Relazione sull’attuazione delle disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore,
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: Cure palliative Lascia un commento »
costi economici della criminalità organizzata nelle regioni dell’Italia meridionale
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: Politica economica, Vittime e crimini Lascia un commento »
Istat, Suicidi e tentativi di suicidio
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: ISTAT, suicidi Lascia un commento »Periodo di riferimento: Anno 2009
Diffuso il: 01 aprile 2011
I dati statistici riportati nelle tavole allegate si riferiscono alla rilevazione condotta dall’Istat, sui suicidi e sui tentativi di suicidio relativi all’anno 2009.
Le tavole ripropongono il medesimo schema di presentazione editoriale che è stato adottato, in passato, per la pubblicazione cartacea “Annuario statistiche giudiziarie penali” al fine di rendere possibili anche confronti temporali sull’andamento del fenomeno. Per tale motivo è stata mantenuta la stessa numerazione adottata in precedenza per le corrispondenti tavole del suddetto volume. Inoltre, a partire dall’anno 2005 è stata aggiunta una nuova tavola relativa ai suicidi e tentativi di suicidio di nati all’estero per sesso e Paese.
La rilevazione statistica dei suicidi e dei tentativi di suicidio, della quale viene fornita una breve nota descrittiva, riguarda i dati accertati dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza in base alle notizie contenute nella scheda individuale di denuncia di suicidio o tentativo di suicidio trasmesso all’atto della comunicazione all’Autorità giudiziaria.
Ulteriori dati statistici sul fenomeno sono consultabili e scaricabili dal “Sistema informativo territoriale sulla giustizia”.
da: Suicidi e tentativi di suicidio.
Uomini e donne. Istruzioni per l’uso, Uomini e donne Istruzioni per l’uso 12 e 19 aprile 2011 – ore 18 Sala Buzzati Via Balzan 3, angolo Via San Marco 21, Milano
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: Maschile/Femminile Lascia un commento »
| Uomini e donne Istruzioni per l’uso 12 e 19 aprile 2011 – ore 18 Prendendo ispirazione dal titolo di un film di Claude Lelouch del 1996, la Fondazione Corriere della Sera organizza un nuovo ciclo di incontri dedicato all’analisi del rapporto tra uomo e donna nel terzo millennio. Grazie al contributo di studiosi, intellettuali e linguisti si cercherà di compiere una prima riflessione su fatti e parole di un tema quanto mai attuale nella cronaca italiana. 12 aprile 2011 Franco La Cecla coordina 19 aprile 2011 coordina L’iniziativa fa parte di una serie di appuntamenti, I Martedì del Corriere della Sera, tavolo di discussione e di approfondimento su questioni che ogni giorno si propongono sulle pagine del quotidiano. Ingresso libero, solo con prenotazione (posti limitati) allo 02.87387707 oppure rsvp@fondazionecorriere.it |
Giorgio dell’Arti, Metternich l’ideatore dell’equilibrio tra potenze
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: Storia moderna Lascia un commento »
da: ALTRI MONDI.
La Procura della Repubblica di Milano: MINETTI Nicole, FEDE Emilio, MORA Dario ” ….per avere indotto e favorito l’attività di prostituzione svolta dalla minore EL MAHROUG KARIMA , la quale compiva atti sessuali con Silvio Berlusconi” in connessione alle lettere di Veronica Lario lette da Monica Guerritore e alla analisi politica di Massimo Cacciari
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Diritto Penale Lascia un commento »La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano
avvisa MINETTI Nicole, FEDE Emilio, MORA Dario
…
del delitto previsto e punito dagli artt. 81 cpv, 110, 600 bis comma 1° per avere indotto e favorito l’attività di prostituzione svolta dalla minore EL MAHROUG KARIMA , la quale compiva atti sessuali con Silvio Berlusconi, dietro pagamento di corrispettivo in denaro presso la residenza di Arcore … una prima fase che prevedeva la cena … una seconda fase definita “bunga bunga” che si svolgeva all’interno di un locale adibito a discoteca, dove le partecipanti si esibivano in mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici, toccandosi reciprocamente e facendosi tocca nelle parti intime da Sivlio Berlusconi
da: Procura della Repubblica di Milano n. 55781/2010
In questa accorata voce che Monica Guerritore ha dato a Veronica Larioc’è tutta la vicenda umana e politica che si consuma in questi giorni (abbiate pazienza con l’incipit della pubblicità Rai, che dura poco):
Veronica Lario e Silvio Berlusconi
Egregio Direttore,
con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.
Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.
La Repubblica 31 gennaio 2007
Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo– il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.
Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: “Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”.
“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.
“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.
Bibliografia:
- Maria Latella, Tendenza Veronica, Rizzoli Bur, 2004-2009, p. 252
- Alberto Melucci, Responsabilità, in Il gioco dell’io, Feltrinelli 1991
Claudio Risè, Liberare l’amico di Facebook
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: Famiglie, Risè Claudio, WEB 2.0 Lascia un commento »Facebook è il diavolo? Ai sospetti presenti fra genitori già iperpreoccupati s’è aggiunto adesso il parere dell’importante filosofo inglese Roger Scruton. In un saggio pubblicato sul bimestrale culturale cattolico Vita e Pensiero, infatti, il filosofo accusa il network più amato dagli adolescenti (ed anche dai grandi), di “demolizione radicale della relazione personale”.
