Italiani, facciamoci la festa, da VoceArancio » Blog Archive »

Torino, Roma, Firenze e non solo: tutto il Paese celebrerà il suo 150esimo compleanno. I posti da visitare e gli eventi da non mancare per una notte tricolore indimenticabile

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«Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue. Articolo unico: “Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”. Torino, addì 17 marzo 1861» (legge n. 4671 del Regno di Sardegna, valida come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, promulgata il 17 marzo e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861).Il 17 marzo 2011 è stato scelto dalle istituzioni come data simbolo per festeggiare i 150 anni dall’Unità d’Italia. Il nostro Paese nella sua storia ha già celebrato due anniversari: nel 1911 il cinquantenario (per l’occasione a Roma s’inaugurarono il Vittoriano, la Galleria nazionale d’arte Moderna, il Palazzo di Giustizia, il Palazzo delle Esposizioni, tre ponti sul Tevere ecc.), nel 1961 il centenario (le celebrazioni furono intitolate Italia61 e si tennero principalmente a Torino dal 6 maggio al 31 ottobre).

Con un decreto legge il governo ha stabilito che il 17 marzo sarà festa nazionale:
scuole e uffici pubblici rimarranno chiusi. La festività e la conseguente chiusura dei luoghi di lavoro ha trovato d’accordo i lettori di VoceArancio. Il 75% di quanti hanno partecipato al nostro sondaggio (2716 in tutto) ritengono sia giusto celebrare l’anniversario dell’Unità nazionale lontano dal lavoro, uno su quattro, invece, pensa si possa festeggiare anche in ufficio. Giovedì 17, però, non sarà un festivo ai sensi dell’articolo 5 della legge che disciplina il trattamento economico da riservare alle festività, sarà una giornata festiva ma senza diritto alla retribuzione. Per equilibrare la giornata di festa senza retribuzione si è stabilito che per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicheranno a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Il logo ufficiale del 150° anniversario dell’Unità è formato da tre bandiere tricolore che sventolano, a rappresentare i tre giubilei del 1911, 1961 e del 2011 in un collegamento ideale tra le generazioni.Il logo ufficiale del 150° anniversario dell'Unità

Le celebrazioni sono distribuite durante tutto l’anno ma si concentrano in particolar modo nella giornata del 17 marzo. Ogni comune festeggerà con giochi pirotecnici, musei aperti il 16 marzo durante la Notte tricolore,musica nelle piazze ecc. Ecco gli eventi principali che si svolgeranno in alcune città della penisola (e relativi alberghi con stanze ancora libere).

Torino, città del Risorgimento per antonomasia, ha varato appositamente per l’anniversario il progettoEsperienza Italia, che comprende nove mesi di eventi. Per la Notte tricolore gli architetti Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto hanno vestito a festa la Mole antonelliana, il monumento simbolo della prima capitale, con un’installazione luminosa che verrà accesa la notte del 16 marzo e rappresenterà la bandiera tramite led di luce bianca, rossa e verde. Per i golosi, dalle 21 di mercoledì 16 marzo, partirà un’edizione straordinaria di Cioccolatò. In piazza Vittorio ci sarà un’Italia interamente di cioccolato lunga oltre 13 metri e dal peso di 14 tonnellate che riprodurrà in scala alcuni fra i suoi principali monumenti. Gli amanti della musica potranno ascoltare, sempre in piazza Vittorio dalle 21.30, artisti che si esibiranno per rappresentare la ricchezza delle diverse culture territoriali del nostro Paese: Roberto Vecchioni e Davide Van De Sfroos (Lombardia), Beppe Dettori dei Tazenda (Sardegna), Peppe Voltarelli (Calabria), Irene Fornaciari (Emilia Romagna), Syria (Lazio), Luigi Maieron (Friuli Venezia Giulia), i Buio Pesto (Liguria), i Tinturia (Sicilia), i Nidi d’Arac (Puglia), Lou Dalfin (Piemonte), Luca Morino dei Mau Mau (Piemonte) e Pisti (Piemonte). A seguire uno spettacolo pirotecnico che avrà come asse centrale il Ponte Vittorio Emanuele I. Infine, sempre a Torino, il 17 marzo s’inaugurano le mostre Fare gli Italiani. 150 anni di storia nazionale presso le Officine Grandi Riparazioni e La bella Italia. Arte e identità delle città capitali nella Venaria Reale, che raccontano la storia, l’arte, il gusto, la moda e il futuro del nostro Paese.

Due consigli per alloggiare a Torino: VitaminaM, bed&breakfast di design, in centro, vicino alla stazione di Porta Nuova (prezzi per camera matrimoniale, colazione compresa, da 100 a 120 euro) e Hotel Italia, un tre stelle sempre in zona centrale con tariffe per doppia o matrimoniale da 85 a 165 euro. Per informazioni turistiche su Torino e provincia c’è turismotorino.org, sul Piemonte piemonteitalia.eu. Per prenotare e vivereEsperienza Italia è nato anche il sito www.italia150travel.it.

A Firenze una bandiera di 15 metri sventolerà sul Campanile di Giotto, in piazza del Duomo, principale luogo delle celebrazioni con stand di artigianato e musica dal vivo. Anche nel capoluogo toscano nella notte i musei statali e comunali rimarranno aperti alle visite fino all’una e saranno gratuiti. Dalle 19 piazza Santa Croce in Gerusalemme diventerà un palco a cielo aperto per le letture pubbliche della Divina Commedia. Prima della cerimonia al nuovo Auditorium, alle 22.30, si esibiranno in piazza Signoria i ballerini di Maggio Danza. Per l’occasione sarà allestita una via del Tricolore, un percorso, da piazza Beccaria attraverso Borgo la Croce, passando da Borgo degli Albizi e via del Corso fino a piazza della Repubblica, completamente addobbato in bianco, rosso e verde. Per gli eventi in tutta la Toscana si può visitare il sitointoscana.it/150italiaunita.

Per un soggiorno a Firenze l’offerta degli alberghi è molto ampia. Nel centro storico della città, nel quattro stelle Calzaiuoli, una doppia standard si paga da 99 euro in su. Per una soluzione più economica ci si può rivolgere all’ostello Villa Camerata, ospitato in una villa del Quattrocento immersa nel verde ma vicina al centro storico. Qui si può dormire in una stanza per quattro persone con 20 euro a notte.L'ingresso di una mostra romana dedicata ai 150 dell'Unità

A Roma l’Unità d’Italia si festeggia in musica: il 16 marzo alle 20.30 all’Auditorium Conciliazione l’Orchestra sinfonica dell’Europa unita eseguirà Norma – Libera Fantasia e Variazioni per pianoforte e orchestra e il 17 alle 21, al Teatro dell’Opera, il maestro Riccardo Mutidirigerà il Nabucco di Verdi. Inoltre saranno aperti durante la sera e la notte del 16 musei, palazzi pubblici, spazi di cultura e biblioteche nelle zone interessate dai festeggiamenti: piazza del Campidoglio, via XX Settembre e via del Quirinale, piazza Venezia e via dei Fori Imperiali, piazza dei Cinquecento (Stazione Termini) e via Nazionale, piazza Vittorio, via Veneto, corso Vittorio Emanuele fino a Castel Sant’Angelo, Trastevere, via del Corso (da piazza Venezia a piazza Colonna). Per conoscere il programma completo delle iniziative ci sono il sito del comune di Roma e il call center culturale e turistico di Roma Capitale (060608), eccezionalmente attivo il 16 marzo fino alle due di notte.

Il presidente Napolitano celebrerà il 17 marzo alla Camera dei deputati. Salutato da un picchetto d’onore, il capo dello Stato sarà accolto all’ingresso di Montecitorio dai presidenti di Camera e Senato. Prima dell’inizio della seduta comune i presidenti visiteranno una mostra, allestita nel Transatlantico, di documenti storici relativi al 1861 e al 1948. In Aula la banda militare Interforze eseguirà l’Inno d’Italia e, subito dopo, Schifani, Fini e Napolitano pronunceranno il loro discorso d’omaggio al Paese.

Per dormire nel centro della Capitale a due passi da piazza di Spagna c’è l’hotel Doge, dove una stanza matrimoniale con colazione si può prenotare per 80 euro a notte. Un’alternativa può essere quella di alloggiare in una zona più periferica ma ben collegata: il b&b Pascià si trova a venti minuti dai principali monumenti, nel quartiere Pigneto, considerato tra i nuovi fulcri della vita artistica di Roma. Con 55 euro a notte si dorme e si fa colazione in due.

A Napoli un evento speciale al Teatro San Carlo celebra la Notte tricolore. Dalla mezzanotte del 17 l’étoile Roberto Bolle intepreterà in anteprima le più suggestive scene dei duelli di armi e d’amore del Roméo et Juliette di Amedeo Amodio su musiche dell’omonima sinfonia di Berlioz. L’evento, aperto al pubblico, verrà trasmesso con due collegamenti in diretta da Rai Uno nel corso della trasmissione condotta da Pippo Baudo per i festeggiamenti dell’Unità nazionale.

In piazza Dante, a partire dalle ore 14, sul palco si alterneranno artisti e musicisti tra cui Daniele Silvestri, Edoardo Bennato, i Rio, Francesco Baccini, gli Osanna, gli A’67 ecc. Previsti interventi di Raffaele Cantone, Sonia Alfano, Loris Mazzetti, Marco Ligabue, Sabina Guzzanti, Dario Vergassola, Bice Biagi ecc.

Per celebrare l’unità d’Italia il Grand Hotel Santa Lucia, situato sul lungomare partenopeo a ridosso di Caste dell’Ovo, ha preparato l’offerta speciale Italia Unita che prevede un omaggio e il 20% di sconto sulle normali tariffe per soggiorni di almeno tre notti. In alternativa nel centro di Napoli si può scegliere il b&bAlloggio Maria dall’ottimo rapporto qualità/prezzo: una doppia va dai 50 ai 75 euro per notte.

Il comune di Palermo ha organizzato, per i 150 anni dall’Unità, una sfilata di carrozze e militari a cavallo in divisa d’epoca che partirà il 17 marzo alle 9.30 per arrivare a Villa Travia, dove ci saranno un concerto e un saggio equestre dei reparti a cavallo delle Forze Armate. Alle 21 Salvo Piparo porterà sul palco del museo delle marionette Antonio Pasqualino, in piazzetta Niscemi, I racconti di notte tempo – Storia di Peppino Garibaldi per bocca di un guitto, il racconto delle memorie garibaldine dallo sbarco a Marsala all’arrivo a Calatafimi, una maniera originale di ricordare il Risorgimento.

La mole antonelliana, la notte del 16 illuminata da luci verdi, bianche e rossePer dormire a Palermo ci sono posti disponibili nell’hotel Ucciardhome, tariffe da 99 euro a notte per camera con colazione inclusa, o all’hotel Joli, ospitato in un palazzo in stile liberty nel centro di Palermo, dove una doppia, con colazione e servizio wi-fi compresi nel prezzo, costa 69 euro.

A Cagliari i giovani saranno i principali protagonisti degli eventi in calendario.Gli appuntamenti spaziano dalle mostre tematiche alle visite guidate ai palazzi delle istituzioni e ai monumenti di maggiore interesse architettonico. Nella notte fra il 16 e il 17 marzo, dalle 19, tanti i concerti in giro per la città eseguiti da diverse bande, tra cui quello itinerante della banda musicale Stanislao Brigata di Samassi lungo le vie della Marina e quello della banda della Brigata Sassari lungo l’itinerario dove sono posizionate le Isole del Gusto (via Roma, largo Carlo Felice, via Manno, piazza Costituzione). Il 17 marzo avrà inizio con la cerimonia dell’alzabandiera in piazza Martiri d’Italia, inserita fra i Luoghi della Memoria censiti dall’Unità tecnica di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Per dormire a Cagliari: al quattro stelle T Hotel una doppia costa 129 euro a notte, al piccolo Albergo Aurora bastano 35 euro a persona.

da: VoceArancio » Blog Archive » Italiani, facciamoci la festa.


I mass media che hanno fatto l’Italia, da Voce Arancio

La radio, il telefono, la tv e da qualche anno anche internet: i mezzi di comunicazione ci hanno aiutato a diventare un popolo unito. E la qualità della nostra vita ringrazia

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NOVITA’ Domenica 3 gennaio 1954. Sono le 11 e nelle case degli italiani c’è una novità. Fulvia Colombo da Milano e Nicoletta Orsomando da Roma annunciano contemporaneamente l’avvio ufficiale delle trasmissioni televisive Rai. In tutto il Paese ci sono 15mila apparecchi, in pochi credono nella potenza del mezzo. Cinque anni dopo le tv sono un milione, gli spettatori venti milioni e quella scatola di metallo ha già iniziato a trasformare la vita degli italiani. Il telegiornale mostra loro che cosa accade in giro per la penisola, il maestro Alberto Manzi con il suo Non è mai troppo tardi aiuta gli analfabeti a recuperare, Mike Bongiorno con Lascia o raddoppia allieta le serate.

GLOBALI Nella seconda metà nelle case degli italiani, un po’ più tardi rispetto al resto del mondo, c’è un’altra novità, più potente della precedente. È la rete, è internet, che permette di superare ogni confine e ci trasforma sempre più in cittadini del mondo. E così, grazie alla posta elettronica, contattiamo in tempo reale chi si trova dall’altra parte del mondo, con Skype parliamo al telefono dallo schermo del pc con chi è lontano, con un click compriamo quello che ci piace in negozi reali o virtuali distanti migliaia di chilometri. Le opportunità che la rete ci ha messo a disposizione sono infinite e riguardano ogni aspetto della nostra vita, i risultati si muovono comunque tutti nella stessa direzione: se radio e tv ci hanno aiutati a diventare un popolo unito, internet ci sta trasformando in un popolo globalizzato.

Il wireless free nel nostro paese è attivo dal 1° gennaio di quest’annoMORALIZZAZIONE «Abbiamo a disposizione il mezzo più potente di cultura, di moralizzazione, di diletto che esista; mancheremmo in pieno alla nostra missione se non usassimo tutti i nostri sforzi per utilizzarlo nel modo migliore e più vasto» (Raoul Chiodelli, direttore dell’Eiar fino alla caduta del Fascismo parlando della radio).

RADIO La radio nel nostro Paese nasce nel 1910, con la legge 395 che riservava al governo lo stabilimento e l’esercizio degli impianti radiofonici. Nel 1924 vengono unificate le diverse compagnie radiofoniche e vi è la concessione in esclusiva all’Unione radiofonica italiana, che nel 1927 passa poi per 25 anni all’Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche, antesignano della Rai). Nel 1929, con il primo giornale radio, nasce la radio come la conosciamo.

DISTANZE Ma come la radio ha davvero cambiato la vita degli italiani e come è stata utile? La radio è stata il primo strumento che ha permesso ai cittadini della penisola di ascoltare le stesse cose, anche a centinaia di chilometri di distanza, e che ha raggiunto anche paesini e centri prima isolati. Ecco cosa si trovava scritto sul Giornale d’Italia nel dicembre del 1926: «Si pensi al valore che potrebbero avere la radio specie per gli abitanti dei piccoli villaggi che non possono usufruire neanche di un cinema. [...] Tutto questo significa una cosa sola: il sistema radiofonico deve venire esteso rapidamente, infatti esso contribuirà sensibilmente all’estendersi della cultura generale del popolo».

