Appalti servizi e forniture: atti di gara aggiornati con Regolamento Tracciabilità Decreto sviluppo, Maggioli editore

III edizione aggiornata al:
› Regolamento contratti
pubblici
› Tracciabilità flussi
finanziari
› Decreto Sviluppo
IL NUOVO FORMULARIO DELL’AFFIDAMENTO SERVIZI E FORNITURE
140 formule compilabili
e stampabili liberamente
con il Cd-Rom allegato

(aggiornabili gratis on line
per tutto il 2011
in caso di future modifiche)
IL NUOVO FORMULARIO DELL’AFFIDAMENTO
SERVIZI E FORNITURE
• Procedura aperta • Procedura ristretta • Procedura negoziata

In una fase già particolarmente complessa e di acuta incertezza operativa dell’appaltistica pubblica, con l’entrata in vigore del Regolamento di esecuzione del Codice dei contratti pubblici, il legislatore ha emanato il cd. Decreto Sviluppo che apporta ulteriori modifiche al D.Lgs. 163/2006, a iniziare dai requisiti generali necessari per poter partecipare legittimamente alle gare di appalto e alle concessioni.

Testo-base fondamentale per far fronte all’incessante proliferare di disposizioni normative, questo Formulario consente di procedere sicuri nell’affidamento degli appalti di servizi e di forniture,offrendo all’Operatore criteri di condotta e linee guida da seguire – nel rispetto comunque di scelte e soluzioni autonome – nella predisposizione degli atti di gara. 

Con riferimento alle differenti procedure di gara (aperta, ristretta, negoziata), alle prescrizioni inerenti l’importo dell’appalto (inferiore e superiore alla soglia comunitaria) e alle modalità di scelta del contraente (prezzo più basso ed offerta economicamente più vantaggiosa), questo nuovo volume fornisce ai responsabili del procedimento schemi di bandi, disciplinari di gara, lettere di invito, domande, dichiarazioni e moduli a corredo dell’offerta.

Gli schemi - nel comodo formato A4 e replicati nel Cd-Rom allegato - sono corredati di note esplicative dirette a chiarire dubbi e questioni concrete: frutto dell’attenta analisi dei casi più controversi costituiscono regole guida nella corretta e razionale costruzione degli atti di gara. 

Realizzato da L. Tabarrini, Funzionario responsabile del settore appalti di primario comune, il Formulario - aggiornato e all’occorrenza aggiornabile gratis per tutto l’anno in corso - si presenta così efficacemente organizzato:

AFFIDAMENTO SERVIZI 

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PROCEDURA APERTA
1. Pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara.
2. Tempi da accordare per la presentazione delle offerte.
3. Ulteriori termini per la presentazione delle offerte dei capitolati d’oneri, documenti ed informazioni complementari.
Prezzo più basso - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Prezzo più basso - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.

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PROCEDURA RISTRETTA
1. Pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara.
2. Termini da concedere per la presentazione delle richieste di partecipazione.
3. Tempi da accordare per la presentazione delle offerte.
4. Ulteriori termini per la presentazione delle offerte dei capitolati d’oneri, documenti ed informazioni complementari.
Prezzo più basso - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Prezzo più basso - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.

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PROCEDURA NEGOZIATA
1. Pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara.
2. Termini da concedere per la presentazione delle richieste di partecipazione.
3. Termini per la presentazione delle offerte.
4. Ulteriori termini per la presentazione delle offerte dei capitolati d’oneri, documenti ed informazioni complementari.
Prezzo più basso - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Prezzo più basso - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.


AFFIDAMENTO FORNITURE

Strutturata esattamente come la prima parte di cui sopra, anche la seconda - riservata agli appalti di forniture - contiene tutta la modulistica necessaria a gestire gli atti di gara per:
 Procedura aperta.
 Procedura ristretta.
 Procedura negoziata. 


AGGIORNAMENTO FORMULARIO

Attraverso un apposito servizio internet, tutta la modulistica contenuta nel Cd-Rom allegato viene mantenuta costantemente aggiornata in base all’evoluzione normativa: fino al 31 dicembre 2011 i nuovi modelli sono disponibili gratuitamente, collegandosi on line all’indirizzo riportato nel volume. 


Per ricevere
IL NUOVO FORMULARIO DELL’AFFIDAMENTO
SERVIZI E FORNITURE

Maggioli Editore • III edizione luglio 2011 • con Cd-Rom
Pagine 1.160 • F.to cm. 21×29,7 • ISBN 6549.9 
• Euro 98,00

Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza

Nell’ultima seduta di ieri, la Giunta comunale ha approvato le nuove carte dei servizi per tre strutture che forniscono assistenza ad anziani, disabili e minori. Si tratta del Complesso di ospitalità per disabili Santa Petronilla, della Comunità Alloggio per minori “Il Faro” e della struttura residenziale e semi residenziale per anziani “Villa Giardino Rubini Manenti”.

La carta servizi stabilisce i criteri per l’accesso ai servizi e le modalità con le quali vengono effettuati perché i cittadini possano utilizzarli più agevolmente.

Il Faro è una comunità educativa di tipo familiare che ospita fino a sei minori di ambo i sessi, in età compresa dai 6 ai 18 anni segnalati dai servizi sociali territoriali, dal Tribunale dei minorenni o da altra autorità giudiziaria. Per ricevere informazioni relative alle modalità di ammissione presso il centro di accoglienza per Minori “Il Faro” è possibile telefonare alla direzione “Servizi alla persona” del Comune di Siena (numero 0577 – 292243).

Il centro diurno “Villa Giardino Rubini Manenti”, invece ospita 36 anziani, di cui 18 non autosufficienti, che hanno compiuto 65 anni e adulti con patologie assimilabili a quelle della terza età, i cui bisogni assistenziali e sanitari siano compatibili con l’ambiente comunitario e con l’offerta specifica del servizio. La struttura adotta forme di assistenza orientate alla prevenzione, al recupero e al mantenimento delle capacità intellettive, comportamentali e fisiche. Il centro diurno aiuta per alcune ore le famiglie nel loro quotidiano “lavoro di cura”. Per informazioni è necessario rivolgersi sempre alla direzione “Servizi alla persona” chiamando però il numero telefonico 0577 – 292359.

Il Centro diurno per disabili del “Santa Petronilla” può ospitare 20 persone così come la “comunità alloggio protetta”. Le due strutture sono gestite in maniera integrata per garantire un utilizzo flessibile dei servizi da parte dei cittadini. L’inserimento avviene con modalità concordate caso per caso con gli operatori socio – sanitari, attraverso specifici incontri per definire un “progetto – quadro” che preveda come realizzare la frequenza al centro diurno oppure l’accoglienza nella “comunità alloggio protetta”. I cittadini interessati possono ricevere informazioni sempre chiamando il numero telefonico 0577 – 292359.

Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza.


Manovra correttiva, le previsioni in materia di albi e di libere professioni

La bozza di manovra, domani all’esame del Governo, contiene novità “rivoluzionarie” in tema di liberalizzazione dell’esercizio professionale e di tenuta degli albi.

Riportiamo di seguito lo stralcio dalla bozza di decreto legge che domani potrebbe essere varato dall’esecutivo.

*    *    *

Bozza di manovra correttiva
(per il Consiglio dei Ministri del 30 giugno 2011)

Decreto legge recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”

(…)

14. Liberalizzazioni e sviluppo

Articolo 1

Principio di libertà d’impresa

1. L’accesso alle professioni e il loro esercizio si basano sul principio di libertà di impresa.

2. Le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle professioni devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni devono essere oggetto di interpretazione restrittiva.

Articolo 2

Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni

1. Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni previste dall’ordinamento vigente, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto.

2. Il termine “restrizione’”, ai sensi del comma 1, comprende :

a) la limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente sulla base della popolazione o di altri criteri di fabbisogno;

b) l’attribuzione di licenze o autorizzazioni all’esercizio di una professione solo dove ce ne sia bisogno secondo l’autorità amministrativa; si considera che questo avvenga quando l’offerta di servizi da parte di persone che hanno già licenze o autorizzazioni per l’esercizio delle professioni non soddisfa la domanda da parte di tutta la società con riferimento all’intero territorio nazionale o ad una certa area geografica ;

c) il divieto di esercizio di una professione al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione a esercitarla solo all’interno di una determinata area;

d) l’imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all’esercizio della professione;

e) il divieto di esercizio della professione in più sedi oppure in una o più aree geografiche;

f) la limitazione dell’esercizio della professione ad alcune categorie professionali o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti;

g) la limitazione dell’esercizio della professione attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore;

h) l’imposizione di requisiti professionali in relazione al possesso di quote societarie;

i) l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi, indipendentemente dalla determinazione, diretta o indiretta, mediante

l’applicazione di un coefficiente di profitto o di altro calcolo su base percentuale;

  1. l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’attività svolta.

3. Le restrizioni diverse da quelle elencate nel comma 2 precedente possono essere revocate con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, emanato su proposta del Ministro competente entro quattro mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.

4. Singole professioni possono essere escluse, in tutto o in parte, dall’abrogazione

delle restrizioni disposta ai sensi del comma 1; in tal caso, la suddetta esclusione, riferita alle limitazioni previste dal comma 2, può essere concessa, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge qualora:

a) la limitazione sia funzionale a ragioni di interesse pubblico;

b) la restrizione rappresenti un mezzo idoneo, indispensabile e, dal punto di vista del grado di interferenza nella libertà economica, ragionevolmente proporzionato all’interesse pubblico cui è destinata;

c) la restrizione non introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalità o, nel caso di società, sulla sede legale dell’impresa.

Articolo 3

Eliminazione dei requisiti ingiustificati relativi all’autorizzazione preventiva all’esercizio di una professione

1. L’obbligo di autorizzazione preventiva per l’esercizio di professioni diverse da quelle di cui all’articolo 2, comma 1, in cui la concessione di tale autorizzazione dipende dalla presenza di presupposti giuridici che l’amministrazione ha il dovere di stabilire in modo obiettivo, è abrogato quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto; fatto salvo quanto disposto dal comma 2, la professione può pertanto essere liberamente esercitata allo scadere di un periodo di tre mesi dalla data di comunicazione di inizio dell’attività professionale, accompagnata dalla documentazione attestante la conformità dell’attività con le correnti disposizioni normative. L’autorità può vietare l’esercizio della professione, entro tre mesi dal ricevimento della comunicazioni, se i presupposti legali non sono soddisfatti o se sulla base delle informazioni presentate non sembrano essere soddisfatti.

2. Alcune professioni possono essere esentate dalle previsioni del comma 1, con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, emanato su proposta del Ministro competente entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge qualora, fatto salvo il principio di proporzionalità, un prevalente interesse pubblico richieda il mantenimento delle precedenti disposizioni normative.