La questione è veramente così grave? È arrivato il momento di allontanare i ragazzini anche da Facebook?
L’argomento principale di Scruton è che “gli amici” di Facebook non sono veramente tali. Spesso, infatti, non si conoscono neppure personalmente, a volte è il titolare della pagina che ha richiesto l’amicizia, a volte è l’”amico” che chiede di essere accettato come tale. Tutta questa “facilità” nel diventare amici su Facebook toglierebbe però consistenza alla relazione virtuale, ben diversa dalla “vera” amicizia.
Tutto ciò, naturalmente, è verissimo. Ma non è esclusiva “colpa” di Facebook, e neppure del “mondo virtuale” e della rete Internet. Infatti ogni amicizia, maturata in una qualsiasi comunità, la scuola, il lavoro, un determinato gruppo sociale, dovrà fare le sue prove prima di rivelarsi veramente tale.
da: Diario di bordo :: Liberare l’amico di Facebook :: April :: 2011.
Fondazione Socialità e Ricerche – Newsletter n. 3-2011
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: Anziani, Bioetica e Biopolitica Lascia un commento »Se Montezemolo entra in politica non lo fa soltanto con una sua lista ma sicuramente si unisce al centro di Casini, Fini e Rutelli. Il Terzo Polo, con l’aggiunta dell’ex presidente degli industriali, in base ai nostri ultimi dati arriverebbe attorno al 18 per cento e sarebbe certamente l’ago della bilancia – Affaritaliani.it
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Partiti e coalizioni 2 Commenti »Luca Cordero di Montezemolo scuote la politica e il Palazzo. Tutti si chiedono quali siano le reali intenzioni di Mr Ferrari e quanto una sua ormai sempre più probabile discesa in campo possa incidere sugli scenari parlamentari ed elettorali. Affaritaliani.it ne ha parlato con Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo.
“Se Montezemolo entra in politica non lo fa soltanto con una sua lista ma sicuramente si unisce al centro di Casini, Fini e Rutelli. Il Terzo Polo, con l’aggiunta dell’ex presidente degli industriali, in base ai nostri ultimi dati arriverebbe attorno al 18 per cento e sarebbe certamente l’ago della bilancia. Poi tutto dipende dall’evoluzione del quadro politico. Se il centro trovasse un suo leader, che potrebbe essere benissimo lo stesso Montezemolo, avrebbe la possibilità di puntare molto in alto. Non dico fino alla maggioranza assoluta dei voti ma competere con le attuali coalizioni di Centrodestra e Centrosinistra”.
“Agli italiani – spiega il numero uno dei sondaggisti – è sempre piaciuta l’idea della figura esterna alla politica. In questo modo, in passato, hanno preso voti Berlusconi e Di Pietro”. A chi ruberebbe consensi Montezemolo? “Certamente sia a destra sia a sinistra. E quindi tanto al Popolo della Libertà quanto al Partito Democratico. La Lega, invece, non ha nulla da temere. Gli elettorati infatti sono completamente differenti”.
da: Montezemolo/ Mannheimer (Ispo): vale il 18%. Toglie voti sia al Pdl sia al Pd – Affaritaliani.it.
Luca Cordero di Montezemoloo, Massimo CacciariCacciari: “Il Pd accetterà la sua candidatura” | Politica 24
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Cacciari Massimo, Partiti e coalizioni Lascia un commento »L’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha dichiarato al programma radiofonico “La Zanzara” di Radio 2 che il Partito democratico accetterà laleadership di Luca Cordero di Montezemolo perché non ha leader spendibili. «Il Pd sarà il primo partito a dire sì all’ipotesi di leadership di Montezemolo perché non ha una leadership, non ha leader spendibili e lo sa benissimo. I problemi – ha affermato il professore Cacciari – semmai potrebbero arrivare dal Terzo Polo, da Casini, che invece ha legittimi ambizioni di quel tipo». La possibile discesa in campo del presidente della Ferrari è uno degli argomenti più discussi del dibattito politico italiano.
