Il Prof. Roberto D’Alimonte si interroga, sulle pagine de Il Sole 24 Ore:
- Il voto favorevole all’arresto di Papa apre o no un nuovo ciclo nella storia della Lega Nord?
- vai all’ articolo
”Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso anche bonario”.
Cosi’ Umberto Bossi ha commentato la bocciatura dell’aggravante dell’omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord.
”Meno male – ha detto Bossi – che non è passata l’aggravante dell’omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, perché non era giusta”.
Bossi: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano.
| Una lezione per noi tutti | |
| 01/08/2011 | Massimo Teodori | |
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Bisogna dare atto agli americani che ciò che hanno fatto per loro è stato indispensabile anche per gli occidentali. Lo stesso era accaduto nella lotta al nazismo e al comunismo.
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Le date dell´11 settembre 2001, l´attacco alle Twin Towers, e del 2 maggio 2011, la morte di Osama bin Laden, saranno ricordate come l´alfa e l´omega di un periodo caratterizzante la recente storia americana. L´attacco a New York mise clamorosamente in luce un nuovo protagonista della scena internazionale, il terrorismo islamista. Il mondo, che con la fine del comunismo si riteneva pacificato, non lo era affatto. Una diversa sfida incombeva sull´occidente e l´intero globo: al posto dell´Unione sovietica si era sviluppata un´inedita potenza malefica contro cui gli americani dichiararono la “war on terrorism” come nuova missione degli Stati Uniti nel mondo.
Da quella strategia antiterroristica nacquero per iniziativa di George W. Bush le guerre in Iraq e in Afghanistan che hanno impegnato l´America per un decennio. L´eliminazione, il 2 maggio 2011, di Osama bin Laden, testa del serpente terroristico, ha significato il raggiungimento di un obiettivo di grande rilevanza simbolica, approdo di complesse operazioni condotte secondo una duplice strategia, militare e di sicurezza. Oggi, si può affermare che il fronte strategico-militare in Irak e Afghanistan ha conseguito risultati contraddittori, mentre sul fronte della sicurezza nell´area occidentale sono stati acquisiti obiettivi concreti con la prevenzione di attentati, di fatto annullati dopo quelli di Londra e Madrid.
Una volta eliminato bin Laden, tuttavia, gli Stati Uniti si interrogano sul prezzo che è stato pagato nella “war on terrorism”. Per le finanze statunitensi il costo bellico è stimato in oltre 4mila miliardi di dollari, superiore a quello per la Seconda guerra mondiale; e il numero delle vittime americane ha superato quota 8mila oltre i 3mila morti del World trade center. Ai costi finanziari ed umani vanno inoltre aggiunti i danni di immagine che l´America ha subito in tutti i continenti con la diffusione di un antiamericanismo che si è attenuato solo con la presidenza Obama.
…
n Italia, la convivenza con gli islamici che dovrebbe essere vista nel quadro dell´integrazione sotto l´imperio delle nostre leggi, è guardata con sospetto e diffidenza. Dal canto loro gli americani hanno affrontato il trauma terroristico a viso aperto allestendo un ombrello di sicurezza che però è servito anche agli europei. Ancora una volta l´America ha preso la testa dell´intero occidente minacciato dal totalitarismo nichilista, affrontando con successi, insuccessi ed errori il nemico che per la prima volta aveva colpito anche il suo territorio.
n Italia, la convivenza con gli islamici che dovrebbe essere vista nel quadro dell´integrazione sotto l´imperio delle nostre leggi, è guardata con sospetto e diffidenza. Dal canto loro gli americani hanno affrontato il trauma terroristico a viso aperto allestendo un ombrello di sicurezza che però è servito anche agli europei. Ancora una volta l´America ha preso la testa dell´intero occidente minacciato dal totalitarismo nichilista, affrontando con successi, insuccessi ed errori il nemico che per la prima volta aveva colpito anche il suo territorio. Se oggi a casa nostra possiamo essere tranquilli sul grande terrorismo, in parte lo dobbiamo ai cugini d´oltreoceano.
Se oggi a casa nostra possiamo essere tranquilli sul grande terrorismo, in parte lo dobbiamo ai cugini d´oltreoceano.
segue…..
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da FORMICHE.NET.
(regioni.it) “Si è conclusa la ristrutturazione del sito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome www.regioni.it”. Lo annuncia in una lettera il Segretario Generale della Conferenza, Marcello Mochi Onori. “Si tratta – spiega Mochi Onori nella lettera inviata ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome – di una radicale riorganizzazione grafica e strutturale. L’aggiornamento e l’implementazione sono ora garantiti da un nuovo sistema di gestione dei contenuti (CMS: content management system), che rende più veloci tutte le operazioni, migliorando la tempestività, la capacità di diffusione e l’efficienza del sistema. Il potenziamento del “database”, e quindi dei motori di ricerca, consente all’utente un più facile accesso alle informazioni.
Si è creato così il primo database sul sistema Regioni i cui contenuti sono divulgati al pubblico attraverso uno stile giornalistico. E’ il primo portale delle Regioni che raccoglie e “mette in rete” le diverse fonti di documentazione e comunicazione nazionale e regionale; vengono pubblicati non solo i documenti e i comunicati stampa della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ma anche altre notizie di interesse regionale ritenute utili alle attività di governo e istituzionali. Questo “federalismo delle informazioni” ha obiettivi di servizio, sensibilizzando in particolare l’opinione pubblica e la società civile sulle principali questioni che interessano il sistema delle Regioni e coinvolgono il governo del territorio.
L’attenta selezione e la costante immissione in tempo reale di diverse informazioni cerca quindi di offrire un quadro informativo il più completo possibile: si va dai comunicati stampa della Conferenza e delle Giunte regionali ad articoli tratti da quotidiani e periodici; dai lanci delle agenzie di stampa ad indagini, studi, ricerche e dati statistici prodotti e diffusi dai principali Istituti di ricerca; dalle sentenze della Corte Costituzionale ai giudizi della Corte dei Conti; dalle attività parlamentari e ai provvedimenti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
L’intero patrimonio informativo – prosegue Mochi Onori – è suddiviso e archiviato in sezioni che sostanzialmente corrispondono alle materie e alle competenze delle Commissioni della Conferenza delle Regioni. E’ un esempio di portale consultabile per materie, aggiornato costantemente.
L’home page del sito propone una parte centrale con le principali notizie in evidenza. La navigabilità e la fruibilità sono assicurate da un menù orizzontale superiore e due menù laterali verticali. I menù laterali permettono di entrare nelle sezioni “tematiche” (riferite alle materie delle Commissioni) corredate da un motore di ricerca interno e di un archivio (una raccolta permanente di documentazione).
Le notizie sono immesse principalmente in news (agenzie di stampa e documenti in generale) e indalleRegioni (comunicati stampa delle Giunte regionali). In quest’ultima sezione è possibile ora – cliccando sull’icona regionale – rilevare le ultime notizie di quella Regione. Poi sempre in testa alla Home Page abbiamo:
informazioni (le principali informazioni storico, politiche e di documentazione sulla Conferenza delle Regioni);
conferenze (i documenti della Conferenza delle Regioni e quelli delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata);
newsletter (la pubblicazione nei giorni feriali di articoli sul sistema Regioni);
comunicati stampa(la comunicazione istituzionale della Conferenza delle Regioni);
rassegna stampa (il servizio di rassegna stampa offerto a tutte le Regioni e alle Province autonome).
Il nuovo sito inoltre, migliorato e potenziato in tutte le sue funzioni, permette di reperire, con l’utilizzo di parole chiave o per materia, per periodi, per fonte o per Regione le informazioni necessarie. E in ogni sezione e sottosezione è possibile utilizzare sia il motore di ricerca che consultare l’archivio (raccolta permanente di documentazione inerente la materia).
Altra novità è l’inserimento di un traduttore automatico per diverse lingue che permette una traduzione sommaria in tempo reale dei testi della pagina visualizzata. Aprendo ogni notizia vi è anche la possibilità di interagire con i principali social network, permettendo una maggiore interazione con l’utenza attraverso la condivisione delle notizie. Il sito è anche visibile attraverso tablet come l’i-pad.
