il film con cui ha esordito nel cinema al festival di Venezia, La pecora nera – racconto evocativo delle storie dell’ospedale psichiatrico romano di Santa Maria della Pietà a Roma, nell’arco dei trent’anni che vanno dal 1975 al 2005 – annotando i punti salienti delle centinaia di interviste condotte sul campo (senza sentire i medici, che, quando non incompetenti, sono consapevoli e perciò ideologici), si apre sulla critica della società dei consumi, secondo il format di una narrazione compassionevole ma irridente, come è tipico di questo autore prima di tutto di monologhi teatrali ironici e sofferti sul mondo degli esclusi.
Tolstoj è morto, romanzo di Vladimir Pozner, edito per la prima volta in Francia nel 1935, e ora tradotto in Italia per Adelphi da Giuseppe Girimonti Greco, è uno di questi libri. Qui si parla, naturalmente, della morte del Padre del popolo russo con l’accento messo sulle reazioni e sugli sconvolgimenti che un evento del genere portò nel piccolo snodo ferroviario di Astapovo, dove lo scrittore fu fatto scendere dal treno che lo trasportava nella sua ultima disperata fuga dalle contraddizioni che connotavano tanto la sua vita quanto la sua opera. Durante la fuga il vecchio Tolstoj ebbe un malore, fu il prologo di una lunga agonia, a sua volta prologo della definitiva morte. Tutti questi passaggi, dal canto loro, furono invece l’antefatto di una storia nuova, quella della Russia contemporanea e con essa, quella del mondo contemporaneo.
In questo suo romanzo Pozner ha raccolto, fondendole in una narrazione unica e coerente, le reali testimonianze dell’epoca dell’avvenimento: le lettere dei diversi protagonisti, i dispacci delle autorità, i telegrammi dei giornalisti corrispondenti, le testimonianze dei prelati coinvolti nell’impossibile compito di far rientrare un uomo che per molti era già santo nei binari dell’ortodossia ecclesiastica. Tra una testimonianza e l’altra, Pozner ha riportato stralci del carteggio postumo di una vita coniugale ricostruita attraverso due visioni singolari, quella di Tolstoj da una parte e quella di sua moglie dall’altra. Così, alla cronaca della morte dello scrittore, Pozner ha affiancato e intercalato la cronaca del suo matrimonio, con tutti i suoi rancori, le sue incomprensioni, le sue normali e terribili contraddizioni.
Annuncio: è nata l’Accademia del Silenzio da un’idea di Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot. La nuova pagina destinata a questa nuova attività che si affianca a quella della Libera Università è all’indirizzo: http://www.lua.it/accademiasilenzio/
Ad Anghiari.
25-28 novembre – Scuola Mnemosine – Iniziano i percorsi avanzati Agorà e Ta eis heauton del percorso 2010-1011 – Primo laboratorio.
Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=1&id=1
25-26 novembre – Grosseto – Corso di formazione
26 novembre – Foligno – Presentazione laboratorio
26 novembre – Torino – Laboratori per la non violenza
1-2-3 dicembre – Bolzano – Seminario
4 dicembre – Caltagirone (CT) – Mostra da Atelier autobiografico
4 dicembre – Vittorio Veneto (TV) – Vite che si raccontano
Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative. http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html
Federalismo fiscale e rapporto Nord Sud di Luca Antonini (Docente presso l’Università degli Studi di Padova)
Per un nuovo patto sociale di Vladimiro Giacchè (Responsabile della funzione affari generali di Sator Spa)
La competitività tricolore “vista da lontano” – oltre il dualismo Nor/Sud di Andrea Goldstein (Senior economist presso l’OECD development centre)
In attesa della riforma fiscale di Gilberto Muraro (Docente presso l’Università degli Studi di Padova)
Le tre promesse del federalismo di Francesco Ramella (Docente presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”)
L’urgenza di un nuovo patto sociale di Giorgio Vittadini (Presidente della Fondazione per la sussidiarietà)
Editoriale
di Auro Palomba
Se il nostro mondo della politica per qualche momento si astraesse dalle baruffe chiozzotte che ne scandiscono i tempi e i nostri leader si fermassero, respirassero e prendessero insieme un ascensore per guardare le cose dall’alto, probabilmente si renderebbero conto che la maggior parte di loro ha in mente la stessa ricetta.
Il nostro paese sta attraversando un crinale difficilissimo, come se fosse attratto in direzioni opposte da calamite poste ai lati della strada. Con un obiettivo ormai improcrastinabile: diventare un Paese normale. Un Paese dove pagare le tasse è un dovere ma anche un obbligo etico e sociale, un Paese dove se si percepisce uno stipendio è a fronte di una reale prestazione. Sembra ovvio, e probabilmente lo è nella maggior parte dei paesi con cui ci interfacciamo e confrontiamo. Da noi no.
Se i signori della politica, una volta scesi dall’ascensore, capissero che l’unica strada è spiegare che la ricetta esiste e che è necessaria per curare il malato, forse toccherebbero una di quelle corde che fanno sì che gli italiani quando vengono pungolati e di fronte a traguardi che sembrano irraggiungibili diano il meglio di sé.
La ricetta, quindi, prevede due sole mosse: far sì che la parte più ricca del Paese (e comunque anche i molti che non lo fanno nelle parti considerate meno affluenti) paghino un giusto livello di tasse; far sì che i soldi versati allo Stato non vengano buttati via nelle parti più povere (ma non solo lì) inventandosi posti di lavoro dove non ce n’è bisogno e soprattutto non vengano drenati da corruzione e malavita.
Un nuovo patto sociale, dove chi ha di più dà una parte di quello che ha (ma deve essere una parte logica, non illogica) per investire (non per elemosinare) e far sì che anche il resto del paese imbocchi un meccanismo virtuoso.
Crediamo che di fronte a questa prospettiva ognuno di noi sarebbe contento di pagare le proprie tasse e si vergognerebbe se non lo facesse, e chi invece le riceve vorrebbe dedicare il proprio tempo ad attività che portino un valore aggiunto, per sé e per il Paese. E in pochi anni probabilmente questo meccanismo di solidarietà sarebbe sostituito da un uno virtuoso di competitività interna, dove l’unica variabile sarebbe il merito o il talento e non più la provenienza geografica o il censo.
Vuoi essere avvertito quando esce un nuovo numero della Newsletter mensile del Centro Studi? Allora manda una e-mail all’indirizzo docum.cs@gruppoabele.org con oggetto: ISCRIVIMI.
Con questa newsletter vogliamo rendervi partecipi di un importante avvenimento per il nostro gruppo.
Grazie alla splendida collaborazione di Sandra Hiralal siamo riusciti a realizzare un video professionale su uno dei temi fondamentali per il nostro paese: l’immigrazione.
Il video e’ tratto da una nostra analisi sull’immigrazione in Italia fatta circolare alcuni mesi fa.
In questo modo speriamo di essere ancora più chiari e diretti nella nostra analisi e di fare in modo che informarsi sia anche piacevole. Vi invitiamo a guardare il video e a diffonderlo fra i vostri contatti.
In Italia molti parlano di immigrazione, ma la conoscenza generale del fenomeno passa spesso attraverso una serie di idee preconcette e casi di cronaca non rappresentativi, sebbene a forte impatto mediatico.
L’analisi del video, riprendendo i dati di molti studi svolti sul tema dell’immigrazione, cerca di rispondere ad alcune importanti domande che spesso ci si pone:
E’ corretto dire che gli immigrati rubano il lavoro agli italiani e ne fanno abbassare i salari?
L’immigrazione contribuisce ad aumentare la criminalità?
Speriamo così di contribuire al dibattito in corso e al chiarimento di una questione di fondo: “L’immigrazione in Italia è una risorsa o una minaccia?”
Legislazione sociale e sanitaria. La normativa nazionale
Martedì 1 febbraio 2011
Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nazionale
Martedì 8 febbraio 2011
Legislazione sociale e sanitaria. La normativa nelle Marche
Martedì 15 febbraio 2011
Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nelle Marche
Obiettivi e Contenuti del Corso. Presentare la normativa nazionale e della regione Marche in tema di sanità e assistenza sociale e analizzare la legislazione regionale riguardante i servizi sociosanitari. In particolare si cercherà di verificare le disposizioni normative riguardo gli interventi rivolti a quei soggetti che necessitano in maniera temporanea o permanente del sistema dei servizi.
Destinatari. Il corso è rivolto a tutti coloro che lavorano a vario titolo all’interno del sistema dei servizi sanitari e sociali.
Docenti. Franco Pesaresi, Direttore Asur Zona 4 Senigallia; Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà.
