“WEB COMMUNICATION E SERVIZIO SOCIALE”, CORSO DI FORMAZIONE PER ASSISTENTI SOCIALI, 10 DICEMBRE 2011 VILLAFRANCA DI VERONA h. 09.30 – h. 18.00 HOTEL EXPO – Via Portogallo, 1/p

CORSO DI FORMAZIONE PER ASSISTENTI SOCIALI

 ”WEB COMMUNICATION E SERVIZIO SOCIALE

  10 DICEMBRE 2011

 VILLAFRANCA DI VERONA

h. 09.30 – h. 18.00

HOTEL EXPO – Via Portogallo, 1/p – Tel. 045-92020

IL CORSO DI FORMAZIONE E’ STATO ACCREDITATO, AI FINI DELLA FORMAZIONE CONTINUA DEGLI ASSISTENTI SOCIALI, DAL C.N.O.A.S. CON NOTA N. 2280/11 PER N. 5 CREDITI

da assistenti sociali corso formazione web communication e servizio sociale verona.


Oriana Fallaci, La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre, 11 settembre 2001-11 settembre 2011

La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani. Rompevano i vetri delle finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute, e venivano giù così lentamente. Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell’ aria. Sì, sembravano nuotare nell’ aria. E non arrivavano mai.


Ground Zero, 11 settembre 2001- 11 settembre 2001: Paul Simon The Sound of Silence


Oriana Fallaci, Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, 11 settembre 2001- 11 settembre 2011

… Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l’ audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull’ obiettivo, si getta sull’ obiettivo. Sicché ho capito. Ho capito anche perché nello stesso momento l’ audio è tornato e ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. «God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!» E l’ aereo s’ è infilato nella seconda torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro. Erano le 9 e un quarto, ora. E non chiedermi che cosa ho provato durante quei quindici minuti. Non lo so, non lo ricordo. Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio …

da La rabbia e l’orgoglio – Corriere della Sera

ORE 8.48: un aereo colpisce una delle due Torri Gemelle del World Trade Center a New York

ORE 9.03: un secondo aereo si avvicina al World Trade Center e si schianta contro la seconda torre

ORE 9.59: una delle due torri crolla su se stessa dopo essere esplosa

ORE 10.03: un aereo della United Airlines si schianta al suolo a sud est di Pittsburgh, nei pressi di Shanksville. I passeggeri si erano scagliati contro i dirottatori, ribellandosi

ORE 10.28: la seconda torre crolla, scagliando tonnellate di detriti sulle strade

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La biblioteca di Massimo Cacciari


Comuni più forti, attraverso l’iniziativa civica dal basso – di Mauro Vaiani su ItaliaFutura.it

Dalla Toscana segnaliamo alcuni esempi di movimenti nati dal basso per l’unificazione di comuni troppo piccoli, che frammentano l’amministrazione di territori che avrebbero invece bisogno di una gestione unitaria. Uno di questi movimenti è nato da tempo all’Elba. L’isola toscana, con un territorio di circa 223 kmq, conta in tutto circa 30.000 abitanti ed è divisa in ben 8 comuni. L’iniziativa può essere seguita su questo sito.

Un’altra di queste iniziative, già all’esame del Consiglio regionale, si è sviluppata nel Casentino toscano, nella provincia di Arezzo, un territorio famoso fra l’altro per il santuario della Verna e per l’eremo di Camaldoli, attualmente diviso in ben 13 comuni.

Dibattiti di questo tenore stanno avviandosi in tutta Italia. E non solo in contesti rurali o montani. Dell’opportunità di unire i comuni si discute anche nelle realtà urbane, dove molti comuni sono già di fatto “attaccati” l’uno all’altro in conurbazioni che attendono di veder finalmente diventare realtà quelle “città metropolitane”, che da decenni avrebbero dovuto garantire loro un governo unitario più razionale.

L’unificazione dei comuni in realtà più ampie e adatte ai nostri tempi è un tema rigorosamente bipartisan e incontra un sostegno trasversale. La natura partecipativa del processo è garantita dall’art. 133 della Costituzione, che prevede che queste proposte di modifica delle circoscrizioni comunali siano sottoposte al vaglio di referendum popolari, indetti dalla regione. Non si deve in alcun modo attendere, per fare qualcosa per il nostro comune, che si smuova qualcosa nella palude politica nazionale! Bisogna invece attivarsi sul proprio territorio, organizzando raccolte di firme da sottoporre alle proprie autorità regionali.

Come fanno queste iniziative, ci si chiederà, ad avere ragione del nostro tradizionale campanilismo? Attraverso una riflessione che a ben vedere somiglia parecchio alla scoperta dell’acqua calda: già oggi i nostri comuni sono, nella quasi totalità dei casi, delle “comunità” che riuniscono diversi “borghi”, cioè frazioni, borgate, quartieri. Ciascun borgo è, per il cittadino, la prima dimensione comunitaria e il primo spazio civile, in cui ci si riconosce e ci si ritrova.

Tuttavia i cittadini del borgo riconoscono facilmente il loro essere parte di una comunità territoriale più ampia, sia essa rurale, montana, o anche urbana. Comprendono bene che solo se il proprio campanile è inserito in un comune più ampio, in una amministrazione territoriale meno frammentata, certi obiettivi di buongoverno sono più facilmente raggiungibili. Troppe frazioni minori e di confine, in comuni troppo piccoli e gracili, sono, al contrario, neglette e abbandonate.

L’unificazione dei comuni, va da sé, è anche un modo semplice e concreto per ridurre i costi impropri della politica. Non solo perché ridurrebbe il numero degli amministratori, ma soprattutto perché comuni più grandi e più forti non avrebbero più bisogno di comunità montane, comprensori, circondari o di altre forme di enti e autorità intermedie. Anche il dibattito sull’abolizione delle province risulterebbe decisamente incoraggiato da un serio processo di unificazione dei comuni.

