Rapporto ISEE – Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

E’ disponibile la quarta edizione del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali.

Nel Rapporto, frutto di una collaborazione tra la Direzione generale per l’inclusione e i diritti sociali di questo Ministero e il CEr (Centro Europa Ricerche), si analizza in maniera puntuale la dinamica recente della diffusione dello strumento, sia dal punto di vista territoriale che delle prestazioni che lo adottano; si esaminano poi le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali della popolazione ISEE, anche con riferimento alla popolazione nata all’estero, nonché le caratteristiche economiche, mediante l’analisi delle distribuzioni dell’indicatore ISEE nel suo complesso, ma anche nelle sue componenti reddituali e patrimoniali.
Come già nella passata edizione, sono presentate in appendice le principali statistiche con dettaglio provinciale. Si rimanda invece alle edizioni precedenti le considerazioni sulla selettività di alcune variabili e sulla dimensione longitudinale della popolazione.

Approfondimenti alla pagina;
http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/AreaSociale/Inclusione/


Aldo Bonomi, Città, competitività e nuovi bisogni, Convegno Anci Cittalia dei Giovani amministratori, 2010


Elezioni Amministrative 2011 – tutti i comuni e le province al voto

Elezioni Amministrative 2011

Le elezioni amministrative 2011 si terranno il 1516 maggio. Per i comuni con più di 15.000 abitanti e per le amministrazioni provinciali, l’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 29 e30 maggio.

Sono 1.343comuni interessati al voto per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale. Di questi, 31 sono capoluogo di provincia. Le grandi città coinvolte sono MilanoNapoliTorino eBologna.

» Tutti i Comuni al voto nelle Elezioni Comunali 2011

Le 11 province in cui saranno rinnovati gli organi istituzionali sono: CampobassoGorizia,LuccaMacerataMantovaPaviaRavennaReggio CalabriaTrevisoTriesteVercelli.

» Tutte le Province al voto nelle Elezioni Provinciali 2011

L’unica regione italiana interessata alle regionali nel 2011 è il Molise, ma la consultazione elettorale è prevista per novembre.

Una circolare del Ministero degli Interni (prot. 2915 del 18/02/2011) prevede la riduzione del 20% del numero di consiglieri e degli assessori, comunali e provinciali.

Tabella con la variazione del numero dei Consiglieri e degli Assessori comunali.

Popolazione residente
(ultimo censimento 2001)
Num. Consiglieri
Comunali
prima
Num. Consiglieri
Comunali
dopo
Max Assessori
Comunali
prima
Max Assessori
Comunali
dopo
comuni >1.000.000 ab 60 48* 12 12*
comuni >500.000 ab 50 40 12 11
comuni >250.000 ab 46 36 12 10
comuni >100.000 ab 40 32 12 9
comuni >30.000 ab 30 24 10 7
comuni >10.000 ab 20 16 7 5
comuni >3.000 ab 16 12 6 4
comuni <3.000 ab 12 9 4 3

(*): salvo modifiche del D.L. 29/12/2010, n. 225 (c.d. milleproroghe).

Tabella con la variazione del numero dei Consiglieri e degli Assessori provinciali.

Popolazione residente
(ultimo censimento 2001)
Num. Consiglieri
Provinciali
prima
Num. Consiglieri
Provinciali
dopo
Max Assessori
Provinciali
prima
Max Assessori
Provinciali
dopo
province >1.400.000 ab 45 36 12 10
province >700.000 ab 36 28 12 8
province >300.000 ab 30 24 10 7
province <300.000 ab 24 19 8 5

Il numero dei consiglieri e degli assessori comunali e provinciali del Friuli-Venezia Giuliadifferisce dallo schema riportato nelle tabelle in alto. Le elezioni amministrative si svolgeranno secondo le normative introdotte dalla legge regionale 29/12/2010, n.22 (Legge finanziaria 2011). La circolare n.2/EL dell’8 marzo 2011, riporta nel dettaglio le nuove composizioni dei consigli e delle giunte comunali e provinciali del Friuli-Venezia Giulia.

(ultimo aggiornamento: 29 marzo 2011)

Pagine correlate

da: Elezioni Amministrative 2011 – tutti i comuni e le province al voto.


Andrè Glucksmann, LE PRIMAVERE DEI POPOLI VANNO DIFESE”, dal Corriere della Sera del 30 marzo 2011

Le primavere dei popoli inciampano inevitabilmente nella forza delle armi. Fu così nel 1848, quando le insurrezioni europee dovettero piegarsi sotto il fuoco degli eserciti imperiali. Fu così nel 1956 per Budapest, nel 1968 per Praga, nel 1989 per Tien an Men. Oggi, la stessa sorte stava per toccare alle primavere arabe, quando Muammar Gheddafi ha deciso, per primo e per dare l’esempio, il ritorno all’ordine, qualunque sia il prezzo da pagare. Sono in gioco la sopravvivenza dei manifestanti libici, l’avvenire delle rivolte per la libertà a Sud del Mediterraneo e la sorte dei diritti dell’uomo in tutto il pianeta. Sappiamo che le autorità comuniste cinesi, inquiete, censurano qualsiasi riferimento al Cairo e a Tunisi in rivolta, mentre gli editorialisti russi si interrogano sulla possibilità di un contagio, che l’opposizione si augura, che Gorbaciov stima possibile e che il Cremlino curiosamente teme come la peste. L’intervento internazionale in Libia è cruciale, una parte del nostro futuro si rischia qui e adesso. Qualsiasi guerra è spietata. Un morto è un morto. Per chi non si attribuisce il potere di risuscitare i corpi, non esiste una guerra giusta. Ogni guerra è rischiosa: per quante precauzioni si possano prendere, i danni imprevisti sono moneta corrente e le azioni aeree, per quanto scrupolosamente mirate, non possono «santuarizzare» uno per uno i civili a terra. Provate a spiegare a una vittima «collaterale» che è giusto essere colpita! A meno che non si creda alla saggezza e all’onnipotenza di un Dio, nessuno può decretare che una guerra sia giusta, ci sono solo guerre necessarie o no. È per evitare il peggio che ci si autorizza il meno peggio. È per impedire il massacro annunciato di Bengasi e i «fiumi di sangue» promessi ai suoi 700 mila abitanti insorti che l’Onu, almeno stavolta, autorizza l’intervento aereo voluto dalla Francia di Sarkozy e dalla Gran Bretagna di Cameron. Primi a spiccare il volo, i piloti francesi hanno tolto l’assedio di Bengasi. Sì, non esistono attacchi «giusti» , ma alcuni sono necessari, riguardano la protezione di popoli in pericolo (Risoluzione dell’Onu 1973, marzo 2011). — alcuni fra cui io stesso, pensano: «finalmente!» . Quante ecatombe abbiamo lasciato che si perpetrassero per poi deplorare di non averle impedite? Quante Guernica, dopo il crimine franchista e nazista dipinto da Picasso? Ogni generazione può scandire le proprie vigliaccherie, da un non intervento all’altro. Enumerarle tutte è impossibile: ad esempio, dopo la caduta del Muro, per gli europei, c’è Srebrenica; per la comunità internazionale tutta intera, c’è il Ruanda, dove 10.000 tutsi al giorno furono giustiziati in tre mesi. La Risoluzione 1973 non garantisce affatto che questa pratica del laisser-tuer, lasciar-uccidere, non si produrrà più, ma soltanto che sarà più difficile accettarla. Che «in casa propria ciascuno è re» , non è più totalmente vero; il pretesto di sovranità assoluta, che lasciava ai tiranni le mani libere per sradicare, a loro piacimento, i cittadini dalle proprie terre, si è infranto. Ecco una Grande Prima geopolitica: il diritto universale di vivere e di sopravvivere si erge al di sopra del diritto sovrano di uccidere. Altri brontolano e fingono di non sentire. I russi e i cinesi, astenutisi insolitamente dal loro diritto di veto, non avendo quindi bloccato il Consiglio di sicurezza dell’Onu, attendono febbrilmente che il piano dei liberatori fallisca. Come al solito, il più irritato è Vladimir Putin: riprende parola per parola le affermazioni di Gheddafi; denuncia una «crociata medievale», poi versa come lui lacrime di coccodrillo sulle vite innocenti spezzate dalle bombe occidentali. Giudicando tale esagerazione nociva agli interessi internazionali di Mosca, l’altro pilastro della «tandem-democrazia» , il presidente Medvedev, disapprova il vocabolario usato da Putin che la vox populi russa, invece, approva al 70%. Mentre l’impostore del Kgb-Fsb raccomanda agli occidentali di «pregare per la salvezza delle loro anime» , la Ong «Memorial» , che non ha la memoria corta, gli consiglia con coraggio di preoccuparsi piuttosto della propria salvezza: «Putin, è chiaro, ha dimenticato completamente quel che ha fatto nel suo Paese e la responsabilità che ha in questi tragici eventi. Il Primo ministro dovrebbe, prima di tutto, pregare per la propria anima» . Non soltanto Putin è un intenditore in materia di crociate— alcuni pope andarono a benedire i carri armati che irrompevano nella Cecenia musulmana —, non soltanto eccelle in materia di bombardamenti (massicci, nel caso di Grozny, ridotta come Varsavia nel ’ 44), ma intuisce quanto la condanna di un Gheddafi possa infangare le proprie imprese caucasiche. Altri ancora sono recalcitranti e rifiutano di prendere posizione, preferendo contemplare da lontano il volo degli aerei. In testa, c’è la Germania, che dalla ex Repubblica federale di Bonn eredita la propria condizione di gigante economico e di nano politico. Ci si potrebbe accontentare di sorridere o di disinteressarsene, se la Germania, ormai riunificata e diventata la potenza prospera dell’Unione europea, non tendesse a imporre agli altri la norma della sua non-azione raziocinante: poiché ogni volta l’uso della forza comporta il rischio di sbandamenti o impantanamenti, lasciamo che gli sterminatori continuino a sterminare. Così l’Europa venderebbe armi ai despoti, ma si impegnerebbe a non usarle contro di loro. La morale sarebbe salva e il commercio anche. Si è dimenticata l’ironica saggezza di Clausewitz: colui che vuole stabilire o ristabilire il proprio dominio si ostenta «amico della pace» e stigmatizza come «guerrafondai» coloro che si oppongono alla tirannide e difendono la libertà. La posta in gioco della Risoluzione 1973 è tanto più fondamentale in quanto è delimitata molto precisamente. L’intervento armato mira soltanto a proteggere, non a invadere un Paese, a instaurare una democrazia o a costruire una nazione. Non si tratta di agire al posto di un popolo, ma solo di consentirgli di decidere, a suo rischio e pericolo, del proprio destino. Si tratta di ristabilire un equilibrio delle forze, di bloccare il potere devastatore che la tecnologia moderna degli armamenti conferisce a dittatori senza scrupoli davanti a manifestanti dalle mani nude. L’esempio libico è un caso particolare, il suo successo non è garantito né facilmente trasponibile. È giocoforza fare una distinzione fra i regimi polizieschi e corrotti come quelli di Ben Ali e di Mubarak e il potere terroristico, totalitario, grottesco, alla Gheddafi. Il secolo che viviamo non ha certo chiuso con i dittatori dalle mani insanguinate: costoro sappiano tuttavia che la «necessità di proteggere» le folle disarmate incombe come una spada di Damocle sui loro misfatti. (traduzione di Daniela Maggioni)


MEMORIE DEL PRESENTE, se ne discute ad Anghiari il 15 e 16 Aprile in un Simposio organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia, che avrà inizio venerdì 15 alle 14.30 in Sala Audiovisivi

Memorie del Presente

Le memorie personali e quelle collettive non solo generano apprendimento, ma anche dialoghi: se ne discute ad Anghiari  il 15 e 16 Aprile in un Simposio organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia, che avrà inizio venerdì 15 alle 14.30 in Sala Audiovisivi.

Fin dalla sua nascita, undici anni fa, la Libera Università dell’Autobiografia ha incentrato la sua attività attorno alla cultura della memoria, quella delle singole persone, ma anche delle comunità, dedicando quindi attenzione alla dimensione sociale delle singole storie di vita, di quelle corali di gruppi, di quelle dei territori,  riconoscendo come valore fondamentale la reciprocità  che avviene nello scambio narrativo, fatto di racconto in prima persona e di ascolto.

Negli anni si sono moltiplicati in tutta Italia gli interventi, i progetti, le azioni narrative promosse dalla LUA che hanno coinvolto cittadini, gruppi, realtà locali in una pratica di protagonismo e di contaminazione sociale.

Una pratica consolidata, quella della Libera Università dell’Autobiografia, ma che si trova davanti a sempre nuove sfide e non può mai smettere di interrogarsi sui propri fini, le propri metodologie, gli esiti.

Il convegno vuole allora essere un momento di acquisizione e scambio di stimoli teorici, politici e metodologici multidisciplinari attorno al nodo di quale sia e possa essere, nelle nostre realtà sociali, il valore d’uso più utile, appropriato e democratico dello scambio narrativo: quello tra generazioni, quello tra generi, quello tra diverse appartenenze culturali, quello che avviene nei luoghi (città, paesi, quartieri).

In tempi di identità che tendono spesso a “barricarsi”, a definirsi “contro”, più che a desiderare il confronto e l’apertura all’altro, la narrazione e il lavoro della memoria non possono non accettare la sfida della relazione, della curiosità e dello scambio. Questo rende possibile accrescere la capacità di conoscere i territori che si abitano e di intervenire nelle dinamiche sociali per promuovere e facilitare comunicazione, solidarietà e partecipazione.

A distanza di undici anni dalla sua nascita, la Libera organizza quindi un momento di riflessione sul tema delle memorie del presente, con la presenza di studiosi provenienti da università italiane e istituzioni culturali, tra queste anche l’Archivio Diaristico Nazionale.

L’incontro, che avrà inizio venerdì 15 alle 14.30 in Sala Audiovisivi, si aprirà con un intervento di Duccio Demetrio e una riflessione sulle Politiche della memoria di Gian Bruno Ravenni, Coordinatore dell’Area Culturale della Regione Toscana. Per il sabato mattina  sono invece previsti dei lavori in gruppo sui temi del dialogo tra generi, tra generazioni, tra differenze culturale e tra paesi della memoria.

Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere alla Segreteria della Libera Università dell’Autobiografia, 0575788847.


