Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: Famiglie, ISTAT, Redditi Lascia un commento »| Statistiche in breve Periodo di riferimento: Anni 2006-2009 Diffuso il: 02 febbraio 2011 Nel periodo 2006-2009 il reddito disponibile delle Famiglie italiane si è concentrato, in media, per circa il 53 per cento nelle regioni del Nord, per il 26 per cento circa nel Mezzogiorno e per il restante 21 per cento nel Centro. Nel periodo considerato tale distribuzione ha mostrato alcune variazioni che hanno interessato principalmente il Nord-ovest, il quale ha visto diminuire la sua quota di 0,6 punti percentuali (dal 31,1 del 2006 al 30,5 per cento nel 2009) a favore di Centro e Mezzogiorno (+0,4 e +0,2 punti percentuali rispettivamente). La quota di reddito disponibile delle Famiglie del Nord-est è rimasta invariata al 22 per cento. Il periodo analizzato ha poi visto il progressivo ridursi del tasso di crescita del Reddito disponibile nazionale, che è passato da un incremento del 3,5 per cento del 2006 ad una flessione del 2,7 per cento nel 2009, la prima dal 1995. L’impatto è stato più forte nel settentrione (-4,1 per cento nel Nord-ovest e -3,4 per cento nel Nord-est) e più contenuto al Centro (-1,8 per cento) e nel Mezzogiorno (-1,2 per cento). In generale, tale diminuzione è essenzialmente da attribuire alla marcata contrazione dei redditi da capitale, anche se, in alcune regioni (in particolare Piemonte e Abruzzo), un importante contributo negativo è venuto dal rallentamento dei redditi da lavoro dipendente.
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da: Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane.
Istat, Bilancio demografico mensile
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »
Bilancio demografico mensile |
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argomenti
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Note per la stampa Periodo di riferimento: Gennaio-Settembre 2010 Diffuso il: 07 febbraio 2011 L’Istat rende disponibili on line – su http://demo.istat.it – i dati mensili relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente per sesso dei comuni italiani. I dati, che derivano dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i comuni italiani, vanno considerati provvisori fino alla fine dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del comunicato stampa relativo al “Bilancio demografico nazionale”. Alla fine di settembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.545.940 abitanti. Rispetto all’inizio del 2010 si è registrato un incremento dello 0,34 per cento, pari a +205.612 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,5 per cento), del Nord-est (+0,48 per cento) e del Nord-ovest (+0,43 per cento).
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Newsletter di www.istat.it del 08/02/2011
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »
Newsletter di www.istat.it
Notizie pubblicate on line nella settimana 01 febbraio – 07 febbraio 2011
Bilancio demografico mensile (Gennaio-Settembre 2010)
Note per la stampa del: 07 febbraio 2011
Paniere dei prezzi al consumo (Anno 2011)
Comunicati in calendario del: 04 febbraio 2011
Prezzi al consumo (provvisori) (Gennaio 2011)
Comunicati in calendario del: 04 febbraio 2011
Reddito disponibile delle famiglie (Anni 2006-2009)
Statistiche in breve del: 02 febbraio 2011
Occupati e disoccupati (provvisori) (Dicembre 2010)
Comunicati in calendario del: 01 febbraio 2011
Magistrati: biografie professionali di Ilda Boccassini, Pietro Forno, Antonio Sangermano
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: biografie, Magistratura e giustizia Lascia un commento »
Ilda Boccassini, napoletana, 61 anni, è procuratore aggiunto e capo della Direzione distrettuale antimafia di Milano dal maggio 2009. Come responsabile della Dda segue il caso Ruby da quando Antonio Sangermano è entrato a far parte dell’Antimafia milanese. Per tutti è “Ilda la Rossa”, appellativo nato dal colore dei suoi capelli ma che i suoi dei detrattori legano alle inchieste che ha condotto contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Da più di trent’anni si occupa di criminalità organizzata. Tra il 1989 e il 1990 è sua l’inchiesta sulla “Duomo connection”, che svela per la prima volta le infiltrazioni mafiose a Milano. Le indagini vengono compiute dai carabinieri del capitano Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, che qualche anno dopo arresterà il capo della mafia, Totò Riina. È con la “Duomo connection” che Ilda Boccassini entra in contatto con Giovanni Falcone.
Così, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio dove Falcone e Paolo Borsellino perdono la vita, la Boccassini si fa trasferire a Caltanissetta e per due anni partecipa alle indagini che portano alla scoperta di mandanti ed esecutori delle stragi. Con Ultimo collabora alla cattura di Riina. Quando nel 1994 torna a Milano, entra nel pool Mani pulite prendendo il posto di Antonio Di Pietro. È in quell’anno che incontra per la prima volta sulla sua strada il nome di Berlusconi. Le sue inchieste portano in breve ai processi Sme e Imi-Sir. Dal 2004 le sue indagini puntano sull’antiterrorismo, e nel 2007 portano all’arresto di 15 appartenenti a Seconda posizione, ala movimentista delle Nuove brigate rosse. L’organizzazione stava preparando alcuni attentati contro persone a aziende nel Nord Italia: nel mirino c’era anche una delle abitazioni di Berlusconi. L’ultima inchiesta, l’anno scorso, ha portato all’arresto in Lombardia di 175 persone accusate di appartenere alla ’Ndrangheta, svelando la presenza radicata delle organizzazioni criminali calabresi nel Nord Italia.
Pietro Forno, piemontese, 65 anni, è un magistrato assai noto a Milano. Dal 2009 è procuratore aggiunto e, salvo una breve parentesi a Torino tra il 2005 e il 2009, ha svolto quasi tutta la sua carriera nel capoluogo lombardo. Vicino a Magistratura democratica, ma non iscritto, ha la passione per la montagna e lo scialpinismo. Negli anni 70 e 80 ha condotto alcune delle più importanti inchieste sul terrorismo di destra e di sinistra. Quelle sui Nuclei armati rivoluzionari di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, quelle su Prima linea e, infine, sui Proletari armati per il comunismo di Cesare Battisti. Fu lui nel 1981 a firmare, come giudice istruttore, l’ordinanza di arresto di Battisti e di altri terroristi per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin. I colleghi della procura di Milano si sono sempre fidati di Forno. A tal punto che Gherardo Colombo e Giuliano Turone, i magistrati che nel marzo 1981 scoprirono le liste della loggia segreta P2 di Licio Gelli, nascosero in uno dei suoi fascicoli una copia degli elenchi dei mille affiliati all’organizzazione segreta.
Forno ha anche indagato sulla setta Scientology e sul filosofo Armando Verdiglione. Dal 1992 inizia a occuparsi di reati a sfondo sessuale e di pedofilia, creando un pool di investigatori specializzati, il primo in Italia. Ma finisce nell’occhio del ciclone nel dicembre 2000, dopo aver fatto arrestare un tassista milanese accusato di violenze sussuali sulla figlia. Un pm lo sostituisce in dibattimento e nella requisitoria demolisce il metodo utilizzato da Forno per costruire l’accusa, chiedendo l’assoluzione dell’imputato, rimasto nel frattempo due anni e mezzo in carcere. Dopo il proscioglimento del tassista, Forno chiede di essere trasferito a Torino. Vi resta fino a due anni fa, quando l’allora procuratore capo Manlio Minale gli affida il coordinamento del terzo dipartimento, quello che si occupa di reati a sfondo sessuale.
Antonio Sangermano, fiorentino, 46 anni, è il più giovane dei tre magistrati del caso Ruby. Laurea in giurisprudenza nel 1989, un master in diritto tributario e contabilità fiscale delle imprese alla Luiss di Roma, è entrato in magistratura nel 1995. Da giovanissimo lavora alla procura della Repubblica di Patti, poi viene applicato alla Direzione distrettuale antimafia di Messina. All’inizio del 1999 passa alla procura di Vercelli, dove segue numerose inchieste di droga e pedofilia. Approda poi a Milano, dove entra a far parte del pool di magistrati sui reati sessuali guidato dal procuratore aggiunto Forno. Sangermano non si occupa però soltanto di questo. È sua l’inchiesta sul racket delle case popolari a Quarto Oggiaro e Niguarda, due quartieri della periferia di Milano, dove un’organizzazione permetteva di occupare illegalmente le case popolari dietro pagamento di “obolo” tra i 500 e i 2.500 euro. L’inchiesta nasce da una denuncia dell’associazione Sos racket e usura.
Nel 2010 è ancora Sangermano a chiedere l’arresto di Francesco Tadini, un noto gallerista milanese, figlio dell’artista Emilio Tadini, accusato di aver avuto rapporti sessuali con una 15enne e di detenzione di materiale pedopornografico. Sempre Sangermano porta a processo l’imprenditore Stefano Savasta, accusato dell’omicidio del suo collega e rivale in amore Stefano Cerri, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Nel luglio 2010, mentre comincia a occuparsi del caso Ruby, chiede il rinvio a giudizio di 23 persone accusate di contrabbando di sigarette a livello internazionale per un valore di dieci milioni di euro.
È morto Giovanni Bollea, fondatore della moderna neuropsichiatria italiana.
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: "autori Classici", ricordare Lascia un commento »È morto Giovanni Bollea, fondatore della moderna neuropsichiatria italiana. Aveva 98 anni. Era nato infatti a Cigliano Vercellese il 6 dicembre 1913, . La camera ardente sarà allestita in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, domattina a partire dalle 10.
Laureatosi in medicina nel 1938, Bollea si era specializzato poi in malattie mentali. Nel dopoguerra, dopo aver frequentato un corso di specializzazione a Losanna, tornò in Italia rivoluzionando la neuropsichiatria infantile italiana e introducendo per la prima volta la psicoanalisi, la psicoterapia di gruppo e il lavoro d’equipe nella storica clinica universitaria di Roma della Sapienza, dove la porta di entrata reca il suo nome, e della quale era professore emerito.