Questi movimenti dal basso potrebbero portare presto, in modo democratico e partecipato, senza verticismi e senza forzature, a una forte riduzione del numero degli oltre 8.000 comuni italiani, in particolare di quelli, che sono oltre 5.000, che hanno meno di 5.000 abitanti.


Iscritto a Italia Futura, è dottorando in Geopolitica presso l’Università di Pisa.

da Comuni più forti, attraverso l’iniziativa civica dal basso – ItaliaFutura.it.


Oriana Fallaci – Lettera da New York – La rabbia e l’orgoglio – 29 settembre 2001

la potenza della scrittura di Oriana Fallaci che attraversa i secoli:


XVIII Giornata Mondiale Alzheimer Federazione Alzheimer Italia Conferenza Stampa, Martedì 13 settembre 2011 ore 12.30 Assessorato alle Politiche sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano Largo Treves, 1

XVIII Giornata Mondiale Alzheimer
Federazione Alzheimer Italia
Conferenza Stampa

La Federazione Alzheimer Italia presenta a Milano, in contemporanea con New York e Londra, il Rapporto Mondiale Alzheimer 2011 con i nuovi dati sulla malattia. Numerose le iniziative in Italia, tra cui un’applicazione Smartphone/iPhone darà informazioni e suggerimenti alle famiglie

Martedì 13 settembre 2011 ore 12.30

Assessorato alle Politiche sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano
Largo Treves, 1

Saluto di benvenuto:
Pierfrancesco Majorino
, Assessore alle Politiche sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano

Intervengono:
Gabriella Salvini Porro
Presidente Federazione Alzheimer Italia
Claudio MarianiProfessore ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Milano
Francesco BrancatiPresidente UNAMSI – Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione
Maurizio RattiDirettore creativo Enfants Terribles

Anziani e disabili: Re-Freedom migliora i servizi innovativi per la domiciliarità

Anziani e disabili: Re-Freedom migliora i servizi innovativi per la domiciliaritą

L’iniziativa č finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia sulla base di un progetto promosso da Comune di Udine, Fondazione Snaidero e Friuli Innovazione

Leggi l’articolo

www.nonautosufficienza.it

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islamisti, il pericolo mortale: Berlino, pericolo attentato: fermati due ragazzi islamici

Berlino, pericolo attentato: fermati due ragazzi islamici
Il Quotidiano Italiano
Gli agenti hanno arrestato due ragazzi identificati come presunti
terroristi di matrice islamica, sospettati di preparare un attentato.
L’operazione precede di soli tre giorni il decimo anniversario per
l’attentato dell’11 settembre negli Stati Uniti e …
<http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2011/09/news/berlino-pericolo-attentato-fermati-due-ragazzi-islamici-113335.html/>


Linguaggio: ministro delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, la barzelletta delle suore violentate


I Donatori del Tempo saranno a disposizione presso la sede, a Como in Piazza Mazzini, 9 Mercoledi 21 Settembre 2011 dalle ore 15 alle 19 per dare informazioni e documentazioni sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.AL. (Gruppo reciproco aiuto malattia di Alzheimer)

In occasione della 18a  GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER
I Donatori del Tempo saranno a disposizione presso la sede, a Como in Piazza Mazzini, 9
Mercoledi 21  Settembre 2011 dalle ore 15 alle 19
per dare informazioni e documentazioni sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.AL. (Gruppo reciproco aiuto  malattia di Alzheimer) e contemporaneamente, presso il Centro Diurno Comunale, a Como in Via Volta, 83, su appuntamento saranno presenti per consulenze individuali di carattere legale e psicologico: la dottoressa Anna Cardinali, avvocato e la dottoressa Luciana Quaia, psicologa.
Carla Bignami, Centro Donatori del Tempo
Info: Centro Donatori Del Tempo | Piazza Giuseppe Mazzini, 9 | 22100 – COMO | TEL.031 270231

“non viviamo più negli anni Ottanta e Settanta. Il mondo è radicalmente cambiato e dobbiamo cambiare anche noi, in modo radicale, in maniera europea, nelle aspettative. Dobbiamo cambiare oppure il nostro Paese non ha le prospettive”: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

«E’ necessario un esame di coscienza collettiva che tocchi anche i comportamenti individuali degli italiani. Molti italiani di ogni parte sociale, politica e culturale non comprendono che non viviamo più negli anni Ottanta e Settanta. Il mondo è radicalmente cambiato e dobbiamo cambiare anche noi, in modo radicale, in maniera europea, nelle aspettative. Dobbiamo cambiare oppure il nostro Paese non ha le prospettive che invece può e deve avere». Lo ha detto a Palermo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso di un colloquio con il politologo Gianfranco Pasquino in occasione di un convegno “Rifare gli italiani per stare in Europa” nell’ambito delle celebrazioni del 150esimo dell’Unità d’Italia. «C’é una spinta oggettiva – ha spiegato – una forza delle cose che indica la strada di una più stretta integrazione europea» e il fatto che in Europa «ancora adesso ci siano riluttanze, resistenze e contraddizioni rende il presente e anche il futuro molto incerto».

La legge elettorale permetta la democrazia dell’alternanza
«Da tempo sono convinto che sia essenziale una democrazia dell’alternanza. Questa fu la vera spinta che venne fuori negli anni Novanta, con i cambiamenti della legge elettorale. Su quale legge elettorale favorisca la democrazia dell’alternanza si può discutere. Ad esempio, la permette la legge elettorale tedesca che ha un impianto proporzionale non classico: un alto sbarramento di ingresso e la sfiducia costruttiva, che fu ipotizzata anche dai nostri costituenti».

Sulla Costituzione approssimazioni e improvvisazioni

«Ora viviamo in un periodo in cui si discute molto di costituzione economica – ha detto poi Napolitano – : ci si sveglia la mattina e si propone la modifica di un articolo della Costituzione. Ci sono molte approssimazioni e improvvisazioni».

da Napolitano: per restare in Europa dobbiamo cambiare – Il Sole 24 ORE.


Spagna e Italia , due stili di crisi, di Enric Juliana (traduzione di Anna Bissanti) | Presseurop (italiano)

….