Note tecniche. Il corso si svolgerà a Moie di Maiolati Spontini, via Fornace 23 (biblioteca comunale, sala J. Lussu), dalle ore 15.00 alle 18.00. Si rilascia attestato di frequenza.
Iscrizioni. Il numero massimo di partecipanti previsto è di 25. Il costo di partecipazione è di 80 euro (Studenti in regola con l’iscrizione: 60 euro) da versare su ccp 10878601 intestato a Gruppo Solidarietà – Castelplanio. L’iscrizione verrà registrata al momento dell’avvenuto versamento (inviare ricevuta). Prima di effettuare il versamento accertarsi che ci siano posti disponibili.
Sono compresi con l’iscrizione i volumi del Gruppo Solidarietà; I dimenticati. Politiche e servizi per i soggetti deboli nelle Marche,2010, p. 112, euro 11.50; Dalla riforma dei servizi sociali ai livelli essenziali di assistenza, 2002, p. 112, euro 9.00).
Per informazioni: Gruppo Solidarietà, Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel e fax 0731-703327, e-mail grusol@grusol.it - www.grusol.it
TUTTI davanti alla televisione questa sera, lunedì 29 novembre, a guardare l’ultima puntata di VIENI VIA CON ME.
E’ un’ importante occasione per fare un piccolo gesto, che può diventare un grande segnale:
per dire che questa Italia non è completamente assopita e indifferente al suo degrado e vuole dire basta,
per dimostrare alla Rai, con un picco di audience, che questi programmi vanno incentivati, che la cultura in tv è possibile e seguita
perché Fazio e Saviano e gli altri autori e chi ha partecipato ci ha messo la faccia, per dire a loro che il loro sforzo è condiviso e
apprezzato per dire a chi spera che tutto torni nel silenzio che gli italiani vogliono continuare, anzi ricominciare,a prendersi cura del proprio paese per dire ai politici che gli italiani ne hanno abbastanza delle loro beghe di casta, che esigono un rinnovamento
SE SAREMO 15, 20 MILIONI DAVANTI ALLA TV, AVREMO DATO UN GRANDE SEGNALE ALLA POLITICA
E’ un piccolo gesto, ma Fazio e Saviano se lo meritano. E se lo merita anche l’Italia che vuole fermare il degrado
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Le cooperative sociali di Legacoop Emilia-Romagna hanno iniziato nei mesi scorsi un percorso di riflessione e formazione sulle radici e il futuro della cooperazione sociale. Il primo incontro è stato con Stefano Zamagni, economista, presidente dell’Agenzia delle Onlus. Il tutto si è svolto a Ferrara, su un battello di una cooperativa sociale in navigazione sul Po.
Il secondo incontro si è svolto nei giorni scorsi alla Pietra di Bismantova, con base all’Agriturismo Il Ginepro, gestito dall’omonima cooperativa sociale, e con modalità del tutto insolite. Il tema del seminario è stato “Narrare il cammino della cooperazione sociale in Emilia-Romagna” e l’interlocutore Duccio Demetrio
Ginevra – Via libera alla legge che regola l’espulsione degli stranieri responsabili di gravi reati, proposta dal partito della destra populista Unione di centro (Udc) di Cristoph Blocher. La Svizzera ha detto sì al referendum approvando la nuova legge con il 52,9% delle preferenze.
Per il governo e per i grandi partiti che avevano fatto campagna contro la proposta dell’Udc/Svp si tratta di una grave sconfitta. Il sì al testo contro gli stranieri criminali è tuttavia un sì meno convinto di quel clamoroso e inatteso 57,5% di consensi registrato un anno fa dal referendum sul divieto di costruire nuovi minareti, sostenuto anche allora dall’Udc/Svp contro tutti.
L’iniziativa approvata introduce nella Costituzione un articolo che stabilisce la revoca automatica del diritto di soggiorno a tutti gli stranieri condannati, con sentenza passata in giudicato, per aver commesso reati quali omicidio, rapina, traffico di esseri umani, stupri, effrazione e altri reati violenti. Saranno puniti da espulsione anche gli stranieri colpevoli di “percepito abusivamente” prestazioni dell’assistenza sociale o di assicurazioni sociali. Il divieto di entrata varia dai 5 ai 15 anni, fino a 20 per i recidivi.
Spetterà ora al parlamento elaborare la legge di applicazione.
Bassam Tibi distingue nettamente tra fondamentalismo islamico e terrorismo islamico: non tutti i fondamentalisti sono necessariamente violenti. Tuttavia, sottolinea, tutti i fondamentalisti mirano a una trasformazione in senso islamico della società e il loro progetto non si limita alla “umma” – alla comunità – a cui essi appartengono. In questo senso la loro ideologia non è puramente religiosa – e nemmeno può esserlo, proprio perché, fondando non soltanto la rivelazione religiosa ma anche tutto il sapere (e quindi anche la scienza) sul Corano, non conosce separazione tra sfera religiosa e sfera politica, non conosce il concetto di “secolarismo” o di “laicità”. E se è vero che non tutti i musulmani sono fondamentalisti, Tibi non nega che l’atmosfera e la mentalità diffuse nei paesi musulmani hanno una forte coloritura fondamentalista. Il fondamentalismo, nelle sue forme odierne, è un fenomeno relativamente recente, che si è affermato sempre di più a partire dagli anni settanta, per opera soprattutto dei “Fratelli Musulmani” di al-Banna, dell’influsso di Sayyid Qutb o di esegeti come al-Qaradawi. Secondo Bassam Tibi è la reazione aggressiva dell’islam alla modernità ed è segno della sua incapacità di compiere quel processo di razionalizzazione dell’universo compiuta dall’illuminismo. Soprattutto in occasione della guerra con Israele nel 1967, il mondo arabo-islamico si è scontrato con la realtà della sconfitta: questo fatto, invece di provocare una riflessione su di sé in senso illuministico, l’ha mandato in una sorta di cortocircuito.
La Terra ha quattro miliardi di anni, l’uomo ha cominciato a conquistarla e a dominarla duecentomila anni fa ed è dal 1950 che sono state provocate le più radicali alterazionisugli equilibri che si sono lentamente formati nel corso delle precedenti ere temporali.
La questione fondamentale dei prossimi decenni è riassunta in questa domanda: vogliamo invertire la rotta e salvare il nostro habitat?
Il recente film Home, La nostra terra, attraverso la bellezza delle immagini riprese dall’alto, narra in irripetibile forma visiva la vicenda evolutiva prima riassunta e flebilmente sostiene che è ancora possibile.
C’è dunque da riporre fiducia nelle Green Economies, ossia nelle economie che usano con efficienza le energie e le materie prime e che sono capaci di intervenire sugli ecosistemi senza danneggiarli.
In fondo, si tratta di tornare alle origini e ai valori della stessa “economia” la cui radice etimologica è amministrazione della casa.
se è vero ciò che sostiene la ricerca inglese di cui abbiamo parlato, ossia che i figli unici sono più felici, possiamo tranquillamente asserire che l’Italia è il Paese con i bambini più contenti e soddisfatti della propria vita, a livello europeo.
Stando ai dati diffusi dall’Istat, infatti, ben il 46,5% delle coppie italiane si ferma ad un solo bambino, contro il 43% dei nuclei famigliari con 2 figli e il misero 10,5% delle famiglie con 3 o più pargoli.
Secondo un’inchiesta condotta da Repubblica, dietro questa vera e propria rivoluzione demografica ci sarebbero le più svariate motivazioni, ma in pochissimi casi la scelta è dovuta ad un reale desiderio di avere un solo figlio: ben l’80% delle coppie che si appresta a formare una famiglia, infatti, dichiara di volere due o più bambini, ma poi ci si accontenta di uno.
Perché? Come anticipato, per i demografi e i sociologi le ragioni sono molteplici, dalla mancanza di aiuti dallo Stato, all’offerta insufficiente di servizi, dall’età media per il primo figlio che si alza sempre di più, alla paura di non riuscire a provvedere, anche in termini materiali, a tutti i bisogni di un figlio
“Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”
Istituto Geriatrico “P. Redaelli”
Sala Convegni Centro Riabilitativo
Giovanni Paolo II
Viale Caterina Da Forlì 55/57 – Milano
Presentazione
La RSA è in Lombardia una realtà geriatrica diffusa e consistente, più che in ogni altra regione italiana.