«Oggi si è perso il valore essenziale dell’amore verso gli altri, bisogna tornare a valorizzarlo»: con queste parole e con il rincrescimento, anzi «la colpa, di non aver migliorato il pensiero degli adolescenti», tre anni fa, alla veneranda età di 95 anni, il padre della neuropsichiatria infantile aveva accettato in Campidoglio a Roma uno dei tanti premi della sua prestigiosa carriera cominciata nel 1938. Bollea, oltre ad aver fondato e diretto l’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli, a Roma, è stato il primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, nonché promotore di innumerevoli iniziative a favore dell’infanzia.
DALLA PARTE DEI BAMBINI. Per i suoi novant’anni, nel 2003 il presidente Carlo Azeglio Ciampi, facendogli gli auguri, gli aveva scritto: «Fondatore della neuropsichiatria infantile italiana, nel suo appassionato lavoro Ella ha valorizzato il ruolo della famiglia e della scuola, “pilastri essenziali e filtri primari” nel percorso di crescita e di formazione dei giovani. Alle giovani generazioni ha dedicato la passione e l’energia del suo prezioso talento, contribuendo in maniera determinante ad aprire nuovi orizzonti e a garantire nuovi traguardi a questa scienza».
Proprio in quell’anno Bollea ha ricevuto anche dall’Unicef il «Premio dalla parte dei bambini» in riconoscimento del «lavoro pionieristico dalla parte dei bambini, che coniugando ricerca e rigore scientifico con straordinaria passione e calore umano ha fatto la differenza per i bambini italiani».
L’anno dopo gli è stato poi conferito il premio alla carriera dal Congresso mondiale di psichiatria e psicologia infantile di Berlino. Oltre al compendio di neuropsichiatria infantile e a più di 250 lavori, ha pubblicato il bestseller «Le madri non sbagliano mai».
L’ATTENZIONE AI PORTATORI DI HANDICAP. L’inserimento nelle scuole dei bambini con handicap è stato uno dei più grandi meriti di Bollea, insieme all’istituzione della scuola di Neuropsichiatria infantile dell’università di Roma La Sapienza. Così la psicologa dell’età evolutiva, Anna Oliverio Ferraris, ha ricordato l’innovatore della neuropsichiatria infantile italiana.
Alessandra Cicalini, Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes | Muoversi Insieme
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: Anziani, Cicalini Alessandra, Famiglie, Muoversi Insieme Stannah, Qualità della vita, Redditi 2 Commenti »Vivere in Italia? Un piacere ancora diffuso, soprattutto tra gli anziani. È il risultato di uno dei sondaggi effettuati dall’Eurispes, contenuto nel suo Rapporto Italia 2011. Nel complesso, il giudizio sul presente e sul futuro prossimo della Penisola è in ribasso, ma la libertà di opinione, le bellezze storico-artistiche, il cibo e il clima alleviano l’aumento del senso di precarietà e la preoccupazione per le giovani generazioni. Ad avvertirla, sono innanzitutto queste ultime, in misura spiccata quelle che si collocano nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni, ma anche il 27,4% dei pensionati ultra-sessantacinquenni si sente in ansia per il futuro dei propri nipoti, veri o metaforici.
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l’intero articolo qui:
Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes | Muoversi Insieme.
Romano Carlo Alberto, Bottoli Gisella, La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo, Carocci, 2002
Pubblicato: 8 febbraio 2011 Filed under: dipendenze Lascia un commento »Romano Carlo Alberto, Bottoli Gisella, La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo, Carocci, 2002

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Amato Giuseppe, Stupefacenti: teoria e pratica, Laurus Robuffo edizioni, 2006
Pubblicato: 8 febbraio 2011 Filed under: dipendenze 1 Commento »
Con la legge 21 febbraio 2006 n. 49 è cambiata la disciplina sanzionatoria penale e amministrativa delle sostanze stupefacenti, con effetti estesi anche alla fase della esecuzione della pena e del recupero del tossicodipendente. Il disposto del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 ne è uscito completamente cambiato. Il presente lavoro, preceduto qualche tempo fa da un breve commento delle più recenti novità normative (“Le modifiche alla normativa sugli stupefacenti”), mira a ricostruire, sviluppando, rimeditando e approfondendo detto lavoro, le novità introdotte dalla riforma del 2006 e a rivedere in toto, con i necessari aggiornamenti, tutti gli aspetti della disciplina delle sostanze stupefacenti o psicotrope che maggiormente interessano l’operatore pratico (autorità giudiziaria, avvocatura, autorità amministrativa, forze di polizia). In questa prospettiva, se pure si tratta dell’aggiornamento dell’edizione 2005 del nostro “Stupefacenti. Teoria e pratica”, il volume si riallaccia anche, costituendone la naturale evoluzione e la completa rivisitazione, ad altri lavori sulla disciplina delle sostanze stupefacenti da noi pubblicati: “Teoria e pratica degli stupefacenti” e “Droga e attività di polizia”. L’autore è magistrato, in servizio presso la Procura della Repubblica di Roma.
Amato Giuseppe
ISBN 88-8087-524-8
Data di uscita: ottobre 2006
Pagine: 432
Prezzo: 34 €
Codice interno: B-12

da: Laurus Robuffo.
“Dimettiti. Per un’Italia libera e giusta”, Giustizia e Libertà, Milano 5 febbraio 2011 | RadioRadicale.it
Pubblicato: 6 febbraio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, ciclo politico 1994-2011 1 Commento »
interventi di:
Umberto Eco, Paul Ginsborg, Roberto Saviano, Gustavo Zagrebelsky coordinano Sandra Bonsanti e Simona Peverelli. Partecipano Giovanni Bachelet, Bice Biagi, Carla Biagi, Daria Bonfietti, Susanna Camusso, Lorenza Carlassare, Nando dalla Chiesa, Concita Di Gregorio, Beppino Englaro, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Gad Lerner, Moni Ovadia, Giuliano Pisapia, Enrico Rossi, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca, Lorella Zanardo
Incontri per i familiari di malati di Alzheimer | a cura dei Donatori del tempo, Como
Pubblicato: 6 febbraio 2011 Filed under: Alzheimer, Anziani, Como, Formazione Permanente, Gruppi di mutuo aiuto, Volontariato Lascia un commento »
I Donatori del Tempo:
incontri collettivi 2011
Sono aperte le iscrizioni per il ciclo di incontri collettivi 2011, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 9 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa , presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede Universita’ Popolare ).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.
Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre: il neurologo Dott. Leonardo Sacco, responsabile U.V.A., Unita’ Valutativa Alzheimer dell’Ospedale S.Anna, l’arteterapeuta Chiara Salza, responsabile dei Laboratori di Arteterapia dei Donatori del Tempo, lo psicologo Dott. Marco Orsenigo, responsabile del Servizio Anziani della A.S.L. di Como, l’avvocato Anna Cardinali e la dietista Lilia Farias della A.S.L. di Como.
Il ciclo 2011 e’ riservato a nuovi partecipanti. E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione entro il 25 Gennaio 2011, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini,9 Como, aperta al Martedi e Giovedi dalle 16.30 alle 18.30 tel. e fax 031/270231 e-mail : donatorideltempocomo@virgilio.it
Nuovo corso della Provincia sulla figura dell’amministratore di sostegno, Provincia di Milano
Pubblicato: 6 febbraio 2011 Filed under: amm. sostegno, Milano Lascia un commento »| Nuovo corso della Provincia sulla figura dell’amministratore di sostegno | ![]() |
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| Mercoledì 02 Febbraio 2011 08:36 |
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Sono previste quattro giornate di formazione: il 9, 16, 24, e 28 marzo dalle ore 9.30 alle ore 17.30. Le iscrizioni devono essere effettuate entro l’11 febbraio. Per informazioni: tel. 02 77403142. E-mail: p.buzzetti@provincia.milano.it |
da: Nuovo corso della Provincia sulla figura dell’amministratore di sostegno.
