Federalismo municipale: punti chiave
Pubblicato: 3 marzo 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Federalismo fiscale Lascia un commento »Ecco riassunte le principali novità del provvedimento
In sintesi
Il gettito proveniente da numerosi tributi erariali viene spostato dallo Stato ai comuni, che riceveranno direttamente, per intero o in percentuale l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, l’Iva, l’imposta di registro e bollo sui contratti di locazione relativi agli immobili. Viene inoltre istituita un’imposta sostitutiva sui canoni di locazione (cedolare secca).
Le fasi
Tra il 2011 e 2013 gli enti riceveranno il gettito dei tributi immobiliari (che manterranno l’assetto attuale) Dal 2014, a parziale sostituzione delle attuali imposte saranno introdotte l’Imu (imposta municipale unica) e l’imposta municipale secondaria.
La perequazione
Per i primi 3 anni i tributi finiranno in un “fondo sperimentale di equilibrio” da cui saranno ripartite le risorse tenendo conto del fabbisogno di spesa dei singoli comuni e dei risultati conseguiti nella lotta all’evasione fiscale. I fondi nazionali integreranno il mancato gettito.
Per i comuni sotto i 5mila abitanti ci saranno modalità differenziate.
Quando nel 2014 la riforma del fisco comunale andrà a regime sarà istituito un fondo di perequazione per garantire i livelli essenziali dei servizi. La sua entità, si legge nel testo del decreto, sarà “periodicamente aggiornata e le relative fonti di finanziamento ridefinite”.
Il fondo sarà diviso in due: la prima fetta riguarderà le funzioni fondamentali, la seconda le funzioni non fondamentali. Le Regioni istituiranno quindi due fondi nel bilancio alimentati dal fondo perequativo: uno a favore dei Comuni uno a favore delle Province.
L’addizionale Irpef
I comuni avranno la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef già a partire da due mesi dall’entrata in vigore del decreto. Il tetto è dello 0,4% e, comunque l’addizionale non potrà salire oltre lo 0,2%. L’intervento interesserà il 44% dei comuni.
L’Imu
La nuova Imposta municipale unica partirà dal 2014 e sostituirà l’Ici (non sulla prima casa), l’Irpef sui redditi fondiari dei beni non in affitto e le relative addizionali. L’aliquota sarà dello 0,76%, potrà essere aumentata o diminuita dai sindaci dello 0,3%. I municipi incasseranno anche un tributo sulle compravendite (3% sulle prime case, 7% sulle seconde).
L’imposta municipale facoltativa
Ingloberà alcune forme di prelievo “secondarie”: la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.
Cedolare secca
Si tratta di una tassa “secca” sugli affitti. I proprietari di immobili in locazione potranno scegliere di pagare all’erario direttamente il 19% sul canone annuo (per i canoni concordati) o il 21% (per i canoni liberi). In questo modo non dovranno più corrispondere l’Irpef sulle locazioni, le addizionali regionale e comunale, e gli introiti dell’affitto non faranno cumulo con il reddito. Ai comuni andrà il 21,7% del gettito per il 2011, il 21,6% a decorrere dal 2012.
Tassa sul turismo
Potranno istituirla i capoluoghi di provincia e i comuni considerati località d’arte o turistiche. Interesserà i visitatori che pernotteranno in queste località e potrà arrivare a un massimo di 5 euro a notte.
L’imposta di scopo
Creata nel 2006 per finanziare opere pubbliche e interventi, è stata “allargata”: i Comuni potranno introdurla e destinarla a un numero maggiore di interventi. La tassa potrà avere una durata massima di 10 anni e potrà finanziare l’intera opera.

