M.C. GUERRA, A. ZANARDI (a cura di), La finanza pubblica italiana

M.C. GUERRA, A. ZANARDI (a cura di)

La finanza pubblica italiana

Rapporto 2011. Un bilancio del primo decennio 2000

Collana “Studi e Ricerche”

pp. 304, DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
978-88-15-15055-4
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 16/06/2011

Copertina 15055

Volumi – M.C. GUERRA, A. ZANARDI (a cura di), La finanza pubblica italiana.


Comune di Bologna, Newsletter Disabilità, n.116, maggio 2011

E’ disponibile dalla pagina
http://informa.comune.bologna.it/iperbole/sportellosociale/documenti/3460/

il numero 116, maggio 2011 della Newsletter Disabilità, con 22 nuove
notizie

In questo numero
- vacanze disabili, secondo bando
- referendumo del 13-13 giugno
- da IKEA cucine accessibili
- i nuovi referenti per la disabilità all’Agenzia delle entrate
- un vademecum per la dichiarazione redditi
- cambiano le regole per i Contributi al trasporto
- 4 nuove news sulla invalidità civile
- nasce l’IRCCS delle scienze neurologiche di Bologna
- Alto Adige: 45 itinerari senza barriere in montagna


Nord e Sud a 150 anni dall’Unità d’Italia, 30 maggio alla Camera dei Deputati, SVIMEZ

Si è svolta il 30 maggio alla Camera dei Deputati la Giornata di Studi su “Nord e Sud a 150 anni dall’Unità d’Italia”, dedicata alla presentazione delle iniziative promosse dalla SVIMEZ per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. L‘Italia dopo 150anni viaggia ancora a due velocità, ma al Nord serve un’accelerazione del Sud.
Dal 1861 al 2010 il Pil del Mezzogiorno, a prezzi costanti, è cresciuto di 18 volte, anche grazie agli interventi degli anni ’60. Ma allo stesso tempo anche il divario con il Centro-Nord e’ aumentato, soprattutto a causa della carenza di occupazione.
Questi dati sono presenti nel volume ’150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011′ dove si evidenzia che il Nord da solo non cresce e che il Sud puo’ fare da traino all’intero Paese.

- numero speciale della Rivista giuridica del Mezzogiorno, trimestrale della SVIMEZ dedicato a “Federalismo e Mezzogiorno a 150 anni dall’Unità d’Italia”.

Pubblicazioni: “150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011”, , pubblicati dall’editore Il Mulino, e “Le Università del Mezzogiorno nella storia dell’Italia unita. 1861-2011”

Indice del volume “150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011″
Saluto del Consigliere Antonio Maccanico
Intervento del Presidente Emerito Nino Novacco

Intervento del Presidente Adriano Giannola

Newsletter n. 1808 del martedì 31 maggio 2011.


Eurostat, Istat: dati su disoccupazione

Eurostat, Istat: dati su disoccupazione

Leggero calo inflazione in Europa

(regioni.it) Secondo la stima dell’Istituto di statistica europeo (Eurostat) l’inflazione in area euro è scesa al 2,7%, mentre in aprile il tasso era stato del 2,8%. Quindi c’è stato un leggero calo dell’inflazione europea su base mensile.
Leggero calo anche per i tassi
di disoccupazione in Europa. L’ufficio europeo di statistica indica infatti un tasso del 9,4% ad aprile, quando a marzo era del 9,5%. Secondo le stime Eurostat i disoccupati nell’Unione europea ad aprile erano 22,547 milioni, di cui 15,529 milioni nella zona dell’euro. Rispetto allo stesso mese del 2010, la disoccupazione ha visto un calo di 702.000 unita’ nell’Unione europea e di 457.000 nella zona dell’euro.

SEASONALLY ADJUSTED NUMBER OF UNEMPLOYED (in millions)

Apr 2010

Oct 2010

Nov 2010

Dec 2010

Jan 2011

Feb 2011

Mar 2011

Apr 2011

EA17

15.986

15.943

15.815

15.708

15.712

15.659

15.644

15.529

EU27

23.249

23.152

22.995

22.931

22.884

22.753

22.712

22.547

Il Paese con il tasso piu’ elevato resta la Spagna con il 20,7% di disoccupati, mentre Olanda e Austria con il 4,5% hanno il piu’ basso numero di senza lavoro.
Su base annua, il tasso di disoccupazione e’ diminuito in 17 Stati membri, aumentato in nove e rimasto stabile in Lussemburgo. Il piu’ forte rialzo e’ stato registrato in Grecia (dal 10,2% al 14,1%).
Quanto alla disoccupazione giovanile, i senza lavoro minori di 25 anni nella zona dell’euro in aprile erano il 19,6% e nell’Unione europea il 20,3%. Il tasso piu’ elevato resta in Spagna con il 44,4%. L’Italia supera la media Ue con il 28,5%.
Secondo gli ultimi dati Istat la disoccupazione cala all’8,1% ad aprile, dall’8,3% di marzo, scendendo cosi’ di 0,2 punti percentuali. L’Istat rileva su base annua una diminuzione di 0,6 punti percentuali.
Il tasso di disoccupazione ad aprile e’, spiega l’Istat, il piu’ basso dall’agosto del 2009. Nella fascia 15-24 anni, ad aprile il valore e’ calato al 28,5% dal 28,6% di marzo. Ad aprile si contano anche 71 mila occupati in meno (-0,3%) rispetto a marzo e il tasso di occupazione e’ pari al 56,9%, in calo di 0,2 punti percentuali su base mensile e annua.

Newsletter n. 1808 del martedì 31 maggio 2011.


Donatella Della Porta, LA CRISI DEL SISTEMA POLITICO E LE DIFFICOLTÁ DELLA RAPPRESENTANZA Nell’ambito dell’iniziativa Cento + 50. E poi?, organizzata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana e dalla Società per lo Studio della Storia Contemporanea in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, martedì 24 maggio alle ore 17.30 a Roma presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica


Michele Salvati, LA CRISI DEL SISTEMA POLITICO E LE DIFFICOLTÁ DELLA RAPPRESENTANZA Nell’ambito dell’iniziativa Cento + 50. E poi?, organizzata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana e dalla Società per lo Studio della Storia Contemporanea in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, martedì 24 maggio alle ore 17.30 a Roma presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica


Onore al merito: auguri al sindaco di Milano Giuliano Pisapia e pro-memoria sulla sua coalizione nel 1998

il 9 Ottobre del 1998 il partito della Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti fece cadere il primo Governo Prodi.

Questa la cronaca di quell’evento istituzionale che ha condizionato tutta la politica italiana dei successivi 15 anni.

La Camera nega al Governo la fiducia chiesta da Romano Prodi per battere la opposizione (interna alla sua coalizione) di Fausto Bertinotti e Rifondazione comunista alla manovra economica. Prodi si dimette.

I


Gli scambi interuniversitari in ambito internazionale: Come valorizzare l’esperienza interculturale nei programmi di mobilità per studenti, docenti e personale tecnico amministrativo, INCONTRO 7 giugno Aula Rodolfi (Rettorato 4 piano, edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo n.1

UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA

Gli scambi interuniversitari in ambito internazionale: Come valorizzare l’esperienza interculturale nei programmi di mobilità per studenti, docenti e personale tecnico amministrativo

INCONTRO

7 giugno Aula Rodolfi

(Rettorato 4 piano, edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo n.1)

9.30           Apertura lavori

Marialuisa Lavitrano (Delegata dal Rettore per le relazioni internazionali, UNIMIB)

9.40             Introduzione

Antonio de Lillo (Preside Facoltà di Sociologia, UNIMIB)

9.50               Esperienze di internazionalizzazione

9.51               Alberto Giasanti (UNIMIB) e Paolo Trivellato (UNIMIB)

10.15           El papel de las universidades en las relaciones entre América Latina y Europa

Manuel  Valle Fasco (Rettore Università di Sancti Spiritus, Cuba)

11                     Coffee break

11. 20   International exchanges for developing global citizenship: the role of intercultural

learning

Milton Bennett (Direttore dell’Intercultural Development Research Institute, OR USA)

12.10    La mobilità internazionale: i dati dell’Università di Milano-Bicocca

Agnese Cofler (Responsabile settore affari internazionali, UNIMIB)

12.30           Discussione

13.15    Ricerche e buone pratiche sull’esperienza di scambio all’estero: un valore per individui

e istituzioni

Ida Castiglioni (Docente di Comunicazione interculturale, UNIMIB)

13.45    Fine lavori


Esiste la Famiglia Naturale ?, Patrizia Borsellino, Valeria Pocar, Francesco Bilotta, Michele Saporiti


Nando Pagnoncelli: evocare paure non paga – News – Famiglia Cristiana

….

Nelle nostre ricerche da tempo rileviamo segnali di disaffezione dalla politica. E non solo legati alla contrapposizione destra – sinistra. E’ fortemente percepita dai cittadini la difficoltà della politica a dare risposte a problemi concreti emersi in modo anche drammatico con la crisi economica. Primo fra tutti l’occupazione. Tra chi ha perso o rischia di perdere il lavoro, ma anche, per esempio, tra le donne. Oppure tra i giovani che non studiano e non lavorano, che secondo l’Istat sono oltre un milione, e quelli che paiono condannati al precariato.

Una politica lontana dalle persone…
In questo contesto generale anche una politica che gioca una campagna elettorale con toni aggressivi del tutto fuori luogo. E su temi lontani dalla gente, come la giustizia. L’evocazione delle paure – Milano come zingaropoli, come Stalingrado, come città musulmana – non è una risposta ai bisogni dei cittadini.

….

leggi tutto: Pagnoncelli: evocare paure non paga – News – Famiglia Cristiana.


