CmapTools: un software opensource per creare mappe concettuali

 

CmapTools è un software realizzato dall’Institute for Human and Machine Cognition (IHMC) con il quale il Prof. J.Novak, docente della Cornell University e ideatore delle mappe concettuali, collabora attivamente. Questo strumento ha un’interfaccia molto semplice e sobria e presenta potenti funzioni sia per il disegno che per la collaborazione a distanza attraverso le mappe

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iMindMap: un software con cui creare mappe mentali per progetti e creatività

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Mappe concettuali: cosa, come, perchè, differenze dalle mappe mentali

una mappa concettuale è composta da tre tipologie di elementi

  • nodi concettuali: sagome che descrivono i principali concetti presenti nel dominio di conoscenza della mappa, all’interno delle quali viene riportata una descrizione testuale più o meno sintetica
    Nodi concettuali
  • relazioni associative: archi di collegamento, in alcuni casi orientati, che rappresentano graficamente i legami tra i nodi della mappa
    Relazioni associative
  • etichette: descrizioni che possono essere introdotte per precisare il significato delle relazioni
    Etichette descrittive

Nel complesso, le mappe concettuali appaiono come reticoli di nodi collegati

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Mappe mentali: cosa, come, perchè, differenze dalle mappe concettuali – brainstorming, creatività, apprendimento rapido, memoria, orientamento

A differenza delle mappe concettuali, il modello di riferimento per la realizzazione di una mappa mentale è associazionista: la sua costruzione procede con la libera associazione mentale, iniziando dall’elemento centrale, agganciando progressivamente nuovi elementi verso l’esterno della struttura oppure ristrutturando dinamicamente quelli già inseriti.

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Beppe Severgnini, Addio Steve, ingegnere dei nostri sogni, Il Corriere della Sera 7 ottobre 2011

Arrivederci Steve Jobs, ingegnere dei sogni, genio di senso pratico, uomo non facile specializzato in cose facilissime da usare. Non ti hanno assegnato il premio Nobel: troppo difficile collocarti in una categoria. Qualcuno ha scritto che non ci hai lasciato, ti sei soltanto trasferito sulle nuvole «a settare il nuovo iCloud». Sono le consolazioni poetiche del lutto, il modo in cui chi resta s’inventa fili con chi va. Come se certi morti fossero aquiloni, cui non vogliamo assolutamente rinunciare. Steve Jobs è nostro: proprietà collettiva. Appartiene a chi ha scelto da molti anni i suoi prodotti, intuendone la genialità; a chi s’è innamorato di un iPhone o di un iPad solo recentemente, riconoscendo le icone del nuovo secolo; a chi ha lavorato con lui o per lui o contro di lui; a chi scrive questo saluto nella sera lattiginosa di Sa Pa, Vietnam settentrionale, la Cina oltre un fiume, wi-fi che funziona, MacBook Air sulle ginocchia. Tredici etti di metallo e intelligenza che mi tengono compagnia nel mondo. Il primo portatile l’ho acquistato vent’anni fa in California: Powerbook 140, il mio veicolo grigio verso un’Internet ancora in bianco e nero. Il primo computer è stato un Macintosh SE (1987), solido e cubico: ci ho scritto il primo libro. Gli amici chiedevano «Ma è compatibile?», e io rispondevo: con me di sicuro, con Microsoft non m’importa. Ricordi personali, certo. Ma il saluto del mondo, oggi, è la somma di un miliardo di ricordi, tanti sussurri che diventano un tuono riconoscente. Servizi e strumenti non alla portata di tutti? Certo. Ma alla portata di tanta gente, sempre di più. Prodotti costosi? Forse. Ma prodotti unici. Egoismo, piattaforme chiuse? Però con iTunes la musica è rinata, e App Store è il mercato dei sogni a 0,79 €.
Steve Jobs, puoi andartene orgoglioso. Hai cambiato il mondo che hai trovato, e questa è una buona maniera di vivere, per tutti. Hai dimostrato come le industrie possano migliorare la vita della gente; ed è giusto che vengano premiate dai fatturati, quando ci riescono. In trent’anni di mestiere non ti ho mai incontrato di persona, a differenza di altri americani celebri. Non ho mai partecipato ai riti di Cupertino, non ho mai assistito dal vivo alle tue splendide presentazioni egocentriche. Non ho mai acquistato un’azione Apple, anche se sono sempre stato convinto – fin da subito – del prodotto e del progetto. In fondo, non mi dispiace. Steve Jobs e Apple non saranno per me un modo per far soldi ma un modo per spenderne: bene così. Resteranno un’idea un po’ fiabesca. La mela morsicata, come sai, è un classico delle favole. Stay hungry, stay foolish, hai lasciato detto ai ragazzi americani, quando già sapevi della malattia. Restate affamati, restate folli. In tanti – non solo ragazzi, non solo in America – oggi vorrebbero dirti semplicemente: stay, Steve. Resta.
Stay,
Just a little bit longer
We want to play
Just a little bit longer
Ma ormai è tardi, neppure Jackson Browne riuscirebbe a trattenerti. Sei partito per un posto che nessuno conosce. Se riesci a tirarci fuori un’app, mandacela giù: sarà celestiale.

dal Corriere della Sera del 07/10/2011


LUA – Libera Università dell’Autobiografia, SEMINARI DI OTTOBRE E NOVEMBRE 2011

LUA – Libera Università dell’Autobiografia, SEMINARI DI OTTOBRE E NOVEMBRE 2011

14 ottobre 11 – Leonora Cupane – Racconti poetici del corpo. Seminario di autobiografia poetica
21 ottobre 11 – L. Barani e A.M. Pedretti – I miti profumati e gli odori della vita
28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci
28 ottobre 11 Roberta Buzzacchino – Dalla scrittura lineare a quella radiale…
11 novembre 11 – Anna Cappelletti – Scritture da lasciare in dono…



Il cambiamento demografico. Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia, Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana

Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana (a cura del)
Il cambiamento demografico
Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia
Argomento: Attualità

«Abbiamo bisogno di un’alleanza, o di una grande sinergia, per affrontare la nostra crisi demografica. Per essere efficace, questa sinergia deve rendere consapevoli e coinvolgere ciascuna delle componenti della nostra società, arrivando fino alle persone e alle famiglie. Solo così sarà possibile far entrare, finalmente e sul serio, la questione demografica nell’agenda politica. Lo scopo di questo Rapporto-proposta, al quale hanno lavorato alcuni dei maggiori demografi italiani di varie matrici culturali insieme a studiosi di altre discipline, è far penetrare nell’intero corpo sociale la consapevolezza della sfida demografica con cui l’Italia deve inevitabilmente misurarsi».
Camillo Ruini
«Oltre 60 milioni di persone, di cui una ogni 13 proviene da altri paesi. I meno che ventenni sono via via scesi fino a uno ogni cinque residenti e sono pressoché pari al numero degli ultrasessantacinquenni, mentre gli ultranovantenni hanno quasi raggiunto il mezzo milione di unità. Un paese in cui la frequenza di nascite si colloca stabilmente sotto le 600mila unità annue, ossia circa 150mila in meno di quante sarebbero necessarie. Il tutto mentre la durata media della vita ha superato gli 80 anni, la mortalità infantile ha raggiunto livelli minimi quasi fisiologici e la fecondità si è attestata attorno alla media di 1,4 figli per donna. È questa, in estrema sintesi, la fotografia demografica dell’Italia dei nostri giorni. È una realtà sulla quale sembra doveroso interrogarci per capire quali siano i nodi problematici e, soprattutto, quali siano le sfide che ci attendono nel futuro».


Dalla Zuanna, G. – Weber, G. Cose da non credere. Il senso comune alla prova dei numeri

 

Dalla Zuanna, G. – Weber, G.
Cose da non credere
Il senso comune alla prova dei numeri
Argomento: Attualità, Sociologia

“Non ci sono più le famiglie di una volta”; “Stiamo diventando sempre più vecchi: ci aspetta un futuro di povertà”; “Gli italiani non vogliono più avere bambini”; “L’unico investimento sicuro è il mattone”; “Nel nostro paese ci sono troppi immigrati”: sono alcuni dei luoghi comuni che ascoltiamo ogni giorno. Luoghi comuni basati su paure e incertezze per le possibili conseguenze di alcuni cambiamenti della nostra società, fra cui la sempre maggiore longevità e l’aumento delle migrazioni globali. Nel clima di vera e propria rivoluzione demografica che sta toccando tutti i momenti cardine della vita degli italiani, la prima sfida che bisogna affrontare è alle mentalità individuali.
Gianpiero Dalla Zuanna e Guglielmo Weber smontano pregiudizi e descrizioni sommarie per comprendere cosa sta veramente accadendo nel nostro paese e restituire un’immagine dell’Italia fondata su numeri e dati reali perché «il senso comune si nutre di miti, il buon senso di fatti»


CALD – COORDINAMENTO degli ATENEI LOMBARDI per la DISABILITÀ, Venerdì, 7 ottobre 2011, ore 9.00 Aula Magna, Ed. U6 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

Venerdì, 7 ottobre 2011, ore 9.00

Aula Magna, Ed. U6 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

Giornata di presentazione del COORDINAMENTO degli ATENEI LOMBARDI per la DISABILITÀ

logo e immagine caldLa condizione delle persone con disabilità pervade diversi aspetti della loro vita, ed è influenzata dalla cultura sociale e da specifiche politiche istituzionali finalizzate a costituire condizioni di pari opportunità e partecipazione. La legislazione italiana a favore di persone con disabilità è pienamente coerente con gli indirizzi europei e internazionali, anche se un lungo percorso di inclusione deve essere ancora compiuto.

Per dare sempre maggiore efficacia all’attuazione della legislazione universitaria, i delegati dei Rettori degli Atenei Lombardi hanno costituito una rete denominata CALD (Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità) che si propone di condividere le esperienze e le buone pratiche di ciascun Ateneo e di creare sinergie tramite la promozione di programmi comuni. Tra questi è già attiva l’esperienza CALDjob, connettore dei servizi stage e placement delle università lombarde per il mondo del lavoro e delle professioni.

Il CALD si presenta con una prima iniziativa di riflessione che, nell’ambito dei diritti fondamentali della persona, approfondisce il tema del diritto allo studio e della formazione universitaria.