Alessandra Cicalini, Il viaggio dell’Auser nella “giungla” delle case di riposo | Muoversi Insieme

la prima indagine nazionale sulle strutture per anziani in Italirealizzata dall’Auser, presentata ieri a Roma. Prima di parlare delle ottime performance economico-finanziarie dei soggetti che hanno investito nell’assistenza privata alla terza età, il rapporto dell’importante associazione per anziani si concentra su ciò che non va: innanzitutto, la sensazione di essere di fronte a una giungla, per via del mistero sul numero esatto di strutture realmente in grado di fornire servizi socio-assistenziali qualificati e per la difficoltà di reperire informazioni precise dalle strutturedirettamente interpellate dai ricercatori Auser.
Il primo problema nasce anche dalla confusione che spesso si fa tra Residenze sanitarie assistenziali (dette Rsa) e le Residenze assistenziali (Ra), che non sono abilitate a prestare cure sanitarie. Alcune di esse sono tra l’altro pubbliche o convenzionate con le Asl.
Per potersi soffermare solo sul settore privato, l’indagine ha dovuto perciò mettere a confronto i dati forniti dal ministero dell’Interno nel 2008 con quanto riportato dalle Pagine gialle e dalle Camere di Commercio sotto la voce “Casa di riposo”.

l’intero articolo qui: Il viaggio dell’Auser nella “giungla” delle case di riposo | Muoversi Insieme.


Sostenere la cura familiare. L’auto mutuo aiuto, uno strumento, seminario a cura di Patrizia Taccani

Seminario “Sostenere la cura familiare. L’auto  mutuo aiuto, uno strumento”

Mercoledì 13 Aprile 2011

ore  8,30 – 17

«Il progresso di una società si giudica dal modo in cui essa

si prende cura dei più deboli»

presso la sede de

«La Bottega del Possibile» in Viale Trento, 9  Torre Pellice

PRESENTAZIONE

Sostenere a casa “la cura di chi cura” il proprio caro in difficoltà di salute o di autonomia è indispensabile perché “assistere è faticoso” sul piano materiale e affettivo.

I caregivers hanno bisogno di essere sollevati nella loro fatica, anche con i gruppi di auto mutuo aiuto, strumento che appare sempre più efficace per confrontarsi, per condividere, per ricercare nuove modalità di rapporto e di equilibrio anche nella gestione delle emozioni.

Spesso la donne, moglie o figlia, è sola perché è cambiata la struttura della famiglia con molte ricadute sulla presenza di familiari per assistere, per accompagnare.

Lo Stato anziché essere vicino con la sua azione pubblica è sempre più assente sia sul piano economico che nella erogazione dei servizi domiciliari.

Come fare? Parliamone insieme.

PROGRAMMA

Ore 8,30               Accoglienza e registrazione dei partecipanti

Ore 9                     PERCHÉ QUESTO SEMINARIO

Mariena Scassellati Galetti, Presidente de “La Bottega del Possibile”

SOSTENERE LA FAMIGLIA, ROMPERE L’ISOLAMENTO attraverso LE CURE  DOMICILIari

Paola Sderci, assistente sociale, referente cure domiciliari ASL TO3 Collegno-Pinerolo,

Associazione Auto Mutuo Aiuto, Pinerolo (TO)

Lo sguardo di UN’INFERMIERA

Elisabetta Lambert (*), infermiera coordinatrice cure domiciliari, ASL TO3 Distretto di Susa (TO)

Ore 11                  Intervallo

Ore 11,15             L’AUTO MUTUO AIUTO NEL SISTEMA DI RETE

Silvio Venuti (*), Direttore Struttura Complessa Servizio Territoriale                di Continuità delle Cure,

ASL TO3 Collegno-Pinerolo

Il punto di vista della FAMIGLIA

1 testimone diretto Associazione Auto Mutuo Aiuto  Pinerolo

Ore 13                   Pausa per pranzo

Ore 14                   Ripresa dei lavori

I gruppi di automutuo aiuto con caregiver. Quali positività e quali criticità?

Ÿ Maria Giorgetti, assistente sociale specialista, Associazione Gng, Magenta (MI)

Ÿ Patrizia Taccani (*)

Sono entrambe autrici e curatrici del  libro: “Lavoro di cura e automutuo aiuto. Gruppi per caregiver di anziani non auto-sufficienti”, FrancoAngeli, Milano, 2010

Ore 15                  QUANDO LA FREQUENZA AI GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO FA BENE

Ÿ Marco Giraudo (*), medico di famiglia ASL CN,1 Cervasca (CN)

Ÿ Pierangelo Pieroni, medico responsabile UVG, ASL CN1, Cuneo

Ore 15,30             LA RICHIESTA DELLA FAMIGLIA: L’ATTENZIONE ALLA RELAZIONE E AL LINGUAGGIO

I testimoni diretti

Associazione Auto Mutuo Aiuto Alba,  Chieri, Pinerolo

Questionario di valutazione

Conclusioni del coordinatore

Ore 17                  Termine del seminario

Coordina:            Patrizia Taccani (*), psicologa, formatrice,consulente AIMA Milano onlus

(*) socio de “La Bottega del Possibile”

per programma e scheda di iscrizione:


_________________________________________________

Associazione di Promozione Sociale “La Bottega del Possibile”

Viale Trento 9 – 10066 Torre Pellice (TO)

Tel. e fax  0121 953377 – 332996

bottegadelpossibile@bottegadelpossibile.it

segreteria@bottegadelpossibile.it

www.bottegadelpossibile.it


Maria Cecilia Guerra, Il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nel campo dell’assistenza sociale, audizione informale alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, www.sossanita.it – pamalteo@gmail.com – Gmail

Il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nel campo dell’assistenza sociale - Maria Cecilia Guerra


Maria Ermelinda De Carlo, Autobiografie allo specchio. Strumenti metodologici del ri-leggersi tra educazione degli adulti e narratologia

Autobiografie allo specchio. Strumenti metodologici del ri-leggersi tra educazione degli adulti e narratologia
Autori e curatori: Maria Ermelinda De Carlo
Contributi: Federico Batini, Viviana Colapietro
Collana: Scienze della formazione – Ricerche
Argomenti: LetteraturaFormazione professionale e degli adulti
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 144,     1a edizione  2010  (Cod.292.2.115)
Autobiografie allo specchio. Strumenti metodologici del ri-leggersi tra educazione degli adulti e narratologia
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 17,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856817423
Tipologia: E-book
Prezzo: € 14,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856826005
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Attraverso gli strumenti della narratologia applicati alle scritture autobiografiche, il volume propone un lavoro di analisi, di osservazione ermeneutica e di ricerca interpretativa che intende cogliere riferimenti, episodi, espressioni, parole che rivelano parte del mondo adulto tra illusioni e verità, tra tempo e spazio.
Presentazione
del volume:
Scrivere di Sé non basta per comprendersi, occorre imparare (nel senso di learn to learn) a ri-leggere il copione della propria vita, nello speciale tentativo di apprendere qualcosa in più di sé e dei propri percorsi di apprendimento.
Attraverso gli strumenti della narratologia applicati alle scritture autobiografiche, frutto di sfoghi di soggetti adulti realizzati in laboratori universitari, si propone un lavoro di analisi, di osservazione ermeneutica e di ricerca interpretativa che intende cogliere riferimenti, episodi, espressioni, parole che rivelano parte del mondo adulto tra illusioni e verità, tra tempo e spazio. I procedimenti narrativi, infatti, nascondono, ma solo apparentemente, quelli cognitivi ed emotivi, così chi scrive dice sempre più cose di quanto crede.
Le modalità di scrittura, le scelte linguistiche, le forme espositive, le strategie narrative non sono mai casuali, ma rivelano filosofie di vita, storie di esistenze, sfondi emozionali unici, come unico è il soggetto adulto che si racconta.

Maria Ermelinda De Carlo collabora con la cattedra di Educazione degli Adulti presso l’Università del Salento, dove ha un contratto come esperta dell’area della metodologia della ricerca qualitativa nei processi di formazione in età adulta con particolare riferimento agli strumenti autobiografici applicabili e sperimentabili nei percorsi di lifelong learning. Dottore di ricerca in Italianistica, si è specializzata sul genere autobiografico nei processi formativi dei soggetti adulti. Tra i suoi scritti: “Auto-blog-grafia: la nuova frontiera della formazione informale”, LLL Focus on Lifelong Lifewide Learning, 2009; “L’emozione dell’apprendere in età adulta all’Università” in Alberici A., Catarsi E., Colapietro V. e Loiodice I. (a c.) (2007), Adulti e Università: sfide ed innovazioni nella formazione universitaria e continua, FrancoAngeli, Milano; “Un tutor di formazione per studenti adulti: accoglienza, orientamento e risorsa” e “Gli studenti adulti raccontano se stessi e la loro Università” in Alberici A. (a c.) (2007), Adulti ed università. Accogliere ed orientare nei nuovi corsi di laurea, Anicia, Roma; “Nuove prospettive di ricerca: ildentro e il fuori delle narrazioni”, I quaderni di m@gm@. Narrazione ed empowerment, n. 1, 2007.

Indice:
Federico Batini, Presentazione
Viviana Colapietro, Introduzione
Premessa. Il perché di una ricerca comparativa tra educazione de­gli adulti e narratologia
La consapevolezza di dover apparire per vivere e l’illusione di scrivere per poter essere
La competenza di ri-leggerSi per ri-conoscerSi: i modelli ermeneutici
(Il ritrovamento dell’io nel tu: Dilthey (1833-1911); Il progettarsi-in-avanti in vista di se stesso: Heidegger (1889-1976); Il testo come gomitolo di interpretazioni possibili: Gadamer (1900-2002); Il senso nascosto nel senso apparente: Ricoeur (1913-2005) )
Autobiografie allo specchio: il personaggio adulto
(Le isotopie della narratologia nelle autobiografie dell’età adulta)
Strumenti di analisi narratologica applicati al metodo formativo autobiografico dell’educazione degli adulti
(L’angolazione antropologica; L’angolazione funzionale; L’angolazione tensionale)
I luoghi e i non luoghi nel tempo dell’io e nelle scritture autobiografiche Ri-scoprirsi attraverso l’intruso
Riferimenti bibliografici

da: Autobiografie allo specchio. Strumenti metodologici del ri-leggersi tra educazione degli adulti e narratologia.


Istat, Occupati e disoccupati: stime provvisorie. A gennaio gli occupati sono 22.831 mila unità, in diminuzione dello 0,4% (-83 mila unità) rispetto a dicembre 2010

A gennaio gli occupati sono 22.831 mila unità, in diminuzione dello 0,4% (-83 mila unità) rispetto a dicembre 2010. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione è in calo dello 0,5% (-110 mila unità). La diminuzione registrata nel mese è dovuta sia alla componente maschile sia a quella femminile.

Il tasso di occupazione è pari al 56,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di 0,4 punti rispetto a gennaio 2010.

Il numero dei disoccupati, pari a 2.145 mila, registra una crescita dello 0,1% (+2 mila unità) rispetto a dicembre. Il risultato è sintesi della crescita della disoccupazione femminile e della flessione di quella maschile. Su base annua la crescita del numero di disoccupati è del 2,8% (+58 mila unità).

Per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione si attesta all’8,6% con una crescita di 0,2 punti percentuali su base annua. Prosegue la crescita del tasso di disoccupazione giovanile, che raggiunge il 29,4%.

Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,5% (80 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività è pari al 37,8%, dopo tre mesi in cui risultava stabile al 37,6%.

da: Occupati e disoccupati: stime provvisorie.


Marialuisa Gennari , Santo Di Nuovo, L’incontro con l’altro: migrazioni e culture familiari. Strumenti per il lavoro psicologico

L’incontro con l’altro: migrazioni e culture familiari. Strumenti per il lavoro psicologico
Autori e curatori: Marialuisa Gennari Santo Di Nuovo
Contributi: Monica Accordini, Filippo Aschieri, Giuseppe Costantino, Cristina Giuliani, Caterina Gozzoli, Giuseppe Mantovani, Anna Mascellani, Ilaria Montanari, Angela Saitta, Alessandra Santona, Irene Sapienza, Paola Scuderi, Susanna Vanetti
Collana: Psicologia sociale e clinica familiare
Argomenti: Psicopatologie e tecniche per l’intervento clinicoPsicologia e psicoterapia della famiglia e della coppia, sistemica e relazionale
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati: pp. 240,     1a edizione  2011  (Cod.1245.38)
L'incontro con l'altro: migrazioni e culture familiari. Strumenti per il lavoro psicologico
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,50
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834925
Tipologia: E-book
Prezzo: € 21,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856843538
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In breve Il libro, rivolto agli studenti delle facoltà di Psicologia, Scienze dell’educazione, Sociologia e Scienze della Comunicazione, fornisce un quadro ampio e aggiornato delle tematiche della famiglia nella migrazione. Un testo prezioso anche per gli operatori sociali che si occupano della migrazione familiare: psicologi, assistenti sociali, educatori, insegnanti, formatori, sociologi, medici.
Presentazione
del volume:
Le famiglie immigrate sul territorio nazionale costituiscono una presenza sempre più rilevante e il contesto d’accoglienza necessita di rinnovate competenze affinché gli incontri interculturali possano divenire proficue e arricchenti occasioni di scambio per la comunità.
Il volume presenta metodologie e strumenti di lavoro psicologico che tutelano il rispetto delle differenze e facilitano al contempo la produzione di conoscenza fra persone appartenenti a diverse culture. È inoltre proposta una lettura dei significati antropologico-psicologici della famiglia e dei suoi compiti, con particolare riferimento ai valori e ai significati del matrimonio, ai rapporti tra i coniugi, ai ruoli e ai compiti genitoriali a partire dalle culture originarie e dall’esperienza migratoria di coppie e persone di diverse nazionalità.
Infine, sono presentati gli esiti di una ricerca che si è posta l’obiettivo di studiare e approfondire la situazione delle famiglie immigrate presenti sul territorio italiano, mettendo in luce caratteristiche, risorse, fragilità e ostacoli, nonché rischi per lo sviluppo di possibili esperienze di convivenza e di integrazione.
Il libro è un utile strumento per gli studenti delle facoltà di Psicologia, Scienze dell’educazione, Sociologia, Scienze della comunicazione poiché fornisce un’ampia, articolata ed aggiornata bibliografia delle tematiche trattate con particolare riferimento alla famiglia nella migrazione. Allo stesso tempo può essere un riferimento prezioso per gli operatori sociali che si occupano più o meno direttamente della migrazione familiare – psicologi, assistenti sociali, educatori, insegnanti, formatori, sociologi, medici – in quanto propone, oltre alle già citate conoscenze e ai necessari saperi culturali, strumenti di lavoro differenziati e criticamente presentati a seconda degli obiettivi da perseguire.

