Web 2.0 – sitografia


Motori di ricerca – sitografia


Servizi sociali e sanitari: Ambiti territoriali – sitografia


Regione Lombardia – sitografia


Ricerche sociali ed economiche – sitografia


Vittime e crimini – sitografia



Salute e malattia – sitografia



Migrazioni – sitografia



Handicap e salute mentale – sitografia



Formazione e scuola – sitografia



Famiglie, minori, giovani – sitografia


Dipendenze e tossicodipendenza – sitografia


Anziani e invecchiamento demografico – sitografia


Legislazione – sitografia



Politica – sitografia



Istituzioni – sitografia



Film e Video – sitografia


Riviste – sitografia


OLIVETTI MANOUKIAN FRANCA, Pubblicazioni segnalate in ForSer

“Gestire le organizzazioni: dal malessere organizzativo alla costruzione di senso” (di F.Olivetti Manoukian e C.D’Agostino) in “Spunti”, rivista semestrale a cura dello Studio APS Srl, n.12, Milano, ottobre 2009, pp. 1-11

“Perché oggi lavorare con le parole? Annotazioni sull’importanza di elaborare e scrivere nel lavoro sociale” in “Animazione Sociale” n. 1, 2009, Gruppo Abele, pp. 80-87

“Per non farsi travolgere dalle emergenze. Giocarsi la possibilità di agire”. Intervista a Franca Olivetti Manoukian a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella in ”Animazione Sociale” n. 4, 2009, Gruppo Abele, pp. 3-14

“Attrezzarsi a lavorare con storie di grave marginalità. Alcune ipotesi per i servizi” in “Animazione Sociale” n. 232, ed. Gruppo Abele, Torino, Aprile 2009, pp 44-52

“Cambiamento, operatori, servizi. A partire dalle due parole chiave proposte nel N17/09 di PSS,

cambiamento e relazione d’aiuto, diventa cruciale interrogarsi sul senso del lavoro dei servizi e di quanti che si occupano del malessere altrui. Aiutare significa cambiare? E cambiare significa migliorare?” in “Prospettive Sociali e Sanitarie”, rivista quindicinale a cura di I.R.S. – Istituto per la Ricerca Sociale, anno XL, n. 4, Milano, 1 marzo 2010, pp 3-5

“Quale formazione per lavorare nel sociale? Ineludibile è riconoscere i miti che guidano le nostre menti£”, in “Animazione Sociale”n.239 gennaio 2010, ed. Gruppo Abele, Torino, pp 24-33

da ForSer – OLIVETTI MANOUKIAN FRANCA.


Web 2.0 e social media in medicina, Eugenio Santoro, Il Pensiero Scientifico Editore

Web 2.0 e social media in medicina
Collana: Mappe
Anno: 2011
Autore/Curatore: Eugenio Santoro
Edizione: Seconda edizione
Pagine: 360
Libro del mese: Novembre 2011
978-88-490-0390-1
€ 25,00
 
http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.pensiero.it%2Fecomm%2Fpc%2FviewPrd.asp%3Fidproduct%3D564&send=false&layout=standard&width=230&show_faces=false&action=like&colorscheme=light&font=verdana&height=65
Il matrimonio tra web 2.0, social media e medicina aveva tutti i presupposti per avvenire. Una indagine condotta negli Stati Uniti e pubblicata all’inizio del 2011 dimostra come Internet sia la prima fonte di informazione per i cittadini americani, il 59% dei quali cerca informazioni sanitarie online. “Medicine 2.0” e “Health 2.0”, termini utilizzati per indicare l’applicazione delle nuove tecnologie offerte dal web 2.0 all’ambito medico e a quello sanitario, sono ormai di uso comune, e sono sempre più numerosi gli studi che valutano l’impatto del web sull’assistenza sanitaria e sulla formazione e l’aggiornamento di medici e pazienti. A tre anni dalla pubblicazione della prima edizione, la diffusione dei social media e il continuo fiorire di applicazioni, servizi e strumenti basati sul web hanno reso indispensabile una seconda edizione del testo, completamente aggiornata.

PDFla Repubblica, 8.11.2011 (PDF: 1,6 Mb)
PDFSole 24ore, 5.12.2011 (PDF: 140 Kb)

da Web 2.0 e social media in medicina – Volumi – Il Pensiero Scientifico Editore.


dicono a Mario Monti: “A lei abbiamo chiesto di salire su un treno che stava per deragliare”

GLI AMMAZZA GOVERNO MONTI

Un deputato si è rivolto così al Presidente del Consiglio Mario Monti:

“A lei abbiamo chiesto di salire su un treno che stava per deragliare”

E i sindacati Cgil-Cisl-Uil, a nome della parte più garantita del mercato del lavoro, proclamano per lunedì uno sciopero di 3 ore contro l’altra parte, quella dei precari e dei “nativi contributivi”.

Non solo non cooperano a salvare il treno, ma ne agevolano i deragliamento, naturalmente in perfetta alleanza con i leghisti e legaioli del Nord.

Paolo Ferrario, mercoledì 7 dicembre 2011


I peggiori anni della nostra vita. Da Craxi alla caduta di Berlusconi, di Paolo Posteraro

Paolo Posteraro
I peggiori anni della nostra vita. Da Craxi alla caduta di Berlusconi

Tutto quello che avresti voluto sapere sulla politica italiana ma che nessuno ti ha mai raccontato

Dagli scandali di Tangentopoli a quelli che hanno fatto crollare la Seconda Repubblica

C’è un filo rosso che, da Craxi a Berlusconi, collega le classi dirigenti della Prima e della Seconda Repubblica: la mala-politica. Sono cambiate le sigle dei partiti ma tutto è come prima, anzi, peggio di prima. Tangentopoli ha ceduto il passo a una nuova epoca di corruzione. Il Parlamento che negli anni Novanta fu ripulito dalle indagini del pool di Milano oggi è popolato da condannati. (segue)


Al via il nuovo portale sul federalismo fiscale: federalismo.sspa.it

Al via il nuovo portale sul federalismo fiscale  per informare e dialogare con gli interlocutori istituzionali ma anche con i cittadini interessati a conoscere, decreto per decreto, gli strumenti messi a punto. L’iniziativa e’ della Bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale presieduta da Enrico la Loggia in convenzione con la Scuola superiore della pubblica amministrazione. “Il portale ora diventa operativo – ha spiegato il presidente La Loggia in una conferenza stampa con il direttore della scuola superiore della Pa Giovanni Tria – siamo già online e abbiamo uno strumento di un’utilita’ straordinaria con informazioni per comprendere come funziona il meccanismo, decreto per decreto. Ci sara’ dialogo e confronto con i cittadini in questo periodo transitorio, della durata di tre anni, di attuazione della legge, che servirà per mettere a punto i decreti correttivi” che si renderanno necesssari. 
Per accedere al sito basta entrare nell’indirizzo internet http://federalismo.sspa.it.

