Claudio Risè, La tecnica al servizio della regressione
Pubblicato: 9 dicembre 2010 Filed under: aspirazioni, Bioetica e Biopolitica, Famiglie, Familismo amorale, Maschile/Femminile, Risè Claudio 1 Commento »Una messicana cinquantenne ha partorito la settimana scorsa un bambino concepito col seme del proprio figlio. Non si tratta però, tecnicamente, di incesto, ma delle possibilità dell’ingegneria genetica di realizzare i desideri. Il figlio della madre-nonna, infatti, è un imprenditore trentunenne omosessuale, e il bimbo è stato concepito in provetta con il suo seme e con un ovocita donato da un’amica. La donna ha offerto il proprio utero per farlo nascere. Una storia di dono e generosità.
La nonna voleva un nipotino, e l’ha avuto. L’uomo voleva un figlio, ed è accontentato. L’amica ha donato il suo uovo con piacere. Lo scenario, molto postmoderno, è quello di una molteplicità di desideri in sé difficili, realizzati attraverso la cooperazione di persone che si vogliono bene e della sapiente ingegneria riproduttiva.
In questa fiaba tecnoscientifica, che la nonna-mamma ha detto di essere ansiosa di poter raccontare al bambino per mostrargli questa sua storia così speciale e meravigliosa, c’è però un furto. Inequivocabile, sicuro, per certi versi autonomo delle variegate obiezioni morali che molti muoveranno a questo evento, e ai suoi protagonisti. Si tratta del furto della madre.
…
segue qui:
Permessi lavorativi Legge 104/1992: Circolare INPS dopo il “Collegato lavoro”, a cura di handylex.org
Pubblicato: 8 dicembre 2010 Filed under: Disabilità e Handicap Lascia un commento »
Il 9 novembre 2010 è stata pubblicata il Gazzetta Ufficiale la Legge183/2010 (il cosiddetto Collegato Lavoro) che contiene nuove disposizioni sui permessi lavorativi a favore dei dipendenti che assistono familiari con handicap grave. L’articolo 24 modifica, infatti, la Legge 104/1992 che, in origine, ha introdotto quelle agevolazioni.
L’INPS, l’Istituto previdenziale che assicura gran parte dei lavoratori privati, ha prontamente diramato le proprie disposizioni con una specifica e articolata Circolare (3 dicembre 2010, n. 155).
L’Istituto ripercorre le novità introdotte dalla Legge 183/2010 e fornisce, su ciascun aspetto, nuove indicazioni operative per i propri assicurati
…
vai alla intera scheda informativa qui:
M. Nico, Le società partecipate dagli Enti locali dopo le novità del Regolamento attuativo
Pubblicato: 8 dicembre 2010 Filed under: Amministrazione dei servizi, Enti Locali, Organizzazione dei servizi Lascia un commento »Osservatorio civico sul federalismo in sanità, cittadinanzattiva.it
Pubblicato: 7 dicembre 2010 Filed under: Federalismo fiscale, Servizi sanitari Lascia un commento »
Si tratta di una rilevazione civica sui servizi sanitari regionali per avere gli occhi aperti sull’applicazione reale del federalismo e rilevare le differenze tra i servizi sanitari regionali.
La rilevazione è una esperienza pilota che si avvia nel 2010 e prosegue nel 2011.
Il progetto prevede:
- La raccolta dei dati
- La costituzione di opportuni tavoli di lavoro
- La divulgazione dei risultati.
A tal fine si intende valutare la qualità dei diversi sistemi dal punto di vista civico ed al tempo stesso evidenziare best practices e principali criticità.
Il lavoro permetterà così di offrire agli operatori del settore utili elementi conoscitivi e di approfondimento, oltre che di offrire proposte migliorative dal punto di vista dei cittadini, utili anche ai fini della programmazione sanitaria.
Perché l’istituzione di un osservatorio civico
L’attenzione all’universalità ed all’accessibilità del servizio sanitario è centrale nella storia di Cittadinanzattiva e lo mostra in maniera inequivocabile l’attività trentennale del Tribunale per i diritti del malato in difesa dei diritti dei cittadini, attraverso l’attività delle sue 300 sedi circa presenti sul territorio.
L’idea di un osservatorio civico sul federalismo in sanità nasce dalle segnalazioni dei cittadini e dalla fotografia dell’assistenza socio-sanitaria scattata dalle associazioni di pazienti.
Per saperne di più
Per aggiornamenti sull’osservatorio iscriviti alla newsletter di Cittadinanzattiva su questa pagina del sito
VAI A: Osservatorio civico sul federalismo in sanità.
Massimo Michele Greco scrive su: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile, Raffaello Cortina, 2010
Pubblicato: 7 dicembre 2010 Filed under: Demetrio Duccio Lascia un commento »Dove sono gli uomini? Possibile che degli uomini riflessivi, poetici, pensosi dei secoli passati non sia rimasto alcun sopravvissuto che partecipi in pubblico della propria interiorità? Possibile che lo spettacolo del maschile debba essere solo istrionico? Che la malinconia e la ricerca della solitudine siano rappresentate come perdenti? Che il maschio prenda parola pubblica solo se forte, estroverso, attore su un palcoscenico, maschera del potere, compulsivo itifallico marziale? Che non si realizzi un confronto pubblico di uomini sul maschile che non abbia come obiettivo il primeggiare?
Domande che ci poniamo anche all’interno della rete Maschileplurale di cui faccio parte, forse riflettendo sul maschile in termini più politici di quelli di Demetrio. Consideriamo anche noi necessaria una qualche trasformazione dell’orizzonte del maschile, affinché essere uomini oggi possa essere un’esperienza di confronto creativo e non distruttivo o revanscista.
…
l’intero scritto è qui:
tratto da da: zefirina: lo sguardo è mio.
Libera Università dell’Autobiografia, N-L num. 45 – Venerdì 3 dicembre 2010 – pamalteo@gmail.com – Gmail
Pubblicato: 6 dicembre 2010 Filed under: LUA Lib. Univ. Autobiogr. Lascia un commento »Cari amici della Libera Università dell’Autobiografia eccoci di nuovo a comunicarvi le notizie della nostra associazione.
Dopo la riunione operativa di venerdì scorso è stato varato il programma 2011. Troverete le nuove date della formazione dell’anno prossimo e le date dei nuovi seminari.
Per ora ci sono solo le date, ma prossimamente arriveranno anche le schede esplicative.
I seminari sono molti, interessanti e gli argomenti abbracciano un ampio campo di argomenti, pur restando aderenti alla scrittura autobiografica.
