Prestazioni sociali? Il futuro è dei voucher – Affaritaliani.it
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Titoli per l'acquisto - Voucher Lascia un commento »spero proprio di NO
Paolo Ferrario
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Le politiche sociali del futuro vedranno sempre di più l’impiego dei voucher (erogazioni economiche sotto forma di prestazioni di assistenza), con un trend di crescita esponenziale. Nei prossimi 10 anni, infatti, questa soluzione per l’assistenza alle persone fragili potrebbe arrivare a rappresentare circa il 20% della spesa sociale complessiva, toccando quota 1,6 miliardi di euro (ora è ferma all’1,9%). È questo lo scenario delineato da uno studio “Bain & Company” realizzato per la società EdenRed, leader in Italia nei buoni pasto e “player” di riferimento nei voucher sociali. L’indagine è stata commissionata con l’obiettivo di capire se davvero questo promettente strumento – che consente di accedere ad assistenza domiciliare, prestazioni di tipo complementare; accompagnamento, telesoccorso – possa rappresentare nel prossimo futuro un efficace “modus operandi”.
Dallo studio, presentato a Milano nel corso del V seminario di Redattore Sociale per i giornalisti (intitolato “Il tesoretto delle notizie”), emerge anche la maggior propensione dei comuni del Nord e delle regioni a statuto speciale ad adottare i voucher sociali (+3% rispetto al resto del paese). In queste stesse aree si evidenzia anche una maggiore spesa sociale e una più marcata tendenza a sperimentare forme di innovazione nei servizi di welfare.
Dati e previsioni. Lo studio riferisce, citando dati Istat, che la spesa sociale dei comuni italiani nel 2006 si è assestata sui 6 miliardi di euro, in larga parte (circa il 60%) destinati a rispondere alle esigenze delle famiglie, dei minori e degli anziani. Le proiezioni per il prossimo decennio riferiscono però di un continuo trend di crescita della spesa, con in media un +3-3,5% annuo: una percentuale di circa 1-2 punti percentuali superiore all’inflazione programmata a livello europeo.
Tornando al presente, i dati Istat riferiscono anche che la spesa destinata ai voucher nel 2006 è stata di 113 milioni di euro, cioè l’1,9% del totale. Questa spesa ha riguardato perlopiù l’assistenza domiciliare e una parte dei trasferimenti ai cittadini. Per il futuro, lo studio di “Bain & Company” lascia trasparire possibili margini ampi di miglioramento e questo per due motivi: da un lato per la maggior propensione di comuni e regioni ad adottare lo strumento, dall’altro per la regolamentazione chiara della materia da parte dello stato.
Le tendenze attuali. Le previsioni, quindi, sembrano attribuire al voucher il ruolo di alternativa ai trasferimenti monetari, che oggi sono la prima scelta delle amministrazioni pubbliche. L’attuale preferenza accordata alle erogazioni economiche è spiegata da tre ragioni: l’immediatezza della risposta, la libertà lasciata al beneficiario e il costo basso del servizio. Ma la vera potenzialità del voucher starebbe proprio nelle maggiori garanzie date agli enti erogatori poiché, al contrario dei trasferimenti monetari, sono in grado di garantire il corretto utilizzo delle risorse da parte del beneficiario e di ottenere una rendicontazione della spesa.
Abbattere i costi. A sfavore del voucher, tuttavia, sembrerebbe rimanere la questione relativa al costo. Uno svantaggio, però, facilmente colmabile dall’impiego della versione elettronica che, a differenza di quella cartacea, non richiede eccessivi costi gestionali e operativi. Le difficoltà di gestione possono essere eliminate anche grazie al ricorso a un soggetto terzo: questa soluzione secondo Monica Boni, direttrice Marketing di EdenRed, “permette alla pubblica amministrazione da un lato di focalizzarsi sulle scelte strategiche di definizione dei modelli di welfare, mantenendo il pieno controllo della rete di fornitori, e dall’altro di beneficiare dei servizi aggiuntivi erogati dall’appaltatore, come il monitoraggio e la rendicontazione della spesa, l’emissione e il rimborso dei voucher, l’accreditamento”.
Ad oggi, tuttavia, la strada scelta dagli enti locali è perlopiù quella della gestione interna, anche se i limiti del fai-da-te, secondo la ricerca, stanno già venendo a galla. Tra questi, i bassi livelli di sicurezza dei voucher emessi, la rendicontazione carente e la difficoltà dell’accreditamento. A favore dell’opzione alternativa, cioè dell’appalto a soggetti terzi, gioca ancora una volta la componente economica: oltre a semplificare la vita dell’amministrazione pubblica, l’affidamento esterno potrebbe avvenire a costo zero, o meglio a carico della rete di fornitori.
da: Prestazioni sociali? Il futuro è dei voucher – Affaritaliani.it.
Politiche antidroga: Prevenzione, riabilitazione e reinserimento, Approvata dalle Nazioni Unite a Vienna la risoluzione presentata dall’Italia
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: dipendenze Lascia un commento »
FONDO SANITARIO REGIONALE
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Spesa sanitaria Lascia un commento »
Platinette a La7 – Niente di personale, 26 aprile 2001
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Famiglie, Intersoggettività, Transessualità Lascia un commento »Persona “unica” e molto soggettiva (all’opposto di coloro che si riconoscono negli eccessi di cultura gregaria):
Istat, Le interrelazioni del settore agricolo con l’ambiente, scheda a cura della Cgil
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: agricoltura e alimentazione, ambiente, casa, ISTAT, Popolazione Lascia un commento »Giorgio Napolitano: … L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia – annunciato ieri sera dal Presidente del Consiglio Berlusconi – costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio Supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento …, 26 aprile 2011
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Geopolitica e Politica internazionale, Presidente della Repubblica 2 Commenti »Ancora oggi, ad ormai 66 anni di distanza da quella giornata storica, la Festa della Liberazione richiama alla nostra mente l’idea del compimento di un’opera, del termine di un percorso : la riconquista – per l’Italia – della libertà, dell’indipendenza e dell’unità, a fondamento della rinascita della democrazia. Ma sul significato nazionale di questa ricorrenza a centocinquantanni dall’Unità d’Italia ho parlato ieri all’Altare della Patria e non ritornerò anche perché i drammatici eventi che accadono oltre le nostre frontiere ma intorno a noi e le profonde ripercussioni che essi hanno sul nostro stesso paese e presumibilmente ancor più avranno sul suo futuro ci inducono a guardare al 25 aprile 1945 in una prospettiva più ampia ed attuale.
Siamo dinanzi a un nuovo prorompere delle istanze di libertà e di giustizia in regioni a noi vicine e comunque importanti per le sorti della comunità internazionale : dall’Africa al Medio Oriente. Sono improvvisamente insorti, e tendono a svilupparsi, moti di ribellione contro regimi oppressivi e dittature personali, con il loro contorno di privilegi e corruzione. Si rivendica in sostanza, anche sfidando sanguinose repressioni, il rispetto di quei diritti che le Nazioni Unite sancirono come universali nella solenne Dichiarazione del 1948 e che anche nel mondo diviso in blocchi si riuscì a riaffermare nell’Atto di Helsinki del 1975, destinato a divenire una delle leve essenziali per l’esplodere delle rivoluzioni democratiche nei paesi dell’Europa centro-orientale.
Oggi ci interroghiamo, in Europa e in tutto l’Occidente, sulla possibilità di rivoluzioni o evoluzioni democratiche nel mondo arabo, fatto senza precedenti e carico di potenzialità straordinarie. E le previsioni non sono facili ; né è semplice il compito che può spettare a paesi come il nostro. Ma ciò non toglie che sentiamo – in particolare noi italiani nel ricordo delle lotte di liberazione e del 25 aprile – di non poter restare indifferenti di fronte al rischio che vengano brutalmente soffocati movimenti comunque caratterizzati da una profonda carica liberatoria. Non potevamo restare indifferenti alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia : di qui l’adesione dell’Italia al giudizio e alle indicazioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della NATO.
