Claudio Risè, Tecnica e artigianato per l’occupazione

Non è chiaro se il più pericoloso difetto degli italiani sia la vanità o l’astrattezza. Solo, infatti, con la vanità, o la testa nelle nuvole si spiega come mai mentre in Inghilterra, Spagna e Scandinavia il 50% degli studenti sceglie una formazione tecnica, da noi non si arriva neppure al 40%. Peccato, però, che soprattutto di tecnici hanno bisogno le industrie, il commercio, e i servizi: l’anno scorso cercavano 235 mila diplomati tecnici o professionali, ne hanno trovato la metà.
In compenso, migliaia di neolaureati rimangono disoccupati, o vengono assunti in posizioni precarie e sottopagate. Decine di migliaia, poi, si perdono nell’iter di studi faticosi e spesso per loro incomprensibili (licei e università), finendo con l’ingrossare un esercito di giovani che non lavorano, né studiano, drammatica incognita per il futuro del paese, oltre che per il loro.
A poco servono i richiami delle associazioni di imprenditori, indeboliti dalla mancanza di maestranze formate, e quelli degli stessi sindacati, paralizzati dall’assenza di personale che corrisponda al sistema produttivo.
Il mito del “pezzo di carta” (la laurea) rimane saldo, sostenuto soprattutto (a quanto risulta da ogni ricerca sul campo), dalle convinzioni delle famiglie, che preferiscono un figlio laureato dopo un lunghissimo iter scolastico, col rischio di restare disoccupato per anni, ad un figlio diplomato, e autonomo già prima dei 18 anni.

segue qui:


Claudio Risè, La tecnica al servizio della regressione

Una messicana cinquantenne ha partorito la settimana scorsa un bambino concepito col seme del proprio figlio. Non si tratta però, tecnicamente, di incesto, ma delle possibilità dell’ingegneria genetica di realizzare i desideri. Il figlio della madre-nonna, infatti, è un imprenditore trentunenne omosessuale, e il bimbo è stato concepito in provetta con il suo seme e con un ovocita donato da un’amica. La donna ha offerto il proprio utero per farlo nascere. Una storia di dono e generosità.
La nonna voleva un nipotino, e l’ha avuto. L’uomo voleva un figlio, ed è accontentato. L’amica ha donato il suo uovo con piacere. Lo scenario, molto postmoderno, è quello di una molteplicità di desideri in sé difficili, realizzati attraverso la cooperazione di persone che si vogliono bene e della sapiente ingegneria riproduttiva.
In questa fiaba tecnoscientifica, che la nonna-mamma ha detto di essere ansiosa di poter raccontare al bambino per mostrargli questa sua storia così speciale e meravigliosa, c’è però un furto. Inequivocabile, sicuro, per certi versi autonomo delle variegate obiezioni morali che molti muoveranno a questo evento, e ai suoi protagonisti. Si tratta del furto della madre.

segue qui:


Permessi lavorativi Legge 104/1992: Circolare INPS dopo il “Collegato lavoro”, a cura di handylex.org

Il 9 novembre 2010 è stata pubblicata il Gazzetta Ufficiale la Legge183/2010 (il cosiddetto Collegato Lavoro) che contiene nuove disposizioni sui permessi lavorativi a favore dei dipendenti che assistono familiari con handicap grave. L’articolo 24 modifica, infatti, la Legge 104/1992 che, in origine, ha introdotto quelle agevolazioni.

L’INPS, l’Istituto previdenziale che assicura gran parte dei lavoratori privati, ha prontamente diramato le proprie disposizioni con una specifica e articolata Circolare (3 dicembre 2010, n. 155).

L’Istituto ripercorre le novità introdotte dalla Legge 183/2010 e fornisce, su ciascun aspetto, nuove indicazioni operative per i propri assicurati

vai alla intera scheda informativa qui:


M. Nico, Le società partecipate dagli Enti locali dopo le novità del Regolamento attuativo

Novità novembre 2010
Guida alla nuova disciplina dopo il Regolamento attuativo (DPR 168/2010)
e la Manovra economica
(L. 122/2010)
LE SOCIETA’ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI • Controlli
• Responsabilità
• Scelte strategiche
LE SOCIETA’ PARTECIPATE
DAGLI ENTI LOCALI
Il nuovo Regolamento di attuazione dell’art. 23-bis della Legge 133/2008, approvato con DPR 168/2010 nonché la Manovra economica di cui alla L. 122/2010 hanno introdotto notevoli riforme nel regime delle società a partecipazione pubblica locale ed inciso in profondità nelle relative dinamiche istituzionali.

Il mondo dei servizi pubblici si conferma così scenario in profondo cambiamento che lascia intravedere, ora più che mai, opportunità strategiche di assoluto rilievo per la gestione operativa degli Enti locali.

Ricca di approfondimenti relativi ai profili di criticità in cui può incorrere l’azione amministrativa nel trattare la complessa materia, quest’opera fornisce soluzioni pratiche e innovative, necessarie per condurre l’operato dell’Ente locale sui binari della correttezza e della legittimità.

In una realtà amministrativa in continuo cambiamento e rispetto alla quale non è facile mantenere l’aggiornamento professionale è quanto mai importante questo manuale che illustra gli eventi normativi e gli orientamenti giurisprudenziali riguardanti i servizi pubblici in questione.

Completato – con il corredo di ampie note di commento – dall’art. 23-bis della Legge 133/2008 nella versione aggiornata dall’art. 15 della Legge 166/2009 e dal Regolamento di attuazione di cui al DPR 168/2010, unitamente all’autorevole parere del Consiglio di Stato 2415/2010, il volume è così strutturato:

1.
Il controllo strategico sulle partecipate e la nomina diretta degli amministratori: rebus o spada di Damocle?
› Il controllo strategico dell’Ente locale tra diritto amministrativo e diritto societario.
› La direzione e il coordinamento delle società partecipate.
› Enti pubblici e nomina diretta degli amministratori: cala il sipario?
› La nomina degli amministratori nelle società a partecipazione indiretta e conflitto d’interessi: quid iuris?

2.
La discrezionalità dell’Ente locale: slalom gigante tra gare pubbliche, trattative private e affidamenti diretti
› Privati e gare per le opere a scomputo, un rebus che penalizza gli investimenti.
› Servizi pubblici locali: sempre più ristretti i margini per l’affidamento diretto della gestione in deroga alla gara.
› Il problema delle gare nel quadro normativo dei servizi pubblici locali.
› Affidamenti in house, cala la scure dell’Authority.
› Sì alla gara per il servizio se la società partecipata è inefficiente.
› L’organizzazione del servizio idrico integrato al vaglio di costituzionalità.
› Emergenza rifiuti in Campania: la Corte costituzionale “assolve” le misure del Governo.
› Stop all’affidamento del servizio, se esula dalle finalità istituzionali dell’Ente locale.
› Pubblica amministrazione e concessioni di servizi, nuova stretta sulla trattativa privata.
› L’Ente locale non ha l’obbligo della trattativa privata, se va deserta la gara per affidare il servizio.
› Servizi pubblici locali e farmacie comunali, la scelta delle regole del gioco.
› Il servizio farmaceutico e il d.lgs. 3 ottobre 2009, n. 153: ampliata la rete di prestazioni sul territorio.

3.
Controlli, Enti locali e partecipate: le mani dello Stato sulla città
› L’Ente locale e la banca dati per l’anagrafe delle partecipate.
› Partecipazioni societarie ammesse e vietate, lo screening dell’Ente locale.
› La ricognizione delle partecipate e le scelte societarie, la parola alla Corte dei conti.
› La manovra economica del d.l. n. 78/2010: aumenti di capitale vietati per le società pubbliche locali in perdita.

4.
Mercato europeo, libera concorrenza e libertà d’impresa: dialogo sui massimi sistemi
› Gestioni in monopolio, irrompe la linea dura dell’Antitrust.
› Concessioni di pubblico servizio e libertà d’impresa.
› Ritratto di famiglia e giro d’affari a due velocità.

5.
Esternalizzazioni di servizi e gestione del patrimonio. Il balletto delle responsabilità
› L’Ente locale e l’esternalizzazione di servizi, i rischi di una scelta cruciale.
› L’esternalizzazione di servizi e i vincoli della finanza pubblica, la questione del personale.
› Esternalizzazioni e strategie del personale, un matrimonio che non s’ha da fare.
› Irregolarità amministrative e danno erariale: la proroga del contratto scaduto equivale alla trattativa diretta.
› Enti locali e società partecipate: sì al comodato gratuito dell’immobile comunale, se vi sono ragioni di pubblico interesse.

6.
Affidamenti in house, controllo analogo e società miste nel labirinto della giurisprudenza
› Affidamenti in house: la lente d’ingrandimento dell’Antitrust.
› Affidamenti in house: giudizio a maglie larghe per il controllo analogo.
› Corte di giustizia: semaforo verde su controllo analogo e pluralità dei soci.
› In house providing, per l’esercizio congiunto del controllo analogo basta l’assemblea dei sindaci.
› Disco verde del Consiglio di Stato su Comunità montane e affidamenti in house.
› Ente locale e società miste, per l’affidamento del servizio scatta sempre l’obbligo di gara.
› Affidamenti diretti e società miste, ecco le regole del gioco.
› Riforma dei servizi pubblici locali e società miste, scende in campo la Commissione europea.

M. Nico, Dirigente settore Aziende e partecipazioni di primario Comune.

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LE SOCIETA’ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI
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Osservatorio civico sul federalismo in sanità, cittadinanzattiva.it

Cos’è l’osservatorio sul federalismo?
Si tratta di una rilevazione civica sui servizi sanitari regionali per avere gli occhi aperti sull’applicazione reale del federalismo e rilevare le differenze tra i servizi sanitari regionali.

La rilevazione è una esperienza pilota che si avvia nel 2010 e prosegue nel 2011.

Il progetto prevede:

  • La raccolta dei dati
  • La costituzione di opportuni tavoli di lavoro
  • La divulgazione dei risultati.

A tal fine si intende valutare la qualità dei diversi sistemi dal punto di vista civico ed al tempo stesso evidenziare best practices e principali criticità.

Il lavoro permetterà così di offrire agli operatori del settore utili elementi conoscitivi e di approfondimento, oltre che di offrire proposte migliorative dal punto di vista dei cittadini, utili anche ai fini della programmazione sanitaria.

Perché l’istituzione di un osservatorio civico
L’attenzione all’universalità ed all’accessibilità del servizio sanitario è centrale nella storia di Cittadinanzattiva e lo mostra in maniera inequivocabile l’attività trentennale del Tribunale per i diritti del malato in difesa dei diritti dei cittadini, attraverso l’attività delle sue 300 sedi circa presenti sul territorio.

L’idea di un osservatorio civico sul federalismo in sanità nasce dalle segnalazioni dei cittadini e dalla fotografia dell’assistenza socio-sanitaria scattata dalle associazioni di pazienti.

Per saperne di più

Per aggiornamenti sull’osservatorio iscriviti alla newsletter di Cittadinanzattiva su questa pagina del sito

VAI A: Osservatorio civico sul federalismo in sanità.


Massimo Michele Greco scrive su: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile, Raffaello Cortina, 2010

Dove sono gli uomini? Possibile che degli uomini riflessivi, poetici, pensosi dei secoli passati non sia rimasto alcun sopravvissuto che partecipi in pubblico della propria interiorità? Possibile che lo spettacolo del maschile debba essere solo istrionico? Che la malinconia e la ricerca della solitudine siano rappresentate come perdenti? Che il maschio prenda parola pubblica solo se forte, estroverso, attore su un palcoscenico, maschera del potere, compulsivo itifallico marziale? Che non si realizzi un confronto pubblico di uomini sul maschile che non abbia come obiettivo il primeggiare?

Domande che ci poniamo anche all’interno della rete Maschileplurale di cui faccio parte, forse riflettendo sul maschile in termini più politici di quelli di Demetrio. Consideriamo anche noi necessaria una qualche trasformazione dell’orizzonte del maschile, affinché essere uomini oggi possa essere un’esperienza di confronto creativo e non distruttivo o revanscista.

l’intero scritto è qui:

tratto da da: zefirina: lo sguardo è mio.


Il servizio sociale professionale on line in Italia, Convegno 12 febbraio 2011 a Roma, presso l’Hotel dei Congressi

Il 12 febbraio 2011 a Roma

presso l’Hotel dei Congressi

si svolgerà il Convegno Nazionale dal titolo

“Il servizio sociale professionale on line in Italia”


Il Convegno è stato promosso e organizzato da:

S.O.S. Servizi Sociali On Line (www.servizisocialionline.it),

primo portale di consulenza gratuita on line in Italia a favore della Comunità sociale, con la Partnership e il Patrocinio morale del S.U.N.A.S.


Lo scopo del Convegno è quello di far incontrare alcune delle realtà che
determinano lo scenario del servizio professionale on line in Italia
per
produrre un confronto e  uno stato dell’arte di questo tipo di attività in
crescente espansione in Italia.
La web communication è una innovativa modalità di comunicazione in crescente
espansione nell’area dei servizi sociali che ha la peculiarità di ridurre la
prossimità tra il cittadino e il luogo deputato a soddisfare il suo bisogno,
luogo rappresentato dalla dimensione spaziale di internet dove professionisti
del sociale si adoperano a offrire sostegno, supporto e orientamento all’utente
sfruttando tutti i vantaggi dell’on line.
Trattasi del primo convegno nazionale sull’argomento organizzato in Italia.
Sono stati richiesti al CNOAS n. 7 crediti per la partecipazione all’evento.

