Terzo Piano biennale nazionale per l’infanzia, Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011 il terzo Piano biennale nazionale per l’infanzia, che contiene le linee strategiche fondamentali e gli impegni concreti che il Governo intende perseguire per sviluppare un’adeguata politica per l’infanzia e l’adolescenza e stabilisce le priorità fra i programmi riferiti ai minori, rafforza la cooperazione per lo sviluppo dell’infanzia nel mondo, le forme di potenziamento e di coordinamento fra le pubbliche amministrazioni, le regioni e gli enti locali, individua le modalità di finanziamento degli interventi previsti. Questo Terzo Piano di azione per l’infanzia viene emanato nel ventesimo anno di vigenza della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, punto di arrivo di un cammino iniziato agli inizi del secolo scorso con i primi riconoscimenti dei diritti umani e di cittadinanza al bambino. La novità del Piano riguarda principalmente due dimensioni: rispetto all’approccio: pur non affrontando tutto il complesso delle politiche e dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza, identifica alcune direttrici di intervento su cui sviluppare proposte di azioni coordinate rispetto al metodo: adotta un processo partecipato nella fase della costruzione e della sua attuazione attraverso la programmazione di un percorso di accompagnamento e monitoraggio permanenti. Queste le direttrici che rendono più agile il percorso di attuazione del Piano: consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all’esclusione sociale; rafforzare la tutela dei diritti; favorire la partecipazione per lo costruzione di un patto intergenerazionale; promuovere l’integrazione delle persone immigrate (i minori stranieri ed i minori rom).


ANTONIO FILICE, Rapporto Annuale IVG 2010 all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza

DI GRAVIDANZA
-Indagine socio-demografica tra le utenti del Servizio IVG dell’Ospedale Annunziata nell’anno 2010″.
Ritenendo utile far conoscere i dati relativi al fenomeno IVG, sia pure
limitatamente alle ivg effettuate
presso l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, porgo cordiali saluti.


L’antiberlusconismo e le sue due variabili – Francesco Piccolo – l’Unità

Tutti pensano che il problema numero uno sia Silvio Berlusconi; tutti pensano che il giorno in cui smetterà di essere presidente del consiglio, la vita di questo paese sarà migliore. Ma la differenza, a sinistra, tra i due tipi di antiberlusconismo consiste (deve consistere) in questo: ce n’è uno che si occupa soltanto di Berlusconi, cioè non lo ritiene più il problema numero uno ma il problema unico, ossessivo, esaustivo; ce n’è un altro che lo ritiene il problema numero uno, ma continua a occuparsi degli altri problemi e di come risolverli.

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La sinistra del primo tipo, quella concentrata solo su Berlusconi, è la stragrande maggioranza del Paese, e cresce ogni giorno di più. Per questa sinistra valgono le regole della guerra: ogni cosa è lecita contro chi ritiene che ogni cosa sia lecita. La sinistra del secondo tipo è una minoranza ghettizzata e per nulla alla moda: pensa che bisogna contrapporre una saldezza democratica e che bisogna costruire un programma alternativo.

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15 maggio 2011

da: L’antiberlusconismo e le sue due variabili – Francesco lPiccolo – l’Unità.


Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario – Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68

E’ stato pubblicato  sulla Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 109 del 15.5.2011) il Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario).
Il link è: www.regioni.it/upload/Costifabbisognistandard150511.pdf

Provvedimento
Conferenza delle Regioni
Pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale
Intesa sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
L’argomento è stato esaminato nelle seguenti sedute:
14 e 28 ottobre 2010;
4, 10, 11, 18 novembre (approvato undocumento di osservazioni e proposte emendative) e 25 novembre 2010; 2, 9 e 16 dicembre 2010.
Nella seduta del 16 dicembre 2010 della Conferenza Unificata è stata sancita l’Intesa.
Repertorio Atti n.:138/CU del 16/12/2010
Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 109 del 15.5.2011

Newsletter n. 1797 del lunedì 16 maggio 2011.


Comizio conclusivo di Manfredi Palmeri, il candidato del Terzo Polo a Milano

Comizio conclusivo di Manfredi Palmeri, il candidato del Terzo Polo a Milano. “Chi andrà a Palazzo Marino come sindaco di Milano deve essere come l’ultimo dei cittadini e deve dare risposte a chi vive in periferia, a chi ha i veri problemi amministrando e governando con senso civico”, ha sottolineato Palmeri, nel suo comizio di chiusura della campagna elettorale. In sostegno della sua candidatura hanno parlato Italo Bocchino, Giuseppe Valditara, Savino Pezzotta, Emanuela Baio, Pasquale Salvatore, Cristiana Muscardini e Benedetto Della Vedova. Tra i simpatizzanti anche Sara Giudice la ex consigliera di zona del Pdl nota per la campagna anti-Minetti. Tutti hanno insistito sulla “necessità di occuparsi delle persone normali e di non farsi condizionare dai palazzinari e dai poteri forti”. di Giovanni Lucci, da Il Fatto Quotidiano


Riformista e “moderato”? Nel loro ciclo di vita le persone cambiano. Tuttavia, per memoria storica occorre ricordare che Giuliano Pisapia, nel 1998, contribuì a far cadere il primo Governo Prodi. Anche se la fondamentale responsabilità soggettiva ed oggettiva di quella decisione sciagurata fu e rimane di Fausto Bertinotti

Le elezioni politiche del 1996 vengono vinte dall’Ulivo, coalizione guidata da Romano  Prodi, che prevale così sul Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi. L’Ulivo di Prodi riesce a ottenere un’ampia maggioranza al Senato ma non altrettanto alla Camera dei Deputati dove necessita dell’appoggio di Rifondazione comunista

vai al Video di La Storia siamo noi: La vittoria dell’Ulivo

Nel 1996 Giuliano Pisapia venne eletto in Parlamento, come deputato indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista.

il 9 Ottobre del 1998 il partito della Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti fece cadere il primo Governo Prodi.

Questa la cronaca di quell’evento istituzionale che ha condizionato tutta la politica italiana dei successivi 15 anni.

La Camera nega al Governo la fiducia chiesta da Romano Prodi per battere la opposizione (interna alla sua coalizione) di Fausto Bertinotti e Rifondazione comunista alla manovra economica. Prodi si dimette.

Il Presidente della Repubblica Scalfaro dà l’incarico a Massimo D’Alema che ha il sostegno parlamentare dell’UDR di Cossiga, oltre che della coalizione dell’Ulivo, ma non quello di Rifondazione comunista.

Cade così, definitivamente, il primo Governo Prodi, cioè l’unica prospettiva realistica e credibile della politica italiana dopo lo sconquasso istituzionale degli anni ’90.

Dal sito La Storia siamo noi:

sabato 3 ottobre

il Comitato Politico Nazionale di “Rifondazione Comunista” decide di togliere il sostegno al Governo di centro-sinistra, guidato da Romano Prodi. Già da diversi mesi, gli scontri fra “Rifondazione” e il Governo, sulla politica economica e sulla politica estera, hanno raggiunto un livello di conflittualità che ha messo in pericolo il futuro della maggioranza. Il Segretario del Partito, Fausto Bertinotti, propone di votare contro la legge finanziaria presentata dal Governo. “Rifondazione” approva la linea politica del Segretario, ma su questa decisione il Partito si spacca. Oliviero Diliberto e Armando Cossutta lasceranno “Rifondazione” per fondare un nuovo Partito: quello dei Comunisti italiani.


venerdì 9 ottobre

con 313 no il governo Prodi viene battuto, per un solo voto, alla Camera dei Deputati. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che un governo cade in Parlamento. L’Ulivo ricandida Prodi, mentre il Polo chiede le elezioni anticipate.


mercoledì 21 ottobre

dopo il rifiuto di Romano Prodi di guidare un nuovo Governo, il Presidente Scalfaro affida l’incarico a Massimo D’Alema, segretario dei DS. Nel nuovo Governo, oltre ai sostenitori di quello precedente, entrano i “Comunisti italiani” di Cossutta e Diliberto e l’UDR, l’Unione Democratica per la Repubblica, il Partito fondato dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=52


Adriano Celentano in tema di referendum sul nucleare ed elezioni a Milano, 12 maggio 2011


decreto legislativo 68/2011 che stabilisce, a partire dal 2013, l’entrata in vigore del nuovo sistema di costi standard calcolati su tre Regioni benchmark

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri (n. 109 del 12 maggio 2011) il decreto legislativo 68/2011 che stabilisce, a partire dal 2013, l’entrata in vigore del nuovo sistema di costi standard calcolati su tre Regioni benchmark (una per area geografica, Nord, Centro e Sud) scelte tra una rosa di 5 Regioni indicate dal ministero della Salute e individuate sulla base della capacità di garantire i Lea mantenendo l’equilibrio economico.

Leggi…


Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi: due vite non parallele e due stili politici NON confrontabili


Comunali di Milano, Casini: “Le elezioni di Milano sono un test nazionale” – Affaritaliani.it

“il voto a Manfredi Palmeri è l’unico realmente utile a costruire una nuova idea della politica di cui questo Paese e anche Milano hanno bisogno. Per il resto il nostro candidato sindaco fa benissimo a non parlare delle subordinate in caso di ballottaggio: la nostra sfida è essere parte della contesa finale”. Lo afferma in una nota il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

intero articolo qui: Comunali, Casini: “Le elezioni di Milano sono un test nazionale” – Affaritaliani.it.


Ernesto Galli della Loggia – Cultura, nazione e Stato, Quarta edizione dell’International Summer School di Filosofia e Politica dedicata a “I fondamenti culturali della democrazia”, Fondazione Italianieuropei, Capaccio (SA), dal 5 all’8 maggio 2011


L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI ALLA LUCE DEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI (DLGS N. 163/2006)

SEMINARIO E VIDEOSEMINARIO SU:

L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI ALLA LUCE DEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

(DLGS N. 163/2006)

SEDI: *ANCONA *CAGLIARI *CENTO (FE) *MILANO *NAPOLI *OLBIA (OT)

*PORTO TORRES (SS) *ROMA *TARVISIO (UD) *TORINO *TRIESTE

14 giugno 2011 dalle ore 09,00-13,00 alle ore 14,00-16,00

ProgrammaIl problema dell’affidamento a terzi di servizi sociali è relativamente recente, ma sta diventando un argomento di primaria importanza per molti enti locali e pubblici. Da un lato, a motivo di fenomeni demografici (ad esempio l’invecchiamento della popolazione) e di una più diffusa sensibilità sociale, vi è un aumento della domanda di servizi pubblici. Dall’altro lato vi sono difficoltà finanziarie e di bilancio che, in molti casi, hanno indotto le Pubbliche Amministrazioni a sperimentare modalità più efficienti per fornire i servizi stessi. Il seminario, dal taglio operativo, si propone di fornire strumenti pratici di lavoro per l’acquisizione dei servizi sociali attraverso procedure di gara, illustrando nel contempo le opportunità di contatto con i soggetti del cosiddetto “terzo settore”.