L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia – annunciato ieri sera dal Presidente del Consiglio Berlusconi – costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio Supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento.
Ancora una volta i Comandi e varii comparti delle nostre Forze Armate sono chiamati a fare la loro parte con la professionalità e la dedizione che li distinguono.
Naturalmente sappiamo bene come ai problemi di fondo che si pongono nei paesi dell’area africana e mediorientale lo strumento militare non può dare l’insieme delle risposte necessarie. Si richiede – da parte delle organizzazioni internazionali, dei paesi più avanzati e in modo particolare dall’Europa – uno sforzo consapevole, concreto e conseguente per concorrere alla crescita economica e al riscatto sociale cui aspirano i popoli dell’intera regione mediterranea.
Occorre in questo senso davvero una svolta, mancando la quale non potrebbero consolidarsi le prospettive di evoluzione nella libertà e verso forme di governo democratico nei paesi investiti dai recenti sollevamenti popolari, e finirebbero inoltre per subire gravi contraccolpi paesi dell’Unione Europea come l’Italia.
La risposta di fondo anche al rischio di flussi migratori disperati e convulsi verso le nostre sponde, sta in un fattivo, forte impegno di cooperazione allo sviluppo dei paesi delle sponde Sud ed Est del Mediterraneo. Dobbiamo portarci all’altezza delle nostre responsabilità come mondo più sviluppato e ricco, mostrare lungimirante generosità, essere non solo coerenti con principi e valori di solidarietà, ma capaci di comprendere quale sia il nostro stesso interesse guardando a un futuro che è già cominciato.
Nulla sarebbe più miope, meschino e perdente, del ripiegamento su sé stesso di ciascuno dei paesi membri dell’Unione Europea. Ciascuno dei nostri paesi ha un avvenire solo se scommette sull’unità dell’Europa, e sull’assunzione delle responsabilità che ci competono in un mondo così fortemente cambiato e in via di cambiamento.
E questo è in realtà l’autentico significato della partecipazione dell’Italia e delle sue Forze Armate alle missioni internazionali nelle aree di crisi, nel nome della sicurezza comune e della pace, contro la minaccia e le trame destabilizzanti del terrorismo, e contro negazioni sistematiche dei diritti umani. Il contributo alle missioni dell’ONU, della NATO, dell’Unione Europea ha posto in luce l’alta sensibilità e la qualità operativa – insieme con lo spirito di sacrificio, cui rinnovo il mio omaggio – dei nostri militari, ha dato nuovi titoli di credito all’Italia nella comunità internazionale, e va perciò valorizzato e sostenuto.
Questo impegno delle Forze Armate è parte di una più generale visione che l’Italia è chiamata a coltivare, attraverso la sua collocazione europea e la sua politica estera, e attraverso tutte le forme della sua presenza nel mondo : una visione che rifiuta ogni pericoloso ripiegamento su ristretti, anacronistici orizzonti e approcci nazionali.
E per diffondere nelle nuove generazioni e tra tutti i cittadini il riconoscimento del ruolo delle Forze Armate e dello strumento militare, quale oggi si configura a 150 anni dalla fondazione del nostro Stato unitario – e in pari tempo per rendere evidente e condivisa quella visione generale dell’interesse nazionale e dell’interesse europeo, ormai tra loro inscindibili, che ispira, che non può non inspirare le scelte dell’Italia – facciamo affidamento, lasciatemelo dire, sull’opera vostra, sull’opera appassionata delle Associazioni combattentistiche, partigiane e d’arma qui riunite per celebrare il 25 aprile, il grande giorno della Liberazione del nostro paese.
Viva la Resistenza,
Viva le Forze Armate,
Viva l’Italia.
Novità Gruppo Solidarietà – 25/04/2011
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Gruppo Solidarietà Moie di Maiolati (AN) Lascia un commento »Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 25/4/2011
Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it
PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426
Informazioni
- Sulle spalle della famiglia
- Istat. La spesa sociale dei Comuni 2008
- Campagna stop ospedali psichiatrici giudiziari
- Oltre la famiglia. Strumenti per l’autonomia dei disabili
- Oltre l’indignazione, un bisogno di futuro
- Integrazione scolastica. La legge non conta, anzi sì, però
- Vittorio Arrigoni. Restiamo umani
- Tar Firenze. Quota sanitaria in residenza sociosanitaria per anziani
- Quelle parole in libertà sui migranti
- Istat. I consumi delle famiglie (2009)
- Marche. Salute mentale. Prosecuzione servizi sollievo
- Emergenza umanitaria tra ipocrisie e realtà
Voce sul sociale
- Autorizzazioni, confusioni, improvvisazioni
- Integrazione alunni con disabilità. Competenze unità multidisciplinari. Verifiche Pei.
- Residenze protette per anziani non autosufficienti. Sulla mancata applicazione della nuova convenzione
- Strutture e servizi sociosanitari nelle Marche. Creatività e fantasia
- Sul nuovo accordo tra regione Marche e Casa di Cura Villa Jolanda
- Blocco ingressi comunità per disabili. Segnalazione all’autorità giudiziaria
- Anziani non autosufficienti. Ancora disattesi gli impegni
- Anziani non autosufficienti nelle Marche. I problemi della convenzione con le Residenze protette
Aggiornamento legislativo nazionale – 31 marzo 2011
Aggiornamento legislativo regione Marche – 31 marzo 2011
Leggi sociali - 31 marzo 2011
Rassegna bibliografica - 31 marzo 2011
Ultime acquisizioni librarie - 22 marzo 2011
Appunti
Appunti 2 marzo-aprile 2011
Seminari di approfondimento. Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, i serviziwww.grusol.it/eventi/seminari2011.pdf
Gruppo Solidarietà, Corsi di formazione, Maggio 2011 www.grusol.it/eventi/maggio2011.pdf
Politiche disabilità nelle Marche. Un appello per superare lo stallowww.grusol.it/appelloMarzo2011.pdf
Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp
Guida ai diritti, ai servizi ed alle prestazioni sanitarie e sociosanitariewww.grusol.it/informazioni/guida2011.pdf
Per sostenere il Gruppo Solidarietà www.grusol.it/sostieni.asp
Novità editoriale. La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche www.grusol.it/pubblica.asp
Il libro del mese: G. Artioli, S. Marcadelli, Nursing narrativo
La rivista del mese, il sito del mese, l’editore del mese
Tutte le nostre attività sono autofinanziate. Per sostenerle segnaliamo la possibilità di abbonarsi alla nostra rivista bimestrale APPUNTI sulle politiche sociali. Per indicazioni: Rivista Appunti
Gestione associata – Caselli (Sassuolo): “La nascita dell’Unione dei Comuni del distretto Ceramico è un risultato storico”
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Comuni, Comuni associati Lascia un commento »Daniela Del Boca, E NESSUNO PENSA ALLA FAMIGLIA, LAVOCE.INFO
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Famiglie Lascia un commento »
La Svolta linguistica: il linguaggio della politica italiana nel sultanato berlusconiano. Una rassegna di parole e frasi 2000-2006
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: destre, Linguaggio, Televisione Lascia un commento »LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica
Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.
Questo linguaggio funziona così:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito
da: www.segnalo.it – Tracce – Svolta linguistica.
Islamici, a Milano già otto mini-moschee – Milano
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: islamismo Lascia un commento » Le chiamano moschee. O meglio, siamo abituati a definirle così. Anche se a potersi fregiare di questo nome è in realtà una soltanto. Quella di via Meda, gestita dal Coreis, l’associazione Comunità religiosa islamica. Una moschea, riservata ai soli associati perlopiù italiani convertiti, e guidata da Yahya Pallavicini.