L’accesso al Convegno è gratuito

e le iscrizioni vanno fatte pervenire all’indirizzo convegnosos@libero.it entro al massimo il 28.1.2011.

I posti disponiibili sono limitati. Per informazioni rivolgersi a

Direttore di S.O.S. Servizi Sociali On Line, Dott. Antonio Bellicoso, scrivendo a

servizisocialionline@libero.it o telefonando al 347-4161262

In allegato la documentazione:


Cicalini Alessandra, Italia, non solo “Paese per vecchi” – Blog di Stannah | Muoversi Insieme


Sono sempre più numerosi gli osservatori che biasimano l’Italia per l’eccesso di gerontocrazia in tutti i settori della vita sociale ed economica. Molti definiscono proprio il nostro come il Paese per vecchi, a differenza di quanto accade in altre parti del mondo. Eppure, cambiare rotta è possibile. Lo sostiene per esempio Nicola Cacace nel suo ultimo libro uscito per l’editore Franco Angeli dal titolo “L’informatico e la badante. Professioni che partecipano al banchetto della globalizzazione e professioni che servono a tavola. Quello che i giovani devono sapere per affrontare il futuro”
….

Vai all’intero articolo qui:


TUTTE LE NOVITA’ DELL’AREA SOCIALE E SANITA’ 45 GUIDE PER SVOLGERE IN MODO OTTIMALE I SERVIZI SOCIO-SANITARI E ASSISTENZIALI, MAGGIOLI EDITORE

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45 GUIDE PER SVOLGERE IN MODO OTTIMALE
I SERVIZI SOCIO-SANITARI E ASSISTENZIALI

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GOVERNO CLINICO E CURE PRIMARIE
L'ANALISI DI BILANCIO NELLE AZIENDE PUBBLICHE DI SERVIZI ALLA PERSONA
L’ASSISTENZA AGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI IN ITALIA
BENCHMARKING E ACTIVITY BASED COSTING IN AMBITO SOCIO-SANITARIO
QUALITA’ E ACCREDITAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI
Governo clinico
e cure primarie
1.
SCHIAVITU' DI RITORNO
LA RESPONSABILITA' DELL'INFERMIERE E LE SUE COMPETENZE
NURSING NARRATIVO
Il mestiere dell'educatore
Schiavitù di ritorno
6.
Bisogni sospetti
Accordi e contratti nel “rinnovato” sistema di remunerazione delle prestazioni e delle funzioni ospedaliere
Uscire dal buio
Innovazione gestionale in sanità
Accordi e contratti nel “rinnovato” sistema di remunerazione delle prestazioni e delle funzioni ospedaliere
11.
Uscire dal buio
12.
Innovazione gestionale
in sanità
13.
Il personale nel non profit
Errore e apprendimento nelle professioni di aiuto
Il personale nelle RSA e nelle strutture per anziani
Riabilitazione psicosociale nell'infanzia e nell'adolescenza
Il personale
nel non profit
14.
Errore e apprendimento nelle professioni di aiuto
15.
Il personale nelle RSA
e nelle strutture
per anziani
16.
Riabilitazione psicosociale nell’infanzia
e nell’adolescenza
17.
Democrazia e nursing
Siamo tutti stakeholder
Il capitale umano del terzo settore
Cooperazione sociale Legacoop in Emilia-Romagna
Democrazia e nursing
18.
Siamo tutti stakeholder
19.
Il capitale umano
del terzo settore
20.
Cooperazione
sociale Legacoop
in Emilia-Romagna
21.
Servizio sociale professionale e medicina legale
Diritto dei servizi sociali
Adatti e quasi adatti a scuola
Comprendere la povertà
Servizio sociale professionale
e medicina legale
22.
Diritto dei servizi
sociali
23.
Adatti e quasi adatti
a scuola
24.
Comprendere
la povertà
25.
L'ansia: conoscerla e superarla
Accreditamento volontario di eccellenza
Nel nuovo welfare
Misurare la complessità assistenziale
L’ansia: conoscerla
e superarla
26.
Accreditamento volontario di eccellenza
27.
Nel nuovo welfare
28.
Misurare la complessità assistenziale
29.
Piccoli e grandi: la comunità protegge i suoi bambini
La dirigenza dei servizi infermieristici
Il disabile adulto
La comunicazione che cura
Piccoli e grandi:
la comunità protegge
i suoi bambini
30.
La dirigenza dei servizi infermieristici
31.
Il disabile adulto
32.
La comunicazione
che cura
33.
Manuale di fund raising e comunicazione sociale
Le adolescenze
Le informazioni e gli operatori sanitari
Assistenza, etica ed economia
Manuale di fund raising
e comunicazione sociale
34.
Le adolescenze
35.
Le informazioni
e gli operatori sanitari
36.
Assistenza, etica
ed economia
37.
Salute mentale e organizzazione che cura
Distretto e nursing in rete: dall'utopia alle pratiche
I servizi dell'infanzia
L'infermiere e la legge
Salute mentale e organizzazione che cura
38.
Distretto e nursing
in rete: dall’utopia
alle pratiche
39.
I servizi dell’infanzia
40.
L’infermiere e la legge
41.
Turismo sociale
Giovani, legalità e riqualificazione degli spazi
Un ponte sul fiume guai
L'infermiere di famiglia e di comunità
Turismo sociale
42.
Giovani, legalità
e riqualificazione
degli spazi
43.
Un ponte sul fiume Guai
44.
L’infermiere di famiglia
e di comunità

Libera Università dell’Autobiografia, N-L num. 45 – Venerdì 3 dicembre 2010 – pamalteo@gmail.com – Gmail

Cari amici della Libera Università dell’Autobiografia eccoci di nuovo a comunicarvi le notizie della nostra associazione.

Dopo la riunione operativa di venerdì scorso è stato varato il programma 2011. Troverete le nuove date della formazione dell’anno prossimo e le date dei nuovi seminari.
Per ora ci sono solo le date, ma prossimamente arriveranno anche le schede esplicative.
I seminari sono molti, interessanti e gli argomenti abbracciano un ampio campo di argomenti, pur restando aderenti alla scrittura autobiografica.
Cominciate a consultare il calendario e prevedete per il 2011 una visita ad Anghiari.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=4&id=13&Itemid=36

Molto interesse ha suscitato la nascita dell’Accademia del Silenzio. sono già arrivate richieste di adesione e a questo proposito ho predisposto un form per esprimere la propria partecipazione. La nuova pagina destinata all’Accademia del Silenzio si affianca a quella della Libera Università è all’indirizzo:
http://www.lua.it/accademiasilenzio/

Nostos –> Donne e Uomini –> ntervista a Duccio Demetrio di Alessandra Cicalini
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1824&Itemid=104
Nostos –> Luoghi sociali e spazi di vita –> Narrare il cammino della cooperazione sociale
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1781&Itemid=80
Nostos –> Donne e Uomini –> Grazia n.41 del 11-10-2010 – Intervista a Duccio Demetrio
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1778&Itemid=80

Pubblicazioni –> Scaffale autobiografico –> Patrizia Castagnoli – Il bar della Meglia.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1827&Itemid=77

Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=1&id=1
1-2-3
dicembre – Bolzano – Seminario
3 dicembre – Anghiari (AR) – Incontro fotografia
4 dicembre – Caltagirone (CT) – Mostra da Atelier autobiografico
4 dicembre – Vittorio Veneto (TV) – Vite che si raccontano
5 dicembre  - Anghiari (AR) – Teatro
6 dicembre – Pieve S. Stefano (AR) – Festa della Toscana
15 dicembre – Roma – 26 finestre su via Alessandria

Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76

Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html

Questa news-letter raggiunge oggi 3882 lettori

Per oggi è tutto, appuntamento alla prossima settimana, Ada

Ricordo che la News-letter è consultabile anche in rete
Per comunicare con me scrivere a: ada.ascari@lua.it
Per comunicare con Renato Li Vigni: segreteria@lua.it
Per comunicare con i membri del Direttivo:
Stefania Bolletti –> stefania.bolletti@lua.it
Anna Noferi –> anna.noferi@lua.it
Annamaria Pedretti –> annamaria.pedretti@lua.it
Caterina Benelli –> caterina.benelli@lua.it
Sara Moretti –> sara.moretti@lua.it


Un modello innovativo a supporto dei pazienti fragili. Integrazione Ospedale/Territorio, 13 dicembre 2010, Ospedale Fornaroli di Magenta


Presentazione del XII rapporto sull’immigrazione straniera, Provincia di Milano, 10 dicembre 2010, Palazzo Isimbardi, Via Vivaio 1


Politiche famigliari, il documento di Anci-Cittalia

Politiche famigliari, il documento di Anci-Cittalia
Presentato a Milano a novembre, il testo contiene un’analisi dettagliata della situazione esistente e diversi spunti di proposta per il futuro.
“I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e di proposta” è il documento redatto, sulla base delle indicazioni della Commissione Welfare e Affari sociali, da Anci in collaborazione con Cittalia – Fondazione Anci ricerche.
E’ stato presentato a Milano in occasione della II Conferenza Nazionale per la Famiglia e a Padova alla XXVII Assemblea annuale Anci.

Tutte le notizie

Scarica la versione stampabile
Allegati
Il documento ANCI Cittalia

da:  ANCI Lombardia – Politiche famigliari, il documento di Anci-Cittalia ::...


Contro la crisi l’anello forte è la famiglia ROBERTO MANIA PER LA REPUBBLICA, da ALTRI MONDI