La Spagna è più facile da rimettere in riga dell’Italia, e lo si vede bene in questi ultimi giorni. Malgrado il suo incorreggibile orgoglio, Madrid si mostra più obbediente quando la situazione si fa grave. È un paese più verticalizzato, se vogliamo, nel quale i sindacati sono poco potenti e il movimento del 15 maggio (quello degli indignados) non è che una sorta di sommossa sprovvista di un programma, un’esplosione a intervalli. Ad aprire qualche prospettiva sono le elezioni che si terranno il 20 novembre. Si chiuderà così un ciclo, e José Luis Rodríguez Zapatero si dà un gran daffare per preservare la propria immagine, costi quel che costi. È logico. Sa di essere vulnerabile in questo periodo catastrofico che vive il Psoe, e sa anche che l’estrema destra non si preoccupa di questo dettaglio. E ha deciso di prendere le sue precauzioni.

L’Italia, invece, offre maggiore resistenza al Direttorio, con il metodo del catenaccio, la strategia difensiva del calcio. È il paese delle aziende di famiglia, delle società più o meno segrete e dei diritti acquisiti. La sua economia è più ermetica. La presenza straniera nell’industria e nelle banche italiane è limitata, il debito pubblico è concentrato nelle mani dei risparmiatori nazionali. Berlusconi è in declino, ma nessuno può sostituirlo a breve termine. L’Italia vive seguendo un ritmo tutto suo, e un improvviso crollo dei suoi equilibri interni potrebbe rivelarsi devastante per l’Europa. Il Mezzogiorno è una polveriera. Gomorra non vi dice niente?

I tedeschi ne sono consapevoli, ed è per questo che giudicano assolutamente indispensabile che la Spagna si impegni in una disciplina ferrea. Questo spiega, tra le altre cose, la celerità dei parlamentari nel riformare la Costituzione spagnola.

da Madrid e Roma, due stili di crisi | Presseurop (italiano).


Silvio Forever, un film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, andato in onda su La7. Dibattito fra Enrico Mentana, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara

http://www.silvioforever.it/


prestito garantito per gli studenti meritevoli


giovani meritevoli privi dei mezzi finanziari necessari che volessero intraprendere un percorso di studi o completare la propria formazione per entrare nel mondo del lavoro, oggi possono contare sul sostegno dello Stato. Il Ministero della Gioventù, infatti, ha costituito un Fondo(dotazione attuale di 19 milioni di euro) che ha l’obiettivo di…
[Continua]


Accesso al mutuo per giovani coppie


Il Ministero della Gioventù ha lanciato una nuova iniziativa in favore di quellegiovani coppie di precari che intendono accendere un mutuo per l’acquisto della prima casa. In particolare il Fondo costituito dal Ministero con una dotazione di 50 milioni di euro, ha l’obiettivo di offrire le…
[Continua]


Approvata al Senato la manovra. Addizionali comunali Irpef differenziate per reddito – pamalteo@gmail.com – Gmail

Via libera del Senato alla manovra. Addizionali comunali Irpef differenziate per reddito – L’Abc con tutte le novità – Il maxiemendamento voce per voce – Sondaggio
di Nicoletta Cottone
La fiducia passa con 165 sì e 141 no. Tafferugli dinanzi a palazzo Madama. Ora il testo passa alla Camera. Castelli: «i boiardi romani non pagano». Secca la risposta del Quirinale: tutto il personale del Colle applica già la norma. L’entità della manovra sale a 54,2 miliardi – le ricadute delle aliquote differenziate nei Comuni vai a : …»

islamisti: Attentato a Nuova Delhi, 9 vittime

Attentato a Nuova Delhi, 9 vittime Colpita ancora l’Alta Corte di …
La Repubblica
L’ordigno è esploso davanti ad un cancello, nella parte del tribunale dove
si discutono i casi di terrorismo. Probabile si tratti di una nuova
escalation dell’estremismo islamico NUOVA DELHI – Almeno undici i morti,
una cinquantina i feriti per una …
<http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/07/news/india_attentato-21327117/>


Con Nicola Rossi il partito di Montezemolo entra in parlamento – Open Politix – L’espresso

L’economista Nicola Rossi è un parlamentare di lungo corso (3 legislature per un totale di oltre 10 anni di mandato), conosciuto ai più per due motivi. Consigliere economico di D’Alema, presidente del Consiglio, nonchè uno dei pochissimi politici che quando è stato in disaccordo con il suo partito, non si è dimesso dal partito ma dall’incarico.

Infatti, il 1 febbraio 2011 ha presentato le sue dimissioni da senatore. Da regolamento, per essere effettive evrebbero dovute essere accettate dal Senato che invece in due occassioni, a Febbraio e a Luglio le ha respinte. Da allora, è membro del gruppo misto, rimanendo comunque all’opposizione del Governo Berlusconi.

Ora, fa parte del direttivo dell’associazione Italia Futura di Montezemolo, di cui ha elaborato la contromanovra economica traducendola poi in emendamenti presentati in commissione bilancio al Senato.

Con Nicola Rossi, il “partito” di Montezemolo ha un primo rappresentante di parlamento

da Con Nicola Rossi il partito di Montezemolo entra in parlamento – Open Politix – L’espresso.


Nicola Rossi: il governo ”in balia dei veti incrociati della sua maggioranza” ma anche l’opposizione che, anziche’ capire la gravita’ della crisi ”propone vecchie ricette fatte di piu’ tasse” e non trova nulla di meglio che aderire alle manifestazioni di piazza

”Non entro nell’autonomia della Cgil: se ha ritenuto che ci fossero i motivi per fare uno sciopero generale e’ nel diritto farlo. Trovo pero’ inopportuna l’adesione da parte di alcuni partiti politici”. Lo afferma in un’intervista a Il Messaggero il senatore Nicola Rossi, ex Pd ora nel gruppo misto, spiegando che la sua contrarieta’ alla manifestazione, che gli ”ricorda un film gia’ visto.

Quello greco. Uno scenario decisamente preoccupante”.

