Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane

Statistiche in breve
Periodo di riferimento: Anni 2006-2009
Diffuso il: 02 febbraio 2011


Nel periodo 2006-2009 il reddito disponibile delle Famiglie italiane si è concentrato, in media, per circa il 53 per cento nelle regioni del Nord, per il 26 per cento circa nel Mezzogiorno e per il restante 21 per cento nel Centro. Nel periodo considerato tale distribuzione ha mostrato alcune variazioni che hanno interessato principalmente il Nord-ovest, il quale ha visto diminuire la sua quota di 0,6 punti percentuali (dal 31,1 del 2006 al 30,5 per cento nel 2009) a favore di Centro e Mezzogiorno (+0,4 e +0,2 punti percentuali rispettivamente). La quota di reddito disponibile delle Famiglie del Nord-est è rimasta invariata al 22 per cento.

Il periodo analizzato ha poi visto il progressivo ridursi del tasso di crescita del Reddito disponibile nazionale, che è passato da un incremento del 3,5 per cento del 2006 ad una flessione del 2,7 per cento nel 2009, la prima dal 1995. L’impatto è stato più forte nel settentrione (-4,1 per cento nel Nord-ovest e -3,4 per cento nel Nord-est) e più contenuto al Centro (-1,8 per cento) e nel Mezzogiorno (-1,2 per cento). In generale, tale diminuzione è essenzialmente da attribuire alla marcata contrazione dei redditi da capitale, anche se, in alcune regioni (in particolare Piemonte e Abruzzo), un importante contributo negativo è venuto dal rallentamento dei redditi da lavoro dipendente.

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da: Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane.


Istat, Bilancio demografico mensile

Bilancio demografico mensile

argomenti
Note per la stampa
Periodo di riferimento: Gennaio-Settembre 2010
Diffuso il: 07 febbraio 2011


L’Istat rende disponibili on line – su http://demo.istat.it – i dati mensili relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente per sesso dei comuni italiani.

I dati, che derivano dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i comuni italiani, vanno considerati provvisori fino alla fine dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del comunicato stampa relativo al “Bilancio demografico nazionale”.

Alla fine di settembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.545.940 abitanti. Rispetto all’inizio del 2010 si è registrato un incremento dello 0,34 per cento, pari a +205.612 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,5 per cento), del Nord-est (+0,48 per cento) e del Nord-ovest (+0,43 per cento).

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Newsletter di www.istat.it del 08/02/2011

Newsletter di www.istat.it

Notizie pubblicate on line nella settimana 01 febbraio – 07 febbraio 2011

Bilancio demografico mensile (Gennaio-Settembre 2010)
Note per la stampa del: 07 febbraio 2011

Paniere dei prezzi al consumo (Anno 2011)
Comunicati in calendario del: 04 febbraio 2011

Prezzi al consumo (provvisori) (Gennaio 2011)
Comunicati in calendario del: 04 febbraio 2011

Reddito disponibile delle famiglie (Anni 2006-2009)
Statistiche in breve del: 02 febbraio 2011

Occupati e disoccupati (provvisori) (Dicembre 2010)
Comunicati in calendario del: 01 febbraio 2011


Magistrati: biografie professionali di Ilda Boccassini, Pietro Forno, Antonio Sangermano

Ilda Boccassini, napoletana, 61 anni, è procuratore aggiunto e capo della Direzione distrettuale antimafia di Milano dal maggio 2009. Come responsabile della Dda segue il caso Ruby da quando Antonio Sangermano è entrato a far parte dell’Antimafia milanese. Per tutti è “Ilda la Rossa”, appellativo nato dal colore dei suoi capelli ma che i suoi dei detrattori legano alle inchieste che ha condotto contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Da più di trent’anni si occupa di criminalità organizzata. Tra il 1989 e il 1990 è sua l’inchiesta sulla “Duomo connection”, che svela per la prima volta le infiltrazioni mafiose a Milano. Le indagini vengono compiute dai carabinieri del capitano Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, che qualche anno dopo arresterà il capo della mafia, Totò Riina. È con la “Duomo connection” che Ilda Boccassini entra in contatto con Giovanni Falcone.

Così, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio dove Falcone e Paolo Borsellino perdono la vita, la Boccassini si fa trasferire a Caltanissetta e per due anni partecipa alle indagini che portano alla scoperta di mandanti ed esecutori delle stragi. Con Ultimo collabora alla cattura di Riina. Quando nel 1994 torna a Milano, entra nel pool Mani pulite prendendo il posto di Antonio Di Pietro. È in quell’anno che incontra per la prima volta sulla sua strada il nome di Berlusconi. Le sue inchieste portano in breve ai processi Sme e Imi-Sir. Dal 2004 le sue indagini puntano sull’antiterrorismo, e nel 2007 portano all’arresto di 15 appartenenti a Seconda posizione, ala movimentista delle Nuove brigate rosse. L’organizzazione stava preparando alcuni attentati contro persone a aziende nel Nord Italia: nel mirino c’era anche una delle abitazioni di Berlusconi. L’ultima inchiesta, l’anno scorso, ha portato all’arresto in Lombardia di 175 persone accusate di appartenere alla ’Ndrangheta, svelando la presenza radicata delle organizzazioni criminali calabresi nel Nord Italia.

Pietro Forno, piemontese, 65 anni, è un magistrato assai noto a Milano. Dal 2009 è procuratore aggiunto e, salvo una breve parentesi a Torino tra il 2005 e il 2009, ha svolto quasi tutta la sua carriera nel capoluogo lombardo. Vicino a Magistratura democratica, ma non iscritto, ha la passione per la montagna e lo scialpinismo. Negli anni 70 e 80 ha condotto alcune delle più importanti inchieste sul terrorismo di destra e di sinistra. Quelle sui Nuclei armati rivoluzionari di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, quelle su Prima linea e, infine, sui Proletari armati per il comunismo di Cesare Battisti. Fu lui nel 1981 a firmare, come giudice istruttore, l’ordinanza di arresto di Battisti e di altri terroristi per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin. I colleghi della procura di Milano si sono sempre fidati di Forno. A tal punto che Gherardo Colombo e Giuliano Turone, i magistrati che nel marzo 1981 scoprirono le liste della loggia segreta P2 di Licio Gelli, nascosero in uno dei suoi fascicoli una copia degli elenchi dei mille affiliati all’organizzazione segreta.

Forno ha anche indagato sulla setta Scientology e sul filosofo Armando Verdiglione. Dal 1992 inizia a occuparsi di reati a sfondo sessuale e di pedofilia, creando un pool di investigatori specializzati, il primo in Italia. Ma finisce nell’occhio del ciclone nel dicembre 2000, dopo aver fatto arrestare un tassista milanese accusato di violenze sussuali sulla figlia. Un pm lo sostituisce in dibattimento e nella requisitoria demolisce il metodo utilizzato da Forno per costruire l’accusa, chiedendo l’assoluzione dell’imputato, rimasto nel frattempo due anni e mezzo in carcere. Dopo il proscioglimento del tassista, Forno chiede di essere trasferito a Torino. Vi resta fino a due anni fa, quando l’allora procuratore capo Manlio Minale gli affida il coordinamento del terzo dipartimento, quello che si occupa di reati a sfondo sessuale.

Antonio Sangermano, fiorentino, 46 anni, è il più giovane dei tre magistrati del caso Ruby. Laurea in giurisprudenza nel 1989, un master in diritto tributario e contabilità fiscale delle imprese alla Luiss di Roma, è entrato in magistratura nel 1995. Da giovanissimo lavora alla procura della Repubblica di Patti, poi viene applicato alla Direzione distrettuale antimafia di Messina. All’inizio del 1999 passa alla procura di Vercelli, dove segue numerose inchieste di droga e pedofilia. Approda poi a Milano, dove entra a far parte del pool di magistrati sui reati sessuali guidato dal procuratore aggiunto Forno. Sangermano non si occupa però soltanto di questo. È sua l’inchiesta sul racket delle case popolari a Quarto Oggiaro e Niguarda, due quartieri della periferia di Milano, dove un’organizzazione permetteva di occupare illegalmente le case popolari dietro pagamento di “obolo” tra i 500 e  i 2.500 euro. L’inchiesta nasce da una denuncia dell’associazione Sos racket e usura.

Nel 2010 è ancora Sangermano a chiedere l’arresto di Francesco Tadini, un noto gallerista milanese, figlio dell’artista Emilio Tadini, accusato di aver avuto rapporti sessuali con una 15enne e di detenzione di materiale pedopornografico. Sempre Sangermano porta a processo l’imprenditore Stefano Savasta, accusato dell’omicidio del suo collega e rivale in amore Stefano Cerri, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Nel luglio 2010, mentre comincia a occuparsi del caso Ruby, chiede il rinvio a giudizio di 23 persone accusate di contrabbando di sigarette a livello internazionale per un valore di dieci milioni di euro.

da: Caso Ruby, stralcio e processo immediato per Berlusconi. Il ritratto dei tre pm – di Angelo Mincuzzi Il Sole 24 ORE.


È morto Giovanni Bollea, fondatore della moderna neuropsichiatria italiana.

È morto Giovanni Bollea, fondatore della moderna neuropsichiatria italiana. Aveva 98 anni. Era nato infatti a Cigliano Vercellese il 6 dicembre 1913, . La camera ardente sarà allestita in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, domattina a partire dalle 10.
Laureatosi in medicina nel 1938, Bollea si era specializzato poi in malattie mentali. Nel dopoguerra, dopo aver frequentato un corso di specializzazione a Losanna, tornò in Italia rivoluzionando la neuropsichiatria infantile italiana e introducendo per la prima volta la psicoanalisi, la psicoterapia di gruppo e il lavoro d’equipe nella storica clinica universitaria di Roma della Sapienza, dove la porta di entrata reca il suo nome, e della quale era professore emerito.
«Oggi si è perso il valore essenziale dell’amore verso gli altri, bisogna tornare a valorizzarlo»: con queste parole e con il rincrescimento, anzi «la colpa, di non aver migliorato il pensiero degli adolescenti», tre anni fa, alla veneranda età di 95 anni, il padre della neuropsichiatria infantile aveva accettato in Campidoglio a Roma uno dei tanti premi della sua prestigiosa carriera cominciata nel 1938. Bollea, oltre ad aver fondato e diretto l’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli, a Roma, è stato il primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, nonché promotore di innumerevoli iniziative a favore dell’infanzia.
DALLA PARTE DEI BAMBINI. Per i suoi novant’anni, nel 2003 il presidente Carlo Azeglio Ciampi, facendogli gli auguri, gli aveva scritto: «Fondatore della neuropsichiatria infantile italiana, nel suo appassionato lavoro Ella ha valorizzato il ruolo della famiglia e della scuola, “pilastri essenziali e filtri primari” nel percorso di crescita e di formazione dei giovani. Alle giovani generazioni ha dedicato la passione e l’energia del suo prezioso talento, contribuendo in maniera determinante ad aprire nuovi orizzonti e a garantire nuovi traguardi a questa scienza».
Proprio in quell’anno Bollea ha ricevuto anche dall’Unicef il «Premio dalla parte dei bambini» in riconoscimento del «lavoro pionieristico dalla parte dei bambini, che coniugando ricerca e rigore scientifico con straordinaria passione e calore umano ha fatto la differenza per i bambini italiani».
L’anno dopo gli è stato poi conferito il premio alla carriera dal Congresso mondiale di psichiatria e psicologia infantile di Berlino. Oltre al compendio di neuropsichiatria infantile e a più di 250 lavori, ha pubblicato il bestseller «Le madri non sbagliano mai».
L’ATTENZIONE AI PORTATORI DI HANDICAP. L’inserimento nelle scuole dei bambini con handicap è stato uno dei più grandi meriti di Bollea, insieme all’istituzione della scuola di Neuropsichiatria infantile dell’università di Roma La Sapienza. Così la psicologa dell’età evolutiva, Anna Oliverio Ferraris, ha ricordato l’innovatore della neuropsichiatria infantile italiana.


Alessandra Cicalini, Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes | Muoversi Insieme

Vivere in Italia? Un piacere ancora diffuso, soprattutto tra gli anziani. È il risultato di uno dei sondaggi effettuati dall’Eurispes, contenuto nel suo Rapporto Italia 2011. Nel complesso, il giudizio sul presente e sul futuro prossimo della Penisola è in ribasso, ma la libertà di opinione, le bellezze storico-artistiche, il cibo e il clima alleviano l’aumento del senso di precarietà e la preoccupazione per le giovani generazioni. Ad avvertirla, sono innanzitutto queste ultime, in misura spiccata quelle che si collocano nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni, ma anche il 27,4% dei pensionati ultra-sessantacinquenni si sente in ansia per il futuro dei propri nipoti, veri o metaforici.

….

l’intero articolo qui:

Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes | Muoversi Insieme.


Il servizio sociale professionale on line in Italia, 12 febbraio 2011 a Roma presso l’Hotel dei Congressi Convegno Nazionale,

Il 12 febbraio 2011 a Roma

presso l’Hotel dei Congressi

si svolgerà il Convegno Nazionale dal titolo

“Il servizio sociale professionale on line in Italia”


Il Convegno è stato promosso e organizzato da:

S.O.S. Servizi Sociali On Line (www.servizisocialionline.it),

primo portale di consulenza gratuita on line in Italia a favore della Comunità sociale, con la Partnership e il Patrocinio morale del S.U.N.A.S.


Lo scopo del Convegno è quello di far incontrare alcune delle realtà che
determinano lo scenario del servizio professionale on line in Italia
per
produrre un confronto e  uno stato dell’arte di questo tipo di attività in
crescente espansione in Italia.
La web communication è una innovativa modalità di comunicazione in crescente
espansione nell’area dei servizi sociali che ha la peculiarità di ridurre la
prossimità tra il cittadino e il luogo deputato a soddisfare il suo bisogno,
luogo rappresentato dalla dimensione spaziale di internet dove professionisti
del sociale si adoperano a offrire sostegno, supporto e orientamento all’utente
sfruttando tutti i vantaggi dell’on line.
Trattasi del primo convegno nazionale sull’argomento organizzato in Italia.
Sono stati richiesti al CNOAS n. 7 crediti per la partecipazione all’evento.

L’accesso al Convegno è gratuito

e le iscrizioni vanno fatte pervenire all’indirizzo convegnosos@libero.it entro al massimo il 28.1.2011.

I posti disponiibili sono limitati. Per informazioni rivolgersi a

Direttore di S.O.S. Servizi Sociali On Line, Dott. Antonio Bellicoso, scrivendo a

servizisocialionline@libero.it o telefonando al 347-4161262

In allegato la documentazione:


“io non costringo, curo” FIRMA l’ Appello dei medici e degli operatori sanitari per la libertà di scelta sul testamento biologico contro l’accanimento terapeutico Primi firmatari: Ignazio Marino, Umberto Veronesi, Amato De Monte

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“io non costringo, curo”

FIRMA l’ Appello

dei medici e degli operatori sanitari

per la libertà di scelta

sul testamento biologico

contro l’accanimento terapeutico

Primi firmatari:

Ignazio Marino, Umberto Veronesi, Amato De Monte

http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16649


DIRITTO DI WELFARE manuale di cittadinanza e istituzioni sociali a cura di Massimo Campedelli, Paolo Carrozza e Livio Pepino, presentazione il 16 febbraio 2011, Facoltà di Scienze politiche Via Conservatorio 7, Milano


Romano Carlo Alberto, Bottoli Gisella, La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo, Carocci, 2002

Romano Carlo Alberto, Bottoli Gisella, La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo, Carocci, 2002

Scheda libro
La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo
€ 18,50
2002  pp. 200  ISBN 9788843023233
| scheda indice acquista visualizza il contenuto del carrello segnala a un amico

La diffusione delle droghe (vecchie e nuove) continua a riproporre un problema che è al tempo stesso sociale e giuridico, sanitario, psicologico, educativo. La droga è inoltre il classico tema forte, strumento di consenso sul piano politico, con tutti i rischi di ideologizzazione ed elettoralismi che ciò comporta. Un discorso razionale sulle droghe, lungi dal considerare la questione prevalentemente sotto l´aspetto dell´ordine pubblico, deve invece ripartire dalla fondamentale distinzione fra consumo e dipendenza, e deve avere l´obiettivo principale di sottrarre alla clandestinità la sofferenza delle persone. In tale ambito sono necessarie politiche attente, flessibili e pragmatiche, che in vari Stati sono state effettivamente avviate: il volume rappresenta proprio un´analisi comparata delle molte soluzioni legislative individuate e adottate da diversi paesi dell´Unione Europea e dalla Svizzera: un serio punto di partenza, dunque, per la ricerca di nuove proposte. Il libro nasce anche da esperienze sul campo – in particolare di Carlo Alberto Romano – condotte all´interno del progetto Carcere e cooperazione sociale di CGM, Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale Gino Mattarelli.