BROADCASTING L’Araldo telefonico, il primo esempio di broadcasting italiano: si avvaleva di un apparecchio telefonico e di una cuffia, un segnale acustico segnalava ai suoi abbonati l’ora esatta e indicava l’inizio del Un modello di radio anni Cinquantaradiogiornale, oltre a un palinsesto giornaliero di notizie e spettacoli. Del resto, inizialmente il telefono era al servizio degli italiani anche come fonte di svago: «Più che uno strumento di comunicazione interpersonale era un giocattolo musicale e d’intrattenimento, che permetteva a un pubblico riunito in una stanza di ascoltare la performance di un cantante che si trovava in un altro luogo» (Gabriele Balbi in La radio prima della radio, Bulzoni).

INVENZIONI Alcune celebri invenzioni tricolori nel campo delle comunicazioni e tecnologie che hanno cambiato la vita degli italiani (o almeno ci hanno provato): il telefono, inventato da Antonio Meucci nel 1871; il pantelegrafo, un antenato del fax, realizzato da Giovanni Caselli nel 1861; radio e telefonia senza fili, frutto dell’ingegno di Guglielmo Marconi nel 1895; nello stesso anno il kinetografo (macchina per la proiezione di immagini in movimento) di Filoteo Albertini; Programma 101 o Perottina, una sorta di personal computer alla portata di tutti di Pier Giorgio Perotto nel 1962; l’algoritmo di Google di Massimo Marchiori nel 1997 ecc.

INDENTITA’ Ci sono due cose che hanno contribuito, probabilmente più di altre, a creare e cementare un’identità italiana, soprattutto sotto il profilo linguistico: la leva obbligatoria, specie con le due guerre mondiali, e la televisione. Quando vengono trasmesse le prime trasmissioni televisive, nel 1954, solo un italiano su cinque parla correntemente italiano, il 12,9% è analfabeta. Quella della televisione è stata una crescita esponenziale: nel 1956 gli abbonati sono già 366.000, nel 1958 2,8 milioni, nel 1964 cinque milioni. Il secondo canale nasce nel 1961. Alla fine degli anni Ottanta il 96% delle famiglie italiane possiede un televisore. Il linguista Gian Luigi Beccaria sulla Stampa ha definito la televisione come «una delle scuole serali d’Italia».

CAROSELLO Nel 1957 arriva Carosello. Prima c’è la tv dei ragazzi, poi inizia la programmazione più specificatamente dedicata agli adulti. Riti e costumi di un’Italia davvero unita, tanto che l’espressione “a letto dopo Carosello” è rimasta nell’immaginario di molti. In più, una delle prime trasmissioni televisive è un programma di divulgazione letteraria: Il commesso di libreria presentata da Franco Antonicelli.

TV PRIVATE Un capitolo a parte meritano le televisioni private, che inizialmente non entrano in competizione con la tv pubblica, ma occupavano nicchie di mercato lasciate libere. Poi, dagli anni Settanta iniziano a trasmettere dall’estero sul territorio italiano emittenti locali come Firenze libera, Telemontecarlo, Tv Svizzera italiana, Tele Capodistria ecc. Nel 1975 esistevano già 68 emittenti locali, 244 nel 1977, 434 nel 1978, 600 nel 1981. Stava per nascere Mediaset, che ha cambiato gli italiani radicalmente, facendo diventare i bambini un po’ giapponesi attraverso i cartoni animati e i ragazzi più americani con le serie tv (Dallas, Happy Days, Hazar, e successivamente Baywatch e via dicendo).

DIGITALE Un’offerta televisiva che si è moltiplicata tantissimo in pochi anni, e che continua a farlo con le reti digitali e satellitari (come abbiamo raccontato in un precedente articolo). Un’abbondanza tale da creare dipendenza: «Per trattare di una società televisivo-dipendente il caso italiano si presta a meraviglia. […] Un’offerta così ricca ha creato nella gran parte degli italiani una dipendenza che nasceva dal poter trovare, ogni sera, almeno un programma capace di attrarre l’interesse di un vasto pubblico» (Marino Livolsi in La realtà televisiva, Laterza).

CELLULARI Nel 1990 i possessori di cellulari in Italia erano 200mila. Il servizio voce, l’unico attivo, costava 1.950 lire al minuto. Oggi siamo a quota cinquanta milioni di utenti.

TELEFONO I mezzi di comunicazione cambiano, si evolvono, vengono rimpiazzati da altri. Il telefono, per esempio, è sempre meno usato dagli italiani: nel 2005 passavamo quasi sette minuti al giorno sulla linea fissa di casa, adesso siamo scesi a quattro minuti e 41 secondi. E le conversazioni al cellulare non aumentano più in maniera esponenziale: nel 2009 cinque minuti e nove secondi al giorno, solo il 4,7% in più rispetto del 2008. Mentre, secondo i dati Nielsen, nel 2010 c’è stato un taglio del 10% a quota 29 euro al mese la spesa media per i cellulari – bisogna considerare anche che l’anno scorso è stato probabilmente quello del vero boom di Facebook, Skype e affini. Il trend è comune ad altri paesi: in dieci dei maggiori mercati di telefonia mondiali, dice la Ofcom, le telefonate sul cellulare sono in calo. Piena salute invece per gli sms: nel 2011 secondo Abi research dovrebbero arrivare a quota 7mila miliardi (l’800% in più del 2008) in tutto il mondo. Nel 2010 oltre 54 miliardi di minuti di chiamate internazionali (il 13% del totale) sono stati effettuati grazie a Skype.

SOCIAL NETWORK Sono soprattutto i più giovani i protagonisti di questa migrazione dal cellulare verso internet. Filippo Renga, direttore dell’osservatorio mobile alla School of management del Politecnico di Milano: «In molti l’hanno sostituito come mezzo di comunicazione con i social network». Il cellulare si usa meno per chiamare, ma ha nuovi usi. Ombretta Capodaglio di Nielsen Online: «La vecchia chiamata non è più il suo core business. Undici milioni di italiani lo usano per viaggiare in internet, il 31% in più del 2009, tre milioni entrano nei social network via telefonino». Gli smartphone, insomma, sono sempre più al servizio degli italiani, e stanno cambiando le abitudini e i modi di vivere.

Italiani che oggi utilizzano internet: poco più di 20 milioniPC E quindi per cosa usiamo il cellulare oggi in Italia? Per molte cose diverse. Il numero di dati scaricati dai cellulari in Italia è salito dai 7,5 milioni del primo trimestre 2009 agli 11 del terzo trimestre 2010. Ci ascoltiamo la radio, consultiamo mappe, scarichiamo videogiochi (+28% rispetto al 2010). Ancora Renga: «E siamo solo all’inizio. Il fenomeno è destinato a moltiplicarsi nei prossimi anni. Il meteo, per dire, si consulta oggi più via telefonino che dal pc». E poi c’è il rilevatore di frequenza cardiaca e di consumo calorico in palestra, lo si usa come GPS e molto altro.

WIRELESS FREE Internet, l’ultimo arrivato, ha accorciato le distanze e rese possibili le comunicazioni a basso costo tra gli italiani – oltre che con gli altri cittadini del mondo. Eppure la rete in Italia incontra ancora alcune difficoltà. La banda larga è relativamente poco diffusa: le persone che usano internet in Italia sono tra 20 e 23 milioni, meno della metà dell’intera popolazione. Mentre soltanto dal primo gennaio di quest’anno il wireless free è diventato una realtà: non è infatti più necessaria l’identificazione dell’utente per accedere ad un wireless in uno spazio pubblico.

INFORMAZIONE Oltre alla comunicazione, internet ha facilitato anche il moltiplicarsi delle informazioni online. Sia quelle che arrivano dal basso, attraverso blog (in Italia sono moltissimi, come vi abbiamo raccontato in questo articolo), social network, sia le notizie che si possono leggere sui quotidiani online, appendice di quelli cartacei ma anche creati specificatamente per la rete: nell’ultimo anno ne sono nati ben tre, Il Post, Lettera43 e l’ultimo arrivato Linkiesta. Anche in Italia l’informazione grazie a internet è sempre più orizzontale, le notizie viaggiano in modo nuovo e arrivano ai cittadini anche senza mediazioni: il modo di informarsi degli italiani sta cambiando e gli sviluppi sono imprevedibili.

da: VoceArancio » Blog Archive » I mass media che hanno fatto l’Italia.


La tutela dei minori di fronte ai “media”: criticità e proposte. Bologna, 22 marzo 2011 – ore 9.45 -17.00 SP.I.S.A. – via Belmeloro, 10

SP.I.S.A. (Scuola di specializzazione in studi sulla pubblica amministrazione) -Co.re.com. Emilia-Romagna
La tutela dei minori di fronte ai “media”: criticità e proposte.
Bologna, 22 marzo 2011 – ore 9.45 -17.00 SP.I.S.A. – via Belmeloro, 10

Coordinamento organizzativo:

Rossella Tirotta, CORECOM Emilia-Romagna

rtirotta@regione.emilia-romagna.it


CORSO DI FORMAZIONE “WEB COMMUNICATION E SERVIZIO SOCIALE”, SABATO 4 GIUGNO 2011 ROMA

CORSO DI FORMAZIONE

WEB COMMUNICATION E SERVIZIO SOCIALE

Comunicare il servizio sociale professionale con gli strumenti della web communication e imparare a realizzare e gestire un sito web

SABATO 4 GIUGNO 2011

ROMA

Per scaricare il Pieghevole e il programma, cliccare quiqui

Per scaricare la scheda di iscrizione, cliccare qui


S.O.S. Servizi Sociali On Line Newsletter n. 19 del 15.3.2011 – www.servizisocialionline.it

Newsletter n. 19 del 15.3.2011 – S.O.S. Servizi Sociali On Line

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1) Convegno Nazionale “Il servizio sociale on line professionale in Italia” – Roma, 12.2.2011

Gli Atti del Convegno Nazionale sono consultabili e scaricabili dal nostro sito

www.servizisocialionline.it

2) Eventi in Italia

Vi segnaliamo:

a) Corso di Formazione “Web Communication e servizio sociale”. Comunicare il servizio sociale professionale on line attraverso gli strumenti della web communication e la realizzazione e gestione di un sito web. Roma, 4 giugno 2011

Locandina, pieghevole e scheda di iscrizione sono allegati alla presente newsletter

3) Pagine web

Vi segnaliamo la pagina web curata dal Prof. Paolo Ferrario

http://www.servizisocialionline.it/politiche%20sociali%20e%20sanitarie.htm

4) Articoli

Vi segnaliamo l’articolo della D.ssa Luciana Quaia che potete consultare e scaricare dal seguente link:

http://www.servizisocialionline.it/ARTICOLI%20VARI.htm

Vi diamo appuntamento alla fine del mese per la trasmissione del Magazine On Line, Anno 2, Numero 3.

Chi non volesse più ricevere la nostra newsletter può chiederci la cancellazione dalla mailing list, inserendo nell’oggetto della mail a noi indirizzata “chiedo la cancellazione”.

Un cordiale saluto dallo Staff di Servizi Sociali On Line

www.servizisocialionline.it

servizisocialionline@libero.it


Governo italiano, Dossier “Riforma della giustizia: approvato il disegno di legge costituzionale

Il disegno di legge costituzionale per la riforma della giustizia approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 marzo 2011 si fonda sulla separazione delle carriere dei magistrati, che si distinguono in giudici e pubblici ministeri. L’ufficio del pm è organizzato secondo le norme dell’ordinamento giudiziario che ne assicurano l’autonomia e l’indipendenza. È prevista l’istituzione di due distinti Consigli superiori, della magistratura giudicante e di quella requirente, presieduti, come l’attuale CSM, dal Presidente della Repubblica e costituiti da membri eletti per metà dai magistrati e per metà dal Parlamento. Sono anche indicate tassativamente le funzioni dei due Consigli, tra le quali non figura più la funzione disciplinare, affidata alla Corte di disciplina di nuova istituzione. Del Consiglio Superiore della Magistratura giudicante fa parte di diritto il primo presidente della Corte di Cassazione e gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i giudici ordinari tra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal Parlamento in seduta comune fra professori ordinari di università in materia giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili. Del Consiglio Superiore della magistratura requirente fa parte di diritto il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i pubblici ministeri fra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal parlamento in seduta comune, tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio. I membri elettivi durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili. Ai due Consigli spettano, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assegnazioni, le assunzioni, i trasferimenti, le promozioni nei riguardi dei giudici.


Luciana Quaia, Il valore delle nostre cose contro l’oblio del tempo | Muoversi Insieme

Viviamo circondati da oggetti. Oggetti che stimolano i nostri desideri, stabiliscono lo status sociale di appartenenza, rinforzano la nostra autonomia, alimentano la capacità di apprendere e di creare, marcano il trascorrere del tempo e la caducità dell’esistere. Oggetti che, entrando nel nostro corpo, arrivano persino a garantire la nostra stessa sopravvivenza.
Abbiamo quindi un rapporto continuo con essi, assistiamo al loro entrare e uscire dalla nostra vita talvolta con un moto proprio, indipendente dalla nostra volontà, altre volte con una partecipazione emotiva che ci fa sentire parte di essi.
Ci capita spesso di usare i termini oggetto e cosa come sinonimi, ma se analizziamo  ….

segue

l’intero articolo qui:

Il valore delle nostre cose, oltre il mondo “liquido” | Muoversi Insieme.


quarta edizione (anno 2010) del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali

E’ disponibile la quarta edizione (anno 2010) del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali.

Nel Rapporto, frutto di una collaborazione tra la Direzione generale per l’inclusione e i diritti sociali di questo Ministero e il CEr (Centro Europa Ricerche), si analizza in maniera puntuale la dinamica recente della diffusione dello strumento, sia dal punto di vista territoriale che delle prestazioni che lo adottano; si esaminano poi le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali della popolazione ISEE, anche con riferimento alla popolazione nata all’estero, nonché le caratteristiche economiche, mediante l’analisi delle distribuzioni dell’indicatore ISEE nel suo complesso, ma anche nelle sue componenti reddituali e patrimoniali.

Come già nella passata edizione, sono presentate in appendice le principali statistiche con dettaglio provinciale. Si rimanda invece alle edizioni precedenti le considerazioni sulla selettività di alcune variabili e sulla dimensione longitudinale della popolazione.

• Rapporto ISEE 2010 (formato .pdf 1 Mb)
• Appendice al Rapporto ISEE 2010 (formato .pdf 535 Kb)


Edizioni precedenti

• Rapporto ISEE 2009
• Appendice al Rapporto ISEE 2009

da: LPS – Lavoro e Politiche Sociali  –  Presentazione.


Regione Lombardia, Accreditamento delle unità di offerta sociosanitarie

da: http://www.famiglia.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&childpagename=DG_Famiglia%2FDetail&cid=1213292886282&packedargs=NoSlotForSitePlan%3Dtrue%26menu-to-render%3D1213276893478&pagename=DG_FAMWrapper

Accreditamento

L’Accreditamento è il sistema attraverso il quale si garantisce la qualità del servizio e della struttura delle unità d’offerta sociali e sociosanitarie. 

La legge regionale n.3 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociosanitario, approvata il 12 marzo 2008 ed entrata in vigore il 1 aprile 2008, regola i sistemi di accreditamento. Il provvedimento in continuità con la legislatura precedente, attraverso la sussidiarietà e la valorizzazione della famiglia e delle istituzioni del Terzo Settore, riorganizza la rete dei servizi e degli interventi nell’area sociale e sociosanitaria, definisce i compiti degli Enti pubblici, delle istituzioni e del no profit, garantisce maggiore snellezza delle procedure, rafforza il ruolo del terzo settore che oltre a partecipare alla gestione della rete, partecipa alla sua programmazione. 