Squadristi di sinistra: Blitz di attivisti dei centri sociali alla vigilia dell’assemblea della Fim-Cisl cui prenderà parte anche il noto giuslavorista nonché senatore del Pd Pietro Ichino
Pubblicato: 5 febbraio 2011 Filed under: Ichino Pietro, sinistre 2 Commenti »Raid vandalico di una cinquantina di attivisti dei centri sociali all’Hotel Crowne Plaza di via Po, alla vigilia dell’assemblea della Fim-Cisl cui prenderà parte anche il noto giuslavorista nonché senatore del Pd Pietro Ichino
Bibliografie per gli insegnanti, FrancoAngeli
Pubblicato: 5 febbraio 2011 Filed under: Insegnanti, Scuola e istruzione, Servizi educativi Lascia un commento »| Strumenti per gli insegnanti | |
| Mario Castoldi, Mario Martini (a cura di) VERSO LE COMPETENZE: UNA BUSSOLA PER LA SCUOLA Progetti didattici e strumenti valutativi pp. 256, Euro 25,00; E-book Euro 20,00, Cod. 292.3.34, Collana: Scienze della formazione |
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| Giuseppe Nicolodi IL DISAGIO EDUCATIVO ALLA SCUOLA PRIMARIA pp. 240, Euro 26,00; E-book Euro 21,00, Cod. 292.4.33, Collana: Scienze della formazione |
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| Ernesto Perillo (a cura di) STORIE PLURALI Insegnare la storia in prospettiva interculturale pp. 192, Euro 22,00; E-book Euro 18,00, Cod. 1158.4, Collana: Educazione al patrimonio culturale, formazione storica, altri saperi – diretta da Ivo Mattozzi |
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| Mario Castoldi, Mario Martini VERSO LE COMPETENZE: UNA BUSSOLA PER LA SCUOLA Un percorso di ricerca pp. 144, Euro 16,00; E-book Euro 13,00, Cod. 292.3.33, Collana: Scienze della formazione |
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| Silvia Fioretti LABORATORIO E COMPETENZE Basi pedagogiche e metodologie didattiche pp. 128, Euro 15,00, Cod. 1108.3, Collana: Il mestiere della pedagogia – diretta da Massimo Baldacci |
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| Antonia Cunti (a cura di) LA RIVINCITA DEI CORPI Movimento e sport nell’agire educativo pp. 224, Euro 24,00, Cod. 940.1.2, Collana: I territori dell’educazione – diretta da Sergio Tramma |
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Alessandra Augelli, Erranze. Attraversare la preadolescenza
Pubblicato: 5 febbraio 2011 Filed under: adolescenza, Ciclo di vita, FrancoAngeli, LIBRI NEWS 1 Commento »| Erranze. Attraversare la preadolescenza | |||||||||||||||
| Autori e curatori: | Alessandra Augelli | ||||||||||||||
| Collana: | Vita emotiva e formazione | ||||||||||||||
| Argomenti: | Pedagogia e prospettive dell’educazione - Scuola media inferiore - Adolescenza | ||||||||||||||
| Livello: | Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari | ||||||||||||||
| Dati: | pp. 160, 1a edizione 2011 (Cod.1930.6) | ||||||||||||||
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| In breve | Il desiderio di creare legami autentici, la paura di fare le scelte sbagliate, la gioia di sentirsi autonomi: sono alcune tra le tante emozioni che caratterizzano la preadolescenza. In questo volume la riflessione pedagogica si intreccia con le parole e gli scritti di alcuni ragazzi e ragazze e con brevi inserti tratti dall’arte, dalla letteratura, dal cinema. | ||||||||||||||
| Presentazione del volume: |
L’intera esistenza personale è un essere-in-cammino, ma le tonalità dell’erranza si intensificano in alcuni particolari momenti della vita, in cui si accoglie l’apicalità dell’attraversamento e dellatrasformazione: l’età preadolescenziale è quella che, più di altre, si fa custode della delicatezza dei passaggi che hanno inizio. Il desiderio di creare legami autentici, la paura di fare scelte sbagliate, la nostalgia di un tempo che va dissolvendosi, la gioia di sentirsi autonomi: solo alcune tra le tante emozioni che caratterizzano l’erranza preadolescenziale, in quello spazio compreso tra la “partenza” dalla terraferma, il distacco dai propri affetti originari e i primi “scali” nella realtà circostante. La lente interpretativa dell’erranza – che fa dell’attraversamento uno spazio fecondo e ininterrotto di ricerca, dell’errore una possibilità di crescita – aiuta a guardare meglio la realtà preadolescenziale, con le contraddizioni, le sfumature, i vissuti emotivi. Si tenta di superare, così, la problematicità di una condizione in cui il cammino non si mostra lineare e ben definito, e di aprirsi alla complessità di un tempo vissuto, che non si coglie se non mettendosi in ascolto dell’esperienza. La riflessione pedagogica sull’età preadolescenziale si intreccia qui con le parole e gli scritti di alcuni ragazzi e ragazze impegnati a comprendere le domande che si incontrano lungo il cammino e il senso dei diversi momenti vissuti: smarrimenti, incontri, scoperte, cadute. La riflessione sull’essere-in-viaggio risulta terreno fertile per ascoltare e prendere consapevolezza di dimensioni del passaggio presenti, ma non sempre nominate, snodi significativi di cui gli adulti possono prendersi cura sostenendo e orientando la loro ricerca di senso. Ogni capitolo è corredato di brevi inserti tratti dall’arte, dalla letteratura, dal cinema e di pagine di sintesi, spunti per la riflessione e schede di lavoro attraverso cui educatori, insegnanti, genitori potranno accompagnare ragazze e ragazzi nel processo di consapevolezza emotiva e di comprensione dei propri vissuti. Alessandra Augelli, dottore di ricerca in Pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è docente di Laboratorio e membro del gruppo Eidos – Fenomenologia e Formazione a Piacenza. Svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche. Si occupa di educazione familiare con particolare attenzione all’età preadolescenziale e giovanile, utilizzando il linguaggio cinematografico e televisivo come strumento di disamina pedagogica dei contenuti. |
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| Indice: | Introduzione L’erranza, orizzonte interpretativo (Andare errando: limiti e possibilità; Oltre il disorientamento e la “perdizione”; Lo sguardo del viandante; Scrivere per dare ascolto ai passaggi vissuti) La preadolescenza, inizio di un passaggio (Fatiche e bellezze nei sentieri della crescita; Corpi in movimento; Tempo vissuto dai preadolescenti; Uno spazio tutto mio; Il dischiudersi dell’esigenza di senso; Un “guazzabuglio” interiore: attraversare la vita emotiva) Vissuti dell’erranza preadolescenziale (“In partenza!” Entusiasmo e paura di lasciare; Compagni di viaggio: le presenze che “costellano” la vita; Ritirarsi per comprendere, per attendere: il valore della sosta; “Nave, senza nocchiere: in gran tempesta…”; Tra errori e deviazioni: l’importanza di paletti orientativi; Al bivio: le piccole grandi scelte; Sogni, desideri, progetti) In cammino con i preadolescenti (Per una pedagogia della speranza; Genitori ed educatori nel passaggio: emozioni e sentimenti; Essere guide; Vie di senso tra famiglia, scuola e spazi informali; “E io, come mi muovo?” Orientamenti per educatori-viandanti) Bibliografia. |
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da: Erranze. Attraversare la preadolescenza.
Censis, Indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale
Pubblicato: 5 febbraio 2011 Filed under: Censis, Federalismo fiscale 2 Commenti »
La percentuale degli intervistati ”pessimisti” e’ piu’ alta nel Mezzogiorno (55,6%) e nel Centro (48,2%), scende al Nord Ovest (31,6%), dove comunque rimane maggioranza, e al Nord Est (29,7%), dove, invece, prevalgono le risposte di chi prevede un quadro immutato (30,8%).
Tuttavia, per i cittadini non sono le imposte eccessive il problema principale del sistema fiscale: la piaga maggiore risulta, infatti, l’evasione, con il 44% degli intervistati che la colloca al primo posto tra le questioni da risolvere (mentre ”solo” il 22% ritiene l’alto livello di tassazione il nodo piu’ importante).
Amministratori di sostegno e persone con fragilità: “Dalla teoria alla pratica”, incontro fra le associazioni, Como 11 febbraio 2011
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: amm. sostegno, Como, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Disabilità e Handicap Lascia un commento »
Il prossimo 11 febbraio a Villa Gallia, Como, si svolge un primo importante incontro tra tutti i soggetti che fino ad ora hanno lavorato al progetto che sostiene in provincia di Como la diffusione e il consolidamento dell’istituto dell’amministratore di sostegno, figura istituita dalla legge n° 6 del 2004 con la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente.
«L’invito è rivolto prima di tutto alle famiglie e alle persone che sono in condizione di fragilità e necessità di protezione giuridica – precisa Maria Assunta Peluso, referente del Progetto AdS Como – e all’associazionismo perché sostenga questo processo.
Una ventina di associazioni, diverse per aree, già lavorano in rete non solo a livello di partenariato promotore, ma collaborando attivamente in ogni ambito territoriale.
Con la Asl di Como, Ufficio della Protezione Giuridica, è stato firmato in dicembre 2010 un protocollo operativo, che insieme al Giudice Massimo Croci del Tribunale di Como, sta permettendo già di gettare le basi per una fattiva collaborazione.
Lo scopo è mettere progressivamente in collegamento tutte le esperienze di sostegno alla protezione giuridica da realizzare e già in atto sia del privato sociale che istituzionali.
Proprio in quest’ottica, con la preziosa collaborazione dell’assessore ai servizi sociali della Provincia Simona Saladini, insieme ai rappresentanti di tutti gli Uffici di Piano e della Asl Como, abbiamo steso un protocollo d’intesa, che getta le basi di una rete provinciale più allargata, ora alla approvazione di ogni ente per essere poi firmato il giorno 11».
Promotori del progetto AdS Como:
Rete Comasca Disabilità (Ente Capofila), ADA Ass. per i Diritti degli Anziani , Aism Como, ANFFAS Centro Lario e Valli, ANFFAS Como, ANFFAS Onlus Alto Lario, ANTEAS Como, Arcobaleno Onlus, Auser Como, Comitato lombardo per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, Cumball, FNP- Federazione Nazionale Pensionati, Fondazione Valerio Origgi Il lago dei cigni, La Mongolfiera Onlus, Primavera Onlus, So.La.Re. – Social Lario Rete, SPI – Sindacato Pensionati Italiano, Talea, Uildm Como, UILP Como.
Partner Istituzionali:
Asl di Como- Ufficio per la protezione giuridica, Provincia di Como – Assessorato Servizi Sociali, Sanità e Pari Opportunità, Uffici di Piano della Provincia di Como, Associazione del Volontariato Comasco – Centro Servizi per il Volontariato.
Hanno manifestato interesse e appoggio:
Giudice tutelare Massimo Croci del Tribunale di Como, Fondazione Provinciale Comunità Comasca.
Appuntamento venerdì 11 febbraio a Villa Gallia in via Borgo Vico 148, Como, alle ore 15.00. Per informazioni e prenotazioni: tel.331.1559010
; progettoads.co@progettoads.net; www.como.progettoads.net
Massimo Cacciari analizza la situazione politica italiana e la legge sul federalismo fiscale, Otto e Mezzo del 4 febbraio 2011, due Audio
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, AUDIO di PolSer, Cacciari Massimo, ciclo politico 1994-2011, Partiti e coalizioni 1 Commento »Massimo Cacciari analizza la situazione politica italiana (audio 1) e la legge sul federalismo fiscale (audio2):
- Senti il primo audio: 1 Cacciari Otto e Mezzo4-2-11
- Senti il secondo audio: 2 Cacciari Otto e Mezzo4-2-11
Incontri per i familiari di malati di Alzheimer, a cura dei Donatori del tempo di Como
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: Alzheimer, Anziani, Como, Famiglie, Gruppi di mutuo aiuto, Quaia Luciana Lascia un commento »Incontri per i familiari di malati di Alzheimer
Ciclo di incontri collettivi 2011 di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da mercoledì 9 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, al Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede Università Popolare ).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.
ELENCO DATE INCONTRI COLLETTIVI 2011
LUOGO = COMO ,VIA VOLTA, 83 – C. DIURNO COMUNALE ( sede Universita’ Popolare )
ORARIO = MERCOLEDI , DALLE ORE 18.00 ALLE 19.30 ca.