da http://www.politica24.it/articolo/montezemolo-cacciari-il-pd-accettera-la-sua-candidatura/10351/
Governo italiano, Approvato definitivamente il 30 marzo il Disegno di Legge che tutela il rapporto fra detenute madri e figli minori
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: Diritto Penale, Famiglie, Vittime e crimini Lascia un commento »Approvato definitivamente il 30 marzo il Disegno di Legge che tutela il rapporto fra detenute madri e figli minori. Quando imputati siano o una donna incinta o madre di figli non oltre sei anni detà, o un padre (se la madre è deceduta o non in grado ad assistere i figli), la custodia cautelare in carcere non può essere disposta fino a quando i figli non avranno compiuto il sesto anno di età. Circa il diritto di visita al minore malato: il magistrato di sorveglianza può concedere il permesso con provvedimento urgente: nel caso di ricovero ospedaliero terrà conto della durata del ricovero e del decorso della patologia. In situazioni di assoluta urgenza il permesso è concesso dal direttore dell’istituto. La condannata, limputata o linternata madre di un bambino di età inferiore a dieci anni, o il padre condannato, imputato o internato (qualora la madre sia deceduta o non sia in grado di assistere il figlio) sono autorizzati ad assisterlo durante le visite mediche relative a gravi condizioni di salute. Quanto alla detenzione domiciliare: essa può avvenire (per curare ed assistere i figli) presso un istituto a custodia attenuata o, se non sussiste concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti, nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora o in luogo di cura. Infine, se la pena non può essere espiata nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora, potrà essere espiata in case famiglia protette, se siano state istituite. Le caratteristiche tipologiche delle case famiglia protette sono determinate con Decreto del Ministro della Giustizia dintesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.
Presentazione libro “La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nelle Marche”, Jesi, 15 aprile 2011
Pubblicato: 5 aprile 2011 Filed under: Gruppo Solidarietà Moie di Maiolati (AN), Marche, Piani regionali, Programmazione dei servizi Lascia un commento »
Jesi (Sala Circoscrizione, Via San Francesco)
15 aprile 2011
ore 17.00
presentazione del libro del Gruppo Solidarietà
La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche
ne discutono
Samuele Animali, Già difensore civico della regione Marche
Stefano Mastrovincenzo, segretario regionale CISL
Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà, curatore del libro
Interverrà
Almerino Mezzolani, Assessore alla salute regione Marche
La cittadinanza è invitata a partecipare
Per informazioni. Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (An). Tel e fax 0731.703327. E-mail: grusol@grusol.it – www.grusol.it
Luca Cordero di Montezemolo e Massimo Cacciari: Cacciari parteciperà con il suo movimento “Verso Nord”, costituito un anno fa e che nei giorni scorsi si è riunito a Verona, al “movimento policentrico” del presidente della Ferrari, con varie liste civiche regionali, accomunate da uno stesso simbolo, ma con autonomia locale e candidati provenienti dalla società civile- Repubblica.it
Pubblicato: 4 aprile 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Cacciari Massimo, Culture politiche, Partiti e coalizioni Lascia un commento »Che cosa hanno mai in comune Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, ex presidente della Fiat, antico pupillo di Gianni Agnelli, e Massimo Cacciari, filosofo, professore di Estetica, studioso del pensiero negativo e politico neghittoso fin dai tempi del Pci ? Nulla, direte, se non l’asserito fascino personale sottolineato rispettivamente del celebre ciuffo e della barba irsuta, oltre all’età da pensionandi, 64 anni il primo e 67 il secondo. L’uno icona imprenditoriale, l’altro intellettuale sofisticato e interlocutore filosofico delle alte gerarchie ecclesiastiche. Eppure, la strana coppia sta per dar vita a un ticket con l’ambizione di partecipare al big bang della politica italiana.
Dopo l’ennesimo annuncio di Montezemolo sulla sua intenzione di scendere in politica con la società civile per mettere un freno allo sfascio, l’ex sindaco di Venezia ed ex candidato sconfitto alla presidenza del Veneto quando fu battuto dal forzista Giancarlo Galan, ha annunciato a Radio Popolare che lui e il suo movimento saranno della partita di Montezemolo, che in attesa di capire se si andrà a votare quest’anno o nel 2013 sta preparando una sua lista civica nazionale. Cacciari parteciperà con il suo movimento “Verso Nord”, costituito un anno fa e che nei giorni scorsi si è riunito a Verona, al “movimento policentrico” del presidente della Ferrari, con varie liste civiche regionali, accomunate da uno stesso simbolo, ma con autonomia locale e candidati provenienti dalla società civile. L’obiettivo è intercettare non sono gli scontenti del Pdl, della Lega e del Pd, ma quell’area ormai al 40 per cento che non va più a votare e non si riconosce nel bipolarismo italiano.
da: Luca e Massimo, ticket possibile? – Repubblica.it.
ll manuale del buon amministratore Locale, da http://www.socialnet.it/documento.php?id_doc=531
Pubblicato: 4 aprile 2011 Filed under: Enti Locali, LIBRI NEWS, Politica locale Lascia un commento »
ll manuale del buon amministratore Locale
….
Edizioni Altraeconomia
Buone pratiche da copiare per Sindaci ed amministratori pubblici
La Pubblica Amministrazione può cambiare, a partire dal basso: il “Manuale del Buon Amministratore” è un ricco compendio di buone (spesso eccellenti) pratiche sperimentate in piccoli e medi Comuni italiani, in Province e consorzi di Comuni.
Norme, delibere e provvedimenti virtuosi che mettono al centro principi chiave come sicurezza-accoglienza, sviluppo-turismo sostenibile, traffico-mobilità intelligente, agricoltura-filiera corta, adottando indicatori incentrati sulla qualità della vita.
Spazio inoltre per i grandi temi, quali energia ed acqua intesi come “beni comuni” e per gli strumenti di verifica quali bilancio.