Lettere sulla politica locale: Paolo Ferrario risponde a una amica, organizzatrice delle politiche dei servizi educativi

mah, questa volta ero molto pessimista sull’esito delle elezioni del sindaco di milano. questo risultato mi è arrivato inaspettato.
beh, ieri sera ero contenta.. mi sembra che vogliano bene a pisapia.. mi farebbe molto piacere conoscere il tuo pensiero..
vi ricordo sempre
ciao
buona giornata
… [una organizzatrice delle politiche educative nella città di milano)
RISPOSTA
ciao, mia cara ….

anch’io sono contento
a milano alla primarie non avrei votato pisapia (come sai ho il dente avvelenato con i rifondaroli comunisti: http://polser.wordpress.com/2011/05/13/riformista-e-moderato-cosi-giuliano-pisapia-fece-cadere-il-primo-governo-prodi/)
però giudico il berlusconismo un cancro della storia italiana  e per le istituzioni
per cui il fatto che sia stato sconfitto dal voto è per me MOLTO POSITIVO
sono anche convinto che pisapia sarà un sindaco migliore della moratti, che in questi anni ha dissipato spesa locale in consulenze familistiche e favorito gruppi economici già redditieri e non portatori di benessere sociale.
purchè riesca a contenere le pulsioni violente ed intolleranti dei centri sociali e della sinistra rancorosa e vendicativa. e il comizietto di quello stronzo di vendola non lascia presagire nulla di buono
lo vedremo alla sfida del governo. sfida che finora le coalizioni della sinstra rancorosa hanno sempre perso
però è terribile: LE DUE ESTREME (centrodestra berlusconiano e centrosinistra ad egemonia comunista) sono entrambe deboli sulle sfide problematiche del futuro
un abbraccio e un caro saluto
paolo ferrario


Gabriele De Ritis diffonde nella sua rete Politica dei Servizi Sociali di Paolo Ferrario – da Appunti e Idee

Politica dei Servizi Sociali di Paolo Ferrario

Politica dei Servizi Sociali di Paolo Ferrario – in Appunti e Idee di Gabriele De Ritis.


Le strategie per la promozione della salute nell’anziano del Piano Sociale e Sanitario Regionale, Regione Emilia Romagna

Raffaele Fabrizio, Regione Emilia Romagna – Assessorato politiche per la salute:


Regione Lombardia: 63 milioni di euro in più per le politiche sociali. gli stanziamenti 2011 sono sugli stessi livelli dello scorso anno, dopo che i tagli imposti a seguito della crisi economica internazionale avevano ridotto drasticamente i fondi per le categorie più deboli

La Giunta Formigoni mette in campo quasi 63 milioni di euro in più per le politiche sociali e salva, unico governo regionale in Italia, il welfare lombardo 2011 dalla mannaia imposta dalla crisi economica internazionale. Il “miracolo”, annunciato dal presidente Formigoni e dall’assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli, è frutto di un impegno di tutti gli assessori regionali “che hanno condiviso – ha spiegato Formigoni – la centralità della persona come criterio chiave della nostra visione politica”. 
E così gli stanziamenti 2011 sono sugli stessi livelli dello scorso anno, dopo che i tagli imposti a seguito della crisi economica internazionale avevano ridotto drasticamente i fondi per le categorie più deboli. Con grande soddisfazione delle numerose e importanti associazioni del terzo settore impegnate su questo fronte, del sindacato, degli enti locali (Anci).

Ecco in dettaglio le voci: 
- Fondo Sociale: 70 milioni, 30 in più rispetto alla previsione iniziale che era di 40; 
- Politiche per la Famiglia: 16 milioni, 9,5 in più rispetto ai 6,5 iniziali; 
- Politiche di Conciliazione: 10 milioni, in precedenza non erano previsti fondi; 
- Attività sociale degli oratori: 2,7 milioni (mentre inizialmente non erano previste risorse); 
- Aiuto all’alimentazione: 700.000 euro da destinare al Banco Alimentare che, muovendo cibo e derrate per un totale di 20 milioni di euro l’anno, distribuisce alimenti a circa 600 organizzazioni; 
- Fondo Nasko: 5 milioni (anche qui non erano previste risorse) per sostenere economicamente le mamme che decidono di rinunciare all’interruzione di gravidanza; – Cooperazione allo sviluppo: 2,8 milioni (non erano disponibili fondi); 
- Reinserimento sociale dei detenuti: 2 milioni euro (zero risorse previste inizialmente). A queste nuove risorse vanno poi aggiunte quelle deliberate la settimana scorsa dalla Giunta che ha stanziato per l’assistenza domiciliare altri 40 milioni oltre ai 90 già previsti.

“Nonostante i gravi tagli imposti alle Regioni e in particolare alla Lombardia che ha dovuto rinunciare a 1 miliardo e 400 milioni di euro – ha sottolineato il presidente Formigoni – siamo riusciti a riportare i fondi destinati alle politiche sociali agli stessi livelli dello scorso anno, grazie al lavoro dell’intera Giunta regionale, degli assessori, del presidente e delle associazioni con cui abbiamo voluto condividere le modalità e la ripartizione delle risorse”. “Da sempre – ha proseguito il presidente Formigoni – poniamo al centro della nostra politica la persona, la famiglia, i bisognosi, orientando le nostre azioni in un’ottica di politica sussidiaria che ci ha permesso di valorizzare lo straordinario e formidabile impegno di chi lavora come volontario nelle associazioni”.

Soddisfatti gli esponenti delle associazioni che hanno apprezzato il lavoro della Giunta regionale della Lombardia e del presidente Formigoni che ha mantenuto gli impegni assunti ancora non più tardi di una settimana fa, in occasione della manifestazione dei disabili organizzata nel piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano. 
“Ho scritto al ministro del Welfare Sacconi – ha aggiunto il presidente – per informarlo delle decisioni assunte da Regione Lombardia, manifestando anche il nostro forte invito al Governo a lavorare nella stessa direzione, ossia a ripensare e ridurre i tagli alle politiche sociali”. Ulteriore invito è stato rivolto al ministro degli Esteri Franco Frattini a “definire un Accordo Quadro per la Cooperazione internazionale in modo che si possano ottimizzare le risorse”.
“In Lombardia – ha detto l’assessore Boscagli – ci sono 3.000 oratori, pari al 50% di quelli presenti in Italia e 57.000 posti in RSA, la metà circa di quelli disponibili a livello nazionale: quindi metà del welfare nazionale. E’ doveroso che i tagli apportati dal Governo alle politiche sociali tengano conto di questa realtà. Le nuove risorse destinate a questo settore premiano anche l’idea di assistere le donne che rinunciano all’aborto e fanno nascere i figli: con il Fondo Nasko siamo arrivati in un solo anno di attività ad aver salvato 1.000 vite, un risultato decisamente incoraggiante”. 
Oltre all’apprezzamento del presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), Fulvio Santagostini, di don Edoardo Algeri (Federazione Lombarda Centri Assistenza alla Famiglia) e di don Pierluigi Codazzi (delegato per gli oratori) la decisione della Regione ha ricevuto un convinto sostegno anche da Gigi Petteni, segretario Cisl Lombardia: “E’ stata fatta una scelta fondamentale per il futuro della Lombardia – ha detto – perché con azioni di questo tipo si mantiene la coesione sociale e si costruiscono energie positive per lo sviluppo”. Secondo Mario Melazzini, presidente (AISLA) Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, “Regione Lombardia risponde concretamente con i fatti privilegiando il bisogno e ascoltandolo: i consistenti fondi destinati all’assistenza domiciliare permetteranno alle persone fragili di essere accudite a casa ed essere protagoniste del loro percorso di vita”. 
Anche ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), rappresentata da Giacomo Bazzoni, che è anche presidente della commissione welfare nazionale, ha elogiato un “risultato stupendo”, condividendo lo stesso entusiasmo di Lele Pinardi (Associazione Colomba, cooperazione internazionale) e di Paola Bonzi, Centro Aiuto alla Vita della Mangiagalli.

Regione :: Formigoni: il welfare 2011? Indenne dai tagli.


Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, i servizi, Jesi, 10 giugno 2011, Ore 9.00 – 13.00

Seminario di approfondimento

Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, i servizi

Obiettivi e contenuti. I problemi connessi con la riduzione dei finanziamenti per interventi e servizi sociali e sociosanitari rischiano di far trascurare i temi dell’integrazione delle persone con disabilità nella società, dei crescenti rischi di istituzionalizzazione, della qualità dei servizi. Il pericolo, impegnati nella resistenza, è quello di non avere tempo di analizzare le evoluzioni, le necessità, le strade cui ci si incammina. Parlare di diritti, di servizi rispondenti ai bisogni, di qualità degli interventi è oggi decisamente fuori moda. Porre l’esigenza della necessità di un maggiore impegno finanziario sembra ai più, il vaneggiamento di mitomani. Intanto il ritorno alla logica della beneficenza appare essere molto più di una minaccia. Riteniamo, invece, irrinunciabile continuare a riflettere e confrontarsi su questioni importanti che richiedono un ult eriore approfondimento. In questa prospettiva proponiamo un ciclo di incontri con l’obiettivo di analizzare tre temi che, sulla scorta della nostra esperienza, ci paiono di estremo rilievo. Da un lato, l’analisi della situazione, dall’altro mantenere alto il profilo della proposta e della riflessione.


Lavoro educativo e progetto di vita nella disabilità intellettiva

Jesi, 10 giugno 2011, Ore 9.00 – 13.00

Perché è necessario investire sul lavoro educativo? Il progetto educativo ha come riferimento il progetto di vita?  Quanto è importante la qualificazione degli operatori? Come si contrasta la sempre più forte richiesta di sostituire al lavoro educativo quello assistenziale? C’è solo una motivazione economica o anche la difficoltà in molti territori di esercitare adeguatamente questa funzione? Come si pone l’intervento educativo di fronte al progressivo invecchiamento delle persone con disabilita?

Si confrontano

Lucio Cottini, Docente di Didattica e Pedagogia Speciale, Università di Udine

Mario Paolini, pedagogista e formatore, Venezia

Ampio spazio avrà il confronto con i partecipanti


vedi il programma  www.grusol.it/eventi/seminari2011.pdf


Prodromi del nuovo ciclo: una cinquantina di militanti di centri sociali milanesi aveva inscenato una manifestazione davanti alla casa dell’ex assessore alla Sicurezza ed ex vice sindaco di Milano

Ore 22,44. Pisapia: impedite a chiunque di rovinare la festa
Dal palco di piazza Duomo il neosindaco di Milano Pisapia ha voluto in chiusura anche flanciare un appello alla calma perché nessuno rovini la festa di questa sera. «Ho avuto notizie – ha detto – che sotto casa dell’ex vice sindaco ci sono state un po’ di scaramucce. Vi prego, noi vogliamo fare una bella politica. Impedite a chiunque di rovinare la nostra festa». In serata una cinquantina di militanti di centri sociali milanesi aveva inscenato una manifestazione davanti alla casa dell’ex assessore alla Sicurezza ed ex vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato

Pisapia sindaco di Milano: sconfitto un esercito con pochi soldi e tanta passione – Il Sole 24 ORE.


