E’ il momento di selezionare le prestazioni in base ai bisogni reali e al reddito dei destinatari. In due parole “Universalismo selettivo”. Ed è questa l’idea forte del documento redatto da economisti e giuristi coordinati da Emanuele Ranci Ortigosa

”Le risorse sono poche, e quelle che ci sono, sono spese male. Tutto a tutti, indistintamente, non ce lo possiamo permettere più. E’ il momento di selezionare le prestazioni in base ai bisogni reali e al reddito dei destinatari. In due parole “Universalismo selettivo”. Ed è questa l’idea forte del documento redatto da economisti e giuristi coordinati da Emanuele Ranci Ortigosa, dell’Istituto per la ricerca sociale, insieme a Valerio Onida, presidente emerito della Consulta, Francesco Longo del Cergas Bocconi, Paolo Bosi e Maria Cecilia Guerra dell’università di Modena, Alberto Zanardi dell’università di Bologna e altri ricercatori dell’Irs, presentato ieri a Milano in occasione dei primi 40 anni della rivista “Prospettive sociali e sanitarie”.

In realtà l’idea non è nuova. A parlarne per prima in Italia con una certa autorevolezza fu la Commissione Onofri 

segue qui: QS – Quotidiano Sanità: Studi e Rapporti – Welfare. La coperta è stretta. Tutto a tutti non è più possibile.


L’Istat rende noti alcuni dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. In particolare scende il tasso di disoccupazione ad agosto: 7,9% rispetto all’8,0% di luglio

L’Istat rende noti alcuni dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. In particolare scende il tasso di disoccupazione ad agosto: 7,9% rispetto all’8,0% di luglio.
Nello stesso mese e’ anche cresciuto il numero degli occupati sia ripetto al mese che all’anno precedente, tornando a superare i 23 milioni, il valore più alto degli ultimi due anni.
Si rafforza pero’ la disoccupazione lunga, ossia coloro che cercano lavoro da oltre un anno. Nel secondo trimestre 2009 era al 52,9% del totale dei disoccupati, non era cosi’ da 18 anni.
Per la Commissione Ue ‘la capacita’ di creare lavoro restera’ debole per altro tempo’. E le manovre indeboliscono mercato e di conseguenza occupazione.
In Italia ”preoccupa soprattutto la disoccupazione giovanile e la precarieta’ sempre piu’ spinta”: e’ quanto rileva la Commissione Ue nell’ultimo rapporto sull’occupazione.
Secondo i dati di Eurostat la disoccupazione dei giovani in Italia ad agosto e’ aumentata da da 27,5% a 27,6%, contro una media Ue-17 di 20,4%. E aumenta il numero dei giovani che ne’ studiano ne’ lavorano: sono al 19,1% una media che ci porta secondi solo alla Bulgaria (21,8%).

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/3-30092011-BP/EN/3-30092011-BP-EN.PDF

Occupati e disoccupati

Ad agosto gli occupati sono 23 milioni, in aumento dello 0,1% rispetto a luglio 
Comunicato stampa, venerdì 30 settembre 2011

Occupati e disoccupati

Nel II trimestre 2011 gli occupati sono 23,1 milioni, +0,4% in un anno
Comunicato stampa, venerdì 30 settembre 2011

da newsletter – Regioni.it.


Irs Istituto per la Ricerca Sociale, COMPLESSITA SOCIALE, CRISI ECONOMICA, FEDERALISMO: UNA PROPOSTA DI RIFORMA, ATTUALE E FATTIBILE, 2010

da newsletter – Regioni.it.


Valerio Onida – Presidente emerito Corte costituzionale, Liberiamoci dall’ «ideologia del capo»

Da un ventennio circa, partendo dalla giusta aspirazione ad avere una «democrazia dell’ alternanza» anche in Italia – e forse non accorgendosi in tempo che le vere premesse di questa evoluzione ci erano offerte dalla storia, con la caduta del muro di Berlino – si è sostenuto da molte parti (a destra e a sinistra) che per ottenere questo risultato occorreva superare il sistema parlamentare, nel quale i cittadini eleggono le assemblee rappresentative, e in queste, sulla base dei risultati elettorali, si forma la maggioranza che sorregge il governo, fino al giorno in cui essa cambia orientamento o si dissolve; se poi la maggioranza viene meno e non si riesce a formarne in Parlamento un’ altra che interpreti meglio le aspirazioni degli elettori, si va di nuovo a votare. Si è sostenuto che il voto dei cittadini deve invece direttamente esprimere l’ esecutivo o meglio il suo capo: e quindi l’ elezione delle Camere non serve tanto per dar vita ad assemblee rappresentative che riflettano gli orientamenti dell’ elettorato quanto per «blindare» in Parlamento il consenso personale ottenuto dal leader che vince le elezioni, assicurando il sostegno parlamentare alle sue decisioni. La vera, unica decisione popolare è quella di eleggere un leader e uno solo. Gli effetti li vediamo. A destra, con ciò che segnala Galli della Loggia: nel partito finora di maggioranza «il momento cruciale della politica», quello delle scelte, è finora «riservato al capo e ai suoi fidi». A sinistra, con la perenne ansia di trovare non un programma comune o una ragionevole articolazione di indirizzi, ma un leader da contrapporre a quello della destra. I partiti non hanno, essenzialmente, programmi e politiche, hanno un leader «indiscusso» (non solo il Pdl, ma anche la Lega, per esempio) e se non ce l’ hanno sembra un segno di debolezza (il Pd, il cui statuto risente a sua volta di questa «ideologia del capo»). Abbiamo invece bisogno di partiti veri, che discutano e decidano, non solo che abbiano o designino un capo. Abbiamo bisogno di elezioni vere, non di un concorso di bellezza fra leader; di alternanze o di convergenze politiche, a seconda delle circostanze, non di un bipolarismo «coatto» a prescindere dalla qualità dei «poli». Ecco perché l’ attuale sistema elettorale (che premia non la maggioranza ma la minoranza più forte, costringe a fare coalizioni «preventive» e le obbliga a designare formalmente un candidato premier) è il meno adatto alle nostre necessità. 

da; Liberiamoci dall’ «ideologia del capo».


Tribunale per i diritti del malato, Rapporto 2011 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità

Tribunale per i diritti del malato ha presentato a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, il Rapporto 2011 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità.

Leggi il comunicato.

Scarica Il rapporto


Vasco Errani, interverrà il 29 settembre 2011 (ore 9.30 – 13.15), al Convegno “Disegnamo il welfare di domani” (promosso dall’Istituto Ricerca per il Sociale, IRS, in occasione dei primi 40 anni della rivista “Prospettive sociali e sanitarie”)

Disegnamo il welfare di domani

(regioni.it) Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, interverrà il 29 settembre 2011 (ore 9.30 – 13.15), al Convegno “Disegnamo il welfare di domani” (promosso dall’Istituto Ricerca per il Sociale, IRS, in occasione dei primi 40 anni della rivista “Prospettive sociali e sanitarie”) che si terrà presso il PIME (Via Mose’ Bianchi, 94 Milano).
Il tema della prima sessione del convegno riguarderà la complessità sociale, la crisi economica, il federalismo. Nel corso della manifestazione sarà presentata una proposta redatta da un gruppo di lavoro che coinvolge ricercatori di università e istituti di ricerca.

A discuterne con gli estensori saranno il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il Presidente nazionale ACLI, Andrea Olivero e Franca Olivetti Manoukian (Studio APS, analisi psico sociologica).

da newsletter – Regioni.it.


Politiche sanitarie in Italia, Francesco Taroni, Il Pensiero scientifico, 2011

politiche sanitarieE nessuno si senta escluso. Così in Politiche sanitarie in ItaliaFrancesco Taroni ricostruisce la storia della Sanità pubblica dal secondo dopoguerra ad oggi: l’istituzione delle mutue, i piani Giolitti e Pieraccini, la nascita del SSN, le riforme (da quella di Amato a quella del Titolo V della Costituzione), i LEA, i progressi e i disastri della ricerca (vaccini, trapianti, talidomide, ecc.). Un libro – commenta 
Elio Guzzanti
 – che giunge nel momento opportuno…

 

Presentazione, di Elio Guzzanti (PDF: 165 Kb) go
Prologo (PDF: 245 Kb) go


SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia, LUA Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari (Arezzo) – 28-30 Ottobre 2011

SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI

Seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia

Luogo:  Anghiari (Arezzo), LUA – Libera Università dell’Autobiografia

Tempo: venerdì 28 ottobre, 15-18,30;  sabato 29 ottobre, 9-13, 14,30-18,30; domenica 30 Ottobre 2011, 9-12

I luoghi che abitiamo, assieme al tempo che stiamo percorrendo, sono elementi costitutivi di ogni esistenza.
Di essi abbiamo ricordi e rappresentazioni sensibili che si intrecciano con i diversi momenti delle nostre personali biografie.
Nella relazione che stabiliamo con un luogo si manifesta a livello individuale ed in modo ravvicinato il più ampio ed evolutivo rapporto fra la natura e la cultura, fra noi come soggetti e gli ambienti che ci hanno accolti ed ospitati.
Gli antichi elaboravano una forte immagine per evocare queste connessioni: quella del “Genius Loci”. Loro sapevano che ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime ed è il genio protettore che, con forme e intensità storicamente e culturalmente variabili, racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto. Si tratta di un simbolo che rappresenta l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Per l’uomo greco accanto al Logos convive il Pathos: sono le emozioni che ci aiutano ad entrare in relazione con il mondo esterno e a farne esperienza vissuta.
Il nostro passaggio sulla terra, così affannosamente controllato dall’incalzante e rumoroso ritmo dei giorni e delle trasformazioni socioculturali, sta trascurando – se non cancellando – la capacità di scoprirlo, di percepirne la presenza, la magia ed essenza.
Eppure ci sono situazioni concrete nelle quali, improvvisamente, agisce dentro di noi il richiamo di qualcosa di profondo legato ad immagini provenienti dal nostro passato più antico. Una sollecitazione inattesa, un suono, un profumo, un’immagine, un sapore riportano alla luce ricordi e sensazioni della speciale relazione che ognuno di noi ha tra sé e il mondo.
È il segnale che il Genius Loci invia per rammentarci la sua presenza, affinchè la sua memoria non scompaia. Se perdiamo la facoltà di ascoltarlo, si allontanerà definitivamente, lasciandoci privi di un’identità e di una storia che da migliaia di anni attraversano il mondo e rendono fertili cultura e tradizioni.
I luoghi premono sui nostri sentimenti: ci emozionano, ci stupiscono, ci atterriscono, comunque ci cambiano.
La ricerca che il seminario propone è la ri-scoperta dei luoghi già dentro di noi, sopiti o un po’ dimenticati. Luoghi attraversati, esplorati, immaginati, vicini o lontani nel tempo. Una graduale marcia di avvicinamento alla nostra personale “topologia” con un cammino lento fatto di sguardo, ascolto e silenzio.
La scrittura autobiografica ci renderà possibile narrare e descrivere il nostro rapporto con lo spazio vissuto, sia esso quello più intimo legato alla risonanza delle percezioni sensoriali, sia esso quello più collettivo dato dal contatto e dal coinvolgimento con chi, come noi, abita la terra.
Costruiremo la nostra personale retrospettiva andando a cercare negli anfratti della memoria gli spazi significativi che disegnano la scenografia della nostra esistenza.
Un archivio di spazi-mondi metaforici o reali per raccontare punti di partenza, o di arrivo, o di svolta, ma comunque raffigurazioni dove la forza del Genius Loci, come scrive James Hillman, si lega alla profondità del sé e rende pertanto indimenticabili i passaggi salienti della nostra storia.
Ci aiuteranno a diventare “rabdomanti di luoghi” riflessioni e spunti evocativi suscitati da letture di brani letterari, immagini, frammenti di film, poesie, recite espressive, esempi di scritture creative.
Per sostenere le nostre narrazioni converrà portarci a corredo fotografie, stralci di diario, scritti sepolti nei cassetti, vecchie mappe di luoghi che ci hanno visto protagonisti della vita.

da Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci


Novità Gruppo Solidarietà – 28/09/2011

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 28/9/2011

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it

Non rispondere a questo messaggio. Per comunicazioni utilizzare solo grusol@grusol.it

PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426

Informazioni
- Marcia per la pace Perugia-Assisi. Mozione finale
- Istat. Stranieri residenti in Italia
- Contribuzione utenti. Commento a sentenza CdS (5185-2011)
- Le politiche sociali oggi: riflessioni e proposte delle Regioni
- Manovra. La conversione in legge (148-2011) del decreto
- Consiglio di Stato. Contribuzione utenti. Immediata applicabilità D.lgs 130/2000
- Delega assistenziale. La petizione per l’attuazione dei LEA

Voce sul sociale
- Disabilità. Osservazioni Proposta di riparto fondi 2012 l.r. 18-96
- Politica, aree vaste, assistenza agli anziani
- Servizi territoriali sociosanitari nella Zona 5. Urgente fae chiarezza
- Disabilità. La regolamenazione dei servizi nell’ambito 9 di Jesi
- Gli interventi sociali, i Comuni e la Regione
- Contribuzione utenti. Nota del Difensore civico delle Marche

Aggiornamento legislativo nazionale - 31 agosto 2011
Aggiornamento legislativo regione Marche - 31 agosto 2011
Leggi sociali - 31 agosto 2011

Rassegna bibliografica - 31 luglio 2011

Ultime acquisizioni librarie - 25 settembre 2011

Appunti
Appunti 5 settembre-ottobre 2011

Altro nella Home Page

Jesi, 28 ottobre 2011, I servizi sociosanitari della regione Marche ad un decennio dalle leggi sulle autorizzazioni. Bilancio e prospettive - www.grusol.it/eventi/28-10- 11.pdf


Jesi, Venerdì 25 novembre 2011. Anziani malati non autosufficienti. Valutazione, presa in carico e definizione dei percorsi assistenziali - www.grusol.it/eventi/25-11-11.pdf


Gruppo Solidarietà, la programmazione sociosanitaria nelle Marche. Analisi, verifica, prospettive,, Ottobre 2011www.grusol.it/eventi/ottobre2011.pdf


Politiche disabilità nelle Marche. Un appello per superare lo stallo www.grusol.it/appelloMarzo2011.pdf


Per sostenere il Gruppo Solidarietà www.grusol.it/sostieni.asp


Novità editoriale. La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche www.gru sol.it/pubblica.asp


Il libro del mese: C. Lepri, Viaggiatori inattesi


La rivista del mese, il sito del mese, l’editore del mese

 


Tutte le nostre attività sono autofinanziate. Per sostenerle segnaliamo la possibilità di abbonarsi alla nostra rivista bimestrale APPUNTI sulle politiche sociali. Per indicazioni: Rivista Appunti


Rapporto SVIMEZ 2011 sull’economia del Mezzogiorno

Rapporto SVIMEZ 2011
sull’economia del Mezzogiorno

da www.SVIMEZ.it – Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.


NOVITA’ BIBLIOGRAFICHE in tema di Politica dei servizi sociali | rassegna a cura di Paolo Ferrario


Domenico Resico, Andrea Scaffidi (a cura di) LE PROFESSIONI EDUCATIVE Riflessioni e prospettive occupazionali

Domenico Resico, Andrea Scaffidi (a cura di) 
LE PROFESSIONI EDUCATIVE
Riflessioni e prospettive occupazionali
pp. 144, Euro 17,00; E-book Euro 14,00, Cod. 487.3, Collana: Erica – Educare alla responsabilità per includere in una Cittadinanza Attiva – diretta da G. F. Ricci

Forum sulla non autosufficienza – Speciale Workshop – 9, 10 novembre 2011

Forum sulla non Autosufficienza

Editoriale

Gli anziani non autosufficienti
Le riforme regionali cominciate negli scorsi anni rischiano d’interrompersi, mentre l’indennità di accompagnamento diventa ancor più predominante

I Workshop del Forum

III edizione Forum sulla non autosufficienza
Cosa succede allo Stato Sociale Italiano, in un momento di crisi economica ma anche di assenza di programmi, progetti e idee per crescere?

Tecnologie al servizio dell’anziano: vivere assistito dall’ambiente (ambient assisted living)
A cura di Fondazione Don Gnocchi

La qualità dell’integrazione sociosanitaria
Contenuti, materiali e buone prassi per una raccomandazione SIQuAS-VRQ
In collaborazione con SIQuAS-VRQ (Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria-VRQ)

Disabilità adulte complesse: quale presa in carico e accompagnamento?
Cittadinanza, umanizzazione e dignità nella presa in carico delle persone adulte con disabilità complesse (I sessione)
Accreditato ECM

La Rete delle Cure Palliative nel Panorama Sanitario
In collaborazione con Antea – Rete Cure Palliative
Accreditato ECM

La creazione del benessere della triade terapeutica attraverso lo yoga della risata
In collaborazione con Centro Studi Internazionale Perusini Alzheimer e Anoss (Associazione Nazionale Operatori Socio Sanitari)
Accreditato ECM

Morte, speranza, emozioni e vita
Riflessioni su come accogliere e accompagnare la persona morente alla fine della vita
Accreditato ECM

Le inchieste del Forum

Cartella sociale informatizzata: come?
Costruire una cartella sociale informatizzata ben fatta non è semplice. Ecco un elenco di suggerimenti utili e di errori da evitare

Politiche di Welfare

Anziani da slegare
Affido e Domiciliarità: una proposta di legge
In collaborazione con Associazione Anziani a Casa Propria dall’Utopia alla Realtà Onlus

Anziani

La formazione degli operatori sociosanitari educativi: idee per costruire il “possibile”
Coaching alle figure di staff e formazione delle famiglie. Lavare la persona al mattino, tagliare le unghie, preparare la tavola, per non parlare poi di forme d’aggressività fisica e verbale che intimoriscono gli operatori. L’apprendimento sperimentale, che viene proposto in questi contesti, prevede interventi a più livelli


Segreteria Organizzativa
tel 0541/628784
fax 0541/628768
convegni@maggioli.it
www.nonautosufficienza.it

L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia a cura di N.N.A (NETWORK NON AUTOSUFFICIENZA) Rapporto promosso dall’IRCCS – INCRA per l’Agenzia nazionale per l’invecchiamento, Maggioli Editore, 2009 e 2010

L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia

a cura di N.N.A (NETWORK NON AUTOSUFFICIENZA)

Rapporto promosso dall’IRCCS – INCRA per l’Agenzia nazionale per l’invecchiamento.

NNA (Network Non Autosufficienza) è nato – da un’idea di Cristiano Gori – per promuovere riflessioni scientifiche sull’assistenza agli anziani non autosufficienti che siano utili all’operatività.
Lo compongono anche Anna Banchero, Enrico Brizioli, Antonio Guaita, Franco Pesaresi e Marco Trabucchi. Insieme ai componenti di NNA contribuiscono al volume Francesco Barbabella, Georgia Casanova, Fabio Cembrani, Carlos Chiatti, Renato Cogno, Mirko Di Rosa, Giovanni Lamura, Maria Gabriella Melchiorre, Sergio Pasquinelli, Laura Pelliccia, Fabio Ragaini, Giselda Rusmini e Rosemarie Tidoli.


Pdf Scarica il 2° Rapporto (2010) in pdf
Pdf Scarica il 1° Rapporto (2009) in pdf

 

 

Maggioli Editore

 

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Istat.it – Censimento: quando compilare il questionario

Istat.it – Censimento: quando compilare il questionario.


57° Convegno di Studi Amministrativi – “Il federalismo fiscale alla prova dei decreti delegati” – Varenna, 22-24 settembre 2011

57° Convegno di Studi Amministrativi – “Il federalismo fiscale alla prova dei decreti delegati” - Varenna, 22-24 settembre 2011


Le politiche sociali oggi, riflessioni e proposte delle Regioni /Legautonomie

Pubblichiamo l’analisi prodotta dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sugli effetti dei tagli della manovra del Governo sulle politiche di welfare locale.


Rapporti sulla famiglia – Famiglia Cristiana

CISF | Rapporti sulla famiglia

Il costo dei figli

Il costo dei figli

15/04/2010 | Con questo volume inizia la nuova serie del Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia che presenta i risultati della prima edizione di una propria indagine originale, che verrà ripetuta ogni due…

CISF | Rapporti sulla famiglia

Ri-conoscere la Famiglia

Ri-conoscere la Famiglia

15/04/2010 | Il Decimo Rapporto sulla famiglia in Italia continua la tradizione, ormai ventennale, con cui il Cisf  si impegna ogni due anni a fornire al pubblico una lettura dei problemi della famiglia…

CISF | Rapporti sulla famiglia

Famiglia e lavoro

Nono Rapporto Cisf sulla famiglia, San Paolo, 2005

06/04/2010 | Il conflitto tra famiglia e lavoro sta alla base di moltissimi problemi sociali. La mancanza di lavoro per i giovani significa rimandare, o addirittura rinunciare a fare famiglia. La donna che…

CISF | Rapporti sulla famiglia

Famiglia e capitale sociale nella società italiana

Famiglia e capitale sociale nella società italiana

05/04/2010 | Le società contemporanee riscoprono il valore del “capitale sociale”, inteso come patrimonio e risorsa culturale che sostiene le relazioni fiduciarie, di cooperazione e reciprocità fra le persone….

CISF | Rapporti sulla famiglia

Identità e varietà dell’essere famiglia

Identità e varietà dell'essere famiglia

05/04/2010 | Il Settimo Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia affronta quella che è la sfida più radicale e insieme più affascinante che la famiglia italiana deve oggi affrontare, la cosiddetta…

CISF | Rapporti sulla famiglia

Uomo e donna in famiglia

Uomo e donna in famiglia

05/04/2010 | la maggioranza delel persone pensa che le differenze socio-culturali fra uomini e donne, dette differenze di genere, si stiano progressivamente riducendo. L’opinione più diffusa è che maschi e…

CISF | Rapporti sulla famiglia

La famiglia come reticolo intergenerazionale

La famiglia come reticolo intergenerazionale

05/04/2010 | Il Rapporto analizza cosa sta succedendo nella famiglia italiana considerata come reticolo intergenerazionale, ovvero in quanto sistema relazionale che, connettendo le generazioni fra loro – nel…

CISF | Rapporti sulla famiglia

La nuova cittadinanza della famiglia

La nuova cittadinanza della famiglia

05/04/2010 | Cosa conta oggi la famiglia in quanto mediazione tra l’individuo e la società? Nel Terzo rapporto del Centro Internazionale Studi sulla Famigliasi sottolinea che la famiglia consente…

CISF | Rapporti sulla famiglia

Equità generazionale

Equità generazionale

05/04/2010 | La formula utilizzata, già adottata con successo nel Primo Rapporto, è quella di un testo che intende presentare un’analisi di elevato rigore scientifico con un linguaggio accessibile anche ai…

CISF | Rapporti sulla famiglia

La famiglia “auto-poietica”

La famiglia "auto-poietica"

05/04/2010 | Quella che negli anni ’70 è stata chiamata la “rivoluzione silenziosa” della famiglia, è andata avanti. Ma, verso dove? Quali sentieri ha preso? Come si pone oggi il problema della famiglia, con…

Archivio notizie Rapporti sulla Famiglia

da Rapporti sulla famiglia – Famiglia Cristiana.