Sono – conclude Mochi Onori – confermati i servizi offerti:
- la sezione “rassegna stampa” che offre a tutti gli utenti le interviste e gli interventi dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome pubblicate su quotidiani o periodici. Per i rappresentanti, i dirigenti e i funzionari delle Regioni e delle Province autonome c’è la possibilità di iscriversi on line e ricevere gratuitamente nei giorni feriali alla propria e–mail la rassegna stampa integrale della Conferenza delle Regioni;
- la newsletter “Regioni.it” (periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale) che offre le notizie più rilevanti sul “sistema Regioni” e che è stata aggiornata graficamente rendendo possibile un impaginato più leggibile e accattivante. Tutti gli utenti possono iscriversi e ricevere la newsletter alla propria e-mail ogni giorno feriale.
(regioni.it) “Si è conclusa la ristrutturazione del sito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome www.regioni.it”. Lo annuncia in una lettera il Segretario Generale della Conferenza, Marcello Mochi Onori. “Si tratta – spiega Mochi Onori nella lettera inviata ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome – di una radicale riorganizzazione grafica e strutturale. L’aggiornamento e l’implementazione sono ora garantiti da un nuovo sistema di gestione dei contenuti (CMS: content management system), che rende più veloci tutte le operazioni, migliorando la tempestività, la capacità di diffusione e l’efficienza del sistema. Il potenziamento del “database”, e quindi dei motori di ricerca, consente all’utente un più facile accesso alle informazioni.
Si è creato così il primo database sul sistema Regioni i cui contenuti sono divulgati al pubblico attraverso uno stile giornalistico. E’ il primo portale delle Regioni che raccoglie e “mette in rete” le diverse fonti di documentazione e comunicazione nazionale e regionale; vengono pubblicati non solo i documenti e i comunicati stampa della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ma anche altre notizie di interesse regionale ritenute utili alle attività di governo e istituzionali. Questo “federalismo delle informazioni” ha obiettivi di servizio, sensibilizzando in particolare l’opinione pubblica e la società civile sulle principali questioni che interessano il sistema delle Regioni e coinvolgono il governo del territorio.
L’attenta selezione e la costante immissione in tempo reale di diverse informazioni cerca quindi di offrire un quadro informativo il più completo possibile: si va dai comunicati stampa della Conferenza e delle Giunte regionali ad articoli tratti da quotidiani e periodici; dai lanci delle agenzie di stampa ad indagini, studi, ricerche e dati statistici prodotti e diffusi dai principali Istituti di ricerca; dalle sentenze della Corte Costituzionale ai giudizi della Corte dei Conti; dalle attività parlamentari e ai provvedimenti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
L’intero patrimonio informativo – prosegue Mochi Onori – è suddiviso e archiviato in sezioni che sostanzialmente corrispondono alle materie e alle competenze delle Commissioni della Conferenza delle Regioni. E’ un esempio di portale consultabile per materie, aggiornato costantemente.
L’home page del sito propone una parte centrale con le principali notizie in evidenza. La navigabilità e la fruibilità sono assicurate da un menù orizzontale superiore e due menù laterali verticali. I menù laterali permettono di entrare nelle sezioni “tematiche” (riferite alle materie delle Commissioni) corredate da un motore di ricerca interno e di un archivio (una raccolta permanente di documentazione).
Le notizie sono immesse principalmente in news (agenzie di stampa e documenti in generale) e indalleRegioni (comunicati stampa delle Giunte regionali). In quest’ultima sezione è possibile ora – cliccando sull’icona regionale – rilevare le ultime notizie di quella Regione. Poi sempre in testa alla Home Page abbiamo:
informazioni (le principali informazioni storico, politiche e di documentazione sulla Conferenza delle Regioni);
conferenze (i documenti della Conferenza delle Regioni e quelli delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata);
newsletter (la pubblicazione nei giorni feriali di articoli sul sistema Regioni);
comunicati stampa(la comunicazione istituzionale della Conferenza delle Regioni);
rassegna stampa (il servizio di rassegna stampa offerto a tutte le Regioni e alle Province autonome).
Il nuovo sito inoltre, migliorato e potenziato in tutte le sue funzioni, permette di reperire, con l’utilizzo di parole chiave o per materia, per periodi, per fonte o per Regione le informazioni necessarie. E in ogni sezione e sottosezione è possibile utilizzare sia il motore di ricerca che consultare l’archivio (raccolta permanente di documentazione inerente la materia).
Altra novità è l’inserimento di un traduttore automatico per diverse lingue che permette una traduzione sommaria in tempo reale dei testi della pagina visualizzata. Aprendo ogni notizia vi è anche la possibilità di interagire con i principali social network, permettendo una maggiore interazione con l’utenza attraverso la condivisione delle notizie. Il sito è anche visibile attraverso tablet come l’i-pad.
Sono – conclude Mochi Onori – confermati i servizi offerti:
- la sezione “rassegna stampa” che offre a tutti gli utenti le interviste e gli interventi dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome pubblicate su quotidiani o periodici. Per i rappresentanti, i dirigenti e i funzionari delle Regioni e delle Province autonome c’è la possibilità di iscriversi on line e ricevere gratuitamente nei giorni feriali alla propria e–mail la rassegna stampa integrale della Conferenza delle Regioni;
- la newsletter “Regioni.it” (periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale) che offre le notizie più rilevanti sul “sistema Regioni” e che è stata aggiornata graficamente rendendo possibile un impaginato più leggibile e accattivante. Tutti gli utenti possono iscriversi e ricevere la newsletter alla propria e-mail ogni giorno feriale.
newsletter del mese di agosto 2011 della Fondazione Emanuela Zancan:
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Fondazione Emanuela Zancan onlus
Centro Studi e Ricerca Sociale
Via Vescovado, 66
35141 PADOVA
Tel. 049663800
Fax 049663013
www.fondazionezancan.it
Il suicidio di Mario Cal ha suscitato dolore in chi lo amava, perplessità negli ambienti a lui vicini e apprezzamento, in una buona parte di pensatori laici, della straordinaria coerenza e forza interiore. Per me, il suo è stato anche un gesto simbolico: una forma di protesta. Ho meditato a lungo sul perché Cal ha voluto porre termine alla sua vita in una forma così violenta. Perché era troppo doloroso dover accettare il fallimento di una vita dedicata alla creazione (in aiuto a Don Verzé) di uno dei più grandi istituti di ricerca biomedica del Paese. Il punto è: si tratta davvero di fallimento? Purtroppo lo straordinario sforzo ideativo e organizzativo si è accompagnato a un forte disavanzo nella gestione. E poiché gli ospedali sono stati, con una legge sciagurata, definiti «aziende», il pensiero prioritario, anzi l’ assillo, dei presidenti è diventato, ancor più che nel passato, quello di far quadrare il bilancio. Certo, è importante guarire le persone, salvare le vite, scoprire nuovi strumenti; ma il primo grande obiettivo oggi è il pareggio di bilancio. Quante persone avranno guarito e salvato i medici e i ricercatori del San Raffaele? Migliaia certamente, ma come conteggiarle nel fatidico bilancio? È monetizzabile una vita salvata? È possibile quantificare il valore di una vita? È etico farlo? Per il sistema assicurativo sì, con fior di tabelle minuziose; ma per gli ospedali no. Voglio fare un esempio molto chiaro.
segue
Difendo Mario Cal e la ricerca per le vite salvate al San Raffaele.
Gli operatori finanziari, quelli che vendono e comprano ogni giorno titoli e obbligazioni, praticamente tutti, praticamente senza eccezione, stimano e calcolano che a quota 200 il Btp italiano potrebbe tornare in un colpo. E quel colpo si chiama dimissioni di Berlusconi. Non lo scrivono in nessuna tabella, non compare in nessun indice bancario o di Borsa, ma è questa la quotazione stimata: cento punti base di sollievo per il debito italiano se Berlusconi se ne va. E i mercati finanziari la danno come una notizia, non un’opinione. Per loro la “discontinuità” di cui parla l’appello-manifesto di Confindustria, sindacati, banche, commercianti, artigiani, agricoltori è questo e non altro: quei cento punti e come si incassano. Per loro la mossa di “sopravvivenza” di cui ha parlato Giorgio Napolitano ha questa forma e questa sostanza: dimissioni e si ricomincia da quota 200, dalla “normalità” dei mercati.
da Cento punti di spread guadagnati, il mercato “fissa” le dimissioni di Berlusconi | Blitz quotidiano.
Si riporta il testo dell’emendamento 1.1000 presentato dal Governo e interamente sostitutivo del disegno di legge, nella versione approvata in Commissione.