Comune di NAPOLI – Elezioni comunali del 29 e 30 maggio 2011 – II turno – Ministero dell’Interno

Comune: NAPOLI

Comune superiore a 15.000 abitanti

Elettori 812.450
Votanti I turno 490.142 60,32%
Votanti II turno 410.907 50,57%
Sezioni scrutinate 886 su 886

Candidati sindaco e liste II turno
Voti
% I turno
Voti
% Seggi
DE MAGISTRIS LUIGI
eletto 264.730 65,37 128.303 27,52
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 33.320 8,12 15
LISTA CIVICA - NAPOLI E' TUA LISTA CIVICA – NAPOLI E’ TUA 18.902 4,61 8
RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUN.  ITALIANI RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUN. ITALIANI 15.008 3,66 6
PARTITO DEL SUD PARTITO DEL SUD 1.292 0,31 -
Totale 68.522 16,71 29
LETTIERI GIOVANNI DETTO GIANNI
140.203 34,62 179.575 38,52
IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 97.752 23,84 7
FORZA DEL SUD - ALTRI FORZA DEL SUD – ALTRI 21.428 5,22 1
LIBERTA'  E AUTONOMIA NOI SUD LIBERTA’ E AUTONOMIA NOI SUD 14.658 3,57 1
LISTA CIVICA - LIBERI LISTA CIVICA – LIBERI 12.571 3,06 1
I POPOLARI DI ITALIA DOMANI I POPOLARI DI ITALIA DOMANI 8.881 2,16 -
LISTA CIVICA - INSIEME PER NAPOLI P.PENS-PAS-UPC-LG.S.AUSONIA LISTA CIVICA – INSIEME PER NAPOLI P.PENS-PAS-UPC-LG.S.AUSONIA 6.776 1,65 -
PRI PRI 5.976 1,45 -
LA DESTRA LA DESTRA 4.567 1,11 -
LISTA CIVICA - GIOVANI IN CORSA LISTA CIVICA – GIOVANI IN CORSA 3.089 0,75 -
ALLEANZA DI CENTRO ALLEANZA DI CENTRO 1.061 0,25 -
TERZO POLO DI CENTRO - DEM.CRISTIANA TERZO POLO DI CENTRO – DEM.CRISTIANA 142 0,03 -
Totale 176.901 43,15 10
MORCONE MARIO
89.280 19,15
PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO 68.018 16,59 4
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 16.283 3,97 -
LISTA CIVICA - LE COMPETENZE PER NAPOLI LISTA CIVICA – LE COMPETENZE PER NAPOLI 5.251 1,28 -
CEN-SIN(LS.CIVICHE) - SOCIALISTI LAICI ECOLOGISTI VERDI CEN-SIN(LS.CIVICHE) – SOCIALISTI LAICI ECOLOGISTI VERDI 3.431 0,83 -
Totale 92.983 22,68 4
PASQUINO RAIMONDO
45.449 9,74
UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO 21.355 5,20 1
FUTURO E LIBERTA' FUTURO E LIBERTA’ 13.807 3,36 1
ALLEANZA PER L'ITALIA ALLEANZA PER L’ITALIA 6.003 1,46 -
LISTA CIVICA - LA CITTA' LISTA CIVICA – LA CITTA’ 5.904 1,44 -
Totale 47.069 11,48 2
MASTELLA MARIO CLEMENTE
10.124 2,17
U.D.EUR POPOLARI U.D.EUR POPOLARI 10.189 2,48 -
LISTA CIVICA - MASTELLA PER NAPOLI LISTA CIVICA – MASTELLA PER NAPOLI 905 0,22 -
Totale 11.094 2,70 -
FICO ROBERTO
6.441 1,38
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 7.203 1,75 -
DI MONDA RAFFAELE
3.568 0,76
LISTA CIVICA - PIN PROGRAMMA INNOVAZIONE NAZIONALE LISTA CIVICA – PIN PROGRAMMA INNOVAZIONE NAZIONALE 2.554 0,62 -
LISTA CIVICA - INSORGENZA CIVILE LISTA CIVICA – INSORGENZA CIVILE 1.024 0,24 -
Totale 3.578 0,87 -
LAMBERTI VITTORIO
1.612 0,34
LISTA RAUTI LISTA RAUTI 954 0,23 -
FORMISANO CIRO
980 0,21
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 813 0,19 -
MARZIALE GIUSEPPE
842 0,18
LISTA CIVICA - NAPOLI NON SI PIEGA LISTA CIVICA – NAPOLI NON SI PIEGA 778 0,18 -
Totale voti candidati sindaco II turno 404.933
Schede bianche II turno 1.321 0,32%
Schede nulle II turno 4.645 1,13%
Schede contestate e non assegnate II turno 8 0,00%
Totale voti candidati sindaco I turno 466.174
Totale voti liste I turno 409.895
Schede bianche I turno 7.634 1,55%
Schede nulle I turno 16.226 3,31%
Schede contestate e non assegnate I turno 108 0,02%
Totale seggi liste 45
Seggi spettanti consiglio 48

Comune di NAPOLI ( NAPOLI ) – Elezioni comunali del 29 e 30 maggio 2011 – II turno – Ministero dell’Interno.


Comune di MILANO – Elezioni comunali del 29 e 30 maggio 2011 – II turno – Ministero dell’Interno

Comune: MILANO

Comune superiore a 15.000 abitanti

Elettori 996.400
Votanti I turno 673.185 67,56%
Votanti II turno 671.417 67,38%
Sezioni scrutinate 1.251 su 1.251

Candidati sindaco e liste II turno
Voti
% I turno
Voti
% Seggi
PISAPIA GIULIANO
eletto 365.657 55,10 315.862 48,04
PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO 170.551 28,63 20
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 28.016 4,70 3
LISTA CIVICA - MILANO CIVICA LISTA CIVICA – MILANO CIVICA 22.995 3,86 2
RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUN.  ITALIANI RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUN. ITALIANI 18.467 3,10 2
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 15.145 2,54 1
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO LISTA MARCO PANNELLA – EMMA BONINO 10.215 1,71 1
VERDI ECOLOGISTI VERDI ECOLOGISTI 8.165 1,37 -
LISTA CIVICA - MILLY MORATTI PER PISAPIA LISTA CIVICA – MILLY MORATTI PER PISAPIA 7.940 1,33 -
Totale 281.494 47,26 29
BRICHETTO ARNABOLDI LETIZIA DETTA LETIZIA MORATTI
297.874 44,89 273.401 41,58
IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 171.222 28,74 11
LEGA NORD LEGA NORD 57.403 9,63 4
LISTA CIVICA - MILANO AL CENTRO LISTA CIVICA – MILANO AL CENTRO 14.532 2,43 1
LISTA CIVICA - IO AMO MILANO IO AMO L'ITALIA LISTA CIVICA – IO AMO MILANO IO AMO L’ITALIA 3.050 0,51 -
LISTA CIVICA - PROGETTO MILANO MIGLIORE LISTA CIVICA – PROGETTO MILANO MIGLIORE 3.022 0,50 -
PENSIONI E LAVORO PENSIONI E LAVORO 1.840 0,30 -
LA DESTRA LA DESTRA 1.721 0,28 -
UNIONE ITALIANA UNIONE ITALIANA 1.632 0,27 -
LISTA CIVICA - GIOVANI PER L'EXPO LISTA CIVICA – GIOVANI PER L’EXPO 1.208 0,20 -
NUOVO PSI NUOVO PSI 1.029 0,17 -
I POPOLARI DI ITALIA DOMANI I POPOLARI DI ITALIA DOMANI 713 0,11 -
ALLEANZA DI CENTRO ALLEANZA DI CENTRO 405 0,06 -
Totale 257.777 43,28 16
PALMERI MANFREDI
36.471 5,54
LISTA CIVICA - NUOVO POLO PER MILANO LISTA CIVICA – NUOVO POLO PER MILANO 16.015 2,68 -
UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO 11.313 1,89 -
Totale 27.328 4,58 -
CALISE MATTIA
21.228 3,22
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 20.438 3,43 -
PAGLIARINI GIANCARLO
4.229 0,64
LEGA PADANA LOMBARDIA LEGA PADANA LOMBARDIA 2.047 0,34 -
LISTA CIVICA - PER IL FEDERALISMO LISTA CIVICA – PER IL FEDERALISMO 1.112 0,18 -
Totale 3.159 0,53 -
MANTOVANI MARCO
2.366 0,35
FORZA NUOVA FORZA NUOVA 2.088 0,35 -
DE ALBERTIS CARLA
1.804 0,27
LISTA CIVICA - LA TUA MILANO LISTA CIVICA – LA TUA MILANO 1.447 0,24 -
FATUZZO ELISABETTA
1.613 0,24
PART.PENS. PART.PENS. 1.461 0,24 -
MONTUORI FABRIZIO
405 0,06
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 393 0,06 -
Totale voti candidati sindaco II turno 663.531
Schede bianche II turno 2.560 0,38%
Schede nulle II turno 5.279 0,78%
Schede contestate e non assegnate II turno 47 0,00%
Totale voti candidati sindaco I turno 657.379
Totale voti liste I turno 595.585
Schede bianche I turno 5.257 0,78%
Schede nulle I turno 10.335 1,53%
Schede contestate e non assegnate I turno 214 0,03%

Comune di MILANO ( MILANO ) – Elezioni comunali del 29 e 30 maggio 2011 – II turno – Ministero dell’Interno.


Elezioni amministrative del 29 e 30 maggio 2011 – II turno – Ministero dell’Interno

Comunali

Affluenza alle urne
(Lunedi’ ore 15:00)
Comuni:
84 su 84
Percentuale votanti:
60,12%
I Turno:
68,58%
Scrutinio
Sezioni pervenute
Sindaco:
4.830 su 4.830
mappa italia

Elezioni amministrative del 29 e 30 maggio 2011 – II turno – Ministero dell’Interno.