Per iscrizioni compilare il form. Per informazioni convegnocald@unimib.it

Programma

  • 9.00 – 9.30 Registrazione dei partecipanti
  • 9.30 – 10.00Benvenuto del Rettore – Prof. Marcello Fontanesi

    Saluti istituzionali – Rappresentanti di Comune, Provincia, Regione

    Il CALD nel contesto delle università lombarde
    W. Fornasa, Coordinatore CALD
    Delegato del Rettore, Università degli Studi di Bergamo

  • 10.00 – 11.00
    Politiche e istituzioni per l’inclusione

Disabilità e partecipazione nella Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con disabilità 
L. Gallegos, Rappresentante ONU

Le politiche UE per l’inclusione delle persone con disabilità
S. D’Alessio, Rappresentante UE

Coordina R. Garbo
Delegato del Rettore, Università degli Studi di Milano-Bicocca

  • 11.00 – 12.15
    Cerimonia per la firma dell’Atto di Convenzione
    Intervengono i Magnifici Rettori dei 10 Atenei Lombardi
  • 12.15 – 13.00
    Intermezzo musicale, musiche di Corelli e Vivaldi
    Orchestra della Bicocca – dirige M. Mugnai
  • 13.00 – 14.15 Pausa pranzo
  • SESSIONE POMERIDIANA
    Intervengono i Delegati per la Disabilità degli Atenei Lombardi
  • 14.15 – 14.45
    Orientamento e ingresso all’Università

 

Orientare alla scelta: aspirazioni, valutazioni, opportunità
F. Santulli, L. Gariboldi, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM

Accoglienza e accompagnamento dello studente universitario con disabilità e con dislessia
L. d’Alonzo, Università Cattolica del Sacro Cuore

  • 14.45 – 15.45
    Il percorso universitario: partecipazione e formazione

 

La residenzialità e la socializzazione degli studenti con disabilità all’Università degli studi di Pavia
C. Dacarro, Università degli Studi di Pavia

Il percorso di studi universitario degli studenti disabili: problematiche dell’insegnamento e dell’apprendimento in un Ateneo multi-facoltà

M. D’Amico, Università degli Studi di Milano

Il Servizio Studenti Disabili dell’Università degli Studi dell’Insubria:da un servizio sulla carta ad una carta dei servizi
M. Cosentino, F. Zappa, Università dell’ Insubria

Università Accessibile quale Archetipo della città per tutti
M. Tira, A. Arenghi, Università degli Studi di Brescia

  • 15.45 – 16.15
    Progetto di vita e mondo del lavoro

 

Innovazione e personalizzazione per la professionalità e il lavoro
L. Sbattella, Politecnico di Milano

L’Università come facilitatore dell’incontro tra imprese e studenti e laureati con disabilità
E. Borgonovi, A. Ventura, Università Commerciale Luigi Bocconi

  • 16.15 – 17.00
    Conclusioni e prospettive dei Delegati
    Discussant F. Bomprezzi, giornalista

 

Allegati:
programma.pdf

programma.pdf

da Giornata di presentazione del Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità: una rete per l’inclusione – Università degli Studi di Milano-Bicocca.


La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni, di Paolo Ferrario

Gentile amico,
Muoversi Insieme la informa che è stato appena pubblicato un articolo su un tema di suo interesse:

06-10-2011
La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni
In precedenti altri articoli il Magazine Muoversi Insieme di Stannah ha trattato il tema del creativo rapporto che si sta bilisce fra la prevecchiaia e le tecnologie che sono entrate a far parte della nostra quotidianità. Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita. Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni.Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente…  >>


Le auguriamo una piacevole lettura!
Lo staff di Muoversinsieme.it

LA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI COMUNALI, IL FEDERALISMO FISCALE E IL RUOLO DEI COMUNI NELLE ATTIVITA’ DI ACCERTAMENTO, programma formativo che ANCI Lombardia rivolge ai Responsabili della Gestione dei Comuni, Segretari Comunali e Amministratori comunali

24 giornate di formazione gratuita sulla gestione associata e sulle attività di accertamento

Ifel ha approvato e finanziato il programma formativo che ANCI Lombardia rivolge ai Responsabili della Gestione dei Comuni, Segretari Comunali e Amministratori comunali. Sono in fase di realizzazione, sul territorio lombardo, due percorsi formativi:

LA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI COMUNALI

IL FEDERALISMO FISCALE E IL RUOLO DEI COMUNI NELLE ATTIVITA’ DI ACCERTAMENTO (realizzato in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Lombardia)
 
La partecipazione è gratuita.
Vedi dettagli e iscriviti

La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme

Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita.

Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente dal punto di vista della comunicazione, poiché la sua essenza consiste proprio nel fatto di servirsi solo dell’udito, come mezzo per offrire una rappresentazione compiuta di un ragionamento detto ed espresso con le parole. Inoltre, il fatto che sia del tutto azzerato il senso della vista determina la conseguenza chel’ascoltatore è tentato di completare con la sua fantasia quello che manca all’informazione trasmessa. E quindi l’arte dell’ascolto radiofonico favorisce anche una specie di addestramento lieve e piacevole delle funzioni attive del cervello.

 

… segue

vai all’intero articolo: La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme.


Osservazioni CGIL sul testo del Disegno di Legge (ddl 10b) “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento


Costruire professionalità: percorso di accompagnamento per Assistenti Sociali, corso di formazione a cura della cooperativa sociale Molecola

Molecola gestisce da anni percorsi di formazione rivolti a operatori dell’area psico-socio-pedagogica, volontari e cittadini attivi. Particolare attenzione viene dedicata al lavoro di comunità, approfondito come metodo che è possibile importare nella quotidianità dei servizi e che può contribuire a far riscoprire il valore autentico del lavoro sociale, la centralità della dimensione relazionale a fronte di una logica prevalente di tipo prestazionale.

All’interno dei percorsi formativi vengono utilizzate metodologie attive e cooperative, tali da valorizzare le esperienze portate dai partecipanti e assumerle come risorsa per l’apprendimento.

Percorsi formativi rivolti agli operatori del settore sociale:

da Formazione.


Servizio Sociale e lavoro di comunità, corso di formazione a cura della Cooperativa sociale Molecola


Molecola gestisce da anni percorsi di formazione rivolti a operatori dell’area psico-socio-pedagogica, volontari e cittadini attivi. Particolare attenzione viene dedicata al lavoro di comunità, approfondito come metodo che è possibile importare nella quotidianità dei servizi e che può contribuire a far riscoprire il valore autentico del lavoro sociale, la centralità della dimensione relazionale a fronte di una logica prevalente di tipo prestazionale.

All’interno dei percorsi formativi vengono utilizzate metodologie attive e cooperative, tali da valorizzare le esperienze portate dai partecipanti e assumerle come risorsa per l’apprendimento.

Percorsi formativi rivolti agli operatori del settore sociale:

da Formazione.


La “prevecchiaia”, scheda di Paolo Ferrario

oggi c’è da rilevare un’altra dimensione emergente: negli anni compresi fra la mezza età e la vecchiaia, in quel tratto di vita in cui non si è più nel fiore degli anni ma neppure ancora davvero vecchi, ciascuno di noi passa attraverso un periodo di transizione che chiamo“prevecchiaia”. E’ andata a formarsi ed estendersi una condizione esistenziale che non è giovinezza, ma neppure vecchiaia. Parlo della realtà di un particolarissimo tempo biografico che nel passato non si era mai socialmente manifestato.

per l’intera scheda vai : La vita lunga, le età e la prevecchiaia | Muoversi Insieme.


Il viaggio di Mario Perrotta tra i diari degli italiani, intervista di Alessandra Cicalini | Muoversi Insieme

vai a: Il viaggio di Mario Perrotta tra i diari degli italiani | Muoversi Insieme.


Le interviste di Alessandra Cicalini


Steve Jobs (1955-2001), Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario

I am honored to be with you today at your commencement from one of the finest universities in the world. I never graduated from college. Truth be told, this is the closest I’ve ever gotten to a college graduation. Today I want to tell you three stories from my life. That’s it. No big deal. Just three stories.

The first story is about connecting the dots.

I dropped out ofReedCollegeafter the first 6 months, but then stayed around as a drop-in for another 18 months or so before I really quit. So why did I drop out?

It started before I was born. My biological mother was a young, unwed college graduate student, and she decided to put me up for adoption. She felt very strongly that I should be adopted by college graduates, so everything was all set for me to be adopted at birth by a lawyer and his wife. Except that when I popped out they decided at the last minute that they really wanted a girl. So my parents, who were on a waiting list, got a call in the middle of the night asking: “We have an unexpected baby boy; do you want him?” They said: “Of course.” My biological mother later found out that my mother had never graduated from college and that my father had never graduated from high school. She refused to sign the final adoption papers. She only relented a few months later when my parents promised that I would someday go to college.

And 17 years later I did go to college. But I naively chose a college that was almost as expensive as Stanford, and all of my working-class parents’ savings were being spent on my college tuition. After six months, I couldn’t see the value in it. I had no idea what I wanted to do with my life and no idea how college was going to help me figure it out. And here I was spending all of the money my parents had saved their entire life. So I decided to drop out and trust that it would all work out OK. It was pretty scary at the time, but looking back it was one of the best decisions I ever made. The minute I dropped out I could stop taking the required classes that didn’t interest me, and begin dropping in on the ones that looked interesting.

It wasn’t all romantic. I didn’t have a dorm room, so I slept on the floor in friends’ rooms, I returned coke bottles for the 5¢ deposits to buy food with, and I would walk the7 milesacross town every Sunday night to get one good meal a week at the Hare Krishna temple. I loved it. And much of what I stumbled into by following my curiosity and intuition turned out to be priceless later on. Let me give you one example:

ReedCollegeat that time offered perhaps the best calligraphy instruction in the country. Throughout the campus every poster, every label on every drawer, was beautifully hand calligraphed. Because I had dropped out and didn’t have to take the normal classes, I decided to take a calligraphy class to learn how to do this. I learned about serif and san serif typefaces, about varying the amount of space between different letter combinations, about what makes great typography great. It was beautiful, historical, artistically subtle in a way that science can’t capture, and I found it fascinating.

None of this had even a hope of any practical application in my life. But ten years later, when we were designing the first Macintosh computer, it all came back to me. And we designed it all into the Mac. It was the first computer with beautiful typography. If I had never dropped in on that single course in college, the Mac would have never had multiple typefaces or proportionally spaced fonts. And since Windows just copied the Mac, it’s likely that no personal computer would have them. If I had never dropped out, I would have never dropped in on this calligraphy class, and personal computers might not have the wonderful typography that they do. Of course it was impossible to connect the dots looking forward when I was in college. But it was very, very clear looking backwards ten years later.

Again, you can’t connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards. So you have to trust that the dots will somehow connect in your future. You have to trust in something — your gut, destiny, life, karma, whatever. This approach has never let me down, and it has made all the difference in my life.

My second story is about love and loss.

I was lucky — I found what I loved to do early in life. Woz and I started Apple in my parents garage when I was 20. We worked hard, and in 10 years Apple had grown from just the two of us in a garage into a $2 billion company with over 4000 employees. We had just released our finest creation — the Macintosh — a year earlier, and I had just turned 30. And then I got fired. How can you get fired from a company you started? Well, as Apple grew we hired someone who I thought was very talented to run the company with me, and for the first year or so things went well. But then our visions of the future began to diverge and eventually we had a falling out. When we did, our Board of Directors sided with him. So at 30 I was out. And very publicly out. What had been the focus of my entire adult life was gone, and it was devastating.

I really didn’t know what to do for a few months. I felt that I had let the previous generation of entrepreneurs down – that I had dropped the baton as it was being passed to me. I met with David Packard and Bob Noyce and tried to apologize for screwing up so badly. I was a very public failure, and I even thought about running away from the valley. But something slowly began to dawn on me — I still loved what I did. The turn of events at Apple had not changed that one bit. I had been rejected, but I was still in love. And so I decided to start over.