È ancora l´anello forte del nostro modello sociale, ma ora la famiglia rischia di essere stretta in una tenaglia. La crisi non se ne va e il welfare informale, quello delle figlie che assistono i genitori anziani e dei nonni che si occupano dei nipoti; quello – per capirsi – che ha tappato i buchi dell´assistenza pubblica made in Italy è ormai agli sgoccioli. Questa è una lenta trasformazione strutturale, una via senza ritorno. Un cambio d´epoca, nell´incertezza. Colpa della Grande Depressione che ha accelerato i mutamenti, colpa della demografia che ci consegna una famiglia rattrappita, con meno figli e più anziani, ma anche più donne che lavorano. Accade dietro le quinte, perché proprio la “vecchia famiglia”, con le pensioni e la cassa integrazione pensata nella stagione industrialista della produzione di massa e dell´emancipazione operaia declinata al maschile, ha tamponato gli effetti pesantissimi della recessione.
La famiglia è stata l´ultimo – e forse l´unico – baluardo perché la crisi sociale non straripasse, perché il tasso di disoccupazione rimanesse (apparentemente) sotto la media europea, perché si tenessero insieme genitori e figli e ancora i nonni. La famiglia, con le sue reti informali di solidarietà, è stata la nostra barriera protettiva, il nostro grande ammortizzatore sociale. L´ha fatto controvoglia, ma l´ha fatto. E ha realizzato così una sorta di secessione morbida e silenziosa dalla politica. Un distacco che forse si vede anche nel progressivo crescente tasso di astensionismo nelle elezioni. Questa è la “vecchia famiglia”, però. Perché la nuova è diversa. E già si vede. Sono trasformazioni raccontate dai numeri dell´Istat, da quelli del Rapporto annuale a quelli della “Famiglia in cifre” presentate alla Conferenza della famiglia, e anche dalle ricerche periodiche della Banca d´Italia.
La “nuova famiglia”, intanto, consuma meno. L´ha cambiata la crisi dei mutui sub-prime che mai – lei figlia della tradizione conservatrice e prudente – avrebbe sottoscritto. Nel biennio della recessione, 2008-2009, il potere d´acquisto dei nuclei familiari è progressivamente calato: dello 0,9 per cento nel 2008 e di un altro 2,5 per cento l´anno successivo. Nel 2009, per la prima volta dall´inizio degli anni Novanta, il reddito disponibile delle «famiglie consumatrici», come le chiama l´Istat, è diminuito del 2,7 per cento. Nell´ultimo decennio il reddito pro capite si è ridotto del 2,3 per cento: vuol dire che ogni abitante ha perso ogni anno 360 euro. Ma se si passa al reddito familiare la riduzione è stata del 7,7 per cento. La crisi è entrata anche così dentro le famiglie, erodendo la loro capacità di spesa, schiacciando il ceto medio, quello che ha fatto le società dei consumi di massa, accentuando le differenze e le diseguaglianze sociali. Lasciandole «sole» come hanno scritto in una recente indagine Daniela Del Boca e Alessandro Rosina (“Famiglie sole”, Il Mulino), in un paese che destina ai nuclei familiari circa la metà delle risorse che mediamente impegnano le altre nazioni europee.
I consumi, dunque. Indicatore del proprio benessere ma anche di modelli culturali, di ripensamenti, di nuovi e diversi bisogni, di stili di vita. Nel 2009, anno nel quale la crisi raggiunge il punto più alto, la spesa media mensile delle famiglie italiane – secondo le tabelle dell´Istat sui consumi – era pari 2.442 euro. Ma se si guarda indietro si capisce come il declino (l´impoverimento?) fosse già in incubazione. Infatti dal 1997 in poi si assiste ad un incremento del livello della spesa media mensile per famiglie. Fino al 2004 quando comincia il rallentamento. Ma è nel 2008 che arriva la frenata, e l´anno dopo il crollo: la spesa media mensile scende dell´1,7 per cento. È lo stesso livello del 2005. È il gelo dei consumi che continua nel 2010 e, ci si può scommettere, pure oltre. Che coinvolge più che mai le famiglie con redditi medio alti, perché quelle sotto avevano già stretto la cinghia al massimo. Un crollo dei consumi, che si può leggere pure in un altro modo. Come ha fatto, per esempio, il sociologo, da poco scomparso, Giampaolo Fabris nel suo ultimo libro “La società post–crescita” (Egea): «Si può ipotizzare verosimilmente che la contingenza economica abbia svolto anche una funzione maieutica portando alla luce atteggiamenti e comportamenti acquisiti nel corso degli ultimi anni, che si erano sino ad adesso espressi all´insegna di singole soggettività e in maniera erratica. La portata planetaria della crisi economica ha semmai servito ad accelerare i primi vistosi segni dell´appannarsi dell´american way of life come riferimento virtuoso di vita e di consumi, come modello esemplare che gli Stati Uniti, per circa un secolo, hanno proposto al mondo».
Vediamolo, allora, con il portafogli delle famiglie il biennio nero della recessione. Tra il 2008 e il 2009 la spesa media per generi alimentari e bevande è diminuita del 3 per cento. Cala più al sud dove, in termini assoluti, si passa dai 482 euro del 2008 ai 463 euro dell´anno successivo. Ma resta il fatto che la diminuzione complessiva riguarda il 40 per cento della popolazione. Più in dettaglio il 39 per cento riduce il consumo di pane, il 51 per cento del pesce. Percentuali che salgono rispettivamente al 51 per cento e al 70 per cento per le famiglie del primo decile. Oltre il 65 per cento delle famiglie ha poi diminuito la quantità dei beni alimentari consumati, mentre un ulteriore 15 per cento ha ridotto pure la qualità. Significativo che tra le famiglie ai livelli più bassi queste percentuali siano diverse: rispettivamente del 53 e del 28 per cento. Si salva la quantità ma si abbassa la qualità.
È anche così che avanza la “nuova famiglia”, contaminata dall´austerità permanente e, seguendo il ragionamento di Fabris, da un diverso approccio consumistico: «Il consumatore (famiglie in testa dunque, ndr) in questi anni non solo è divenuto più attento, più selettivo, più competente, più difficile da accontentare. Ha sviluppato un crescente nomadismo alla ricerca di punti vendita, prodotti e servizi a un costo più contenuto, valutandoli cioè, secondo personalissimi iter, come equi, non necessariamente a costi stracciati». E allora la famiglia va all´hard discount. Qui il 10,4 per cento dei nuclei familiari acquista i suoi generi alimentari. Ma il fatto quella quota salga a quasi il 20 per cento tra chi sta in basso alla classifica per reddito va letto necessariamente come effetto della lunga crisi.
La coppia Tremonti-Berlusconi si batte in Europa perché il debito di uno Stato non sia solo quello pubblico, forti del basso indebitamento delle famiglie italiane. Ma il cambiamento è in atto anche sotto questo fronte perché il risparmio accumulato si sta lentamente erodendo e soprattutto non ce n´è di nuovo. Si ricorre al prestito, molto di più di prima. Basta leggere l´ultima Relazione della Banca d´Italia: «Alla fine del 2009 l´indebitamento finanziario complessivo delle famiglie ha superato il 60 per cento del reddito disponibile (relativo a tutti i nuclei familiari), con un aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2008. Il grado di indebitamento rimane inferiore a quello dell´area dell´euro (95 per cento) e dei paesi anglosassoni (dove supera il 100 per cento)». Ci si indebita soprattutto per l´acquisto della casa, ma pure il credito al consumo è cresciuto: + 4,7 per cento. Riguarda in particolare i pensionati, le famiglie con un basso grado di istruzione e con redditi bassi. Nel 2008 poco meno di una famiglia su cinque ha fatto ricorso a un finanziamento, compreso il classico della cessione del quinto dello stipendio. Richieste di prestiti «senza finalità specifica», osserva Bankitalia. Che vuol dire aver bisogno di soldi per arrivare a fine mese.
Anche il lavoro è stato “salvato” dalla famiglia. Che ha protetto i giovani sui quali la crisi si è scaricata con più violenza. Ha retto il capofamiglia, sostenuto, quando necessario, dalla cassa integrazione. Il mercato del lavoro si è ulteriormente divaricato tra giovani e anziani. Così la perdita del lavoro di un figlio di età tra i 15 e i 34 anni ha ridotto il reddito familiare di poco più del 28 per cento, meno del contributo che mediamente dà la donna (37,1 per cento). Il 50 per cento arriva invece dall´uomo, ancora il più protetto dagli ammortizzatori sociali. «A tutelare una parte delle famiglie con figli a rischio di perdita del lavoro di uno dei genitori è stato il ricorso alla cassa integrazione. La famiglia – si legge nell´ultimo Rapporto dell´Istat sulla situazione del paese – ha svolto il consueto ruolo di ammortizzatore sociale, sopportando il peso della mancanza di occupazione dei figli. L´azione congiunta di questi due aspetti ha quindi mitigato gli effetti della crisi, almeno per il momento».
Un momento che – per definizione – non sarà lunghissimo. Il nostro welfare centrato proprio sulla famiglia non reggerà l´impatto con l´invecchiamento della popolazione. Non solo per il pagamento degli assegni pensionistici (nel 2050 gli over 80 saranno il 13 per cento della popolazione), ma anche perché salterà la rete informale di servizi che garantiva la “vecchia famiglia”. Salterà perché il figlio (figlia, meglio) unico non potrà più di tanto occuparsi dei propri genitori anziani; salterà perché crescerà in maniera esponenziale la domanda di servizi e di assistenza sanitaria se si pensa che già oggi il 90 per cento degli over 85 ha una malattia cronica. L´assistenza agli anziani è oggi in buona misura delegata proprio alla famiglia. Il 30 per cento della popolazione over 65 convive con un figlio, contro una media europea del 20 per cento. «L´83 per cento di accudimento – secondo Del Boca e Rosina nel loro “Famiglie sole” – è affidato a parenti e amici: quasi l´intero peso dell´assistenza alla popolazione che invecchia cade sulla famiglia. Ossia sulle donne, e in particolare, sulla generazione delle figlie adulte». Le aiutano le badanti. Ma questo sistema delle “care givers” come lo chiamano gli esperti, nel medio termine, non ce la farà. «Il sostegno agli anziani in difficoltà – ha scritto l´Istat nel suo “Famiglia in cifre” – sarà sempre meno garantito dalla sola rete familiare». Avremo, allora, un´altra – piccola – famiglia, più europea meno italiana. Quella attuale le cederà il testimone esausta dall´aver resistito da sola alla Grande Crisi.

da: ALTRI MONDI.


approvato, modificandolo, il disegno di legge, già approvato dal Senato, recante Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento

Martedì 30 novembre la Camera ha approvato, modificandolo, il disegno di legge, già approvato dal Senato, recante Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario (C. 3687-A ed abb.). Il provvedimento è tornato all’esame dell’altro ramo del Parlamento


Novità Gruppo Solidarietà – 04/12/2010

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 4/12/2010

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it

PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426

Informazioni
- Marche. Convenzione tra Asur e Residenze protette per anziani
- FriuliVG. Sostegno alle locazioni e requisito di anzianità. Comunicato Asgi
- Sbilanciamoci. Rapporto 2011
- Piemonte. Regolamento regionale abolisce i contratti di ospitalità presso le RSA
- La sfida di ripensare le residenze per disabili
- Piano sanitario 2011-13. Documento concertato governo regioni
- Marche. La legge e il dibattito in Consiglio sul riordino del servizio sanitario regionale

Voce sul sociale
- Marche. Osservazioni alla proposta di Piano sociosanitario
- Percorsi assistenziali e non autosufficienza nelle Marche. Il colpevole disinteresse della Regione
- Casa, Comunità o Residenza protetta? La programmazione sociosanitaria nelle Marche
- La programmazione perduta. I centri diurni per persone con disabilità nell e Marche
- Fondi regionali a sostegno della domiciliarità
- La programmazione sociosanitaria nella regione Marche
- Riconversione casa di cura “Villa Jolanda. A proposito della risposta ad una interrogazione consiliare
- Riabilitazione estensiva residenziale nelle Marche. L’indispensabile chiarezza
- Marche. Tariffe e finanziamento comunità per disabili
- Il dovere della verità. Anziani non autosufficienti: sull’Accordo Regione-sindacati
- La programmazione perduta. Le comunità protette per persone con disturbi mentali nelle Marche
- La programmazione perduta. Centri diurni per persone con demenza nelle Marche

Aggiornamento legislativo nazionale – 30 novembre 2010
Aggiornamento legislativo regione Marche – 30 novembre 2010
Leggi sociali - 30 novembre 2010< BR>

Rassegna bibliografica - 30 novembre 2010

Ultime acquisizioni librarie - 10 novembre 2010

Appunti
Appunti 6 novembre-dicembre 2010

Altro nella Home Page
Seminari di approfondimento. Persone con disabilità. I
diritti, i bisogni, i servizi www.grusol.it/eventi/seminari2011.pdf

In difesa del welfare. Appello contro l’indifferenza e l’insofferenza
nei confronti dei deboli
www.grusol.it/welfareAppello.pdf
Corso di formazione, I servizi sociosanitari nella legilsazione nazionale
e della regione Marche< /strong> www.grusol.it/eventi/15-02-11.pdf

Tg Marche sui 30 anni del Gruppo Solidarietà (video)
www.grusol.it/vocesociale/02-11-2010.asp
Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp
Novità editoriale. I dimenticati. Politiche e servizi per i soggetti deboli
nelle Marche
www.grusol.it/pubblica.asp
Il libro del mese: L. Rastello, Frontiere addosso


Le pubblicazioni del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza

Le pubblicazioni

del Centro nazionale di documentazione

e analisi per l’infanzia e l’adolescenza

Il Centro nazionale, organismo al servizio della tutela e della garanzia dei diritti dei cittadini più giovani, ha fra i suoi doveri la diffusione di una cultura di sensibilità verso l’infanzia e l’adolescenza che deve avvalersi di tutti i mezzi a sua disposizione per raggiungere e comunicare a quante più persone possibili non solo i diritti stessi ma tutti gli strumenti e le azioni che possono essere messi in campo per la loro attuazione.

Per questo il Centro nazionale pubblica periodicamente volumi monografici e riviste dove trovano visibilità le attività di documentazione, analisi, ricerca e promozione svolte.

Le pubblicazioni sono diffuse gratuitamente alle istituzioni, ai servizi e ai singoli utenti che ne facciano richiesta (salvo un contributo per le spese di spedizione).

Ogni pubblicazione è anche liberamente consultabile e scaricabile in formato elettronico.

Per richieste e informazioni
Segreteria del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza
p.zza SS. Annunziata 12 – 50122 Firenze
Maria Bortolotto
tel. 800 435 433 – fax 055 2037344
e-mail bortolotto@minori.it

da: Le pubblicazioni | www.minori.it – Portale del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza.


Rapporto Censis: familiari-badanti, se i costi dell’assistenza sono «un affare di famiglia» – Salute24 – Il Sole 24 Ore

Il costo diretto a carico delle famiglie che assistono un malato di Alzheimerè pari a 10.627 euro all’anno, a cui possono essere sommati i circa 46.000 euro di costi indiretti, per un costo medio annuo complessivo per paziente di 56.646 euro. Sono alcuni dei dati presentati dal Censis nel suo 44esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, dai quali emerge, ad esempio, che sulle famiglie pesano spese per 11.250 euro all’anno per costi diretti e indiretti per ogni paziente affetto da artrite reumatoide, che salgono fino ai circa 15.000 euro all’anno di costi sociali per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica in dialisi.

Disabili, 4 milioni in Italia – Come sei legge nel rapporto “si tratta di carenze nell’offerta sanitaria e socio-assistenziale tanto più gravi quanto più si considera il significativo numero di famiglie coinvolte, ad esempio, in una situazione particolarmente grave come quella della disabilità”. La stima del Censis fa riferimento a 4,1 milioni di persone, pari al 6,7% della popolazione, definite disabili a partire da una percezione degli intervistati.

“Familiari-badanti” - Le famiglie sono chiamate in causa molto più di quanto creda, anche nell’assistenza “domestica”. Infatti, se il fenomeno delle badanti ha numeri importanti, e riguarda il 10,7% dei casi, la stragrande maggioranza dei casi rimane in carico ai caregiver in famiglia, madri, coniugi e figli.