Cominciate a consultare il calendario e prevedete per il 2011 una visita ad Anghiari.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=4&id=13&Itemid=36
Molto interesse ha suscitato la nascita dell’Accademia del Silenzio. sono già arrivate richieste di adesione e a questo proposito ho predisposto un form per esprimere la propria partecipazione. La nuova pagina destinata all’Accademia del Silenzio si affianca a quella della Libera Università è all’indirizzo:
http://www.lua.it/accademiasilenzio/
Nostos –> Donne e Uomini –> ntervista a Duccio Demetrio di Alessandra Cicalini
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1824&Itemid=104
Nostos –> Luoghi sociali e spazi di vita –> Narrare il cammino della cooperazione sociale
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1781&Itemid=80
Nostos –> Donne e Uomini –> Grazia n.41 del 11-10-2010 – Intervista a Duccio Demetrio
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1778&Itemid=80
Pubblicazioni –> Scaffale autobiografico –> Patrizia Castagnoli – Il bar della Meglia.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1827&Itemid=77
Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=1&id=1
1-2-3 dicembre – Bolzano – Seminario
3 dicembre – Anghiari (AR) – Incontro fotografia
4 dicembre – Caltagirone (CT) – Mostra da Atelier autobiografico
4 dicembre – Vittorio Veneto (TV) – Vite che si raccontano
5 dicembre - Anghiari (AR) – Teatro
6 dicembre – Pieve S. Stefano (AR) – Festa della Toscana
15 dicembre – Roma – 26 finestre su via Alessandria
Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76
Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html
Questa news-letter raggiunge oggi 3882 lettori
Per oggi è tutto, appuntamento alla prossima settimana, Ada
Ricordo che la News-letter è consultabile anche in rete
Per comunicare con me scrivere a: ada.ascari@lua.it
Per comunicare con Renato Li Vigni: segreteria@lua.it
Per comunicare con i membri del Direttivo:
Stefania Bolletti –> stefania.bolletti@lua.it
Anna Noferi –> anna.noferi@lua.it
Annamaria Pedretti –> annamaria.pedretti@lua.it
Caterina Benelli –> caterina.benelli@lua.it
Sara Moretti –> sara.moretti@lua.it
Presentazione del XII rapporto sull’immigrazione straniera, Provincia di Milano, 10 dicembre 2010, Palazzo Isimbardi, Via Vivaio 1
Pubblicato: 5 dicembre 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Migrazioni, Milano Lascia un commento »Contro la crisi l’anello forte è la famiglia ROBERTO MANIA PER LA REPUBBLICA, da ALTRI MONDI
Pubblicato: 4 dicembre 2010 Filed under: Famiglie 6 Commenti »È ancora l´anello forte del nostro modello sociale, ma ora la famiglia rischia di essere stretta in una tenaglia. La crisi non se ne va e il welfare informale, quello delle figlie che assistono i genitori anziani e dei nonni che si occupano dei nipoti; quello – per capirsi – che ha tappato i buchi dell´assistenza pubblica made in Italy è ormai agli sgoccioli. Questa è una lenta trasformazione strutturale, una via senza ritorno. Un cambio d´epoca, nell´incertezza. Colpa della Grande Depressione che ha accelerato i mutamenti, colpa della demografia che ci consegna una famiglia rattrappita, con meno figli e più anziani, ma anche più donne che lavorano. Accade dietro le quinte, perché proprio la “vecchia famiglia”, con le pensioni e la cassa integrazione pensata nella stagione industrialista della produzione di massa e dell´emancipazione operaia declinata al maschile, ha tamponato gli effetti pesantissimi della recessione.
La famiglia è stata l´ultimo – e forse l´unico – baluardo perché la crisi sociale non straripasse, perché il tasso di disoccupazione rimanesse (apparentemente) sotto la media europea, perché si tenessero insieme genitori e figli e ancora i nonni. La famiglia, con le sue reti informali di solidarietà, è stata la nostra barriera protettiva, il nostro grande ammortizzatore sociale. L´ha fatto controvoglia, ma l´ha fatto. E ha realizzato così una sorta di secessione morbida e silenziosa dalla politica. Un distacco che forse si vede anche nel progressivo crescente tasso di astensionismo nelle elezioni. Questa è la “vecchia famiglia”, però. Perché la nuova è diversa. E già si vede. Sono trasformazioni raccontate dai numeri dell´Istat, da quelli del Rapporto annuale a quelli della “Famiglia in cifre” presentate alla Conferenza della famiglia, e anche dalle ricerche periodiche della Banca d´Italia.
La “nuova famiglia”, intanto, consuma meno. L´ha cambiata la crisi dei mutui sub-prime che mai – lei figlia della tradizione conservatrice e prudente – avrebbe sottoscritto. Nel biennio della recessione, 2008-2009, il potere d´acquisto dei nuclei familiari è progressivamente calato: dello 0,9 per cento nel 2008 e di un altro 2,5 per cento l´anno successivo. Nel 2009, per la prima volta dall´inizio degli anni Novanta, il reddito disponibile delle «famiglie consumatrici», come le chiama l´Istat, è diminuito del 2,7 per cento. Nell´ultimo decennio il reddito pro capite si è ridotto del 2,3 per cento: vuol dire che ogni abitante ha perso ogni anno 360 euro. Ma se si passa al reddito familiare la riduzione è stata del 7,7 per cento. La crisi è entrata anche così dentro le famiglie, erodendo la loro capacità di spesa, schiacciando il ceto medio, quello che ha fatto le società dei consumi di massa, accentuando le differenze e le diseguaglianze sociali. Lasciandole «sole» come hanno scritto in una recente indagine Daniela Del Boca e Alessandro Rosina (“Famiglie sole”, Il Mulino), in un paese che destina ai nuclei familiari circa la metà delle risorse che mediamente impegnano le altre nazioni europee.
I consumi, dunque. Indicatore del proprio benessere ma anche di modelli culturali, di ripensamenti, di nuovi e diversi bisogni, di stili di vita. Nel 2009, anno nel quale la crisi raggiunge il punto più alto, la spesa media mensile delle famiglie italiane – secondo le tabelle dell´Istat sui consumi – era pari 2.442 euro. Ma se si guarda indietro si capisce come il declino (l´impoverimento?) fosse già in incubazione. Infatti dal 1997 in poi si assiste ad un incremento del livello della spesa media mensile per famiglie. Fino al 2004 quando comincia il rallentamento. Ma è nel 2008 che arriva la frenata, e l´anno dopo il crollo: la spesa media mensile scende dell´1,7 per cento. È lo stesso livello del 2005. È il gelo dei consumi che continua nel 2010 e, ci si può scommettere, pure oltre. Che coinvolge più che mai le famiglie con redditi medio alti, perché quelle sotto avevano già stretto la cinghia al massimo. Un crollo dei consumi, che si può leggere pure in un altro modo. Come ha fatto, per esempio, il sociologo, da poco scomparso, Giampaolo Fabris nel suo ultimo libro “La società post–crescita” (Egea): «Si può ipotizzare verosimilmente che la contingenza economica abbia svolto anche una funzione maieutica portando alla luce atteggiamenti e comportamenti acquisiti nel corso degli ultimi anni, che si erano sino ad adesso espressi all´insegna di singole soggettività e in maniera erratica. La portata planetaria della crisi economica ha semmai servito ad accelerare i primi vistosi segni dell´appannarsi dell´american way of life come riferimento virtuoso di vita e di consumi, come modello esemplare che gli Stati Uniti, per circa un secolo, hanno proposto al mondo».