CRESCERE I FIGLI DEGLI ALTRI Milano, 12-26 Ottobre 2011, FormAzione

Il 5 Ottobre scadono i termini per l’iscrizione al  corso
CRESCERE I FIGLI DEGLI ALTRI
Milano, 12-26 Ottobre 2011

Il corso tratta i temi dell’affido, adozione e accoglienza in comunità dal punto di vista degli adulti che si occupano di bambini e adolescenti.  
Il corso è stato accreditato con 12 crediti per assistenti sociali e 11 crediti ECM per psicologi
Sul sito
http://www.formazionesocialeclinica.it/index.php
troverete tutte le informazioni e la scheda per l’iscrizione.

Margherita Gallina


SOS Servizi sociali online, La Vetrina dei libri utili, a cura di Angela Broggi

vai a:


Radio3, Cose nostre, 20 oggetti della vita italiana raccontati da Peppino Ortoleva da lunedì 26 settembre a venerdì 21 ottobre

20 oggetti della vita italiana

raccontati da Peppino Ortoleva

da lunedì 26 settembre a venerdì 21 ottobre

A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, il programma esplora le nuove abitudini che, senza parere, si sono insediate nella vita quotidiana degli italiani e che sono ancora le nostre senza che sappiamo da dove vengano e senza chiederci il loro senso.

1. La gomma da masticare

 2. Le calze di nylon

 3. Il rasoio elettrico e le lamette da barba

 4. Tv in casa. Transistor in giro

 5. I jeans

 6. La lavatrice

 7. La vita sessuale nell’età della pillola

 8. Metamorfosi dei punti di vendita

 9. Barbie e i nuovi giocattoli

10. Usa e getta

11. La macchina duplicatrice

12. Ristoranti cinesi e gusto dell’esotico

13. Videogiochi, cartoni e figurine

14. Gli orologi come gadget

15. L’informatica nelle case

16. L’hamburger come alimento e come simbolo

17. Il telefonino

18. Dal videoregistratore all’home theatre

19. Numeri da ricordare, antifurti, ossessione per la sicurezza

20. Il vintage  

Vedi anche:

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi di Raffaello Maggian Manuale per operatori del welfare locale, Maggioli editore, 2011

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

 

di Maggian Raffaello

 

Manuale per operatori del welfare locale
 

€ 44,00 IVA assolta


Descrizione

Sul palcoscenico del welfare italiano troviamo vari personaggi, i protagonisti del presente volume: l’assessore comunale, il dirigente, l’assistente sociale, il tecnico  informatico, il sociologo, l’impiegato amministrativo, il volontario, il socio della cooperativa, il giornalista, l’utente, e così via. 
Ognuno interpreta il suo ruolo.
Ma in un contesto sempre meno caratterizzato da rigide separazioni, che accetta la contaminazione fra saperi teorici e professionali, fra dirigenza e operatività, fra amministrazioni pubbliche, libero mercato, terzo settore e utenza, quanta libertà e creatività ha ogni attore nell’interpretare la sua parte? Può, in qualche modo, cambiare alcuni pezzi del copione? Può diventare co-autore del welfare locale? 
L’Italia sta procedendo verso l’abbandono di  norme statali che trattano in astratto temi quali la qualità di vita e l’agio sociale valide per tutto il territorio nazionale, a favore di norme e azioni che tengano conto delle specificità locali. 
I vari personaggi sentono allora il bisogno di non sentirsi isolati, di  comunicare fra loro, sperando che qualcuno ascolti le loro esperienze e difficoltà, per trarre indicazioni utili magari proprio da chi vive in realtà completamente diverse e ha già affrontato e risolto positivamente quelle tematiche. 
I vari personaggi parleranno, quindi, con un linguaggio comprensibile a tutti, della creazione, modifica e del funzionamento dei servizi sociali, di progetti, organizzazione, risorse finanziarie e umane, di sistema informativo e informatico; tutti temi cruciali e quotidiani per chi opera nel sociale, per professione o volontariato. 
Raffaello Maggian insegna “Pianificazione sociale e gestione dei servizi e delle risorse umane” all’Università di Trieste. 
Fa parte del Comitato scientifico del Dizionario di servizio sociale ed è autore di numerose opere,  fra le quali si ricordano I servizi socio-assistenziali (Roma, 2001) e Il sistema integrato dell’assistenza. Guida alla legge 328/2000 (Roma, 2001).


ISBN: 8838768420
Collana: Sociale & Sanità
Edizione: 1
Copyright: Settembre 2011
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 434
Formato: 17×24
Progressivo: 0078

Novità settembre 2011
Manuale per i responsabili
e gli operatori
dei servizi sociali locali
GUIDA AL WELFARE ITALIANO: DALLA PIANIFICAZIONE SOCIALE ALLA GESTIONE DEI SERVIZI
R. Maggian, insegna “Pianificazione sociale
e gestione dei servizi
e delle risorse umane” all’Università di Trieste

GUIDA AL WELFARE ITALIANO:
DALLA PIANIFICAZIONE SOCIALE
ALLA GESTIONE DEI SERVIZI

In un contesto sempre meno caratterizzato da rigide separazioni, che accetta la contaminazione fra saperi teorici e professionali, fra dirigenza e operatività, fra amministrazioni pubbliche, libero mercato, terzo settore e utenza, quanta libertà ha ogni protagonista del welfare locale - assessore comunale, dirigente, assistente sociale, volontario - nell’interpretare il suo ruolo?Aiuta a chiarire questo nuovo Manuale che esamina le problematiche delle persone disabili, bisognose, con difficoltà individuali o familiari, valutando quanto incidano su tali condizioni l’inadeguatezza di reddito, il disagio sociale, la non autonomia personale, e rispondendo alle domande di fondo: quali soluzioni esistono? cosa possono fare i servizi sociali? di quali bisogni dovrebbero occuparsi prioritariamente?

Le azioni sviluppate nel volume sono dirette ad affrontare sia le difficoltà della vita, con interventi tesi a risolvere problemi esistenziali quali la casa, il lavoro e l’assistenza, sia quelle che riguardano la creazione, la modifica e il funzionamento dei servizi sociali.

Temi cruciali e quotidiani per chi opera nel sociale, per professione o volontariato, come i progetti, l’organizzazione, le risorse finanziarie e umane, il sistema informativo e informatico, sono, fra gli altri, illustrati nel dettaglio della seguente trattazione:

1.
INCONTRI IN INTERNET
1. I personaggi del welfare locale si presentano.
2. Piani, programmi e progetti.
3. Organizzazioni.
4. La gestione del bilancio.
5. La gestione delle risorse umane.
6. Sistema informativo e informatico.
7. Lavoro di rete, integrazione, cambiamento sociale.
2.
LE DIFFICOLTA’ DELLA VITA
1. Persone in difficoltà.
2. Agio e disagio.
3. Le difficoltà economiche.
4. Senza fissa dimora.
5. Il problema della casa.
6. La ricerca di un lavoro.
7. Stranieri in Italia, italiani all’estero.
8. La dipendenza.
9. Senza libertà.
10. La disabilità.
11. L’invecchiamento della popolazione.
3.
I SERVIZI PER LE PERSONE IN DIFFICOLTA’
1. Le organizzazioni del welfare italiano.
2. Dalle parole ai fatti.
3. La gestione dei servizi.

De Kerckhove, nell’era di Facebook siamo tutti Pinocchio- LASTAMPA.it

«Il mezzo è il messaggio» è un’espressione che ha ancora senso?
«Già nel 1961, quando Internet era un sogno, McLuhan parlava di un nuovo medium che “non sarebbe stato contenuto nella tv, ma l’avrebbe contenuta in sé, avrebbe reso obsoleta l’organizzazione delle biblioteche e sviluppato in ciascuno il potenziale enciclopedico”. Basta pensare al Web di oggi, con YouTube e Wikipedia, per capire che McLuhan aveva previsto tutto. Oggi direbbe “Internet è il mezzo”».

«C’è il rischio di impigrirci, delegando le nostre decisioni a strumenti sempre più complessi, che usiamo senza sapere come siano fatti. Oggetti come l’iPad a molti appaiono magici. Presi nel vortice di computer e social network, noi siamo dei Pinocchio 2.0».

In che senso?
«In senso antropologico: Pinocchio è il superamento dell’uomo sulla macchina, nasce come risultato della meccanizzazione del gesto umano, è la macchina che mente sulla nostra condizione e alla fine chiede di tornare umana. Ai tempi di Carlo Collodi, molti lasciavano la Toscana per andare a lavorare nelle fabbriche del Nord Italia. Lì si disumanizzavano e quando ritornavano a casa (Pinocchio che entra nel ventre della balena, grande madre metaforica) non sapevano più chi erano. Ma Pinocchio lì dentro smette di essere macchina e ne esce per diventare uomo in carne e ossa. Nel mondo digitale cosiddetto 2.0 di oggi, dove il nostro Sé esiste solo in connessione a tutti gli altri, la problematica di Pinocchio si è moltiplicata».


da De Kerckhove, nell’era di Facebook siamo tutti Pinocchio- LASTAMPA.it.


Pensioni: non è lotta di classe, ma matematica. I dati di Alberto Brambilla

Pensioni: non è lotta di classe, ma matematica:

Alberto Brambilla su Corriere della sera del 7 settembre 2011

penso possa essere utile analizzare qualche dato.

A) Sotto il profilo del bilancio previdenziale (rapporto tra contributi effettivamente incassati e prestazioni erogate) si evidenzia un crescente deficit che deve essere coperto dalla fiscalità generale; nel 2009 il sistema pensionistico pubblico, nonostante i numerosi interventi correttivi, ha presentato un deficit di circa 8,9 miliardi. La spesa complessiva è stata pari a 192,176 miliardi, con un aumento rispetto all’ anno precedente del 3,7% (+4,2% nel 2008) mentre le entrate contributive sono ammontate a 183,276 miliardi.

B) Al deficit annuo si devono sommare:

1) i trasferimenti all’ Inps a carico dello Stato, tramite la «Gestione per gli Interventi Assistenziali» (Gias), per un ammontare complessivo di 33,48 miliardi, che vanno a favore delle gestioni previdenziali per compensare la quota parte di pensioni integrate dallo stato, quelle correlate al reddito (maggiorazioni sociali) e le contribuzioni figurative relative ai periodi di disoccupazione e Cig.

2) le contribuzioni aggiuntive (oltre 9,5 miliardi) alla gestione dei dipendenti pubblici a carico dello Stato e gli oneri per le pensioni sociali, invalidità e accompagnamento e le pensioni di guerra (ancora oggi oltre 340 mila). In totale la quota da finanziare con la fiscalità generale raggiunge i 75 miliardi di euro (circa 5 punti di Pil).