E’ competenza della Regione: 
- definire, previo parere della competente commissione consiliare, i requisiti minimi per l’esercizio delle unità d’offerta sociali, nonché i criteri per il loro accreditamento di competenza dei comuni
-  accreditare le unità d’offerta sociosanitarie e determinare gli schemi tipo dei contratti per gli acquisti delle prestazioni e dei servizi a carico del fondo sanitario regionale (FSR).

L’insieme integrato dei servizi, delle prestazioni, anche di sostegno economico, e delle strutture territoriali, domiciliari, diurne e residenziali costituisce la rete delle unità di offerta sociali e sociosanitarie per promuovere il benessere e l’inclusione sociale della persona, sostenere le persone e/o le famiglie in situazioni di disagio dovute a condizioni economiche, psicofisiche o sociali.


Alessandra Cicalini, Pietro Scarnera e l’addio al padre… a fumetti – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Quando si perde qualcuno per sempre, il tempo del lutto può durare più o meno a lungo. Di sicuro, cambiano i modi per rielaborare la perdita, ma se per caso siamo capaci di esprimerci in modo creativo, utilizzare il talento personale per raccontare il nostro doloroso vissuto potrebbe essere utile anche agli altri. È probabile che abbia provato una sensazione similePietro Scarnera, disegnatore di origine torinese nato nel 1979, nell’ascoltare le reazioni dei lettori al suoDiario di un addio, incentrato sugli ultimi cinque anni di vita del padre

l’intero articolo qui:

Pietro Scarnera e l’addio al padre… a fumetti – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.


Vinci Dario, L’interesse del minore nei procedimenti di separazione e divorzio

L’interesse del minore nei procedimenti di separazione e divorzio

Vai a: Il Tribunale Ordinario.


Milleproroghe: le norme per la sanità

le norme approvate sulla sanità:

Le misure già previste

L’intramoenia allargata (di cui all’art. 1 della legge 120/2007) è prorogata al 31 marzo 2011 rispetto alla scadenza del 31 gennaio  2011 prevista dalla precedente normativa. Scaduto quel termine, a meno che non intervenga un apposito Dpcm che potrà prorogarla fino al 31 dicembre di quest’anno, non si potrà più esercitare la libera professione in regime di intramoenia  “allargata”, vale a dire quella svolta in strutture al di fuori della struttura pubblica.

Sempre al 31 marzo 2011, prorogate due disposizioni vigenti per il sistema del cosiddetto “payback” farmaceutico.  La prima riguarda i medicinali  immessi in commercio prima del 31 dicembre 2006 (di cui all’art. 9 della legge 31/2008) e la seconda quelli immessi successivamente (di cui all’art. 64 della legge 99/2009). Anche in questo caso ulteriori proroghe possono intervenire solo con un apposito Dpcm.

Confermata anche la quota pari a 100 milioni di euro dei 400 milioni di euro del 5 per mille, destinata alla ricerca e all’assistenza domiciliare dei malati di sclerosi laterale amiotrofica, anche se nel nuovo testo del Milleproroghe si parla di una cifra “fino a” 100 milioni di euro che potrebbe lasciare intendere che si possa attuare un finanziamento anche minore.

Confermata infine anche la proroga dei termini fino all’anno accademico 2012/2013 delle diverse modalità diammissione ai corsi di laurea in medicina da parte degli ufficiali medici delle  Forze armate (di cui all’art. 4 della legge 129/2008).

Le nuove disposizioni del maxiemendamento del Governo

Viene confermato lo slittamento della data di consegna (oggi indicata nel 28 febbraio di ogni anno) da parte dell’Istituto superiore di sanità al Ministero della Salute dei dati sulla procreazione assistita ai fini della predisposizione della relazione al Parlamento (di cui all’art. 15 della legge 40/2004). Ma cambia la data: nel vecchio testo lo slittamento era al 31 marzo mentre in quello approvato stamattina è al 30 aprile.

Sempre in tema di Pma è stato accolto l’emendamento Malan che nei giorni scorsi ha sollevato diverse polemiche. In particolare si prevede che i dati relativi alle attività di procreazione medicalmente assistitaprovenienti dalle strutture autorizzate siano inviati al Ministero della Salute cui spetterà il compito dell’inoltro all’Iss e al Centro nazionale trapianti. Le modalità di comunicazione dei dati saranno oggetto di uno specifico decreto del ministero della Salute.

Una sorpresa poi per grossisti, farmacisti e industrie farmaceutiche. Il Milleproroghe prevede infatti che l’entrata in vigore delle nuove misure sui margini della distribuzione (previste dall’art.11, comma 6 della legge 122/2010) sia anticipata al 31 maggio 2010 (data di emanazione del decreto legge che prevedeva i nuovi margini) anziché, come previsto attualmente, al 30 luglio 2010 (data di entrata in vigore della legge di conversione). Ciò vuol dire che dovranno essere ricalcolati margini e spettanze della filiera per tutto il periodo che va appunto dal 31 maggio al 30 luglio dello scorso anno.

Accolta la richiesta delle Regioni di uno slittamento al 1 gennaio 2013 dei termini per l’accreditamento definitivo delle strutture sanitarie e socio sanitarie private e delle terme. Resta invece il termine, già scaduto, del 1 gennaio 2011 per l’accreditamento definitivo di ospedali e ambulatori privati.

Novità anche per i servizi trasfusionali, per i quali – nelle more dell’attuazione dell’Accordo Stato regioni del 16 dicembre 2010 sui requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici che dovrà comunque essere attuato entro il 31 dicembre 2014 – è prevista una serie di interventi, attraverso appositi decreti del ministero della Salute, per l’istituzione dell’elenco nazionale dei valutatori, per la definizione delle modalità per le convenzioni nel settore della raccolta del sangue e per la disciplina delle immissioni in commercio da parte dell’Aifa degli emoderivati.

Previsto uno stanziamento di 200 mila euro per il 2011 a favore dell’associazione “Alleanza degli ospedali italiani nel mondo”.


Viene portato da due a tre il numero massimo di mandati consecutivi per i consiglieri territoriali degli Ordini dei biologi, chimici e assistenti sociali.

Si prevede poi una sostanziale “sanatoria” per gli accordi di programma per l’edilizia sanitaria nelle Regioni sottoposte a Piano di rientro. In particolare la norma prevede che il ministero della Salute sia autorizzato a sottoscrivere con queste Regioni “accordi di programma, a valere sulle risorse ex art.20, legge 67/’88, per il finanziamento succesivo di interventi già realizati nelle Regioni con oneri a carico del fondo sanitario corrente”. “I citati accordi – prosegue la norma – sono sottoscrivibili a condizione che gli interventi suddetti risultino coerenti con la complessiva programmazione degli interventi di edilizia sanitaria nelle Regioni interessate”.

Viene inoltre previsto che una quota non inferiore ai 40 milioni di euro, a valere sui 120 milioni di euro facenti parte di somme non utilizzate nell’ambito degli stanziamenti di cui alla legge 201/2008 (soprattutto edilizia e costruzioni), sia destinata ad incrementare nel 2011 le attività di ricerca, assistenza e cura dei malati oncologici e altre attività sociali e di sviluppo dei territori previste dall’art. 6 della legge 220/2010.

Viene previsto che i 70 milioni di euro finalizzati agli accertamenti medico legali sui dipendenti delle amministrazioni pubbliche assenti per malattia, il cui precedente riparto tra le Regioni era stato considerato incostituzionale, siano attribuiti alle Regioni dal ministero della Salute sulla base di nuovi criteri da definire d’intesa con le Regioni stesse.

da: QS – Quotidiano Sanità: Governo e Parlamento – Milleproroghe. Ecco tutte le norme per la sanità.


Anteprima Prospettive Sociali e Sanitarie n. 3/2011

PSS tratta con regolarità temi attinenti al lavoro dell’assistente sociale. In questo numero, proponiamo alcuni contributi che riguardano direttamente l’esercizio del suo ruolo professionale. Il presidio di tale ruolo, all’interno di un sistema di welfare dei servizi in forte difficoltà, appare sempre più difficile, ed è quindi importante offrire in merito occasioni di riflessione.
Editoriale di Ugo De Ambrogio sul ruolo dell’assistente sociale nel sistema dei servizi in difficoltà.
Alcune riflessioni sulla formazione continua dell’assistente sociale.
La violenza degli utenti a danno degli operatori sociali come fenomeno diffuso ma poco studiato.
La conciliazione delle funzioni di aiuto e di erogazione di servizi per l’assistente sociale che opera nell’ente pubblico.
A più di un anno dall’avvio dello sportello PASS, punto di accesso socio-sanitario, le riflessioni sui risultati raggiunti.

________________________
Prospettive Sociali e Sanitarie
via XX Settembre 24, 20123 Milano
tel. 0246764275 – fax 0246764312
http://pss.irs-online.it


Piero Calamandrei, discorso sulla scuola pubblica


Un fisco Family Friendly: il “Fattorefamiglia” alla prova, Roma, 15 marzo 2011, Cnel, Viale Lubin 2

Un fisco Family Friendly: il “Fattorefamiglia” alla prova
Giornata di studio, organizzata da CISF, Forum delle Associazioni Familiari, Famiglia Oggi
Roma, martedì 15 marzo 2011
Cnel, Sala Parlamentino, Viale Lubin 2
Tutti riconoscono che l’attuale sistema fiscale è iniquo verso le famiglie con figli, tutti riconoscono
che occorrono interventi di sostegno alla natalità e alla responsabilità familiare, tutti riconoscono
che la famiglia è una risorsa insostituibile di coesione sociale, fiducia e sviluppo economico per il
“sistema Italia”.
Il Forum delle associazioni familiari su questo punto ha sostenuto fin dall’inizio la necessità di un doppio
riconoscimento: da un lato la centralità della famiglia come istituzione di bene comune socialmente
rilevante … dall’altro il necessario sostegno ai suoi compiti e funzioni sociali, in primo luogo attraverso
la leva fiscale, ma anche con azioni di tutela della vita, di sostegno alle responsabilità educative, di
conciliazione famiglia-lavoro, di promozione per le giovani coppie.
In questa prospettiva il Forum ha lanciato una nuova proposta di riforma del sistema fiscale, il “Fattore-
Famiglia”, capace di costruire un sistema finalmente equo per le famiglie con carichi familiari, ...
Il FattoreFamiglia modifica l’attuale sistema facendo sì che a parità di reddito, una famiglia con tre figli
paghi molte meno tasse rispetto ad una famiglia che non ha figli; esso può inoltre riconoscere altri fattori
di difficoltà familiare (quale, ad esempio, presenza di disabili), sostenendo così la famiglia nei suoi
compiti di cura.
Programma, informazioni
Modulo d’adesione


Summer School – Metodi per la salute: analisi quantitative e qualitative, corso a cura della Università di Milano Bicocca / Dipartimento di sociologia e Ricerca Sociale

EMail per informazioni:  osservatorioemetodiperlasalute@unimib.it


LUA Libera Università dell’Autobiografia – giovedì 10 marzo 2011

Appuntamenti ad Anghiari
10-13 marzo – Mimesis 11 – Lab. 2
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1660&Itemid=119
24-27
marzo – Ta eis heauton/Agorà – Lab. 3
24-27 marzo – Morphosis – Lab. 2
Il programma a breve

Seminari 2011.
Ecco i primi seminari programmati per il 2011. Alla pagina sottostante potete trovare l’elenco completo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=4&id=13&Itemid=36
Le iscrizioni sono aperte basta collegarsi alla pagina on il modulo di iscrizione:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3

1 aprile – Marco Deriu – La vela di Ulisse e il continente interiore.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1794&Itemid=36
1 aprile – L. Barani e A.M. Pedretti – All’ascolto del mito…
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1795&Itemid=36
8 aprile – D. Bellamio e I. Venturi – Il sudore della fronte. Il lavoro nell’autobiografia
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1796&Itemid=36
8 aprile – M. Nardini – Specchiarsi nelle parole: la scrittura e la mediazione umanistica
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1797&Itemid=36
29 aprile – A. Ascari e B. Carmellini – Anche le cose si raccontano…
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1798&Itemid=36
29 aprile – Maria Rosaria Baldin – Altrodame: scrivere l’altro per trovare se stessi
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1799&Itemid=36

Nostos –> Tesi –> Le emozioni della cura nelle autobiografie di infermieri – Armando Bossarelli
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1979&Itemid=137

Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> Epistolario (1933-1938) – Antonia Pozzi Tullio Gadenz, consigliato da Patrizia Garofalo.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1967

Pubblicazioni –> Bibliografia Tematica –> Q –> Quaglino Gian Piero – La scuola della vita.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1962&Itemid=74

Accademia del silenzio: Ieri sera grande successo alla Prima Maratona del Silenzio che si è svolta a Milano presso la casa della cultura. Prossimo appuntamento il 30 aprile a Torino.
Consultate il sito con sempre nuovi aggiornamenti:
http://www.lua.it/accademiasilenzio/

Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=1&id=1

Reggio Emilia – La locanda della memoria
11 marzo – Brindisi – Brindisi città ospitale
20 marzo – Corato (BA) – Laboratorio autobiografico
Fino al 22 marzo Incontri con la filosofia a Modena
24 marzo – Sesto Fiorentino (FI) – Laboratorio autobiografico
26 marzo – Firenze – Letture in biblioteca
Anghiari (AR) – Locanda del viandante, Eventi gennaio/marzo
5 aprile – Arezzo (AR) – Ricerca Re-inventare l’età matura
Fino al 29 aprile – In viaggio. Al centro della mente

Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76

Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html


il Corso di laurea in servizio sociale dell’Università di Milano Bicocca organizza un convegno per contribuire alla discussione dell’agenda globale del servizio sociale del prossimo decennio

Servizio sociale e sviluppo sostenibile:

le sfide per il futuro e la Global Agenda

15 marzo 2011, aula Magna

In occasione della Giornata Mondiale del Servizio sociale 2011, il Corso di laurea in servizio sociale dell’Università degli studi di Milano Bicocca, raccogliendo l’invito dell’AIDOSS, organizza un convegno per contribuire alla discussione dell’agenda globale del servizio sociale del prossimo decennio, promossa dalle tre associazioni internazionali IASSW (The International Association of Schools of Social Work), ICSW (International Council of Social Welfare), IFSW (International Federation of Social Workers)

9.00 – 9.30

Saluti di apertura

Carla Facchini -  Coordinatrice del corso di laurea

Renata Ghisalberti – Presidente Consiglio regionale assistenti sociali

Associazione studentesca “In- formazione” – “L’importanza delle relazioni umane”

9.30 – 10.45

“L’agenda globale per il servizio  sociale del prossimo decennio” – A. Campanini

“Eguaglianza sostanziale delle persone e accesso ai diritti sociali: il fondamento giuridico-costituzionale del servizio sociale” – P. Bonetti

Dibattito

10.45  – 11.45

“Saremo gli  assistenti sociali di domani” – Gli studenti del 2° e del 3° anno del corso triennale di servizio sociale della Bicocca contribuiscono alla Global Agenda.

