Massimo Cacciari, Una coalizione che potrà funzionare per Milano e magari vincere, come mi auguro. Ma che non potrà mai assurgere a modello nazionale, Corriere della Sera
Pubblicato: 18 maggio 2011 Filed under: Cacciari Massimo, elezioni locali Lascia un commento »li filosofo Massimo Cacciari «Il Pd non pensi di aver vinto Il modello Ulivo non va più» MILANO — Il dissidente Massimo Cacciari plaude più al «tracollo di una Moratti decotta» che all’«inaspettato exploit» di Pisapia. L’avvocato ha strappato il ballottaggio all’ex sindaco ed è avanti di parecchi punti percentuali. «Nessuno se lo aspettava. A essere ottimisti si poteva prevedere un distacco ridotto fra i due, ma non certo questa sonora caduta del Pdl». Cosa dimostrano i dati? «Una plateale debolezza della Moratti. Nel centrodestra in molti ne erano già consapevoli, soprattutto i leghisti». E il centrosinistra? «Con un gioco diverso si poteva vincere al primo turno: il nome perfetto sarebbe stato Gabriele Albertini, con una coalizione formata da Pd, Nuovo polo e la lista civica a suo nome. Questa squadra sarebbe stata la Waterloo del centrodestra».
Ma la volata sulla Moratti è targata Pisapia. Con un’alleanza che corre dal Pd a Sinistra e libertà più Verdi, Radicali e Idv. «Una coalizione che potrà funzionare per Milano e magari vincere, come mi auguro. Ma che non potrà mai assurgere a modello nazionale
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E pensare a una riedizione dell’Ulivo significa votarsi a una sonora sconfitta». Lei si era schierato per Manfredi Palmeri, Nuovo polo: che giudizio dà di Pisapia? «Si è mosso con grande intelligenza, non ha mai dato l’impressione di essere un candidato estremista e, radicatissimo nella borghesia milanese, è stato abile nel nascondere il marchio politico di coalizione. Palmeri, invece, ha pagato il prezzo di un polo con debolissima leadership nazionale e radicamento nullo in città». Il centrosinistra può sperare di espugnare Milano? «Se il Pd pensa di aver vinto, perderemo. Pisapia dovrà circondarsi di persone, a partire da Boeri, rassicuranti per i moderati. E aprire un canale privilegiato con Palmeri più che col Nuovo polo. Ma dipende tutto dall’intelligenza di Pisapia, di cui non dubito, e dall’intelligenza del Pd, di cui non faccio che dubitare».