Manovra correttiva, le previsioni in materia di albi e di libere professioni.


Manovra correttiva in arrivo, il testo ed una scheda di commento, Fortunato Laurendi, in LeggiOggi.it

 

in sintesi le altre novità in arrivo.

Stop rivalutazione pensioni alte: arriva una stretta sulle pensioni più alte con lo stop alla rivalutazione automatica.

Blocco assunzioni P.A.: arriva la proroga di un anno del blocco delle assunzioni dei lavoratori nella pubblica amministrazione, ma lo stop non scatterà immediatamente e non riguarderà la polizia e i vigili del fuoco. Il congelamento viene rimandato a un successivo regolamento. Lo stop riguarderà anche le assunzioni di nuovo personale nelle agenzie fiscali, gli enti pubblici non economici, alcuni altri enti come quelli lirici, l’Agenzia spaziale italiana, il Coni, il Cnel, e l’Enac. Attesi risparmi per circa 1,5 miliardi.

Congelamento contratti statali: viene prorogato al 2014 il congelamento degli aumenti contrattuali per gli statali.

Missioni: per la proroga della partecipazione italiana alle missioni internazionali a partire dal primo luglio e fino al 31 dicembre verranno stanziati 700 milioni di euro.

Spending review: per razionalizzare la spesa e superare il criterio della spesa storica il Tesoro a partire dl 2012 dà inizio a un ciclo di ‘spending review’.

Norma anti-badante: si pone un freno ai matrimoni di interesse fra la colf e il pensionato. Dal primo gennaio del 2012 la pensione di reversibilità è ridotta del 10%, nei casi in cui il matrimonio con il pensionato sia stato contratto ad età di questo superiore a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni.

Agenzia infrastrutture stradali: sarà istituita dal 1 gennaio 2012 presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e avrà sede a Roma. L’agenzia potrà anche avvalersi di Anas.

Privatizzazione Croce rossa: dal primo gennaio 2012 viene privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l’anno tutti i contratti a termine.

Fondi immobiliari: arrivano i fondi immobiliari pubblici per valorizzare il patrimonio locale. Il ministero dell’Economia costituirà una società di gestione del risparmio avente capitale sociale pari a 2 milioni per l’istituzione di uno o più fondi d’investimento. Possono partecipare anche le Fondazioni e Cassa Depositi e Prestiti. Allo stesso tempo è sciolta e posta in liquidazione la società Patrimonio spa.

Infrastrutture: vengono stanziati 930 milioni per il 2012 e 1 miliardo per ciascuno degli anni dal 2013 al 2016.

Servizio universale: l’Alta Velocità contribuirà a finanziare il Servizio universale attraverso un sovrapprezzo del canone.

Stretta beni e servizi: arriva una stretta alla spesa per l’acquisizione di beni e servizi.

Sanità: una serie di economie riguardano il settore sanitario attraverso il meccanismo dei costi standard. Il livello di finanziamento a cui concorre lo Stato per il 2013 è incrementato dello 0,5% rispetto al 2012 e dell’1,4% nel 2014.

La bozza di decreto contenente la manovra correttiva

vai all’intero articolo e scheda Manovra correttiva in arrivo, il testo ed una scheda di commento.


Piercing. Pediatri: “Poco igiene, complicanze per un ragazzo su 3”


29 GIU - Si rivolgono a personale non qualificato, addirittura se lo fanno da soli, anche a scuola, con aghi sterilizzati male o con graffette. A lanciare l’allarme sui rischi di infezioni legati ai piercing e sul modo in cui i giovani li sottovalutano è la Società italiana di Pediatria (Sip). Tra le consulenze di un piercing mal fatto o mal curato, sanguinamenti, infezioni, cheloidi e nei casi più gravi persino endocardite. Leggi…


Manovra. La vigilia: ecco le misure sulla sanita’ all’esame del Governo


29 GIU - Riepiloghiamo le misure per la sanità in vista del Consiglio dei ministri di domani che darà il via libera alla manovra di Tremonti.Nella bozza di ieri sera sono confermati nuovi ticket, tagli all’acquisto di beni e servizi, proroga al 2014 dei tagli per il personale e abbassamento del tetto per la farmaceutica. Leggi…


Come fare ricorso al Giudice di Pace, da Newsletter Moduli.it – 28/06/2011


In molti casi il ricorso al Giudice di Pace rappresenta probabilmente la strada migliore e più semplice per risolvere talune controversie. Rispetto ai tribunali ordinari, infatti, le procedure e i tempi sono più rapidi e le pratiche meno care. Il Giudice di Pace è un magistrato onorario (comunemente detto “non togato”), nominato dal Presidente della…
[Continua]


Erba di casa mia: coltivare marijuana sul balcone è legale | Blitz quotidiano

una sentenza della Cassazione ha sdoganato il “pollice verde” di tantissimi consumatori di cannabis. Secondo i giudici della Cassazione, la coltivazione di una piantina di marijuana “non ha alcuna portata offensiva”.

I coltivatori improvvisati di “erba” potranno abbandonare coperture improbabili e serre arrangiate, ed esibire sul terrazzo di caso la loro piantina anche quando germoglia senza preoccuparsi di essere fotografati e scoperti dalle forze dell’ordine.

I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso con il quale il procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l’assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di “maria” sul balcone della sua abitazione a Scalea (Cosenza). i giudici hanno di fatto ribaltato la giurisprudenza tradizionale, secondo la quale deve essere sempre punita la coltivazione di sostanza stupefacente.

In particolare la Cassazione ha fatto riferimento a un principio giuridico che “sebbene timidamente ha già” fatto capolino nella giurisprudenza di merito e di legittimità, tira in ballo la necessità che il possesso limitato di piante o principi droganti sia in grado di procurare danni.

Dunque, quando la “modestia dell’attività posta in essere” – è scritto nella sentenza – emerge da circostanze oggettive di fatto, come in questo caso la coltivazione di una piantina in un piccolo vaso sul terrazzo di casa con un principio attivo di mg 16, il comportamento dell’imputato deve essere ritenuto del tutto inoffensivo e non punibile anche in presenza di specifiche norme di segno contrario.

In conclusione, ha osservato la Cassazione, non solo non è punibile alcun comportamento non previsto dalla legge come reato, ma non è punibile nemmeno il reato che non procura danni a nessuno: in altre parole “nullum crimen sine lege” ma anche “nullum crimen sine iniuria”.

29 giugno 2011

da Erba di casa mia: coltivare marijuana sul balcone è legale | Blitz quotidiano.


Relazione PMA. Aumentano del 10% le gravidanze assistite: 2 italiani su 100 nascono così

 

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Relazione PMA. Aumentano del 10% le gravidanze assistite: 2 italiani su 100 nascono così
La Relazione annuale al Parlamento (vedi il testo integrale) mostra indiscutibilmente una crescita del ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Nel 2009 vi hanno fatto ricorso 63.840 coppie (+ 7,8%) e sono state ottenute 14.033 gravidanze (+ 9,9%). Monitorati 10.819 nati vivi (+ 5,9% rispetto al 2008 , corrispondente all’1,9% delle nascite in Italia). Cresce anche l’età media della donna che supera ormai i 36 anni, mentre diminuiscono i parti trigemellari e i quadrupli. E infine si registra un boom degli embrioni congelati (+ 861%)

QS – Quotidiano Sanità: Governo e Parlamento – Relazione PMA. Aumentano del 10% le gravidanze assistite: 2 italiani su 100 nascono così.


Manovra. Fine degli Ordini professionali? Giallo sul testo

vai a: QS – Quotidiano Sanità: Governo e Parlamento – Manovra. Fine degli Ordini professionali? Giallo sul testo.


le misure per la sanita’ nella bozza del decreto

Per la sanità si prospetta un bel salasso. Nuovi ticket sui farmaci e altre prestazioni. Abbassamento del tetto della farmaceutica territoriale e prezzi di riferimento per i beni e servizi sanitari. Mentre non è chiara la portata delle norme sulle professioni e se la sanità sia compresa o meno nelle norme sul Pubblico impiego. Leggi il testo completo della bozza del decreto. Leggi…


Dossier ”Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza”

Il 22 giugno 2011 il Senato ha approvato definitivamente all’unanimità la legge che istituisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. La nascita della figura del garante dà attuazione all’articolo 31 della Costituzione oltre che a una serie di convenzioni e atti internazionali, fra i quali quella sui diritti del fanciullo di New York, la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e quella europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli. Al Garante sono assegnate una serie di funzioni di promozione, collaborazione, garanzia, oltre a competenze consultive. Può anche esprimere pareri sui disegni di legge e sugli atti normativi del Governo in tema di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promuovere sinergie con la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. L’Autorità garante promuove, inoltre, a livello nazionale, studi e ricerche sull’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, avvalendosi dei dati e delle informazioni dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. Chiunque può rivolgersi all’Autorità garante anche attraverso il numero telefonico di emergenza gratuito 114, ovvero attraverso altri numeri telefonici di pubblica utilità gratuiti, per la segnalazione di violazioni ovvero di situazioni di rischio di violazione dei diritti dei minori.


Ministero del lavoro e delle politiche sociali: Poli integrati per migliorare i servizi ai cittadini

Welfare: Poli integrati per migliorare i servizi ai cittadini

Per migliorare i servizi ai cittadini è stato emanato un decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 giugno 2011, relativo all’organizzazione dei Poli integrati del Welfare. I Poli costituiti a livello provinciale comprendono gli uffici territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e le sedi territoriali degli enti previdenziali e assicurativi vigilati. Nelle sedi uniche il cittadino potrà usufruire di tutti i servizi pubblici relativi alle politiche sociali, alla tutela delle condizioni di lavoro, alla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla previdenza e assistenza. Il coordinamento, la condivisione e l’integrazione riguardano le funzioni istituzionali e di supporto, la programmazione e la direzione delle attività delle sedi, l’organizzazione e la gestione dei servizi all’utenza, il coordinamento e la gestione dei professionisti e dei medici, le attività ispettive. I servizi di accoglienza dell’utenza sono realizzati in forma integrata attraverso il coordinamento operativo effettuato da un Urp. Oltre alla semplificazione per gli utenti, dall’operazione si attendono risparmi di almeno 100 milioni di euro nel triennio 2010 -2012 e di 3,5 miliardi di euro nell’arco di un decennio per il bilancio dello Stato.

Dossier “Poli integrati del welfare per migliorare i servizi ai cittadini”l.