Paolo Ferrario, Tracce per tesi e tesine in materia di regolazione normativa sulle TOSSICODIPENDENZE

buongiorno a lei, ….

le indico qui sotto alcune tracce per la sua ricerca e studio:
  • un’ottima analisi comparativa: Romano Carlo Alberto, Bottoli Gisella, La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo, Carocci, 2002

Paolo Ferrario, METODI E TECNICHE DI ANALISI PROFESSIONALE DELLE REGOLE NORMATIVE IN MATERIA DI POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI, dispensa didattica per i corsi del 2011

Paolo Ferrario, METODI E TECNICHE DI ANALISI PROFESSIONALE DELLE REGOLE NORMATIVE  IN MATERIA DI POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI, dispensa didattica per i corsi del 2011

vai a: MET-TEC ANALISI PROF-LEGGI-Dispensa


Amato Giuseppe, Stupefacenti: teoria e pratica, Laurus Robuffo edizioni, 2006

Con la legge 21 febbraio 2006 n. 49 è cambiata la disciplina sanzionatoria penale e amministrativa delle sostanze stupefacenti, con effetti estesi anche alla fase della esecuzione della pena e del recupero del tossicodipendente. Il disposto del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 ne è uscito completamente cambiato. Il presente lavoro, preceduto qualche tempo fa da un breve commento delle più recenti novità normative (“Le modifiche alla normativa sugli stupefacenti”), mira a ricostruire, sviluppando, rimeditando e approfondendo detto lavoro, le novità introdotte dalla riforma del 2006 e a rivedere in toto, con i necessari aggiornamenti, tutti gli aspetti della disciplina delle sostanze stupefacenti o psicotrope che maggiormente interessano l’operatore pratico (autorità giudiziaria, avvocatura, autorità amministrativa, forze di polizia). In questa prospettiva, se pure si tratta dell’aggiornamento dell’edizione 2005 del nostro “Stupefacenti. Teoria e pratica”, il volume si riallaccia anche, costituendone la naturale evoluzione e la completa rivisitazione, ad altri lavori sulla disciplina delle sostanze stupefacenti da noi pubblicati: “Teoria e pratica degli stupefacenti” e “Droga e attività di polizia”. L’autore è magistrato, in servizio presso la Procura della Repubblica di Roma.

Amato Giuseppe
ISBN 88-8087-524-8

Edizione: Sesta

Data di uscita: ottobre 2006
Pagine: 432
Prezzo: 34
Codice interno: B-12

da: Laurus Robuffo.


TOSSICODIPENDENZE: antologia legislativa, da www.segnalo.it – Testi normativi

TOSSICODIPENDENZE: antologia legislativa


attenzione: si tratta di materiale ad uso didattico che potrebbe anche non essere perfettamente aggiornato

Per il reperimento delle fonti ufficiali occorre sempre fare riferimento alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana


IN CORSO DI AGGIORNAMENTO: sono graditi suggerimenti ed integrazioni
2010
2009
  • LEGGE n. 94 del 15 luglio 2009, DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA PUBBLICA Modifica gli artt. 186 e 187 del D.L.gs n. 285/1992 per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, gli artt.75 e 75 bis del D.P.R. 309/9
2006

2004
2002
  • DM 14 giugno 2002
    Disposizioni di principio sull’organizzazione e sul funzionamento dei servizi per le tossicodipendenze delle Aziende unità sanitarie locali – Ser.T., di cui al decreto ministeriale 30 novembre 1990, n. 444
2000
  • Consiglio dei ministri 28 gennaio 2000, Progetto obiettivo per la lotta contro l’AIDS
1999
  • Accordo Stato – Regioni 21 gennaio 1999, Riorganizzazione del sistema di assistenza ai tossicodipendenti

  • Decreto Presidente Consiglio dei ministri 10 settembre 1999, Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni sui criteri generali per la valutazione e il finanziamento di progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero delle tossicodipendenze

1998
  • Codice di deontologia medica, 1998
1994
  • Circolare Ministero della sanità 30 settembre 1994 n. 20, Linee – guida per il trattamento della dipendenza da oppiacei con farmaci sostitutivi
  • Decreto del Presidente della repubblica 7 aprile 1994, Approvazione del Progetto – obiettivo “AIDS 1994-1996”
1993
  • Decreto Ministero della sanità 19 febbraio 1993, Approvazione dello schema – tipo di convenzione tra unità sanitarie locali ed enti, società, cooperative o associazioni che gestiscono strutture per la riabilitazione dei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope

  • Decreto del Presidente della repubblica 5 giugno 1993 n. 171, Abrogazione parziale, a seguito di referendum popolare, del Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza approvato con Decreto del Presidente della repubblica n. 309/1990

  • Legge 14 luglio 1993 n. 122, Disposizioni urgenti relative al trattamento di persone detenute affette da HIV e di tossicodipendenti

1991
  • Decreto del Presidente della repubblica 14 settembre 1991, Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’attivazione dei servizi per il trattamento a domicilio dei soggetti affetti da Aids e patologie correlate

  • Ministero della sanità 7 novembre 1991, Atto di intesa tra Stato e Regioni per la definizione di indirizzi ai fini di una organica distribuzione dei compiti tra le strutture ospedaliere e i servizi territoriali della attività di prevenzione e assistenza delle infezioni da HIV

1990
  • Legge 5 giugno 1990 n. 135, Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS

  • Legge 26 giugno 1990 n. 162Aggiornamento, modifiche ed integrazioni della Legge n. 685/1975, recante Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza

  • Decreto Ministero della sanità 28 settembre 1990, Norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private

  • Decreto Ministro sanità 30 novembre 1990 n. 444, Regolamento concernente la determinazione dell’organico e delle caratteristiche organizzative e funzionali dei servizi per le tossicodipendenze da istituire presso le unità sanitarie locali

1981
  • Legge 25 maggio 1981 n. 385, Adesione alla convenzione sulle sostanze psicotrope adottata a Vienna
1980
  • Decreto Ministero della sanità 7 agosto 1980 Regolamentazione dell’impiego dei farmaci ad azione analgesica narcotica nel trattamento dei tossicodipendenti

  • Decreto Ministero della sanità 10 ottobre 1980, Impiego dei preparati a base di metadone e morfina per il trattamento dei tossicodipendenti

1975
  • Legge 22 dicembre 1975 n. 685Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope. Prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossico dipendenza

da: Politiche dei servizi sociali www.segnalo.it – Testi normativi.


Pietro Ichino – LA RESA INCONDIZIONATA DEL MINISTRO BRUNETTA AI SINDACATI

LA RESA INCONDIZIONATA DEL MINISTRO BRUNETTA AI SINDACATI

una vera e propria capitolazione, che segna la fine ingloriosa della riforma delle amministrazioni pubbliche del 2009.

Sull’insabbiamento della legge-Brunetta v. anche l’articolo di Pietro Micheli su lavoce.info di martedì.


“Dimettiti. Per un’Italia libera e giusta”, Giustizia e Libertà, Milano 5 febbraio 2011 | RadioRadicale.it

interventi di:
Umberto Eco, Paul Ginsborg, Roberto Saviano, Gustavo Zagrebelsky coordinano Sandra Bonsanti e Simona Peverelli. Partecipano Giovanni Bachelet, Bice Biagi, Carla Biagi, Daria Bonfietti, Susanna Camusso, Lorenza Carlassare, Nando dalla Chiesa, Concita Di Gregorio, Beppino Englaro, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Gad Lerner, Moni Ovadia, Giuliano Pisapia, Enrico Rossi, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca, Lorella Zanardo


Incontri per i familiari di malati di Alzheimer | a cura dei Donatori del tempo, Como

I Donatori del Tempo:

incontri collettivi 2011

Sono aperte le iscrizioni per il ciclo di incontri collettivi 2011, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo  organizzano  per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi  9 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa , presso il Centro Diurno Comunale  a Como, in Via Volta, 83 (sede Universita’ Popolare ).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.

Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.

Interverranno inoltre: il neurologo Dott. Leonardo Sacco, responsabile U.V.A., Unita’ Valutativa Alzheimer dell’Ospedale S.Anna, l’arteterapeuta Chiara Salza, responsabile dei Laboratori di Arteterapia dei Donatori del Tempo, lo psicologo Dott. Marco Orsenigo, responsabile del Servizio Anziani della A.S.L. di Como, l’avvocato Anna Cardinali e la dietista Lilia Farias della A.S.L. di Como.

Il ciclo 2011 e’ riservato a nuovi partecipanti. E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione  entro il 25 Gennaio 2011, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini,9  Como, aperta al Martedi e Giovedi dalle 16.30 alle 18.30  tel. e fax 031/270231  e-mail : donatorideltempocomo@virgilio.it


Nuovo corso della Provincia sulla figura dell’amministratore di sostegno, Provincia di Milano

Nuovo corso della Provincia sulla figura dell’amministratore di sostegno PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Febbraio 2011 08:36

Si intitola: “L’amministrazione di sostegno: strumento per la protezione giuridica delle persone con fragilità nell’ambito del progetto di vita” il corso, organizzato dalla Provincia di Milano.
Il corso vuole fornire agli operatori sociali e sanitari una visione completa della Protezione giuridica, con approfondimenti sulla legge 6/2004, istitutiva dell’amministrazione di sostegno, e sulla disciplina regionale che regolamenta gli “Uffici per la protezione giuridica delle persone fragili”.

Sono previste quattro giornate di formazione: il 9, 16, 24, e 28 marzo dalle ore 9.30 alle ore 17.30. Le iscrizioni devono essere effettuate entro l’11 febbraio. Per informazioni: tel. 02 77403142. E-mail: p.buzzetti@provincia.milano.it

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da: Nuovo corso della Provincia sulla figura dell’amministratore di sostegno.


Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive, Autori e curatori: Giuliana Carabelli , Carla Facchini Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale

Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
Autori e curatori: Giuliana Carabelli Carla Facchini
Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale
Collana: Transizioni e politiche pubbliche – Fondazione Bignaschi
Argomenti: Politiche e servizi sociali
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 256,     1a edizione  2011  (Cod.524.14)
Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834055
In breve Il volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali, ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, analizza la legge regionale lombarda n. 3/2008, che disciplina in modo organico i servizi sociali, unitariamente con i servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. L’analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione, anche alla luce della prima fase di attuazione della legge.
Presentazione
del volume:
Da tempo la Regione Lombardia ha elaborato un organico modello di politiche sociali, basato sui principi di sussidarietà e di quasi-mercato, che tende sempre più ad affermarsi anche come riferimento a livello nazionale. La legge regionale n. 3 del 2008 costituisce una tappa di rilievo, in quanto disciplina unitariamente i servizi sociali e quelli servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. Al centro di questo volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, anche in formazione, è l’analisi della legge, svolta con un approccio multidisciplinare, in cui si affiancano la lettura giuridica e quella sociologica. Tale analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione.
Diversi i quesiti affrontati nel volume. Quali sono gli sviluppi o i riassestamenti ipotizzabili nel momento in cui tale impostazione si confronta con l’ambito dei servizi sociali? Come si modificano ruolo della società civile e modalità del suo coinvolgimento? L’integrazione è un obiettivo effettivamente perseguibile? Cosa comporta l’estensione all’ambito dei servizi sociali dell’accreditamento e della logica prestazionistica ad esso correlata? Che ruolo può assumere il segretariato sociale nella rete dei servizi? Che impatto ha la nuova normativa sulle professioni sociali, sulla loro collocazione e sulle loro competenze? In breve quali sono gli elementi di continuità e di discontinuità, quali i punti di forza e le criticità di questo modello nella sua concreta evoluzione?

Giuliana Carabelli svolge attività di ricerca, consulenza e formazione sui temi dell’organizzazione dei servizi sociali. Da tempo collabora con l’Università di Milano Bicocca.
Carla Facchini è professore ordinario di Sociologia della Famiglia alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca, dove coordina il corso di laurea in Servizio Sociale.

Indice:
Giuliana Carabelli, Carla Facchini, Introduzione
Parte I.: La legge nel suo contesto
Carla Facchini, Enzo Mingione, Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia
Lavinia Bifulco, Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare
Lidianna Degrassi, Raffaele Mozzanica,La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombarda
Paolo Bonetti, Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008
Parte II.: Attori e processi
Tommaso Vitale, La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento
Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione
Giuliana Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia
Chiara Previdi, Paolo Rossi,
Il segretariato sociale tra organizzazione e professione
Parte III.: Le professione sociali a confronto con la legge
Anna Maria Campanini, L’assistenza sociale
Sergio Tramma, L’educatore professionale
Luca Vecchio, Lo psicologo
Maria Cacioppo, Mara Tognetti, La dirigenza
Appendice. I provvedimenti attuati della legge regionale n. 3/2008
Bibliografia di riferimento
Autori.

da: Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive


Squadristi di sinistra: Blitz di attivisti dei centri sociali alla vigilia dell’assemblea della Fim-Cisl cui prenderà parte anche il noto giuslavorista nonché senatore del Pd Pietro Ichino

Raid vandalico di una cinquantina di attivisti dei centri sociali all’Hotel Crowne Plaza di via Po, alla vigilia dell’assemblea della Fim-Cisl cui prenderà parte anche il noto giuslavorista nonché senatore del Pd Pietro Ichino

viaBlitz di attivisti dei centri sociali al Crowne Plaza di Padova | Padovanews, il primo quotidiano online di Padova.


Bibliografie per gli insegnanti, FrancoAngeli

Strumenti per gli insegnanti
Mario Castoldi, Mario Martini (a cura di)
VERSO LE COMPETENZE: UNA BUSSOLA PER LA SCUOLA
Progetti didattici e strumenti valutativi
pp. 256, Euro 25,00; E-book Euro 20,00, Cod. 292.3.34, Collana: Scienze della formazione
Giuseppe Nicolodi
IL DISAGIO EDUCATIVO ALLA SCUOLA PRIMARIA
pp. 240, Euro 26,00; E-book Euro 21,00, Cod. 292.4.33, Collana: Scienze della formazione
Ernesto Perillo (a cura di)
STORIE PLURALI
Insegnare la storia in prospettiva interculturale
pp. 192, Euro 22,00; E-book Euro 18,00, Cod. 1158.4, Collana: Educazione al patrimonio culturale, formazione storica, altri saperi – diretta da Ivo Mattozzi
Mario Castoldi, Mario Martini
VERSO LE COMPETENZE: UNA BUSSOLA PER LA SCUOLA
Un percorso di ricerca
pp. 144, Euro 16,00; E-book Euro 13,00, Cod. 292.3.33, Collana: Scienze della formazione
Silvia Fioretti
LABORATORIO E COMPETENZE
Basi pedagogiche e metodologie didattiche
pp. 128, Euro 15,00, Cod. 1108.3, Collana: Il mestiere della pedagogia – diretta da Massimo Baldacci
Antonia Cunti (a cura di)
LA RIVINCITA DEI CORPI
Movimento e sport nell’agire educativo
pp. 224, Euro 24,00, Cod. 940.1.2, Collana: I territori dell’educazione – diretta da Sergio Tramma

Alessandra Augelli, Erranze. Attraversare la preadolescenza

Erranze. Attraversare la preadolescenza
Autori e curatori: Alessandra Augelli
Collana: Vita emotiva e formazione
Argomenti: Pedagogia e prospettive dell’educazioneScuola media inferioreAdolescenza
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 160,     1a edizione  2011  (Cod.1930.6)
Erranze. Attraversare la preadolescenza
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834277
Tipologia: E-book
Prezzo: € 15,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842708
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Il desiderio di creare legami autentici, la paura di fare le scelte sbagliate, la gioia di sentirsi autonomi: sono alcune tra le tante emozioni che caratterizzano la preadolescenza. In questo volume la riflessione pedagogica si intreccia con le parole e gli scritti di alcuni ragazzi e ragazze e con brevi inserti tratti dall’arte, dalla letteratura, dal cinema.
Presentazione
del volume:
L’intera esistenza personale è un essere-in-cammino, ma le tonalità dell’erranza si intensificano in alcuni particolari momenti della vita, in cui si accoglie l’apicalità dell’attraversamento e dellatrasformazione: l’età preadolescenziale è quella che, più di altre, si fa custode della delicatezza dei passaggi che hanno inizio.
Il desiderio di creare legami autentici, la paura di fare scelte sbagliate, la nostalgia di un tempo che va dissolvendosi, la gioia di sentirsi autonomi: solo alcune tra le tante emozioni che caratterizzano l’erranza preadolescenziale, in quello spazio compreso tra la “partenza” dalla terraferma, il distacco dai propri affetti originari e i primi “scali” nella realtà circostante.
La lente interpretativa dell’erranza – che fa dell’attraversamento uno spazio fecondo e ininterrotto di ricerca, dell’errore una possibilità di crescita – aiuta a guardare meglio la realtà preadolescenziale, con le contraddizioni, le sfumature, i vissuti emotivi. Si tenta di superare, così, la problematicità di una condizione in cui il cammino non si mostra lineare e ben definito, e di aprirsi alla complessità di un tempo vissuto, che non si coglie se non mettendosi in ascolto dell’esperienza.
La riflessione pedagogica sull’età preadolescenziale si intreccia qui con le parole e gli scritti di alcuni ragazzi e ragazze impegnati a comprendere le domande che si incontrano lungo il cammino e il senso dei diversi momenti vissuti: smarrimenti, incontri, scoperte, cadute.
La riflessione sull’essere-in-viaggio risulta terreno fertile per ascoltare e prendere consapevolezza di dimensioni del passaggio presenti, ma non sempre nominate, snodi significativi di cui gli adulti possono prendersi cura sostenendo e orientando la loro ricerca di senso.
Ogni capitolo è corredato di brevi inserti tratti dall’arte, dalla letteratura, dal cinema e di pagine di sintesi, spunti per la riflessione e schede di lavoro attraverso cui educatori, insegnanti, genitori potranno accompagnare ragazze e ragazzi nel processo di consapevolezza emotiva e di comprensione dei propri vissuti.