Sull’emendamento del Governo è stata posta la questione di fiducia il 28 luglio, votata il 29 luglio (160 voti favorevoli e 139 contrari). Il testo passa ora alla Camera.
da Processo lungo: il testo approvato dal Senato :: Diritto & Diritti.
vai a: La manovra è legge. Ecco le nuove norme per sanità e pubblico impiego – Quotidiano SanitàAllegati:
Questo è il ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini ….”
“Mi risulta che il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 – peraltro non pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale – hanno provveduto a istituire proprie “sedi distaccate di rappresentanza operativa”; ho appreso altresì che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell’economia e delle finanze (quest’ultimo titolare di un importante Dicastero, anziché Ministro senza portafoglio come gli altri tre).” Inizia così la lettera inviata ieri dal Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul tema del decentramento delle sedi dei Ministeri sul Territorio.
“Come ho già avuto occasione di sottolineare al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dott. Letta – continua il Capo dello Stato – la dislocazione di sedi ministeriali in ambiti del territorio diversi dalla città di Roma deve tener conto delle disposizioni contenute nel regio decreto n. 33 del 1871, ancora pienamente vigente, che nell’istituire, all’articolo 1, Roma quale capitale d’Italia ha altresì previsto che in essa abbiano sede il Governo ed i Ministeri.
E’ altresì noto che la scelta di Roma capitale è stata costituzionalizzata con la riforma del titolo V della nostra Carta che, con la nuova formulazione dell’articolo 114, terzo comma, ha da una parte introdotto un bilanciamento con le più ampie funzioni attribuite agli enti territoriali e dall’altra ha posto un vincolo che coinvolge tutti gli organi costituzionali, compresi ovviamente il Governo e la Presidenza del Consiglio: vincolo ribadito dalla legge n. 42 del 2009, che all’art. 24 prevede un primo ordinamento transitorio per Roma capitale diretto “a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali”.
Infine, recentemente e sia pure in un contesto non univoco, nel corso dell’esame parlamentare del d.l. n. 70 del 2011, sono stati discussi e votati diversi ordini del giorno finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri pur nell’accoglimento, senza voto, di un o.d.g. (Cicchitto ed altri) di contenuto autorizzatorio.
Quanto al contenuto dei citati decreti istitutivi devo rilevare che i Ministri emananti, Ministri senza portafoglio, hanno provveduto autonomamente ad istituire sedi distaccate, rispettivamente, di un Dipartimento e di una Struttura di missione, che costituiscono parte dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio.
Poiché ai fini di una eventuale sua elasticità, il decreto legislativo n. 303 del 1999, all’articolo 7, attribuisce al Presidente del Consiglio la facoltà di adottare con DPCM le misure per il miglior esercizio delle sue funzioni istituzionali, ritengo che l’autorizzazione ad una eventuale diversa allocazione di sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, dovrebbe più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 221 del 2002.
Peraltro l’apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell’attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale.
Tutt’altra fattispecie, prevista dalla stessa Costituzione e da numerose leggi attuative, è quella della esistenza, storicamente consolidata, di uffici periferici (come ad esempio i Provveditorati agli studi e le Sovraintendenze ai beni culturali e ambientali), che non può quindi confondersi in alcun modo con lo spostamento di sede dei Ministeri; spostamento non legittimato né dalla Costituzione che individua in Roma la capitale della Repubblica, né dalle leggi ordinarie, quale ad esempio l’articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988, che consente di intervenire con regolamento ministeriale solo sull’individuazione degli uffici centrali e periferici e non sullo spostamento di sede dei Ministeri. Inoltre, il rapporto tra tali uffici periferici e gli enti locali va assicurato sull’intero territorio nazionale nell’ambito dei già delineati uffici territoriali di Governo.
Va peraltro rilevato che a fronte della scelta, non avente connotati di particolare rilievo istituzionale, di aprire meri uffici di rappresentanza, non giova alla chiarezza una recente nota della Presidenza del Consiglio, che inquadra tale iniziativa nell’ambito di “intese già raggiunte sugli uffici decentrati e di rappresentanza di alcuni ministeri sia al Nord che al Sud, come già in essere per molti altri ministeri”, così preludendo ad ulteriori dispersioni degli assetti organizzativi dei Ministeri tanto da consentire la prefigurazione, da parte di esponenti dello stesso Governo, di casuali localizzazioni in vari siti regionali o municipali delle amministrazioni centrali.
E’ necessario ribadire che tale evoluzione confliggerebbe con l’articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonché con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative già precedentemente citate.
La pur condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una “capitale diffusa” o ” reticolare” disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica.
Ho ritenuto doveroso, onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale – conclude il Presidente Napolitano – al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilità quale rappresentante dell’unità nazionale e garante di princìpi e precetti sanciti dalla Costituzione”.
“Mi risulta che il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 – peraltro non pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale – hanno provveduto a istituire proprie “sedi distaccate di rappresentanza operativa”; ho appreso altresì che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell’economia e delle finanze (quest’ultimo titolare di un importante Dicastero, anziché Ministro senza portafoglio come gli altri tre).” Inizia così la lettera inviata ieri dal Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul tema del decentramento delle sedi dei Ministeri sul Territorio.
“Come ho già avuto occasione di sottolineare al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dott. Letta – continua il Capo dello Stato – la dislocazione di sedi ministeriali in ambiti del territorio diversi dalla città di Roma deve tener conto delle disposizioni contenute nel regio decreto n. 33 del 1871, ancora pienamente vigente, che nell’istituire, all’articolo 1, Roma quale capitale d’Italia ha altresì previsto che in essa abbiano sede il Governo ed i Ministeri.
E’ altresì noto che la scelta di Roma capitale è stata costituzionalizzata con la riforma del titolo V della nostra Carta che, con la nuova formulazione dell’articolo 114, terzo comma, ha da una parte introdotto un bilanciamento con le più ampie funzioni attribuite agli enti territoriali e dall’altra ha posto un vincolo che coinvolge tutti gli organi costituzionali, compresi ovviamente il Governo e la Presidenza del Consiglio: vincolo ribadito dalla legge n. 42 del 2009, che all’art. 24 prevede un primo ordinamento transitorio per Roma capitale diretto “a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali”.
Infine, recentemente e sia pure in un contesto non univoco, nel corso dell’esame parlamentare del d.l. n. 70 del 2011, sono stati discussi e votati diversi ordini del giorno finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri pur nell’accoglimento, senza voto, di un o.d.g. (Cicchitto ed altri) di contenuto autorizzatorio.
Quanto al contenuto dei citati decreti istitutivi devo rilevare che i Ministri emananti, Ministri senza portafoglio, hanno provveduto autonomamente ad istituire sedi distaccate, rispettivamente, di un Dipartimento e di una Struttura di missione, che costituiscono parte dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio.
Poiché ai fini di una eventuale sua elasticità, il decreto legislativo n. 303 del 1999, all’articolo 7, attribuisce al Presidente del Consiglio la facoltà di adottare con DPCM le misure per il miglior esercizio delle sue funzioni istituzionali, ritengo che l’autorizzazione ad una eventuale diversa allocazione di sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, dovrebbe più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 221 del 2002.
Peraltro l’apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell’attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale.
Tutt’altra fattispecie, prevista dalla stessa Costituzione e da numerose leggi attuative, è quella della esistenza, storicamente consolidata, di uffici periferici (come ad esempio i Provveditorati agli studi e le Sovraintendenze ai beni culturali e ambientali), che non può quindi confondersi in alcun modo con lo spostamento di sede dei Ministeri; spostamento non legittimato né dalla Costituzione che individua in Roma la capitale della Repubblica, né dalle leggi ordinarie, quale ad esempio l’articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988, che consente di intervenire con regolamento ministeriale solo sull’individuazione degli uffici centrali e periferici e non sullo spostamento di sede dei Ministeri. Inoltre, il rapporto tra tali uffici periferici e gli enti locali va assicurato sull’intero territorio nazionale nell’ambito dei già delineati uffici territoriali di Governo.
Va peraltro rilevato che a fronte della scelta, non avente connotati di particolare rilievo istituzionale, di aprire meri uffici di rappresentanza, non giova alla chiarezza una recente nota della Presidenza del Consiglio, che inquadra tale iniziativa nell’ambito di “intese già raggiunte sugli uffici decentrati e di rappresentanza di alcuni ministeri sia al Nord che al Sud, come già in essere per molti altri ministeri”, così preludendo ad ulteriori dispersioni degli assetti organizzativi dei Ministeri tanto da consentire la prefigurazione, da parte di esponenti dello stesso Governo, di casuali localizzazioni in vari siti regionali o municipali delle amministrazioni centrali.