I didn’t see it then, but it turned out that getting fired from Apple was the best thing that could have ever happened to me. The heaviness of being successful was replaced by the lightness of being a beginner again, less sure about everything. It freed me to enter one of the most creative periods of my life.

During the next five years, I started a company named NeXT, another company named Pixar, and fell in love with an amazing woman who would become my wife. Pixar went on to create the worlds first computer animated feature film, Toy Story, and is now the most successful animation studio in the world. In a remarkable turn of events, Apple bought NeXT, I returned to Apple, and the technology we developed at NeXT is at the heart of Apple’s current renaissance. And Laurene and I have a wonderful family together.

I’m pretty sure none of this would have happened if I hadn’t been fired from Apple. It was awful tasting medicine, but I guess the patient needed it. Sometimes life hits you in the head with a brick. Don’t lose faith. I’m convinced that the only thing that kept me going was that I loved what I did. You’ve got to find what you love. And that is as true for your work as it is for your lovers. Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven’t found it yet, keep looking. Don’t settle. As with all matters of the heart, you’ll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don’t settle.

My third story is about death.

When I was 17, I read a quote that went something like: “If you live each day as if it was your last, someday you’ll most certainly be right.” It made an impression on me, and since then, for the past 33 years, I have looked in the mirror every morning and asked myself: “If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?” And whenever the answer has been “No” for too many days in a row, I know I need to change something.

Remembering that I’ll be dead soon is the most important tool I’ve ever encountered to help me make the big choices in life. Because almost everything — all external expectations, all pride, all fear of embarrassment or failure – these things just fall away in the face of death, leaving only what is truly important. Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose. You are already naked. There is no reason not to follow your heart.

About a year ago I was diagnosed with cancer. I had a scan at 7:30 in the morning, and it clearly showed a tumor on my pancreas. I didn’t even know what a pancreas was. The doctors told me this was almost certainly a type of cancer that is incurable, and that I should expect to live no longer than three to six months. My doctor advised me to go home and get my affairs in order, which is doctor’s code for prepare to die. It means to try to tell your kids everything you thought you’d have the next 10 years to tell them in just a few months. It means to make sure everything is buttoned up so that it will be as easy as possible for your family. It means to say your goodbyes.

I lived with that diagnosis all day. Later that evening I had a biopsy, where they stuck an endoscope down my throat, through my stomach and into my intestines, put a needle into my pancreas and got a few cells from the tumor. I was sedated, but my wife, who was there, told me that when they viewed the cells under a microscope the doctors started crying because it turned out to be a very rare form of pancreatic cancer that is curable with surgery. I had the surgery and I’m fine now.

This was the closest I’ve been to facing death, and I hope it’s the closest I get for a few more decades. Having lived through it, I can now say this to you with a bit more certainty than when death was a useful but purely intellectual concept:

No one wants to die. Even people who want to go to heaven don’t want to die to get there. And yet death is the destination we all share. No one has ever escaped it. And that is as it should be, because Death is very likely the single best invention of Life. It is Life’s change agent. It clears out the old to make way for the new. Right now the new is you, but someday not too long from now, you will gradually become the old and be cleared away. Sorry to be so dramatic, but it is quite true.

Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma — which is living with the results of other people’s thinking. Don’t let the noise of others’ opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.

When I was young, there was an amazing publication called The Whole Earth Catalog, which was one of the bibles of my generation. It was created by a fellow named Stewart Brand not far from here inMenlo Park, and he brought it to life with his poetic touch. This was in the late 1960′s, before personal computers and desktop publishing, so it was all made with typewriters, scissors, and polaroid cameras. It was sort of like Google in paperback form, 35 years before Google came along: it was idealistic, and overflowing with neat tools and great notions.

Stewart and his team put out several issues of The Whole Earth Catalog, and then when it had run its course, they put out a final issue. It was the mid-1970s, and I was your age. On the back cover of their final issue was a photograph of an early morning country road, the kind you might find yourself hitchhiking on if you were so adventurous. Beneath it were the words: “Stay Hungry. Stay Foolish.” It was their farewell message as they signed off. Stay Hungry. Stay Foolish. And I have always wished that for myself. And now, as you graduate to begin anew, I wish that for you.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Thank you all very much.

 


Wikipedia: i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni, Comunicato 4 ottobre 2011

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., così modificato (vedi p. 24), alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto —indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

da Wikipedia:Comunicato 4 ottobre 2011 – Wikipedia.


informativa del Governo sui flussi migratori a Lampedusa., Ministero Dell’Interno – Notizie

Nuova informativa del Governo sui flussi migratori a Lampedusa. L’ha resa questa mattina a Roma, al Senato, il sottosegretario all’Interno Sonia Viale, che già ieri aveva svolto alla Camera l’informativa urgente sui disordini verificatisi sull’isola il 20 e 21 settembre.

Dopo aver ricostruito la dinamica dell’incendio al Centro di accoglienza e primo soccorso di Contrada Imbriacola, per il quale sono stati fermati 4 cittadini tunisini, e gli incidenti presso un distributore di benzina tra immigrati e lampedusani, il sottosegretario ha ribadito dati e strategie di Governo illustrati il giorno prima all’altro ramo del Parlamento.

Da quando è operativo il piano straordinario per i rimpatri della durata di 3 settimane concordato il 12 settembre a Tunisi dal ministro dell’Interno Maroni con le autorità locali sono stati rimpatriati – dato di ieri – 841 tunisini, diventando così 16.566 i cittadini stranieri rimpatriati dal Viminale a partire dal 1° gennaio di quest’anno fino al 27 settembre.

Complessivamente, ha ricordato Viale, dall’inizio del 2011 sono 51.596 gli extracomunitari sbarcati sulle isole Pelagie – l’arcipelago di cui fa parte Lampedusa – su un totale di 60.656 sbarchi su tutto il territorio nazionale. Il porto di Lampedusa, ha ripetuto il sottosegretario al Senato, è stato comunque dichiarato 5 giorni fa «luogo non sicuro per lo sbarco di migranti ai soli fini del soccorso in mare».

Poi un passaggio su come il Governo italiano sta gestendo nel complesso il fenomeno migratorio, in linea con il Patto europeo sull’immigrazione e sui diritti d’asilo. Sul fronte internazionale, è «fondamentale la cooperazione con i Paesi di origine o di transito degli immigrati illegali», attraverso accordi bilaterali. Ultimi in ordine di tempo il memorandum d’intesa del 17 giugno con il Consiglio nazionale transitorio libico e l’accordo dell’aprile scorso con la Tunisia, rinsaldato il 12 settembre, con l’impegno del Paese africano a contenere le partenze e a collaborare per la riammissione e il rimpatrio. 

da Ministero Dell’Interno – Notizie.


Istat, il numero delle province italiane è passato da 107 a 110 e quello dei comuni è 8.092

110 province e 8.092 comuni

(regioni.it) Dalla verifica generale Istat sulle variazioni amministrative risulta che nell’ultimo anno il numero delle province italiane è passato da 107 a 110 e quello dei comuni è  8.092.

L’Istat infatti, attraverso una verifica periodica presso le Regioni, acquisisce nel corso dell’anno tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale.

L’Istat pone in evidenza gli ultimi importanti eventi in termini di variazioni amministrative:

  1. la istituzione di tre nuove province (Monza e della Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani) che ha portato il numero complessivo delle province italiane a 110;
  2. la costituzione di tre nuovi comuni di Comano Terme, Ledro (entrambi in provincia di Trento) e Gravedona ed Uniti (in provincia di Como).

Dal 30 giugno 2011 il numero ufficiale dei comuni italiani è pari a 8.092 Unità amministrative.

In seguito all’adozione del “Regulation (EC) n. 1059/2003 of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on the establishment of a common classification of territorial units for statistics (NUTS)”, anche l’Istat si è uniformato a tale classificazione. Pertanto è stato applicato l’uso della doppia dizione italiano/francese per la Regione e la provincia della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il ricorso al simbolo separatore “/” per i comuni con la denominazione bilingue della provincia di Bolzano/Bozen.

Codici comuni, province e regioni

Pubblicate con riferimento al 1° ottobre 2011 tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale
Classificazione, venerdì 30 settembre 2011

Elenco delle Amministrazioni PubblicheAggiornato l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche Classificazione, lunedì 3 ottobre 2011

 

Tavola 1 – Variazioni territoriali e di nome dei comuni per tipo e regione dal 1° aprile 1991 al 1° ottobre 2011

REGIONI

 

 

Tipo di variazione

 

 

Totale

Cambio denominazione dei comuni

Cessioni di territorio

Acquisizioni di territorio Comuni costituiti

Comuni soppressi

Cambi di appartenenza di Regione e/o Provincia

Piemonte Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste Lombardia Liguria Trentino-Alto Adige/SüdtirolBolzano/Bozen TrentoVeneto Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna ToscanaUmbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia SardegnaNord-ovest Nord-est Centro Mezzogiorno ITALIA

1 1 3 -6 2 4 –1 –1 1 -1 1 1 –1 25 7 2 6 20

5 -33 1 94 5 8 11 4 4 -1 2 2 –8 -2 2 839 32 7 22 100

5 -32 1 104 6 6 11 4 4 -1 2 2 –7 -2 2 638 31 7 19 95

2 -3 -2 -2 3 1 —-3 —1 —2 5 6 3 3 17

5 -6 -8 -84 2 —-1 ——–11 14 1 -26

160 -206 ––27 7 -40 —-10 -77 -123366 27 47 210 650

178 1 283 2 35 10 25 21 25 36 15 -43 9 4 1 1 27 -81 5 141464 117 67 260 908

Fonte:Variazioni territoriali, denominazione dei comuni, calcolo delle superfici comunali (E)


Longevità: tra vita reale e immaginario sociale, indagine realizzata da Episteme per l’Italian AXA Forum

Quello tra gli italiani e la longevità è un rapporto in chiaroscuro, come emerge dall’indagine realizzata da Episteme per l’Italian AXA Forum dal titolo “Longevità: tra vita reale e immaginario sociale”.

La longevità è un’aspirazione condivisa dalla maggioranza del campione (62,6%), ma la qualità della vita ne diviene il fattore fondamentale e il principale metro di giudizio: per il 25,2% degli intervistati, raggiungere la fase della “lunga vita” non significa infatti invecchiare veramente perché i progressi della qualità della vita e della medicina permettono di restare giovani molto più a lungo.

D’altra parte si registra una scarsa consapevolezza e maturità sul tema, che si concretizza nella tendenza a spostare progressivamente in avanti l’inizio di tutte le fasi della vita: gli italiani mediamente pensano che si diventi adulti a 33,4 anni; addirittura 1 italiano su 4 colloca l’ingresso nell’età adulta tra i 40 e i 50 anni. Allo stesso modo, mediamente si ritiene che l’anzianità inizi a 66,3 anni e che si diventi ‘grandi anziani’ a 80,3 anni.