Rossi critica il governo ”in balia dei veti incrociati della sua maggioranza” ma anche l’opposizione che, anziche’ capire la gravita’ della crisi ”propone vecchie ricette fatte di piu’ tasse” e non trova nulla di meglio che aderire alle manifestazioni di piazza. ”Un nuovo tonfo dei mercati, lo spread Btp-bund sempre piu’ in alto: quali altri segnali dobbiamo avere? Senza una presa di coscienza seria della situazione, possiamo veramente farci molto male tutti”, avverte il senatore.

”Il luogo della politica e’ il Parlamento e, soprattutto ora, il compito di tutti – spiega – e’ quello di portare a termine la manovra nei tempi piu’ rapidi possibili”. ”Cosi’ come credo che il sindacato avrebbe dovuto riflettere piu’ attentamente prima di dichiarare questo sciopero generale, cosi’ – conclude Rossi – anche il governo avrebbe dovuto valutare bene se questo era il momento giusto per intervenire sul mercato del lavoro. Purtroppo la coesione nazionale spesso si rompe da piu’ parti”.

da SCIOPERO CGIL ROSSI INOPPORTUNA ADESIONE DI ALCUNI PARTITI – Agenzia di stampa Asca.


se in un momento di gravissima crisi nazionale, con un’economia sull’orlo del default, lo strumento dello sciopero generale sia quello più adeguato, dal punto di vista economico e di merito | Linkiesta.it

Alcune delle motivazioni alla base dello sciopero di oggi della CGIL sono sacrosante. Le rendite sono tassate troppo poco rispetto ai redditi (motivazione 2); la precarietà è un male economico che impedisce di creare professionalità (motivazione 7); le future generazioni devono avere una pensione adeguata (motivazione 6); le imprese italiane sono troppo piccole e devono crescere (motivazione 3).
Ci chiediamo però se in un momento di gravissima crisi nazionale, con un’economia sull’orlo del default, lo strumento dello sciopero generale sia quello più adeguato, dal punto di vista economico e di merito. In poche parole, questo sciopero grida vendetta.

A fronte di un governo incapace, inadatto e impreparato a risolvere la crisi, oltre a uno spread sul Bund esploso a 372 punti, il maggiore sindacato italiano avrebbe potuto dare prova di responsabilità, e adottare altri strumenti di lotta. Il messaggio di protesta rischia di essere offuscato dal danno economico che lo sciopero potrebbe arrecare, oltre all’ulteriore messaggio negativo ai mercati. La CGIL ha perso l’occasione di dimostrarsi migliore del governo.

Il sindacato ha  pubblicato un manifesto in cui si citano tra gli obbiettivi programmatici, oltre alla lotta all’evasione e al taglio dei costi della politica, una “nuova imposta ordinaria sulle grandi ricchezze” (15 miliardi l’anno), “una sovrattassa sui capitali già sanati con lo scudo fiscale” (9 miliardi secchi), “un’imposta straordinaria sui grandi immobili” (12 miliardi secchi), e la “rimodulazione” della tassa di successione (2 miliardi l’anno). Con tutto questo la CGIL vorrebbe “costituire un fondo per la crescita e l’innovazione” e ridurre il prelievo fiscale sui redditi. Nessuna parola è spesa per il ruolo del settore privato.
L’assunto della CGIL è chiaro: il paese è ricco abbastanza, il problema è solo la distribuzione. La crisi non è strutturale, ma è un attacco della “speculazione internazionale”. La sinistra e i sindacati italiani si stanno collocando su posizioni fortemente conservatrici. Criticano la sinistra europea di governo, che si sarebbe “asservita alle lobby finanziarie internazionali”. Propongono di redistribuire il reddito (in diminuzione!) aumentando la tassazione, imponendo dazi, incrementando la regolamentazione del mercato, condito alle volte da idee di ritorno alla lira e alle “svalutazioni competitive”.

Riteniamo che la crisi dell’Italia possa essere tutto, tranne che una crisi “del mercato”. La “finanziarizzazione” è stata nel nostro paese un fenomeno marginale, rispetto a quanto avvenuto in paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda o Islanda. Il nostro è uno dei paesi a più alta tassazione al mondo, con un prelievo fiscale che sfiora il 50 percento, e una spesa sociale che rappresenta di gran lunga la voce di maggior esborso, e anche quella dal più rapido aumento dagli anni Novanta. La spesa per previdenza e integrazioni salariali che è schizzata da 179 miliardi di euro nel 1996, a 285 miliardi solo nel 2008.
Il nostro problema riguarda la tenuta dei conti pubblici:

Leggi le altre ARGOMENTAZIONI qui : http://www.linkiesta.it/cgil-crescita-sciopero-generale#ixzz1XAP8bqo7

da Linkiesta.it.


Modelli innovativi di governance territoriale, A cura di: Paola Bilancia, Giuffrè

Modelli innovativi di governance territoriale – Vol. 15

Volume_15_Modelli_Governance
  A cura di: Paola Bilancia
Editore: Milano, Giuffrè
  Anno di pubblicazione:  2011

Collana studi.


Psicologia del viaggiatore, di Luciana Quaia, in MuoversiInsieme

Psicologia del viaggiatore
E’ estiva l’abitudine di partire alla ricerca di luoghi che consentano  di scoprire nuove realtà lontane dalla consuetudine del vivere quotidiano e dei suoi ritmi doveristici. Un modo per “d imenticarsi” chi si è, dove si abita, chi ti vive accanto e, per un misurato lasso di tempo, poter respirare aria diversa, sperimentare altri spazi, culture, costumi. Il viaggio condotto nell’epoca moderna, diventato ormai routine, ha radicalmente mutato la figura storico-sociale del viaggiatore, così come lo si può riscontrare nelle diverse etimologie che nel corso del tempo hanno sottolineato le ristrutturazioni di tale termine.   