Difesa dei minori sui social network: c’è da lavorare

 

relazione della Commissione Europea sul livello di attuazione dei principi stabiliti nel 2009 dall’Unione per un utilizzo più sicuro dei social network da parte dei minori e al momento sottoscritto da 21 aziende.

La Commissione ha analizzato 14 siti di social networking, Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Rate.ee, SchülerVZ, IRC Galleria, Tuenti e Zap.lu., constatando che su quasi tutti i siti oggetto di questa relazione, sono presenti informazioni sulla sicurezza, punti di accesso ai servizi di assistenza, materiale informativo indirizzato ai minori e presentati con un linguaggio adeguato alla giovane età dell’utenza. Parimenti, gli stessi servizi di assistenza in 10 casi su 14 rispondono alle richieste degli tenti in tempi anche inferiori a un giorno.
Dati positivi e migliorativi rispetto alla situazione di un anno fa.
Positivo è anche il fatto che 9 dei 14 siti esaminati (Arto, Bebo, Facebook, Giovani, Hyves, Netlog, One, Rate e SchuelerVZ) hanno sviluppato una versione semplificata e più comprensibile delle condizioni di uso o del codice di condotta.

I nodi vengono al pettine quando si arriva ai profili e alla privacy.
Perché se è vero che la maggior parte dei siti impedisce l’accesso ai profili di minori da motori di ricerca esterni, ben dieci siti su 14 consentono agli “amici degli amici” di entrare in contatto con i minori, sia via messaggi personali, sia commentando le foto nelle quali sono taggati.

Proprio l’aspetto legato alla possibilità di taggare le immagini è quello che maggiormente impensierisce Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea responsabile dell’Agenda digitale: questa opzione rende semplice la ricerca delle immagini online e, in assenza di filtri specifici per i minori, li espone a rischi di adescamento o cyber bullismo.

da:IlSoftware.it – Difesa dei minori sui social network: c’è da lavorare.


Artigirovaghe.com – Associazione

L’ Ass. Artigirovaghe nasce nel Gennaio del 2009 dall’incontro di alcuni educatori ed artisti di varie discipline desiderosi di sperimentarsi in percorsi in cui questi due mondi potessero compenetrarsi e valorizzarsi a vicenda.

L’Associazione ha lo scopo di favorire la diffusione di una cultura di promozione attraverso interventi ed esperienze socioculturali, pedagogiche, di ricerca e di sperimentazione sociale con particolare riguardo allo sviluppo creativo ed alla libera espressione volti alla creazione di processi di socializzazione per una comunità sociale nuova, libera, equa e sostenibile..

Le attività che noi proponiamo vogliono essere un’occasione per sperimentare le arti come strumento per far emergere quel canale espressivo-creativo comune a tutti gli esseri umani e come “zona franca” dove giocare a creare, smantellare e ricreare dimensioni di realtà non ancora pensate e nuove identità. Uno spazio e un tempo per ritrovarsi e raccontarsi scambiare esperienze, creare insieme, risolvere i conflitti in modo pacifico e partecipativo. Un’esperienza di condivisione creativa offre occasioni per riflettere, scoprire altri punti di vista, recuperare e creare memoria, sollecitare la relazione in qualsiasi persona e a qualsiasi età.

In questo modo l’incontro di altri sguardi nel processo creativo diviene un punto di forza, contribuisce alla ricerca di uno sguardo molteplice, che permetta di vedere ed essere visti diversamente.

vai a: Artigirovaghe.com – Associazione.


COMUNE DI MILANO – Adozione, l’emozione della libertà

Ovviamente il modo migliore per aiutare un cane o un gatto che vive nel Parco Canile è… adottarlo. Avere un animale in casa è motivo di grande gioia, ma sapere di averlo portato via da un canile e aver così contribuito a dargli una nuova possibilità di vita ci procurerà un’emozione davvero unica e irripetibile, ancor più se l’animale che si adotta non è più in giovane età.

Per evitare scelte sbagliate ed esperienze negative sia alle famiglie richiedenti che agli animali ospiti del canile, il personale responsabile delle adozioni effettuerà un colloquio preventivo che aiuterà a decidere quale sia l’animale più idoneo alle proprie esigenze e caratteristiche. Saranno effettuati controlli pre e/o post-affido presso le famiglie adottanti, in modo da poter verificare se ci siano problematiche connesse alla presenza del nuovo “ingresso”.

Il nuovo Rifugio di Milano è una bella struttura, dove gli animali sono amati e ben curati, ma è pur sempre un canile, e niente può sostituire l’affetto e il calore che solo una famiglia umana può essere in grado di dare e di cui i cani e i gatti ospiti della struttura, hanno un disperato bisogno…

Chi intende adottare un cane o un gatto ospite del Rifugio del Comune di Milano, deve rivolgersi direttamente al Parco-Canile e prendere accordi con il personale responsabile delle adozioni. I cani e i gatti dati in adozione sono tutti vaccinati, sterilizzati e microchippati.

A chi rivolgersi?

Per adottare un cane un gatto potete recarvi direttamente al Parco-Canile.

Parco-Canile

via Aquila, 81

20134 – Milano

tel. 02.884.46310 – fax 02.884.46314

Orari di apertura:

- dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00

- sabato e domenica dalle 14.00 alle 18.00

Fusi per le fusa

da: COMUNE DI MILANO – Adozione, l’emozione della libertà.


COMUNE DI MILANO – Graduatorie definitive Nidi, Sezioni Primavera e Scuole dell’Infanzia

vai a: COMUNE DI MILANO – Graduatorie definitive Nidi, Sezioni Primavera e Scuole dell’Infanzia.


DUE PERCORSI PER GLI IMMIGRATI di Giovanni Peri, in La Voce.it

Le migrazioni sono una grande opportunità di crescita economica. Per regolare i flussi in modo da produrre il massimo beneficio economico, tuttavia, bisogna tener conto che esistono due gruppi diversi di immigrati, ad alto e basso livello di istruzione. Entrambi importanti, vanno regolati separatamente. Ai primi dovrebbe essere garantito il permesso di soggiorno, senza alcun obbligo aggiuntivo. Mentre per i secondi si dovrebbe avviare un programma di immigrazione temporanea, sponsorizzato dai datori di lavoro

 

intero articolo: Lavoce.info – ARTICOLI – DUE PERCORSI PER GLI IMMIGRATI.


Pietro Ichino |  SCALFAROTTO: LE RAGIONI DEL NOSTRO DOCUMENTO CONTRO L’APARTHEID NEL MERCATO DEL LAVORO

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La verità è che l’approccio tradizionale della sinistra, e quello che sta assumendo il PD sotto la guida di Fassina, fa prevalere il concetto della sicurezza (solo formale, teorica e sperata, perché per l’intanto di sicurezze i precari ne hanno zero) a quello della sicurezza sostanziale e dell’opportunità. Radica l’aspirazione all’immobilità invece di consentire a chi entra nel mondo del lavoro di assumersi dei rischi (anche investendo su se stessi) sapendo che la protezione sta nel sistema che si prende cura di te nei momenti di debolezza invece che in un datore di lavoro che è costretto a pagarti perché il sistema non ha nessun’altra alternativa da offrirti in caso di disoccupazione improvvisa, se non la fame.

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vai a: Pietro Ichino |  SCALFAROTTO: LE RAGIONI DEL NOSTRO DOCUMENTO CONTRO L’APARTHEID NEL MERCATO DEL LAVORO.


Nel 2009 la spesa complessiva per le pensioni in Italia è aumentata del 5,1% rispetto al 2008. L’ammontare complessivo delle prestazioni è stato pari a 253,5 miliardi di euro che corrisponde al 16,68% del Pil | Istat

Nel 2009 la spesa complessiva per le pensioni in Italia è aumentata del 5,1% rispetto al 2008. L’ammontare complessivo delle prestazioni è stato pari a 253,5 miliardi di euro che corrisponde al 16,68% del Pil; nel 2009 l’incidenza deitrattamenti pensionistici sul Pil è aumentata di 1,3 punti percentuali e tale effetto è dovuto sia alla crescita dell’ammontare delle prestazioni che allacontrazione del Pil nell’anno della crisi. L’ISTAT fa presente che tra le prestazioni pensionistiche quelle previdenziali incidono per il 14,7% del Pil mentre quelle assistenziali incidono per quasi il 2%.

Vai alla fonte

CRESCE LA SPESA PER PENSIONI | Centro Studi Sintesi.


QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne

Stupro di tre minorenni su una quindicenne a Fano. Stupri continuati a Napoli su due ragazzine di 12 e 14 anni. [...] Ma perché adolescenti apparentemente normali si lasciano andare ad atti del genere? Certo, c’è la sessualità prorompente dell’età, ma c’è anche una totale mancanza di preparazione all’uso di questa sessualità, a cui spesso si aggiunge l’iperstimolazione degli spettacoli porno [...] La sessualità di un adolescente va incanalata attraverso una educazione sentimentale che inizia negli anni infantili e una educazione sessuale che inizia nella preadolescenza e che va a fondersi con la prima. 

» Leggi tutto: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI

da: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne.


Biotestamento in discussione alla Camera


27 GIU - L’assemblea di Montecitorio da domani inizierà la discussione, con votazione, sul progetto di legge Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento. È possibile che l’esame vada avanti per tutta la settimana. 

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GRANDI MANOVRE AL CENTRO PER IL DOPO BERLUSCONI. GUIDA LA CEI, da Adista

 

 

mentre arrivava la stroncatura della maggior parte dei settimanali diocesani al Berlusconi sconfitto (v. Adista n. 46/11) e un editoriale del direttore diAvvenire Marco Tarquinio in cui prevedeva l’avvio di «una fase nuova per la politica italiana», dove «nulla è scontato quanto a soggetti in campo», a Roma, nella Sala del refettorio di Palazzo San Macuto, il convegno «Cattolici e cattolici a confronto»: parlamentari cattolici di diversi partiti (daRocco Buttiglione a Giuseppe Pisanu, da Paola Binetti a Giuseppe Fioroni), guidati dal segretario generale della Cei mons. Mariano Crociata – a cui era stata affidata la relazione di apertura – e coordinati da Tarquinio, si sono interrogati sul quesito «unità sui valori o partito unico?» (v. Adista n. 49/11). Complessivamente concordi le opinioni. Buttiglione: «C’è bisogno di un movimento politico che ricostruisca il Paese sulla base di un modello ispirato alla dottrina sociale della Chiesa», soprattutto ora «che sono falliti sia il Pd che il Pdl». Pisanu: «Anche se è impossibile ricostruire la Dc, cosa impedisce ai cattolici di ritrovarsi insieme per elaborare un progetto?». Binetti: «Non è un tabù parlare di partito unico dei cattolici», opinione rinforzata da Donato Mosella per cui «ci sono le condizioni per cominciare a pensarci». Il giorno successivo, una pagina intera di Avvenire titola: «Cattolici, laboratorio della nuova politica». E lo stesso quotidano della Cei, nei giorni seguenti all’iniziativa, ha dato spazio a diverse lettere sullo stesso tema

leggi tutto qui: Adista.