In dettaglio, permangono forti resistenze, più o meno consapevoli, a riconoscersi “anziani”, se è vero che quasi il 90% degli intervistati dichiara di sentirsi più giovane della propria età anagrafica. Il rapporto con la longevità diviene a volte un modo per esorcizzare il decadimento o il suo significato tende a sfumare avendo a che fare con delle variabili mobili, come la pensione, la vecchiaia o il lavoro. L’allungamento della vita si scontra dunque con una ridefinizione del welfare e il risultato è un “corto circuito” che genera smarrimento e a volte un vero e proprio processo di rimozione.

La grande paura degli italiani: la non autosufficienza

È la perdita dell’autosufficienza la grande paura degli italiani in relazione al tema della longevità: la maggioranza del campione indica come principale elemento di preoccupazione la perdita di autonomia, declinata in chiave decisionale, fisica e mentale: il 69,6% è preoccupata di non essere mentalmente lucido, il 64,6% di non essere fisicamente autosufficiente, il 62,8% di perdere la possibilità di decidere per se stesso.

Questa paura supera addirittura quella di non poter contare su una pensione dignitosa (51,1% degli intervistati) e di non avere beni di proprietà a cui ricorrere in caso di necessità economiche (30,8%). 

l’intera scheda qui: Italian Axa Forum – La Mia Finanza.


Somalia, il terrorismo islamico provoca una strage a Mogadiscio, 4 ottobre 2011

Un attentato kamikaze ha sconvolto Mogadiscio, la capitale della Somalia, nella mattinata del 4 ottobre. Un camion carico di esplosivo è riuscito a superare i controlli di sicurezza ed è penetrato nella zona dei ministeri dove è saltato in aria provocando, secondo un primo bilancio destinato a crescere, 65 morti e decine di feriti. Tra le vittime si contano numerosi studenti in attesa di sostenere un esame per ottenere una borsa di studio all’estero.

L’attentato, messo a segno in un’area ritenuta tra le più sicure della capitale essendo presidiata dalle truppe governative e da quelle della missione di peacekeeping Amisom dell’Unione Africana, è stato subito rivendicato dal movimento integralista antigovernativo al Shabaab, legato al terrorismo islamico internazionale

da Ragionpolitica – Somalia, il terrorismo islamico provoca una strage a Mogadiscio.


ASSISTENTI SOCIALI

ASSISTENTI SOCIALI

A cura di Antonio Bellicoso

 

Gli assistenti sociali sono quei professionisti che operano al fine di promuovere il benessere sociale dell’individuo, della famiglia e della comunità. Svolgono questa azione nell’esercizio delle proprie funzioni, sia all’interno di servizi pubblici, che privati. Da un po’ di tempo a questa parte sono anche sorti studi di servizio sociale privati singoli o associati. La professione dell’assistente sociale è regolata dagli Ordini, tant è che un assistente sociale per poter svolgere la propria professione deve essere iscritto al proprio albo regionale degli assistenti sociali. L’iter formativo prevede la frequenza di un corso di laurea di servizio sociale al termine del quale si consegue la laurea triennale e successivamente si deve superare l’esame di stato per essere iscritti alla sezione B dell’albo. L’ordinamento universitario prevede anche un biennio di specializzazione chiamato corso di laurea magistrale al termine del quale si consegue la relativa laurea che consente di affrontare l’esame di stato per essere iscritti alla sezione A dell’albo. Per ogni informazione su questa argomentazione è possibile consultare i siti web gli ordini nazionali e regionali degli assistenti sociali. L’assistente sociale trova impiego, nella maggior parte dei casi, nei servizi dei Comuni e delle A.S.L., ma una nutrita presenza di essi la troviamo anche in strutture del privato sociale. Le mansioni e le specificità dei compiti di questa figura varia a seconda del servizio nel quale si è inseriti. E’ una figura professionale che, grazie all’iter formativo, può lavorare in moltissimi settori differenti (minori, terza età, disabilità, famiglia, politiche sociali, ecc.) ed è sua specificità il lavoro sia con l’utente che con il territorio (servizi, strutture e agenzie).

L’assistente sociale di oggi però non è solo quella figura professionale che lavora esclusivamente all’interno dei servizi, ma nel corso degli ultimi anni la troviamo anche su internet. La web communication ha conquistato l’assistente sociale. Basti dare uno sguardo su internet e inserire sul motore di ricerca “google” la parola “servizi sociali” o “servizi sociali on line” per rendersi conto di quanti siti web sono stati realizzati da assistenti sociali, siano essi persone fisiche che giuridiche.

La web communication consente agli assistenti sociali cybernauti di connettersi  in rete con altri assistenti sociali, con utenti, con esponenti della comunità per fare rete, per costruire progetti, per favorire l’interazione, per creare comunità virtuali.

Grazie a internet e ad un sito web, l’assistente sociale oggi può anche fare consulenza on line offrendo orientamento, supporto, indicazioni e quant’altro possa essere utile a chi su internet cerca risposte, sollievo, conforto, chiarimenti.

I siti web che oggi dominano il panorama del servizio sociale professionale on line sono, oltre a quelli istituzionali degli enti e agenzie che rappresentano la categoria, principalmente tre: www.servizisocialionline.it www.serviziosociale.com e www.assistentisociali.org

Strumenti della web communication quali il forum, la chat e la mailing list consentono di implementare la rete dei contatti e dell’interazione tra colleghi e tra questi e i propri visitatori. L’assistente sociale su internet, oggi, rappresenta una realtà estremamente diffusa e i siti web di assistenti sociali sono in esponenziale crescita.

L’utente trova molti benefici nel frequentare questi siti perché ottiene la risposta che cerca in pochi minuti. La web communication infatti, abbatte le barriere fisiche, temporali e geografiche e molto ben si presta ad essere utilizzata dagli assistenti sociali che vogliano sperimentarsi su internet per offrire quel valore aggiunto che per vari motivi a volte non riescono a portare a casa all’interno dei servizi tradizionali.

 


Corso di scrittura creativa, a cura di Francesco Pazienza – Associazione Barlafus

Corso di scrittura creativa

QUANDO Sabato 8 Ottobre
Sabato 5 Novembre
Sabato 3 Dicembre
Dalle ore 10.00 alle ore 17.00
DOVE

Crotto Rosa 6/a 22036 Erba (CO)
Clicca qui per vedere la strada

DI COSA PARLIAMO?

Introduzione alla scrittura creativa.
Scrivere come un libro stampato?
NO! Scrivere per imparare a conoscere se stessi.

Trovate riferimenti, approfondimenti e ogni altro tipo di informazione nelle pagine qui di seguito.

Barlafus evento su Facebook

Barlafus Sito dell’Associazione

Chi voglia partecipare è il benvenuto!

Vi aspetto!

Francesco Pazienza

Scrive su www.francescopazienza.it

ADESIONI

1 Incontro + pranzo: 35€ fino a 25 anni – 90 soci – 100€ non soci
3 Incontri + pranzo: 90€ fino a 25 anni – 250 soci – 270€ non soci
Informazioni:
Tel: 346 1570922 Francesca
e-mail:  associazione.barlafus@gmail.com

da Corso di scrittura creativa – Associazione Barlafus.


La famiglia dell’adolescente. Il ritorno degli antenati, di Alberto Eiguer

La famiglia dell’adolescente. Il ritorno degli antenati
Autori e curatori: Alberto Eiguer
Contributi: Olga Cellentani
Collana: Conoscenze psicoanalitiche e lavoro sociale
Argomenti: Psicologia e psicoterapia della famiglia e della coppia, sistemica e relazionale - Adolescenza: psicologia, psicopatologia e clinica - Infanzia, adolescenza
Livello: Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati: pp. 176,     1a edizione  2011  (Cod.1056.12)
La famiglia dell'adolescente. Il ritorno degli antenati
Tipologia: Edizione a stampa 
Prezzo: € 23,50
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833225 
Tipologia: E-book
Prezzo: € 19,00
Possibilità di stampa:  No 
Possibilità di copia:  No 
Possibilità di annotazione:  Si 
Portabilità:  Si 
Ottimizzazione:  per PC Windows e Mac 
Codice ISBN 13: 9788856866759 
Formato: PDF per Digital Editions
Dimensione: 1496 KB
Informazioni sugli e-book 

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In breve Un testo di facile consultazione e un utile strumento per quanti – psicoterapeuti, educatori, insegnanti – interagiscono e si relazionano con il mondo complesso dell’adolescenza. La prospettiva di Eiguer è transgenerazionale (in quanto coinvolge tutto il gruppo familiare dell’adolescente) ed è supportata da una complessa e articolata esperienza clinica con adolescenti psicotici, suicidari, tossicodipendenti, anoressici.
 
Presentazione: Supportata da una complessa e articolata esperienza clinica con adolescenti psicotici, suicidari, tossicodipendenti e anoressici, la prospettiva trans generazionale di Eiguer non presuppone soltanto l’importante indicazione tecnica di coinvolgere nel percorso terapeutico tutto il gruppo familiare dell’adolescente. Ma sottolinea piuttosto l’importanza e la necessità di ricercare nella storia di “quella famiglia” il nucleo relazionale patologico, sul terreno del quale germoglia e si sviluppa, da una generazione all’altra, la sofferenza dell’adolescente e della sua famiglia. In queste famiglie c’è sempre un “fantasma” da ricercare, o meglio, dice Eiguer, un antenato(nonno/a, zio…) che non lascia in pace i vivi. Il suo ritorno significa che “…reclama il dovuto… s’insinua nei comportamenti… non sopporta la gioia di vivere del giovane… gioia necessaria per rassicurarsi e credere nelle proprie capacità…”
L’adolescenza è il momento privilegiato nel quale le contraddizioni della storia transgenerazionale emergono e si propongono come responsabili dei disturbi individuali e collettivi. E ciò ha a che fare con la potente richiesta di identità di cui l’adolescenza è sempre portatrice. Tutta la famiglia è coinvolta in questo processo. Tutti si interrogano sul loro futuro e sulla loro identità. E quando ci si interroga sull’identità e sull’origine dell’individuo e poi su quella delle genealogie, si invocano gli antenati .
Le riflessioni dell’autore fanno di questo testo un utile strumento per quanti – psicoterapeuti, educatori, insegnanti, famiglie – interagiscono e si relazionano con il complesso, ma anche tanto ricco e stimolante, mondo dell’adolescenza.

Alberto Eiguer é psichiatra, psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica di Parigi (SPP), ex-presidente della Società di Terapia Psicoanalitica dell’Ile-de-France. Tra le sue pubblicazioni:Il perverso narcisistico e il suo complice , Dunod, 2003; Il buon utilizzo del narcisismo, Bayard, 1999; Dalle perversioni sessuali alle perversioni morali , Odile Jacob, 2001 e l’opera collettiva La festa di famiglia , In Press, 1998.