C) Le aliquote di equilibrio teoriche al lordo dell’ intervento della Gias, cioè quanto dovremmo prelevare dai redditi dei lavoratori per pagare le prestazioni, rivelano andamenti preoccupanti rispetto alle aliquote di versamento effettive: atra datore di lavoro e lavoratore, i dipendenti privati e pubblici versano il 33% della loro retribuzione annua lorda mentre per finanziare le prestazioni occorrerebbe prelevare il 46,6% e il 45,1% rispettivamente per i lavoratori dipendenti privati e pubblici. Per artigiani e commercianti l’ aliquota per finanziare le prestazioni è pari rispettivamente al 30% e 20,2%, contro il 20% di aliquota di contribuzione.

D) Sotto il profilo della sostenibilità finanziaria il rapporto «spesa pensionistica su Pil» è destinato, come abbiamo visto, ad un’ ulteriore crescita e raggiungerà il 15,4% intorno al 2040 per poi ridursi ad un livello più che accettabile (13,5%) solo verso il 2060.

E) Su un totale di oltre 23,4 milioni di prestazioni previdenziali (una ogni 2,5 abitanti e anche questo è un record), oltre 9 milioni (quasi il 40%!) sono correlate al reddito, cioè usufruiscono di maggiorazioni a carico dello Stato perché i beneficiari non sono riusciti in 65 anni di vita a mettere insieme un numero sufficiente di contributi per raggiungere almeno la pensione minima. Questo problema è sempre stato sottovalutato e anzi, nel tempo e ad ogni governo di centrosinistra o destra, sono sempre state aumentate tanto che oggi non v’ è quasi differenza tra pensioni pagate con contributi e quelle finanziate dallo Stato; pensate voi che voglia dovrebbe avere un italiano di pagare i contributi. Nel 2001 abbiamo elaborato, estraendo centinaia di migliaia di posizioni vere presenti nell’ anagrafe degli enti, una tabella per verificare quanti anni di pensione sono coperti da effettivi contributi; in sintesi abbiamo preso i contributi effettivamente versati, li abbiamo capitalizzati al tasso di interesse dei titoli di Stato (un tasso generoso) e calcolato il montante (cioè la somma dei contributi versati rivalutati); a questo punto abbiamo diviso il montante per l’ importo annuo della pensione vigente alle date in tabella. I dati si commentano da soli; un autonomo che ha iniziato a lavorare nel 1970 ed è andato in pensione nel 2005, in media, si è pagato 5 anni e mezzo di pensione su almeno 19 di fruizione della pensione. Ma è cambiata la situazione? Abbiamo ancora un 40% di soggetti che nel difficile futuro dovremmo (non so se le condizioni economiche lo consentiranno) assistere finanziariamente? Purtroppo sì. Dalle dichiarazioni dei redditi del 2009 si ricava che su oltre 41 milioni di contribuenti 14,5 non dichiarano nulla al fisco; sarebbe interessante capire da quanti anni non dichiarano e capire come vivono. Di questi, 6,5 milioni sono pensionati che su tali pensioni non pagano tasse. Altri 13 milioni di contribuenti dichiarano redditi tra i 10 e i 20 mila euro, per cui su una media di 15.000 euro annui pagano una media di poco meno di 4.000 euro di contributi; togliendo dai 13 milioni i 5 milioni di pensionati risulta che in questi due primi scaglioni di reddito abbiamo 16 milioni di soggetti ai quali dovremo in qualche modo dare o integrare una pensione. È così difficile dire queste verità agli italiani, che sono certamente più ragionevoli e comprenderebbero meglio i motivi dei sacrifici richiesti? Evidentemente sì; nessuno vuole tagliare i costi nel proprio «orto» e tutti hanno un pensionato o un cittadino da difendere dai «tagli» di un’ odiosa manovra che invece dovrebbe toccare i ricchi: quelli (lo 0,9% del totale) che hanno un reddito sopra i 100 mila euro (meno di 51 mila netti quindi pagano spesso più tasse loro in un anno che i primi 27 milioni di contribuenti in 15 anni); oppure quelli che hanno risparmiato o messo su una fabbrichetta dando lavoro ai quali una «giusta» patrimoniale sarebbe quasi cristiana. Credo che a furia di massacrare il risparmio e condannare la «ricchezza» proseguiremo il percorso verso il declino. Che fare, dunque, per raggiungere l’ obiettivo di riduzione di questo pesante debito imputabile per il 70% all’ espandersi della spesa sociale? L’ Europa ci chiede l’ obbligo del pareggio di bilancio e, a partire dai prossimi anni, la riduzione dello stock di debito fino a giungere al 60% previsto originariamente dal trattato di Maastricht. Sarà difficile non intervenire sulla spesa per la macchina pubblica (Comuni, Province, Regioni e Stato centrale), come sarà impossibile non intervenire sulle pensioni: l’ innalzamento delle età pensionabili di uomini e donne, l’ applicazione di un contributo di solidarietà a tutte le prestazioni in pagamento soprattutto a quelle non supportate da contributi, le baby pensioni ecc.; la riduzione delle contribuzioni figurative, la rimodulazione dei benefici sulle pensioni di reversibilità e su quelle di invalidità, comprese le indennità di accompagnamento. A completamento dell’ analisi è utile segnalare che il totale delle prestazioni per la protezione sociale (inclusa la sanità) erogate in Italia incide per il 26,5% sul Pil ed è in continua crescita, mentre alcuni Paesi caratterizzati da un welfare molto esteso stanno progressivamente riducendo tale incidenza. La media europea considerando i 25 Paesi membri è pari al 25,5%, mentre quella storica a 15 Paesi è al 26%. In pochi anni l’ Italia è passata da circa 1,5 punti percentuali sotto la media a 0,5 punti sopra la media; il tutto a debito visto che il rapporto debito pubblico/Pil è ritornato a quota 120%. E quota 26,5% è stimata per difetto, basti pensare ai sussidi per la casa che l’ Istat considera zero mentre per la funzione «esclusione sociale» stima costi pari allo 0,1% del Pil; in realtà superano abbondantemente il punto percentuale di Pil. Credo che in una situazione così difficile sia utile a tutti, politici ed elettori, conoscere la vera dimensione della spesa che, è doveroso precisare, si è tradotta in più tasse e meno competitività.

Alberto Brambilla Presidente Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale Ministero del Lavoro


Itinerari Previdenziali – segnalazione di sito


I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune … presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana

… è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto.


Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati.

9. La questione morale, complessivamente intesa, non è un’invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa è un’evenienza grave, che ha in sé un appello urgente. Non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti, a proposito dei quali è necessario che ciascuna istituzione rispetti rigorosamente i propri ambiti di competenza e di azione, anche nell’esercizio del reciproco controllo. Nessuno può negare la generosa dedizione e la limpida rettitudine di molti che operano nella gestione della cosa pubblica, come pure dell’economia, della finanza e dell’impresa: a costoro vanno rinnovati stima e convinto incoraggiamento. Si noti tuttavia che la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita. 

da Il testo integrale dell’intervento di Bagnasco - Il Messaggero

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

da 27/09/2011 – Perché il cardinal Bagnasco adesso critica Berlusconi? di Giorgio Dell’Arti

Prima di tutto: chi è Bagnasco?

Esiste la Conferenza episcopale italiana. Che cos’è? È l’assemblea permanente dei vescovi italiani, che ha il compito di studiare i problemi che interessano la vita della Chiesa in Italia, di dare orientamento nel campo dottrinale e pastorale, di mantenere i rapporti con le pubbliche autorità italiane, di gestire direttamente il Concordato con l’Italia. Il presidente di questo organismo molto importante è appunto il cardinale Angelo Bagnasco, scelto a quella carica dallo stesso Benedetto XVI.

Che cosa ha detto esattamente, a proposito di Berlusconi, il cardinale Bagnasco?

Ribadisco che la parola “Berlusconi” non è stata mai pronunciata. Le parole in questione sono queste: «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda. Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rivelano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto». Bagnasco parlava al consiglio permanente dei vescovi, riuniti ieri a Roma.

Sento qualcosa dietro la frase «non è la prima volta che ci occorre di annotarlo…»

Bagnasco risponde ai tanti, cattolici e no, che hanno accusato la Chiesa di star zitta davanti alla libidine fuori controllo del premier. L’ultima a richiamare i vescovi è stata Barbara Spinelli, su Repubblica: «Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: “Ora basta”? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini?». Gian Antonio Stella, sul «Corriere», ha poi scritto, in un articolo in cui si ricordano le tante volte che il premier ha preteso di essere ben più che un cattolico e un’anima pia, addirittura un santo («l’unto dal Signore»): «Il Cavaliere, oltre che il premier, fa anche il cattolico “a tempo perso”? Le autorità vaticane sembrano aver scelto di tacere, per ora, su quel pollaio di finte infermiere e squillo russe e ballerine sudamericane che emerge dalle intercettazioni». E già un anno fa Micromega aveva raccolto le dichiarazioni di undici sacerdoti, tutte dirette contro il silenzio della Chiesa.

Berlusconi commenterebbe che si tratta dei soliti preti comunisti.

Avrebbe torto, perché se prima il papa e poi Bagnasco hanno deciso di parlare significa che lo spettacolo ha superato i limiti. Del resto, ogni settimana i sondaggi segnalano una caduta di consensi per Berlusconi e per i due partiti del centro-destra. Galli della Loggia, in un editoriale sul «Corriere», ha invitato gli uomini del centro-destra a darsi una mossa, se non vogliono sparire. La mossa, appunto, sarebbe quella di procedere a un rinnovamento profondo e veloce verso una classe dirigente votabile.

Al cardinale vanno bene i magistrati che realizzano centomila intercettazioni su una vicenda che non è neanche certo abbia risvolti penali?

No, il cardinale si dichiara colpito dall’«ingente mole di strumenti di indagine messa in campo» e dalla «dovizia delle cronache a ciò dedicate». Questo però non assolve Berlusconi: «Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé»


Lotta al dolore, Italia divisa di Marzio Bartoloni (da Il Sole-24 Ore del Lunedì), 26 settembre 2011

A verificare lo stato di attuazione di questa legge tra le più all’avanguardia al mondo che, oltre a semplificare la prescrizione degli oppioidi, obbliga gli ospedali a monitorare nella cartella clinica anche il livello di dolore di tutti i pazienti, è stata un’operazione a tappeto dei Nas su ben 244 ospedali di tutta Italia con almeno 120 posti letto. Il blitz a sorpresa ha impegnato circa 500 militari dei nuclei antisofisticazioni dell’arma dei carabinieri che per 5 giorni (dal 19 al 23 luglio) hanno acquisto documenti sanitari e interrogato manager e medici. L’ordine di avviare il blitz i cui risultati sono stati tenuti finora riservatissimi (una versione più ampia dell’indagine è pubblicata su «Il Sole 24 Ore Sanità» n. 36/2011) è arrivato dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn che può avviare indagini “con gli stessi poteri” dell’autorità giudiziaria.

Le carte parlano chiaro: nonostante il pressing degli ultimi mesi del ministero della Salute oggi la lotta al dolore spacca in due il Paese. Al Sud si sono adeguate alle prescrizioni più importanti della legge, in vigore dal marzo del 2010, circa metà delle strutture messe sotto inchiesta (53%): «Con un range – scrivono i Nas nella relazione inviata alla commissione d’inchiesta del Senato – compreso tra l’83% della Basilicata, seguita dalla Sicilia al 61% e al 41% della Puglia». Va un po’ meglio al centro (75%) – dal 96-97% di Emilia e Toscana al 33% della Sardegna – e soprattutto al Nord dove la percentuale media di adeguamento alla legge raggiunge l’88% delle strutture finite nel mirino dei Nas, con «punte massime del 91-93% per le Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte».

da Guida Sanità.