DATE RELATORI
09.02 Dottoressa Luciana Quaia , psicologa (consulente C.D.T.)
16.02 Dott.Leonardo Sacco, neurologo ( resp. U.V.A. Osp.S.Anna )
23.02 Dottoressa Luciana Quaia
02.03 Chiara Salza , arteterapeuta ( resp. Laboratori di arteterapia del C.D.T.)
09.03 Dottoressa Luciana Quaia
16.03 Dott.Orsenigo , psicologo ( resp. Servizio Anziani – A.S.L. di Como )
23.03 Dottoressa Luciana Quaia
30.03 Dottoressa Luciana Quaia
06.04 Proiezione Video Film sull’Alzheimer , con discussione (*)
13.04 Dottoressa Luciana Quaia
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Durante o alla fine del ciclo verra’ organizzato un pomeriggio per incontri individuali su appuntamento con la Dottoressa Anna Cardinali – Avvocato, e con la Dottoressa Lilia Farias – dietologa.
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(*) Nota : Per poter avere il tempo minimo necessario per la discussione con la Dottoressa Quaia dopo la visione del film, raccomandiamo ai partecipanti al ciclo, di anticipare il loro arrivo in Via Volta,83 eccezionalmente alle ore 17.45.
“La tutela dei diritti dei minori in Europa – Regolamenti comunitari e cenni di diritto sostanziale degli stati membri, Milano, 7 febbraio, a partire dalle 9
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, diritto famiglia, diritto minori, Milano Lascia un commento »
Si terrà lunedì 7 febbraio, a partire dalle 9, l’atteso convegno promosso dalla Provincia di Milano e dall’assessorato alle Politiche sociali sul tema “La tutela dei diritti dei minori in Europa – Regolamenti comunitari e cenni di diritto sostanziale degli stati membri”.
Un evento di spessore internazionale che riunirà presso la sede del Consiglio provinciale alcuni dei maggiori esperti in materia.
Aprirà i lavori il presidente della Provincia, on. Guido Podestà.
“Per comprendere l’attenzione e la costante richiesta di chiarimenti sul tema – spiega Massimo Pagani, assessore provinciale alle Politiche sociali – basti sottolineare che abbiamo ricevuto oltre 700 richieste di accredito, a testimonianza dell’ottimo programma organizzato dai nostri uffici. I recenti fatti di cronaca dimostrano come sia delicata la materia, quando lo spostamento di un adulto coinvolge anche i suoi figli, bambini e adolescenti che inevitabilmente perdono il rapporto quotidiano con l’altro genitore. Le conseguenze di tali, legittimi o illegittimi, trasferimenti dei genitori sulla qualità della vita e sulle relazioni dei figli appaiono sulle cronache di tutti i giornali e dividono l’opinione pubblica. Anche da qui prende le mosse l’idea di questa giornata di studio” .
L’evento è organizzato in collaborazione con la Camera minorile di Milano e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Magistrati Minori e Famiglia, l’Ordine degli Avvocati di Milano e L’Unione delle Camere Minorili italiane.
La giornata di studio si propone come obiettivo di approfondire la conoscenza della vigente normativa europea in materia di diritto di famiglia – quella che si pone nel solco della cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri – ed in particolare quella riguardante i provvedimenti inerenti i figli minori ed i crediti alimentari.
Nel pomeriggio sarà invece illustrata la normativa interna, sempre in tema di potestà genitoriale, di alcuni Stati membri, come la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Saranno presenti relatori internazionali che si confronteranno con gli esperti italiani.
L’esigenza, per chi opera nel settore, avvocati, magistrati ma anche responsabili dei servizi e delle politiche per la famiglia di confrontarsi con tali problematiche è ormai avvertita come improcrastinabile .
PER SCARICARE IL PROGRAMMA:
I pensionati: note sul loro peso sociale ed economico, Fondazione Nord Est
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: Pensioni Lascia un commento »
I pensionati: note sul loro peso sociale ed economico
31 gennaio 2011
Il quadro nordestino di base: il rapporto tra pensionati e popolazione è superiore a quello italiano. Ma è più favorevole (o meno sfavorevole) il rapporto tra pensionati e occupati e tra spesa pensionistica e pil.
Allegati
da: Fondazione Nord Est – A10. I pensionati: note sul loro peso sociale ed economico.
Hans Magnus Enzensberger, I perdenti radicali, scheda di Paolo Ferrario, ripubblicata da Tracce e sentieri del 3 febbraio 2007
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: Culture, Culture politiche, Enzensberger Hans Magnus, Ferrario Paolo, islamismo, religioni, Schede 3 Commenti »(ANSA) – COPENAGHEN, 4 FEB – E’ stato condannato a 9 anni di carcere il somalo Mohammed Geele, colpevole di terrorismo e di tentato omicidio nei confronti del disegnatore danese Kurt Westergaard, autore di alcune caricature sul profeta Maometto. Geele e’ stato condannato anche al risarcimento di danni per 10.000 corone (1.300 euro circa). Le 12 caricature di Maometto comparvero sul quotidiano conservatore danese Jyllands-Posten nel 2005, suscitando un’ondata di rabbia nel mondo musulmano
in relazione a questa notizia ripubblico una mia scheda bibliografica di qualche anno fa (3 febbraio 2007)
paolo ferrario
Hans Magnus Enzensberger, I perdenti radicali, scheda di Paolo Ferrario
Hans Magnus Enzensberger (1928) è un intellettuale tedesco che un tempo si sarebbe definito engagé, “impegnato”. Negli anni ’50 e ’60 questa era l’attribuzione che si dava ai filosofi e letterati che, sotto l’ombrello protettivo del comunismo sovietico, si impegnavano – per l’appunto – a favorire la rivoluzione socialista nei paesi a capitalismo avanzato, dove non si erano create le condizioni per la spallata eversiva, come era capitato in Russia nel 1917.
Enzensberger è stato un punto di riferimento per il movimento studentesco degli anni sessanta e le sue riflessioni si sono concentrate soprattutto sull’industria della comunicazione di massa.
Questo tanto per ricordarmi chi è questo autore. Un uomo “di sinistra”, tanto per capirci. Con una differenza sostanziale: un uomo di sinistra che sa prendere visione delle congiunture storiche, analizzarle e, senza curarsi delle conseguenze, dire cose sgradevolissime anche alla cultura da cui proviene e a cui ha tanto contribuito.
Bene. Enzensberger ha pubblicato Il perdente radicale, Einaudi 2007, p. 73, un libretto da mettere fra i fondamentali di questi anni, naturalmente assieme alla trilogia di Oriana Fallaci. La giornalista fiorentina è stata, quando è andata bene, tacciata di “isterica”, anche in quanto donna. Vedremo quali epiteti patologici saranno riversati sul maschio Enzensberger dopo questo scritto.
Enzensberger fa ruotare la sua analisi attorno alla figura del “perdente radicale”.
Chi è costui?
E’ la persona che ha perso le sfide della vita. Che non sapendo vivere nelle contraddizioni del mondo ha deciso di distruggere a casaccio tutti i viventi, quelli a lui contigui e gli odiati altri. Usando lo strumento semplice dell’assassinio individuale o di massa.
Il perdente radicale è il padre che stermina la sua famiglia, è il vicino di casa che con la moglie accoltella i vicini di casa assieme al bambino di tre anni che piange, è il tifoso che uccide il poliziotto o l’allenatore per una partita di calcio, è il nazista che si stringe attorno a Hitler nel bunker di Berlino negli ultimi giorni della sconfitta del Reich.
Ma, soprattutto, il perdente radicale è il kamikaze islamista che è impegnato (engagé), anche e soprattutto con il suo suicidio, a distruggere un’intera civiltà.
Quando il perdente radicale diventa un problema sociale di ampia portata e criticità?
Quando diventa azione di gruppo e di massa:
Ma che cosa accade quando il perdente radicale supera il suo isolamento, quando si socializza, quando trova una patria dei perdenti, da cui si ripromette non solo comprensione, ma riconoscimento, un collettivo di simili che lo accoglie a braccia aperte e ha bisogno di lui ?
Allora l’energia distruttiva insita in lui si potenzia a mancanza di scrupoli estrema; si crea un amalgama di desiderio di morte e di megalomania, e all’impotenza subentra un catastrofale senso di onnipotenza.
p. 23
E’ chiaro?
Per Enzensberger i fondamentalisti islamici che condannano a morte Salman Rushdie, che sgozzano Theo Van Gogh, che minacciano di morte la deputata Santanchè che difende i diritti delle donne arabe, che si avvicinano pericolosamente al tavolo dove sta parlando Magdi Allam, che vogliono impedire che nelle sale cinematografiche si proietti il film “Il mercante di pietre” di Renzo Martinelli ecc. sono dei perdenti radicali. Credo che questo debba essere chiaro, anche perché per Antonio Negri, per gli stilisti del comunismo della rivista Il Manifesto, per il senatore Diliberto, ecc. questi stessi soggetti sono la massa che ha sempre ragione e che può preparare la nuova spallata rivoluzionaria per la “presa del potere”.
Enzensberger è un intellettuale che si documenta. Che studia. Che pensa. E quindi argomenta a fondo il tema. Ritenendolo cruciale. Forse solo un tedesco, che ha sulla propria coscienza storica l’hitlerismo, può essere ancora più avvertito del fetore nazista che emana la politica del fondamentalismo islamico.
Per riassumerne il pensiero parto dalle ragionevoli ma preoccupanti conclusioni, che parlano di anni duri a venire (intendo per chi dovrà prendere treni alle stazioni, per chi farà satire con i disegni, per chi oserà criticarli sui giornali, per chi farà film o documentari) :
Il progetto dei perdenti radicali consiste – come attualmente in Iraq e in Afghanistan – nell’organizzare il suicidio di una intera civiltà. Che riescano a universalizzare e perpetuare senza limiti il loro culto della morte non è probabile. I loro attentati rappresentano un permanente rischio latente, come le quotidiane morti sulle strade, alle quali ci siamo abituati. Con essi una società globale che dipende dai carburanti fossili e che produce in continuazione nuovi perdenti dovrà convivere.
