Roberto Saviano racconta Piergiorgio Welby e Mina Welby


2 commenti on “Roberto Saviano racconta Piergiorgio Welby e Mina Welby”

  1. Ho assistito per la prima volta alla trasmissione ieri sera. Ho guardato ed ascoltato con attenzione Saviano nei suoi 2 interventi: contenuti ben assemblati, modalità che mi ricordano i “magnifici” generati dall’actor’s studio degli anni 60, Al Pacino, De Niro ec. Interessante il body-language nel suo complesso, mani braccia e le submodalità verbali tono,volume. Mai lirico, un po’ Guru, ritmo da predicatore non sollevapopoli, gesti ripetuti e studiati, dal meditabondo, filosofico e pensoso tocco del naso,al movimento degli occhi e tanti altri particolari. Le considerazioni sul caso Welby e sulla “Buona Morte” impattano. Un po’ di confusione tra essere Cristiano ed essere Cattolico. Preferisco Pannella. Tanto copia&incolla di pensieri e parole note. La battaglia per il libero arbitrio continua. Giordano Bruno e Martin Lutero facevano di meglio. Nel terrtorio delle chiese e delle parrocchie, il Vaticano non potrà mai fare concessioni che vanno contro la vita.Già un risultato: l’essere contro l’accanimento terapeutico. Quanto alla morte è solo un “Cambiamento di stato”. Energia siamo ed energia rimarremo indipendentemente dal contenitore.
    Emilio Odescalchi

    Emilio Odescalchi

  2. Paolo Ferrario scrive:

    dissento totalmente da questo tuo giudizio
    Saviano è uno che ha messo a rischio la sua vita.
    è uno degli “eroi” di cui ci si ricorda solo dopo da morti.
    ma lui è vivo: e gli auguro lunga, lunghissima vita
    non possiamo essere d’accordo su tutto, vero Emilio?
    ciao
    paolo ferrario


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