Le ragioni di fondo e le problematiche;

La normativa europea;

La disciplina giuridica dei Servizi sociali e le relative modalità di gestione: in particolare le istituzioni e le fondazioni;

Gli affidamenti a terzi e il dlgs n. 163/2006: il criterio del miglior rapporto tra qualità/prezzo; l’oggetto complesso del servizio; la verifica del servizio;

Il coinvolgimento dei soggetti del terzo settore: in particolare le gare riservate alle cooperative sociali;

Le convenzioni con le organizzazioni di volontariato: legislazione nazionale e regionale;

I problemi applicativi e le soluzioni giurisprudenziali;

Analisi di bando, capitolato e documentazione di gara: in particolare, oggetto e durata dell’appalto; requisiti del personale impiegato; trattamento dei lavoratori; inadempienze e penalità nell’erogazione delle prestazioni e nel trattamento del personale

RELATORE:

Luca Pontiggia Esperto EE.LL.


MODALITA’ D’ISCRIZIONE

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 385,00 € Comprensiva di materiale didattico

INFORMAZIONI LOGISTICHE SEDI E PRENOTAZIONI:Segreteria Tel. – 081.5629323 – 06.95558095 fax 081.0608250 – cell. 348.8048974 – 329.9688554

Ulteriori informazioni e-mail:

iscea@iscea.infowww.iscea.infowww.treviformazione.it


La FENASCOP Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche – è un’associazione che nasce nel’ 93 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro all’interno delle Comunità Terapeutiche

La FENASCOP (Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche) è un’associazione che nasce nel’ 93 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro all’interno delle Comunità Terapeutiche.

Riunisce strutture residenziali e semiresidenziali, sia private che pubbliche, presenti su tutto il territorio nazionale. Essendo il mondo delle Comunità Terapeutiche, nel nostro Paese, assai composito e variegato con ampie differenze da regione a regione ma anche, talora, all’interno della stessa regione, la FENASCOP si è sempre proposta, come suo primo intento, quello di colmare questa relativa disomogeneità fornendo delle linee e dei percorsi comuni. Gli obiettivi della FENASCOP si articolano quindi su diversi piani:

  • Obiettivi culturali e formativi: promuovere la cultura della Comunità Terapeutica; sostenere ed attivare iniziative d’incontro e discussione, corsi di formazione,convegni, ricerca scientifica.

  • Obiettivi informativi: facilitare la circolazione dell’informazione tra i soci e non (a tal fine esiste un Bollettino cartaceo trimestrale); promuovere il libero scambio di idee ed informazioni tra regioni e luoghi di lavoro molto diversi tra loro.

  • Obiettivi “politici” e associativi: proporsi come interfaccia con le istituzioni, in quanto rappresentante di un settore in cui i pazienti soffrono di forte stigmatizzazione e in cui le professionalità rischiano, o hanno rischiato, di vedersi emarginate o ignorate. In correlazione con questo punto, ne conseguono anche Obiettivi sindacali e di contrattazione, al fine di ottenere sempre migliori regolamentazioni del settore.

L’utilizzo di Internet puo’ concorrere ad aiutare il raggiungimento di questi scopi, attraverso la sua piu’ propria specificità: la comunicazione.

Il progetto Internet-FENASCOP si propone di fornire ai soci tutte le informazioni in tempi rapidi e di snellire il flusso informativo sia tra i suoi soci sia tra quanti si occupano professionalmente della Psichiatria di Comunità, e si propone in particolare di aprire discussioni, interventi, commenti su tutto quanto concerne la residenzialità in psichiatria, di accogliere proposte e suggerimenti, di favorire la conoscenza e lo scambio in primo luogo tra tutti noi.

da: Benvenuto nel sito di Fenascop !.


LA TECNOLOGIA DIGITALE PER IL VOLONTARIATO E L’INCLUSIONE SOCIALE – 25 MAGGIO 2011 ORE 17 Universitá Bocconi – Aula AS04 – Via Roentgen 1, Milano

LA TECNOLOGIA DIGITALE PER IL VOLONTARIATO E
L’INCLUSIONE SOCIALE

L’impegno del BITeB per lo sviluppo del Terzo Settore

25 MAGGIO 2011 ORE 17
Universitá Bocconi – Aula AS04 – Via Roentgen 1, Milano

Chairman
Roberto Vallini, Giornalista, Direttore Editoriale di TELEREPORTER, TELECAMPIONE e ODEON TV

Introduzione
Giorgio Fiorentini, Docente di Analisi Istituzionale e Management Pubblico - Universitá Bocconi.
La collaborazione profit/non profit come elementodi sviluppo di modelli innovativi di RSI

Interventi:
Stefano Sala, Presidente BITeB – Banco Informatico Tecnologico e Biomedico.
Un flagship project dall’Italia per il 2011 – Anno Europeo del Volontariato.

Nick Eyre, Director of the Global Network with responsibilities for European partnerships - Techsoup Global.
Dalle charities americane alle onlus italiane, l’impegno per la diffusione della tecnologia nel Non Profit

Carlo Iantorno, Direttore Responsabilitá Sociale e Innovazione - Microsoft Italia
Aspetti rilevanti della presenza di una grande azienda nel mercato del Non Profit

Maria Luisa Parmigiani, Area Responsabilitá sociale ed Etica - Unipol Gruppo Finanziario.
Come un’azione di RSI si inserisce in maniera strategica nel core business delle grandiimprese

Bruno Borgogno, Gruppo Informatizzazione del Consiglio Nazionale di AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue
Benefici derivanti dall’introduzione della tecnologia nella struttura operativa di una organizzazione Non Profit

Si prega di confermare la propria partecipazione scrivendo a segreteriagenerale@biteb.org


Nuove forme dell’abitare: tra co-housing e comunità di vita – nella sede di Ariele, Via Montepulciano 11, Milano, Martedì 24 maggio 11 dalle 18,30 alle 20,30

Il  secondo incontro del ciclo dedicato alle nuove forme del sociale si terrà nella sede di Ariele, Via Montepulciano 11, Milano,

Martedì 24 maggio 11 dalle 18,30 alle 20,30,

e avrà come oggetto il co-housing e i progetti di vita comunitari. Di seguito un breve cenno al programma della serata:

NUOVE FORME DELL’ABITARE: TRA CO-HOUSING E COMUNITA’ di  VITA

Il co-housing non è solo condivisione di spazi ma anche e soprattutto condivisione di valori e nuove forme di reciprocità sociale fondate su uno spirito comunitario. Le “comunità di vita” presenti in numero sempre maggiore sul territorio sono esperienze sociali complesse che superano le tradizionali barriere del vivere quotidiano – per esempio, la netta divisione tra lavoro, tempo libero e famiglia – e diventano piattaforme progettuali per nuove forme di legame sociale.

All’incontro, coordinato da Paolo Romagnoli, partecipano Gianni Ghidini, della Fondazione ICARE a cui aderisce l’associazione Mondo di Comunità e Famiglia e Giordana Ferri, docente del Politecnico di Milano, che da tempo sviluppa progetti di co-housing sul territorio.

Una riflessione di Gino Pagliarani sulla polis introduce al tema dell’incontro:

Se la “patologia “ che connota il nostro secolo è quella del narcisismo, con un ripiegamento del soggetto su se stesso e una sempre minore capacità di ascolto autentico dell’altro , l’approccio psicosocioanalitico pone, con la sua modalità di ricerca intervento, uno sguardo privilegiato sulla polis, nell’intento di    ricostituire una visione etica ed estetica del vivere sociale, il sentirsi parte di un tutto, la capacità di integrare i propri bisogni con quelli degli altri, in un progetto di vita che possa essere collettivo e non solo individuale.”

La partecipazione è gratuita. I posti sono limitati: si prega di confermare la vostra presenza rispondendo a questa mail

Per ulteriori informazioni contattare ariele@psicosocioanalisi.it


la Danimarca sospende il trattato di Schengen e reintroduce i controlli alle frontiere. Troppi immigrati, troppa criminalità | in l’Occidentale

Sembrava una proposta destinata a cadere nel vuoto, forse solo una provocazione. Invece il Partito Popolare Danese l’ha spuntata: la Danimarca sospende il trattato di Schengen e reintroduce i controlli alle frontiere. Ad annunciarlo è stato Claus Hjort Frederiksen, ministro delle finanze del governo danese: “Durante gli scorsi anni abbiamo visto crescere i crimini transfrontalieri” ha spiegato, “questa decisione punta a frenare il problema”. Troppa immigrazione e troppa criminalità da oltreconfine per il governo danese: il gioco non vale più la candela, meglio tornare al passato.

Entro due, massimo tre settimane la polizia tornerà a controllare chi entra dai confini con la Germania, ma anche nei porti e sul ponte che collega Danimarca e Svezia. Il ministro Frederiksen ha spiegato che saranno istallate nuove apparecchiature elettroniche di identificazione alla frontiera tedesca, strumentazioni in grado di identificare le targhe delle macchine.

Così come gran parte delle leggi sull’immigrazione introdotte nell’ordinamento danese, anche stavolta a spingere per il ripristino dei controlli alle frontiere è stato il Partito Popolare Danese. Lotta all’immigrazione clandestina, lotta alla criminalità internazionale, lotta al narcotraffico: questi alcuni dei capisaldi del partito. La leader Pia Kjærsgaard aveva già speso parole molto chiare: “I controlli alle frontiere sono un diritto per i nostri cittadini”, un diritto ritenuto necessario per porre un freno soprattutto all’entrata in Danimarca di stranieri provenienti dai paesi dell’Europa orientale, paesi ritenuti (non solo a Copenhagen) inaffidabili nel gestire l’emigrazione: troppo pochi i controlli alle frontiere, senza regole i flussi migratori. Agli occhi del Partito Popolare danese, l’ondata di profughi proveniente dai paesi nord-africani ha aperto un secondo fronte al quale guardare con preoccupazione: “Abbiamo problemi con i cittadini dell’est Europa che stanno venendo qui e corriamo il rischio di avere gli stessi problemi con quelli dal Nord Africa” aveva detto Pia Kjærsgaard.

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l’intero articolo qui: La Danimarca sospende Schengen. Troppi immigrati, troppa criminalità | l’Occidentale.


Riccardo De Bonis, LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE, nelMerito.com

Parlare di ricchezza delle famiglie – di ricchezza finanziaria, reale e di debiti – è di moda. Ma, a ben guardare, gli economisti si sono sempre occupati della ricchezza. Il consumo delle famiglie dipende dal reddito disponibile, ma è influenzato anche dalla ricchezza. Le informazioni sugli strumenti finanziari – depositi, azioni, titoli, prodotti assicurativi – in cui le famiglie investono ci danno informazioni sulla loro propensione al rischio. La ricchezza fornisce segnali sulle caratteristiche dei sistemi finanziari, perché in ogni paese gli intermediari offrono alcuni strumenti piuttosto che altri, in virtù di regolamentazioni, potere di mercato e peso del fisco. Con la crisi dei sistemi pensionistici pubblici è diventato più importante che in passato lo studio degli strumenti che le famiglie accumulano per far fronte alla vecchiaia. Nella maggioranza dei paesi la ricchezza immobiliare delle famiglie è maggiore delle loro attività finanziarie, sollevando sempre interesse per l’evoluzione dei prezzi delle case.