Pacchetto sicurezza e immigrazione clandestina – GIOVANNA SAVORANI – G. Giappichelli Editore

PACCHETTO SICUREZZA E IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

I riflessi sull’attività della pubblica amministrazione. Atti del Convegno organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza (Genova, 29 gennaio 2010)


2011 – pp. XII-220 – € 21,00 – ISBN 978-88-348-1681-3

Collana del corso di laurea in servizio sociale Facoltà di Giurisprudenza – Università di Genova – 08


Il volume raccoglie gli Atti del Convegno organizzato a Genova il 29 gennaio 2010 dalla Facoltà di Giurisprudenza, Corso di Laurea in Servizio Sociale, con il contributo dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CROAS Liguria e CNOAS). I relatori hanno analizzato l’impatto del c.d. pacchetto sicurezza sulla fruizione da parte degli stranieri irregolari di alcuni pubblici servizi, soffermandosi in particolare sulle questioni in materia di sanzioni penali, matrimonio, dichiarazione di nascita e di riconoscimento di figlio naturale, servizi scolastici, sociali, sanitari, di cura e riabilitazione da malattie mentali o tossicodipendenze. La posizione giuridica degli stranieri risulta frammentata in un «soqquadro normativo» che amplia la discrezionalità ed anche la responsabilità dei singoli operatori. I contributi qui raccolti indicano principi e linee di comportamento rispettose dei diritti fondamentali dello straniero e conformi ai principi deontologici delle professioni di cura e aiuto alla persona. Si tratta di indicazioni particolarmente utili nell’attuale emergenza di esodi massicci di migranti dal nord Africa e che sono attuali nonostante alcuni disposti del pacchetto sicurezza siano ormai inapplicabili a seguito dell’entrata in vigore, il 25 dicembre 2010, della dir. 2008/115/CE, sul rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare.
Introduzione (G. Savorani). IL QUADRO NORMATIVO. Cittadinanza locale, leggi nazionali, principi europei: il (soq)quadro normativo sulla posizione degli stranieri (P. Martinelli). Le novità introdotte dal «pacchetto sicurezza» nel T.U. sull’immigrazione (I. Fanlo Cortés). I reati degli immigrati. Criminalizzazione di massa o bolla mediatica? (P. Pisa). Profili di responsabilità penale dell’operatore sociale (A. Peccioli). Atti di stato civile e rapporti di filiazione nella nuova disciplina (G. Ferrando). Il matrimonio dello straniero e la regolarità del soggiorno (L. Lenti). Servizi pubblici, esibizione del permesso di soggiorno ed eventuale obbligo di denuncia (E. Fiorini). I PROBLEMI APPLICATIVI. I limiti della legge n. 94/2009 al matrimonio dello straniero nella pratica dell’ufficiale di stato civile (R. Calvigioni). Integrazione scolastica degli alunni con cittadinanza non italiana e pacchetto sicurezza (C. Nosenghi). Risvolti applicativi del pacchetto sicurezza nell’attività dell’ufficio immigrazione della Questura di Genova (M.R. Cardillo). L’incidenza del pacchetto sicurezza sull’azione professionale dei servizi sociali (L. Riccio). Alcune difficoltà applicative della Legge n. 94/2009 per i servizi sociali (M. Maimone). Immigrazione e salute: il compito dell’operatore sanitario tra deontologia, mediazione culturale e rispetto del T.U. sull’immigrazione (C. Culotta). Ambulatorio per immigrati irregolari: l’esperienza degli operatori socio-sanitari della ASL 4 (L. Morbelli). Immigrazione e dipendenza: i servizi sociali tra diritto e diritti (R. D’Alessandro). Il pacchetto sicurezza nel contesto sociale e politico recente. Note sull’attività di ricerca socio-criminologica a carattere locale (S. Padovano).

Pacchetto sicurezza e immigrazione clandestina – GIOVANNA SAVORANI – G. Giappichelli Editore.


Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione

Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura.

17 giugno 2011. Sala Congressi Borsa, via Ravizza, 10 Novara.

Lavorando con i familiari degli ospiti, durante la fase di accoglienza, emerge chiaramente quale sia il modo in cui la società guarda le strutture residenziali per anziani (RAA, RAF, RSA).
Sono luoghi nei quali si crede di operare un “colpevole abbandono” nei confronti del proprio caro.
Concepire questi ambienti nel modo appena descritto, porta con sé l’effetto di renderli alternative impensabili, vere e proprie “catastrofi” da evitare ad ogni costo.

Tutto questo non può non avere delle pesanti implicazioni sul modo in cui gli anziani e le loro famiglie affronteranno la transizione in struttura, che troppo spesso avviene a seguito di un doloroso percorso di ricerca di alternative, che si è spinto ben oltre le risorse del sistema familiare.

Occorre, quindi, iniziare a riflettere su quali strumenti e pratiche poter sviluppare al fine di rendere pensabili le strutture, riducendo la grande distanza che le separa dalle famiglie, che non hanno altra alternativa per rispondere ai propri bisogni.

Iniziare a concepire le strutture residenziali, non più come luoghi in cui si è travolti dalla sofferenza o dove quest’ultima viene negata, ma come spazi in cui il dolore è riconosciuto, accolto ed affrontato.
Ciò significa permettere a coloro che ne necessitano di accedervi attraverso il supporto e l’accompagnamento di   persone qualificate e attente ai bisogni psicologici e emotivi di ospiti e familiari.

Le attività e le esperienze presentate sono frutto di indagini e ricerche svolte direttamente sul campo da operatori ed esperti che lavorano nel settore da diversi anni.

da: Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione.


Massimo Cacciari: «Il centrosinistra deve capire che vincere le amministrative non vuol dire avere già in tasca le politiche. E siccome è a quello che bisogna puntare, occorre definire bene qual è la linea, la proposta di governo. e allargare al centro»

«Il centrosinistra deve capire che vincere le amministrative non vuol dire avere già in tasca le politiche. E siccome è a quello che bisogna puntare, occorre definire bene qual è la linea, la proposta di governo. e allargare al centro». Lo afferma in un’intervista l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che aggiunge: «A meno di miracoli a Milano Pisapia vince bene. Napoli è un pò più incerta, ma credo che alla fine vincerà De Magistris». In caso di sconfitta, Berlusconi «farà finta di poter continuare a governare, ma ci saranno così tante cadute, sia a livello parlamentare che a livello istituzionale, che alla fine si andrà diritti alle elezioni di primavera.

Molto – spiega Cacciari – sarà conseguenza di quello che farà la Lega e di come il Pdl saprà tenersela, perchè se il Carroccio se ne va il Pdl muore.

DA: Le profezie di Cacciari: “Sinistravince, ma non si illuda su politiche” – Italia – l’Unità.


Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilità | Anna Oliverio Ferraris

…. Entrambi questi padri erano molto affezionati ai loro bambini eppure per alcune ore si sono dimenticati di loro con conseguenze tragiche in entrambi i casi. Due fatti simili a così breve distanza di tempo colpiscono anche se, ovviamente, non si può generalizzare. Una causa possibile è il sovraccarico di impegni, lo stress, gli orari del lavoro, gli appuntamenti, la fretta che possono far passare in secondo piano alcuni impegni rispetto ad altri. A differenza di quella del computer, la memoria umana ha delle défaillance specialmente quando è sovraccaricata.
La domanda che molti si fanno è se potrebbe capitare una cosa del genere anche ad una madre. I meccanismi della memoria sono complessi – consapevoli e inconsci -  e’ possibile che nel subconscio di una persona ci siano scale di priorità diverse: è più facile che per una donna, i bambini, specie se piccoli, vengano prima di tutto. Per un uomo, soprattutto se stressato e pressato dagli impegni, il lavoro può prendere il sopravvento.

….

leggi tutto qui: Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilità | Anna Oliverio Ferraris.


Andrea Stuppini, LA BADANTE ALLA FRANCESE, in La voce.it

LA BADANTE ALLA FRANCESE

di Andrea Stuppini 27.05.2011

In Italia l’assistenza pubblica agli anziani è insufficiente. Se ne fa carico la famiglia, spesso ricorrendo alle assistenti familiari. Che sono per lo più straniere e dunque soggette a decreti flussi di dubbia efficacia e a sanatorie varie. Risultato: molti rapporti di lavoro solo formalmente in regola e tanti accordi in nero. Eppure, in Francia con la metà dei soldi spesi nel nostro paese si è creato un sistema integrato, che garantisce un collegamento stabile tra le assistenti e i servizi sul territorio, superando i limiti del rapporto individuale tra anziano e badante.

segue quii: Lavoce.info – ARTICOLI – LA BADANTE ALLA FRANCESE *.


il nazional-comunista Ratko Mladic, ex generale serbo bosniaco accusato dal tribunale penale internazionale dell’Aja per il genocidio di 8mila civili musulmani a Srebrenica, è stato arrestato. Assieme a Radovan Karadzic e a Slobodan Milosevic, fu uno degli architetti e degli autori dei massacri balcanici

Dopo 15 anni è finita oggi la fuga di Ratko Mladic, l’ex generale serbo bosniaco accusato dal tribunale penale internazionale dell’Aja per il genocidio di 8mila civili musulmani a Srebrenica in Bosnia nel luglio 1995

Il massacro di Srebrenica, ottomila morti, avvenne l’11 luglio 1995, nell’indifferenza, se non con la complicità, delle autorità internazionali e del comandante locale del contingente olandese che si spinse a brindare con il generale Ratko Mladic, il capo dell’esercito serbo-bosniaco. La città rimase chiusa ai giornalisti e fu possibile raccogliere soltanto le testimonianze dei sopravvissuti in fuga che scendevano dalle montagne terrorizzati.

In un bosco scorgemmo una donna appesa a un albero: si era impiccata pur di non farsi catturare dalle milizie serbe. In un prato c’erano i resti di un uomo che si era fatto saltare in aria con una bomba a mano, per non essere preso vivo. Molti avevano visto uccidere mariti, figli, fratelli, sorelle, e non riuscivano neppure a parlare, ad alzare gli occhi da terra, quasi si vergognassero di essere ancora vivi.