Il sito si articola nei seguenti settori:

Armonizzazione bilanci 
Fabbisogni standard
Federalismo demaniale
Fisco municipale
Fisco regionale
Premi e sanzioni
Rassegna Stampa
Rimozione squilibri
Roma Capitale

“L’attuazione della legge n. 42 del 2009, in tema di federalismo fiscale, ed i conseguenti decreti attuativi sui quali ha espresso parere la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale – scrivono sulla home page del sito il Presidente della Scuola Superiore  della Pubblica Amministrazione, Giovanni Tria, e il  Presidente della Commissione  per l’attuazione del federalismo fiscale, Enrico La Loggia – costituiscono uno dei temi principali del dibattito scientifico che coinvolge i centri di studio e di ricerca specializzati nel campo amministrativo ed economico. Pensiamo che l’analisi e l’approfondimento delle complesse tematiche disciplinate dai decreti approvati, in itinere ed in corso di formulazione, può costituire un utile strumento di informazione, comunicazione e divulgazione rivolto ai governi ed alle amministrazioni locali, alle imprese ed ai cittadini. In tal senso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione si propone di accompagnare la riforma, in relazione alla sua esperienza, alla capacità di ricerca e di analisi dei fenomeni rilevanti della vita amministrativa del Paese, in collaborazione con la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, al fine di predisporre specifici approfondimenti sulla normativa attuativa della materia. Tale progetto – concludono La Loggia e Tria – non ha la presunzione di voler essere la guida all’attuazione del federalismo fiscale; vuole semplicemente rappresentare una delle modalità con le quali stimolare il dibattito che da anni ci vede impegnati nell’attuazione del federalismo fiscale e fornire preziose informazioni a chiunque sia interessato”.

da newsletter – Regioni.it.


Monti ha parlato alla Camera nel silenzio e anche nel gelo: niente ovazioni e nemmeno grida e fischi. Non eravamo più abituati. Nella manovra presentata e nei discorsi che l’hanno accompagnata non c’è quella ricerca del consenso che da anni la politica rincorre a ogni latitudine, anche se da noi in modo più smaccato e plateale. Sembra esserci solo l’urgenza di fermare il crollo della diga, di Mario Calabresi, La Stampa

Mario Calabresi

Stiamo vivendo giorni stranissimi, improvvisamente un senso di gravità ha contagiato il Paese. Era ora che accadesse, da mesi avevamo perso credibilità e vivevamo sull’orlo del baratro, ma né la classe politica né i cittadini sembravano davvero rendersene conto ipnotizzati da scontri e divisioni.

Ieri Monti ha parlato alla Camera nel silenzio e anche nel gelo: niente ovazioni e nemmeno grida e fischi. Non eravamo più abituati. Nella manovra presentata e nei discorsi che l’hanno accompagnata non c’è quella ricerca del consenso che da anni la politica rincorre a ogni latitudine, anche se da noi in modo più smaccato e plateale. Sembra esserci solo l’urgenza di fermare il crollo della diga, un crollo che avrebbe non solo distrutto la nostra economia ma anche la moneta.

Per continuare a leggere l’editoriale, scarica la versione pdf.

 

DA: È la partita dell’Italia, non di Monti – ItaliaFutura.it.


Il Presidente Mario Monti spiega: politica sulle pensioni, sulla casa, sulle famiglie

ESTRATTI
Sulle PENSIONI:
Sulla IMPOSTA SULLA CASA:
Sulle FAMIGLIE:
Sul LAVORO:

Giovanni Sartori – Discutere la democrazia – Conversazioni Serali alla Luiss Guido Carli


Giorgio Napolitano: “Quando certe riforme, decisioni e misure arrivano in ritardo, allora è maggiore l’impatto, anche l’impatto di insoddisfazione o di preoccupazione o di dissenso. Dobbiamo dirci con tutta franchezza che stanno arrivando – ha aggiunto il Capo dello Stato – giusto in tempo per evitare veramente sviluppi in senso catastrofico della nostra situazione”

“Abbiamo un compito duro. Io mi sono trovato – voi lo sapete – in un momento di particolarissima, straordinaria difficoltà, in un momento di difficile transizione e ho creduto di dover fare, comportandomi negli stretti limiti che la Costituzione mi impone, una scelta che aprisse uno spiraglio migliore per il nostro Paese affidando al prof. Mario Monti l’incarico di formare questo governo. Spetta poi a voi seguire tutto quello che il governo deciderà e quello che le Camere vorranno in proposito a loro volta deliberare“. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo a Mantova al Teatro Scientifico del Bibiena.

Quando certe riforme, decisioni e misure arrivano in ritardo, allora è maggiore l’impatto, anche l’impatto di insoddisfazione o di preoccupazione o di dissenso. Dobbiamo dirci con tutta franchezza che stanno arrivando – ha aggiunto il Capo dello Stato – giusto in tempo per evitare veramente sviluppi in senso catastrofico della nostra situazione”.

“E in questo spirito – ha sottolineato il Presidente Napolitano – io sono convinto che riusciremo tutti insieme a fare ciascuno la propria parte con senso di giustizia, ma anche con alto senso di responsabilità e spirito di sacrificio. Non siamo chiamati, per fortuna delle nostre generazioni, a sacrifici come quelli che affrontarono patrioti in nome di un’ansia di libertà e di un attaccamento inespugnabile alla causa dell’indipendenza e della nazione. Noi però abbiamo da fare oggi quello che ci chiede l’esigenza di salvaguardare il futuro dei giovani e il futuro dell’Italia, siamo chiamati a fare quello che oggi ci chiede la nostra appartenenza alla grande comune Patria europea. Questo lo facciamo e lo dobbiamo fare anche in modo da acquistare rinnovata autorevolezza e capacità di contribuire alla costruzione su basi più solide dell’Europa unita”. 

Il Capo dello Stato nel corso del suo intervento ha ricordato la figura di Quintino Sella che da Ministro delle finanze, si propose l’obiettivo del pareggio del bilancio raggiunto nel 1875: “Credo – ha detto il Presidente – che queste espressioni ci stiano diventando familiari in questi giorni perché può accadere nella vita di un grande Stato che si ripropongano le stesse esigenze in contesti radicalmente diversi e che tuttavia sollecitano lo stesso sforzo di comprensione e di coesione. Noi a questo siamo chiamati oggi e se allora si riuscì a portare a compimento quell’impresa, sono convinto che riusciremo a portare a compimento anche l’impresa che abbiamo davanti, anche l’impresa a cui ha dedicato le sue energie il nuovo governo”.


Fiorello parla di preservativi e profilattici e così contribuisce alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili

Di nuovo i religiosi scendono in campo ad impedire di usare perfino la parola “profilattico”  o, meglio ancora “preservativo”.

Però ….

Show di Fiorello ieri serasu Rai Uno. “Ma è vero, esordisce l’artista rivolgendosi al direttore di Rai Uno Mario Mazza, che una circolare Rai ha vietato l’uso della parola profilattico?”.

E da lì un coinvolgente show nello show.

Che però non è piaciuto al settimanale cattolico Famiglia Cristiana

da: E Fiorello sdogana il profilattico in Rai. Polemica Famiglia Cristiana – Quotidiano Sanità


Le politiche sociali nel Decreto salva-Italia – di Carlo Giacobini

Nel decreto elaborato dal Governo Monti (“Misure urgenti per la stabilità finanziaria”) e in via di approvazione, ci sono alcuni aspetti di estrema rilevanza per il futuro delle famiglie e delle persone con disabilità, in particolare sulla compartecipazione alla spesa sociale, sulle agevolazioni fiscali e assistenziali e sulle provvidenze agli invalidi civili.

Nel nostro sito HandyLex.org – www.handylex.org – proponiamo un’analisi di questi aspetti, molto sentiti dai nostri Lettori. tentando di fare il punto su cosa cambia e su che cosa potrebbe cambiare nelle politiche sociali e di sostegno economico.

Un cordiale saluto

Carlo Giacobini
Direttore responsabile di HandyLex.org

da: [HandyLex.org] Le politiche sociali nel Decreto salva-Italia – pamalteo@gmail.com – Gmail.


PENSIONI: bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

DE CESARI MARIA CARLA, LO CONTE MARCO, MICARDI FEDERICA (cur.)