Pag. 73
I passaggi della sua argomentazione sono un capolavoro di analisi culturale e storica.
Primo argomento: la civiltà araba ha perso la sfida dello sviluppo tecnico e scientifico:
A partire dal xv secolo i giuristi islamici hanno sabotato l’introduzione del torchio tipografico, richiamandosi a un dogma fondamentale, secondo il quale nessun altro libro è lecito oltre il Corano. Solo con tre secoli di ritardo potè essere fondata la prima tipografia in grado di produrre libri con i caratteri arabi. Le conseguenze per la scienza e la tecnica di quei paesi si avvertono ancora oggi. Negli ultimi quattro secoli gli arabi non hanno prodotto alcuna invenzione degna di rilievo …
… I deficit del sapere ebbero vistose conseguenze per la civiltà araba. Già nel Cinquecento gli europei, grazie alla loro superiorità tecnica, sbaragliarono le flotte arabe, con pesanti conseguenze per il dominio sui mari e per i traffici di lungo corso. Anche l’infrastruttura dei paesi arabi rimase fino all’Ottocento a livello medievale. Intorno al 1800 nell’Oriente arabo praticamente non esistevano strade o veicoli con le ruote. Le vie di comunicazione, le navi a vapore, le ferrovie, le forniture d’acqua potabile, di corrente elettrica e di gas, i porti, i ponti, gli impianti telegrafici e telefonici e i mezzi pubblici di trasporto furono realizzati da imprese europee, sfruttando la manodopera locale …
p. 41-42
Secondo argomento: la civiltà araba ha perso la sfida della modernizzazione(sviluppo economico integrato, diritti di cittadinanza, istruzione, , salute, qualità della vita):
Oggetto dell’indagine i ventidue stati membri della Lega araba con duecentottanta milioni di abitanti … lo Human Development Index che tiene conto di parametri quali l’attesa di vita, l’istruzione scolastica, il reddito pro capite e il grado di alfabetizzazione. In particolare si affrontano quattro questioni: lo stato della libertà politica, lo sviluppo economico, l’istruzione e il sapere, la situazione delle donne. In tutti questi settori si constatano pesanti deficit, e la diagnosi è suffragata da una serie di dati statistici.
Per quanto concerne la libertà politica gli stati arabi si situano all’ultimo posto nella classifica mondiale, al di sotto persino dell’Africa nera.
Lo stesso vale anche per l’economia. Pur beneficiando di enormi proventi derivanti dal petrolio, i paesi arabi si piazzano soltanto al penultimo posto; solo in Africa la situazione è peggiore.
Per la ricerca e lo sviluppo i paesi arabi spendono appena lo 0,2 per cento del prodotto interno lordo, ossia un settimo della media mondiale. Impressionante è anche l’arretratezza nella trasmissione del sapere. La quota dei libri stampati nei paesi arabi è pari allo 0,8 per cento della produzione mondiale. La somma delle traduzioni da altre lingue pubblicate nel periodo che va dall’epoca del califfo Al-Mamun (813-33) ai giorni nostri, ossia nell’arco di mille e duecento anni, corrisponde a quanto la Spagna di oggi produce in un solo anno.
Analoghe chiusure il rapporto registra circa la posizione delle donne nella società. Anche qui il distacco dalle altre parti del mondo è notevole; solo l’Africa nera presenta marginalmente indicatori peggiori degli stati della Lega araba; così, per esempio, una donna araba su due non sa né leggere né scrivere.
P 37-38
Terzo argomento: la civiltà araba, ripiegata sul suo sacro testo, se la prende innanzitutto con le donne:
il Corano è esplicito. «Gli uomini sono superiori alle donne – si legge nella sura IV, 34 – perché Dio li ha prescelti… E se temete che si ribellino, ammonitele, evitatele nel talamo, chiudetele nelle loro stanze e picchiatele. Ma se vi obbediscono, non siate in collera con loro». Queste regole risalgono indubbiamente a tradizioni preislamiche. Ma la loro persistenza attuale è rilevabile nel diritto familiare, ereditario e penale della sharia, la quale nella maggior parte dei paesi arabi rappresenta tuttora il canone fondamentale della legislazione …. le donne sono considerate persone di serie b. Questo non risulta soltanto dal diritto divorzistico, ma anche dal fatto che in tribunale la deposizione di una donna vale solo la metà di quella di un uomo. In caso di stupro, fino a prova del contrario, la colpa viene attribuita alla donna; le si imputa di avere eccitato il maschio con il suo comportamento. La violenza nel matrimonio non viene sanzionata. Tuttavia non sarebbe corretto tacere che il diritto della sharia non viene applicato in modo univoco in tutti i paesi musulmani. Per esempio, il re Maometto VI del Marocco negli ultimi anni ha avviato incisivi cambiamenti nel campo del diritto familiare e matrimoniale; in Iran nelle università studiano più donne che uomini; in Turchia la sharia è bandita formalmente; in Palestina e ancor più nel Libano molte donne pretendono i loro diritti politici e professionali. Christine Schirrmacher cita però una sentenza della corte di cassazione tunisina, in cui si afferma: «Le percosse e lievi lesioni inflitte dal marito alla moglie fanno parte della natura di una normale vita matrimoniale».
p. 47-48
Quarto argomento: la civiltà araba, avendo perso la sfida dello sviluppo tecnico-scientifico e quello dei diritti, se la prende con le civiltà che hanno percorso queste strade:
È del tutto evidente che la totale dipendenza economica, tecnica e intellettuale dall’«Occidente» è difficilmente sopportabile da parte degli interessati. E non si tratta di una astrazione. Tutto ciò che sostanzia la vita quotidiana nel Maghreb e nel Medio Oriente, ogni frigorifero, ogni telefono, ogni presa elettrica, ogni cacciavite, senza contare i prodotti della tecnologia avanzata, rappresenta quindi, per ogni arabo in grado di pensare, una tacita umiliazione. accuratamente coltivata. Non aveva un potere superno assicurato ai musulmani arabi la supremazia su tutte le altre società ?
«Voi siete la migliore comunità mai sorta tra gli uomini», si legge nel Corano (III, III), il quale prescrive con parole inequivocabili come si debba imporre questa superiorità congenita: «Combattete i detentori della scrittura, quelli che non professano la religione vera [ossia gli ebrei e i cristiani], fino a che non si siano umiliati e non abbiano pagato il loro tributo» (IX, 29).
Poiché questo comandamento sta scritto in un testo sacro, esso ha valore assoluto e non è scalfito da esperienza alcuna.
p. 49-50
Quinto argomento: la civiltà araba e quella di religione musulmana invece di provare a uscire dalle proprie coordinate culturali, rinnovandole ed adattandole ai cambiamenti, reagisce con il vittimismo, il pianto mediterraneo, l’urletto isterico, l’ira lamentosa, l’odio dei mediocri, il ditone alzato a maledire:
questa fede nella propria supremazia ha un fondamento religioso. In secondo luogo collide con la propria evidente debolezza. Questo genera un adontamento narcisistico in cerca di compensazione. Perciò attribuzioni di colpa, teorie del complotto e proiezioni di ogni genere caratterizzano il sentire collettivo. Secondo il quale il mondo esterno ostile mira unicamente all’umiliazione dei musulmani arabi.
Sicché si reagisce con estrema permalosità a ogni offesa presunta o reale …
A rimetterci le penne nei conflitti che nascono da questa mentalità è l’elementare principio della reciprocità. Così, ad esempio, esistono due sensibilità assolutamente incomparabili tra loro: la propria e quella degli altri. Ferire quella degli infedeli è un esercizio quotidiano. (Del resto già questa definizione fa riflettere; evidentemente altre religioni, diverse dall’islam, non credono a qualcos’altro, bensì a nulla). Offendere chi la pensa diversamente fa parte del repertorio standard dei media islamici. Quando mostrano Ariel Sharon con un’ascia a forma di svastica mentre macella bambini palestinesi, la cosa è normale; per converso il mondo arabo si sente offeso, se qualche caricaturista lo prende in giro. La costruzione dì moschee in tutto il mondo è pretesa come un diritto inalienabile; la costruzione dì chiese cristiane in molti paesi arabi è impensabile. La propaganda della fede musulmana è un dovere sacro, la missione di altre religioni un crimine. Il semplice possesso di una Bibbia viene penalmente perseguito nell’Arabia Saudita. Un califfo autonominatosi tale si scaglia contro la propria espulsione in quanto lesiva dei diritti dell’uomo. Laddove l’incitamento ad ammazzare un romanziere apostata è approvato da molti musulmani. Slogan del tipo «morte agli infedeli (agli americani, ai danesi, ai tedeschi, ecc.)» sono considerati una forma legittima di protesta, per la quale tutti devono mostrare comprensione. Con l’aria dell’innocenza bistrattata predicatori dell’odio pretendono la libertà di opinione, la cui eliminazione è il loro scopo dichiarato. La disintegrazione al tritolo delle statue di Buddha a Bamiyan è stata considerata in Afghanistan un atto di devozione; di reazioni violente in Thailandia o in Giappone non è giunta notizia. Ma non appena si prospetta la proiezione di un film che critica i costumi islamici, la plebaglia si schiera compatta e fioccano le minacce di morte. Si chiede a gran voce rispetto, ma lo si nega agli altri.
p. 53-54
Sesto argomento: i più invidiosi e pericolosi sono i gruppi sociali “colti”, quelli che hanno studiato nelle scuole occidentali, quelli con più reddito, quelli che hanno assaporato i benefici del benessere:
Tutte le spiegazioni che si rifanno precipuamente alla situazione sociale degli esecutori sono monche. Non solo i mandanti e gli ideologi del terrore provengono quasi sempre da famiglie influenti e benestanti. Anche tra gli esecutori i poveri sono sottorappresentati. Il Foreign Policy Research Institute statunitense ha pubblicato una delle poche analisi specifiche sull’appartenenza di classe, naturalmente senza pronunciare una parola cosi sospetta. Su quattrocento noti militanti di Al Qaeda il 63 per cento vantava un diploma di maturità, i tre quarti provenivano dalla classe superiore o media; altrettanti si situavano a livello universitario, come professori, ingegneri, architetti ed esperti di vario genere
p. 61
Settimo argomento: avendo perso tutte le sfide della modernità il perdente radicale ho solo la risorsa del suicidio espressivo e quello della morte di tutti gli altri:
La forma più pura del terrorismo islamico è l’attentato suicida. Sul perdente radicale essa esercita un’attrazione irresistibile, perché gli consente di sfogare le sue fantasie megalomaniache e insieme l’odio verso se stesso. Infatti la viltà è l’ultima cosa che gli si possa imputare. Il coraggio che lo contraddistingue è il coraggio della disperazione. Il suo trionfo sta nel fatto che il perdente radicale è inattaccabile e non può essere punito: a questo provvede da sé. L’estinzione non solo di altri, ma anche di se stesso, è la sua soddisfazione estrema, un desiderio espresso molto chiaramente nel videoproclama di Al Qaeda dopo l’attentato madrileno del marzo 2004: «Voi amate la vita, noi amiamo la morte ed è per questo che vinceremo».
p. 64-65
Questi, in rapida sequenza, le informazioni e gli argomenti di Enzensberger.
