I portatori di malattie genetiche non potranno fare ricorso alla fecondazione assistita. A stabilirlo sono le nuove linee guida sulla legge 40 inviate dal Ministero della Salute al Consiglio Superiore di Sanita’

I portatori di malattie genetiche non potranno fare ricorso alla fecondazione assistita. A stabilirlo sono le nuove linee guida sulla legge 40 inviate dal Ministero della Salute al Consiglio Superiore di Sanita’ per un parere obbligatorio. Il documento aggiorna quello emanato tre anni fa dall’allora ministro Turco.

Nel documento si mantiene il divieto del ricorso alla fecondazione assistita per i portatori di malattie genetiche, malgrado le sentenze dei tribunali di Bologna, Salerno e Firenze.

L’uso delle tecniche è concesso a chi è infertile ma anche a chi è fertile se portatore di malattie infettive come Hiv, Hbv e Hcv.

Fra le novità delle nuove linee guida vi sono l’eliminazione dell’obbligo di  avere un unico e contemporaneo impianto di embrioni, comunque non superiori a tre, come stabilito dalla sentenza 151/2009 della Corte Costituzionale;  la norma che riguarda gli embrioni abbandonati, per i quali non è più previsto il trasferimento nella biobanca di Milano,  il veto alla diagnosi preimpianto che negli ultimi anni era stato sdoganato dalla Corte Costituzionale e da diversi tribunali.

intera scheda qui: Fecondazione, esclusi i portatori di malattie genetiche.



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