E’ necessario ribadire che tale evoluzione confliggerebbe con l’articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonché con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative già precedentemente citate.
La pur condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una “capitale diffusa” o ” reticolare” disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica.
Ho ritenuto doveroso, onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale – conclude il Presidente Napolitano – al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilità quale rappresentante dell’unità nazionale e garante di princìpi e precetti sanciti dalla Costituzione”.
27 LUG - L’Azienda ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta e l’Associazione “Difendere la vita con Maria” hanno siglato un accordo per “assicurare una degna sepoltura a quelli che sono definiti tecnicamente ‘prodotti abortivi’”. Un accordo simile a quello già siglato a Cremona dal 2010. Per i medici della Fp Cgil “il servizio pubblico non dovrebbe compiere scelte ideologiche di natura religiosa a danno della salute della donna e in conflitto con la deontologia professionalità dei medici e degli operatori”. Leggi…
Don Luigi Verzé e i suoi fedelissimi (i Sigilli) si arroccano nell’ Università Vita Salute. Con un blitz ieri nel consiglio di amministrazione dell’ ateneo il prete-manager ha proposto una modifica dello statuto che di fatto gli attribuisce tutte le prerogative di nomina. È una leva di potere fortissima sull’ ospedale e sulla scelta dei primari. È il nuovo azzardo di don Luigi Verzé che, costretto a lasciare il timone del San Raffaele per il miliardo di debiti accumulati, si rifugia nell’ ateneo fondato nel 1996. L’ obiettivo? Farlo diventare l’ ultima roccaforte del suo potere. Dopo l’ ingresso della Santa Sede nel consiglio di amministrazione della Fondazione che guida il gruppo, il prete-manager si trova emarginato dalla guida dell’ impero sanitario e dai business alternativi. Con il cambio di statuto dell’ Università non ci saranno più consiglieri nominati dalla Fondazione. D’ ora in avanti i componenti del cda dell’ ateneo saranno incaricati direttamente da don Verzé tramite l’ Associazione Monte Tabor, ovvero il ristretto entourage del sacerdote. È un modo indiretto per controllare anche la vita dell’ ospedale dal momento che i 60 docenti sono primari e clinici del complesso sanitario. In cda (nove membri, presidente don Verzé) le modifiche vengono lette nel silenzio e avallate. Del resto, sotto la cupola dal diametro di 43 metri (più grande di San Pietro), non è usanza contraddire i voleri del prete-manager.
…. segue La mossa di don Verzé per controllare l’ università.
La Giunta di Palazzo Marino ha approvato all’unanimità la variazione al Bilancio del Comune, che si è resa necessaria per mantenere l’obbligo del rispetto del Patto di Stabilità. Il provvedimento dovrà essere esaminato dal Consiglio comunale. La Giunta ha approvato l’introduzione per il 2011 dell’addizionale Irpef pari allo 0,2%, che non sarà applicata ai redditi inferiori a 26mila euro annui: quasi il 60% dei milanesi (450mila su un totale di 782mila) non pagherà nulla. Il gettito atteso è di 41 milioni di euro. L’Amministrazione intraprenderà inoltre, con grande vigore, azioni di recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale delle imposte comunali.
Nell’ambito del riequilibrio dei conti è previsto per legge anche l’aumento del biglietto dell’Atm a 1,5 euro, mentre rimarrà invariato il prezzo dell’abbonamento annuale e saranno introdotti provvedimenti a favore di chi ha meno di 25 anni e di chi supera i 70 anni. In particolare, l’abbonamento per gli studenti viene esteso a tutti i cittadini fino ai 25 anni, anche quindi ai giovani lavoratori, mentre l’abbonamento annuale sarà gratuito per gli over 70 con reddito Isee inferiore a 16mila euro, ossia il 50% dei milanesi che superano questa fascia di età. è previsto anche l’aumento della durata del biglietto da 75 a 90 minuti.
“Si tratta dell’addizionale Irpef più bassa d’Italia – ha spiegato il Sindaco Giuliano Pisapia – e dell’esenzione più alta d’Italia. Alcuni Comuni addirittura non hanno alcuna esenzione all’applicazione dell’addizionale. Il mancato rispetto del Patto di Stabilità ci avrebbe costretto a tagliare servizi essenziali che, invece, saremo in grado di migliorare già dal prossimo anno, con un bilancio finalmente sano. Anche l’intervento sul prezzo del biglietto Atm è un atto dovuto imposto dalla legge, ma voglio sottolineare che il costo dell’abbonamento annuale rimane invariato, e che abbiamo introdotto forme di equità sociale a difesa dei giovani e degli anziani”.
L’assessore al Bilancio Bruno Tabacci ha sottolineato che “se non rispettassimo il Patto di Stabilità ci sarebbe una riduzione dei trasferimenti statali per 90 milioni di euro e l’obbligo di ridurre la spesa corrente consolidata per 353 milioni nel 2012. L’effetto sarebbe stato quello di una vera e propria ‘macelleria sociale’. Con questo intervento vogliamo salvaguardare il futuro di Milano, avendo nel 2012 un bilancio più realistico e meglio distribuito. Il Comune intende poi proseguire, nelle migliori condizioni – ha confermato Tabacci – sulla strada della vendita della quota della Serravalle e del collocamento in Borsa di Sea”.
COMUNE DI MILANO – Giunta, approvata la variazione di Bilancio.
Le diverse sensibilità istituzionali C’era da aspettarselo, l’intervento di Napolitano e la richiesta di chiarimenti sullo spostamento dei ministeri al Nord. Almeno dalla scorsa settimana, quando Berlusconi era salito al Colle per discutere di rimpasto e sostituzione del ministro di Giustizia, senza fare alcun accenno alla programmata iniziativa leghista. Qui viene allo scoperto la diversa sensibilità formale del Capo dello Stato e di quello del governo. Per Berlusconi, infatti, il trasloco è solo uno dei tanti capricci di Bossi, e neppure dei più importanti, pensando al calvario che il Senatùr ha inflitto al governo in questa inquieta stagione di declino.
Per Napolitano, invece, trovarsi una bella mattina con quattro ministri che, sia pure senza riuscire a trattenere i sorrisi per il ridicolo, inaugurano i loro ministeri a Monza, è del tutto inaccettabile. Specie se questo comporta l’emissione di decreti che devono passare per la scrivania del Presidente della Repubblica.
In realtà la mossa dei ministeri è solo l’ultima iniziativa di propaganda di un partito che si sente minacciato sul proprio territorio e che non sa più a che santo votarsi.
Il nuovo piano socio-sanitario del Veneto, approvato dalla giunta regionale, è stato illustrato dall’assessore alla Sanità, Luca Coletto, che l’ha definito «un lavoro di squadra, di cui parliamo almeno da un anno, e che finalmente ha portato ai risultati grazie al lavoro degli uffici». Il presidente, Luca Zaia commenta «Sono assolutamente soddisfatto – ha detto – perchè non si tratta di un blitz, ma di un percorso costruito, che arriva all’approvazione dopo sedici anni. E abbiamo introdotto, in quello che forse è il più grande documento programmatorio, elementi unici, che daranno il via a cicli virtuosi, come le gerarchie degli ospedali o l’introduzione dei costi standard». Zaia ha poi spiegato che si tratta di un percorso «a cascata»: «La presentazione di tutte le schede è la logica conseguenza del piano e avverrà a settembre. È la procedura, ma questo è il passaggio più importante, più duro e più in salita. È come aver fatto il codice della strada: adesso mancano solo i segnali».
Riordino rete ospedaliera. Coletto ha iniziato dal riordino della rete degli ospedali, per la quale è stata stabilita la nuova gerarchia: ospedali della dorsale (sette, uno per capoluogo), collegati in rete con tutte le province; ospedali nodo di rete (con presidi di base per bacini da 200.000 abitanti), ospedali di rete e medicina del territorio. «Anche le Università – ha spiegato l’assessore – saranno più vicine alla Regione, per suggerire le reali necessità del territorio, anche nella preparazione dei nostri medici e nella ricerca di un modello condiviso».
Valorizzazione professionale. Altro punto importante sottolineato da Coletto, la valorizzazione organizzativa e professionale delle professioni sanitarie. «In altri Paesi, determinati tecnici possono, ad esempio, fare le radiografie: dobbiamo puntare a sollevare i medici da mansioni tecniche, tornando a concentrarli sul loro ruolo di medico». L’assessore ha poi sottolineato «l’accelerazione assoluta dell’informatica per la sanità, per poter ritirare sempre più gli esiti delle analisi da casa» e per creare il fascicolo sanitario digitale per ogni cittadino entro il 2012.