Crisi si riflette su comportamenti - “L’andamento della spesa sanitaria privata segnala una pur lieve riduzione della sua incidenza sulla spesa totale e già lo scorso anno i comportamenti sanitari delle famiglie hanno fatto registrare un ritorno alla sponda pubblica”, continua il rapporto del Censis. Il 35,1% delle famiglie ha dichiarato di essersi rassegnate alla lunghezza delle liste d’attesa senza poter optare per la sanità privata: quota che raggiunge il 51,9% per i livelli economici bassi e il 42,8% per i ceti medio-bassi.

Il valore del volontariato – In un momento temporaneo o permanente di disagio, il volontariato rappresenta una risorsa fondamentale. Secondo una recente indagine del Censis, circa 1 italiano su 4 (il 26,2%) svolge una qualche forma di volontariato, anche informale, e si tratta soprattutto di persone adulte (il 31,1% ha tra i 30 e i 44 anni). In un terzo dei casi (33%) gli italiani offrono il proprio tempo proprio nel settore della sanità.

Giornata disabilità - “Più attenzione alle necessità quotidiane delle persone disabili, mantenere i diritti acquisiti, soprattutto quelli che riguardano l’inserimento lavorativo”, nella speranza che la Giornata Internazionale delle persone con disabilità “non resti un momento celebrativo”. A dirlo Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down (Aipd): “Le ultime finanziarie hanno ridotto le risorse complessive – ricorda Contardi -, molti Comuni sono stati costretti a ridurre i servizi socio-sanitari e l’assistenza”. Preoccupano anche i familiari delle persone con sindrome di Down i provvedimenti legislativi che rischiano di intaccare “la riserva di posti per le persone con disabilità, estendendola ad altre categorie e rischiando di penalizzare chi la disabilità ce l’ha davvero”.  Infine il capitolo scuola “che ha visto le associazioni impegnate nel chiedere il mantenimento del sostegno agli studenti disabili a livelli accettabili -conclude Contardi -, accanto agli altri bisogni, come la casa e il lavoro”.

(Aggiornato 03-12-2010)

di Cosimo Colasanto (03/12/2010)

da: Rapporto Censis: familiari-badanti, se i costi dell’assistenza sono «un affare di famiglia» – Salute24 – Il Sole 24 Ore.


Peppe Dell’Acqua: Non ho l’arma che uccide il leone, da www.tecalibri.it

Peppe Dell’Acqua:  Non ho l’arma che uccide il leone       scheda opere TecaLibri

da: www.tecalibri.it.


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori


    Andrea Magini dedica la canzone STELLA CADENTE (OLTRE) A Joseph Accetta, affetto dalla sindrome di Leigh

    Ciao, ti invio un brano per me molto importante, si chiama stella cadente ed è inserito nel mio nuovo album “OLTRE”, il brano è dedicato ad un bambino speciale, Joseph Accetta, affetto da una rarissima malattia, la sindrome di Leigh. Se puoi aitarmi a farlo girare te ne sarò grato!
    Un abbraccio
    Andrea


    Animazione sociale n. 246, Gruppo Abele

    Nell’ultimo numero

    intervista
    Per non mancare l’appuntamento tra sé e il mondo
    Come diventare giovani soggetti in una società complessa
    Intervista a Salvatore Natoli a cura di Andrea Marchesi

    studi
    Partecipare alla vita comune
    Una nuova immaginazione per generare democrazia e vita comune
    Ivo Lizzola

    prospettive
    Per un welfare domiciliare sostenibile
    Tracce per una discussione sull’assistenza familiare
    in società sempre più anziane
    Ebe Quintavalla

    Inserto del mese
    Accompagnare la ricerca/dialogo in gruppi fra genitori
    Perché far gioco sulla parola?
    Le possibilità e le ambivalenze dei gruppi genitori
    I genitori apprendisti ricercatori
    Ritrovare la funzione sociale della famiglia
    A cura di Chiara Sità, Catherine Sellenet,
    Anne-Marie Doucet-Dahlgren

    metodo
    Lavorare dando valore alle differenze
    Tre nodi strategici nell’articolare convergenza e differenziazione
    Antonella Morlini

    luoghi&professioni
    Quando si deve gestire la separazione
    Le esperienze relazionali dell’«ultima volta»
    Fabrizio Zucca

    bazar
    discussione
    Un manifesto per una stagione di impegno sociale e politico
    Francesco Marsico

    Far crescere «piccole voci» contro le vulnerabilità
    Riccardo Guidi

    diari
    Quando il camice è troppo stretto
    Alessandro Forneris

    libri
    Narrare storie, scrivere autobiografie, fare storia
    Marina Galati

    locande
    Allegre tovaglie nella terra di don Diana
    Giovanna Del Giudice


    Essere umani: prospettive per il futuro, Università di Milano Bicocca, 12-13 novembre 2010

    Essere umani: prospettive per il futuro

    Dal 12 al 13 novembre 2010

    sistemi viventi, e al culmine di essi gli esseri umani, sono materia attiva che trova al proprio interno l’origine del proprio movimento e la capacità di auto-organizzarsi e di dialogare con l’ambiente attraverso una molteplicità di sguardi possibili, nell’idea di una cornice comune.

    Queste tematiche verranno trattate da studiosi di diverse aree scientifiche: filosofi, sociologi, fisici, medici, osteopati, psicoterapeuti, ricercatori empirici ed esperti di relazioni interculturali.

    Venerdì 12 novembre 2010

    • 14.30 – Saluti iniziali
      Antonio de Lillo (Preside Facoltà di Sociologia, Università Milano-Bicocca),
      Andrea Stella (Preside Facoltà di Medicina, Università Milano-Bicocca)
      Introduce Luciano Marchino (psicologia clinica, Università Milano-Bicocca)
    • 15.00 – Masse in movimento: uno sguardo sociologico
      Alberto Giasanti (sociologia del diritto, Università Milano-Bicocca)
    • 15.30 – Costruire il paradigma quantistico nelle scienze sociali
      Milton Bennett (competenza interculturale, Università Milano-Bicocca)
    • 16.00 – La costruzione memetica della cultura
      Ida Castiglioni (comunicazione interculturale, Università Milano-Bicocca)
    • 16.30 – Intervallo
    • 16.45 – L’antica idea filosofica di natura ha qualcosa da dire alla destrutturazione del  soggetto postmoderno?
      Romano Madera (filosofia morale e pratiche filosofiche, Università Milano-Bicocca)
    • 17.00 – Suoni dell’anima. L’essenza nascosta della voce parte I
      Lorenzo Pierobon (musicoterapeuta)
    • 17.30 - L’auto-organizzazione degli organismi viventi alla luce della moderna teoria quantistica dei campi
      Emilio del Giudice (Istituto di Fisica Nucleare di Milano)

    Sabato 13 novembre 2010

    • 09.30 - La luce come stimolo e rilevatore della dinamica auto organizzativa del vivente: dialogo tra un fisico e  un’osservatrice empirica [documento 2]
      Emilio del Giudice (Istituto di Fisica Nucleare di Milano)
      Filomena Finelli (osservatrice empirica)
    • 10.00 - Acqua, informazione e dinamica coerente del vivente
      Alberto Tedeschi (White HB)
    • 10.30 – Colloquio col vuoto
      Enrico Chiappini (osteopata)
    • 11.00 – Intervallo
    • 11.15 – Suoni dell’anima. L’essenza nascosta della voce. parte II
      Lorenzo Pierobon (musicoterapeuta)
    • 11.30 – Fisico dell’evento biologico e biologia dell’evento fisico
      Mara Ramploud (medico)
    • 12.00 - Le dinamiche fisiche alla base della formazione e del funzionamento dei meridiani
      Larissa Brizhik (Bogolyubov Institute for Theoretical Physics, Kyiv, Ukraine)
    • 12.30 – pausa pranzo
    • 14.30 – Tra oriente e occidente un salto quantico
      Patrizia Stefanini (fisico e direttore didattico Istituto Europeo di Shiatsu)
    • 15.00 – Un’utopia: “la pace comincia dall’utero” e anche la salute
      Margherita Tosi (psicoterapeuta e docente del Centro Sudi Eva Reich)
    • 15.30 – Il corpo medita se la mente non lo impedisce
      Roberto Sassone (psicoterapeuta e docente della Società italiana di Analisi Reichiana)
    • 16.00 – Intervallo
    • 16.30 – Gestire l’imprevedibile: la clinica al tempo della complessità
      Maurizio Stupiggia (psicoterapeuta e direttore Società Italiana Biosistemica)
    • 17.00 – Campi morfici, fisica quantistica e vie di scampo
      Luciano Marchino (psicologia clinica, Università Milano-Bicocca)

    Politica, studi e ricerche, News FrancoAngeli

    Politica, diritto
    In particolare evidenza
    Censis
    44 RAPPORTO SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE 2010
    pp. 728, Euro ,00, Cod. 141.15, Collana: Censis – Centro Studi Investimenti Sociali – Rapporti Volume disponibile dai primi di dicembre
    Politica, studi e ricerche
    Biagio Ciccone, Paola De Vivo (a cura di)
    A CHI SERVE IL SINDACATO?
    I bisogni, le richieste e le aspettative dei lavoratori nella società che si trasforma
    pp. 176, Euro 21,00, Cod. 1520.682, Collana: Sociologia
    Ana Maria Forero Angel
    NESSUNO ASCOLTA IL COLONNELLO
    pp. 176, Euro 18,50, Cod. 1550.19, Collana: Sociologia Militare – diretta da Fabrizio Battistelli
    Silvio Berardi
    L’ITALIA RISORGIMENTALE DI ARCANGELO GHISLERI
    pp. 224, Euro 24,00, Cod. 303.43, Collana: Dipartimento di Studi Politici Università La Sapienza di Roma: Politica e Storia
    Diritto, saggi e studi
    Davide De Grazia
    IL GOVERNO DI INTERNET
    pp. 304, Euro 32,00, Cod. 315.2.1, Collana: Diritto

    Intenzioni di voto, Sondaggio Ipsos per BALLARO’

    Intenzioni di voto
    27 Ott 2010 2 Nov 2010 9 Nov 2010
    16 Nov 2010 23 Nov 2010
    30 Nov 2010
    Popolo della Libertà 29,0 28,3
    26,5
    26,3
    26,6
    27,1
    Partito Democratico 24,2 24,0 23,4 23,3
    23,8 23,6
    Lega Nord 11,3 11,8 11,6
    11,8
    12,2
    11,7
    Italia dei Valori 8,3 8,0 7,6
    7,6
    7,4
    7,6
    Sinistra, Ecologia e Libertà 6,1 6,0 7,0 7,6
    7,9
    8,0
    UDC 6,0 6,0 5.8 6,3
    6,2
    5,8
    Futuro e Libertà 5,3 5,7 7,7
    7,3
    6,7
    7,1
    Movimento 5stelle 3,7 3,6 4,0
    3,3
    2,8
    2,5
    PRC-PDCI 2,3 2,4 2,5 2,6
    2,4
    2,5
    La Destra 1,3 1,3 1,4
    1,1
    1,2
    1,0
    Altro 2,5 2,5 2.5
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    DA: SONDAGGIO IPSOS PER BALLARO’: CRESCONO PDL E FLI, SCENDONO PD E UDC, TRIONFA L’ASTENSIONISMO – Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione.


    Paolo Ferrario, Città e lavori “green” per la salvezza della Terra, in Muoversi Insieme di Stannah

    La Terra ha quattro miliardi di anni, l’uomo ha cominciato a conquistarla e a dominarla duecentomila anni fa ed è dal 1950 che sono state provocatele più radicali alterazionisugli equilibri che si sono lentamente formati nel corso delle precedenti ere temporali.
    La questione fondamentale dei prossimi decenni è riassunta in questadomanda: vogliamo invertire la rotta e salvare il nostro habitat?
    Il recente film Home, La nostra terra, attraverso la bellezza delle immagini riprese dall’alto, narra in irripetibile forma visiva la vicenda evolutiva prima riassunta e flebilmente sostiene che è ancora possibile.
    C’è dunque da riporre fiducia nelle Green Economies, ossia nelle economie che usano con efficienza le energie e le materie prime e che sono capaci di intervenire sugli ecosistemi senza danneggiarli.
    In fondo, si tratta di tornare alle origini e ai valori della stessa “economia”la cui radice etimologica è amministrazione della casa

    ….

    leggi l’intero articolo qui:


    Paolo Ferrario, Riflessioni seguite alla lettura di: L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, di Duccio Demetrio

    Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280

    La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.

    Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900. Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato  americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce  un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.

    Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile  e del femminile e quindi, inevitabilmente,  anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere. Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi(Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori)  di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:

    Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)

    e poche righe dopo aggiunge:

    Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova

    A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.

    Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.

    Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?

    Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.

    Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:

    Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)

    Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.

    In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:

    è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)

    E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.

    Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio:  sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti  per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.

    Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturità del1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009.  Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età  in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.

    L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.

    Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:

    maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa(p.26)

    e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.

    Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:

    Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)

    Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.

    I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi  coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.

    Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.

    Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.

    Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.

    da: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina editore, 2010, p. 280. Scheda di presentazione e recensioni di Ada Ascari, Giorgio Macario, Paolo Ferrario, Gabriele De Ritis « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.