Marialuisa Gennari è ricercatore di Psicologia clinica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. La tematica interculturale nella ricerca e nella clinica, con particolare riferimento alla coppia e alla famiglia, è tra i suoi principali interessi di ricerca.
Santo Di Nuovo è professore ordinario di Psicologia generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione e presidente della struttura didattica di Psicologia dell’Università degli Studi di Catania.

Indice:
Giuseppe Costantino, Prefazione
Giuseppe Mantovani, Introduzione. Una sfida impegnativa: studiare le famiglie immigrate in una prospettiva interculturale
Parte I. Gli strumenti dell’incontro fra culture
Marialuisa Gennari, Filippo Aschieri, Santo Di Nuovo, Incontro fra culture: questioni e metodi
Marialuisa Gennari, Filippo Aschieri, L’intervista clinica con la coppia immigrata
Lolita Gulimanoska, Anna Mascellani, Alessandra Santona, Il Focus Group con le coppie miste
Santo Di Nuovo, Irene Sapienza, Questionari self-report e immigrati: FACES e QTV
Filippo Aschieri, Marialuisa Gennari, L’uso di immagini con le coppie immigrate
Caterina Gozzoli, Marialuisa Gennari, Il “Couple Life Space” con coppie immigrate
Parte II. Matrimonio e famiglia nelle culture: Uno sguardo etno-psicologico
Ilaria Montanari, Coppia e famiglia in Marocco
Irene Sapienza, Famiglia e cultura in Mauritius
Cristina Giuliani, Coppia e famiglia in Pakistan (Punjab)
Ilaria Montanari, Coppia e famiglia nelle Filippine
Irene Sapienza, Famiglia e culture in Cina
Parte III. Relazione di coppia e famiglia nella migrazione
Santo Di Nuovo, Angela Saitta, Irene Sapienza, Paola Scuderi, La ricerca sulle coppie immigrate in Sicilia
Marialuisa Gennari, Monica Accordini, Susanna Vanetti, Coppie immigrate e incontri culturali in Lombardia
Gli Autori.

da:L’incontro con l’altro: migrazioni e culture familiari. Strumenti per il lavoro psicologico.


Gianmarco Ottaviano, L’immigrato non ruba lavoro – Opinioni

un recente studio effettuato negli Stati Uniti su 58 settori manifatturieri dal 2000 al 2007 (Ottaviano, Peri, Wright,Immigration, offshoring and American jobs, National Bureau of Economic Research, working paper No. 16439, Cambridge, Mass., 2010).
Lo studio tiene dovuto conto di un fatto noto ma spesso dimenticato, e cioè che, come gli altri paesi occidentali, anche gli Stati Uniti hanno conosciuto nelle ultime decadi un calo strutturale dell’occupazione manifatturiera, dovuto alla transizione da un’economia industriale a un’economia di servizi, che quindi poco ha a che fare con la globalizzazione di per sé. In quest’ottica, la domanda giusta da porsi è se i settori manifatturieri più esposti a delocalizzazione o immigrazione abbiano perso più o meno posti di lavoro per americani rispetto agli altri settori.
Secondo lo studio, la delocalizzazione ha ridotto la quota di posti di lavoro per americani e immigrati, mentre l’immigrazione ha sì intaccato la quota di posti di lavoro delocalizzati, ma senza avere effetti significativi sulla quota di posti di lavoro per americani. In termini di mansioni svolte, la delocalizzazione ha spinto i lavoratori americani verso mansioni in media più complesse e meno routinarie e gli immigrati verso mansioni meno complesse e più routinarie. Al contrario, l’immigrazione non sembra aver avuto effetti rilevanti sul tipo di mansioni svolte dai lavoratori americani. Guardando, tuttavia, ai livelli di occupazione, invece che alle quote, la delocalizzazione non ha avuto alcun effetto rilevante sul numero di posti di lavoro per americani mentre l’immigrazione sembra aver avuto su di essi un piccolo impatto positivo. Questo testimonia l’effettiva esistenza di un effetto positivo della delocalizzazione e dell’immigrazione sulla competitività delle imprese, manifestatosi in un’espansione relativa dell’occupazione di lavoratori americani nei settori più esposti a tali fenomeni.

da: L’immigrato non ruba lavoro – Opinioni.


Luigi Proserpio, Chi e’ giovane e chi e’ vecchio ai tempi di Internet? – Libri

Il mondo digitale porta con sé nuove forme di vita digitali: ne è l’esempio il nostro cervello, che è diventato ‘orizzontale’, ossia “memorizza meno informazioni rispetto al passato, ma è in grado di connettere un maggior numero di dati e di persone”, spiega Proserpio. Un cervello diverso rispetto a quello di chi si è formato prima dell’avvento di internet, “il quale è tendenzialmente ‘verticale’, cioè caratterizzato da “un limitato, autosufficiente e preciso corpus di nozioni; con molte informazioni su pochi argomenti”. Il rovescio della medaglia è che “quando è disconnesso dalla rete, il cervello digitale si sente un poco sperduto, gli manca una componente ormai essenziale dei suoi processi cognitivi”, aggiunge l’autore.
Per capire come e quanto profondamente internet abbia modificato abitudini e comportamenti, Proserpio passa in rassegna le caratteristiche sulle quali si fonda la rete di oggi. Non quelle tecnologiche, ma quelle legate ai contenuti e ai loro modi di utilizzo. Dalla enorme capacità di memoria di internet, alla difficoltà, in questo mare di informazioni, di ricavare quelle effettivamente rilevanti e di qualità. Fino alla nascita, sul web, di nuovi concetti di amicizia, di atmosfera e di rapporti sociali, veicolati da social media come Facebook o Twitter o da blog e forum di discussione. Con tutto ciò che ne consegue in positivo (rapidità e diffusione dei contatti, possibilità di trovare comunità di appassionati per quasi ogni argomento di interesse, capacità di emozionarsi anche in un mondo sintetico), ma anche in negativo. Se l’identità fisica di una persona, ad esempio, è destinata a cambiare e scomparire, non così avviene per quella digitale, che non ha scadenza: le foto che ci ritraevano in pose sconvenienti dieci anni fa possono non essere più rappresentative del nostro modo di essere di oggi, eppure tali rimangono. “Una volta che si è lasciata una traccia digitale”, spiega Proserpio, “quella tende a rimanere e ad avere una patina di ‘recentezza’ che è causa di preoccupazione per chi l’ha lasciata quando era giovane e vorrebbe cancellarla ora che è adulto”. Una immagine potenzialmente distorta dell’individuo che già oggi rischia di produrre danni: “Ci sono aziende”, sottolinea l’autore, “che iniziano a considerare i profili dei candidati all’assunzione sui social network, o a fare ricerche approfondite in Internet, per scremare quelli con comportamenti lontani dall’etica aziendale. Io non sono completamente d’accordo perché penso che ognuno di noi possa presentare aspetti poco coerenti con un’impresa, eppure lavorarci con profitto”.
E proprio alle aziende e alle istituzioni è dedicato il capitolo finale del volume, che sonda il riflesso dell’era digitale sulle organizzazioni. Una considerazione amara: l’Italia, nel suo insieme, subisce un digital divide enorme rispetto ad altri paesi, come gli Stati Uniti, il Giappone o la Svezia. “Digital divide che non gioca a favore del nostro paese”, commenta Proserpio. “L’Italia deve infatti lottare ancor più duramente degli altri per integrare i nuovi comportamenti nelle realtà delle aziende, e usarli per ottenere vantaggio competitivo”. Inoltre, istituzioni e imprese faticano ancora a comprendere che la rivoluzione digitale non è nelle tecnologie, disponibili a tutti senza sforzo. La differenza è nei comportamenti e nelle abitudini delle persone. “Ed è la parte più difficile”, spiega Proserpio, “perché è la più astratta. Ragionare di comportamenti invece che di tecniche o di prodotti o di tecnologie da integrare è più complesso per le abitudini aziendali”. È facile costruire un canale di vendita via Internet, è difficile usare il lessico giusto per comunicare con i giovani della rete. Ed è qui che normalmente le imprese falliscono l’ingresso nella rete.
In conclusione, per comprendere la natura della rete bisogna studiare i comportamenti dei suoi abitanti. Così è più semplice capire quali effetti della rete possano essere considerati transitori e quali altri siano destinati a durare a lungo. Con un auspicio, conclude Proserpio: “Internet può crescere in modo anarchico e guidato dal basso, stimolando creatività e innovazione, oppure si può decidere che il caos che spesso caratterizza l’informazione e la sua ricerca non sia il modo migliore per lo sviluppo futuro della rete e agire in modo che una regolazione dall’alto si affianchi all’autoregolazione dal basso. Indipendentemente dall’approccio (io preferisco il primo), è nostro dovere guardare alla rete come a uno dei motori più potenti di generazione di abitudini, regole, opportunità, stili di vita e nuovi comportamenti digitali di cui dobbiamo tenere conto”.

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da: Chi e’ giovane e chi e’ vecchio ai tempi di Internet? – Libri.


Un’istantanea dei 150 anni d’Italia nel volume Anci-Ifel

Nel 1861 sono circa 7.720 i Comuni nel Regno arrivando a 9.129 nel 1921 per ridiscendere a 7.810 nel 1951 fino a risalire oggi a 8.094. Napoli è la città più popolosa con i suoi 447mila abitanti seguita dalla allora capitale Torino con 204mila abitanti e da Milano con 196mila abitanti. Napoli resta per oltre sessant’anni la città più grande dello stivale fino a quando nel 1931 un censimento nazionale “incorona” Roma come la nuova metropoli del paese.

Il numero medio dei componenti per famiglia era quasi il doppio rispetto a quello attuale: 4,66 contro 2,41. Contrariamente a quanto si è portati a pensare, non era tanto il sud a detenere il primato della famiglia più numerosa quanto i comuni delle aree centrali del Regno che facevano registrare il più alto numero di famiglie con oltre 5 componenti: in Romagna, ad esempio si arrivava a 5,22 componenti, in Toscana a 5,23 e in Umbria si arrivava perfino a 5,36.

La popolazione italiana era molto più giovane, l’età media era pari a 27 anni rispetto a quella attuale di 43. Nel primo decennio di Unità l’Italia resta sostanzialmente un paese ancora povero: il reddito nazionale pro capite era di 316 lire (pari al valore attuale di 1.343 euro). Milano, cuore dell’industria e dell’economia, aveva invece meno di 200mila abitanti con un sorprendente cambiamento nel corso del tempo che ha visto crescere di oltre sei volte il numero dei suoi residenti rispetto a quelli di Napoli che in un secolo e mezzo sono poco più che raddoppiati. Probabilmente ciò è dipeso dal gran numero di comuni annesso: ben 29. E’ soprattutto nel cinquantennio 1901 – 1951 che Milano si afferma come la grande metropoli industriale del paese.
Se Milano oggi conta mediamente lo stesso numero di abitanti rispetto a sessant’anni fa: un milione 307.495 contro un milione 274.245, nello stesso periodo Roma cresce invece di oltre un milione di abitanti e Napoli perde circa 100mila abitanti solo negli ultimi vent’anni a causa dell’emigrazione e del pendolarismo temporaneo.

Cresce l’età media degli italiani pari a 28 anni e 4 mesi mentre le famiglie composte da una sola persona sono pari all’8,8%. Oggi il dato si attesta sul 28,1%. I primi decenni del Novecento fanno registrare anche il più massiccio flusso migratorio verso l’estero con oltre 600 espatri ogni anno. Il 40% di questi ha come destinazione gli Stati Uniti.

L’agricoltura resta il settore in cui è impiegata la maggior parte della popolazione, per lo più maschile, pari a circa 37.859 ogni 100mila abitanti. Mentre i cittadini nella pubblica amministrazione, senza contare gli insegnanti, erano solo 178.241 di cui 173,177 maschi e 5064 femmine. Oggi invece gli impiegati nella pubblica amministrazione sono oltre due milioni e mezzo e le donne sono il 55%. Venivano compresi negli uffici della pubblica amministrazione anche quelli delle colonie. Nel 1921 gli italiani nelle colonie africane erano 22.183 di cui il 57% aveva tra i 21 e i 40 anni d’età.

Gli abbonati al telefono erano117mila mentre il 9,7% dei cittadini aveva una proprietà immobiliare. Oggi invece circa l’80% della popolazione possiede una casa di proprietà mentre le famiglie in affitto raggiungono il 18,9% del totale. Superato il periodo fascista, in cui il sindaco fu sostituito dalla figura del podestà, gli affitti ammontavano al 48,3%.

Intanto l’Italia si avvia verso la modernizzazione con la diffusione dell’auto che cresce prepotentemente nel corso degli anni. Si passa infatti dalle 425.283 automobili del 1951 a ben 36milioni di oggi. Siamo diventati un paese con oltre 60milioni di abitanti, di cui il 7% di stranieri risiedono in 8.094 comuni. Nelle 15 città metropolitane vivono 9,6 milioni di abitanti, nei 5.693 piccoli comuni invece 10,3 milioni di abitanti.

Questo excursus storico dei nostri 150 anni dimostra che l’Italia è diventata sì un paese più ricco ma anche più vecchio: ogni 100 giovani si registrano infatti 143,4 anziani.

i dati dimostrano che i comuni nel corso della storia nazionale restano l’ossatura della struttura demografica italiana. Infatti anche se in termini percentuali i piccoli comuni con meno di 5mila abitanti sono diminuiti restano nel 2010 il 70,3% delle amministrazioni comunali (erano l’88,3% nel 1861).
Sono cresciute anche le città con oltre 100mila abitanti di cui Roma e Milano hanno superato il milione di abitanti. Il comune più giovane è Lauregno/Laurein (in Trentino-Alto Adige) con 24 ragazzi sotto i 15 anni per 100 abitanti mentre Zerba (Emilia Romagna) quello più anziano con il 64,3% della popolazione con 65 anni d’età. Il comune più piccolo invece è Pedesina (Lomabardia) con solo 33 abitanti rispetto ai 136 del 1861.

da: Un’istantanea dei 150 anni d’Italia nel volume Anci-Ifel.