Il resto, gli altri sette luoghi di culto milanesi, sono semplici centri islamici dove in maniera più o meno autorizzata, si tengono le 5 preghiere giornaliere e quella del venerdì. Piccole strutture, a volte molto note come quella di viale Jenner per la quale il ministro dell’Interno Roberto Maroni ormai due anni fa ha disposto la chiusura, e altre destinate a comunità ristrette, come l’Islam Kultur Merkezi di via Fara, che ospita i turchi, o la confraternita sufi Jerrahi-Halveti di viale Piceno. O ancora in un piccolo spazio di via Carnevali, il centro Dahira Touba frequentato da senegalesi.
Del mondo islamico a Milano si parla spesso per far polemica, almeno a sentire i responsabili di queste comunità. A volte a ragione: l’ex imam di viale Jenner Abu Imad è stato condannato a tre anni e 8 mesi per terrorismo, mentre il centro nelle carte Usa diffuse da Wikileaks è indicato come luogo di reclutamento di al Qaeda. Altre per il mero sospetto di rapporti con fondamentalisti. Di certo, come lamenta il direttore del centro islamico di viale Jenner Abdel Hamid Shaari, l’argomento è stato utilizzato «per fini politici»: «Milano ha circa 120 mila musulmani che non hanno la possibilità di avere un luogo di culto “ufficiale” – spiega Shaari -. Quest’anno per il Ramadan abbiamo ottenuto ancora una volta il Palasharp ma alla fine di settembre sarà smantellato». Ma i lavori potrebbero partire già a maggio, sostiene il Comune. Quello della preghiera è il nodo centrale anche per Asfa Mahmoud, giordano, presidente della Casa della cultura islamica di via Padova, 144, premiato con l’Ambrogino d’oro: «Vengono ricchi imprenditori dai Paesi arabi e chiedono dove sia la moschea di Milano, cercano un luogo per pregare – racconta -. Sono sbalorditi quando spiego che qui non esiste una moschea. Milano è un caso a livello europeo. Ad Amburgo per 30 mila musulmani ci sono 30 moschee.
da: Islamici, a Milano già otto mini-moschee – Milano.
Televisione e degradazione del linguaggio:
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Linguaggio, Televisione Lascia un commento »LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica
Dal 1994 non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura e diffonde come un virus, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.
Questo linguaggio funziona così:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito)
Riprenderò, perchè è necessario lasciare traccia, questo degradato e degradante cammino. Qui il mio precedente archivio, che avevo interrotto per nausea:
Un esempio contemporaneo:
dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Coppie omosessuali, differenze di genere, Famiglie Lascia un commento »R. Zanella, Manuale di economia sanitaria, Maggioli editore, 2011
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: LIBRI NEWS, Maggioli editore, Politica sanitaria, Servizi sanitari Lascia un commento »| Novità aprile 2011 |
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| MANUALE DI ECONOMIA SANITARIA |
La geopolitica del risveglio arabo: tesi a confronto, Marta Dassù | Aspenia online
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Geopolitica e Politica internazionale Lascia un commento »
Circolano due tesi interessanti sull’inizio del risveglio arabo. Non è che le date contino molto. Ma conta il loro significato. La prima tesi, di Robert Fisk (corrispondente di The Independent e uno dei principali commentatori britannici di questioni mediorientali) è che la mobilitazione delle piazze arabe non sia cominciata in Tunisia nel dicembre scorso, con il gesto tragico di un giovane ambulante, Mohamed Bouazizi. Sarebbe cominciata invece nel 2005, in Libano; quando l’assassinio di Rafiq Hariri, l’ex premier sunnita, portò migliaia di persone a chiedere il ritiro delle truppe siriane dal paese. La cosa avvenne, dopo una Risoluzione delle Nazioni Unite sponsorizzata da Francia e Stati Uniti. Ma poi Damasco reagì, fino alla estromissione del figlio di Hariri (Saad), protetto dall’Arabia Saudita, da un governo libanese sostanzialmente egemonizzato da Hezbollah, braccio sciita dell’Iran e di Damasco.
Anche oggi Bashar al Assad accusa paesi stranieri di puntare alla destabilizzazione del suo regime; e la Siria non ha certo rinunciato a influenzare la politica regionale: anzi, proprio il fatto che toccare Damasco significa toccare equilibri particolarmente delicati ai suoi confini, spiega la prudenza della risposta occidentale e israeliana.
Il 2005 del Libano era in ogni caso un anticipo dello showdown che si sta tragicamente consumando in terra siriana fra il potere minoritario alawita e la popolazione sunnita. Al Assad ha alternato promesse di riforma e repressione. Ma la realtà è che ritiene di dovere usare la stessa violenza del padre per restare al potere.
In conclusione: la tesi di Fisk sposta il perno della primavera araba (o già inverno che sia) nel cuore del Medio Oriente: la prova di forza in Siria avrà effetti sul Libano, sulla sicurezza di Israele, sull’Iraq, sulla Turchia (che ha giocato negli ultimi anni una sua carta siriana). Rispetto alla posta in gioco a Damasco, il futuro di Tripoli potrebbe apparire marginale. Ma non lo è: l’esito della prova di forza con Gheddafi condizionerà anche le scelte di Bashar al Assad.
C’è una seconda tesi, quella di Oded Eran, ex-ambasciatore israeliano all’Unione Europea. Dal suo punto di vista, una data essenziale a cui guardare è il referendum sulla indipendenza del Sudan del Sud, nella prima metà del gennaio di quest’anno. Perché quello che sta realmente accadendo – nell’arco di crisi che va dall’Africa centro-settentrionale fino al Golfo Persico, con una punta verso Ovest (il Maghreb) e una verso Est attraverso l’Egitto – è la messa in discussione dei vecchi confini coloniali. Rientra in questo schema la Libia, con lo scenario di una spartizione di fatto fra Tripolitania e Cirenaica. E potrebbe rientrarvi la Siria. Perché in caso di collasso della dittatura alawita, tenderebbe ad elidersi quella frontiera con il Libano che non esisteva nella storia precedente al crollo dell’Impero Ottomano. Sono scenari che oggi sembrano irrealistici, commenta Robert D. Kaplan in un saggio sulla “grande Siria” del 19° secolo. Ma che fanno capire il problema sottostante: cento anni dopo la prima guerra mondiale, la tenuta del sistema post-Ottomano, già messa in discussione nei Balcani, non può più essere data per scontata neanche in Medio Oriente.
Come si vede, cambiando la data di inizio del risveglio arabo ne cambiano anche le implicazioni, le dimensioni e la portata. E cambiano gli scenari. Nella prima interpretazione, un nuovo scontro fra Israele e Siria, via Libano, è probabile: Bashar al Assad cercherà di spostare la crisi interna su un fronte esterno, con l’appoggio di Teheran. Nella seconda, il rischio vero, per la sicurezza di Israele, verrebbe piuttosto dall’ascesa al potere di nuove coalizioni sunnite, collegate ai Fratelli musulmani sia in Egitto che nella “Grande Siria”. E vicine ad Hamas. Mentre l’autorità centrale dei vecchi Stati nazionali tenderebbe a indebolirsi.
In entrambi i casi, ne esce rafforzata la bruciante sensazione che l’Europa stia mancando al suo appuntamento con la storia: perché la storia non è solo quella che abbiamo raccontato in questi quattro mesi – rivolte per il pane o per la dignità e libertà di giovani generazioni dal peso di vecchie dittature corrotte. È anche la storia di una scossa geopolitica decisiva nel cuore del Medio Oriente.
da: La geopolitica del risveglio arabo: tesi a confronto | Aspenia online.