TUTTO PENSIONI. Il manuale pratico delle novità sulla previdenza

IL SOLE 24 ORE,  2011,  p. 94

RICCIARDI L., CONCLAVE M., CORRENTE E., LAI M.

GUIDA ALLA TUTELA DEL LAVORATORE

EDIZIONI LAVORO,  2009,  p. 326

Pietro ichino (cur.)

CODICE DEL LAVORO Costituzione Codice civile Statuto dei lavoratori Lefggi Speciali e Regolamenti

Italia Oggi Novecento Media Cassazione.net,  2009,  p. 840

JESSOULA Matteo

LA  POLITICA PENSIONISTICA

IL MULINO,  2009,  p. 351

Marco Carcano

Il  «Protocollo welfare» – Come cambiano pensioni e lavoro

Aggiornamenti sociali,  2008,  p. 344-355

NATALI DAVID

VINCITORI E PERDENTI. Come cambiano le pensioni in Italia e in Europa

IL MULINO,  2007,  p. 226

AMATO GIULIANO

IL  GIOCO DELLE PENSIONI: RIEN NE VA PLUS

IL MULINO,  2007,  p. 115

DEL GIUDICE F., MARIANI F., SOLOMBRINO M.

LEGISLAZIONE E PREVIDENZA SOCIALE. MANUALE TEORICO PRATICO. XXI edizione

EDIZIONI GIURIDICHE SIMONE,  2006,  p. 576

COMEGNA DOMENICO, BAGNOLI ROBERTO, a cura di Massimo Fracaro

LE  NUOVE PENSIONI.

ETAS,  2004,  p. 222

DAMIANO CESARE, TURCO LIVIA, POLLASTRINI GIOVANNI, WITTEMBERG RAUL

PENSIONI E CONTRORIFORMA

L’UNITA’,  2004,  p. 190

 

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

ANDRUCCIOLI PAOLO

LA  TRAPPOLA DEI FONDI PENSIONE

FELTRINELLI,  2004,  p. 162

MEGALE GAETANO, MIGLIOLI FLAVIO, SORGI SERGIO

COME PIANIFICARE LA PROPRIA PENSIONE. GUIDA PRATICA ALLE SCELTE DI PREVIDENZA

IL SOLE 24 ORE,  2004,  p. 252

CIOCIA ANTONELLA

L’  INFINITA RIFORMA DELLA PREVIDENZA IN ITALIA, in STATO SOCIALE IN ITALIA. RAPPORTO

ANNUALE IRPPS – CNR 2002  a cura di CALZA BINI PAOLO, PUGLIESE ENRICO

DONZELLI,  2003,  p. 183-210

MAZZETTI GIOVANNI

IL  PENSIONATO FURIOSO

BOLLATI BORINGHIERI,  2003,  p. 108

MARANO ANGELO

AVREMO MAI LA PENSIONE?

FELTRINELLI,  2002,  p. 142

BOERI TITO, PEROTTI ROBERTO

MENO PENSIONI PIU’ WELFARE

IL MULINO,  2002,  p. 244

AMATO GIULIANO, MARE’ MARIO

LE  PENSIONI. IL PILASTRO MANCANTE

IL MULINO,  2001,  p. 256

SOLOW ROBERT M.

LAVORO E WELFARE

EDIZIONI DI COMUNITA’,  2001,  p. 108

FORNERO E., CASTELLINO O. (cur.)

LA  RIFORMA DEL SISTEMA PREVIDENZIALE ITALIANO. OPZIONI E PROPOSTE

IL MULINO,  2001,  p. 192

FACCHINI CARLA (cur.)

ANZIANI, PLURALITA’ E MUTAMENTI. Condizioni sociali e demografiche, pensioni, salute e servizi in

FRANCO ANGELI,  2001,  p. 285

 

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

MIRABILE M.L., PENNACCHI L. (cur.)

IL  PILASTRO DEBOLE. I sistemi previdenziali misti

EDIESSE,  2001,  p. 240

FERRARIO PAOLO

LE  POLITICHE DELLA PREVIDENZA, in  POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI

CAROCCI EDITORE,  2001,  p. 55-70

DURRENMATT FRIEDRICH

IL  PENSIONATO frammento di un romanzo poliziesco

EDIZIONI CASAGRANDE, BELLINZONA,  2000,  p.

COLOMBO MARIO

IL  PROBLEMA DELLE PENSIONI – ANALISI E PROPOSTE

AGGIORNAMENTI SOCIALI,  2000,  p. 114-122

CESARI VITTORIO

I  FONDI PENSIONE

IL MULINO,  2000,  p. 126

CESARI RICCARDO

I  FONDI PENSIONE

IL MULINO,  2000,  p. 127

PENNACCHI LAURA

LO  STATO SOCIALE DEL FUTURO   Pensioni, equità, cittadinanza

DONZELLI,  1997,  p. 181

ISTAT

I  TRATTAMENTI PENSIONISTICI   anno 1997

ISTAT,  1997,  p. 130

BONATI G.,  FABRIZIO DE RITIS D., GREMIGNI P., MONTEMARANO A., RIZZARDI R.

LA  RIFORMA DELLE PENSIONI guida pratica all’applicazione della legge 335 dell’8 agosto 1995

PIROLA,  1996,  p. 334

BELTRAMETTI  LUCA

IL  DEBITO PENSIONISTICO ITALIANO

IL MULINO,  1996,  p. 184

 

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

CARINCI F., DE LUCA TAMAJO R., TOSI P., TREU T. (cur.)

LE  NORME ESSENZIALI DEL DIRITTO DEL LAVORO

UTET,  1995,  p. 526

ABALDO GIANCARLO

GUIDA PRATICA ALLE NUOVE PENSIONI

GIUFFRE’,  1995,  p. 220

BARTOLINI FRANCESCO (cur.)

IL  CODICE DEL LAVORO, DEGLI INFORTUNI, DELLA PREVIDENZA E DELL’ASSISTENZA SOCIALE E

SANITARIA

CASA EDITRICE LA TRIBUNA,  1995,  p. 2142

RUSCIANO M., ZAPPOLI L. (cur.)

L’  IMPIEGO PUBBLICO NEL DIRITTO DEL LAVORO

GIAPPICHELLI,  1994,  p. 374

DE CECCO M., PIZZUTI F. R.

LA  POLITICA PREVIDENZIALE IN EUROPA

IL MULINO,  1994,  p. 384

CNEL

POLITICHE DEL LAVORO

CNEL,  1994,  p. 260

LEGISLAZIONE

FINANZIARIA 1994: SANITA’ E PREVIDENZA NEL DISEGNO DI LEGGE

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1993,  p. 1-5

MIOZZA R.

INPDAP – LE PRESTAZIONI DELLA CASSA PENSIONI DIPENDENTI ENTI LOCALI

CEL,  1993,  p. 421

BUZZOLA PAOLA

RIFORMA DELLE PENSIONI: QUALCHE COMMENTO IN RELAZIONE AI SERVIZI SOCIALI

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1993,  p. 19

ARGENTINO GIUSEPPE

RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1993,  p. 11-15

 

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

ARGENTINO GIUSEPPE

GLI  INDEBITI PENSIONISTICI DOPO LA SENTENZA 39/93 DELLA CORTE COSTITUZIONALE

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1993,  p. 13-16

PESSI R.  (cur.)

IL  SISTEMA PREVIDENZIALE EUROPEO

CEDAM,  1993,  p. 240

ESPOSTI GIANCARLO

L’  ANNOSA QUESTIONE EGLI INDEBITI PENSIONISTICI

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1992,  p. 16-18

VARESI P.A., LAI M., LEBRA A.