Vediamolo, allora, con il portafogli delle famiglie il biennio nero della recessione. Tra il 2008 e il 2009 la spesa media per generi alimentari e bevande è diminuita del 3 per cento. Cala più al sud dove, in termini assoluti, si passa dai 482 euro del 2008 ai 463 euro dell´anno successivo. Ma resta il fatto che la diminuzione complessiva riguarda il 40 per cento della popolazione. Più in dettaglio il 39 per cento riduce il consumo di pane, il 51 per cento del pesce. Percentuali che salgono rispettivamente al 51 per cento e al 70 per cento per le famiglie del primo decile. Oltre il 65 per cento delle famiglie ha poi diminuito la quantità dei beni alimentari consumati, mentre un ulteriore 15 per cento ha ridotto pure la qualità. Significativo che tra le famiglie ai livelli più bassi queste percentuali siano diverse: rispettivamente del 53 e del 28 per cento. Si salva la quantità ma si abbassa la qualità.
È anche così che avanza la “nuova famiglia”, contaminata dall´austerità permanente e, seguendo il ragionamento di Fabris, da un diverso approccio consumistico: «Il consumatore (famiglie in testa dunque, ndr) in questi anni non solo è divenuto più attento, più selettivo, più competente, più difficile da accontentare. Ha sviluppato un crescente nomadismo alla ricerca di punti vendita, prodotti e servizi a un costo più contenuto, valutandoli cioè, secondo personalissimi iter, come equi, non necessariamente a costi stracciati». E allora la famiglia va all´hard discount. Qui il 10,4 per cento dei nuclei familiari acquista i suoi generi alimentari. Ma il fatto quella quota salga a quasi il 20 per cento tra chi sta in basso alla classifica per reddito va letto necessariamente come effetto della lunga crisi.
La coppia Tremonti-Berlusconi si batte in Europa perché il debito di uno Stato non sia solo quello pubblico, forti del basso indebitamento delle famiglie italiane. Ma il cambiamento è in atto anche sotto questo fronte perché il risparmio accumulato si sta lentamente erodendo e soprattutto non ce n´è di nuovo. Si ricorre al prestito, molto di più di prima. Basta leggere l´ultima Relazione della Banca d´Italia: «Alla fine del 2009 l´indebitamento finanziario complessivo delle famiglie ha superato il 60 per cento del reddito disponibile (relativo a tutti i nuclei familiari), con un aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2008. Il grado di indebitamento rimane inferiore a quello dell´area dell´euro (95 per cento) e dei paesi anglosassoni (dove supera il 100 per cento)». Ci si indebita soprattutto per l´acquisto della casa, ma pure il credito al consumo è cresciuto: + 4,7 per cento. Riguarda in particolare i pensionati, le famiglie con un basso grado di istruzione e con redditi bassi. Nel 2008 poco meno di una famiglia su cinque ha fatto ricorso a un finanziamento, compreso il classico della cessione del quinto dello stipendio. Richieste di prestiti «senza finalità specifica», osserva Bankitalia. Che vuol dire aver bisogno di soldi per arrivare a fine mese.
Anche il lavoro è stato “salvato” dalla famiglia. Che ha protetto i giovani sui quali la crisi si è scaricata con più violenza. Ha retto il capofamiglia, sostenuto, quando necessario, dalla cassa integrazione. Il mercato del lavoro si è ulteriormente divaricato tra giovani e anziani. Così la perdita del lavoro di un figlio di età tra i 15 e i 34 anni ha ridotto il reddito familiare di poco più del 28 per cento, meno del contributo che mediamente dà la donna (37,1 per cento). Il 50 per cento arriva invece dall´uomo, ancora il più protetto dagli ammortizzatori sociali. «A tutelare una parte delle famiglie con figli a rischio di perdita del lavoro di uno dei genitori è stato il ricorso alla cassa integrazione. La famiglia – si legge nell´ultimo Rapporto dell´Istat sulla situazione del paese – ha svolto il consueto ruolo di ammortizzatore sociale, sopportando il peso della mancanza di occupazione dei figli. L´azione congiunta di questi due aspetti ha quindi mitigato gli effetti della crisi, almeno per il momento».
Un momento che – per definizione – non sarà lunghissimo. Il nostro welfare centrato proprio sulla famiglia non reggerà l´impatto con l´invecchiamento della popolazione. Non solo per il pagamento degli assegni pensionistici (nel 2050 gli over 80 saranno il 13 per cento della popolazione), ma anche perché salterà la rete informale di servizi che garantiva la “vecchia famiglia”. Salterà perché il figlio (figlia, meglio) unico non potrà più di tanto occuparsi dei propri genitori anziani; salterà perché crescerà in maniera esponenziale la domanda di servizi e di assistenza sanitaria se si pensa che già oggi il 90 per cento degli over 85 ha una malattia cronica. L´assistenza agli anziani è oggi in buona misura delegata proprio alla famiglia. Il 30 per cento della popolazione over 65 convive con un figlio, contro una media europea del 20 per cento. «L´83 per cento di accudimento – secondo Del Boca e Rosina nel loro “Famiglie sole” – è affidato a parenti e amici: quasi l´intero peso dell´assistenza alla popolazione che invecchia cade sulla famiglia. Ossia sulle donne, e in particolare, sulla generazione delle figlie adulte». Le aiutano le badanti. Ma questo sistema delle “care givers” come lo chiamano gli esperti, nel medio termine, non ce la farà. «Il sostegno agli anziani in difficoltà – ha scritto l´Istat nel suo “Famiglia in cifre” – sarà sempre meno garantito dalla sola rete familiare». Avremo, allora, un´altra – piccola – famiglia, più europea meno italiana. Quella attuale le cederà il testimone esausta dall´aver resistito da sola alla Grande Crisi.
da: ALTRI MONDI.