Dialoghi sull’uomo, Seconda edizione: Pistoia, 27-28-29 maggio 2011
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Pistoia Lascia un commento »
programma 2011
scarica il programma 2011 in pdfvenerdì 27 maggio 2011 ore 17.30 – piazza del Duomo
Apertura
Ivano Paci, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Renzo Berti, Sindaco di Pistoia
Giulia Cogoli, Ideatrice e Direttrice di Pistoia – Dialoghi sull’uomo
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1
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venerdì 27 maggio 2011, ore 17.30
piazza del Duomo
- gratuito
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2
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venerdì 27 maggio 2011, ore 19.00
piazza dello Spirito Santo
euro 3.00
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3
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venerdì 27 maggio 2011, ore 19.00
teatro Bolognini
euro 3.00
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4
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venerdì 27 maggio 2011, ore 21.15
teatro Manzoni
euro 7.00
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5
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venerdì 27 maggio 2011, ore 21.30
piazza del Duomo
euro 3.00
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6
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sabato 28 maggio 2011, ore 10.30
piazza dello Spirito Santo
euro 3.00
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7
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sabato 28 maggio 2011, ore 11.30
piazza del Duomo
euro 3.00
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8
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sabato 28 maggio 2011, ore 15.30
teatro Bolognini
euro 3.00
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9
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sabato 28 maggio 2011, ore 16:00
sala Maggiore Palazzo Comunale
euro 3.00
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sabato 28 maggio 2011, ore 17.00
piazza dello Spirito Santo
euro 3.00
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11
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sabato 28 maggio 2011, ore 18.30
teatro Bolognini
euro 3.00
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12
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sabato 28 maggio 2011, ore 21.00
piazza del Duomo
euro 3.00
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13
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sabato 28 maggio 2011, ore 21.30
teatro Manzoni
euro 7.00
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14
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domenica 29 maggio 2011, ore 11.00
piazza del Duomo
euro 3.00
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domenica 29 maggio 2011, ore 15.00
piazza dello Spirito Santo
euro 3.00
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17
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domenica 29 maggio 2011, ore 16.00
sala Maggiore Palazzo Comunale
euro 3.00
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18
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domenica 29 maggio 2011, ore 17.00
piazza del Duomo
euro 3.00
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19
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domenica 29 maggio 2011, ore 18.00
teatro Bolognini
euro 3.00
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da: Dialoghi sull’uomo.
Edward Luttwak su Berlusconi
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Geopolitica e Politica internazionale, Luttwak Edward Lascia un commento »Draghi: per il riequilibrio dei conti serve un taglio del 7% della spesa – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Bilancio dello Stato 2 Commenti »
Il riequilibrio dei conti pubblici non è più «rinviabile». Per il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi «la crisi ha peggiorato le prospettive della finanza pubblica. Per questo non è più rinviabile un duraturo riequilibrio dei conti pubblici. Data l’elevata pressione fiscale, è inevitabile un significativo contenimento della spesa», ha sottolineato Draghi.
In particolare, calcola il governatore, la correzione necessaria per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 come previsto nel Def del Governo, se «effettuata solo dal lato delle spese, implica una loro riduzione del 7 per cento in termini reali». Un risultato, osserva Draghi, «conseguibile solo se vi concorreranno tutte le principali voci».
Draghi: per il riequilibrio dei conti serve un taglio del 7% della spesa – Il Sole 24 ORE.
Famiglie con poca fiducia, in OTTO E MEZZO, IL PUNTO 27/04/2011
Pubblicato: 28 aprile 2011 Filed under: Famiglie Lascia un commento »
Giorgio dell’Arti, 6. Il Conte di Cavour, l’incontro tra aristocrazia e borghesia, Altri Mondi
Pubblicato: 28 aprile 2011 Filed under: Storia d'Italia Lascia un commento »| Era forse l’occasione giusta per dichiarare la guerra all’Austria.
Carlo Alberto pretese, prima di intervenire, che i milanesi gli chiedessero ufficialmente aiuto. Così perse giorni preziosi. Le truppe sarde varcarono il Ticino il 23 marzo 1848. La guerra durò pochi mesi: ad agosto gli austriaci avevano riconquistato Milano e i piemontesi chiesero un armistizio. Quando ci riprovarono, nel marzo del 1849, furono battuti in tre giorni. Fine delle illusioni.
Come mai?
Incapacità assoluta del re. Ufficiali malissimo preparati. Il Papa, che era stato quasi costretto dalla piazza a inviare un’armata, ebbe un sussulto e dichiarò che non poteva approvare una guerra contro una nazione cattolica come l’Austria. Le popolazioni temporaneamente conquistate— cioè i lombardi e i veneti— risultarono alla prova dei fatti molto meno patriottiche di quanto s’era pensato. I contadini veneti accolsero molte volte i piemontesi al grido di «Viva Radetzky». La sconfitta indusse Carlo Alberto ad abdicare in favore del figlio ventottenne, Vittorio Emanuele II. Un’ultima notazione: nel breve periodo in cui era sembrato che Carlo Alberto potesse vincere era scoppiata una lite furiosa tra milanesi e torinesi su dove si dovesse collocare la capitale in caso di unione dei due regni.
La guerra aveva cancellato lo Statuto, il Parlamento, le elezioni?
Sì, negli altri stati italiani. Ma non in Piemonte. Che usciva dal conflitto pesantemente indebitato, però senza aver perso territori e con le istituzioni liberali intatte. Anzi, tra il 1848 e il 1849 — cioè mentre si combatteva — il Paese era stato chiamato alle urne quattro volte.
Con che sistema votavano?
Maggioritario secco a due turni, cioè i candidati si presentavano e se uno prendeva più del 50%dei voti era eletto, se no si andava al ballottaggio tra i primi due. Erano ammessi al voto solo quelli che avevano compiuto 25 anni e pagavano almeno 40 lire di tasse all’anno. 80 mila elettori su 4.600.000 abitanti. Meno del 2 per cento. Lo Statuto aveva permesso ai borghesi di contare qualcosa. Prima non potevano nemmeno entrare a corte. Una volta che Carlo Alberto aveva permesso ai non-nobili di visitare la quadreria reale era scoppiato un putiferio. Il problema di amalgamare aristocratici e borghesi (borghesi ricchi, s’intende) era uno dei più acuti. L’amalgama, o almeno il punto d’incontro tra le due classi, era però a portata di mano: Cavour.
Non era aristocratico?
Sì, era conte, figlio del marchese Michele Benso di Cavour, un gran personaggio che a Torino era stato capo della polizia. Il titolo di marchese andava al primogenito e quello di conte al secondo nato. Camillo col titolo di conte ci avrebbe fatto ben poco: essendo cadetto non aveva il diritto di ereditare neanche una lira del cospicuo patrimonio familiare. Ma s’era dato parecchio da fare: negato alla vita di corte (detestava Carlo Alberto e le monarchie assolute), negato alla vita militare, aveva fatto i soldi con l’agricoltura, speculando sul grano, mettendo su zuccherifici e mulini, comprando e rivendendo traversine per le ferrovie, che in Piemonte si cominciavano a costruire allora. Importava guano, fondava banche, prestava soldi. Un vero uomo dei tempi nuovi, a suo agio col denaro e gli affari, forte di una solidissima preparazione economica. In questo stava la sua natura profondamente borghese. Diventò ministro nel 1850 e presidente del Consiglio due anni dopo.
Che cosa cambiò con Cavour?
Ci limiteremo a ricordare questo: che la Chiesa, padrona di tante parti dell’amministrazione civile, venne tenacemente respinta nell’ambito che le era proprio, cioè quello della religione. I preti, prima dello Statuto, avevano in mano l’istruzione, la stampa, i registri dello stato civile, erano loro a unire le coppie in matrimonio (cioè non ci si poteva sposare in municipio), avevano tribunali loro propri, se un assassino si rifugiava in convento non poteva più essere perseguito, i gesuiti dominavano a corte e determinavano la politica del sovrano. Cavour “svolse”(come si diceva allora) lo Statuto in senso anticlericale, spazzando via, anno dopo anno, tutto questo, e arrivando al punto di sopprimere ordini religiosi, requisire proprietà ecclesiastiche e chiudere conventi. Lui e Vittorio Emanuele furono scomunicati, le relazioni diplomatiche con Roma a un certo punto si interruppero.