L’attualità di Srebrenica e della cattura di Mladic, al di là delle sentenze dei tribunali internazionali, è ancora oggi il racconto lancinante delle vittime di una vicenda che non può essere consegnata definitivamente soltanto ai libri di storia. Qualche tempo fa incontrai uno dei sopravvissuti. Era stato ferito e aveva perso conoscenza mentre le milizie di Mladic intorno a lui trucidavano dozzine di persone da seppellire in una fossa comune.

«Svenni su una catasta di cadaveri e i serbi pensarono che fossi morto e anch’io credevo di essere morto. Rimasi rannicchiato per ore fino al mattino seguente quando una mano afferrò il mio braccio, cominciò a scuotermi, a sollevarmi, e alla fine mi trascinò via».

Mladic e le guerre balcaniche sono racconti come questi. Storie che continuano a uscire, anni dopo, dalle bocche dei sopravvissuti, come le voci delle vittime delle stragi naziste turbano ancora, per fortuna, le nostre coscienze. Eppure le stragi dei Balcani, dieci anni di conflitti, centinaia di migliaia di morti, milioni di profughi, appaiono già ricordi sbiaditi nella storia e nella memoria europea. Come se avessimo attraversato invano quelle montagne e quelle pianure per raccontare quello che vedevano e sentivamo, con città e villaggi perforati e triturati da bombardamenti e granate, in una sorta di delirio etnico che sembrava non avere mai fine. Ratko Mladic, assieme a Radovan Karadzic e a Slobodan Milosevic, fu uno degli architetti e degli autori dei massacri balcanici. Uno dei peggiori colpevoli. I suoi complici nei massacri di ieri sono coloro che oggi vorrebbero dimenticare.

da: Quel brindisi per gli 8mila civili uccisi a Srebrenica – Il Sole 24 ORE.


Padova, è morto Guido Petter Psicologo ed ex partigiano

è morto a Dolo alle 16 di martedì Guido Petter. L’84enne ordinario di Psicologia dello sviluppo del Bo, ex partigiano, medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i Benemeriti della cultura e dell’arte, era stato colpito da una grave emorragia cerebrale mentre partecipava ad una conferenza. Maestro di molte generazioni di psicologi italiani, autore di bellissime fiabe per bambini, Guido Petter era un accademico noto per gli studi e le ricerche nelle aree della percezione: ha curato la traduzione e diffusione del pensiero di Jean Piaget in Italia, ed ha compiuto numerose ricerche su temi dello sviluppo cognitivo, della psicologia dell’adolescenza, della genitorialità e della psicologia dell’educazione.

Il suo nome, però, è legato indissolubilmente anche al periodo nero del terrorismo. Il 9 maggio del 1979, infatti, il docente venne aggredito in città da alcuni esponenti di Autonomia Operaia. L’episodio è stato raccontato nel volume «I giorni dell’ombra» e da poco rievocato da Silvia Giralucci nel recentissimo libro L’inferno sono gli altri. Cercando mio padre, vittima delle Br, nella memoria divisa degli anni Settanta. Protagonista di quella aggressione a Petter Claudio Latino, poi arrestato anche nell’inchiesta sulle Nuove Br del 2007. Al capezzale di Petter si sono stretti i familiari e gli amici.

da: Padova, morto Petter Psicologo ed ex partigiano – Corriere del Veneto.


I costi della paura e i costi della sicurezza, due giorni di incontri e confronti sui temi dei diritti di cittadinanza, Casa della carità, facoltà di sociologia, associazione Avvocati per niente, Auditorium Università Milano Bicocca, Via Vizzola 5, Milano, 13 e 15 maggio 2011

Il perché del convegno

Uno sguardo agli avvenimenti contemporanei mostra una società in crisi dove sono venute meno ideologie forti e sistemi valoriali aggreganti e stanno emergendo, sulla crisi dello stato-nazione, forme di denazionalizzazione che destabilizzano le forme e i contenuti, che erano sino ad ieri familiari,  delle società, delle economie e dei governi.

E’ una situazione caotica dove le diversità aumentano e si fanno più complesse e dove, quindi, per orientarsi, diventa cruciale una sorta di mediazione tra vecchi e nuovi ordini sociali come anche tra le rispettive culture  di riferimento che, a loro volta, rimandano alla questione delle scelte etiche.

Ci si trova di fronte ad un mondo, con particolare riferimento alle società occidentali, nel quale è dominante una visione dualistica degli opposti e che, per ciò stesso, rende gli individui, i gruppi e le comunità  unilaterali, parziali e inconsapevoli del lato negativo che viene vissuto come qualcosa di estraneo, da eliminare con ogni mezzo perchè minaccia la sicurezza delle coscienze. Bisogna quindi sbarazzarsene attraverso la proiezione del negativo sugli estranei da noi, ancora meglio se questi estranei hanno una pelle di colore diverso o sono diversi per etnia, razza, religione, nazione, genere, handicap fisico o psichico, classe sociale o qualsiasi altra differenza in quanto comunque manifestazione di una scissione.

La diversità ha in sé qualcosa che ci inquieta, che forse ci infastidisce e che spesso ci appare pericoloso così da portarci ad assumere atteggiamenti di intolleranza che ci spingono a discriminare chi non appartiene al nostro ambito familiare e che qualifichiamo come diverso da noi: migranti, neri, omosessuali, handicappati, mendicanti, zingari, pazienti psichiatrici, clandestini, senza fissa dimora, tossicodipendenti, omosessuali, donne abbandonate, minori soli, detenuti, disoccupati e così via.  Tutte figure concrete di altri da noi che abbiamo interiorizzato come dei doppi malevoli in cui mettiamo la nostra parte distruttiva che, quando prende il sopravvento, scatena fantasmi non più controllabili che ci troviamo a perseguitare fuori di noi, nella vita quotidiana.

La paura della diversità sembra manifestarsi con maggiore forza soprattutto nei contesti urbani contemporanei proprio là dove le politiche locali assumono sempre più la forma dipolitiche della sicurezza che, intendendo rispondere a quelli che sembrano essere i bisogni più impellenti della collettività, istillano in realtà nei cittadini  disorientamenti e angosce che producono la sensazione di non essere più in grado di  affrontare i conflitti quotidiani. Si instaura così un circolo vizioso tra paura e ricerca di sicurezza dove la soluzione risulta essere l’umiliazione degli altri, considerati estranei e non cittadini.

Occorre allora mettere in atto valide strategie attraverso le quali riconoscere le diversitàdi modo che queste possano diventare valore aggiunto e non ostacolo alle dinamiche trasformative delle comunità e delle organizzazioni. Accettare la diversità è un percorsoche spesso contrasta con il senso comune  delle persone che sono portate a riconoscere i propri simili e non gli estranei, ma gestire la diversità sta anche diventando la sfida cruciale attraverso la quale organizzazioni, servizi e istituzioni  potranno crescere e svilupparsi creativamente, se saranno in grado di non rinchiudersi nei propri confini.

Il convegno intende affrontare la questione dei costi sociali della paura e della sicurezza,  proprio a partire dai casi concreti che tutti i giorni servizi e istituzioni si trovano davanti, per riflettere insieme sulle possibili strategie di intervento, ma soprattutto per riuscire a declinare una nuova cittadinanza che si debba fondare su diritti effettivamente agiti e non solo formalmente dichiarati.

Dai casi, che i gruppi di lavoro (casa e territorio; minori; persone migranti; salute mentale e contenzione;  lavoro e fasce deboli; carcere e CIE; salute e servizi,  ai quali si aggiunge il gruppo di lavoro riguardante linguaggi e comunicazione) esamineranno, si dovrà  passare alla valutazione dell’efficacia di quei  diritti di cittadinanza che sottostanno alle prassi considerate, di modo che la promozione di una cittadinanza attiva possa concretizzarsi  in una società  decente e civile, nella consapevolezza che le trasformazioni significative, se non adeguatamente  accompagnate nel tempo e condivise, possono dare effetti indesiderati o addirittura controproducenti.


Gianfranco Fini, Welfare come motore per superare crisi economica . Mercato del lavoro e welfare, ha detto il presidente della Camera, sono “strettamente connessi”

Guardare al sistema del welfare come a un motore in grado di fronteggiare la crisi economica. E’ la considerazione espressa da Gianfranco Fini nel discorso pronunciato alla Sala della Lupa, a Montecitorio, per la presentazione del Rapporto annuale dell’Inps. Mercato del lavoro e welfare, ha detto il presidente della Camera, citando il libro bianco sul futuro del modello sociale pubblicato dal ministero del Lavoro, sono “strettamente connessi”. “Con il declino dei tassi di natalità e l’aumento delle aspettative di vita, ogni italiano in età da lavoro sarà chiamato nel 2050 a contribuire al finanziamento delle prestazioni pensionistiche e sanitarie degli ultra sessantacinquenni con una quota superiore al 42% del Pil pro capite, mentre per gli occupati il peso sarà superiore al 62%. Si tratta oggettivamente di un onere insostenibile -ha commentato il presidente della Camera- che graverà sul reddito della popolazione attiva, che disincentiverà il lavoro regolare, penalizzerà il risparmio, gli investimenti e la produttività”. “E’ in questo contesto che in Italia il sistema di protezione sociale si trova a fronteggiare profondi cambiamenti che hanno investito il tessuto sociale: mi riferisco all’invecchiamento progressivo della popolazione, alle condizioni di insicurezza e di precarietà che affliggono soprattutto i giovani, alle nuove povertà aggravate dalla crisi attuale, all’indebolirsi delle tradizionali reti di relazioni familiari e sociali”. “In questa fase di crisi economica -ha rimarcato il presidente della Camera- occorrono, pertanto, politiche lungimiranti in grado di garantire la piena sostenibilità del modello sociale attraverso misure orientate a favorire sia l’incremento della natalità, dal momento che la demografia è il fattore di cambiamento più importante dei prossimi decenni, sia l’incremento dei tassi di occupazione regolare”. “Da questo punto di vista, la vera svolta riformatrice – ha avvertito – deve consistere nel considerare le politiche di welfare uno dei motori del superamento della crisi, ricostruendo nuovi modelli di sviluppo e integrazione sociale, partendo dalla fasce sociali più svantaggiate, rafforzando i diritti e le tutele, anche a come condizione per costruire un più avanzato rapporto di fiducia fra istituzioni e cittadini”. “In questo contesto la qualificazione e il potenziamento della dimensione locale e territoriale del welfare -ha concluso Fini- deve essere una delle leve fondamentali di questo processo, che deve coinvolgere, in primo luogo, le funzioni e le responsabilità delle istituzioni più vicine ai cittadini”.

da: Welfare. Inps: Fini, welfare come motore per superare crisi economica . Mercato del lavoro e welfare, ha detto il presidente della Camera, sono “strettamente connessi”. – Cataniaoggi.