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vai all’intero articolo qui: nelMerito.com – LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE.


Elena Granaglia, Angelo Marano, Nell’ultimo trentennio, le politiche assistenziali non sono mai entrate fra le priorità dell’agenda politica della nostra Repubblica, da nelMerito.com

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Nell’ultimo trentennio, le politiche assistenziali non sono mai entrate fra le priorità dell’agenda politica della nostra Repubblica, con l’esclusione del periodo a cavallo del secolo, caratterizzato dalla sperimentazione del reddito minimo di inserimento e dall’introduzione della Legge 328/2000, e del biennio di governo del centro-sinistra della scorsa legislatura.
Paradigmatiche sono l’assenza in Italia di uno schema generale di reddito minimo (condivisa, nella UE, con la sola Ungheria) e la mancata definizione a livello nazionale, nel settore dell’assistenza, dei livelli essenziali delle prestazioni, delle figure professionali, di un sistema informativo, mancanze che hanno provocato una elevata frammentazione, con alcune regioni che hanno cercato di inventarsi qualcosa e altre nelle quali la rete dei servizi sociali, di fatto, non è mai partita (cfr. www.nelmerito.com , 4 febbraio 2011).
Da quest’anno, però, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. Vittima collaterale della crisi e del federalismo, vaso di coccio fra i vasi di ferro della sanità, della previdenza, degli interventi sulla cassa integrazione, il sistema assistenziale rischia nei prossimi anni di essere cancellato in buona parte del paese, come effetto dell’azzeramento dei finanziamenti nazionali al sociale, della più complessiva riduzione dei trasferimenti a regioni e enti locali e dell’esclusione delle politiche assistenziali dai decreti attuativi del federalismo.
Per quanto riguarda il finanziamento della spesa sociale, si salvano le prestazioni monetarie associate a diritti soggettivi, come gli assegni sociali, le invalidità civili, gli assegni di maternità e al nucleo con almeno tre figli. Ma, per l’erogazione di servizi, dal recupero dei tossicodipendenti, al trasporto dei disabili, dall’integrazione dei migranti ai servizi per i minori, dagli asili nido ai servizi di prevenzione e assistenza sociale, per finire ai servizi per non autosufficienti, le prospettive sono meste: la Legge di stabilità per il 2011 ha quasi azzerato i trasferimenti sociali alle regioni. Il Fondo per le politiche sociali, storicamente la maggiore fonte di finanziamento nazionale, è stato inizialmente quasi azzerato (salvaguardando solo i fondi gestiti direttamente dal Ministero del lavoro) e solo la protesta delle regioni ha portato ad aggiungere, per il solo 2011, 200 milioni (vale la pena ricordare che nel 2007 il Fondo trasferiva alle regioni un miliardo e ancora nel 2010, nonostante i tagli, 435 milioni). Il Fondo per le non-autosufficienze (400 milioni trasferiti alle regioni nel 2010) non è stato rifinanziato (la pressione dei malati ha poi indotto a stanziare fino a 100 milioni, per il solo 2011, ma destinati esclusivamente ai malati di SLA). Sorte analoga ha colpito gli altri fondi: il Fondo per la famiglia si è ridotto dai 174 milioni del 2010 a 51 milioni nel 2011; il Fondo per le politiche giovanili da 81 milioni a 13 milioni, il Fondo affitti da 141 milioni a 33 milioni; il Fondo per il diritto allo studio, che ammontava a 264 milioni nel 2009, ridottisi a 99 milioni nel 2010, avrebbe dovuto ridursi a 25 milioni nel 2011, somma aumentata di 100 milioni, per il solo 2011, in sede di approvazione della Legge; il Fondo per la gratuità dei libri nella scuola dell’obbligo (103 milioni nel 2010) inizialmente risultava azzerato e solo successivamente si è provveduto, per il solo 2011, con 100 milioni, attingendo ad uno stanziamento di 350 milioni su cui insiste però, tra l’altro, anche il finanziamento degli LSU della scuola, che rischia di assorbirlo interamente.

intero articolo: nelMerito.com – SUONA IL DE PROFUNDIS PER LE POLITICHE ASSISTENZIALI.


Droga, presentato dalla Polizia il rapporto annuale sulle sostanze stupefacenti, da Ministero Dell’Interno – Notizie

la domanda e l’offerta di droga rimangono elevate. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale relativo al traffico delle sostanze stupefacenti nel 2010 che è stato presentato oggi dalla Direzione centrale per i servizi antidroga.

I dati, nel dettaglio, mostrano che nel 2010 sono stati sequestrate più di 31 tonnellate di sostanze proibite e denunciate più di 39 mila persone, di cui 12 mila stranieri e 1.139 minori, in oltre 22 mila operazioni antidroga.

Il mercato degli stupefacenti attraversa una fase di evoluzione e diversificazione: accanto alle droghe tradizionali, eroina, cocaina e cannabis, aumenta, infatti, la diffusione di quelle sintetiche, soprattutto tra i più giovani.

Il Rapporto 2010 è composto di due parti: la prima dedicata al narcotraffico internazionale, la seconda sulla situazione italiana e l’attività di contrasto della Polizia di Stato.

da: Ministero Dell’Interno – Notizie.


informazioni sulle Elezioni amministrative e referendum 2011, Ministero dell’Interno

Elezioni amministrative e referendum 2011
Tutte le informazioni e gli appuntamenti per il voto di primavera. Amministrative: quando si vota, come si vota, il corpo elettorale, la tessera elettorale e i fac-simile delle schede elettorali


il metodo “sinistro” del linciaggio tramite la parola: “Veronesi propaganda il nucleare nelle scuole” . La tecnica è quella della deturpazione morale

E’ tipico della cultura di sinistra. prima portano in palmo di mano qualcuno, finchè gli serve (in questo caso Umberto Veronesi). Poi quando questa sgarra dagli ordini ideologico culturali lo linciano e scannano. L’ho già provato sulla mia pelle. Ed è per questo che ora sono altrove.

Paolo Ferrario

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Da eroe della sinistra a bersaglio. Da simbolo della battaglia antioscurantista, a favore della dignità della donna, della fecondazione assistita, di un fine vita dignitoso, a «propagandista» che «indossa la maglia degli ultras». Il problema è uno solo: Veronesi non è contrario al nucleare. E — a un mese dal referendum—ambientalisti, dipietristi e adesso pure giornali vicini al Pd non glielo perdonano.

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da: “Veronesi propaganda il nucleare nelle scuole” | Notizie Politica.


I diritti dei cittadini con disabilità. Dai diritti costituzionali ai diritti “esigibili”, a cura di Ernesto Stasi, Domenico Posterino, Domenica Taruscia, Centro Nazionale Malattie rare dell’Istituto Superiore di sanità, 2011


Le politiche di integrazione urbana e la marginalità: il caso dei Rom e dei Sinti, da Strategie locali di lotta alla povertà: città a confronto, a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e di Cittalia


La povertà e le famiglie, da Strategie locali di lotta alla povertà: città a confronto, a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e di Cittalia


STRATEGIE LOCALI DI LOTTA ALLA POVERTÀ: CITTÀ A CONFRONTO Ministero del lavoro – Cittalia



il Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza sul Documento di economia e finanza

il Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza sul Documento di economia e finanza


le Regioni hanno manifestato un forte disagio e molta preoccupazione per il progressivo decremento dei finanziamenti nazionali a favore delle politiche sociali e della famiglia

Nell’esprimere l’intesa sul decreto relativo al riparto del fondo nazionale politiche sociali per l’anno 2011 (nel corso della Conferenza Unificata del 5 maggio), le Regioni hanno manifestato un forte disagio e molta preoccupazione per il progressivo decremento dei finanziamenti nazionali a favore delle politiche sociali e della famiglia. Tali ragioni sono contenute in un documento che è stato consegnato all’esecutivo nel corso della stessa Conferenza Unificata del 5 maggio e che è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.iot . Il link è:
www.regioni.it/upload/050511_ODG_FONDO_NAZ_POL_SOC.pdf
Si riporta di seguito il testo integrale.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME - 11/052/CU10/C8
Intesa sullo schema di Decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, concernente il riparto del fondo nazionale per le politiche sociali per l’anno 2011
Punto 10) – O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime molta preoccupazione e disagio:
1. per l’andamento che hanno assunto i finanziamenti nazionali a favore delle Politiche Sociali e della Famiglia: a partire dal mancato rifinanziamento del Fondo per le non Autosufficienze, che sta creando gravi problemi a tutte le regioni ma soprattutto ai non autosufficienti, al Fondo Nazionale Politiche Sociali, già fortemente penalizzato con i tagli alla finanza regionale del 2010, che ha subito una ulteriore decurtazione, di 55 milioni di euro rendendolo pari al 47% di quanto è stato erogato nel 2010, a sua volta già molto decurtato rispetto le precedenti annualità.
Stessa sorte hanno subito i Fondi per la Famiglia, già dimezzati rispetto al 2010, ed ora ulteriormente ridotti di 25 milioni di euro. Anche per le Politiche Giovanili a fronte di un Accordo Quadro che doveva garantire un triennio (2010/2012) i finanziamenti del 2011 e 2012 non sono oggi reperibili nel bilancio statale.
Anche se tecnicamente i “tagli” citati, sono considerati accantonamenti, è certo che in oggi tali finanziamenti non sono disponibili e non possono essere erogati alle Regioni e da queste ai
Comuni. Ciò, provoca gravi disagi alle Amministrazioni ma soprattutto, ridurrà le prestazioni a favore delle fasce deboli, in un momento, dove non è difficile osservare che i problemi sociali e delle famiglie sono in aumento e non in diminuzione.
2. sul tema del rispetto dei ruoli fra livelli istituzionali e sussidiarietà orizzontale. Per quanto riguarda, ad esempio, la sperimentazione della Social Card, che il decreto Milleproroghe attribuisce ad enti caritativi che dovranno assegnarla direttamente alle persone in condizione di bisogno, non vengono rispettate le competenze, “bypassando”la programmazione regionale e il principio di “leale collaborazione” tra livelli istituzionali, già introdotto dalle modifiche del Titolo V della Costituzione e maggiormente sottolineato dalla legge 42/2009 sul Federalismo fiscale e amministrativo.
3. La instabilità dei finanziamenti e l’utilizzo di parte dei Fondi nazionali ad uso ministeriale è inappropriata anche in ordine ad una concreta responsabilità federale, soprattutto in un Settore (Politiche Sociali e Famiglia) dove il livello locale è determinante per rispondere ai bisogni dei cittadini nelle formule più moderne di responsabilità dellacomunità sociale. In queste condizioni sarà problematico individuare Livelli Essenziali congrui e stabilmente supportati sul piano dei costi.
Anche sul versante del Servizio Civile la situazione di pesante sbilancio, sia in termini finanziari che organizzativi, verso un’organizzazione centrale, è di elevata criticità e richiede un rilettura delle competenze che le Regioni attendono da tempo.
4. La riproposizione di interventi diretti da parte dei Ministeri, ignorando le potestà regionali mortifica il ruolo delle regioni, così come l’approvazione di interventi “spot” difficilmente inquadrabili nella risposta a diritti e nella continuità delle azioni, porta lontano da un quadro di LEP, come recentemente riproposto dal Decreto sul Federalismo regionale, dove le Regioni hanno dimostrato larga collaborazione.
In base a quanto rilevato, le Regioni chiedono:
- che il percorso verso un Federalismo reale, porti lo Stato a trovare con le stesse e con le Autonomie Locali, la più ampia collaborazione, nel rispetto dei ruoli, per giungere alla definizione dei LEP in un quadro di rapporti responsabili e chiari, al fine di poter offrire ai cittadini più vulnerabili, le risposte dovute, definendo, ai sensi della lettera m) dell’articolo 117 della Costituzione, diritti civili e sociali attenti alla più ampia cittadinanza europea.
- che vengano ripristinati i fondi con la capienza individuata nel difficile percorso dalla Legge di stabilità finanziaria al Decreto Milleproroghe.
Roma, 5 maggio 2011


Maria Antonietta Farina Coscioni (dei radicali Italiani): ” E’ una legge contro il testamento biologico stesso, perché le volontà del dichiarante posso essere disattese”

Maria Antonietta Farina Coscioni (dei radicali Italiani eletta nelle liste del Pd), boccia senza mezzi termini la legge: “E’ una legge contro il testamento biologico stesso, perché le volontà del dichiarante posso essere disattese. Vogliamo una legge che dica semplicemente che una persona è libera, per il proprio fine vita, di disporre della propria volontà”.