Novità Gruppo Solidarietà – 04/12/2010
Pubblicato: 4 dicembre 2010 Filed under: Gruppo Solidarietà Moie di Maiolati (AN) Lascia un commento »Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 4/12/2010
Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it
PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426
Informazioni
- Marche. Convenzione tra Asur e Residenze protette per anziani
- FriuliVG. Sostegno alle locazioni e requisito di anzianità. Comunicato Asgi
- Sbilanciamoci. Rapporto 2011
- Piemonte. Regolamento regionale abolisce i contratti di ospitalità presso le RSA
- La sfida di ripensare le residenze per disabili
- Piano sanitario 2011-13. Documento concertato governo regioni
- Marche. La legge e il dibattito in Consiglio sul riordino del servizio sanitario regionale
Voce sul sociale
- Marche. Osservazioni alla proposta di Piano sociosanitario
- Percorsi assistenziali e non autosufficienza nelle Marche. Il colpevole disinteresse della Regione
- Casa, Comunità o Residenza protetta? La programmazione sociosanitaria nelle Marche
- La programmazione perduta. I centri diurni per persone con disabilità nell e Marche
- Fondi regionali a sostegno della domiciliarità
- La programmazione sociosanitaria nella regione Marche
- Riconversione casa di cura “Villa Jolanda. A proposito della risposta ad una interrogazione consiliare
- Riabilitazione estensiva residenziale nelle Marche. L’indispensabile chiarezza
- Marche. Tariffe e finanziamento comunità per disabili
- Il dovere della verità. Anziani non autosufficienti: sull’Accordo Regione-sindacati
- La programmazione perduta. Le comunità protette per persone con disturbi mentali nelle Marche
- La programmazione perduta. Centri diurni per persone con demenza nelle Marche
Aggiornamento legislativo nazionale – 30 novembre 2010
Aggiornamento legislativo regione Marche – 30 novembre 2010
Leggi sociali - 30 novembre 2010< BR>
Rassegna bibliografica - 30 novembre 2010
Ultime acquisizioni librarie - 10 novembre 2010
Appunti
Appunti 6 novembre-dicembre 2010
Altro nella Home Page
Seminari di approfondimento. Persone con disabilità. I
diritti, i bisogni, i servizi www.grusol.it/eventi/seminari2011.pdf
In difesa del welfare. Appello contro l’indifferenza e l’insofferenza
nei confronti dei deboli www.grusol.it/welfareAppello.pdf
Corso di formazione, I servizi sociosanitari nella legilsazione nazionale
e della regione Marche< /strong> www.grusol.it/eventi/15-02-11.pdf
Tg Marche sui 30 anni del Gruppo Solidarietà (video)
www.grusol.it/vocesociale/02-11-2010.asp
Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp
Novità editoriale. I dimenticati. Politiche e servizi per i soggetti deboli
nelle Marche www.grusol.it/pubblica.asp
Il libro del mese: L. Rastello, Frontiere addosso
Le pubblicazioni del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza
Pubblicato: 3 dicembre 2010 Filed under: Centro nazionale infanzia e adolescenza, Famiglie Lascia un commento »
Le pubblicazioni
del Centro nazionale di documentazione
e analisi per l’infanzia e l’adolescenza
Il Centro nazionale, organismo al servizio della tutela e della garanzia dei diritti dei cittadini più giovani, ha fra i suoi doveri la diffusione di una cultura di sensibilità verso l’infanzia e l’adolescenza che deve avvalersi di tutti i mezzi a sua disposizione per raggiungere e comunicare a quante più persone possibili non solo i diritti stessi ma tutti gli strumenti e le azioni che possono essere messi in campo per la loro attuazione.
Per questo il Centro nazionale pubblica periodicamente volumi monografici e riviste dove trovano visibilità le attività di documentazione, analisi, ricerca e promozione svolte.
Le pubblicazioni sono diffuse gratuitamente alle istituzioni, ai servizi e ai singoli utenti che ne facciano richiesta (salvo un contributo per le spese di spedizione).
Ogni pubblicazione è anche liberamente consultabile e scaricabile in formato elettronico.
Per richieste e informazioni
Segreteria del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza
p.zza SS. Annunziata 12 – 50122 Firenze
Maria Bortolotto
tel. 800 435 433 – fax 055 2037344
e-mail bortolotto@minori.it
Rapporto Censis: familiari-badanti, se i costi dell’assistenza sono «un affare di famiglia» – Salute24 – Il Sole 24 Ore
Pubblicato: 3 dicembre 2010 Filed under: Alzheimer, Famiglie, Non Autosufficienza Lascia un commento »
Il costo diretto a carico delle famiglie che assistono un malato di Alzheimerè pari a 10.627 euro all’anno, a cui possono essere sommati i circa 46.000 euro di costi indiretti, per un costo medio annuo complessivo per paziente di 56.646 euro. Sono alcuni dei dati presentati dal Censis nel suo 44esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, dai quali emerge, ad esempio, che sulle famiglie pesano spese per 11.250 euro all’anno per costi diretti e indiretti per ogni paziente affetto da artrite reumatoide, che salgono fino ai circa 15.000 euro all’anno di costi sociali per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica in dialisi.
Disabili, 4 milioni in Italia – Come sei legge nel rapporto “si tratta di carenze nell’offerta sanitaria e socio-assistenziale tanto più gravi quanto più si considera il significativo numero di famiglie coinvolte, ad esempio, in una situazione particolarmente grave come quella della disabilità”. La stima del Censis fa riferimento a 4,1 milioni di persone, pari al 6,7% della popolazione, definite disabili a partire da una percezione degli intervistati.
“Familiari-badanti” - Le famiglie sono chiamate in causa molto più di quanto creda, anche nell’assistenza “domestica”. Infatti, se il fenomeno delle badanti ha numeri importanti, e riguarda il 10,7% dei casi, la stragrande maggioranza dei casi rimane in carico ai caregiver in famiglia, madri, coniugi e figli.
Crisi si riflette su comportamenti - “L’andamento della spesa sanitaria privata segnala una pur lieve riduzione della sua incidenza sulla spesa totale e già lo scorso anno i comportamenti sanitari delle famiglie hanno fatto registrare un ritorno alla sponda pubblica”, continua il rapporto del Censis. Il 35,1% delle famiglie ha dichiarato di essersi rassegnate alla lunghezza delle liste d’attesa senza poter optare per la sanità privata: quota che raggiunge il 51,9% per i livelli economici bassi e il 42,8% per i ceti medio-bassi.
Il valore del volontariato – In un momento temporaneo o permanente di disagio, il volontariato rappresenta una risorsa fondamentale. Secondo una recente indagine del Censis, circa 1 italiano su 4 (il 26,2%) svolge una qualche forma di volontariato, anche informale, e si tratta soprattutto di persone adulte (il 31,1% ha tra i 30 e i 44 anni). In un terzo dei casi (33%) gli italiani offrono il proprio tempo proprio nel settore della sanità.
Giornata disabilità - “Più attenzione alle necessità quotidiane delle persone disabili, mantenere i diritti acquisiti, soprattutto quelli che riguardano l’inserimento lavorativo”, nella speranza che la Giornata Internazionale delle persone con disabilità “non resti un momento celebrativo”. A dirlo Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down (Aipd): “Le ultime finanziarie hanno ridotto le risorse complessive – ricorda Contardi -, molti Comuni sono stati costretti a ridurre i servizi socio-sanitari e l’assistenza”. Preoccupano anche i familiari delle persone con sindrome di Down i provvedimenti legislativi che rischiano di intaccare “la riserva di posti per le persone con disabilità, estendendola ad altre categorie e rischiando di penalizzare chi la disabilità ce l’ha davvero”. Infine il capitolo scuola “che ha visto le associazioni impegnate nel chiedere il mantenimento del sostegno agli studenti disabili a livelli accettabili -conclude Contardi -, accanto agli altri bisogni, come la casa e il lavoro”.
(Aggiornato 03-12-2010)
di Cosimo Colasanto (03/12/2010)
Peppe Dell’Acqua: Non ho l’arma che uccide il leone, da www.tecalibri.it
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Servizi psichiatrici Lascia un commento »
Peppe Dell’Acqua: Non ho l’arma che uccide il leone
scheda
opere
TecaLibri
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da: www.tecalibri.it.
Andrea Magini dedica la canzone STELLA CADENTE (OLTRE) A Joseph Accetta, affetto dalla sindrome di Leigh
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Salute e Malattia Lascia un commento »Ciao, ti invio un brano per me molto importante, si chiama stella cadente ed è inserito nel mio nuovo album “OLTRE”, il brano è dedicato ad un bambino speciale, Joseph Accetta, affetto da una rarissima malattia, la sindrome di Leigh. Se puoi aitarmi a farlo girare te ne sarò grato!
