Seminario: “VIE PER LA SALUTE. IL CONTRIBUTO DELL’ ETNOPSICHIATRIA” Piero Coppo Neuropsichiatra, Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute. Che si terrà Venerdì 18 novembre 2011, ore 9.30 –13.00 e 14.00- 17.30 presso la Fondazione Cecchini Pace

Seminario:

VIE PER LA SALUTE. IL CONTRIBUTO DELL’ ETNOPSICHIATRIA

 

Piero Coppo

 

Neuropsichiatra, Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute.

 


Che si terrà Venerdì 18 novembre 2011, ore 9.30 –13.00 e 14.00- 17.30 presso la Fondazione Cecchini Pace.

 

Nella prima parte del seminario saranno presentate alcune chiavi di lettura sulle costanti e diversità delle vie per la salute nelle varie culture per ciò che riguarda la prevenzione, la cura e la terapia. In particolare e per ciò che riguarda l’ambito “psichico”, verrà sottolineata la diversità tra società “polifasiche “ e società “monofasiche”, e le conseguenze che questi diversi assetti hanno nella definizione e trattamento dell’area della psicopatologia.

Nella seconda parte del seminario un documento video che illustra l’uso sapiente di “transe liturgiche” servirà da stimolo per la discussione e per verificare nel lavoro di gruppo la fruibilità delle chiavi di lettura proposte..

 

            Cordiali saluti,              

 

                      Prof. Rosalba Terranova-Cecchini

 

___________________________

Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.

Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali

Presidente della Fondazione Cecchini Pace

Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale

via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano


M. BARBAGLI, C. SCHMOLL (a cura di), LA GENERAZIONE DOPO, Stranieri in Italia

M. BARBAGLI, C. SCHMOLL (a cura di)

Stranieri in Italia

La generazione dopo

Collana “Ricerche e studi dell’Istituto Carlo Cattaneo”

Serie: Stranieri in Italia, a cura di Asher Colombo e Giuseppe Sciortino

pp. 344, € 27,00
978-88-15-15005-9
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 13/10/2011

Copertina 15005


L’Italia è ormai un luogo di insediamento duraturo per gli immigrati e i loro discendenti. Le “seconde generazioni” costituiscono infatti oltre un quinto della popolazione straniera. L’emergenza di questi nuovi soggetti pone problemi del tutto inediti per la società italiana. La prima parte del volume presenta dibattiti, esperienze e direzioni di indagine sull’integrazione psico-sociale delle seconde generazioni e delle loro famiglie. La seconda parte propone un confronto tra le esperienze italiane e quelle di altri contesti. In questa sede vengono affrontati temi spesso trascurati dalla ricerca, tra cui le reti di amicizia, la religiosità, il ritardo scolastico e i rapporti familiari dei figli di immigrati.

Marzio Barbagli ha insegnato Sociologia nell’Università di Bologna. Le sue pubblicazioni recenti con il Mulino sono “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente” (2009) e “La sessualità degli italiani” (con F. Garelli e G. Dalla Zuanna, 2010). Camille Schmoll è docente di Geografia umana nell’Università di Parigi 7 Denis Diderot.


Una proposta per superare il precariato Giovani e lavoro: tempo indeterminato per tutti con tutele crescenti di Italia Futura , pubblicato il 13 ottobre 2011

 

immagine documento

Il precariato va riportato subito al centro dell’azione politica e combattuto con strumenti incisivi e non con sanatorie o provvedimenti una tantum. Lo scrivevamo l’8 aprile, alla vigilia della manifestazione “Il nostro tempo è adesso” indetta dai lavoratori precari. Oggi le giovani generazioni esprimono tutta la loro indignazione, e come non capirle? Un paese civile, una democrazia occidentale, non può permettersi di lasciare quasi un giovane su tre fuori dal mondo del lavoro e tollerare un regime iniquo tra quelli che faticosamente sono riusciti ad entrarci. A settembre, insieme ad altre associazioni, abbiamo denunciato questo sistema iniquo all’Unione europea.

L’apartheid è quello che divide in due il mondo dei giovani lavoratori: chi è riuscito ad entrare nella cittadella fortificata del lavoro regolare e chi ne è al di fuori, i precari. Che lavorano come gli altri ma non hanno né uno stipendio né le garanzie che gli permettano di vivere un presente dignitoso e immaginare un futuro sostenibile. Affinché il loro talento, impegno e entusiasmo non venga più mortificato rilanciamo la nostra proposta, firmata Montezemolo, Ichino e Rossi: un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tutele crescenti, perché finalmente in Italia siano tutti uguali di fronte al lavoro.

Il loro tempo è adesso. Il nostro dovere è ora

Il precariato al centro dell’azione politica

di Pietro Ichino, Luca di Montezemolo e Nicola Rossi, pubblicato l’8 aprile 2011

Domani i lavoratori precari scenderanno in piazza uniti dallo slogan “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”. Convocata via Internet, la manifestazione – che ha avuto migliaia di adesioni – interesserà molte città italiane. Se le cose andranno come sono andate fin qui, anche in questo caso alle manifestazioni non farà seguito alcun atto concreto. Il tema dovrebbe invece essere al centro del dibattito e dell’azione di politica economica.

Valgano, per tutte, le parole rivolte qualche mese orsono dal Governatore Draghi agli studenti di Ancona: “Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità”. Parole che corrono il rischio, nella migliore delle tradizioni, di diventare l’ennesima “predica inutile” di questo nostro Paese.

Parole il cui significato, sul piano del “che fare”, è invece chiarissimo. Primo, non si può semplicisticamente pensare di affrontare il tema prendendo la scorciatoia delle sanatorie o considerando il pubblico come luogo deputato all’occupazione assistenziale.Secondo, non si può altrettanto semplicisticamente pensare di contrastare la patologia della precarietà togliendo al sistema i margini di flessibilità di cui ha grande e, anzi, crescente bisogno. Terzo, come dimostra la recente sentenza del Tribunale di Genova in applicazione della direttiva europea sulle modalità di utilizzo dei contratti a termine, mantenere e anzi irrobustire i margini di flessibilità del sistema non si può fare nel modo in cui lo si è fatto fin qui, scaricandone tutto il peso sulle nuove generazioni: oltre che iniquo, può costare troppo caro.

La strada, dunque, è stretta e impervia; ma non per questo impossibile da percorrere. E, ancora una volta, la maniera migliore per percorrerla è quella di lasciare il sentiero in cui ci hanno costretto gli ultimi decenni per provare ad aprire un passaggio più in alto, lì dove tante e diverse rendite di posizione ci hanno finora impedito di passare. Fuor di metafora: riscrivendo il diritto del lavoro in modo che tutti i nuovi rapporti da qui in avanti possano essere costituiti a tempo indeterminato: anche quelli che fino a oggi sono stati l’espressione patologica della precarietà (contratti a progetto, partite iva fasulle, …), garantendo la piena copertura di eventuali oneri economici aggiuntivi per le imprese piccole e grandi, trattando nella stessa maniera l’operatore privato e l’operatore pubblico.

E quindi, un contratto di lavoro a protezione crescente per tutti i futuri lavoratori dipendenti (ferme restando le ovvie eccezioni a contenuto formativo o dei contratti a termine per i casi di sostituzioni temporanee o di punte stagionali): occupazione a tempo indeterminato per tutti e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi. In caso di licenziamento, trattamento complementare di disoccupazione “alla scandinava”, contribuzione figurativa per i periodi di disoccupazione, assistenza nel mercato del lavoro più efficace e controllo altrettanto efficace sulla effettiva disponibilità del lavoratore alla nuova occupazione. Nel contempo, attenta valutazione dei maggiori oneri monetari sopportati dalle imprese a seguito del cambio di regime (valutabili in media e in termini prudenziali in circa lo 0,3% della retribuzione lorda) e rimborso degli stessi oneri medi in via permanente attraverso una riduzione di pari importo di alcune voci di contribuzione e i rimborsi resi possibili dal Fondo Sociale Europeo. Infine,copertura della maggiore spesa attraverso un atto di solidarietà intergenerazionaleun anno (o anche meno) in più al lavoro per i padri in cambio di una concreta prospettiva di stabilità e di una pensione decente per i figli.

Sappiamo tutti, fin troppo bene, che il sistema produttivo italiano si regge oggi su un equilibrio instabile e iniquo: incertezza come condizione di vita per alcuni, stabilità come diritto acquisito per altri. Una vera e propria condizione di apartheid per le generazioni più giovani. Sappiamo anche, fin troppo bene, che la condizione di lavoro di alcuni (dei “paria”) è l’altra faccia della medaglia della condizione di lavoro di chi nella cittadella fortificata del lavoro regolare è riuscito a entrare; e che il superamento di questa frattura mette in discussione il nostro sistema di protezione del lavoro e la sua attuale struttura. E questa discussione, da quindici anni, ci spaventa e ci paralizza. Ma è un timore infondato: una soluzione è possibile senza toccare la posizione di chi ha già un rapporto di lavoro stabile, regolato dalla vecchia disciplina; offrendo a tutti i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro, e anche agli adulti che il lavoro lo hanno perso, qualche cosa di molto, molto meglio rispetto alle prospettive che oggi si offrono loro nel nostro mercato del lavoro. E facendo finalmente un passo avanti verso quella “meritocrazia”, tanto predicata quanto poco praticata in casa nostra.

La pazienza con cui la società civile ha sopportato fin qui i guasti dell’apartheid nel mercato del lavoro non deve ingannare. Il silenzio delle generazioni più giovani non è acquiescenza. Quello delle generazioni meno giovani non è indifferenza. Sta ora alla classe politica dimostrare che il suo silenzio non è – come spesso appare – impotenza.Una proposta per superare il precariato – ItaliaFutura.it.


G. Casale, Assistere a casa: Guida alla soluzione dei problemi che si presentano nell’assistenza domiciliare –

Novità ottobre 2011
Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura
di una persona malata
nel suo domicilio
ASSISTERE A CASA
Volume di pagine 156  illustrato con 73 figure
ASSISTERE A CASA

Nuova per semplicità di linguaggio e facilità di comprensione di contenuti scientificamente rigorosi,questa Guida pratica scaturisce dall’esperienza di sanitari al lavoro ogni giorno con persone malate nei loro contesti familiari, affrontando tutto quello che può accadere all’interno delle case durante l’assistenza domiciliare.