Beniamino Andreatta: la Facoltà di Sociologia di Trento lo ricorda


I tagli ai fondi statali per il sociale, decisi con l’ultima manovra finanziaria, mettono in discussione il futuro dei servizi e degli interventi sociali, discutono sulle prospettive del avoro sociale: L’appuntamento è per il 27 e 28 maggio al Cinema Massimo di Torino (via Verdi 18). Interverranno Chiara Saraceno (sociologa dell’Istituto di scienze sociali di Berlino, editorialista de “la Repubblica”), Nadia Urbinati (politologa, docente di scienze politiche alla Columbia University di New York, editorialista de “la Repubblica”), Franca Olivetti Manoukian (psicosociologa dello Studio Aps di Milano), Nerina Dirindin (docente di Economia pubblica all’Università di Torino), Eleonora Artesio (ex assessore alla Sanità della Regione Piemonte), don Luigi Ciotti (presidente del Gruppo Abele e di Libera), Eugène Enriquez(psicosociologo, docente emerito dell’Università di Parigi VII), Pietro Buffa (direttore del carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino), Leopoldo Grosso(vicepresidente del Gruppo Abele), Piergiorgio Reggio (pedagogista dell’Università Cattolica di Milano), Giulio Caio (pedagogista dell’Università di Bergamo),Francesco d’Angella (psicosociologo dello Studio Aps di Milano), Franco Floris (direttore della rivista Animazione Sociale)

I tagli ai fondi statali per il sociale, decisi con l’ultima manovra finanziaria, mettono in discussione il futuro dei servizi e degli interventi sociali. Scorrendo le cifre relative al 2011, i tagli risultano eclatanti: quest’anno saranno destinati circa 300 milioni di euro al Fondo nazionale per le politiche sociali (quello che serve a finanziare la rete integrata dei servizi sociali territoriali). Nel 2009 il bilancio di previsione per i fondi statali di carattere sociale superavano nel complesso i 2 miliardi e 500 milioni. È stato completamente azzerato il Fondo per la non autosufficienza (finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti).

Ridimensionate di oltre il 70 per cento rispetto al 2010 le risorse da destinare a politiche famigliari, poco più di 50 milioni, con buona pace di tanta retorica sulla necessità di un welfare più attento alle esigenze delle famiglie. Non va meglio per le politiche giovanili, che subiscono una riduzione di fondi superiore al 60 per cento, mentre il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati era già stato azzerato nel 2010.

«La crescita dei problemi sociali non sta solo nei tagli alle politiche sociali ma nel modo in cui i problemi vengono affrontati -sottolinea don Luigi Ciotti-. Nel migliore dei casi con “soluzioni tampone”, che agiscono sui sintomi ma non sulle cause. Nel peggiore con la rimozione, la distorsione, la demagogia. Sull’immigrazione e sul carcere stiamo assistendo a un’impressionante deriva del disumano. Va ribadito che solo le politiche sociali, culturali, educative sono l’antidoto più forte all’emarginazione e quindi spesso alla delinquenza. E’ questo scatto culturale che chiediamo».

«Queste cifre al ribasso -commenta Roberto Camarlinghi, vicedirettore di Animazione Sociale, la rivista che ha organizzato la due giorni di riflessione sul futuro del lavoro sociale-  hanno ricadute pesanti sulla vita di molte persone, in particolare sulle vite più fragili. C’è il rischio che i bambini maltrattati o abusati non vengano più inviati nelle comunità di accoglienza perché mancano i soldi per pagare le rette. O che gli anziani non autosufficienti vedano drasticamente ridotti i servizi di sostegno domiciliare».

È importante oggi capire come non arrendersi a questa progressiva erosione dei diritti delle persone a ricevere un sostegno nei momenti di difficoltà della vita. Tanto più in un periodo in cui i cittadini dovrebbero poter contare su una rete di servizi territoriali per affrontare le conseguenze della crisi economica. Per dar voce alla vitalità di questo mondo (fatto di comunità di accoglienza, di cooperative sociali di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, di servizi sociali contro il disagio e la povertà… gestito dall’Ente pubblico come dal Terzo settore), che ogni giorno è concretamente vicino alle persone nell’aiutarle a far fronte alle difficoltà del vivere oggi, la rivista Animazione Sociale promuove due giorni di confronto e di scambio di pensieri e saperi.

«Non possiamo, come sociale -prosegue don Ciotti- accettare di continuare nel ruolo di “tappabuchi”, delegati a una solidarietà che non incide sulle cause profonde dell’ingiustizia. Solidarietà e giustizia sociale sono indivisibili, devono saldarsi nel segno dei diritti e della Costituzione, carta da trasformare in “carne”, vita quotidiana e legame sociale».

L’Appuntamento nazionale, dal titolo “E’ ancora pensabile un futuro del lavoro sociale? Idee per non arrendersi a un tempo di scarsità”, intende rilanciare il valore del welfare, che è fattore di coesione sociale, di sviluppo economico e fondamento di democrazia. Di fronte al preoccupante aumento delle diseguaglianze nel nostro Paese, è fondamentale non tagliare ma investire in politiche sociali capaci di tutelare la dignità di tutti i cittadini. Scongiurando il ritorno della beneficenza e della carità o l’estendersi di politiche di tolleranza zero per chi vive situazioni di marginalità sociale.

Consapevole del periodo di difficoltà attuale, Animazione Sociale propone due giorni di confronto tra quanti lavorano e sono impegnati nel sociale (assistenti sociali, educatori, psicologi, amministratori pubblici, volontari e non solo. Per costruire una analisi del momento presente e mettere a fuoco idee per pensare un futuro del lavoro e dell’impegno sociale.

L’appuntamento è per il 27 e 28 maggio al Cinema Massimo di Torino (via Verdi 18). Interverranno Chiara Saraceno (sociologa dell’Istituto di scienze sociali di Berlino, editorialista de “la Repubblica”), Nadia Urbinati (politologa, docente di scienze politiche alla Columbia University di New York, editorialista de “la Repubblica”), Franca Olivetti Manoukian (psicosociologa dello Studio Aps di Milano), Nerina Dirindin (docente di Economia pubblica all’Università di Torino), Eleonora Artesio (ex assessore alla Sanità della Regione Piemonte), don Luigi Ciotti (presidente del Gruppo Abele e di Libera), Eugène Enriquez(psicosociologo, docente emerito dell’Università di Parigi VII), Pietro Buffa (direttore del carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino), Leopoldo Grosso(vicepresidente del Gruppo Abele), Piergiorgio Reggio (pedagogista dell’Università Cattolica di Milano), Giulio Caio (pedagogista dell’Università di Bergamo),Francesco d’Angella (psicosociologo dello Studio Aps di Milano), Franco Floris (direttore della rivista Animazione Sociale).

da: Il lavoro sociale ha un futuro? Don Ciotti: “Carcere e immigrazione, la deriva del disumano” — VolontariatOggi.info.


GUIDA AGLI ENTI LOCALI, settimanale del Sole 24 Ore


Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 26/5/2011

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 26/5/2011

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it

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Informazioni
- Puglia. Sistema di accesso servizi sanitari e sociosanitari
- Istat: Rapporto annuale 2011
- Disabilità. Permessi e congedi. Documento Fish
- Acqua. Bene comune o business?
- StopOpg. Aversa. L’unica soluzione è la chiusura delle strutture
- Federalismo fiscale regionale e fabbisogni standard
- Politiche sociali. Le preoccupazioni delle Regioni

Voce sul sociale
- Dopo il Consiglio Comunlae di Jesi sulla sanità
- Assistenza anziani non autosufficienti nelle Marche. Nè aumento dell’assistenza né calo delle rette
- Autorizzazioni, confusioni, improvvisazioni
- Integrazione alunni con disabilità. Competenze unità multidisciplinari. Verifiche Pei.
- Sul nuovo accordo tra regione Marche e Casa di Cura Villa Jolanda

Aggiornamento legislativo nazio nale – 30 aprile 2010
Aggiornamento legislativo regione Marche – 30 aprile 2010
Leggi sociali - 30 aprile 2010

Rassegna bibliografica - 31 marzo 2010

Ultime acquisizioni librarie - 22 marzo 2011

Appunti
Appunti 2 marzo-aprile 2011

Altro nella Home Page

Seminari di approfondimento. Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, i serviziwww.grusol.it/eventi/seminari2011.pdf
Gruppo Solidarietà, la programmazione sociosanitaria nelle Marche, Ottobre 2011 www.grusol.it/eventi/ottobre2011.pdf
Politiche disabilità nelle Marche. Un appello per superare lo stallowww.grusol.it/appelloMarzo2011.pdf
Pubblicazioni del Gruppo Solidarietà in offerta specialewww.grusol.it/offertaspeciale.asp
Guida ai diritti, ai servizi ed alle prestazioni sanitarie e sociosanitariewww.grusol.it/informazioni/guida2011.pdf
Per sostenere il Gruppo Solidarietà www.grusol.it/sostieni.asp
Novità editoriale. La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche www.grusol.it/pubblica.asp
Il libro del mese: L. Gallino, Finanzcapitalismo


LE DEMENZE: I LUOGHI DELLE CURE E LA SFIDA ORGANIZZATIVA, Convegno 25 maggio, alle 9.00 alla Sala della Cooperazione

Convegno domani, mercoledì 25 maggio, alle 9.00 alla Sala della Cooperazione

LE DEMENZE: I LUOGHI DELLE CURE E LA SFIDA ORGANIZZATIVA

Le demenze, in particolare la malattia di Alzheimer, per la dimensione epidemiologica e la lunga durata della malattia, rappresentano un’importante sfida per la società, la famiglia, il sistema sanitario e il sistema assistenziale sociosanitario. E’ necessario un approccio che faccia della multidisciplinarietà e della multidimensionalità la sua caratteristica centrale. La Legge provinciale n. 8 del 22 luglio 2009 si fa carico di stimolare la gestione e il sostegno alle famiglie nell’ambito delle malattie neuro degenerative. Il convegno si propone di aumentare le conoscenze riguardo queste malattie e individuare gli strumenti organizzativi ed operativi più idonei per conquistare piccoli, ma significativi, spazi di salute per l’ammalato e la sua famiglia.