Un vademecum che mette in ordine la cassetta degli attrezzi del Buon Amministratore locale, che vuole essere protagonista di “piccole opere” per lo sviluppo locale. Numerosi gli esempi, concreti e replicabili: dal Bilancio Partecipativo del Comune di Canegrate all’accoglienza degli stranieri con il Progetto Rassicura di Pinerolo, fino al turismo sostenibile di Grottammare (AP) e all’impegno contro la criminalità organizzata dell’associazioni di Comuni “Avviso pubblico”.
Con un intervento di Rita Borsellino.
autore: Salvatore Amura e Stefano Stortone (2011)
da: ll manuale del buon amministratore Locale
«Montezemolo entrerà in politica», «L’INTENTO È INTERCETTARE I VOTI DEL 40-50% DI OPINIONE PUBBLICA CHE NON VA PIÙ ALLE URNE» – Corriere della Sera
Pubblicato: 3 aprile 2011 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, AGENDA della Politica italiana, ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, Partiti e coalizioni 5 Commenti »
Cacciari a Radio Popolare: «Il presidente della Ferrari sta lavorando al simbolo e al nome del suo partito»
MILANO – L’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari che ha annunciato in un’intervista a Radio Popolare la decisione di Luca Cordero di entrare in politica, ha spiegato anche il progetto politico del presidente della Ferrari.
LA SPIEGAZIONE – «Credo – ha spiegato – sia quello di intercettare i voti di quell’area , del 40-50% di opinione pubblica che non va più alle urne e che non si riconosce in questo bipolarismo italiano, perché è fallito. Se Montezemolo riesce a intercettare quest’area di opinione pubblica, si colloca bene in questo vuoto politico, ha buone possibilità di candidarsi seriamente a Presidente del Consiglio. Montezemolo vuole pescare nell’elettorato deluso di Pdl, Pd e anche della Lega, che al suo interno ha anche una componente moderata».
Alla domanda se il progetto di Montezemolo non si scontra con un’area già occupata dal terzo Polo, Cacciari ha replicato: «Il Terzo Polo non ce la può fare da solo, perchè nonostante la buona volontà che ci mettono Fini, Casini e Rutelli, essi appartengono a una stagione politica che abbiamo alle spalle». Secondo il filosofo Montezemolo non si candida subito a leader di un nuovo centro moderato perchè se lo facesse: «Si giocherebbe solo la sua immagine e di pochi altri, quindi prende tempo. Lui pensa che avendo più tempo può rafforzare la sua rete organizzativa e io so che lo sta facendo in molte regioni».
L’ex sindaco di Venezia ha anche spiegato che si sta lavorando al simbolo e al nome: «A me piaceva molto “Partito della Nazione” tirato fuori e poi abbandonato da Casini. Certo è, comunque, che nel simbolo di Montezemolo ci devono essere richiami sia nazionali che internazionali, ai veri valori dell’Italia. Basta con le parole Futuro e Democratici».
da: «Montezemolo entrerà in politica» – Corriere della Sera.
Massimo Cacciari: tre cose sono “impossibili”: insegnare, guarire, governare
Pubblicato: 2 aprile 2011 Filed under: Cacciari Massimo, Citazioni Lascia un commento »
“Freud diceva che tre cose sono impossibili: insegnare, guarire, governare.
DA: Antologia del Tempo che Resta.
Massimo Cacciari su: fase costituente, polo centrale per la politica italiana, paese diviso, a Como, Villa Gallia, 30 marzo 2011
Pubblicato: 2 aprile 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Cacciari Massimo, Culture politiche, Partiti e coalizioni 2 Commenti »Massimo Cacciari per
Audio1:
Audio 2 e Audio 3:
Luca di Montezemolo, Dobbiamo ricominciare a far sentire la nostra voce con forza. Un brutto periodo si sta chiudendo. E’ ormai urgente un ricambio di forze fresche. Toccherà a tutte le componenti sane del paese, nella politica e nella società, occuparsi della fase di ricostruzione, che necessariamente si aprirà fra non molto – ItaliaFutura.it
Pubblicato: 2 aprile 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana Lascia un commento »Voglio innanzitutto ringraziare voi poliziotti, perché se il nostro paese sta ancora in piedi, nonostante tutto, lo deve a persone come voi.Italiani ignoti, che continuano a fare il proprio dovere per lo Stato mentre il disfacimento del senso delle istituzioni mette a rischio i fondamenti della nostra comunità nazionale.
Negli ultimi anni si è assistito ad un generale e diffuso ripiegamento della società italiana. Il divario tra l’Italia e gli altri paesi europei è aumentato, qualsiasi indicatore si prenda.
Gli imprenditori sono sempre più soli, vessati da fisco e burocrazia, i lavoratori guadagnano meno e pagano sempre più tasse, la capacità di risparmio delle famiglie è ridotta al lumicino, i giovani e le donne sono penalizzati nel mercato del lavoro, voi siete costretti a protestare per ottenere benzina per le macchine di servizio e fondi per gli straordinari.