GUIDA PRATICA DEL LAVORATORE 1992

EDIZIONI LAVORO,  1992,  p. 302

DOCUMENTI

TAGLI A PENSIONI E SANITA’: TESTO DI LEGGE

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1992,  p. 2-4

DOCUMENTI

DISEGNO DI LEGGE: DELEGA AL GOVERNO PER LA RAZIONALIZZAZIONE E LA REVISIONE DELLE

DISCIPLINE IN MATERIA DI SANITA’, PUBBLICO IMPIEGO, PREVIDENZA, FINANZA TERRITORIALE

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1992,  p. 6-8

GLASSIER VITTORIO

LE  MALATTIE ALLERGICHE: UNA DIFFICILE TUTELA PREVIDENZIALE

PROSPETTIVE SOCIALI E SANITARIE,  1990,  p. 17-19

FARGION V.

STATO E PREVIDENZA IN ITALIA in SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE E POLITICHE PUBBLICHE a cura

LA NUOVA ITALIA SCIENTIFICA,  1989,  p. 209-243

GALOPPINI A.M. BERGONZI A.

LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO

LA NUOVA ITALIA SCIENTIFICA,  1989,  p. 224

GIUGNI G.

LAVORO LEGGE CONTRATTI

IL MULINO,  1989,  p. 365

 

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

VITALETTI G.

PENSIONI DEGLI ITALIANI

MARSILIO,  1988,  p. 240

ISTAT

STATISTICHE DELLA PREVIDENZA  DELLA SANITA’ E DELL’ASSISTENZA SOCIALE

ISTAT,  1988,  p. 206

MAESTRI E.y

LA POLITICA DELLE PENSIONI IN ITALIA TRA CICLO ELETTORALE  E COMPETIZIONE INTERPARTITICA

QUADERNI DI SOCIOLOGIA,  1987,  p. 47-73

FNP, CISL LOMBARDIA

PENSIONAMENTO. RITIRARSI DAL LAVORO NON DALLA VITA. ASPETTI MEDICI E PSICOLOGICI

,  1987,  p. 130

RODA’ G.

PENSIONI

IL SOLE 24 ORE,  1986,  p. 290

TRIMARCHI P.

ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO

GIUFFRE’,  1986,  p. 966

RODA’ G.

PENSIONI

IL SOLE 24 ORE,  1986,  p.

CESARINI F.,CONTE F.P.,VALIANI R.

IL FUTURO DELLE PENSIONI

EDIZIONI LAVORO,  1984,  p. 130

CONTI LAURA

PREVIDENZA NON SOCIALE E SICUREZZA SOCIALE

PROBLEMI DEL SOCIALISMO,  1962,  p.

CONTI LAURA

POSSIBILITA’ DEMOCRATICHE NEL SISTEMA ASSISTENZIALE-PREVIDENZIALE ITALIANO

PROBLEMI DEL SOCIALISMO,  1958,  p.

 

PENSIONI: bibliografia  in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 6 dicembre 2011

CONTI LAURA

L’  ASSISTENZA E LA PREVIDENZA SOCIALE  STORIA E PROBLEMI

FELTRINELLI,  1958,  p.

MANSFIELD KATHERINE

UNA  PENSIONE TEDESCA

RIZZOLI,  ,  p.


Apocalittici e integrati di Umberto Eco – in Google Libri


Mediasfera: ricerca e produzione nel campo della comunicazione, a cura di Peppino Ortoleva e Giovanni Cordoni

Che cosa vuol dire Mediasfera

Mediasfera è un’impresa di ricerca e di produzione nel campo della comunicazione. Già nel nome fa riferimento alla sfera in espansione degli strumenti del comunicare: che costituisce sia il tema delle sue ricerche sia l’ambiente della sua vita e la base della sua azione.
Fin dalle sue origini Mediasfera ha come oggetto di studio non solo alcuni singoli mezzi in particolare ma anche e soprattutto il sistema dei media, inteso come orizzonte delle scelte di comunicazione personali e collettive e come cornice di tutte le attività produttive nel campo della cultura e dello scambio d’informazioni.
I media d’altra parte sono per Mediasfera non solo tema di ricerca ma anche strumento di lavoro, per la diffusione del sapere prodotto e per l’elaborazione di progetti di comunicazione innovativi. Lo studio critico dei mezzi è essenziale per il loro utilizzo e viceversa la loro conoscenza dall’interno è alla base di un’analisi autenticamente riflessiva.

Dichiarazione di intenti (mission statement) di Mediasfera

  1. Mediasfera è un’impresa culturale a scopo di lucro. Agisce in cooperazione con altre imprese analoghe, con fondazioni e altre senza scopo di lucro, con enti pubblici, nella consapevolezza che tutti questi soggetti sono egualmente indispensabili per promuovere e sviluppare la cultura, intesa come sistema sociale complesso capace di produrre idee nuove.
  2. Ogni progetto di Mediasfera deve essere economicamente redditizio e culturalmente fecondo. Viene pertanto valutato sotto entrambi i profili sia all’atto della sua preparazione sia alla sua conclusione.
  3. Per Mediasfera il sapere è al tempo stesso la risorsa principale e il prodotto distintivo. La capacità di tesaurizzare e far fruttare il sapere già accumulato (presso di noi o presso altri soggetti che facciano parte della nostra rete di collaborazioni) è essenziale alla redditività dell’impresa. La capacità di fare evolvere il sapere attraverso progetti innovativi è essenziale alla sua ragion d’essere culturale.
  4. Nessun progetto di Mediasfera ha un solo autore; è sempre il frutto di un gruppo di lavoro che è culturale e professionale al tempo stesso: un gruppo che generalmente coinvolge non solo soci della srl e collaboratori fissi ma anche collaboratori esterni, incluse altre imprese culturali. La rete dei collaboratori, individui e imprese, è una delle principali risorse di Mediasfera, che dedica alla sua crescita e allo scambio con essa una parte rilevante delle sue energie.
  5. Poiché nell’attuale quadro istituzionale il valore culturale di un prodotto è generalmente connesso al riconoscimento di un’autorialità individuale, Mediasfera si impegna comunque a valorizzare sempre l’apporto autoriale dei suoi soci e collaboratori

da Perchè Mediasfera

a cura di:

Peppino Ortoleva (Napoli, 1948) è professore di Storia dei mezzi di comunicazione e Storia dell’immagine meccanica (Cinema, televisione, fotografia) all’università di Torino dal 2001. In precedenza ha insegnato nell’ Università di Siena. Ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso il Politecnico di Sydney, il Centre de Recherches sur les Usages Sociaux des Télécommunications di Parigi, l’ISCTE di Lisbona.  E’ stato consigliere di amministrazione della Scuola Nazionale di Cinema-Centro Sperimentale di Cinematografia; è correspondent étranger per la rivista Le temps des Médias e membro di vari Comitati scientifici di istituzioni e riviste nazionali e internazionali.
Ha pubblicato oltre un centinaio di lavori scientifici su storia, società e media. Tra i suoi libri si ricordano Cinema e storia (Loescher, Torino, 1991), Un ventennio a colori (Giunti, Firenze, 1995), I movimenti del ’68 in Europa e in America (Editori Riuniti, Roma, 1998), Mediastoria (nuova edizione Il saggiatore, Milano, 2002), Luci del teleschermo. Televisione e cultura in Italia (con M.T. Di Marco), Electa, Milano, 2004. Ha inoltre curato, con F. Chiocci, G. Cordoni e G. Sibilla La grana dell’audio. La dimensione sonora della televisione, RAI-Nuova Eri, Torino, 2002; con V. Solari, Lavorare nei media, produrre cultura, Angeli, Milano, 2003; con Barbara Scaramucci, l’Enciclopedia della radio, Garzanti, Milano, 2003; con Giovanni Cordoni e Nicoletta Verna Le onde del futuro, Costa & Nolan, Milano, 2005; con gli stessi coautori ha curato Trent’anni di libertà d’antenna, Minerva, Bologna, 2005; con Barbara Scaramucci ha curato La memoria del suono, numero speciale di “Archivi e cultura”, 2006. Nella seconda metà degli anni Novanta ha diretto, con Chiara Ottaviano, la collana Mediamorfosi per UTET.
Dalla metà degli anni Ottanta ha svolto, parallelamente alla ricerca e all’insegnamento, un’impegnativa attività professionale, dapprima fondando e dirigendo la Cliomedia di Torino poi ha realizzato la cura di mostre e musei di storia e media, di volumi scientifici, di trasmissioni radiofoniche e televisive, di ipertesti multimediali.