Queste strutture stanno vivendo un periodo di trasformazione da diversi punti di vista, a causa di:
necessità di rispondere ai cambiamenti della popolazione cui si rivolgono che è di età sempre più avanzata, con il corollario di fragilità medica e sociale che questo inevitabilmente comporta, se pensiamo che sono i 90enni la popolazione che più cresce nelle residenze
presenza di comorbosità e instabilità clinica che rende necessaria una attività di cura non episodica e puntuale, ma continua e con capacità di iniziativa e programmazione per il sostegno della salute dei residenti
grandissimo aumento delle persone con demenza, che sta ponendo problemi nuovi e inusitati alle strutture e a chi le gestisce: da una parte si interrompe il rapporto lineare fra perdita di capacità motorie e necessità assistenziali, dall’altra aumenta di importanza il “tempo di sorveglianza” rispetto al tempo di assistenza.
Inoltre vanno considerate:
l’introduzione di compiti del tutto nuovi per esigenze particolari, specie per le grandi città, come la cura delle persone in stato vegetativo
le ristrettezze economiche per cui, di fronte a maggiori necessità e bisogni, non vi è stato un corrispondente aumento dei finanziamenti.
Con questo convegno la SIGG intende iniziare una riflessione approfondita e rigorosa sui problemi posti dalla attività geriatrica nelle RSA lombarde, in ciò ponendosi anche un obiettivo di possibile alleanza fra chi ha compiti di analisi tecnico scientifica della realtà assistenziale delle residenze e chi ne ha la responsabilità gestionale istituzionale.
RELATORI
Dottor Roberto D’Angelo
Direttore Medico Istituto Geriatrico
“P.Redaelli”-Milano
Professoressa Carla Facchini
Univ. degli Studi di Milano-Bicocca – facoltà di sociologia
Professor Giorgio Annoni
Univ.degli Studi di Milano-Bicocca – Scuola di specializzazione in geriatria
Dottor Antonio Guaita
Direttore Fondazione “Golgi-Cenci”; Presidente
SIGG-Sezione Lombarda
Dottor Fabrizio Giunco
Direttore Sanitario Centro Geriatrico Polifunzionale
San Pietro – Monza
Dottoressa Mariella Zanetti
Centro Geriatrico Polifunzionale San Pietro – Monza
Dottoressa Francesca Arenare
Istituto Redaelli- Milano
Professor Marco Trabucchi
Presidente AIP ; Direttore scientifico Gruppo di Ricerca Geriatrica – Brescia
Dottor Gianbattista Guerrini
Direttore Generale esanitario Servizi residenziali e
semi residenziali per anziani – Brescia
Professor Cristiano Gori
Istituto di Ricerca Sociale; Univ. Cattolica;
London School of Economics
Professor Giovanni Ricevuti
Univ. degli Studi di Pavia -
Divisione di Geriatria – ASP – IDR S.Margherita
Dottoressa RosellaPetrali
Asessorato Famiglia e Politiche sociali, Regione
Lombardia
Cav. di Gran Croce Rodolfo Masto
Presidente A.S.P. “Golgi-Redaelli”
Dottoressa Anna Castaldo
Responsabileformazione e URP
Piccolo Cottolengo - Don Orione – Milano
Dottor Sergio Locatelli
Direttore sanitario Argento Vivo SpA.
Dottor Michele Zani
Formatore presso G.R.G. – Brescia
Dottoressa Chiara Cutaia
Nucleo Alzheimer Istituto Golgi
PROGRAMMA
Ore 8.30
Registrazione partecipanti
Ore 8.45
Saluto delle autorità
Introduzione al convegno
R. D’Angelo
Ore 9.00
La famiglia come sostegno per l’anziano
non autosufficiente all’epoca della globalizzazione e della crisi economica
C. Facchini
Ore 10.00
I nuovi ruoli per le RSA
Moderatori: G. Annoni; A. Guaita
Gli stati vegetativi
F. Giunco
M. Zanetti
RSA e Cure di Fine Vita
F. Arenare
ore 11.00
Coffee break
Ore 11.30
Tavola Rotonda
La presenza e l’evoluzione delle RSA
in Lombardia
Moderatore: M. Trabucchi
Partecipanti:
G. Guerrini -Gli ultimi 5 anni
C. Gori – Quali politiche per le RSA
G. Ricevuti – Problemi di cura sanitaria in RSA
R. Petrali – Quantità e qualità nelle RSA Lombarde
R. Masto – I problemi della gestione
Ore 13.00
Pausa Pranzo
Ore 14.00
Le Sindromi Geriatriche
Moderatori: A. Castaldo; S. Locatelli
L’incontinenza, una sindrome
paradigmatica in RSA
M. Zani
Trattamento dei disturbi del comportamento in RSA e nei reparti Alzheimer
C. Cutaia
Ore 15.00
Conclusioni
A. Guaita
Ore 15.30
Compilazione test di apprendimento
Scheda di iscrizione al convegno
(da compilarsi in stampatello in ogni sua parte)
“Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”
Sabato 11 dicembre 2010 ore 8,30/16,30
presso
Sala Convegni – Centro Riabilitativo Giovanni Paolo II
V.le Caterina da Forlì 55/57 – Milano
Segreteria Organizzativa:
Clara Angeleri
Istituto Golgi – Abbiategrasso
Telefono: 0294852901 (da lunedì a venerdì ore 9,00/12,30-13,30/16,30)
Ente di appartenenza …………………………………………..…………………………………………..
L’iscrizione al Convegno è gratuita.
Data, …………………………………… Firma ……………………………………………………
Con riferimento al D.Lgs. 196/2003, si autorizza A.S.P. “Golgi – Redaelli” al trattamento dei dati personali, per le finalità strettamente funzionali alla gestione di rapporto. La consultazione, modifica o cancellazione dei dati potrà avvenire scrivendo a:
Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni
standard di Comuni, Citta' metropolitane e Province. (10G0240)
Vigente al: 21-01-2011
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76, 87, quinto comma, 117 e 119 della
Costituzione;
Vista la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante delega al Governo in
materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della
Costituzione ed, in particolare, gli articoli 2, comma 2, lettera f),
11, comma 1, lettera b), 13, comma 1, lettere c) e d), 21, commi 1,
lettere c) ed e), 2, 3 e 4, nonche' 22, comma 2, relativi al
finanziamento delle funzioni di Comuni, Citta' metropolitane e
Province;
Visto l'accordo in materia di mutua collaborazione per la
determinazione dei fabbisogni standard per il finanziamento delle
funzioni fondamentali e dei relativi servizi di Comuni, Province e
Citta' metropolitane sancito il 15 luglio 2010, in sede di Conferenza
Stato-Citta' ed autonomie locali, tra l'Associazione Nazionale dei
Comuni Italiani-ANCI e l'Unione delle Province d'Italia-UPI ed il
Ministero dell'economia e delle finanze;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 luglio 2010;
Vista l'intesa sancita in sede di Conferenza unificata ai sensi
dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella
riunione del 29 luglio 2010;
Visti il parere della Commissione parlamentare per l'attuazione del
federalismo fiscale di cui all'articolo 3 della legge 5 maggio 2009,
n. 42, e i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per le
conseguenze di carattere finanziario della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 novembre 2010;
Sulla proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, del
Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la
semplificazione normativa e del Ministro per i rapporti con le
regioni e per la coesione territoriale, di concerto con il Ministro
dell'interno e con il Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1
Oggetto
1. Il presente decreto e' diretto a disciplinare la determinazione
del fabbisogno standard per Comuni e Province, al fine di assicurare
un graduale e definitivo superamento nei loro riguardi del criterio
della spesa storica.
2. I fabbisogni standard determinati secondo le modalita' stabilite
dal presente decreto costituiscono il riferimento cui rapportare
progressivamente nella fase transitoria, e successivamente a regime,
il finanziamento integrale della spesa relativa alle funzioni
fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni, fermo
restando che, ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettera d), della
legge 5 maggio 2009, n. 42, ai fini del finanziamento integrale, il
complesso delle maggiori entrate devolute e dei fondi perequativi non
puo' eccedere l'entita' dei trasferimenti soppressi. Fino a nuova
determinazione dei livelli essenziali in virtu' della legge statale,
sono livelli essenziali quelli gia' fissati in base alla legislazione
statale vigente.
3. Fermi restando i vincoli stabiliti con il patto di stabilita'
interno, dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori
oneri per il bilancio dello Stato oltre a quelli stabiliti dalla
legislazione vigente.
Art. 2
Obiettivi di servizio
1. Conformemente a quanto previsto dalla legge 5 maggio 2009, n.
42, il Governo, nell'ambito del disegno di legge di stabilita' ovvero
con apposito disegno di legge collegato alla manovra di finanza
pubblica, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi
appositamente individuati da parte della decisione di finanza
pubblica, previo confronto e valutazione congiunta in sede di
Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della
finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza dei
costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo, nonche'
un percorso di convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli
essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali di cui
all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione.