    Sociologia, News FrancoAngeli

    Sociologia
    In particolare evidenza
    Censis
    44 RAPPORTO SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE 2010
    pp. 728, Euro ,00, Cod. 141.15, Collana: Censis – Centro Studi Investimenti Sociali – Rapporti ATT.NE volume disponibile ai primi di dicembre
    Fondazione Ismu
    SEDICESIMO RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI 2010
    pp. 448, Euro ,00, Cod. 907.41, Collana: ISMU Iniziative e Studi sulla Multietnicità ATT.NE volume disponibile ai primi di dicembre
    Saggi e ricerche
    Loris Caruso
    IL TERRITORIO DELLA POLITICA
    La nuova partecipazione di massa nei movimenti. No Tav e No Dal Molin
    pp. 224, Euro 25,00, Cod. 618.1.8, Collana: Globalizzazione, partecipazione, movimenti
    Alisa Del Re, Valentina Longo, Lorenza Perini (a cura di)
    I CONFINI DELLA CITTADINANZA
    Genere, partecipazione politica e vita quotidiana
    pp. 256, Euro 30,00, Cod. 623.39, Collana: Griff – Gruppo di ricerca sulla famiglia e la condizione femminile
    Giovanni Battista Sgritta (a cura di)
    DENTRO LA CRISI
    Povertà e processi di impoverimento in tre aree metropolitane
    pp. 272, Euro 28,50, Cod. 1420.182, Collana: La societa’
    Biagio Ciccone, Paola De Vivo (a cura di)
    A CHI SERVE IL SINDACATO?
    I bisogni, le richieste e le aspettative dei lavoratori nella società che si trasforma
    pp. 176, Euro 21,00, Cod. 1520.682, Collana: Sociologia
    Ana Maria Forero Angel
    NESSUNO ASCOLTA IL COLONNELLO
    pp. 176, Euro 18,50, Cod. 1550.19, Collana: Sociologia Militare – diretta da Fabrizio Battistelli
    Debora Viviani
    IL CORPO DEI GIOVANI: TRA MODA E TRADIZIONE
    Valori, stili di vita e di consumo in una città del Nordest: una indagine a Verona
    pp. 192, Euro 24,00, Cod. 1044.73, Collana: Laboratorio sociologico – diretta da Costantino Cipolla
    Teresa Bonifacio
    ANCHE DA VECCHIE
    Le donne nella terza e quarta età
    pp. 160, Euro 21,00, Cod. 623.38, Collana: Griff – Gruppo di ricerca sulla famiglia e la condizione femminile
    Maria Gabriella Nicotra, Giulia Maria d’Ambrosio (a cura di)
    IL LAVORO CLINICO CON GLI ADOLESCENTI
    Prevenzione, cura, conflitti e trasformazioni nelle istituzioni e nei contesti di vita
    pp. 304, Euro 30,00; E-book Euro 24,00, Cod. 98.13, Collana: Puer – collana promossa dall’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia
    Tatiana Pipan (a cura di)
    I RISCHI IN SANITÀ
    Un nuovo fenomeno sociale
    pp. 272, Euro 28,00, Cod. 1420.180, Collana: La societa’
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    CLASSE POLITICA LOCALE E RETI DI POTERE
    Il caso dell’Umbria
    pp. 192, Euro 23,00, Cod. 1520.683, Collana: Sociologia
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    LA SOPRAVVIVENZA DELLA FAMIGLIA
    Un’analisi delle strutture e delle relazioni familiari in provincia di Benevento
    pp. 126, Euro 16,00, Cod. 365.816, Collana: Economia – Ricerche
    Ambrogia Cereda
    TRACCE D’IDENTITÀ
    Modificare il corpo, costruire il genere
    pp. 176, Euro 21,00, Cod. 1155.1.30, Collana: Produrre cultura creare comunicazione del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale
    Chiara Sumiraschi (a cura di)
    LA VALUTAZIONE COME OPPORTUNITÀ PER LO SVILUPPO REGIONALE
    Esperienze lombarde
    pp. 224, Euro 26,00; E-book Euro 21,00, Cod. 1900.2.9, Collana: Valutazione – collana dell’Associazione Italiana di Valutazione – direttore scientifico: Mauro Palumbo
    Giovanni Urbani (a cura di)
    VALUTARE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: TRA ORGANIZZAZIONE E INDIVIDUO
    Visioni dei valutatori italiani per perfomance e competitività
    pp. 208, Euro 30,00; E-book Euro 24,00, Cod. 1900.2.10, Collana: Valutazione – collana dell’Associazione Italiana di Valutazione – direttore scientifico: Mauro Palumbo
    Saggi di teoria e metodologia
    Guido Giarelli (a cura di)
    METODOLOGIE DI RICERCA COMPARATA IN SOCIOLOGIA DELLA SALUTE E DELLA MEDICINA
    pp. 224, Euro 23,00, Cod. 1341.36, Collana: Salute e Società, diretta da Costantino Cipolla
    Strumenti professionali
    Giovanni Di Franco
    IL CAMPIONAMENTO NELLE SCIENZE UMANE
    Teoria e pratica
    pp. 160, Euro 22,00, Cod. 119.4, Collana: La cassetta degli attrezzi. Strumenti per le scienze umane – diretta da Giovanni Di Franco

    Numero medio componenti per famiglie

    Nell’anno 2009, in Italia, si contano poco meno di 25 milioni di famiglie, 2 milioni in più rispetto al 2003 (+9%). In media ogni nucleo familiare è composto da 2,41 individui, il 4,4% in meno rispetto a 7 anni fa, quando era mediamente costituito da 2,52 persone. Nel tempo si osserva, quindi, un aumento del numero delle famiglie, che sono però sempre più “strette”. Si tratta di una caratteristica tipica delle famiglie italiane moderne, le cui cause sono riconducibili tanto alla denatalità italiana quanto all’allungamento della vita media delle persone e all’instabilità nei rapporti di coppia.
    Il numero medio dei componenti di una famiglia varia, nel 2009, dai 2,04 abitanti medi dei comuni liguri ai 2,78 di quelli campani. Ed infatti è proprio in Campania che si ha il comune con maggior numero di componenti, San Vitaliano (Na) con quasi 4 componenti medi per nucleo familiare, mentre è in Liguria, in provincia di Genova per la precisione, c’è il comune con il minor numero di componenti per famiglia: Fascia, con una media di 1,2 componenti per famiglia.
    In generale, l’immagine che si disegna è quella di un’Italia divisa in due, in cui ad un centro sud in cui vivono famiglie mediamente più numerose, si contrappone un nord con nuclei familiari più piccoli rispetto alla media. Le uniche eccezioni al nord sono costituite dai comuni del lombardo – veneto (con le esclusioni dei capoluoghi di regione) e da quelli localizzati nell’Alto Adige. I comuni dell’area napoletana, assieme ad alcune aree circoscritte di Puglia, Sicilia e Trentino, si confermano quelli con le famiglie mediamente più numerose.

    da:

    La struttura delle famiglie nei Comuni italiani


    Le città paradigma dei tempi: La questione della sicurezza si coniuga con la loro stessa vivibilità

    Le città assumono un ruolo sempre più importante all’interno del Sistema Paese e cambiano con il mutare dei tempi. La questione della sicurezza si coniuga con la loro stessa vivibilità: un parallelismo non solo italiano, ma diffuso in tutti i centri urbani del mondo. La sicurezza è connessa a questioni che riguardano la tenuta del tessuto protettivo, lo sviluppo del tessuto urbano, la riqualificazione dei centri storici, il degrado delle periferie, l’inclusione sociale. Occorre allora agire in modo sinergico per realizzare un costante miglioramento nella progettazione dell’urbanistica, nella gestione e nella cura di tutte le città.

    La percezione dei cittadini riguardo alla sicurezza delle propria città
    L’indagine sulla sicurezza dei cittadini è stata condotta dall’Istat per la terza volta allo scopo di conoscere il fenomeno della criminalità attraverso il punto di vista della vittima. Lo studio riferito agli anni 2008-2009 permette infatti di valutare il “sommerso” di un gran numero di reati e di identificare i gruppi di popolazione più a rischio (il profilo delle vittime, come dove e quando queste hanno subito il reato, relazione con l’autore del reato stesso e i fattori di rischio come ad esempio lo stile di vita, l’abitare in una determinata zona, l’età ecc.). Viene inoltre offerto il quadro della percezione soggettiva della sicurezza come la preoccupazione di subire i reati, del rischio avvertito della criminalità della zona in cui si vive, del rapporto con le forze dell’ordine e delle strategie messe in atto dalle singole persone come dalle famiglie per difendersi. I reati presi in esame sono in particolare: lo scippo, il borseggio, il furto di oggetti personali, la rapina, la minaccia e l’aggressione, la clonazione della carta di credito, la truffa, il furto dei veicoli e delle parti di veicolo, il furto di oggetti dai veicoli, il furto in abitazione e l’ingresso abusivo, gli atti di vandalismo, il  furto e il maltrattamento di animali. Dalla stima è invece esclusa la violenza contro le donne che, richiedendo una metodologia d’indagine particolare, viene rilevata con specifiche analisi. I precedenti studi dell’Istat nell’ambito dei suddetti reati e della percezione da parte delle vittime rispetto alla sicurezza/insicurezza sono stati effettuati negli anni 1997-1998 e 2002. La nuova indagine, rispetto a quelle trascorse, rileva alcune nuove tipologie di reati come la clonazione delle carte di credito, le truffe e le frodi informatiche. Lo studio è stato effettuato su un campione di 60 mila individui di 14 anni e più intervistati su tutto il territorio nazionale con tecnica telefonica.  Il 5,7 per cento degli intervistati ha subito, negli ultimi 12 mesi precedenti l’intervista, reati contro la proprietà (scippi, borseggi e furti di oggetti personali di altro tipo) o reati violenti (minacce, aggressioni, rapine), mentre il 16,2 per cento delle famiglie ha subito reati relativi ai veicoli (furti, tentati furti, atti vandalici ecc.) o reati riguardanti l’abitazione. Tra gli illeciti contro la proprietà subiti dagli individui, al primo posto si collocano i furti di oggetti personali (2,2 per cento), seguiti dai borseggi (1,6 per cento) e dagli scippi (0,5 per cento). Tra i reati violenti sono più numerose le vittime di minacce (0,9 per cento), seguono quelle di aggressioni (0,6 per cento) e di rapina (0,4 per cento). Le famiglie subiscono in primo luogo il vandalismo sui veicoli (7,8 per cento), seguono il furto di biciclette (3,8 per cento), di parti di auto o camion (2,9 per cento), il furto di motorini (2,8 per cento), delle sue parti (2,1 per cento), la sottrazione di oggetti nei veicoli (2,1 per cento), di moto (1,8 per cento) e di automobili (1,7 per cento). Seguono gli atti di vandalismo contro l’abitazione (1,4 per cento), i furti in abitazione principale (1,1 per cento) e il furto di oggetti esterni all’abitazione (0,9 per cento); vengono inoltre maltrattati, feriti o uccisi al 2,6 per cento delle famiglie che ne possiedono.

    Al Sud si subiscono di più le rapine (0,8 per cento), gli scippi (0,7 per cento), le minacce (1,2 per cento), i furti del veicolo (4 per cento furti di moto o motorino, 2,5 per cento furti di auto e camion) e delle parti di veicoli (4,6 per cento sottrazioni di parti di auto e camion, 2,7 per cento di parti di moto e motorino). Al Centro e la Nord si subiscono furti di oggetti personali senza contatto (2,7 per cento al Nord-Ovest), borseggi (2,1 per cento al Centro) e furti nella prima casa (1,5 per cento al Centro e 1,3 per cento al Nord), nonché furti di biciclette (5,1 per cento al Nord-Est). Campania e Lazio sono in vetta alla graduatoria per tutti i tipi di reato. Nei grandi comuni è maggiore la probabilità di subire scippi (1,3 per cento), borseggi (3,1 per cento), furti dei veicoli (sottrazioni di moto e motorino 4,9 per cento, furti di bicicletta 4,8 per cento, furti di auto o camion 3,3 per cento) e delle loro parti di auto o camion (4,3 per cento, di moto o motorino 3,7 per cento) e atti di vandalismo contro i veicoli (12,4 per cento), nonché contro l’abitazione (1,9 per cento). Secondo il campione intervistato per questa indagine i fattori che spingono a denunciare sono l’ammontare delle perdite economiche (quando il valore dei beni rubati supera i 500 euro viene denunciato nel 90 per cento dei casi, il furto in abitazione viene denunciato dall’84,5 per cento, il borseggio viene denunciato dall’83,1 per cento, lo scippo dal 65,8 per cento). La percentuale di denunce in seguito all’aggressione raggiunge il 53,6 per cento in presenza di ferite. Nel caso di furto di carte bancarie ed assegni vengono denunciate il 100 per cento delle rapine, il 91,1 per cento degli scippi, l’87,3 per cento dei borseggi e l’86,4 per cento dei furti di oggetti personali, nel caso di furto di documenti le rispettive denunce sono tutte superiori all’80 per cento. I motivi della non denuncia variano per tipo di reato. La scarsa gravità del fatto è una ragione segnalata, l’inutilità della denuncia alle forze dell’ordine in gran parte legata alla difficoltà ad operare in assenza di elementi certi e d’informazioni sull’autore è sottolineata dalla maggior parte delle vittime dei furti.

    da Le città paradigma dei tempi.