Istat, Delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria: Nell’anno 2009 si sono registrati 2.629.831 delitti (4.369,0 per centomila abitanti), in leggera diminuzione (-3,0 per cento) rispetto all’anno precedente, dato che conferma l’andamento decrescente iniziato nel 2008

La quantificazione dei delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria costituisce un importante strumento di misura della criminalità. Questo termine, in realtà, nella percezione comune è la sintesi di un concetto complesso e influenzato da più fattori. Tra questi ultimi, oltre ai risultati dell’azione di prevenzione e contrasto messa in opera dalle Forze di polizia, i principali sono la propensione dei cittadini a denunciare i reati di cui sono vittime, le politiche sulla sicurezza, le modifiche normative. Non è pertanto sempre agevole distinguere le tendenze destinate a consolidarsi nel tempo dagli eventi congiunturali.

I livelli di delittuosità, in ascesa fino al 1991, hanno avuto successivamente un andamento altalenante nel tempo, ma con livelli sostanzialmente stabili. Nell’anno 2009 si sono registrati 2.629.831 delitti (4.369,0 per centomila abitanti), in leggera diminuzione (-3,0 per cento) rispetto all’anno precedente, dato che conferma l’andamento decrescente iniziato nel 2008.

Il dettaglio territoriale proposto, che arriva fino al dettaglio comunale per i centri con una popolazione superiore ai 250.000 abitanti, consente all’utilizzatore analisi differenziate per le diverse realtà del Paese, con l’avvertenza che alcuni dei fattori predetti, in particolare la propensione a denunciare, possono variare notevolmente nei diversi contesti geografici.

Vengono inoltre proposti i dati relativi alle persone sospettate di aver commesso i reati denunciati, e tra queste, quelli dei minori di 18 anni.

La rilevazione, della quale viene fornita una breve nota descrittiva, riguarda la totalità dei delitti, di autore noto o ignoto, denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria, sia derivanti da denunce di privati, sia autonomamente accertati nell’esercizio dell’attività di contrasto della criminalità.

da: Delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria.


Istat, Bilancio demografico mensile: Alla fine di novembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.605.053 abitanti

L’Istat rende disponibili on line – su http://demo.istat.it – i dati mensili relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente per sesso dei comuni italiani.

I dati, che derivano dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i comuni italiani, vanno considerati provvisori fino alla fine dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del comunicato stampa relativo al “Bilancio demografico nazionale”.

Alla fine di novembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.605.053 abitanti. Rispetto all’inizio del 2010 si è registrato un incremento dello 0,44 per cento, pari a +264.725 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,61 per cento), del Nord-ovest e del Nord-est (+0,59 per cento).

da:Bilancio demografico mensile.


Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale, DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2011 , n. 2 (GU n. 67 del 23 marzo 2011),

FEDERALISMO FISCALE
Il 24 marzo 2011 la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ha approvato il parere sullo schema di decreto legislativo recante la disciplina dell’autonomia di entrata delle regioni e delle province, nonché la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard del settore sanitario.
federalismo fiscale municipale
DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2011 , n. 23 Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale (GU n. 67 del 23 marzo 2011)

Emergenza migrazioni dal Nord Africa: le Regioni italiane

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commenta così le dichiarazioni del ministro Umberto Bossi che ha risposto con un “Fora d’i ball” ai giornalisti che gli chiedevano cosa farà il Governo degli immigrati sbarcati sulle coste italiane: “se Bossi avesse visto quello che abbiamo visto noi a Lampedusa – afferma Lombardo – avrebbe provato vergogna per le sue dichiarazioni”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, sostiene che ”l’aiuto ai profughi o lo danno tutte le Regioni o nessuno. Vediamo i numeri e cerchiamo di capire le potenziali allocazioni”. Zaia richiama il  ”Tutti per uno, uno per tutti” per indicare come si muoveranno le Regioni italiane nel decidere l’accoglienza per i profughi libici. Zaia ha spiegato che il ministro Maroni ”si e’ dichiarato disponibile ad applicare alcuni correttivi, come ad esempio quello chiesto dal Veneto sulla pressione degli immigrati. Noi ne abbiamo gia’ 600 mila e fanno pressione demografica anche se si sono integrati. Ma molti di questi sono disoccupati”. ”Dico subito che per quanto ci riguarda – annuncia il presidente del Veneto – escluderemo caserme in disuso o centri cittadini. Abbiamo censito le aree isolate, ma abbiamo visto che non abbiamo stabili pronti nel breve e nel medio periodo”.
”Dobbiamo affrontare – dice Zaia  - il problema dei profughi di guerra, non dei clandestini. Non quello dei tunisini che sbarcano a Lampedusa con jeans e giubbotti firmati, cellulare e hanno mille pretese. Ho visto che
qualcuno di loro addirittura rifiuta il cibo perche’ non lo ritiene di suo gusto. Anche per questa gente abbiamo le normative giuste: si spediscono nei Cie per l’identificazione e l’espulsione. Non esiste una terza via”.
Il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, spiega che ”nell’incontro di domani ribadiremo al ministro Maroni la nostra disponibilita’ a collaborare per risolvere il problema dei profughi. Riportero’ al tavolo la richiesta di considerare la presenza di immigrati sul territorio, che qui in Piemonte e’ alta”.
”Si sta facendo confusione – ha detto Cota – tra clandestini e profughi. I clandestini sono soggetti a provvedimenti di riconoscimento nei Cie ed e’ previsto il rimpatrio. Noi sosteniamo che non devono arrivare e che quando arrivano devono essere rimpatriati. I profughi hanno diritto ad uno status diverso: deve farsene carico l’Unione Europea e quindi tutti i Paesi europei. Non e’ un problema che dobbiamo gestire solo noi”.
”Domani – sottolinea Cota – parteciperemo alla riunione convocata dal ministro Maroni sul piano per fronteggiare l’emergenza. Tutte le Regioni hanno dato la loro disponibilita’ a collaborare, solo l’Abruzzo ha posto i suoi problemi legati al terremoto che lo ha colpito”.
Siti per l’accoglienza dei profughi in Friuli Venezia Giulia? ”Per il momento di tratta solo di voci – risponde Renzo Tongo, presidente della Regione -. Domani ci sara’ un incontro con il ministro Maroni e il Fvg sosterra’ la tesi che ha gia’ precisato e cioe’ che le regioni che hanno gia’ il Cara e il Cie come la nostra abbiano meno immigrati di quelli che gli sapetterebbero. E noi andiamo su questa linea,dando peraltro garanzie al governo della giusta collaborazione pero’ ci sono regioni che devono fare prima di noi il loro dovere”.
“Il Lazio fara’ la sua parte, purche’ la facciano tutte le regioni. Ma deve essere chiarito in modo inequivocabile – ha sottolineato il presidente Renata Polverini – che si trattera’ di un’ospitalita’ a tempo”.
Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è intervenuto sulla questione: ”Il ministro Maroni – ha spiegato Formigoni – ha proposto una ripartizione dei profughi sulla base del numero degli abitanti delle regioni. Io propongo di utilizzare anche ulteriori criteri, come quello di calcolare quanti sono gli stranieri gia’ presenti nelle regioni”. Formigoni ha chiarito che questa ”e’ una proposta che la Lombardia avanzera’ al ministero”. ”Di fronte a una tragedia umanitaria – ribadisce Formigoni – dobbiamo fare tutti il massimo sforzo per salvare persone da morte certa, ma e’ giusto accogliere tenendo anche conto di chi gia’ accoglie di piu”’.
La Lombardia e’ pronta a fare la sua parte per accogliere i profughi provenienti dalla Libia ”ma prima e’ necessario fare un controllo persona per persona per la giusta identificazione sui Paesi di provenienza”. E’ importante identificare gli immigrati irregolari dai profughi, “lavoro che dovrebbe pero’ essere fatto nei centri di prima accoglienza”.
Formigoni infine afferma che l’Italia ”dovrebbe ritirare la disponibilita’ delle sue basi” per le operazioni militari in Libia dopo che, alla videoconferenza di ieri tra Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania, l’Italia non e’ stata invitata.  ”Ritengo che, a questo punto, il nostro Paese – ha sottolineato Formigoni – dovrebbe ritirare la disponibilita’ delle basi perche’ se alcuni paesi ritengono di poter condurre le operazioni nel Mediterraneo da soli, senza coinvolgere a pienissimo titolo l’Italia, che e’ il paese mediterraneo per eccellenza, e’ bene che l’Italia ritiri le proprie basi”. Secondo Formigoni, quella in Libia ”e’ una guerra partita male e che si sta sviluppando peggio perche’ stiamo andando molto al di la’ del mandato dell’Onu, che era difendere i civili. Questa guerra nata dalla volonta’ bellicista soprattutto dei francesi non puo’ continuare in questo modo”. Formigoni ha anche aggiunto che ”i francesi si stanno macchiando di un atteggiamento inaccettabile” perche’ ”stanno respingendo alla frontiera di Ventimiglia tutti gli immigrati tunisini, che vengono da un paese colonizzato dalla Francia. Che la Francia li respinga e’ qualcosa di vergognoso e inaccettabile, che la comunita’ internazionale dovrebbe sanzionare”.

da: Newsletter n. 1765 del martedì 29 marzo 2011

  • [Toscana] Rossi: “No a Coltano, sì all’accoglienza diffusa”
  • [Basilicata] Tendopoli per Libici a Potenza, la Regione non ne ha notizia
  • Immigrati. bossi: fora da i ball
  • ++ immigrazione: napolitano, regioni si diano da fare ++
  • Immigrati: cota, collaboreremo ma si tenga conto realta’… (2)
  • Immigrati: cota, pronti a collaborare a piano maroni
  • Immigrati: lombardo, siamo tutti lampedusani
  • Libia: zaia, profughi dalla libia? tutte le regioni o nessuna
  • La notizia: immigrati da domani ‘svuotamento’ lampedusa(ore14)
  • Immigrati: lombardo, accoglierli con navi a largo
  • (er) immigrati. errani: lampedusa insostenibile, basta con i ‘se’
  • Immigrati: rossi, area nel pisano sarebbe atto d’imperio governo
  • Immigrati: rossi (toscana), tendopoli nel pisano scelta d’imperio del governo
  • 28/03: immigrazione: errani a chiamparino, giusto collaborare

  • Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, interviene sul problema dell’emergenza umanitaria immigrati: ”Siamo di fronte a un’emergenza che riguarda l’Europa ed e’ bene che il Governo faccia un’iniziativa in Europa perche’ vi sia l’impegno europeo ad affrontare la questione”.

    Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, interviene sul problema dell’emergenza umanitaria immigrati: ”Siamo di fronte a un’emergenza che riguarda l’Europa ed e’ bene che il Governo faccia un’iniziativa in Europa perche’ vi sia l’impegno europeo ad affrontare la questione”.

    Errani inoltre esprime ”pieno apprezzamento per le parole del Presidente della Repubblica”, pronunciate a New York, relativamente all’impegno delle Regioni sul fronte immigrazione. Errani infatti spiega  di ”condividere in pieno” la sollecitazione del Capo dello Stato: ”e’ ora che le istituzioni della Repubblica – Governo, Regioni e Enti locali – parlino con una voce sola, senza distinguo ne’ tanto meno confusione”.

    ”Il nostro Paese – afferma Errani -, che vive in una situazione diretta e cosi’ pesante, perche’ la situazione a Lampedusa e’ insostenibile, deve dare una risposta in cui ciascun livello che ha responsabilita’ si assume questa responsabilita”’.
    ”Questa emergenza umanitaria va affrontata con serieta’, coerenza e capacita’ di dare risposte ai problemi dei profughi”.
    Errani sostiene che ”Bisogna smettere di fare discussioni astratte e responsabilmente, nel territorio e a livello nazionale, dobbiamo parlare con un’unica voce”. Cosi’ Errani esorta a trovare l’accordo istituzionale e a definire presto il piano di accoglienza dei profughi in arrivo dalla Libia.

    da: Newsletter n. 1765 del martedì 29 marzo 2011.


    Giorgio Napolitano considera la situazione che si e’ creata a Lampedusa ”inaccettabile” e fa appello a tutte le regioni affinche’ aiutino l’isola siciliana accogliendo gran parte degli immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa in nome ”di un spirito di coesione e solidarieta”, 29 marzo 2011

    Giorgio Napolitano considera la situazione che si e’ creata a Lampedusa ”inaccettabile” e fa appello a tutte le regioni affinche’ aiutino l’isola siciliana accogliendo gran parte degli immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa in nome ”di un spirito di coesione e solidarieta”.
    ”A Lampedusa si deve intensificare, come gia’ si sarebbe dovuto fare nei giorni scorsi, l’afflusso dei mezzi necessari per portare via gran parte delle persone sbarcate nei giorni scorsi. L’Italia, le singole regioni italiane, non possono dare uno spettacolo di incertezza e divisioni come si rischia di dare. Non ci puo’ essere una regione che accetta di accogliere una parte degli immigrati e un’altra regione che dice di no”, afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rinnovando il proprio appello ”allo spirito di coesione e solidarieta’ che non deve mancare in questo momento”.

    http://www.quirinale.it/

    Newsletter n. 1765 del martedì 29 marzo 2011.


    Massimo Cacciari: Macchè federalismo, quello è solo un modo differente di dividere la torta

    Domanda: E il federalismo varato in questi giorni?

    Risposta: Macchè federalismo, quello è solo un modo differente di dividere la torta. L’ultima vera riforma l’ha fatta Bassanini sul Titolo V della Costituzione.

    Manca il Senato delle autonomie, l’abolizione delle Province autonome, e poi come si fa a fare uno Stato federalista con 19 Regioni, alcune con 200mila abitanti? … ma su!

    Poche macro-regioni e aree metropolitane.
    «Ma è chiaro! Lo dicevamo già con Miglio. E statuti di città-stato per alcune realtà con certe peculiarità».