Giovanni Cordoni (Ebingen, Germania, 1974), caporedattore dell’Enciclopedia della Radio (Garzanti, 2003), a cura di P. Ortoleva e B. Scaramucci, è autore di vari saggi sui mass media, da La grana dell’audio. La dimensione sonora della televisione (RAI-ERI, VQPT, 2002, insieme a F. Chiocci, P. Ortoleva e G. Sibilla) a Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia (Costa & Nolan, 2006, con Ortoleva e N. Verna). Redattore e regista per Il Terzo Anello di RAI Radio 3, ha condotto insieme a Ortoleva la serie Torino. 50 anni di televisione e cultura su Raisat Premium. Curatore con Ortoleva, della mostra itinerante (e del relativo catalogo) Radio FM 1976-2006. Trent’anni di libertà d’antenna (2006-2007), è tra i curatori della mostra Anni Settanta (Triennale di Milano, 2007-2008) di Gianni Canova. Direttore delle ricerche per la mostra sui 50 anni della RAI TV, Luci del teleschermo (Torino, Palazzo Carignano, 2004-2005) e curatore (insieme a Verna) della seconda parte del relativo catalogo (Electa, 2004), si è occupato anche della sonorizzazione di varie mostre (ad esempio A ferro e a fuoco, Dalmine, 2006). Project manager di Mediasfera, ha seguito molti progetti e numerose ricerche, tra cui quelle per l’Osservatorio Culturale del Piemonte su industria discografica, radio e televisione (2006-2008). Musicista e organizzatore di festival e concerti, ha collaborato con Fabbrica Europa (Stazione Leopolda, Firenze) e vari operatori del settore per la realizzazione di spettacoli, musicali e non, in varie città italiane. Collaboratore di varie testate (da “Punto Com” a “Exibart”), si occupa della revisione della terza edizione dell’Enciclopedia del Cinema (Garzanti) a cura di G. Canova e firma per la Treccani del Terzo Millennio, in corso di pubblicazione, il saggio La radio nel mondo. Docente per l’Università Cattolica di Milano e per L’Università dell’Aquila presso vari master dedicati alla comunicazione, ai media e agli eventi culturali, ha partecipato in veste di relatore a vari convegni, soprattutto su radio e industria discografica.


Il percorso formativo dell’assistente sociale. Autovalutazione e benessere professionale, Autori e curatori Franco Bressan , Monica Pedrazza , Elisabetta Neve Contributi Sabrina Berlanda, Claudio Capiluppi, Roberto Dalla Chiara, Clarissa Ferrari, Silvia Golia, Patrizia Lonardi, Daniele Loro, Marco Minozzo, Silvana Tonon Giraldo, Daniele Venturini, FrancoAngeli

n breve
Il volume affronta, in un’ottica interdisciplinare, la valutazione dell’efficacia formativa universitaria in scienze del servizio sociale, finalizzata all’avvio delle procedure di accreditamento dei corsi di laurea e al loro miglioramento. L’indagine ha raggiunto assistenti sociali in servizio, registrando la valutazione del loro percorso formativo di base. Inoltre con il contributo dei professionisti è stato predisposto uno strumento utile alla registrazione dell’autoefficacia professionale percepita.
Presentazione del volume

Il volume affronta, in un’ottica interdisciplinare, la valutazione dell’efficacia formativa universitaria in Scienze del servizio sociale, finalizzata all’avvio delle procedure di accreditamento dei corsi di laurea e al loro miglioramento.
L’indagine ha coinvolto gli assistenti sociali in servizio, registrando la valutazione del loro percorso formativo di base. Inoltre, grazie il contributo dei professionisti, è stato predisposto uno strumento utile alla registrazione dell’autoefficacia professionale percepita e sono state analizzate variabili di tipo soggettivo tipicamente volte a sostenere i processi di costruzione e di gestione della relazione interpersonale professionale.
È emerso un quadro interessante ed attuale di come l’assistente sociale nel servizio di base valuta le proprie capacità di affrontare quelli che attualmente considera i momenti critici della professione: particolare interesse ci sembra abbia riscosso l’autovalutazione della capacità relazionale del professionista sia in rapporto all’utenza che in relazione a quella rete di esperti nella quale l’assistente sociale deve spesso assumere un ruolo centrale e di riferimento.
Nel volume il professionista può trovare autovalutazioni e profili nei quali riconoscersi e quindi contribuire alla promozione di percorsi di formazione permanente e continua adeguati ai propri bisogni.

Franco Bressan , professore ordinario di Statistica sociale, insegna Metodi statistici per le scienze sociali alla laurea triennale e a quella specialistica in Scienze del servizio sociale dell’Università di Verona. Dal 1992 al 2009 è stato presidente delle varie strutture che hanno formato gli assistenti sociali a Verona.
Monica Pedrazza , professore associato di Psicologia sociale, insegna alla laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona. Ha collaborato con Elisa Bianchi, approfondendo aspetti della regolazione socio-cognitiva nell’assessment dell’assistente sociale; ha inoltre contribuito a recuperare alcuni fondamenti della storia e dell’epistemologia del servizio sociale in Italia con il volume Psicologia e servizio sociale (Angeli, Milano, 2004).
Elisabetta Neve , insegna discipline di servizio sociale presso le Università di Verona e di Padova. Si occupa di ricerca, studi e formazione continua di professionisti sociali e sanitari, anche a livello internazionale e in collaborazione con la Fondazione E. Zancan di Padova. È autrice di varie pubblicazioni relative ai servizi sociosanitari e al lavoro professionale.