Alessandra Augelli, dottore di ricerca in Pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è docente di Laboratorio e membro del gruppo Eidos – Fenomenologia e Formazione a Piacenza. Svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche. Si occupa di educazione familiare con particolare attenzione all’età preadolescenziale e giovanile, utilizzando il linguaggio cinematografico e televisivo come strumento di disamina pedagogica dei contenuti.

Indice:
Introduzione
L’erranza, orizzonte interpretativo
(Andare errando: limiti e possibilità; Oltre il disorientamento e la “perdizione”; Lo sguardo del viandante; Scrivere per dare ascolto ai passaggi vissuti)
La preadolescenza, inizio di un passaggio
(Fatiche e bellezze nei sentieri della crescita; Corpi in movimento; Tempo vissuto dai preadolescenti; Uno spazio tutto mio; Il dischiudersi dell’esigenza di senso; Un “guazzabuglio” interiore: attraversare la vita emotiva)
Vissuti dell’erranza preadolescenziale
(“In partenza!” Entusiasmo e paura di lasciare; Compagni di viaggio: le presenze che “costellano” la vita; Ritirarsi per comprendere, per attendere: il valore della sosta; “Nave, senza nocchiere: in gran tempesta…”; Tra errori e deviazioni: l’importanza di paletti orientativi; Al bivio: le piccole grandi scelte; Sogni, desideri, progetti)
In cammino con i preadolescenti
(Per una pedagogia della speranza; Genitori ed educatori nel passaggio: emozioni e sentimenti; Essere guide; Vie di senso tra famiglia, scuola e spazi informali; “E io, come mi muovo?” Orientamenti per educatori-viandanti)
Bibliografia.

da: Erranze. Attraversare la preadolescenza.


Censis, Indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale

Dal federalismo il Nord ha più aspettative del Sud. E’ il principale risultato di una ricerca condotta dal Censis  e presentata nel corso di un’audizione alla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.
Quattro italiani su dieci (il 41%) credono che la riforma possa contribuire a migliorare la gestione della cosa pubblica, ma la meta’ della popolazione (il 50,2%) pensa che aumentera’ il divario economico e sociale tra l’Italia meridionale e quella settentrionale.
Andando a guardare le differenze nelle opinioni sul territorio, si passa da un Nord dove il provvedimento incontra la maggioranza dei consensi (il 49,8% al Nord-Ovest, il 49,5% al Nord-Est) a un Sud dove il 60,6% si esprime ”in senso decisamente critico”.
Quasi la meta’ degli italiani, il 42,5%, teme un aumento delle imposte a causa della riforma, una quota che supera di gran lunga quella di chi crede in un peso fiscale invariato (25,1%) e di coloro che confidano in una sua diminuzione (22,4%).
La percentuale degli intervistati ”pessimisti” e’ piu’ alta nel Mezzogiorno (55,6%) e nel Centro (48,2%), scende al Nord Ovest (31,6%), dove comunque rimane maggioranza, e al Nord Est (29,7%), dove, invece, prevalgono le risposte di chi prevede un quadro immutato (30,8%).
Tuttavia, per i cittadini non sono le imposte eccessive il problema principale del sistema fiscale: la piaga maggiore risulta, infatti, l’evasione, con il 44% degli intervistati che la colloca al primo posto tra le questioni da risolvere (mentre ”solo” il 22% ritiene l’alto livello di tassazione il nodo piu’ importante).

 

[FONDAZIONE CENSIS] Indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale: “Gli Italiani, il fisco e il federalismo”, presentata il 3 febbraio 2011 a Roma


il presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo: “si spaccia sotto il termine federalismo ciò che e’ autonomismo degli enti locali, il che va benissimo. Ma lo Stato federale e’ una cosa che ha una sua storia, una sua consistenza, delle sue caratteristiche, che sono ben lontane da quelle che ci sono qui”

Dire ”federalismo municipale” e’ ”una bestemmia”. Lo ha detto il presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo, parlando con i giornalisti a Firenze, a margine di una lezione tenuta a Eunomiamaster.
A proposito della decisione del Quirinale, che ha respinto il D. Lgs. sul federalismo, De Siervo si e’ limitato a dire che ”se nascesse in ipotesi un conflitto giuridico, non politico, arriverebbe davanti alla Corte e quindi la Corte sta zitta”.
Però, ha aggiunto, ”quello che si può dire tranquillamente, ma non riguarda il conflitto, e’ che quello di cui si sta parlando non e’ federalismo, dire federalismo municipale e’ una bestemmia, e’ come dire che un pesce è un cavallo – ha sottolineato con ironia – sono due cose che non c’entrano insieme. Si chiama autonomia finanziaria, anche la lingua ha il suo valore. Il federalismo – ha spiegato – e’ un processo di unificazione progressiva di Stati che erano sovrani verso un unico Stato gestore. Che c’entra questo con l’autonomia finanziaria dei Comuni, decisa dal Parlamento nazionale? Quello che un pochino turba – ha concluso – e’ che ogni abuso linguistico e’ indice di una scorretta rappresentazione della realtà”.
”Secondo me e’ molto improprio usare il termine federalismo per tutto ciò che sta accadendo in Italia perché lo Stato federale e’ una cosa più seria, più grande e più complicata dell’autonomismo”,  ha detto ancora il presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo,
“Qui – ha aggiunto – si spaccia sotto il termine federalismo ciò che e’ autonomismo degli enti locali, il che va benissimo. Ma lo Stato federale e’ una cosa che ha una sua storia, una sua consistenza, delle sue caratteristiche, che sono ben lontane da quelle che ci sono qui”.
In Italia, ha spiegato De Siervo, ”viviamo in uno Stato regionale, disciplinato da norme costituzionali e buone o cattive che esse siano vanno applicate”.
“Quello che io posso testimoniare – ha detto ai cronisti – e’ che da una decina di anni c’e’ una conflittualità impressionante tra Stato centrale e Regioni, una conflittualità irrisolta. Io do i dati dell’ultimo anno, in cui la Corte costituzionale ha fatto più sentenze per i conflitti Stato-Regioni che in tutte le altre materie. E’ la prima volta nella storia della Corte e quindi nella storia d’Italia. Questo e’ un dato oggettivo che rivela che con la bocca si parla di federalismo, che sarebbe qualcosa di più, e nella realtà si fa qualcosa di meno del regionalismo”.
In presenza di quello che appare come un ”conflitto permanente e continuo”, la Consulta ”ha preso sul serio cio’ che c’era nella Costituzione sulle Regioni, ma certo e’ dura rendere vitali le norme che disciplinano il regionalismo italiano, con spinte centralistiche o fughe regionalistiche che non si incrociano mai”. De Siervo, nella sua lezione, spiegherà quindi i metodi che la Corte ha ”cercato di individuare per far convivere Stato centrale e autonomie territoriali forti ma incontrando continue difficoltà”.
[agenzie] Federalismo: De Siervo, quello municipale è bestemmia


Interpretazione autentica del comma 2 dell’articolo 1 della legge 23 novembre 1998, n. 407, in materia di applicazione delle disposizioni concernenti le assunzioni obbligatorie e le quote di riserva in favore dei disabili

è stato approvato il testo unificato delle proposte di legge Schirru ed altri, Fedriga ed altri recante Interpretazione autentica del comma 2 dell’articolo 1 della legge 23 novembre 1998, n. 407, in materia di applicazione delle disposizioni concernenti le assunzioni obbligatorie e le quote di riserva in favore dei disabili (C. 3720 – C. 3908-A). Il provvedimento è passato all’esame del Senato


Amministratori di sostegno e persone con fragilità: “Dalla teoria alla pratica”, incontro fra le associazioni, Como 11 febbraio 2011


Il prossimo  11 febbraio a Villa Gallia, Como, si svolge un primo importante incontro tra tutti i soggetti che fino ad ora hanno lavorato al progetto che sostiene in provincia di Como la diffusione e il consolidamento dell’istituto dell’amministratore di sostegno, figura istituita dalla legge n° 6 del 2004 con la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente.
«L’invito è rivolto prima di tutto alle famiglie e alle persone che sono in condizione di fragilità e necessità di protezione giuridica – precisa  Maria Assunta Peluso, referente del Progetto AdS Como – e all’associazionismo perché sostenga questo processo.
Una ventina di associazioni, diverse per aree, già lavorano in rete non solo a livello di partenariato promotore, ma collaborando attivamente in ogni ambito territoriale.
Con la  Asl di ComoUfficio della Protezione Giuridica, è stato firmato in dicembre 2010 un protocollo operativo, che insieme al Giudice Massimo Croci del Tribunale di Como, sta permettendo già di gettare le basi per una fattiva collaborazione.
Lo scopo è mettere progressivamente in collegamento tutte le esperienze di sostegno alla protezione giuridica da realizzare e già in atto sia del privato sociale che istituzionali.
Proprio in quest’ottica, con la preziosa collaborazione dell’assessore ai servizi sociali della Provincia Simona Saladini, insieme ai rappresentanti di tutti gli Uffici di Piano e della Asl Como, abbiamo steso un protocollo d’intesa, che getta le basi di una rete provinciale più allargata, ora  alla approvazione di ogni ente per essere poi firmato il giorno 11».
Promotori del progetto AdS Como:
Rete Comasca Disabilità (Ente Capofila), ADA Ass. per i Diritti degli Anziani , Aism Como, ANFFAS Centro Lario e Valli, ANFFAS Como, ANFFAS Onlus Alto Lario, ANTEAS Como, Arcobaleno Onlus, Auser Como, Comitato lombardo per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, Cumball, FNP- Federazione Nazionale Pensionati, Fondazione Valerio Origgi Il lago dei cigni, La Mongolfiera Onlus, Primavera Onlus, So.La.Re. – Social Lario Rete, SPI – Sindacato Pensionati Italiano, Talea, Uildm Como, UILP Como.
Partner Istituzionali:
Asl di Como- Ufficio per la protezione giuridica, Provincia di Como – Assessorato Servizi Sociali, Sanità e Pari Opportunità, Uffici di Piano della Provincia di Como, Associazione del Volontariato Comasco – Centro Servizi per il Volontariato.
Hanno manifestato interesse e appoggio:
Giudice tutelare Massimo Croci del Tribunale di Como, Fondazione Provinciale Comunità Comasca.

Appuntamento venerdì 11 febbraio a Villa Gallia in via Borgo Vico 148, Como, alle ore 15.00. Per informazioni e prenotazioni: tel.331.1559010

progettoads.co@progettoads.netwww.como.progettoads.net


Massimo Cacciari analizza la situazione politica italiana e la legge sul federalismo fiscale, Otto e Mezzo del 4 febbraio 2011, due Audio

Massimo Cacciari analizza la situazione politica italiana (audio 1) e la legge sul federalismo fiscale (audio2):


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dà lezioni di diritto e rispetto delle procedure al Governo: “Non sussistono le condizioni per procedere all’emanazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale”

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.

Questo il testo della lettera:

“Mi è stato preannunciato l’invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato.
Devo subito rilevare che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dall’art. 2, commi 3 e 4, della legge n. 42 del 2009: sono pertanto costretto a non ricevere il decreto approvato dal Governo, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza.

Infatti mi risulta che il testo è diverso da quello originariamente approvato dal Governo e trasmesso alla Conferenza unificata e alle Camere ai sensi e per gli effetti delle disposizioni richiamate ed è identico alla proposta di parere favorevole condizionato formulata dal Presidente della Commissione bicamerale: proposta che è stata respinta dalla stessa Commissione ai sensi delle norme stabilite dai Regolamenti parlamentari allorché su di una proposta si registri parità di voti e dello stesso art. 7, comma 1, del Regolamento interno della Commissione bicamerale. Né tale pronunciamento può evidentemente assimilarsi ad una mancanza di parere. Su quel testo la Commissione bilancio della Camera ha successivamente deliberato all’unanimità di non esprimersi proprio perché lo ha considerato “superato” per gli stessi motivi. Infine il Governo deve ottemperare all’obbligo previsto dall’ultimo periodo del comma 4 dell’art. 2 della legge delega di esporre sia alle Camere sia alla Conferenza unificata le ragioni per le quali ha ritenuto di procedere in difformità dai suindicati orientamenti parlamentari e senza aver conseguito l’intesa nella stessa Conferenza, come risulta dal verbale in data 28 ottobre 2010.

Tanto premesso sul piano strettamente procedimentale, sento il dovere di richiamare l’attenzione del Governo sulla necessità di un pieno coinvolgimento del Parlamento, delle Regioni e degli Enti locali nel complesso procedimento di attuazione del federalismo fiscale. La rilevanza e delicatezza delle conseguenze che ne deriveranno sull’impiego delle risorse pubbliche e in particolare sull’assetto definitivo del sistema delle autonomie delineato dal nuovo titolo V° della Costituzione suggerisce infatti un clima di larga condivisione, così come si è del resto verificato in occasione della approvazione della legge n. 42 del 2009 e della emanazione dei tre precedenti decreti delegati. E di ciò ho avuto modo di dare più volte pubblicamente atto, ritenendolo il metodo più corretto ed utile per l’attuazione di una così importante riforma costituzionale. Se in questo caso non c’è stata condivisione sul piano sostanziale, più che opportuno resta evitare una rottura anche sul piano procedimentale, per violazione di puntuali disposizioni della legge.

Né posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del Governo senza la fissazione dell’ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il Presidente della Repubblica, tanto meno consultandolo sull’intendimento di procedere all’approvazione definitiva del decreto legislativo.

Sono certo che ella comprenderà lo spirito che anima queste mie osservazioni e considerazioni”.

 


ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona

Prot. n. 514/2011 Cremona, 31 gennaio 2011

 

IL DIRETTORE GENERALE

in esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011

rende noto

che è indetta procedura per l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.).

L’Azienda Sociale del Cremonese, Ente capofila per l’attuazione del Piano di Zona dell’Ambito Distrettuale di Cremona, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011,  ha disposto, in  attuazione dell’art. 6, lettera c) e dell’art. 11 della Legge 328/2000 recante “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e del Piano Sociale di Zona 2009-2011, l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.), finalizzato ad implementare un sistema di qualità sociale territoriale per i servizi a favore delle persone anziane e delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Tale sistema di qualità sociale prevederà l’opportunità per ognuno dei Comuni componenti il Distretto di  erogare alle famiglie residenti nel territorio distrettuale  titoli sociali valevoli per l’acquisto dei servizi considerati.

Contestualmente ha approvato i requisiti di qualità, efficacia, efficienza e flessibilità, rispondenti ai bisogni territoriali, come di seguito espressi.

 

I soggetti erogatori faranno richiesta di accreditamento presso l’Azienda Sociale del Cremonese, quale Capofila dell’Ambito Distrettuale di Cremona.

La procedura di accreditamento prende avvio dalla data di presentazione della domanda, redatta su apposito modulo e corredata dalla documentazione richiesta, e si conclude con il provvedimento di iscrizione all’Albo dei soggetti accreditati.

I soggetti pubblici e privati, profit e non profit, in possesso dei requisiti richiesti, possono presentare domanda di accreditamento, a partire dal 31 gennaio 2011 e sino alle ore 12 del giorno 18 febbraio 2011 , indirizzandola in busta chiusa e in bollo, fatte salve le esenzioni di legge, a “Azienda Sociale del Cremonese” e presentandola presso il Protocollo dell’Azienda Sociale del Cremonese, a mezzo raccomandata postale o tramite consegna a mano (orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 12.00), con l’indicazione a retro della organizzazione mittente, e recante ad oggetto “Istanza di accreditamento S.A.D.”,  secondo le modalità di seguito precisate.

Il termine del 18 febbraio 2011 deve intendersi termine perentorio anche per le istanze che perverranno tramite posta.

 

Si invita a scaricare tutti i documenti allegati alla presente comunicazione.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Ettore Vittorio Uccellini


da: ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona.


Incontri per i familiari di malati di Alzheimer, a cura dei Donatori del tempo di Como

Incontri per i familiari di malati di Alzheimer

Ciclo di incontri collettivi 2011 di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da mercoledì 9 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, al Centro Diurno Comunale  a Como, in Via Volta, 83 (sede Università Popolare ).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.


ELENCO DATE INCONTRI COLLETTIVI 2011

 

 

LUOGO = COMO ,VIA VOLTA, 83 – C. DIURNO COMUNALE ( sede Universita’ Popolare )

 

ORARIO = MERCOLEDI , DALLE ORE 18.00 ALLE 19.30 ca.