    Una su tutte Venezia.
    «Anche per un deficiente è palese che Venezia deve essere un land come Amburgo!».

    in: Intervista di Paola Setti, il Giornale 29 marzo 2011


    Parere favorevole è stato espresso il 24 marzo 2011 dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale al decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, e determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario

    Parere favorevole è stato espresso il 24 marzo 2011 dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale al decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, e determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Il decreto in sintesi individua le fonti di finanziamento delle regioni a statuto ordinario e dispone la contestuale soppressione dei trasferimenti statali. A decorrere dal 2013 verrà rideterminata l’addizionale regionale all’Irpef, con corrispondente riduzione delle aliquote Irpef di competenza statale, al fine di mantenere inalterato il prelievo fiscale a carico del contribuente; la rideterminazione deve comunque garantire alle regioni entrate equivalenti alla soppressione sia dei trasferimenti statali che della compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina, entrambe disposte dallo schema in esame. All’aliquota così rideterminata si aggiungono le eventuali maggiorazioni dell’addizionale, attualmente pari all’ 0,9%, che ciascuna regione può effettuare nel limite dello 0,5% fino al 2013, dell’1,1% per il 2014 e del 2,1% dal 2015; qualora peraltro la maggiorazione sia superiore allo 0,5% la parte eccedente tale quota non si applica ai contribuenti titolari di redditi ricadenti nel primo scaglione di reddito (fino a 15.000 euro). Alle regioni spetta altresì una compartecipazione al gettito Iva, che per gli anni 2011 e 2012 viene calcolata in base alla normativa vigente, mentre dal 2013 sarà fissata in misura pari al fabbisogno sanitario “in una sola regione”. Prima di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto deve avere l’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri.


    Il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano all’Onu: «Il mondo non poteva assistere senza reagire alle molte vittime e distruzioni massicce inflitte»; l’operazione internazionale autorizzata dall’Onu a cui l’Italia partecipa rientra «nella piena legittimità internazionale» – Il Sole 24 ORE

    «Il mondo non poteva assistere senza reagire alle molte vittime e distruzioni massicce inflitte» dal leader libico Muammar Gheddafi alla sua popolazione. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene così all’Assemblea generale Onu a New York, dove si trova per un viaggio iniziato nel fine settimana che si concluderà mercoledì. Il capo dello Stato ha precisato che l’operazione internazionale autorizzata dall’Onu a cui l’Italia partecipa rientra «nella piena legittimità internazionale», sottolineando che non bisogna sottovalutare «nel modo più assoluto costi umani e rischi delle azioni militari».

    Tuttavia «il governo libico ha rigettato numerosi appelli internazionali, inclusa una richiesta unanime proveniente da questa Assemblea, e ha risposto al dissenso con la repressione, alla protesta civile con la forza millitare, su una scala senza precedenti».

    da: Napolitano all’Onu: risoluzione pienamente legittima non potevamo restare a guardare – Il Sole 24 ORE.


    Ugo Albano, CASA dolce CASA – viaggio nell’amore domestico-

    L’amore vero è l’amore maturo, vale a dire quello agito ogni giorno e non solo quello astrattamente dichiarato. Amarsi non è solo un sentimento fatuo, ma una quotidiana applicazione pratica della mediazione non solo tra i due partner, ma anche tra questi ed il mondo esterno. Lo stesso “clima di coppia” è sempre più determinato dalle condizioni di vita, le quali non possono che essere economiche. Ma che c’entra l’economia con l’amore? Che c’entra il vile soldo con il sublime affetto?  A dire il vero c’è sempre centrato, anzi oggi c’entra ancor di più. Se una volta bastava sposarsi un “buon partito”, oggi, con la crisi economica che c’è, la buona coppia è invitata a “stare nei limiti”. Si tratta di uno sforzo tutt’altro che inutile, anzi esso può rappresentare una dimensione cementificante non solo della famiglia al suo interno, ma anche tra la stessa ed il mondo esterno. Tentiamo quindi questo viaggio partendo dall’amore e finendo agli stili di consumo: un viaggio non solo materiale, ma anche spirituale.

    .….per leggere tutto, clicca qui.

    da: Ugo Albano.


    Psicoanalisibookshop, Newsletter 28 marzo 2011

    Questi sono i nuovi tre titoli in distribuzione presso
    Psicoanalisibookshop.

    ARTICOLI
    L’Alchimia ed il processo mercuriale di illuminazione
    Dott. Diego Pignatelli Spinazzola

    LIBRI

    RIVISTE

    Dove incontri l’anima
    Psicologia, spiritualità e vita quotidiana
    Giacomo Dacquino
    Mondadori, 2011

    Il fenomeno della spiritualità è rimasto a lungo estraneo all’ambito di ricerca delle scienze psicologiche. La stessa psichiatria l’ha sempre guardato con grande sospetto, al punto…

    Psicoterapia Psicoanalitica 2/2010
    Borla, 2010

    Indice: Empatia, atmosfera, rappresentazione. Nota clinica su una prima seduta; Capacità negative dell’analista e creatività…

    FILM

    Le forme vitali
    Psicologia, psicoterapia, sviluppo ed espressione artistica…
    Daniel N. Stern
    Raffaello Cortina, 2011

    GLa vitalità assume molti aspetti ed è presente ovunque, nella vita quotidiana, nello sviluppo psicologico, in psicoterapia e in diverse forme d’arte. Ma che cos’è esattamente questo senso…

    Una sconfinata giovinezza
    Regia di Pupi Avati
    Italia,
    2010

    Lino e Chicca vivono una vita coniugale serena, priva di gravi turbolenze, entrambi soddisfatti…

    OFFERTE
    ANTIGONE
    ARMANDO
    BOMPIANI
    LIGUORI
    MEDITERRANEE

    La consultazione psicodinamica
    Teoria e tecnica
    Giuseppe Filidoro
    Armando, 2011

    Una consultazione che si fondi sull’attenzione alla relazione si pone il compito, oltre che di individuare la risposta immediata più idonea al bisogno espresso dal paziente, di considerare…

    Vedi tutta la vetrina del mese

    Lo staff di Psicoanalisi Bookshop
    Vi saluta cordialmente!

    Venite a trovarci su Facebook. Notizie in tempo reale.


    Laura Conti: giovedì 31 marzo 2011 ricorre il novantesimo anniversario della nascita

    Giovedì 31 marzo 2011 ricorre il novantesimo anniversario della nascita di Laura Conti. Vi invitiamo a una breve cerimonia commemorativa che si terrà alle ore 17, presso il Cimitero Monumentale di Milano.

    La cerimonia si terrà presso il monumento funerario a firma dello scultore Enrico Butti, donato a Italia Nostra con l’impegno di dare sepoltura a donne illustri che si siano distinte in vita per l’impegno in ambito culturale, sociale e ambientale. Qui le spoglie di Laura hanno recentemente trovato dimora definitiva.

    Il monumento (reparto 5 edicola 86) è situato all’inizio del viale principale, sulla destra, non lontano dal Famedio dove il nome di Laura è già iscritto tra i cittadini benemeriti di Milano.


    Il “voto di vastità” di Alessandro Bergonzoni: allargare i confini della comunicazione artistica e culturale, per riflettere anche sul lavoro di servizio, a cura di Asi a

    Tenetevi aggiornati su interviste, eventi e corsi, visitate http://www.asia.it


    Federalismo, ecco i passi dopo il sì sulle regioni – I numeri solidarietà tra territori ricchi e poveri – Il Sole 24 ORE

    vediamo a che punto è il procedimento di attuazione all’articolo 119 della Costituzione partito nel 2008. Degli otto provvedimenti licenziati dal Consiglio dei ministri solo cinque hanno raggiunto (o quasi) il traguardo: federalismo demaniale, ordinamento di Roma capitale, fabbisogni standard di Comuni e Province, fisco municipale, tributi regionali, provinciali e costi standard. Senza che nessuno sia però diventato effettivamente operativo. Ogni decreto a sua volta delega a Dm, Dpcm e regolamenti vari la propria applicazione pratica. Valga l’esempio del municipale che contiene 18 rinvii ad altrettanti provvedimenti.

    In rampa di lancio ci sono altri tre Dlgs – interventi speciali, armonizzazione dei bilanci pubblici, premi e sanzioni – che devono però completare la trafila Conferenza unificata-Parlamento-Palazzo Chigi prevista dalla legge 42 del 200

    da: Federalismo, ecco i passi dopo il sì sulle regioni – I numeri solidarietà tra territori ricchi e poveri – Il Sole 24 ORE.


    Massimo Cacciari su: fase costituente per la politica italiana; “foedus” (patto); la crisi dei due poli e federalismo;

    Audio: Massimo Cacciari, 25Mar2011.Mp3

    • necessità di una “fase costituente” per la politica italiana: non si può aprire una fase costituente con due poli condizionati dalle estreme
    • il principio fondante del federalismo è che è al livello più basso che occorre intervenire. “ciò che puoi fare , fallo tu”
    • “Foedus”, patto: federalismo è essere responsabili, sentirsi responsabili
    • il “terzo polo” è una novità e bisognerà farci i conti. Al senato il terzo polo sarà decisivo
    • il progetto del PD è fallito. Occorre rielaborare il lutto
    • occorrono partiti radicati nei territori ma anche nazional

    A.Betti , Presentazione Progetto: “Il Servizio Sociale Professionale: ipotesi d’applicazione ed intervento in ambito criminologico”


    sono lieta di presentarvi il progetto realizzato da me e dai corsisti della I Edizione del Corso di Formazione Continua

    • Assistente Sociale Criminologo“.


    • Il Servizio Sociale Professionale: ipotesi d’applicazione ed intervento in ambito criminologico“,

    è un progetto interamente ideato, prodotto e realizzato da me come dai corsisti della I Edizione del Corso di Formazione Continua Assistente Sociale Criminologo“.

    Tale presentazione consiste di:


    E’ possibile anche iscriversi alla piattaforma WebTVista e vi terrò informati in quanto a breve si terrà la giornata di presentazione ufficiale.
    Cordiali Saluti,
    A.Betti


    Massimo Cacciari: L’unica cosa oggettiva in politica è la demografia

    L’unica cosa oggettiva in politica è la demografia

    Massimo Cacciari

    a Otto e Mezzo del 25 marzo 2011


    Aumentate le misure di sicurezza al convegno in San Romano per la presenza del professor Pietro Ichino » La Gazzetta di Lucca

    La follia omicida delle troglodite sinistre massimaliste è arrivata a questo livello: un convegno di diritto del lavoro si trasforma in un bunker antiterrorismo.

    Sono le ideologie totalitarie del secolo scorso che si riflettono in piccoli gruppi desiderosi di saldarsi alle ben più estese masse islamiste che premono sulla esausta Europa.

    Paolo Ferrario, 26 marzo 2011

    I maggiori esperti di diritto del lavoro, italiani e internazionali, si sono ritrovati a Lucca per partecipare in San Romano al convegno di due giorni organizzato dalla Fondazione “Giuseppe Pera” sul Ruolo della sperimentazione per il progresso di una efficace legislazione del lavoro. Il professor Pietro Ichino, giuslavorista sotto scorta per timore che, come Marco Biagi, possa diventare un obiettivo delle nuove Brigate Rosse, ha reso necessario il rafforzamento delle misure di sicurezza. La questura di Lucca, attraverso la Digos, ha disposto tutta una serie di servizi ulteriori necessari per monitorare la zona. Con Ichino c’è anche un altro docente seguito con particolare attenzione.

    l’intero articolo qui:


    Notiziario C.A.R.D. – a cura di Gilberto Gentili, Distretti Sanitari

    Notiziario C.A.R.D. – a cura di [Panorama della Sanita] e Gilberto Gentili

    21/03/11 NUCLEARE E SALUTE, NESSUN RISCHIO PER L’ITALIA
    21/03/11 FOFI, MEDICINALI AL DOMICILIO DEL PAZIENTE CRITICO: IL FARMACISTA RESTI AL CENTRO
    21/03/11 RELAZIONE SULL’ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE L’ACCESSO ALLE CURE PALLIATIVE E ALLA TERAPIA DEL DOLORE
    21/03/11 PRESENTATA DAL MINISTERO LA MONOGRAFIA SUL PERSONALE DIPENDENTE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
    21/03/11 A MILANO 450 STUDENTI DEL “GENTILESCHI” PER LA PRIMA TAPPA DELLA CAMPAGNA NAZIONALE AIOM
    21/03/11 TUBERCOLOSI: IL TIPO MULTIRESISTENTE È PIÙ DIFFUSO IN EUROPA
    21/03/11 HIV, ALLA RICERCA DI UNA STRATEGIA TERAPEUTICA PIÙ “SOSTENIBILE”
    21/03/11 SICILIA: CIECHI E RETINOPATICI: FIRMATE CONVENZIONI CON UIC E ARIS
    21/03/11 FRIULI – VENEZIA GIULIA: OK ALLE TERME PER LA RIABILITAZIONE
    21/03/11 ISS, PREVENIRE LE COMPLICANZE DEL DIABETE: DALLA RICERCA DI BASE ALL’ASSISTENZA
    14/03/11 AUSL DI PARMA: MARISA BACCHINI È LA PRESIDENTE DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DEL DISTRETTO DI PARMA
    14/03/11 AIMEF: I MEDICI DI FAMIGLIA CONCLUDONO LA X ASSEMBLEA NAZIONALE: SUGGERIMENTI PER ISTITUZIONI E CITTADINI
    14/03/11 CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO
    14/03/11 AIRC E SAS INSIEME NELLA RICERCA CONTRO IL CANCRO
    14/03/11 ECCO LA NUOVA GUIDA SULLA DISABILITÀ, ORA ANCHE IN LINGUA INGLESE
    14/03/11 ALLARME DEPRESSIONE IN ITALIA, + 15% NEL 2010. GLI ESPERTI: LA PRIMA CAUSA È LA CRISI ECONOMICA
    14/03/11 POLICLINICO GEMELLI: BASSE TEMPERATURE E PIOGGE ALLONTANANO (PER ORA) LE CRISI ALLERGICHE DA POLLINOSI
    14/03/11 UN SITO INTERNET INTERATTIVO PER CONOSCERE E CALCOLARE IL RISCHIO DI INCIDENTI NELLA PROPRIA CASA
    14/03/11 GIORNATA MONDIALE MALATTIE RARE, A TEATRO CONTROVENTO
    14/03/11 INDAGINE ONDA, DONNE E TUMORI: L’OVAIO CONFUSO CON L’UTERO. L’87% NON NE HA MAI PARLATO CON IL PROPRIO MEDICO

    da: Distretti Sanitari.


    il Servizio Affido professionale, promosso dalla Provincia di Milano

    Dal 25 al 27 marzo si rinnova l’appuntamento annuale alla fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fa’ la cosa giusta”.

    Quest’anno in occasione dell’Anno europeo del volontariato, grande attenzione sarà data al Terzo settore con le sezioni Pace e partecipazione, Commercio equo e solidale, Sprigioniamoci, tematiche per quali l’amministrazione provinciale e il nostro Assessorato hanno sempre mostrato spiccata sensibilità e attenzione.