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NEWSLETTER N. 32 DEL 5.9.2011 S.O.S. SERVIZI SOCIALI ON LINE

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Mah ! La guerra civile islamica ha sconfitto la jihad, pensiero di VITTORIO EMANUELE PARSI

 …. Sono state le rivoluzioni arabe di quest’anno a sottrarre terreno al terrorismo jihadista, grazie alla loro capacità di ridare speranza alle fin qui disperate masse arabe e a borghesie politicamente alienate, conseguendo il risultato di rovesciare despoti corrotti o regimi privi di legittimazione attraverso la lotta politica pubblica: talvolta ricorrendo alla forza delle armi, ma rifiutando la logica della clandestinità e degli atti dimostrativi violentemente spettacolari.

….

da LASTAMPA.it: La guerra civile islamica ha sconfitto la jihad.


Volontariato, linee di indirizzo e finanziamento di progetti

Duemilionitrecentomila euro per il finanziamento di progetti sperimentali di volontariato destinati allo sviluppo di servizi alla persona e alla comunità. Come avviene ogni anno, anche per il 2011, il ministero del lavoro e delle politiche sociali ha definito le Linee di indirizzo per la presentazione di progetti sperimentali di volontariato. Le associazioni possono ottenere il finanziamento di progetti presentando le domande entro il 4 ottobre. Nella Direttiva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 agosto 2011, sono definiti i requisiti per l’accesso al finanziamento. 


Politiche sociali: ripartito fondo 2011

Il Fondo nazionale per le politiche sociali per l’anno in corso, mette in campo risorse per un valore complessivo di oltre 218 milioni di euro. Lo stabilisce il decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 16 agosto 2011. Il mancato utilizzo delle risorse comporta la revoca dei finanziamenti. Il Fondo nazionale per le politiche sociali è la fonte nazionale di finanziamento degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie.


Scuola: le novità per l’’Anno scolastico 2011/2012

Oltre 7 milioni gli alunni che si preparano ad affrontare il nuovo anno scolastico. 59 istituti tecnici superiori costituiti in quasi tutte le regioni italiane che prevedono una forte connessione col mondo aziendale e periodi di stage in azienda; aumento del numero di docenti di sostegno che si attesta a 94.430 unità. Inoltre, dal prossimo anno partiranno i nuovi percorsi per chi vuole diventare insegnante e conseguire un’abilitazione. Questi i dati illustrati dal Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, durante la conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi in vista della riapertura delle scuole.


Invito all’incontro di sensibilizzazione sull’amministrazione di sostegno a Pontida

Alle Organizzazioni di Volontariato e

alle Istituzioni del territorio dell’Isola Bergamasca e Valle San Martino

Gentili,

La rete delle associazioni promotrici del progetto “Liberi Legami” e le associazioni Avulss di Pontida e Cisano Bergamasco vi invitano a partecipare all’incontro che si terrà

Giovedì 8 settembre 2011 alle ore 21.00 presso  la sala ex-oratorio “San Giacomo” in Piazza Giuramento, 155 a Pontida.

L’incontro sarà occasione per:

  • Sensibilizzare sulle caratteristiche dello strumento dell’amministrazione di sostegno e favorire la conoscenza sulla natura e finalità del Progetto “Liberi Legami”;
  • Raccogliere l’interesse a promuovere iniziative sull’argomento all’interno del territorio di riferimento e individuare le iniziative già svolte o in corso di realizzazione.

Il paese dei buoni e dei cattivi Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare di Federica Sgaggio, Minimum Fax editore


Il paese dei buoni
e dei cattivi

Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare
di Federica Sgaggio

Siamo sommersi dalle notizie: fra quotidiani, televisione, internet, ciascuno di noi riceve ogni giorno migliaia di dati. Eppure non ci sentiamo più informati; anzi, questo immenso flusso è dispersivo, ci lascia confusi, ci fa sentire la mancanza di qualcuno che ci aiuti a non naufragare. Così da un po’ di tempo in qua i mezzi di informazione hanno preso alla lettera questo bisogno e, invece di darci le notizie, ci dicono direttamente qual è la parte per cui tifare.
Dagli appelli-petizioni che sostituiscono gli approfondimenti, ai racconti emotivi, ai dibattiti tv che prendono il posto delle inchieste, ai personaggi simbolo come Saviano o Santoro che funzionano da eroici tutori della verità: il giornalismo ha risolto il problema del mappare la sempre maggiore complessità del nostro mondo, semplicemente dividendolo in buoni e cattivi. Tanto a noi, invece di capire qualcosa in più della realtà, basta sentirci dalla parte giusta. 
Il paese dei buoni e dei cattivi è un libro intelligente, documentatissimo, appassionato nel suo modo di mettere in discussione la voce dei media, che ci fa riscoprire lo strumento migliore per orientarci nel mondo dell’informazione: la nostra libertà

collana: Indi
prezzo: 15 euro
pagine: 300


Scheda Legge 111 15 luglio 2011 “effetti manovra finanziaria per la sanità”, a cura di SOSSANITA’

da SOSSANITA’.


L’America si scopri’ vulnerabile, il mondo cambio’ – Mondo – ANSA.it

Hanno cambiato il corso della storia all’inizio di questo secolo i quasi tremila morti dell’11 settembre 2001, vittima dei terroristi islamici che hanno dirottato quattro aerei sui cieli degli Stati Uniti, distruggendo le Torri Gemelle, i due grattacieli più alti di New York, colpendo e danneggiando il Pentagono. L’America, tradizionalmente sicura di sé e protetta dagli oceani, si è improvvisamente scoperta vulnerabile. Non solo, gli Usa si sono trovati spiazzati, alle prese con una minaccia di tipo nuovo e non identificabile. Non è stata infatti una potenza straniera ad attaccare questa volta e a minacciare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, come il Giappone ai tempi di Pearl Harbor, ma una organizzazione islamica radicale: Al Qaida diretta da Osama bin Laden (ucciso a maggio in un raid Usa in Pakistan), ospitata in Afghanistan dal regime radicale dei Talebani. Le conseguenze degli attacchi, inimmaginabili al momento del crollo delle Torri Gemelle, sono note a tutti. L’allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, dichiara subito la guerra internazionale contro il terrorismo e attacca prima in Afghanistan e quindi in Iraq, temendo che il regime di Saddam Hussein fosse pronto a sua volta a colpire gli USA con le sue armi di distruzione di massa  ….