 

DATE RELATORI

 

09.02 Dottoressa Luciana Quaia , psicologa (consulente C.D.T.)

16.02 Dott.Leonardo Sacco, neurologo ( resp. U.V.A. Osp.S.Anna )

23.02 Dottoressa Luciana Quaia

02.03 Chiara Salza , arteterapeuta ( resp. Laboratori di arteterapia del C.D.T.)

09.03 Dottoressa Luciana Quaia

16.03 Dott.Orsenigo , psicologo ( resp. Servizio Anziani – A.S.L. di Como )

23.03 Dottoressa Luciana Quaia

30.03 Dottoressa Luciana Quaia

06.04 Proiezione Video Film sull’Alzheimer , con discussione (*)

13.04 Dottoressa Luciana Quaia

***

Durante o alla fine del ciclo verra’ organizzato un pomeriggio per incontri individuali su appuntamento con la Dottoressa Anna Cardinali – Avvocato, e con la Dottoressa Lilia Farias – dietologa.

***

(*) Nota : Per poter avere il tempo minimo necessario per la discussione con la Dottoressa Quaia dopo la visione del film, raccomandiamo ai partecipanti al ciclo, di anticipare il loro arrivo in Via Volta,83 eccezionalmente alle ore 17.45.


“La tutela dei diritti dei minori in Europa – Regolamenti comunitari e cenni di diritto sostanziale degli stati membri, Milano, 7 febbraio, a partire dalle 9

Si terrà lunedì 7 febbraio, a partire dalle 9, l’atteso convegno promosso dalla Provincia di Milano e dall’assessorato alle Politiche sociali sul tema “La tutela dei diritti dei minori in Europa – Regolamenti comunitari e cenni di diritto sostanziale degli stati membri”.

Un evento di spessore internazionale che riunirà presso la sede del Consiglio provinciale alcuni dei maggiori esperti in materia.

Aprirà i lavori il presidente della Provincia, on. Guido Podestà.

“Per comprendere l’attenzione e la costante richiesta di chiarimenti sul tema – spiega Massimo Pagani, assessore provinciale alle Politiche sociali – basti sottolineare che abbiamo ricevuto oltre 700 richieste di accredito, a testimonianza dell’ottimo programma organizzato dai nostri uffici. I recenti fatti di cronaca dimostrano come sia delicata la materia, quando lo spostamento di un adulto coinvolge anche i suoi figli, bambini e adolescenti che  inevitabilmente perdono il rapporto quotidiano con l’altro genitore. Le conseguenze di tali, legittimi o illegittimi, trasferimenti dei genitori sulla qualità della vita e sulle relazioni dei figli appaiono sulle cronache di tutti i giornali e dividono l’opinione pubblica. Anche da qui prende le mosse l’idea di questa giornata di studio” .

L’evento è organizzato in collaborazione con la Camera minorile di Milano e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Magistrati Minori e Famiglia, l’Ordine degli Avvocati di Milano e L’Unione delle Camere Minorili italiane.

La giornata di studio si propone come obiettivo di approfondire la conoscenza della vigente normativa europea in materia di diritto di famiglia – quella che si pone nel solco della cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri – ed in particolare quella riguardante i provvedimenti inerenti i figli minori ed i crediti alimentari.

Nel pomeriggio sarà invece illustrata la normativa interna, sempre in tema di potestà genitoriale, di alcuni Stati membri, come la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Saranno presenti relatori internazionali che si confronteranno con gli esperti italiani.

L’esigenza, per chi opera nel settore, avvocati, magistrati ma anche responsabili dei servizi e delle politiche per la famiglia di confrontarsi con tali problematiche è  ormai  avvertita come improcrastinabile .

 

PER SCARICARE IL  PROGRAMMA:

http://www.provincia.milano.it/export/sites/default/affari_sociali/Allegati/sp_tutelaminori7feb2011progr.pdf

 


Dal Consiglio di Stato via libera alla compartecipazione familiare ::..

La sentenza del Consiglio di Stato recita: “E’ fuori discussione che occorre tenere presente la situazione reddituale complessiva del nucleo famigliare, e non solo quella del soggetto svantaggiato, essendo evidente il concorso del reddito complessivo del nucleo in parola per la sussistenza del soggetto in parola, mentre la compartecipazione del Comune (per l’assistenza al concorso del reddito) e della Regione (per le necessità sanitarie) è vicenda che trova conforto nella ripartizione degli interventi e non può pensarsi che nella specie si verta esclusivamente in ambiti di assistenza sanitaria, la quale ha solo riferimento a questioni che attengono alla salute del soggetto e non anche e non soltanto alle sue condizioni economiche”.
Anci Lombardia ha condotto a nome dei Comuni lombardi una battaglia per garantire ai cittadini non autosufficienti il diritto all’assistenza, con particolare attenzione nei riguardi di quegli utenti le cui famiglie non sono in grado di sostenerne le spese.
Quello della compartecipazione Isee e del quoziente familiare alle spese di assistenza – continua Fontana - è infatti un punto fondamentale di difesa dell’uguaglianza sociale tra i cittadini, da perseguire con particolare decisione in un momento in cui le risorse economiche a disposizione dei comuni sono sempre più scarse”.
(Il Fondo nazionale per le politiche sociali assegnato agli ambiti che nel 2009 ammontava a 518,226 milioni e nel 2010 a 380,22 milioni e’ stato ridotto a 270 milioni di euro; il Fondo per le politiche è passato da 100 a 52 milioni di euro e non risultano più fondi per l’autosufficienza, che nel 2009 e nel 2010 ammontavano a 400 milioni di euro. Nel complesso, i Comuni dovranno fare fronte a tagli per 1,5 miliardi di euro nel 2011 e 2,5 miliardi dal 2012).
“A fronte di stanziamenti che si assottigliano – prosegue il Presidente di ANCI Lombardia – l’unica soluzione equa da un punto di vista sociale è quella di chiamare le famiglie che se lo possono permettere a compartecipare alla spesa di assistenza del loro congiunto. Solo in questo modo i fondi dei Comuni saranno sufficienti per garantire assistenza gratuita a quegli utenti che non hanno alle spalle la sicurezza economica di famiglie agiate”.
“Alla luce di questo orientamento e partendo dal dato di fatto che il reddito famigliare è applicato agli altri servizi a valenza sociale erogati dai Comuni, in modo da garantire a tutti un servizio di qualità a un prezzo equo– conclude Fontana – ci aspettiamo che i legislatori nazionali e regionali intervengano a dirimere questa questione nella direzione del riconoscimento della compartecipazione delle famiglie che se lo possono permettere alle spese di assistenza” .

ANCI Lombardia – Dal Consiglio di Stato via libera alla compartecipazione familiare ::...


Questionari sui fabbisogni standard

Secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n. 216/2010 il processo di determinazione dei fabbisogni standard prenderà avvio concretamente con la raccolta dei dati di natura organizzativa, contabile e strutturale e delle informazioni connesse alle funzioni fondamentali di Comuni e Province.
Le norme prevedono che questa attività di raccolta sia svolta per blocchi di funzioni nell’arco del triennio 2011-2013. Nel corso del 2011, ovvero del primo anno di lavoro, verranno censiti, per i Comuni, dati e informazioni riguardanti la funzione e i servizi di Polizia municipale (febbraio-marzo) e successivamente, nell’arco dell’anno, i dati e le informazioni relative alle funzioni generali di amministrazione (comprensive dei servizi demografici e dei servizi tributi) e alle funzioni e ai servizi di governo del territorio (urbanistica, edilizia privata, ambiente).
Questi dati verranno reperiti attraverso la lettura delle banche dati ufficiali (ISTAT, Ministero degli Interni, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzie fiscali statali, ecc.) e attraverso l’interrogazione diretta di tutti i comuni delle 15 regioni a statuto ordinario. Quest’interrogazione avverrà per il tramite di appositi questionari predisposti da SOSE s.p.a. (la struttura che per conto del Ministero dell’Economia e della Banca d’Italia elabora gli studi di settore per le imprese e le professioni) con la collaborazione scientifica di IFEL (Istituto per la Finanza degli Enti Locali).
Il primo questionario (quello sulla Polizia Municipale) sarà disponibile per la compilazione su apposito portale a partire da lunedì 31 GENNAIO 2011.
Da quel giorno il Comune dovrà connettersi al portale e compilare integralmente i questionari esclusivamente per via telematica entro e non oltre 60 giorni dalla loro pubblicazione (dunque per la Polizia Municipale entro e non oltre il 31 MARZO) facendoli sottoscrivere sia dal legale rappresentante che dal responsabile finanziario, pena il blocco dei trasferimenti erariali previsti a qualunque titolo.
Sappiamo che si tratta di un’ulteriore incombenza per i Comuni ma la compilazione corretta dei questionari è decisiva per riuscire a determinare i fabbisogni standard che saranno coperti dalle risorse economiche nel processo del federalismo fiscale. E’ un passaggio quindi decisivo per i Comuni.

ANCI Lombardia – In arrivo i questionari sui fabbisogni standard ::...


Il Consiglio dei Ministri approva federalismo municipale

Dopo il mancato parere della Commissione bicamerale sul federalismo fiscale, il governo ha approvato nella serata di ieri, in via definitiva, un nuovo decreto legislativo sul federalismo municipale. La scelta dell’Esecutivo si appoggia sulle previsioni della legge delega sul federalismo, che prevede comunque la possibilità di adottare i decreti legislativi nel momento in cui scadano i termini per l’espressione dei pareri.
Lo stop al via libera sul fisco municipale, ieri, era stato determinato proprio dal pareggio alla Bicamerale, nonostante la Commissione Bilancio del Senato avesse già espresso, nella stessa giornata, parere favorevole. E, pochi minuti dopo il varo del decreto, il ministero dell’Economia faceva riferimento proprio all’ok della Commissione bilancio per spiegare la scelta del governo di procedere immediatamente.
Diverse, invece, le posizioni degli esponenti di maggioranza e opposizione in Bicamerale. Il relatore di maggioranza Enrico La Loggia sostiene che il federalismo municipale può andare avanti invocando appunto le previsioni della legge delega e interpretando il pareggio in Commissione come un mancato parere. Secondo il Pd, invece, il governo avrebbe dovuto fermarsi per riprendere la discussione sul tema in un secondo momento. Api e Fli auspicavano invece un ritorno al testo originario.

..:: ANCI Lombardia – Consiglio dei Ministri approva federalismo municipale ::...


L’attuazione del federalismo fiscale in Italia, Tavola rotonda 7 febbraio 2011, Milano

Tavola Rotonda

L’attuazione del federalismo fiscale in Italia.

Quali prospettive?


che si svolgera’

Lunedi’ 7 febbraio 2011, ore 10.00

presso l’Universita’ degli Studi di Milano,
Facolta’ di Scienze Politiche
Sala lauree
via Conservatorio, 7 – Milano


Programma


Presidenza

Antonio Padoa Schioppa
Presidente del Centro Studi sul Federalismo
Universita’ degli Studi di Milano

Relatori


Paola Bilancia
Universita’ degli Studi di Milano
Membro del Consiglio del Centro Studi sul Federalismo

Massimo Bordignon
Universita’ cattolica del Sacro Cuore – Milano

Dino Piero Giarda
Universita’ cattolica del Sacro Cuore – Milano

Alberto Majocchi
Universita’ degli Studi di Pavia
Membro del Consiglio del Centro Studi sul Federalismo



Discussione

(La conclusione dei lavori e’ prevista per le ore 12.30)

 

A chi fosse interessato a partecipare e non avesse ancora inviato la propria adesione, preghiamo di dare conferma ai seguenti recapiti:

Centro Studi sul Federalismo, Via Real Collegio 30, 10024 Moncalieri (TO)
Tel. 011.6705024 – Fax 011.6705081 – E-mail:
info@csfederalismo.it


I pensionati: note sul loro peso sociale ed economico, Fondazione Nord Est

I pensionati: note sul loro peso sociale ed economico

Il quadro nordestino di base: il rapporto tra pensionati e popolazione è superiore a quello italiano. Ma è più favorevole (o meno sfavorevole) il rapporto tra pensionati e occupati e tra spesa pensionistica e pil.

da: Fondazione Nord Est – A10. I pensionati: note sul loro peso sociale ed economico.


Hans Magnus Enzensberger, I perdenti radicali, scheda di Paolo Ferrario, ripubblicata da Tracce e sentieri del 3 febbraio 2007

(ANSA) – COPENAGHEN, 4 FEB – E’ stato condannato a 9 anni di carcere il somalo Mohammed Geele, colpevole di terrorismo e di tentato omicidio nei confronti del disegnatore danese Kurt Westergaard, autore di alcune caricature sul profeta Maometto. Geele e’ stato condannato anche al risarcimento di danni per 10.000 corone (1.300 euro circa). Le 12 caricature di Maometto comparvero sul quotidiano conservatore danese Jyllands-Posten nel 2005, suscitando un’ondata di rabbia nel mondo musulmano

in relazione a questa notizia ripubblico una mia scheda bibliografica di qualche anno fa  (3 febbraio 2007)

paolo ferrario

Hans Magnus Enzensberger, I perdenti radicali, scheda di Paolo Ferrario

Hans Magnus Enzensberger (1928) è un intellettuale tedesco che un tempo si sarebbe definito engagé, “impegnato”. Negli anni ’50 e ’60 questa era l’attribuzione che si dava ai filosofi e letterati che, sotto l’ombrello protettivo del comunismo sovietico, si impegnavano – per l’appunto – a favorire la rivoluzione socialista nei paesi a capitalismo avanzato, dove non si erano create le condizioni per la spallata eversiva, come era capitato in Russia nel 1917.
Enzensberger è stato un punto di riferimento per il movimento studentesco degli anni sessanta e le sue riflessioni si sono concentrate soprattutto sull’industria della comunicazione di massa.
Questo tanto per ricordarmi chi è questo autore. Un uomo “di sinistra”, tanto per capirci. Con una differenza sostanziale: un uomo di sinistra che sa prendere visione delle congiunture storiche, analizzarle e, senza curarsi delle conseguenze, dire cose sgradevolissime anche alla cultura da cui proviene e a cui ha tanto contribuito.
Bene. Enzensberger ha pubblicato Il perdente radicale, Einaudi 2007, p. 73, un libretto da mettere fra i fondamentali di questi anni, naturalmente assieme alla trilogia di Oriana Fallaci. La giornalista fiorentina è stata, quando è andata bene, tacciata di “isterica”, anche in quanto donna. Vedremo quali epiteti patologici saranno riversati sul maschio Enzensberger dopo questo scritto.

Enzensberger fa ruotare la sua analisi attorno alla figura del “perdente radicale”.
Chi è costui?

E’ la persona che ha perso le sfide della vita. Che non sapendo vivere nelle contraddizioni del mondo ha deciso di distruggere a casaccio tutti i viventi, quelli a lui contigui e gli odiati altri. Usando lo strumento semplice dell’assassinio individuale o di massa.
Il perdente radicale è il padre che stermina la sua famiglia, è il vicino di casa che con la moglie accoltella i vicini di casa assieme al bambino di tre anni che piange, è il tifoso che uccide il poliziotto o l’allenatore per una partita di calcio, è il nazista che si stringe attorno a Hitler nel bunker di Berlino negli ultimi giorni della sconfitta del Reich.
Ma, soprattutto, il perdente radicale è il kamikaze islamista che è impegnato (engagé), anche e soprattutto con il suo suicidio, a distruggere un’intera civiltà.
Quando il perdente radicale diventa un problema sociale di ampia portata e criticità?
Quando diventa azione di gruppo e di massa:

Ma che cosa accade quando il perdente radicale supera il suo isolamento, quando si socializza, quando trova una patria dei per­denti, da cui si ripromette non solo com­prensione, ma riconoscimento, un colletti­vo di simili che lo accoglie a braccia aperte e ha bisogno di lui ?

Allora l’energia distruttiva insita in lui si potenzia a mancanza di scrupoli estrema; si crea un amalgama di desiderio di morte e di megalomania, e all’impotenza subentra un catastrofale senso di onnipotenza.

p. 23

E’ chiaro?
Per Enzensberger i fondamentalisti islamici che condannano a morte Salman Rushdie, che sgozzano Theo Van Gogh, che minacciano di morte la deputata Santanchè che difende i diritti delle donne arabe, che si avvicinano pericolosamente al tavolo dove sta parlando Magdi Allam, che vogliono impedire che nelle sale cinematografiche si proietti il film “Il mercante di pietre” di
Renzo Martinelli ecc. sono dei perdenti radicali. Credo che questo debba essere chiaro, anche perché per Antonio Negri, per gli stilisti del comunismo della rivista Il Manifesto, per il senatore Diliberto, ecc. questi stessi soggetti sono la massa che ha sempre ragione e che può preparare la nuova spallata rivoluzionaria per la “presa del potere”.
Enzensberger è un intellettuale che si documenta. Che studia. Che pensa. E quindi argomenta a fondo il tema. Ritenendolo cruciale. Forse solo un tedesco, che ha sulla propria coscienza storica l’hitlerismo, può essere ancora più avvertito del fetore nazista che emana la politica del fondamentalismo islamico.
Per riassumerne il pensiero parto dalle ragionevoli ma preoccupanti conclusioni, che parlano di anni duri a venire (intendo per chi dovrà prendere treni alle stazioni, per chi farà satire con i disegni, per chi oserà criticarli sui giornali, per chi farà film o documentari) :

Il progetto dei perdenti radicali consiste – come attualmente in Iraq e in Afghani­stan – nell’organizzare il suicidio di una in­tera civiltà. Che riescano a universalizzare e perpetuare senza limiti il loro culto della morte non è probabile. I loro attentati rap­presentano un permanente rischio latente, come le quotidiane morti sulle strade, alle quali ci siamo abituati. Con essi una società globale che dipende dai carburanti fossili e che produce in continuazione nuovi per­denti dovrà convivere.