Un abbraccio
Andrea
Intenzioni di voto, Sondaggio Ipsos per BALLARO’
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Sondaggi elettorali Lascia un commento »| Intenzioni di voto | ||||||
| 27 Ott 2010 | 2 Nov 2010 | 9 Nov 2010 |
16 Nov 2010 | 23 Nov 2010 |
30 Nov 2010 |
|
| Popolo della Libertà | 29,0 | 28,3 |
26,5 |
26,3 |
26,6 |
27,1 |
| Partito Democratico | 24,2 | 24,0 | 23,4 | 23,3 |
23,8 | 23,6 |
| Lega Nord | 11,3 | 11,8 | 11,6 |
11,8 |
12,2 |
11,7 |
| Italia dei Valori | 8,3 | 8,0 | 7,6 |
7,6 |
7,4 |
7,6 |
| Sinistra, Ecologia e Libertà | 6,1 | 6,0 | 7,0 | 7,6 |
7,9 |
8,0 |
| UDC | 6,0 | 6,0 | 5.8 | 6,3 |
6,2 |
5,8 |
| Futuro e Libertà | 5,3 | 5,7 | 7,7 |
7,3 |
6,7 |
7,1 |
| Movimento 5stelle | 3,7 | 3,6 | 4,0 |
3,3 |
2,8 |
2,5 |
| PRC-PDCI | 2,3 | 2,4 | 2,5 | 2,6 |
2,4 |
2,5 |
| La Destra | 1,3 | 1,3 | 1,4 |
1,1 |
1,2 |
1,0 |
| Altro | 2,5 | 2,5 | 2.5 |
1,6 |
1,6 |
1,9 |
Paolo Ferrario, Riflessioni seguite alla lettura di: L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, di Duccio Demetrio
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Demetrio Duccio, Ferrario Paolo, Saggi e Articoli 2 Commenti »
Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280
La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.
Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900. Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.
Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile e del femminile e quindi, inevitabilmente, anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere. Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi(Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori) di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:
“Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)
e poche righe dopo aggiunge:
“Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova”
A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.
Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.
Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?
Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.
Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:
“Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)
Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.
In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:
“è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)
E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.
Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio: sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.
Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturità del1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009. Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.
L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.
Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:
maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa(p.26)
e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.
Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:
Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)
Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.
I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.
Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.
Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.
Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.
Numero medio componenti per famiglie
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Famiglie, Popolazione Lascia un commento »
Nell’anno 2009, in Italia, si contano poco meno di 25 milioni di famiglie, 2 milioni in più rispetto al 2003 (+9%). In media ogni nucleo familiare è composto da 2,41 individui, il 4,4% in meno rispetto a 7 anni fa, quando era mediamente costituito da 2,52 persone. Nel tempo si osserva, quindi, un aumento del numero delle famiglie, che sono però sempre più “strette”. Si tratta di una caratteristica tipica delle famiglie italiane moderne, le cui cause sono riconducibili tanto alla denatalità italiana quanto all’allungamento della vita media delle persone e all’instabilità nei rapporti di coppia.
Il numero medio dei componenti di una famiglia varia, nel 2009, dai 2,04 abitanti medi dei comuni liguri ai 2,78 di quelli campani. Ed infatti è proprio in Campania che si ha il comune con maggior numero di componenti, San Vitaliano (Na) con quasi 4 componenti medi per nucleo familiare, mentre è in Liguria, in provincia di Genova per la precisione, c’è il comune con il minor numero di componenti per famiglia: Fascia, con una media di 1,2 componenti per famiglia.
In generale, l’immagine che si disegna è quella di un’Italia divisa in due, in cui ad un centro sud in cui vivono famiglie mediamente più numerose, si contrappone un nord con nuclei familiari più piccoli rispetto alla media. Le uniche eccezioni al nord sono costituite dai comuni del lombardo – veneto (con le esclusioni dei capoluoghi di regione) e da quelli localizzati nell’Alto Adige. I comuni dell’area napoletana, assieme ad alcune aree circoscritte di Puglia, Sicilia e Trentino, si confermano quelli con le famiglie mediamente più numerose.
da:
La struttura delle famiglie nei Comuni italiani
Il primo database delle Unioni di Comuni, un fenomeno in crescita
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Comuni associati Lascia un commento »
Quello delle Unioni di Comuni è un fenomeno relativamente “giovane” che si sta ampliando considerevolmente. A tal proposito, Cittalia e ANCI lanciano il primo database delle Unioni di Comuni italiani, che ad oggi conta circa 339 Comuni iscritti, di cui 114 appartengono al nord-ovest, 64 al nord-est, 36 al centro e 125 al sud e alle isole. È possibile consultarlo alla pagina web: www.unioni.anci.it/. Invitiamo, pertanto, i comuni ad iscriversi e a quelli già iscritti a prenderne visione segnalandoci eventuali errori all’indirizzo di posta: redazione@cittalia.it .
Cittalia e ANCI si sono già occupate delle Unioni di comuni nella ricerca: “Lo stato delle Unioni. Rapporto nazionale 2010 sulle Unioni di Comuni”, che nasce dalla volontà di colmare un gap in merito. L’esperienza delle Unioni ha dimostrato di puntare ad una maggiore semplicità strutturale e alla riduzione dei costi per i servizi pubblici migliorandone la qualità e l’efficienza; pur traendo origine dalla necessità di far fronte alle difficoltà economiche e alla scarsità di risorse dei piccoli Comuni.
Alcuni dati rilevanti, emersi dalla ricerca, mostrano che l’esperienza di associazioni attraverso l’unione dei servizi pubblici locali coinvolge maggiormente i piccoli Comuni con meno di 5 mila abitanti; è altrettanto vero però che più del 30% dei Comuni fondatori presenta un numero superiore ai 5 mila abitanti comportando la nascita di Unioni di Comuni di dimensioni rilevanti sotto il profilo numerico. L’efficacia di un tale esperimento ha coinvolto anche enti locali di dimensioni maggiori tanto da originare realtà istituzionali simili a quelle di una provincia.
Nelle piccole realtà locali l’esperienza dell’associazionismo ha giocato senz’altro un ruolo decisivo nell’affermarsi di questa nuova realtà istituzionale. Il dato rilevante è che le unioni del sud tendono ad aumentare nel periodo 2000-2005, in concomitanza con il cambiamento del quadro normativo, per cui dopo un periodo di prova, non è più necessario che l’unione debba dar vita ad una fusione di comuni (L. n° 265/99), rispetto, invece, alle Unioni del nord che nel 20% dei casi risultano costituite negli ultimi tre anni, a dimostrazione del fatto che vi sono maggiori politiche di incentivazione da parte delle amministrazioni regionali del nord.
Dal punto di vista strutturale, poi, le Unioni nel sud non superano i 20 addetti, mentre quasi il 30% delle unioni del centro Italia ha un numero di addetti in organico tra i 20 e i 50; questo vuol dire che il fenomeno in oggetto si presenta maggiormente consolidato al centro rispetto alle esperienze del sud. Mentre al nord il 60% degli intervistati dichiara di avvalersi di personale assunto nel 25% dei casi. Si può trarre la conclusione, dunque, che esse non rappresentano affatto uno strumento di ampliamento della spesa pubblica e di assunzione incontrollata di personale. Il personale tende a crescere, anche se in modo non del tutto lineare, a seconda del numero dei servizi gestiti; mentre la spesa corrente e in conto capitale tende a crescere, al contrario, in modo uniforme in relazione ai servizi gestiti e alle funzioni svolte. Basti pensare che i Comuni con una spesa inferiore al milione di euro gestiscono fino ad un massimo di sei conferimenti di funzione, mentre quelli con una spesa annua superiore al milione di euro gestiscono un numero decisamente superiore di servizi.