IL FUTURO È PIÙ FORTE DELLA CRISI, Irene Tinagli su La Stampa del 25 settembre 2011

anche in un momento così critico, è importante essere in grado, di tanto in tanto, di alzare la testa e saper intravedere le trasformazioni e le opportunità che si dispiegano nel lungo periodo. Provare a leggere i fatti di oggi non con la lente della cronaca, ma con quella della storia, per capire se e come questa fase si può inserire in un’evoluzione più ampia che abbia, alla fine, uno sbocco positivo.

     D’altronde la storia economica dell’occidente è costellata da crisi continue e da alcune fasi di grandi cambiamenti epocali, fasi in cui cambia il paradigma produttivo, l’organizzazione industriale e sociale di un Paese. Ogni volta che ci troviamo di fronte a tali trasformazioni ci sentiamo minacciati, in pericolo, pensiamo d’essere di fronte alla fine del nostro mondo e della nostra società. Ma la verità è che poi il nostro mondo è sempre andato avanti. E sempre in meglio. Noi siamo probabilmente di fronte ad uno di questi cambiamenti «paradigmatici». Un cambiamento che, però, siamo incapaci di vedere e accettare. Uno dei motivi per cui siamo così incapaci di coglierlo è che siamo ancorati ad una visione dello sviluppo economico come di un fenomeno limitato, che non può durare all’infinito perché in fondo le risorse stesse sono limitate ed esauribili. È la stessa convinzione che ci fa credere che lo sviluppo sia un gioco a somma zero, in cui se uno guadagna l’altro perde. Ed è una visione miope e antistorica, che ci rende inutilmente catastrofici. Le risorse certamente sono finite, ma le modalità con cui si possono combinare ed utilizzare per creare prodotti e sviluppo (e occupazione) non lo sono. 

da Pietro Ichino |  IL FUTURO È PIÙ FORTE DELLA CRISI.


Gli incarichi e le dichiarazioni di Pietro ICHINO | openpolis


”Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso a causa della sua fede. Nel 2011 si stima che saranno 105 mila le vittime della persecuzione contro i cristiani. Tra il 2000 e il 2010 le vittime sono state 160 mila all’anno, mentre nel XX secolo sono stati 45 milioni i cristiani uccisi a motivo della loro religione”.

”Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso a causa della sua fede. Nel 2011 si stima che saranno 105 mila le vittime della persecuzione contro i cristiani. Tra il 2000 e il 2010 le vittime sono state 160 mila all’anno, mentre nel XX secolo sono stati 45 milioni i cristiani uccisi a motivo della loro religione”. Citando queste stime, che dicono che i cristiani sono ”i piu’ perseguitati al mondo”, Massimo Introvigne, direttore Cesnur e rappresentante dell’Osce per la lotta alla discriminazione, al razzismo e alla xenofobia, ha lanciato l’allarme per quella che è diventata ”una vera e propria emergenza umanitaria, che non riguarda solo i cristiani ma tutta la società civile e le istituzioni internazionali”. L’occasione è quella del convegno ”I buoni saranno martirizzati. La persecuzione ai cristiani nel XXI secolo” promosso alla pontificia università Lateranense da ”Luci sull’Est” e a cui hanno preso parte, oltre a Introvigne, il vescovo di San Marino e Montefeltro, mons. Luigi Negri, il direttore di Asianews, padre Bernardo Cervellera e l’eurodeputato Magdi Allam. ”Se ci sono delle vittime ci sono anche degli assassini – ha spiegato Introvigne -. E proprio il Papa ce li ha indicati in un celebre discorso del 5 gennaio scorso. Il Papa ha parlato del fondamentalismo islamico in Paesi come il Pakistan e l’Egitto, aggravato nel primo caso dalla legge sulla blasfemia e nel secondo dall’errore che si fa di mettere sullo stesso piano libertà di culto e libertà religiosa; ci sono poi i regimi comunisti come la Corea del Nord; i Paesi dei nazionalismi religiosi come l’India. Infine – ha aggiunto – Benedetto XVI ci dice che la discriminazione religiosa esiste anche in Occidente” in forme diverse, come quella ”dell’intolleranza verso il Papa o dell’odio ideologico” che, ha avvertito, ”non sono meno pericolose”. 

da 2011, 105mila cristiani vittime – LASTAMPA.it.


Cure palliative / Vanna Iori

Festival del Diritto / Cure palliative / Vanna Iori – YouTube.


PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

 

 

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI:

IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studiovenerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

Nella Giornata di Studio del 18 novembre 2011, di cui trovate in allegato una presentazione articolata, ci proponiamo di continuare la riflessione avviata lo scorso anno.
L’idea guida è quella di mettere a fuoco e approfondire delle ipotesi di intervento e delle strategie di azione che consentano di affrontare fatiche e sofferenze in modo più soddisfacente per i singoli e per le organizzazioni.

Ci auguriamo che la proposta possa riscuotere il vostro interesse e vi saremo grati se vorrete presentarla ad altri.

Vi segnaliamo che quest’anno ci incontreremo in un’altra sede che pensiamo più funzionale (visualizza la mappa).

Siamo a vostra disposizione per informazioni, chiarimenti e suggerimenti.

In attesa di incontrarvi, molti cordiali saluti

per lo Studio APS
Achille Orsenigo

 

  

————————————–
Studio APS Srl
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20123 MILANO
Tel. 02-4694610 – Fax 02-4694593
www.studioaps.it  e-mail: studioaps@studioaps.it

Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati possono essere riservate e sono, comunque, destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati.
La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita, sia ai sensi dell’Art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs. 196/2003.
Se avete ricevuto questo messaggio per errore, vi preghiamo di distruggerlo e di informarci immediatamente per telefono (02-4694610) o inviando un messaggio all’indirizzo e-mail:studioaps@studioaps.it.

 

 

Giornata di Studio 2011_Presentazione.pdf Giornata di Studio 2011_Presentazione.pdf
Giornata di Studio 2011_Scheda d'iscrizione.doc Giornata di Studio 2011_Scheda d’iscrizione.doc
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documento che fa il punto sullo stato delle politiche sociali nel nostro Paese dopo il varo definitivo della manovra economica – Conferenza delle Regioni del 22 settembre – newsletter – Regioni.it

(regioni.it) Durante i lavori della Conferenza delle Regioni del 22 settembre, presieduta dal presidente Vasco Errani, è stato approvato un documento che fa il punto sullo stato delle politiche sociali nel nostro Paese dopo il varo definitivo della manovra economica. Il documento è stato rilanciato nel corso della manifestazione congiunta Regioni-Province-Comuni del 23 settembre a Perugia contro gli effetti della manovra. Tutti i livelli istituzionali sono concordi nel chiedere con forza nuovi obiettivi per lo sviluppo sociale e locale.

LE POLITICHE SOCIALI OGGI:

RIFLESSIONI E PROPOSTE DELLE REGIONI

  1. 1.      IL QUADRO SOCIO-ECONOMICO:

₋        Confindustria prevede “crescita 0”;

₋        OCSE indica una disoccupazione giovanile al 28%;

₋        Gli organismi della produzione sottolineano la caduta dei consumi;

₋        ISTAT evidenzia che nel 2011 un italiano su quattro è povero (24,7% della popolazione);

₋        UNICEF pone l’Italia agli ultimi posti (insieme alla Grecia) sui 24 Paesi dell’OCSE, per la necessità diimplementare gli interventi a favore di minori e adolescenti;

₋        Ancora dai dati ISTAT si registra che nel 2010 sono nati 15 mila bambini in meno rispetto al 2009;

₋        La composizione della spesa per la protezione sociale vede rispetto all’Europa una netta prevalenza della previdenza a scapito delle politiche per la famiglia (l’Italia scende al 20 posto in Europa nel rapporto PIL investimenti a favore delle politiche sociali);

₋        Gli economisti italiani aggiungono al quadro “la fine delle Politiche Sociali”.

TUTTI, sono comunque concordi che deve essere avviata una politica di crescita e di rilancio produttivo.

Quindi, volendo assumere una posizione attiva sulle “politiche sociali” proponiamo uno spaccato delle stesse con qualche dato e gli elementi più critici, per trovare una condivisione sul loro “rilancio”.

  1. 2.      LE POLITICHE SOCIALI OGGI:

Rappresentano un ammortizzatore delle pesanti diseguaglianze e da un decennio anche una leva che promuove il miglioramento dello sviluppo locale (obiettivi di Lisbona, Agenda Europea 2020) e secondo l’Europa, coesione ed inclusione sono i pilastri per rilanciare il sistema economico e promuovere una crescita “intelligente, sostenibile e solidale”.

In Italia, la normativa vigente (in particolare la L. 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”) ha individuato nuovi scenari per le Politiche Sociali con il superamento dell’assistenzialismo fine a sé stesso, verso un sistema delle autonomie locali che promuove l’auto-aiuto, le responsabilità individuali stimolando anche la Comunità sociale muovendosi per una concreta sussidiarietà verticale (leale collaborazione tra i livelli di Governo) e orizzontale, con un ruolo forte in termini propositivi e di gestione, del Terzo Settore, Impresa Sociale e della solidarietà sociale (volontariato e associazionismo), accompagnando questo nuovo assetto, con il ruolo di indirizzo, di programmazione e di regia da parte del sistema delle Autonomie (Regioni, Comuni e Province) secondo i compiti a loro assegnati dalla Costituzione.

Nell’ultimo decennio, le Regioni hanno assestato le reti dei servizi, guardando alle peculiarità locali ed ai bisogni della popolazione del loro territorio, con una condivisione degli obiettivi da raggiungere, da parte di Comuni, delle Province, con gli apporti delle istanze sociali e degli organismi di tutela dei cittadini, hanno promosso e realizzato interventi e prestazioni a favore di famiglie, persone , minori, anziani, disabili, fragilità e marginalità sociali. I Comuni, in forma singola e associata, anche con il supporto delle Provincie, per le piccole comunità locali, hanno costruito un sistema di protezione sociale che necessita di consolidamento e di graduali ampliamenti

Certamente, gli obiettivi dei servizi sociali sono ben più ampi di quelli previsti dalla “delega assistenziale” presentata dal Governo che ipotizza di rispondere solo alle “persone autenticamente bisognose” riportando le finalità delle politiche sociali ante legge Crispi del 1890.

Le politiche sociali, attraverso i loro servizi, integrati con la salute, la scuola e la qualificazione professionale, hanno sostenuto coloro che sono in difficoltà, attenuando anche quelle tensioni, che possono produrre forti disagi e reazioni nella popolazione più marginale. E’ su questa base che leRegioni condividendo un percorso anche con le Autonomie hanno interpretato prontamente quanto indicato nei decreti legislativi sul Federalismo municipale e regionale (Decreti legislativi 216/2010 e 68/2011) ed hanno redatto un documento sui MACRO OBIETTIVI (obiettivi di servizio) delle Politiche sociali articolati in:

  1. Servizi per l’accesso e la presa in carico da parte della rete assistenziale;
  2. Servizi e misure per favorire la permanenza a domicilio;
  3. Servizi per la prima infanzia e a carattere comunitario;
  4. Servizi a carattere residenziale per le fragilita’;
  5. Misure di inclusione sociale e di sostegno al reddito (in questo livello sono inserite anche le misure economiche nazionali).