Il monitoraggio degli obiettivi di servizio e' effettuato in sede di
Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, da
istituire ai sensi dell'articolo 5 della citata legge n. 42 del 2009.
2. Ai fini di cui al comma 1, il Governo tiene conto delle
informazioni e dei dati raccolti, ai sensi dell'articolo 4, sulle
funzioni fondamentali effettivamente esercitate e i servizi resi o
non resi, in tutto o in parte, da ciascun ente locale. Tiene altresi'
conto dell'incrocio tra i dati relativi alla classificazione
funzionale delle spese e quelli relativi alla classificazione
economica.
3. Gli obiettivi di servizio sono stabiliti in modo da garantire il
rispetto della tempistica di cui ai commi 4 e 5.
4. L'anno 2012 e' individuato quale anno di avvio della fase
transitoria comportante il superamento del criterio della spesa
storica.
5. La fase transitoria si struttura secondo la seguente modalita' e
tempistica:
a) nel 2011 verranno determinati i fabbisogni standard, che
entreranno in vigore nel 2012, riguardo ad almeno un terzo delle
funzioni fondamentali di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e
b), del presente decreto, con un processo di gradualita' diretto a
garantire l'entrata a regime nell'arco del triennio successivo;
b) nel 2012 verranno determinati i fabbisogni standard, che
entreranno in vigore nel 2013, riguardo ad almeno due terzi delle
funzioni fondamentali di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e
b), del presente decreto, con un processo di gradualita' diretto a
garantire l'entrata a regime nell'arco del triennio successivo;
c) nel 2013 verranno determinati i fabbisogni standard, che
entreranno in vigore nel 2014, riguardo a tutte le funzioni
fondamentali di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), del
presente decreto, con un processo di gradualita' diretto a garantire
l'entrata a regime nell'arco del triennio successivo.
Art. 3
Funzioni fondamentali e classificazione delle relative spese
1. Ai fini del presente decreto, fino alla data di entrata in
vigore della legge statale di individuazione delle funzioni
fondamentali di Comuni, Citta' metropolitane e Province, le funzioni
fondamentali ed i relativi servizi presi in considerazione in via
provvisoria, ai sensi dell'articolo 21 della 5 maggio 2009, n. 42,
sono:
a) per i Comuni:
1) le funzioni generali di amministrazione, di gestione e di
controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come
certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di
entrata in vigore della legge 5 maggio 2009, n. 42;
2) le funzioni di polizia locale;
3) le funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi
per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione,
nonche' l'edilizia scolastica;
4) le funzioni nel campo della viabilita' e dei trasporti;
5) le funzioni riguardanti la gestione del territorio e
dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia
residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonche' per il
servizio idrico integrato;
6) le funzioni del settore sociale;
b) per le Province:
1) le funzioni generali di amministrazione, di gestione e di
controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come
certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di
entrata in vigore della legge 5 maggio 2009, n. 42;
2) le funzioni di istruzione pubblica, ivi compresa l'edilizia
scolastica;
3) le funzioni nel campo dei trasporti;
4) le funzioni riguardanti la gestione del territorio;
5) le funzioni nel campo della tutela ambientale;
6) le funzioni nel campo dello sviluppo economico relative ai
servizi del mercato del lavoro.
Art. 4
Metodologia per la determinazione dei fabbisogni standard
1. Il fabbisogno standard, per ciascuna funzione fondamentale e i
relativi servizi, tenuto conto delle specificita' dei comparti dei
Comuni e delle Province, e' determinato attraverso:
a) l'identificazione delle informazioni e dei dati di natura
strutturale e contabile necessari, acquisiti sia da banche dati
ufficiali esistenti sia tramite rilevazione diretta con appositi
questionari da inviare ai Comuni e alle Province, anche ai fini di
una riclassificazione o integrazione delle informazioni contenute nei
certificati contabili;
b) l'individuazione dei modelli organizzativi e dei livelli
quantitativi delle prestazioni, determinati sulla base di un sistema
di indicatori in relazione a ciascuna funzione fondamentale e ai
relativi servizi;
c) l'analisi dei costi finalizzata alla individuazione di quelli
piu' significativi e alla determinazione degli intervalli di
normalita';
d) l'individuazione di un modello di stima dei fabbisogni
standard sulla base di criteri di rappresentativita' attraverso la
sperimentazione di diverse tecniche statistiche;
e) la definizione di un sistema di indicatori, anche in
riferimento ai diversi modelli organizzativi ed agli obiettivi
definiti, significativi per valutare l'adeguatezza dei servizi e
consentire agli enti locali di migliorarli.
2. Il fabbisogno standard puo' essere determinato con riferimento a
ciascuna funzione fondamentale, ad un singolo servizio o ad aggregati
di servizi, in relazione alla natura delle singole funzioni
fondamentali e tenendo presenti le esclusioni previste dalla legge 5
maggio 2009, n. 42.
3. La metodologia dovra' tener conto delle specificita' legate ai
recuperi di efficienza ottenuti attraverso le unioni di Comuni,
ovvero le altre forme di esercizio di funzioni in forma associata.
4. Il fabbisogno standard e' fissato anche con riferimento ai
livelli di servizio determinati in base agli indicatori di cui al
comma 1, lettera e).
Art. 5
Procedimento di determinazione dei fabbisogni standard
1. Il procedimento di determinazione del fabbisogno standard si
articola nel seguente modo:
a) la Societa' per gli studi di settore-Sose s.p.a., la cui
attivita', ai fini del presente decreto, ha carattere esclusivamente
tecnico, predispone le metodologie occorrenti alla individuazione dei
fabbisogni standard e ne determina i valori con tecniche statistiche
che danno rilievo alle caratteristiche individuali dei singoli Comuni
e Province, conformemente a quanto previsto dall'articolo 13, comma
1, lettera d), della legge 5 maggio 2009, n. 42, utilizzando i dati
di spesa storica tenendo conto dei gruppi omogenei e tenendo altresi'
conto della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma
associata, considerando una quota di spesa per abitante e tenendo
conto della produttivita' e della diversita' della spesa in relazione
all'ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con
particolare riferimento al livello di infrastrutturazione del
territorio, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 21 e 22 della
legge 5 maggio 2009, n. 42, alla presenza di zone montane, alle
caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei predetti
diversi enti, al personale impiegato, alla efficienza, all'efficacia
e alla qualita' dei servizi erogati nonche' al grado di soddisfazione
degli utenti;
b) la Societa' per gli studi di settore-Sose s.p.a. provvede al
monitoraggio della fase applicativa e all'aggiornamento delle
elaborazioni relative alla determinazione dei fabbisogni standard;
c) ai fini di cui alle lettere a) e b), la Societa' per gli studi
di settore-Sose s.p.a. puo' predisporre appositi questionari
funzionali a raccogliere i dati contabili e strutturali dai Comuni e
dalle Province. Ove predisposti e somministrati, i Comuni e le
Province restituiscono per via telematica, entro sessanta giorni dal
loro ricevimento, i questionari compilati con i dati richiesti,
sottoscritti dal legale rappresentante e dal responsabile economico
finanziario. La mancata restituzione, nel termine predetto, del
questionario interamente compilato e' sanzionato con il blocco, sino
all'adempimento dell'obbligo di invio dei questionari, dei
trasferimenti a qualunque titolo erogati al Comune o alla Provincia e
la pubblicazione sul sito del Ministero dell'interno dell'ente
inadempiente. Agli stessi fini di cui alle lettere a) e b), anche il
certificato di conto consuntivo di cui all'articolo 161 del testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modificazioni, contiene i dati necessari per il calcolo
del fabbisogno standard;
d) tenuto conto dell'accordo sancito il 15 luglio 2010, in sede
di Conferenza Stato-Citta' ed autonomie locali, tra l'Associazione
nazionale dei Comuni Italiani-ANCI e l'Unione delle Province
d'Italia-UPI ed il Ministero dell'economia e delle finanze, per i
compiti di cui alle lettere a), b) e c) del presente articolo, la
Societa' per gli studi di settore-Sose s.p.a. si avvale della
collaborazione scientifica dell'Istituto per la finanza e per
l'economia locale-IFEL, in qualita' di partner scientifico, che
supporta la predetta societa' nella realizzazione di tutte le
attivita' previste dal presente decreto. In particolare, IFEL
fornisce analisi e studi in materia di contabilita' e finanza locale
e partecipa alla fase di predisposizione dei questionari e della loro
somministrazione agli enti locali; concorre allo sviluppo della
metodologia di calcolo dei fabbisogni standard, nonche' alla
valutazione dell'adeguatezza delle stime prodotte; partecipa
all'analisi dei risultati; concorre al monitoraggio del processo di
attuazione dei fabbisogni standard; propone correzioni e modifiche
alla procedura di attuazione dei fabbisogni standard, nonche' agli
indicatori di fabbisogni fissati per i singoli enti. IFEL, inoltre,
fornisce assistenza tecnica e formazione ai Comuni e alle Province;
la Societa' per gli studi di settore-Sose s.p.a puo' avvalersi
altresi' della collaborazione dell'ISTAT per i compiti di cui alle
lettere a), b) e c) del presente articolo;
e) le metodologie predisposte ai sensi della lettera a) sono
sottoposte, per l'approvazione, ai fini dell'ulteriore corso del
procedimento, alla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione
del federalismo fiscale ovvero, dopo la sua istituzione, alla
Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica; in
assenza di osservazioni, le metodologie si intendono approvate
decorsi quindici giorni dal loro ricevimento. La Commissione tecnica
paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale ovvero, dopo la
sua istituzione, la Conferenza permanente per il coordinamento della
finanza pubblica segue altresi' il monitoraggio della fase
applicativa e l'aggiornamento delle elaborazioni di cui alla lettera
b). I risultati predisposti con le metodologie di elaborazione di cui
alle lettere precedenti sono trasmessi dalla Societa' per gli studi
di settore-Sose s.p.a. ai Dipartimenti delle finanze e,
successivamente, della Ragioneria generale dello Stato del Ministero
dell'economia e delle finanze, nonche' alla Commissione tecnica
paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale ovvero, dopo la
sua istituzione, alla Conferenza permanente per il coordinamento
della finanza pubblica;
f) i dati raccolti ed elaborati per le attivita' di cui al
presente articolo confluiscono nella banca dati delle amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n.