I dati relativi alla spesa corrente e alla spesa in conto capitale evidenziano anche una differenza tra le unioni del nord, del centro e del sud Italia in termini di funzioni svolte. Se nel nord Italia oltre l’80% delle unioni svolge più di cinque funzioni, nel sud, invece, solo nel 29% dei casi si registra un dato simile. Le unioni del sud gestiscono da due a cinque servizi comunali mentre quelle del nord gestiscono da cinque a venti servizi comunali; le unioni di centro, invece, si trovano a gestire da un minimo di tre ad un massimo di dieci servizi comunali. Ciò dipende anche da una drastica riduzione dei finanziamenti, in tre casi su quattro si assiste ad una riduzione dei finanziamenti statali mentre in un caso su tre a quella dei finanziamenti regionali. Il report ha posto l’attenzione anche sui servizi associati. È emerso che ben 27 sono le funzioni conferite alle unioni. In primis è la costituzione del Corpo unico di Polizia Municipale che viene associato sei volte su dieci; mentre i servizi attinenti la cultura, la protezione civile ed i servizi sociali diventano associati in quattro unioni su dieci. I servizi “interni”, quelli riguardanti la gestione dei sistemi informativi ed informatici e la gestione del personale nonché il nucleo di valutazione, sono i servizi più conferiti tre volte su dieci. Inoltre, le 27 funzioni e servizi più associati fanno registrare un “progresso quali quantitativo nei servizi erogati” dai singoli comuni; proprio l’obiettivo che si intendeva raggiungere attraverso l’unione di comuni.
Infine, la ricerca conferma la direzione verso un sistema istituzionale semplice, cooperativo incentrato sulla rappresentanza di secondo livello. Si punta, infatti, a presidenze stabili delle unioni con il 27,9% di esse che prediligono mandati superiori ad un anno, mentre, ben il 35,3% delle unioni preferisce mandati della durata pari a quelli dei sindaci evitando rotazioni eccessive del ruolo del Presidente. Per di più, la rappresentanza nei Consigli delle unioni non prevede il principio di proporzionalità in relazione al numero di abitanti di ogni comune piuttosto si parla di un numero di quote uguale per tutti i comuni aderenti in modo tale da non penalizzare quelli più piccoli.
da Il primo database delle Unioni di Comuni, un fenomeno in crescita.
Giovanni Reale: Occorre che le parti riconoscano anzitutto la sacralità o almeno il rispetto della vita, sapendo che la sofferenza e la morte ne sono parte e ci riguardano tutti
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Bioetica e Biopolitica, Vita/Morte Lascia un commento »….
Ha seguito le polemiche per la presenza della vedova Welby e di Beppino Englaro a «Vieni via con me?» «Parlavo di riduzionismo e di errori: la tecnica cresciuta a dismisura ha inglobato anche il sacro e il religioso. Prendiamo il caso Welby: non è stata eutanasia, è chiarissimo. Parlarne è un errore di ermeneutica. Lo dissi anche allora: diverso è darsi la morte o, invece, accettare la morte inevitabile. Guai a trasferire la “sacralità” dalla vita alla tecnica! Quell’ uomo era rimasto ostaggio di un macchina. Ma Dio ha creato la natura, non la tecnica: quella è un prodotto dell’ uomo. E nel caso di Welby, come per Eluana, era sacrosanto dare ragione alla natura». E quelli che vanno avanti? «Non è che io neghi il diritto di chi resiste. Però non lo si può imporre a nessuna persona. Anche se qualche prelato è caduto nell’ errore, vittima del paradigma scientistico-tecnologico». La Chiesa sbagliò a negare i funerali a Welby? «Certo che sì: l’ amore doveva prevalere. Ma non è stata la Chiesa, che ha un’ esperienza grandiosa. Ha sbagliato chi lo decise, e non per cattiveria: è caduto vittima del paradigma scientistico». Il cardinale Ravasi ha ricordato come sui «temi ultimi» si debba «riproporre ininterrottamente la questione». È possibile il dialogo? «Sì, anche se molto difficile. Occorre che le parti riconoscano anzitutto la sacralità o almeno il rispetto della vita, sapendo che la sofferenza e la morte ne sono parte e ci riguardano tutti. Camus, che si diceva ateo, dava la risposta più profonda all’ “uomo in rivolta” contro il dolore e la morte: non possiamo più prendercela con Dio, perché si è fatto uomo e ha preso su di sé i nostri mali»
…
l’intero articolo qui:
da: «Platone insegna: la vita non è di nostra proprietà».
Sandra Sarti, L’Italia dei Rifugiati
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Migrazioni Lascia un commento »
Nel volume “L’Italia dei rifugiati”, Sandra Sarti, impegnata da anni nella Direzione dei Servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo del Ministero dell’Interno, traccia il quadro della situazione dei rifugiati proponendo un excursus sulla storia del diritto d’asilo e delle politiche europee in atto, delineando le condizioni di maggiore vulnerabilità di donne, minori e di chi, per motivi legati alla negazione dei propri diritti nel paese di provenienza nonché per condizioni di viaggio sfiancanti o violenze e soprusi subiti, manifesta un disagio mentale. Ampio spazio è dedicato anche all’iter della domanda di protezione internazionale e al sistema nazionale di accoglienza, lo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) senza tralasciare quelle che sono le fonti normative e la gestione dei fondi europei.
“È un volume che mancava, diventerà la base per le attività di formazione per gli amministratori che vorranno approfondire le tematiche relative ai rifugiati”, ha osservato Flavio Zanonato, vicepresidente ANCI e sindaco di Padova. Inoltre il sistema dello SPRAR, si è mostrato funzionale ed efficace, infatti, “il sistema per i richiedenti asilo e rifugiati ha dato i frutti che speravamo, la collaborazione ANCI-Ministero dell’Interno ha fornito ottimi risultati su questo versante”, ha spiegato Zanonato.
L’evoluzione della disciplina del diritto d’asilo è strettamente connessa con il fenomeno migratorio, che è di per sé cambiato. Non è più quello che l’Europa ha conosciuto prima della caduta del muro di Berlino, a cambiare, infatti, sono le motivazioni e le rotte delle popolazioni in fuga. Vengono a delinearsi, così, situazioni paradossali per cui i paesi conosciuti come “paesi di fuga” si configurano allo stesso tempo tra i primi paesi nell’accoglienza di rifugiati (Iran e Sudan). In realtà circa l’80% della popolazione rifugiata mondiale risiede in un paese in via di sviluppo, mentre, secondo i dati dell’UNHCR, questo fenomeno interessa l’Unione Europea in minima parte; infatti, solo il 12% della popolazione rifugiata e richiedente asilo si concentra nei paesi dell’Unione.