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Eugenio Santoro, Facebook, Twitter e la medicina – Il Pensiero Scientifico Editore
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: LIBRI NEWS, Pensiero Scientifico, Tecnologie internettiane Lascia un commento »| Facebook, Twitter e la medicina | ||||||||||||||||||||||||
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da: Facebook, Twitter e la medicina – Il Pensiero Scientifico Editore.
Ugo Albano, “love supermarket” , dedicato alle strategie per trovare l’anima gemella
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Albano Ugo, Ciclo di vita, Maschile/Femminile Lascia un commento »Pdl indebolito, Pd “convalescente”, terzo polo al 14,7% – Roberto D’alimonte su Il Sole 24 Ore – Ufficio Stampa – LUISS Guido Carli
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Sondaggi elettorali Lascia un commento »
- Le alleanze:
Si conferma che il centro-sinistra è avanti, ma il 40% dei voti Pd va a sinistra in caso d’intesa con l’Udc
- I grandi in crisi:
Il partito del premier scende al 28,6% ma resta il primo. Democratici al 27,8%. Sorpresa Vendola: 7,1%
Paolo Mieli intervistato da Antonello Piroso, La/ – Niente di personale 26 aprile 2011
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, AGENDA della Politica italiana, Mieli Paolo, Storia contemporanea, Storia d'Italia Lascia un commento »FORMULARIO COMMENTATO DELLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA Aggiornato al D.L. 225/2010 (Decreto Milleproroghe) convertito con modifiche in L. 10/2011 di B. Nigro, L. Nigro, Maggioli editore
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Diritto Privato, LIBRI NEWS, Maggioli editore Lascia un commento »| Aggiornato al D.L. 225/2010 (Decreto Milleproroghe) convertito con modifiche in L. 10/2011 |
Cinquantatre modelli di atti a disposizione di mediatori, conciliatori e consulenti delle parti |
| FORMULARIO COMMENTATO DELLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA |
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Dallo scorso 21 marzo 2011, il passaggio attraverso uno dei 179 organismi di mediazione finora accreditati dal Ministero della Giustizia è condizione di procedibilità per la maggior parte delle materie previste dal D.Lgs. 28/2010: diritti reali, locazione, comodato, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, mentre arriverà tra 12 mesi l’obbligatorietà per le controversie in tema di condominio e di risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti.
Questo nuovo Formulario fornisce ai media-conciliatori e ai consulenti tecnico-legali delle parti cinquantatre formule commentate da utilizzare per formalizzare le risultanze sostanziali e procedurali dell’attività svolta, con pratica tabella riassuntiva degli argomenti trattati e dei modelli corrispondenti. Ognuno dei 53 schemi di atti - di seguito elencati – è facilmente compilabile, modificabile e stampabile con l’apposto Cd-Rom allegato al volume:
B. Nigro, L. Nigro, Avvocati, esperti in formulari giuridici. |
FORMULARIO COMMENTATO DELLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA Maggioli Editore – II edizione aprile 2011 – con Cd-Rom Pagine 260 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6679.7 |
Tipi di ascolto secondo Roland Barthes
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni, Comunicazione, Comunicazione e relazioni interpersonali 2 Commenti »Barthes ha distinto tra tipi di ascolto:
quello degli indizi sonori, dei nostri progenitori, animali e primati: l’ascolto come allarme.
L’ascolto come decifrazione: è l’ascolto dell’uomo, decifra e interpreta.
E l’ascolto «applicato»: l’atto intenzionale dell’ascolto, fenomeno del tutto moderno. Questo tipo di ascolto, quello contemporaneo, è tuttavia ancora un ascolto panico: aperto a tutte le forme di ascolto. Qui siamo vicini all’ascolto delle spie, delle talpe.
Parlando di questo terzo ascolto Barthes ha scritto che non c’è più da una parte chi si confida, confessa, e dall’altra chi ascolta, tace, sanziona, valuta: ciascuno è nello stesso tempo ascoltato e a sua volta ascolta. La contemporaneità è dunque il paradiso delle spie?
Barthes parla di «ascolto libero», un ascolto che circola e scambia, quindi disgrega con la sua mobilità la rete rigida degli antichi luoghi d’ascolto: il carcere, il confessionale, la camera da letto.
David Frost: a televisione è un’invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni, Televisione Lascia un commento »La televisione è un’invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa
Frost David
Giuseppe Pontiggia: “Parliamoci chiaro”
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni, Comunicazione, Comunicazione e relazioni interpersonali 2 Commenti »PONTIGGIA Giuseppe
Citazione, in Nicolas Pethes, Jens Ruchatz (edizione italiana a cura di Andrea Borsari, Dizionario della memoria e del ricordo, Bruno Mondadori, 2002, pagg. 87-89
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni Lascia un commento »Citazione: motivo linguistico, figurativo o sonoro tratto da un contesto estraneo, quindi facilmente riconoscibile, e inserito in un contesto attuale. La citazione è uno dei concetti con cui convenzionalmente si indica la memoria intertestuale dei testi nella filologia tradizionale. Un altro “interlocutore”, assente, viene destato ed evocato nel proprio discorso. Nel Medioevo e nell’Antichità si citava “a senso”, non letteralmente – e quindi propriamente in modo “errato” – invece, a partire dal XVI secolo, le virgolette indicano la letteralità dell’estratto. Attraverso la citazione un testo dichiara di richiamarsi all’autorità di un altro e interpreta un presente trascorso come tuttora efficace. La citazione è una modalità di formazione della memoria attraverso la ripetizione. Essa è attestata e messa a disposizione in raccolte o antologie di citazioni, i “luoghi”, in cui la circolazione della citazione si sedimenta ed emerge la tensione tra ripetitività e ricercatezza. Nella misura in cui la citazione fa tornare presente il passato inserendolo in un nuovo contesto essa può fungere da caso paradigmatico, o addirittura da modello del ricordo in generale.La facile citabilità e la dignità di citazione indicano due aspetti della citazione come modalità di trasmissione culturale.Il primo aspetto corrisponde alla forma con cui qualcosa si insinua nella memoria. Si indica con essa una sorta di posteriorità di ciò che viene ricordato: tale posteriorità non è un presupposto, ma piuttosto un effetto della citazione Il secondo aspetto è un modo dell”auctoritas, di quell’autorità che attraverso la citazione viene chiamata in causa e così trasferita sulla citazione stessa. L’atto di citare esibisce e dimostra il suo presupposto: la disponibilità di ciò che viene richiamato e ripetuto e l’autorità del discorso citato. Ciò che viene presentificato nella citazione racchiude un presente che solo la citazione conquista e che non è dato prima della ripetizione in essa: una presenza che si da a posteriori, postuma.Nella citazione l’evocazione del ricordo è un “travisare”, il contesto da cui la citazione è tratta viene spezzato e la citazione ne viene estrapolata per poter essere conservata e quindi poter tornare in uso.W. Benjamin ha proposto una formula per indicare questo nesso di distruzione e permanenza: «alcuni tramandano le cose rendendole intangibili e conservandole, altri le situazioni, mettendole a disposizione e liquidandole» (in II carattere distruttivo). In quanto citazioni le parole o le frasi sono svincolate dal contesto in cui generano senso. Trasferito e inserito in un’altra costellazione ciò che viene citato diviene leggibile tramite il testo in cui è citato, stabilendo nuove connessioni e acquisendo un nuovo contesto. Anche la scrittura della storia può essere definita – in senso lato – come una forma di «citazione» attraverso cui «quello che di volta in volta è l’oggetto storico viene strappato al suo contesto» (Benjamin, I passages di Parigi) e in tal modo conservato per divenire finalmente leggibile.La dignità di citazione e la facile citabilità impostano la differenza fra la consacrazione di un nome attraverso la citazione e l’anonimità della citazione. Come topos, fra l’attribuzione di autorità attraverso la voce di una personalità del passato e l’anonimato di ciò che viene semplicemente ripetuto. Ciò che viene citato abbastanza di frequente non esige più alcuna autorità alle spalle, ma piuttosto una ricorrenza, che lo rende un luogo comune, e una ripetibilità (meme).Il “detto proverbiale” può anche aver conservato nel lessico delle citazioni il riferimento alla fonte originaria , tuttavia, più è proverbiale, meno fa riferimento a quest’origine. La citazione è una cerniera fra passato e presente nella misura in cui interrompe il discorso presente per richiamare il passato e inserirlo come frammento. La condizione interessa il discorso attuale, ma mantiene lo stesso la possibilità, che le aleggia intorno come uno spettro, di un’ulteriore penetrazione del testo attraverso altri discorsi.