Costi standard. Uno dei punti più importanti, per il presidente Zaia, è quello dell’introduzione dei costi standard. «Come ci sono difformità a livello nazionale per i costi della sanità – ha commentato Coletto – così ce ne sono anche a livello regionale». Quanto alle Usl, «il libro bianco ha anticipato il piano e l’importante è rilevare che, per un funzionamento corretto, l’identità delle Usl deve essere di 200-300.000 abitanti: nessuno vuole sollevare il Consiglio dal proprio ruolo, ma solo sottoporgli dati che riteniamo importanti». Quanto alle strutture di ricovero, «cercheremo – ha detto – di dimettere il malato finita la fase acuta, visto che può essere curato meglio in siti fatti su misura più vicini a casa. Questo ci permetterà anche la riconversione di ospedali per acuti che non fanno più parte della rete, con utilità sia economica che per la riabilitazione». Per le cure palliative, invece, viene posta partic9olare attenzione per i malati terminili istituendo una struttura specifica per ogni Uls.
Nuovi ruoli per la medicina generale. Nel nuovo piano si valorizzano infine i centri servizi e si potenziano medicina generale e pediatri di base, oltre alla rete di prevenzione. L’assessore ha evidenziato l’importanza della creazione di un nuovo modello organizzativo per l’attività dei medici di base e si prevede la costituzione di medicine di gruppo integrate con presenza del medico 24 ore su 24 e sette giorni su sette. (Ansa)Riordino della rete degli ospedali La giunta approva il nuovo piano – Corriere del Veneto.
la copertina del volumeSe potessi avere. Memorie degli italiani ai tempi della lira Giuseppe Tomasi di Lampedusa visita il sito se ti riconosci
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E’ con grande piacere che annuncio l’arrivo in Archivio – in libreria il 25 agosto – della quinta uscita della collana Storie italiane, edita da Il Mulino in collaborazione con l’Archivio diaristico. Il volume e’ a cura di Diego Pastorino e ha per titolo Se potessi avere. Memorie degli italiani ai tempi della lira.
Si tratta di un’antologia di 42 brani sulla lira appartenenti al fondo di Pieve, che nasce dalla rubrica Soldiario, ideata e gestita da Diego Pastorino, amico e collaboratore dell’Archivio dei diari prematuramente scomparso nel 2009. La scelta di brani autobiografici sulla presenza, più spesso sull’assenza, dei soldi nella vita quotidiana di molti italiani, era condotto dalla sottoscritta insieme con Bettina Piccinelli, una delle colonne della nostra istituzione, scomparsa nel 2007 all’eta’ di 69 anni. Il desiderio di trasformare in un libro queste narrazioni avvincenti aveva portato Diego Pastorino a suddividerle in capitoli dando al racconto un andamento cronologico che e’ stato rispettato. Come ho avuto modo di raccontare a Pietro Clemente, che firma la bella prefazione al volume, lavorare a questo libro è stata per me un’azione struggente e consolatoria. Mi e’ sembrato di continuare a tenere il dialogo con i miei due cari amici, colleghi di avventure diaristiche, Bettina e Diego. In questo libro spero si possano leggere le tracce della loro passione per queste storie. la scheda del volume
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Napoli sepolta dai rifiuti è metafora dell’Italia. Sotto il Vesuvio il guaio l’abbiamo fatto tutti quanti; non ne verremo fuori se gli uni continuano a darne la colpa agli altri e a pretendere di essere capaci di risolvere il problema da soli. Lo stesso discorso vale per il debito pubblico: almeno il primo tratto della strada per uscirne dobbiamo farlo tutti insieme
Pietro Ichino | NESSUNO DEI DUE POLI OGGI CE LA PUÒ FARE DA SOLO.
Le sedi decentrate dei ministeri della Semplificazione, dell’Economia, delle Riforme e del Turismo saranno operativi dal prossimo settembre. Lo ha annunciato il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che, assieme al leader della Lega Umberto Bossi, al ministro Giulio Tremonti e a Michela Vittoria Brambilla hanno di fatto inaugurato oggi a Villa Reale di Monza i nuovi uffici. Si tratta di quattro locali posti alla destra del corpo centrale della Villa ristrutturati e arredati di tutto punto. Le scrivanie che tanto scalpore hanno suscitato nei giorni scorsi per la loro provenienza siciliana costano 340 euro l’una, come ha spiegato lo stesso ministro e su tutte campeggia una piccola statuetta di Alberto da Giussano. Alle pareti foto di Umberto Bossi e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accompagnate da alcune riproduzioni della Battaglia di Legnano. Presenti anche la bandiera italiana e quella dell’Unione europea
furia omicida del killer, definito oggi dalla polizia un «fondamentalista cristiano». Non è andata altrettanto bene a tanti, troppi, altri giovani come loro: nella notte è salito a 85 il numero dei corpi senza vita recuperati tra i boschi e le spiagge della piccola isola, che si aggiungono ai 7 morti nella capitale per un totale di 92. Ma il bilancio potrebbe essere ancora più pesante: una ventina delle persone ricoverate dopo gli attacchi sono in condizioni disperate
lo scenario era proprio quello di una guerra. In mattinata, con la luce del giorno, sono riprese le perlustrazioni nell’isola, alla ricerca di eventuali altri corpi e di ordigni inesplosi, come quelli che gli artificieri hanno rinvenuto già nella notte. L’attentato è stato pianificato minuziosamente, l’obiettivo era uccidere quante più persone possibile. Un solo uomo è stato fermato dopo il blitz ad Utoya, un norvegese legato agli ambienti dell’estrema destra, il 32enne Anders Behring Breivik, che nel proprio profilo Facebook si definisce «single, cristiano, conservatore e anti-islamico». Proprietario anche di una fattoria, nelle settimane scorse aveva acquistato grandi quantità di un fertilizzante a base di nitrato di ammonio, sostanza che può essere usata per fabbricare esplosivi. Potrebbe anche avere agito da solo, in entrambi i casi: la polizia dice che una telecamera di sicurezza lo ha inquadrato anche nella zona dell’attentato al palazzo del governo, sempre in divisa da poliziotto, la stessa che ha utilizzato per presentarsi indisturbato e armi in pugno al campus dei giovani laburisti. Ma forse ci sono anche dei complici, come rivelano ai media norvegesi alcuni dei superstiti della sparatoria di Utoya, secondo cui i tiratori erano quasi sicuramente più di uno
Il premier: «È un incubo nazionale» Sale a 92 il bilancio delle vittime – Corriere della Sera
Anders Behring Breivik, l’uomo arrestato e ritenuto responsabile dei due attacchi ad Oslo e sull’isola di Utoya ha 32 anni, è biondo, alto, si definisce “single, cristiano e conservatore” con idee di estrema destra e anti-islamico.
E’ il profilo pubblicato sulla pagina di Facebook appena pochi giorni fa. Oltre alla foto, anche gli interessi relativi alla caccia e ai videogiochi come ‘World of Warcraft’ e ‘Modern Warfare 2′. Su Twitter anche una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: “Una persona con una fede ha la forza di 100.000 che hanno solo interessi”.
Il giovane, secondo quanto scrivono i media norvegesi, è il proprietario di una fattoria a 150 km da Oslo, la Breivik Geofarm, nella regione di Hedmark, il cuore agricolo del Paese dove ha avuto la possibilità di acquistare una grande quantità di fertilizzante di nitrato di ammonio, un ingrediente che può essere usato per fabbricare esplosivi.
La polizia ha perquisito l’appartamento del giovane ad ovest nella capitale norvegese, nella zona ricca della città, che ha lasciato un mese fa per trasferirsi nella fattoria. Una curiosità: la stessa fattoria, nel 2006, venne chiusa dopo la scoperta di una piantagione di mariujana.
Secondo i media norvegesi, gli interventi di Anders Behring Breivik sul sito www.document.no riflettono le opinioni nazionaliste e la sua opposizione a una società multiculturale, ma secondo la televisione pubblica NRK, ha anche preso le distanze dal neo-nazismo. Le liste fiscali, che in Norvegia sono aperte alla consultazione pubblica, non mostrano alcun reddito per il 2009 e somme estremamente modeste nel corso degli anni precedenti.