Giorgio Napolitano: il divorzio della politica dalla cultura, convegno “Una riflessione storica su Antonio Giolitti” organizzato dalla Treccani e dalla Fondazione Basso

L’intervento completo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che conclude il convegno “Una riflessione storica su Antonio Giolitti” organizzato dalla Treccani e dalla Fondazione Basso: i suoi ricordi e la constatazione di “un grave impoverimento culturale dei partiti e della loro funzione formativa rispetto agli inizi dell’impegno politico di Giolitti”. Al dibattito hanno partecipato Eugenio Scalfari e Giuliano Amato, Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.


Mauro Ceruti – Cultura, scienza e oggetto tecnico


Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno

Avere un figlio a 16 anni. Quando vai ancora a scuola, e il tuo massimo problema dovrebbe essere come conquistare l’attenzione del compagno di banco ed essere invitata alla festa di fine anno scolastico da qualcuno. È quello che succede in Italia a 10 mila ragazze ogni anno. A rivelarlo è la ricerca “Piccole Mamme” contenuta nel 12esimo rapporto diffuso dalla Onlus “Save the Children”. I dati sono stati raccolti incrociando varie realtà (Caf, Onlus e simili) presenti a Milano, Roma e Napoli, e il quadro che ne emerge è preoccupante.

Di queste babymamme, il 74% ha solo la licenza media. E il babypapà? Nel 68% dei casi riconosce il bambino, ma solo nel 47% se ne occupa realmente. Solo nel 18% dei casi la coppia decide di sposarsi. Ma perchè tutte queste giovanissime mettono al mondo un bambino? Per la psicologa Anna Oliverio Ferraris «la causa principale è la scarsa educazione sessuale». E neanche telefilm espliciti come Sex & the City o alcuni programmi di Mtv in cui il sesso è l’argomento preponderante servono a creare maggior consapevolezza nelle ragazzine:

«Queste trasmissioni – ha aggiunto la psicologa – sono vissute dalle giovani spettatrici come divertissement, intrattenimento, un mondo “altro” che loro consumano da osservatrici esterne ma non vivono sulla loro pelle, con cui non si immedesimano. Tutt’altra questione è quando viene una psicologa o una sessuologa a scuola a parlare della responsabilità che comporta mettere al mondo un figlio. Con una persona estranea ma esperta si sentono anche più disposte a parlare delle loro paure e ansie in merito all’argomento».

Lo sviluppo di queste adolescenti naturalmente risente molto dellagravidanza inaspettata. «È importante che abbiano una famiglia alle spalle che le sostenga in questo periodo della loro vita, perchè psicologicamente sono ancora più figlie che madri. È vero che i bambini tendenzialmente sono contenti di avere un genitore che non abbia moltissimi anni in più di loro, ma è importante che queste mamme abbiano la disponibilità mentale ad accudire un bambino, non basta l’entusiasmo» conclude la dottoressa Ferraris.

Di tutt’altra idea è il dottor Alessandro Meluzzi: «Le donne hanno nel cuore la tensione a donare la vita, anche le giovanissime. Se trovano un compagno che non se ne va e la loro famiglia di origine è accogliente, può essere anche che questa gravidanza porti loro la felicità ». Ed essere una mamma giovane può anche avere i suoi vantaggi: «Queste ragazze hanno più freschezza, più energia, e la possibilità di essere madri ancora molte volte. Ci sono servizi sociali e strutture di volontariato che si occupano di loro, in Italia non sono abbandonate a loro stesse» osserva Meluzzi.

11 maggio 2011 | 08:18

da: Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno.


Riforme sanitarie. Se la Cina guarda all’Italia

Una delegazione cinese formata da medici, infermieri, tecnici e manager sanitari è in questi giorni in Italia per studiare il nostro sistema sanitario nazionale. Sotto la lente di ingrandimento i meccanismi che regolano nel nostro Paese i  rapporti tra Stato, Regioni e strutture sanitarie private convenzionate. E’ infatti a un sistema misto pubblico-privato che sembra puntare ora il colosso cinese, alle prese con una faraonica riforma sanitaria che punta verso un deciso intervento finanziario del pubblico, ma con un altrettanto decisiva presenza del privato, per garantire entro il 2020 la copertura sanitaria di base a un miliardo e 300 milioni cittadini cinesi.

…..

leggi l’articolo completo: QS – Quotidiano Sanità: cronache – Riforme sanitarie. Se la Cina guarda all’Italia.


Dario Vinci, Servizi Sociali e Giudici, in http://www.assistentisociali.org

vai all’articolo qui: Servizi Sociali e Giudici.


Linee guida sugli Stati Vegetativi all’ordine del giorno della Conferenza Unificata

Un sistema integrato, che costruisca un percorso di “dimissione protetta” riducendo al minimo, per quanto consentito dalle condizioni cliniche del paziente, la permanenza nei reparti di rianimazione e intensivi e favorisca al più presto il trasferimento negli ambienti più adeguati a fornire ai pazienti un’assistenza più attenta agli aspetti funzionali e riabilitativi e al benessere delle loro famiglie. Questi gli obiettivi delle Linee guida sugli Stati Vegetativi all’ordine del giorno della Conferenza Unificata


aggiornamenti sociali n. 05 maggio 2011

aggiornamenti

sociali

n. 05 maggio 2011

Il sommario del nuovo numero e alcuni articoli sono disponibili anche sul sito internet  www.aggiornamentisociali.itnella sezione “Leggi il numero di maggio”

Editoriale

Giacomo Costa S.I.

Sbarchi: fare finta di niente o farsi prossimi? [325-330]

I continui sbarchi di immigrati interpellano la nostra coscienza, come cittadini e come Paese. La parabola evangelica del buon samaritano offre spunti per illuminare la nostra situazione. La dinamica, profondamente umana, del «farsi prossimo» rivela l’esigenza di un percorso di formazione della coscienza, personale e sociale, che renda capaci di riconoscere la dignità umana da tutelare e di trovare, con intelligenza creativa, i mezzi per farlo. La risposta alle situazioni di emergenza rivela l’orientamento profondo della nostra vita e della nostra società.

Studi e ricerche

Floriana Cerniglia

Verso un minifederalismo [331-341]

L’attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, n. 42/2009, secondo il programma previsto dal Governo, prevede l’emanazione di otto decreti delegati. L’articolo presenta il contenuto dei cinque già approvati e delle bozze dei tre ancora in itinere, discutendo le principali innovazioni della riforma. Il quadro risulta tuttavia largamente incompleto, poiché molte determinazioni concrete sono ulteriormente demandate a disposizioni ancora da emanare. Manca dunque certezza sulle risorse a disposizione degli enti territoriali e resta l’impressione che gli effettivi margini di manovra di cui questi potranno godere resteranno assai ridotti.

342 – Schedario/ Web: Federalismo in rete

Maurizio Ambrosini

Il multiculturalismo è finito? – Le esperienze europee di integrazione degli immigrati[343-354]

Negli ultimi mesi alcuni leader politici europei hanno preso le distanze dall’approccio multiculturalista nei confronti degli immigrati; per tale ragione l’A. si propone l’obiettivo di fare il punto sullo stato del multiculturalismo in Europa, distinguendo le politiche dichiarate da quelle praticate a livello nazionale e locale. Inoltre, approfondendo il concetto di «integrazione», solitamente contrapposto al multiculturalismo, si mostra come nei fatti le due istanze non sono alternative, ma si mescolano e si richiamano vicendevolmente.

355 – Schedario/ Film: Biutiful

Fatti e commenti

Gulshan Barkat OMI

Pakistan: Stato e religione in un Paese islamico [356-361]

La condanna a morte di Aasia Bibi, cristiana pakistana accusata di blasfemia contro il fondatore dell’islam, e i successivi omicidi per mano di estremisti islamici di Salman Taseer, governatore del Punjab, e di Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze religiose, entrambi intervenuti in sua difesa e fautori dell’abolizione della legge contro la blasfemia, segnalano che il Pakistan ha bisogno di uscire dalla spirale del fanatismo e ritrovare l’anelito alla convivenza pacifica tra le religioni che sta alle origini della sua storia.

362 – Schedario/ Geo: Pakistan

Stefano Bittasi S.I.

Giuseppe Lazzati: uno stile ancora attuale [363-365]

Il 18 maggio ricorrono 25 anni dalla morte di Giuseppe Lazzati. Riproponendo ai lettori l’articolo che egli aveva inviato alla nostra rivista nel 1985, pochi mesi cioè prima di morire, vogliamo anche sottolineare l’importanza dello stile di Lazzati come uomo capace di incarnare e attualizzare la riflessione conciliare sul ruolo dei laici nella Chiesa e nel mondo. La sua biografia mostra bene come egli abbia sempre cercato la giustizia del regno di Dio nel mondo sapendo mettere a frutto le proprie ricche competenze, con il coraggio di agire con quell’autonomia che il Concilio chiede al cristiano che vuole costruire la città dell’uomo insieme a tutti gli altri cittadini.

Documenti

Giuseppe Lazzati

La Chiesa nella comunità politica – Riflessioni sui modi di una presenza [366-378]

Nella prima parte (paragrafi 1-4) del testo di Giuseppe Lazzati, che riproponiamo per ricordarne il venticinquesimo anniversario della morte (18 maggio 1986), viene delineata una accurata sintesi della dottrina sui rapporti tra Chiesa e realtà temporali e sul ruolo primario del laicato cattolico nella animazione di tali realtà; nella seconda parte (paragrafo 5), l’A. offre importanti riflessioni personali sulla presenza dei cristiani nella comunità politica, che si inseriscono nel dibattito all’epoca in corso all’interno del mondo cattolico.