L’America si scopri’ vulnerabile, il mondo cambio’ – Mondo – ANSA.it.


Dati storici ed empirici: Violenza e terrorismo nascono nelle moschee – di Magdi Cristiano Allam, in ilGiornale.it

Appello fraterno da italiano che ama l’Italia ai connazionali succubi del­l’id­eologia del multi­culturalismo e folgo­rati dalla moschea­mania. Fate una semplice ricerca all’interno del sito dell’Ansa, la principale agen­zia nazionale d’informazione, inse­rendo il nome «moschea». Scoprirete che il 99 per cento delle notizie riguarda attentati terroristici e azioni violente che si verificano nelle moschee in tutti i Paesi del mondo, sia quelli dove i musulmani sono maggioranza sia quelli dove sono minoranza, sia quelli dichiaratamente integralisti islamici che consideriamo radicali sia quelli formalmente laici che definiamo moderati; mentre il restante 1 per cento riguarda l’annuncio delle nuove moschee che si vorrebbero costruire in Italia.

Ebbene, il peso della connotazione totalmente negativa delle moschee nel mondo è tale da far apparire noi italiani come chi ostinatamente e ciecamente è votato al suicidio. Mi limiterò a indicare i fatti concernenti le moschee nel mondo degli ultimi mesi. Il 3 settembre a Londra l’imam della moschea di Finsbury Park, il libanese cieco Maymoun Ghandi Zarzour, è stato assassinato all’interno della moschea. Quando nel 1998 conobbi il fondatore della moschea di Finsbury Park, l’imam egiziano Abu Hamza Al Masri, mi confessò candidamente che la moschea organizzava pubblicamente corsi ideologici e militari per la Guerra santa islamica a Crowborough, alla periferia di Londra.

Il 30 agosto a Copenaghen, all’uscita dei fedeli dalla moschea dopo la celebrazione dell’Eid al-Fitr, la festa islamica che conclude il mese di digiuno del Ramadan, uno di loro è stato ucciso in una sparatoria. Il 28 agosto a Bagdad un terrorista suicida si è fatto esplodere nella moschea sunnita di Oum al-Qura, uccidendo 29 persone e ferendone gravemente altre 35. La moschea colpita è diretta dall’imam Ahmed Abdel Ghafour che ha ripetutamente condannato i terroristi islamici. Il 27 agosto a Damasco le forze di sicurezza siriane hanno dato l’assalto a una moschea affollata di fedeli, provocando un morto e 20 feriti.

Il 26 agosto in Afghanistan una bomba viene fatta esplodere nel cortile di una moschea della provincia nord-occidentale di Faryab, uccidendo 4 persone e ferendone altre 14. Il 19 agosto in Pakistan un terrorista suicida di appena 16 anni si è fatto esplodere all’interno di una moschea nel distretto tribale di Khyber, provocando il massacro di 53 persone e oltre 120 feriti. Il 17 agosto in Siria nove persone vengono uccise dalle forze di sicurezza dopo aver inscenato una manifestazione di fronte alla moschea di Fatima a Homs. L’11 agosto l’artiglieria dell’esercito siriano colpisce la moschea Uthman ben Affan a Dayr az Zor, 450 km a nord-est di Damasco e capoluogo della regione confinante con l’Irak, abbattendone il minareto. Per il regime siriano l’epicentro della rivolta popolare sono proprio le moschee. Il 15 luglio nella Tunisia che sarebbe finalmente liberata dalla dittatura di Ben Ali e consegnata alla democrazia, le forze dell’ordine fanno irruzione in una moschea di Tunisi alla ricerca degli autori di attentati terroristici contro le caserme della polizia che si ripetono nel Paese.

Il 14 luglio in Afghanistan ci sono state due esplosioni nella moschea di Kandahar, mentre aveva luogo una funzione religiosa per il fratello del presidente Hamid Karzai ucciso due giorni prima, con un bilancio di 4 morti. Il 10 giugno in Afghanistan un terrorista suicida islamico si è fatto esplodere davanti ad una moschea a Kunduz City, dove si svolgeva un rito in memoria del generale della polizia Dadu Daud, colpito a fine maggio dai talebani nella provincia di Takhar, uccidendo 4 agenti di polizia. Il 3 giugno nello Yemen il presidente Ali Abdallah Saleh resta gravemente ferito in un attentato all’interno della moschea del Palazzo presidenziale dove stava pregando, costato la vita ad altre 7 persone. Il 3 giugno in Irak 17 persone sono rimaste uccise e almeno 50 ferite in un attentato a una moschea di Tikrit.

La bomba che ha provocato la strage era contenuta in un barile di benzina lasciato vicino all’ingresso della moschea durante la preghiera del venerdì. Voglio evidenziare che gli autori degli efferati crimini sono musulmani, così come sono musulmane le vittime del terrorismo islamico. Voglio ricordare che queste atrocità perpetrate all’interno delle moschee sono sempre accadute da quando esiste l’islam, che si conferma come una religione intrinsecamente violenta e storicamente conflittuale. Pensate che ben tre dei primi quattro successori di Maometto, i cosiddetti «califfi ben guidati», furono assassinati (Umar ibn al-Khattab, Uthman ibn Affan e Ali ibn Abi Talib) e due di loro (Umar e Ali) furono assassinati mentre pregavano in moschea.

Mi era già capitato in passato di fare ciò che ho appena fatto, ossia registrare gli attentati che si perpetrano nelle moschee, ed è sempre emerso lo stesso risultato: le moschee nel mondo generano violenza. Se le vogliamo significa che siamo propri votati al suicidio. 

da Violenza e terrorismo nascono nelle moschee – Esteri – ilGiornale.it.