Breivik, è anche un membro della loggia massonica norvegese di San Giovanni Olaus dei tre pilastri. E’ quanto riporta sul suo sito internet il quotidiano del Paese scandinavo Dagbladet. Il motto della loggia, di cui Breivik è membro del terzo livello su dieci, è ‘E tenebris ad lucem’, dalle tenebre alla luce. Il portavoce della loggia, Helge Qvigstad, ha preso le distanze dall’attentatore, sottolineando che “non abbiamo modo di esprimere un parere su individui o incidenti relativi a tutti i membri”.
Inoltre, Breivik è un ex membro del Partito del progresso, una formazione di destra d’impronta populista che si batte tra le altre cose per introdurre maggiori restrizioni in materia di immigrazione. Breivik ha fatto parte dal 2004 al 2006 della formazione politica, il secondo partito nel parlamento norvegese, e ha militato anche nelle fila del sua sezione giovanile, dal 1997 al 2006/07. “Non è più un membro del partito – ha affermato Siv Jensen, leader della formazione di destra – e mi rende molto triste il fatto che lo sia stato in passato. Non è mai stato un membro molto attivo e abbiamo molte difficoltà a trovare qualcuno che sappia molto di lui”.
da http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/07/23/visualizza_new.html_782348651.html
«Per noi – ha detto Casini – la sfida é chiara: per quello che valgono i nomi, è tempo di dar vita a una terza repubblica. Non so se la seconda sia mai cominciata, ma la svolta politica di cui ha bisogno l’Italia è forte». casini ha detto che «serve un governo di unità nazionale. Nessuna delle due principali coalizioni può governare la ricostruzione, perché occorre mettere in campo misure impopolari di contenimento del debito e misure per la crescita: è inevitabile». Per Casini «nella maggioranza attuale sono tutti paralizzati dall’ombra di Berlusconi che è come un tappo su una pentola che sta per esplodere. Quale cocciutaggine antinazionale tiene incollato il leader alla poltrona di palazzo Chigi? La grandezza degli uomini – ha detto il leader Udc – si vede quando capiscono che é arrivato il momento di lasciare». Per Casini è «l’ora di scelte impopolari. non averle fatte in passato ha portato a fare una finanziaria iniqua e ingiusta». Nel suo intervento alla convention Casini ha sottolineato che «l’Italia non può restare ancora la lumanca d’Europa in termini di crescita e di sviluppo».
Su proposta dell’assessore Ugo Rossi, la giunta provinciale di Trento ha approvato gli indirizzi generali e specifici per ricalibrare il modello operativo Adi-Cp (AssistenzaDomiciliare Integrata – Cure Palliative) nel Servizio sanitario provinciale, specificandone gli obiettivi, i criteri, le modalita’, gli standard e gli indicatori di valutazione. L’attuazione degli interventi necessari per la ricalibrazione del modello Adi-Cp, spiega una nota provinciale, sono demandati all’Azienda provinciale per i servizi sanitari, che dovra’ provvedervi entro il corrente 2011.
Tra gli obiettivi quello di ”aumentare, sia in termini quantitativi che qualitativi, la potenzialita’ del servizio per soddisfare il fabbisogno di cure espresso dalla popolazione: nel 2010, la quota di persone che ha usufruito di una forma d’assistenza palliativa organizzata, e’ stimabile intorno al 45% di quanti ne avrebbero avuto necessita’ in tutto l’ambito provinciale”. Ogni anno si ritengono potenzialmente eleggibili alle Cure Palliative domiciliari circa 1.800 persone, di cui circa 90 minori: l’80% dei malati deceduti nell’anno per malattia oncologica (circa 1.100 persone) cui si aggiunge un numero di malati non oncologici (cardiologici, neurologici, metabolici, pneumologici, altri) assistibili in Cp che e’ stimabile al 50% degli oncologici e, quindi, in circa 700.
Un altro obiettivo e’ quello di ”rispondere adeguatamente alle esigenza espresse dall’utenza pediatrica: si ritengono eleggibili alle Cure Palliative 10 bambini ogni 10.000 soggetti in eta’ 0-17 anni, dei quali il 30% oncologici e il 70% interessati da altre condizioni”.
Con la deliberazione approvata oggi si assegna all’Azienda provinciale per i servizi sanitari il mandato di ricalibrare il modello organizzativo Adi-Cp del Servizio sanitario provinciale, attraverso la creazione della Rete provinciale delle cure palliative, l’inserimento di risorse professionali aggiuntive, la previsione di un sistema di valutazione del servizio, con la definizione di standard da rispettare in termini di copertura assistenziale, accessibilita’, qualita’ dell’assistenza e soddisfazione dell’utenza e infine iniziative informative e di sensibilizzazione finalizzate alla conoscenza del diritto di fruirne da parte dell’utenza e all’orientamento ad essa da parte degli operatori sanitari.
da TRENTO SANITA CURE PALLIATIVE GIUNTA APPROVA POTENZIAMENTO RETE – Agenzia di stampa Asca.
Il Prof. Roberto D’Alimonte si interroga, sulle pagine de Il Sole 24 Ore:
In seguito allo stimolante pensiero di alcuni studiosi come Ernesto De Martino e psichiatri come Michele Risso, di cui commemoriamo il trentesimo anniversario della scomparsa, che hanno messo in evidenza il peso della cultura nell’esperienza soggettiva della malattia e nella costruzione del significato sociale dei percorsi di cura, negli ultimi 30 anni si sono sviluppate diverse correnti di pensiero che hanno dato origine a interessanti iniziative di ricerca e trattamento su tutto il territorio nazionale. Diversi sono gli approcci sviluppatisi, e obiettivo di questo convegno è mettere in contatto tali realtà e costruire uno spazio di dialogo e di sviluppo sinergico, approfondendo inoltre l’analisi delle modalità con cui esse possono impattare in maniera stabile sulla pratica psichiatrica. Ciò nell’ottica di costituire una massa critica di pensiero utile a promuovere una sempre più ampia diffusione dei modelli clinici transculturali italiani all’intero paese e in ambito internazionale, e di consentire l’ingresso della clinica transculturale a tutti gli effetti nelle politiche sanitarie in salute mentale.
PROGRAMMA
28 ottobre mattina: Psichiatria e cultura nella storia e nel mondo
Ore 8.30-9.00 Registrazione
9.00-9.30 Interventi delle Autorità e saluto del Presidente
9.30-10.00 Virginia De Micco, Caserta: “Michele Risso e l’attualità del suo pensiero”
La cultura delle classi subalterne italiane emigrate in Svizzera e i loro deliri di sortilegio. (Testo: Sortilegio e delirio di M.Risso e W. Böker, traduzione di V. De Micco, a cura di V. Lanternari, V. De Micco, G. Cardamone. Liguori, Napoli, 1992.)
10.00-10.30 Goffredo Bartocci, WACP: “Storia e nuove frontiere della psichiatria culturale: il panorama internazionale.”
Fondamenti del pensiero su psichiatria e cultura negli studi internazionali L’emergenza delle neuroscienze a supporto dell’embodiment dell’esperienza culturale. (Testo: (a cura di), edizione italiana di W.S. Tseng (2002), Handbook of Cultural Psychiatry, CIC. Ed. Internazionali, Roma 2003).
10.30-11.00 Rosalba Terranova-Cecchini, Fondazione Cecchini Pace- Istituto Transculturale per la Salute: “Storia italiana
della clinica della migrazione: focus sull’Io culturale.”
Lo sviluppo del tema psichiatria e cultura nella clinica dell’immigrazione in Italia: lavoro dell’Io culturale per l’adjustement transculturale. (Testo: P. Inghilleri, R. Terranova-Cecchini, Avanzamenti in psicologia transculturale, Franco Angeli, Milano, 1991).
Coffee Break e Sessione Poster
11.30-12.00 Mariella Pandolfi, Univ.di Montreal: “Dalla sofferenza alla compassione: il labirinto umanitario.”