In: Nicolas Pethes, Jens Ruchatz (edizione italiana a cura di Andrea Borsari, Dizionario della memoria e del ricordo, Bruno Mondadori, 2002, pagg. 87-89
Blog e parole attraverso Fosco e Dacia Maraini
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Blog, Citazioni Lascia un commento »“Cosa si fa sui blog?” chiese Incredulo
“Sui blog si fa conversazione!” rispose Sperimentatore
Questo dialoghetto tra Amalteo e SurferRosa mi ha fatto ricordare alcuni frammenti e citazioni tratte dal libro di Dacia e Fosco Maraini, Il gioco dell’universo. Le lascio qui.
“Fosco era uno sperimentatore nato. Il campo dei suoi esperimenti era il linguaggio. Quasi mettendo in pratica la famosa frase di Roland Barthes: “Ogni rifiuto del linguaggio è una morte”. Con la morte lui ci giocava a rimpiattino: le parole gli rivelavano i nascondigli più sicuri, più impensabili per tenerla a bada. Ma rivela anche altro questa passione, come dice T.S. Eliot nel saggio del Bosco Sacro dedicato a Philip Massinger, ovvero che una evoluzione vitale del linguaggio è anche una evoluzione del sentimento. Quindi non gioco di superficie, fine a se stesso, ma scavo, attraverso la lingua scritta, nella terra dura del pensiero. […]
… Il linguaggio comune, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa.
Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni di fecondazione secondaria, ed è facile vedere i “duomi del pensiero” che si muovono lenti spinti dai “moti più segreti”.
Nel linguaggio comune dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, si trovano suoni che danno loro foneticamente corpo e vita, che li rendano moneta del discorso.
Nel linguaggio metasemantico, o nella poesia, avviene proprio il contrario. Si propongono dei suoni e si attende che il proprio patrimonio d’esperienze interiori, magari il proprio subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. E’ dunque la parola come musica e come scintilla.
… La parola è come una caramella, qualcosa da rigirare tra lingua e palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di sapori e delizie.
… Parole belle, parole brutte, parole misteriose, parole semplici, parole complesse, parole didascaliche, parole poetiche, parole logiche, parole in libertà… . […]
… Fosco confesserà inoltre che quasi ogni sua parola è frutto d’un lungo studio. Certe espressioni proprio non gli venivano per mesi, sapeva quello che cercava, ma il sassolino giusto la marea non glie lo gettava mai sulla spiaggia.
Poi un certo giorno, magari facendosi la barba, cambiando una gomma della macchina, studiando gli ideogrammi cinesi o seduto nella neve al sole, eccoti il sassolino cercato. Adesso gli resta solo da sperare di non aver scritto in una lingua privata e segreta, come dire per lui solo; ciò che proprio gli dispiacerebbe.
… La tensione poetica accompagnerà Fosco per tutta la vita. Ma non scriverà molti versi. La sua scrittura tendeva allo scientifico e allo storico. Eppure la gioia della poesia si insinua spesso anche fra i suoi più cocciuti elenchi. La poesia come gioco verbale, la poesia come affrancamento di una fantasia troppo costretta e razionalizzante, la poesia come alta acrobazia verbale, la poesia come gioco che si gioca. Tale la troviamo in questa fànfola:
Il giorno ad urlapicchio
Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dagro e un fònzero gongruto
ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infrangelluto,
ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzìllano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;
è un giorno per le vànvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,
è il giorno a cantileni, ad urlapicchio
in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.
Ma cosa sono le fànfole? Fosco rispondeva con una citazione da Palazzeschi.
“cosa ci hanno con noi quelle due sbrèndole, quelle ciufféche, quelle cirimbràccole?” – Palazzeschi
La fànfola è una forma dialettale, un ghirigoro linguistico, un grammelot finissimo ed esilarante che fa esplodere il linguaggio dall’interno, mostrando le sue contraddizioni, le sue povertà e le sue ricchezze. Rivelando soprattutto quanto il suono spesso prevalga sul significato, il fonema sul semantema.
… Ah, la magia delle parole! Che non smettono mai di sorprendere, di cicalare, di ridere, di manifestarsi e poi sparire nel nulla.
… E alla fine di tutte le nostre “esplorazioni” arriveremo dove abbiamo cominciato e per la prima volta conosceremo il “posto”. (T.S. Eliot)
Così Fosco accumulava parole con la pazienza di un grande camminatore della mente.”
Allora:
“Cosa si fa sui blog?” Chiese Incredulo
“Sui blog si fanno blogaloghi!” rispose Amalteo-Sperimentatore… ossia varianti dei dialoghi faccia a faccia.
Non vi sembra una “fànfola”?
Sui Blog: conversazioni di qualche anno fa (2006)
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Blog, Citazioni Lascia un commento »
In quanto vivente nella modernità vivo non solo il politeismo dei valori, ma anche quello dei ruoli e delle situazioni.
Ma se dovessi ricordare per il futuro la “cifra” di questi mesi dovrei riferirla alla mia avventura sui Blog. E alla mia vorace curiosità per questa forma di comunicazione biografica resa possibile dalle tecnologie del Web.
Sull’ argomento ho avuto una interessante discussione con Ruckert che vorrei fissare anche nel mio blocco degli appunti.
Paolo a Ruckert Mi è piaciuta la tua rievocazione biografica sul Blog del 14 aprile . Volevo dirti subito – in breve – perchè trovo di grandissimo interesse culturale i Blog. Perchè credo che attraverso questi scritti e nei commenti stia avvenendo una rivoluzione. Cioè la costruzione di una intelligenza associativa. Ossia l’elaborazione di nuovi modi di pensare il mondo attraverso piccoli francobolli che fanno vedere le associazioni fra gli eventi e la loro interpretazione. Qualcosa che ha un equivalente storico solo con la nascita della “opinione pubblica” che è avvenuta con l’illuminismo francese. Nei blog vedo cultura, interessi, passioni. Tutte spezzettate: ma questa è la modernità. La modernità è frammento. Solo ogni singolo individuo può tentare di “mettere assieme”. Così i tuoi foglietti ne cassetti possono uscire. E magari incuriosire qualcuno .. che così incontra altri pensieri … Una grandissima
rivoluzione. Tanto più profonda perchè molecolare. Con i blog si vede vistosamante che non c’è la “massa” (il riferimento-base dei fascismi e dei comunismi) ma individui pensanti che associano le loro intelligenze e sentimenti.