Cosa sta succedendo agli uomini? Riflessioni sulla fenomenologia dei “maschi dolci” Una intervista di Keith Thompson a Robert Bly

vai a: Pensarecolcorpo….


Approvata la legge sul Garante per l’Infanzia


Centro di documentazione Gruppo Abele, Newsletter n. 6, giugno 2011

Centro di documentazione Gruppo Abele, Newsletter n. 6, giugno 2011


1° Congresso nazionale “Psichiatria e Cultura nell’Italia multietnica”

programma del 1°Congresso Nazionale:

PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA

Nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Michele Risso
 Centro Congressi FAST, Milano

28 e 29 ottobre 2011

Vengono convocati – per la prima volta a livello nazionale – gli operatori della salute mentale multiculturale, sia degli utenti immigrati che delle varie culture italiane, per evidenziare la linea di pensiero della pratica italiana in questo campo. L’obiettivo è il confronto, la riflessione, l’individuazione di un pensiero scientifico “forte” e condiviso.

Vi preghiamo di voler contribuire a diffondere  questa importante iniziativa,  un’opportunità di partecipazione per tutti gli operatori del settore, attraverso i vs. canali d’informazione.

Vi ringraziamo per l’attenzione, cordiali saluti,

 

               Prof.  Rosalba Terranova-Cecchini

 

 

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Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.

Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali

Presidente della Fondazione Cecchini Pace

Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale

via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano


Debutta il federalismo e i comuni riceveranno meno soldi: Comuni erbesi nei guai – Cronaca – La Provincia di Como

Debutta il federalismo e i comuni riceveranno meno soldi. Una variazione in negativo di alcune migliaia di euro, su quelle che sono le proiezioni del ministero degli interni sulle attribuzioni finanziarie da federalismo municipale. Erba passerà da circa tre milioni di euro percepiti per il 2010 a circa due milioni e novecentomila per il 2011, Albavilla da 960mila euro a 927mila, Albese con Cassano da 973mila euro a 913mila, Asso da 677mila a 661mila, Canzo da circa un milione a 994mila euro, Lurago d’Erba da 710mila euro circa a 730mila, Rezzago da 120mila circa a 97mila, Magreglio da 123mila a 100mila, Orsenigo da 629mila a 572mila, Caslino da 467mila a 439mila, Longone al Segrino da 446mila a 351mila. Insomma è un federalismo municipale, in questa prima fase, che giova davvero a pochi.
Bisogna poi aggiungere che i trasferimenti 2010 erano già susseguenti a dei decisi tagli, per fare solo due esempi: Erba aveva perso circa 400mila euro e Canzo 134mila. Quindi Erba in soli due anni passa dall’introitare tre milioni e 421mila euro ad una proiezione del ministero che fissa a due milioni e 905mila il percepito, perdendo mezzo milione di euro.
Va detto che si tratta di proiezioni sul 2011 e nel confronto con l’anno precedente vedono tagli minori rispetto a quelli applicati nel 2010, quando ancora non si parlava di federalismo municipale. A regime poi le attribuzioni finanziare federali dovrebbero andare nel 2014: certo il debutto non fa ben sperare. Nel 2011 la nuova legge introdurrà la cedolare secca sugli affitti, darà modo di aumentare l’addizionale Irpef e di applicare una tassa soggiorno sui turisti e una tassa di scopo per le opere pubbliche. La riforma fiscale vera e propria partirà nel 2014 con la sua entrata l’Ici sulla seconda casa e sugli immobili commerciali sarà sostituita dall’imposta municipale Imu (aliquota 7,6 per mille).
Il rischio e comunque, secondo Luca Gaffuri del Partito Democratico, che i minori introiti per i Comuni e la maggiore libertà li portino a mettere le mani nelle tasche dei cittadini: «Il processo verso il federalismo avviatosi in questi giorni – spiega Gaffuri – è positivo per la maggiore vicinanza tra il luogo del prelievo e dove questo viene speso, ma il federalismo pensato dal governo prevede tagli rilevanti che mettono a rischio i servizi sociali . Il rischio è che i comuni per garantire i servizi necessari incrementino le imposte».
Per il Pd non è questo il federalismo atteso: «Si tratta di una svolta più annunciata che realmente realizzata, in cui restano molte funzioni e risorse a livello nazionale».
Il segretario di Erba della Lega Nord Marco Coira non concorda: «Si continua a dare le colpe degli aumenti dei costi e delle maggiori tasse, al federalismo, ma se in realtà non è ancora partito. I tagli c’erano prima e ci saranno in futuro, ma non si scarichi tutte le colpe sul federalismo, il problema è che mancano i soldi».

Coira respinge le considerazioni e le proiezioni che vedono i comuni meno ricchi con la scelta federale: «Il federalismo a regime andrà nel 2014, questa è solo una bozza di cosa accadrà, per dare una valutazione attendibile serve solo aspettare».

Roma taglia altri fondi Comuni erbesi nei guai – Cronaca – La Provincia di Como.


Alessandro Orsini, Anatomia delle Brigate Rosse, recensione di Cadavexquis

Con Anatomia delle Brigate Rosse  Alessandro Orsini non scrive una pura e semplice storia delle Brigate rosse, ma realizza uno studio – estremamente convincente e ben documentato, oltre che di grande leggibilità - dei presupposti psicologici e ideologici che ne hanno resa possibile la nascita e che hanno funzionato da motore per le azioni dei terroristi italiani a partire dall’inizio degli anni Settanta. Comunque, per entrare nella mentalità dei brigatisti, Orsini attinge, oltre che alla letteratura sul radicalismo politico e sul terrorismo, anche a varie fonti dirette: comunicati e rivendicazioni prodotti dalle Brigate rosse, interviste rilasciate dai brigatisti, deposizioni davanti ai magistrati inquirenti, libri e autobiografie, lettere private scritte dai brigatisti ai loro famigliari.

La tesi centrale di Alessandro Orsini è che le Brigate rosse s’inseriscono in una lunga tradizione storica che chiama gnosticismo rivoluzionario. La mentalità gnostica – termine derivato dall’ambito religioso, perché è di questo stesso tipo di mentalità che partecipa il brigatista – è caratterizzata dall’attesa della fine, dal catastrofismo radicale (e quindi dal rifiuto totale del mondo) e dall’ossessione per la purezza

http://cadavrexquis.typepad.com/cadavrexquis/2011/05/anatomia-delle-brigate-rosse-unanalisi-dello-gnosticismo-rivoluzionario.html

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Asia Bibi, la fede nell’inferno del carcere. Un libro racconta la sua storia

“Ho bisogno di voi”: è l’appello di Asia Bibi, pakistana di 45 anni, madre di cinque figli, cristiana, condannata a morte per impiccagione con l’accusa di blasfemia. La donna attende ora il processo di appello presso l’Alta Corte di Lahore. Da due anni in prigione, è lei stessa a raccontare la sua storia nel libro, uscito in questi giorni ed edito da Mondadori, “Blasfema. Condannata a morte per un sorso d’acqua”. Scritto con la giornalista francese Anne-Isabelle Tollet, il testo ripercorre la sua drammatica vicenda, fatta di momenti di disperazione ma anche di fede e di attimi di gioia, come quando ebbe la notizia dell’appello del Papa per la sua liberazione. Il servizio è di Debora Donnini:RealAudioMP3 

“Vi scrivo dal fondo del mio carcere, a Sheikhupura, in Pakistan, dove sto vivendo i miei ultimi giorni. Forse le mie ultime ore. Così ha deciso il tribunale che mi ha condannata a morte. Ho paura”. Questo grido di dolore è l’incipit del libro “Blasfema”, dove Asia Bibi ricostruisce la sua vicenda. Quella di una donna cristiana, analfabeta, una contadina di un piccolo villaggio del Punjab. Una donna che non ha mai ucciso o rubato eppure è stata condannata a morte. L’accusa: blasfemia, nella quale rientra l’offesa in qualche modo al Corano o a Maometto. Sono innocente, rispetto il profeta – dice Asia – ma in Pakistan con l’accusa di blasfemia “si può togliere di mezzo chiunque, quali che siano il suo credo religioso o le sue idee”. “Secondo i giornalisti, dieci milioni di pakistani sarebbero pronti a uccidermi con le loro mani”, racconta e un mullah ha promesso a chi la ucciderà 500 mila rupie: una fortuna in Pakistan. Le vittime dell’accusa sono i musulmani stessi, non sono solo i cristiani, gli indù e i seguaci di una setta non riconosciuta dal governo come musulmana, gli ahmadi.

“Le lacrime sono le mie compagne di cella”, racconta Asia che da due anni si trova in carcere, lontano dal suo amatissimo marito e dai suoi cinque figli. Tutto inizia un giorno d’estate, con 45 gradi: da una domenica di lavoro nei campi per 250 rupie e dal desiderio di bere un po’ d’acqua da un pozzo. Alcune donne dicono che così ha contaminato l’acqua, in quanto cristiana. Quindi nasce una discussione nella quale Asia Bibi viene accusata di blasfemia. La situazione precipita. Asia viene incarcerata. Arrivano gli oltraggi e le umiliazioni nella cella sporca e buia e la consapevolezza che né lei né la sua famiglia avrà più pace. Un calvario spezzato da attimi di gioia, come quando le raccontano dell’appello che Benedetto XVI ha fatto per lei all’udienza generale del 17 novembre 2010: “Chiedo – disse il Papa – che, al più presto, le sia restituita la piena libertà”. O come quando vanno a farle visita in carcere il governatore del Punjab, la regione dove abita, Salman Taseer, e Shahbaz Bhatti, cattolico, ministro per le Minoranze religiose, che vive il suo impegno come una testimonianza della fede in Cristo. Entrambi si sono battuti per la sua liberazione e si sono opposti alla legge sulla blasfemia. Per questo hanno pagato con la vita: uccisi nei primi mesi del 2011. “Un musulmano e un cristiano, che versano il loro sangue per la stessa causa: forse in questo c’è un messaggio di speranza”, dice Asia. La sensazione dopo questi eventi è di essere perduta, ma il suo avvocato le ricorda che c’è ancoraPaul Bhatti, il fratello di Shahbaz, che ha deciso di continuare la sua battaglia ed è diventato consigliere speciale del primo ministro del Pakistan per gli Affari delle minoranze religiose. A lui abbiamo chiesto cosa si sta facendo per Asia Bibi in questo momento: 

“Ci stiamo muovendo indirettamente o attraverso il governo. Abbiamo seguito la sua famiglia, che è chiaramente un po’ nascosta. Quello che ora stiamo facendo, lo stiamo facendo con le forze diplomatiche, in modo tale che questo, diciamo, non ci esponga ad ulteriori rischi e, quindi, per cercare di liberarla in maniera più mite: senza creare problemi. Noi, insieme a tanti altri politici e insieme anche alle persone che la pensano alla stessa maniera, stiamo facendo la nostra parte per Asia Bibi”.