    In quest’area sarà presente il Servizio Affido professionale, promosso dalla Provincia di Milano in collaborazione con quattro cooperative sociali, che propone l’accoglienza in famiglia di minori provenienti da situazioni familiari particolarmente complesse… un’ulteriore opportunità  di accoglienza familiare accanto all’affido “classico”.

    Gli affidi professionali avviati sinora sono 40. Di questi 25 si sono conclusi nel rispetto dei tempi previsti dal progetto (2-3 anni) e per 16 minori è stato possibile il rientro nella propria famiglia. Le famiglie che sono state selezionate e formate in questi sette anni di attività sono 60; diverse di queste collaborano con il Servizio dalla sua nascita e hanno realizzato fino a 3 affidi.

    I minori in affido familiare, presso parenti o altre famiglie, in Lombardia a fine 2008 sono 2427, di questi 342 solo nel capoluogo e circa 800-900 nella Provincia (dati Osservatorio Minori Regionale).

    È importante sottolineare che nel 2008 in due casi su tre i minori sono stati affidati a soggetti esterni alla rete familiare, 1617 minori in affido eterofamiliare, un trend in costante crescita dal 1997.

    Un numero importante, che dà conto ancora una volta della sensibilità e della generosità del territorio. Eppure il bisogno è superiore a questa disponibilità, è necessario che altre famiglie si mettano in gioco.

    FA’ LA COSA GIUSTA “ALLARGA LA TUA FAMIGLIA!!”

    Per ulteriori informazioni visita l’area Minori e Famiglia della Provincia di Milano

    Per la fiera nazionale: www.falacosagiusta.org/milano/


    Gaetano De Luca, Indennità di accompagnamento, un aiuto concreto agli anziani non autosufficienti | Muoversi Insieme

    la persona anziana invalida civile ha accesso, oltre che alla pensione sociale, all’indennità di accompagnamento (ai minori si dà invece l’indennità di frequenza, agli invalidi civili parziali l’assegno mensile di assistenza, a quelli totali la pensione di inabilità).
    Quest’ultima costituisce una provvidenza economica assistenziale riconosciuta agli invalidi civili che si trovano in una delle due condizioni:

    1. impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
    2. necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (come lavarsi, vestirsi, mangiare, pulire casa, e così via).
    l’intero articolo qui:

    Indennità di accompagnamento, un aiuto concreto agli anziani non autosufficienti | Muoversi Insieme.


    Breve e terribile storia della Jamahiriya, di Marcella Emiliani | Aspenia online

    Un background sul regime libico e sui metodi che hanno consentito a Muammar Gheddafi di restare al potere per oltre quarant’anni. Questo articolo apparirà nel prossimo numero dell’edizione cartacea di Aspenia (Le rivoluzioni a metà), nelle edicole e nelle librerie a inizio aprile.

    Breve e terribile storia della Jamahiriya
    di Marcella Emiliani

    in Breve e terribile storia della Jamahiriya | Aspenia online.


    S. Biancardi, Procedimento amministrativo e accesso agli atti: le novità e le soluzioni giudiziali di 37 casi-tipo

    Novità marzo 2011
    Aggiornato alle modifiche alla Legge 241/1990 apportate dal D.Lgs. 104/2010 e dalle Leggi 122/2010 e 163/2010 IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI Con approfondimento giudiziale di 37 tipologie
    di accesso a specifici
    atti amministrativi
    IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
    E IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI
    A seguito dei numerosi interventi legislativi subiti, il testo vigente della Legge 241/1990 costituisce ormai un corpus normativo che disciplina non solo procedimenti, atti amministrativi e accessi ma anche le  responsabilità poste a carico della P.A. e dei dipendenti della medesima.

    Il legislatore infatti non si è limitato ad imprimere un’accelerazione all’iter amministrativo mediante una più stringente revisione dei termini ma ha rafforzato pure l’impianto sanzionatorio mentre la giurisprudenza ha totalmente revisionato posizioni interpretative ritenute ormai consolidate in materia di accesso agli atti.

    E’ pertanto indilazionabile per tutti gli Enti pubblici l’aggiornamento dei propri atti di autodeterminazione normativa in base all’attuale assetto giuridico imposto dalla legge e dalla giurisprudenza.

    Supportato dalla modulistica necessaria, adattabile alle molteplici realtà organizzative della P.A. (replicabile con il Cd-Rom allegato), questo nuovo Manuale facilita la legittima attuazione dei vari istituti interessati e la loro puntuale gestione.

    Propone inoltre 37 casi concreti tratti da pronunce giurisprudenziali riguardanti i vari ambiti operativi e fornisce indicazioni e suggerimenti utili per una corretta rettifica e gestione dei procedimenti amministrativi e delle istanze di accesso agli atti.

    Organizzato in due parti e undici capitoli il volume, dotato di Cd-Rom, è così precisamente strutturato:

    1.
    Principi generali in materia di procedimento amministrativo.

    2.
    Gli istituti giuridici della motivazione del provvedimento e del responsabile del procedimento.

    3.
    Partecipazione al procedimento amministrativo.

    4.
    Rapporti di collaborazione tra amministrazione e cittadino. Concessione di vantaggi economici. Ambito di applicazione della disciplina contenuta nel Capo III della Legge 241/1990.

    5.
    Istituti di accelerazione e semplificazione dell’iter procedimentale.

    6.
    Pareri e valutazioni tecniche.

    7.
    Procedure semplificate.

    8.
    Le disposizioni sull’atto amministrativo contenute nella Legge 241/1990.

    9.
    Il diritto di accesso ai documenti amministrativi.

    10.
    Il regolamento per la disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso (D.P.R. 184/2006).

    11.
    Specifici ambiti di approfondimento sul diritto di accesso:
    › Accesso agli atti e controllo generalizzato sull’attività amministrativa.
    › Accesso agli atti del consigliere e accesso del comune cittadino. Le principali differenze.
    › Accesso ai pareri legali da parte del consigliere.
    › Accesso del consigliere agli atti delle partecipate.
    › Accesso del consigliere agli atti di concessione.
    › Accesso ai pareri legali in genere.
    › Accesso agli atti dei professionisti utili alla difesa in giudizio.
    › Accesso ad atti privati della pubblica amministrazione.
    › Accesso agli atti di soggetti privati che svolgono attività d’interesse pubblico.
    › Accesso ad atti di gestione del personale.
    › Accesso agli atti ed ostensione di atto diverso da quello richiesto.
    › Accesso agli atti del procedimento tributario.
    › Accesso al piano di governo del territorio senza diritto di copia.
    › Accesso alle denunce e segnalazioni del vicino.
    › Accesso del vicino ai titoli edilizi e agli atti urbanistici.
    › Accesso delle organizzazioni sindacali.
    › Accesso tra pubbliche amministrazioni.
    › Accesso e tutela del know-how industriale.
    › Accesso agli atti di gara di soggetto escluso.
    › Accesso agli atti e mancanza di macchinari idonei.
    › Accesso alla registrazione fonografica del Consiglio comunale.
    › Accesso a seguito di gravi lesioni personali.
    › Accesso agli atti della Polizia municipale.
    › Accesso alla relazione del direttore dei lavori.
    › Accesso e tutela della privacy.
    › Accesso alle sentenze.
    › Accesso nei pubblici concorsi.
    › Accesso in materia ambientale.
    › Accesso alle informazioni.
    › Accesso a verbali e schede elettorali.
    › Accesso ad atti propri. Accesso alle informazioni concernenti i propri dati.
    › Accesso agli atti e trasparenza delle performance.
    › Accesso e reiterazione dell’istanza per nuovi motivi.
    › Accesso solo ad atti già formati.
    › Accesso ed istanze generiche.
    › Accesso e comunicazione dei motivi ostativi.
    › Accesso agli atti: non è strumentale alla difesa in giudizio.

    12.
    MODULISTICA: Diciotto fac simile di comunicazioni, richieste, provvedimenti, regolamenti.


    Nel Cd-Rom allegato: › Modelli di provvedimenti. › Regolamento sul procedimento amministrativo. › Regolamento sull’accesso agli atti.

    S. Biancardi, Funzionario comunale.


    IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
    E IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI
    Maggioli Editore – II edizione marzo 2011 – con Cd-Rom
    Pagine 346

    Federalismo regionale: cosa cambierà

    Il 24 marzo la Commissione parlamentare bilaterale per l’attuazione del federalismo fiscale ha approvato lo schema di decreto legislativo sull’autonomia tributaria di Regioni e Province e sui costi standard nel settore sanitario.

    Le Regioni potranno aumentare le aliquote dell’addizionale IRPEF ( a partire dal 2013 e gli incrementi potranno interessare solo i contribuenti con reddito annuo superiore a 15.000 euro. Le funzioni fondamentali (sanità, assistenza, istruzione, trasporti) verranno finanziate integralmente sulla base dei costi standard.

    L’addizionale IRPEF, istituita nel 1998, è l’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche.
    Calcolata a partire dal reddito imponibile ai fini Irpef, attualmente il gettito che da essa ne deriva è finalizzato alle politiche di bilancio, in particolare in campo sanitario

    Il Governo dovrà ora dare il via libera definitivo al testo del decreto.

    Fonte: http://www.riformeistituzionali.it


    La pecora nera, film di Ascanio Celestini

    La pecora nera – il film


    «Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo». Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di «manicomio elettrico», e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, «i favolosi anni Sessanta», e il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.


    «Non si sa se ridere o piangere, ma non importa niente. In questa compresenza assoluta di comico e di tragico si ritrova incarnata la grande modalità tragica moderna».

    Edoardo Sanguineti


    Ascanio Celestini si mette dietro la macchina da presa per raccontare le vite di coloro che hanno conosciuto l’esperienza nel manicomio.

    Memorie e storie di chi ha vissuto in manicomio, un viaggio tra la più fervida immaginazione e la concretezza abominevole di paure insormontabili.

    da: La pecora nera – il film : Ascanio Celestini.


    Dalla droga all’esoterismo: il disagio dei ragazzi normali che esplode nel weekend

    ….

    Ragazzi normali di famiglie normali, che nel week end si scatenano alla ricerca dello sballo, che cadono nella rete dell’

    esoterismo o all’improvviso si lasciano andare, abbandonano la scuola e il sogno di un futuro migliore. E’ questa la Roma

    “invisibile” del disagio giovanile, una città popolata da adolescenti apparentemente senza problemi ma a un passo dall’

    oltrepassare il limite, giovani non ancora da servizi sociali che, però, necessitano ugualmente di assistenza. E in fretta.

    “È una fascia che urge di essere presa in carico – racconta don Giovanni Carpentieri, assistente ecclesiale dell’associazione

    “FuoriDellaPorta” nel quartiere Cinecittà – “Non hanno una problematica chiara e visibile. Sono ragazzi che studiano e

    portano avanti una vita apparentemente normale e che, però, hanno un fine settimana tragico, che fanno uso di alcol o

    cocaina”.

    da: Cufrad – Dalla droga all’esoterismo: il disagio dei ragazzi normali che esplode nel weekend.


    Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs. Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale

    Il traffico di stupefacenti in Ticino nel 2010 rivela una sostanziale stabilità del mercato con cocaina e cannabis che

    registrano i maggiori consumi. Il bilancio della Polizia Cantonale è chiaro. Tuttavia, particolarmente preoccupante, tanto

    che il legislatore sta approntando opportune soluzioni, è il consumo delle smart drug. Sostanze molto pericolose che hanno

    effetti simili alle droghe convenzionali ma che non sono iscritte come stupefacenti nella relativa ordinanza e che quindi non

    soggiacciono alla Legge federale sugli stupefacenti. 
    Si tratta di sostanze che sono di fatto delle droghe sintetiche attualmente ancora legali e facilmente ottenibili a prezzi

    concorrenziali via Internet. La loro diffusione è un problema crescente ed è anche un ulteriore monito di come l’innovazione

    sul mercato illegale richieda un controllo continuo e la capacità di prendere rapide contromisure. È altrettanto preoccupante

    la possibilità di assistere in futuro a una crescita del numero di nuove droghe derivanti da prodotti farmaceutici esistenti. 
    Il consumo – I maggiori consumi in Ticino riguardano i derivati della canapa, seguiti dalla cocaina, mentre il consumo di

    eroina, che tocca essenzialmente i tossicomani cronici, rimane stabile. Al contrario di quanto avviene in altri cantoni

    svizzeri e nazioni europee, non si registra un consistente traffico di ecstasy e di anfetamine. I traffici di cocaina non

    hanno un asse di transito privilegiato. Invece il pendolarismo tra Zurigo ed il Ticino rimane il canale di approvvigionamento

    preferito per l’eroina.
    Lo spaccio – In Ticino non si può parlare di vere e proprie organizzazioni criminali ma di piccole bande o gruppi con una

    struttura “fai da te” che generano comunque traffici importanti e redditizi. Il narcotraffico è gestito ai piani alti della

    gerarchia criminale da sudamericani per la cocaina e da persone provenienti dall’ex Jugoslavia per l’eroina. Questi gruppi

    trovano la mano d’opera per i trasporti reclutandola tra soggetti che vivono nella povertà e sono attratti da un facile e

    redditizio guadagno, mentre per la vendita sul territorio fanno capo ai richiedenti d’asilo avvicinati da connazionali una volta giunti in Ticino, o già partiti dal loro paese per collaborare con queste organizzazioni. Il coinvolgimento dei cittadini nigeriani nello smercio locale è alto e rispecchia la situazione registrata in altre nazioni europee.

    Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale, spesso con una statuto di Nem (Non entrata in materia). La cocaina spacciata in ambienti meno osservabili, quali

    esercizi pubblici e discoteche, è per contro ad appannaggio di trafficanti domenicani, residenti in Ticino, che ne smerciano svariati chili.

    segue

    tutto l’articolo qui: Cufrad – Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs.


    “il Presidente della Repubblica dal momento in cui gli è stata prospettata la nomina dell’on. Romano a ministro dell’agricoltura, ha ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni”

    “Gli sviluppi del procedimento giudiziario chiariscano al più presto l’effettiva posizione del nuovo ministro dell’Agricoltura”

    Il Presidente della Repubblica ha oggi firmato il decreto con il quale, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri vengono accettate le dimissioni rassegnate dall’on. Sandro Bondi dalla carica di Ministro dei Beni e Attività culturali. Con altro decreto è stato nominato Ministro per i Beni e Attività culturali il dott. Giancarlo Galan cessando dalla carica di Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
    Il Capo dello Stato ha quindi firmato, su proposta del Presidente del Consiglio, il decreto di nomina dell’on. Francesco Saverio Romano alla carica di Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Subito dopo si è svolta la cerimonia del giuramento del nuovo Ministro.