L’Unione Europa sta mettendo a punto un sistema d’asilo congiunto per incoraggiare l’integrazione e i diritti dei rifugiati. Un fenomeno ancora poco conosciuto nel nostro Paese, come ha rivelato uno studio Cittalia, solo la metà della popolazione italiana ne conosce esattamente il significato causa anche la confusione generata dai media nell’uso dei termini di “rifugiato”, “immigrato”, “clandestino” e “profugo”, come fossero termini interscambiabili. È vero anche che passi in avanti sono stati fatti nel settore dell’informazione, infatti, con l’adozione della Carta di Roma, nel 2008, il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti si è dotato di un codice deontologico per la promozione di una corretta informazione al riguardo.
Il volume, presentato lo scorso 24 novembre, presso la sala Conferenze dell’ANCI, si pone come un importante contributo per gli amministratori e per chi si trova ad affrontare le problematiche relative ai rifugiati.
Scarica il documento (Pdf)
L’Italia dei Rifugiati (Clicca qui per ingrandire)
Emanuele Severino: Si dice che a queste sue disposizioni non si può dar corso perché nulla assicura che nel frattempo l’ interessato non abbia cambiato parere. Ma si dimentica che, d’ altra parte, non c’ è nemmeno nulla che assicuri che, invece, il parere l’ ha cambiato
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: Severino Emanuele, Testamento biologico Lascia un commento »Il filosofo Emanuele Severino, 81 anni, parla al telefono dalla sua casa di Brescia. «Ho già detto a suor Giusy – che con il professore Zaninetta guida la Domus ed è a sua volta docente all’ Università Cattolica – che quando toccherà a me, vorrò andare da loro per morire come è morta mia moglie. Si è detta d’ accordo. Ma c’ è chi non sopporta di morire in questo modo. Non c’ è ovunque una Domus come quella di Brescia. C’ è invece una legislazione in base alla quale è possibile incriminare i medici per omicidio quando si ritiene che essi abbiano sospeso un’ assistenza che ancora non era accanimento terapeutico. Chi stabilisce quando esso incomincia? Che fare quando i medici hanno paura o si adeguano in coscienza alle direttive della Chiesa o mascherano con queste direttive la loro paura per altro legittima?». Lei condanna il gesto di Mario Monicelli? «Condannare non fa parte della logica del mio discorso filosofico. Mi sembra d’ altra parte che abbia più della nobiltà che del suo contrario. Ho sempre trovato contraddittoria una legislazione che non punisce il suicidio non riuscito, tentato da chi aveva la capacità di compierlo; e invece punisce il medico che rispetto a uno che non abbia la capacità di farlo è il caso Welby lo aiuta ad uccidersi. Con la conseguenza che, quando il medico non intende essere incriminato, il suicidio di questo secondo candidato alla morte è reso impossibile. Questa legislazione impedisce che i cittadini siano uguali di fronte alla legge. Con una legge che invece li rendesse uguali, Monicelli non sarebbe morto in questo modo, doppiamente tragico». Serviva un gesto così drammatico perché tornasse ad essere pronunciata nelle stanze della politica la parola eutanasia. Perché? «Perché l’ attuale legislazione è tollerata dalla Chiesa, e ci sono molti interessi a non infastidire la Chiesa. E chi, affetto da male irreversibile e ormai incosciente, ha lasciato scritto o comunicato a persone di sua fiducia che quando non fosse più in grado di alimentarsi da solo desidera che anche l’ alimentazione artificiale venga sospesa e sia lasciato morire? È quanto chiederò alla Domus. Si dice che a queste sue disposizioni non si può dar corso perché nulla assicura che nel frattempo l’ interessato non abbia cambiato parere. Ma si dimentica che, d’ altra parte, non c’ è nemmeno nulla che assicuri che, invece, il parere l’ ha cambiato. Chi lo assiste si trova quindi dinnanzi a due possibilità equivalenti, e, se non ci sono altri indizi, perché scartare e non far valere l’ unico indizio che si ha a disposizione, cioè la volontà che costui ha a suo tempo espresso? Anche per questo il testamento biologico è indispensabile
via«Quando tutto sarà ormai inutile chiederò di morire».
News FrancoAngeli
Pubblicato: 2 dicembre 2010 Filed under: FrancoAngeli, LIBRI NEWS, Psicoterapie Lascia un commento »| Psicologia e psicoterapia: teorie e tecniche | |
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| Silvia Dello Russo (a cura di) LEADERSHIP E GRUPPI DI SUCCESSO La ricerca per la pratica organizzativa pp. 128, Euro 18,00, Cod. 1157.15, Collana: Persone, Reti, Lavori. Idee e strumenti per il management delle persone – diretta da Laura Borgogni e Gabriele Gabrielli |
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| Textbook e strumenti didattici | |
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| Valeria Schimmenti (a cura di) OLTRE LA MADRE Relazioni familiari e sviluppo psicologico pp. 176, Euro 22,00, Cod. 1240.354, Collana: Serie di psicologia |
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| Lucrezia De Domizio Durini, Giancarlo Trentini, Vitantonio Russo ARTE ED ECONOMIA Chiavi di lettura socio-psicologica pp. 128, Euro 17,00; E-book Euro 13,50, Cod. 1243.57, Collana: Psicologia sociale – diretta da Giancarlo Trentini |
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| Alberto Zatti UN DONO PER LA COPPIA Dall’individuo alla comunità pp. 160, Euro 17,50, Cod. 1240.356, Collana: Serie di psicologia |
|
| Maria Gabriella Nicotra, Giulia Maria d’Ambrosio (a cura di) IL LAVORO CLINICO CON GLI ADOLESCENTI Prevenzione, cura, conflitti e trasformazioni nelle istituzioni e nei contesti di vita pp. 304, Euro 30,00; E-book Euro 24,00, Cod. 98.13, Collana: Puer – collana promossa dall’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia |
|
| Giorgio Falgares, Lucrezia Lorito (a cura di) ESPERIENZE ATTRAVERSO IL GRUPPO Teoria, ricerca e intervento pp. 160, Euro 21,00, Cod. 1240.357, Collana: Serie di psicologia |
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| Atti di convegno | |
| Paride Braibanti (a cura di) IX CONGRESSO NAZIONALE S.I.P.SA La psicologia della salute tra ricerca e intervento nei servizi sociosanitari, nella comunità, nei luoghi di lavoro e nella scuola pp. 432,E-book Euro 32,00, Cod. 2000.1298, Collana: Varie |
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Aids: prevenire il contagio con un farmaco?
Pubblicato: 1 dicembre 2010 Filed under: aids, dipendenze, sessualità Lascia un commento »….
era già usato nella terapia di malati di AIDS, ma ora è stato testato su soggetti omosessuali sani, a rischio di contagio AIDS per via sessuale. La sperimentazione internazionale, condotta fra il 2007 e il 2009 ha coinvolto 11 centri di ricerca in 6 paesi del mondo (Sudafrica, Thailandia, Perù Brasile, Stati Uniti) e ha dimostrato che Trouvada, se assunto quotidianamente da adulti sessualmente attivi, è capace di ridurre il rischio di infezioni fino al 70%.