“Supplico la Vergine Maria di aiutarmi a sopportare un altro minuto senza i miei figli”. Il suo è, infatti, soprattutto un libro di un combattimento nella fede, racconta di una donna che continua ad avere fiducia nell’amore di Dio, sapendo di essere un innocente. A volte subentra la disperazione ma poi la certezza: “Se oggi, nonostante tutto, sono ancora viva, certamente non è per caso, ma perché Dio mi ha affidato una missione”. Ma Asia Bibi, con i suoi grandi occhi neri, chiede qualcosa, a tutti i lettori: “Fate sapere quello che mi è capitato… Ho bisogno di voi! Salvatemi!”.


da RADIO VATICANA: Asia Bibi, la fede nell’inferno del carcere. Un libro racconta la sua storia.


Farah Hatim, la ragazza cattolica costretta a convertirsi all’islam. Mons. Tomasi: tutelare le minoranze

Angoscia e inquietudine continuano ad animare la comunità cristiana del Pakistan per la sorte di Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita nel sud Punjab, costretta a sposare un uomo musulmano e a convertirsi all’islam. Con il passare dei giorni è cresciuta la pressione della società civile e della comunità internazionale. La Chiesa pakistana è in prima linea nel chiederne la liberazione con la Commissione “Giustizia e Pace”, che sta ultimando la sua indagine sul caso. Mons. Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio Onu di Ginevra, ha auspicato un intervento dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. L’opinione del presule al microfono di Marco Guerra:RealAudioMP3 

R. – Il primo passo da fare è avere i dati precisi e le informazioni sicure su questa situazione, perché finora nessuno è riuscito a parlare con questa ragazza. C’è perciò bisogno di provvedere un meccanismo che permetta in questi casi di sequestro, di forzatura, di abbandono della propria fede di poter avere degli avvocati o dei rappresentanti dello Stato o persone della famiglia per poter parlare direttamente con le ragazze e sapere esattamente come stanno le cose. Secondo: penso che tutto il sistema educativo deve portare al rispetto delle persone, anche se sono minoritarie nella loro cultura o nella loro fede. Terzo, penso che sia importante che il sistema giudiziario in questi Paesi non ignori le minoranze, ma risponda non tanto alle pressioni di persone influenti, quando alle esigenze del rispetto dei diritti umani fondamentali di ogni persona.

D. – Come lei ha accennato, su questo caso si riapre la questione del sistema giudiziario pakistano e anche, direi, della legge sulla blasfemia…

R. – Sia in Pakistan che fuori, da parte di persone musulmane o cristiane, si è d’accordo che l’attuale legge sulla blasfemia non funziona: è solo usata come strumento di persecuzione per alcune persone o come abuso di potere o come scusa per sistemare problemi di altro genere, che non hanno niente a che vedere con la religione. Per cui l’urgenza è modificare ed abolire questo tipo di legge, in modo che la libertà religiosa possa essere praticata con serenità da parte di tutti. E’ un cammino difficile, perché in questo momento – certo – la maggioranza e l’opinione pubblica è particolarmente suscettibile a non accettare alcuna modifica di questa legge. Lentamente, però, bisognerà educare e camminare in questa direzione.

D. – In molti casi, dietro a questo fenomeno, troviamo persino minori rapiti e costretti in stato di schiavitù. Questo è stato più volte denunciato in Pakistan, dove spesso le giovani vittime appartengono alla minoranza cristiana…

R. – Sta avvenendo da anni che delle ragazze cristiane vengano costrette a sposare ragazzi musulmani e – in questo procedimento – obbligate a rinunciare alla loro fede contro la loro volontà e forzate a confessare la fede islamica. Sono circa 700 le ragazze che, ogni anno, vengono sottoposte a questo tipo di conversioni forzate. (mg)


da RADIO VATICANA: Farah Hatim, la ragazza cattolica costretta a convertirsi all’islam. Mons. Tomasi: tutelare le minoranze.


nuovo decreto legge sull’immigrazione

il Governo ha varato un decreto legge sull’immigrazione, in corso di pubblicazione in Gazzetta.

Roberto Maroni (ministro proponente) ha così commentato: “Ripristinata l’espulsione coattiva immediata dei clandestini. Con il provvedimento pure prolungato il tempo di trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) da 6 a a 18 mesi ed è prevista pure una procedura di garanzia che passa attraverso i giudici di pace, che consentirà l’identificazione certa dello straniero o l’effettiva espulsione in accordo con le autorità diplomatiche dei paesi di provenienza”.

“Attuiamo le direttive, ha aggiunto il Ministro, fissando i principi per riprendere ad espellere i clandestini pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza, che sono a rischio di fuga, che sono stati già espulsi con un provvedimento dell’autorità giudiziaria o che violano le misure di garanzia date dai questori”.

Con il provvedimento approvato, si introduce, inoltre, per la prima volta l’allontanamento coattivo anche per i cittadini comunitari. Ciò, ha continuato Maroni, “in coerenza con la direttiva europea n. 38 del 2004, che prevede questa possibilità nel caso in cui il cittadino comunitario non rispetti gli obblighi previsti dalla direttiva stessa”.

E arrivano subito le prime critiche.

Anna Finocchiaro (capogruppo al Senato del PD): “Si vede che mancano tre giorni a Pontida … continua il pericoloso populismo demagogico del governo. In nome del ricatto leghista, spunta l’assurda e grave, quanto inapplicabile e inattuabile, detenzione nei Cie di persone incensurate fino a 18 mesi e le altrettanto poco attuabili espulsioni immediate”.

Nichi Vendola (presidente di Sinistra Ecologia Libertà): “Uno scalpo da esibire a Pontida”.

Di seguito, il contenuto essenziale del provvedimento, dal comunicato stampa diramato ieri dal Governo:

Un decreto-legge per corrispondere all’invito formulato all’Italia dalle Istituzioni europee a rendere più completa la normativa di recepimento della direttiva 2004/38 in materia di diritto per i cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri; il decreto-legge recepisce anche la direttiva 2008/115 in materia di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

Queste le principali innovazioni:

1. E’ ripristinata la procedura di espulsione coattiva immediata per tutti gli extracomunitari clandestini qualora:

- pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato;

- a rischio di fuga;

- espulsi con provvedimento dell’autorità giudiziaria;

- violino le misure di garanzia imposte dal Questore;

- violino il termine per la partenza volontaria.

2. Viene introdotto l’allontanamento coattivo (espulsione) anche dei cittadini comunitari per motivi di ordine pubblico se permangono sul territorio nazionale in violazione della direttiva 38/2004 sulla libera circolazione dei comunitari.

3. E’ prolungato il periodo di permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione fino a 18 mesi, in linea con le disposizioni della direttiva.

4. Per evitare il rischio di fuga dello straniero, sono previste misure di garanzia idonee, la cui violazione è punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.

5. Vengono rimodulate le fattispecie dei reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio con la previsione della sanzione pecuniaria e con la possibilità per il giudice di pace di sostituire la condanna con l’espulsione.

6. E’ attribuita al giudice di pace la competenza anche sui reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio e sui reati di violazione delle misure di garanzia per evitare il pericolo di fuga e delle misure alternative al trattenimento imposte dal Questore.

7. Sono previste misure alternative al trattenimento nel Cie per lo straniero irregolare che non sia pericoloso, quali la consegna del passaporto o altro documento equipollente, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione presso gli uffici della Forza pubblica. La violazione delle misure viene punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.

8. E’ prevista la concessione di un termine per il rimpatrio volontario, anche assistito, dello straniero irregolare che non rientri nelle condizioni previste al punto 1.

9. Sono infine introdotte ulteriori misure di adeguamento della normativa nazionale alle direttive 38/2004 e 115/2008”.

da: I contenuti del nuovo decreto legge sull’immigrazione.


LUCA RICOLFI: L’opposizione neo-romantica, La Stampa 22 giugno 2011

 

A dieci giorni dai referendum, con un governo che ha ammesso la sconfitta e riconosciuto la propria crisi di consenso, è forse possibile cominciare a ragionare con serenità della «vittoria» referendaria e del suo significato.

 

Personalmente sono sbalordito dalla convergenza dei commenti di tanti osservatori, siano essi politici, giornalisti, intellettuali. Secondo la visione prevalente, la schiacciante vittoria dei quattro sì al referendum segnerebbe non solo la sconfitta del berlusconismo (e fin qui nulla da dire), ma una sorta di risveglio democratico degli italiani, anzi del «popolo» italiano. Per Barbara Spinelli, ad esempio, con la vittoria referendaria sarebbe nientemeno che «una filosofia politica a franare, come la terra che d’improvviso si stacca dalla montagna e scivola». Il voto del 13 giugno rappresenterebbe «il futuro che d’un tratto irrompe», perché «il popolo è uscito dai dogmi», «ha deciso di occuparsi lui dei beni pubblici, visto che il governo non ne ha cura». Sulla stessa lunghezza Roberto Saviano, per il quale «un popolo si è messo in marcia», e «quello che sta avvenendo è una sorta di mutazione dell’indifferenza», qualcosa che «ha un sapore rivoluzionario»; qualcosa che «sa di rivoluzione liberale così come la intendeva Gobetti». Né si sottrae alla tentazione di evocare il popolo il solitamente assai sobrio Massimo Mucchetti, che – dopo avere denunciato sul Corriere della Sera la demagogia dei referendum sull’acqua – ora riconosce nell’esito di quei medesimi referendum l’espressione della «cultura di un popolo», che prende congedo dai miti del pensiero unico liberista, e «manifesta la sua preoccupazione per l’influenza enorme che conserva l’industria finanziaria».

 

Se si tolgono alcune eccezioni, fra cui quelle di Luigi la Spina (La Stampa del 18 giugno) e Giuseppe De Rita (Corriere della Sera del 20 giugno), la chiave dei commenti è per lo più quella. Dopo un lungo letargo, gli italiani sarebbero finalmente tornanti alla politica, la società civile si sarebbe risvegliata, la domanda di partecipazione sarebbe risorta. E alla base di tanti ritorni, risvegli e risorgimenti ci sarebbe lei, la rete, con la sua straordinaria capacità di fare politica, animare le discussioni, alimentare la comunicazione, muovere le coscienze, suscitare rivoluzioni più o meno silenziose, più o meno cruente.