11.45 – 13.30

“La responsabilità del ‘nominare’ nel processo di implementazione dei diritti” -  O. De Leonardis

“I dilemmi del servizio sociale di domani: tra mandato professionale e organizzazione” – T. Bertotti

Dibattito

  • Sono stati richiesti 5 Crediti per la formazione continua obbligatoria all’Ordine degli assistenti Sociali della Regione Lombardia


Novità Gruppo Solidarietà – 11/03/2011

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 11/3/2011

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it

PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426

Informazioni
- Rapporto Osservasalute 2010

- Conferenza Stato – Regioni. Piano indirizzo riabilitazione
- Comunità per disabili. Riflessioni retrospettive e prospettiche
- Contribuzione utenti servizi. Pagare il giusto. Rispettare la legge
- Cassazione. Diritto salute deve prevalere su criteri economicità
- Trivulzio. Pio per gli amici

Voce sul sociale
- Blocco ingressi comunità per disabili. Segnalazione all’autorità giudiziaria
- Anziani non autosufficienti. Ancora disattesi gli impegni
- Tagli Centro diurno per disabili Ambito Jesi. Esiste ancora la gestione associata dei servizi?
- Anziani non autosufficienti nelle Marche. I problemi della convenzione con le Residenze protette
- Disabilità. I tagli preventivi del Comune di San Paolo di Jesi
- Marche. Sul nuovo accordo tra Regione e strutture di riabilitazione
- Un commento sulla nuova Convezione tra Asur Marche e residenze protette anziani
- Marche. Osservazioni alla proposta di Piano sociosanitario
- La programmazione sociosanitaria nella regione Marche

Aggiornamento legislativo nazionale – 28 febbraio 2011
Aggiornamento legislativo regione Marche – 28 febbraio 2011
Leggi sociali - 28 febbraio 2011

Rassegna bibliografica - 31 gennaio 2011

Ultime acquisizioni librarie - 25 gennaio 2011

Appunti
Appunti 1 gennaio-febbraio 2011

Altro nella Home Page

Seminari di approfondi mento. Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, i servizi www.grusol.it/eventi/seminari2011.pdf
Guida ai diritti, ai servizi ed alle prestazioni sanitarie e sociosanitariewww.grusol.it/informazioni/guida2011.pdf
La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nelle Marche - Jesi, 15 aprile 2011 www.grusol.it/eventi/15-04-11.pdf
Gruppo Solidarietà, Corsi di formazione, Maggio 2011 www.grusol.it/eventi/maggio2011.pdf
Tg Marche sui 30 anni del Gruppo Solidarietà (video)www.grusol.it/vocesociale/02-11-2010.asp
Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp
Per sostenere il Gruppo Solidarietà www.grusol.it/sostieni.asp
Novità editoriale. I dimenticati. Politiche e servizi per i soggetti deboli nelle Marche www.grusol.it/pubblica.asp

Il libro del mese: E. Borgna, La solitudine dell’anima


Punti-chiave della riforma costituzionale della giustizia – in Il Sole 24 ORE

Diciotto articoli per riformare la giustizia italiana: dal “doppio” Csm, alla separazione tra giudici e pm, all’appellabilità delle sentenze di assoluzione «soltanto nei casi previsti dalla legge». In più, le nuove norme intervengo pure sul trasferimento dei magistrati, sui rapporti con la polizia giudiziaria e sulle regole disciplinari. Viene introdotta anche una nuova sezione, la II-bis, alla Costituzione per disciplinare la responsabilità civile dei magistrati.


Appellabilità delle sentenze (articolo 14).
SI prevede che contro le sentenze di condanna sia sempre ammesso appello, salvo che la legge non disponga diversamente in relazione alla natura del reato, delle pene e della decisione. Le sentenze di proscioglimento sono appellabili soltanto nei casi previsti dalla legge.Ecco comunque in 15 voci tutto quello che prevede il ddl costituzionale approvato oggi 10 marzo dal consiglio dei ministri.

Csm, si cambia (articoli 1 e da 6 a 8) Arrivano due Csm: uno, per la magistratura giudicante, l’altro per la requirente che non possono adottare atti di indirizzo politico nè esercitare funzioni diverse da quelle previste nella Costituzione. Viene introdotto poi l’articolo 104 bis della Costituzione che prevede che il Consiglio Superiore della magistratura giudicante è presieduto dal presidente della Repubblica. «Ne fa parte di diritto il primo presidente della cassazione. Gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i giudici ordinari tra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal parlamento in seduta comune fra professori ordinari di università in materia giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio». Il consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal parlamento. I membri elettivi del consiglio durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili. Non possono, finchè sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, nè far parte del parlamento o di un consiglio regionale, provinciale o comunale. Per quanto riguarda la magistratura requirente, viene introdotto l’articolo 104 ter della Costituzione che prevede che il consiglio superiore è presieduto dal presidente della Repubblica. Ne fa parte di diritto il procuratore generale della Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i pubblici ministeri fra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio. Il consiglio elegge un vicepresidente tra i componenti designati dal parlamentio e specularmente per quanto avviene per magistrura giudicante i membri elettivi durano in carica quattro anni, non sono rieleggibili nè possono essere iscritti mentre sono in carica «in albi professionali o far parte del parlamento o di un consiglio regionale provinciale o comunale». Quanto ai compiti dei due Csm, si stabilisce, con la sostituzione dell’articolo 105 della Costituzione, che «spettano al Consiglio superiore della magistratura giudicante e al Consiglilo superiore della magistratura requitrente, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti e le promozioni nei riguardi dei giudici ordinari e dei pubblici ministeri». Specifica importante: i consigli superiori non possono adattare atti «di indirizzo politico nè esercitare funzioni diverse da quelle previste nella Costituzione».

Entrata in vigore (articolo 18). Le presenti norme entrano in vigore il giorno successivo alla loro pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale».

Esercizio dell’azione penale (articolo 15). SI modifica l’articolo 112 della Costituzione, specificando che il pm «ha l’obbligo di esercitare l’azione penale secondo i criteri stabiliti dalla legge».

Funzione ispettiva (articolo 13). Che resta in capo al ministro della Giustizia. Così come le funzioni organizzative e sul funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Il guardasigilli dovrà riferire annualmente alle Camere sullo stato della giustizia e pure «sull’esercizio dell’azione penale e sull’uso dei mezzi d’indagine». La presente norma riscrive l’articolo 110 della Costituzione.

Giudici (articolo 3). Si modifica il secondo comma dell’articolo 101 della Costituzione, che viene interamente sostituito dal seguente: «I giudici costituiscono un ordine autonomo e indipendente da ogni potere e sono soggetti soltanto alla legge». Il vecchio testo recita: «I giudici sono soggetti soltanto alla legge».

Giurisdizione (articolo 4). Viene sostituito il primo comma dell’articolo 102 della Costituzione, e viene specificato che «la giurisdizione è esercitata da giudici ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario». Il veccio testo recita: «La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario».

Irretroattività delle nuove norme (articolo 17). La disposizione prevede espressamente che «i principi contenuti nella presente legge non si applicano ai procedimenti penali in corso alla data di entrata in vigore delle nuove norme».

Nomina magistrati (articolo 10). Resta ferma la norma, articolo 106 primo comma, che prevede che la nomina dei magistrati avvenga per concorso. Si modifica invece il secondo comma che riguarda la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari, cancellando l’inciso «per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli».

Nuovo ordinamento giurisdizionale (articolo 2). La norma dispone modifiche formali alla Costituzione. Cambia nome la rubrica del Titolo IV della Carta costituzionale: da «La Magistratura» a «La Giustizia». Nuovo nome anche per la rubrica della Sezione I, da «Ordinamento giurisdizionale» a «Gli organi». Si modifica anche l’intestazione della Sezione II, da «Norme sulla giurisdizione» a «La giurisdizione».

Polizia giudiziaria (articolo 12). SI prevede che sia il giudice sia il pm possano disporre della polizia giudiziaria «secondo le modalità stabilite dalla legge».

Provvedimenti disciplinari (articolo 9). Viene introdotto l’articolo 105-bis della Costituzione, che prevede che i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati spettano alla corte di disciplina della magistratura giudicante e requirente. La corte disciplinare si compone di una sezione per i giudici e di una sezione per i pm. I componenti sono eletti per metà dal parlamento in seduta comune e per l’altra metà rispettivamente da tutti i giudici e i pm. I componenti eletti dalle Camere sono scelti tra docenti universitari in materie giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio. Finchè sono in carica i membri della corte non possono essere iscritti agli albi professionali, né ricoprire uffici pubblici. Contro i provvedimenti della corte di disciplina è ammesso ricorso in cassazione per motivi di legittimità.

Responsabilità dei magistrati (articolo 16). Viene introdotta la Sezione II-Bis alla Costituzione. I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari pubblici. Spetta alla legge disciplinare la responsabilità civile dei magistrati per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della libertà personale. Specifica importante: la responsabilità civile dei magistrati si estende allo Stato.

Separazione carriere (articolo 5). Cambia radicalmente l’articolo 104 della Costituzione, e viene specificato che i magistrati si distinguono in giudici e pm. La legge assicura la separazione di entrambe le carriere. Si prevede anche che l’ufficio del pm «è organizzato secondo le norme dell’ordinamento giudiziario che ne assicurano l’autonomia e l’indipendenza».

Trasferimento magistrati (articolo 11). Si prevede, modificando l’articolo 107 della Costituzione, che «in caso di eccezionali esigenze, individuate dalla legge, attinenti all’organizzazione e al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, i consigli superiori possano destinare i magistrati ad altre sedi».

da: L’abc della riforma costituzionale della giustizia in 15 voci – Il Sole 24 ORE.


VINCENTI C. DE, GHERSI R. FINOCCHI, A. TARDIOLA (a cura di), La Sanità in Italia

VINCENTI C. DE, GHERSI R. FINOCCHI, A. TARDIOLA (a cura di)

La Sanità in Italia

Organizzazione, governo, regolazione, mercato

Collana “Quaderni di Astrid”

pp. 536, € 28,00
978-88-15-13992-4
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 10/02/2011

Copertina 13992


La crisi finanziaria pone all’Italia (e a tutta l’Europa) problemi straordinariamente difficili: la riduzione del debito pubblico, la sfida competitiva delle economie emergenti, le risposte a cambiamenti geopolitici, tecnologici, climatici e demografici di inedite dimensioni. Come farlo, senza compromettere il modello europeo di welfare, la qualità dei servizi collettivi, i diritti fondamentali dei cittadini, innanzitutto il diritto alla salute?

C’è un’unica strada, quella di riforme radicali e innovazioni coraggiose che consentano di migliorare la qualità dei servizi senza aumentarne il costo. Astrid ha riunito per ciò un gruppo di studiosi ed esperti delle politiche sanitarie noti per la loro competenza e per le esperienze compiute sul campo. Questo libro raccoglie le loro riflessioni e le loro proposte. E apre la strada a qualche speranza per il futuro. La crescita dell’incidenza della spesa sanitaria sul Pil non è un destino ineluttabile. Con le riforme e le innovazioni qui descritte si può, senza compromettere la tutela del diritto alla salute, invertire la dinamica e ricondurre la spesa sanitaria entro un quadro di compatibilità macro­economiche sostenibili.

In Italia, le politiche sanitarie sono anche un banco di prova per la prossima attuazione della riforma costituzionale, dato il loro peso nella vita politica e gestionale delle Regioni: nella sanità si decide, in gran parte, se il federalismo sarà davvero un “win-win game”, di cui beneficeranno tutti gli attori e tutti i territori, con miglioramenti nella qualità dei servizi e maggiore efficienza nella loro organizzazione, oppure se l’attuazione della riforma avvantaggerà alcuni contesti territoriali a scapito di altri, con gravi ripercussioni sulla tutela del diritto costituzionale alla salute. Anche su questo il gruppo di Astrid ha cercato, insieme a molti interrogativi, di dare qualche risposta.


prova


Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Atto n. 317

Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale
Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Atto n. 317
Doc. Lega Nord 10-3-2011
Emendamenti Partito Democratico 10-3-2011
Proposte di modifica allo schema di decreto presentate dal gruppo del Partito Democratico 9-3-2011

ALMALAUREA – Chi Siamo

AlmaLaurea è un servizio innovativo che rende disponibili online i curriculum vitae dei laureati (1.500.000 cv presso 62 Atenei italiani al 29/06/2010) ponendosi come punto di incontro fra Laureati, Università e Aziende.
Nata nel 1994 su iniziativa dell’Osservatorio Statistico dell’Università di Bologna, AlmaLaurea ha conosciuto in questi anni una crescita esponenziale, raggiungendo oggi il 77 per cento dei laureati italiani.
Gestita da un Consorzio di Atenei Italiani con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, AlmaLaurea nasce con l’intento di mettere in relazione aziende e laureati e di essere punto di riferimento dall’interno della realtà universitaria per tutti coloro (studiosi, operatori, etc…) che affrontano a vario livello le tematiche degli studi universitari, dell’occupazione, della condizione giovanile.

Sede: viale Masini 36
40126 Bologna – Italy
Tel. +39 051 6088919 Fax +39 051 6088988

Le università aderenti al Consorzio AlmaLaurea

da: ALMALAUREA – Chi Siamo.


il Bureau of Labor Statics americano, elaborando qualche milione di dati, ha scoperto che le professioni più richieste sono quelle di badante, seguite da quelle di cuoco, muratore e giardiniere. Roba per cui non ci vuole il pezzo di carta? No, i datori di lavoro pretendono che anche in queste professioni vi sia una certa preparazione di base, una certa cultura che potrebbe corrispondere alla nostra laurea breve, associazione AlmaLaurea

Uno studio dell’associazione AlmaLaurea mostra che laurearsi conta sempre meno per trovare lavoro, anche se si è in possesso della «laurea breve», quella che si ottiene dopo tre anni e che il ministro Zecchino, e dopo di lui il ministro Berlinguer, avevano inventato proprio per professionalizzare gli studi superiori, cioè per rendere meno labile il rapporto tra mondo del lavoro e pezzo di carta.