Con il supporto di figure esplicative, il volume illustra in dettaglio le particolari situazioni con cui la famiglia e il malato stesso devono confrontarsi
 e gli accorgimenti da adottare in base allo stato del paziente che necessita sia di cure mediche sia di un’assistenza di tipo operativo anche attraverso l’utilizzo di appositi presidi.

Nella trattazione dei seguenti argomenti, il testo pone l’attenzione sulle necessità più importanti, sui dubbi più comuni, sulle possibili situazioni “difficili” che a volte diventano vere urgenze, senza dimenticare i piccoli interrogativi che spesso sono motivo di forte ansia non solo per il paziente ma anche per i familiari:

1.
LA RETE DEI SERVIZI TERRITORIALI E LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
La continuità assistenziale.
I servizi sociali.
Il coordinamento dei servizi.

2.
IL PAZIENTE A CASA
Come organizzare la casa.
Come muovere il malato.
L’igiene.
Cambio degli indumenti.
Disinfezione-sterilizzazione.

3.
ALIMENTAZIONE E MALATTIA
Diabete.
Ipertensione/Insufficienza cardiaca.
Insufficienza renale.
Disidratazione.
Presenza di lesioni da pressione.
Nutrizione artificiale.

4.
LA GESTIONE DEL DOLORE
Il dolore.
La terapia del dolore.

5.
TECNICHE DI ASSISTENZA
Controllo generale del paziente.
Gestione dei farmaci a domicilio.
Sostegno respiratorio.
Sostegno nutrizionale.
Sostegno nell’eliminazione urinaria e intestinale.
Cura della cute.

6.
SITUAZIONI PER LE QUALI BISOGNA AVVERTIRE IL MEDICO E L’INFERMIERE
Alterazioni dello stato mentale.
Vomito.
Alterazioni dell’alvo.
Dolore.
Febbre.
Convulsioni-Attacco epilettico.
Emorragia-Perdita di sangue.
Affanno-Respira male-Dispnea.

7.
LA RIABILITAZIONE
Paziente con problemi ortopedici.
Paziente con problemi neurologici.
Riabilitazione respiratoria.
Gli ausilii.

8.
IL RUOLO DEL VOLONTARIO.

9.
DIRITTI DEL MALATO E DELLA FAMIGLIA: COME MUOVERSI NELLA RETE DEI SERVIZI.

G. Casale, specialista oncologo e gastroenterologo, fondatore dell’Associazione, Unità Operativa di Cure Palliative ANTEA, di cui è anche coordinatore sanitario e scientifico, membro di molte Commissioni del Ministero della Sanità in ‘Cure Palliative’, autore di diverse pubblicazioni, docente in numerosi Master Universitari.
C. Mastroianni, infermiera esperta in cure palliative, presidente di Antea Formad (scuola di formazione e ricerca di Antea Associazione), membro del comitato scientifico
dei Master per infermieri e medici in cure palliative dell’ Università degli studi di Roma Tor Vergata.


La Camera ha confermato la fiducia al governo. I voti a favore sono stati 316, 301 i contrari. La maggioranza richiesta era di 309 voti. I votanti in tutto sono stati 617. Decisivi i radicali

Il governo ottiene la fiducia, 316 voti

La Repubblica
La Camera ha confermato la fiducia al governo. I voti a favore sono stati 316, 301 i contrari. La maggioranza richiesta era di 309 voti. I votanti in tutto sono stati 617. Scoppia il caso Radicali. Il premier: “Vado da Napolitano”. 

Google News.


Il potere in Italia, dibattito con Lucia Annunziata, Ferruccio De Bortoli, Armando Spataro, 20 0ttobre 2011, Fondazione Corriere della Sera


bisognerebbe reintrodurre l’Ici: Audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma fiscale e assistenziale, Daniele Franco , Banca d’Italia

Daniele Franco (Capo della Ricerca Economia della Banca d’Italia) e Vieri Ceriani (Responsabile per le questioni tributarie dell’Istituto) - Roma - Commissione 6ª del Senato della Repubblica (Finanze e tesoro)

da Banca d’Italia – Altri interventiIl capo della ricerca economica di Bankitalia,

Daniele Franco, durante un’audizione al Senato ha dichiarato che bisognerebbe reintrodurre l’Ici, la tassa sugli immobili comunali che Silvio Berlusconi ha eliminato. Secondo Bankitalia va reintrodotta perché, “Espone il rischio di trasferimento dell’imposta sugli esercizi commerciali, sugli studi commerciali o sui proprietari di seconde case”.


Divisioni di obiettivi e programmi dentro le forze politiche di sinistra

 

 


L’italia ce la può fare, estratto dell’intervista all’economista Alberto Quadrio Curzio che uscirà sul prossimo numero del Corriere delle Opere

….
Quali sono le soluzioni per uscire da questa difficile situazione?
«Vedo due soluzioni. La prima è che l’Europa prenda una decisione netta riguardo gli eurobond. Si tratta di una misura che io ho sostenuto fin dal 2004, prima che la crisi scoppiasse. In un articolo recente scritto per il Sole 24 Ore insieme a Romano Prodi, li abbiamo configurati come eurounionbond che dovrebbero avere come garanzia patrimoniale l’oro delle riserve ufficiali e titoli azionari delle reti di trasporto (energia, telecomunicazioni ecc.) partecipate dallo Stato. È una soluzione che io continuo a considerare non solo fattibile, ma anche auspicabile perché, attraverso le emissioni di eurounionbond, si potrebbe, da un lato, alleggerire il debito pubblico dei singoli Stati, dall’altro lato, realizzare investimenti in infrastrutture europee che stimolino la crescita.

Questa, secondo me, rimane la strada maestra. Continuo a interrogarmi sul perché le riserve auree, che sono “pietrificate” nelle Banche centrali europee – le quali hanno le maggiori riserve auree ufficiali del mondo -, non vengano messe a garanzia di un’emissione obbligazionaria. Una tale emissione così garantita andrebbe a ruba, ma vi è una sorda resistenza, senza spiegazioni, verso questa soluzione. In ogni caso, se non si fanno gli eurobond l’Europa non uscirà mai da questa situazione. Capisco che la Germania non li voglia perché teme di rimanere essa stessa gravata dai debiti degli altri se ci si dovesse basare solo su garanzie nominali. Ma gli eurounionbond sarebbero garantiti da beni reali come l’oro, azioni di partecipazioni statali in grandi reti di trasmissione di energia elettrica, nelle pipeline del gas, nella rete ferroviaria».

L’italia ce la può fare.


Massimo Cacciari su Pd al nord, crisi grave del bipolarismo italiano, necessità di un patto costituente, ospite in studio di SkyTG24

Qui con la massima chiarezza (che mai saprei esprimere con la stessa lucida capacità) quello che penso della attuale situazione politica

PD al Nord, Massimo Cacciari ospite in studio di SkyTG24

video.sky.it

Guarda il video PD al Nord, Massimo Cacciari ospite in studio di SkyTG24. Aggiornati con le ultime video notizie di Sky

L’integrazione socio-sanitaria, di Lidia Goldoni, Forum sulla non Autosufficienza

Per cercare un filo di un percorso, sconnesso, iniziato almeno dai tempi dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978) ma mai del tutto esplorato. La ricerca di questo filo guiderà la rubrica che inizia qui

l’intero articolo è qui: Forum sulla non Autosufficienza.


La disabilità in Lombardia: cosa è cambiato e cosa cambierà Venerdì 28 ottobre Sala Chiostro Convento S. Cristoforo (sede Provincia), via Fanfulla, Lodi Con il patrocinio di Comune di Lodi, Provincia di Lodi

Seminario a Lodi:

La disabilità in Lombardia:
cosa è cambiato e cosa cambierà

Venerdì 28 ottobre
Sala Chiostro Convento S. Cristoforo (sede Provincia), via Fanfulla, Lodi

Con il patrocinio di Comune di Lodi, Provincia di Lodi
Programma:

9.00 - Registrazione

9.15 - Saluto introduttivo e apertura
Mariano Peviani (Assessore Provincia di Lodi) Fabrizio Santantonio  (Consigliere Regionale)

Interventi: coordina i lavori Alessandro Manfredi (Presidente Gruppo Intesa)

  • Come è cambiato il welfare in Lombardia - Diletta Cicoletti – IRS, Giovanni Merlo – Ledha
  • Come sta cambiando il welfare per la disabilità - Laura Abet – Ledha
  • Cosa cambierà nei prossimi 10 anni: il Piano di Azione Regionale sulla Disabilità - Mario Melazzini – Regione Lombardia, coordiantore Gruppo di Approfondimento Tecnico sulla Disabilità)
  • Il Piano di Zona e le politiche per la disabilità - Donatella Barberis – Direttore Ufficio di PIano
  • Le politiche comunali a favore della disabilità - Silvana Cesani – Assessore Servizi Sociali del Comune di Lodi
  • Il ruolo dell’ASL all’interno del Piano di Azione Regionale - Giancarlo Iannello – Direttore Sociale ASL di Lodi
Dibattito:

Sono previsti gli interventi del Consorzio Lodigiano Servizi alla Persona, delle Cooperative Sociali , delle Associazioni dei Famigliari dei Disabili e delle Organizzazioni Sindacali Confederali

13.15 – Chiusura lavori

ACCESSO GRATUITO PREVIA ISCRIZIONE ON LINEwww.lombardiasociale.it/eventi-e-iniziative/
Sono stati richiesti al CROAS i crediti formativi per gli assistenti sociali

Per informazioni: LOMBARDIA SOCIALE –segreteria@irsonline.it – www.lombardiasociale.it


Carlo Galli, Il disagio della democrazia, Einaudi

Carlo Galli

Il disagio della democrazia

2011
eBook
pp. 100 
€ 6,99
ISBN 9788858405079

Esiste il disagio della democrazia, la rassegnata accettazione del suo cattivo funzionamento e del progressivo restringimento degli spazi civili e degli orizzonti vitali. Ma dal disagio può avere origine anche la rivitalizzazione della democrazia, il rilancio del suo significato umanistico.