Il convegno è rivolto a medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, dietisti, OSS, nonché ai famigliari di persone con diagnosi di demenza/Alzheimer. E’ anche aperto ai cittadini che vogliono approfondire il tema.

PROGRAMMA

9.00 Saluti e introduzione

Ugo Rossi

Paola Maccani

Direttore della Direzione per l’integrazione sociosanitaria dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari

9.30 Saluti

Silvia Oswald

Presidente Associazione AIMA di Rovereto

Marco Brazzali

Presidente Associazione Alzheimer Trento

Moderatori: Paola Maccani, Massimo Giordani

10.00 Gli scenari del futuro

Marco Trabucchi

Presidente Associazione Italiana di Psicogeriatria

e Direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica

10.30 Modelli organizzativi e linguaggi

nelle situazioni complesse

Franca Olivetti Manoukian

Studio Analisi Psico Sociologica e autrice di parecchie

pubblicazioni sui servizi per anziani e sulla cronicità – Milano

11.00 La famiglia come luogo naturale di cura

Sebastiano Porcu

Sociologo, docente presso l’Università di Macerata

11.30 Pausa caffè

Moderatori: Gabriele Noro, Gabriele Miceli

11.45 La rete dei servizi: motivazioni e strutture

Stefano Boffelli

Responsabile della Sezione di Riabilitazione Generale Geriatrica dell’Ospedale S.Orsola di Brescia

12.15 Una prospettiva concreta:

dal domicilio alle residenze

Antonio Guaita

Medico geriatra e direttore della “Fondazione Golgi Cenci

per la ricerca sull’invecchiamento” di Abbiategrasso

12.45 I costi della rete

Ketty Vaccaro

Responsabile settore Welfare della Fondazione Censis

13.15 Conclusioni

Franca Olivetti Manoukian, Marco Trabucchi


Emanuele Severino presenta: IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI. Autobiografia, a CheTempoCheFa, 22 maggio 2011

… ogni istante è impossibile che divenga nulla e vada nel nulla …

… soltanto se qualcosa è eterno può essere ricordato …

… ogni istante è … … la parola “eterno” sta a significare “essere senza diventare nulla” …

… ognuno di noi è un firmamento stellato …. la parola firmamento rimanda alla “fermezza” del firmamento stellato …


Nota sul Rapporto Isee 2010 , Spi Cgil

SPI CGIL – Nota sul Rapporto Isee 2010 (maggio 2011)
Rapporto ISEE 2010 Appendice al Rapporto ISEE 2010 - Marzo 2011)


I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, istat

I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI


Il federalismo? meglio a velocità variabile, La Voce.it

T. Boeri, M. Bordignon – Il federalismo? meglio a velocità variabile


L’Istat nel bilancio demografico nazionale 2010 ha rilevato che al 31 dicembre 2010 risiedevano in Italia 60.626.442 persone, con un incremento di 286.114 unità (+0,5%) dovuto esclusivamente alle migrazioni dall’estero

L’Istat nel bilancio demografico nazionale 2010 ha rilevato che al 31 dicembre 2010 risiedevano in Italia 60.626.442 persone, con un incremento di 286.114 unità (+0,5%) dovuto esclusivamente alle migrazioni dall’estero.
Più dei due terzi dell’incremento della popolazione si registra nelle regioni del Nord, mentre solo poco più di un decimo nel Mezzogiorno.
Il movimento naturale della popolazione è negativo. In particolare, sono nati quasi 7 mila bambini in meno rispetto all’anno precedente (si tratta di una riduzione pari a quella già registrata nel corso del 2009).
Il movimento migratorio con l’estero nel 2010 ha fatto registrare un saldo positivo pari a +380 mila unità.  Ogni mese del 2010 si sono iscritti in anagrafe circa 38 mila nuovi residenti provenienti dall’estero.
Il movimento migratorio, sia interno sia dall’estero, è indirizzato prevalentemente verso le regioni del Nord e del Centro.
Le famiglie anagrafiche sono 25 milioni e 193 mila; il numero medio di componenti per famiglia è pari a 2,4 e stabile rispetto al 2009.
Come già da diversi anni, l’incremento demografico del nostro Paese deriva da un saldo migratorio con l’estero positivo (6,3 per mille), mentre quello interno è pari a 0,2 per mille3. Considerando i dati a livello ripartizionale, la somma dei tassi migratori interno ed estero indica il Nord-ovest e il Centro come le aree più attrattive, con un tasso pari al 9,1 mille; segue il Nord-est (8,7 per mille). Il Sud acquista popolazione a causa delle migrazioni con l’estero, ma ne perde a causa delle migrazioni interne, con il risultato di un tasso migratorio appena superiore all’1 per mille. A livello regionale, l’Emilia-Romagna risulta essere la regione più attrattiva (11,5 per mille), seguita dalla Lombardia (10,3 per mille), dall’Umbria (9,7 per mille), dalla Toscana (9,6 per mille). Tra le regioni del Mezzogiorno solo l’Abruzzo si stacca nettamente dalle altre con un tasso pari a 5,6 per mille.

da: Newsletter n. 1803 del martedì 24 maggio 2011.


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15 , 16 MAGGIO 2011, da Newsletter Legautonomie n. 21/2011

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15 , 16 MAGGIO 2011
Affluenza alle urne e risultati elettorali
Istituto Cattaneo

da: Newsletter Legautonomie n. 21/2011 – pamalteo@gmail.com – Gmail.


La situazione del Paese nel 2010: il rapporto annuale dell’Istat

“La situazione del Paese nel 2010″: il rapporto annuale dell’Istat
Nell’anno in cui l’Italia celebra il 150° Anniversario della sua unità, l’Istituto nazionale di statistica pubblica la sintesi della 19° edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese.

"La situazione del Paese nel 2010": il rapporto annuale dell'Istat

In cinque capitoli il volume affronta le più recenti dinamiche in campo economico, tracciando la traiettoria di uscita dell’economia internazionale e di quella italiana dalla peggiore recessione dal secondo dopoguerra, documenta le condizioni del mercato del lavoro e delle famiglie italiane fino a proiettare lo sguardo sui prossimi anni, valutando lo stato del Paese alla luce di “Europa 2020” e del percorso tracciato dal Programma nazionale di riforma.

Alternative image text Sintesi ( 2,59 MB )
Alternative image text Tavole economiche ( 1.009,36 kB )
Alternative image text Focus per i media ( 373,32 kB )

da: “La situazione del Paese nel 2010″: il rapporto annuale dell’Istat / Ricerche / Documenti / Home – Legautonomie.


Prospettive sociali e sanitarie n. 8, 2011

Proposto, sollecitato, invocato: il cambiamento ci circonda ovunque. Il nostro campo percettivo, oggi come non mai, è sommerso da una quantità inverosimile di stimoli. A scegliere e a consumare. Con l’eterna promessa di farci stare meglio, di appagarci: come se cambiare fosse garanzia di miglioramento e il passato un ingombro di cui liberarci. Intuiamo però che il nostro benessere ha bisogno di scelte diverse, richiede altri registri, il tempo per capire prima di rispondere, per decidere cosa lasciare e cosa tenerci stretto.

Una terra senza sentieri
S. Pasquinelli
Sostenere il cambiamento possibile
A. Casartelli
Cambiamento e malattia mentale
P. Rigliano
Le radici del cambiamento personale
A. Oliverio
Occhi nuovi sul domani
S. Pasquinelli
Il cambiamento negli Yoga Sutra
M. Palaci, R. Angelini
Vedere l’altro diverso da sé
N. Bocchi, D. Sordi, M. Arcadu

Prospettive Sociali e Sanitarie
via XX Settembre 24, 20123 Milano
tel. 0246764275 – fax 0246764312
http://pss.irs-online.it


COME CAMBIA IL LAVORO DI CURA? UNA RICERCA A GENOVA Istituto per la Ricerca Sociale, Milano Maggio 2011, www.qualificare.info

COME CAMBIA IL LAVORO DI CURA? UNA RICERCA A GENOVA

Istituto per la Ricerca Sociale, Milano
Maggio 2011


Continuano a crescere le assistenti familiari, come documenta anche il 19° Rapporto annuale dell’Istat presentato ieri a Roma. Crescono quelle provenienti dall’Est, sono più giovani, intendono questo lavoro in modo transitorio e sono sempre meno interessate al lavoro co-residente.
Questi alcuni dei risultati emersi dalla ricerca, appena conclusa, promossa e finanziata dall’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) della Regione Liguria e coordinata dall’IRS di Milano[1].

L’analisi è stata realizzata attraverso 269 interviste faccia a faccia ad assistenti familiari e una decina di interviste a testimoni privilegiati operanti nel contesto genovese

intero articolo qui: www.qualificare.info.


UN SOCIALE SENZA STATO? di Sergio Pasquinelli – Istituto per la Ricerca Sociale, Milano Maggio 2011, www.qualificare.info

UN SOCIALE SENZA STATO?

di Sergio Pasquinelli – Istituto per la Ricerca Sociale, Milano
Maggio 2011


In vista del profondo rosso nei conti dei servizi sociali (pubblici), cresce l’interesse su quanto il privato “ci può mettere”, sul ruolo di famiglie, aziende e fondazioni, sul cosiddetto secondo welfare.
Quali opportunità e quali limiti incontriamo su questa strada?

Ne discute Sergio Pasquinelli nell’articolo pubblicato su “Prospettive Sociali e Sanitarie” (n. 7, 2011), di seguito scaricabile:

>>> DOWNLOAD  ARTICOLO <<<

da: www.qualificare.info.


Massimo Cacciari: Un asse Formigoni-Pisapia per assicurare alla Regione la gestione di Expo 2015 e permettere al candidato sindaco del centrosinistra di concludere con successo la corsa per Palazzo Marino

Un asse Formigoni-Pisapia per assicurare alla Regione la gestione di Expo 2015 e permettere al candidato sindaco del centrosinistra di concludere con successo la corsa per Palazzo Marino.