All’interno dei macro obiettivi sono previste linee di intervento che vanno dal sostegno alla famiglia e alla persona, nelle condizioni di disagio e di povertà, a facilitazioni per favorire l’inclusione dei disabili (dalla scuola al lavoro), al sostegno domiciliare per i non autosufficienti, alle strutture residenziali per chi non ha sostegno familiare, all’accompagnamento nella crescita per i minori, gli adolescenti e i giovani (nidi e altri servizi in base all’età), ai servizi per le dipendenze, l’immigrazione e le marginalità, in modo da ricostruire un tessuto sociale di accoglienza e di vita. Queste, sono le politiche sociali, uno strumento di inclusione e di sostegno di tipo universalistico a favore di tutti i cittadini.


  1. 3.      LA SPESA E GLI INTERVENTI SOCIALI [1]

La Spesa sociale è distribuita tra Stato Regioni e Comuni, la tabella seguente ne indica l’articolazione per il triennio 2006/2008.

ANNO SPESA ( euro) % STATO % REGIONI % COMUNI
2006 5.954.085.998 11,2 (*)     8,4  (*)     80,4 (*)
2007 6.399.384.297 12,0 18,1     70,0
2008 6.662.383.600 7,8 17,3     74,9

(*) Dato stimato, per la non completezza delle informazioni

Alla spesa indicata si aggiunge quella delle Province dedicata all’area sociale pari a 831,2 ml. di euro per il 2006., 310,2 ml. di euro per il 2007 e 345, 2 ml. di euro per il 2008.

Si può osservare che l’incidenza del finanziamento statale è diminuita nel tempo, e dalla tabella successiva si potrà valutare come nel 2011 l’incidenza è quasi a zero. Con l’aumento del concorso regionale e di quello dei Comuni nel 2010, da una prima stima, la spesa sociale si sarebbe attestata su circa 7,3 miliardi, a cui si affianca una spesa privata per l’aiuto alla cura dei bambini, disabili e anziani (soprattutto non autosufficienti) di oltre 9 miliardi. Sulla spesa privata, va sottolineato come il “mercato” del lavoro di cura sia una fonte di reddito per oltre un milione di persone e con l’invecchiamento della popolazione, sarà un settore in espansione, che va considerato anche sul piano dell’offerta di posti di lavoro (in particolare per la mano d’opera femminile).

Se vogliamo esaminare la distribuzione della spesa tra le diverse aree di assistenza, la maggior dimensione è a favore di minori e famiglia 40,2% a cui seguono anziani al 22,5%, disabili 21,1%, altri interventi per disagio e marginalità 16,2%. Con la spesa indicata sono state erogate milioni di prestazioni, tra cui, per citare le più importanti:

₋        260.000 bambini accolti negli asili nido e servizi per la prima infanzia;

₋        40.000 nuclei familiari e oltre 1 milione di persone singole, sono seguiti dai servizi sociali;

₋        90.000 disabili sono assisti a domicilio e supportati nella scuola e nella formazione professionale;

₋        400.000 anziani sono seguiti a domicilio (250.000), nelle strutture residenziali e centri diurni (150.000);

₋        280.000 prestazioni di aiuto a persone appartenenti a fasce di disagio sociale.


  1. 4.      L’ANDAMENTO DEI FINANZIAMENTI NAZIONALI ALLE REGIONI  PER L’AREA SOCIALE 2008/2011
FONDI   NAZIONALI

Finanziamenti 2008

Finanziamenti 2009

Finanziamenti 2010

Finanziamenti 2011

Finanziamenti

2012

Fondo   Nazionale Politiche   Sociali 

670,8

518,2

380,2

178,5

?

Fondo   Naz. Famiglia e Servizi Infanzia

197,0*

200,0*

100,0

—–   

?

Fondo   Politiche Giovanili

—–

—–

37,4

—–

—–

Fondo   Pari opportunità

64,4

30,0

——

—–

—–

Fondo   Nazionale  Non Autosufficienze

299,0

399,0

380,0

—–

——

Fondo   sostegno affitti

205,6

161,8

143,8

32,9

?

TOTALE

1.436,8

1309,0

1041,4

211,4

100

92,0

73,4

14,9

comprensivo di 100,0 milioni per i servizi socio-educativi per la prima infanzia non rifinanziati dal 2010.

Se si escludono i finanziamenti del Fondo Affitti i finanziamenti nazionali alle Regioni, strettamente legati alle Politiche Sociali, sono i seguenti:

2008:  1231,2 ml. euro

2009:  1147,2 ml. euro

2010:  900,0 ml. euro

2011:  178,5  ml. euro

Anche negli interenti collaterali alle politiche sociali, quali il servizio civile dobbiamo registrare nell’ultimo triennio tagli di oltre il 60%

  1. 5.      QUALI LE CONSEGUENZE DEI “TAGLI” :

Le manovre finanziarie e particolarmente quelle che si susseguono dal 2010 hanno “cancellato” i Fondi Nazionali. Ciò è problematico, anche di fronte alle considerazioni sulla consistenza economica dei trasferimenti, secondo i criteri del Federalismo. Ma quello che emerge nella sua drammaticità è l’attuale situazione che può considerasi transitoria rispetto la completa autonomia federale. Assessori regionali e comunali alle Politiche Sociali e Sindaci sono concordi nell’affermare che il 2012 (con forte incertezza anche per gli anni che seguono), le risorse per i servizi sociali saranno dimezzate: NON SOLO PER LA MANCANZA DEI FINANZIAMENTI NAZIONALI, MA PER I PESANTI TAGLI EFFETTUATI AI BILANCI REGIONALI E COMUNALI. Dal 2010 tra regioni e Comuni sono stati eliminati oltre 10 miliardi a cui si aggiungono quelli dei Ministeri che contengono anche spese finalizzate per servizi sociali e altre attività come il trasporto locale, il sostegno agli affitti,etc.

Il mancato rifinanziamento del Fondo per le Non Autosufficienze ha tolto benefici ad oltre 50.000 anziani così come i tagli subiti al Fondo Minori e Famiglie, impediranno la conservazione dei benefici in atto: almeno 20.000 nuovi nati non avranno la possibilità di entrare nei NIDI di infanzia o di avere servizi dedicati. In sintesi, i tagli alle Politiche Sociali produrranno questi effetti:

₋        Impoverimento delle famiglie, particolarmente quelle con figli;

₋        Eliminazione di nuovi ingressi ai nidi e alle scuole materne con grossi problemi per le famiglie e per le donne lavoratrici;

₋        Diminuzione delle prestazioni per i disabili;

₋        Riduzione dell’assistenza domiciliare e residenziale agli anziani e ai non autosufficienti per i quali saranno diminuiti anche i supporti per il lavoro di cura privato, con l’aumento di uso inappropriato del Pronto Soccorso e di posti ospedalieri;

₋        Ricaduta sui Lea sociosanitari delle limitazioni alla spesa sanitaria, che con l’aggravio dei  tagli al sociale, avrà diretta influenza sui costi dei servizi integrati per minori, disabili e anziani;

₋        Impossibilità a avviare strutture costruite ex novo o riattivate;

₋        Estrema criticità a collegare misure di supporto sociale agli interventi per l’avvio al lavoro;

₋        Aumento delle marginalità che andrà ad influire sull’incremento del disadattamento e della criminalità.

Come si può rilevare le conseguenze dei tagli non fanno altro che aggravare la situazione già descritta nel quadro socio-economico, senza trascurare che i servizi sociali sono anche fonte produttiva e quindi,posti di lavoro che si cancellano. Ai tagli, va aggiunto anche il DDL di delega su Fisco e Assistenza che, particolarmente per la parte dell’assistenza richiede un profonda revisione attraverso un metodo condiviso tra i livelli istituzionali arricchito dal dibattito parlamentare.

Continuare tagliare indiscriminatamente senza valutare il quadro di insieme significa continuare a penalizzare i cittadini più fragili ed in particolare le famiglie.

  1. 6.      LE PROPOSTE DELLE REGIONI E DELLE AUTONOMIE:

Tutti i livelli istituzionali sono concordi nel chiedere con forza nuovi obiettivi per lo sviluppo sociale e locale. Le manovre finanziarie non possono vanificare l’impianto federalistico tracciato, non si può procedere per “rette parallele”: da una parte, auspicare l’entrata in vigore del Federalismo e dall’altra, colpire pesantemente le autonomie e i bilanci regionali e locali.

Esiste comunque da parte delle Regioni e delle Autonomie locali una disponibilità a rimettere in discussione il sistema attuale, ma con una sufficiente disponibilità di risorse, in modo da sostenere la riprogettazione, valutando anche il sistema dei fondi integrativi e della mutualità sociale. Importante è comunque la centralità della persona ed una visione di insieme che possa coordinare ed integrare servizi sociali, sociosanitari e sanitari, assicurando una presa incarico efficace che eviti duplicazioni di interventi e veda la persona come soggetto attivo.

Nei termini indicati, prima di avviare la discussione della legge di stabilità è necessario:

  1. aprire un tavolo di confronto e concertazione per il futuro delle Politiche Sociali, a partire dalla delega assistenziale, tra Regioni, Autonomie e Governo, coinvolgendo anche le Parti Sociali e il Terzo Settore, nel rispetto della leale collaborazione istituzionale voluta dalla Costituzione, ma anche dai principi di un corretto federalismo;

  1. affrontare i nuovi assetti istituzionali in maniera coerente con il rispetto dei diritti civili e sociali dei cittadini, approvando in Conferenza Unificata i “Macro Obiettivi di Servizio”, che vanno anche ad integrare le politiche sociali con quelle educative e di avvio al lavoro, in modo da potere garantire tali diritti, con nuove formule organizzative e  con la gradualità consentita dagli obiettivi di spesa richiesti dall’Europa;

  1. riconsiderare in termini positivi , a partire dalla spesa in atto, i finanziamenti 2012 per le Politiche Sociali, ricostituendo un fondo unico “per il sociale” anche in relazione a quanto proposto da Regioni e ANCI negli emendamenti al decreto 138/2011, riconsiderando anche il rapporto tra spesa sociale e patto di stabilità.

Roma, 22 settembre 2011


[1]  Dati dell’indagine ISTAT/Regioni/Comuni/ Ministeri Economia e Politiche Sociali  sulla spesa sociale

( red / 23.09.11 )newsletter – Regioni.it.


Il Pirellone spende 6 milioni l’anno per ex consiglieri e pensioni d’oro – Milano – Repubblica.it


Sono attualmente 204 gli ex consiglieri regionali o loro coniugi superstiti che percepiscono il vitalizio. Ogni anno costano alle casse del consiglio regionale oltre sei milioni di euro. Nel solo mese di agosto sono stati erogati 581.475,98 euro a favore degli ex consiglieri regionali. Il meccanismo è semplice. Ed è previsto dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 12 del 20 marzo 1995. Una spesa di sei milioni di euro all’anno per i vitalizi di 204 ex consiglieri regionali.

Ma come si arriva al paradosso delle pensioni d’oro del Pirellone? Per percepire la pensione anche solo dopo cinque anni di lavoro (la durata di un’intera legislatura), un consigliere regionale versa ogni mese il 25 per cento della sua indennità di funzione. Al compimento del sessantesimo anno di età riceve un assegno vitalizio mensile pari al venti per cento dell’indennità mensile lorda, se ha completato almeno una legislatura. L’assegno sale al 35 per cento dell’indennità con due legislature alle spalle, e al 50 per cento dopo tre legislature  …..

da Il Pirellone spende 6 milioni l’anno per ex consiglieri e pensioni d’oro – Milano – Repubblica.it.


