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“Cos’è l’informazione corretta? … per esempio dire che succede ai gay nell’islam”, intervista a Angelo Pezzana | l’Occidentale

Quest’anno Informazione Corretta festeggia dieci anni e noi, che a certe rappresentazioni mediatiche siamo particolarmente allergici, abbiamo chiesto al suo fondatore, Angelo Pezzana, di raccontarci com’è andata quest’esperienza. Con verve da polemista e grande educazione, Pezzana mette in guardia dall’antisemitismo travestito da antisionismo e dalla insorgenza islamica in Europa. Denunciando la questione gay nel mondo arabo-musulmano, lui che nel ’71 fu tra gli animatori del “Fuori”, il fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Oggi quella battaglia civile si è spostata su altri fronti.

Pezzana, un bilancio e delle prospettive su Informazione Corretta

In questi dieci anni siamo diventati un punto di riferimento per i giornalisti italiani che si occupano di esteri. Arriva un nuovo corrispondente a Gerusalemme e pubblichiamo la sua foto, sbagliata. Subito una email ci segnala l’errore. Significa che veniamo letti, sia da chi ci condivide sia da quelli che criticano. Il nostro obiettivo è sempre stato portare acqua al mulino della buona informazione.

5.000 abbonati, 30.000 pezzi all’anno; ci crede al giornalismo partecipativo sul web?

Abbiamo un grande archivio per parole chiave aperto ai lettori, è un altro punto di forza. Del giornalismo su Internet penso che la Rete sia spesso un paravento anonimo per pubblicare delle oscenità politiche, ma al tempo stesso non si può negare l’accelerazione impressa dal web al sistema dell’informazione, come pure la condivisione delle notizie. Pensi alle “lettere dei lettori”, nel cartaceo vengono quasi sempre cestinate, i direttori dei grandi giornali sono degli intoccabili. Per noi è diverso.

Perché c’era bisogno di un osservatorio su Israele e il Medio Oriente?

L’odio contro Israele ha semplicemente sostituito l’odio contro gli ebrei. Dopo la Shoah non si può più essere contro gli ebrei ma contro Israele sì, lo si può attaccare, delegittimare, se ne può mettere in discussione l’esistenza, con la scusa di criticare questo o quel governo in carica. Il presidente Napolitano è stato molto netto spiegando che l’antisionismo è solo una forma di antisemitismo.

E’ più pericoloso l’antisemitismo di destra o quello di sinistra?

Il primo è fascista, rozzo, ignorante, violento. L’antisemitismo di sinistra è più pericoloso perché si esprime nella forma dell’odio verso il sionismo, usando sempre come premessa la memoria della shoah… i moderni antisemiti di sinistra festeggiano la Giornata della Memoria. Li fa godere ricordare lo sterminio degli ebrei. E’ una specie di sadismo realizzato.

La stampa di sinistra in Italia si è accorta dell’antisemitismo nel mondo arabo?

Si guardano bene dal dire che una brigata nazista palestinese ha combattuto nell’esercito di Hitler. Ma sappiamo che il nuovo razzismo è l’antisemitismo arabo.

Indymedia descrive Informazione Corretta come uno “spin di origini israeliane con finanziamenti americani e delle lobby evangeliche”. Si citano come fonti l’americano LaRouche e l’italiano Moffa. I cospirazionisti sono pericolosi? E quanto?

Sono pericolosi anche per colpa della magistratura italiana. Penso al professor Moffa che ha denunciato per diffamazione il Centro di Documentazione Ebraica solo perché si erano permessi di spiegare quali sono le sue attività.

Claudio Moffa ha una cattedra universitaria a Teramo

I professori vanno dalle fondazioni bancarie e gli propongono un bel festival della Storia, tanto utile quanto mistificatorio; i docenti sono al riparo del loro ruolo, le banche sganciano migliaia di euro. Pensi al professor Angelo D’Orsi, insegna storia contemporanea a Torino…

Ne abbiamo scritto sull’Occidentale. Si usano strumentalmente scrittori e giornalisti israeliani dissenzienti per alimentare la palestinolatria

Sono israeliani compiacenti, che hanno tutto il diritto di criticare Israele e che magari fanno anche bene il loro lavoro quando sono in Patria – una democrazia che non si sognerebbe mai di metterli a tacere. Quando vengono in Italia invece li accogliamo come dei santi.

Qualche altro esempio?

Paolo Mieli che sul Corriere della Sera dedica due pagine al libro di Shlomo Sand sulla “invenzione del popolo ebraico”. Mieli può anche recitare la parte dell’ebreo italiano critico verso Israele ma quando sei in guerra – e Israele lo è sempre stato fin dalla sua fondazione – certe raffinatezze lasciano il tempo che trovano.

