Théo Angelopoulos: come vivere dentro la crisi, intervista a Rai-Ballarò, 10 gennaio 2012

Vedi anche:

Serge Latouche e la crisi economica del 2008 ed anni seguenti, da Rai 3 Ballarò, 31 gennaio 2012


12 commenti on “Théo Angelopoulos: come vivere dentro la crisi, intervista a Rai-Ballarò, 10 gennaio 2012”

  1. Patrizia milanese scrive:

    Il dopoguerra. Ricordo il senso di speranza, la contentezza del poco, tutti risalivano la china, anche noi bambini, pur senza saperlo. Respiravamo la bellezza della pace dopo la guerra, attraverso il respiro delle persone adulte.
    La crisi della guerra aveva sovvertito il mondo, ma si sentiva fortissima la volontà di ricostruirlo: sarebbe stato un mondo migliore.
    Ma ora? Dove andare a cercare alcune certezze, come quella di essere responsabili di sé e di altri, in una società dove vige la norma che la colpa è sempre altrove?
    E se così fosse, se qualcuno ci provasse, da chi sarà ascoltato? Come contagiarsi positivamente l’un l’altro per darsi il coraggio di iniziare a cambiare il proprio modo di vivere?
    Ho paura che le generazioni dei miei figli e quella di chi hanno messo al mondo siano schiacciati da impotenza, solitudine, soprattutto paura del cambiamento.
    Spero di essere pessimista, ma sono una pessimista che penserà seriamente a quanto ascoltato da Agelopoulos.
    Grazie!

  2. cara patrizia
    mi scuso immensamante. mi era sfuggito questo tuo importante commento
    ci tenevo ad una tua “testimonianza”
    sono nato nel 1948 e quindi la fase del “vivere con poco” l’ho vissuta da figlio piccolo.
    mio padre faceva il disegnatore di tessuti: di fatto un artigiano della seta che è stato piano piano favorito dal reticolo produttivo comasco.
    la situazione di benessere è arrivata negli anni 60.
    il vero ed unico insegnamento di mio padre è stato l’etica del lavoro.
    nel primo decennio del 2000 si è proprio inceppato un meccanismo di sviluppo.
    credo proprio che sarà molto dura questa crisi.
    oggo l’esempio più forte che ho è il padre di luciana, che è davvero vissuto con poco. niente auto, niente vacanze. solo il corriere della sera e l’abbonamento annuale alla televisione
    pensione al limite
    eppure viveva, anche a suo dire , bene
    la cosa più importante è che “tenga” il servizio sanitario nazionale
    questo popolo che invoca continuamente l’obiettivo di abbassare le tasse non si rende conto che la sanità italiana è di fatto un risparmio sui redditi
    il problema vero sono i giovani, gravati da un debito insopportabile
    proprio oggi nelle mie scorribande informative ho trovato una intervista di massimo cacciari che afermava più o meno che i giovani sono i veri proletari di domani
    credo proprio che la mia generazione di post sessantottino abbia delle respomsabilità imemnse nel consegnare quella “terra desolata” di cui parla eliot nei suoi poemi

    pessimismo della intelligenza e ottimismo della volontà

    un caro saluto
    paolo

  3. da una email firmata
    Ciao Paolo,
    Grazie mille, l’ho visto con molto ritardo, purtroppo abbiamo recentemente perso mio suocero che stava molto male da tanto tempo (non conta, è un dispiacere enorme lo stesso) e in questi ultimi tempi abbiamo anche perso il contatto con le cose di tutti i giorni, quello che succede nel mondo, le notizie che vanno in tv e giornali ,troppo presi da quello che è appena successo a noi.
    Seguo la crisi greca da molto vicino, ho anche la tv satellitare hellenica a casa, che dispiacere seguire ogni telegiornale e fare di conseguenza dei pensieri non tanto positivi sulla situazione italiana.
    Seguiremo il consiglio di Angelopoulos, sicuramente quel suo messaggio rasserena per la sua capacità di cambiare prospettiva!
    Sei stato molto gentile, la tv dovrebbe fare vedere più messaggi che ci rasserenanano, che fanno bene al cuore!
    Un caro saluto

  4. da una mail
    Ciao Paolo,
    Mio marito mi ha chiamato stamattina. Qualche giorno fa avevamo visto assieme il messaggio di Angelopoulos che mi hai mandato per link e stamattina ha visto sul giornale che è morto per incidente stradale! Che morte ironica! Se n’andata una persona che aveva ancora molto da dire. Non so nemmeno se è riuscito a finire il suo ultimo film quello che parlava della crisi. Mi sei venuto in mente perchè avevamo condiviso questo link anche se mi dispiace dare notizie di questo tipo.
    Un saluto!