Pag. 73

I passaggi della sua argomentazione sono un capolavoro di analisi culturale e storica.

Primo argomento: la civiltà araba ha perso la sfida dello sviluppo tecnico e scientifico:

A partire dal xv secolo i giuristi islamici hanno sabotato l’in­troduzione del torchio tipografico, richia­mandosi a un dogma fondamentale, secon­do il quale nessun altro libro è lecito oltre il Corano. Solo con tre secoli di ritardo potè essere fondata la prima tipografia in grado di produrre libri con i caratteri arabi. Le conseguenze per la scienza e la tecnica di quei paesi si avvertono ancora oggi. Negli ultimi quattro secoli gli arabi non hanno prodotto alcuna invenzione degna di rilie­vo …
… I deficit del sapere ebbero vistose con­seguenze per la civiltà araba. Già nel Cin­quecento gli europei, grazie alla loro supe­riorità tecnica, sbaragliarono le flotte ara­be, con pesanti conseguenze per il dominio sui mari e per i traffici di lungo corso. An­che l’infrastruttura dei paesi arabi rimase fino all’Ottocento a livello medievale. In­torno al 1800 nell’Oriente arabo pratica­mente non esistevano strade o veicoli con le ruote. Le vie di comunicazione, le navi a vapore, le ferrovie, le forniture d’acqua potabile, di corrente elettrica e di gas, i porti, i ponti, gli impianti telegrafici e te­lefonici e i mezzi pubblici di trasporto fu­rono realizzati da imprese europee, sfrut­tando la manodopera locale …

p. 41-42

Secondo argomento: la civiltà araba ha perso la sfida della modernizzazione(sviluppo economico integrato, diritti di cittadinanza, istruzione, , salute, qualità della vita):

Og­getto dell’indagine i ventidue stati membri della Lega araba con duecentottanta milio­ni di abitanti …  lo Human Development Index che tiene conto di para­metri quali l’attesa di vita, l’istruzione sco­lastica, il reddito pro capite e il grado di al­fabetizzazione. In particolare si affrontano quattro questioni: lo stato della libertà po­litica, lo sviluppo economico, l’istruzione e il sapere, la situazione delle donne. In tut­ti questi settori si constatano pesanti defi­cit, e la diagnosi è suffragata da una serie di dati statistici.
Per quanto concerne la li­bertà politica gli stati arabi si situano al­l’ultimo posto nella classifica mondiale, al di sotto persino dell’Africa nera.
Lo stesso vale anche per l’economia. Pur benefician­do di enormi proventi derivanti dal petro­lio, i paesi arabi si piazzano soltanto al pe­nultimo posto; solo in Africa la situazione è peggiore.
Per la ricerca e lo sviluppo i pae­si arabi spendono appena lo 0,2 per cento del prodotto interno lordo, ossia un setti­mo della media mondiale. Impressionante è anche l’arretratezza nella trasmissione del sapere. La quota dei libri stampati nei pae­si arabi è pari allo 0,8 per cento della pro­duzione mondiale. La somma delle tradu­zioni da altre lingue pubblicate nel periodo che va dall’epoca del califfo Al-Mamun (813-33) ai giorni nostri, ossia nell’arco di mille e duecento anni, corrisponde a quan­to la Spagna di oggi produce in un solo an­no.
Analoghe chiusure il rapporto registra circa la posizione delle donne nella società. Anche qui il distacco dalle altre parti del mondo è notevole; solo l’Africa nera pre­senta marginalmente indicatori peggiori de­gli stati della Lega araba; così, per esempio, una donna araba su due non sa né leggere né scrivere.

P 37-38

Terzo argomento: la civiltà araba, ripiegata sul suo sacro testo, se la prende innanzitutto con le donne:

il Corano è esplicito. «Gli uomini sono superiori alle donne – si legge nella sura IV, 34 – perché Dio li ha prescelti… E se temete che si ri­bellino, ammonitele, evitatele nel talamo, chiudetele nelle loro stanze e picchiatele. Ma se vi obbediscono, non siate in colle­ra con loro». Queste regole risalgono in­dubbiamente a tradizioni preislamiche. Ma la loro persistenza attuale è rilevabile nel diritto familiare, ereditario e penale della sharia, la quale nella maggior par­te dei paesi arabi rappresenta tuttora il canone fondamentale della legislazione …. le donne sono con­siderate persone di serie b. Questo non ri­sulta soltanto dal diritto divorzistico, ma anche dal fatto che in tribunale la deposi­zione di una donna vale solo la metà di quella di un uomo. In caso di stupro, fino a prova del contrario, la colpa viene attri­buita alla donna; le si imputa di avere ec­citato il maschio con il suo comportamen­to. La violenza nel matrimonio non viene sanzionata. Tuttavia non sarebbe corret­to tacere che il diritto della sharia non vie­ne applicato in modo univoco in tutti i paesi musulmani. Per esempio, il re Mao­metto VI del Marocco negli ultimi anni ha avviato incisivi cambiamenti nel campo del diritto familiare e matrimoniale; in Iran nelle università studiano più donne che uomini; in Turchia la sharia è bandi­ta formalmente; in Palestina e ancor più nel Libano molte donne pretendono i loro diritti politici e professionali. Christine Schirrmacher cita però una sentenza del­la corte di cassazione tunisina, in cui si afferma: «Le percosse e lievi lesioni inflitte dal marito alla moglie fanno parte della na­tura di una normale vita matrimoniale».

p. 47-48

Quarto argomento: la civiltà araba, avendo perso la sfida dello sviluppo tecnico-scientifico e quello dei diritti, se la prende con le civiltà che hanno percorso queste strade:

È del tutto evidente che la totale dipendenza eco­nomica, tecnica e intellettuale dall’«Occi­dente» è difficilmente sopportabile da par­te degli interessati. E non si tratta di una astrazione. Tutto ciò che sostanzia la vita quotidiana nel Maghreb e nel Medio Orien­te, ogni frigorifero, ogni telefono, ogni pre­sa elettrica, ogni cacciavite, senza contare i prodotti della tecnologia avanzata, rappresenta quindi, per ogni arabo in grado di pensare, una tacita umiliazione. accuratamente coltivata. Non aveva un po­tere superno assicurato ai musulmani arabi la supremazia su tutte le altre società ?
«Voi siete la migliore comunità mai sorta tra gli uomini», si legge nel Corano (III, III), il quale prescrive con parole inequivocabili come si debba imporre questa superiorità congenita: «Combattete i detentori della scrittura, quelli che non professano la reli­gione vera [ossia gli ebrei e i cristiani], fino a che non si siano umiliati e non abbiano pagato il loro tributo» (IX, 29).
Poiché que­sto comandamento sta scritto in un testo sacro, esso ha valore assoluto e non è scal­fito da esperienza alcuna.

p. 49-50

Quinto argomento: la civiltà araba e quella di religione musulmana invece di provare a uscire dalle proprie coordinate culturali, rinnovandole ed adattandole ai cambiamenti, reagisce con il vittimismo, il pianto mediterraneo, l’urletto isterico, l’ira lamentosa, l’odio dei mediocri, il ditone alzato a maledire:

questa fede nella propria supremazia ha un fondamento religioso. In secondo luogo collide con la propria evidente debolezza. Questo genera un adontamento narcisistico in cerca di compensazione. Perciò attri­buzioni di colpa, teorie del complotto e proiezioni di ogni genere caratterizzano il sentire collettivo. Secondo il quale il mon­do esterno ostile mira unicamente all’umi­liazione dei musulmani arabi.
Sicché si reagisce con estrema permalosità a ogni offesa presunta o reale …
A rimetterci le penne nei conflitti che na­scono da questa mentalità è l’elementare principio della reciprocità. Così, ad esem­pio, esistono due sensibilità assolutamente incomparabili tra loro: la propria e quella degli altri. Ferire quella degli infedeli è un esercizio quotidiano. (Del resto già questa definizione fa riflettere; evidentemente al­tre religioni, diverse dall’islam, non credo­no a qualcos’altro, bensì a nulla). Offende­re chi la pensa diversamente fa parte del re­pertorio standard dei media islamici. Quan­do mostrano Ariel Sharon con un’ascia a forma di svastica mentre macella bambini palestinesi, la cosa è normale; per conver­so il mondo arabo si sente offeso, se qual­che caricaturista lo prende in giro. La costruzione dì moschee in tutto il mondo è pretesa come un diritto inalienabile; la co­struzione dì chiese cristiane in molti paesi arabi è impensabile. La propaganda della fe­de musulmana è un dovere sacro, la missio­ne di altre religioni un crimine. Il semplice possesso di una Bibbia viene penalmente perseguito nell’Arabia Saudita. Un califfo autonominatosi tale si scaglia contro la pro­pria espulsione in quanto lesiva dei diritti dell’uomo. Laddove l’incitamento ad am­mazzare un romanziere apostata è approva­to da molti musulmani. Slogan del tipo «morte agli infedeli (agli americani, ai da­nesi, ai tedeschi, ecc.)» sono considerati una forma legittima di protesta, per la quale tut­ti devono mostrare comprensione. Con l’a­ria dell’innocenza bistrattata predicatori dell’odio pretendono la libertà di opinione, la cui eliminazione è il loro scopo dichiara­to. La disintegrazione al tritolo delle statue di Buddha a Bamiyan è stata considerata in Afghanistan un atto di devozione; di rea­zioni violente in Thailandia o in Giappone non è giunta notizia. Ma non appena si pro­spetta la proiezione di un film che critica i costumi islamici, la plebaglia si schiera compatta e fioccano le minacce di morte. Si chiede a gran voce rispetto, ma lo si nega agli altri.

p. 53-54

Sesto argomento: i più invidiosi e pericolosi sono i gruppi sociali “colti”, quelli che hanno studiato nelle scuole occidentali, quelli con più reddito, quelli che hanno assaporato i benefici del benessere:

Tutte le spiegazioni che si rifanno preci­puamente alla situazione sociale degli ese­cutori sono monche. Non solo i mandanti e gli ideologi del terrore provengono quasi sempre da famiglie influenti e benestanti. Anche tra gli esecutori i poveri sono sotto­rappresentati. Il Foreign Policy Research Institute statunitense ha pubblicato una delle poche analisi specifiche sull’apparte­nenza di classe, naturalmente senza pro­nunciare una parola cosi sospetta. Su quat­trocento noti militanti di Al Qaeda il 63 per cento vantava un diploma di maturità, i tre quarti provenivano dalla classe superiore o media; altrettanti si situavano a livello uni­versitario, come professori, ingegneri, ar­chitetti ed esperti di vario genere

p. 61

Settimo argomento: avendo perso tutte le sfide della modernità il perdente radicale ho solo la risorsa del suicidio espressivo e quello della morte di tutti gli altri:

La forma più pura del terrorismo islami­co è l’attentato suicida. Sul perdente radi­cale essa esercita un’attrazione irresistibi­le, perché gli consente di sfogare le sue fan­tasie megalomaniache e insieme l’odio ver­so se stesso. Infatti la viltà è l’ultima cosa che gli si possa imputare. Il coraggio che lo contraddistingue è il coraggio della dispe­razione. Il suo trionfo sta nel fatto che il perdente radicale è inattaccabile e non può essere punito: a questo provvede da sé. L’e­stinzione non solo di altri, ma anche di se stesso, è la sua soddisfazione estrema, un desiderio espresso molto chiaramente nel videoproclama di Al Qaeda dopo l’attenta­to madrileno del marzo 2004: «Voi amate la vita, noi amiamo la morte ed è per que­sto che vinceremo».

p. 64-65

Questi, in rapida sequenza, le informazioni e gli argomenti di Enzensberger.

C’è qualche soluzione all’orizzonte?
Davanti all’attacco dei perdenti radicali il mio è un pessimismo radicale.
Spero solo di scampare a qualche coltellata, ai veleni introdotti nell’acquedotto (ah: come siamo fragili nelle nostre connessioni!), alla bomba della metropolitana.
La situazione è tanto più tragica in quanto la dislocazione delle forze in campo è questa:

terr

Vedo, tuttavia, che alla faccia dei cattolici devoti e degli atei devoti sostenitori della sacra famiglia, qualcosa sta succedendo nei talami nuziali: non si fanno più figli o almeno diminuiscono i figli.
E’ una specie di sprazzo di responsabilità: quello di evitare alle generazioni dei prossimi 50 anni qualche problema, come gli effetti delle deglaciazioni e il medioevo prossimo venturo dei perdenti radicali.

Paolo Ferrario, 7 febbraio 2007

da: Hans Magnus Enzensberger, I perdenti radicali | Tracce e Sentieri.


Massimo Cacciari, “Il berlusconismo, depurato da tutte gli evidenti “disturbi” di ordine psicologico che caratterizzano chi lo incarna, rappresenta la fase estrema di un processo generale di de-responsabilizzazione dell’agire politico…

Tutto sommato potremmo dire che dalla vera tragedia della fine della prima Repubblica siamo giunti alla farsa-pochade che conclude la mai nata seconda, e così consolarci. Per apprezzare il “salto d’epoca” basterebbe paragonare il discorso in Parlamento di Craxi alle auto-difese televisive di Berlusconi. Non c’entra nulla. Appunto. Lì un politico di razza, nel bene e nel male, che denuncia una crisi di sistema e, indirettamente, si appella ad un generale discorso “di verità”, che avrebbe forse anche potuto aprire una nuova fase della Repubblica; oggi un privato, che vuole giustificare vizi privati, e che con ogni mezzo difende affari e interessi soltanto suoi. Lì partiti, organizzazioni di massa, radicati nella vita e nella storia del Paese, che vivevano la propria catastrofe nel destino dei loro leader; oggi una moltitudine di cortigiani, favoriti, cooptati che non possono (ancora) abbandonare il padrone per quanta voglia ne abbiano, e che trasformano il Parlamento non, come si diceva una volta, nell’anticamera dei partiti, ma nell’alcova di Arcore.

E tuttavia temo che le squallide vicende che siamo costretti a vivere abbiano un significato per certi aspetti ancora più drammatico di quelle di allora. Sarebbe forse utile alzare lo sguardo per coglierlo. So che è difficile farlo quando attraversi un pantano, o qualcosa di peggio. So che si corre il rischio di passare per quelli che vogliono parlar d’altro. Ma bisogna anche scommettere che questo Paese saprà tornare a ragionare di politica e sul proprio futuro.
Il berlusconismo, depurato da tutte gli evidenti “disturbi” di ordine psicologico che caratterizzano chi lo incarna, rappresenta la fase estrema di un processo generale di de-responsabilizzazione dell’agire politico. Il principio di responsabilità implica il “primato” dell’analisi, della definizione razionale di obiettivi e programmi, che si ritengono rispondenti, appunto, all’interesse comune, sulla base di trasparenti “calcoli” costi-benefici, e la messa tra parentesi di ogni altra finalità.
Ma questo modello è in radicale crisi da molto tempo. E di questa crisi il berlusconismo è un prodotto, non certo la causa. Le sue ragioni sono diverse, ma tutte radicate nell’attuale sistema: dalla formazione di blocchi economico-politici, dentro i quali è inevitabile collocarsi se si vuol competere sul mercato politico, alla fisiologica auto-referenzialità dei grandi apparati tecnocratici, dall’organizzazione della stessa ricerca, all’economia e alla finanza globali.

Di fronte a queste potenze, quella dell’agire politico tradizionale decade di minuto in minuto. E in proporzione diretta si accresce la funzione dell’annuncio, della promessa, della ricerca a breve del consenso, che può essere garantita solo dal possesso di importanti mezzi di informazione e manipolazione dell’opinione pubblica. L’immaginazione va allora “al potere”.
Il politico de-responsabilizzato non produce più né analisi, né programmi, e neppure utopie, ma narrazioni fantastiche, “spettacoli”, “irresponsabili” per natura. Non si tratta di “bugie”, ma di invenzioni. La scena ha realmente sostituito la realtà. Il mondo si è trasformato davvero in “volontà e rappresentazione”. Chi ne è più intimamente convinto, saprà essere anche il più convincente nel trasmetterne l’immagine. Nessun “piano”, nessun complotto, nessun “grande fratello” a dirigere la partita. Si tratta di processi intimamente connessi a questa fase del mondo occidentale e dei regimi democratici. È in gioco lo stesso principio della rappresentanza, poiché l’eliminazione di ogni “principio di realtà” ha come conseguenza logica l’idea di una “simbiosi” tra il politico e il suo rappresentato – idea che sta al fondamento di ogni demagogia e di ogni populismo.
Il potere politico tende allora a farsi immanente alla vita dell’individuo. Come il sistema produttivo è anzitutto produzione dello stesso consumo, così l’agire politico si fa mera produzione di consenso. Ogni altra finalità tramonta. Berlusconi, a modo suo, interpreta questo drammatico passaggio. Non ne è né inventore, né regista, ma piuttosto il perfetto burattino – quello ontologicamente legato alla sua scena, incapace anche solo di concepirsi fuori di essa.