Indice

Patrizia Lonardi, Presentazione
Silvana Giraldo, Introduzione
Franco Bressan, Premessa
Parte I. Il bisogno di conoscenza
Elisabetta Neve, Formazione e ricerca. Le sfide attuali per il servizio sociale professionale. La dimensione psicologica della formazione
(Premessa; La natura disciplinare e professionale del servizio sociale; Il rapporto teoria-pratica; Le ricadute sulla formazione degli assistenti sociali; Il caso italiano; Contesto e prospettive internazionali sulla formazione professionale; Servizio sociale, formazione e ricerca; Una riflessione conclusiva)
Roberto Dalla Chiara, La relazione professionale nel processo di aiuto
(L’ambito di intervento dell’assistente sociale come area di relazioni; La capacità relazionale richiesta all’assistente sociale; La natura e la finalità della relazione di aiuto nel servizio sociale; Una relazione “con” l’utente; Coinvolgersi nella relazione con l’utente; Una relazione per il cambiamento; La relazione verso altre relazioni e altre risorse; Le coordinate della relazione professionale; Alla ricerca di alcune tracce per una buona relazione)
Parte II. Strumenti per l’evoluzione strategica dell’efficacia formativa
Franco Bressan, Claudio Capiluppi, Progettazione e andamento dell’indagine sugli assistenti sociali del Veneto
(Disegno della ricerca, Fase preliminare, Andamento della ricerca)
Parte III. La formazione iniziale e continua degli assistenti sociali
Daniele Loro , La formazione pedagogica degli assistenti sociali
(Presentazione e commento dei dati relativi alle domande sulla formazione permanente universitaria; Aggiornamento, formazione permanente e rapporto tra formazione teorica e pratica professionale; Le ragioni per una maggiore preparazione pedagogica degli assistenti sociali)
Daniele Venturini, Assistente sociale oggi: uno sguardo all’autopercezione della professione
(Premessa; Descrizione del campione; Occupazione professionale; Percezioni degli assistenti sociali; Conclusioni)
Franco Bressan, Approfondimenti su alcune domande a risposta multipla
(Premessa; Aree disciplinari più significative; Punteggi relativi alle determinanti dell’attuale capacità lavorativa; Ambiti lavorativi)
Parte IV. Una risorsa per il benessere nel lavoro sociale: l’autoefficacia
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, L’autovalutazione di efficacia
(La formazione dei professionisti; L’Autoefficacia Professionale; Attaccamento e relazione; Attaccamento: benessere o disagio professionale?; Alcune ipotesi; Le analisi dei dati)
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, Benessere e disagio nella relazione professionale
(Premessa; L’autoefficacia professionale; Lo stile d’attaccamento; Il burnout; L’assertività; L’autoefficacia nella gestione delle emozioni negative; Il commitment; L’empatia e reattività personale; La desiderabilità sociale; Il pregiudizio transculturale; Le differenze all’interno del campione)
Parte V. L’autoefficacia professionale degli assistenti sociali
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, L’autoefficacia dell’assistente sociale ed il modello relazionale nell’aiuto
(Autoefficacia e competenze relazionali; L’Autoefficacia nel modello relazionale)
Silvia Golia, Misura oggettiva dell’autoefficacia percepita tramite il Modello di Rasch
(Introduzione; Il modello di Rasch; Misurare l’autoefficacia professionale percepita; Conclusioni)
Clarissa Ferrari, Marco Minozzo, Analisi dell’autoefficacia professionale con un modello fattoriale per dati binomiali
(Introduzione; Il modello fattoriale lineare; Il modello fattoriale gerarchico per dati binomiali; Identificazione dei costrutti relativi all’autoefficacia; Confronto tra il modello fattoriale lineare ed il modello fattoriale gerarchico per dati binomiali)
Parte VI. La dimensione soggettiva nella professionale degli assistenti sociali
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, Attaccamento e relazione
(La distribuzione del campione; Sicurezza, insicurezza e sofferenza)
Sabrina Berlanda, Monica Pedrazza, La complessità del fare relazione
(Il benessere organizzativo; Gli autocedenti del burnout; Gli autocedenti del personal distress; Burnout e relazione con l’utente; Personal distress e relazione con l’utente)
Daniele Venturini, Assistenti sociali “tra le righe”. Analisi testuale dei dati con software N-vivo 8
(Introduzione; I dati: “quantitativi” o “qualitativi”?; Descrizione del sottogruppo del campione di ricerca; Analisi del corpus testuale; Conclusione)
Allegato
Questionario dell’indagine sugli assistenti sociali del Veneto: sezioni A, B e C

Gli autori.

Il percorso formativo dell’assistente sociale. da

da Autovalutazione e benessere professionale.


Diciasettesimo Rapporto sulle migrazioni 2011, a cura dell’Ismu, FrancoAngeli

 

In breve
Il Rapporto analizza in tutti i suoi aspetti (lavoro, sanità, istruzione, ecc.) il fenomeno dell’immigrazione, alla luce degli eventi che hanno caratterizzato il 2011, anno della “Primavera araba”, che ha causato nuove migrazioni dal Nord Africa verso l’Italia e l’Europa, e anno in cui la crisi economica ha colpito soprattutto le fasce deboli della popolazione, tra cui gli immigrati.
Presentazione del volume

Gli stranieri presenti nel nostro paese all’inizio del 2011 sono cinque milioni e quattrocento mila. Una realtà che da diciassette anni il Rapporto analizza in tutti i suoi aspetti.
In questa sede il fenomeno dell’immigrazione è approfondito tenendo conto degli eventi che hanno caratterizzato il 2011, anno della “Primavera araba” che ha causato nuove migrazioni dal Nord Africa verso l’Italia e l’Europa. Il 2011 è però anche l’anno in cui la crisi economica, ancora in corso, colpisce soprattutto le fasce deboli della popolazione, tra cui gli immigrati.
Come di consueto sono presi in considerazione alcuni ambiti di particolare rilievo come il lavoro, la sanità, la situazione abitativa, gli orientamenti degli italiani verso l’immigrazione, la scuola, dove gli alunni di cittadinanza non italiana continuano ad aumentare. Il Rapporto presenta inoltre utili approfondimenti su altri temi: l’accesso degli stranieri al credito, la devianza, la conoscenza della lingua, il contratto di integrazione in Italia e in alcuni paesi europei.
Il libro è strutturato in quattro sezioni: “Il quadro generale”, le “Aree di attenzione”, gli “Approfondimenti” e “Lo scenario internazionale”.

Indice

Migrazioni 2011: uno sguardo d’insieme
Parte I. Il quadro generale
Il linguaggio dei numeri
L’Italia nello spazio migratorio europeo
Gli aspetti normativi
Gli orientamenti comunitari
Parte II. Aree di attenzione
Il lavoro
La scuola
La salute
Abitare e insediarsi
Gli italiani e l’immigrazione
Criminalità e devianza degli immigrati
Parte III. Approfondimenti
Immigrazione e credito
La conoscenza della lingua del paese di destinazione: uno strumento di integrazione
Il decreto flussi 2010-2011
Immigrazione, opinione pubblica e sistema politico italiano
Parte IV. Lo scenario internazionale
Immigrazione dal Nord Africa: la Primavera del 2011
Multiculturalismo, politiche d’integrazione e big society nel Regno Unito
Impatti delle nuove politiche di integrazione in Germania: il ruolo della conoscenza della lingua
Integrare senza un modello: l’integrazione degli stranieri in Spagna
Documenti di viaggio e dinamiche di movimento nella regione asiatica
Il contratto d’integrazione in Francia: un’esperienza quinquennale
Riferimenti bibliografici
Allegato. La cronaca del 2011.

Diciasettesimo Rapporto sulle migrazioni 2011.


Eugenio Scalfari sul Governo Mario Monti (e Napolitano), a l’Infedele del 5 dicembre 2011

vai ai 5 interventi di Eugenio Scalfari sul Governo Mario Monti (e Napolitano), a l’Infedele del 5 dicembre 2011:


CINEMA E TERAPIA FAMILIARE, di Rodolfo de Bernart, Ignazio Senatore, FrancoAngeli

Rodolfo de Bernart, Ignazio Senatore
CINEMA E TERAPIA FAMILIARE
Il ciclo di vita della famiglia attraverso la cinepresa. Con le schede dei film più significativi

MISURE SULLA PREVIDENZA, a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali


Casini: Governo Monti deve fare ciò che non hanno fatto partiti

da Casini: Governo Monti deve fare ciò che non hanno fatto partiti – YouTube.