196, nonche' in quella di cui all'articolo 5 della legge 5 maggio
2009, n. 42.
Art. 6
Pubblicazione dei fabbisogni standard
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sono adottati la nota metodologica relativa alla procedura
di calcolo di cui agli articoli precedenti e il fabbisogno standard
per ciascun Comune e Provincia, previa verifica da parte del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero
dell'economia e delle finanze, ai fini del rispetto dell'articolo 1,
comma 3. Sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri e' sentita la Conferenza Stato-citta' e autonomie locali.
Decorsi quindici giorni, lo schema e' comunque trasmesso alle Camere
ai fini dell'espressione del parere da parte della Commissione
bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale e da parte delle
Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere
finanziario. Lo schema di decreto e' corredato da una relazione
tecnica redatta ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, che ne evidenzia gli effetti finanziari.
Decorsi quindici giorni dalla trasmissione alle Camere da parte del
Governo, il decreto puo' essere comunque adottato, previa
deliberazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, ed e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Il Governo, se non intende
conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette alle Camere una
relazione con cui indica le ragioni per le quali non si e' conformato
ai citati pareri. Ciascuno dei decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri recante determinazione dei fabbisogni standard per
Comuni e Province indica in allegato gli elementi considerati ai fini
di tale determinazione.
2. Al fine di garantire la verifica di cui al comma 1, il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, secondo le proprie competenze, partecipa
direttamente alle attivita' di cui all'articolo 5.
3. Ciascun Comune e Provincia da' adeguata pubblicita' sul proprio
sito istituzionale del decreto di cui al comma 1, nonche' attraverso
le ulteriori forme di comunicazione del proprio bilancio.
Art. 7
Revisione a regime dei fabbisogni standard
1. Al fine di garantire continuita' ed efficacia al processo di
efficientamento dei servizi locali, i fabbisogni standard vengono
sottoposti a monitoraggio e rideterminati, non oltre il terzo anno
successivo alla loro precedente adozione, con le modalita' previste
nel presente decreto.
2. Le relative determinazioni sono trasmesse, dal momento della sua
istituzione, alla Conferenza permanente per il coordinamento della
finanza pubblica di cui all'articolo 5 della legge 5 maggio 2009, n.
42, che si avvale della Commissione tecnica paritetica per
l'attuazione del federalismo fiscale.
Art. 8
Disposizioni finali ed entrata in vigore
1. I fabbisogni standard delle Citta' metropolitane, una volta
costituite, sono determinati, relativamente alle funzioni
fondamentali per esse individuate ai sensi dell'articolo 23, comma 6,
lettere e) e f), della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive
modificazioni, secondo le norme del presente decreto, in quanto
compatibili.
2. Fermo restando il rispetto degli obiettivi di servizio e di
erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, la differenza
positiva, eventualmente realizzata in ciascun anno finanziario, fra
il fabbisogno standard come determinato ai sensi del presente decreto
e la spesa effettiva cosi' come risultante dal bilancio dell'ente
locale, e' acquisita dal bilancio dell'ente locale medesimo. Nel caso
di esercizio delle funzioni in forma associata, la differenza
positiva di cui al primo periodo e' ripartita fra i singoli enti
partecipanti in ragione degli oneri e degli obblighi gravanti su
ciascuno di essi in base all'atto costitutivo.
3. La Societa' per gli studi di settore-Sose s.p.a. e l'Istituto
per la finanza e per l'economia locale-IFEL provvedono alle attivita'
di cui al presente decreto nell'ambito delle rispettive risorse.
4. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 27 della legge 5
maggio 2009, n. 42, ed in particolare in ordine alle competenze e al
rispetto dei tempi ivi previsti, il presente decreto legislativo non
si applica agli enti locali appartenenti ai territori delle Regioni a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
5. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 26 novembre 2010
NAPOLITANO
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Bossi, Ministro per le riforme per il
federalismo
Calderoli, Ministro per la
semplificazione normativa
Fitto, Ministro per i rapporti con le
regioni e per la coesione
territoriale
Maroni, Ministro dell'interno
Brunetta, Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione
Visto, il Guardasigilli: Alfano
Disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica, Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, non chè delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario
Di questi giorni cito solo un paio di notizie. La prima non riguarda direttamente l’Europa o l’Occidente, ma potrebbe annunciarne il futuro. In Pakistan esiste una legge anti-blasfemia che prevede, almeno nominalmente, la condanna a morte del blasfemo. E’ evidente che non è una legge che “tutela” tutte le religioni, ma solo quella musulmana. Ha fatto scalpore il caso di Asia Bibi, cristiana condannata per aver bestemmiato offendendo il “profeta Maometto”. Da quanto scrive oggi ilCorriere della Sera, aveva litigato con alcune donne musulmane “che non volevano bere l’acqua dal recipiente portato loro dalla ‘cristiana’ perché ‘contaminato’ dal suo essere infedele. La lite era sfociata in parole dure, nel sequestro di Asia e infine (…) nel suo stupro”. Ordinaria amministrazione, insomma, quando si tratta di far rispettare il “profeta”. A quanto pare, però, Asia verrà liberata: avrebbe ricevuto la grazia dal presidente. Sono contento per lei, ovviamente, ma il punto non è questo: anche se in questo specifico caso una persona viene liberata, resta intatta la legge che non soltanto postula il reato di blasfemia – un reato immaginario, perché non c’è nessuno che subisca un danno, e che quindi si configura come una limitazione della libertà di espressione -, ma prevede la morte come punizione. Ed è una legge che ha l’appoggio della stragrande maggioranza della popolazione, musulmana al 95 per cento, se dobbiamo fidarci dell’articolo di Reuters linkato sopra. Se qualcuno la scampa bella è perché viene fatta un’eccezione per lui, non per un sacrosanto principio.
La seconda, invece, mostra la brutta piega che sta prendendo la Gran Bretagna, a dimostrazione del fatto che, quando l’Islam comincia ad acquistare maggior peso, sono gli estremisti ad alzare la testa e ad avanzare le loro pretese. La Bbc ha scoperto che in quaranta istituti islamici dove studiano cinquemila bambini si tengono lezioni di sharia: s’insegna come mozzare mani e piedi ai criminali, quale pena spetta agli infedeli, come si puniscono le adultere e gli omosessuali. Il tutto condito da antisemitismo a gogo, con accuse agli ebrei – “i sionisti vogliono impadronirsi del potere in tutto il mondo” – che farebbero la gioia di un no-global nostrano medio.
Luca Ricolfi, dalle pagine de La Stampa, elenca i principali difetti del federalismo fiscale.