    In una nota dell’Ufficio Stampa si è rilevato che “il Presidente della Repubblica dal momento in cui gli è stata prospettata la nomina dell’on. Romano a ministro dell’agricoltura, ha ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni. Essendo risultato che il giudice per le indagini preliminari non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Palermo, e che sono previste sue decisioni nelle prossime settimane, il Capo dello Stato ha espresso riserve sulla ipotesi di nomina dal punto di vista dell’opportunità politico-istituzionale.

    A seguito della odierna formalizzazione della proposta da parte del Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali che ne giustificassero un diniego. Egli ha in pari tempo auspicato che gli sviluppi del procedimento chiariscano al più presto l’effettiva posizione del ministro”.

    da: Notizia.


    Emergenza sbarchi, Maroni: «Presto un piano per distribuire fino a 50.000 profughi nelle regioni italiane», Ministero Dell’Interno – Notizie

    Emergenza sbarchi, Maroni: «Presto un piano per distribuire fino a 50.000 profughi nelle regioni italiane»

    Lo ha annunciato il ministro dell’Interno in una conferenza stampa al termine di un incontro al Viminale con i rappresentanti di regioni, province e comuni. La ripartizione avverrà in base al criterio del numero di abitanti, ma con alcuni correttivi

    «Regioni, provincie e comuni hanno aderito alla richiesta avanzata qualche giorno fa anche dal Capo dello Stato ed è stato discusso un piano di emergenza per i profughi che deve partire dal principio di solidarietà: tutti i territori devono sentirsi coinvolti». Lo ha detto oggi il ministro dell’Interno  Roberto Maroni in una conferenza stampa al termine di un incontro tra i vertici del Viminale ed i rappresentanti delle regioni, delle province e dei comuni. ….

    «Il ministero dell’Interno formulerà un piano per la distribuzione fino ad un massimo di 50.000 profughi», ha spiegato Maroni, sottolineando che si tratta di «un numero realistico» di possibili arrivi nel nostro Paese nel prossimo futuro, ipotizzato dagli esperti.

    Il piano, che, come annunciato dal ministro Maroni, sarà presentato nei prossimi giorni ad Upi ed Anci, «terrà conto nella distribuzione dei migranti del criterio del numero di abitanti per regione, nel senso che le regioni più popolose accoglieranno un maggior numero di persone, ma – ha precisato – ci saranno dei correttivi: le regioni che hanno già una forte pressione migratoria (Sicilia, Calabria e Puglia) e l’Abruzzo che ha avuto il terremoto, saranno salvaguardate».

    Per quanto riguarda le risorse, Maroni ha ricordato che «il Consiglio dei ministri ha rifinanziato il fondo della protezione civile, per consentire al prefetto Caruso, commissario all’emergenza, di gestire nel migliore dei modi ciò che va fatto».

    Sarà, inoltre, rafforzato, ha sottolineato il titolare del Viminale, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) messo a punto dal ministero dell’Interno e dalle autonomie locali che vede già 16 province coinvolte.

    Un’attenzione particolare è stata rivolta dal ministro al Villaggio della solidarietà di Mineo (Ct), che – ha detto – «sarà trasformato in un modello di eccellenza per l’integrazione degli immigrati. Il miglior modello italiano possibile, esportabile nel mondo». L’istituzione di questo centro, ha ricordato, sarà accompagnata dalla firma di un patto per la sicurezza a Catania con i comuni della provincia catanese che prevede il potenziamento dei presidi di polizia e dei sistemi di videosorveglianza.

    «Domani – ha proseguito Maroni – andrò in Tunisia per concordare con le autorità di quel Paese iniziative che possano fermare il flusso di migranti verso Lampedusa».
    Dall’inizio dell’anno, ha ricordato il ministro, «sono arrivati circa 15mila persone, tutti tunisini, a Lampedusa, nell’ intero 2010 erano arrivati 4mila clandestini complessivamente, di cui solo 25 tunisini». Quelli sbarcati a Lampedusa, ha aggiunto, «sono tutti giovani, maschi, una generazione in fuga».

    «Serve un coinvolgimento dell’Unione Europea - ha osservato Maroni - la Tunisia è un paese amico e sono ottimista sulla possibilità di risolvere il problema». Resta tuttavia, ha concluso, «un punto interrogativo sulla Libia, con i profughi che scappano da una situazione drammatica».

    Piena disponibilità al piano che verrà predisposto per la suddivisione dei migranti, che sono giunti e che arriveranno sulle nostre coste, è stata data dal presidente della conferenza delle regioni Vasco Errani, che si è dichiarato d’accordo sulla proposta di sperimentare una nuova forma di cooperazione interistituzionale che tenga insieme governo ed enti locali.

    da: Ministero Dell’Interno – Notizie.


    Il meglio di Muoversi Insieme – Febbraio 2011 – pamalteo@gmail.com – Gmail

    aggiornamento mensile in cui le segnaliamo gli articoli piu’ interessanti pubblicati questo mese sul blogzine Muoversi Insieme.

    Le ricordiamo che Muoversi Insieme e’ il sito web di informazione che affronta i temi legati alla terza eta’. Dedicato sia agli over60 sia a chi gli sta accanto, il sito e’ creato da Stannah, azienda leader nel settore dei montascale. All’interno di Muoversi Insieme trovera’ ogni giorno notizie, articoli e interventi di diverso argomento, scritti per lei dagli esperti del Comitato Scientifico di Stannah.

    Qui sotto abbiamo raccolto i principali argomenti trattati questo mese che potra’ leggere comodamente visitando il sito www.muoversinsieme.it o cliccando sui titoli in blu.

    28-02-2011
    La giusta fisioterapia per l’anziano
    E’ nostra esperienza, spesso diretta, che nei Centri specialistici di riabilitazione, l’eta’ media dei pazienti fruitori di assistenza superi i 60-65 anni. Cio’ comporta una rapida riflessione. Il 30% degli anziani ha limitazioni motorie, dovute principalmente a patologie muscolo-scheletriche (traumatologiche, ortopediche, reumatologico-degenerative), ma non solo: basti pensare alle patologie neurologiche invalidanti. Queste limitazioni possono comportare difficolta’ nello svolgimento delle attivita’ della vita quotidiana, alterando l’autonomia e il movimento nel proprio ambiente.   >>


    25-02-2011
    Invalidita’ civile, che cos’e’ e come ottenerla
    L’invalidita’ civile e’ una condizione riconosciuta dal nostro ordinamento giuridico come presupposto per avere diritto a determinate prestazioni economiche e socio-sanitarie da parte dello Stato. Qualsiasi persona affetta da patologie di una certa rilevanza puo’ pertanto chiedere il riconoscimento dello stato di invalidita’ civile. Trattandosi di una condizione che si basa sull’essere affetti da determinate menomazioni, puo’ essere ottenuta solo dopo essere stati sottoposti ad una visita da parte di una commissione Asl.   >>


    23-02-2011
    Alimenti, alla ricerca dell’etichetta giusta
    Quando facciamo la spesa, sapere da dove proviene il latte che e’ stato impiegato per produrre la mozzarella che stiamo per acquistare non e’ ancora possibile: sembra pero’, secondo un’indagine Coldiretti-Swg, che per il 97% degli italiani sia importante conoscere l’origine delle materie prime utilizzate, quindi il luogo di allevamento dell’animale o di coltivazione delle piante. Fino a oggi, pero’, solo per alcuni alimenti come frutta e verdura fresche, carni bovine, pollame, pesce, uova, passata di pomodoro, latte fresco, olio extravergine d’oliva e miele queste informazioni sono gia’ presenti in etichetta.   >>


    22-02-2011
    Silenzio e lentezza: nuovi valori del nostro tempo?
    Non ci sono dubbi: viviamo in ambienti carichi di rumore e trascorriamo le nostre giornate spinti dal bisogno di velocita’. Puo’ quindi sembrare strano che, nonostante tale situazione, si moltiplichino tendenze del tutto opposte, come il ritorno della Giornata mondiale della lentezza, il prossimo 28 febbraio, e la nascita, qualche mese fa, dell’Accademia del Silenzio, legata strettamente all’esperienza della Libera Universita’ dell’Autobiografia di Anghiari, che nelle prossime settimane lancera’ il proprio progetto a Milano e a Torino. E la trasformazione culturale e’ segnalata anche da alcuni blog, che diventano sempre piu’ indicatori di cambiamento.   >>


    21-02-2011
    Una pietra miliare che rischia di sgretolarsi
    Riflessioni sulla Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, (legge 5 febbraio 1992 n. 104).La Legge Quadro n. 104 del 5-02-1992 ha portato delle innovazioni notevoli affermando il diritto per i portatori di handicap di usufruire di prestazioni adeguate e nello stesso tempo ottenere sostegno per le famiglie che affrontano il doloroso compito di gestire i gravi disagi.   >>


    18-02-2011
    Da Como al Ghana, il cuore grande di nonna Rita
    ‘Mamma, sei qui o in Ghana?’. Lo scorso Natale, a un certo punto, se ne sono accorti anche i suoi figli: per Rita Dell’Acqua, 78 anni, e’ stata dura tornare indietro dopo due mesi trascorsi tra i bambini disabili ospiti della Missione Don Guanella nel Paese africano. Sicuramente lo e’ stato di piu’ molto di piu’ che all’andata, lo scorso ottobre. Perche’ per lei, fare la volontaria in Africa era il sogno della vita: prima, pero’, ha dato la precedenza a tutto il resto, dai figli (tre) al marito che l’ha lasciata circa tre anni fa.   >>


    16-02-2011
    Vita felice nel condominio… accessibile!
    Chi vive in condominio lo sa: la condivisione regala gioie e dolori. I momenti piu’ drammatici, in genere, si verificano quando sono necessari lavori nella nostra proprieta’ che pero’ richiedano l’approvazione degli altri condomini, per esempio nel caso dell’abbattimento delle barriere architettoniche.Come gia’ sottolineato altre volte, la questione ‘accessibilita” non riguarda solo le persone in carrozzina.   >>


    11-02-2011
    San Valentino e l’amore nella terza (e quarta) eta’
    Decisamente le tendenze sono cambiate da quegli anni Sessanta in cui le note di ‘Non ho l’eta” ci proponevano una timida Gigliola Cinquetti intenta a sospirare su un’eta’ ancora immatura per parlare d’amore al suo innamorato. Cio’ nonostante, in tema di sesso, permane nell’opinione corrente il tabu’ che la sessualita’ in eta’ avanzata sia atto sconveniente e riprovevole, mentre il desiderio corrisponda ad una manifestazione del vecchio sporcaccione teso a compensare l’impotenza senile con comportamenti lascivi e pruriginosi. Si tratta di una convinzione cosi’ diffusa che persino la coppia anziana puo’ arrivare a considerare la sessualita’ un tema non piu’ cosi’ importante, qualcosa cui si puo’ rinunciare senza particolare sacrificio.   >>


    07-02-2011
    Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes
    Vivere in Italia? Un piacere ancora diffuso, soprattutto tra gli anziani. Ã� il risultato di uno dei sondaggi effettuati dall’Eurispes, contenuto nel suo Rapporto Italia 2011. Nel complesso, il giudizio sul presente e sul futuro prossimo della Penisola e’ in ribasso, ma la liberta’ di opinione, le bellezze storico-artistiche, il cibo e il clima alleviano l’aumento del senso di precarieta’ e la preoccupazione per le giovani generazioni. Ad avvertirla, sono innanzitutto queste ultime, in misura spiccata quelle che si collocano nella fascia d’eta’ tra i 18 e i 24 anni, ma anche il 27,4% dei pensionati ultra-sessantacinquenni si sente in ansia per il futuro dei propri nipoti, veri o metaforici.   >>


    02-02-2011
    Italia, giovane e vecchia: la fotografia dell’Istat
    Sempre piu’ anziani e sempre piu’ stranieri. In estrema sintesi, il rapporto Istat 2011 sulla popolazione italiana traccia un quadro che sembra un cerchio: da una parte, la speranza di vita alla nascita e la quota di over 85 continuano a salire, dall’altra la natalita’ spiccata degli immigrati frena la flessione dei residenti di madrelingua nazionale. Per il momento, una parte consistente dei nuovi italiani, nella stragrande maggioranza di origine rumena, seguiti, in misura piu’ consistente, da albanesi, marocchini, cinesi, senegalesi e peruviani, e’ impiegata nei lavori meno ambiti dagli italiani di nascita, ma la forte presenza di minorenni nati da almeno un genitore straniero (di solito la madre) e’ destinata a mutare la composizione socio-economica della Penisola nel giro di dieci-vent’anni.   >>


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    Lo staff di Muoversinsieme.it


    sul sito del Centro Studi Gruppo Abele è stata pubblicata la Newsletter di Marzo, n. 3/2011

    sul sito del Centro Studi è stata pubblicata la Newsletter di Marzo, n. 3/2011 (pdf, 264 kb).


    Questo il link diretto:

    http://centrostudi.gruppoabele.org/?q=system/files/Newsletters/Newsletter+n.+3+mar_2011.pdf


    Il buio oltre la siepe, di Robert Mulligan | Il Cinema Racconta …

    Il buio oltre la siepe è la fiaba sospesa nel tempo di un’estate lunga come quelle della nostra infanzia, è il sogno di una società senza discriminazioni, è “un’opera d’arte”, come lo definisce Harper Lee, autrice del romanzo omonimo e ispiratore, best seller, premio Pulitzer, moderno vangelo antirazzista (adottato dalle scuole di mezza America). 
    Ma cosa c’è (ancora) oltre la siepe? Nell’America profonda degli anni trenta un sontuoso e moderno Gregory Peck è Atticus Finch: avvocato che difende un nigger accusato ingiustamente di stupro e padre che protegge l’innocenza dei figli dagli assalti della paura, dell’ignoranza, del razzismo più bieco. Non è certo un caso che l’American Film Institute lo abbia definito il più grande eroe cinematografico del xx secolo. In opposizione alla gretta comunità in cui vive, “Atticus Peck” rappresenta il modello di cittadino americano aperto e democratico che anticipa l’avvento, per quei tempi visionario, di Barack Obama.
    Da Martin Luther King a Obama ci sono voluti cinquant’anni di cammino per riuscire 
    finalmente a gettare un fascio di luce su quel buio. Ma molto altro ci resta da fare.