Aumenta la corruzione e il degrado del vivere civile, insieme ai divari tra nord e sud, tra giovani e vecchi, tra precari e garantiti, tra chi lavora e produce e chi gode di inaccettabili rendite di posizione.
Parliamoci chiaro, il bilancio della seconda repubblica è un disastro che peggiora ogni giorno.
C’è oggi un paese reale che arranca e che vorrebbe voltare pagina. E’ il paese che ha festeggiato i 150 anni dell’Italia con fierezza e orgoglio, è il paese che affronta le mille emergenze quotidiane in cui siamo immersi, senza perdersi d’animo, è il paese che non ha paura di cambiare, di competere, di volgere lo sguardo al futuro.
Accanto a questo paese esiste una politica che straborda ogni giorno su tutti i mezzi di informazione, con polemiche incomprensibili per il 99% dei cittadini, e che, in questi giorni, ci ha deliziato con scene che sarebbero fuori posto in uno stadio, figuriamoci nel Parlamento della Repubblica. Lo ripeto: stiamo assistendo ad un indecoroso e inaccettabile disfacimento del senso delle istituzioni e della responsabilità pubblica. E ciò è accompagnato dal silenzio assordante della società civile, delle associazioni di rappresentanza e della classe dirigente del paese, che rischia di diventare complice di questo degrado.
L’unico argine che tiene è la Presidenza della Repubblica, a cui mai come ora dobbiamo essere tutti grati.
La “professione” che ha goduto più di tutte di una rendita di posizione in questo diciassettennio è quella della politica. In Italia la politica è oramai da anni la prima azienda del paese, e la società è infettata da una presenza malsana dei partiti, in una miriade di settori che non gli competono.
Ma la perdita del senso del pudore non risulta solo dall’abuso di privilegi ingiusti, ma anche da quella che io chiamo la “sindrome del marziano”. Politici che sono sulla scena da vent’anni e che parlano come se fossero arrivati ieri da Marte.
Capita allora, che un membro dell’esecutivo, che ha ricoperto ruoli politici e di governo di primo piano negli ultimi vent’anni, dichiari in televisione che il vero problema dell’Italia è la differenza tra Nord e Sud, e ciò dopo aver operato il più massiccio spostamento di risorse da Sud a Nord che la storia ricordi.
Ovviamente poi i problemi italiani sono sempre frutto di qualcosa che accade nel resto del mondo. L’Europa, i cinesi, gli indiani, l’11 settembre e ultimamente anche i francesi. Poco importa se tutti gli altri paesi si confrontano con gli stessi concorrenti e le stesse crisi e ne escono meglio e prima di noi.
C’è veramente da non raccapezzarsi più. Tagliamo i fondi per l’università e la ricerca e poi scopriamo che non sono stati spesi ingenti fondi europei destinati alle regioni del Sud, proprio su questi capitoli di spesa. Ci ripetono che non ci sono risorse per investimenti e poi leggiamo oggi sui giornali che un Governo che si definisce liberale risuscita l’IRI, e vuole tornare a fare l’azionista nelle aziende di mercato, a incominciare da Parmalat.
C’è da domandarsi se un bilancio che considera intoccabili le provincie e taglia sicurezza e cultura, sia lo specchio di un popolo vizioso o rappresenti, invece, il fallimento di una classe politica incapace di pensare al futuro.
Un sano equilibrio finanziario non si raggiunge solo con i tagli lineari che colpiscono i settori strategici, il “core business” dello Stato, né facendo confusione tra costi e investimenti.
Con tutte le tasse che paghiamo non possiamo sentirci dire che non ci sono risorse per la sicurezza.
Un problema con cui sono ormai alle prese tutte le democrazie avanzate, perché i cittadini si sentono ovunque più insicuri di fronte ai cambiamenti traumatici del mondo, e dunque chiedono più sicurezza.
Ma è pensabile che la sicurezza venga considerata come un costo superfluo? O non si tratta, invece, di un investimento indispensabile per la qualità della vita di tutti noi, così come per ogni attività economica?
Voi lo sapete meglio di altri: la sicurezza non è né di destra né di sinistra, né può diventare vittima di strumentalizzazioni o contrapposizioni ideologiche del tutto infondate.
Si tratta di una esigenza legittima e sempre più centrale delle nostre società. E come tale non può essere gestita solo in termini emergenziali, né può essere lasciata solo sulle spalle delle forze di sicurezza.
Ma deve essere pienamente condivisa dalla politica, in una logica matura e bipartisan, come una grande urgenza del nostro tempo. Perché questo è quello che i cittadini si aspettano dalle nostre istituzioni democratiche.
Dire queste cose, non è fare antipolitica, ma chiamarle con il loro nome. E, come ho detto, uno dei problemi dell’Italia è proprio che le voci della società civile si sono sempre più affievolite.
Anche per questo, due anni fa, insieme ad un gruppo di giovani e di amici provenienti da percorsi professionali diversi, abbiamo fondato Italia Futura. Siamo intervenuti nel dibattito pubblico con proposte sulla mobilità sociale, la scuola, i giovani, il fisco, la sanità e abbiamo cercato anche di richiamare la politica al rispetto degli impegni presi con i cittadini.