C’è qualche soluzione all’orizzonte?
Davanti all’attacco dei perdenti radicali il mio è un pessimismo radicale.
Spero solo di scampare a qualche coltellata, ai veleni introdotti nell’acquedotto (ah: come siamo fragili nelle nostre connessioni!), alla bomba della metropolitana.
La situazione è tanto più tragica in quanto la dislocazione delle forze in campo è questa:

Vedo, tuttavia, che alla faccia dei cattolici devoti e degli atei devoti sostenitori della sacra famiglia, qualcosa sta succedendo nei talami nuziali: non si fanno più figli o almeno diminuiscono i figli.
E’ una specie di sprazzo di responsabilità: quello di evitare alle generazioni dei prossimi 50 anni qualche problema, come gli effetti delle deglaciazioni e il medioevo prossimo venturo dei perdenti radicali.
Paolo Ferrario, 7 febbraio 2007
da: Hans Magnus Enzensberger, I perdenti radicali | Tracce e Sentieri.
Fabio Ferrucci, Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: Fondazioni, FrancoAngeli, LIBRI NEWS Lascia un commento »| Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità | |||||||||||||||
| Autori e curatori: | Fabio Ferrucci | ||||||||||||||
| Collana: | Sociologia, cambiamento e politica sociale – Ricerche | ||||||||||||||
| Argomenti: | Politiche e servizi sociali | ||||||||||||||
| Livello: | Studi, ricerche | ||||||||||||||
| Dati: | pp. 272, 1a edizione 2010 (Cod.1534.2.24) | ||||||||||||||
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| In breve | I risultati di una ricerca che aveva come obiettivo quello di verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore sono in grado di generare capitale sociale. In particolare, sono analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni comunitarie della Lombardia. | ||||||||||||||
| Presentazione del volume: |
Le fondazioni di comunità sono una novità nel panorama delle forme organizzative del terzo settore italiano. Nate da un progetto avviato nella seconda metà degli anni ’90 in Lombardia, con la finalità di promuovere la cultura del dono, esse si stanno diffondendo anche in altre regioni. La loro peculiarità consiste nel coniugare la creazione di vari tipi di fondi (patrimoniali e non) con erogazioni finalizzate a sostenere l’azione del terzo settore, a livello locale, in una pluralità di ambiti. E stanno già concorrendo allo sviluppo di una forte società civile basata sui principi della solidarietà e della sussidiarietà. Quale ruolo potrebbero però svolgere le fondazioni di comunità nella transizione a più innovative configurazioni di welfare? Il volume, dopo un ampio inquadramento teorico del fenomeno, presenta i risultati di una ricerca esplorativa volta a verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore generano capitale sociale. Sono in particolare analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni di comunità lombarde. L’indagine, effettuata con una metodologia qualitativa, mette in luce le dinamiche soggettive e strutturali che condizionano le interazioni da cui dipendono la generazione e la valorizzazione del capitale sociale nelle sue forme bonding e bridging. I risultati mostrano come né la creazione di un network formalizzato di collaborazione fra partner né l’efficacia e/o l’efficienza dimostrata dalle partnership nel conseguire i propri obiettivi comporti di per sé l’emergere del capitale sociale. I processi che lo generano necessitano di una specifica intenzionalità dei partner orientata a valorizzarne le relazioni reciproche. Oltre che agli studiosi, il testo è rivolto a quanti operano nelle fondazioni di comunità e nell’ambito delle partnership sociali. Fabio Ferrucci insegna Sociologia dei processi culturali presso l’Università del Molise. Ha partecipato a diverse ricerche nazionali sulle culture del terzo settore e sul capitale sociale, occupandosi principalmente del ruolo delle fondazioni. Tra i suoi saggi più recenti sull’argomentoLe fondazioni comunitarie in Italia (2006) e La promozione del welfare societario a livello locale: il ruolo delle fondazioni comunitarie (2008). |
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Pier Giorgio Crosignani, La contraccezione. Quando, perché e come
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: contraccezione Lascia un commento »| La contraccezione. Quando, perché e come | |||||||||||||||
| Autori e curatori: | Pier Giorgio Crosignani | ||||||||||||||
| Collana: | Self-help | ||||||||||||||
| Argomenti: | Testi per medici, infermieri, operatori sanitari - Prevenzione - Donne, politiche di genere - Medicina e prevenzione | ||||||||||||||
| Livello: | Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Guide di autoformazione e autoaiuto | ||||||||||||||
| Dati: | pp. 104, 1a edizione 2011 (Cod.1411.63) | ||||||||||||||
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| In breve | Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi. | ||||||||||||||
| Presentazione del volume: |
A dispetto del largo uso che se ne fa, poco si discute di contraccezione e molti suoi aspetti rimangono ancora in ombra. Dal “sogno” di Freud che nel 1898 si augurava “…la scoperta di tecniche capaci di elevare a livello di scelta volontaria e responsabile l’atto procreativo, distinguendolo così dall’imperativa urgenza di soddisfare un naturale bisogno”, alla proclamata definizione della “salute riproduttiva” del 1964 da parte delle Nazioni Unite, il mondo ha identificato uno dei cardini di tale salute nella contraccezione. Eppure: - nel mondo iniziano ogni anno 200 milioni di gravidanze e per le loro complicazioni mezzo milione di donne perde la vita; di queste, 8 donne ogni ora muoiono a seguito di aborti indotti senza adeguata assistenza. - universalmente condannata e volutamente ignorata, l’attività sessuale inizia negli adolescenti prima di quanto si pensi e la nuova esperienza trova spesso giovani poco preparati. Invece: - negli Stati Uniti una migliore informazione “contraccettiva” fornita tra il 1995 e il 2002 ha ridotto in modo significativo il numero di gravidanze indesiderate nelle adolescenti. - l’uso prolungato della pillola, come in passato le numerose maternità e i prolungati allattamenti, riduce il numero totale di omlazioni diminuendo in molti casi l’insorgenza di malattie legate al ciclo. Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi. Pier Giorgio Crosignani, già professore di Clinica Ginecologica presso l’Università degli studi di Milano, ha coordinato le ricerche CNR sulla contraccezione ed è stato uno dei fondatori della Società Europea di Riproduzione Umana (ESHRE). Attualmente è Deputy Editor di Human Reproduction (Oxford). |
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| Indice: | Prefazione Quando era ancora un sogno (Il controllo delle nascite; L’esplosiva crescita della popolazione) Lo sviluppo di metodi efficaci (La contraccezione moderna; La contraccezione endouterina; Le alternative alla contraccezione) Rapporti sessuali più consapevoli (La riscoperta sessualità e i suoi rischi; Le scelte contraccettive; La contraccezione nell’adolescente; La contraccezione dopo i 40 anni; La contraccezione in donne alle prese con particolari problemi) La contraccezione ha cambiato il mondo (Impiego della contraccezione ormonale per curare sintomi e prevenire rischi; I vistosi mutamenti; La salute riproduttiva e i suoi drammatici malanni; Suggerimenti pratici in tema di contraccezione) Rilievi conclusivi Bibliografia. |
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da: La contraccezione. Quando, perché e come.
Lua – Venerdì 4 febbraio 2011
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: LUA Lib. Univ. Autobiogr. Lascia un commento »Seminari 2011.
Ecco i primi seminari programmati per il 2011. Alla pagina sottostante potete trovare l’elenco completo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=4&id=13&Itemid=36
Le iscrizioni sono aperte basta collegarsi alla pagina on il modulo di iscrizione:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3
I primi seminari di marzo sono:
4 marzo 11 –> Sergio Perdonati –> Immagin-Azione, dalla scrittura al video
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1883&Itemid=36
4 marzo 2011 – Sonia Scarpante – Non avere paura. Scrivere per curarsi
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1790&Itemid=36
11 marzo 2011 – Cristiano Cassani – La parola che parla. Scrivere, dire, convenire (1)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1678&Itemid=36
18 marzo 2011 – Maria Varano – Nuove fiabe autobiografiche: seminario di approfondimento
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1792&Itemid=36
18 marzo 11 – Luisa Mattia – Autobiografia dei bambini. E tu chi sei?
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1793&Itemid=36
Ma altri seminari sono programmati nei mesi successivi.