Altre edizioni:Il disagio della democrazia. 2011. Vele

Mentre chi non ne gode lotta per realizzarla, chi l’abita da tempo sperimenta l’esaurirsi della sua forza vitale. Mentre sembra l’unica forma politica legittima, la democrazia conosce molti gravi problemi che la sfidano dall’esterno e dall’interno, e che possono sfociare in una crisi complessiva della democrazia.
Un’analisi di questi e di altri paradossi, condotta attraverso una genealogia storica e concettuale, getta luce sull’intricata vicenda della democrazia, sui suoi molti significati, sulle sue contraddizioni e sulle principali riflessioni che l’hanno accompagnata e criticata. E suggerisce che, se la democrazia non è un destino, tuttavia, rivisitata senza dogmatismi e senza trionfalismi, custodisce in sé la fragile speranza in un’umanità capace di dare legge a se stessa, nella dignità e nella libertà di tutti.

Leggi un estratto (pdf) (?)

Carlo Galli, Il disagio della democrazia < Libri < Einaudi.


Censimento ISTAT 2011 – Il questionario


definizione dei criteri minimi di autorizzazione al funzionamento per i servizi sociali per la prima infanzia, preliminare alla richiesta di accreditamento, Distretto sociale est Milano/Pioltello, Rodano, Segrate, Vimodrone


Guida aggiornata sulla cittadinanza, Ministero Dell’Interno

On line la guida aggiornata sulla cittadinanza

Nel documento del Dipartimento libertà civili e immigrazione i principi fondamentali, i requisiti necessari, le competenze, le statistiche e le indicazioni per consultare on line lo stato della pratica

La prima pagina del documentoCome orientarmi se voglio richiedere la cittadinanza italiana, sia io un privato direttamente interessato o un legale che assiste il suo cliente? Quali sono i requisiti, dove presento l’istanza, come verifico lo stato del procedimento? A questa e altre domande risponde la nuova guida aggiornata sulla cittadinanza realizzata dal Dipartimentro per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno.

Si parte da un viaggio nei principi fondamentali su trasmissibilità, acquisto, perdita, ri-acquisizione, doppia cittadinanza per passare ai casi particolari di riconoscimento e alla disciplina della concessione per matrimonio o residenza fino alle modalità per consultare on line lo stato del singolo procedimento attraverso il servizio attivato nel luglio 2010 dal dipartimento.

Infine, oltre alla normativa in materia, i dati statistici sul triennio 2008-2010, dai quali emerge un progressivo aumento delle domande di cittadinanza accolte – 40.223 nel 2010 a fronte delle 39.484 del 2008 – e anche uno spaccato della nostra società. La maggior parte dei procedimenti conclusi positivamente nel 2010, ad esempio, si concentra a Milano a livello provinciale, e in Piemonte a livello regionale, mentre sempre nel 2010 è il Marocco a detenere il record di richieste di cittadinanza italiana accolte sia per matrimonio che per residenza.

da Ministero Dell’Interno – Notizie.


Corte dei Conti sulla Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale, 11 ottobre 2011

11 ottobre 2011 – Sezioni riunite in sede di controllo – Audizione del Presidente della Corte dei conti presso la VI Commissione Finanze Camera dei deputatiElementi per l’audizione sull’A.C. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”

 


Giorgio Napolitano: “la mancata approvazione, da parte della Camera, dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato, e, negli ultimi tempi, l’innegabile manifestarsi di acute tensioni in seno al governo e alla coalizione, con le conseguenti incertezze nell’adozione di decisioni dovute o annunciate …”

“Interrogativi e preoccupazioni dopo la mancata approvazione dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dello Stato”

“Ho finora sempre preso imparzialmente atto della convinzione espressa dal governo e dai rappresentanti dei gruppi parlamentari che lo sostengono circa la solidità della maggioranza che attraverso reiterati voti di fiducia ha confermato il suo appoggio all’attuale esecutivo. Ma la mancata approvazione, da parte della Camera, dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato, e, negli ultimi tempi, l’innegabile manifestarsi di acute tensioni in seno al governo e alla coalizione, con le conseguenti incertezze nell’adozione di decisioni dovute o annunciate, suscitano interrogativi e preoccupazioni i cui riflessi istituzionali non possono sfuggire”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione al voto espresso ieri dall’Assemblea di Montecitorio.

“La questione che si pone – si legge ancora nella dichiarazione del Capo dello Stato – è se la maggioranza di governo ricompostasi nel giugno scorso con l’apporto di un nuovo gruppo sia in grado di operare con la costante coesione necessaria per garantire adempimenti imprescindibili come l’insieme delle decisioni di bilancio e soluzioni adeguate per i problemi più urgenti del paese, anche in rapporto agli impegni e obblighi europei. E’ ai soggetti che ne sono costituzionalmente responsabili, Presidente del Consiglio e Parlamento, che spetta una risposta credibile”.


Welfare Oggi – La nuova rivista dei servizi sociali: la proposta 2012

WELFARE OGGI - bimestrale
Rivista Welfare OggiIN QUESTO NUMERO

  • Politiche
  • Speciale – dizionario Della Crisi
  • Più spesa pubblica e meno servizi
  • Gli anziani non autosufficienti
  • I servizi socio-educativi alla prima infanzia
  • La povertà
  • Come valutare la condizione economica degli anziani?
  • Servizi
  • Casa amica notte e giorno
  • Nuovi indirizzi per le cure domiciliari in Campania
  • Un nuovo modello di programmazione per le cure domiciliari in Sicilia
  • Le cure domiciliari nel Sud
  • La persona è una
  • Una scelta possibile
  • L’incerto equilibrio tra qualità e sostenibilità
  • Famiglia + Famiglia
  • Una nuova stagione di esternalizzazioni
  • Progettazione partecipata e interventi a favore dei minori
  • Una “porta aperta” per affrontare – insieme – la crisi
  • Strumenti
  • Cartella sociale informatizzata: come?
  • Elogio dell’incertezza
  • Aiutare i veri poveri è possibile
  • Ai bambini serve l’asilo nido?
  • Se fossi assistente sociale

NEI PROSSIMI NUMERI

  • Speciale. La lotta ai “falsi invalidi”
  • I cambiamenti normativi
  • I piani straordinari di verifica
  • Lo scenario e le competenze
  • L’indennità di accompagnamento
  • Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati
Servizi Sociali oggi è diventata Welfare oggi, proponendosi come un periodico utile a chi è impegnato nel welfare e, allo stesso tempo, di piacevole lettura.
LA STRUTTURA

  • Politiche - la spiegazione e discussione delle scelte nazionali e regionali che hanno forti conseguenze sull’operatività locale.
  • Servizi - le esperienze locali di organizzazione e funzionamento dei servizi. Articoli scritti da chi queste esperienze le fa e ci lavora. Si presentano, in modo chiaro, cosa fanno i colleghi nelle altre realtà italiane e come trarne spunti per la propria esperienza.
  • Strumenti - specifici approfondimenti sulle diverse opzioni per la gestione dei servizi e sugli strumenti valutativi e di sostegno alla progettazione a disposizione degli operatori.

LE RUBRICHE

  • Due minuti - spinte e cambiamenti profondi… in breve!
  • Secondo me - interviste e idee tanto stimolanti quanto differenti da quelle contenute in altri articoli.
  • Ping-pong - confronta e discute posizioni divergenti sui grandi temi. L’obiettivo prioritario è far capire al lettore quali sono le principali posizioni in campo e su cosa si differenziano.
  • Integra-azione - una rubrica, a cura di Lidia Goldoni, tutta dedicata all’integrazione sociosanitaria, il nodo chiave per il welfare del futuro. A partire dai dati di realtà, si discute di prassi e programmi, di linee guida e protocolli assistenziali.
  • Messaggi dalla ricerca - in breve, le cose che “non possiamo non sapere” dal mondo della ricerca sociale più avanzata, dalle riviste internazionali, dai volumi appena pubblicati…
  • Fermi tutti - Personaggi noti di altri settori e mondi professionali che ci raccontano quello che pensano del nostro mondo.

GRATIS CON L’ABBONAMENTO

  • Preview
    Un servizio che permette di consultare, leggere, creare e scaricare in PDF la rivista a cui si è abbonati, con 15 giorni di anticipo rispetto alla normale distribuzione postale.
    www.preview.periodicimaggioli.it
  • Newsletter
    328 news (quindicinale)
    a tutti coloro che desiderano ulteriori approfondimenti, la Newsletter propone il quadro aggiornato sulle novità.

Zawahiri si congratula con i ribelli libici per la conquista di Tripoli e li invita ad imporre la sharia

islamisti, l’estremo pericolo

In un video di poco più di 13 minuti postato ieri su internet e scovato
dal Centro americano di monitoraggio dei siti islamici (Site), Zawahiri si
congratula con i ribelli libici per la conquista di Tripoli e li invita ad
imporre la sharia, …
<http://www.tio.ch/Estero/News/653092/Terrorismo-Zawahiri–Sharia-in-Libia-rivolta-in-Algeria>


Glossario: rendiconto generale dello Stato

Il rendiconto generale dello Stato è un obbligo costituzionale previsto dall’articolo 81 (meglio conosciuto per il pareggio di bilancio), con cui il Governo aggiorna il Parlamento sui risultati della gestione finanziaria. In questo caso quella dell’esercizio 2010.

Si tratta in sostanza di un dettagliato monitoraggio delle entrate, delle spese e dei residui rispetto alle iniziali previsioni approvate dal Parlamento. Nella seconda parte del Ddl c’è il conto del patrimonio, in cui sono riportate le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato.

all’intero articolo: Un atto obbligatorio per Costituzione – Il Sole 24 ORE.


WOL WELFARE ONLINE numero 5 – 2011

nuovo numero di WOL, scaricabile cliccando sul link sotto riportato. I numeri precedenti sono disponibili nella sezione Rivista WOL

WOL – Numero 5 Anno VII


In questo numero:

• “Politiche sociali e manovre economiche: un’analisi” di Emiliano Monterverde – pag. 2
• “Il futuro degli interventi e dei servizi sociali nei Comuni” di Roberto Fantozzi – pag. 4
• “Giovani con disabilità che «imparano facendo»” a cura di Superando.it – pag. 7

Le nostre rubriche:

• “LibrInMente” a cura di Silvia Spatari – pag. 3
• “Cineforum” a cura di Matteo Domenico Recine – pag. 6


La rappresentazione visiva di Silvio Berlusconi nel mondo


Governo battuto sul rendiconto generale dello Stato. L’articolo 81 della Costituzione della Repubblica

Costituzione della Repubblica

Art. 81.

Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.

L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.

Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.