La risposta è sempre la stessa: se vuoi parlare di politica devi entrare in politica.
E se la situazione continua a peggiorare, se questo è lo spettacolo che offre la nostra classe politica, allora cresce veramente la tentazione di prenderli in parola.
Il messaggio che ci lanciano è: “puoi pagare le tasse, puoi investire e creare posti di lavoro ma la cosa pubblica è cosa nostra, territorio esclusivo e riservato per chi fa il politico di professione“.Per me questo ragionamento è inaccettabile.
Molti amici e colleghi imprenditori mi chiedono “Luca ma chi te lo fa fare ad esporti, la politica è una bestia pericolosa con cui confrontarsi”. A volte penso che abbiano ragione, in particolare quando dal nulla appaiono regole che sembrano fatte ad hoc per fermare o ritardare qualche investimento che porterà concorrenza e posti di lavoro.
Ma il problema è che se ognuno di noi continua a limitarsi a fare il proprio mestiere, rinunciando a far valere le proprie idee e opinioni, a essere cittadino, il paese rischia di andare a scatafascio. Anche come Presidente di Confindustria ho sempre detto che prima che come imprenditori, dobbiamo parlare da cittadini.
Ha ragione il vostro segretario, quando ricorda che “il bene comune è molto di più della somma delle singole parti”. Nessuno di noi può più permettersi di scindere le sorti individuali da quella della nostra comunità.
Per questo è venuto il momento di recuperare uno spazio nella discussione pubblica che, come cittadini, ci è stato tolto. Parlo di discussione, di idee, perché con le monetine e gli insulti nulla cambia mai per il meglio. In Italia lo abbiamo già sperimentato, ed è una lezione che dovremmo tenere bene a mente.
L’Italia ha raggiunto il punto di ebollizione.
Quando i politici flettono i bicipidi e scendono in guerra è perché hanno perso autorevolezza. Quando le aule parlamentari diventano il palcoscenico di una guerriglia politica che paralizza la nostra democrazia, tanto da far addirittura ipotizzare alla pubblica opinione un possibile scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, vuol dire che siamo arrivati al punto di non ritorno.
Sempre di più all’estero mi chiedono come è possibile che gli italiani accettino con rassegnazione questo stato di cose. Io credo che uno dei problemi siano le ripetute delusioni che si sono accompagnate ad ogni apparente rinnovamento dell’offerta politica negli ultimi vent’anni.
Berlusconi, che doveva fare la rivoluzione liberale, guida oggi un Governo che più neostatalista e protezionista non si può, e le tasse su imprese e cittadini sono ai massimi storici.
Il Partito Democratico, che poteva rappresentare la nascita di una sinistra riformista e moderna, è dilaniato da dibattiti interni senza fine, tanto che spesso non siamo in grado di capire quale sia la sua posizione sui principali argomenti.
La Lega, che era nata per tagliare burocrazia e sprechi, difende a spada tratta la conservazione di ogni poltrona pubblica su cui può mettere le mani, a iniziare dalle provincie.
Nell’ultima crisi di Governo, Berlusconi è stato salvato da due parlamentari del partito di Antonio Di Pietro, che tutti i giorni ci delizia con nuovi epiteti rivolti al premier.
Il minimo che si possa dire, in gergo imprenditoriale, è che c’è una certa confusione dal lato dell’offerta, e anche per questo l’astensione cresce a ogni tornata elettorale.
Pur guidato da una classe politica in gran parte fallita, il paese rimane sano in moltissime componenti pubbliche e private, e si colgono segnali di reazione ovunque nel paese.
Gli imprenditori vincono sui mercati, le donne chiedono più attenzione per i loro problemi, il mondo della cultura non accetta più di essere trascurato, gli operatori dello Stato continuano a combattere con grande successo la criminalità.
Persino nelle ovattate stanze del capitalismo cresce l’insofferenza per liturgie e rituali ormai sorpassati.
Le potenzialità sono intatte ma non riescono a esprimersi. Un mondo sempre più difficile e competitivo non si può affrontare giocando sempre in difesa, senza avere una strategia di sistema e un efficace gioco di squadra. Come si fa a pensare che il protezionismo possa essere una risposta per un paese che vive di export?
Ma chi credete che fornisca, ad esempio, la pelle lavorata ai grandi marchi del lusso francese se non i, tanti, straordinari, artigiani italiani?
Possibile che un Governo che doveva fare la rivoluzione liberale non capisca che piuttosto che difendere l’italianità di Parmalat e Bulgari il suo lavoro dovrebbe essere quello di creare le condizioni per far nascere altre 1.000 Bulgari e 1.000 Parmalat ?
Non si sente più parlare di crescita, concorrenza, semplificazione, e la parola sviluppo è sparita dal lessico del Governo. La politica economica è ormai allo sbando e si pensa solo a tamponare le emergenze.
L’Italia non ha più ne un baricentro ne una meta.
Come possiamo uscire da questa palude?