Ruckert: l’idea reticolare nella diffusione delle idee è interessante, bisognerà capire se e come prenderà piede, se non c’è il rischio che la rete possa imprigionare piuttosto che liberare, magari inserendoci in piccole comunità autoreferenziali. Il rischio, inutile negarlo, esiste come la potenzialità. Come spesso accade il problema è bilanciare le due cose e fare in modo che da questa babele di passione interessi ideali possa venir fuori una massa critica (o magari diverse masse critiche) di maggiore respiro. Anche qua il tempo ci risponderà, per ora possiamo solo immaginare… Ciao
Paolo: “se non c’è il rischio che la rete possa imprigionare piuttosto che liberare, magari inserendoci in piccole comunità autoreferenziali” E’ vero. Allora l’unico ragionamento possibile è: qual’è il minore dei mali? LE autoreferenzialità? o il pensiero unico (insisto: quello delle culture totalitarie)? Propendo per il primo corno del dilemma. Trovo più libertà di pensiero in piccoli gruppi che condividono più comuni sentire. Il vero problema lo vedo nella possibile superficialità dei contatti. Relazioni sociali basate su “francobolli” tendono ad impoverire i significati di conoscenze più profonde e complessive.
Ciao, Amalteo
Ruckert: vero, ma se ci fosse la terza via? L’ideale sarebbe combattere l’aureferenzialità in modo tale da ampliare sempre di più le piccole comunità che poi interagendo tra loro riescono a fare quella massa in grado di sviluppare la circolazione delle idee, che ne pensi?
Paolo: Caro Ruck, questa volta temo che o non siamo in sintonia o non ci capiamo. E’ la parola massa che mi incute timore, pensando al passato, soprattutto al secolo breve (1917-1945). Meglio infinitamente meglio individui che comunicano. Parlanti che crescono individualmente sulle normali sfide di una normale vita: nascita, crescita, espansione della personalità, fatica del lavoro, accettazione della morte. Nella massa c’è sempre bisogno di un capo. Come insegna anche la vicenda politica italiana: un popolo televisivo (non i parlanti dei blog) ha ancora acclamato un capo. Che non accetta le regole della democrazia. Ben sapendo che le televisioni sono sufficienti a creare qual “senso comune” che gli consentirà (probabilmente grazie a Bertinotti) di vincere per la terza volta. La televisone fà massa, i blog possono fare individui che trovano quei comuni sentire basati sul’intelligenza associativa. Ciao e grazie per gli stimoli a pensare
Ruckert: Non credo che non siamo in sintonia forse bisogna solo capirsi. Proviamoci magari partendo da un linguaggio comune perché bisogna intendersi sul senso delle parole. Al termine massa critica non voglio dare quel significato. Preferisco immaginare che l’insieme, anzi meglio la presenza sempre più numerosa di individui che comunicano e interagiscono tra loro crescendo individualmente, possano consentire un miglioramento qualitativo della società nelle sue diversità. Più la massa dei pensieri liberi aumenterà, più sarà possibile avere un miglioramento, a condizione però che tutti questi individui mantengano il più possibile un atteggiamento aperto verso l’esterno, in modo tale anche da far sviluppare in modo reticolare questo modello. E questa massa a differenza del passato potrebbe non avere necessità di un capo gerarchicamente sovraordinato proprio per la presenza di un reticolo che si muove orizzontalmente. Che dici? Siamo davvero così distanti? Ciao
Paolo: caro Ruck. Era proprio un malinteso linguistico sulla parola “massa”. Sono del tutto in accordo con il tuo ragionamento. Fra l’altro, nel tuo caso, non è solo un “ragionamento” ma una pratica attiva. La tua intelligenza e capacità di pensiero la vedo sempre messa in atto nelle tue interazioni con amìci di vecchia data o occasionali. Ti sei costruito con loro un cerchio-reticolo in cui amplificate le vostre esperienze ed i vissuti. Ecco la forza dei blog: una rivoluzione attraverso il parlarsi. Insomma una volta tanto la scienza e le tecniche possono essere utilizzate in modo attivo e partecipato. Dati i tempi che continuano ad essere piuttosto crudeli è davvero molto. ciao, a presto
MariaPrivi ad agosto sarà un anno che frequento il mondo bloggaro. Tempo di consuntivi? Ma no! Non ci credo.Solo un momento per conversare. Il blog è uno specchio abbastanza fedele dei tanti pubblici “reali”. Un mezzo con buone peculiarità ed inevitabili difetti. Permette rapida, ed a volte mirata circolarità delle idee, ma si rischia di ricevere informazioni errate.
Eppure da Alex, con i blog, abbiamo ottenuto persino risultati concreti – vedi da me: Come muore la mia terra-. Io con il blog faccio di tutto: amicizia, lavoro, passatempo. Per alcune persone può diventare indispensabile (vecchi, persone sole, persone con bisogno ed impossibilità di comunicare altrimenti), per altre una droga (autoreferenzialità, sindrome del contatore, sostituzione impropria del virtuale con il reale), c’è chi lo adopera per raccattare sesso e chi per suscitare compassione. Un buon mezzo, un cattivo mezzo, secondo l’uso -sia attivo, sia passivo- che se ne fa. Un mezzo sicuramente in linea con il carattere del nostro tempo.
Paolo condivisione piena, cara mariaprivi. Ben ritrovata! Mi fa immenso piacere che anche tu valuti positivamenta la rivoluzione comunicativa dei Blog. Condivido tutto, ma proprio tutto, quello che dici: luogo innanzitutto di conversazione; specchio fedele (quasi un campione) della opinione pubblica; rapidità nella circolazione delle informazioni; nuovi tipi di amicizia, non basata sulla vicinanza fisica, eppure forte ed affettuosa; spazio comunicativo per le persone sole anziane (direi anche: allenamento del cervello e quindi prevenzione della decadenza della memoria); compulsività per alcuni (è vero: però meno dannosa dei telefonini, perchè è mediata dalla lingua scritta, che è sempre un esercizio di ordine); certo anche luogo per promuovere incontri sessuali (che, però se consenzienti e sicuri, sono una gioia della vita).
Vero, verissimo: un mezzo, uno strumento. Non un fine. Uno strumento al servizio della personalità.
Dei blog amo moltissimo le coincidenze (incrociare persone particolari che magari mai avrei potuto conoscere) e le occasioni. Per esempio in queste ore sul blog di ruckert (post Gotan project) sta avviandosi la stesura di una discografia jazz interattiva che potrebbe concludersi con un testo quasi collettivo su questo genere musicale del novecento. ciao carissima. a presto
tre cose sono impossibili: insegnare, guarire, governare
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni Lascia un commento »
“Freud diceva che tre cose sono impossibili: insegnare, guarire, governare.
Occorre una certa vocazione per affrontare questo compito ‘impossibile’. Ma occorre anche disporre di ‘arti’ o ‘tecniche’ per farlo in modo responsabile.
Far politica, che significa voler governare, diviene puro dilettantismo allorché non si fondi sulla conoscenza della realtà in cui viviamo. E che intendiamo a nostra volta trasformare”
Massimo Cacciari
adattarsi, di Roger – Pol Droit
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni Lascia un commento »
Sistemare una stanza
Durata: intermittente Materiale: alcune stanze Effetto: adattarsi
Moquette e carta da parati, piastrelle e intonaco, impianto elettrico, fasci di luce, porte, finestre, tende, cuscini,
mobili, piante… Bisogna decidere il posto degli oggetti, il colore e lo stile. Ciò che è interessante è che non si sa
come fare. Imparate ad ascoltare quello che dice la stanza. Ogni luogo vuole una certa forma e una certa
sistemazione. Non si può averne una conoscenza globale né razionale. È come se in ogni posto lo spirito del luogo
parlasse una propria lingua, che voi dovete imparare utilizzando le vostre risorse. Bisogna quindi lasciarsi
impregnare dalle caratteristiche del luogo: volume, luci, superfici, materiali, trama. E poi procedere a tentoni.