 

Ma ne siamo sicuri? Non c’è un tantino di overstatement in questa pioggia di analisi concordanti?

 

Non ho molti dubbi sul fatto che gli elettori si siano stancati di Berlusconi, se non altro perché non ho mai creduto al mito degli italiani incantati da lui (una mia vecchia stima del numero effettivo di fan del Cavaliere dava: 6% del corpo elettorale); perché era almeno un anno che tutti i sondaggi registravano l’inesorabile erosione della fiducia nel premier; perché, secondo i medesimi sondaggi, il sorpasso della sinistra nei confronti della destra si era già consumato nelle settimane prima del voto amministrativo. Il congedo da Berlusconi era nell’aria, e credo sia non solo incontrovertibile, ma anche definitivo. Quello su cui ho dei dubbi è che un’opinione pubblica che fino a ieri veniva descritta come carente di spirito civico, apatica, anestetizzata, manipolata dai giornali e dalle tv, si sia improvvisamente trasformata in una comunità virtuosa di cittadini preoccupati del bene comune. I miei dubbi, lo confesso, in parte riposano su convinzioni (indimostrabili) sul carattere degli italiani, sulla lentezza dei processi di maturazione dello spirito civico, sui tempi lunghi che i cambiamenti culturali – quelli veri e profondi – richiedono per affermarsi. In parte, però, i miei dubbi riposano su semplici, elementari dati di fatto: i referendum su cui eravamo invitati a votare erano quattro, diversissimi fra loro nel contenuto, ma la percentuale di sì è risultata sostanzialmente la stessa, il 95%. Come è possibile se l’opinione pubblica è critica, informata, riflessiva, capace di valutare i pro e i contro delle varie scelte?

 

Qualcuno dice che è il meccanismo del quorum. Ma perché mai? Se non fosse stato essenzialmente un voto contro Berlusconi, avremmo avuto tantissimi sì sul legittimo impedimento (sacrosanti), tanti sì sul nucleare (comprensibilissimi, dopo Fukushima), ma sull’acqua e sui servizi pubblici locali avremmo avuto delle percentuali normali, quelle che si registrano sempre quando su un tema controverso discutono cittadini ben informati, secondo i principi della democrazia deliberativa lanciati da James Fishkin. Quando un tema è complesso e ci sono molti argomenti pro e molti contro, gli esiti sono del tipo 60-40, oppure 70-30, al limite 80-20. Ma mai 95-5. Se succede così, vuol dire che – per un complesso più o meno evidente di cause – il contesto della discussione è stato poco democratico: i media latitavano, i partiti non hanno saputo fare il loro mestiere, le informazioni erano insufficienti o unilaterali, la gente non aveva tempo o voglia di documentarsi, le pressioni di gruppo a conformarsi all’opinione della maggioranza erano soverchianti. Sulle questioni importanti, sui problemi veri, le «percentuali bulgare» non sono mai un bel segnale, un segnale di vitalità della democrazia. E anche ammesso che le percentuali bulgare (95 a 5) si spieghino con il fatto che chi era per Berlusconi è stato a casa, resta il fatto che la maggioranza democratica che è andata a votare ha mostrato una sorprendente incapacità di distinguere, ragionare sulle cose, valutare i pro e i contro delle varie opzioni. Tutte capacità che, a mio parere, costituiscono il nucleo portante di una opinione pubblica democratica, informata, esigente con la politica e con sé stessa.

 

Spero di sbagliarmi, ma la mia sensazione è che quello cui stiamo assistendo sia sì un risveglio, ma non della democrazia e della partecipazione. Un risveglio dal sonno dell’era berlusconiana, che tuttavia sembra sospingerci in un nuovo sonno, quello di un’opposizione neo-romantica, in cui la gente esprime umori, sentimenti, emozioni, stati d’animo, credenze, convinzioni morali, ma non si preoccupa granché di valutare le conseguenze delle proprie scelte. Per dirla con Max Weber, una sorta di primato dell’etica della convinzione su quella della responsabilità.

 

E’ questa, a mio parere, l’eredità più negativa dell’era berlusconiana. Aver trasformato la politica in uno scontro di fazioni, in cui conta solo annientare l’avversario, e nulla valgono le idee, i contenuti, le proposte, i dettagli. E mi preoccupa molto che nel principale partito di opposizione, in nome della spallata a Berlusconi, tanti riformisti siano finiti in minoranza, schiacciati da un apparato sempre pronto a cambiare linea e parole d’ordine non appena le circostanze lo rendano conveniente. Può anche darsi che, passata l’euforia del momento, il Partito Democratico torni sui suoi passi, e – pagato pegno alla piazza – ricominci a parlare di liberalizzazioni, efficienza dei servizi, costi dell’energia, mercato del lavoro, senza tabù e senza schemi ideologici. Ma mi sembra più probabile che Bersani sia travolto dai fantasmi che ha evocato, e la deriva neo-romantica dell’opposizione prenda il sopravvento. In quel caso la soddisfazione di avere chiuso l’era berlusconiana ci consolerà per un po’, ma ben presto potremmo accorgerci che i problemi dell’Italia sono rimasti quelli di sempre, e non c’è ancora una classe politica all’altezza di essi.

 

Luca Ricolfi – LA STAMPA – 22 giugno 2011



Istat, Compendio statistico italiano, 2010

Periodo di riferimento: Anno 2010
Diffuso il: 17 giugno 2011


Settori: Generale
Periodo dei dati: 2010
Collana: Generale
Anno di edizione: 2011
Periodicità: Annuale
Supporti: Volume cartaceo
Dimensioni: 29,5 x 21 x 2 cm.
Prezzo: 15.00 € – IVA: 4%
Edizione cartacea disponibile
Cod. ISBN: 978-88-458-1679-6
Cod. SIGED: 1G022010000000000


Con il Compendio statistico italiano, ogni anno l’Istituto nazionale di statistica si presenta al pubblico nazionale e internazionale in edizione bilingue per offrire un ampio e significativo quadro dell’informazione prodotta dalla statistica ufficiale italiana su temi di rilievo per la vita pubblica nazionale.

I diciannove capitoli in cui è scandito, corredati di focus tematici e con testo a fronte italiano e inglese, rendono efficacemente la ricchezza del patrimonio informativo che la statistica pubblica mette quotidianamente a disposizione dei decisori pubblici e dei cittadini nel nostro Paese.

Ai risultati di rilevazioni svolte direttamente dall’Istat, principale produttore di statistiche ufficiali nel Paese, si affiancano dati forniti da numerosi altri enti appartenenti al Sistema statistico nazionale, che nel complesso tracciano un ritratto a tutto tondo dell’Italia e della sua evoluzione economica e sociale.

Nell’attuale sovrabbondanza di dati e fonti, non sempre corredate da adeguate garanzie di qualità, il Compendio statistico italiano rappresenta uno strumento affidabile, utile ai cittadini, agli amministratori, alle imprese e al mondo scientifico e all’utenza internazionale per comprendere meglio il nostro Paese e interpretarne correttamente l’evoluzione nel tempo.


Come acquistare l’edizione cartacea

Il volume può essere richiesto compilando l’apposito modulo di acquisto. È inoltre disponibile presso i centri di informazione statistica, presenti in ogni regione e provincia autonoma, e presso le librerie con cui l’Istat collabora.

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da Compendio statistico italiano.


Banca d’Italia, L’economia delle regioni italiane- 9 giugno 2011


Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente l’esercizio in forma obbligatoriamente associata delle funzioni fondamentali dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti,ai sensi dell’articolo 14, comma 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122


S.O.S. servizi sociali online, Magazine anno 2 numero 5

Magazine S.O.S. Servizi Sociali On Line Anno 2 Numero 5 del 20.6.2011

vai a: magazine S.O.S. anno 2 numero 5.


Appunti sulle politiche sociali n. 3-4/2011

Sommario n. 3-4/2011 Appunti sulle politiche sociali

www.grusol.it/appunti.asp

Le tariffe agevolate non sono state ancora, se lo saranno più, ripristinate. Da aprile dello scorso anno la spedizione è aumenata del 400%. Un pressante invito a sostenere la pubblicazione con il sollecito rinnovo dell’abbonamento e dove possibile con abbonamenti d’amicizia
Maurizio Motta,  Livelli essenziali delle prestazioni e diritti: di che cosa sono fatti e come definirli?

La riflessione prende in esame due aspetti della costruzione dei livelli esenziali. Quali siano le componenti di una “prestazione di welfare afferente ai livelli essenziali” e “dove” sia opportuno definire le componenti di un livello essenziale, ossia quali aspetti non possono essere lasciati alla sola regolazione degli enti (Comuni – Asl) gestori dei servizi

Marisa Faloppa, Famiglia e scuola per una società inclusiva

Serve un modello pedagogico volto a creare un clima educativo efficace per favorire “le integrazioni”, un’atmosfera educativa distesa  in cui ogni allievo senta di essere accolto per quello che è con i suoi limiti e con i suoi pregi. La classe che si impegna nell’integrazione di un soggetto disabile, in particolare in situazione di handicap grave, è una classe che sa accogliere tutte le diversità ed i bisogni di ogni alunno

Danilo Massi , Integrazione scolastica. A che punto siamo?