La prima cosa è non farsi scoraggiare, rifiutando l’apatia che talvolta sembra opprimerci. Dobbiamo ricominciare a far sentire la nostra voce con forza. Un brutto periodo si sta chiudendo. E’ ormai urgente un ricambio di forze fresche. Toccherà a tutte le componenti sane del paese, nella politica e nella società, occuparsi della fase di ricostruzione, che necessariamente si aprirà fra non molto.
Dobbiamo essere tutti pronti a dare un contributo per riedificare le “infrastrutture istituzionali”, citando una bella espressione usata dal vostro Segretario, che sono lesionate ma non abbattute. Una ricostruzione resa necessaria, non da una guerra, ma da troppi anni di non scelte. Coesione, unità di intenti, responsabilità, senso dello Stato e delle istituzioni, superamento di barriere ideologiche e partitiche.
Come ha recentemente ricordato il Cardinal Bagnasco, “L’Italia ha un estremo bisogno di ricomporsi, quasi raccogliendosi in se stessa, radunando le proprie energie migliori, per metterle tutte in circolo e produrre un passo in avanti”.
Se sapremo ritrovare il coraggio e l’orgoglio, ricominceremo a contare anche in Europa. Non è accettabile essere esclusi dalle decisioni sul conflitto in Libia, quando siamo noi a pagare il prezzo più alto. Fosse pure solo una conference call o una email. L’Italia non lo merita. Indipendentemente dal giudizio che ognuno di noi può avere su questo Governo.
Così come non è accettabile che le frontiere dell’Italia non siano considerate frontiere dell’Europa, con tutto ciò che ne consegue sul piano dell’aiuto che dobbiamo pretendere, nella gestione dell’emergenza profughi.
Tutto si può imputare al nostro paese, tranne che non abbia sempre servito con generosità e sacrificio in ogni missione internazionale.
Bisogna parlare al paese parlando del paese.
C’è bisogno di una leadership che dica la verità, che abbia il coraggio di decidere, di rianimare l’Italia, di aiutarla a riannodare il filo della sua storia e di ritrovare la sua identità e la fiducia in se stessa.
Ma soprattutto, dobbiamo ritrovare il gusto della sfida. Smettere di ascoltare chi ci racconta che il declino è inevitabile, attribuendone la responsabilità sempre a qualche minaccioso fenomeno globale, rispetto al quale poco o nulla possiamo fare. Rimanere tra le squadre di testa è l’obiettivo minimo che questo paese deve darsi.
Certe volte ti capita di perdere all’ultima gara o all’ultimo giro, ma l’importante è poter dire che si è combattuto fino alla fine. Io non credo che dobbiamo accontentarci di sentir ripetere che è un grande successo se non siamo finiti come la Grecia!!
Ma scherziamo! l’Italia è una delle grandi protagoniste dell’economia mondiale!
Vi rendete conto che è come se un imprenditore avesse come obiettivo quello di non fallire?
In vent’anni alla Ferrari non abbiamo mai rinunciato, fino all’ultimo secondo dell’ultima competizione. Spesso abbiamo vinto, tante volte abbiamo perso, ma sempre a testa alta.
Io credo che Italia sia come una Ferrari; una macchina straordinaria fatta per correre, per competere e per vincere. Non possiamo più permetterci di tenerla ferma ai box per paura di una sconfitta, dobbiamo rimetterla in moto; tutti insieme.
Emanuele Severino, Le fedi, follia dell’ Occidente | Antologia del Tempo che Resta
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: Geopolitica e Politica internazionale, religioni Lascia un commento »….
Cristianesimo e islam non sono dunque semplicemente due forme diverse e contrastanti di civiltà (non danno luogo a uno «scontro di civiltà»), ma affondano le loro radici nello stesso terreno, cioè appartengono entrambi al grande passato dell’ Occidente, cioè della stessa civiltà. Cristianesimo e islam sono certamente in contrasto; ma questo loro contrasto è la superficie di un contrasto radicalmente più profondo, dove cristianesimo e islam stanno dalla stessa parte, si trovano a combattere il comune nemico mortale, cioè l’ Europa moderna, sebbene, a un livello ancora più profondo, un’ «intima mano» unisca l’ Europa moderna al cristianesimo e all’ islam.
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da: Emanuele Severino, Le fedi, follia dell’ Occidente | Antologia del Tempo che Resta.