    Il primo database delle Unioni di Comuni, un fenomeno in crescita

    Quello delle Unioni di Comuni è un fenomeno relativamente “giovane” che si sta ampliando considerevolmente. A tal proposito, Cittalia e ANCI lanciano il primo database delle Unioni di Comuni italiani, che ad oggi conta circa 339 Comuni iscritti, di cui 114 appartengono al nord-ovest, 64 al nord-est, 36 al centro e 125 al sud e alle isole. È possibile consultarlo alla pagina web: www.unioni.anci.it/. Invitiamo, pertanto, i comuni ad iscriversi e a quelli già iscritti a prenderne visione segnalandoci eventuali errori all’indirizzo di posta: redazione@cittalia.it .

    Cittalia e ANCI si sono già occupate delle Unioni di comuni nella ricerca: “Lo stato delle Unioni. Rapporto nazionale 2010 sulle Unioni di Comuni”, che nasce dalla volontà di colmare un gap in merito. L’esperienza delle Unioni ha dimostrato di puntare ad una maggiore semplicità strutturale e alla riduzione dei costi per i servizi pubblici migliorandone la qualità e l’efficienza; pur traendo origine dalla necessità di far fronte alle difficoltà economiche e alla scarsità di risorse dei piccoli Comuni.

    Alcuni dati rilevanti, emersi dalla ricerca, mostrano che l’esperienza di associazioni attraverso l’unione dei servizi pubblici locali coinvolge maggiormente i piccoli Comuni con meno di 5 mila abitanti; è altrettanto vero però che più del 30% dei Comuni fondatori presenta un numero superiore ai 5 mila abitanti comportando la nascita di Unioni di Comuni di dimensioni rilevanti sotto il profilo numerico. L’efficacia di un tale esperimento ha coinvolto anche enti locali di dimensioni maggiori tanto da originare realtà istituzionali simili a quelle di una provincia.

    Nelle piccole realtà locali l’esperienza dell’associazionismo ha giocato senz’altro un ruolo decisivo nell’affermarsi di questa nuova realtà istituzionale. Il dato rilevante è che le unioni del sud tendono ad aumentare nel periodo 2000-2005, in concomitanza con il cambiamento del quadro normativo, per cui dopo un periodo di prova, non è più necessario che l’unione debba dar vita ad una fusione di comuni (L. n° 265/99), rispetto, invece, alle Unioni del nord che nel 20% dei casi risultano costituite negli ultimi tre anni, a dimostrazione del fatto che vi sono maggiori politiche di incentivazione da parte delle amministrazioni regionali del nord.

    Dal punto di vista strutturale, poi, le Unioni nel sud non superano i 20 addetti, mentre quasi il 30% delle unioni del centro Italia ha un numero di addetti in organico tra i 20 e i 50; questo vuol dire che il fenomeno in oggetto si presenta maggiormente consolidato al centro rispetto alle esperienze del sud. Mentre al nord il 60% degli intervistati dichiara di avvalersi di personale assunto nel 25% dei casi. Si può trarre la conclusione, dunque, che esse non rappresentano affatto uno strumento di ampliamento della spesa pubblica e di assunzione incontrollata di personale. Il personale tende a crescere, anche se in modo non del tutto lineare, a seconda del numero dei servizi gestiti; mentre la spesa corrente e in conto capitale tende a crescere, al contrario, in modo uniforme in relazione ai servizi gestiti e alle funzioni svolte. Basti pensare che i Comuni con una spesa inferiore al milione di euro gestiscono fino ad un massimo di sei conferimenti di funzione, mentre quelli con una spesa annua superiore al milione di euro gestiscono un numero decisamente superiore di servizi.

    I dati relativi alla spesa corrente e alla spesa in conto capitale evidenziano anche una differenza tra le unioni del nord, del centro e del sud Italia in termini di funzioni svolte. Se nel nord Italia oltre l’80% delle unioni svolge più di cinque funzioni, nel sud, invece, solo nel 29% dei casi si registra un dato simile. Le unioni del sud gestiscono da due a cinque servizi comunali mentre quelle del nord gestiscono da cinque a venti servizi comunali; le unioni di centro, invece, si trovano a gestire da un minimo di tre ad un massimo di dieci servizi comunali. Ciò dipende anche da una drastica riduzione dei finanziamenti, in tre casi su quattro si assiste ad una riduzione dei finanziamenti statali mentre in un caso su tre a quella dei finanziamenti regionali. Il report ha posto l’attenzione anche sui servizi associati. È emerso che ben 27 sono le funzioni conferite alle unioni. In primis è la costituzione del Corpo unico di Polizia Municipale che viene associato sei volte su dieci; mentre i servizi attinenti la cultura, la protezione civile ed i servizi sociali diventano associati in quattro unioni su dieci. I servizi “interni”, quelli riguardanti la gestione dei sistemi informativi ed informatici e la gestione del personale nonché il nucleo di valutazione, sono i servizi più conferiti tre volte su dieci. Inoltre, le 27 funzioni e servizi più associati fanno registrare un “progresso quali quantitativo nei servizi erogati” dai singoli comuni; proprio l’obiettivo che si intendeva raggiungere attraverso l’unione di comuni.

    Infine, la ricerca conferma la direzione verso un sistema istituzionale semplice, cooperativo incentrato sulla rappresentanza di secondo livello. Si punta, infatti, a presidenze stabili delle unioni con il 27,9% di esse che prediligono mandati superiori ad un anno, mentre, ben il 35,3% delle unioni preferisce mandati della durata pari a quelli dei sindaci evitando rotazioni eccessive del ruolo del Presidente. Per di più, la rappresentanza nei Consigli delle unioni non prevede il principio di proporzionalità in relazione al numero di abitanti di ogni comune piuttosto si parla di un numero di quote uguale per tutti i comuni aderenti in modo tale da non penalizzare quelli più piccoli.

    da Il primo database delle Unioni di Comuni, un fenomeno in crescita.


    I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e di proposta

    altCittalia in collaborazione con l’ANCI – Area Welfare, Scuola e Immigrazione ha presentato la ricerca “I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e proposta”, nel corso della Conferenza Nazionale della Famiglia tenutasi dall’8 al 10 novembre a Milano. Il documento parte dall’analisi della situazione attuale delle famiglie italiane facendo il punto sulle politiche adottate dai Comuni. Le prime evidenze che emergono riguardano l’attuale riduzione degli aiuti alle famiglie rispetto agli anni passati con la consapevolezza, però, che la famiglia è quella “micro comunità” in cui si forma la personalità dell’individuo. L’applicazione del principio di sussidiarietà e la collaborazione tra il cittadino e la PA locale, potrebbero essere i punti dai quali partire per rimettere in piedi la famiglia. Passare, dunque, dall’approccio puramente assistenzialista ed emergenziale a policy che vanno applicate nell’ottica della prevenzione di situazioni di disagio. Questo è l’impegno dell’ANCI.

    Le criticità riscontrate
    Si legge nel documento che le famiglie sono sempre più “strette” con un invecchiamento della popolazione e una diminuzione delle nascite. Nel 2009, infatti, si contano circa 25 milioni di famiglie, 2 milioni in più rispetto al 2003 (+9%) ma risultano, appunto, sempre più “strette”. Questo vuol dire che il nucleo familiare tende a ridursi; si compone, infatti, di 2,41 persone, cioè il 4,4% in meno rispetto a sette anni fa (quando il nucleo familiare era composto da 2,52 persone). Ciò dipende anche dal basso tasso di natalità nonché dall’aumento dell’età media. Al sud, precisamente nelle aree del napoletano e in alcune zone della Puglia e della Sicilia, si registrano nuclei familiari più numerosi rispetto al nord con l’eccezione dei Comuni del lombardo-veneto (escludendo i capoluoghi di regione) e delle zone alpine del Trentino-Alto Adige. Il tasso di natalità, seppur in lieve aumento per la presenza di popolazione immigrata (+0,1 per mille), risulta essere al 2009 pari a 9,43 rispetto al valore medio di inizio decennio pari a 9,53. Inoltre, il tasso di natalità della popolazione straniera risulta ancora superiore rispetto a quello della popolazione residente: 18,42 contro 9,43. A ciò è da aggiungersi la situazione di difficoltà in cui le famiglie più numerose si vengono a trovare. Nel nostro Paese sono circa 2 milioni e 657 mila le famiglie in condizione di povertà relativa, il 13,1% dell’intera popolazione. Al nord la situazione è pressoché stabile  rispetto al 2000 (dal 5% circa al 4,9% nel 2009), al centro, invece, l’incidenza della povertà relativa aumenta nelle famiglie in cui il capofamiglia è un operaio (dal 7,9% del 2000 all’11,3% del 2009), mentre al sud il picco di povertà è stato toccato tra il 2007 e il 2008 sfiorando il 24%. Mentre la popolazione in condizione di povertà assoluta è circa il 4,7% delle famiglie residenti, ben 1.162 mila prendendo il 2009 come anno di riferimento.

    Il sistema socio-sanitario, come quello previdenziale sono messi a dura prova dalla forte crescita dell’indice di dipendenza tra popolazione in età attiva e inattiva. Il problema della denatalità e dello scarso numero di servizi destinato alla prima infanzia e alla famiglia si ricollegano anche al basso tasso di disoccupazione delle donne. Basti pensare che il tasso di disoccupazione femminile tra le donne attive (15 – 64 anni) è pari al 47,7% nel 2008 inferiore di circa 12 punti percentuali rispetto al dato europeo (Ue a 27) che si attesta sul 59,1%.

    L’Italia è agli ultimi posti in Europa per servizi alla famiglia con una scarsa diffusione di forme di lavoro part-time, ad esempio, che permettano di conciliare la vita familiare con quella lavorativa. Per l’anno 2011, per di più, le risorse destinate alle famiglie sono state ridotte, solo per fare un esempio, in base al disegno di legge 3778 (legge di stabilità 2011), al Fondo per le politiche della famiglia sono stati destinati 52,466 milioni di euro, mentre nell’anno 2009, il fondo ammontava a ben 186,571 milioni di euro. Per questo bisogna ripartire dalla rete locale, al centro della quale si pone il Comune, come quella realtà amministrativa più prossima al cittadino che ne conosce i bisogni e le problematiche.

    Il nuovo approccio alle politiche familiari
    Per ripartire e porre al centro della rete locale la famiglia bisogna concepirla come un bene comune dell’intera comunità e come tale si configura come un vero e proprio attore politico. L’impegno dell’ANCI può essere tradotto nella volontà di:
    1. superare l’approccio emergenziale con la concreta applicazione del principio di sussidiarietà sia orizzontale che verticale, questo vuol dire coinvolgere e “favorire” le organizzazioni del privato sociale, del terzo settore e le reti associative familiari;
    2. puntare alla promozione di ambienti “family friendly”;
    3. puntare ad una nuova politica fiscale che tenga conto del “carico familiare complessivo” aiutando le famiglie più numerose che sono anche quelle più colpite dalla povertà;
    4. sostenere la formazione di nuove famiglie attraverso programmi di social housing;
    5. infine, incentivare meccanismi di monitoraggio e valutazione dell’impatto familiare (VIF) per verificare gli effetti, in anticipo, delle politiche adottate ai diversi livelli di governo.

    Per questa serie di ragioni, l’ANCI intende incoraggiare la nascita di vaste reti locali tra le forze sociali, culturali ed economiche in cui sia possibile l’effettiva applicazione di politiche familiari. Al centro delle stesse si pone il Comune come quella realtà territoriale in cui si concretizza l’incontro tra sussidiarietà orizzontale (tra istituzioni e cittadinanza attiva) e verticale (tra i livelli di governo). Molte iniziative, che vanno in questa direzione, sono state realizzate da vari Comuni  in collaborazione con le famiglie stesse e le reti associative, nello specifico, si parla di Centri per la famiglia come pure la realizzazione di corsi dedicati ai genitori  per educare i bambini al corretto uso delle nuove tecnologie ecc. L’ANCI si impegna a raccogliere e diffondere dati e informazioni su queste best practice affinché quelle realtà comunali ancora lontane da sperimentazioni del genere possano replicarle sul proprio territorio.

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    I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e di proposta (Clicca qui per ingrandire)

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    da I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e di proposta.


    Giovanni Reale: Occorre che le parti riconoscano anzitutto la sacralità o almeno il rispetto della vita, sapendo che la sofferenza e la morte ne sono parte e ci riguardano tutti

    ….