Sarà una selva di numeri. Sentiamo.
Gliene darò il minimo indispensabile, giusto quelli che servono a chiarire il concetto. Si prendono gli anni 2008, 2009 e 2010 e si vede che la percentuale di disoccupati tra quelli che hanno la laurea breve è aumentata: dall’11 al 16,2% (stiamo parlando del primo anno post-laurea). A chi ha laurea lunga, o meglio specialistica, è andata anche peggio: da 10,8 si è passati a 17,7. Si potrebbe pensare che fare i calcoli sul primo anno dopo la laurea è troppo penalizzante. Ma anche tra quelli che hanno preso la laurea da 5 anni ci sono meno occupati di prima, un 5% in meno. Queste brutte percentuali sono accompagnate dalle loro solite sorelle gemelle: aumento dei laureati che lavorano in nero (7%, il doppio del 2008), paghe più basse di prima (-5% reali, cioè calcolando anche l’inflazione, per i laureati brevi e -10%per i lunghi), maggiori difficoltà per chi è laureato, sì, ma all’interno di una famiglia operaia: a 5 anni dal titolo ha un posto il 77%dei borghesi, ma solo il 68%degli operai (e gli operai guadagnano meno, 1249 euro in media contro i 1404 di quegli altri).
Di chi la colpa? Degli studenti? Dei professori? Dei datori di lavoro? Del sistema? Di Berlusconi?
Berlusconi c’entra poco, perché i dati si riferiscono ai risultati di riforme volute da un ministro prodiano (Zecchino) e da un ministro democratico (Berlinguer). La Gelmini s’è tenuta il famoso 3+2, perché «non si può continuamente ripartire da zero». D’altra parte bisogna dire anche questo: chi prende una laurea breve o lunga è «dottore» e si sente per ciò stesso salito a un qualche livello sociale. Solo che il mondo vero questo livello sociale glielo riconosce sempre più difficilmente. Non parlo solo dell’Italia: il Bureau of Labor Statics americano, elaborando qualche milione di dati, ha scoperto che le professioni più richieste sono quelle di badante, seguite da quelle di cuoco, muratore e giardiniere. Roba per cui non ci vuole il pezzo di carta? No, i datori di lavoro pretendono che anche in queste professioni vi sia una certa preparazione di base, una certa cultura che potrebbe corrispondere alla nostra laurea breve. In Spagna, all’ultimo concorso per uscieri alle Cortes (il Parlamento) su 20 mila che si sono presentati ha avuto il posto, quasi sempre, gente che si qualificava come economista, matematico, fisico o avvocato. In generale, quindi, sembrerebbe che la laurea sia piuttosto un’astrazione, che corrisponde sempre meno alla domanda di lavoro.
Come bisognerebbe fare?
La laurea triennale fu adottata per queste due ragioni: i nostri uscivano dall’università enormemente tardi— 28 o 29 anni — rispetto ai colleghi europei (22-23 anni); grande era poi il numero di abbandoni nel primo biennio, c’era cioè troppa gente che cominciava e poi piantava lì. La riforma è servita a poco, si direbbe, perché l’università è rimasta troppe volte un parcheggio, non solo per la maligna volontà dei governi, ma anche per comoda scelta degli utenti. Finché vanno a scuola, la famiglia li mantiene.
L’università, visto che la laurea triennale doveva facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, non avrebbe dovuto organizzarsi diversamente?
Direi di sì. È successo invece che la laurea triennale, unita all’assoluta autonomia lasciata agli atenei, ha favorito una moltiplicazione di corsi fantasmagorica, e titoli di studio che non si sa bene che cosa vogliano dire. Ci sono lauree che si chiamano quasi nello stesso modo e che si ottengono con percorsi completamente diversi. Lauree invece simili, per discipline studiate, che si chiamano invece in modo del tutto diverso tra di loro. Alla fine, per chi deve decidere se assumere o no, ogni laureato è un rebus.
Ma basterà un test per capire se sono preparati. O no?
Forse i più svegli sono quelli che rinunciano al titolo e si mettono subito a lavorare. Oppure quelli che vanno all’estero. Secondo il Centro europeo dell’educazione, otto laureati italiani su cento hanno gravi problemi di scrittura, 25 su cento rischiano di regredire nell’uso della lingua, 21 su cento non vanno oltre un livello minimo di comprensione nella lettura di un testo. Tra i laureati, secondo l’Istat, uno su tre non possiede più di cento libri (all’incirca quelli utilizzati durante il percorso di studi). Il problema sta anche qui.
vai anche a: XIII Rapporto AlmaLaurea
Presentata a Roma la condizione occupazionale dei laureati italian

Paolo Ferrario, intervento sulle tecnologie internettiane e il lavoro professionale di servizio, per il convegno SOS servizio sociale online, in TVASSISTENTISOCIALI

TVASSISTENTISOCIALI ha appena caricato un video:


Tecnologie internettiane: intercreatività

INTERCREATIVITA’

Lei sostiene di essere stato spinto a inventare il web per risolvere alcuni problemi sociali di comunicazione tra le persone. Ora dice che il prossimo passo sarà costruire delle “macchine sociali”. Di che cosa si tratta?


“Le macchine sociali sono quelle che consentono alle persone di interagire. Per esempio, quando le persone si connettono, comprano una merce, danno il proprio parere sul servizio ricevuto e consentono ad altri di informarsi. Il web dovrebbe sempre di più servire a creare collegamenti tra le persone”.


Per questo usa il termine “intercreatività”, che lei contrappone a quello di interattività?

“L’Internet viene usato soprattutto per passare da un documento a un altro usando i link. La cosa importante dovrebbe essere invece collegare le energie creative delle persone, consentendo loro di lavorare insieme, di discutere collettivamente. In realtà si tratta di un obiettivo molto più difficile del previsto

Intervista a Tim Berners-Lee (inventore dei software che hanno portato alla nascita del Web)

in L’Espresso 1 gennaio 2003, p. 47

C’è un genio nel Web

La Rete è una macchina immensa ma un po’ stupida. Presto però, spiega Berners-Lee, diventerà intelligente. Capace di capire subito che cosa vogliamo da lei
colloquio con Tim Berners-Lee di Enrico Pedemonte”

Il web ha compiuto undici anni. Lo inventò, nel 1991, Tim Berners-Lee, un ricercatore britannico che allora lavorava al Cern (Centro europeo per la ricerca nucleare) di Ginevra. Da allora il web è diventato più veloce e più professionale, è cresciuto enormemente ed è diventato sempre più multimediale. Soprattutto, è diventato più commerciale. Ma da un punto di vista tecnologico è rimasto sostanzialmente lo stesso. Ora Tim Berners-Lee lavora al Mit di Boston, dove dirige il W3C, il World Wide Web Consortium, che si occupa di “promuovere l’evoluzione del web”. In pratica di progettare il web del futuro. Abbiamo chiesto a Berners-Lee di spiegarci cosa bolle in pentola.

Il web del futuro, nei vostri progetti, ha un nome complesso: “web semantico” Può spiegare che cosa significa?
“Il problema sul tappeto è creare un’infrastruttura che ci aiuti a risolvere i problemi più in fretta: il web è pieno di informazioni che spesso non possono essere utilizzate in modo efficiente. Le faccio un esempio. Supponiamo che ci sia una conferenza che le interessa. Oggi deve andare sul sito giusto per leggere dove si svolge e a che ora, e poi magari trascrivere questi dati su un pezzo di carta, e infine ricopiarli sull’agenda elettronica. Questo accade perché oggi non c’è modo di spiegare al suo computer che lei vuole andare a quel meeting, e il PC non capisce l’importanza dei dati trovati sul web. Domani basterà che lei segnali a che tipo di eventi vuole partecipare e la sua agenda elettronica sarà informata di tutti i dettagli e il suo ricevitore Gps riceverà i messaggi giusti da parte degli organizzatori. E questo capiterà a tutti quelli che vogliono partecipare al convegno”.

In un articolo pubblicato nel 2001 su “Scientific American” lei fa un esempio concreto: quello di una ragazza che va dal dentista che le ordina una sessione di cure. La ragazza telefona a casa e dice al suo computer di organizzarle la vita nei giorni successivi, spostando gli appuntamenti già presi con altre persone. E’ un mondo dove tutto è interconnesso da una rete intelligente. E’ un’utopia o un obiettivo realistico?
“E’ in corso un cambiamento radicale nel modo in cui noi organizziamo la nostra vita. Per esempio il sistema logistico delle aziende sta per cambiare in modo drastico. I dati saranno organizzati in un modo assai diverso rispetto a oggi: ci sarà un’interazione continua con le informazioni raccolte su Internet. Non sto parlando di macchine che capiscono il significato delle cose nel senso tradizionale in cui noi intendiamo l’intelligenza. Sto parlando di un sistema che collega le informazioni tra di loro in modo strutturato mettendo in comunicazione dati a cui noi attribuiamo un significato”.

Tra quanti anni si realizzerà questo sogno: tra due anni o tra venti?
“Non penso che ci saranno molti prodotti sul mercato per almeno due o tre anni. Ma credo che tra dieci anni sistemi di questo tipo saranno utilizzati su larga scala”.
Come cambieranno i motori di ricerca come Google?
“Per una parte del web, soprattutto quello dei documenti da leggere, i motori di ricerca come Google continueranno a essere molto utili. Ma ci saranno presto nuovi servizi che si affiancheranno ai motori di ricerca. Per esempio, oggi per trasformare i gradi centigradi in gradi Farenheit bisogna trovare un sito che sia in grado di farci fare la conversione. Domani ci sarà un servizio che troverà la regola di conversione e farà questa operazione automaticamente. Oppure, supponiamo che dobbiate compitare il modulo delle tasse. Ci sarà un servizio in grado di mettere in relazione le semplici informazioni da voi fornite con le regole del sistema fiscale. In pratica si tratta di fare comunicare due linguaggi diversi: quello semplice della nostra vita e quello degli specialisti. E questo avverrà in un numero sempre maggiore di settori”.

Lei sostiene di essere stato spinto a inventare il web per risolvere alcuni problemi sociali di comunicazione tra le persone. Ora dice che il prossimo passo sarà costruire delle “macchine sociali”. Di che cosa si tratta?
“Le macchine sociali sono quelle che consentono alle persone di interagire. Per esempio, quando le persone si connettono, comprano una merce, danno il proprio parere sul servizio ricevuto e consentono ad altri di informarsi. Il web dovrebbe sempre di più servire a creare collegamenti tra le persone”.
Per questo usa il termine “intercreatività”, che lei contrappone a quello di interattività?

“L’Internet viene usato soprattutto per passare da un documento a un altro usando i link. La cosa importante dovrebbe essere invece collegare le energie creative delle persone, consentendo loro di lavorare insieme, di discutere collettivamente. In realtà si tratta di un obiettivo molto più difficile del previsto”.
Per questo lei dice che il web dovrebbe imitare il mondo?

“Il web è come un foglio di carta che deve essere scritto. E’ la società a plasmarlo”.
Il suo web del futuro è popolato da “agenti intelligenti”, piccoli software che circolano sul web, ciascuno con il suo compito specifico. Questi agenti sono in grado di comunicare con gli uomini e con altri agenti come loro. Può spiegare come funzionano?
“Gli agenti sono programmi in grado di muoversi nel web per svolgere un lavoro nel tuo interesse. Devono avere due caratteristiche. Primo: capire i dati incontrati sul web e saperli gestire per te. Secondo: essere affidabili. Per esempio devono essere in grado di interpretare i messaggi della banca e capire quando pagare una bolletta. Oppure saper colloquiare con l’agente di un altro utente con cui hai bisogno di organizzare un appuntamento”
Nel suo progetto tutti gli oggetti elettronici che usiamo nella nostra vita (la tv, il frigorifero, l’auto…) saranno connessi alla rete. Ognuno di loro avrà un suo indirizzo web?

“In linea di massima direi di sì. E direi che questo processo avverrà molto rapidamente. La tv e lo stereo, il telefono e la stampante: saranno tutti in rete e comunicheranno tra loro”.
Lei spesso dice di essere interessato a fare in modo che nella società “si sviluppi una struttura meno gerarchica”. Lei crede che il web sia destinato a cambiare la nostra struttura sociale?
“Il web è uno specchio che si limita a riflettere la struttura che noi diamo alla società. In realtà induce anche dei cambiamenti perché elimina alcune limitazioni, facilita la nostra vita, consente nuove relazioni sociali”.
La Rand Corporation parla del “lato oscuro di Internet”: i terroristi, i crackers, i ladri… Pensa che si debba creare un controllo più stretto sul web?

“Molte cose possono essere fatte senza nuove leggi: per esempio proteggere la rete da chi vuole danneggiarla e le singole persone da alcuni rischi privati. Ma ci sono molte preoccupazioni su quello che sono in grado fare i gruppi fuori legge dopo l’11 settembre. La discussione è molto aspra e la soluzione non è semplice da trovare. Ma credo che dobbiamo essere molto attenti nel porre limitazioni alle libertà individuali”.

da: tecnologie internettiane: intercreatività.


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Cicalini Alessandra, Viaggi a tre colori… per festeggiare l’Italia! | Muoversi Insieme

Ormai ci siamo quasi: alla festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia manca davvero pochissimo ed è molto probabile che più di qualcuno approfitterà della festività del 17 marzo per farsi una piccola vacanza. Perché non scegliere, a questo punto, uno dei tanti luoghi in cui si racconterà questo primo secolo e mezzo sotto la bandiera tricolore? In fondo, l’interesse suscitato durante lo scorso Festival di Sanremo dalla lezione di Roberto Benigni sull’inno di Mameli dovrebbe aver già preparato il giusto terreno emotivo per i tour sulle tracce della nostra storia nazionale.
Tra i centri più interessati dai festeggiamenti ufficiali c’è naturalmente …

segue qui:

Viaggi a tre colori… per festeggiare l’Italia! | Muoversi Insieme.


Il Disegno di legge sul testamento biologico approda domani in Aula alla Camera- ANSA.it

(ANSA) – ROMA, 6 MAR – Il Disegno di legge sul testamento biologico approda domani in Aula alla Camera e si annuncia scontro. Sul tavolo due i nodi ‘caldi’: obbligo di alimentazione e idratazione del paziente, e la relazione col medico, che non e’ vincolato a seguire le dichiarazioni anticipate di trattamento.

da: Biotestamento: Ddl domani alla Camera – Top News – ANSA.it.


Pietro Ichino |  IL LIBRO DI ANTONIO PENNACCHI RIPORTA ALLA LUCE LE RADICI DI UN MODO VECCHIO DI INTENDERE E PRATICARE IL SINDACALISMO, CHE HA AVUTO I SUOI GIORNI DI GLORIA MA OGGI HA PERSO IL CONTATTO CON I SEGNI DEI TEMPI

IL LIBRO DI ANTONIO PENNACCHI RIPORTA ALLA LUCE LE RADICI DI UN MODO VECCHIO DI INTENDERE E PRATICARE IL SINDACALISMO, CHE HA AVUTO I SUOI GIORNI DI GLORIA MA OGGI HA PERSO IL CONTATTO CON I SEGNI DEI TEMPI – NEL SUO LINGUAGGIO POETICO E VISIONARIO IL PROTAGONISTA AVVERTE GLI “AMICI E COMPAGNI”: E’ STATO BELLO, MA ORA E’ CAMBIATO TUTTO

Articolo pubblicato nella rubrica “Lettera sul lavoro” del Corriere della Sera, 5 marzo 2011