Indice:
Olga Cellentani, Prefazione all’edizione italiana
Alberto Eiguer, Introduzione. Una questione tabù
Parte I. L’adolescente pone domande alla famiglia
Adolescente familiare
(Non vidit; Non tangere; I tre lutti; Trovare la parola)
Alla ricerca dei modelli aviti. Il concetto di trans generazionale
(Quattro varianti di oggetti trans generazionali; Dell’identificazione alienante; Da un segreto all’altro; La scelta del coniuge e il transgenerazionale; Vignetta clinica: Henri. Segreti e attaccamenti patologici agli antenati; Rapporti tra il transgenerazionale, i fantasmi originari e la funzione paterna; Una famiglia e lo spettro del vuoto e dell’irrapresentabile; Gli antenati e i loro burattini. Trilogia della voluttà)
Indicazioni della terapia familiare psicoanalitica in adolescenza
(Il protocollo; Funzionamenti individuali e collettivi; Gli assi; I colloqui preparatori; Una malattia del riconoscimento)
Parte II. Le basi teorico-pratiche della terapia familiare psicoanalitica
Psicoanalisi di gruppo e antropologia della genitorialità
(Ovunque sul pianeta: sorprendente somiglianza; Matrimonio d’amore o di interesse?)
I legami familiari
(La teoria del legame; Al di là del pulsionale; Narciso direttore dei lavori?; Che cosa muove i gruppi; Vignetta clinica: famiglia “N”. Alla ricerca dello spazio filiale; I figli agenti della trasmissione; L’adolescente frantumatore della relazione. Trovare le radici sradicandosi; Legami narcisistici e oggettuali: funzionalità e disfunzionalità)
Il legame fraterno in adolescenza
(Alle origini della teoria; I tre livelli della gruppalità fraterna; La funzione del narcisismo costruttivo o trofico (che favorisce la crescita; Cementare il legame fraterno; L’effetto magico; Mutazioni nella fratria)
Parte III, Clinica specialistica
L’impostura nella famiglia dei tossicomani
(Imbrogliare. Ovvero come il delitto non (sempre) paga; Il lavoro della finzione; Sogni menzogneri; Una seduta familiare “ingannatrice”; Dalla protezione di sé all’abuso di altri; Impostori e impostura)
Anoressia, feticismo e stratagemma
(Apparenze; Tre tempi nella genesi del disturbo; Rapporti con e nella Istituzione; Anoressia come crisi del “consumo”)
Il gesto suicidio e la sua cura in famiglia
(Adolescenza e suicidio; Vignetta clinica: famiglia “Dryades”. All’ombra del grand’uomo; Spiriti che ritornano; Vignetta clinica: Serge Manipolazione e mistificazione; Alla ricerca della tenerezza)
Famiglie di adolescenti psicotici
(Immaginario e transegenerazionale; Fantasmi e sentimenti in rapporto con la procreazione; Mediazione perverse; Nel cuore delle terapie; Valutazione dei risultati terapeutici)
Parte IV Problemi di tecnica
Il negativismo: una indicazione per la terapia psicoanalitica di coppia
(La coppia genitoriale; Tre ordini di disordini; Una adolescente “dannata”; Precisazione sulla tecnica; Vignetta clinica: Eccentricità; Articolazioni coppia-filiazione; Prospettive)
Gruppale e transgenerazionale nell’azione terapeutica dell’istituzione
(Somiglianze e differenze fra Istituzione e famiglia; Azione gruppale delle équipe; Difficoltà e scogli; Ruolo dei miti fondatori; Fra i generi: L’ignoto; Vignetta clinica: famiglia “V”;La rabbia generazionale: fuochi incrociati; Gli antenati istituzionali)
Conclusioni
Bibliografia.

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE, Direzione: Pier Francesco Galli, Marianna Bolko, Paolo Migone (responsabile). Comitato di consulenza:Gaetano Benedetti (Basilea), Morris N. Eagle (Los Angeles), Lawrence Friedman (New York), John E. Gedo (Chicago), Pedro Grosz (Zurigo), Robert R. Holt (New York), Emilio Modena (Zurigo), Tito Perlini (Trieste), Johannes Reichmayr (Vienna), Berthold Rothschild (Zurigo), Thomas von Salis (Zurigo), Tullio Seppilli (Perugia), Howard Shevrin (Ann Arbor), Frank J. Sulloway (Berkeley), Helmuth Thomä (Ulm), Judith Valk (Zurigo), Paul L. Wachtel (New York), Jerome C. Wakefield (New York), Drew Westen (Atlanta), Peter H. Wolff (Boston). Hanno fatto parte del comitato editoriale: Alessandro Ancona (Bologna), Tullio Aymone (Modena), Arno von Blarer (Zurigo), Enzo Codignola (Genova), Johannes Cremerius (Friburgo in Br.), Merton M. Gill (Chicago), Klaus Horn (Francoforte s.M.), Eustachio Loperfido (Bologna), Giambattista Muraro (Milano), Berta Neumann (Milano), Paul Parin (Zurigo), Michele Ranchetti (Firenze), Paul Roazen (Boston), Joseph Weiss (San Francisco). Cura delle rubriche: Tracce : Pier Francesco Galli e Alberto Merini; Casi clinici : Nella Guidi (responsabile), Ruggero Lamantea e Paola Morra; Recensioni : Andrea Castiello d’Antonio, Mauro Fornaro e Antonella Mancini (responsabile); Riviste : Jutta Beltz, Luisella Canepa, Andrea Castiello d’Antonio, Silvano Massa, Paolo Migone, Pietro Pascarelli, Mariangela Pierantozzi e Giancarlo Rigon (responsabile)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE
4 fascicoli all’anno, ISSN 0394-2864, ISSNe 1972-5043
Prezzo fascicolo (inclusi arretrati): € 17,50
Canoni 2011
Privati: cartaceo Italia € 61,00; cartaceo Estero € 99,00 
Biblioteche ed Enti: 
cartaceo (IVA inclusa): Italia € 69,00; Estero € 113,00
cartaceo + online (IVA esclusa): Italia € 80,00; Estero € 131,00
solo online (IVA esclusa): Italia € 62,00; Estero € 101,50

Peer Reviewed Journal
Direzione: Pier Francesco Galli, Marianna Bolko, Paolo Migone (responsabile). Comitato di consulenza:Gaetano Benedetti (Basilea), Morris N. Eagle (Los Angeles), Lawrence Friedman (New York), John E. Gedo (Chicago), Pedro Grosz (Zurigo), Robert R. Holt (New York), Emilio Modena (Zurigo), Tito Perlini (Trieste), Johannes Reichmayr (Vienna), Berthold Rothschild (Zurigo), Thomas von Salis (Zurigo), Tullio Seppilli (Perugia), Howard Shevrin (Ann Arbor), Frank J. Sulloway (Berkeley), Helmuth Thomä (Ulm), Judith Valk (Zurigo), Paul L. Wachtel (New York), Jerome C. Wakefield (New York), Drew Westen (Atlanta), Peter H. Wolff (Boston). Hanno fatto parte del comitato editoriale: Alessandro Ancona (Bologna), Tullio Aymone (Modena), Arno von Blarer (Zurigo), Enzo Codignola (Genova), Johannes Cremerius (Friburgo in Br.), Merton M. Gill (Chicago), Klaus Horn (Francoforte s.M.), Eustachio Loperfido (Bologna), Giambattista Muraro (Milano), Berta Neumann (Milano), Paul Parin (Zurigo), Michele Ranchetti (Firenze), Paul Roazen (Boston), Joseph Weiss (San Francisco). Cura delle rubriche: Tracce : Pier Francesco Galli e Alberto Merini; Casi clinici : Nella Guidi (responsabile), Ruggero Lamantea e Paola Morra; Recensioni : Andrea Castiello d’Antonio, Mauro Fornaro e Antonella Mancini (responsabile); Riviste : Jutta Beltz, Luisella Canepa, Andrea Castiello d’Antonio, Silvano Massa, Paolo Migone, Pietro Pascarelli, Mariangela Pierantozzi e Giancarlo Rigon (responsabile).
Coordinatore della redazione (invio materiali per la pubblicazione, corrispondenza con gli autori ecc.):Paolo Migone, Via Palestro, 14 – 43123 – Parma. Telefono e fax 0521.960595; e-mail: migone@unipr.it. Per recensioni, schede, segnalazioni, libri da inviare, vedi pagina webwww.psicoterapiaescienzeumane.it/recensioni.htm; sito web: www.psicoterapiaescienzeumane.it

Psicoterapia e Scienze Umane è selezionata dall’American Psycological Association per il suo PsycINFOJournal Coverage List, il database bibliografico che raccoglie nel settore le più prestigiose riviste e pubblicazioni al mondo al fine di analizzarne gli articoli e le citazioni.
Il progetto di Psicoterapia e Scienze Umane ha origine nelle finalità e nel metodo di lavoro del “Gruppo Milanese per lo Sviluppo della Psicoterapia”, organizzazione attiva in Italia dal 1960 e che dopo il 1970 proseguirà l’attività con la denominazione della testata della rivista. L’intenzione esplicita, che permane a tutt’oggi, era quella di fornire un servizio ai colleghi del settore specifico e dei possibili ambiti affini, lungo tre direttive fondamentali. Innanzi tutto, collegamento in tempo reale con il dibattito internazionale, per attenuare il ritardo, all’epoca particolarmente evidente, della situazione italiana. L’abitudine alla cultura storico-critica ha fatto da filtro rispetto al rischio di una piatta importazione culturale, e questo è stato e continua e essere un filone culturale specifico. L’attenzione ai processi formativi, nel loro legame concreto tra pratica clinica e costruzione della teoria, è l’ulteriore caratterizzazione delle scelte operate dalla rivista, che si può riassumere nelle parole dell’editoriale del n. 1/1967: «L’insicurezza, ritrovato quotidiano dell’esperienza terapeutica, diventa assunzione responsabile dei poli di conflitto nel campo delle scienze umane, per una chiarezza al di là delle false coscienze empiriche». In questa chiave l’interdisciplinarità reale, non accademica, si configura ancora quale obiettivo di un impegno professionale con forte impatto sociale, in opposizione alla cultura delle tolleranze parallele e degli opportunismi ecumenici. In linea con tali premesse la rivista ospita contributi di matrice psicoanalitica accanto a quelli di rappresentanti di discipline come psicologia, psichiatria, sociologia, antropologia, filosofia, scienze dell’educazione, storia. Alcune di queste componenti sono presenti fin dalla fondazione fra i membri della redazione e del comitato di consulenza. Il carattere di “servizio” si è accentuato dagli anni 1980 con una serie di rubriche fisse come “Classici della ricerca psicoanalitica” (dal 1989 al 1999, con trenta classici pubblicati), “Casi clinici” (dal 1987), “Recensioni” (dal 1984 come rubrica autonoma), “Riviste” (dal 1984, con gli indici e i riassunti di articoli selezionati delle principali riviste internazionali e nazionali del settore, a cui dal 2006 si è aggiunto anche un commento una volta all’anno sulla linea e i contenuti delle rispettive riviste), e “Tracce. Mummia Ridens” (dal 2004, curata da Pier Francesco Galli e Alberto Merini, con «la pubblicazione di materiali, editi o inediti, che tentano di ricostruire una specie di storia della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia, a volte con la forza emozionale dell’aneddotica sottratta alle storiografie accademiche»).
Indici di tutte le annate: sito Internet: www.psicoterapiaescienzeumane.it/default.htm#indici
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Sommari delle annate 