    Ha seguito le polemiche per la presenza della vedova Welby e di Beppino Englaro a «Vieni via con me?» «Parlavo di riduzionismo e di errori: la tecnica cresciuta a dismisura ha inglobato anche il sacro e il religioso. Prendiamo il caso Welby: non è stata eutanasia, è chiarissimo. Parlarne è un errore di ermeneutica. Lo dissi anche allora: diverso è darsi la morte o, invece, accettare la morte inevitabile. Guai a trasferire la “sacralità” dalla vita alla tecnica! Quell’ uomo era rimasto ostaggio di un macchina. Ma Dio ha creato la natura, non la tecnica: quella è un prodotto dell’ uomo. E nel caso di Welby, come per Eluana, era sacrosanto dare ragione alla natura». E quelli che vanno avanti? «Non è che io neghi il diritto di chi resiste. Però non lo si può imporre a nessuna persona. Anche se qualche prelato è caduto nell’ errore, vittima del paradigma scientistico-tecnologico». La Chiesa sbagliò a negare i funerali a Welby? «Certo che sì: l’ amore doveva prevalere. Ma non è stata la Chiesa, che ha un’ esperienza grandiosa. Ha sbagliato chi lo decise, e non per cattiveria: è caduto vittima del paradigma scientistico». Il cardinale Ravasi ha ricordato come sui «temi ultimi» si debba «riproporre ininterrottamente la questione». È possibile il dialogo? «Sì, anche se molto difficile. Occorre che le parti riconoscano anzitutto la sacralità o almeno il rispetto della vita, sapendo che la sofferenza e la morte ne sono parte e ci riguardano tutti. Camus, che si diceva ateo, dava la risposta più profonda all’ “uomo in rivolta” contro il dolore e la morte: non possiamo più prendercela con Dio, perché si è fatto uomo e ha preso su di sé i nostri mali»

    l’intero articolo qui:

    da: «Platone insegna: la vita non è di nostra proprietà».


    Sandra Sarti, L’Italia dei Rifugiati

    altNel volume “L’Italia dei rifugiati”, Sandra Sarti, impegnata da anni nella Direzione dei Servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo del Ministero dell’Interno, traccia il quadro della situazione dei rifugiati proponendo un excursus sulla storia del diritto d’asilo e delle politiche europee in atto, delineando le condizioni di maggiore vulnerabilità di donne, minori e di chi, per motivi legati alla negazione dei propri diritti nel paese di provenienza nonché per condizioni di viaggio sfiancanti o violenze e soprusi subiti, manifesta un disagio mentale. Ampio spazio è dedicato anche all’iter della domanda di protezione internazionale e al sistema nazionale di accoglienza, lo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) senza tralasciare quelle che sono le fonti normative e la gestione dei fondi europei.
    “È un volume che mancava, diventerà la base per le attività di formazione per gli amministratori che vorranno approfondire le tematiche relative ai rifugiati”, ha osservato Flavio Zanonato, vicepresidente ANCI e sindaco di Padova. Inoltre il sistema dello SPRAR, si è mostrato funzionale ed efficace,  infatti, “il sistema per i richiedenti asilo e rifugiati ha dato i frutti che speravamo, la collaborazione ANCI-Ministero dell’Interno ha fornito ottimi risultati su questo versante”, ha spiegato Zanonato.

    L’evoluzione della disciplina del diritto d’asilo è strettamente connessa con il fenomeno migratorio, che è di per sé cambiato. Non è più quello che l’Europa ha conosciuto prima della caduta del muro di Berlino, a cambiare, infatti, sono le motivazioni e le rotte delle popolazioni in fuga. Vengono a delinearsi, così, situazioni paradossali per cui i paesi conosciuti come “paesi di fuga” si configurano allo stesso tempo tra i primi paesi nell’accoglienza di rifugiati (Iran e Sudan). In realtà circa l’80% della popolazione rifugiata mondiale risiede in un paese in via di sviluppo, mentre, secondo i dati dell’UNHCR, questo fenomeno interessa l’Unione Europea in minima parte; infatti, solo il 12% della popolazione rifugiata e richiedente asilo si concentra nei paesi dell’Unione.
    L’Unione Europa sta mettendo a punto un sistema d’asilo congiunto per incoraggiare l’integrazione e i diritti dei rifugiati. Un fenomeno ancora poco conosciuto nel nostro Paese, come ha rivelato uno studio Cittalia, solo la metà della popolazione italiana ne conosce esattamente il significato causa anche la confusione generata dai media nell’uso dei termini di “rifugiato”, “immigrato”, “clandestino” e “profugo”, come fossero termini interscambiabili. È vero anche che passi in avanti sono stati fatti nel settore dell’informazione, infatti, con l’adozione della Carta di Roma, nel 2008, il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti si è dotato di un codice deontologico per la promozione di una corretta informazione al riguardo.

    Il volume, presentato lo scorso 24 novembre, presso la sala Conferenze dell’ANCI, si pone come un importante contributo per gli amministratori e per chi si trova ad affrontare le problematiche relative ai rifugiati.

    Scarica il documento (Pdf)

    L’Italia dei Rifugiati (Clicca qui per ingrandire)

    da L’Italia dei Rifugiati.


    FrancoAngeli – Informatemi 8/10 – Politiche e servizi sociali – pamalteo@gmail.com – Gmail

    Politiche e servizi sociali
    In particolare evidenza
    Fondazione Ismu
    SEDICESIMO RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI 2010
    pp. 448, Euro ,00, Cod. 907.41, Collana: ISMU Iniziative e Studi sulla Multietnicità ATT.NE: volume disponibile dopo il 6 dicembre
    Strumenti didattici
    Giovanni F. Ricci, Domenico Resico, Luca Pino (a cura di)
    IL CLOWN PROFESSIONALE NEI SERVIZI ALLA PERSONA
    Materiali per la formazione del clown in corsia
    pp. 176, Euro 21,00, Cod. 487.2, Collana: Erica – Educare alla responsabilità per includere in una Cittadinanza Attiva – diretta da Giovanni F. Ricci
    Saggi e ricerche
    Giovanni Battista Sgritta (a cura di)
    DENTRO LA CRISI
    Povertà e processi di impoverimento in tre aree metropolitane
    pp. 272, Euro 28,50, Cod. 1420.182, Collana: La societa’
    O.n.da-Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, (a cura di) Flavia Franconi
    LA SALUTE DELLA DONNA
    Un approccio di genere
    pp. 176, Euro 20,00, Cod. 2000.1295, Collana: Varie
    Natale Ammaturo, Elena de Filippo, Salvatore Strozza (a cura di)
    LA VITA DEGLI IMMIGRATI A NAPOLI E NEI PAESI VESUVIANI
    Un’indagine empirica sull’integrazione
    pp. 288, Euro 27,00, Cod. 907.40, Collana: ISMU Iniziative e Studi sulla Multietnicità
    Chiara Sumiraschi (a cura di)
    LA VALUTAZIONE COME OPPORTUNITÀ PER LO SVILUPPO REGIONALE
    Esperienze lombarde
    pp. 224, Euro 26,00; E-book Euro 21,00, Cod. 1900.2.9, Collana: Valutazione – collana dell’Associazione Italiana di Valutazione – direttore scientifico: Mauro Palumbo
    Teresa Bonifacio
    ANCHE DA VECCHIE
    Le donne nella terza e quarta età
    pp. 160, Euro 21,00, Cod. 623.38, Collana: Griff – Gruppo di ricerca sulla famiglia e la condizione femminile
    Annamaria Candela, Giovanni Viganò (a cura di)
    DINAMICHE DEL WELFARE PUGLIESE
    Implementazione del Sistema Informativo Sociale Regionale: i risultati su sei reti di servizi alle persone
    pp. 224, Euro 20,00, Cod. 294.31, Collana: Demos – Percorsi, culture, trasformazioni
    Marco Riglietta, Giovanni Viganò (a cura di)
    PERSPECTIVES IN ALCOHOL AND DRUG CONSUMPTION IN EUROPE
    Social and epidemiological outlooks of three European contexts
    pp. 160, Euro 19,00, Cod. 294.32, Collana: Demos – Percorsi, culture, trasformazioni
    Riproposte
    Gianni Montesarchio, Claudia Venuleo
    NARRAZIONE DI UN ITER DI GRUPPO Intorno alla formazione in psicologia clinica
    Dina Galli
    IL SERVIZIO SOCIALE PER MINORI Manuale pratico per assistenti sociali
    Maurizio Stefano Mancuso
    LE FRECCE DELL’EROE Le figure mitiche della giovinezza da Dioniso alla pubblicità dei jeans

    Emanuele Severino: Si dice che a queste sue disposizioni non si può dar corso perché nulla assicura che nel frattempo l’ interessato non abbia cambiato parere. Ma si dimentica che, d’ altra parte, non c’ è nemmeno nulla che assicuri che, invece, il parere l’ ha cambiato

    Il filosofo Emanuele Severino, 81 anni, parla al telefono dalla sua casa di Brescia. «Ho già detto a suor Giusy – che con il professore Zaninetta guida la Domus ed è a sua volta docente all’ Università Cattolica – che quando toccherà a me, vorrò andare da loro per morire come è morta mia moglie. Si è detta d’ accordo. Ma c’ è chi non sopporta di morire in questo modo. Non c’ è ovunque una Domus come quella di Brescia. C’ è invece una legislazione in base alla quale è possibile incriminare i medici per omicidio quando si ritiene che essi abbiano sospeso un’ assistenza che ancora non era accanimento terapeutico. Chi stabilisce quando esso incomincia? Che fare quando i medici hanno paura o si adeguano in coscienza alle direttive della Chiesa o mascherano con queste direttive la loro paura per altro legittima?». Lei condanna il gesto di Mario Monicelli? «Condannare non fa parte della logica del mio discorso filosofico. Mi sembra d’ altra parte che abbia più della nobiltà che del suo contrario. Ho sempre trovato contraddittoria una legislazione che non punisce il suicidio non riuscito, tentato da chi aveva la capacità di compierlo; e invece punisce il medico che rispetto a uno che non abbia la capacità di farlo è il caso Welby lo aiuta ad uccidersi. Con la conseguenza che, quando il medico non intende essere incriminato, il suicidio di questo secondo candidato alla morte è reso impossibile. Questa legislazione impedisce che i cittadini siano uguali di fronte alla legge. Con una legge che invece li rendesse uguali, Monicelli non sarebbe morto in questo modo, doppiamente tragico». Serviva un gesto così drammatico perché tornasse ad essere pronunciata nelle stanze della politica la parola eutanasia. Perché? «Perché l’ attuale legislazione è tollerata dalla Chiesa, e ci sono molti interessi a non infastidire la Chiesa. E chi, affetto da male irreversibile e ormai incosciente, ha lasciato scritto o comunicato a persone di sua fiducia che quando non fosse più in grado di alimentarsi da solo desidera che anche l’ alimentazione artificiale venga sospesa e sia lasciato morire? È quanto chiederò alla Domus. Si dice che a queste sue disposizioni non si può dar corso perché nulla assicura che nel frattempo l’ interessato non abbia cambiato parere. Ma si dimentica che, d’ altra parte, non c’ è nemmeno nulla che assicuri che, invece, il parere l’ ha cambiato. Chi lo assiste si trova quindi dinnanzi a due possibilità equivalenti, e, se non ci sono altri indizi, perché scartare e non far valere l’ unico indizio che si ha a disposizione, cioè la volontà che costui ha a suo tempo espresso? Anche per questo il testamento biologico è indispensabile

    via«Quando tutto sarà ormai inutile chiederò di morire».