Caro Direttore, quel Benassa, il capo-operaio della Supercavi protagonista del Mammut di Antonio Pennacchi, mi sembra di conoscerlo da sempre. Anzi, ne ho conosciuti più d’uno. Negli anni ’70 – quando lavoravo al sindacato – ce n’era uno in ciascuna delle fabbriche grandi e medie del centro-nord. Era, come Benassa, quello che in fabbrica contava più del direttore del personale e anche più del sindacato. Era quello a cui il direttore con deferenza chiedeva consiglio sulle questioni più delicate e le cui proposte erano approvate sempre dall’assemblea. Era quello che alla trattativa sapeva tirare la corda fino al punto giusto, avendo le idee chiare su quale fosse il punto giusto e sapendo bene che alla fine a un accordo occorreva sempre arrivare. Era, in definitiva, quello che amava la sua fabbrica più di chiunque altro, compreso il padrone. Ma anche quello che con un cenno faceva fermare come d’incanto tutti i reparti. Perché all’epoca la forza formidabile del collettivo operaio si esprimeva nella capacità di bloccare istantaneamente la fabbrica in qualsiasi momento riprendendo il lavoro altrettanto istantaneamente mezz’ora dopo; e la mezz’ora di sciopero fatto in quel modo pesava al tavolo delle trattative incomparabilmente di più dello sciopero che oggi necessita, per avere qualche speranza di riuscita, di essere collocato al venerdì o al lunedì e di essere propiziato dal picchetto sulla porta, perché una volta entrati i lavoratori non li riprendi più.
Mammut è una celebrazione appassionata e autentica di quella stagione: dell’epopea della “conflittualità permanente” degli anni ’70. Ma al tempo stesso ne è una impietosa dissacrazione. Pennacchi, che quell’epopea l’ha vissuta in prima persona, non si limita a descriverla con profonda autoironia: ne mostra anche una crepa profonda che la percorre tutta, da cima a fondo.
E la sua crudeltà di scrittore arriva al punto di far passare la crepa dentro l’anima stessa del protagonista: fin dal prologo del romanzo compare una possibile grave ombra sull’onorabilità operaia di Benassa, il sospetto di quello che potrebbe essere il suo tradimento finale. A ben vedere, però, quello che può sembrare un tradimento del capo-operaio non è tale. Non è per bassezza morale che Benassa accetta di ritirarsi in cambio del denaro del padrone, ma perché – è lui stesso a dirlo ai “compagni e amici” nell’assemblea dell’addio, con un discorso appassionatamente distruttivo – non è più il tempo dello sciopero e dei blocchi stradali: per farsi sentire, i mezzi ora sono altri (“se non andiamo in televisione, qua non concludiamo un tubo”); e forse – alla fine del racconto siamo ormai negli anni ’90 – non è più neanche il tempo della centralità del collettivo operaio (“l’egemonia operaia? Ma per piacere… Siamo una classe estinta… Come il bisonte d’Europa. Come i mammut”). Insomma, Benassa non crede più nell’idea classista che ha mosso la parte maggiore del movimento sindacale nei vent’anni precedenti. È in grado di scorgere una nuova classe emergente, ma in modo talmente indistinto che nel suo discorso finale la equipara quasi a un popolo di extraterrestri, di lunari.
Nel romanzo di Pennacchi il vecchio sindacato non muore solo simbolicamente, con il suicidio di Cesare, il compagno di mille battaglie di Benassa: è proprio un’intera pagina di storia del movimento operaio che si chiude. E nel libro non se ne vede aprire una nuova. Perché Mammut è la storia di Benassa; e con il sindacalismo del terzo millennio Benassa non ha nulla a che fare.
Nell’era della globalizzazione, all’imprenditore che può andare a cercarsi la manodopera di livello medio-basso nei Paesi emergenti non ha più alcun senso rispondere con lo sciopero. La risposta sta nella capacità di attirare in casa propria il meglio dell’imprenditoria mondiale per produzioni di livello medio-alto; e per questo occorre un sindacato “intelligenza collettiva” dei lavoratori, capace di valutare i piani industriali più innovativi e – se la valutazione è positiva – di negoziare a 360 gradi e in inglese la scommessa comune con l’imprenditore che viene da lontano.
Mammut riporta alla luce le radici storiche di un modo vecchio di intendere e praticare il sindacalismo che sopravvive ancora in molte fabbriche e in molti servizi pubblici, ma che ha perso il contatto con i segni dei tempi. Nel suo linguaggio poetico e visionario Benassa avverte gli “amici e compagni”: è stato bello, ma ora è cambiato tutto. Riproporre oggi quell’epopea sarebbe pura follia.

da: Pietro Ichino |  BENASSA IL MAMMUT.


per l’erogazione di servizi, dal recupero dei tossicodipendenti, al trasporto dei disabili, dall’integrazione dei migranti ai servizi per i minori, dagli asili nido ai servizi di prevenzione e assistenza sociale, per finire ai servizi per non autosufficienti, le prospettive sono meste: la Legge di stabilità per il 2011 ha quasi azzerato i trasferimenti sociali alle regioni, di di Elena Granaglia, Angelo Marano

Per quanto riguarda il finanziamento della spesa sociale, si salvano le prestazioni monetarie associate a diritti soggettivi, come gli assegni sociali, le invalidità civili, gli assegni di maternità e al nucleo con almeno tre figli. Ma, per l’erogazione di servizi, dal recupero dei tossicodipendenti, al trasporto dei disabili, dall’integrazione dei migranti ai servizi per i minori, dagli asili nido ai servizi di prevenzione e assistenza sociale, per finire ai servizi per non autosufficienti, le prospettive sono meste: la Legge di stabilità per il 2011 ha quasi azzerato i trasferimenti sociali alle regioni. Il Fondo per le politiche sociali, storicamente la maggiore fonte di finanziamento nazionale, è stato inizialmente quasi azzerato (salvaguardando solo i fondi gestiti direttamente dal Ministero del lavoro) e solo la protesta delle regioni ha portato ad aggiungere, per il solo 2011, 200 milioni (vale la pena ricordare che nel 2007 il Fondo trasferiva alle regioni un miliardo e ancora nel 2010, nonostante i tagli, 435 milioni). Il Fondo per le non-autosufficienze (400 milioni trasferiti alle regioni nel 2010) non è stato rifinanziato (la pressione dei malati ha poi indotto a stanziare fino a 100 milioni, per il solo 2011, ma destinati esclusivamente ai malati di SLA). Sorte analoga ha colpito gli altri fondi: il Fondo per la famiglia si è ridotto dai 174 milioni del 2010 a 51 milioni nel 2011; il Fondo per le politiche giovanili da 81 milioni a 13 milioni, il Fondo affitti da 141 milioni a 33 milioni; il Fondo per il diritto allo studio, che ammontava a 264 milioni nel 2009, ridottisi a 99 milioni nel 2010, avrebbe dovuto ridursi a 25 milioni nel 2011, somma aumentata di 100 milioni, per il solo 2011, in sede di approvazione della Legge; il Fondo per la gratuità dei libri nella scuola dell’obbligo (103 milioni nel 2010) inizialmente risultava azzerato e solo successivamente si è provveduto, per il solo 2011, con 100 milioni, attingendo ad uno stanziamento di 350 milioni su cui insiste però, tra l’altro, anche il finanziamento degli LSU della scuola, che rischia di assorbirlo interamente.
Se il finanziamento nazionale delle politiche sociali viene meno, vero è anche che esso contribuiva con una quota attorno al 20% della spesa sociale decentrata e che regioni e comuni, insieme agli stessi utenti, già finanziavano con risorse proprie buona parte dei servizi. D’altra parte, tale dato medio rappresenta una realtà fortemente differenziata a livello nazionale, con alcune aree dipendenti molto più di altre dai finanziamenti nazionali. In ogni caso, anche quelle meno dipendenti troveranno dal 2011 oltremodo difficoltoso compensare i tagli nei trasferimenti sociali, stante che questi si accompagnano all’ulteriore diminuzione dei trasferimenti a carattere generale alle regioni e agli enti locali. Basti qui ricordare che la manovra correttiva 2011-2012 (DL 78/2010) ha comportato tagli complessivi nel biennio per 8,5 miliardi ai trasferimenti alle regioni a statuto ordinario (al netto della spesa sanitaria), per 4 miliardi ai comuni e per 800 milioni alle province.
L’azzeramento dei finanziamenti nazionali alle politiche sociali potrebbe anche rientrare in una specifica strategia diattuazione del federalismo.

da: nelMerito.com – SUONA IL DE PROFUNDIS PER LE POLITICHE ASSISTENZIALI.


neodemos.it: osservazione, analisi e proposte sulle tendenze demografiche

I cambiamenti demografici incidono profondamente sull’organizzazione della società, la struttura delle famiglie, i rapporti tra generazioni, la mobilità interna, le migrazioni internazionali. Vi è un’ampia convergenza sul fatto che le tendenze degli ultimi decenni impongono alla società italiana costi sociali ed economici che, in assenza di opportuni adattamenti, rischiano di ostacolare lo sviluppo e compromettere il benessere delle generazioni future.
Neodemos è un foro indipendente di osservazione, analisi e proposta la cui finalità consiste nell’illustrare il significato delle tendenze in atto, di interpretarne le conseguenze di breve e di lungo periodo, di suggerire interventi e politiche.
Neodemos accoglie ed incoraggia contributi esterni e la libera discussione proponendosi di rendere fruibile il capitale di conoscenze analitiche e scientifiche sulle relazioni tra popolazione e società e di diffonderlo tra coloro che studiano, amministrano o prendono decisioni rilevanti per la collettività.
Neodemos è autofinanziato.

neodemos.it.


Gustavo De Santis, sito www.neodemos.it: Nord Africa e fenomeni migratori nei prossimi anni

Televideo ha chiesto a Gustavo De Santis, Professore di Demografia all’Università di Firenze e promotore del sito www.neodemos.it, se lo sfaldamento dei regimi in Tunisia, Egitto e Libia non produca in realtà soltanto un’accelerazione di un fenomeno migratorio previsto da tempo.

“Sì e no. I fenomeni demografici hanno un andamento lento (per lo meno: rispetto ai tempi con cui siamo abituati a ragionare normalmente). Diciamo che l’unità di tempo più congeniale potrebbe essere di circa 30 anni, che corrisponde alla distanza che mediamente separa i genitori dai figli (o distanza intergenerazionale). Orbene, rispetto a questa unità di misura, la forte crescita demografica del recente passato africano ha prodotto molte nascite negli ultimi anni che adesso, una ventina di anni dopo, si traduce in una “anormalmente” forte presenza di ventenni, che cercano sbocchi lavorativi. Non è facile trovarli sul mercato locale, e quindi una parte della pressione demografica si traduce in emigrazioni.

Quindi, il potenziale delle emigrazioni è in gran parte già scritto nella storia del passato. Su questa base, però, si inseriscono poi gli “accidenti” locali: crisi politiche, o atmosferiche, o di altra natura possono scatenare il fenomeno, che allora si esalata e si concentra in poco tempo, anziché diluirsi su una scala temporale più lunga. O, nei casi più fortunati, essere in parte riassorbito da una robusta crescita locale, urbana e economica: in questo caso, le emigrazioni internazionali restano, ma assumono un ruolo relativamente meno importante, e anche meno esplosivo, e quindi apparentemente meno rilevante per i media e per l’opinione pubblica”.

Potranno avere successo, dal punto di vista demografico, le politiche europee di contenimento dell’immigrazione dalle aree interessate dalla crisi?

“Come scrive Livi Bacci, ad esempio su www.neodemos.it, credo che si debbano distinguere più piani. Vi è l’emergenza di breve periodo: e qui si tratta di un intervento umanitario, né più né meno importante di quello che si riserva per le popolazioni colpite da calamità naturali. La differenza è che qui non si tratta (solo) di mandare tende, viveri e medicine, ma anche di accogliere profughi. Non credo che un paese ricco possa sottrarsi al dovere di dare una mano, soprattutto quando in condizioni di bisogno si trovano popolazioni povere, e nostre vicine di casa.

Poi, separatamente, c’è la questione di una porta più o meno aperta all’accoglienza in pianta (quasi) stabile di un certo numero di immigrati. Qui, non ho la ricetta magica. Ma tendo a pensare che un paese come il nostro abbia bisogno di immigrati: soprattutto di qui ai prossimi diciamo 40 anni, la nostra struttura per età tenderà a essere particolarmente distorta: i tanti nati del baby boom degli anni 60, oggi 50enni, diventeranno vecchi, e saranno sostituiti sul mercato del lavoro da generazioni molto meno numerose: diciamo circa della metà, o poco più. Le pressioni sul sistema previdenziale, su quello sanitario e su quello dell’assistenza anche a lungo termine saranno formidabili.

E la presenza di una buona quota di immigrati stranieri (non lontana dai 300 mila arrivi netti all’anno che ci hanno caratterizzati negli ultimi tempi) contribuirà a alleviare il problema. Alleviare, non risolvere: per tante cose dovremo attivarci noi (a cominciare da un robusto allungamento degli anni di lavoro), ma colpevolmente non lo stiamo facendo. E, beninteso, l’immigrazione è una potenzialità che andrebbe saputa gestire: ma puntando fortissimamente all’integrazione, non all’esclusione. Incidentalmente, una volta integrati (es. con regolare permesso di soggiorno e prospettive di diventare italiani), gli stranieri “si comportano” meglio di noi: delinquono meno, vanno meno spesso in ospedale o dal dottore, lavorano di più, … Insomma, L’Italia ne ha bisogno, e avrebbe tanto da guadagnare da un’oculata gestione dei flussi di ingresso”.

da: Televideo.


3mila euro al giorno, pari a 600 euro a minuto per un totale di 1 milione e mezzo di euro: è la somma che intascherà il direttore del quotidiano “Il Foglio”, Giuliano Ferrara, per la nuova trasmissione

per la serie SCHIFEZZE DA NAUSEA e i comunisti non si smentiscono mai:

Ben 3mila euro al giorno, pari a 600 euro a minuto per un totale di 1 milione e mezzo di euro: è la somma che intascherà il direttore del quotidiano “Il Foglio”, Giuliano Ferrara, per la nuova trasmissione che condurrà a partire dal prossimo 14 marzo su Rai1 dal titolo “Radio Londra”. Le cifre sono state rivelate nel numero uscito ieri del “Fatto quotidiano”, definite esorbitanti per uno show di approfondimento della durata di appena 5 minuti.

l’ennesimo vertiginoso stipendio pagato da casa Rai non sorprende più di tanto vista la retribuzione di Bruno Vespa (1,2 milioni più extra) o di Michele Santoro (800mila euro).

da: Rai, polemiche per il compenso di Ferrara: pagato 600 euro al minuto | Il quotidiano italiano.


Diritto di famiglia e servizi sociali, di Leonardo Lenti e Joelle Long, Laterza editori, 2011, p. 358


Gli ultimi dittatori, La Storia siamo noi

Cosa significa essere “dittatore”?
E’ colui che può fare le leggi, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle. I dittatori sono sempre esistiti: oggi qualcuno sopravvive ancora, pochi uomini che sono riusciti a resistere alla storia ed ai suoi mutamenti. Per resistere hanno addestrato i cittadini ad identificarsi in loro; hanno costruito un’immagine di sé da seguire come un faro nella notte. Paura, repressione, sistemi giudiziari che non prevedono difesa, lavori forzati. La paura della gente e il suo silenzio sono per i dittatori la prima condizione per prosperare.

da: La Storia siamo noi – Gli ultimi dittatori.


Gli ultimi dittatori: Lukashenko, nonostante il secolo breve


Gli ultimi dittatori: Fidel Castro, riflesso del secolo breve


Gheddafi: uno degli ultimi dittatori. Viene il dubbio che Lombroso avesse qualche ragione scientifica


Massimo Cacciari: ” Fare politica significa riuscire a capire quali programmi interessano i ceti produttivi e i lavoratori e decidere che tipo di alleanze intendono fare visto che in qualsiasi prospettiva non avranno il 51%”, intervista di Daniele De Rosa, Affaritaliani.it


Che cosa cambia con la fiducia ottenuta dal governo sul federalismo?
“Non cambia nulla sostanzialmente. Lo scoglio vero era quello del 14 dicembre. Credo che, a meno di sorprese, l’esecutivo almeno per un anno durerà”.

La Lega come ne esce?
La Lega andrà avanti fin tanto che le conviene, fin tanto che porta avanti qualche patacca come quella del federalismo. Ma sarà lei a staccare la spina a Berlusconi”

Il Centrosinistra invece?
“O si mettono a fare politica o continueranno a perdere. Fare politica significa riuscire a capire quali programmi interessano i ceti produttivi e i lavoratori e decidere che tipo di alleanze intendono fare visto che in qualsiasi prospettiva non avranno il 51%
. Dicano finalmente in che direzione politica guardano e sulla base di quali programmi. Facciano politica invece di fare le primarie”

Non andrebbero più fatte?
“Ma no per carità, che si facciano pure. Ma prima si deve fare politica e non tanto queste cose fatte in famiglia per tirarsi su il morale come a Torino. Il fatto che si parli di rinascita del Pd perché Fassino ha vinto le primarie appoggiato da Chiamparino è incredibile: mancava solo che le perdessero”.