DUCCIO DEMETRIO LODE ALLA SCRITTURA, da Libera Universita’ Autobiografia

DUCCIO DEMETRIO
LODE ALLA SCRITTURA

Lo scritto, redatto in occasione del I Festival dell’Autobiografia di Anghiari, apparirà nel volume di imminente uscita “Perché amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione“, Raffello Cortina, Milano 2011

Di seguito il testo integrale dell’intervento (14.000 battute) per leggerlo in rete. Per chi vuole leggerlo con calma off-line è possibile scaricalo nel formato classico pdf e per la prima volta in formato ePub per essere letto sui tablet.

per la lettura integrale vai a:  Libera Universita’ Autobiografia – Home Libera Università dell’Autobiografia

Oppure scarica Lode alla scrittura (formato pdf)

 


Censimento 2011

La Posta ha già cominciato la distribuzione dei fascicoli fitti di domande alle quali ogni famiglia, unipersonale o numerosa, giovane o consolidata, dovrà dare risposta. E dovrà essere una risposta vera, in tutte le sue parti, relativa al giorno 9 ottobre 2011: se un bambino nasce alle ore 23,59 dell’8 ottobre, dovrà essere inserito nel censimento. Se il componente di una famiglia viene a mancare alla stessa ora dell’8 ottobre, non dovrà essere inserito. E così per chi cambia le condizioni dal 10 ottobre. Il giorno 9 e solo quello fa testo. «Per la prima volta – spiega la De Rocchi – è un censimento multicanale nella fase di restituzione dei questionari. La Posta consegna a tutti i nuclei familiari il questionario. Il cittadino può rispondere sul cartaceo e dovrà consegnare il questionario all’ufficio postale entro il 20 novembre, dal 10 ottobre. Oppure, con le stesse date, al centro di raccolta del Comune. Oppure, può collegarsi al sito internet: censimento popolazione. istat. it, con la password stampata sul proprio questionario e attiva dal 9 ottobre».

da Censimento, chi sgarra rischia 2mila euro – Cronaca – La Provincia di Como.


L’estremo pericolo: Iran, Ahmadinejad parla all’Onu della Shoah, Usa e Italia se ne vanno


Speciale Crisi 2011 – Crisi dell’Euro: parte prima – Newsletter quattrogatti.info – Settembre 2011

Speciale Crisi 2011 – La Crisi dell’Euro: Parte Prima

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Ciao a tutti i simpatizzanti di www.quattrogatti.info,
  
vi segnaliamo che è uscita la presentazione sulla crisi dell’Euro.
Per visualizzarla clicca qui.
  
In questa prima parte analizziamo la crisi del debito che sta minando la tenuta dell’Euro

VSLTechnologies, Videolettore integrato con funzioni di videoingranditore, Ocr e Sintetizzatore Vocale

Nuovo Videolettore integrato con funzioni di videoingranditore, Ocr e Sintetizzatore Vocale

VIDEOLETTORE PORTATILE CON SISTEMA DI LETTURA AD ALTA VOCE
Scan2Voice è un nuovo vidéolettore portatile con funzione di lettura ad alta voce, lente elettronica, elaborazione testi, produzione di audiolibri e molte altre funzioni. Il sistema è composto da uno scanner richiudibile e dal software Scan2Voice. Lo scanner può essere fissato nella posizione A4, nelle posizioni zoom 1 e 2, come nella posizione da telecamera e nella posizione da trasporto. Con un peso di quasi 1 kg è comodo da trasportare e allo stesso modo adatto all‘utilizzo sul posto di lavoro, nella scuola o a casa.

FUNZIONE DI LETTURA AD ALTA VOCE
Il testo scansionato viene convertito in un testo da modificare con l‘aiuto del software di riconoscimento scrittura ABBYY® FineReader. Per la lettura ad alta voce del testo sono disponibili differenti voci europee Acapela, come, per esempio, la voce italiana „Vittorio“. È possibile, inoltre, realizzare audiolibri con la voce preferita semplicemente memorizzando il testo in formato WAV.

ZOOM FINO A 40 VOLTE
La lente, particolarmente adatta all‘utilizzazione quotidiana, è stata realizzata con una funzione di ingrandimento fino a 40 volte per consentire un orientamento veloce su un documento o un oggetto. La lente funziona sull‘immagine live, sull‘immagine scansionata e anche sul testo convertito OCR.

SCANSIONARE UNA COMPLETA PAGINA A4 IN MENO DI 1 S. 
Con Scan2Voice è possibile scansionare una completa pagina DIN A4 in meno di 1 secondo con una risoluzione di più di 200 dpi. Questa è una funzione particolarmente utile per scansionare per esempio interi libri, riviste o documenti. Inoltre l‘alta risoluzione rende superfluo l‘uso dello zoom ottico. Muoversi sul documento con l‘aiuto dello zoom elettronico è molto più comodo che spostare il documento sotto la telecamera.

AUMENTO DEL CONTRASTO E COLORI FALSI 
Per migliorare la leggibilitá del testo Scan2Voice offre diverse possibilità di migliorare il contrasto, invertire le immagini o impostare colori falsi: p.es. scrittura bianca su sfondo nero o scrittura bianca su sfondo blu.

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Bando per la presentazione di progetti sperimentali di volontariato


È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto 2011 la Direttiva del  15 luglio 2011 relativa alla presentazione di progetti sperimentali e innovativi di volontariato (art. 12, legge 266/1991). I progetti possono essere presentati da singole o più Organizzazioni di Volontariato entro le ore 12.00 di martedì4 ottobre 2011. Questa edizione della Direttiva utilizza la nuova piattaforma telematica realizzata da CSVnet per il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che consentirà alle OdV di compilare on line il formulario, inviarlo per via telematica e gestire la rendicontazione dei progetti che verranno finanziati. Possono richiedere il finanziamento singole o più organizzazioni di volontariato legalmente costituite da almeno due anni  e regolarmente iscritte nei registri regionali. Sito: www.direttiva266.it.


Politiche Regionali per la famiglia – Bando 2011 – L.R. 23/99 e L.R. 1/08

Politiche Regionali per la famiglia – Bando 2011 – L.R. 23/99 e L.R. 1/08

Per il 2011 le risorse economiche riservate ai progetti ai sensi della legge regionale 23/99 riguardano tre ambiti di intervento: la realizzazione di piani di sostegno alla famiglia nell’assolvimento dei compiti educativi e di cura dei minori; la creazione di reti di mutuo aiuto volte a sostenere la famiglia in difficoltà; la realizzazione di piani di intervento rivolti alle donne in difficoltà dalla gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del bambino. I progetti devono avere la durata di 12 mesi. Possono presentare domanda gli enti del Terzo Settore che abbiano maturato un’esperienza di almeno tre anni di attività a supporto delle famiglie.
Il contributo regionale può essere concesso fino ad un massimo del 70% del costo complessivo (il contributo massimo per progetto non potrà superare € 50.000). La domanda dovrà essere presentata all’indirizzo https://gefo.servizirl.it/ a partire dalle ore 10.00 del 15 settembre 2011 fino alle ore 12.00 del 19 ottobre 2011


Liberalizzata l’attività di collocamento e dei servizi per il lavoro :: Diritto & Diritti

Firmato il 20 settembre dal Ministro del Lavoro il decreto ministeriale che definisce i dettagli operativi per l’ampliamento della platea dei soggettiautorizzati alla intermediazione nel mercato del lavoro. Il decreto apre definitivamente il varco anche alle scuole ed alle università nella gestione dei servizi per il lavoro. Si tratta di un ampliamento delle opportunità di accesso al mercato del lavoro per i giovani che si trovano alla conclusione del loro percorso di studi secondario e che non hanno ancora le capacità per orientarsi nella ricerca di una occupazione.

….

segue qui: Liberalizzata l’attività di collocamento e dei servizi per il lavoro :: Diritto & Diritti.


150 anni di Sussidiarietà – Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo – ITACALIBRI Cultura Cattolica

AA.VV.

150 anni di Sussidiarietà

Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo


tipologia Libro
ISBN 9788897086048
genere Cataloghi
altri generi Storia e civiltà
editore PICCOLA CASA EDITRICE
curatore Fondazione per la Sussidiarietà
anno 2011
pagine 200
formato 14×24 cm
peso 0,28 Kg
disponibilità
Il racconto dei 150 di sussidiarietà contenuto in questo libro è la storia fatta dall’iniziativa di tanti “io” che, dal basso e liberamente, si sono messi insieme e hanno collaborato a costruire il nostro Paese.
Gli ideali che muovono i protagonisti di questa storia li spingono a collaborare e creativamente a generare opere sociali, economiche, educatica, in risposta ai bisogni personali e di tutti. Innumerevoli sono i sacrifici, le sofferenze, le fatiche, i cambiamenti richiesti: ma ogni cambiamento è un’opportunità di nuova costruzione e conoscenza per chi è educato a vivere fino in fondo il proprio desiderio.
Questo è il filo rosso dell’”anomalia sussidiaria” italiana che può, se viene recuperata, dare la forza e l’intelligenza per affrontare il difficile cambiamento che l’attuale situazione del nostro Paese impone.

Catalogo della mostra realizzata in occasione della XXXII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli (Rimini)

ITACALIBRI Cultura Cattolica – 150 anni di Sussidiarietà – Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo – AA.VV..


Istat: Gli stranieri residenti in Italia al 1 gennaio 2011 sono oltre 4 milioni e mezzo – per la precisione 4.570.317 – 335 mila in più rispetto all’anno precedente (+7,9%) – LASTAMPA.it

Gli stranieri residenti in Italia al 1 gennaio 2011 sono oltre 4 milioni e mezzo – per la precisione 4.570.317 – 335 mila in più rispetto all’anno precedente (+7,9%). L’incremento è leggermente inferiore a quello registrato nel 2009 (343 mila unità). Lo rende noto l’Istat, sottolineando che «il numero degli stranieri residenti nel corso 2010 è cresciuto soprattutto per effetto dell’immigrazione dall’estero (425 mila individui)».

Nel 2010 – aggiunge l’Istat, nel rapporto su «La popolazione straniera residente in Italia » – sono nati circa 78 mila bambini stranieri, il 13,9% del totale dei nati da residenti in Italia. L’aumento rispetto all’anno precedente, è stato dell’1,3%, «valore nettamente inferiore» a quello (+6,4%) registrato nel 2009. La quota di cittadini stranieri sul totale dei residenti (italiani e stranieri), aggiunge il rapporto dell’Istat, continua ad aumentare: al 1 gennaio 2011 è salita al 7,5% dal 7% registrato un anno prima.

Riguardo alla distribuzione geografica, l’86,5% degli stranieri risiede nel Nord e nel Centro Italia, il restante 13,5% nel Mezzogiorno. Gli incrementi maggiori della presenza straniera rispetto all’anno precedente, anche nel 2010, si sono manifestati nel Sud (+11,5%) e nelle Isole (+11,9%).

Al 1 gennaio 2011 i cittadini rumeni, con quasi un milione di residenti (9,1% in più rispetto all’anno precedente), rappresentano la comunità straniera prevalente in Italia (21,2% sul totale degli stranieri). Nel corso del 2010 è cresciuto il numero dei cittadini dei Paesi dell’Europa centro-orientale (sia Ue sia non Ue): oltre alla Romania, soprattutto Moldova (+24,0%), Federazione Russa (+18,3%), Ucraina (+15,3%) e Bulgaria (+11,1%).