    News FrancoAngeli

    Psicologia e psicoterapia: teorie e tecniche
    Strumenti per la professione
    Sergio Marsicano (a cura di)
    PSICHE, ARTE E TERRITORI DI CURA
    pp. 272, Euro 33,00, Cod. 1250.163, Collana: Psicoterapie
    Franco Lolli, Stefania Pepegna, Fabio Sacconi (a cura di)
    DISABILITÀ INTELLETTIVA E SESSUALITÀ
    pp. 112, Euro 16,00, Cod. 1250.167, Collana: Psicoterapie
    Loredana Pagliarani, Franco Baldini (a cura di)
    IL TRATTAMENTO NELLA DIPENDENZA DA COCAINA
    Protocollo d’intervento cognitivo comportamentale ambulatoriale per operatori
    pp. 176, Euro 22,00; E-book Euro 18,00, Cod. 1305.134, Collana: Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo
    Paolo Cervari, Silvia Cornaglia, Domenico Sorrenti, Massimo Tarantino, Maria Grazia Turri
    IES INTELLIGENZA EMPATICO SOCIALE
    I neuroni specchio per lo sviluppo delle organizzazioni
    pp. 272, Euro 28,00, Cod. 100.752, Collana: Am / La prima collana di management in Italia
    Alfio Lucchini, Pietro Fausto D’Egidio (a cura di)
    CASI CLINICI DI TERAPIA CON METADONE
    L’esperienza dei Servizi per le Dipendenze italiani
    pp. 352, Euro 34,00; E-book Euro 27,00, Cod. 231.1.48, Collana: Clinica delle dipendenze e dei comportamenti di abuso – direttore scientifico: Alfio Lucchini
    Laura Borgogni (a cura di)
    DAL PERFORMANCE MANAGEMENT ALLO SVILUPPO DELLE PERSONE
    Modelli e tecniche
    pp. 304, Euro 36,00, Cod. 1157.14, Collana: Persone, Reti, Lavori. Idee e strumenti per il management delle persone – diretta da Laura Borgogni e Gabriele Gabrielli
    Silvia Dello Russo (a cura di)
    LEADERSHIP E GRUPPI DI SUCCESSO
    La ricerca per la pratica organizzativa
    pp. 128, Euro 18,00, Cod. 1157.15, Collana: Persone, Reti, Lavori. Idee e strumenti per il management delle persone – diretta da Laura Borgogni e Gabriele Gabrielli
    Irene Sartori
    DISABILITÀ COGNITIVO-LINGUISTICA E COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA
    pp. 112, Euro 14,50, Cod. 1305.132, Collana: Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo
    Textbook e strumenti didattici
    Irene Petruccelli
    INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO SOCIALE
    pp. 192, Euro 25,00, Cod. 1240.1.36, Collana: Serie di psicologia
    Guide di autoinformazione e autoaiuto
    Rita D’Amico, Mafalda Cipulli, Lia Giancristofaro
    VIVERE CON L’EPILESSIA
    Aspetti clinici, psicologici e culturali
    pp. 240, Euro 28,00; E-book Euro 23,00, Cod. 1411.59, Collana: Self-help
    Saggi e ricerche
    Ernesto Venturini, Domenico Casagrande, Lorenzo Toresini
    IL FOLLE REATO
    Il rapporto tra la responsabilità dello psichiatra e la imputabilità del paziente
    pp. 304, Euro 32,00, Cod. 1240.358, Collana: Serie di psicologia
    Valeria Schimmenti (a cura di)
    OLTRE LA MADRE
    Relazioni familiari e sviluppo psicologico
    pp. 176, Euro 22,00, Cod. 1240.354, Collana: Serie di psicologia
    Lucrezia De Domizio Durini, Giancarlo Trentini, Vitantonio Russo
    ARTE ED ECONOMIA
    Chiavi di lettura socio-psicologica
    pp. 128, Euro 17,00; E-book Euro 13,50, Cod. 1243.57, Collana: Psicologia sociale – diretta da Giancarlo Trentini
    Alberto Zatti
    UN DONO PER LA COPPIA
    Dall’individuo alla comunità
    pp. 160, Euro 17,50, Cod. 1240.356, Collana: Serie di psicologia
    Maria Gabriella Nicotra, Giulia Maria d’Ambrosio (a cura di)
    IL LAVORO CLINICO CON GLI ADOLESCENTI
    Prevenzione, cura, conflitti e trasformazioni nelle istituzioni e nei contesti di vita
    pp. 304, Euro 30,00; E-book Euro 24,00, Cod. 98.13, Collana: Puer – collana promossa dall’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia
    Giorgio Falgares, Lucrezia Lorito (a cura di)
    ESPERIENZE ATTRAVERSO IL GRUPPO
    Teoria, ricerca e intervento
    pp. 160, Euro 21,00, Cod. 1240.357, Collana: Serie di psicologia
    Atti di convegno
    Paride Braibanti (a cura di)
    IX CONGRESSO NAZIONALE S.I.P.SA
    La psicologia della salute tra ricerca e intervento nei servizi sociosanitari, nella comunità, nei luoghi di lavoro e nella scuola
    pp. 432,E-book Euro 32,00, Cod. 2000.1298, Collana: Varie

    Aids: prevenire il contagio con un farmaco?

    ….

    era già usato nella terapia di malati di AIDS, ma ora è stato testato su soggetti omosessuali sani, a rischio di contagio AIDS per via sessuale. La sperimentazione internazionale, condotta fra il 2007 e il 2009 ha coinvolto 11 centri di  ricerca in 6 paesi del mondo (Sudafrica, Thailandia, Perù Brasile, Stati Uniti) e ha dimostrato che Trouvada, se assunto quotidianamente da adulti sessualmente attivi, è capace di ridurre il rischio di infezioni fino al 70%.

    Gli esperti italiani interpellati sull’uso preventivo del farmaco, sollevano però obiezioni: Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Iss, l’istituto Superiore di Sanità esclude che il Trouvada possa essere somministrato in maniera generalizzata, inoltre il farmaco andrebbe assunto cronicamente e finirebbe per dare effetti collaterali al rene e al fegato, inoltre ha un notevole costo. Vella ribadisce che la strada maestra per battere l’AIDS è il vaccino, che la virologa italiana Barbara Ensoli sta sviluppando con la seconda fase del protocollo di sperimentazione sull’uomo, assistita da lauti finanziamenti governativi.

    Gianni Rezza epidemiologo dell’Iss ritiene che Trouvada non possa essere usato come unico  “profilattico” farmacologico, perché sarebbe come dare la patente per avere rapporti sessuali non protetti, disinvolti e di conseguenza rischiosissimi, soprattutto per i giovani e le categorie più a rischio di AIDS.

    vai all’intero articolo qui:

    Aids: prevenire il contagio con un farmaco?.


    Alessandro Bergonzoni parla di comunicazione, vita, morte, stati limite, etica …, da La7 Niente di personale, 28 novembre 2010

    Un messaggio di alto valore morale, personale, professionale.

    Da meditare con profondità per riflettere sui nostri comportamenti.

    Vai all’audio di:


    Prospettive Sociali e Sanitarie n. 21/2010

    Prospettive Sociali e Sanitarie
    anno XL – n. 21 – 1 dicembre 2010

    In apertura un contributo dedicato all’insegnamento sulla salute globale nella formazione medica e al dibattito ad esso legata negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
    L’articolo successivo presenta un estratto di un lavoro di ricerca svolto nel nord Italia dedicato al lavoro sociale tra policy making e immigrazione.
    Segue la presentazione dei risultati di una ricerca dedicata al rapporto tra famiglie migranti con bambini disabili e servizi pubblici.
    Infine, un contributo che propone alcune riflessioni sull’utilizzo delle reti sociali in un momento in cui il sistema di welfare è particolarmente in affanno per carenza di risorse.
    Chiudono il numero Diritto in Prospettive, questa volta dedicato all’allontanamento dei minori dalle famiglie di origine, seguito dalla rubrica mensile di attualità Accadde domani.

    ________________________
    Prospettive Sociali e Sanitarie
    via XX Settembre 24, 20123 Milano
    tel. 0246764275 – fax 0246764312
    http://pss.irs-online.it


    La mediazione: cos’è e chi la esercita

    Allo scopo di evitare i lunghissimi tempi della giustizia ordinaria in caso di liti è stato introdotto, con il D. Lgs. 28/2010 (pubblicato nella G.U. n.53 del 5 marzo 2010), l’istituto giuridico della mediazione in materia civile e commerciale. L’obiettivo è appunto quello di disincentivare il ricorso in tribunale e quindi ridurre progressivamente l’arretrato che grava sulla giustizia italiana… continua.


    1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids

    1 dicembre 2010

    GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL’AIDS

    Ogni anno il 1° dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di ricordare i progressi compiuti nella cura, nella prevenzione e nell’informazione dell’HIV/AIDS e al contempo di sensibilizzare la comunità internazionale e i singoli individui all’impegno verso le nuove sfide che l’epidemia ci pone e gli obiettivi non ancora raggiunti.

    La data del 1° dicembre è stata scelta perché il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 negli USA. In questi 30 anni l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.

    Nonostante l’efficacia dei nuovi farmaci non è ancora possibile guarire dall’Aids, e la curva dei nuovi casi non ha mai smesso di crescere. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi dei veri e propri allarmi nel milanese e nel varesotto con medie di due infezioni al giorno, riguardanti in buona parte ragazzi molto giovani che hanno contratto il virus durante rapporti eterosessuali.

    Contorno Viola e Arcigay sono due associazioni da anni impegnate nel territorio sul tema della prevenzione Aids:

    Da oltre dieci anni l’Associazione Contorno Viola, in collaborazione con l’Asl VCO, ha promosso momenti formativi in tutte le scuole superiori della provincia, avvalendosi della tecnica della peer education e raggiungendo diverse migliaia di studenti.

    Arcigay da oltre 26 anni si occupa in tutta Italia di prevenzione all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

    La nuova campagna per il primo dicembre “Fate l’Amore. E la guerra all’AIDS” ci ricorda l’importanza fondamentale della prevenzione nei rapporti sessuali.

    Arcigay Nuovi Colori e Contorno Viola saranno presenti con un gazebodomenica 5 dicembre a Verbania Intra in via baiettini dalle ore 11:00 alle ore 17:00 per la distribuzione gratuita di materiale informativo e preservativi.

    Anche in futuro, con l’aiuto delle Istituzioni, continueremo ad impegnarci per contrastare questo grave, e mediaticamente sottovalutato, fenomeno.

    Per ulteriori informazioni

    Arcigay Nuovi Colori Verbania 3383108399 | www.arcigayverbania.it
    Contorno Viola 346 9780665 | www.peer-education.it

    Info: Ambulatorio malattie infettive Verbania, Via Crocetta – 0323 541329



    Politiche e servizi sociali, News della FrancoAngeliolitiche e servizi sociali

    Politiche e servizi sociali
    In particolare evidenza
    Fondazione Ismu
    SEDICESIMO RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI 2010
    pp. 448, Euro ,00, Cod. 907.41, Collana: ISMU Iniziative e Studi sulla Multietnicità ATT.NE: volume disponibile dopo il 6 dicembre
    Strumenti didattici
    Giovanni F. Ricci, Domenico Resico, Luca Pino (a cura di)
    IL CLOWN PROFESSIONALE NEI SERVIZI ALLA PERSONA
    Materiali per la formazione del clown in corsia
    pp. 176, Euro 21,00, Cod. 487.2, Collana: Erica – Educare alla responsabilità per includere in una Cittadinanza Attiva – diretta da Giovanni F. Ricci
    Saggi e ricerche
    Giovanni Battista Sgritta (a cura di)
    DENTRO LA CRISI
    Povertà e processi di impoverimento in tre aree metropolitane
    pp. 272, Euro 28,50, Cod. 1420.182, Collana: La societa’
    O.n.da-Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, (a cura di) Flavia Franconi
    LA SALUTE DELLA DONNA
    Un approccio di genere
    pp. 176, Euro 20,00, Cod. 2000.1295, Collana: Varie
    Natale Ammaturo, Elena de Filippo, Salvatore Strozza (a cura di)
    LA VITA DEGLI IMMIGRATI A NAPOLI E NEI PAESI VESUVIANI
    Un’indagine empirica sull’integrazione
    pp. 288, Euro 27,00, Cod. 907.40, Collana: ISMU Iniziative e Studi sulla Multietnicità
    Chiara Sumiraschi (a cura di)
    LA VALUTAZIONE COME OPPORTUNITÀ PER LO SVILUPPO REGIONALE
    Esperienze lombarde
    pp. 224, Euro 26,00; E-book Euro 21,00, Cod. 1900.2.9, Collana: Valutazione – collana dell’Associazione Italiana di Valutazione – direttore scientifico: Mauro Palumbo
    Teresa Bonifacio
    ANCHE DA VECCHIE
    Le donne nella terza e quarta età
    pp. 160, Euro 21,00, Cod. 623.38, Collana: Griff – Gruppo di ricerca sulla famiglia e la condizione femminile
    Annamaria Candela, Giovanni Viganò (a cura di)
    DINAMICHE DEL WELFARE PUGLIESE
    Implementazione del Sistema Informativo Sociale Regionale: i risultati su sei reti di servizi alle persone
    pp. 224, Euro 20,00, Cod. 294.31, Collana: Demos – Percorsi, culture, trasformazioni
    Marco Riglietta, Giovanni Viganò (a cura di)
    PERSPECTIVES IN ALCOHOL AND DRUG CONSUMPTION IN EUROPE
    Social and epidemiological outlooks of three European contexts
    pp. 160, Euro 19,00, Cod. 294.32, Collana: Demos – Percorsi, culture, trasformazioni
    Riproposte
    Gianni Montesarchio, Claudia Venuleo
    NARRAZIONE DI UN ITER DI GRUPPO Intorno alla formazione in psicologia clinica
    Dina Galli
    IL SERVIZIO SOCIALE PER MINORI Manuale pratico per assistenti sociali
    Maurizio Stefano Mancuso
    LE FRECCE DELL’EROE Le figure mitiche della giovinezza da Dioniso alla pubblicità dei jeans

    Duccio Demetrio, intervistato da Alessandra Cicalini, parla di sè, dei suoi libri e della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e il talento “femminile” per l’autobiografia | Muoversi Insieme

    sono stati due uomini come lei e Saverio Tutino, il fondatore dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano a creare la Libera università dell’autobiografia... Quando avete avuto l’idea?


    La sera di Natale del 1997 che ho passato con Saverio Tutino in una trattoria di Anghiari che è a venti chilometri dal paese sede dell’Archivio. In realtà, era già qualche tempo che stavo cercando un luogo in cui fosse possibile “raccontarsi”, finché non ho conosciuto Saverio con cui è nata una vera amicizia virile. Insieme, quella sera, abbiamo stilato il Manifesto costitutivo della Lua.

    Com’è strutturata?


    Non abbiamo contributi esterni, ci autofinanziamo con i nostri corsi, a partire da quello di base aperto a 50 iscritti fino ai seminari e i corsi a distanza. Nel tempo, si sono formati poi circoli di scrittura autobiografica nei luoghi di origine di chi ci ha conosciuto, per esempio in diverse case di riposo.


    leggi tutta l’intervista qui:


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