Biopolitica, biopotere, l’ordine terapeutico e la “nuda vita” degli “Enfermès dehors”: gli immigrati. (Testo: M. Pandolfi,
V. Crapanzano, Passions politiques. Anthropologie et Sociètès, Spec. Iss. 32,3,2008)
12.00-12.30 Alfredo Ancora, ASL Roma B: “L’atto di cura culturalmente sensibile: la formazione degli operatori.”. Sdoganando il nostro pensiero di ricercatori e di terapeuti della multiculturalità; gli insegnamenti dell’altrove degli Altri (Testo: I costruttori di trappole del vento, Franco Angeli, Milano, 2006)
12.30-13.30 Dibattito
Nella pausa pranzo rimarrà aperta la Sessione Poster
28 ottobre pomeriggio – Workshop: teoria, ricerca e dispositivi terapeutici
| 1. Teorie e formazione |
2. Modelli e tecniche |
3. Percorsi di cura e |
4. Servizio pubblico e |
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| CHAIRMAN | C. Zaiontz, N. Martini |
F. de Cordova, A. Iossa |
E. Riva, M. Aliverti |
E. Re, M. Fontana |
| 14.30-16.00 | C. Zaiont, Studio VenostaM. Da Prato, CeRISC onlus
D. Bruno, Univ. Pavia |
D. Berardi, I. Tarricone, Univ. Bologna G.Hassan, Osp. Fatebenefratelli, Roma Interventi dal pubblico |
E. Riva, Univ. MilanoV. Infante, WACP
F. Casadei, Ce.R.I.S.C. Interventi dal pubblico |
N. Salvi, Osp. Fatebenefratelli, RomaA. Gaddini, ASP Reg. Lazio, E. Re, WAPR Italia
A. Lo Russo, Dip. Dipendenze, Az. Ulss 12, Venezia Interventi dal pubblico |
| 16.00-16.30 |
Break e Sessione Poster |
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| 16.30-18.00 | E. Caroppo, Dip.Psichiatria, Az. Asl Rm B, Roma
F.De Marco, DSM Az. ULSS Fr/3, Frosinone N. Martini, AIPsiT Interventi dal pubblico |
S. Carta, Univ., Cagliari A. Tabanelli, Univ., PaviaInterventi dal pubblico | S. Zorzetto, Azienda USL 4 PratoC. Pagani Dip
Psichiatria, Osp. Maggiore Niguarda, Milano Interventi dal pubblico |
A. Costantino, S.C. Neuropsich. Inf., Osp. Maggiore Policlinico, Milano, A. Bassetti, Fondaz. L’Aliante.Marta Castiglioni, Cooperativa Kantara
A. Callari, Ass. Atos Interventi dal pubblico |
29 ottobre sabato mattina: Modelli teorici per il presente e per il futuro
ore 9.00-9.30 Gian Giacomo Rovera, Univ. di Torino: “Il modello di rete e il soggetto transculturale.”
Culture e sottoculture: la complementarità individuo-gruppo-più gruppi-sottogruppi. Lo schema relazionale flessibile per curare per mezzo della cultura (Testo (a cura di): L’approccio transculturale in psichiatria. 1984 Atti del Convegno S.I.P.T., Torino).
9.30-10.00 Clara Gallini, EdM: “Il pensiero di Ernesto De Martino: strutturazione e dramma della presenza umana nel
mondo.”
L’antropologia delle genti subalterne, il rischio della presenza e le apocalissi culturali. L’essere al mondo garantito per ciascuno. (Testo ( a cura di): Ernesto de Martino, La fine del mondo Einaudi 2002, Torino)
10.00-10.30 Roberto Beneduce, Univ.di Torino: “La prospettiva antropologica nella pratica clinica e le premesse di un’etnopsichiatria critica”
L’incontro dell’Altro tra contraddizioni, ambivalenza, legami, memorie, appartenenze. I traumi storici, politici e quelli della vita nomade al centro della parola, del suo ascolto e delle pratiche di cura: verso la differenza riconosciuta. (Testo: Beneduce R., Pulman B., Roudinesco E. Etnopsicoanalisi Bollati Boringhieri, 2005, Torino)
10.30-11.00 Salvatore Inglese, Asl 7, Catanzaro, Giuseppe Cardamone, Usl 9, Grosseto: “La matrice spezzata: istanze
critiche della psicopatologia geoclinica”
L’etnopsichiatria… ha anche un altro compito da svolgere di cui cominciamo appena a prendere davvero coscienza: mettere a punto l’insegnamento e la pratica di una psicoterapia…fondata… sulla percezione corretta della cultura (Devereux G., L’ etnopsichiatria come quadro di riferimento nella ricerca e nella pratica clinica (1952) in: Etnopsichiatria Generale,pag. 113, Armando, Roma, 2007)
11.00-11.20 Coffee Break
11.20-11.50 Maria E. Castiglioni, Fondazione Cecchini Pace, GTTT1, Milano: La prospettiva transculturale nella pratica
clinica
Dagli studiosi non occidentali quali I. Sow all’uomo “singolare-plurale” di Kaës, verso la clinica della disgiunzione conflittuale dei soggetti transculturali quali noi oggi siamo (Testo: Passaggi, n. 17 e n. 18, 2009).
11.50-12.20 V. Berlincioni, Pavia: “Forme di intervento clinico: specificità e universalità dei modelli.”
Lo studio dell’identità basato su movimenti interdisciplinari (tra i numerosi autori gli antropologi Fabietti e Remotti) è
un costrutto essenziale per l’atto di cura e un momento universalmente sensibile della psicoterapia.
12.20-12.50 Dibattito
12.50-13.20 Paolo Inghilleri, Univ. di Milano: “Questo Congresso e il futuro che ci attende.”
La psicologia culturale a supporto delle attuali dinamiche dell’Io: l’artefatto, i memi, il culturotipo nell’esperienza soggettiva, ovvero l’uomo singolare/plurale di Kaes. (Testo: (a cura di) Psicologia culturale, Raffaello Cortina, 2009, Milano)
13.20-13.30 Rosalba Terranova-Cecchini, Saluti del Presidente
Sessione Poster:
Durante tutta la giornata di venerdì 28 sarà aperta una sessione poster, in cui verranno esposti lavori inerenti servizi e/o progetti di clinica transculturale sviluppati sul territorio nazionale, sia in ambito pubblico sia nel privato sociale.
E’ possibile sottoporre il proprio lavoro inviando un abstract a: fondazione@fondazionececchinipace.it entro e non oltre il 1 settembre 2011. L’accettazione dei lavori verrà comunicata entro il 30 settembre. L’accettazione dei poster richiede l’avvenuta iscrizione di almeno uno degli autori entro tale data.
Il poster deve essere di formato cm 70-80 x 100-120. I poster devono essere affissi entro le ore 10,30 e ritirati alla fine della giornata di venerdì.
L’ABSTRACT deve contenere: titolo; autore/i; affiliazione/i; presentazione sintetica del lavoro (teorie di riferimento, osservazioni cliniche, e pensiero originale che ne scaturisce, tipo e numero partecipanti/pazienti, equipe di lavoro,luogo di applicazione, durata, esiti). Max 200 parole.
E’ stato richiesto l’accreditamento ECM per medici e psicologi
§§§§§
Tu lascerai ogni cosa diletta
Più caramente; e questo è quello strale Che l’arco dell’esilio pria saetta.
Tu proverai si come sa di sale
Lo pane altrui, e com’è duro calle
Lo scendere e il salir per l’altrui scale
Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso Canto 17°, terzine 55-58 edizione curata da Eugenio Camerini, Società Editrice Sonzogno, 1900, Milano
1
Il Comitato Scientifico
Alfredo Ancora, Coordinatore dell’Unità di Consulenza Familiare e Transculturale della Asl Roma B; professore a contratto di psichiatria transculturale presso l’Università degli Studi di Siena.
Vanna Berlincioni, Università di Pavia, docente di etnopsichiatria al corso di specializzazione in psichiatria; ricercatrice al Laboratorio di Psichiatria-Cultura- Ambiente.
Giuseppe Cardamone, Direttore dell’Unità Funzionale di Salute Mentale Adulti Azienda USL 9 Grosseto; professore a contratto di Psichiatria Transculturale presso l’Università degli Studi di Bergamo.
Paolo Inghilleri, Professore Ordinario di Psicologia Sociale, Direttore del Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, la Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Milano.
Edoardo Re, Fondazione Cecchini Pace, Milano. Segretario per l’Italia della World Association for Psychosocial Rehabilitation. Eleonora Riva, Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, Università degli Studi di Milano; Fondazione Cecchini-Pace; Associazione Italiana di Psicoterapia Transculturale.
e il Presidente, Professoressa Rosalba Terranova-Cecchini
ringraziano per il Patrocinio: il Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana, Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto Mario Negri, Milano, il Direttore Generale dell’Ospedale Sacco, il Comune di Milano, i Rettori delle Università di Milano e Pavia, Nives Martini Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Transculturale (SIPsiT), Loris Panzeri Presidente del Gruppo per le Relazioni Transculturali (GRT) ong, il Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Medica, Edoardo Re, Segretario della World Association for Psychosocial Rehabilitation (WAPR)-Italia, Goffredo Bartocci, Presidente della World Association of Cultural Psychiatry (WACP) e Presidente della Sezione di Psichiatria Transculturale della Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.)