Le case di riposo in Italia, prima ricerca nazionale Auser sulle Case di Riposo, a cura di Francesco Montemurro, con la collaborazione di Marco Castelli, Daniele De Pretto, Giulia Farfoglia, Giulio Mancini, Nadia Natalucci
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: RSA Lascia un commento »C. Cecchini, N. Patriarca, Censimento 2011: nuove modalità organizzative e adempimenti degli Uffici comunali
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: LIBRI NEWS, Maggioli editore, Popolazione Lascia un commento »
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Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: adolescenza, alcolismo, dipendenze, Giovani, LIBRI NEWS, Maggioli editore, Tossicodipendenze Lascia un commento »| Novità aprile 2011 in offerta speciale on line |
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I GRUPPI DI MUTUO AIUTO Dare risorse al cittadino, ai servizi, alla comunità” – Fondazione Cecchini e Provincia di Milano
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: Gruppi di mutuo aiuto Lascia un commento »
per il 2011 abbiamo organizzato con la collaborazione della Provincia di Milano il corso:
“I GRUPPI DI MUTUO AIUTO Dare risorse al cittadino, ai servizi, alla comunità”
che fornirà ai partecipanti le conoscenze teoriche, gli strumenti di lavoro e le indicazioni per promuovere, facilitare e gestire i gruppi di mutuo-aiuto. La metodologia è interattiva e prevede esercitazioni e simulazioni a partire dalle situazioni di difficile risoluzione.
Il corso è di 9 giornate e inizierà giovedì 21 aprile.
Sono aperte le iscrizioni : saranno ammessi max.25 partecipanti, che risiedono od operano a Milano o nel territorio della provincia di Milano.
Dato i tempi sono brevissimi, preghiamo chi volesse iscriversi di inviare la scheda debitamente compilata al più presto a: fondazione@fondazionececchinipace.it e provvedere, solo successivamente all’ammissione, al versamento di € 30,00= alla Provincia di Milano.
Vi chiediamo inoltre, di aiutarci a diffondere questa iniziativa e con essa la cultura del self-help.
Grazie e cordiali saluti,
Pinuccia Galli
per info: 02.58310299
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Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali
Presidente della Fondazione Cecchini Pace
Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale
via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano
LUA libera università dell’autobiografia – venerdì 1 aprile 2011
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: LUA Lib. Univ. Autobiogr. Lascia un commento »Appuntamenti ad Anghiari
7-10 aprile – Klinè 10-11 – Lab. 3
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1748&Itemid=119
15-16 aprile – Simposio Agorà, tutte le informazioni su questo importante avvenimento.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1754&Itemid=79
16 aprile – Assemblea soci -
http://www.lua.it/files/2011/110416-AssembleaSoci.pdf
7-8 maggio – Anghiari – Convegno Re-inventare l’età matura. Tutte le informazioni su questo importante avvenimento.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2021&Itemid=79
Seminari 2011.
Alla pagina sottostante potete trovare l’elenco completo
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=category§ionid=4&id=13&Itemid=36
Le iscrizioni sono aperte basta collegarsi alla pagina con il modulo di iscrizione:
http://www.lua.it/index.php?option=com_performs&formid=3
8 aprile – M. Nardini – Specchiarsi nelle parole: la scrittura e la mediazione umanistica
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1797&Itemid=36
29 aprile – A. Ascari e B. Carmellini – Anche le cose si raccontano…
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1798&Itemid=36
29 aprile – Maria Rosaria Baldin – Altrodame: scrivere l’altro per trovare se stessi
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1799&Itemid=36
5 maggio – L. Zannini e M. Castiglioni “Scrivere l’esperienza di malattia…
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1800&Itemid=36
Nostos –> Anziani –> La scrittura degli anziani come momento di incontro tra culture.
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2019&Itemid=80
Nostos –> Felicità dello scrivere –> A Mimesis si gioca con la scrittura – Nuovi testi da leggere
http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1992&Itemid=105
Accademia del silenzio: Sul sito pubblicati tutti gli interventi audio della Prima Maratona del Silenzio che si è svolta a Milano presso la casa della cultura. Consultate il sito con sempre nuovi aggiornamenti:
http://www.lua.it/accademiasilenzio/
Gli immigrati di Lampeduse nelle regioni d’Italia – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: Geopolitica e Politica internazionale, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
oggi la ripartizione regionale andrà all’esame della Conferenza unificata Stato-Regioni-città. Si può allora calcolare per ogni regione il numero di rifugiati distribuiti per 100mila abitanti e si vedrà che effettivamente il Viminale ha usato un correttivo (non noto) rispetto al parametro popolazione residente (i dati sono quelli Istat aggiornati a novembre 2010).
Tra le regioni favorite da questa correzione c’è sicuramente la Lombardia che, rispetto alla media nazionale di 84,7 immigrati accolti per 100 mila abitanti, ha un dato di 83,7. È il dato più basso tra quelli della grandi regioni. La Puglia, altra regione al centro delle polemiche, è dentro la fascia media fra 84 e 86: con 85,6 è la terza regione meridionale dopo Molise (93,8) e la Campania (85,7).
Otto regioni rientrano nella fascia media mentre cinque stanno sopra 86 e cinque sotto 84. Oltre alla Lombardia va bene all’Emilia-Romagna del presidente dei governatori Errani (83,5), le Marche (83,1), il Lazio (83,8), la Sardegna (83,6) e la Val d’Aosta che con 78 è nettamente la meno coinvolta dopo l’Abruzzo che non avrà nessun rifugiato.
Le regioni penalizzate nel rapporto rifugiati/popolazione sono tutte piccole: oltre al Molise, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Umbria.
da: Chi guadagna e chi perde tra le Regioni con il piano immigrati – Il Sole 24 ORE.