Il Presidente del Consiglio Mario Monti presenta il decreto “salva Italia” alla Camera dei deputati, Audio del 5 dicembre 2011, ore 16



UNA e INDIVISIBILE – Giorgio Napolitano – RIZZOLI

“Abbiamo insistito tanto, e con pieno fondamento, su quel che l’Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato, e sulle grandi riserve di risorse umane e morali, d’intelligenza e di lavoro di cui disponiamo, perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto.”

Le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa: iniziative promosse da istituzioni, scuole, piccoli e grandi comuni, associazioni locali, un’esplosione mai vista di bandiere tricolori. Si è così mostrata la profondità delle radici del nostro stare insieme come nazione, come Italia unita. Le parole scolpite nella Costituzione per definire la Repubblica – “una e indivisibile” – hanno trovato un riscontro autentico in milioni di italiani. Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica “rappresenta l’unità nazionale”. Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione – nella difficile fase attraversata dal nostro Paese e dall’Europa intera – per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione. Questo libro, nei diversi testi che lo compongono, tocca gli aspetti salienti di quel processo: la sapiente architettura ideata da Cavour, lo slancio eroico suscitato da Garibaldi, la partecipazione attiva della società meridionale alla costruzione dell’Italia unita, i profondi legami del movimento per l’unità nazionale con le esperienze europee, l’azione unificante della lingua e della cultura. Napolitano non nasconde le zone d’ombra e le promesse non mantenute, in particolare lo squilibrio tra Nord e Sud e l’attuazione lenta e parziale di quell’autonomismo, fino al federalismo, ben presente nelle visioni risorgimentali e infine nel dettato della Costituzione repubblicana. Ma proprio la consapevolezza delle durissime prove che l’Italia è stata costretta a superare per diventare un grande, moderno Paese europeo deve darci quella fiducia indispensabile per superare le ardue sfide che ci attendono.

Una E indivisibile – Giorgio Napolitano – Libro – RIZZOLI.


Riforma delle pensioni, da Corriere della sera 5 dicembre 2011

Questa presentazione richiede JavaScript.


Governo Monti, Agenda e Comunicati stampa


IL MINORE AUTORE E VITTIMA DI REATO, Gilda Scardaccione (a cura di) , FrancoAngeli

Gilda Scardaccione (a cura di) 
IL MINORE AUTORE E VITTIMA DI REATO Competenze professionali, principi di tutela e nuovi spazi operativi


La sanita’ esce indenne. Ma aumentera’ l’addizionale Irpef regionale per finanziarla

Manovra. La sanità esce indenne. Ma aumenterà l’addizionale Irpef regionale per finanziarla 
04 DIC - Varato il decreto legge con la manovra anti-crisi. “Decreto salva  Italia”, l’ha definito Monti. Per la sanità c’è la conferma che i tagli non ci saranno. Ma per finanziarla è prevista una maggiorazione dell’addizionale Irpef regionale dallo 0,9 all’1,23. Confermate invece le liberalizzazioni per le farmacie. I ministri Giarda e Passera rispondono alle domande diQuotidiano Sanità 

Leggi…


Il Decreto Legge “salva Italia” del Governo Monti: Audio della conferenza stampa del 4 dicembre 2011 (Monti, Fornero, Passera, Grilli, Giarda)

1. Il “discorso agli italiani” di Mario Monti:

2. Mario Monti: spiegazione del decreto nel suo insieme:

3. Fornero: la riforma delle pensioni

4. Passera: azioni per lo sviluppo economico
5. Grilli : manovre di bilancio: entrate e uscite
6. Giarda: ancora spiegazione del decreto nel suo insieme

Pietro Ichino |  SULLA QUESTIONE DELLE PENSIONI DI ANZIANITÀ, intervista alla Repubblica, 1 dicembre 2011

L’AUMENTO DEL REQUISITO CONTRIBUTIVO PER CHI INTENDE RITIRARSI SENZA REQUISITO DI ETÀ SI GIUSTIFICA SIA SUL PIANO DELL’EQUITÀ TRA GENERAZIONI, SIA IN FUNZIONE DELL’ALLINEAMENTO DEL NOSTRO SISTEMA A QUELLO DEI NOSTRI PARTNER EUROPEI, SIA IN FUNZIONE DELL’AUMENTO DEL TASSO DI OCCUPAZIONE TRA I 55 E I 65 ANNI

Intervista a cura di Annalisa Cuzzocrea, pubblicata su la Repubblica del 1° dicembre 2011

Pietro Ichino non pensa affatto che 40 sia un numero magico, come ha detto il segretario della Cgil Susanna Camusso. Non crede che il diritto ad andare in pensione di chi ha maturato 40 anni di contributi sia intangibile. Anzi, il giuslavorista e senatore pd pensa che il problema da guardare in faccia sia quello dell’equità fra generazioni, e che per farlo il nostro Paese debba adeguarsi al sistema di welfare del nord Europa.

Professor Ichino, il nodo più controverso degli interventi sulle pensioni di cui si parla in queste ore riguarda la possibilità di ritirarsi dopo quarant’anni di lavoro, al di là dell’età. Cosa ne pensa?
«La questione dei 40 anni riguarda persone che hanno incominciato a lavorare all’età di 16 o 18, e che quindi aspirano a ritirarsi a 56 o 58 anni. Qui i problemi sono due: il primo è di equità fra generazioni: stiamo lasciando ai nostri figli un sistema che consentirà loro di andare in pensione, se andrà bene, a 67 o 68 anni, con assegni nettamente inferiori rispetto ai nostri. Davvero vogliamo – oltre a questo – gravarli di un maggior debito pubblico per consentire ad alcuni di noi di ritirarsi prima dei 60 anni? Poi c’è l’Europa».

In che senso?
«In Germania e negli altri maggiori paesi europei la possibilità di pensionamento senza requisiti di età anagrafica non è data a nessuno, eccetto lavori pesanti o usuranti. Non possiamo chiedere ai tedeschi di farsi carico della garanzia per il nostro debito pubblico finché non abbiamo allineato i criteri del nostro welfare al loro. Infine c’è un problema che attiene al mercato del lavoro: se vogliamo tornare a crescere non possiamo continuare a pagare, con denaro pubblico, i cinquantenni perché smettano definitivamente di lavorare».

Ci sono però anche i casi dei lavoratori in mobilità a pochi anni dal vecchio requisito per la pensione.

«Abbiamo sempre detto, e sono certo che il ministro del welfare ha ben presente questa necessità, che la modifica dei requisiti per il pensionamento non deve riguardare i lavoratori in mobilità, o quelli che abbiano effettuato un riscatto contributivo contando sulla vecchia disciplina. Deve essere dettata una disciplina speciale anche per chi ha svolto prevalentemente un lavoro usurante, o chi oggi svolge lavoro manuale».

da Pietro Ichino |  LA REPUBBLICA: SULLA QUESTIONE DELLE PENSIONI DI ANZIANITÀ.


Intervista a Tonia Mastrobuoni sulla situazione politica ed economica italiana e mondiale (e in particolare sulle politiche pensionistiche) | da RadioRadicale.it

Intervista a Tonia Mastrobuoni sulla situazione politica ed economica italiana e mondiale

da

Neureka – Intervista a Tonia Mastrobuoni sulla situazione politica ed economica italiana e mondiale | RadioRadicale.it.