La suggestiva strategia che, scrive MF, potrebbe ridurre le chance di recupero del sindaco Letizia Moratti e’ molto piu’ che un’ipotesi per Massimo Cacciari, filosofo e professore ex primo cittadino di Venezia e mente critica all’interno del Pd, prima dell’appoggio al candidato del Terzo Polo Manfredi Palmeri nell’ultima tornata di amministrative milanesi. Cacciari ha confermato a MF-Milano Finanza l’invito rivolto all’elettorato di centro, che e’ uscito ridimensionato dal primo turno elettorale (Palmeri ha raggiunto il 5,5% delle preferenze), di sostenere Giuliano Pisapia in occasione del ballottaggio del prossimo fine settimana, nonostante a livello nazionale dal trio Casini-Fini-Rutelli sia arrivato il via libera alla scelta di coscienza dei propri elettori. “Credo che l’elettorato del Terzo Polo debba ragionare politicamente e dare sostegno a Pisapia, perche’ a Milano c’e’ la concreta possibilita’ di cambiare le sorti dell’intero governo”. red/lab

da: MF Dow Jones – Economic Indicator – Borsa Italiana.


“Come è possibile dialogare con chi ti prende a schiaffi, con chi chiama i magistrati matti, cancro, golpisti?”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, nell’aula bunker di Palermo in un faccia a faccia con il ministro della Giustizia Alfano

“Come è possibile dialogare con chi ti prende a schiaffi, con chi chiama i magistrati matti, cancro, golpisti?”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, nell’aula bunker di Palermo in un faccia a faccia con il ministro della Giustizia Alfano. Così Grasso ha risposto al giornalista Minoli che gli chiedeva una battuta per smorzare la tensione tra magistrati e potere esecutivo. In un acceso botta e risposta fuori programma, Grasso ha contestato la definizione della “riforma della giustizia” data al pacchetto legislativo approvato dal governo: “Qui si parla di riforma del rapporto tra magistratura e politica e non di riforma della giustizia”.

da: Giustizia, Grasso: “Come si può dialogare con chi ti prende a schiaffi?”.


Nella tempesta dell’adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni

Nella tempesta dell’adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni.
Autori e curatori: Daniel Sampaio
Contributi: Maurizio Andolfi
Collana: Le Comete
Argomenti: Psicologia e psicoterapia della famiglia e della coppia, sistemica e relazionaleAdolescenza
Livello: Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati: pp. 160,     1a edizione  2011  (Cod.239.222)
Nella tempesta dell'adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni.
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856836523
In breve Scritto da uno dei promotori della terapia familiare in Europa, il volume è uno strumento indispensabile per i genitori, gli educatori e chiunque abbia a che fare con i “giovani adulti”.
Presentazione
del volume:
Figli adolescenti che nemmeno ti ascoltano, o, peggio, che ti ascoltano e ti rispondono male. Ragazzi che fanno finta di essere figli modello e poi scopri che è solo una maschera che nasconde mille insicurezze. Tredicenni persi in Internet o che tornano stralunati alle 5 del mattino… I conflitti sono continui e più o meno gravi: denaro, premi, punizioni, internet, sesso, alcool, droghe…
Che fare? Continuare, sulla scia dei movimenti del ’68, a pensare che i figli sono esseri indipendenti in grado di sentire ed esprimere opinioni diverse da quelle dei propri familiari? Oppure ritornare ai metodi rigidi ed autoritari dei nostri nonni? O, ancora, considerare il proprio figlio come un caso disperato, un malato da curare, e quindi dargli una bella medicina che gli faccia passare tutto?
La soluzione, sostiene Daniel Sampaio, uno dei promotori della terapia familiare in Europa, non è nel recupero delle misure autoritarie del passato, né nel lasciare crescere i figli per conto loro. Il primo passo fondamentale è smettere di considerare gli adolescenti come esseri in transizione e trattarli come giovani adulti con diritti e doveri. Solo così si potranno superare preoccupazioni e insicurezze.
L’adolescenza è l’ultima opportunità che il genitore ha di ri-agganciare i propri figli. Deve quindi fare di tutto per riprendere il rapporto: deve promuovere una vera e propria rivoluzione comunicazionale. Deve imparare a sviluppare una empatia calorosa, in cui siano comunque sempre presenti la disciplina e il senso del prossimo. E in caso di difficoltà nella negoziazione o in questioni importanti per la salute e la sicurezza dei più giovani, deve essere il genitore a prendere le decisioni più opportune. Una famiglia democratica non è quella in cui la gerarchia si è rovesciata, ma è quella che è formata da un gruppo di persone in cui i più esperti hanno comunque l’ultima parola. 
Scritto in modo chiaro e accessibile, ricco di esempi e di suggerimenti, questo è un lavoro indispensabile per i genitori, gli educatori e chiunque abbia a che fare con i “giovani adulti”.

Daniel Sampaio medico psichiatra, è professore di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina di Lisbona. Responsabile del Servizio di Psichiatria dell’Ospedale Santa Maria di Lisbona, si è occupato principalmente di giovani a rischio. Allievo di Carl Whitaker, è uno dei promotori della terapia familiare in Portogallo.

Indice
Maurizio Andolfi, Presentazione
Introduzione
Il concetto di adolescenza
I genitori degli adolescenti
Le origini
Conflitti quotidiani
Amore e sesso nell’adolescenza
Giochi pericolosi: alcol e droghe
Genitori e figli nell’adolescenza: una nuova idea per gestire il loro rapporto
Nota finale.

da: Nella tempesta dell’adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni..


vademecum «Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti», a cura del Garante per la protezione dei dati personali da parte di pazienti e personale sanitario

In tema di privacy e salute, sono tante le domande che vengono quotidianamente poste all’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali da parte di pazienti e personale sanitario. Per agevolare le attività degli operatori del settore sanitario e migliorare la qualità dei servizi offerti a chi accede a studi medici, ospedali, farmacie e a qualunque altro luogo di analisi o cura, il Garante ha pubblicato il vademecum «Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti», è suddiviso in sette parti: – Il paziente informato; – Informazioni sulla salute; – In attesa; – Telecamere e internet; – La salute dei dipendenti; – HIV; – Sanità elettronica. Al termine della guida è stato inserito un breve ma utilissimo glossario che spiega i termini tecnici maggiormente utilizzati. Chi vuole approfondire gli aspetti legati alla tutela della privacy in ambito sanitario può consultare il Codice della privacy, la documentazione e i provvedimenti pubblicati sul sito internet www.garanteprivacy.it oppure contattare direttamente gli uffici del Garante.


lettera al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi con la richiesta di annullare i tagli dei fondi per le politiche sociali e il sostegno ai disabili

Disabili, Formigoni al Governo: annullare i tagli
Il presidente Formigoni ha scritto una lettera al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi con la richiesta di annullare i tagli dei fondi per le politiche sociali e il sostegno ai disabili. Ad annunciarlo lo stesso Formigoni intervenendo alla manifestazione organizzata dalla Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità.     >>Leggi


rivedere il termine carer? centro documentazione Cisf – Temi – Famiglia Cristiana

Nella letteratura anglosassone si parla molto di carer, oppure di care-giver(americano).
Ormai si è abituati ad incontrare il termine anche in Italia, talvolta tradotto come “persona che cura”, oppure persona che “si prende cura di”.

Un recente articolo della rivista Ageing and Society mette in dubbio l’utilizzo della parola, e si chiede se non sia forse stata usato a dismisura, e se non sia  servita più ai ricercatori e ai gruppi di lobbying che non ai diretti interessati.

Il termine è entrato nei dibattiti negli anni settanta/ottanta, all’interno soprattutto della ricerca di stampo femminista che voleva giustamente portare alla luce la massa di lavoro - non visibile  e non riconosciuto – svolto dalle donne.
In quest’ottica e in quel periodo storico ha avuto, secondo gli autori,  una grande importanza,  tanto che il concetto di cura è presente oggi nei dibattiti sulle politiche familiari, nella contrattazione riguardante il lavoro, nella conciliazione famiglia/lavoro e via dicendo.

Ma il termine ha comunque dei limiti.
Infatti, sotto la parola cura si ricomprende una grande varietà di attività, spesso non paragonabile fra di loro, e questo non aiuta nella comparazione.

…. segue

vai all’intero articolo qui: rivedere il termine carer? centro documentazione Cisf – Temi – Famiglia Cristiana.


in un mondo globalizzato può capitare che anche in Sardegna, in un gruppo ben integrato come quello pakistano si nascondano fiancheggiatori della mafia del loro paese, organizzata su basi etniche (Pashtun in questo caso) ma soprattutto contigua ai movimenti jihaidisti e filo-talebani, una galassia che a sua volta si interseca pericolosamente a quella di al Qaida

La notizia è shock ma non troppo, in un mondo globalizzato può capitare che anche in Sardegna, in un gruppo ben integrato come quello pakistano si nascondano fiancheggiatori della mafia del loro paese, organizzata su basi etniche (Pashtun in questo caso) ma soprattutto contigua ai movimenti jihaidisti e filo-talebani, una galassia che a sua volta si interseca pericolosamente a quella di al Qaida.

Per adesso sono solo sospetti, ma le perquisizioni dei giorni scorsi a Cagliari e Oristano richieste dalla procura di Napoli per un vasto giro criminale che va dal traffico di eroina, alla gestione dell’immigrazione clandestina, alla falsificazione di documenti e il tutto con lo scopo di finanziare attività terroristiche di matrice islamista del movimentoTehreek e Nafaz e Shariat e Mohammadi, gruppo che punta a rendere il Pakistan qualcosa di simile all’Afghanistan dei Talebani e che:

In an Associated Press interview, he said Osama bin Laden was welcome in Swat. “Yes, we will help them and protect them,” he stated. Muslim Khan counted the LeT, the JeM, the Islamic Movement of Uzbekistan, Al Qaeda, and the Taliban of Afghanistan among his allies. “If we need, we can call them and if they need, they can call us,” he said (fonte).

Nessuna cellula dormiente o simili, solo fiancheggiatori, ne sapremo di più in seguito (fonte).

da: Il terrorismo islamico filo-talebano sbarca in Sardegna? Perquisizioni ad Oristano e Cagliari presso le comunità Pakistane!.


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