Formazione –> Report Seminari –> Report del seminario condotto da Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer… La restituzione è di Anna Cappelletti
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1926&Itemid=100
Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> Duccio Demetrio – L’interiorità maschile… visto da Andrea Sciffo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1943
Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> 5 libri segnalati da Duccio Demetrio
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1940
Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> Don Andrea Gallo – Loris Mazzetti – Sono venuto per servire, consigliato da Giorgio Macario
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Pubblicazioni –> elettroniche –> Ricordi per posta – a cura di Stefanie Risse (Scaricabile)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1942
Pubblicazioni –> elettroniche –> Conversazioni con una pietra – a cura di Ada Ascari (scaricabile)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1935
Nostos –> Tesi –> Origami. La costruzione dell’identità attraverso la scrittura personalistica – Federica D’Amico
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Progetti e Attività –> Approdo di Ulisse, progetti giunti a buon fine –> Un giorno con mio figlio, progetto realizzato a Brescia da Monica Bertelli e Natalia Fantoni.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1932&Itemid=97
Progetti e Attività –> Corrispondenze: metodologia di sostegno alle persone in lutto –> Articolo sulla “Narrazione Guidata”
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Accademia del silenzio: continua il successo dell’iniziativa ed è iniziata la segnalazione dei luoghi silenziosi per una mappatura da visualizzare sul sito. In più notizie, testi, commenti da leggere.
http://www.lua.it/accademiasilenzio/
Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=1&id=1
4 febbraio – Anghiari (AR) – Incontri con l’autore
5 febbraio – Caraglio (CN) – Spettacolo teatrale
6 febbraio – Anghiari (AR) – Progetto Zenobia
8 febbraio – Torino – Presentazione libro
9 febbraio – Nago (TN) – Presentazione libro
9 febbraio – Bolzano – L’autobiografia nelle professioni di cura
9 febbraio – Castelverde (CR) – Conversazioni con autori
15 febbraio – Genova – Conversazione con Duccio Demetrio
15 febbraio – - Presentazione libro di D. Demetrio
18 febbraio – Anghiari (AR) – Incontri con l’autore
Anghiari (AR) – Locanda del viandante, Eventi gennaio/marzo
Fino al 22 marzo Incontri con la filosofia a Modena
Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76
Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html
I siti web delle pubbliche amministrazioni: le nuove regole tecnico-legali per comunicare on line – pamalteo@gmail.com – Gmail
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: LIBRI NEWS, Maggioli editore, Pubblica Amministrazione, WEB 2.0 Lascia un commento »|
Norme tecniche
e giuridiche dopo le Linee Guida Brunetta |
Prefazione di A. Cianci,Consigliere del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione |
| I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI |
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Questo nuovo Manuale fornisce il quadro sistematico e aggiornato di tutti gli aspetti di cui occorre tenere conto per migliorare la qualità dei siti web della P.A. e per conseguire benefici in termini di efficienza e trasparenza, senza incorrere nella violazione di obblighi normativi con conseguenti responsabilità e sanzioni. Razionalizzare i contenuti on line, eliminare i siti obsoleti ed elevare gli standard qualitativi con cui vengono realizzati i siti Internet della PA: attività da svolgere con cognizione di causa, seguendo i criteri tecnico-legali indicati nel volume, indispensabile per definire i livelli di qualità necessari a realizzare un “buon” sito Internet per gli Enti pubblici.Il volume parte dall’analisi delle “Linee Guida sui siti Web delle P.A.” per illustrare le disposizioni normative vigenti e fornire gli schemi operativi utili a pianificare operazioni di adeguamento dei contenuti e dei servizi offerti via Internet:
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Cooperare per l’infanzia, guida allo sviluppo dei nidi nel Mezzogiorno
Pubblicato: 4 febbraio 2011 Filed under: asili nido, LIBRI NEWS, Maggioli editore, Servizi educativi Lascia un commento »
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| Per ricevere subito COOPERARE PER L’INFANZIA Maggioli Editore – Novità febbraio 2011 Pagine 244 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6543.X |
TERRORISMO ISLAMICO – RADICI STORICHE
Pubblicato: 3 febbraio 2011 Filed under: islamismo 2 Commenti »LA VERITA’ DEI NUMERI (PIL, DEFICIT, DEBITO): CHI HA GOVERNATO MEGLIO? | Scenari Politici
Pubblicato: 3 febbraio 2011 Filed under: Politica economica Lascia un commento »
da: LA VERITA’ DEI NUMERI (PIL, DEFICIT, DEBITO): CHI HA GOVERNATO MEGLIO? | Scenari Politici.
Romano Prodi | L’insegnamento di Tommaso Padoa Schioppa ed il suo richiamo alle necessarie virtù collettive, 1 febbraio 2011
Pubblicato: 3 febbraio 2011 Filed under: Padoa - Schioppa Tommaso Lascia un commento »
Testimonianza del Presidente Romano Prodi all’Università Bocconi: “Tommaso Padoa-Schioppa Ricordato nella sua Università”
Non riesco a parlare al passato di Tommaso Padoa-Schioppa.
Non mi è possibile farlo per l’affetto e l’amicizia che ci hanno da sempre legati. Non mi è possibile perché l’attualità della sua lezione umana e professionale, lo stile della persona e il suo rigore vanno ben oltre i limiti del tempo.
Più volte ho incrociato nella mia vita la sua metodica precisione che, abbinata alla curiosità che solo una mente aperta può avere, ne ha fatto per me un punto di riferimento. Egli è uno degli europeisti più convinti che abbia conosciuto, uno degli economisti più raffinati, uno degli intellettuali più puri.
In questa breve riflessione sugli anni di Governo di Tommaso Padoa-Schioppa non mi è nemmeno facile separare il ricordo delle nostre conversazioni libere e aperte (a volte arricchite da una certa comune ingenuità) da quello delle lunghe e faticose riunioni nelle quali si cercava di approfondire gli aspetti tecnici e le conseguenze economiche delle nostre proposte e dei nostri provvedimenti.
D’altra parte è un’esperienza difficilmente ripetibile potere combinare una seria e candida analisi dei problemi con una completa identità di intenti sugli obiettivi fondamentali della comune azione politica.
La decisione di affidare a Tommaso Padoa-Schioppa uno dei più delicati e complessi compiti di Governo non era infatti derivata soltanto da una collaudata fiducia sulle sue doti di intelligenza e sulle sue capacità tecniche, ma anche da una assoluta sicurezza sulla comunanza di valori e di obiettivi.
Partendo da queste premesse è stato possibile affrontare senza tensioni, anche se con la necessaria dialettica, i problemi più difficili, a partire dal ben noto dibattito sulla politica dei due tempi e sul contrasto fra efficienza ed equità.
La crescita infatti è sempre stato il punto di arrivo della politica di Tommaso Padoa-Schioppa, ma il risanamento ne ha costituito il pilastro fondamentale. Questo non significa affatto adottare la politica dei due tempi (prima il risanamento e poi la crescita) ma comporli nel modo compatibile con gli obiettivi e i vincoli dell’Italia. Per questo motivo la strategia finanziaria è stata obbligata (anche per tenere conto dei necessari impegni europei) ad attribuire un maggior peso al risanamento nel primo anno e un maggior accento sulla crescita nell’anno successivo.
Partendo da una analisi realistica in cui si descriveva l’Italia (e sono sue parole) come “un’impresa indebitata e gravemente sottocapitalizzata, con punti di forza in imprese e settori che tuttora eccellono “ma che nel suo complesso perde posizioni nel mondo”. Con grandi potenzialità e ottime possibilità di ritornare a produrre ricchezza ma solo dopo “uno sforzo eccezionale e prolungato”.
Nella nostra complicata coalizione di Governo questa diagnosi aveva costituito l’occasione per riaprire il dibattito sui due tempi e per dare luogo ad interpretazioni per molti punti dissonanti nelle diverse anime della coalizione. Una discussione che non cessò mai di scuotere la vita del Governo anche quando si manifestarono i lati positivi della sua azione in termini di riequilibrio dei principali parametri dell’economia italiana.
Il rigore aveva dato infatti risultati straordinari, con una vigorosa riduzione del deficit, attraverso la quale si passa dal 4,2% del 2005 (soglia che aveva sottoposto l’Italia a procedura di infrazione per “disavanzi eccessivi”) all’1,9% del 2007.
L’avanzo primario che era stato faticosamente ottenuto negli anni che avevano preceduto l’entrata dell’Euro (con un picco al 6,6% del PIL nel 1997) si era infatti pressoché azzerato fino ad arrivare allo 0,3% del PIL alla vigilia del nostro governo.
Tale avanzo è stato riportato al 3,1% facendo pendere la bilancia del debito pubblico verso il sentiero discendente, dal 106,5 nel 2006 al 103,5 nel 2007. Ed è certo preoccupante che tale avanzo primario, anche se con il contributo della crisi economica, si sia oggi di nuovo azzerato.
Una efficace azione permanente di contrasto all’evasione fiscale e l’adeguamento dei coefficienti di liquidazione delle pensioni alle mutate speranze di vita (previsto dalla riforma Dini ma mai messo in atto), ponevano inoltre le premesse per garantire il mantenimento di un percorso virtuoso anche nel lungo periodo.
Una strategia quindi rivolta a raggiungere il pareggio di bilancio e riportare il debito pubblico in linea con i parametri europei in modo da rendere disponibili (come ripetutamente ricordava Padoa-Schioppa ad una audience non sempre disposta ad ascoltarlo) decine di miliardi di Euro all’anno per investimenti nel capitale fisico e umano, per ridurre la pressione fiscale e per sviluppare i programmi sociali ancora carenti.
Una strategia che esigeva profonde riforme nel modo di operare del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per questo motivo egli volle sull’esempio del tesoro britannico, adottare il sistema della “spending review”, che sarebbe stata messa in atto partendo dalle conclusioni della commissione tecnica per la finanza pubblica costituita sotto la presidenza del Prof. Muraro.
Il passaggio a un bilancio classificato per missioni e programmi pose le premesse per una approfondita discussione politica – prima nel Governo e poi nel Parlamento – degli obiettivi e delle priorità necessarie per realizzare una gestione responsabile delle risorse da parte delle pubbliche amministrazioni.
Ed è attraverso questi strumenti che sono state consegnate al Ministro che è succeduto a Tommaso nel maggio 2008 le basi tecniche e conoscitive per una riqualificazione totale della spesa pubblica.