Governo battuto sul rendiconto generale dello Stato. Ipotesi maxi-emendamento con fiducia o discorso del premier – Gli assenti al voto della maggioranza
di Nicoletta Cottone
I deputati hanno bocciato l’articolo 1 del testo; 19 i deputati del Pdl assenti. Non ci sono precedenti: si cerca una soluzione – il PREMIER E SCAJOLA CERCANO DI RICOMPORRE, MA LA DISTANZA RESTA (DI CELESTINA DOMINELLI)  …»

La bocciatura sul rendiconto generale dello stato non è un semplice incidente parlamentare. Può avere gravi conseguenze giuridiche e politiche.

Editoriali e analisi dalla stampa italiani.

L’importanza del rendiconto spiegata dal Sole 24 Ore.

Gli editoriali di Stefano Folli sul Sole 24 Ore, Massimo Franco sul Corriere della sera e Massimo Giannini su Repubblica. L’analisi tecnica del costituzionalista Alessandro Pace e quella psicanalitica del Post


WOL – Welfare On Line, N. 4, Giugno-Luglio 2011, Associazione Nuovo Welfare

WOL – Welfare On Line, N. 4, Giugno-Luglio 2011
copertina_wol_luglio 2011


In questo numero:• “La povertà in Italia nel 2010. I dati del rapporto Istat” di Zaira Bassetti – pag. 2
• “Come si vive in Italia? Un atlante regionale e provinciale del benessere” di Chiara Gnesi e Anna Villa – pag. 4
• “Sussidiarietà fiscale e Welfare Society” diGiovanni Bartoli e Marco Marucci – pag. 9

Le nostre rubriche:

• “LibrInMente” a cura di Silvia Spatari – pag. 11

• “Cineforum” a cura di Matteo Domenico Recine– pag. 7

 

WOL luglio 2011

 

da  Associazione Nuovo Welfare.


Volumi – G. MIGLIO, Lezioni di politica

G. MIGLIO

Lezioni di politica

I. Storia delle dottrine politiche

Collana “Saggi”

pp. 352, € 27,00
978-88-15-23329-5
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 25/08/2011

Copertina 23329

G. MIGLIO

Lezioni di politica

II. Scienza della politica

Collana “Saggi”

pp. 520, € 33,00
978-88-15-23331-8
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 25/08/2011

Copertina 23331


Nel corso del suo magistero all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gianfranco Miglio ha insegnato diverse discipline, storiche, giuridiche, politologiche, dei cui strumenti si serviva per interpretare i fenomeni politici al centro dei suoi interessi e del suo lavoro intellettuale. Nelle “Lezioni di politica” – ricostruite sulla base di documentazione originale – è contenuto il materiale relativo ai due fondamentali insegnamenti in cui si è tradotto il suo pensiero, basato su una osservazione rigorosamente realistica e disincantata della politica, sfrondata da ogni elemento estraneo alla ‘pura’ problematica del potere e della sua realtà effettuale. Miglio ricostruisce il pensiero degli autori usando come criterio di misura la scientificità delle loro asserzioni, cioè la capacità di esprimere le ‘regolarità’ della politica fino a suggerire la possibile esistenza di leggi dell’agire politico: la sua “Storia delle dottrine politiche” finisce, infatti, là dove comincia la sua “Scienza della politica”, in cui egli riversa le sue originali elaborazioni su metodo, caratteri e grandi questioni aperte della disciplina.

Gianfranco Miglio (1918-2001), preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dal 1959 al 1988, senatore della Repubblica dal 1992 al 2001, ha fondato importanti centri di ricerca nell’ambito della storia e della scienza dell’amministrazione. Molti dei suoi più importanti contributi scientifici sono raccolti in “Le regolarità della politica” (Giuffrè, 1988).


L’operatore socio-sanitario: il nuovo Manuale per la formazione e le prove concorsuali

ità luglio 2011
IV edizione
L'OPERATORE SOCIO-SANITARIO
› Con test a risposta
multipla e sintetica

› Casi clinici svolti
e commentati

L’OPERATORE SOCIO-SANITARIO
Manuale teorico-pratico
per i concorsi e la formazione dell’OSS
Indispensabile per la formazione di base e la preparazione ai concorsi, questo Manualefornisce una completa ed efficace metodologia di apprendimento che permette di sviluppare i concetti teorici, valutare le conoscenze e le capacità acquisite, analizzare le competenze attraverso casi specifici.

Di agevole lettura e facile consultazione, la quarta edizione di questo apprezzatissimo volume si presenta del tutto esaustiva sia sul piano concettuale che operativo, organizzata razionalmente in tre parti:

PARTE PRIMA
L’ORGANIZZAZIONE SANITARIA E SOCIO-ASSISTENZIALE
Legislazione e organizzazione sanitaria.
Il Servizio Sanitario Nazionale.
L’integrazione degli interventi sociali e sanitari e la rete dei servizi.
IL QUADRO GIURIDICO E CONCETTUALE DI RIFERIMENTO DELL’OPERATORE SOCIO-SANITARIO
Le figure di supporto: evoluzione, profili, normativa di riferimento e attività.
L’operatore socio-sanitario (OSS).
La formazione complementare dell’OSS.
L’integrazione dell’OSS nei processi assistenziali e con le altre figure professionali.
L’équipe assistenziale.
Le professioni sanitarie e sociali.
L’attribuzione di atti e il processo della delega nell’assistenza infermieristica e sanitaria.
Il rapporto di lavoro nel pubblico impiego.
La responsabilità dell’operatore socio-sanitario.
Aspetti etici e deontologici.

PARTE SECONDA
LA PERSONA E L’IDENTIFICAZIONE DEI BISOGNI
Il concetto di persona.
L’ambiente.
La salute.
I bisogni fondamentali delle persone.
LA COMUNICAZIONE
La comunicazione efficace.
Il linguaggio non verbale.
La comunicazione interpersonale in ambito sanitario.
Il gruppo.
La sindrome del burnout.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO SANITARIO E SOCIALE
L’organizzazione del lavoro in sanità.
L’organizzazione dell’assistenza.
LAVORARE PER OBIETTIVI
Il processo d’assistenza infermieristica.
Metodologia del lavoro nelle strutture socio-assistenziali e utilizzo del PAI (Piano di Assistenza Individualizzato).
Gli strumenti per la valutazione: le scale.
Le cure domiciliari.
IL SISTEMA INFORMATIVO E LA DOCUMENTAZIONE
La documentazione sanitaria.
Linee guida, protocolli e procedure.
LA QUALITA’ E L’ACCREDITAMENTO
La qualità.
L’accreditamento.

PARTE TERZA
L’ACCOGLIENZA DELLA PERSONA
L’accoglienza del paziente in ospedale.
PROMUOVERE LA SICUREZZA DELL’AMBIENTE DI LAVORO
La salute e la sicurezza nell’ambiente di lavoro.
I rischi professionali in ambito sanitario.
Appendice: La movimentazione dell’assistito: comportamenti.
Gli ausili per la movimentazione.
PROMUOVERE LA SICUREZZA DELL’AMBIENTE E DELLA PERSONA
L’igiene.
Il microclima.
Il rischio biologico (infettivo).
L’ASSISTENZA ALLA PERSONA
Assistenza alla persona sottoposta ad intervento chirurgico

Assistenza preoperatoria
– U.O. di chirurgia.
– Preparazione preoperatoria del paziente.
– La preparazione del paziente nel giorno dell’intervento.
– Prevenzione delle infezioni: preparazione preoperatoria della cute.
– Esecuzione della tricotomia.
– Applicazione delle calze elastiche.
Assistenza postoperatoria
– Trasferimento del paziente alla sala di cure postanestesiologiche.
– Accoglienza del paziente nell’U.O.
– Le ferite.
– Le medicazioni chirurgiche.
– Idratazione e nutrizione per via orale.
– Mobilità e cura di sé.
– Collaborare per una medicazione.
Collaborare nella prevenzione e gestione delle lesioni da pressione
– Lesioni da pressione.
– Caratteristiche sedi cutanee.
– Processo di stadiazione.
– Raccomandazioni per la prevenzione.
– Fattori di rischio.
– Modalità per ridurre la pressione.
– Presidi per ridurre la pressione.
– Trattamento della lesione.
– Prevenzione delle infezioni.
Collaborare nella prevenzione del rischio di caduta.
Assistenza alla persona anziana
– Cause dell’invecchiamento.
– Classificazione dell’invecchiamento.
– Fattori di rischio.
Assistenza alla persona con handicap
– Conseguenze psichiche e sociali dell’handicap.
Assistenza alla persona morente
– Il malato terminale e l’Hospice.
– Le cure palliative.
– L’Organizzazione e la gestione dell’Hospice.
– Cura del corpo dopo la morte: la composizione della salma.
Aiutare nell’alimentazione
– Aiutare un adulto nell’alimentazione.
Garantire l’alimentazione
– Collaborare nell’introduzione e gestione del sondino nasogastrico/Nutrizione enterale.
– Collaborare all’inserimento del sondino nasogastrico (N.E.).
– Collaborare nella gestione in caso di mantenimento in sede della sonda.
– Collaborare nella rimozione del sondino.
– Nutrizione enterale (N.E.).
Aiutare nell’eliminazione
– Eliminazione urinaria.
– Alterazione della composizione dell’urina.
– Procedure per esami sulle urine.
– Raccolta delle urine tramite condom.
– Eliminazione intestinale.
– Garantire la cura di sé e il comfort: utilizzo della padella.
– Garantire l’eliminazione urinaria: collaborazione nell’introduzione e gestione del catetere vescicale.
Cura della persona
– Garantire la cura di sé e il comfort (le cure igieniche).
– Rifacimento letto libero/Rifacimento letto occupato.
– Bagno/doccia/bagno a letto (le cure igieniche).
– Igiene del cavo orale.
Bisogno di muoversi
Collaborare nel garantire la mobilizzazione della persona

– Posizionamento/mobilizzazione a letto della persona.
– Mobilizzazione della persona.
– Trasferimento di un paziente su di una sedia a rotelle.
– Alzata dal letto alla carrozzina (paziente emiplegico).
Collaborare nella rilevazione di segni e sintomi
– Collaborare nella rilevazione della temperatura corporea.
– Collaborare nella rilevazione del polso.
– Collaborare nella rilevazione della pressione arteriosa incruenta.
– Collaborare nella rilevazione della respirazione.
Collaborare nella corretta applicazione delle prescrizioni terapeutiche: l’assunzione dei farmaci
– Conservazione dei farmaci.
– Aiutare nell’assunzione dei farmaci.
NORME DI PRIMO SOCCORSO
Conoscenze generali.
Rianimazione cardiopolmonare.
Procedure Basic Life Support (BSL). Il supporto di base delle funzioni vitali.