  5. ho letto in tempo reale su twitter
    mi è dispiaciuto tantissimo.
    quel messaggio sul vivere con poco è talmente importante che diventerà il mio motto della vecchiaia
    morte assurda: una motocicletta !!!
    assurdo: una voce così intensa fatta tacere da un motociclista che odia i vecchi
    è un tempo terribile
    non resta che provare a vivere ancora secondo le sue indicazioni
    grazie per il messaggio
    buoni giorni nei limiti del possibile
    ciao
    paolo

  6. Grazia Apisa scrive:

    Carissimo Paolo ,
    la tua presenza mi è dolce .Le notizie che ci accompagnano attimo per attimo non sono liete, ma certo dipendessero da noi sarebbero più umane.La morte accidentale è certamente più inaccettabile ,perché ci lascia impreparati , ma non si accetta di buon grado neppure la morte per malattia… Certamente quanto più una persona ha illuminato la nostra strada come ogni grande pensatore,regista ,artista,,filosofo ,esperto in tecnologie internettiane,quale tu sei,ecc.ecc.. tanto più la sua morte ci sembra assurda,assurdo che una motocicletta determini la morte di un genio…o comunque di un essere umano…Il fatto è che la morte per quanto consapevolmente lo sappiamo ,tendiamo a rimuoverla dall’esperienza presente,le nostre stesse occupazioni sono un modo per alienarcela…e ci coglie sempre impreparati.Paradossalmente il terremoto di questa mattina in alcune zone del Nord ci ricorda che tutto può succedere ed il tempo che consideriamo nostro, in realtà non ci appartiene.Condivido che è necessario adattarsi al nuovo stato delle cose, vivere con poco, ma chi spiegherà ad un bambino di sette anni che vuole un telefonino ecc.ecc.che i tempi sono cambiati?
    Grazie , Paolo, per i tuoi aggiornamenti e per la tua presenza sempre gradita e un caro saluto anche a Luciana Vi penso sempre con amore
    Grazia

  7. Gianni Del Rio scrive:

    Ciao Paolo,
    questo frammento arriva a puntino. E forse le mie poche parole sono un pezzo di risposta. Lunedì prossimo porterò in classe Anghelopoulos per la lezione su Lewin e la action research. anche allora, nel ’42, era un momento in cui a tutti si chiedeva di cambiare abitudini, quelle alimentari nella fattispecie: il modo che si é rivelato vincente é stato il gruppo. Condividere i bisogni, le domande, le ansie. Ma anche le speranze, la fantasia e magari le soluzioni.
    Buon lavoro.
    Gianni

  8. ciao gianni
    lieto che queste parole ti servano per i tuoi corsi
    sarà un modo per , severinianamente, rendere eterno il grande theo angelopoulos
    un caro saluto e buoni giorni sui tuoi tracciati esistenziali
    paolo

  9. christina scrive:

    xpetropoulou1@yahoo.gr

    Cari amici, vi scrivo dalla Grecia, la patria di Angelopoulos. Oggi sono stata al suo funerale. Non potevo mancare. Mi sembrava che lui fosse un mio caro, uno della mia famiglia. La sua scomparsa in questo periodo talmente brutto che la Grecia sta trascorrendo e sentita ancora di piu. Non ci restano che pochi dell´altezza morale, politica e sociale cosi come lo fosse Angelopoulos. Avevamo tanto bisogno di lui! Vi diro due delle cose che mi hanno colpito, dette da lui ultimamente: “in piena confusione rimango sempre uno della sinistra”. E il secondo: e stata una immagine a determinare il mio modo di vedere le cose, nonche la mia “fissazione” con la Storia: ” ricordo sempre e non dimentichero mai, che quando ero ragazzino di 9 anni, nel 1944, mia mamma tenendomi a braccio mi ha portato in un posto dove siamo andati a cercare e riconoscere il cadavere di mio padre in mezzo a tanti altri cadaveri. Questo non lo dimentichero mai.
    Un gran peccato la sua morte!

  10. molte grazie
    per avere voluto lasciare qui il tuo ricordo per angelopoulos.
    per nostra fortuna i suoi film ed i suoi pensieri restano e continuano ad illuminare il percorso di noi viventi provvisori sulla terra
    buon futuro


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