Le politiche scolastiche e le discussioni sull’integrazione restano incentrate ancora e soltanto sulla figura dell’insegnante di sostegno. Ridurre il dibattito ai numeri di quanti docenti di sostegno saranno in servizio nel prossimo anno non migliora la qualità dell’integrazione, ma la cristallizza in un limbo dove tutto sembra risolto, ma di fatto così non è

Salvatore Nocera, Integrazione scolastica sul’orlo del declino
Negli ultimi due anni stiamo assistendo ad un lento declino della cultura e la prassi dell’inclusione scolastica. A partire dal 2008 i crescenti tagli alla spesa dell’istruzione pubblica stanno eliminando le condizioni che la storia dell’inclusione avevano mostrato essere necessarie per un’integrazione di qualità www.grusol.it/appunti/articoloAppunti.asp?a=41193
Silvia Bracci, Fausto Giancaterina, Programmiamo il sostegno all’abitare. Una proposta per costruire con le famiglie un cammino verso un abitare buono e sereno

L’articolo propone un percorso volto a sostenere un percorso di accoglienza abitativa per persone con disabilità. Il progetto si compone di  due diversi percorsi che mirano a sostenere la domiciliarità ed a definire proposte di residenzialità sociosanitaria caratterizzate dalla piccola dimensione e dalla collocazione nei normali contesti abitativi

Emiliano Gaffuri, L’autonomia abitativa di persone con disabilità,  un’opportunità d’inclusione e integrazione sociale

Si presenta l’esperienza della Cooperativa Amicizia che da diversi anni ha avviato un’esperienza di micro residenzialità per persone adulte con disabilità, in possesso di sufficienti capacità operative, relazionali, cognitive, di comunicazione e di autodeterminazione, in grado dunque di accedere a un percorso di autonomia abitativa e/o convivenza assistita

Fabio Ragaini, La regolamentazione dei servizi domiciliari educativi e di aiuto alla persona  nelle Marche
Una riflessione a partire dalla constatazione della sostanziale assenza di regolamentazione regionale dei servizi domiciliari (stanadrd di prestazione, figure professionali, ecc.. ). Evidente la differenza rispetto a quelli diurni e residenziali in termini di requisiti professionali e di standard di funzionamento del servizio
www.grusol.it/appunti/articoloAppunti.asp?a=71193

Per ricevere la rivista: Abbonamento: privati € 20.00, enti pubblici € 25.00,  per sei numeri di 32 pagine; su ccp 10878601 intestato a Gruppo Solidarietà, Via Calcinaro 15, 60031 Castelplanio. L’abbonamento decorre dal primo numero successivo all’abbonamento. Per informazioni: Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel e fax 0731.703327, e-mail:grusol@grusol.it, sito internet:  www.grusol.it


Nell’ultimo numero (nr. 252, anno 41) di Animazione Sociale…

Nell’ultimo numero (nr. 252, anno 41) di Animazione Sociale…

Intervista
Perche’ abbiamo bisogno di un welfare dei servizi

Come non arrendersi a un Paese che sembra non voler piu’ fare le politiche sociali
I tagli dei fondi statali di carattere sociale, decisi con la Finanziaria 2011, mettono fortemente in discussione il futuro dei servizi e degli interventi sociali. A preoccupare, oltre all’impatto dei tagli sulle vite delle persone piu’ fragili e sul futuro del lavoro sociale, e’ il silenzio in cui tutto questo avviene. Come rompere questo silenzio? Ne abbiamo parlato con Nerina Dirindin (pp. 3-11)

Studi
Che cosa ci vuole per essere creativi?

Un percorso verso la creativita’ in cui si intrecciano stupore, coraggio e (molta) fatica
Il tempo che viviamo ci sollecita come operatori sociali a fare appello all’immaginazione, a scommettere sulla creativita’. Animazione Sociale nei mesi scorsi ha promosso un Laboratorio con gli operatori sociali da cui e’ scaturito sia l’inserto di questo numero (rimandiamo al testo in basso) sia un percorso filosofico curato da Francesca Rigotti che individua nella creativita’ l’intreccio fra lo stupore, il coraggio e la fatica. (pp. 12-21)

Prospettive
Quale partecipazione e’ pubblica?

Domande aperte e riflessioni interdisciplinari
Partecipazione dal basso o partecipazione dall’alto promossa da pubbliche istituzioni sensibili? Volge al termine una stagione che ha visto il ruolo trainante di alcune istituzioni pubbliche. Quella attuale e’ in prevalenza una stagione di reti e movimenti dal basso, in cui si ondeggia tra particolarismo e coesione sociale. Si aprono nuove possibilita’, ma anche nuovi interrogativi. Ne discutono Federico Guiati e Francesco Maltese (pp. 22-33)

Inserto
Viversi nella polis per affezionarsi al lavoro sociale

Il legame con il proprio lavoro/2
Nell’inserto Mario Pollo, Mario Perini e Gianni Garena continuano la riflessione iniziata sul numero di gennaio sull’affezionarsi al lavoro sociale. Infatti, dopo un’analisi dei materiali del Laboratorio condotto sul tema, sono emersi alcuni “percorsi” per dare senso e corpo all’affezione come “legame triangolare” tra l’operatore con la sua soggettivita’, i servizi in cui prende forma l’organizzazione del lavoro sociale, il territorio come luogo in cui insorgono problemi ma si generano anche risorse. (pp. 34-69)

Metodo
Le famiglie da utenti a soci: solo uno slogan?

Forme di implicazione delle famiglie nella vita associativa
La riflessione sull’associazionismo sportivo (si vedano gli inserti di febbraio e marzo) incontra una domanda: possono le famiglie, che spesso si atteggiano o vengono avvicinate come utenti o clienti, divenire soci dentro le associazioni? Come possono le famiglie esercitarsi nella loro ricerca etica, educativa e democratica dentro le associazioni sportive? A queste domande ha provato a rispondere Giulio Caio. (pp. 70-78)

Strumenti
Decidere insieme tra ansieta’ e limiti cognitivi

Esercitarsi al lavoro di gruppo/6: imparare a decidere in gruppo
Prosegue la riflessione di Claudio G. Cortese, Pierluigi Garelli e Remigia Spagnolo sulle dinamiche relative al lavoro di gruppo. Prendere decisioni non e’ un compito semplice, in quanto comporta svariate attenzioni: l’analisi dei problemi sotto diversi punti di vista, la scelta delle priorita’, il rispetto di determinate tempistiche, la prontezza nel reagire agli imprevisti. La dimensione di gruppo complica tale processo. Gli autori provano a offrire alcune tracce per esercitarsi sui metodi che portano a decisioni comuni. (pp. 79-89)

Luoghi&professioni
Dove cercare il senso del lavoro sociale?

Perche’ e come fare laboratori di manutenzione per operatori sociali/1
Il lavoro dell’operatore sociale, sempre a rischio di logoramento, e’ costretto a una costante crescita e ridefinizione per non arrugginirsi. Emerge la necessita’ di vivere momenti di sosta e pratica riflessiva, per tutelare sia il benessere dell’operatore sia l’efficacia del suo intervento. Ne discute Roberto Latella. Seguiranno altri articoli sul tema nei prossimi numeri. (pp. 90-100)

Bazar
Nella sezione finale, spazio per la poesia Respiro d’ali di Alberto Melucci che ha ispirato il disegno di copertina della rivista di Desideria Guicciardini. A seguire le soste di discussione (Gian Piero Quaglino riflette sulla formazione degli operatori) e i diari degli operatori (Elena Dellavalle racconta gli stereotipi che ha incontrato nella sua esperienza in un Centro per richiedenti asilo), i viaggi fra i libri dell’educatore (a cura di Andrea Prandin) e le locande del sociale (Elena Balbo accompagna i lettori a Spazzi, la Locanda degli arrivanti, in borgo San Paolo a Torino). (pp. 101-112)

Chi desidera abbonarsi, regalare un abbonamento o ricevere un numero della rivista, puo’ trovare le indicazioni sul nostro sito www.animazionesociale.gruppoabele.org
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Giovanni Sartori, Homo videns


G. SILVANO (a cura di), Società e Terzo settore

G. SILVANO (a cura di)

Società e Terzo settore

La via italiana

Collana “Percorsi”

pp. 368, € 27,00
978-88-15-13986-3
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 16/06/2011

Copertina 13986


In Italia il ricco mondo del nonprofit sollecita studiosi ed esperti a porsi domande per lo sviluppo di un settore ritenuto ormai essenziale per la modernizzazione del Paese. Nonostante tale universo poggi su una storia plurisecolare, la sua presenza nella società e nell’economia italiane è meno rilevante che in altri paesi, soprattutto d’area anglosassone. Quali ragioni possono averne rallentato l’affermazione? Responsabile di ciò è di certo una cultura orientata a considerare come bene “pubblico” praticamente solo quanto è amministrato e controllato dalle istituzioni statali e locali. I saggi raccolti, in prospettiva culturale, economico-aziendale e giuridica, indagano i profili di un fenomeno, ormai largamente strutturato, che si candida a giocare un ruolo fortemente innovativo in ambito sociale, costringendo politica e istituzioni a dare sempre maggiore spazio alle organizzazioni della società civile. Dal punto di vista dell’elaborazione scientifica, questi studi mostrano la maturità del nonprofit italiano, che è in grado di riscuotere fiducia e consenso sociale e di essere opportunità di occupazione qualificata per un numero crescente di giovani.

Giovanni Silvano insegna Storia sociale e Analisi economica e sociale dei processi economico-sociali nella Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato “A beneficio dei poveri. Il Monte di pietà di Padova tra pubblico e privato (1491-1600)” (2005).


A.L. ZANATTA, Nuove madri e nuovi padri

A.L. ZANATTA

Nuove madri e nuovi padri

Collana “Farsi un’idea”

pp. 128, € 9,80
978-88-15-14971-8
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 16/06/2011

Copertina 14971


Genitori in coppia, coniugata e di fatto, più di due genitori, un figlio ad ogni costo, genitori omosessuali: diversi modi di essere madri e padri e una molteplicità di forme di famiglia. Nel volume si racconta come, dalla società moderna a quella contemporanea, l’esperienza di essere genitori sia mutata nelle sue caratteristiche e nei suoi valori: dal ruolo delle madri, che sempre più guardano fuori dalla sfera domestica e ricercano nel lavoro occasioni di realizzazione personale, a quello dei padri, più presenti nella cura dei figli e nella condivisione dei compiti familiari, dal declino del modello tradizionale di famiglia alla formazione di nuovi nuclei in cui si intrecciano legami biologici e sociali. Affetti, sfide, nuovi rischi e responsabilità dei genitori di oggi.

Anna Laura Zanatta ha insegnato Sociologia della famiglia nella Sapienza – Università di Roma. E’ autrice di numerosi saggi sulle trasformazioni familiari e sulle politiche sociali per le famiglie. In questa stessa collana ha pubblicato “Le nuove famiglie” (III ed. 2008).


Istat, aumento della spesa previdenziale nel 2009

L’Istat evidenzia un aumento della spesa previdenziale nel 2009.
Nel 2009 l’importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia e’ stato di 253.480 milioni, in aumento del 5,1% rispetto al 2008.
Lo rileva l’Istat nell’indagine sui trattamenti pensionistici e beneficiari pubblicata oggi. La spesa per il 2009 corrisponde al 16,68% del prodotto interno lordo (Pil). La quota sul Pil e’ cresciuta di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Quasi la metà dei pensionati (46,5%) italiani ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro.