»
VALUTAZIONI DI APPRENDIMENTO
Valutazione apprendimento di Parte Prima
 (51 domande aperte e a risposta multipla).
Valutazione apprendimento di Parte Seconda (40 domande aperte e a risposta multipla).
Valutazione apprendimento di Parte Terza (214 domande aperte e a risposta multipla).
22 casi clinici per i quali evidenziare competenze richieste ed interventi da attuare. 


P. Di Giacomo,
 Infermiera, ostetrica, dottoressa in Scienze infermieristiche ed ostetriche, professore a contratto di Scienze infermieristiche ed ostetriche Università di Bologna, Udine, Padova e Firenze, coordinatore didattico Corso di laurea in Infermieristica Polo Didattico Scientifico Rimini Università di Bologna, docente e coordinatore sanitario ai corsi di formazione per operatore socio-sanitario.
M. Montalti, Dottoressa in scienze infermieristiche ed ostetriche, professore a contratto di Infermieristica e di Introduzione alla metodologia della ricerca infermieristica Università di Bologna, Corso di Laurea in Infermieristica, coordinatore didattico Corso di laurea in Infermieristica Polo Didattico Rimini.

Buoni lavoro: cosa sono e come usufruirne – La guida lavoro di Moduli.it – GuidaLavoro


Federalismo fiscale: Dossier di documentazione – Regioni.it

Federalismo fiscale: Dossier di documentazione

(regioni.it) E’ stato pubblicato sul sito www.regioni.it il “Dossier” di documentazione legislativa “Federalismo fiscale: la Legge n. 42/2009 e decreti attuativi” a cura del “Centro interregionale studi e documentazione” (Cinsedo), aggiornato ad “Ottobre 2011”.
“L’attuazione dell’art. 119 della Costituzione, che sancisce l’autonomia di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, è definita dalla Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 103 del 6 maggio 2010. La Legge 8 giugno 2011, n. 85 ha prorogato di 6 mesi i termini per l’esercizio della delega (slittati, pertanto, al 5 novembre 2011).
Ne sono scaturiti otto decreti legislativi che, terminato il loro iter, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Il presente lavoro è una raccolta dei decreti legislativi attuativi della Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”. Di seguito, l’elenco dei decreti con l’esito in Conferenza Unificata e data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
1. Federalismo demaniale: Decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85
Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata. Sottoposto alla Conferenza Stato- Città e Autonomie locali che ha espresso parere favorevole il 4 marzo 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 134 dell’11giugno 2010;
2. Roma Capitale: Decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156 – Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 20 luglio 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 219 del 18 settembre 2010;
3. Fabbisogni standard: Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216 Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 29 luglio 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 294 del 17 dicembre 2010;
4. Federalismo municipale: Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 28 ottobre 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 67 del 23 marzo 2011;
5. Autonomia tributaria di Regioni e Province: Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68
Schema di decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010 a seguito dell’Accordo politico Governo-Regioni. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 109 del 12 maggio 2011.
6. Perequazione e rimozione squilibri: Decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88
Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 20 gennaio. Parere reso dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale il 5 maggio 2011. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 143 del 22 giugno 2011.
7. Armonizzazione sistemi contabili: Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118: Schema di decreto legislativo Armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti e organismi.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 3 marzo 2011. Parere con condizioni e osservazioni reso l’8 giugno 2011 dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 172 del 6 luglio 2011.
8. Sanzioni e premi per Regioni, Province e Comuni: Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 18 maggio 2011. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 219 del 20 settembre 2011.
Questo l’indice del volume:
Introduzione
Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” pag. 1
Decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85 “Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42.” pag. 22
Decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156 “Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale.” pag. 35
Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216 “Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province.” pag. 41
Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 “Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale.” pag. 51
Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 “Schema di decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.” pag. 82
Decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88 “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali.” pag. 125
Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Schema di decreto legislativo Armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti e organismi.” pag. 138
Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149. “Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42.” pag. 216

( red / 11.10.11 )

da newsletter – Regioni.it.


L’immaginario leghista. Genealogia, Mitologia, Clinica, Giovedì 13 e Venerdì 14 ottobre 2011 presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

L’immaginario leghista è un fenomeno che non può essere compreso all’interno dei canoni della razionalità politica perché si regge su elementi di differente natura e presenta caratteri originali.  L’evento si terrà Giovedì 13 e Venerdì 14 ottobre 2011 presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano


Islamisti: Marzieh Vafamehr per aver preso parte a un film che denunciava le limitazioni imposte agli artisti dalla repubblica islamica e’ stata condannata a un anno di carcere e novanta frustate

ISLAMISTI: L’ESTREMO PERICOLO

Marzieh Vafamehr per aver preso parte a un film che denunciava le limitazioni imposte agli artisti dalla repubblica islamica e’ stata condannata a un anno di carcere e novanta frustate


Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE, in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15

Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE,

pubblicato in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15


Non ci sono più … ma li si può ricordare

Non ci sono più

ma li si può ricordare


Persone conosciute
Politica
Cinema
Musica
Letteratura
SociologiaFilosofia

Psicanalisi


LA MEMORIA LUNGA “Noi sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, che può suonare Bach e Schubert, e andare a fare la sua giornata di lavoro ad Auschwitz la mattina”. George Steiner


LA MEMORIA LUNGA


LIBRI

 

  • Gabriel Schoenfeld, Il ritorno dell’antisemitismo, Lindau, 2005

 

Schoenfeld dimostra che, oggi, le idee più perniciose sugli ebrei non vengono formulate dalle frange oppresse e derelitte della società, ma dagli elementi istruiti e «progressisti».

 

Ciò vale per il mondo islamico ma è ancor più vero in Occidente.

 

Attualmente gli antisemiti si trovano soprattutto nelle facoltà universitarie e nei grandi giornali. E se in passato l’antigiudaismo affiorava in periodi di gravi tensioni politico-economiche, oggi riaffiora invece nelle prospere e sicure democrazie occidentali.

Vedi anche:
Gli ebrei e la  Shoah

2006


2005


2004


2003


Armenia
  • Yves Ternon, Gli armeni. 1915-1916: il genocidio dimenticato, Rizzoli, Milano 2003, pagg. 428

Comunismi
Europa: i totalitarismi del Novecento
Terrorismo di matrice islamica

LA MEMORIA BREVE: commemorazioni

“Commemorare non è vuota retorica e neppure sfogo di massa: 

è difendersi dalla tentazione dell’oblio.

E questo perchè non siamo nulla in assoluto. 

Siamo soltanto ciò che siamo stati, meglio: ciò che ricordiamo di essere stati”

Umberto Galimberti, Parole nomadi, Feltrinelli, 1994, p. 107

LA MEMORIA BREVE:

commemorazioni


Ricordi
La morte “privata”

LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica. Una rassegna all’interno del ciclo politico 1994-?, a cura di Paolo Ferrario

LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica

Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.

Questo linguaggio funziona così:
aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito

i link sottostanti rimandano al lavoro di analisi che effettuavo sul sito www.segnalo.it e terminano nel 2006.  Negli anni successivi il miserabile (ma necessario) monitoraggio di questa degradazione linguistica si sposta qui: http://polser.wordpress.com/category/3-politica-italiana/linguaggio/ Oggi occorrerebbe includere in questa ricerca il linguaggio dell’attore gheddafiano  Grillo  e agli esponenti del suo personalistico movimento che si chiama, credo, “il popolo viola” . Ma il disgusto è troppo profondo per dedicargli troppo tempo:  ”Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, Dante, La divina commedia

 

2006

2005

2004

2003

2002

2000


PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative, Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires n. 33, a cura dello Studio APS di Milano

Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studio

Venerdì 18 novembre 2011

Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea – Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires n. 33, Milano (MM1 – fermata LIMA)

La ricerca e la costruzione di piste di lavoro alternative

In questa giornata intendiamo proporre piste di lavoro per gestire in modo più efficace stress, fatiche e sofferenze, elementi che attraversano la vita delle organizzazioni e dei soggetti che ne sono parte o con loro interagiscono. Ciò a partire da riflessioni e orientamenti che aiutino a riconoscere le diverse modalità con cui organizzazioni e individui cercano di affrontarle.

Sono pensieri e spunti maturati dalla nostra esperienza, da quelle di alcuni studiosi particolarmente significativi e, più in specifico, dal lavoro di ricerca che lo Studio APS ha realizzato nei mesi che ci separano dalla Giornata di Studio realizzata nel 2010. Quella era stata un’occasione per presentare e analizzare situazioni lavorative differenti in cui, per varie ragioni, gli individui si ritrovavano demotivati, frustrati, affaticati e a volte sofferenti. In quell’occasione s’era cercato di comprendere meglio quali fossero alcune delle origini di quei malesseri, quali rapporti esistessero tra fatiche, desideri di benessere e illusioni di soluzioni esaustive.

Questa nuova giornata è stata pensata per dibattere, mettere in discussione, confrontare e arricchire riflessioni e ipotesi di comprensione e di azione. È stata preparata attraverso varie iniziative che hanno coinvolto accanto a soci e collaboratori dello Studio diversi interlocutori, alcuni con cui abbiamo da tempo contiguità di lavoro e altri contattati per la prima volta: abbiamo realizzato un seminario di due giornate in marzo e aprile, una serie di focus group con partecipanti appartenenti a diversi contesti lavorativi, dalle aziende private, agli ospedali, ai servizi territoriali nella prima metà di settembre e alcune interviste a testimoni privilegiati. A tutti coloro che abbiamo coinvolto va un sincero e vivo ringraziamento. Gli incontri hanno portato sguardi compositi e differenziati ed elaborazioni suggestive che ci proponiamo di riportare e sviluppare nella sede più ampia costituita appunto dalla Giornata di Studio prevista per il 18 novembre Soprattutto ci auguriamo che possa essere un incontro dedicato a quanti si misurano con le altrui e proprie paure, fatiche e sofferenze nelle situazioni di lavoro e che non credono in panacee, tecniche risolutive, ma ipotizzano che trattare queste dimensioni faccia parte di ogni impegno lavorativo e richieda un importante investimento in termini di pensiero.