Foto

Thomas Pagani

Untitled [379-380]

L’immagine di questo mese è parte di un viaggio nel buio, nei luoghi, rassicuranti di giorno, che di notte diventano rifugio di quell’umanità non gradita, che le Amministrazioni pubbliche tendono ad allontanare dalla vista. Uno sguardo sui margini della società, dove le persone diventano solo ombre, fugaci presenze che nessuno si sofferma a guardare.

Schedario

Lessico oggi Wiki [381-384]

Libri L’ospitalità come etica globale/ Segnalazioni [385-390]

Bibbia aperta Decime [391-394]

Statistiche Adolescenti: adulti di domani [395-398]

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Magazine On Line, Anno 2, Numero 4, S.O.S.Servizi Sociali On Line – www.servizisocialionline.it

Magazine On Line, Anno 2, Numero 4

L’allegato Magazine contiene i seguenti articoli:

1) Gabriella Argento, La professionalizzazione dell’assistente sociale nell’era della globalizzazione.

Gabriella Argento è nostra Collaboratrice Specialista esterna e già si è resa protagonista di articoli di spessore come il presente. E’ specializzanda allo sviluppo presso l’Università degli Studi di Palermo.

2) Dario De Prosperis, La ricchezza della memoria.

Un articolo davvero delizioso e siccome l’autore di questo articolo è un nostro collega che ha raccolto l’invito di inviarci un contributo per il Magazine, ma che non siamo riusciti poi più a contattare, lo invitiamo a farlo al più presto.

3) Mariantonia Vitulano, Esecuzione penale esterna: detenzione senza sbarre.

La D.ssa Mariantonia Vitulano è funzionario dell’Esecuzione Penale dell’ U.E.P.E. di Palermo.

Molta Sicilia dunque…in questo Magazine. I colleghi della Sicilia, senza nulla togliere agli altri, sono particolarmente attivi con S.O.S. Servizi Sociali On Line…non finiremo mai di ringraziarli.

L’articolo della D.ssa Vitulano è traccia del lavoro quotidiano nel settore ad opera di un funzionario sul campo.


BIOETICA COME STORIA A CURA DI LUCETTA SCARAFFIA Edizioni Lindau, LaFolla.it

Come cambia il modo di affrontare le questioni bioetiche nel tempo? Nel nuovo illuminante saggio curato da Lucetta Scaraffia, Andrea Possieri, Lorenza Gattamorta, Giulia Galeotti, Francesco Tanzilli e Emanuele Colombo discutono i mutamenti di orientamento dell’opinione pubblica (e della sinistra) rispetto a temi come l’aborto, la contraccezione, la procreazione assistita, il controllo delle nascite, la disabilità, e dimostrano come le grandi questioni bioetiche che il progresso delle tecnoscienze ci impone di affrontare, abbiano in realtà profonde radici nel nostro passato, più o meno recente. «Tra gli anni Settanta e gli anni Novanta il Partito comunista italiano ha modificato radicalmente il proprio modo di guardare alle questioni morali connesse con la vita umana. Un giovane storico, Andrea Possieri, già autore di un eccellente lavoro sugli ultimi anni del PCI, ha ora studiato come è avvenuto, passo dopo passo, questo Cambiamento di senso comune sui temi bioetici.» Paolo Mieli, «Corriere della sera», 3 maggio 2011

le Edizioni Lindau hanno l’onore di presentare

BIOETICA COME STORIA
A CURA DI LUCETTA SCARAFFIA
Edizioni Lindau | «I Leoni» | pp. 247 | euro 23 | ISBN 978887180719-5| 2011
DAL 5 MAGGIO IN LIBRERIA

Chiedersi quando e come si sono prospettati per la prima volta temi tanto attuali quali l e politiche di controllo delle nascite, il dibattito filosofico sull’animazione dei corpi, il ricorso all’eutanasia, il rapporto con l’handicap… ci aiuta a comprendere come stiamo cambiando, a quali pressioni sia sottoposta la nostra facoltà di decisione etica e, soprattutto, in quale direzione agiscano su di noi le pressioni mediatiche e culturali. Perché in realtà, anche affrontando nuovissime questioni bioetiche, ci portiamo dietro il fardello del passato che influenza sempre, a volte anche pesantemente, le nostre decisioni.

Questa lettura storica dei problemi bioetici ci pone innanzi tutto di fronte a un effetto che si ripete, quello che Jacques Ellul ne Il sistema tecnico ha chiamato «slittamento morale», cioè la tendenza, tipica delle società tecnologiche, ad accettare in modo acritico le innovazioni tecniche, anche se, alla nascita, sono state oggetto di condanna generale. Dopo un certo lasso di tempo, in genere cinque o dieci anni, la novità sembra divenuta inevitabile e la spinta a essere moderni fa il resto inducendoci ad accettarla, anche se le riserve non sono sciolte.

Vi è poi la tendenza a fare della scienza un’ideologia, forse l’unica sopravvissuta, e quindi ad affidare alla tecnica il compito di creare nuovi valori, una nuova etica del comportamento. Il progressismo etico, l’entusiasmo per le tecnoscienze, ogni tecnologia che sembri confermare e rafforzare le libertà si sono infatti rivelati utili per riempire il vuoto ideologico con cui si è trovata improvvisamente a fare i conti la sinistra, e sono quindi stati accolti con favore dalle stesse persone che fino a poco tempo prima li guardavano con diffidenza.

I saggi qui raccolti tentano un percorso di taglio divulgativo, aperto anche al lettore non specialista. È una scelta di metodo, che rimanda alle singole ricerche svolte da ciascun ricercatore. Se il testo presenta un apparato ridotto, quindi, lo si deve alla volontà di cercare una via media tra studi rigorosi e una forma di scrittura più scorrevole. Questo volume vuol essere un’agile introduzione, che solleciti ad approfondire e comprendere la materia in modo appropriato, nello spirito di altre iniziative già svolte.

Certamente le lettura di questi saggi può contribuire a costruire una nuova consapevolezza delle questioni bioetiche, a renderle più comprensibili ai non addetti ai lavori, e soprattutto a far capire che non sono problemi da demandare agli «esperti», cioè agli scienziati, ma che possiamo e dobbiamo affrontarli tutti. La scienza, infatti, non è un’etica e non basta che una scoperta sia superficialmente attraente per renderla moralmente accettabile o raccomandabile; serve una profonda riflessione in proposito, che non può non affondare le radici anche nel nostro passato.

Lucetta Scaraffia (Torino 1948) insegna storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza. Si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione alla religiosità femminile. La sua opera più recente è Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, con M. Pelaja, Laterza, 2008. È membro del Comitato nazionale di bioetica. Insieme con monsignor Timothy Verdon e Andrea Gianni fa parte del direttivo dell’associazione Imago Veritatis. L’arte come via spirituale, che ha organizzato la mostra presso la reggia di Venaria Reale (Torino) Il Volto e il corpo di Cristo. Collabora con «L’Osservatore Romano», «Il Foglio», «Il Sole24ore», «Il Riformista» e con diverse riviste.

I ricercatori coinvolti fanno infatti parte di un’unità di ricerca finanziata dal CUC (Centro universitario cattolico), cui vanno i ringraziamenti di tutti i partecipanti. Emanuele Colombo insegna Storia della Chiesa alla DePaul University, Chicago. Giulia Galeotti collabora con il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Roma «La Sapienza». Lorenza Gattamorta è ricercatrice di Sociologia dei processi culturali presso l’Università di Bologna. Andrea Possieri collabora con il Dipartimento di Scienze storiche dell’Università degli Studi di Perugia. Francesco Tanzilli collabora con il Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di scienze del territorio «Mario Romani» presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.

da: LaFolla.it – “Bioetica come storia”.


Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi, a cura di Comune di Torino Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori

Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

da: Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori.


Testamento biologico: la Lega lascierà libertà di coscienza


Rondini (Lnp): “E’ una buona legge. Ma la Lega lascierà libertà di coscienza”
09 MAGDopo le opinioni di Livia TurcoDomenico Di VirgilioAntonio PalagianoPierfrancesco Dauri, ecco il parere di Marco Rondini della Lega che ritiene la legge sul testamento biologico il “frutto di una buona mediazione”, in grado di interpretare le diverse istanze in campo per la tutela la v ita e il contrasto all’accanimento terapeutico. Per questo “la Lega prenderà una posizione favorevole al provvedimento ma non verrà imposta una linea ai singoli parlamentari”. Leggi…

Michele Ciliberto: “Dispotismo democratico” e cultura dei legami – Cultura e Ideologia

Michele Ciliberto è uno storico della filosofia

Da: Quarta edizione dell’International Summer School di Filosofia e Politica dedicata a “I fondamenti culturali della democrazia”, Fondazione Italianieuropei, Capaccio (SA), dal 5 all’8 maggio 2011.


Federalismo fiscale: Dossier legislativo a cura di www.regioni.it

Il federalismo fiscale mira a dare attuazione all’art. 119 della Costituzione che sancisce I’autonomia finanziaria di entrata e di spesa per i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni. L’attuazione dell’art. 119 completa iI processo di revisione costituzionale contenuto nella legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 (riforma del Titolo V della Costituzione) che ha dato un nuovo assetto al sistema delle autonomie territoriali, collocando gli enti territoriali al fianco delle Stato come elementi costitutivi della Repubblica come recita I’art. 114 della Costituzione (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato hanno pari dignità, pur nella diversità delle rispettive competenze). L’attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione è contenuta nella legge n. 131 del 2003 mentre le linee procedurali sono state definite dall’accordo interistituzionale del 20/6/2002.Dalla legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 103 del maggio 2010) sono scaturiti 8 decreti attuativi. alcuni dei quali hanno concluso il loro iter e sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Questi ultimi costituisco il contenuto di “dossier legislativo”, pubblicato nella sezione “InParlamento” del sito www.regioni.it. Il link è:
http://www.regioni.it/upload/DossierFedFisc_maggio_11.pdf
Questi i provvedimenti che completano il percorso previsto dalla delega sul federalismo fiscale.
1. Federalismo demaniale -Decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85
Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
Mancata Intesa. Sottoposto alla Conferenza Stato-Città e Autonomie locali che ha espresso parere favorevole il 4 marzo 2010.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 134
dell’11 giugno 2010;
2. Roma Capitale – Decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156 – Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale.
Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 20 luglio 2010.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 219 del 18 settembre 2010;
3. Fabbisogni standard – Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216
Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province.
Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 29 luglio 2010.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 294 del 17 dicembre 2010;
4. Federalismo municipale – Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale.
Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 28 ottobre 2010.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 67 del 23 marzo 2011;
5. Autonomia tributaria di Regioni e Province – Schema di decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
Sancita Intesa a seguito dell’ Accordo politico Governo-Regioni siglato il 16 dicembre 2010.
In attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
6. Perequazione e rimozione squilibri – Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali
Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 20 gennaio.
Parere reso dalla Commissione parlamentare per I’attuazione del federalismo fiscale il 5 maggio 2011.
7. Sanzioni e premi per Regioni, Province e Comuni - Schema di decreto legislativo recante. meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni.
Iscritto all’ordine del giorno della Conferenza Unificata del 5 maggio 2011 e rinviato all’esame della Conferenza Unificata del 18 maggio 2011.
8. Armonizzazione sistemi contabili – Schema di decreto legislativo Armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti e organismi
Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 3 marzo 2011.
Trasmesso all’esame della Commissione parlamentare per I’attuazione del federalismo fiscale.

da: Newsletter n. 1792 del lunedì 9 maggio 2011.