Vedrebbe bene Rosi Bindi alla guida del Centrosinistra?
“Se dovessero decidere di voler costruire un partito seriamente socialdemocratico, imbarcando Vendola e il sette per cento che sta alla sinistra del Pd, la Bindi andrebbe benissimo. Il Pd deve dichiararsi con coraggio, semplicità e verità ammettendo che il progetto da cui era partito Veltroni anni fa  al Lingotto non è riuscito. Se ne prenda atto e si faccia un bel partito di sinistra centro con leader Bindi appoggiato da Vendola. Una formazione politica che si rapporterà con un centro formato anche dagli ex Margherita, con cui potranno trovare tutte le intese di governo di questo mondo. La cosa deleteria ed esiziale è che si continui con le ipocrisie e con  le mezze verità”.

La scissione degli ex margheritini è già nei fatti?
“Nel Pd si guardano l’ombelico e fanno politica solo discutendo all’interno della famiglia. Quando una famiglia non funziona è meglio dividersi: in Italia c’è il divorzio. Si può essere buoni amici anche dopo aver divorziato. Ma se continua a vivere in una casa controvoglia ti pugnali”.

In questo quadro il Terzo Polo che ruolo avrà?
“Anche loro devono dire che cosa vogliono essere e che cosa vogliono fare. Una volta che il Pd facesse le sue scelte con coraggio, ci sarebbero possibilità più ampie anche per Casini”.

Non crede che Fini sia subalterno a Casini?
Fini ha preso delle brutte legnate anche perché ha dimostrato di avere fegato e coraggio. Bisogna dargliene atto. Ma al momento il più in palla all’interno del Terzo Polo è Casini. Penso però che sappiano che soltanto trovando una qualche forma di unità potranno avere spazio in futuro. Ma anche loro devono dire qualcosa sul loro programma”.

Ovvero?
“Non possono restare sul piano di mandare a casa Berlusconi: devono spiegare qual è il loro federalismo, il tipo di welfare che hanno in mente. Bisogna poi che risolvano i problemi colossali che hanno al loro interno sulla concezione di laicità e sui rapporti con la Chiesa. Altrimenti sa che cosa diranno gli italiani?”

Che cosa diranno?
“Berlusconi sarà un puttaniere, sarà quello che volete ma lo votiamo ancora perché sappiamo chi è”.

Intanto il Pd cerca di dialogare con la Lega sul federalismo. C’è una possibilità che si arrivi a un’intesa?
“Il Centrosinistra ha perso quel treno da ormai 15 anni e non credo che torni. Diciamo che tentar non nuocerebbe”.

Daniele Riosa

da: Cacciari ad Affaritaliani.it: “La Lega farà cadere il Cav”. Poi stronca il Pd e promuove Fini – Affaritaliani.it.


Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale

Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale
Autori e curatori: Elena Caneva
Contributi: Maurizio Ambrosini
Collana: Politiche Migratorie – Ricerche
Argomenti: Emigrazione, immigrazione
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 272,     1a edizione  2011  (Cod.1144.1.20)
Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834628
Tipologia: E-book
Prezzo: € 22,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842937
Formato: PDF per Digital Editions
Dimensione: 880 KB
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In breve Una panoramica sulle situazioni di vita dei giovani di origine straniera, che evidenzia le difficoltà di inserimento degli adolescenti in un contesto diverso e mette in luce somiglianze e differenze con l’universo giovanile italiano, proponendo alcune direttive d’azione a favore delle future generazioni. Un testo per quanti si occupano di immigrazione o lavorano in ambito sociale ed educativo.
Presentazione
del volume:
I minori di origine straniera sono ormai una presenza strutturale della società italiana e l’espressione più evidente del passaggio da un’immigrazione da lavoro a una da popolamento. La composizione di questa popolazione è molto variegata per età, provenienze, storie di vita, condizioni famigliari. Un particolare interesse è rivolto agli adolescenti, che nei compiti evolutivi tipici di questa fase di vita possono fare riferimento a una pluralità di universi simbolici e culturali, provenienti dai paesi d’origine – propri o dei genitori -, dal contesto di ricezione, dalle culture globali. Quali sono gli esiti delle negoziazioni tra questi molteplici riferimenti identitari? Quale ruolo rivestono la famiglia e i pari in questo processo? Come si concilia la definizione di una certa identità con l’inserimento in società?
Il libro, frutto di alcuni anni di ricerca, tenta di rispondere a questi interrogativi dedicando una parte consistente ai giovani ricongiunti, per i quali i cambiamenti e le tensioni identitarie adolescenziali sono amplificate dalla loro condizione di migranti. Dai racconti emergono con forza le difficoltà dell’inserimento: l’impatto iniziale con un nuovo contesto, la ricostruzione delle relazioni con i genitori, l’elaborazione del distacco dal paese d’origine e dagli affetti lasciati là. La seconda parte è dedicata alla vita quotidiana delle seconde generazioni: le relazioni amicali, la gestione del tempo libero, le prime esperienze lavorative, i rapporti con i genitori, la definizione del sé. L’obiettivo finale è quello di fornire al lettore una panoramica sulle situazioni di vita dei giovani di origine straniera, mettendo in luce somiglianze e differenze con l’universo giovanile italiano e proponendo alcune direttive d’azione a favore delle future generazioni.
Il libro si rivolge a studiosi e accademici, insegnanti e operatori sociali, a personale che a vario titolo si occupa di migrazioni, famiglie e adolescenti, ma anche a un pubblico più vasto interessato a queste tematiche.Elena Caneva è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi sociali e politici dell’Università di Milano. I suoi temi di ricerca riguardano lo studio dei giovani di origine straniera, i processi di identificazione, le relazioni intergenerazionali, le società multiculturali. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo, con M. Ambrosini e P. Bonizzoni, Ritrovarsi altrove. Famiglie ricongiunte e adolescenti di origine immigrata, Fondazione Ismu, Milano, 2010.
Indice:
Maurizio Ambrosini, Prefazione
Introduzione
Le seconde generazioni tra problemi di definizione e modelli di inclusione
(Una categoria concettuale controversa; L’assimilazione come processo inevitabile: Un destino già segnato di esclusione economica e sociale; Oltre l’assimilazione; Migrazione e seconde generazioni in un mondo globalizzato; Assimilazionismo, strutturalismo, transnazionalismo: quanto sono utili per l’Italia?)
I giovani di origine straniera tra adolescenza e migrazione
(Minori stranieri in Italia: chi sono? Quanti sono? E altre questioni: Essere adolescenti; Essere adolescenti (e) stranieri; Giovani di origine straniera e contesti sociali: famiglia, scuola e coetanei; Adolescenza e migrazione: una doppia tensione?)
L’esperienza del ricongiungimento e l’impatto con il nuovo contesto
(I protagonisti. Metodologia e modalità di reperimento; La dolorosa esperienza della partenza; Arrivare, ritrovarsi a vivere assieme; Muovere i primi passi nel nuovo ambiente)
La vita in Italia
(Le relazioni di amicizia a scuola e nel tempo libero; Responsabilità famigliare e prime esperienze lavorative; I rapporti con i genitori tra esigenza adolescenziali e trasmissione culturale; Italiani o stranieri? La percezione dell’identità e il ruolo giocato dalla discriminazione)
Conclusioni
Riferimenti bibliografici.

da: Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale.


Scienze infermieristiche: libri Casa Editrice Ambrosiana

DIAGNOSI INFERMIERISTICHE L. Carpenito-Moyet
DIAGNOSI INFERMIERISTICHE
Applicazione alla pratica clinica

Isbn 978-8808-18382-8
1024 pagine
Euro 78,00

SCHEDA LIBRO >>
INTRODUZIONE ALLA RICERCA INFERMIERISTICA C. Sironi
INTRODUZIONE ALLA RICERCA INFERMIERISTICA
I fondamenti teorici e gli elementi di base per comprenderla nella realtà italiana

Isbn 978-8808-18122-0
496 pagine
Euro 44,30

SCHEDA LIBRO >>
PROCEDURE INFERMIERISTICHE IN PEDIATRIA P. Badon, A. Zampieron
PROCEDURE INFERMIERISTICHE IN PEDIATRIA

Isbn 978-8808-18370-5
584 pagine
Euro 44,70

SCHEDA LIBRO >>
LA STRUTTURA E LE COMPETENZE DEL CONTINUUM DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA International Council of Nurses
LA STRUTTURA E LE COMPETENZE DEL CONTINUUM DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA
Del Consiglio Internazionale degli Infermieri

Isbn 978-8808-18139-8
64 pagine
Euro 12,50

SCHEDA LIBRO >>
PRINCIPI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA G. J. Tortora, B. Derrickson
PRINCIPI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA

Isbn 978-8808-18232-6
1280 pagine
Euro 97,80

SCHEDA LIBRO >>
PIANI DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA E DOCUMENTAZIONE L. J. Carpenito – Moyet
PIANI DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA E DOCUMENTAZIONE
Diagnosi infermieristiche e problemi collaborativi

Isbn 978-8808-18132-9
992 pagine
Euro 83,50

SCHEDA LIBRO >>
PRINCIPI FONDAMENTALI DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA R. Craven, C. Hirnle
PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA
Quarta Edizione

Isbn 978-8808-18572-3
1808 pagine
Euro 129,00

SCHEDA LIBRO >>
MANUALE TASCABILE DELLE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE L. J. Carpenito
MANUALE TASCABILE DELLE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE
Quinta edizione

Isbn 978-8808-18688-1
912 pagine
Euro 42,30

SCHEDA LIBRO >>

da: CEA.


Patrizia Romito, La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione, FrancoAngeli

La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione
Autori e curatori: Patrizia Romito
Contributi: Micaela Crisma, Margherita De Marchi, Daniela Gerin
Collana: Politiche e servizi sociali
Argomenti: Infanzia, adolescenzaDonne, politiche di genereStudi di genere
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 192,     3a edizione, ampliata  2011  (Cod.1130.83)
La violenza di genere su donne e minori. Un'introduzione
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 22,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856835489
In breve Uno strumento di informazione o di aggiornamento per quei professionisti – medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, magistrati, amministratori, operatrici delle Case e dei Centri anti-violenza – che lavorano in contatto con donne e minori che sono o sono stati vittime di violenze.
Presentazione
del volume:
Dal 2000, anno in cui è stata pubblicata la prima edizione, questo libro è stato utilizzato per la formazione da centinaia di operatori socio-sanitari e delle forze dell’ordine, operatrici dei Centri anti-violenza e studenti e studentesse, contribuendo ad una miglior conoscenza delle violenze sulle donne e sui minori e delle strategie per contrastare le violenze e aiutare le vittime.
Questa versione, integrata con alcuni nuovi capitoli, fornisce uno strumento aggiornato e flessibile, che unisce attenzione ai risultati delle ricerche più recenti, discussione delle questioni controverse e chiarezza nell’esposizione. Scritto in uno stile semplice, il libro è accessibile anche a chi, pur non essendo uno specialista, voglia informarsi, riflettere e agire in proposito.

Patrizia Romito è professore associato di Psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste, dove insegna Metodologia della ricerca e Psicologia di comunità. Tiene anche un corso su “Violenza alle donne e ai minori: una questione di salute pubblica”, presso la Facoltà di Medicina. Ha fatto ricerca e insegnato in vari paesi europei, in Canada e negli Stati Uniti sui temi della maternità, della salute delle donne, e delle violenze. Oltre a numerosi articoli, ha pubblicato La depressione dopo il parto (Il Mulino, 1992), Violenza alle donne e risposta delle istituzioni (a cura di, FrancoAngeli, 2000), e Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori (FrancoAngeli, 2005), tradotto in numerose lingue.

Indice:
Una premessa e molti ringraziamenti
Introduzione
(La violenza sessuale: le parole per dirla e i metodi per studiarla)
La violenza sessuale
(Stupro e aggressioni sessuali; La violenza su bambine e bambini; La reazione sociale alla violenza sessuale; Le leggi sulla violenza sessuale in Italia; Il ruolo della pornografia; La violenza contro le donne sul luogo di lavoro: le molestie sessuali)
La violenza domestica
(Cos’è la violenza domestica; Il coinvolgimento dei figli; Le violenze in gravidanza; Le violenze dopo la separazione; Ma perché non lo lascia? Psicologia femminile e risposta delle istituzioni; La forza delle donne; Gli strumenti legislativi per contrastare i maltrattamenti domestici; Una controversia: le donne sono altrettanto violente dei loro mariti?)
I costi della violenza maschile
(I costi economici e sociali; Le conseguenze della violenza sul benessere delle donne; Il ciclo della violenza; La storia di Maria)
Gli uomini: resistenza e cambiamento
(I programmi per partner violenti; Resistenze e cambiamento; Una nota di ottimismo)
Cosa si sta facendo: misure per contrastare la violenza maschile
(Centri anti-violenza, Case delle donne e Rifugi; Collaborazione tra Case delle donne e diverse agenzie; I progetti di uscita dalla prostituzione; Le iniziative che riguardano le forze dell’ordine)
Conclusioni
Referenze bibliografiche
Prefazione alla nuova edizione
2000-2010: Cosa è cambiato?
Micaela Crisma, Patrizia Romito, Il caso della Sindrome da Alienazione Parentale
Patrizia Romito, Margherita de Marchi, Daniela Gerin, Le conseguenze della violenza sulla salute delle donne
Patrizia Romito, Il silenzio e il rumore, L’occultamento delle violenze maschili contro le donne.

da: La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione.


attentato di francoforte: «emerge lo sfondo di un curioso radicalismo islamico, maturato negli ultimi mesi attraverso la visione di filmati di propaganda diffusi su internet”

Gli inquirenti ne sono convinti. L’attacco al bus dei militari americani nell’aeroporto di Francoforte (leggi la notizia), che ha causato la morte di due soldati e il ferimento di altri due, è la materializzazione dell’incubo che da mesi perseguita i servizi di sicurezza tedeschi: l’azione di un attentatore solitario, di cui è difficile, se non impossibile, prevedere le mosse.
RADICALISMO ISLAMICO. «Man mano che le indagini scavano nella vita del giovane kosovaro Arid U.», ha scritto la Welt, «emerge lo sfondo di un curioso radicalismo islamico, maturato negli ultimi mesi attraverso la visione di filmati di propaganda diffusi su internet. Gli investigatori si convincono sempre di più che il 21enne kosovaro non abbia diretti contatti con cellule terroristiche operanti in Germania e il caso dunque sembrerebbe ricondursi a quello di un attentatore solitario». Il che non rende la cosa più semplice.
Il nuovo ministro dell’Interno, Hans-Peter Friedrich, che nel complesso gioco di domino seguito alle dimissioni di zu Guttenberg ha sostituito Thomas de Mazière a sua volta passato alla Difesa, si è così subito dovuto confrontare con l’aspetto più drammatico e delicato della questione sicurezza: per la prima volta da quando in Germania è scattato l’allarme terrorismo, un attentato di matrice islamica è riuscito a colpire nel segno.
LA CESURA DI FRANCOFORTE. «Il bagno di sangue di Francoforte può dunque essere considerato un momento di cesura», ha proseguito la Welt, «giacché finora morti e feriti si erano contati solo in caso di attacchi terroristici islamici a gruppi di turisti tedeschi o a istituzioni all’estero, specialmente contro i soldati della Bundeswehr. Nei primi interrogatori, Arid U., nato nel febbraio 1990 in un piccolo villaggio nelle vicinanze di Mitrovica e dopo un anno trasferitosi in Germania con i genitori, si sarebbe trasformato in un guerriero di Dio, dopo aver visionato una serie di filmati sul web. Avrebbe dunque pianificato l’attacco al bus dei soldati americani perché convinto che gli Stati Uniti conducano una guerra globale contro l’islam».