Centro Congressi Fast, Piazzale Morandi 2, 20121 Milano
(da Piazza Cavour in via del Vecchio Politecnico), tel: 02.77790.304-305, fax: 02.782485
| Mezzi pubbliciMetropolitana linea 1 (rossa), fermata Palestro
Metropolitana linea 3 (gialla), fermata Turati o Montenapoleone Bus 94 e 61 fermata Cavour Tram 1 e 2 fermata Cavour Raggiungibile da: - Stazione Centrale (Km. 1) tram linea 1 (Greco-Castelli) da via Vitruvio. - Stazione Cadorna (Km. 2) tram linea 1(Castelli-Greco) da Foro Bonaparte. - Aereoporto Milano Linate (8 Km) linea ATM 73 e X/73 o linee autobus aereoportuali, fino alla Stazione Centrale. - Aereoporto Milano Malpensa (49 Km) treno Malpensa Express fino alla Stazioni Cadorna o Centrale; diverse lineee autobus aereoportuali fino alla Stazioni Cadorna o Centrale |
Segreteria di Presidenza: sig.ra Pinuccia Pala, fondazione@fondazionececchinipace.it (nei due giorni del Congresso: 340.8343447)
Segreteria Scientifica: Dott. Edoardo Re, Dott.ssa Eleonora Riva, Dott.ssa Simona Ponzini,
segreteriacorso@fondazionececchinipace.it
Informazioni in loco: al Banco Iscrizioni e Fondazione Cecchini Pace, al Banco AIPsiT e al Banco GRT
Librerie e editori presenti: Aleph, Azalai, Franco Angeli.
|
Fondazione Cecchini Pace |
1° Congresso Nazionale
“PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA”
28 e 29 OTTOBRE 2011
SCHEDA DI ISCRIZIONE
da compilare e inviare a fondazione@fondazionececchinipace.it o via fax 02.58311389
scaricabile in formato word dal sito : www.fondazionececchinipace.it
Cognome …………………………………………………………………………………………………………….
Nome …………………………………………………………………………………………………………………
Data e luogo di nascita ………………………………………………………………………. (prov.) ………..
C.F ………………………………………………….. P. IVA………………………
Professione…………………………………………………………………………………………………………..
Indirizzo …………………………..
Città…………………………………………………………………………………… (prov.)………………………
CAP………………… Tel………………………………………. Cell. ………………………………………………
Fax E-mail ………………
Indicare una sessione preferenziale (le sessioni verranno riempite in ordine di arrivo delle iscrizioni)
□ Teorie e formazione □ Modelli e tecniche di ricerca
□ Percorsi di cura e clinica nei servizi □ Servizio pubblico e rete del privato sociale
Quota di partecipazione: (barrare)
Entro il 10 settembre 2011 Dopo il 10 settembre 2011
□ € 150,00= medici □ € 200,00= medici
□ € 100,00= psicologi □ € 150,00= psicologi
□ € 70,00= altre professioni □ € 100,00= altre professioni
□ € 30,00= studenti □ € 50,00= studenti
□ utenti e loro familiari (gratuito) □ utenti e loro familiari (gratuito)
L’Ammissione avverrà fino ad esaurimento posti, verranno considerate solo le richieste di iscrizione complete di scheda e versamento della quota di iscrizione.
Versamento a mezzo:
□ conto corrente postale ccp. 30065205 intestato a Fondazione Cecchini Pace
□ bonifico bancario presso la Cariparma Crèdit Agricole, fil.339, via Molino delle Armi 23, 20123 Milano -IBAN IT21E0623009487000046269742
(si allega copia del pagamento effettuato)
Causale: Congresso nazionale del 28-29 ottobre 2011
Data………………………… Firma…………………………………………
ATTENZIONE
TUTELA DELLA PRIVACY D.lgs. 196/2003: tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Le informazioni da Lei fornite verranno da noi registrate e custodite elettronicamente ed utilizzate al solo scopo di promuovere l’informazione e la raccolta fondi a favore delle attività della Fondazione. I dati che la riguardano verranno conservati con la massima riservatezza e non verranno divulgati senza il suo consenso. Lei può in ogni momento verificarli e chiederne la variazione, l’integrazione ed anche l’eventuale cancellazione, rivolgendosi alla Segreteria della Fondazione Cecchini Pace, via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano.
“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:
Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.
Catone, Distici
nella traduzione di Giancarlo Pontiggia
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Il voto di ieri, senza volerlo, ha un effetto immediato e lo ha per primo analizzato proprio Paolo Mieli, intervistato al Tg3 subito dopo l’esito delle due votazioni di Camera e Senato sui casi Papa e Tedesco. Mieli, che è notoriamente un giornalista di centro-sinistra, ha affermato: “Vi immaginate cosa sarebbe successo se oggi fosse stato salvato Papa e magari non Tedesco? La reazione fuori dal palazzo sarebbe stata di indignazione”. L’esito del voto, aggiungeva Mieli, invece, metterebbe il governo al riparo da contestazioni. Insomma, adesso la questione morale sarebbe nel PD. E in effetti le esternazioni a ogni piè sospiro degli uomini della sinistra, stampa compresa, nell’indicare il PDL come fonte di tutti i mali della politica italiana, hanno le armi spuntate, a partire da ieri sera.
da E ora la questione morale è nel PD | BlogLive Network – Testata Giornalistica Registrata.
Alberto Tedesco senatore del PD, è inquisito per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Secondo l’accusa, Tedesco sfruttando il ruolo di assessore alla sanità della Regione Puglia nella Giunta Vendola, avrebbe creato un sistema clientelare nelle nomine dei primari e dei dirigenti delle ASL da utilizzare poi per ottenere guadagni personali, anche con la corruzione, nella gestione dei servizi e degli appalti legati alla sanità.
In questo articolo si cercherà di approfondire il significato simbolico e psicologico che la casa riveste per l’essere umano, al di là del suo aspetto meramente materiale. La dimora, infatti, oltre a costituire riparo e protezione dalle avversità del mondo esterno, rappresenta dal punto di vista psicologico il nostro primo universo e spazio privilegiato per la nostra individuazione
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leggi tutto l’articolo qui:
| La Camera dice sì all’arresto di Papa. Berlusconi: una vergogna, ne parlerò con Bossi – Audio – Il Senato salva Tedesco – P4, i protagonisti |
| di Celestina Dominelli |
| «Sono sereno, ora voglio portare avanti una battaglia sulla legalità». Così il deputato Alfonso Papa raggiunto questa sera in diretta da La Zanzara su Radio 24. Il premier furioso: «Una follia per colpire me». Maroni e la scelta della Lega: «Votato a favore, come avevamo detto». Il gip in serata ha disposto l’esecuzione dell’ordine di custodia in carcere e Papa è stato condotto a Poggioreale…» |
da: Caso Papa: la Camera autorizza l’arresto dell’ex magistrato
Gli italiani sono più ricchi dei francesi e se “pagassero una tassa del 12% sul loro patrimonio, annullerebbero totalmente il loro debito. Ma come per tutti i governi deboli, è impossibile diminuire la spesa o aumentare le tasse”: lo dice in un’intervista a Paris Match l’economista francese Jacques Attali.
Secondo l’esperto, l’Italia è “in una zona molto pericolosa, presa di mira dagli speculatori che non vogliono più farsi rimborsare ma che scommettono sul fallimento. Per evitare questa situazione – prosegue Attali – si sarebbe dovuto vietare la speculazione a nudo, vale a dire vietare di scommettere sul fallimento di un’obbligazione di Stato se non se ne è in possesso. Ma il G20 non è servito a niente. Il sistema è completamente marcio laddove le banche, anche italiane, hanno scommesso sul crollo dei titoli di Stato italiani, creando le condizioni per l’aumento dei tassi di interesse delle obbligazioni”.
Attali sottolinea che “l’Italia è uno dei Paesi più ricchi d’Europa: il patrimonio degli italiani, rappresenta 8 volte il loro Pil annuale, mentre quello dei francesi è 6 volte il Pil”. “Sì”, risponde Attali, gli italiani sono più ricchi dei francesi, e se “pagassero una tassa del 12% sul loro patrimonio, annullerebbero totalmente il loro debito”.
da Crisi: Attali, italiani sarebbero in grado di annullare debito – swissinfo.