Cicalini Alessandra, Chi sono gli anziani di oggi? Ce lo spiega il Centro Maderna! – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Chi sono gli anziani di oggi e quale ruolo hanno nella famiglia italiana? Alle due domande cercheranno di rispondere i relatori invitati al convegno organizzato dal Centro Maderna a Stresa, nell’hotel Regina Palace, il prossimo 20 maggio. Dell’istituto specializzato nella documentazione e la ricerca sulla terza età abbiamo avuto occasione di parlare l’anno scorso con Sarah Colombo, la coordinatrice dell’area formazione.

Stavolta, però, il Centro Maderna esce allo scoperto in un’iniziativa di carattere nazionale, che ha previsto persino un concorso di cortometraggi, intitolato Vecchio corto, incentrato su questo periodo della vita sempre più protagonista nella società del nostro Paese.

l’intero articolo qui: Chi sono gli anziani di oggi? Ce lo spiega il Centro Maderna! – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.


Bioetica, Giulia Bongiorno, esponente di Fli e presidente della commissione Giustizia della Camera: ”Il ddl alla Camera è una legge contro volontà individuale” – Adnkronos Edicola

Il ddl sul testamento biologico approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera “è una legge contro la volontà dell’individuo, una legge che finge di voler regolare il testamento biologico per, in verità, svuotarlo di ogni contenuto”. Lo scrive Giulia Bongiorno, esponente di Fli e presidente della commissione Giustizia della Camera, in un intervento su ‘La Repubblica’, nel quale non risparmia critiche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto recentemente in difesa del provvedimento.


“L’urgenza con cui invoca l’approvazione della legge – scongiurare il pericolo che ancora una volta i giudici usurpino il Parlamento – è rivelatrice: il suo convincimento, alimentato da vicende personali, secondo cui la magistratura abuserebbe sistematicamente dei propri poteri, gli impedisce di porsi dinanzi a una materia controversa e delicata con la serenita’ necessaria”.

“Quella liberta’ invocata sistematicamente dal premier, talora persino a sproposito, stride non poco – insiste Bongiorno – con la sua scelta di sostenere una legge che la nega nel momento più drammatico della vita umana”.

Nel merito, “la questione su cui a mio avviso dovremmo interrogarci -spiega la presidente della commissione Giustizia della Camera, è: per chi deve effettuare una scelta di fine-vita, essere sottoposto ad alimentazione o a idratazione artificiale oppure a cure mediche in senso stretto fa davvero differenza? In entrambi i casi, bisognerebbe avere il diritto di opporre un rifiuto”.

DA:  Bioetica, Bongiorno: ”Il ddl alla Camera è una legge contro volontà individuale” – Adnkronos Edicola.


Oilproject – Lezioni gratuite online – Liberi di imparare!

Nasce la scuola del futuro gestita dagli studenti

Milano – Oilproject, scuola online fondata nel 2004 da un gruppo di ragazzi e che oggi conta 9000 studenti in Italia, lancia una scuola libera e gratuita di attualità, economia, Internet e politica, in collaborazione con le principali associazioni studentesche nazionali. È il primo talkshow in cui gli argomenti sono stabiliti attraverso un sondaggio dagli utenti. Il cuore delle lezioni è l’interattività: il relatore risponde, senza alcun intermediario, alle domande più votate dai partecipanti. Si inizia parlando di politica con Giuseppe Civati e Italo Bocchino, di disoccupazione giovanile con l’economista Michele Boldrin, di privacy su Facebook con l’esperto Matteo Flora, di cultura hacker con il Comandante della Guardia di Finanza Umberto Rapetto e discutendo dell’influenza sociale del business della pornografia con l’attore hard Franco Trentalance. Ma sono solo spunti iniziali: il primo sondaggio, ad esempio, chiede al pubblico di scegliere tra “Le Mafie e la finanza. Una spiegazione alla portata di tutti”, “Qualità della vita nelle carceri e morti inspiegabili” e “I nuovi rapporti lavorativi nelle fabbriche: cosa cambia?”. “I numeri parlano chiaro: la nostra generazione legge sempre meno i giornali. Perché? È raro che spieghino i meccanismi giuridici ed economici correlati agli eventi. Spesso manca l’approfondimento. Lo stesso vale per i talkshow televisivi nei quali, nel 2011, continua a essere impossibile aggregare le domande del pubblico e rivolgerle in diretta” – dichiara Marco De Rossi, fondatore di Oilproject – “La Scuola d’Attualità nasce proprio da qui. È un esperimento di approfondimento e interattività”. A scegliere i relatori sono il gruppo di docenti ed economisti NoiseFromAmerika (Economia), il thinktank LoSpazioDellaPolitica, il giornale online IlPost (Politica), il mensile Wired (Innovazione e Futuro) e Stefano Quintarelli (Internet e informatica). Partecipano all’iniziativa Federazione degli Studenti, Generazione Futuro, ItaliaFutura, LINK, Rete degli Studenti, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari e decine di altri gruppi di ogni luogo e colore politico. La Scuola d’Attualità è parte di un progetto più ampio. “Abbiamo censito il mondo delle comunità di attivismo studentesco e civile in Italia, trovando quasi ottocento gruppi. Un patrimonio che adesso è condiviso con il pubblico. Ogni gruppo può gestire e aggiornare le sue pagine” – spiega Roberto Coppeto, responsabile delle relazioni con le comunità studentesche di Oilproject. La parte fondamentale è però l’archivio delle lezioni, attualmente circa 700, in merito alle quali gli utenti possono rivolgere domande in differita e avere, grazie alla rete di utenti e docenti, la garanzia di una risposta. La qualità dei contributi è definita attraverso i voti dei navigatori: pura valutazione fra pari (peer review). “Chiunque può inviare lezioni audio o video. L’obiettivo è creare il primo YouTube dedicato alla formazione. Una miniera di conoscenze libere accessibili gratuitamente. Continueremo, nei prossimi mesi, pubblicando centinaia di lezioni dedicate alla Letteratura Italiana. La scuola tradizionale nelle classi fisiche rimarrà fondamentale, ma nuovi strumenti verranno affiancati” – conclude Marco De Rossi – “Il sogno è che entro dieci anni tutte le lezioni tenute nelle scuole e nelle università pubbliche vengano condivise online a beneficio, ad esempio, di chi vive in zone con una scarsa offerta didattica, combattendo così il digital divide culturale italiano. È inevitabile ed è solo questione di tempo. La rivoluzione è solo all’inizio”. Il progetto è realizzato grazie al sostegno di Studenti.it e Telecom Italia – Working Capital.

Oilproject – Lezioni gratuite online – Liberi di imparare!.


Il Presidente Napolitano alla celebrazione del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo, 9 maggio 2011

Un caro saluto, in primo luogo, a quanti sono oggi con noi in rappresentanza di tutte le famiglie – unite da un comune doloroso ricordo e da una comune, sempre più matura e attiva consapevolezza – delle vittime del terrorismo e delle stragi. E quindi uno speciale ringraziamento a coloro che hanno dato spessore umano e morale a questa cerimonia attraverso testimonianze forti e toccanti, a partire da quella di Eugenio Occorsio, e riflessioni alte, come quelle del Presidente Lupo. Tutti gli interventi si sono mossi nel solco dell’ispirazione che ci ha guidato fin dalla prima celebrazione, qui, del “Giorno della Memoria”, nel 2008 : ricerca di verità ; anelito di giustizia severa secondo legge, fuori di ogni reazione d’ira e di odio ; rispetto e ricordo delle figure di tutti i colpiti, di ciascuno di essi per la vita vissuta come persona e non solo per il destino di vittima ; in definitiva messaggio di pace e unità secondo il patto che ci lega, la Costituzione repubblicana.

Ci incontriamo questa volta ancora nel pieno delle celebrazioni del centocinquantenario della nascita del nostro Stato nazionale unitario. Celebrazioni non formali e non retoriche, ma partecipate e meditate, dalle quali ci siamo proposti di trarre motivi di orgoglio e di fiducia, di rinnovata coscienza sia delle ragioni e della forza della nostra unità sia delle criticità che hanno segnato il nostro cammino e delle sfide che abbiamo di fronte. E in effetti ho posto in più occasioni l’accento sulle prove via via superate che hanno dimostrato la solidità della compagine nazionale e statale italiana. Prove estremamente drammatiche come due guerre mondiali, l’oppressione ventennale del regime fascista e la lotta per porvi fine ; ma prove dure anche successivamente e cioè nei decenni della Repubblica retta dalla Costituzione. Più dura e pericolosa tra tutte quella del terrorismo interno.

Nello stesso periodo – seconda metà del Novecento – si sono, certamente, succeduti eventi dirompenti in diversi paesi d’Europa : dalla caduta delle dittature in Spagna e Portogallo all’avvento, sia pure per breve tempo, di una dittatura militare in Grecia, dalla crisi della IV Repubblica in Francia alle ripetute scosse di protesta e di dissenso contro l’ordine totalitario e il prepotere sovietico nei paesi del Centro e dell’Est, fino alla caduta del Muro di Berlino. L’Italia non è stata dunque la sola realtà difficile e a rischio nell’Europa del dopo-seconda guerra mondiale.

Ma la prova del lungo attacco terroristico con cui noi abbiamo dovuto fare i conti, specie negli anni della sua massima intensificazione, è stata quanto mai pesante e insidiosa per la coesione sociale e nazionale, e per le istituzioni democratiche nate sull’onda del movimento di Liberazione e ancorate ai principi della Costituzione repubblicana. E dunque il superamento di tale prova resta una pietra miliare nella storia dell’Italia unita : di qui la nostra inestimabile gratitudine a quanti hanno pagato con la loro vita, e il riconoscimento che meritano tutti quanti hanno condotto quella battaglia sapendo di doverla e poterla vincere.