La Rete delle Cure Palliative, Forum sulla non autosufficienza, Bologna 9-10 novembre 2011

Mercoledì, 9 novembre pomeriggio

LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE

In collaborazione con Antea – Rete Cure Palliative


Presentazione
(Presto on-line)


Programma

Ore 14.30 – Inizio lavori

Una conquista civile: la legge sulle cure palliative e la terapia del dolore nel panorama italiano
Giuseppe Casale, Coordinatore sanitario Centro Antea – Rete di Cure Palliative

Cure palliative: di che cosa stiamo parlando?
Chiara Mastroianni, Presidente Antea Formad

Quale  formazione alla luce della nuova normativa?
Maria Grazia De Marines, Universitá Campus Bio Medico – Roma

Esperienze concrete a confronto:

Prendersi Cura quando non si può guarire: l’esperienza dell’Hospice Seragnoli
Catia Franceschini, Responsabile Infermieristica Hospice Seragnoli

Qualità dell’assistenza al servizio della qualità della vita: l’esperienza nell’Hospice Madonna dell’Uliveto
Anna Maria Marzi, Responsabile Hospice Madonna dell’Uliveto – Bologna

Hospice e assistenza domiciliare: l’esperienza in Antea
Fabio Belli, Responsabile Infermieristico Centro Antea

Ore 18.30 – Dibattito e conclusione dei lavori

da La Rete delle Cure Palliative.


FESTIVAL ANGHIARI, AUTOBIOGRAFIA DIVENTA PROTAGONISTA | II FENDENTE

 Nessuno si alza. Le emozioni suscitate dallo spettacolo ‘Non mi ricordo‘ di Ginetta e Pino Maineri arrivano nel profondo dell’anima, e’ come se nessuno volesse lasciarle scendere, alzandosi. Sul palco Ginetta e Pino hanno raccontato la loro storia, quella della loro vita insieme, della loro vita cambiata dopo l’incidente che ha 

colpito Pino nel 1996, e gli ha portato via tutta la memoria, lasciando Ginetta a viverla per entrambi, a recuperarla, a ricostruirla. Poi Ginetta scende dal palco, per salutare, parlare e raccontare e il pubblico si alza, per andarle incontro. Si e’ chiusa cosi’ la prima giornata del Festival dell’Autobiografia, evento che prosegue fino a domenica ad Anghiari.

da  CULTURA: FESTIVAL ANGHIARI, AUTOBIOGRAFIA DIVENTA PROTAGONISTA | II FENDENTE.


La globalizzazione secondo Stiglitz – di Laura Pennacchi in Filosofia.it

Per quasi trent’anni ha dominato la scena politica mondiale una potente ideologia ultraortodossa che predica un drastico ridimensionamento della presenza pubblica nelle attività economiche e sociali, sostenendo che l’intervento dello Stato è sempre e comunque negativo per il benessere collettivo, che i governi dilapidano risorse e che ogni tentativo di ridistribuire la ricchezza dà vita a forme di perseguimento delle rendite. La predicazione di un ruolo pubblico ristretto e angusto si è basata su una visione altrettanto ristretta e angusta del rapporto tra individuo e collettività, volta a soffocare le istanze solidaristiche: l’individuo è un atomo, non esistono responsabilità collettive perché «non esiste la società», secondo il motto di Margaret Thatcher. Il legame tra ideologia «ultraortodossa» e visione «ultraindividualistica» ha motivato l’ossessiva riproposizione dello slogan della «riduzione delle tasse» – veicolo principe del ridimensionamento della presenza pubblica – e la denigrazione delle funzioni pubblico-statuali che risulta da espressioni come «lo Stato criminogeno» [1]. In effetti, il vero obiettivo delle politiche di tagli fiscali, mantra di tutti gli anni novanta e del primo decennio degli anni duemila, non era rilanciare l’economia ma ridurre il senso di responsabilità collettiva – che si esprime attraverso l’intervento pubblico – acquisendo il favore delle classi medie. Se esse, infatti, pagano molto in imposte e percepiscono molto in servizi non sosterranno una simile politica, ma se usufruiranno di minori servizi (specie in istruzione e in sanità) allora saranno indotte a ritenere che anche un più esiguo livello di tassazione sia ingiusto, trasformandosi così in sostenitrici di ulteriori riduzioni delle tasse [2].

da La globalizzazione secondo Stiglitz – Filosofia.it.


SCUOLA OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA, da Asca.it

 

da SCUOLA OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA.


Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano

 “La frase sul Paese di m.? Sì, ma son cose che si dicono a notte inoltrata”.

Non è facile per il premier di una nazione, grande o piccoloa che sia, giustificare una frase come quella riferita a Berlusconi e intercettata nelle sue conversazioni notturne con l’”amico” (le procure non riescono a dare altre definizioni pertinenti) Lavitola.

Per riuscire nell’impresa di auto-difendersi, il presidente del Consiglio sceglie l’attacco, come nel suo stile, unito alla lamentazione. Il contrario dello stile britannico (never explain, never complain): e infatti per quel “shitty country” (paese di merda) gli inglesi, dal Guardian al Financial Times, si chiedono solamente come mai durante i drammatici giorni dell’attacco speculativo all’Italia, il suo premier passava le notti a discutere con i suoi avvocati. O con i suoi amici.

da Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano.


Silvio Berlusconi e Lavitola, direttore dell’Avanti:«Io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me, è chiaro? Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… Io tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato… punto e basta»

Da un lato il proprietario e direttore della testata Avanti! , che fu organo del Psi, si adoperava per aumentare le ansie giudiziarie del premier, e dall’altro provava a dirigere a proprio vantaggio le mosse processuali di Gianpaolo Tarantini, divenuto famoso per aver accompagnato donne a pagamento nelle residenze del capo del governo. E che al capo del governo poteva e potrebbe procurare qualche problema se dai fascicoli ancora segreti uscissero, nel processo barese a suo carico, le telefonate tra lui e Berlusconi; «ricordo che erano politicamente… mediaticamente pesanti», dice Tarantini a Lavitola in una telefonata.