Come abbiamo in precedenza sottolineato il risanamento non è mai stato separato da una strategia di sviluppo economico e sociale, perseguito per mezzo di sgravi fiscali a favore delle imprese e dei cittadini (abbattimento dell’IRAP e IRES e dei contribuenti minimi), recuperando risorse nell’ordine di 40 miliardi per spese per infrastrutture e ponendo le basi per riforme settoriali tra le quali mi limito a segnalare il patto per le Università, mirato a modelli di finanziamento correlati al “merito” e alle capacità gestionali dei diversi atenei.
Non poche sono state le discussioni e non poche sono state le dure controversie su queste decisioni (a proposito delle quali vorrei tuttavia ricordare che il processo di approvazione delle leggi finanziarie, anche se certamente troppo contorto, non era allora un semplice rito). Mi ritorna alla mente in particolare la sofferta decisione sul cosi detto “cuneo fiscale”, ritenuto uno strumento di vitale importanza per fare riprendere competitività alle imprese e per assicurare al Governo una minore ostilità da parte del mondo degli affari.
Il primo di questi obiettivi è stato pienamente raggiunto, essendo state le imprese sollevate di quasi cinque miliardi di contributi fiscali. Non certamente il secondo perché le tensioni con il mondo produttivo si acuirono ulteriormente già all’indomani della decisione.
Risanamento e sviluppo, infine, non potevano essere separati dall’equità. Essa partiva dalla necessità di una azione sistematica e duratura contro l’evasione fiscale e passava attraverso sgravi di imposta e trasferimenti in favore dei meno abbienti. In concreto, come già si è fatto cenno, si è attuata una riduzione dell’ICI selettiva per le prime case, di sgravi IRPEF, di un bonus ai contribuenti “incapienti” per una cifra superiore ai 5 miliardi all’anno e della firma di un protocollo sul welfare.
Tutto questo, citando le parole di Tommaso, si era ottenuto “nel contesto di una infuocata temperie politico-mediatica, della quale non ricordo l’eguale negli ultimi decenni”.
La tempesta mediatica era stata particolarmente violenta allorché T.P.S. (come noi confidenzialmente lo schiamavamo) aveva, con voluta ingenuità, osato sottolineare la “bellezza del contribuire, ciascuno con le proprie capacità, alle spese necessarie per il bene comune”.
Pochi giorni fa ho rivisto e voluto rivedere sugli schermi televisivi questa sua dichiarazione e mi sono ancora sorpreso che queste parole di altissimo valore civile possano essere state oggetto di ironia e disprezzo.
Debbo purtroppo concludere che questo non può che essere la conseguenza di un degrado del costume etico e democratico della nostra Italia, come era peraltro la sua dominante preoccupazione anche nei lunghi incontri che abbiamo avuto nelle settimane precedenti la sua morte.
L’altra battaglia di contenuto etico che ha voluto combattere durante la sua azione di Ministro dell’Economia e delle Finanze è stata la lotta contro il morbo del breve termine che corrode tutte le democrazie moderne, ma in particolar modo quella italiana.
Una malattia che spinge il decisore politico a pensare solo all’oggi e non al domani, rincorrendo il singolo voto della sempre prossima e imminente elezione politica.
Una malattia che, alla lunga, non può che portare all’indebolimento e poi all’estinzione di qualsiasi organizzazione sociale. E che è in grado di distruggere completamente la fiducia dei cittadini nella nostra democrazia.
La principale virtù che va riconosciuta a Tommaso è proprio quella di avere individuato gli obiettivi da raggiungere nel lungo periodo, averli perseguiti con tenacia e avere preparato gli strumenti, le procedure e i regolamenti necessari ad assicurare la concreta realizzabilità del percorso individuato.
Con lo stesso metodo è stato affrontato il disegno federalista. Non per vincere una gara di demagogia, ma per raggiungere questo obiettivo rispettando i vincoli legati alla partecipazione dell’Italia all’Europa e i principii volti a garantire la perequazione tra i territori. Questi obiettivi (come ripeteva Tommaso) non possono che essere raggiunti attraverso il superamento della spesa storica, attraverso il coordinamento tra i diversi livelli di governo e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.
Soprattutto spiegando apertamente che non è possibile pensare ad un federalismo in cui tutti guadagnano percentualmente rispetto al passato e in cui nessuno deve cedere qualcosa.
Non mi nascondo che questo metodo rigoroso di lavoro applicato in tutte le decisioni politiche ha iniettato forti tensioni in non pochi momenti di vita della coalizione di Governo, ma tale metodo è stato tenacemente applicato, nella ferma convinzione che senza questa durezza non si sarebbe mai potuto uscire dalla spirale negativa in cui l’Italia si era avvitata.
Questi concetti sono riassunti nelle parole di Tommaso quando scriveva (Corriere della Sera, 12 novembre 2006) che “fare ordine alla spesa pubblica rinunciando al superfluo è faticoso, per le persone come per le istituzioni; tuttavia questo sforzo può costituire l’occasione, forse irripetibile, per migliorare la qualità dei servizi pubblici e rendere il paese migliore e più competitivo”.
Credo che la crisi economica non abbia reso obsoleti questi obiettivi. Credo invece che li abbia resi più urgenti e necessari. E’ quindi indispensabile cogliere il significato profondo della battaglia combattuta da Tommaso Padoa-Schioppa per indirizzare il bilancio pubblico verso la crescita economica e per ridurre progressivamente nel tempo il carico fiscale sui contribuenti che hanno fatto il loro dovere, con il risultato di alleggerire anno per anno il peso del debito. Una politica difficile, che esige di investire nel lungo periodo, che esige costanza e che richiede di pensare continuamente al futuro e non al presente. Una politica che noi chiamavamo confidenzialmente “la politica delle formiche”.
Mi rendo conto che anno per anno queste formiche debbono trasportare un peso sempre maggiore e che da tempo questo peso ha raggiunto un livello quasi insopportabile.
Bisogna perciò che le tante formiche lavorino insieme, camminino nella stessa direzione e ciascuna di esse porti un peso adeguato alle sue forze.
Questo però non basta.
Bisogna che questo Paese si ponga il comune obiettivo di spendere meglio.
E, come ripeteva Tommaso vi è un ampio spazio per riuscirci. Alcuni risultati possono essere ottenuti con l’eliminazione dello spreco, la correzione di fenomeni di cattivo costume e la riduzione dei costi della politica. Altri, quantitativamente più rilevanti, potranno essere conseguiti solo incidendo sulla organizzazione degli uffici, sulla loro dislocazione territoriale, sulle strutture dell’amministrazione e sulla gestione delle risorse, adeguando le strutture ai nuovi e diversi bisogni, eliminando programmi obsoleti e funzioni anacronistiche. Per fare ciò occorre intervenire sui meccanismi profondi di generazione della spesa, rivedere le priorità in ciascun settore, abbandonare attività ormai superflue, riconsiderare le modalità di definizione dei costi e l’organizzazione della produzione dei servizi, sfruttando sempre le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
Si tratta di un insegnamento molto semplice perché semplice è il richiamo alle necessarie virtù collettive.
Un richiamo che Tommaso Padoa-Schioppa ha costantemente ripetuto con le parole e con l’esempio della sua azione.
Un richiamo che il più delle volte si è perso nei complicati meandri della politica e nelle incomprensioni della società.
Un richiamo che tuttavia noi dobbiamo fare nostro se vogliamo preparare un posto per la nostra Italia in un mondo in cui i cambiamenti procedono con una velocità e un’ampiezza senza precedenti.
Romano Prodi
Bilancio di genere, di Maria Adelasia Divona, Aggiornamenti Sociali n. 2, 2011
Pubblicato: 3 febbraio 2011 Filed under: Bilancio dello Stato, differenze di genere Lascia un commento »| Bilancio di genere | |
| Maria Adelasia Divona Sociologa, esperta in Pari opportunità dell’Agenzia regionale del lavoro del Friuli-Venezia Giulia |
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| Il bilancio di genere (BDG) è un’analisi che consente la rilettura dei bilanci degli enti pubblici in una prospettiva di genere. Ciò significa tenere conto delle differenze tra uomini e donne all’interno di un determinato contesto socioculturale, assumendo che i due generi ricoprono ruoli e responsabilità diversi, e che quello femminile sopporta una condizione di svantaggio soprattutto in funzione dei molteplici ruoli (moglie, madre, lavoratrice) e degli obblighi che tradizionalmente gli sono ascritti (i compiti di cura). È quindi necessario perequare le risorse in base al principio di pari opportunità per tutti in tutti gli ambiti della vita. | |
l’intero articolo in: Aggiornamenti Sociali.
Leonardo Benevolo, La fine della città
Pubblicato: 3 febbraio 2011 Filed under: LIBRI NEWS, Urbanistica, urbanizzazione Lascia un commento »
“La fine della città”. I cambiamenti in atto nella dimensione urbana
Cosa è diventata la città oggi e come sarà la città del futuro? Questa è la domanda a cui prova a rispondere Leonardo Benevolo, storico dell’architettura, nel suo nuovo libro con intervista di Francesco Erbani “La fine della città” che esplora la nuova dimensione urbana fondendo la riflessione sullo stato della città e quella della biografia intellettuale e politica dello studioso. La città non è più uno spazio circoscritto entro certi limiti, una definizione valida per il passato, forse, chiarisce l’autore. Oggi la città “straborda”, esce dai suoi confini invadendo il territorio circostante. In occidente il fenomeno è chiaramente visibile, scompare la linea di confine tra territorio e città, mentre in Africa, Sudamerica e Asia immense baraccopoli spuntano ai margini delle città. Si manifesta la volontà dell’uomo di dominare lo spazio, “di organizzare l’infinità”, rimarca Benevolo.
















Paolo Ferrario, Tracce per tesi e tesine in materia di regolazione normativa sulle TOSSICODIPENDENZE
Pubblicato: 8 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bibliografie, dipendenze, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Politica dei servizi sociali | Lascia un commento »buongiorno a lei, ….
http://polser.wordpress.com/2011/02/08/amato-giuseppe-stupefacenti-teoria-e-pratica/