Una buona sistemazione non nasce mai da una prima intuizione. Bisogna procedere per approssimazione, passo
dopo passo, per tentativi ed errori. Saper tacere e dimenticare, riscoprire, agire al di là delle parole e delle
rappresentazioni. Non completamente in modo teorico e astratto. Posate un colore e gli altri tutt’intorno si
trasformano. Mettete un mobile e i volumi cambiano, talvolta anche i colori e le luci. Ogni cosa è sempre in stretto
rapporto con il resto. Per questo non dovete lasciarvi ingannare, quando non conoscete esattamente l’itinerario da
seguire.
L’esperienza obbedisce a regole ogni volta diverse. Voi dovete lasciar fare e agire al tempo stesso. Siete voi al
centro delle manovre, ma avrete successo se non im¬porrete nulla. D’altro canto le conseguenze di questa relativa
passività saranno in ragione di quello che siete. Ciò che il luogo suggerisce, ciò che esige su misura non è
evidentemente identico per tutte le persone: il luogo è la guida, ma siete voi il conducente e non qualcun altro. Non
state quindi soltanto arredando una stanza, ma anche voi stessi.
Questa esperienza vi insegna che siete parte integrante dell’ambiente che vi circonda. Non un attore, o un
architetto, insomma una volontà esterna che decide solo delle apparenze. Siete un elemento della stanza ed essa
diventa uno degli elementi del vostro essere. Se qualcuno vi dice «come è bella la tua casa», potrete percepirla
come una banalità oppure pensare che la verità alla lunga produce qualche effetto.
Roger – Pol Droit, Piccola filosofia portatile. 101 esperimenti di pensiero quotidiano, Rizzoli, 2001
Citazione
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni Lascia un commento »
Alla radice del verbo citare troviamo questi significati: “muovere, chiamare”; “porre in movimento”.
La citazione è, dunque, un testo breve che punta a muovere chi ne resta colpito suo piano emotivo e intellettuale.
Emily Dickinson: la parola
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Citazioni Lascia un commento »
Alcuni dicono che
quando è detta
la parola muore.
Io dico invece che
proprio quel giorno
comincia a vivere
Emily Dickinson, Silenzi: 1212
Sto con il presidente Napolitano: “nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’ amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni”
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Culture politiche, Presidente della Repubblica Lascia un commento »
Il prossimo 9 maggio si celebrerà al Quirinale il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi
di tale matrice. Quest’anno, il nostro omaggio sarà reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane. Tra loro, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche. Le sarò perciò grato se – a mio nome – vorrà invitare alla cerimonia i famigliari dei magistrati uccisi e, assieme, i presidenti e i procuratori generali delle Corti di Appello di Genova, Milano, Salerno e Roma, vertici distrettuali degli uffici presso i quali prestavano la loro opera Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione”.
“La scelta che oggi annunciamo per il prossimo Giorno della Memoria costituisce anche una risposta all’ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta “Associazione dalla parte della democrazia”, per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’ amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti”.
Giorgio Napolitano
Lettera Napolitano – Repubblica.it.
Anziani oggi. Il ruolo degli anziani attivi nella famiglia e nella società”, convegno, Stresa, 20 maggio 2011
Pubblicato: 26 aprile 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Prevecchiaia, Vecchiaia Invecchiamento Lascia un commento »|
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convegno nazionale
Stresa – Hotel Regina Palace
Venerdì 20 maggio 2011
ore 9.30-17.00
Chi sono gli anziani oggi? Soggetti di assistenza o cittadini a pieno titolo che sostengono con il loro apporto le generazioni più giovani e la società più in generale?
In Italia gli anziani rappresentano il 20,3% della popolazione, oltre 12 milioni di abitanti, e non possiamo pensare di inquadrarli in un’unica fotografia. Gli anziani vanno assistiti quando non sono più autosufficienti, il nostro sistema di welfare e le nostre famiglie di questa assistenza devono farsi carico. Ma quale ruolo attendersi da coloro che sono potenzialmente attivi? Cosa è legittimo sperare o addirittura pretendere? Le immagini veicolate da televisione e carta stampata sono in grado di rispecchiare le aspettative, i bisogni e le ambizioni degli anziani di oggi? Le politiche locali sanno dare spazio al potenziale espresso da questa nuova generazione? Esistono percorsi di preparazione al pensionamento che sappiano supportare le persone che si affacciano alla pensione?
Di questi temi si dibatterà durante il convegno, organizzato dalla Provincia del Verbano, Cusio e Ossola e dal Centro Maderna – unica struttura di documentazione sulla condizione anziana in Italia – che darà l’occasione per lanciare la prima edizione del concorso nazionale di cortometraggi Il vecchio corto, pensato per stimolare la produzione di opere originali che sappiano promuovere un’immagine positiva dell’anziano.
Programma
8.30- 9.30
Registrazione partecipanti
9.30- 9.45
Saluto delle Autorità
9.45-10.00
Apertura e introduzione dei lavori del Presidente della Provincia del VCO
Massimo Nobili
10.00-10.30
Salute: prevenzione sociale e sanitaria
Marco Trabucchi
10.30-11.00
Il ruolo degli anziani nella società e nella famiglia
Francesco Belletti
11.00-11.30
Coffee break
11.30-12.10
Il ruolo dei nonni nella famiglia di oggi
Silvia Vegetti Finzi
12.10-12.40
Quando i genitori invecchiano… e siamo già anziani: il progetto europeo RING – TransferRING Supports for Caregivers
Cristiana Bianchi
Nicoletta Nicoletti
12.40-13.00
Il sostegno ai familiari dei malati di Alzheimer: l’esperienza dell’ASL del VCO
Fabio Di Stefano
Dibattito
Modera: Maurizio De Paoli
13.00-14.30
Pausa pranzo
14.30-15.00
Non è mai troppo presto né troppo tardi per cominciare a filosofare
Romano Madera
15.00-15.30
Prepararsi al pensionamento. Dalla storia di vita al progetto di vita
Dante Bellamio
Domitilla Melloni
15.30-15.50
Il valore economico del lavoro degli anziani
Giuseppe Altamore
15.50.16.10
Gli anziani nello sport: lo sguardo di un’olimpionica e le testimonianze di due grandi vecchi
Guidina dal Sasso
16.10-16.30
Social Housing: nuove prospettive per chi invecchia
Giordana Ferri
16.30-16.40
Lancio del concorso di cortometraggi “Il vecchio corto”
Massimo Nobili
16.40-17.00
Dibattito
17.00
Chiusura dei lavori
E’ stato invitato un rappresentante del governo
Modera: Anna Maria Melloni
Info:
Centro Maderna
tel. 0323 934663 - email: segreteria@anzianioggi.org
infermieri e fisioterapisti possono erogare specifici servizi allinterno delle farmacie
Pubblicato: 26 aprile 2011 Filed under: Servizi sanitari Lascia un commento »Dal 4 maggio prossimo infermieri e fisioterapisti possono erogare specifici servizi allinterno delle farmacie: è quanto dispone il Decreto emanato dal Ministro della Salute, Fazio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 19 aprile 2011. Le prestazioni possono essere erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale, sotto la vigilanza dei preposti organi regionali, previa prescrizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Presso le farmacie sono erogabili dagli infermieri: supporto alle determinazioni analitiche di prima istanza, rientranti nell’ambito dell’autocontrollo; effettuazione di medicazioni e di cicli inattivi intramuscolo; attività concernenti l’educazione sanitaria e la partecipazione a programmi di consulenza, anche personalizzato; iniziative finalizzate a favorire l’aderenza dei malati alle terapie. A domicilio del paziente sono erogabili dagli infermieri, le prestazioni prescritte dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Da parte sua, il fisioterapista può erogare all’interno della farmacia la definizione del programma prestazionale volto alla prevenzione, all’individuazione ed al superamento del bisogno riabilitativo; lattività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive e viscerali; la verifica delle rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale. Alle farmacie è fatto obbligo di rispettare tutti i requisiti relativi ai settori professionali, sanitari e tecnico-strutturali, previsti dalla normativa statale, regionale e comunale vigente.










