LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica. Una rassegna all’interno del ciclo politico 1994-?, a cura di Paolo Ferrario

LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica

Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.

Questo linguaggio funziona così:
aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito

i link sottostanti rimandano al lavoro di analisi che effettuavo sul sito www.segnalo.it e terminano nel 2006.  Negli anni successivi il miserabile (ma necessario) monitoraggio di questa degradazione linguistica si sposta qui: http://polser.wordpress.com/category/3-politica-italiana/linguaggio/ Oggi occorrerebbe includere in questa ricerca il linguaggio dell’attore gheddafiano  Grillo  e agli esponenti del suo personalistico movimento che si chiama, credo, “il popolo viola” . Ma il disgusto è troppo profondo per dedicargli troppo tempo:  ”Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, Dante, La divina commedia

 

2006

2005

2004

2003

2002

2000



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