Il terrorista della porta accanto

Gli inquirenti considerano per il momento credibili le dichiarazioni del giovane attentatore. Nuove e più approfondite indagini dovranno confermare queste prime valutazioni, ma il quadro che emerge dalle rare indiscrezioni fornite dalle autorità del Land dell’Assia contribuisce a convalidarle.
UN DIFENSORE DELLA JIHAD. «In rete ha utilizzato il nome di battaglia di Abu Reyyan», ha scritto il quotidiano, «e sul suo profilo Facebook, adesso chiuso, si è dichiarato un difensore dell’islam che divide il mondo in credenti e miscredenti e ha mostrato un’adorazione per musicisti rap islamici e predicatori di odio. Nella sua bacheca erano presenti diversi link ai filmati della propaganda jiahdista, inni e prediche di odio verso gli ebrei, gli sciiti e i miscredenti e una serie di collegamenti a giochi di guerra e di armi».
Un terrorista della porta accanto che, attraverso lo stesso meccanismo che trasforma studenti disadattati e impressionabili in spietati artefici di stragi nelle scuole, avrebbe semplicemente tradotto in realtà l’immaginario della guerra santa. La Welt ha proseguito: «Le forze di polizia avevano da tempo lanciato l’allarme sul fatto che l’indottrinamento e la strategia pubblicitaria degli islamisti attraverso internet potessero produrre effetti mortali. L’esperto di terrorismo Bernd Georg Thamm ha confermato che un riuscito attentato eversivo a sfondo islamista sul territorio tedesco rappresenta una novità».
UN FANATICO INVISIBILE. Come nei classici casi di stragi solitarie, anche questa volta l’ambiente familiare del giovane kosovaro non ha lasciato presagire alcun rischio: i vicini di casa si sono dichiarati sorpresi e la famiglia è considerata religiosa ma non fanatica. Arid U., per questi motivi, non è mai finito sotto i riflettori dei servizi di sicurezza, né tedeschi né kosovari.
E, così, ha potuto ottenere un lavoro temporaneo proprio nell’aeroporto di Francoforte, nel centro postale internazionale, a due passi dal terminal 2 dove ha messo in atto il suo piano omicida. Questa sua invisibilità rende l’attentato particolarmente pericoloso: «Il giovane fa parte di una generazione di terroristi cresciuta e radicalizzatasi in Germania», ha aggiunto Thamm, «e questo dimostra che il fenomeno del terrorismo endogeno va preso molto sul serio».
Per il momento, tuttavia, il ministro Friedrich non ha ordinato nuove misure di sicurezza. Quelle in vigore sono già da tempo al massimo livello. Ma contro il terrorista della porta accanto, le possibilità di difesa appaiono limitate
.

da: attentato di francoforte, Arid U è un ragazzo come tanti – Lettera43.


Le disabilità complesse dell’adulto: sofferenza psichica, presa in carico e relazione di cura

Novità marzo 2011
in offerta speciale on line
Sofferenza psichica,
presa in carico
e relazione di cura
LE DISABILITA’ COMPLESSE A cura di A. Goussot, docente di Pedagogia speciale presso la Facoltà di Psicologia di Cesena, Università
di Bologna.
LE DISABILITA’
COMPLESSE

Come prendere in carico nel nostro sistema di servizi le persone portatrici di disabilità gravi per le quali oltre alle disfunzionalità provocate dal deficit si aggiungono nel tempo anche sofferenze di natura psichica?
Come accompagnare i disabili adulti che invecchiano nel percorso riabilitativo e di cura senza disumanizzare la loro esistenza?

Spesso le situazioni dove vi è complessità e sofferenza sono considerate di difficile gestione e di scarsa possibilità di presa in carico, spesso i servizi e le famiglie, per motivi diversi, si rinviano responsabilità che non possono trovare soluzioni adeguate in un contesto fortemente frantumato.

Questo nuovo volume fornisce risposte rispettose della dignità delle persone con pluridisabilità e psicopatologie – non riducibili a oggetti manipolabili – chiarendo la questione nei singoli aspetti coinvolti: medico, educativo, psicologico, riabilitativo e psicoterapeutico.

Attraverso contributi e pareri diversificati, risultato di specifiche competenze ed esperienze, il libro sviluppa la tematica delle disabilità adulte complesse nel dettaglio dei seguenti argomenti:

1.
Sofferenza psichica e disabilità: un approccio antropologico, fenomenologico-esistenziale.

2.
L’umanizzazione della relazione di cura e della presa in carico.

3.
Diario di osservazioni e storie di vita.

4.
La valutazione psicopatologica nella popolazione disabile.

5.
Oltre quel cancello.

6.
Depressione e disabilità intellettiva: riflessioni sulla complessità.

7.
Alcune riflessioni in merito alle dimensioni del cognitivo e dell’intellettivo nelle disabilità mentali.

8.
Psicoterapia e disabilità acquisite. Dopo il trauma: le risorse possibili e il ruolo del caregiver.

9.
Approccio antropologico alla cura: l’esperienza di un Centro di medicina sociale
Chi se ne deve occupare? Come? Quali percorsi e interventi possibili?
Disabili o “anticamente abili”?
Psicopatologie o “disagio diffuso”?
Il “metodo alla salute”.
Dalla menomazione alla “maestria”.
10.
I confini della presa in carico. Disabilità adulte e situazioni complesse: una “terra di nessuno”?

11.
Quale presa in carico? Tra istituzionalizzazione e percorsi di cura.

12.
Se la memoria resta orfana. Considerazioni sulla diagnosi nelle disabilità gravi e complesse.

13.
Dalla terra di nessuno alla presa in carico: la cura della relazione che cura.

14.
Disabilità adulte: dentro e attorno alla famiglia. La consensualità nelle relazioni di cura, dall’individuo alla società, passando per la famiglia.

15.
Lo scandalo degli effetti secondari dei neurolettici.


LE DISABILITA’ COMPLESSE
Maggioli Editore – Novità marzo 2011
Pagine 258 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6553.7

LUA Libera Università dell’Autobiografia– Venerdì 4 marzo 2011 – pamalteo@gmail.com – Gmail

Appuntamenti ad Anghiari
10-13 marzo – Mimesis 11 – Lab. 2
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1660&Itemid=119

Seminari 2011.
Ecco i primi seminari programmati per il 2011. Alla pagina sottostante potete trovare l’elenco completo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=4&id=13&Itemid=36
Le iscrizioni sono aperte basta collegarsi alla pagina on il modulo di iscrizione:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3

11 marzo – Cristiano Cassani – La parola che parla. Scrivere, dire, convenire (1)
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1678&Itemid=36
18 marzo – Maria Varano – Nuove fiabe autobiografiche: seminario di approfondimento
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1792&Itemid=36
18 marzo – Luisa Mattia – Autobiografia dei bambini. E tu chi sei?
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1793&Itemid=36
1 aprile – Marco Deriu – La vela di Ulisse e il continente interiore.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1794&Itemid=36
1 aprile – L. Barani e A.M. Pedretti – All’ascolto del mito…
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1795&Itemid=36
8 aprile – D. Bellamio e I. Venturi – Il sudore della fronte. Il lavoro nell’autobiografia
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1796&Itemid=36

Circolo di scrittura autobiografica a distanza –> Una lettera di una corrispondente: Ines E. Azzara
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1959&Itemid=98

Pubblicazioni –> Consigli di lettura –> Epistolario (1933-1938) – Antonia Pozzi Tullio Gadenz, consigliato da Patrizia Garofalo.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1967

Pubblicazioni –> Bibliografia Tematica –> Q –> Quaglino Gian Piero – La scuola della vita.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1962&Itemid=74

Accademia del silenzio: Questa settimana, ed esattamente mercoledì 9 marzo, si terrà a Milano alla Casa della Cultura in via Borgogna, 9 la Prima Maratona del Silenzio. Una finestra sull’arte del silenzio a cui parteciperanno illustri studiosi, scrittori, musicisti, artisti.
Il programma dettagliato si può consultare all’indirizzo:
http://www.lua.it/accademiasilenzio/2011/02/milano-casa-della-cultura-maratona-del-silenzio/
Consultate il sito con sempre nuovi aggiornamenti:
http://www.lua.it/accademiasilenzio/

Ed ora le nuove notizie in giro per l’Italia che potrete trovare nella sezione
Notizie –> Ultime Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=1&id=1

3 marzo – Rescaldina (MI) – Questioni di genere
4 marzo – Bari – Incontro con Duccio Demetrio
5 marzo – Milano – Teatro in punta di penna
8 marzo – Ferrara – Incontro tra poesia e musica
9 marzo – Milano – Maratona del silenzio
Reggio Emilia – La locanda della memoria
20 marzo – Corato (BA) – Laboratorio autobiografico
5 aprile – Arezzo (AR) – Ricerca Re-inventare l’età matura
Anghiari (AR) – Locanda del viandante, Eventi gennaio/marzo
Fino al 22 marzo Incontri con la filosofia a Modena

Le notizie dei giorni e dei mesi precedenti possono essere ancora consultate nell’archivio delle notizie.
Notizie –> Archivio Notizie
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=section&id=8&Itemid=76

Calendario di tutti gli appuntamenti delle attività organizzate, patrocinate o segnalate dalla Libera Università, per avere una visione globale delle nostre iniziative.
http://www.lua.it/archivioSito/angh/calendario.html


L’abc del nuovo fisco municipale in 14 voci – Il Sole 24 ORE

Quattordici articoli per riscrivere il nuovo fisco municipale. Con tante novità: dall’arrivo della cedolare secca sui redditi degli affitti, allo sblocco delle addizionali Irpef, alla tassa di soggiorno sui turisti. Il decreto sul nuovo fisco municipale prevede anche una vera e propria rivoluzione sul fronte della tassazione immobiliare e “chiama in causa” anche i comuni nell’attività di accertamento tributario. In più: disco verde all’imposta di scopo sulle opere pubbliche e quadruplicano, dal 1° maggio 2011, le sanzioni sugli immobili non dichiarati. Anche se poi si specifica che il 75% dell’importo delle sanzioni è devoluto al comune dove è ubicato l’immobile. Ecco in 14 voci l’abc del decreto che ridisegna il fisco dei comuni.

Addizionale comunale all’Irpef (articolo 5)

Cedolare secca sugli affitti (articolo 3)

Come cambia la fiscalità immobiliare dei comuni (articolo 2, commi da 1 a 9)

Comuni “sceriffi” nella lotta all’evasione (articolo 2, commi da 10 a 12)

Federalismo fiscale municipale (articolo 7)

Finanza pubblica (articolo 12)


Imposta municipale propria: cos’è e come si applica (articoli 8 e 9)
Fondo perequativo per comuni e province (articolo 13)

Imposta di scopo (articolo 6)

Imposta di soggiorno (articolo 4)

Imposta municipale secondaria (articolo 11)

Norme di coordinamento (articolo 1). Si prevede che i decreti legislativi che disciplinano i tributi delle regioni debbano coordinarsi con le norme contenute nel presente decreto.

Norme transitorie (articolo 14)

Sanzioni sugli immobili non dichiarati quadruplicate (articolo 2, comma 13)

Tributi nell’ipotesi di trasferimento immobiliare (articolo 10)

da: L’abc del nuovo fisco municipale in 14 voci – Il Sole 24 ORE.


approvato dal Parlamento il testo sul fisco municipale

Dopo 112 giorni di repliche ininterrotte, è stato approvato dal Parlamento il testo sul fisco municipale, grazie al sì dell’aula di Montecitorio che ha approvato ieri con 314 voti a favore (Pdl, Lega e responsabili), 291 contrari (Pd, Idv e terzo polo) e due astenuti (Svp) la fiducia sul quarto decreto attuativo del federalismo.


Se l’imperativo categorico deve essere l’abbattimento delle liste di attesa, allora le sole forze dell’ente locale non bastano. L’amministrazione ha così scelto il percorso di accreditamento dei nidi, per ampliare l’offerta di posti disponibili sul territorio, Sesto S. G. , Cinisello B.

Sesto San Giovanni, 2 marzo 2011 – Se l’imperativo categorico deve essere l’abbattimento delle liste di attesa, allora le sole forze dell’ente locale non bastano. L’amministrazione ha così scelto il percorso di accreditamento dei nidi, per ampliare l’offerta di posti disponibili sul territorio.

Una strada intrapresa già dal 2004 — con due anni di anticipo sulla Regione — che l’altra sera ha portato il Consiglio comunale ad approvare il regolamento con i requisiti e le procedure per l’accreditamento. Cambiano infatti le modalità per i servizi alla prima infanzia, nidi e micronidi.

«L’obiettivo è innalzare gli standard qualitativi dei servizi e realizzare un sistema integrato, mettendo in rete le strutture pubbliche, quelle del privato sociale e del privato accreditato — spiega l’assessore all’Educazione Monica Chittò — Il testo nasce dall’esperienza di collaborazione di questi anni tra l’amministrazione e il privato sociale accreditato». Un’esperienza che, già nel 2004, aveva fatto di Sesto «un Comune prototipo. In Lombardia non esisteva un modello equivalente: solo recentemente la Regione ha definito i criteri di accreditamento». Le strutture private che hanno intenzione di offrire il loro servizio, oltre alle normative stabilite dal Pirellone, dovranno dimostrare di avere anche i requisiti aggiuntivi richiesti dal Comune.

Si va da un’esperienza di almeno tre anni nella gestione dei servizi sociali per la prima infanzia all’adeguata professionalità degli educatori, dalla condivisione con l’amministrazione di percorsi per la definizione del progetto educativo all’attività di aggiornamento del personale fino alla disponibilità per iniziative di coordinamento con gli altri servizi dedicati ai bimbi presenti in città.

«Sono requisiti indispensabili per garantire che le strutture accreditate rispondano appieno agli alti standard di quelle pubbliche. Non assumiamo solo un ruolo burocratico, ma rimaniamo parte attiva nei servizi alla prima infanzia, facendoci garanti e promotori di un ampliamento dell’offerta». Soddisfatto anche il Pdl. «Finalmente il nostro modello di sussidiarietà è passato anche a Sesto — commenta la capogruppo Franca Landucci — Basta con il monopolio pubblico, finalmente si pensa a un’offerta che soddisfa i bisogni con un libero confronto tra statale e privato».

Voti tutti favorevoli, solo la Lega si è astenuta: presentati nove emendamenti, non ne è passato neanche uno. Tra le proposte di Alessandra Tabacco, dare priorità ai nuclei familiari residenti a Sesto da dieci anni. «Ho chiesto anche più controlli da parte della commissione di esperti: uno all’anno è poco, anche se l’organo può uscire su segnalazione».

da: Il Giorno – Sesto Cinisello – Volete aprire un nido privato? I requisiti si fanno più severi.


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