Qualunque sia la parte che è chiamato a recitarvi (e infatti le vorrebbe tutte per sé), per lui si tratta di vita, non di finzione. I costumi degli italiani erano forse i più disposti al mondo a condividere questo processo di de-responsabilizzazione dell’agire politico. Anche per questo non sarà affatto né semplice né breve risalire la china. E non raccontiamoci che basterà pensionare il signore di Arcore.

da: Una realtà inventata – L’espresso.


Fabio Ferrucci, Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità

Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità
Autori e curatori: Fabio Ferrucci
Collana: Sociologia, cambiamento e politica sociale – Ricerche
Argomenti: Politiche e servizi sociali
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 272,     1a edizione  2010  (Cod.1534.2.24)
Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834833
Tipologia: E-book
Prezzo: € 24,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842203
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve I risultati di una ricerca che aveva come obiettivo quello di verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore sono in grado di generare capitale sociale. In particolare, sono analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni comunitarie della Lombardia.
Presentazione
del volume:
Le fondazioni di comunità sono una novità nel panorama delle forme organizzative del terzo settore italiano. Nate da un progetto avviato nella seconda metà degli anni ’90 in Lombardia, con la finalità di promuovere la cultura del dono, esse si stanno diffondendo anche in altre regioni. La loro peculiarità consiste nel coniugare la creazione di vari tipi di fondi (patrimoniali e non) con erogazioni finalizzate a sostenere l’azione del terzo settore, a livello locale, in una pluralità di ambiti. E stanno già concorrendo allo sviluppo di una forte società civile basata sui principi della solidarietà e della sussidiarietà. Quale ruolo potrebbero però svolgere le fondazioni di comunità nella transizione a più innovative configurazioni di welfare?
Il volume, dopo un ampio inquadramento teorico del fenomeno, presenta i risultati di una ricerca esplorativa volta a verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore generano capitale sociale. Sono in particolare analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni di comunità lombarde. L’indagine, effettuata con una metodologia qualitativa, mette in luce le dinamiche soggettive e strutturali che condizionano le interazioni da cui dipendono la generazione e la valorizzazione del capitale sociale nelle sue forme bonding e bridging.
I risultati mostrano come né la creazione di un network formalizzato di collaborazione fra partner né l’efficacia e/o l’efficienza dimostrata dalle partnership nel conseguire i propri obiettivi comporti di per sé l’emergere del capitale sociale. I processi che lo generano necessitano di una specifica intenzionalità dei partner orientata a valorizzarne le relazioni reciproche.
Oltre che agli studiosi, il testo è rivolto a quanti operano nelle fondazioni di comunità e nell’ambito delle partnership sociali.

Fabio Ferrucci insegna Sociologia dei processi culturali presso l’Università del Molise. Ha partecipato a diverse ricerche nazionali sulle culture del terzo settore e sul capitale sociale, occupandosi principalmente del ruolo delle fondazioni. Tra i suoi saggi più recenti sull’argomentoLe fondazioni comunitarie in Italia (2006) e La promozione del welfare societario a livello locale: il ruolo delle fondazioni comunitarie (2008).

Indice
Introduzione
Welfare societario e nuove forme di solidarietà: scenari e attori dell’incerta transizione
(Gestire le differenze: nuove sfide e vecchi modelli di welfare; Forme plurali della solidarietà: la prospettiva del welfare societario; “Sono forse io il custode di mio fratello?”. Il welfare societario in cerca di attori; Ripartire dalla comunità nell’epoca della modernizzazione riflessiva?; Terzo settore e welfare societario in Italia; Dall’homo civicus all’homo reciprocus; Lo scenario attuale e l’ipotesi di fondo della ricerca)
Le fondazioni di comunità: nuovi attori del welfare locale
(La diffusione delle fondazioni di comunità in Italia; Mission, funzioni e pratiche operative delle fondazioni di comunità; Quale ruolo per le fondazioni di comunità?; Fondazioni di comunità e capitale sociale; Le fondazioni di comunità come intermediari fiduciari; “Attrattori strani”. Fondazioni di comunità e cultura del dono)
Partnership e capitale sociale: i concetti e il disegno della ricerca
(Le ipotesi guida della ricerca; La partnership: da espediente retorico a oggetto di studio; Tra network e organizzazione: come definire una partnership?; La partnership come soggetto generativo di capitale sociale; La metodologia della ricerca e i suoi limiti)
Una partnership sociale “incompiuta”: la Sovvenzione Globale CRES
(Presentazione del caso; La genesi della partnership sociale CRES e la sua fase iniziale; La fase di sviluppo della partnership sociale; Un bilancio della partnership sociale CRES; Un’ipotesi interpretativa)
La partnership sociale Intessere: dal “walking together” al “working together”
(Presentazione del caso; La genesi della partnership e la sua fase iniziale; L’implementazione della PS Intessere e la generazione di capitale sociale; La fase attuale e l’impatto della PS sulla comunità locale; Un’ipotesi interpretativa)
Conclusioni. Nuove prospettive di azione per le fondazioni di comunità: tra cultura del dono e cultura associazionale
Appendice
Bibliografia di riferimento

da: Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità.


A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori, Autori e curatori: Associazione Progetto Famiglia , Fondazione Affido , Gesco , Marco Giordano , Mariano Iavarone ,Carolina Rossi Contributi: Dora Artico, Elena Carotenuto, Paola Cuccurullo, Franca Dente, Marianna Giordano, Gennaro Izzo, Carmela Memoli, Francesca Russo, Leopoldo Spinosa, Mario Terracciano, Donatella Volpe

A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori
Autori e curatori: Associazione Progetto Famiglia Fondazione Affido Gesco Marco Giordano Mariano Iavarone ,Carolina Rossi
Contributi: Dora Artico, Elena Carotenuto, Paola Cuccurullo, Franca Dente, Marianna Giordano, Gennaro Izzo, Carmela Memoli, Francesca Russo, Leopoldo Spinosa, Mario Terracciano, Donatella Volpe
Collana: Politiche e servizi sociali
Argomenti: Politiche e servizi socialiInfanzia, adolescenza
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 256,     1a edizione  2011  (Cod.1130.281)
A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833881
Tipologia: E-book
Prezzo: € 21,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842319
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve È possibile promuovere un linguaggio condiviso tra i diversi attori implicati nei percorsi di affido familiare? Partendo da riflessioni generali sul senso della protezione e dell’allontanamento, il testo propone agli operatori un modello di presa in carico incentrato sulla valorizzazione della complementarietà degli approcci, per poter pensare-progettare-fare-valutare quanto si mette in atto in favore di minori che necessitano di esperienze familiari integrative.
Presentazione
del volume:
È possibile promuovere un linguaggio condiviso tra i diversi attori implicati nei percorsi di affido familiare? La “fatica della complessità”, insita nella gestione degli interventi di affido, genera sovente diffidenze e frammentazione: una “babele” in cui si fa fatica a co-progettare e pregiudica la rete di protezione del bambino.
La capacità di governare il progetto di gestione è ciò che determina la qualità di un affido, a partire dalla valutazione preliminare di fattibilità (assessment) e dalla tessitura della rete; essa è la metacompetenza attraverso la quale si attuano, secondo modalità condivise in équipe, i vari interventi specifici. Iniziando con riflessioni generali sul senso della protezione e dell’allontanamento, il testo propone agli operatori un modello di presa in carico incentrato sulla valorizzazione della complementarietà degli approcci per poter pensare-progettare-fare-valutarequanto si mette in atto in favore di bambini che necessitano di esperienze familiari integrative.

Progetto Famiglia (www.progettofamiglia.org) è una federazione di enti no-profit impegnati dal 1991 per la famiglia e i minori. Promuove l’affido familiare in Italia e nell’Europa dell’Est, in collaborazione con enti pubblici, no-profit ed ecclesiastici. Vi aderiscono centinaia di famiglie e volontari, organizzati in numerosi gruppi locali.
Gesco (www.gescosociale.it) è un’agenzia di promozione e sviluppo sociale costituita nel 1991. Riunisce trentaquattro cooperative sociali. Promuove e realizza servizi finalizzati alla qualità della vita ed al superamento del disagio sociale. Con Progetto Famiglia nel 2006 ha promosso la nascita della Fondazione Affido (www.fondazioneaffido.it), con sede a Napoli, per promuovere attività di sensibilizzazione, formazione degli operatori e sperimentazione di interventi innovativi.

Marco Giordano, affidatario, esperto di servizi sociali, vicepresidente della Fondazione Affido, dal 1998 guida la rete di famiglie affidatarie del Progetto Famiglia in Italia e in Ucraina. È coautore di testi sulla solidarietà familiare, tra cui Dove va l’accoglienza familiare dei minori, FrancoAngeli (2009), Costruire reti di vicinanza, Rosso Fisso (2009), Affido: una scelta d’amore, Elledici (2008).
Mariano Iavarone è assistente sociale, consulente familiare e counsellor ad orientamento analitico-transazionale. Membro del Cismai, dal 2000 lavora nel campo dell’affido familiare e del contrasto agli abusi sui minori. Dal 2006 opera nell’équipe Affidi del Progetto Famiglia e dal 2010 è direttore della Fondazione Affido. È animatore di un gruppo di famiglie solidali in provincia di Napoli.
Carolina Rossi è psicologa e psicoterapeuta relazionale ad indirizzo sistemico-familiare, mediatore familiare, esperta in affido familiare. Dal 2002 coordina l’équipe Affidi del Progetto Famiglia. Formatrice di operatori sociali e famiglie affidatarie, coordina la Banca Dati degli affidatari promossa dalla Fondazione Affido. Cura la rubrica Mondo adolescenza sulla rivista “Punto Famiglia”.

Indice:
Franca Dente, Presentazione
Marco Giordano, Mariano Iavarone, Carolina Rossi, Introduzione
Parte I. Orientamenti
Mariano Iavarone, Se non ragioniamo in termini progettuali non stiamo facendo affido
(L’emergenza progettuale; Influenza delle carenze politico-organizzative sul fallimento degli affidi; Il progetto di affido nei riferimenti normativi; Alla ricerca di un significato di senso: a cosa serve un affido?; Alla ricerca di strategie di governance; Tra autoreferenzialità e capacità di affidarsi: chi governa il processo?)
Marco Giordano, L’integrazione tra i servizi affido pubblici e le reti di famiglie affidatarie
(La babele nella rete inter-istituzionale; Una buona base di partenza; Non solo “servizi”. Specificità della rete nell’affidamento; Per parlare la stessa lingua; Uno per tutti e tutti per uno. Le responsabilità reciproche tra servizi ed associazionismo; Pensare il cammino comune; Una rete più promozional-preventiva che specialistico-riparativa; Una rete tra persone; Esigibilità del diritto alla famiglia; Definire le responsabilità per favorire il confronto sui ruoli operativi)
Elena Carotenuto, Mariano Iavarone, La sfida della prospettiva comunitaria per le istituzioni coinvolte nell’affido
(Premessa; Necessità del lavoro di rete aldilà del lavoro in rete; Fare incontrare ed integrare le competenze: il case-management; Implicazioni operative dell’approccio comunitario all’affido; Il ruolo delle istituzioni coinvolte nell’affido familiare)
Marianna Giordano, Il significato dell’allontanamento nel processo di protezione del minore e della “cura sociale” della famiglia di origine
(La protezione del bambino è un tema conflittuale; I significati protettivi della separazione; Le funzioni dell’allontanamento; Il contesto coatto; Tipologie di collocazione fuori dalla famiglia; L’allontanamento ed il progetto di cura; L’équipe)
Mariano Iavarone, Carolina Rossi, L’assessment e lo studio di fattibilità nell’intervento di affido. Implicazioni psicologiche e metodologiche
(La valutazione iniziale dell’intervento è parte integrante del progetto di affido; Tenere conto del carico psicologico e sociale dei principali soggetti in causa; Proteggere la qualità delle relazioni nei processi di affidamento del bambino e nei percorsi di sostegno ed accompagnamento alla famiglia di origine; Lo studio della richiesta di affidamento rapportato alla prognosi di rientro: la valutazione della genitorialità come criterio tecnico di fattibilità di un affido; L’abbinamento minore-famiglia affidataria: ad ogni bambino quale famiglia?)
Marco Giordano, Mariano Iavarone, Francesca Russo, Quando e perché preferire l’affido o la comunità
(Premessa; Le diverse forme di affidamento familiare; Il ruolo delle comunità educative fra bisogno di cura e desiderio di autonomia; Riflessioni per la ricerca di criteri orientativi; Conclusioni)
Parte II. Strumenti
Mariano Iavarone, Stesura del progetto di affido e del provvedimento amministrativo
(Natura contrattuale, fasi e temporaneità del progetto di affido; Il modello di lavoro del Progetto Famiglia-Affido; La fase del pre-abbinamento; La fase dell’abbinamento; La fase del contratto. Elaborazione del piano operativo ed individuazione dei ruoli per la sua realizzazione; La fase di preparazione dei soggetti; La fase di redazione degli atti amministrativi; La fase di accoglienza nella famiglia affidataria; Le verifiche in itinere; La verifica finale e l’inizio del post-affido; Modulistica)
Leopoldo Spinosa, La fase del pre-affido: la preparazione del bambino e l’avvicinamento tra le famiglie
(Chi è il bambino affidato; Tra protezione e senso di colpa: cosa ne sa il bambino del suo allontanamento e chi lo ha deciso?; La preparazione del bambino: “per un periodo avrai due famiglie!”; L’ascolto del bambino: “Almeno li voglio conoscere per vedere se sono buoni o cattivi”; L’avvicinamento tra la famiglia di origine e la famiglia affidataria. La creazione dell’”alleanza per la genitorialità” è sempre possibile?; Il saluto alla famiglia di origine e l’accoglienza nella famiglia affidataria: la preparazione del ponte tra il vecchio conosciuto ed il nuovo sconosciuto; Una buona prassi di avvicinamento)
Carolina Rossi, Mario Terracciano, Ingresso del bambino in famiglia e gestione delle fasi critiche
(La conoscenza dei bisogni del bambino da parte degli affidatari; Il monitoraggio iniziale ed in itinere dell’inserimento; “Io ti guardo, tu mi guardi”: i tempi dell’avvicinamento e della conoscenza. Le prime modalità relazionali del bambino e della famiglia affidataria; Dinamiche relazionali, emozionali e rappresentazioni mentali del sistema familiare di accoglienza; Il sostegno alla famiglia affidataria prima, durante e dopo l’affido)
Dora Artiaco, Marianna Giordano, “Offrire una stella a chi non è nato sotto una buona stella”. Il lavoro con la famiglia di origine durante il progetto di affido
(Premesse teoriche; La letteratura sugli interventi precoci di sostegno alla genitorialità; La letteratura sugli interventi di riparazione della genitorialità; Il lavoro di sostegno alla genitorialità vulnerabile; Tra intervento precoce di sostegno alla genitorialità e tutela del bambino; Il progetto Ce.S.T.A. – Centro Sostegno e Tutela dell’Affido)
Paola Cuccurullo, Gennaro Izzo, Criteri per il monitoraggio e la valutazione in itinere del progetto di affido
(Premessa; Specificità e criticità nella valutazione dell’affido familiare; Possibili dimensioni qualitative, indicatori e strumenti di valutazione… nonché esiti)
Marco Giordano, Mariano Iavarone, Carolina Rossi, La conclusione dell’affido: possibili esiti e proposte operative per evitare affidi mal-trattati
(Il rientro del bambino in famiglia; Le possibili evoluzioni dell’impossibilità del rientro; Il rischio di un facile varco tra affido e adorazione; Affidi “ad esito incerto”. Necessità di potenziare i servizi per la valutazione delle capacità genitoriali e per la valutazione degli affidatari; Ridurre la durata degli affidamenti a rischio giuridico; Promuovere affidi a lungo termine “consapevoli”; Il caso di Andrea. Storia di un affido mal-trattato)
Marco Giordano, Carmela Memoli, La promozione della solidarietà comunitaria quale strumento per la prevenzione primaria del disagio familiare. L’esperienza dell’Associazione Progetto Famiglia-Affido
(Che cosa si fa per le famiglie di origine? Alcuni indicatori; La difficoltà nel rapporto tra la famiglia affidataria e la famiglia di origine; Ripensare l’accoglienza. Non aiutare ma incontrare; Ripensare l’accoglienza. Non fare i “salvatori” ; Ripensare l’accoglienza. Essere “famiglie comunitarie” ; Ripensare l’accoglienza. Essere “famiglie bisognose”)
Donatella Volpe, Riflessioni per nuove sperimentazioni nell’affido familiare
(Come promuovere personalità, potenzialità e talenti: il coaching applicato alla formazione degli affidatari; Il sostegno a partire dalla conoscenza della rete; La forza del gruppo: “come rattoppare il cuore e ricomporre lo spirito”. Gli atelier di formazione permanente per famiglie solidali e affidatarie; “Conosci te stesso”. La famiglia affidataria dotata della più importante caratteristica: l’intelligenza emotiva; “Ai bambini non promettere e ai santi non fare voti”: il laboratorio di intelligenza emotiva dedicato ai grandi assenti; La costruzione del gruppo di lavoro basato sul compito: la facilitazione del lavoro di rete dei Gruppi Integrati di Lavoro Socio Sanitari)
Appendice. Estratto del 2° Rapporto supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia
Bibliografia
Gli autori.

da: A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori.