    Il libro
    L’alba di un sogno. Saggio introduttivo di B. Fornara; Il libro, il film di R. Esposito; estratti da Il buio oltre la siepe di H. Lee; frammenti da L’Orfeo nerodi J.- P. Sartre; il discorso integrale di Obama a Philadelphia (2008), contributi di P. Mereghetti, E. Caretto, M. Madoni

    da: Il buio oltre la siepe, di Robert Mulligan | Il Cinema Racconta ….


    Domentico Vecchioni, Tiranni e dittatori, editoriale Olimpia 2010

    Domentico Vecchioni, Tiranni e dittatori

    editoriale Olimpia 2010


    Novecento, secolo dei totalitarismi. Ma anche epoca di tiranni piccoli e grandi, di despoti che, all’ombra del grande risiko delle superpotenze, nascono e crescono nelle plaghe geopolitiche più periferiche e improbabili, costruendo sistemi a volte effi meri a volte capaci di resistere come imbalsamati al tempo. E dunque i semisconosciuti Mswati III, Than Shwe, Papà Doc, Separmurat Nyazov. Ma anche i più famosi Bokassa, Idi Amin, Imelda e Ferdinand Marcos, Kim Il-sung, Pol Pot. Una galleria di volti tutti ugualmente feroci, tutti ossessionati dalla realizzazione dell’idea del potere assoluto, tutti affl itti da un insano distacco dalla realtà. Profi li psicologici, tic, manìe, deliri descritti con perizia, ma pure personalità patetiche e comportamenti al limite del ridicolo, anche se spesso dalle conseguenze tragiche.

    Tuttavia mai dimenticando i tratti accomunanti nella costruzione politica dei singoli sistemi di potere. Dalle dittature postcoloniali a quelle ispirate da fonti di natura paranormale, dai regimi basati sul culto della personalità a quelli che preferiscono l’invisibilità del dittatore, e poi

    dai sistemi di propaganda a quelli di sterminio di massa, dai despoti affaristi a quelli religiosi. Poteri fondati sul terrore e spesso affogati nello stesso sangue da cui sono nati. In ogni caso personalità distorte e regimi oppressivi che lasciano al presente fosse comuni e ossari di gran lunga più grandi ed estesi di quelli generati dal sopruso ai quali reagirono.

    viaTIRANNI E DITTATORI.


    Accreditamento, valutazione e gestione dei servizi, Servizi sociali oggi, 2011

    SERVIZI SOCIALI OGGI - bimestrale
    rivista - servizi sociali oggi

    NELL’ULTIMO FASCICOLO
    » Lucciole e lanterne
    • Esiste una paura del nuovo?

    » Le interviste di SSO
    • Anziani: ritardare la disabilità fisica.

    » Focus
    • Anziani: prevenzione ed inclusione.
    • Non autosufficienza e deprivazione socioeconomica: scelte economiche e gestionali e rapporto di correlazione.
    • Stato di salute negli anziani: le reti sociali sono efficaci?
    • Invecchiare “bene”. Le attività motorie per la salute fisica e mentale a supporto della qualità della vita.
    • “Veniamo a trovarvi” a sostegno della domiciliarità per far star meglio a casa gli anziani soli.
    • Un progetto europeo per la prevenzione degli abusi sulle persone anziane
    .
    » Diritto e diritti
    • L’introduzione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Aspettative e criticità.
    » Buone prassi
    • Aggiungere vita agli anni. Nonni controvento: “Ieralla” fa vela.
    • L’assistenza di fine vita agli anziani istituzionalizzati.
    » Il sociale sul web
    • Regione Toscana: Punto Insieme, servizio per le persone anziane non autosufficienti e per i loro familiari.

    NEL PROSSIMO NUMERO
    • Accreditamento e valutazione: contributi di Bellentani, Dal Co, Bosio, Erlicher, Garena, Gerbo, Benedetti, Fabrizio, Vernero, Gardini – intervista a Paolo Piergentili, direttore UOS ospedale di Noale (VE).
    • APPM (Trento): dal 1976 risorsa per la comunità.
    • Accreditamento e gestione unitaria dei rapporti di lavoro.
    • Diario di viaggio per il percorso della qualità.

    Attenta alle esperienze locali, nazionali e comunitarie, la rivista offre un’informazione completa e qualificata sullemodalità di erogazione dei servizi e sugli strumenti di programmazione nel nuovo welfare.
    I migliori esperti del settore, consulenti, docenti, dirigenti e operatori di IPAB e nuove ASP, Enti locali, Aziende sanitarie e Cooperative sociali, si confrontano sulle pagine della rivista per diffondere esperienze e buone forme di gestione dei servizi.


    LA STRUTTURA
    » Lucciole e lanterne - l’Editoriale a cura di Lidia Goldoni.
    » Le interviste di SSO – un confronto con le personalità “di spicco” in ambito socio-sanitario.
    » Notizie dal sociale
    – le news di settore.
    » Focus
    – l’approfondimento di un tema caldo, trattato da “diverse angolazioni”.
    » Gli eventi di SSO
    – gli eventi da segnalare per il mondo sociale.
    » Diritto e diritti
    » Buone prassi
    » Normative regionali
    » Politiche sociali
    – alcuni esempi molto efficaci.
    » Europa
    – da chi “possiamo imparare”? Il confronto con le migliori esperienze comunitarie.
    » Il sociale sul web
    » Isfol


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    » Preview – un servizio che permette di consultare, leggere, creare e scaricare in PDF la rivista a cui si è abbonati, con 15 giorni di anticipo rispetto alla normale distribuzione postale.
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    Departures, di Yojiro Takita, Feltrinelli 2010 | Il Cinema Racconta …

    La morte. Tentiamo di esorcizzarla, abbagliati dal miraggio dell’eterna giovinezza, ma appartiene indissolubilmente alla realtà dell’uomo. Accettare la perpetua sfida della condizione umana significa anche riconciliarsi con l’ineluttabile attraverso la magia di un rito senza tempo, imparando che ricomporre con rispetto ed eleganza un corpo senza vita può aiutare a riannodare i fili della propria, di vita.
    Departures – premio Oscar 2008 per il miglior film straniero – racconta la sorpresa continua dell’esistere, la scoperta del mistero che consente ai vivi di guarire curando i morti e guardando nell’unico modo possibile l’infinito che attende tutti noi: con il sorriso sulle labbra. 
    Perché, in fondo, non si tratta d’altro che di scavalcare un cancello e dirsi addio.

    da: Departures Yojiro Takita, Feltrinelli 2010 | Il Cinema Racconta ….


    La crisi ha creato 110mila disoccupati stranieri in più, e le regioni accoglieranno 50.000 profughi I nuovi ingressi rappresentano l’1,2% della popolazione straniera già presente, ma attenzione al tasso di disoccupazione straniera all’11,4%

    La crisi ha creato 110mila disoccupati stranieri in più,

    e le regioni accoglieranno 50.000 profughi

    I nuovi ingressi rappresentano l’1,2% della popolazione straniera già presente,

    ma attenzione al tasso di disoccupazione straniera all’11,4%

    50.000 saranno i potenziali profughi che verranno accolti nelle regioni italiane stando all’ultimo vertice tenuto ieri dal Ministero dell’Interno, ed essi rappresenterebbero l’1,2% degli stranieri già presenti in Italia. Tale situazione si inserisce in un momento di particolare stress del mercato del lavoro straniero che dal 2008 conta 110 mila disoccupati immigrati in più e dove il tasso di disoccupazione è all’11,4%.

    Questi alcuni dati elaborati dalla FONDAZIONE leone moressa che ha stimato la ripartizione regionale dei profughi. In Lombardia ammonterebbero a 10.264 (il 20,5% del totale), e sarà la Sardegna ad accogliere il maggior numero di profughi rispetto alla popolazione straniera già presente nell’isola (5,2%).

    Stima della ripartizione dei profughi. Dei 50.000 profughi che verranno distribuiti in base al numero di abitanti, si stima in 10.264 i soggetti che verranno ospitati in Lombardia (20,5%), poco più di 6mila in Campania (12,2%), 5.935 nel Lazio (11,9%) e 5.132 in Veneto (10,3%). La stima è stata calcolata dalla Fondazione Leone Moressa considerando il criterio di mille profughi ogni milione di abitanti[1] senza tener conto delle regioni escluse dal Ministero nelle quali è già forte la pressione migratoria (Sicilia, Calabria e Puglia) e dell’Abruzzo a causa del recente evento sismico.

    Ma quale sarà il peso dei nuovi profughi sulla popolazione straniera già presente nelle regioni? Se a livello nazionale tale quota è dell’1,2%, si possono identificare alcune aree, specie quelle del Sud, dove tale incidenza è più elevata. Si fa riferimento alla Sardegna dove i 1.747 profughi previsti in arrivo rappresenterebbero il 5,2% della popolazione straniera già residente nell’isola, oppure la Basilicata con il 4,7%, la Campania e il Molise con il 4,1%.

    Il mercato del lavoro straniero già in sofferenza. L’ipotesi di nuovi ingressi di immigrati nel territorio italiano si inserisce in un momento di particolare difficoltà per il mercato del lavoro straniero. Infatti in Italia si contano oltre 265mila disoccupati stranieri, di cui 110mila creati dalla crisi, dal 2008 ad oggi. Attualmente il tasso di disoccupazione straniero si attesta all’11,4% (contro una media degli italiani dell’8%), con un aumento nell’ultimo biennio di 3,1 punti percentuali.

    Le regioni che mostrano il tasso di disoccupazione straniero più elevato si trovano nelle aree settentrionali, soprattutto in quelle occidentali come Piemonte e Valle d’Aosta (15,4%) e Liguria (13,8%), ma è la Basilicata a registrare il valore più elevato (18,9%).

    Dal 2008 la crisi ha lasciato senza lavoro oltre 35mila stranieri in Lombardia, 17,6mila in Emilia Romagna e 17,1mila in Piemonte e Valle d’Aosta.

    Il piano di accoglienza di 50.000 profughi che verrà presentato in maniera definitiva nei prossimi giorni – affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa – si inserisce in un momento di particolare stress per il mercato del lavoro straniero già colpito duramente dalla crisi e che dal 2008 ha lasciato senza lavoro cento mila immigrati in più. Lo stato di disoccupazione prolungato rischia di far cadere gli stranieri nell’irregolarità, poiché il lavoro è la condizione necessaria per il regolare soggiorno in Italia. Questa situazione deve far riflettere su un nuovo ruolo della politica migratoria che, tra le altre cose, tenda a privilegiare, ove possibile, l’assunzione di stranieri già presenti nel territorio ma che hanno perso il lavoro a causa della crisi.

    VEDERE TABELLE ALLEGATE

    Stima della ripartizione dei 50.000 profughi nelle regioni italiane

    Popolazione totale 2010, rapporto % tra popolazione straniera residente e il totale dei residenti,

    stima della ripartizione dei 50.000 profughi, distribuzione % della riparazione

    e stima del rapporto % tra i nuovi ingressi e la popolazione straniera residente

    Popolazione totale Popolazione straniera / popolazione totale (in %) Stima della ripartizione Distribuzione % delle ripartizioni Stima dei nuovi ingressi / popolazione straniera (in %)
    Abruzzo 1.338.898 5,7 0,0 0,0
    Basilicata 588.879 2,2 615 1,2 4,7
    Calabria 2.009.330 3,3 0,0 0,0
    Campania 5.824.662 2,5 6.084 12,2 4,1
    Emilia Romagna 4.395.569 10,5 4.592 9,2 1,0
    Friuli Venezia Giulia 1.234.079 8,2 1.289 2,6 1,3
    Lazio 5.681.868 8,8 5.935 11,9 1,2
    Liguria 1.615.986 7,1 1.688 3,4 1,5
    Lombardia 9.826.141 10,0 10.264 20,5 1,0
    Marche 1.559.542 8,9 1.629 3,3 1,2
    Molise 320.229 2,5 335 0,7 4,1
    Piemonte 4.446.230 8,5 4.645 9,3 1,2
    Puglia 4.084.035 2,1 0,0 0,0
    Sardegna 1.672.404 2,0 1.747 3,5 5,2
    Sicilia 5.042.992 2,5 0,0 0,0
    Toscana 3.730.130 9,1 3.897 7,8 1,2
    Trentino Alto Adige 1.028.260 8,3 1.074 2,1 1,3
    Umbria 900.790 10,4 941 1,9 1,0
    Valle D’Aosta 127.866 6,4 134 0,3 1,6
    Veneto 4.912.438 9,8 5.132 10,3 1,1
    Italia 60.340.328 7,0 50.000 100,0 1,2

    Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat e Ministero Interno

    Il mercato del lavoro straniero nel 2010 (media primi 3 trimestri 2010)

    Occupati Disoccupati Nuovi disoccupati creati dalla crisi (2008/2010) Tasso di disoccupazione straniero
    Abruzzo 34.459 5.402 3.826 13,6
    Basilicata 6.340 1.482 1.103 18,9
    Calabria 26.039 1.961 405 7,0
    Campania 75.905 5.634 54 6,8
    Emilia Romagna 219.612 31.698 17.683 12,6
    Friuli Venezia Giulia 44.621 6.782 1.460 13,2
    Lazio 268.830 27.006 6.179 9,1
    Liguria 58.623 9.442 4.373 13,8
    Lombardia 467.827 65.267 35.336 12,2
    Marche 61.193 8.955 3.216 12,8
    Molise 3.892 511 305 11,6
    Piemonte e Valle d’Aosta 186.523 33.992 17.109 15,4
    Puglia 38.048 2.497 -85 6,1
    Sardegna 18.747 1.849 831 9,0
    Sicilia 56.970 6.456 2.181 10,2
    Toscana 175.376 19.072 7.146 9,8
    Trentino Alto Adige 38.186 5.235 2.012 12,0
    Umbria 46.709 6.249 1.244 11,8
    +Veneto 225.864 26.319 5.581 10,4
    Italia 2.053.765 265.807 109.958 11,4

    Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat Rcfl


    [1] Si considerano 1.044 profughi ogni milione di abitanti che è il rapporto tra 50.000 e 47.865 che è la somma dello 0,1% della popolazione delle regioni considerate dal Ministero


    Per informazioni:FONDAZIONE LEONE MORESSAVia Torre Belfredo 81/e30170 Mestre Venezia041   2386700;info@fondazioneleonemoressa.org; www.fondazioneleonemoressa.org

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