L’appuntamento di questo 9 maggio ci offre l’occasione per sottolineare come è stata vinta la battaglia, come è stata superata la prova. Si è combattuto, sia chiaro, su molti fronti ; si è vinto grazie alla fibra morale, al senso del dovere, all’impegno nel lavoro e nella vita civile che hanno caratterizzato servitori dello Stato e cittadini di ogni professione e condizione : proprio per quelle loro caratteristiche essi diventarono – nella aberrante ottica dei terroristi – bersagli da colpire, esempi da dare per fini disgregativi sia del tessuto della società sia della tenuta delle istituzioni. Così caddero uomini pubblici, come – 25 anni fa – l’avvocato Conti già Sindaco di Firenze, o furono feriti – “gambizzati”, tristo termine dell’epoca – uomini politici come il deputato democristiano Nadir Tedeschi, cui dobbiamo un recente bel testo di dialogo con una giovane ignara di quelle drammatiche vicende. Così cadde, trent’anni fa, Luigi Marangoni, medico del Policlinico di Milano, espostosi per senso della missione – ce lo ha detto con parole struggenti la figlia Francesca – alla delazione e all’attacco omicida in un ambiente di lavoro inquinato dalla folle predicazione delle Brigate Rosse.

E dirò ora dei servitori dello Stato e in particolare dei magistrati. Non c’è distinzione che possa suonare irrispettosa nel nostro omaggio alla memoria degli uccisi e dei feriti dai terroristi : siamo egualmente vicini a tutti e alle famiglie di tutti, qualunque ne fosse la posizione sociale o ne fossero le idee, e qualunque fosse la matrice ideologica – di estrema sinistra, prevalentemente, o di estrema destra, come nel caso di Vittorio Occorsio – degli atti terroristici di cui rimasero vittime.

Se oggi poniamo l’accento sui servitori dello Stato come quelli, è per sottolineare come fu essenziale la loro lealtà alle istituzioni e come fu decisiva, contro il terrorismo, la battaglia sul fronte della giustizia penale. Quella battaglia fu vinta grazie al concorso e, nei casi estremi, al sacrificio di tutti i soggetti impegnati nelle attività investigative e nei percorsi processuali : magistrati – pubblici ministeri e giudici – uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, come Ciriaco Di Roma, Antioco Deiana, Raffaele Cinotti – ricordati dinanzi a noi con tanta commozione e forza dai loro congiunti – ed egualmente avvocati fedeli al loro mandato e cittadini prescelti come giurati che non si lasciarono intimidire.

Sul fronte della giustizia la battaglia fu vinta – ecco il come più importante – in nome e nel rispetto della Costituzione e dello Stato di diritto, retaggio prezioso e irrinunciabile della lotta antifascista e della Resistenza. In un ricco e impegnativo libro pubblicato di recente in Italia e in Francia, si può leggere – voglio segnalarlo in modo particolare – un saggio che insieme ad altri richiama le incomprensioni e le ambiguità che circondarono fuori d’Italia il fenomeno del terrorismo e l’azione condotta per averne ragione. E impressiona veder rievocate le teorizzazioni giustificazioniste del brigatismo rosso e le polemiche diffamatorie e ostili nei confronti delle istituzioni democratiche italiane e dei loro comportamenti. E’, in questo saggio, un qualificato giurista francese che smonta quelle teorizzazioni e quelle polemiche come prive di plausibilità giuridica, e che mostra come le misure di emergenza adottate dal Parlamento e attuate dalle autorità del nostro paese furono “proporzionate al pericolo istituzionale esistente”, non travolsero le garanzie fondamentali sancite dalla Costituzione, non implicarono una trasformazione del nostro Stato di diritto in Stato autoritario, essendo “ragionevolmente” – come sancì la Consulta nel 1982 – rivolte a proteggere l’ordine democratico e la sicurezza pubblica contro un pericolo estremo. Ecco quel che va argomentato e ancora ribadito nettamente e fermamente, di fronte a residui pregiudizi, a residue mistificazioni, che pesano, ad esempio, sul rapporto tra Brasile e Italia nella vicenda dell’estradizione, rimasta incomprensibilmente sospesa, del terrorista Battisti.

C’è forse – mi chiedo – bisogno di ritornare sulla gravità del pericolo estremo rappresentato dall’offensiva brigatista, giunta fino alla sfida inaudita della cattura, della strage della scorta e dell’uccisione di uno dei maggiori uomini di Stato e leader politici italiani? E colgo l’occasione per rivolgere un riverente pensiero – stringendomi con affetto ai suoi famigliari – alla grande figura di Aldo Moro, brutalmente soppresso il 9 maggio di 33 anni orsono, sul cui dramma umano e sui cui tormentati pensieri nel buio della prigione viene ora gettata nuova luce grazie a ulteriori ricerche e approfondimenti.

O c’è forse bisogno di richiamare – l’ha fatto comunque, e impeccabilmente, qui il Presidente Lupo – il modo in cui i dieci magistrati che oggi ricordiamo e onoriamo, nome per nome, “esercitarono giurisdizione : con la compostezza e la serenità di chi ha di fronte non nemici o avversari da sconfiggere, ma cittadini imputati da giudicare”?

Di qui la grande lezione, che ci fa parlare di una prova aspra e cruda superata dall’Italia unita, uscitane perciò rafforzata nella sua coscienza nazionale, nelle sue istituzioni repubblicane, e quindi nelle sue risorse morali, indispensabili per far fronte con successo alle nuove prove che ci attendono. La lezione è chiara e ha segnato un passaggio decisivo nella nostra storia nazionale : abbiamo dimostrato di essere una democrazia capace di difendersi senza perdersi, capace di reagire ad attacchi e minacce gravi senza snaturarsi. Va detto di fronte ai possibili sviluppi del terrorismo internazionale, pur duramente colpito. E va detto come monito a chiunque può essere tentato di inoltrarsi sulla strada della violenza o, in qualsiasi modo, della sfida all’imperio della legge.

Ringrazio il CSM e il suo Vice Presidente per l’opera composta in segno di omaggio alla memoria di Vittorio Bachelet e di tutti i magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie. Si sfoglino quelle pagine, ci si soffermi su quei nomi, quei volti, quelle storie, per poter parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura, nella consapevolezza dell’onore che ad essa deve esser reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie. E sia in noi tutti chiara e serena la certezza che le pagine di quest’opera, i profili e i fatti che presenta, le parole che raccoglie sono come pietre, restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli, e di qualsiasi polemica politica indiscriminata.

E infine ringrazio i ragazzi del Bresciano e i ragazzi di tutte le scuole che hanno con alto spirito civile e sentimento nazionale partecipato a progetti di ricerca sulle vicende del terrorismo e su stragi come quella di Piazza della Loggia. Per quest’ultima e non solo per essa – lo dico a Andrea e Alì, e lo dico a Manlio Milani, oltre ogni sconforto – varrà a esigere e fare chiarezza, ne sono sicuro, il portale che oggi inauguriamo della “Rete degli Archivi per non dimenticare”. Non dimenticheremo, opereremo perché l’Italia non dimentichi ma tragga insegnamenti e forza da quelle tragedie. A voi tutti l’abbraccio mio e delle istituzioni in questo Giorno della Memoria che è entrato ormai nel nostro cuore.


E’ questa la Procura che ha indagato e indaga sui grandi crack bancari (dalla Banca di Sindona al Banco Ambrosiano fino ai casi piu recenti), su bancarotte e reati societari, su terrorismo interno e internazionale, sulle organizzazioni volte a sovvertire l’ordinamento democratico, sulla criminalità organizzata e mafiosa, sulla tutela dell’ambiente, sugli infortuni sul lavoro, sugli abusi sessuali nei confronti dei minori, sulle truffe agli anziani, sui furti, sui reati informatici ed anche, doverosamente, sulla corruzione e sugli abusi di coloro che esercitano pubbliche funzioni, discorso di Edmondo Bruti Liberati per la giornata della Memoria

Edmondo Bruti Liberati, Procuratore della Repubblica

Prendo Ia parola, nel giorno della memoria di Giorgio Ambrosoli, Emilio Alessandrini e Guido Galli, nella qualità di Procuratore della Repubblica di Milano. E’ questa la Procura che ha indagato e indaga sui grandi crack bancari (dalla Banca di Sindona al Banco Ambrosiano fino ai casi piu recenti), su bancarotte e reati societari, sui terrorismo interne e internazionale, sulle organizzazioni volte a sovvertire l’ordinamento democratico, sulla criminalità organizzata e mafiosa, sulla tutela dell’ambiente, sugli infortuni sul lavoro, sugli abusi sessuali nei confronti dei minori, sulle truffe agli anziani, sui furti, sui reati informatici ed anche, doverosamente, sulla corruzione e sugli abusi di coloro che esercitano pubbliche funzioni. Giorgio Ambrosoli, avvocato, è andato incontro, consapevolmente, al rischio della vita per aver voluto affermare che le regole valgono anche per le grandi frodi e non solo per le piccole, nonostante protezioni “dall’alto” e correlativi inviti alia “prudenza”.

Una lezione molto attuale. Non posso tacere poi che è un grande onore trovarmi oggi, in questa occasione solenne, a rappresentare i PM di Milano rendendo omaggio alla memoria di due magistrati che PM alla Procura di Milano sono stati. Emilio Alessandrini ha percorso alla Procura di Milano tutta la sua carriera: ci siamo più volte incontrati in udienza, lui sostituto procuratore ed io giudice della II sezione penale del Tribunale.

Guido Galli, giudice istruttore al momento della sua morte, era stato in precedenza magistrato della Procura di Milano, oltre che giudice del dibattimento. Alessandrini e Galli hanno vissuto da protagonisti quel decennio degli anni ’70, anni di piombo, ma insieme anni di grandi e positive trasformazioni nella legislazione e nella magistratura. Alessandrini e Galli magistrati a tutto tondo, sono stati entrambi impegnati, lo si è già ricordato, nella Associazione nazionale dei magistrati, di cui furono segretari della sezione Milanese. Alessandrini e Galli, eroi civili che hanno pagato con la vita la loro dedizione al dovere, sono stati due di noi, magistrati di Milano, come noi sono entrati mille volte in questo Palazzo, hanno letto i motti latini sulle facciate e la scritta che campeggia in tutte le aule di udienza “La legge è uguale per tutti”. Sono stati magistrati soggetti alla legge e”soltanto” alla legge e alla suprema delle leggi, la Costituzione, di cui la Corte Costituzionale è custode ed interprete.

Nel rilievo di Arturo Martini che si trova in questo stesso atrio al terzo piano, l’opera d’arte piu rilevante di questo Palazzo, la Giustizia è rappresentata con i simboli tradizionali della bilancia e della spada. Spetta al magistrato garantire che tutti siano eguali di fronte alia legge, senza che nessuno possa avvalersi di privilegi o immunità. Ma la bilancia deve essere sorretta dalla spada, l’autorità che i magistrati esercitano nel nome del popolo italiano. E’ un compito difficile, che per taluno ha comportato l’assunzione del rischio fino al sacrificio: per tutti comporta quotidianamente responsabilità enorme, di cui siamo ben consapevoli. “lustitia fundamentum regnorum” è uno dei motti incisi sulle facciate di questa Palazzo. Il rendere giustizia, nei casi che fanno notizia, come nella quotidianità, deve essere assistito dalla fiducia dei cittadini.