Pier Giorgio Crosignani, La contraccezione. Quando, perché e come

La contraccezione. Quando, perché e come
Autori e curatori: Pier Giorgio Crosignani
Collana: Self-help
Argomenti: Testi per medici, infermieri, operatori sanitariPrevenzioneDonne, politiche di genereMedicina e prevenzione
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati: pp. 104,     1a edizione  2011  (Cod.1411.63)
La contraccezione. Quando, perché e come
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 14,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833089
Tipologia: E-book
Prezzo: € 11,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842173
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi.
Presentazione
del volume:
A dispetto del largo uso che se ne fa, poco si discute di contraccezione e molti suoi aspetti rimangono ancora in ombra.
Dal “sogno” di Freud che nel 1898 si augurava “…la scoperta di tecniche capaci di elevare a livello di scelta volontaria e responsabile l’atto procreativo, distinguendolo così dall’imperativa urgenza di soddisfare un naturale bisogno”, alla proclamata definizione della “salute riproduttiva” del 1964 da parte delle Nazioni Unite, il mondo ha identificato uno dei cardini di tale salute nella contraccezione.
Eppure:
- nel mondo iniziano ogni anno 200 milioni di gravidanze e per le loro complicazioni mezzo milione di donne perde la vita; di queste, 8 donne ogni ora muoiono a seguito di aborti indotti senza adeguata assistenza.
- universalmente condannata e volutamente ignorata, l’attività sessuale inizia negli adolescenti prima di quanto si pensi e la nuova esperienza trova spesso giovani poco preparati.
Invece:
- negli Stati Uniti una migliore informazione “contraccettiva” fornita tra il 1995 e il 2002 ha ridotto in modo significativo il numero di gravidanze indesiderate nelle adolescenti.
- l’uso prolungato della pillola, come in passato le numerose maternità e i prolungati allattamenti, riduce il numero totale di omlazioni diminuendo in molti casi l’insorgenza di malattie legate al ciclo.

Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi.

Pier Giorgio Crosignani, già professore di Clinica Ginecologica presso l’Università degli studi di Milano, ha coordinato le ricerche CNR sulla contraccezione ed è stato uno dei fondatori della Società Europea di Riproduzione Umana (ESHRE). Attualmente è Deputy Editor di Human Reproduction (Oxford).

Indice:
Prefazione
Quando era ancora un sogno
(Il controllo delle nascite; L’esplosiva crescita della popolazione)
Lo sviluppo di metodi efficaci
(La contraccezione moderna; La contraccezione endouterina; Le alternative alla contraccezione)
Rapporti sessuali più consapevoli
(La riscoperta sessualità e i suoi rischi; Le scelte contraccettive; La contraccezione nell’adolescente; La contraccezione dopo i 40 anni; La contraccezione in donne alle prese con particolari problemi)
La contraccezione ha cambiato il mondo
(Impiego della contraccezione ormonale per curare sintomi e prevenire rischi; I vistosi mutamenti; La salute riproduttiva e i suoi drammatici malanni; Suggerimenti pratici in tema di contraccezione)
Rilievi conclusivi
Bibliografia.

da: La contraccezione. Quando, perché e come.


Università di Milano – Bicocca, Facoltà di sociologia docenze a contratto di Paolo Ferrario

Università di Milano – Bicocca, Facoltà di sociologia

docenze a contratto di Paolo Ferrario

  • Corso di laurea in Servizio sociale: Laboratori di Politiche sociale (ottobre/dicembre 2010: gennaio/marzo 2011)

  • Corso di laurea Progest: Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria (2001/2002; 2002/2003; 2003/2004; 2004/2005; 2006/2007)


Paolo Ferrario

2010/2011

2007/2008

7° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria:

2006/2007

6° ciclo del Corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria:

2005/2006

5° Ciclo del Corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria:

2004/2005

4° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

2003/2004

3° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

2002/2003

2° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

2001/2002

1° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

Corsi analoghi in altre Università

da: Università di Milano-Progest: Diritto amministrativo-Legislazione sociale e sanitaria.


Lua – Venerdì 4 febbraio 2011

Seminari 2011.
Ecco i primi seminari programmati per il 2011. Alla pagina sottostante potete trovare l’elenco completo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=4&id=13&Itemid=36
Le iscrizioni sono aperte basta collegarsi alla pagina on il modulo di iscrizione:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3

I primi seminari di marzo sono:
4 marzo 11 –> Sergio Perdonati –> Immagin-Azione, dalla scrittura al video
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1883&Itemid=36
4 marzo 2011 – Sonia Scarpante – Non avere paura. Scrivere per curarsi
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1790&Itemid=36
11 marzo 2011 – Cristiano Cassani – La parola che parla. Scrivere, dire, convenire (1)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1678&Itemid=36
18 marzo 2011 – Maria Varano – Nuove fiabe autobiografiche: seminario di approfondimento
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1792&Itemid=36
18 marzo 11 – Luisa Mattia – Autobiografia dei bambini. E tu chi sei?
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1793&Itemid=36
Ma altri seminari sono programmati nei mesi successivi.

Formazione –> Report Seminari –> Report del seminario condotto da Pietro Vigorelli – La cura della persona malata di Alzheimer… La restituzione è di Anna Cappelletti
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1926&Itemid=100

Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> Duccio Demetrio – L’interiorità maschile… visto da Andrea Sciffo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1943
Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> 5 libri segnalati da Duccio Demetrio
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1940

Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> Don Andrea Gallo – Loris Mazzetti – Sono venuto per servire, consigliato da Giorgio Macario
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1938

Pubblicazioni –> elettroniche –> Ricordi per posta – a cura di Stefanie Risse (Scaricabile)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1942

Pubblicazioni –> elettroniche –> Conversazioni con una pietra – a cura di Ada Ascari (scaricabile)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1935

Nostos –> Tesi –> Origami. La costruzione dell’identità attraverso la scrittura personalistica – Federica D’Amico
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1931

Progetti e Attività –> Approdo di Ulisse, progetti giunti a buon fine –> Un giorno con mio figlio, progetto realizzato a Brescia da Monica Bertelli e Natalia Fantoni.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1932&Itemid=97

Progetti e Attività –> Corrispondenze: metodologia di sostegno alle persone in lutto –> Articolo sulla “Narrazione Guidata”
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1927&Itemid=99

Accademia del silenzio: continua il successo dell’iniziativa ed è iniziata la segnalazione dei luoghi silenziosi per una mappatura da visualizzare sul sito. In più notizie, testi, commenti da leggere.
http://www.lua.it/accademiasilenzio/

Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=1&id=1
4 febbraio – Anghiari (AR) – Incontri con l’autore
5 febbraio – Caraglio (CN) – Spettacolo teatrale
6 febbraio – Anghiari (AR) – Progetto Zenobia
8 febbraio – Torino – Presentazione libro
9 febbraio – Nago (TN) – Presentazione libro
9 febbraio – Bolzano – L’autobiografia nelle professioni di cura
9 febbraio – Castelverde (CR) – Conversazioni con autori
15 febbraio – Genova – Conversazione con Duccio Demetrio
15 febbraio – - Presentazione libro di D. Demetrio
18 febbraio – Anghiari (AR) – Incontri con l’autore
Anghiari (AR) – Locanda del viandante, Eventi gennaio/marzo
Fino al 22 marzo Incontri con la filosofia a Modena

Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76

Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html


I siti web delle pubbliche amministrazioni: le nuove regole tecnico-legali per comunicare on line – pamalteo@gmail.com – Gmail

Norme tecniche
e giuridiche dopo
le Linee Guida Brunetta
I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Prefazione di A. Cianci,Consigliere del Ministro per
la Pubblica Amministrazione
e l’Innovazione
I SITI WEB
DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Questo nuovo Manuale fornisce il quadro sistematico e aggiornato di tutti gli aspetti di cui occorre tenere conto per migliorare la qualità dei siti web della P.A. e per conseguire benefici in termini di efficienza e trasparenza, senza incorrere nella violazione di obblighi normativi con conseguenti responsabilità e sanzioni.

Razionalizzare i contenuti on line, eliminare i siti obsoleti ed elevare gli standard qualitativi con cui vengono realizzati i siti Internet della PA: attività da svolgere con cognizione di causa, seguendo i criteri tecnico-legali indicati nel volume, indispensabile per definire i livelli di qualità necessari a realizzare un “buon” sito Internet per gli Enti pubblici.

Il volume parte dall’analisi delle “Linee Guida sui siti Web delle P.A.”  per illustrare le disposizioni normative vigenti e fornire gli schemi operativi utili a pianificare operazioni di adeguamento dei contenuti e dei servizi offerti via Internet:

1.

Dal pionierismo alla razionalizzazione. Come cambiano i siti Web pubblici:
› Le esigenze della PA: riduzione dei siti Web e miglioramento di quelli in esercizio.
› Le leggi in materia di siti Web della PA.
› Mancato rispetto delle norme: sanzioni e responsabilità.
› La Direttiva n. 8/2009: destinatari e ambito di applicazione.
› Le Linee Guida e il Vademecum.

2.

Metodologie per lo sviluppo e la gestione di un sito Web della Pubblica Amministrazione:
› Progettare la presenza in Rete: siti istituzionali e siti tematici.
› L’analisi dei fabbisogni.
› I contenuti obbligatori dei siti Web della PA.
› I servizi in Rete.
› I servizi e l’ergonomia/usabilità lato utente: servizi transattivi/interattivi semplici per il cittadino.

3.

La qualità dei servizi e della comunicazione Web:
› Il dominio ”.gov.it”.
› Gestione del processo d’iscrizione al dominio ”.gov.it”.
› Accessibilità tra regole tecniche e best practices.
› Design e usabilità.
› Comunicare eventi, progetti, risultati.

4.
Il back office dei siti Web delle PA:
› La pubblicazione e la gestione dei contenuti con i CMS.
› I sistemi di gestione della conoscenza.
› L’integrazione Internet/Intranet.

5.
La razionalizzazione dei contenuti e la riduzione della spesa:
› Ripensare o rottamare? Come semplificare la comunicazione Web.
› Tecnologie in soccorso per l’auditing, il monitoraggio e la migrazione.

6.
La nuova frontiera dell’interazione on line. Il Web 2.0:
› Orientarsi tra i tool 2.0: wiki, blog, forum, chat. Cosa serve e cosa non serve alla PA.
› Folksonomy, tag cloud e social navigation.

7.
Comunicazione one to one. I servizi redazionali e di comunicazione:
› Le condizioni d’uso dei siti della PA.
› La privacy nei siti della PA.
› Newsletter e content syndacation (RSS).
›  Sondaggi e questionari.

8.
Trasparenza, formati documentali, dati aperti:
› L’operazione trasparenza e i limiti imposti dalla normativa sulla privacy.
› Contenuti tra informazioni obbligatorie, comunicazione e dinamiche Web 2.0.
› Le nuove frontiere: open data government.

»
Appendice:Linee Guida per i siti Web della PA.


E. Belisario, Avvocato, Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici.
G. Cogo, Blogger e consulente per l’innovazione.
R. Scano, Consulente, sviluppatore di norme nazionali, standard e specifiche per il web.

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I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Maggioli Editore • Novità dicembre 2010
• Pagine 262

Cooperare per l’infanzia, guida allo sviluppo dei nidi nel Mezzogiorno

Una guida per lo sviluppo dei nidi e dei servizi integrativi nel Mezzogiorno
COOPERARE PER L'INFANZIA
A cura di A. Morabito,
Direttore Area Promozione
Attiva di Coopfond,
coordina il gruppo di progetto “Nidi e Servizi Integrativi
per l’infanzia”, promosso dall’Osservatorio per il Sud
di Legacoop.
COOPERARE
PER L’INFANZIA
 

 

Adoperarsi per la prima infanzia sviluppando e migliorando i servizi ad essa dedicati, creare condizioni favorevoli di crescita della personalità e della socialità attraverso lo sviluppo di reti relazionali, offrire una risposta globale e integrata ai bisogni di bambini e genitori, sviluppare occupazione, concedere alle donne la possibilità di mantenere la propria e accedere al mercato del lavoro: è fondamentale per una società “vecchia” come la nostra e deve diventare l’obiettivo principale della gestione cooperativa dei servizi capace di rispondere alle esigenze delle famiglie e degli enti pubblici per efficienza e capacità di produrre innovazione organizzativa. 

Questa guida analizza in modo approfondito le legislazioni regionali meridionali e il lavoro svolto da un gruppo di cooperative sociali del sud operanti nell’ambito della prima infanzia, esamina temi e suggerimenti per gestire e sostenere al meglio i servizi esistenti e promuoverne di nuovi.

Rivolto a cooperative, cittadini e pubbliche amministrazioni, il manuale è così organizzato:

1.
NIDI E SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA: INQUADRAMENTO DEL TEMA E ANALISI DEI DATI DISPONIBILI
Carenze strutturali ed evoluzione normativa.
Elementi di criticità nella rappresentazione dell’offerta.
La comparazione dei dati e delle politiche a livello europeo.
I dati sui servizi per la prima infanzia a livello nazionale.

2.
LA RILEVAZIONE COOPFOND SULLE COOPERATIVE DEL MEZZOGIORNO
Definizione del campo di osservazione.
Realizzazione dell’elenco delle cooperative oggetto di rilevazione.
Progettazione dello strumento di rilevazione.
Rilevazione sul campo.
Analisi dei dati. 

3.
STRUTTURA DELL’OFFERTA, PROGETTAZIONE E COSTI DEI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA
La classificazione.
Le caratteristiche.
L’articolazione degli spazi.
Il progetto pedagogico organizzativo.
Modalità di gestione.
Il sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.
Ipotesi di progetto imprenditoriale.
Simulazione di servizi, mix e costi.
Determinazione della retta: considerazioni conclusive. 

4.
FINANZIAMENTI PER I SERVIZI SOCIO EDUCATIVI DESTINATI ALLA PRIMA INFANZIA
Metodologia e fonti di riferimento.
Quadri finanziari generali.
I dossier regionali. 

5.
APPENDICE NORMATIVA
Requisiti strutturali e organizzativi distinti per Regione.
Elenco della normativa statale e regionale. 

Per ricevere subito
COOPERARE PER L’INFANZIA
Maggioli Editore – Novità febbraio 2011
Pagine 244 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6543.X

TERRORISMO ISLAMICO – RADICI STORICHE


LA VERITA’ DEI NUMERI (PIL, DEFICIT, DEBITO): CHI HA GOVERNATO MEGLIO? | Scenari Politici

L’Analisi dei differenziali rispetto alla media Europea e’ senza dubbio il parametro piu’ serio per misurare i dati assoluti, in se’ poco significativi, perche’ indipendenti dal contesto internazionale
Analisi sulla base dei Dati Eurostat di 3 indicatori Chiave.
E’ stato condotto il confronto a partire dal 1995 dei dati relativi a PIL, Deficit Pubblico e Debito Pubblico, confrontando i dati dell’Italia e quelli dell’Europa a 25 (su cui c’e’ la collana di dati completa).
- Totali: tutti gli anni dal 1995 al 2010
- Anni CDX: 50% del 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 50% del 2006, 50% del 2008, 2009, 2010
- Anni CSX: 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 50% del 2001, 50% del 2006, 2007, 50% del 2008
- Ultimo Governo Berlusconi: 50% del 2008, 2009, 2010
PIL – Differenziale Annuo tra Italia e UE-25
Analisi sulla base dei Dati Eurostat.
- Totali: -0,8%
- Anni CDX: -0,9%
- Anni CSX: -0,7%
- Ultimo Governo Berlusconi: -1,0%
l’Italia da inizio anni ’90, ha una crescita pari a circa 8 decimi di punto in meno rispetto alla media Europea; il CSX ha fatto appena meglio del CDX, anche se tutto sommato cambia poco. Anche l’ultimo governo Berlusconi conferma la minor crescita di quasi l’1%. Il problema della “bassa crescita” non e’ MAI stato affrontato da nessun governo negli ultimi 2 decenni.
In sintesi il fatto che il CSX sia piu’ attento alla crescita, e’ nei fatti vero, ma in modo “quasi non rilevabile”, visto il differenziale di risultati.
DEFICIT PUBBLICO – Differenziale Annuo tra Italia e UE-25
Analisi sulla base dei Dati Eurostat.
- Totali: +0,8%
- Anni CDX: +0,3%
- Anni CSX: +1,3%
- Ultimo Governo Berlusconi: -1,1%
L’Italia da inizio anni ’90, ha ridotto il differenziale di Deficit Pubblico con la UE25 a soli 8 decimi di punto medi annui; il CSX ha fatto decisamente peggio del CDX, circa l’1,3% annuo di Deficit in piu’, contro lo 0,3% in piu’ del CDX.  Virtuosissimo l’ultimo governo Berlusconi in cui il Deficit italiano e’ stato minore annualmente dell’1,1% rispetto alla media Europea, facendo diventare l’Italia virtuosa sotto questo parametro rispetto alla media degli spendaccioni partners.
In sintesi il fatto che il CSX ha risanato i conti o e’ stato piu’ virtuoso del CDX e’ palesemente FALSO, e la cosa e’ evidente dai dati. L’ultimo governo Berlusconi ha ottenuto risultati su tale fronte eccellenti ed enormemente migliori di quelli dei governi di CSX o CDX nei 3 lustri precedenti.
DEBITO PUBBLICO – Differenziale Annuo dell’Andamento tra Italia e UE-25
Analisi sulla base dei Dati Eurostat.
- Totali: -0,8%
- Anni CDX: -1,2%
- Anni CSX: -0,4%
- Ultimo Governo Berlusconi: -2,0%
L’Italia da inizio anni ’90, ha ridotto il differenziale di Debito Pubblico con la UE25 di 8 decimi di punto medi all’anno; il CSX ha fatto decisamente peggio del CDX, con appena 4 decimi di punto di riduzione del differenziale, contro i 12 decimi di punto dei governi di CDX, ed addirittura 20 nell’ultimo governo Berlusconi.
L’Italia si sta muovendo nella direzione giusta, perche’ il Debito Pubblico Italiano e’ pari a circa il 3% in meno rispetto a 16 anni fa, mentre quello medio Europeo e’ cresciuto di circa l’11% rispetto al PIL.
In sintesi il fatto che il CSX e’ stato eccellente sul fronte del contenimento del Debito Pubblico (risultante dei dati di Deficit e Privatizzazioni) e’ palesemente FALSO, ed il CDX ha fatto decisamente meglio. L’ortodossia di Tremonti negli ultimi 2 anni e mezzo si e’ tradotta in risultati eccellenti in tale periodo, con una riduzione annua del differenziale di bel il 2% all’anno.

da: LA VERITA’ DEI NUMERI (PIL, DEFICIT, DEBITO): CHI HA GOVERNATO MEGLIO? | Scenari Politici.