Lei negli anni settanta ha militato nel movimento omosessuale. Nel ’77 denunciava le condizioni di vita dei gay in Unione Sovietica. Oggi che succede nell’islam?

Mi sforzo di essere un buon liberale. Sono antinazista, antifascista, anticomunista. Alla fine degli anni Settanta sono andato nel paradiso dei lavoratori, che era una prigione a cielo aperto, per denunciare la prigionia del regista Paradzanov. Fu un lavoro che ebbe buona eco in America e Gran Bretagna, meno in Italia. Oggi c’è una recrudescenza di omofobia nell’islam e le ONG che operano nel mondo arabo e musulmano si guardano bene dal denunciarla. Fino a quando gli operatori umanitari stanno al caldo nei resort di Gerusalemme possono sparare a zero sullo stato ebraico, ma provate a raccontare la vita dei gay iraniani scrivendo una corrispondenza da Teheran.

In Iraq i gay vengono ammazzati per strada a bastonate

Almeno Saddam era un dittatore laico, ora avanza la dittatura della teocrazia, la sharia. David Kato Kisule era venuto in Italia a parlare di questi temi con l’associazione radicale “Certi Diritti”, poi è tornato in Uganda e l’hanno ammazzato. Era uno dei leader del Sexual Minorities Uganda. Un paio di pezzi su Repubblica e la Stampa ed è finito tutto.

Vale solo per i paesi islamici?

Anche per quei paesi europei dove si sono radicate vaste comunità islamiche. Essere omosessuali riconoscibili, non sto dicendo travestiti, parlo semplicemente di girare mano nella mano, vuol dire venire aggrediti per strada. Si faccia un giro ad Amsterdam. In Olanda, in Danimarca, Svezia.

E in Italia? I gay vengono perseguitati solo dai musulmani?

Se vuole inquadrarla in termini più generali, la questione dell’omofobia in Italia può essere assimilata alla categoria della delinquenza, si tratta di episodi isolati, serve il codice penale non una legge speciale. Abbiamo bisogno di vere campagne culturali, maggiore comunicazione e informazioni. Il ministro Carfagna su questo ha fatto un buon lavoro.

L’Egitto incombe. Ci crede all’islam moderato e alla twitter revolution?

Se esiste un islam moderato mi sembra che sia in silenzio. Panebianco sbaglia quando parla di islamici democratici, nell’islam non c’è alcuna differenza fra religione e stato. Per quanto riguarda la twitter revolution, va da sé che i giovani arabi sono stufi di vivere in paesi senza libertà, ma non hanno alternative, e soprattutto la democrazia non nasce da un giorno all’altro, è una conquista.

In tv la rivoluzione del Nilo è stata raccontata un po’ diversamente

Piazza Tahrir è stata governata da Al Jazeera. Mentre i reporter e i corrispondenti occidentali guardavano cosa stava accadendo dai balconi degli alberghi, l’emittente del Qatar istruiva la piazza sulle prossime mosse: “Ecco che si stanno dirigendo verso il palazzo presidenziale”, e la gente si muoveva verso la residenza di Mubarak. La folla, i feriti con i volti coperti di sangue, El Baradei il coraggioso…

Una specie di orientalismo di marca orientale…

Al Jazeera si fa strumento di Hamas e Hamas è una costola dei Fratelli Musulmani. La fratellanza ha tenuto un basso profilo in piazza, non ha bisogno di gridare. Sanno che la conquista avverrà “attraverso l’utero”, come dicono a Gaza.

La rivolta in Tunisia ha riproposto il problema dello sbarco di immigrati clandestini sulle nostre coste. L’islam italiano deve preoccuparci?

In Italia il nome più diffuso fra i bambini appena nati è Mohammad. Se nel 2011 nascono più bambini musulmani che italiani, tra vent’anni la maggioranza dei giovani avrà origine arabe. Nel 2050, non è così lontano, l’Italia avrà 35 milioni di abitanti, la metà di adesso. Se penso che Rotterdam ha già un sindaco musulmano posso dire che le previsioni di Bat Ye’Or sono più che realistiche.

Come mai nessuno ne parla?

Il professor Sartori ha scritto due o tre editoriali sull’argomento ed è l’unico a dire quello che succede. E’ un liberal, un progressista. Un’altra voce nel deserto.

da: “Cos’è l’informazione corretta? Dire che succede ai gay nell’islam” | l’Occidentale.


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