Anche i cittadini dei Paesi del sud est asiatico hanno fatto registrare incrementi importanti: Pakistan (+16,7%), India (+14,3%), Bangladesh (+11,5%), Filippine (+8,6%), Sri-Lanka (+7,6%). «L’elevata crescita che ha interessato queste comunità è legata, tra l’altro – aggiunge l’Istat – agli effetti dell’ultima regolarizzazione di colf e badanti, svoltasi nell’ultima parte dell’anno 2009, i cui effetti in termini di iscrizioni anagrafiche si sono fatti sentire maggiormente nel corso del 2010».

Istat: sempre più stranieri, +7,9%- LASTAMPA.it.


il linguaggio istituzionale delle destre berlusconiane

La giornata di ieri era iniziata con l’attacco al Capo dello Stato del capogruppo alla Camera Reguzzoni, il sodale di Bossi che vorrebbe sorgere la Padania sulle ceneri dell’Italia, e per il quale «il popolo conta più di Napolitano». E finita con un Umberto Bossi ai limiti del cattivo gusto, «Napolitano mi è simpatico anche quando mi attacca, lo andrò a trovare». Per non dire dello stesso Berlusconi, che uscito dal Quirinale ha telefonato al ministro Galan e gli ha commentato così l’incontro: «La notizia è che il presidente della Repubblica non si dimette». Come Galan ha riferito, in diretta televisiva, ridendo: «E’ solo una battuta, solo un modo per dire che Berlusconi, a dimettersi, non ci pensa proprio»

da “Presidente, tutto sotto controllo” Il premier sconcerta il Colle- LASTAMPA.it.


Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre 1990

Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre ’90 sul viadotto Gasena lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre – senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto – si recava in Tribunale.

Oltre agli articoli su giornali e riviste nonché ai servizi radiotelevisivi, sulla figura di Livatino sono stati pubblicati:

- Nando Dalla Chiesa, Il giudice ragazzino, Einaudi, Torino 1992;

- Ida Abate, Il piccolo giudice. Profilo di Rosario Livatino, ILA Palma, Palermo 1992 – Armando Siciliano Editore, Messina 1997;

- Angelo La Vecchia, Fiaba vera, Ed. Meta, Canicattì 1997;

- Ida Abate, Rosario Livatino. Eloquenza della morte di un piccolo giudice, Armando Siciliano, Messina 1999;

- Maria Di Lorenzo Rosario Livatino. Martire della giustizia, Edizioni Paoline, Roma 2000;

- Ida Abate, Il piccolo giudice. Fede e Giustizia in Rosario Livatino, Editrice AVE, Roma 2005.
- Il film Il giudice ragazzino (regia di Alessandro Di Robilant), 1993, è stato liberamente tratto dal saggio omonimo di Nando Dalla Chiesa “Il giudice ragazzino”;

- Il film documentario “Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio del regista Salvatore Presti; vincitore nell’ottobre 2007 del premio nella sezione “Ritratti” alla decima edizione del “Religion Today Film Festival”.

-

- Il CD Musicale “Il mio piccolo Giudice” prodotto e arrangiato da Fausto Mesolella con le voci di Maria Luisa CorboPeppe ServilloSalvatore Nocera e del professore Giuseppe Peritore; da un’idea, progetto e produzione esecutiva di Giuseppe Cartella.

- La phonostoria Qualcosa si è spezzato su testi di Rosario Livatino; prodotto da Centro Europeo Risorse Umane e Multimedia San Paolo in collaborazione con Caritas Italiana, Ufficio Nazionale per i Problemi sociali ed il Lavoro, e Centro sportivo italiano.

L’Associazione “TECNOPOLIS”, editrice del mensile“Opinioni”, ha curato la pubblicazione in due distinti quaderni delle relazioni di Rosario Livatino “Il ruolo del Giudice nella società che cambia” del 7 aprile 1984 e “Fede e Diritto” del 30 aprile 1986″ che si sta cercando di far distribuire tramite il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero di Grazia e Giustizia o la Presidenza di Camera e Senato e della Repubblica ai neo magistrati e neo avvocati con la semplice corresponsione di un minimo contributo per copia da destinare all’autofinanziamento delle spese dell’auspicato “Processo Diocesano di Canonizzazione”.Associazione Amici del Giudice Rosario Livatino.


L’istruzione secondaria nell’Italia unita (1861-1901) 5-6 ottobre 2011 ore 9.30 – 18.00 Milano Palazzo Greppi, Sala Napoleonica via S. Antonio 12

Convegno di studi
L’istruzione secondaria nell’Italia unita (1861-1901)
5-6 ottobre 2011
ore 9.30 – 18.00
Milano
Palazzo Greppi, Sala Napoleonica
via S. Antonio 12
 

L’iniziativa, che si colloca nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, è stata organizzata dall’Istituto lombardo di storia contemporanea in collaborazione con Insmli, Raccolte storiche del Comune di Milano, Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano ed altri enti.

 

Per informazioni

michelafigurelli@alice.it              


Sergio Romano: … Berlusconi deve andarsene, ma in un modo che non faccia violenza alla Costituzione e salvi ciò che della sua fase politica merita di essere conservato …

esiste un altro rating , più importante, ed è quello del Paese. Il problema in questo caso è certamente il presidente del Consiglio. Berlusconi è stato per molti italiani una speranza di stabilità politica e dinamismo economico. Oggi quella speranza si è dissolta sotto il peso di una micidiale combinazione di promesse non mantenute, incidenti di percorso, scandali, comportamenti indecorosi e sorprendenti imprudenze. Oggi il maggiore problema italiano è la fine dell’era Berlusconi.

Tutti, anche i migliori tra i suoi amici, sanno che l’era è finita e che Berlusconi deve uscire di scena. Ma non vi è ancora un accordo sul modo in cui voltare pagina. Qualcuno spera che la mirabolante e tempestosa storia del cavaliere di Arcore termini in un tribunale alla fine di un processo per corruzione, frode o indegnità morale. Altri sperano in un risolutivo messaggio alle Camere del capo dello Stato. Sono due soluzioni che avrebbero uno stesso effetto: quello di provare l’impotenza della democrazia italiana, la sua incapacità di affrontare il problema con gli strumenti propri di un sistema democratico. Berlusconi deve andarsene, ma in un modo che non faccia violenza alla Costituzione e salvi ciò che della sua fase politica merita di essere conservato.

Penso in particolare al suo partito. Non è interesse di nessuno che una grande forza politica, votata in tre circostanze dalla maggioranza degli elettori, si dissolva. Per evitarlo, per lasciare un segno del suo passaggio terreno, Berlusconi dovrebbe annunciare che non si candiderà più alla guida del governo e che le elezioni avranno luogo nella primavera del 2012.

da Si è fatto tardi, Silvio | Presseurop (italiano).


Due giorni per “Raccontare il lavoro sociale” (Roma, 21-22 ottobre)

programma del primo Stage residenziale per operatori sociali interessati alla scrittura, che si terrà a Roma da venerdì 21 a sabato 22 ottobre, presso la bella sede dell’Istituto centrale di giustizia minorile.

Alla proposta (nata all’Appuntamento nazionale del 27-28 maggio, con gli oltre 700 operatori che affollavano il cinema Massimo di Torino) abbiamo lavorato in questi mesi. Dopo l’annuncio fatto a luglio abbiamo ricevuto molte adesioni e segni di interesse. Da oggi fino al 26 settembre sono aperte le iscrizioni.

Per mantenere una dimensione laboratoriale non sarà possibile superare le 5iscrizioni complessive, che saranno scelte in base a criteri di provenienza geografica (da più parti di questa nostra Italia), professionale e lavorativa. Entro il 30 settembre noi daremo conferma dell’iscrizione e da quel momento sarà possibile effettuare il pagamento, che è di 150 euro comprensivi di tutto (vitto, alloggio, partecipazione allo stage, a partire già da giovedì sera con la cena di benvenuto, fino a sabato pomeriggio).

Avremo la possibilità di lavorare con scrittori e con persone che in questi anni hanno provato a raccontare il sociale, il lavoro che molti uomini e donne fanno, le storie che ogni giorno si incontrano. In particolare saranno presenti: Milena Magnani, educatrice a Bologna nel campo della salute mentale e autrice de Il circo capovolto (Feltrinelli 2008), vicenda eroica e poetica ambientata in un campo rom; Eraldo Affinati, insegnante di italiano e storia nell’Istituto professionale “Carlo Cattaneo” alla Città dei Ragazzi di Roma, scrittore e fondatore insieme alla moglie della “Penny Wirton”, scuola di italiano per stranieri; Paola Schiavi, psicologa psicoterapeuta al Sert di Legnago, che oltre a pubblicare per Animazione Sociale ha raccolto le storie di adolescenti incontrati al suo servizio nel bel libro Solo un momento. Adolescenti e droghe (la meridiana 2010); Franca Olivetti Manoukian, psicosociologa dello Studio Aps che in questi anni ci ha accompagnato in molti percorsi di ricerca e formazione.

Alleghiamo scheda di iscrizione e programma da appendere in bacheca. Ricordiamo che l’iscrizione dovrà pervenire adanimazionesociale@gruppoabele.org o via fax allo 011 3841047 entro il 26 settembre. La rivista Animazione Sociale farà omaggio agli iscritti di un anno di abbonamento. Lo stage è stato accreditato dall’Ordine nazionale assistenti sociali.

Un caro saluto a tutti

la redazione di Animazione Sociale

 

Animazione Sociale
mensile per gli operatori sociali edito da Edizioni Gruppo Abele
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – fax 011 3841047
www.animazionesociale.gruppoabele.org


I servizi sociosanitari della regione Marche. Bilancio e prospettive – 22/09/2011 – Jesi, 28 ottobre 2011.

Gruppo Solidarietà

Seminario di approfondimento

I servizi sociosanitari  della regione Marche ad un  decennio dalle leggi sulle autorizzazioni.

Bilancio e prospettive

Jesi Sala II Circoscrizione, via san Francesco

 

Venerdì 28 ottobre 2011

ore 9.00 – 13.00

ne discutono

Giuseppe Forti, Responsabile Servizi sociali Comune S. Elpidio a Mare, già consulente servizi sociosanitari regione Marche,

Franco Pesaresi, Direttore Asur – Zona 4 Senigallia

Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà

Interviene

Almerino Mezzolani, Assessore alla salute, regione Marche

 

Obiettivi e contenuti. Le leggi 20/2000 e 20/2002 ed i successivi provvedimenti attuativi hanno definito i requisiti  per l’autorizzazione delle strutture ed i servizi sanitari, sociosanitari e sociali. A circa un decennio da questi importanti provvedimenti il seminario cerca di fare il punto sullo stato della programmazione sociosanitaria, verificando il percorso di queste norme insieme ad altri aspetti fondamentali (fabbisogno, standard, tariffe, ripartizione tra gli enti) per il  governo di questo settore.

Per un approfondimento dei temi oggetto del seminario oltre a numerosi contributi pubblicati nel sito del Gruppo Solidarietà nella rubricawww.grusol.it/vocesociale.asp si consigliano le recenti pubblicazioni dell’associazione: La programmazione perduta (2011); I dimenticati (2010); in www.grusol.it/pubblica.asp.

Iscrizioni ed informazioniIl seminario si svolgerà dalle 9.00 alle 13,00 (la registrazione dei partecipanti avviene tra le 8,30 e le 9.00). La partecipazione è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione (telefono, fax, e-mail) da effettuare entro il 20 ottobre. Segreteria: Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (An). Tel e fax 0731.703327. E-mail: grusol@grusol.it – www.grusol.it  Si rilascia attestato di frequenza.


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