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Il welfare come costruzione socio-politica. Principi, strumenti, pratiche, di Riccardo Guidi

Il welfare come costruzione socio-politica. Principi, strumenti, pratiche
Autori e curatori: Riccardo Guidi
Collana: Sociologia
Argomenti: Politiche e servizi sociali - Sociologia dei fenomeni politici
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 160,     1a edizione  2011  (Cod.1520.696)
Il welfare come costruzione socio-politica. Principi, strumenti, pratiche
Tipologia: Edizione a stampa 
Prezzo: € 19,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856836936 
Tipologia: E-book
Prezzo: € 15,00
Possibilità di stampa:  No 
Possibilità di copia:  No 
Possibilità di annotazione:  Si 
Portabilità:  Si 
Ottimizzazione:  per PC Windows e Mac 
Codice ISBN 13: 9788856868173 
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Tesi di fondo del volume è che, soprattutto dopo le riforme degli anni ’90 e 2000, accanto a una politicità “maggiore” del welfare ne esista una “minore” (ma non per importanza) della quale sono protagonisti attori locali non convenzionalmente politici. Essa merita di essere riconosciuta, osservata e problematizzata…
 
Presentazione: Il libro origina da alcune domande fondamentali: dopo la deliberazione pubblica (delle vecchie e nuove arene politiche) il welfare è soltanto il regno della tecnica, sottratto alla “creatività” degli attori? I processi di messa in pratica delle deliberazioni pubbliche, connessi al presidio del benessere sociale, hanno un carattere politico ? Se sì, quale?
La tesi di fondo qui sostenuta è che, soprattutto dopo le riforme degli anni ’90 e 2000, accanto a una politicità “maggiore” del welfare ne esista una “minore” (ma non per importanza) della quale sono protagonisti attori locali non convenzionalmente politici. Essa merita di essere riconosciuta, osservata e problematizzata. Si sostiene inoltre che la “politicità minore” del nuovo sistema di welfare può essere osservata a partire dall’uso pratico e situato che gli attori locali fanno di alcuni strumenti generati nel contesto culturale del New Public Management e della governance . Fra tali strumenti uno dei più importanti è la partnership tra soggetti pubblici e privati (molto spesso senza fini di lucro) per la programmazione e la gestione dei servizi. Il ricorso alle partnership pubblico-privato nel campo del welfare genera, da un lato, un nuovo contesto organizzativo nel quale possono essere riconosciuti molti attori, principi e strumenti al lavoro, dall’altro un welfare più “ibrido”, ponendo così più di una sfida al principio di cittadinanza sociale.
Il libro dedica un’attenzione peculiare all’ambito dei servizi socio-assistenziali. Si cerca di mettere a fuoco quali principi siano implicati nell’uso della partnership, quali caratteri di politicità siano riconoscibili nei processi generabili a partire dal loro uso, quali tensioni sul principio di cittadinanza sociale si possano osservare e quali presidi possano essere attivati.

Riccardo Guidi è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pisa e coordina le attività della Fondazione Volontariato e Partecipazione. Ha recentemente curato i volumi Una promessa mantenuta? Volontariato, servizi pubblici, cittadinanza in Toscana (Cesvot, 2009, due volumi), Rischiare politiche giovanili (Gruppo Abele-Animazione Sociale, 2010) e Consumi politici e denaro. Logiche d’azione trasformativa nel campo economico (FrancoAngeli, 2011).

Indice:
Introduzione
(I processi politici in tempi di modernità riflessiva; Dopo la deliberazione: nuovi principi, strumenti e attori?; Politiche e pratiche: interpretare processi di “implementazione”; Welfare sussidiario: ibridazione e rescaling; La struttura del volume)
Parte I.
Come cambiano le istituzioni. Neo-istituzionalismi e oltre
(Persistenza e mutamento istituzionale: institutions matter; Il ruolo delle idee nelle riforme dei sistemi di welfare; Neo-istituzionalismi e oltre. Un primo bilancio)
Dopo la deliberazione. Regole, discrezionalità, sensemaking
(Potere della legge, potere degli attori. Due approcci all’”implementazione”; Come cambia un’organizzazione. Il contributo degli studi socio-cognitivisti; Dopo la deliberazione. Un primo bilancio)
Tradurre, performare, innovare. Studiare le riforme amministrative con l’actor-network theory
(La riforma come processo di “ri-significazione locale”; Riforme come strumenti di “performare” in reti di relazioni; Una sociologia delle “assicurazioni”; Performare, tradurre e disputare: is this politics?; Studiare le riforme con l’Ant. Un primo bilancio)
Parte II.
Un nuovo strumento per il welfare. La partnership pubblico-privato
(Paradigmi di riforma e Partnership pubblico-privato; La critica “post-democratica”: i suoi meriti e i suoi limiti; Welfare partnership in Italia: due cicli di riforma)
Traduzioni variabili delle riforme del welfare
(Npm e “Terza Via”: “effetti corrosivi” sugli state social workers; Institutions matter. Le variabili istituzionali della traduzione; Actors matter. Le variabili istituzionali della traduzione; Quale traduzione, quale politica?)
Costruire strumenti. Alla fondazione delle welfare partnership italiane
(Verso le welfare partnership: tre momenti “associativi”; Arruolare la sociologia? La conoscenza come strumento di auto-legittimazione; Un’agibilità politica sospesa per le welfare partnership)
Welfare partnership in Toscana: figure dell’”associazione” e traiettorie di politicizzazione
(Welfare partnership e rescaling. Sentieri e tensioni istituzionali; Figure dell’”associazione” nelle welfare partnership toscane; Le traiettorie delle welfare partnership. Qualche conclusione)
Bibliografia di riferimento.

Le domande sulla crisi. E le risposte Lavoce.info

La crisi del debito pubblico continua a creare forti tensioni sui mercati finanziari internazionali. Si rivedono al ribasso le stime di crescita e il timore di una nuova recessione diventa concreto. In questi giorni, numerosi lettori si rivolgono a lavoce.info per avere chiarimenti e magari qualche rassicurazione. Fare previsioni non è facile, perché le variabili in gioco sono molte. Possiamo però analizzare alcuni aspetti specifici e indicare le conseguenze delle diverse scelte possibili per governi e istituzioni internazionali. Attraverso un Dossier che cerca di rispondere ai vostri quesiti.

tutta la scheda qui: Lavoce.info – DOSSIER – Le domande sulla crisi. E le risposte.


Falsi invalidi fra bugie e incompetenza – di Carlo Giacobini Direttore editoriale di HandyLex.org

Per mesi, molti mesi, ci hanno raccontato che «un invalido su quattro è falso». Molti gli opinionisti e i politici che si sono spellati le mani plaudendo all’azione moralizzatrice dell’INPS che nel 2010 aveva revocato – a suo dire – il 23% delle pensioni di invalidità.
«Panorama», il settimanale, dedicava alla “piaga dei falsi invalidi” addirittura la copertina (quella del famoso “Pinocchio in carrozzina”) e un robusto dossier che – unendo il verbo INPS e la “pancia leghista” – confermava l’implacabile vergognosa realtà: un invalido su quattro è falso.
Un cavallo di battaglia per la Lega – con soddisfazione del ministro dell’Economia Tremonti – e in particolare del capogruppo alla Camera, Reguzzoni, che arrivava trionfalisticamente a ventilare un risparmio per lo Stato di un miliardo di euro.

Ora questi teoremi si sgretolano di fronte all’evidenza di nuovi dati ufficiali.

Su questi aspetti, che sono rilevanti anche per comprendere il contesto in cui si discutono tagli e pseudo-riforme assistenziali, segnalo l’articolo appena pubblicato su Superando.it www.superando.it consigliandone la lettura.

Lo trovate all’indirizzo: http://www.superando.it/content/view/7980/111/

Un cordiale saluto

Carlo Giacobini
Direttore editoriale di HandyLex.org


Osservatorio civico sul federalismo in sanità rapporto 2011, Tribunale dei diritti del malato, Cittadinanza attiva

il RAPPORTO 2011 - SANITA

www.sanita.ilsole24ore.com/Sanita/…/…


l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche

In base al sistema europeo dei conti, l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche.
L’Istat è tenuto ai sensi della legge di contabilità e di finanza pubblica n.196 del 31/12/2009 a pubblicare annualmente tale lista sulla Gazzetta Ufficiale. Elenco che infatti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 228 del 30 settembre 2011 e le unità classificate nel Settore delle Amministrazioni Pubbliche sono:

a) gli organismi pubblici che gestiscono e finanziano un insieme di attività,

principalmente consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili

alla vendita;

b) le istituzioni senza scopo di lucro che agiscono da produttori di beni e servizi

non destinabili alla vendita, che sono controllate e finanziate in prevalenza da

amministrazioni pubbliche;

c) gli enti di previdenza.

 

Elenco delle Amministrazioni Pubbliche

pdf (42 KB)

da newsletter – Regioni.it.


la rete lombarda dei servizi alla famiglia (LR 23/1999) , assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, Giulio Boscagli

L’assessore lombardo, dopo aver ricordato che si stanno esaurendo i fondi della legge nazionale 328/2000 ‘Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali’ ha anche sottolineato che l’attuale impostazione della manovra finanziaria ha comportato una significativa revisione delle risorse, che poi inevitabilmente avrà ripercussioni sui livelli locali di governo. “In Lombardia, invece, il presidente Roberto Formigoni – ha detto Boscagli – non solo ha voluto evitare tagli ma, anzi, ha incrementato i fondi a disposizione per il sociale”. “Ci sono i tagli che si vedono – ha evidenziato l’assessore regionale -, poiché è facile fare un raffronto tra le risorse disponibili un anno fa e quelle odierne, e ci sono anche i tagli che non si vedono, non sono percepiti direttamente dai cittadini, quelli determinati dal rispetto del Patto di Stabilità e che comportano una ridefinizione dei servizi di cui i cittadini stessi godono”. “Siamo convinti – ha continuato l’assessore Boscagli – che sono le famiglie gli attori principali del percorso educativo: la legge 23 di Regione Lombardia, del ’99, muove esattamente da questa premessa: riconoscere la famiglia non solo come destinataria di politiche e interventi, ma come protagonista della vita sociale. Grazie a questa legge negli anni sono stati finanziati moltissimi progetti innovativi gestiti da realtà del terzo settore, che una volta messi a sistema hanno consentito di estendere e ampliare la gamma dei servizi a disposizione per la prima infanzia”. Oggi la rete lombarda offre oltre 2200 strutture – tra asili nido, micronidi, asili famiglia, ecc. – per una disponibilità complessiva di oltre 58.000 posti. Di questi, il 27 per cento è a gestione pubblica, mentre il 37 per cento è in mano a realtà non profit, segno della grande vivacità che il tessuto sociale è in grado di esprimere. La percentuale di copertura dei servizi è indubbiamente variabile: se su città come Milano o Monza abbiamo una copertura al 35 per cento, la media regionale è del 18 per cento. Il Fondo Straordinario Nidi, a finanziamento statale per un complessivo triennale di oltre 55 milioni di euro, è sicuramente un’occasione importante per ampliare la disponibilità di posti dedicati alla prima infanzia. In particolare, 18 milioni di euro sono stati stanziati per promuovere la ristrutturazione e l’ampliamento della capacità ricettiva di asili nido e micronidi, anche aziendali. Nel 2010 sono stati approvati 71 progetti (con un cofinanziamento pari al 45 per cento dei costi), che permetteranno, entro la fine del 2012, di avere 1914 nuovi posti a disposizione. Quasi 38 milioni di euro sono invece dedicati alle convenzioni, per dare la possibilità ai Comuni di acquistare posti già autorizzati negli asili a gestione privata, così da rispondere alle esigenze delle famiglie anche in mancanza di nuove strutture, riducendo le liste di attesa.

da Regione :: Boscagli: verso un welfare di responsabilità.


Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale. giovedi 20 ottobre 2011, ore 9.15 – 12.45 presso Fondazione “aiutare i bambini” * Via Ronchi 17, Milano

SEMINARIO

Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale.

giovedi 20 ottobre 2011, ore 9.15 – 12.45

presso Fondazione “aiutare i bambini” *
Via Ronchi 17, Milano

Fondazione 'aiutare i bambini' - Seminario: Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale

Perché un seminario sugli asili nido
Per il secondo anno consecutivo la Fondazione ”aiutare i bambini”, impegnata dal 2006 nel sostegno ai servizi alla prima infanzia in Italia, promuove un seminario sugli asili nido come momento di confronto e scambio di buone prassi tra gli operatori di settore. Un confronto sempre piu’ importante a fronte di una contrazione dei fondi pubblici e di una situazione che vede il nostro Paese ancora lontano dall’obiettivo di copertura dei servizi alla prima infanzia fissato dall’Unione Europea.

Programma
Ore 09.15 - Accoglienza e registrazione partecipanti

Ore 09.30 - Apertura dei lavori

Cristiano Gori, Docente di Politiche sociali, Università Cattolica di Milano; Direttore Welfare Oggi, Editorialista il Sole24Ore

 

Ore 09.45 - L’impegno della Fondazione “aiutare i bambini” a favore degli asili nido in Italia

Goffredo Modena, Presidente Fondazione “aiutare i bambini”

Ore 10.15 – Saluti istituzionali

Fondazione CON IL SUD (relatore da definire)

Giuseppe Ambrosio, Responsabile Desk Italia, UniCredit Foundation

Ore 10.45 - TAVOLA ROTONDA

1o intervento: “Il servizio come agente di prevenzione e promozione del benessere del quartiere: un’esperienza possibile?”

Presenta: Dott.ssa Giuliana Gianino, coordinatrice spazio gioco “Macari i Picciriddi”, Catania

2o intervento: “Volontari e sostenibilità, come il volontario lega il territorio al progetto: limiti e virtù”

Presentano: Dott.ssa Laura Rocco, cooperativa “Fraternità giovani”, spazio gioco “Sbirulino”, Ospitaletto (BS); Dott.ssa Sonia Pedretti, cooperativa “Fraternità Impronta”, Marcheno (BS)

 

3o intervento: “Arredo e spazio: bellezza e pedagogia, come lo spazio educa”

Presenta: Dott.ssa Luisa Salanti, coordinatrice asilo nido “Na casa pe’ tutt’e piccirelli…’nzist”, Maddaloni (CE)

Moderatore:
Cristiano Gori

Ore 11.45 - Coffee break
Ore 12.00 - Discussione e domande ai relatori
Ore 12.45 - Conclusioni finali e chiusura lavori

Ore 13.00 – Buffet offerto dalla Fondazione “aiutare i bambini”

Per informazioni e iscrizioni contattare:
Martina Busi, martina.busi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30

Dato il numero limitato di posti e’ consigliabile iscriversi entro il 10 ottobre.

* Il seminario si terrà presso la sede della Fondazione “aiutare i bambini”, diversamente da quanto comunicato in precedenza.

 


Le capacità di recupero dell’anziano. Modelli, strumenti e interventi per i professionisti della salute, a cura di Carlo Cristini , Alessandro Porro , Marcello Cesa-Bianchi

Le capacità di recupero dell’anziano. Modelli, strumenti e interventi per i professionisti della salute
Autori e curatori: Carlo Cristini Alessandro Porro Marcello Cesa-Bianchi
Contributi: Giorgio Annoni, Giulia Arcari, Pamina Baccella, Giuseppe Bellelli, Luciano Belloi, Amelia Belloni Sonzogni, Fabrizio Berera, Antonella Biffi, Erika Borella, Michela Brambilla, Giovanni Cesa-Bianchi, Carlo Cipolli, Mauro Colombo, Maria Cotelli, Rossana De Beni, Luc Pieter De Vreese, Emanuela Facchi, Bruno Falconi, Antonia Francesca Franchini, Mivia Franchini, Silvia Galeri, Gianbattista Guerrini, Nicola Mammarella, Rosa Manenti, Emilio Minelli, Alessandro Padovani, Pietro Piumetti, Mauro Ricca, Giuseppe Romanelli, Alberto Spagnoli, Aldo Tàmmaro, Nerina Tonni, Marco Trabucchi, Giovanni Tuozzi, Paolo Vacondio, Orazio Zanetti, Giovanni Zaninetta
Collana: Psicologia - Monografie
Argomenti: Valutazione, sostegno e riabilitazione nell’adulto e nell’anziano - Psicologia della salute, del benessere
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati: pp. 528,     1a edizione  2011  (Cod.1222.136)
Le capacità di recupero dell'anziano. Modelli, strumenti e interventi per i professionisti della salute
Tipologia: Edizione a stampa 
Prezzo: € 45,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856839500 
Tipologia: E-book
Prezzo: € 36,00
Possibilità di stampa:  No 
Possibilità di copia:  No 
Possibilità di annotazione:  Si 
Portabilità:  Si 
Ottimizzazione:  per PC Windows e Mac 
Codice ISBN 13: 9788856866933 
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Il volume affronta la complessa e variegata realtà della vecchiaia e dei suoi interpreti: gli indugi e le avversità, le aperture e le realizzazioni del vivere, le limitazioni, le difficoltà, il declino del corpo e della mente. Un testo utile per studenti, ricercatori, professionisti della salute e per quanti intravedono nella vecchiaia una continua sfida, analisi e comprensione della vita.
 
Presentazione: Il percorso di recupero in età senile viene influenzato da molti fattori e significati: dai modelli culturali a quelli applicativi e organizzativi, dall’individualità all’ambiente circostante con il quale si interagisce, dal valore attribuito alla perdita funzionale alla motivazione e agli obiettivi della proposta riabilitativa, dalla comunicazione e interazione fra l’anziano, i suoi familiari e gli operatori alla personalizzazione dei progetti e degli interventi, fino alla preparazione psicologica di chi assiste e cura.
Organismo e psiche si intrecciano continuamente nel corso della vita, tuttavia nell’anziano sembrano allacciarsi in un modo ancor più incisivo, evidenziandosi fondamentalmente nelle condizioni di disagio, di sofferenza, di rischio o di perdita della salute e dell’autonomia. Il recupero di un movimento articolare, di una postura, di un cammino il più corretto, adeguato e sicuro possibile, di un’abilità o di una strategia cognitiva spesso si accompagnano al ripristino di atteggiamenti di fiducia, di autostima, di risorse affettive, motivazionali, creative.
Il volume utilizza un orientamento interdisciplinare e transculturale nell’affrontare e sviluppare i vari temi legati alla complessa e variegata realtà della vecchiaia e dei suoi interpreti: gli indugi e le avversità, le aperture e le realizzazioni del vivere, oltre le limitazioni, le difficoltà, il declino del corpo e della mente.
Il volume – dedicato alla memoria di Maria Manetta – rappresenta un utile strumento d’approfondimento per studenti, ricercatori, professionisti della salute e per quanti intravedono nella vecchiaia una continua sfida, analisi e comprensione della vita.

Carlo Cristini , insegna Psicologia generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Brescia; è autore di numerosi volumi e articoli in vari settori della psicologia, in particolare sui temi dell’invecchiamento.
Alessandro Porro , insegna Storia della medicina presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Brescia; è autore di numerose opere nell’ambito storico-medico.
Marcello Cesa-Bianchi, fondatore dell’Istituto di Psicologia e delle Scuole di specializzazione in Psicologia e in Psicologia clinica presso la Facoltà Medica dell’Università degli Studi di Milano. Autore di oltre sessanta volumi e di circa un migliaio di articoli scientifici su vari aspetti della psicologia, fra cui in particolare la psicogerontologia.

Indice:
Marco Trabucchi 
, Prefazione
Carlo Cristini, Alessandro Porro, Marcello Cesa-Bianchi, Introduzione
Parte I.
Pamina Baccella, Giorgio Annoni, L’anziano tra normalità e patologia
Giuseppe Romanelli, La valutazione multidimensionale
Giuseppe Bellelli, Marco Trabucchi, La riabilitazione in geriatria: presupposti culturali e modelli organizzativi
Alessandro Porro, Bruno Falconi, Il recupero: riflessioni dalla storia
Fabrizio Berera, Antonia Francesca Franchini, Emilio Minelli, La riabilitazione e la Medicina Tradizionale Cinese. Mantenere la vita, recuperare la salute
Parte II.
Giovanni Cesa-Bianchi, Carlo Cristini, La riabilitazione psicologica in età senile
Luc Pieter De Vreese, Luciano Belloi, Mivia Franchini Paolo Vacondio, Allenare il cervello per creare uno di scorta
Michela Brambilla, Maria Cotelli, Rosa Manenti, Orazio Zanetti, La riabilitazione cognitiva nell’anziano
Carlo Cipolli, Giovanni Tuozzi, Il recupero della qualità del sonno nell’anziano
Rossana De Beni, Erika Borella, Il recupero della memoria
Nicola Mammarella, Emozioni e riattivazione
Amelia Belloni Sonzogni, Riabilitazione e ristrutturazione del senso di sé
Parte III.
Pietro Piumetti, La riabilitazione e la Palestra di Vita (PdV)
Antonella Biffi, Carlo Cristini, La riabilitazione occupazionale
Aldo E. Tàmmaro, Promozione e recupero della capacità motoria per la tutela della salute
AlessandroPadovani, Nerina Tonni, La riabilitazione neurologica
Emanuela Facchi, La riabilitazione dell’anziano fratturato: aspetti clinici e psicologici
Parte IV.
Mauro Colombo, Sindromi depressivi e processi riabilitativi
Gianbattista Guerrini, Attività motoria, funzioni cognitive e tendenze
Giovanni Zaninetta, Oncologia e riabilitazione: paradosso o realtà?
Mauro Ricca, Silvia Galeri, Giulia Arcari, I disabili invecchiano: quali possibili percorsi riabilitativi?
Alberto Spagnoli, L’uso della psicanalisi nell’anziano
Carlo Cristini, Marcello Cesa-Bianchi, L’ultima creatività fra declino e recupero di sé.