Sta a noi magistrati onorare il ricordo dei caduti mettendo ogni impegno per meritare la fiducia dei cittadini; sta a tutti gli esponenti delle istituzioni concorrere a rinsaldare questa flducia. Nello spirito di austerità che si conviene, sempre, a questa luogo in cui si amministra giustizia, conclude questa cerimonia chiedendovi di osservare un minuto di silenzio in omaggio alia memoria di quanti, avvocati; magistrati, giornalisti, uomini delle forze dell’ordine e della polizia penitenziaria, sono caduti, come è scritto su questa stele, “in difesa della legalità repubblicana”.

da: Il discorso di Edmondo Bruti Liberati per la giornata della Memoria | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.


Politiche sociali nella Regione Lombardia: “mettere in gioco una pluralità di soggetti e spostare il finanziamento dei servizi ‘dall’offerta alla domanda (l’assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli)

Una dichiarazione che esprime la linea politica della Regione Lombardia: alterare ancora di più il sistema di welfare che è stato modellato in 40 anni di storia delle politiche sociali.

La strada del sempre peggio. E a favore del reticolo potentissimo delle varie “compagnie delle opere”

Paolo Ferrario

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“La riforma del welfare non è un problema secondario, poiché il sistema che abbiamo conosciuto fino ad ora sta cambiando”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli, intervenendo al convegno ‘Welfare plurale. Sfida di comunità’, organizzato a Milano da Cisl Lombardia. 
Oltre all’assessore Boscagli sono intervenuti, tra gli altri, Gigi Petteni (segretario generale Cisl Lombardia), Riccardo Bonacina (presidente e direttore editoriale del settimanale Vita), Attilio Rimoldi (segretario generale Cisl pensionati Lombardia), Giorgio Vittadini (presidente della Fondazione per la Sussidiarietà), Mariella Enoc(vice presidente Fondazione Cariplo) e Johnny Dotti (presidente Welfare Servizi Italia srl). 
“Nella nostra regione – ha spiegato Boscagli – la pensione di vecchiaia ha un importo medio di circa 1.000 euro mensili, mentre non c’è una RSA che costi meno di 1.500 euro al mese. Occorre affrontare con forza questa contraddizione, mettendo in gioco una pluralità di soggetti e spostando il finanziamento dei servizi ‘dall’offerta alla domanda’. Non si può pensare, ad esempio, che i ricoveri degli anziani in residenze sanitarie siano in buona parte coperte dall’intervento pubblico, mentre chi sceglie di curare in casa i propri cari venga lasciato solo e senza alcun sostegno”. Boscagli ha ricordato come la politica di Regione Lombardia sia orientata verso la forma del sostegno diretto della persona. 
“Stiamo traghettando il sistema esistente – ha spiegato -verso una forma che sostenga direttamente la persona attraverso la Dote socio sanitaria (assegnazione delle risorse direttamente in capo alle persone in funzione del fabbisogno di assistenza e della capacità economica). In questo modo è la persona che paga direttamente il servizio, non più l’Asl sulla base di budget assegnati agli erogatori in funzione della spesa storica. Sul lato dell’offerta invece stiamo intervenendo sia in via legislativa per garantire la più ampia apertura del mercato dei servizi, sia in via amministrativa attraverso la revisione dell’accreditamento, per assicurare l’esistenza di una pluralità di erogatori allo scopo di scongiurare i rischi della formazione di posizioni di rendita e di consentire una reale libertà di scelta da parte dei cittadini”. 
L’assessore Boscagli ha spiegato come, proprio in prospettiva di costruzione e preparazione di questo nuovo sistema di welfare, tra poche settimane la Giunta regionale approverà la delibera di riforma degli interventi a sostegno della domiciliarità. “Con questo provvedimento – ha detto – stanzieremo 40 milioni di euro, che si aggiungeranno ai 90 milioni già destinati, per sperimentare sui territori nuovi interventi, per creare una rete capillare di soggetti (con il coinvolgimento ad esempio delle farmacie e dell’Areu), per la realizzazione di iniziative formative mirate al personale che sarà coinvolto nelle diverse azioni sperimentali”.

(Lombardia Notizie)

da: Regione :: Welfare, Regione in campo per cambiare il sistema.


Testamento biologico, Camera.it – Documenti, al 20 aprile 2011

Testamento biologico
In tema di bioetica il dibattito parlamentare si è concentrato essenzialmente sui temi del consenso informato e delle dichiarazioni anticipate di trattamento, mediante l’esame di diverse proposte di legge che, approvate dal Senato, sono attualmente all’esame della Camera dei deputati. Si tratta di temi fortemente connessi al diritto costituzionale alla salute ed alle sue implicazioni sulle problematiche del “fine vita”.

informazioni aggiornate a mercoledì, 20 aprile 2011

Il testamento biologico

Sui temi riconducibili alla generale categoria della bioetica, ed in particolare su quelli concernenti la fine della vita e il “diritto a morire con dignità”, si è sviluppato, negli ultimi anni nel nostro Paese, un intenso dibattito dottrinario e giurisprudenziale che non ha lasciato indifferente il legislatore. Il dibattito è fondato sul riconoscimento del diritto alla salute, di cui all’articolo 32 della Costituzione, quale diritto fondamentale e del principio del consenso informato quale presupposto di ogni trattamento sanitario. Peraltro, il principio del consenso informato viene sancito anche dalla Convenzione di Oviedo – ratificata dalla legge n. 145 del 28 marzo 2001 -, dal codice di deontologia medica e da specifiche disposizioni normative.

Si fa riferimento, da un lato, al ricorso agli analgesici per alleviare il dolore e, più in generale, alle cure palliative, dall’altro al rifiuto o alla sospensione di trattamenti eccezionali, che non hanno più valore di terapia. Particolari problemi sorgono inoltre quando il paziente non sia più in grado di esprimere la propria volontà e di opporsi a determinati trattamenti.

Nell’ottobre 2008 il Senato ha avviato l’esame, concluso, in prima lettura, il 26 marzo 2010, del testo unificato di varie proposte di legge (A.S. 10 ed abb.) recante disposizioni sul consenso informato e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Nel corso del dibattito parlamentare non sono mancate prese di posizione varie e contrastanti tra i diversi schieramenti politici e anche all’interno degli stessi, frutto di differenti concezioni etiche e giuridiche.

Il provvedimento  è stato esaminato, in sede referente, dalla XII Commissione affari sociali della Camera che ne ha concluso l’esame, con la votazione del mandato al relatore, il 1° marzo scorso. Conclusa la fase della discussione, nella quale sono intervenuti molti  deputati, e terminato lo  svolgimento di  audizioni informali di associazioni ed esperti del settore, la XII Commissione ha adottato,  come testo base per il seguito dell’esame, il testo della proposta di legge n. 2350, approvata dal Senato, che ha subito varie modifiche a seguito dell’approvazione di emendamenti. Il provvedimento, sul quale l’Assemblea della Camera ha svolto la discussione generale il 7 e il 9 marzo scorso, e che è ora all’esame della medesima Assemblea per la votazione degli emendamenti, sancisce preliminarmente i principi della tutela della vita umana e della dignità della persona, del divieto dell’eutanasia e dell’accanimento terapeutico, e del consenso informato quale presupposto di ogni trattamento sanitario. Provvede quindi alla disciplina, con una norma di carattere generale, del consenso informato, sempre revocabile e preceduto da una corretta informazione medica, e delinea le caratteristiche e i principi essenziali della dichiarazione anticipata di trattamento. Tale dichiarazione consiste nella manifestazione di volontà, con determinate formalità, con cui il dichiarante si esprime in merito ai trattamenti sanitari in previsione di un’eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere, espressa prima dell’insorgere della condizione di incapacità. Tuttavia, dall’oggetto di tale dichiarazione, vengono escluse l’alimentazione e idratazione, che devono essere mantenute fino al terminedella vita,  salvo che non risultino più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche del corpo. Viene inoltre sancita la non obbligatorietà, per il medico, delle dichiarazioni anticipate, la cui validità è fissata a cinque anni, e stabilita la piena revocabilità, rinnovabilità e modificabilità di esse. Viene poi qualificata come livello essenziale di assistenza l’assistenza  ai soggetti in stato vegetativo. E’ rimessa al Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza stato-regioni, la definizione di linee guida i n tale ambito cui si conformano le regioni.  Vengono poi disciplinati il ruolo del fiduciario e del medico ed  è infine stabilita l’istituzione di un Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico.

da: Camera.it – Documenti – Temi dell’Attività parlamentare.


Vivere in cohousing, cosa vuol dire? L’incontro di Parma, 7 maggio 2011 | Eco-vicinato – ilCambiamento.it

Il 7 maggio scorso si è tenuto a Parma un incontro finalizzato a dare visibilità al fenomeno del cohousing e mettere a confronto le diverse realtà che si occupano di questa soluzione abitativa. Una soluzione che in Italia sta prendendo piede più velocemente che negli altri Paesi europei. Di seguito il report dell’incontro.

di Francesco Neri – 13 Maggio 2011

vai all’intero articolo qui: Vivere in cohousing, cosa vuol dire? L’incontro di Parma | Eco-vicinato – ilCambiamento.it.


Minori – Seconde generazioni – Famiglia, bibliografia a cura di http://www.cestim.it/

Minori – Seconde generazioni – Famiglia

>Visita la Bibliografia ragionata dalla scheda “Le seconde generazioni” di Cestim on line

2010

Figli di migranti in Italia. Identificazioni, relazioni, pratiche, di Enzo Colombo, Utet Università, 2010, pp. 352, € 23,00

Italiani a metà. Giovani stranieri crescono, Roberta Ricucci, Il mulino, collana “Progetto Alfieri”, 2010, pp. 232, € 18,00

2008

Seconde generazioni all’appello. Studenti stranieri e istruzione secondaria superiore a Bologna, di Debora Mantovani, Istituto Carlo , Misure / Materiali di Ricerca dell’Istituto n° 29, 2008

Minori al lavoro. Il caso dei minori migranti, Ires, Save the Children; presentazioni di Agostino Megale e Agostino Neri, Ediesse, Collana Studi e Ricerche, 2008

Straniero a chi?, un CD con tredici brani di artisti nati in Italia o all’estero. In distribuzione gratuita, finanziato dal Ministero della Solidarioetà Soiciale, ideato dalla rete G2Recensione da Il Manifesto del 29 marzo 2008

Dall’Atlante agli Appennini, di Maria Attanasio, Orecchio Acerbo, pp. 108, € 14,50. Recensione di Francesca Lazzarato da Il Manifesto del 29/06/2008

2007

Fuori dalla linearità delle cose semplici. Migranti albanesi di prima e seconda generazione, di Ennio Pattarin, Franco Angeli, collana Politiche Migratorie, 2007

Famiglie migranti. Primo Rapporto nazionale sui processi d’integrazione sociale delle famiglie immigrate in Italia, Marta Simoni, Gianfranco Zucca, Milano, Franco Angeli, collana “Atmosfere sociali” a cura dell’Iref, 2007

Una generazione in movimento. Gli adolescenti e i giovani immigrati. Atti del Convegno Nazionale dei Centri Interculturali. Reggio Emilia, 20-21 ottobre 2005, Gloria Cacciavillani, Emma Leonardi, Franco Angeli, 2007, pp. 320, € 21,00Vai all’ archivio


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