Fatiche e sofferenze

Il lavoro è ricercato perché fonte di reddito, ma anche perché nella nostra società è una delle principali fonti di riconoscimento. Noi tutti abbiamo bisogno di rispecchiarci negli altri, nelle relazioni e nei prodotti. Il lavoro è dunque fonte di gratificazioni, può essere occasione di soddisfazioni fondamentali, ma è anche una scommessa, una sfida: ce la farò, ce la faremo?

Negli anni pare accresciuta la sua valenza simbolica. Così, mentre le fatiche e le sofferenze fisiche sono diminuite, paiono aumentate quelle emotive, psichiche ed è accresciuta la sensibilità in questa direzione.

Differenti e complesse sono parse le origini di fatiche e sofferenze. Da un lato la società, il mercato possono generare queste condizioni e riversarle nell’organizzazione e nelle persone che le compongono. Dall’altro si hanno richieste di cambiamenti, ritmi più stringenti, riduzioni di risorse, e soprattutto i modi con cui sono proposti/imposti questi mutamenti possono far soffrire persone e gruppi di lavoro. Anche i singoli soggetti importano, a volte, nelle organizzazioni tensioni, stress e dolori dalla loro vita privata, ansie collegate a conflitti interiori, delusioni e amarezze connesse a vicende familiari e sentimentali. Pensiamo che sia opportuno e interessante distinguere a che cosa siano riconducibili le diverse sofferenze per poter mettere a punto interventi mirati in grado di tutelare l’efficacia delle organizzazioni e la salute degli individui.

La nostra ipotesi è che fatiche e sofferenze siano, in una certa quota, intrinsecamente, parte del lavoro, che sia quindi illusorio pensare alle organizzazioni come a luoghi di benessere, depurati da queste condizioni. È possibile tuttavia investire per cercare di migliorare le condizioni di lavoro, per verificare se si tratti di fatiche sensate, se siano tutte effettivamente inevitabili. Per far ciò è fondamentale distinguere stress e fatiche. Possiamo in tal senso considerare la fatica come uno degli esiti dell’impiego di energie, del lavoro volto a modificare la realtà, trasformare oggetti e problemi, comprendere persone, analizzare questioni. Mentre possiamo rappresentarci le sofferenze come fatiche sproporzionate alle risorse disponibili o, più specificatamente, frustrazioni e lacerazioni dell’immagine di sé collegate a imposizioni di cui s’è perso il senso o di cui non si condivide per nulla la finalità.


I mondi in cui e con cui organizzazioni e singoli si trovano ad operare

Una delle fonti di stress e sofferenze sono quindi i contesti. Le nostre organizzazioni (servizi pubblici e privati, scuole, ospedali e aziende) operano in ambienti caratterizzati da crescenti incertezze. I mercati, ma più ampiamente i contesti socio-economici evidenziano diffuse situazioni di crisi. Crisi che spesso non sembrano la premessa alla realizzazione di cambiamenti desiderati. Gli scenari appaiono dinamici o turbolenti, ma anche nebbiosi: è assai difficile vedere che cosa ci attende nel futuro, a quali scenari stiamo andando incontro o stiamo/stanno costruendo. È difficile individuare modelli di società, modelli economici, soluzioni ai problemi macroeconomici e di governo credibili, capaci d’attrarre, appassionare, convincere.

Ciò significa che, se guardiamo fuori dalle organizzazioni in cui e con cui lavoriamo, lo scenario è spesso ansiogeno; spesso non troviamo consolazione per le fatiche che il lavoro comporta. In questa fase esso prevalentemente induce paure, fatiche e sofferenze. A queste le organizzazioni debbono far fronte cercando di non sfaldarsi, di non perdere l’orientamento, costruendo condizioni per continuare ad esistere e svilupparsi.

Molti in questi ultimi anni si confrontano poi con la paura che il proprio servizio, la propria azienda non ce la faccia, con l’ansia di perdere il posto di lavoro o di non poterlo conservare per i propri collaboratori, con le gravi difficoltà di molti giovani a entrare nel mondo del lavoro.

A volte si ha l’impressione di un impazzimento di cui non si comprende il senso. Il mondo, in questi ultimi anni, pare essere più minaccioso che rassicurante.


Gli individui: i clienti, i colleghi, i capi

Una quota importante di fatiche e di sofferenze è anche generata dai clienti: più o meno legittimamente riversano richieste, bisogni, fantasie sulle organizzazioni con cui interagiscono; spesso presi da esigenze e malesseri, richiedono attenzione, cura, aiuto. Questo accade non solo nei confronti delle organizzazioni specificatamente deputate a questa funzione – si pensi a ospedali, servizi sociali e sanitari, scuole – ma anche aziende istituzionalmente orientate a produrre beni e servizi d’altra natura si misurano con i problemi che clienti o fornitori riversano su di loro. Gestire le relazioni con i clienti è d’importanza cruciale, è una parte nodale del lavoro. Anch’essa genera soddisfazioni, ma anche fatiche e, a volte sofferenze.

A volte sono i colleghi stessi che riportano nell’organizzazione bisogni soggettivi e tensioni competitive che appesantiscono il clima. Circolano richieste di riconoscimento, di rassicurazione, di benessere che non possono trovare risposte. Delusioni e risentimenti aggravano le fatiche e le sofferenze di tutti.

A volte coloro che esercitano ruoli direttivi, risucchiati da attese di autoaffermazione e da spinte di acquisizione di maggior potere/consenso, finiscono per fare richieste esorbitanti ai collaboratori o a evitare di rispondere a richieste di relazioni ravvicinate vissute come pericolose.


Come vengono trattate fatiche e sofferenze nelle organizzazioni lavorative

Le organizzazioni lavorative sono sistemi complessi solo in parte riconoscibili nei disegni formali dei processi e degli organigrammi. Dirigenti, manager, gruppi, singole persone collegate tra di loro da relazioni formali, processi di lavoro e reti relazionali più ampie, cercano di erogare servizi, produrre beni e nel contempo di far fronte a situazioni relazionali difficili. Vengono date direttive, introdotti, imposti, proposti cambiamenti: nuove procedure, spostamenti, riduzioni del personale, … Tutto ciò espone le diverse componenti a incertezze, stress, speranze, paure. A generare fatica, piuttosto che sofferenza, in base alla nostra esperienza è risultato essere come non solo e non tanto il cosa si muta per attrezzarsi al futuro nelle organizzazioni, ma il come lo si fa. Ciò che genera sofferenza sembra essere soprattutto il non avere informazioni credibili, il non comprendere il senso di ciò che viene richiesto o imposto. Presi dall’ansia dell’introdurre e realizzare nuovi prodotti o servizi, nuovi processi, stressati da urgenze di efficienza ed efficacia, sembra non si riservi un adeguato spazio per condividere prospettive, ipotesi, fatiche e così si generano, spesso inconsapevolmente, sofferenze. Sofferenze che riducono paradossalmente e generalmente efficacia ed efficienza dell’organizzazione. Ciò, mentre abbiamo osservato come persone coinvolte, responsabilizzate, circa gli scenari, le necessità, le paure, gli stress, le fatiche richieste e necessarie, siano orientate ad investire consistentemente sulla loro organizzazione.

Possiamo osservare come queste dimensioni siano trattate in maniera assai diversa. In alcuni e diffusi casi esse sono semplicemente negate: non sono viste e sentite. Questa è una modalità che preclude la possibilità di valorizzare i segnali di stress, le fatiche e ipotizzare quindi interventi per farne qualcosa. È una modalità che espone a forti rischi di deterioramento non solo le persone, ma l’organizzazione stessa. Si possono osservare casi in cui le persone stesse sembra non siano viste.

Altre volte le si affronta illudendosi ed illudendo, con ciò si cerca di dipingere o rappresentarsi la situazione in un modo meno minaccioso. Ci si può illudere che la situazione non sia così difficile o che la soluzione sia a portata di mano: il capo, il consulente, la nuova tecnologia, …

Altre volte ancora si rileva come sia negata o minimizzata la dimensione emotiva, la profondità delle sofferenze anche a livello affettivo. Persone e team sembrano trasformarsi in oggetti, cose. La sofferenza negata peraltro riemerge in varie forme distruttive: somatizzazioni, malattie, conflitti distruttivi tra persone e parti dell’organizzazione, demotivazioni. La sofferenza non pensata, non accolta si sposta generando nuovi malesseri.

Ancora si osserva come un importante malessere sia ridotto, a volte, a fenomeno, patologia, difficoltà individuale. La sofferenza è vista semplicemente come una debolezza, una fragilità individuale. Allora si fa ricorso al farmaco, al medico, al counselor. Supporti pur utili, ma assai riduttivi, se solo individuali, se non sono indagate le connessioni organizzative.

Va pure sottolineato che in diverse organizzazioni alcuni tra coloro che occupano ruoli di direzione e di coordinamento, che hanno responsabilità gestionali o che sono negli staff delle risorse umane cercano di affrontare sofferenze di colleghi e soprattutto di collaboratori supportando e sollecitando comprensioni più attente e articolate per permettere ai singoli e all’organizzazione nel suo complesso di far decantare reazioni emotive e di vedere le situazioni in modo più articolato e lucido, considerando vincoli e perdite, ma anche opportunità e potenzialità. Essi testimoniano la possibilità di coniugare la consapevolezza delle difficoltà con la speranza di contribuire al progresso di individui e organizzazioni.


Orientamenti e ipotesi per costruire condizioni di lavoro più vivibili

Dalla nostra esperienza di lavoro e di ricerca ci pare di poter individuare alcune ipotesi interessanti e degli orientamenti da assumere per affrontare nelle organizzazioni fatiche e sofferenze. Linee d’intervento che vorremmo esplorare nella Giornata di Studio.