Tonia Mastrobuoni è giornalista economica de “La Stampa”

indirizzo twitter: https://twitter.com/#!/who_to_follow/search/mastrobuoni


CRESCERE BENE CRESCERE INSIEME PRIMA CONFERENZA NAZIONALE PD PER LE POLITICHE EDUCATIVE 0-6 ANNI, TORINO CENTRO CONGRESSI LINGOTTO 20 NOVEMBRE 2011

CRESCERE BENE
CRESCERE INSIEME

 

PRIMA CONFERENZA
NAZIONALE PD
PER LE POLITICHE
EDUCATIVE 0-6 ANNI

 

TORINO
CENTRO CONGRESSI
LINGOTTO
20 NOVEMBRE 2011

Audiovideo dell’evento
  • saluto di Paola Bragantini, Segretaria provinciale PD 
  • saluto di Piero Fassino, Sindaco di Torino 
  • introduzione di Francesca Puglisi, Respons. Scuola Segreteria Naz. PD 

     

    Tavola rotonda:

    Investire in educazione di qualità:
    un’alleanza per il futuro dell’Italia

    Intervento di apertura di Giovanni Bachelet, Presidente Forum Politiche dell’Istruzione PD, moderatore della tavola rotondainterventi:

      -

Marco Gioannini

    , Fondazione Giovanni Agnelli
    -

Mariangela Bastico

    , Senatrice PD
    -

Clotilde Pontecorvo

    , Psicologia dello sviluppo e dell’educazione
    -

Redi Sante Di Pol

    , Presidente Federazione Italiana Scuole Materne
    -

Maria Grazia Pellerino

    , Assessore Istruzione Edil. Scol. Comune Torino
    -

Roberta Agostini

    , Responsabile Donne, Segreteria Nazionale PD
    -

Stella Targetti

    , Coordinatrice Istruzione e Ricerca Confer. Regioni

 

 

Gruppi di lavoro

 

Definizione dei livelli essenziali dei servizi e buone prassi

prima parte

     -

seconda parte 

Servizi educativi per l’infanzia e modelli di governance pubblica

prima parte

     -

seconda parte
 

  • Conclusioni di Anna Serafini, Presidente Forum Infanzia e Adolescenza PD
  •  

    Fotografie di Ruggero Passeri



    Governo Monti: presentazione del decreto “salva Italia”, Video del “discorso agli italiani” di Mario Montidomenica 4 dicembre ore 20 e seguenti

    appello agli italiani del Presidente del Consiglio Mario Monti


    Il programma politico di Gianfranco Fini, da http://www.bottegascriptamanent.it/

    Per capire il punto di approdo dell’evoluzione politica di Fini e conoscere meglio il programma politico del Fli, invitiamo a leggere l’ultimo scritto del presidente della Camera, intitolato L’Italia che vorrei (Prefazione di Giuliano Amato, Rubbettino, pp. 286, € 18,00).

    • sta cercando di dar vita a una destra “moderna”, rispettosa delle “regole del gioco” democratiche, che vada oltre il populismo demagogico di cui si sono fatti portavoce in questo ultimo ventennio la Lega Nord, Forza Italia e il Pdl, puntando a ridisegnare in senso “gollista” il sistema politico italiano.
    • Altro punto essenziale del programma politico finiano è la richiesta di una trasformazione in senso federalista dello stato, in quanto, secondo lo statista bolognese, essa è «una scelta obbligata e irreversibile e già adottata dalla maggior parte degli Stati democratici di grandi dimensioni». Fondamentale, a suo parere, sarà l’adozione di un efficace federalismo fiscale, che «dovrà necessariamente cambiare l’assetto della finanza pubblica» e comporterà una ridefinizione in senso liberale dei compiti delle istituzioni: «dobbiamo [...] passare da una concezione dello Stato interventista e “tuttofare” a una nuova visione in cui le funzioni statali coincidano con gli aspetti essenziali per il governo del sistema».

     

    •  di rilanciare un progetto europeo incentrato sia sulla sicurezza che sui diritti civili. Ad esempio, sarà necessario contrastare in modo sempre più efficace «il traffico di immigrati irregolari, controllato da organizzazioni criminali», ma nello stesso tempo semplificare «le procedure per la concessione del diritto d’asilo» nei confronti dei profughi che scappano dalle guerre o dalle dittature.


    • In passato, Fini fu tra i promotori della severa legge n. 189 del 2002, meglio nota come “Bossi-Fini”, che prevedeva l’invio degli extracomunitari senza permesso di soggiorno nei Centri di permanenza temporanea e, dopo l’identificazione, la loro immediata espulsione verso i paesi di origine. Ne L’Italia che vorrei, al contrario, il leader del Fli assume posizioni più aperte, sostenendo che non c’è «una giustificazione alla chiusura ermetica delle frontiere» e che «non esistono più Nazioni che abbiano una popolazione omogenea dal punto di vista etnico». Pertanto, pur respingendo il relativismo culturale più radicale, Fini ritiene che non si possa imporre agli stranieri la rinuncia alla propria identità culturale, sebbene sia doveroso chiedere loro «di esprimerla in modo non conflittuale con gli altri [...] nel totale rispetto della legalità».

     

    • non si devono, pertanto, enfatizzare per scopi meramente propagandistici «paure e insicurezze sociali», ma tenere sempre ben presente, sul piano legislativo, quanto previsto dall’articolo 6 della Carta dei diritti fondamentali della Ue: «Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza».

     

    • Secondo Fini, è innegabile che la globalizzazione presenti aspetti negativi, come ad esempio «un aumento della precarietà e dell’incertezza sulle prospettive future». Nel contempo, però, egli ne mette in risalto anche i lati positivi, che a suo parer consistono soprattutto in quattro fattori: «la riduzione delle barriere alla circolazione di beni e fattori produttivi [...]; lo sviluppo dellainformation technology, con la disponibilità di informazioni in tempo reale; la liberalizzazione dei flussi commerciali e degli investimenti internazionali [...]; le privatizzazioni e i processi dideregulation che hanno creato nuove opportunità per gli investimenti diretti all’estero».


     

    • riconosce l’importanza di garantire uno sviluppo armonico tra le due dimensioni economiche, «un equilibrio tra “globale” e “locale”», che, senza stravolgere le regole del libero commercio, attribuisca agli enti locali una maggiore autonomia amministrativa per potersi inserire nei mercati mondiali e garantire lo sviluppo economico del proprio territorio.

     

    • Il leader del Fli considera la Costituzione «il “centro di gravità permanente” della nostra democrazia» e «la stella polare che può guidare la nostra società», asserendo che debba essere insegnata ai giovani per far loro comprendere «quali sono quei valori fondamentali in assenza dei quali il vivere civile è più complesso».

    Come fa giustamente notare Giuliano Amato nella Prefazione, tuttavia, L’Italia che vorrei lascia irrisolto un interrogativo che scaturisce dall’intricato contesto politico dell’Italia odierna, cioè «se un destra liberale e pragmatica possa esplicare in Italia il suo ruolo nella collocazione che è per lei naturale o se [...] debba allearsi con il centro-sinistra». Per realizzare il suo progetto di trasformazione dello stato, infatti, il Fli dovrà necessariamente trovare alleanze solide e sarà costretto a confrontarsi non solo con le forze politiche di centro (Udc, Api, Mpa), ma anche con il Pd con cui potrebbe coalizzarsi alle prossime elezioni politiche, le quali, pur essendo previste per il 2013, potrebbero tenersi già nel 2012, se il governo Monti dovesse entrare presto in crisi).

    Vedremo se il progetto politico finiano, finalizzato alla creazione di una destra liberale scevra dai retaggi del berlusconismo e del leghismo, riuscirà a ottenere adesioni consistenti e saprà proporsi come credibile alternativa alla destra populista più radicale, oppure se è destinato a smarrirsi nel clima di sfiducia e di disincanto che, in questo frangente, sta attanagliando gran parte dell’elettorato nostrano.

     

    di Giuseppe Licandro

    in http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=1247&idedizione=62


    Follow

    Get every new post delivered to your Inbox.

    Join 270 other followers