È questo l’oggetto della trattativa nella quale Lavitola prendeva da Berlusconi i soldi per addomesticare Tarantini, ma al tempo stesso li nascondeva a Tarantini trattenendone per sé una buona fetta. Così si muoveva, nella ricostruzione dei pubblici ministeri napoletani, questo «soggetto senza scrupoli che non sembra fermarsi davanti a nulla», e nel suo ufficio romano di via del Corso tiene in bella vista le foto sue e del figlio in compagnia del premier.

«Nauseato da questo Paese»

Con Berlusconi Lavitola giocava al rialzo, puntando sui rischi che il presidente del Consiglio poteva correre nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4, dove peraltro è indagato Lavitola e non Berlusconi. Che infatti gli dice: «Non me ne fotte niente, capito?».

È la conversazione intercettata il 13 luglio scorso, alle 11 e un quarto di sera, nella quale il premier si lancia in un autentico sfogo: «Io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me, è chiaro? Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… Io tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato… punto e basta».

da  «Ricatti e affari, il sistema Lavitola» E il premier: io spiato, via dall’Italia – Corriere della Sera.


Pietro Ichino | L’IMPROVVISAZIONE DEL GOVERNO E L’ALTERNATIVA POSSIBILE

 

La CGIL ha indetto uno sciopero generale per il 6 settembre. Le critiche sono state molte, soprattutto dagli altri sindacati. Qual è il suo giudizio?

I motivi della protesta della Cgil mi sembrano troppo centrati sulla difesa dell’esistente: qui c’è poco da difendere. Quanto allo strumento della protesta, da iscritto alla stessa Cgil non condivido la scelta dello sciopero, per il suo carattere non unitario e per la sua inidoneità a produrre, sia pure solo in parte, il risultato voluto. In altre parole, anche guardando alla questione dal solo punto di vista degli interessi dei lavoratori che fanno riferimento alla Cgil, mi sembra che il rapporto costi-benefici di questo sciopero sia sfavorevole.

leggi tutta l’intervista qui: Pietro Ichino |  TEMPI: L’IMPROVVISAZIONE DEL GOVERNO E L’ALTERNATIVA POSSIBILE.


Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi socialiattivo presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca


 

Il Corso di Laurea Magistrale prepara figure professionali esperte nelle funzioni didirezione, gestione e coordinamento di servizi sociali e di politiche sociali e sanitarie in vari ambiti istituzionali nonché nel privato sociale e nella cooperazione.

Il corpo docente è composto da studiosi ed esperti, italiani e stranieri, prestigiosi e di fama internazionale.

Il breve video di presentazione, reperibile al seguente indirizzohttp://www.youtube.com/watch?v=khcSDK2wv8g&feature=channel, è una valida testimonianza dell’alto livello formativo che caratterizza questo Corso di Laurea Magistrale.

 

Dato il livello di sperimentazione che il Corso di Laurea Magistrale intende esprimere, è previsto un numero programmato che consente l’iscrizione, per il prossimo anno accademico, di ottanta studenti. Le domande di pre-iscrizione possono essere presentate entro il 23 settembre 2011 e un’apposita Commissione, nominata dal Consiglio della Facoltà di Sociologia, vaglierà le domande stilando una graduatoria di accesso.

 

Per ogni ulteriore informazione può contattare la Segreteria Didattica (Dott. Marco Casiraghi, tel. 02/6448.7431, e-mail marco.casiraghi@unimib.it) o consultare il sito www.sociologia.unimib.it


Vasco Errani “Con questa manovra il federalismo fiscale e’ morto”, non solo, paradossalmente, “siamo ben lontani dai livelli di autonomia che c’erano prima”

 

 “Il giudizio che diamo all’incontro con il Governo è fortemente negativo, non abbiamo avuto alcuna risposta”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo un incontro tra Regioni, Anci, Upi e il Governo sulla manovra.  “Con questa manovra il federalismo fiscale e’ morto”, non solo, paradossalmente, “siamo ben lontani dai livelli di autonomia che c’erano prima”.

newsletter – Regioni.it.


Napoli, arrestato Tarantini con la moglie per estorsione a Berlusconi. Lavitola latitante | Blitz quotidiano

L’inchiesta che ha portato all’arresto di Tarantini – l’imprenditore barese che nel 2008 aveva portato Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli – era stata al centro di una anticipazione, il 24 agosto scorso, del settimanale Panorama. Nell’indagine anche Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano online Avanti!, per il quale è stato chiesto l’arresto. L’inchiesta è condotta dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. Secondo Panorama, l’estorsione ai danni del Cavaliere sarebbe consistita in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e in altre somme(20mila euro) versate ogni mese per pagare l’affitto della casa romana, forse quella in via Veneto dove oggi l’imprenditore barese e la moglie sono stati arrestati. Il presidente del Consiglio ha negato di essere vittima di un’estorsione e a Panorama ha dichiarato: ”Ho aiutato una persona (cioè Tarantini, ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio”.

L’ipotesi della procura di Napoli, secondo la ricostruzione di Panorama, è che Tarantini abbia ricevuto il compenso per continuare a dichiarare, nel processo barese in cui è indagato, che Berlusconi non sapeva di ospitare alle sue feste escort prezzolate dallo stesso imprenditore pugliese. Secondo l’accusa, il mezzo milione sarebbe dovuto servire, soprattutto, a convincere Tarantini a scegliere la strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe l’unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier.

da Napoli, arrestato Tarantini con la moglie per estorsione a Berlusconi. Lavitola latitante | Blitz quotidiano.


In Europa vanno tutti in pensione più tardi di noi | Linkiesta.it

Sembra che ci sia poco da fare: per risanare i conti pubblici, intervenire sulle pensioni sarà una scelta obbligata. L’Italia, unica tra in Europa, rischia, nel giro di nove anni, di avere la più alta incidenza di spesa per le pensioni. Senza l’introduzione di adeguati correttivi, le finanze pubbliche italiane saranno travolte

leggi tutto qui: In Europa vanno tutti in pensione più tardi di noi | Linkiesta.it.


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