Gli esperti italiani interpellati sull’uso preventivo del farmaco, sollevano però obiezioni: Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Iss, l’istituto Superiore di Sanità esclude che il Trouvada possa essere somministrato in maniera generalizzata, inoltre il farmaco andrebbe assunto cronicamente e finirebbe per dare effetti collaterali al rene e al fegato, inoltre ha un notevole costo. Vella ribadisce che la strada maestra per battere l’AIDS è il vaccino, che la virologa italiana Barbara Ensoli sta sviluppando con la seconda fase del protocollo di sperimentazione sull’uomo, assistita da lauti finanziamenti governativi.
Gianni Rezza epidemiologo dell’Iss ritiene che Trouvada non possa essere usato come unico “profilattico” farmacologico, perché sarebbe come dare la patente per avere rapporti sessuali non protetti, disinvolti e di conseguenza rischiosissimi, soprattutto per i giovani e le categorie più a rischio di AIDS.
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Aids: prevenire il contagio con un farmaco?.
Prospettive Sociali e Sanitarie n. 21/2010
Pubblicato: 1 dicembre 2010 Filed under: Prospettive soc. san. Lascia un commento »Prospettive Sociali e Sanitarie
anno XL – n. 21 – 1 dicembre 2010
In apertura un contributo dedicato all’insegnamento sulla salute globale nella formazione medica e al dibattito ad esso legata negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
L’articolo successivo presenta un estratto di un lavoro di ricerca svolto nel nord Italia dedicato al lavoro sociale tra policy making e immigrazione.
Segue la presentazione dei risultati di una ricerca dedicata al rapporto tra famiglie migranti con bambini disabili e servizi pubblici.
Infine, un contributo che propone alcune riflessioni sull’utilizzo delle reti sociali in un momento in cui il sistema di welfare è particolarmente in affanno per carenza di risorse.
Chiudono il numero Diritto in Prospettive, questa volta dedicato all’allontanamento dei minori dalle famiglie di origine, seguito dalla rubrica mensile di attualità Accadde domani.
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Prospettive Sociali e Sanitarie
via XX Settembre 24, 20123 Milano
tel. 0246764275 – fax 0246764312
http://pss.irs-online.it
La mediazione: cos’è e chi la esercita
Pubblicato: 1 dicembre 2010 Filed under: Diritto Privato Lascia un commento »
Allo scopo di evitare i lunghissimi tempi della giustizia ordinaria in caso di liti è stato introdotto, con il D. Lgs. 28/2010 (pubblicato nella G.U. n.53 del 5 marzo 2010), l’istituto giuridico della mediazione in materia civile e commerciale. L’obiettivo è appunto quello di disincentivare il ricorso in tribunale e quindi ridurre progressivamente l’arretrato che grava sulla giustizia italiana… continua.
1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids
Pubblicato: 1 dicembre 2010 Filed under: aids, Tossicodipendenze Lascia un commento »1 dicembre 2010
GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL’AIDS
Ogni anno il 1° dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di ricordare i progressi compiuti nella cura, nella prevenzione e nell’informazione dell’HIV/AIDS e al contempo di sensibilizzare la comunità internazionale e i singoli individui all’impegno verso le nuove sfide che l’epidemia ci pone e gli obiettivi non ancora raggiunti.
La data del 1° dicembre è stata scelta perché il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 negli USA. In questi 30 anni l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.
Nonostante l’efficacia dei nuovi farmaci non è ancora possibile guarire dall’Aids, e la curva dei nuovi casi non ha mai smesso di crescere. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi dei veri e propri allarmi nel milanese e nel varesotto con medie di due infezioni al giorno, riguardanti in buona parte ragazzi molto giovani che hanno contratto il virus durante rapporti eterosessuali.
Contorno Viola e Arcigay sono due associazioni da anni impegnate nel territorio sul tema della prevenzione Aids:
Da oltre dieci anni l’Associazione Contorno Viola, in collaborazione con l’Asl VCO, ha promosso momenti formativi in tutte le scuole superiori della provincia, avvalendosi della tecnica della peer education e raggiungendo diverse migliaia di studenti.
Arcigay da oltre 26 anni si occupa in tutta Italia di prevenzione all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.
La nuova campagna per il primo dicembre “Fate l’Amore. E la guerra all’AIDS” ci ricorda l’importanza fondamentale della prevenzione nei rapporti sessuali.
Arcigay Nuovi Colori e Contorno Viola saranno presenti con un gazebodomenica 5 dicembre a Verbania Intra in via baiettini dalle ore 11:00 alle ore 17:00 per la distribuzione gratuita di materiale informativo e preservativi.
Anche in futuro, con l’aiuto delle Istituzioni, continueremo ad impegnarci per contrastare questo grave, e mediaticamente sottovalutato, fenomeno.
Per ulteriori informazioni
Arcigay Nuovi Colori Verbania 3383108399 | www.arcigayverbania.it
Contorno Viola 346 9780665 | www.peer-education.it
Info: Ambulatorio malattie infettive Verbania, Via Crocetta – 0323 541329
Duccio Demetrio, intervistato da Alessandra Cicalini, parla di sè, dei suoi libri e della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e il talento “femminile” per l’autobiografia | Muoversi Insieme
Pubblicato: 1 dicembre 2010 Filed under: biografie, Cicalini Alessandra, Demetrio Duccio, Muoversi Insieme Stannah, Servizi educativi Lascia un commento »…
sono stati due uomini come lei e Saverio Tutino, il fondatore dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano a creare la Libera università dell’autobiografia... Quando avete avuto l’idea?
La sera di Natale del 1997 che ho passato con Saverio Tutino in una trattoria di Anghiari che è a venti chilometri dal paese sede dell’Archivio. In realtà, era già qualche tempo che stavo cercando un luogo in cui fosse possibile “raccontarsi”, finché non ho conosciuto Saverio con cui è nata una vera amicizia virile. Insieme, quella sera, abbiamo stilato il Manifesto costitutivo della Lua.
Com’è strutturata?
Non abbiamo contributi esterni, ci autofinanziamo con i nostri corsi, a partire da quello di base aperto a 50 iscritti fino ai seminari e i corsi a distanza. Nel tempo, si sono formati poi circoli di scrittura autobiografica nei luoghi di origine di chi ci ha conosciuto, per esempio in diverse case di riposo.
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leggi tutta l’intervista qui:





















































Cittalia in collaborazione con l’ANCI – Area Welfare, Scuola e Immigrazione ha presentato la ricerca “I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e proposta”, nel corso della Conferenza Nazionale della Famiglia tenutasi dall’8 al 10 novembre a Milano. Il documento parte dall’analisi della situazione attuale delle famiglie italiane facendo il punto sulle politiche adottate dai Comuni. Le prime evidenze che emergono riguardano l’attuale riduzione degli aiuti alle famiglie rispetto agli anni passati con la consapevolezza, però, che la famiglia è quella “micro comunità” in cui si forma la personalità dell’individuo. L’applicazione del principio di sussidiarietà e la collaborazione tra il cittadino e la PA locale, potrebbero essere i punti dai quali partire per rimettere in piedi la famiglia. Passare, dunque, dall’approccio puramente assistenzialista ed emergenziale a policy che vanno applicate nell’ottica della prevenzione di situazioni di disagio. Questo è l’impegno dell’ANCI.