Ha Ragione Emma Marcegaglia che chiede di applicare subito il federalismo alle regioni virtuose, o Susanna Camusso che mette in guardia dal rischio di un Italia a due velocità? Luca Ricolfi, dalla pagine de La Stampa da la sua interpretazione. «Non so se le due «signore del mondo delle imprese italiane», come le chiama il Corriere della Sera, abbiano seguito la vicenda del federalismo fiscale negli ultimi tre anni, o abbiano trovato il tempo di leggere la Legge 42 e i successivi decreti legislativi», afferma. «Ho l’impressione di no. Perché, se lo avessero fatto, forse si sarebbero accorte di alcuni problemi, che provo ad elencare». Secondo Ricolfi, anzitutto, «la legge che, volendo, avrebbe permesso di far partire un «federalismo a due velocità» non c’è più». La legge proposta dalla regione Lombardia nel 2007, infatti, è stata sostituita da «un nuova legge (legge 42 del 2009, o legge Calderoli)» che «risulta molto meno coerente e incisiva della prima, se non altro perché è il frutto di negoziazioni politiche estenuanti». Il secondo motivo, consiste nel fatto che «L’entrata a regime del federalismo è stata ripetutamente spostata avanti nel tempo, ed ora è prevista al 2019».
Open days 2010 del Centro dei Donatori del Tempo nei pomeriggi di sabato 27 e domenica 28 novembre, dalle ore 15.00 alle 19.00 a Como in Via Volta 83 al Centro Diurno Comunale, sede dei corsi dell’Università Popolare.
In questa occasione si possono ricevere tutte le informazioni sulle attività che da anni sono organizzate per i malati di Alzheimer nei due pomeriggi settimanali di animazione a Como, ossia il “Caffè del Lunedì” nella sede dello Yacht Club e il “Venerdi-insieme” al C.D. Comunale, in Via Volta 83, Como.
Sarà illustrato anche il ciclo di dieci incontri collettivi di formazione e di auto-mutuo-aiuto per i familiari condotto dalla psicologa Dottoressa Luciana Quaia, che avrà inizio mercoledì 9 febbraio 2011, alle ore 18.00 sempre in Via Volta 83, Como. Verrà anche proposto il corso di arteterapia per i malati di Alzheimer condotto dall’arteterapeuta Chiara Salza, aprendo le pre-iscrizioni al laboratorio che inizierà giovedì 24 marzo 2011 alle ore 15.00.
Infine si avvicina il Natale… e, come ormai è tradizione, le volontarie e amici del C.D.T. hanno donato il loro tempo per preparare la “Mostra – Mercatino di Natale 2010 “: qualche idea originale per dei regalini, per gli auguri di Natale, per ornare la tavola di Natale, a sostegno delle attività del Centro.
Buongiorno,
volevo ricordare questa importante giornata e allego alcuni documenti che ho trovato,navigando su internet, che trovo particolarmente chiari ed interessanti al fine da capire la portata del fenomeno.
La ringrazio molto per la sua attenzione.
Buona giornata.
Haddouch Hafida.
25 novembre – GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Questa giornata commemorativa risale alla morte delle tre sorelle dominicane MIRABAL, che il 25 novembre 1960 furono torturate,stuprate,e poi ammazzate dai servizi segreti militari.
In ricordo a queste tre donne,il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro le vittime della violenza su donne e bambini.
IL 25 novembre non bisogna ricordare solamente le tre sorelle assassinate ma anche le innumerevoli donne che sono vittime ogni anno della violenza maschile.
La violenza maschile nei confronti delle donne č ,a livello mondiale,la LESIONE PIU’ FREQUENTE DEI DIRITTI UMANI.
La settimana scorsa, Papa Benedetto XVI, intervenendo alla 25esima Conferenza internazionale del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, ha avuto dure parole contro l’eutanasia. Pochi giorni dopo, una circolare firmata da 3 ministri – Maroni, Sacconi e Fazio- ha messo fuori legge i registri comunali, presenti in oltre 70 municipi, che raccoglievano le dichiarazioni personali volontarie relative alla propria fine-vita. L’argomento, quindi, appare di straordinaria attualità. Del resto, sono anni che in Italia si dibatte intorno alla questione senza trovare una soluzione.
L’opinione pubblica del Nord Est, oggi, si schiera in larga maggioranza dalla parte della libertà di scelta. Circa il 64% degli intervistati, infatti, si è dichiarato moltissimo o molto d’accordo con l’affermazione “Quando una persona ha una malattia incurabile, e vive con gravi sofferenze fisiche, è giusto che i medici possano aiutarla a morire se il paziente lo richiede”. Il dato è sostanzialmente stabile dal 2007: le oscillazioni che possiamo osservare, infatti, non sembrano mettere in discussione l’ampiezza del consenso.
Nonostante la posizione della Chiesa in merito sia molto dura (ricordiamo, oltre alle parole, i fatti: nel 2006, a Piergiorgio Welby fu negato il funerale con rito cattolico), è interessante notare come il 46% dei praticanti assidui sostenga la possibilità di scegliere la “dolce morte”, anche se, ovviamente, sono i praticanti salutari (71%) e ancor più i non praticanti (79%) i settori maggiormente favorevoli.
Nel mese di Luglio 2010 il Ministro Sacconi ha presentato il Rapporto sulla non autosufficienza in Italia[1], realizzato da un apposito Gruppo di lavoro. Il Rapporto utilizza e rielabora, sul piano concettuale, i dati di precedenti indagini su tematiche affini o connesse:
“Rapporto Nazionale 2009 sulle Condizioni ed il Pensiero degli Anziani” (IRCCS – INRCA; Federsanità Anci 2009)[2].
“L’assistenza nazionale agli anziani non autosufficienti in Italia (Network Non Autosufficienti, 2009)[3].
L’informazione statistica sull’assistenza agli anziani in Italia (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Luglio 2005)[5].
Lo scenario demografico italiano ed europeo, e la sua evoluzione fino al 2050, è tema ormai noto, anche se si rivela un’indispensabile premessa alle riflessioni e proposte.
Assai più istruttiva l’analisi comparata con gli altri Paesi europei e fra le regioni italiane
CONFRONTI Il 98,9% delle donne con partner svolge ogni giorno un’attività legata alla famiglia, il 24,1% degli uomini non vi dedica neanche dieci minuti (la percentuale sale al 31% nelle coppie con donne non lavoratrici). Se si sommano lavoro a casa e lavoro d’ufficio, l’impegno complessivo della donna è di 9 ore e 10 minuti al giorno contro le 8 ore e 10 minuti dell’uomo. In presenza di figli il divario cresce: 9 ore e 28 minuti per le madri e 8 ore e 17 minuti per i padri (peggio al Sud: 9 e 55 contro 7 e 57).
SOLO Solo l’8% degli uomini svedesi e il 19% dei francesi non fa nulla in casa.
CUCINA Oltre il 90% delle donne lavoratrici cucina (tra le non occupate la percentuale è del 97,8%). Tra le occupate, l’82% ha l’incombenza delle pulizie di casa. Che spettano al 95% delle non occupate.
ITALIANI Uno studio Eurostat dimostra che gli uomini italiani in Europa sono quelli che in casa aiutano di meno.
“Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo.”
In un recente articolo di Sergio Minerbi ho trovato una storia che mi ha molto colpito, tanto da cercarla sul web. Eccola, nella versione più completa che ho potuto recuperare: per bocca di “S.E. Mons. Ernesto Vecchi, Vescovo Ausiliare, Vicario Generale, Moderatore della Curia” di Bologna. “Durante la Seconda Assemblea Speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi, S.E. Mons. Giuseppe Germano Bernardini, Arcivescovo di Izmir in Turchia, dove è rimasto per oltre 40 anni e dove i musulmani sono il 99,9%, ha messo in evidenza la persuasione di tanti autorevoli personaggi musulmani così formulata: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”. Tale persuasione fu espressa anche al Cardinale Oddi di v.m., durante il suo servizio diplomatico, da un noto Capo di Stato islamico che gli disse: “Voi ci avete fermato a Lepanto nel 1571 e a Vienna nel 1683. Noi invaderemo l’Europa, senza colpo ferire, grazie alla vostra democrazia”. (http://www.bologna.chiesacattolica.it/vescovi/vecchi/omelie_discorsi/2009_05_22.php )
A parte le “sue eccellenze” e le “venerate memorie” (questo significano le sigle), vale la pena di riflettere su queste dichiarazioni, perché corrispondono a un problema che non riguarda solo i cattolici, ma tutti: l’uso degli strumenti democratici contro la democrazia, delle garanzie per abolire le garanzie, delle leggi contro la legge. E’ una vecchia abitudine delle forze dittatoriali: Mussolini e Hitler, a capo di movimenti già violenti, conquistarono il potere con le elezioni e istaurarono la dittatura per legge; lo stesso fecero i comunisti in Cecoslovacchia, Hamas nei territori palestinesi e sta facendo Erdogan in Turchia. Sul piano più vasto il tentativo si ripete in tutt’Europa: si invocano i diritti democratici per il velo, le moschee, la legalizzazione degli immigranti, col solo scopo di abolirli per tutti gli altri e applicare le “leggi religiose islamiche” che stabiliscono l’inferiorità dei “dhimmi”, i non musulmani – come accade in tutti i paesi islamici.