DA Le capacità di recupero dell’anziano. Modelli, strumenti e interventi per i professionisti della salute.


Il calo delle adozioni – LASTAMPA.it

Sono in calo costante dal 2004 coloro che decidono di sottoporsi alla procedura per adottare un bambino all’estero e dal 2006 quelle che decidono altrettanto con un bambino italiano. Per l’estero il calo dal 2004 ad oggi è del 32%. In cinque anni una coppia su tre si è persa, sono passate da 8274 a 5576 del 2010, dato provvisorio ma non troppo lontano dalla realtà. Per l’Italia il calo è anche più repentino e sostenuto: si è passati dal picco del 2006 di 16234 richieste a 10611 del 2010, il 35% in meno.

Le coppie italiane, insomma, hanno sempre meno voglia di avviare il lungo iter che potrebbe portarli a adottare. E in tanti sostengono che i motivi siano economici. Adottare un bambino costa, e anche molto, in un momento di crisi e di instabilità come quello che si sta attraversando non tutti hanno la forza di affrontare le spese legate all’intera procedura. Le cifre riferite ad una sola tappa, quella del lavoro delle associazioni, sono calcolate dalla Commissione Adozioni Internazionali e pubblicate sul sito, in una sorta di tariffario suddiviso per enti che seguono l’iter. Ognuna di loro è specializzata in alcuni Paesi. Per l’Ucraina, ad esempio, ci si può rivolgere all’AIAU, Associazione Italiana Aiuti Umanitari, e si spenderanno 5223,18 euro per tutto quello che riguarda il pre adozione e altri mille euro e rotti per il post-adozione. Stesse cifre per l’Ucraina per A.Mo, associazione Attraversiamo il Mondo. Ma si sale a quasi 7 mila euro se si sceglie un bambino in arrivo dalla Bulgaria. Con l’Ai.Bi, Amici dei Bambini, si va da oltre 12 mila euro per un bambino in arrivo dal Nepal, a circa 3.500 se invece si sceglie un bambino in arrivo dal Marocco. E con l’Associazione Arcobaleno si spendono oltre 6 mila euro per un bambino in arrivo dalla Federazione Russa.

L’elenco è lungo, le tariffe varie, le associazioni sono una sessantina, i criteri per scegliere legati innanzitutto al Paese di origine del bambino che si intende adottare. Ma è evidente che, a parte alcune eccezioni, quelli che costano di più sono i più richiesti, bambini di provenienza europea, e sono sempre meno numerose le famiglie che decidono di fare questo passo. Perché alla fine, per l’intero iter si va a spendere tra i 17mila e i 25mila euro.

da Il calo delle adozioni – LASTAMPA.it.


Riscoprire il buon vicinato con l’idea del co-housing, www.cohousingsolidaria.org – Cronaca – La Nuova Ferrara

 

Come è spiegato nel sito dell’associazione, www.cohousingsolidaria.org, il progetto riguarda «14 alloggi immersi in un parco di circa un ettaro, attraverso il recupero delle strutture esistenti». Tra gli “optional” a cui si può accedere ci sono: «alta efficienza energetica ed elevata sostenibilità, spazi condivisi, orti e giardini in comune, ritrovi, feste, eventi culturali e una pista ciclabile per raggiungere la città lasciando a casa l’automobile». Accanto agli appartamenti sono previsti «spazi comuni che potrebbero diventare una sala e biblioteca, ciclofficina, laboratorio, stanza morbida per bambini, orto comune, area giochi o quanto altro decideranno i cohousers che vi abiteranno», precisa un comunicato dell’associazione.

Il progetto preliminare, già presentato all’amministrazione comunale, prevede «la realizzazione di uno dei primi cohousing in Italia, costituito da 15 unità immobiliari ricavate da una vecchia corte colonica, fienile e forno con circa 7.000 mq di verde».

…. da Riscoprire il buon vicinato con l’idea del co-housing – Cronaca – La Nuova Ferrara.


BIODIRITTO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA SCIENZA E LEGGE, di Carlo Casonato | Periodico Unitn

BIODIRITTO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA SCIENZA E LEGGE

Tutelare la dignità delle persone e il diritto alla salute tenendo conto delle nuove acquisizioni scientifiche

di Carlo Casonato

da BIODIRITTO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA SCIENZA E LEGGE | Periodico Unitn.


Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat)

Sono oltre un’ ottantina in tutta Italia i Comuni schierati in difesa dei Registri per depositare il testamento biologico, in attesa che veda la luce la legge che regolamenterà il cosiddetto biotestamento. Una vera e propria alleanza da ieri formalizzata sotto il nome di «Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat)», per tutelare le «dat» espresse dai cittadini nei municipi (da Torino a Cagliari, passando per capoluoghi, piccoli centri e grandi città), e far sì che abbiano valore giuridico, anche nel caso fosse approvato l’ attuale Ddl sul testamento biologico in discussione al Senato (nonostante una circolare del 2010 firmata dai ministri della Salute Ferruccio Fazio, del Welfare Maurizio Sacconi e degli Interni Roberto Maroni, indirizzata proprio ai Comuni, definisca tali strumenti «privi di qualunque efficacia giuridica»). L’ iniziativa rappresenta l’ ultima tappa di un processo iniziato dai radicali e dall’ associazione Luca Coscioni, mobilitati dopo il caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo, alimentata e idratata attraverso un sondino, che ha cessato di vivere nel 2009 in seguito all’ applicazione di una sentenza giudiziaria che autorizzò il padre Beppino a interrompere il trattamento

da L’ alleanza di ottanta Comuni per i registri con il biotestamento.


PROGETTO FLEXSECURITY, interventi di Pierpaolo Baretta, Emma Bonino, Cesare Damiano, Sergio D’Antoni, Pietro Ichino e Nicola Rossi, Tiziano Treu, Lanfranco Turci e Sergio Cesaratto

TUTTO IL DIBATTITO OSPITATO DA EUROPA SUL 
Raccolti in una pagina i link agli interventi di Pierpaolo Baretta, Emma Bonino, Cesare Damiano, Sergio D’Antoni, Pietro Ichino e Nicola Rossi, Tiziano Treu, Lanfranco Turci e Sergio Cesaratto, pubblicati sul quotidiano del Pd a seguito della presentazione della denuncia alla Commissione UE contro il dualismo del mercato del lavoro italiano


Marco Paolini, … nevica …, a CheTempoCheFa de 2 ottobre 2011


MuoversiInsieme: Aggiornamento del Mese di Settembre 2011

ecco l’aggiornamento mensile gratuito in cui le segnaliamo gli articoli più interessanti pubblicati questo mese sul blogzine Muoversi Insieme.
28-09-2011
Il congedo retribuito di due anni
Il nostro viaggio attraverso le agevolazioni lavorative concesse ai lavoratori che si trovano ad assistere e ad aiutare i propri cari privi di autonomia prosegue. Dopo aver illustrato nel mio precedente articolo come poter ottenere ed usufruire dei tre giorni mensili di permessi, questo mese vi spiegherò come funziona e come sia possibile ottenere un congedo di due anni.  >>


26-09-2011
Disfunzione fisica – Osteoporosi
La rieducazione riveste un ruolo essenziale nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi, soprattutto nella gestione delle fratture su base osteoporotica, pe rché le sollecitazioni meccaniche indotte migliorano il trofismo dell’osso e riducono la frequenza e la gravità delle cadute potenzialmente pericolose.La caduta è un evento multifattoriale, che risulta dall’interazione di fattori intrinseci, legati alle abitudini fisiche e mentali dell’anziano, con fattori estrinseci legati all’ambiente. In effetti, l’anziano può avvertire una sensazione di insicurezza che è all’origine di una diminuita attività, di un isolamento sociale, di una perdita di autonomia e di uno stato ansioso/depressivo.  >>


19-09-2011
XVIII Giornata Mondiale Alzheimer – Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza (parte prima)
Il 21 settembre anche quest’anno ci ricorda una malattia drammatica su cui  la ricerca scientifica, pur compiendo notevoli progressi, non ha ancora raggiunto un rimedio risolutivo. L’Alzheimer è la forma più diffusa di demenza ed è caratterizzata dal progressivo degrado delle cellule cerebrali che determina, col trascorrere del tempo, l’incapacità di un soggetto di portare a termine le più semplici attività quotidiane. Il globale declino delle funzioni intellettive incide anche sul deterioramento della vita di relazione, dovuto alla difficoltà di riuscire a controllare le proprie reazioni emotive e comport amentali. Sapere che la stranezza del comportamento della persona che ci vive accanto è causata dalla malattia è solo l’inizio di un lungo processo di accettazione…  >>


16-09-2011
Domotica e sicurezza ambientale.
Di Domotica abbiamo già parlato più volte. Pensiamo che sia utile tenere viva l’attenzione su questo argomento alm eno per due motivi: si tratta di una tecnologia in forte sviluppo, di cui sentiamo parlare, ma non sempre riusciamo a capirne l’utilità  (anche perché molte volte non viene spiegata). In secondo luogo la Domotica, come la tecnologia in genere, offre molte possibilità e soluzioni per l’autonomia, (ovvero per il vivere in modo più comodo, sicuro, con maggiore qualità della vita) ma per utilizzarle al meglio è importante conoscere, sperimentare e iniziare ad utilizzare queste soluzioni.  >>


14-09-2011
Dove trova re negli alimenti il calcio ?
Abbiamo letto nell’articolo di agosto a cosa serve il calcio e perché è così importante per tutti; la persona anziana poi ha un assorbimento ridotto di questo minerale e, se donna, è più facilmente  soggetta a perdite di calcio dalle ossa. Con una dieta completa ed equilibrata però è possibile assumere la giusta quantità per prevenire e ridurre il rischio di osteoporosi.Quando si parla di calcio il primo alimento che viene in mente è il latte che effettivamente ne è molto ricco, come del resto tutti i suoi derivati : yogurt e formaggi.   >>


Le auguriamo una piacevole lettura!
Lo staff di Muo versinsieme.it

Stefano Dambruoso: giovani musulmani della seconda generazione, nati nel nostro Paese, figli di chi ha avuto a che fare con il terrorismo internazionale. Ragazzi di 17-18 anni che possono venir irretiti dall’estremismo

spiega Stefano Dambruoso, che da pm ha dato la caccia ai terroristi islamici ed ora dirige l’ufficio internazionale del ministero della Giustizia. «Si stanno monitorando i giovani musulmani della seconda generazione, nati nel nostro Paese, figli di chi ha avuto a che fare con il terrorismo internazionale. Ragazzi di 17-18 anni che possono venir irretiti dall’estremismo. Sono in numero sufficiente da considerarli una possibile preoccupazione» rivela Dambruoso.

da Gli insospettabili Terroristi fatti in casa (nostra) – Esteri – ilGiornale.it.


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