Romano Prodi | L’insegnamento di Tommaso Padoa Schioppa ed il suo richiamo alle necessarie virtù collettive, 1 febbraio 2011

Testimonianza del Presidente Romano Prodi all’Università Bocconi:   “Tommaso Padoa-Schioppa Ricordato nella sua Università

Non riesco a parlare al passato di Tommaso Padoa-Schioppa.

Non mi è possibile farlo per l’affetto e l’amicizia che ci hanno da sempre legati. Non mi è possibile perché l’attualità della sua lezione umana e professionale, lo stile della persona e il suo rigore vanno ben oltre i limiti del tempo.

Più volte ho incrociato nella mia vita la sua metodica precisione che, abbinata alla curiosità che solo una mente aperta può avere, ne ha fatto per me un punto di riferimento. Egli è uno degli europeisti più convinti che abbia conosciuto, uno degli economisti più raffinati, uno degli intellettuali più puri.

In questa breve riflessione sugli anni di Governo di  Tommaso Padoa-Schioppa non mi è nemmeno facile separare il ricordo delle nostre conversazioni libere e aperte (a volte arricchite da una certa comune ingenuità) da quello delle lunghe e faticose riunioni nelle quali si cercava di approfondire gli aspetti tecnici e le conseguenze economiche delle nostre proposte e dei nostri provvedimenti.

D’altra parte è un’esperienza difficilmente ripetibile potere combinare una seria e candida analisi dei problemi con una completa identità di intenti sugli obiettivi fondamentali della comune azione politica.

La decisione di affidare a Tommaso Padoa-Schioppa uno dei più delicati e complessi compiti di Governo non era infatti derivata soltanto da una collaudata fiducia sulle sue doti di intelligenza e sulle sue capacità tecniche, ma anche da una assoluta sicurezza sulla comunanza di valori e di obiettivi.

Partendo da queste premesse è stato possibile affrontare senza tensioni, anche se con la necessaria dialettica, i problemi più difficili, a partire dal ben noto dibattito sulla politica dei due tempi e sul contrasto fra efficienza ed equità.

La crescita infatti è sempre stato il punto di arrivo della politica di Tommaso Padoa-Schioppa, ma il risanamento ne ha costituito il pilastro fondamentale. Questo non significa affatto adottare la politica dei due tempi (prima il risanamento e poi la crescita) ma comporli nel modo compatibile con gli obiettivi e i vincoli dell’Italia. Per questo motivo la strategia finanziaria è stata obbligata (anche per tenere conto dei necessari impegni europei) ad attribuire un maggior peso al risanamento nel primo anno e un maggior accento sulla crescita nell’anno successivo.

Partendo da una analisi realistica in cui si descriveva l’Italia (e sono sue parole) come “un’impresa indebitata e gravemente sottocapitalizzata, con punti di forza in imprese e settori che tuttora eccellono “ma che nel suo complesso perde posizioni nel mondo”. Con grandi potenzialità e ottime possibilità di ritornare a produrre ricchezza ma solo dopo “uno sforzo eccezionale e prolungato”.

Nella nostra complicata coalizione di Governo questa diagnosi aveva costituito l’occasione per riaprire il dibattito sui due tempi e per dare luogo ad interpretazioni per molti punti dissonanti nelle diverse anime della coalizione. Una discussione che non cessò mai di scuotere la vita del Governo anche quando si manifestarono i lati positivi della sua azione in termini di riequilibrio dei principali parametri dell’economia italiana.

Il rigore aveva dato infatti risultati straordinari, con una vigorosa riduzione del deficit, attraverso la quale si passa dal 4,2% del 2005 (soglia che aveva sottoposto l’Italia a procedura di infrazione per “disavanzi eccessivi”) all’1,9% del 2007.

L’avanzo primario che era stato faticosamente ottenuto negli anni che avevano preceduto l’entrata dell’Euro (con un picco al 6,6% del PIL nel 1997) si era infatti pressoché azzerato fino ad arrivare allo 0,3% del PIL alla vigilia del nostro governo.

Tale avanzo è stato riportato al 3,1% facendo pendere la bilancia del debito pubblico verso il sentiero discendente, dal 106,5 nel 2006 al 103,5 nel 2007. Ed è certo preoccupante che tale avanzo primario, anche se con il contributo della crisi economica, si sia oggi di nuovo azzerato.

Una efficace azione permanente di contrasto all’evasione fiscale e l’adeguamento dei coefficienti di liquidazione delle pensioni alle mutate speranze di vita (previsto dalla riforma Dini ma mai messo in atto), ponevano inoltre le premesse per garantire il mantenimento di un percorso virtuoso anche nel lungo periodo.

Una strategia quindi rivolta a raggiungere il pareggio di bilancio e riportare il debito pubblico in linea con i parametri europei in modo da rendere disponibili (come ripetutamente ricordava Padoa-Schioppa ad una audience non sempre disposta ad ascoltarlo) decine di miliardi di Euro all’anno per investimenti nel capitale fisico e umano, per ridurre la pressione fiscale e per sviluppare i programmi sociali ancora carenti.

Una strategia che esigeva profonde riforme nel modo di operare del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per questo motivo egli volle sull’esempio del tesoro britannico, adottare il sistema della “spending review”, che sarebbe stata messa in atto partendo dalle conclusioni della commissione tecnica per la finanza pubblica costituita sotto la presidenza del Prof. Muraro.

Il passaggio a un bilancio classificato per missioni e programmi pose le premesse per una approfondita discussione politica – prima nel Governo e poi nel Parlamento – degli obiettivi e delle priorità necessarie per realizzare una gestione responsabile delle risorse da parte delle pubbliche amministrazioni.
Ed è attraverso questi strumenti che sono state consegnate al Ministro che è succeduto a Tommaso nel maggio 2008 le basi tecniche e conoscitive per una riqualificazione totale della spesa pubblica.

Come abbiamo in precedenza sottolineato il risanamento non è mai stato separato da una strategia di sviluppo economico e sociale, perseguito per mezzo di sgravi fiscali a favore delle imprese e dei cittadini (abbattimento dell’IRAP e IRES e dei contribuenti minimi), recuperando risorse nell’ordine di 40 miliardi per spese per infrastrutture e ponendo le basi per riforme settoriali tra le quali mi limito a segnalare il patto per le Università, mirato a modelli di finanziamento correlati al “merito” e alle capacità gestionali dei diversi atenei.

Non poche sono state le discussioni e non poche sono state le dure controversie su queste decisioni (a proposito delle quali vorrei tuttavia ricordare che il processo di approvazione delle leggi finanziarie, anche se certamente troppo contorto, non era allora un semplice rito). Mi ritorna alla mente in particolare la sofferta decisione sul cosi detto “cuneo fiscale”, ritenuto uno strumento di vitale importanza per fare riprendere competitività alle imprese e per assicurare al Governo una minore ostilità da parte del mondo degli affari.

Il primo di questi obiettivi è stato pienamente raggiunto, essendo state le imprese sollevate di quasi cinque miliardi di contributi fiscali. Non certamente il secondo perché le tensioni con il mondo produttivo si acuirono ulteriormente già all’indomani della decisione.

Risanamento e sviluppo, infine, non potevano essere separati dall’equità. Essa partiva dalla necessità di una azione sistematica e duratura contro l’evasione fiscale e passava attraverso sgravi di imposta e trasferimenti in favore dei meno abbienti. In concreto, come già si è fatto cenno, si è attuata una riduzione dell’ICI selettiva per le prime case, di sgravi IRPEF, di un  bonus ai contribuenti “incapienti” per una cifra superiore ai 5 miliardi all’anno e della firma di un protocollo sul welfare.

Tutto questo, citando le parole di Tommaso, si era ottenuto “nel contesto di una infuocata temperie politico-mediatica, della quale non ricordo l’eguale negli ultimi decenni”.
La tempesta mediatica era stata particolarmente violenta allorché T.P.S. (come noi confidenzialmente lo schiamavamo) aveva, con voluta ingenuità, osato sottolineare la “bellezza del contribuire, ciascuno con le proprie capacità, alle spese necessarie per il bene comune”.

Pochi giorni fa ho rivisto e voluto rivedere sugli schermi televisivi questa sua dichiarazione e mi sono ancora sorpreso che queste parole di altissimo valore civile possano essere state oggetto di ironia e disprezzo.

Debbo purtroppo concludere che questo non può che essere la conseguenza di un degrado del costume etico e democratico della nostra Italia, come era peraltro la sua dominante preoccupazione anche nei lunghi incontri che abbiamo avuto nelle settimane precedenti la sua morte.

L’altra battaglia di contenuto etico che ha voluto combattere durante la sua azione di Ministro dell’Economia e delle Finanze è stata la lotta contro il morbo del breve termine che corrode tutte le democrazie moderne, ma in particolar modo quella italiana.

Una malattia che spinge il decisore politico a pensare solo all’oggi e non al domani, rincorrendo il singolo voto della sempre prossima e imminente elezione politica.

Una malattia che, alla lunga, non può che portare all’indebolimento e poi all’estinzione di qualsiasi organizzazione sociale. E che è in grado di distruggere completamente la fiducia dei cittadini nella nostra democrazia.

La principale virtù che va riconosciuta a Tommaso è proprio quella di avere individuato gli obiettivi da raggiungere nel lungo periodo, averli perseguiti con tenacia e avere preparato gli strumenti, le procedure e i regolamenti necessari ad assicurare la concreta realizzabilità del percorso individuato.

Con lo stesso metodo è stato affrontato il disegno federalista. Non per vincere una gara di demagogia, ma per raggiungere questo obiettivo rispettando i vincoli legati alla partecipazione dell’Italia all’Europa e i principii volti a garantire la perequazione tra i territori. Questi obiettivi (come ripeteva Tommaso) non possono che essere raggiunti attraverso il superamento della spesa storica, attraverso il coordinamento tra i diversi livelli di governo e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.

Soprattutto spiegando apertamente che non è possibile pensare ad un federalismo in cui tutti guadagnano percentualmente rispetto al passato e in cui nessuno deve cedere qualcosa.

Non mi nascondo che questo metodo rigoroso di lavoro applicato in tutte le decisioni politiche ha iniettato forti tensioni in non pochi momenti di vita della coalizione di Governo, ma tale metodo è stato tenacemente applicato, nella ferma convinzione che senza questa durezza non si sarebbe mai potuto uscire dalla spirale negativa in cui l’Italia si era avvitata.

Questi concetti sono riassunti nelle parole di Tommaso quando scriveva (Corriere della Sera, 12 novembre 2006) che “fare ordine alla spesa pubblica rinunciando al superfluo è faticoso, per le persone come per le istituzioni; tuttavia questo sforzo può costituire l’occasione, forse irripetibile, per migliorare la qualità dei servizi pubblici e rendere il paese migliore e più competitivo”.

Credo che la crisi economica non abbia reso obsoleti questi obiettivi. Credo invece che li abbia resi più urgenti e necessari. E’ quindi indispensabile cogliere il significato profondo della battaglia combattuta da Tommaso Padoa-Schioppa per indirizzare il bilancio pubblico verso la crescita economica e per ridurre progressivamente nel tempo il carico fiscale sui contribuenti che hanno fatto il loro dovere, con il risultato di alleggerire anno per anno il peso del debito. Una politica difficile, che esige di investire nel lungo periodo, che esige costanza e che richiede di pensare continuamente al futuro e non al presente. Una politica che noi chiamavamo confidenzialmente “la politica delle formiche”.

Mi rendo conto che anno per anno queste formiche debbono trasportare un peso sempre maggiore e che da tempo questo peso ha raggiunto un livello quasi insopportabile.

Bisogna perciò che le tante formiche lavorino insieme, camminino nella stessa direzione e ciascuna di esse porti un peso adeguato alle sue forze.
Questo però non basta.

Bisogna che questo Paese si ponga il comune obiettivo di spendere meglio.

E, come ripeteva Tommaso vi è un ampio spazio per riuscirci. Alcuni risultati possono essere ottenuti con l’eliminazione dello spreco, la correzione di fenomeni di cattivo costume e la riduzione dei costi della politica. Altri, quantitativamente più rilevanti, potranno essere conseguiti solo incidendo sulla organizzazione degli uffici, sulla loro dislocazione territoriale, sulle strutture dell’amministrazione e sulla gestione delle risorse, adeguando le strutture ai nuovi e diversi bisogni, eliminando programmi obsoleti e funzioni anacronistiche. Per fare ciò occorre intervenire sui meccanismi profondi di generazione della spesa, rivedere le priorità in ciascun settore, abbandonare attività ormai superflue, riconsiderare le modalità di definizione dei costi e l’organizzazione della produzione dei servizi, sfruttando sempre le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Si tratta di un insegnamento molto semplice perché semplice è il richiamo alle necessarie virtù collettive.

Un richiamo che Tommaso Padoa-Schioppa ha costantemente ripetuto con le parole e con l’esempio della sua azione.

Un richiamo che il più delle volte si è perso nei complicati meandri della politica e nelle incomprensioni della società.

Un richiamo che tuttavia noi dobbiamo fare nostro se vogliamo preparare un posto per la nostra Italia in un mondo in cui i cambiamenti procedono con una velocità e un’ampiezza senza precedenti.

Romano Prodi

da: Romano Prodi | L’insegnamento di Tommaso Padoa Schioppa ed il suo richiamo alle necessarie virtù collettive.


Bilancio di genere, di Maria Adelasia Divona, Aggiornamenti Sociali n. 2, 2011

Bilancio di genere
Maria Adelasia Divona
Sociologa, esperta in Pari opportunità
dell’Agenzia regionale del lavoro
del Friuli-Venezia Giulia
Il bilancio di genere (BDG) è un’analisi che consente la rilettura dei bilanci degli enti pubblici in una prospettiva di genere. Ciò significa tenere conto delle differenze tra uomini e donne all’interno di un determinato contesto socioculturale, assumendo che i due generi ricoprono ruoli e responsabilità diversi, e che quello femminile sopporta una condizione di svantaggio soprattutto in funzione dei molteplici ruoli (moglie, madre, lavoratrice) e degli obblighi che tradizionalmente gli sono ascritti (i compiti di cura). È quindi necessario perequare le risorse in base al principio di pari opportunità per tutti in tutti gli ambiti della vita.

l’intero articolo in: Aggiornamenti Sociali.


Leonardo Benevolo, La fine della città

“La fine della città”. I cambiamenti in atto nella dimensione urbana

altCosa è diventata la città oggi e come sarà la città del futuro? Questa è la domanda a cui prova a rispondere Leonardo Benevolo, storico dell’architettura, nel suo nuovo libro con intervista di Francesco Erbani “La fine della città” che esplora la nuova dimensione urbana fondendo la riflessione sullo stato della città e quella della biografia intellettuale e politica dello studioso. La città non è più uno spazio circoscritto entro certi limiti, una definizione valida per il passato, forse, chiarisce l’autore. Oggi la città “straborda”, esce dai suoi confini invadendo il territorio circostante. In occidente il fenomeno è chiaramente visibile, scompare la linea di confine tra territorio e città, mentre in Africa, Sudamerica e Asia immense baraccopoli spuntano ai margini delle città. Si manifesta la volontà dell’uomo di dominare lo spazio, “di organizzare l’infinità”, rimarca Benevolo.


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