La cosa nuova e più preoccupante è che ci sono in Europa e nell’Occidente, volonterosi collaboratori di questa politica: giudici, politici, “cattolici di base”, che ritengono loro dovere aiutare gli islamici nella loro lotta, in particolare contro Israele, applicando una giustizia asimmetrica, garanzie in una direzione sola. Insomma, la democrazia è in guerra, ha individuato la propria emergenza, ma in maniera strana.
Lo vediamo continuamente, col rapporto Goldstone, coi mandati di arresto dei giudici inglesi contro i politici israeliani, con le stesse reazioni alla morte del terrorista di Hamas a Dubai. C’è stata una protesta ufficiale dell’Unione Europea per l’uso di passaporti falsi di presunti membri del Mossad. Ma con che passaporto viaggiava il terrorista? E si è mai visto un agente segreto che esibisse il suo passaporto vero? Magari di un paese non riconosciuto e non ammesso, com’è Israele in tutto il mondo arabo, Dubai incluso? Lo stesso vale, a un altro livello, per il processo Wilders in Olanda. Geert Wilders ha indicato il pericolo antidemocratico dell’ideologia islamista, ma non c’è stato un processo contro chi la professa, è stato incriminato lui.
Sapete la vecchia storia del dito che indica la luna e dello stupido che guarda il dito e non la luna? Ecco, quando qualcuno oggi indica all’Occidente un pericolo e magari prova a difendersene, gli imbecilli considerano pericoloso il dito e cercano di eliminarlo: per lasciare entrare indisturbato il pericolo e “non provocarlo”. Di modo che possa tranquillamente usare le nostre leggi democratiche per invaderci, senza fare troppa fatica.
è in corso a Roma la presentazione della nostra campagna “Giovani, al lavoro!”. Analisi e proposte concrete per affrontare la disoccupazione giovanile, vera urgenza nazionale.
Commenta le nostre proposte
Già da ora trovi sul nostro sito la versione scaricabile del rapporto curato da Marco Simoni, Irene Tinagli e Stefano Micelli. Leggi, commenta e diffondi le nostre proposte. E’ anche grazie alle esperienze di tutti voi – raccolte sul sito – che le abbiamo costruite e vogliamo il tuo parere.
Partecipa alla presentazione
In un dibattito moderato da Giovanni Floris, gli autori discutono le proposte con alcuni dei tanti ragazzi che vivono l’emergenza lavorativa sulla proria pelle. Interviene inoltre Antonio Campo Dall’Orto e conclude Luca di Montezemolo.
Scegli il modo per partecipare:
- Dal vivo, l’evento è aperto a tutti, e si svolge a Roma Eventi in via Alibert, 5 (Piazza di Spagna)
- Sul web, segui la diretta video della presentazione
- In televisione, puoi seguire l’evento su Primocanale, canale 595 di Sky
Il tema dei giovani non è un dettaglio, ma il cuore di un grande Paese. Nel nostro quasi uno su tre non ha lavoro.
Nel 2008-2009 il 76,2% del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, valore di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003 (77,6%).
Persiste dunque una forte disuguaglianza di genere nella divisione del carico di lavoro familiare tra i partner. L’asimmetria nella divisione del lavoro familiare è trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiunge sempre livelli più bassi.
Le differenze territoriali sono più marcate nelle coppie in cui lei non lavora. L’indice assume valori inferiori al 70% solo nelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppie in cui la donna è una lavoratrice laureata (67,6%).
DICIOTTENNI Alessandro Rosina, demografo, docente alla Cattolica di Milano: «Le diciottenni di oggi non si sposeranno senza prima aver provato a convivere, in media per due anni. Ciò non significa che il matrimonio non abbia più valore, al contrario, per molti resta un traguardo. Ma non al primo colpo» (alla Repubblica).
La fotografia degli ultimi quattordici anni di sanità non lascia dubbi: la massima preoccupazione dei cittadini in questi anni è stata la sicurezza dei servizi sanitari. I numeri parlano chiaro: nei 14 anni considerati dal Rapporto Pit presentato oggi (18 novembre 2010 – ndr), dal 1996 al 2009, in media la sicurezza – intesa come presunti errori di diagnosi e terapia, sangue infetto, infezioni ospedaliere, condizioni delle strutture, negligenze del personale sanitario e reazioni a cure farmacologiche – ci ha fatto registrare il 28% delle segnalazioni e ancora nel 2009 risulta la problematica più segnalata.
Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=1&id=1
24 novembre – Roma – Convegno Quando l’altrove è qui.
24 novembre – Monza Convegno sulla scrittura
25-26 novembre – Grosseto – Corso di formazione
26 novembre – Torino – Laboratori per la non violenza
1-2-3 dicembre – Bolzano – Seminario
4 dicembre – Caltagirone (CT) – Mostra da Atelier autobiografico
Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative. http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html
Il Corso ha per obiettivo di formare nuovi conduttori di Gruppi ABC, gruppi di autoaiuto che si propongono di aiutare i familiari di malati Alzheimer ad uscire dal tunnel dell’impotenza e a diventare curanti esperti nell’uso della parola. Il riferimento culturale del Corso è l’Approccio capacitante così come si è sviluppato nell’ambito del Gruppo Anchise.
Destinatari: Il corso è multiprofessionale (massimo 20 partecipanti). Il candidato ideale è un laureato con formazione psicologica che già svolga attività professionale con persone malate di Alzheimer e che abbia esperienza di conduzione di gruppo.
Responsabile didattico: Pietro Vigorelli (medico e psicoterapeuta, Gruppo Anchise).
Sede: ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio (aula Beata Gianna), via Trivulzio 15 (stazione metropolitana 1 Gambara), Milano.
Metodologia: Ogni seminario richiede una partecipazione attiva ed è strutturato in tre parti. Nella prima parte vengonopresentati e discussi i fondamenti del metodo; nella seconda parte i corsisti fanno l’esperienza di un Gruppo ABC didattico, mettendo in gioco la propria esperienza di professionisti coinvolti nella cura di malati Alzheimer; nella terza parte i partecipanti riflettono sull’esperienza vissuta nel gruppo. Negli ultimi seminari verrà fornita la supervisione dell’iniziale attività di Conduttore dei partecipanti.
Durata e date: 9 incontri di 3 ore per un totale di 27 ore formative. I Seminari si tengono al martedì pomeriggio(ore 15-18) nei giorni 8 febbraio, 1 marzo, 5 aprile, 3 maggio, 7 giugno, 27 settembre, 18 ottobre, 15 novembre, 13 dicembre 2011.
Parallelamente al Corso gli iscritti devono partecipare gratuitamente ad almeno due Seminari Multiprofessionali Anchise, anche questi al mercoledì pomeriggio (ore 15-18), presso l’Ospedale San Carlo Borromeo, nei giorni 26 gennaio, 30 marzo, 25 maggio, 5 ottobre, 23 novembre 2011. La frequenza è obbligatoria.
Quota d’iscrizione: euro 500. La quota è da versare in tre rate (euro 50 all’atto dell’iscrizione, euro 150 all’inizio del Corso, euro 300 entro il 4 maggio). IBAN:IT81E0504801797000000034385. Destinatario: Ass. Gruppo Anchise. La quota comprende l’iscrizione all’Associazione.
Crediti formativi: chiesto accreditamento per le professioni sanitarie (ECM-CPD) e per gli Assistenti sociali (Ordine degli Assistenti sociali della Regione Lombardia).
Domanda di ammissione: le persone interessate sono invitate a inviare il Curriculum ( pietro.vigorelli@formalzheimer.it ) e verranno contattate per un colloquio.
Con 38 sì, 23 no e 4 astenuti (a scrutinio nominale) il Consiglio regionale lombardo ha approvato il Piano Socio-Sanitario Regionale 2010-2014. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contrari Pd, Idv e Sel, mentre si sono astenuti Udc e Pensionati. Nuova rete per le cure palliative, per le terapie del dolore e attivazione di strutture i ricovero intermedie sono alcune delle novità.
Ai clienti, ai colleghi, agli amici dello Studio APS,
un vivo e caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla giornata del 29ottobre scorso.