Giovanni VECCHI, In ricchezza e in povertà, Il Mulino, 2011

G. VECCHI

In ricchezza e in povertà

Il benessere degli italiani dall’Unità a oggi


Collana “Fuori collana”

pp. 528, € 40,00
978-88-15-14930-5
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 23/06/2011

Copertina 14930



Una ricerca straordinaria sulle condizioni di vita degli italiani, dal 1861 al 2011: nel ripercorrere i 150 anni di storia unitaria il libro documenta i successi e i ritardi con cui il progresso economico ha distribuito i propri benefici alla popolazione. Nel corso di un secolo e mezzo – un tempo breve quanto un battito di ciglia se si usa il metro della storia – il benessere degli italiani ha compiuto un balzo di di­mensioni epocali. Sconfitte la fame e la miseria, l’ignoranza e la malattia, abbiano raggiunto un benessere pari a quello di pochi altri paesi al mondo. In termini di equità tuttavia non sempre e non tutti gli italiani sono riusciti a partecipare nella stessa misura alla parabola ascedente del paese. Né si può assumere che il benessere conseguito oggi esista anche domani. Questa ricostruzione storica – per quanto illuminante – non servirà a prevedere il futuro, ma indica con chiarezza ciò di cui il paese deve occuparsi nella prospettiva delle generazioni a venire.

Giovanni Vecchi è professore di Economia politica all’Università di Roma «Tor Vergata». Si occupa di teoria, misurazione e storia del benessere. Su questi temi ha pubblicato contributi sulle principali riviste internazionali. Partecipa, con la Ban­ca mondiale, alle missioni nei paesi in via di sviluppo per l’analisi delle condizioni di vita, povertà e disuguaglianza.



Salute e diritto. Popolazioni invisibili, competenze, networking, 4-7 settembre: Summer School alla Certosa del Gruppo Abele

Summer School “Salute e diritto. Popolazioni invisibili, competenze, networking” organizzata dal Laboratorio di epidemiologia di cittadinanza del Consorzio Mario Negri Sud in collaborazione con il Centro Studi del Gruppo Abele e altre organizzazioni di lavoro socio-sanitario.
L’evento è in programma dal 4 al 7 settembre prossimi alla Certosa del Gruppo Abele, uno spazio di confronto, conoscenza e condivisione situato in una vecchia abbazia recentemente ristrutturata nella Valle di Susa, sotto la Sacra di San Michele.
Inviamo in allegato la locandina con il programma dell’evento.

Un cordiale saluto,

la redazione di Animazione Sociale

Animazione Sociale
mensile per gli operatori sociali edito da Edizioni Gruppo Abele
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – fax 011 3841047
www.animazionesociale.gruppoabele.org 


M.C. GUERRA, A. ZANARDI (a cura di), La finanza pubblica italiana

M.C. GUERRA, A. ZANARDI (a cura di)

La finanza pubblica italiana

Rapporto 2011

Collana “Studi e Ricerche”

pp. 304, € 26,00
978-88-15-15055-4
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 16/06/2011

Copertina 15055


Il Rapporto 2011 pone sotto osservazione critica le politiche pubbliche adottate dal governo nel corso del 2010 e nei primi mesi del 2011 con riferimento ai più rilevanti ambiti di intervento: conti pubblici, fisco, previdenza, politiche per il lavoro e assistenza, sanità, finanza decentrata e servizi di pubblica utilità. Due approfondimenti specifici sono dedicati rispettivamente all’analisi dei pro e contro di fiscal rulesdirette al controllo della spesa pubblica, e ai problemi del finanziamento dell’università anche alla luce della riforma recentemente introdotta. Il quadro complessivo che ne emerge evidenzia come le politiche pubbliche nazionali siano sostanzialmente prive della spinta innovativa necessaria per sostenere la ripresa e, al contempo, garantire il rispetto dei vincoli esterni di finanza pubblica.

Maria Cecilia Guerra insegna Scienza delle finanze nell’Università di Modena e Reggio Emilia. E’ tra i fondatori del Capp (Centro di analisi delle politiche pubbliche). Alberto Zanardi insegna Economia pubblica nell’Università di Bologna e collabora all’attività di Econpubblica-Università Bocconi.

 



Nuovo formulario dei contratti degli Enti locali: 242 schemi negoziali aggiornati e pronti all’uso – Maggioli editore

Novità giugno 2011
242 schemi
pronti all’uso
e personalizzabili
FORMULARIO DEI CONTRATTI DEGLI ENTI LOCALI
Con servizio gratuito
di aggiornamento
on line
fino al 31/12/2011
FORMULARIO DEI CONTRATTI DEGLI ENTI LOCALI
Con foglio di calcolo dei diritti di segreteria e di rogito
Questa nuova Guida operativa al corretto svolgimento delle attività di elaborazione e redazione di testi contrattuali fornisce direttamente su Cd-Rom 242 modelli aggiornati degli atti negoziali di uso ricorrente negli Enti locali, tenendo conto di clausole speciali, prassi e orientamenti giurisprudenziali.

In particolare gli schemi contrattuali relativi ad appalti lavori, servizi e forniture, a incarichi, convenzioni e forme negoziali atipiche, presentano clausole in materia di:

› Tracciabilità dei flussi finanziari.
› Allineamento catastale.
› Utilizzo delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni.
› Deroghe ai minimi tariffari.
› Riservatezza e premi di accelerazione.
› Utilizzo del lodo arbitrale.
› Partecipazione dei testimoni.
› Condizioni particolari di esecuzione contrattuale.
› Risparmio energetico.

Ordinati per materia, i modelli sono corredati di note esplicative e chiarimenti redazionali, sia formali che sostanziali, da seguire nel predisporre patti e condizioni, con individuazione per ogni tipologia di uno schema di riferimento generale e poi dei singoli atti personalizzati.

Aggiornato al Regolamento del Codice dei contratti pubblici, il Formulario è stato realizzato da M. Lucca, Direttore – Segretario generale in Amministrazioni locali, che l’ha strutturato in ventisette sezioni:

1.
Sponsorizzazioni (13 modelli).
2.
Contratti di fornitura (8 modelli).

3.
Contratti di gestione e servizi (17 modelli).

4.
Contratti di manutenzione (3 modelli).

5.
Brokeraggio e consulenza assicurativa (3 modelli).

6.
Contratti di locazione (15 modelli).

7.
Contratti di opere pubbliche (19 modelli).

8.
Incarichi professionali (20 modelli).

9.
Assunzione (7 modelli).

10.
Contratti di alienazione – Acquisizione beni (25 modelli).

11.
Contratto estimatorio (1 modello).

12.
Permute (4 modelli).

13.
Contratto di enfiteusi (1 modello).

14.
Diritto di superficie (2 modelli).

15.
Servitù (4 modelli).

16.
Comodato (5 modelli).

17.
Accordi e convenzioni (20 modelli).

18.
Atti d’obbligo e convenzioni urbanistiche (11 modelli).

19.
Transazioni (2 modelli).

20.
Donazioni (2 modelli).

21.
Concessione di beni demaniali (4 modelli).

22.
Fideiussioni (4 modelli).

23.
Mutui (3 modelli).

24.
Comunicazioni (6 modelli).

25.
Clausole speciali (26 modelli).

26.
Modulistica (12 modelli).

27.
Diritti di segreteria e rogito (8 modelli).


«Welfare senza fondi» Il Forum del Terzo settore e la campagna «I diritti alzano la voce» | Interni | www.avvenire.it

scure che vi si è abbattuta con tagli che provocano una costante spoliazione dei servizi ai cittadini più deboli. Il Forum del Terzo settore e la campagna «I diritti alzano la voce» con questo amaro resoconto hanno presentato ieri a Roma la mobilitazione contro quello che definiscono un depauperamento in atto dello Stato sociale, che domani sarà di scena nella Capitale davanti a Montecitorio alle ore 11, e con presidi in altre tredici città d’Italia in nove regioni: Ancona, Belluno, Bologna, Cagliari, Catanzaro, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Torino, Venezia, Verona, Vicenza.

da «Welfare senza fondi»L’urlo del Terzo settore | Interni | www.avvenire.it.


Eterotopie, di Video di Diotima


LunaCorre-Progetto casa famiglia per cani abbandonati Convinti che un cane libero stia meglio di un cane imprigionato, http://lunacorre.myblog.it

Nel 2011 due volontari dell’associazione antispecista LunaCorre rilevano una casa con un grande giardino con l’intento di realizzare un progetto di accoglienza per cani abbandonati. L’idea, tanto semplice quanto inusuale, è quella di realizzare una piccola struttura atta a dare una casa, in attesa di un’ adozione definitiva, ad alcuni di quei cani che seguono da anni nei vari canili nei quali sono impegnati. Una casa in cui abituare i cani alla vita in famiglia; una casa in cui possano da subito iniziare a costruire le basi per proficue convivenze con umani; una casa in cui iniziare a sentirsi liberi. Convinti per averlo vissuto intensamente sulla loro pelle che, se davvero si amano e conoscono i cani, non si possa parlare di vero benessere per animali rinchiusi in quei luoghi di concentramento chiamati canili. 
 
Convinti che un cane libero stia meglio di un cane imprigionato.
 
Se vuoi aiutarci con offerte, adozioni a distanza o donazioni di cibo coperte e cuccie…o confrontarti con noi contatta Rebecca e Davide al numero di telefono 348-9325374 o alla maillunacorre@hotmail.it.
 
Tutti i cani che vedete nel blog lunacorre.myblog.it non beneficiano di sovvenzioni pubbliche, e noi ci occupiamo di loro: curandoli e mantenendoli con cibo, vaccinazioni, sterilizzazioni, visite veterinarie, operazioni quando necessitano e naturalmente cerchiamo per ognuno di loro una famiglia che non li abbandoni più.
 
Come vedete, durante questo anno in cui sono diminuite le nostre segnalazioni e relative richieste di aiuto in merito ad animali in difficoltà, sono cresciuti però i nostri progetti futuri! 
Con anche il vostro sostegno confidiamo di poter realizzare un sogno, affinchè la nostra casa famiglia per cani abbandonati diventi una realtà sempre più efficiente e sempre più bella da vivere, per i cani e per voi. Abbiamo in programma per dopo le vacanze una serie di iniziative dove potrete toccare con mano ciò che sta nascendo; alcune giornate in cui richiederemo la partecipazione dei nostri sostenitori. Un connubio tra la nostra irrinunciabile azione di cura e i nostri nuovi progetti culturali antispecisti, nel corso dei quali indagare la radice della annosa questione animale. Tra una passeggiata con i nostri cani nel bosco e qualche chiacchierata di approfondimento, potrete  supportare la causa della casa famiglia ‘LunaCorre’. 
Vi faremo sapere le prossime date e il luogo…Allora a presto!!
 
Aiutateci intanto con le adozioni a distanza! Contattateci per sapere come fare!
 
Ti aspettano Coda Lunga, Zingara, Maya, Teresina, Ivy, Ornella, Margot, Diana, Tamarindo, Pacco, Gino e i nostri prossimi coinquilini a quattro zampe


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http://lunacorre.myblog.it


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