Per prima cosa è necessario prendere atto di queste dimensioni della vita lavorativa, avvicinarle per comprenderle, sviluppare, anche attraverso la decostruzione, ipotesi sulla loro origine. Si tratta di cercare, da un lato, d’evitare che le fatiche e lo stress si trasformino in sofferenze, quindi in fatiche rappresentate come insensate, fuori luogo e misura, e dall’altro lato costruire condizioni per ricondurre la sofferenza ad uno stato di fatica, di lavoro sostenibile e coniugato col piacere di costruire qualcosa in cui riconoscersi, qualcosa di utile. Come cercheremo di mettere a fuoco nella Giornata di Studio, ciò significa lavorare sul senso di ciò che accade e vogliamo realizzare, sulla fiducia, sull’equilibrio tra risorse (fisiche, professionali, mentali, emotive) e obiettivi. Significa riflettere e riconoscere i limiti e valorizzare le possibilità. La costruzione di condizioni di lavoro sostenibili passa attraverso la consapevolezza del limitato potere e delle responsabilità proprie e altrui.

da: http://www.studioaps.it/servizi_studio/pressostudio_giornate.html



“Conversando d’Alzheimer” incontri organizzati da A.I.M.A. Milano Onlus (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer)

iniziativa “Conversando d’Alzheimer” organizzata gratuitamente da A.I.M.A. Milano Onlus.

E’ un laboratorio per la formazione dei caregiver di malati di Alzheimer, ma è anche un’occasione pensata per far conoscere alla cittadinanza un problema sempre più diffuso.

Prevede la partecipazione di specialisti, un aperitivo e la possibilità di confrontarsi in un clima di scambio di conoscenze e di esperienze.

 

Per comprendere meglio l’iniziativa e il programma invitiamo a leggere la locandina allegata.

 


 

AIMA Milano Onlus

via Francesco Soave 24
20135 Milano
tel. 0283241385
aimamilano@libero.it
www.aimamilano.org


Persone con disabilità, parte la campagna sul piano regionale, LombardiaNotizie7


“Liberi di essere”: è questo il titolo dell’opuscolo informativo realizzato dalla Regione per rendere noti a tutti i cittadini scopi e contenuti del “Piano d’azione regionale 2010-2020 per le persone con disabilità è disponibile anche sul portale

Liberi di essere

 

Piano di azione regionale sulla disabilitàLiberi di essere è la brochure informativa sul Piano d’Azione Regionale per le persone con disabilità di Regione Lombardia.

La disabilità è una condizione che, in determinate circostanze, ognuno potrebbe sperimentare nella propria vita. Si può nascere con una disabilità, la si può incontrare nel corso della vita in modo definitivo o anche temporaneo.

Ecco perché il Piano d’Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità è un piano per tutti, fondato sull’uguaglianza e la partecipazione.

 

Allegati

 

Liberi di essere Liberi di essere (513 KB) PDF
Burl - Piano d’Azione Regionale per le persone con disabilità Burl – Piano d’Azione Regionale per le persone con disabilità (299 KB) PDF

 

Condividi questa pagina

 

condividi la notizia su Facebookcondividi la notizia su Myspacecondividi la notizia su Twitter

 

 


Il contratto a progetto, di Marco Proietti

Titolo Il contratto a progetto
Autore Marco Proietti
Collana Altalex eBook “Lavoro”
Edizione 2011
Pagg. 33
Prezzo €. 5,00
Clicca qui per acquistare

Presentazione dell’opera


 

 

A seguito dell’entrata in vigore della c.d. Legge Biagi, D.Lgs. 10.9.2003, n. 276, le collaborazioni coordinate e continuative sono state radicalmente modificate ed il sistema è stato reso più rigido con la previsione di una serie di tutele a favore del lavoratore: (a) previsione di un progetto; (b) retribuzione; (c) malattia e infortunio.

Scopo di questo ebook è di approfondire le novità introdotte dalla Riforma Biagi sia sul piano del diritto del lavoro sostanziale che su quello del diritto processuale, valutando quali azioni sono esperibili da parte del lavoratore per la tutela della propria posizione.

Nei primi due capitoli si cercherà di inquadrare l’istituto giuridico, delimitandone l’ambito di applicazione e cercando di individuare quali sono gli elementi caratteristici; il testo diviene quindi rilevante sia per il lavoratore che intraprendere un nuovo rapporto di lavoro sia, soprattutto, per il datore di lavoro che si accinge ad assumere nuovo personale.

Nel terzo capitolo si tratteranno gli argomenti relativi alle procedure di certificazione ed i possibili profili critici del sistema; nell’ultimo capitolo, infine, si accenneranno alcuni aspetti fiscali che maggiormente creano probelmi agli operatori del diritto.

L’autore


 

 

 

Marco Proietti, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “Roma Tre” nell’A.A. 2005 con tesi in Storia del Diritto Italiano dal titolo “Il diritto d’autore dal Medioevo allo Stato Liberale”, relatore prof. Emanuele Conte.

Collabora con la cattedra di diritto del lavoro presso l’Università telematica “E-Campus” sede di Roma ed è Associate presso lo studio Legale Guidi Federzoni – Pereno, specializzato nelle materie del diritto del lavoro.

Ha pubblicato diversi contributi in materia di diritto del lavoro e della previdenza sociale con particolare riguardo al pubblico impiego ed agli atti di macro e micro organizzazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione; ha pubblicato i propri contributi con le seguenti case editrici: “Cedam”, “Nel Diritto”, “Utet” e “Giureta”.

 

 

La collana


 

 

Il volume “Il contratto a progetto” fa parte della collana di Altalex eBook “Lavoro” diretta da Giuseppe De Marzo.

 

Indice del volume


 

 

Capitolo I – Una nuova tipologia contrattuale: le collaborazioni a progetto… 4
Capitolo II – Inquadramento giuridico del contratto a progetto… 10
Capitolo III – Aspetti processuali: certificazione, impugnazione e conversione… 14
Capitolo IV – La disciplina fiscale e previdenziale… 17

Appendice
A) La legge Biagi: D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276… 20
B) Schema di contratto a progetto… 3

da Il contratto a progetto.


ALZHEIMER e lavoro di cura: sono possibili nuove proposte? 25 ottobre 2011, Auditorium Conservatorio Cantelli, Via Collegio Gallarini, 1 Novara

ALZHEIMER e lavoro di cura: sono possibili nuove proposte?
25 ottobre 2011, Auditorium Conservatorio Cantelli, Via Collegio Gallarini, 1 Novara.


L’evento è organizzato dalla Provincia di Novara in collaborazione con il Centro Maderna, ASL 13 Novara e CSV Novara.

Durante il convegno verranno presentati i risultati del progetto “Ridisegnare la relazione di cura con i pazienti affetti da demenza e Alzheimer” che ha consentito il confronto e lo scambio sulle diverse azioni di cura messe in atto nell’ambito di servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari. Dal percorso è emersa la necessità di favorire un ulteriore e più ampio scambio tra operatori rispetto alle buone pratiche in campo assistenziale per prevenire il senso di impotenza che talvolta pervade coloro che sono a stretto contatto quotidiano con una malattia degenerativa.Il convegno darà spazio all’esposizione di strumenti, tecniche e metodi utilizzati nell’azione di cura con uno sguardo attento anche al benessere degli operatori dell’assistenza.

Per maggiori informazioni può scaricare il programma dettagliato cliccando qui.

Nella speranza di poterla incontrare in tale occasione, le invio i miei saluti più cordiali.


Anna Maria Melloni
Direttore Centro Maderna


Segreteria organizzativa

Cristina Del Piano – Tel. 0321 374566 – E-mail: osru.nov@asl.novara.it


La carica degli immortali di Elisa Manacorda

La carica degli immortali

di Elisa Manacorda

La metà dei bambini nati nel 2007 supererà la soglia dei cent’anni. E la medicina è pronta a farci vivere oltre i settanta alla grande. Ecco come