Il tema che ci siamo proposti di affrontare era molto interessante – e l’elevato numero di iscritti ce l’ha confermato – e al tempo stesso molto difficile da trattare. Ci sembra di aver avviato delle riflessioni, forse un po’ frammentate e forse un po’ troppo aperte rispetto alle aspettative di molti, orientate a raggiungere anche chiarificazioni traducibili in strategie organizzative e in azioni individuali. Per questo, ri-pensando a quanto è emerso e a quanto è suggerito da confronti, connessioni e distinzioni, organizzeremoai primi di marzo e ai primi di aprile due seminari di una giornataciascuno, rivolti ad un numero limitato di partecipanti, finalizzati alla presentazione e discussione di alcuni percorsi di intervento rispetto ai malesseri lavorativi.
Da qui potremo anche identificare più chiaramente delle questioni su cui ritornare nella giornata di Studio del 2011.
Con questa modalità tentiamo di continuare a dare maggiore spazio e importanza all’ascolto dei nostri clienti, di coloro che sono interessati ad interagire con noi per co-costruire e de-costruire intorno a dei problemi che riteniamo vadano posti in primo piano, per rendere più efficace il funzionamento delle organizzazioni lavorative e più soddisfacente il lavoro dei singoli.
In questa direzione intende specificamente qualificarsi tutta l’offerta di attività che lo Studio si propone ed è in grado di realizzare. Vorremmo cioè essere sempre più vicini alle difficoltà e a come sono vissute, per riuscire a identificare insieme con i protagonisti ciò che realisticamente consente di gestirle e di contenerne i condizionamenti. Daremo più spazio all’organizzazione di consulenze mirate, anche rivolte a singoli o a piccoli gruppi, e alla predisposizione di seminari, corsi e riunioni progettati ad hoc per Servizi, Enti, Aziende sanitarie, Aziende industriali e di servizi, Cooperative.
Le attività formative programmate presso la nostra sede (come potrete vedere nel calendario che vi sarà inviato prossimamente) saranno soltanto quelli che riteniamo possano facilitare l’acquisizione di alcune strumentazioni basilari per chi è chiamato a esercitare ruoli direttivi e gestionali, ruoli di coordinamento e professioni come quelle del formatore o del consulente di organizzazione. Per le iniziative a cui finora abbiamo dato il nome di “Cicli” stiamo ipotizzando delle evoluzioni per impostarle in modo sempre più pertinente e congruente con le nuove esigenze che le grandi trasformazioni generali inducono all’interno delle organizzazioni di lavoro.
La rivista SPUNTI sarà resa disponibile on-line gratuitamente, ma per chi lo volesse continuerà ad essere possibile acquistare il volumetto stampato.
A fronte delle difficoltà di varia natura che si stanno incontrando, il gruppo di soci e collaboratori dello Studio si propone di lavorare e far lavorare meglio, in un contesto sociale in cui il buon lavoro va continuamente scoperto e costruito. In tempi abbastanza brevi sul nostro sito saranno specificate le differenti novità. Ci auguriamo che sia facile accedervi anche per rendere possibili più ampi e frequenti dialoghi.
segnaliamo l’uscita del nuovo numero di WOL, scaricabile cliccando sul link sotto riportato. I numeri precedenti sono disponibili nella sezione Rivista WOL.
Ricordiamo il convegno del 24 novembre “Gli effetti del federalismo sulle politiche sociali” i cui atti saranno pubblicati nel prossimo numero di WOL.
In questo numero: • “Finanziaria 2011: fine delle politiche sociali?” di Antonio Misiani – pag. 2 • “Gli effetti della manovra correttiva sulle politiche sociali” di Francesco Montemurro e Daniele De Pretto – pag. 5
“Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni: principali cambiamenti tra il 2004 e il 2007” di Roberto Fantozzi – pag. 8 • “Le disabilità oltre l’invisibilità istituzionale” di Carla Collicelli – pag. 10 • “Verso l’Economia del Ben-Essere” a cura dell’Ufficio stampa Aiccon – pag. 12 • “News&Anticipazioni” a cura dell’Associazione Nuovo Welfare –pag. 4
Le nostre rubriche: • “Cineforum” a cura di Matteo Domenico Recine – pag. 7 • “LibrInMente” a cura di Silvia Spatari – pag.10
La cooperativa C.RE.A organizza per mercoledì 24 novembre dalle ore 16:00 alle ore 18:00 un seminario gratuito di informazione sulla recente legge sull’accreditamento sociale, emanata dalla Regione Toscana. Lo scopo del seminario è duplice: da una parte chiarire gli adempimenti e i contenuti necessari per l’accreditamento, dall’altra mettere in luce le opportunità di miglioramento che il percorso offre alle organizzazioni.
Il seminario si terrà a Viareggio presso il Capannone, in via Virgilio n.222, e si aprirà con i saluti di Giovanna Fontanesi, responsabile dell’unità funzionale delle strutture di Assistenza Sociale della AUSL 12 di Viareggio. Seguiranno gli interventi Il percorso verso laccreditamento: scenari e metodologia di approccio di Fabio Lenzi e Il Piano di Adeguamento: riflessioni per una proposta operativa a cura di Emanuele Gambini, entrambi esperti dell’agenzia IRIS che offre consulenza alle organizzazioni che sviluppano servizi alla persona.
Dopo i due interventi è previsto un dibattito in cui sarà possibile confrontare le diverse esperienze e approfondire le questioni più complesse.
«L’idea del seminario afferma la presidente di C.RE.A, Vera Caruso - è nata durante il percorso verso l’accreditamento intrapreso dalla cooperativa, percorso che sta coinvolgendo non solo la direzione, ma tutti i vari livelli di C.RE.A. Abbiamo voluto farci promotori di questo processo con gli altri operatori del sociale continua Caruso -, convinti che questo rappresenti unoccasione di miglioramento dei servizi e che ci siano delle opportunità che è necessario cogliere».
La partecipazione al seminario è aperta e gratuita. E gradita una preventiva iscrizione da inviare a mail@irisonline.it indicando nome, indirizzo e-mail e numero di telefono.
Il decreto legislativo sui fabbisogni standard di regioni, province e comuni è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 18 novembre scorso. Spesa storica e fabbisogni standard, efficienza dei servizi e risparmi di spesa, è su questi parametri che nei prossimi anni si potrà valutare l’attuazione concreta del federalismo fiscale nei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche. Il processo di determinazione dei fabbisogni standard punta a soddisfare le esigenze dei cittadini promuovendo un uso più efficiente delle risorse pubbliche. Per valutare l’efficienza, lefficacia e l’adeguatezza dei servizi erogati al fine di migliorarli a vantaggio di cittadini ed imprese servono però indicatori significativi. Il procedimento di individuazione di questi indicatori è affidato alla Società per gli studi di settore-Sose, con la collaborazione di altri soggetti qualificati, come l’Ifel, l’Istat e la Ragioneria dello Stato. La determinazione dei fabbisogni standard per regioni, province, comuni e città metropolitane rappresenta dunque un passaggio fondamentale nel percorso di attuazione del federalismo fiscale. L’avvio della fase transitoria per il superamento della spesa storica è prevista a partire dal 2012 e terminerà nel 2017. Il passaggio sarà graduale per gruppi di funzioni, le quali vengono individuate in via provvisoria dal decreto sui fabbisogni standard in attesa del varo della Carta delle Autonomie. Il fabbisogno standard sarà determinato con riferimento a ciascuna funzione fondamentale, ad un singolo servizio, o ad aggregati di servizi, in relazione alla natura delle singole funzioni fondamentali.
Periodo di riferimento: Anno 2009
Diffuso il: 19 novembre 2010
Settori: Generale
Periodo dei dati: 2009
Collana: Annuari
Anno di edizione: 2010
Periodicità: Annuale
Supporti:
Dimensioni: 30 x 22 x 5 cm
Prezzo: 50.00 € – IVA: 4% Edizione cartacea disponibile
Cod. ISBN: 978-88-458-1663-5
Cod. SIGED: 1G012010000000005
Da 130 anni l’Annuario statistico italiano, la più importante fra le pubblicazioni a carattere generale dell’Istat, offre un ritratto sintetico e aggiornato del Paese, a testimonianza dell’ampiezza del patrimonio della statistica pubblica.
Schede metodologiche sulle singole fonti statistiche, glossario, bibliografia e indice analitico sono gli strumenti offerti per rispondere al meglio alle esigenze informative e di approfondimento degli utilizzatori.
I dati pubblicati nei 26 capitoli, generalmente riferiti al 2010 e disaggregati a livello regionale, sono accompagnati da un confronto sintetico con i quattro anni precedenti.
Per rendere più facile la consultazione del volume composto da circa 850 pagine, ciascun capitolo è preceduto da commenti a carattere esplicativo che ne agevolano la comprensione anche a un pubblico di “non specialisti”.