Naso perfetto, volto tirato, glutei e addominali scolpiti, colorito appena dorato per mettere in evidenza la salute e la vigoria. Cellulite, neanche a parlarne. Capelli grigi? Non scherziamo. Impossibile dire quanti anni abbiano: perché questi uomini e donne puntano a essere senza età. Sono, per dirla con Catherine Mayer, giornalista e fresca autrice di “Amortality. The pleasure and the perils of living ageless”, amortali. Gente che prova a fermare il tempo con tutte le sue forze facendo ricorso a tutto ciò che la scienza, quella vera e quella farlocca, mette a sua disposizione: dalle creme al bisturi, dai farmaci alle diete. L’obiettivo è inchiodare le lancette dell’orologio in un eterno presente. Perché mai arrendersi alla vecchiaia se, archiviata vita famigliare e obblighi lavorativi, si campano altri vent’anni almeno?
Il bello, infatti, è che, per quanto un po’ buffi nelle loro pretese e nei loro aspetti plastificati, gli amortali hanno un atout indiscutibile: l’allungamento della vita media. E i numeri parlano da soli. Secondo il demografo americano James Vaupel, la metà dei bambini nati nel 2007 raggiungerà i 102 anni in Germania, i 103 nel Regno Unito, i 104 in Francia e negli Stati Uniti, e i 107 in Giappone. Ma già adesso si sentono gli effetti di questo allungamento dell’aspettativa di vita: e il più evidente è la moltiplicazione dei centenari. In Italia, dice l’ultimo censimento Istat, ci sono oltre 16 mila persone che hanno superato il secolo di vita.
Ma quella dei trisnonni d’acciaio è solo la manifestazione più evidente di un fenomeno più complesso e dalle molte sfumature. Sul quale ha oggi deciso di fare luce anche il rapporto “Le sfide della longevità”, prodotto da Axa Mps e Axa Assicurazioni, che verrà presentato il prossimo 4 ottobre a Roma. L’idea è che non si invecchia allo stesso modo a tutte le latitudini. Perché a determinare la speranza di vita sono fattori eterogenei: biologici (per esempio il genere, visto che ovunque le donne vivono più a lungo degli uomini) ma anche socioculturali. “Le persone con un elevato grado di istruzione”, commenta Alessandro Rosina, demografo all’Università Cattolica di Milano, che ha collaborato al rapporto, “hanno un’aspettativa di vita superiore rispetto a chi è meno istruito: gli studi indicano uno scarto di cinque anni tra laureati e persone che non sono andate oltre la scuola dell’obbligo”. In sostanza, per ogni anno aggiuntivo di studio si guadagna mezzo anno di vita in più.
A fare la differenza sono poi anche le diseguaglianze socio-economiche, aggiunge Rosina: “Sappiamo che la Campania ha una durata media di vita inferiore ai 78 anni per gli uomini e pari a 83 anni per le donne, mentre regioni più ricche si attestano sugli 80 anni per i maschi e 85 per le femmine”. Vivere a lungo è dunque una conquista sempre in bilico. Lo sanno bene quei russi che secondo i dati dell’Ocse hanno visto la loro aspettativa di vita ridursi di oltre quattro anni in meno di un ventennio (1985-2004), passando dai 63,8 ai 58,9 anni. Le ragioni? L’abbassamento della qualità del sistema sanitario, il consumo di alcol, un complessivo degrado delle condizioni socio-economiche. Per farsi un’idea basta dare un’occhiata allo Human Mortality Dataset, che fornisce dati generali sulla popolazione per 37 paesi, nella maggior parte sviluppati. A conquistare il primo posto sono gli uomini svizzeri, con 79,3 anni; gli italiani (sempre maschi), possono aspirare invece a 78,6 anni, i francesi a 77,2. In campo femminile, sul podio sono invece le donne d’Oltralpe. In Francia una bambina può legittimamente aspirare di arrivare a 84,2 anni, in Italia a poco meno: 84,1.
Al di là delle disomogeneità, resta però il dato complessivo: in Italia, la popolazione tra i 55 e i 75 anni aumenterà di circa quattro milioni di persone da qui al 2030. E questo aprirà scenari complessi, gettando nello scompiglio un certo numero di categorie professionali. Per esempio quella degli economisti, che lavorano alacremente per capire sino a che punto questo aumento della vita media possa incidere sull’età pensionabile. Ma anche quella degli uomini di marketing, che studiano i seniores per intercettare i bisogni di questa sempre più ampia fascia di “spender”, cioè persone disposte ad aprire il borsellino per soddisfare delle esigenze diverse da quelle di un quarantenne. Persino quella degli assicuratori, come sottolinea lo stesso rapporto Axa, che devono mettere a punto nuove polizze che tengano conto del “rischio di longevità” per clienti che sembrano non morire mai, se è vero, come riportano le ultime previsioni Istat, che entro la prima metà del XXI secolo l’aspettativa di vita femminile italiana arriverà vicino ai 90 anni e quella maschile agli 85.
I più indaffarati di tutti sono però medici e biologi, che si interrogano sui limiti fisiologici della vita umana, per capire fino a quale soglia la nostra specie possa sperare di spingersi. E studiano i metodi per rendere i benefici acquisiti sino ad oggi ancora più durevoli. Perché vivere a lungo – commenta anche l’oncologo Umberto Veronesi nella prefazione del rapporto Axa – è il risultato di tanti fattori. Primo fra tutti il miglioramento della condotta personale in relazione alla salute. L’alimentazione, per esempio: si è visto che alcuni cibi, o meglio alcuni componenti di alimenti, hanno la capacità di danneggiare o proteggere la salute attraverso un meccanismo biologico.
La conferma arriva anche da Claudio Franceschi, direttore del Dipartimento di Patologia Sperimentale presso l’Università di Bologna, e coordinatore del progetto europeo Nu-Age, che coinvolge cinque paesi (Italia, Polonia, Inghilterra, Francia e Olanda). Un campione di 1.250 persone di età compresa tra i 65 e i 79 anni verranno messe a dieta anti-invecchiamento: metà del campione seguirà una dieta mediterranea e rinforzata con vitamina B, acido folico, vitamina D e microelementi, la metà restante seguirà le normali abitudini alimentari. “Il nostro obiettivo è spegnere quella sottile attivazione cronica del sistema immunitario che caratterizza le persone anziane”, spiega Franceschi. Invecchiando, infatti, il nostro organismo produce radicali liberi, è invaso da batteri nocivi, e il nostro sistema immunitario si scatena. Risultato: siamo colpiti da un’infiammazione bassa e costante, che ci predispone di più allo sviluppo di cancro, demenza, artrite e Alzheimer. “L’idea è che l’alimentazione possa agire direttamente sull’organismo, per esempio modificandone la flora intestinale e agendo su quegli interruttori genetici che scatenano la produzione di sostanze infiammatorie”. I partecipanti al progetti Nu-Age, dopo un anno a dieta “anti-invecchiamento” verranno sottoposti ad analisi completa del genoma, per capire in che modo la dieta abbia modificato lo stato di attivazione dei tratti di Dna che producono infiammatori e anti-infiammatori. I dati saranno utilizzati per lo sviluppo di alimenti funzionali per la popolazione anziana.
Mangiare sano, però, non basta. Per oltrepassare le colonne d’Ercole dei cento anni bisognerebbe ridurre altri fattori di rischio, come l’inquinamento dell’aria, che potrebbe innalzare del 15 per cento l’aspettativa di vita. Vivremmo più a lungo anche se arrestassimo l’epidemia di obesità che colpisce i paesi ricchi: già nel 2005 Jay Olshansky, ricercatore all’Università dell’Illinois, sottolineava come l’aumento del numero delle persone che soffrono d’obesità (e di malattie associate, come ad esempio il diabete) metterebbe in discussione la progressione della speranza di vita negli Stati Uniti e in molti paesi occidentali.
Senza rimettere mano agli stili di vita, insomma, il traguardo del secolo di vita si allontana. E per raggiungerlo non basterà quel mix di integratori, ormoni e farmaci propinato dai guru della vita eterna. Negli Stati Uniti, ricorda Mayer nel suo libro, sono spuntate molte società che proclamano di poter arrestare il tempo. Dell’elisir di lunga vita, che gli amortali sono disposti a pagare a caro prezzo, fanno parte per esempio pillole e creme a base di ormoni steroidei come il Dhea e il testosterone, per aumentare la massa muscolare e migliorare la densità ossea. “Ma la terapia androgenica”, sottolinea Mayer, “può avere effetti collaterali sgradevoli, dalla comparsa di acne alla mascolinizzazione di alcuni tratti, come la voce, fino all’aumento del colesterolo “cattivo” e agli effetti negativi sulle funzioni riproduttive, con la riduzione della produzione di spermatozoi”. Per di più, nel 2003 il “New England Journal of Medicine” sottolineava come la somministrazione di testosterone agli anziani aumentasse il rischio di cancro alla prostata.
Agli aspiranti amortali vengono anche proposti integratori alimentari per ripristinare la telomerasi, quell’enzima che protegge le estremità dei cromosomi (telomeri) evitando che si accorcino a ogni duplicazione delle cellula. Uno studio pubblicato su “Nature” a fine 2010 indicava che i topi con produzione ridotta di telomerasi mostravano segni di invecchiamento precoci, e che il fenomeno poteva essere arrestato con la somministrazione di sostanze in grado di ripristinare i livelli enzimatici ottimali. Ma si tratta di composti troppo tossici per l’uomo, ammettono gli stessi ricercatori che hanno dato vita all’esperimento. Ciò non toglie che negli Stati Uniti siano in vendita integratori che sostengono di avere effetti positivi sulla produzione di questo enzima. Più che pericolosi, dicono i ricercatori, sono inutili.
Il vero segreto della giovinezza, infatti, si nasconde altrove: in una vita piena di interessi e emozioni. “A sessant’anni, esauriti i doveri verso i figli e il lavoro, la vita è ancora piena e tutta da reinventare. Perché non sfruttare questa disponibilità e queste competenze, magari migliorate da una formazione continua, per impiegarle al meglio nel sociale, nella cultura, nel volontariato?”, si chiede Rosina. Ma la risposta è amara. Perché paradossalmente il nostro, pur essendo un paese di vecchi, non è ancora un paese per vecchi.
ha collaborato Anna Lisa Bonfranceschi

da l’Espresso extra.


MindMeister per creare Mappe Mentali


Mindomo per disegnare Mappe Mentali


Exploratree per disegnare Mappe Mentali


Il condomino assistito dall’Amministratore di sostegno

vai a: Il condomino assistito dall’Amministratore di sostegno.


L’inclusione attiva dei giovani – Bologna 13 Ottobre 2011

IRS

insieme a

 

Comune di Bologna

Istituzione per l’Inclusione sociale

e comunitaria “Don Paolo Serra Zanetti”

 

Seminario

 

L’INCLUSIONE ATTIVA DEI GIOVANI

(PROGRAMMA EUROPEO CITIES FOR ACTIVE

INCLUSION EUROCITIES-NLAO)

 

13 ottobre 2011

Ore 9 – 16

 

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Sala Eventi

Strada Maggiore, 34

Bologna

programma 13 ottobre.pdf programma 13 ottobre.pdf
119K   Visualizza   Scarica  
scheda registrazione.doc scheda registrazione.doc
40K   Visualizza   Scarica  

Il male del Nord: Lega, localismo, secessione di Ilvo Diamanti, 1996 – Indice

 

vai a: Il male del Nord: Lega, localismo … – Ilvo Diamanti – Google Libri.


CORSO SUNAS SULLA LIBERA PROFESSIONE – Parma 3/12/2011

SEGRETERIA REGIONALE PER L’EMILIA-ROMAGNA

 

 

 

Parma, sabato 3 dicembre 2011, ore 9,00 – 18,00

 

Sala Consiglio Quartiere Montanara, Largo 8 Marzo n.9

 

 

Corso di formazione

 

ASSISTENTE SOCIALE E LIBERA PROFESSIONE:

 

DAL BILANCIO DI COMPETENZE AL PROGETTO D’IMPRESA

 

 

 

PROGRAMMA

 

Ore 9.00- 13.30 LEZIONE  MAGISTRALE INTERATTIVA (Ugo Albano)

 

Ore 14.30 – 16.30 LAVORO DI GRUPPO

Esercitazione in sottogruppi:

Gruppo 1: elaborazione del proprio bilancio di competenze;

Gruppo 2: stesura di un progetto di libera professione in Emilia-Romagna;

 

Ore 16.30-18.00

Restituzione in plenaria dei lavori e conclusioni.

La sede del corso è raggiungibile dal centro con l’autobus n. 2 (capolinea largo 8 marzo); è inoltre posta nelle vicinanze della tangenziale ed è munita di parcheggi. Per la partecipazione è necessario inviare mail a sunas.parma@gmail.com ed attendere risposta. E’ previsto un contributo di 10 euro a persona per il materiale didattico (sono invece esentati gli iscritti al SUNAS). A termine del corso verrà consegnato relativo attestato. E’ stato richiesto l’accredito del corso per n. 8 crediti formativi. Docente: dott. Ugo Albano. Segreteria organizzatviva/scientifica: d.ssa Giorgia Mediani. Per informazioni: 340.8497206


MindMeister – Online Mind Mapping and Brainstorming

vai a: Online Mind Mapping and Brainstorming – MindMeister.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 270 other followers