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gli ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE, da Paul Watzlawick, J.H Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, casa editrice Astrolabio, 1971 e con le vignette di Alfredo Chiappori tratte da Guglielmo Gulotta, Commedie e drammi nel matrimonio, Feltrinelli, 1976. SCHEDA DIDATTICA a cura di Paolo Ferrario

GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

Gli assiomi della comunicazione furono definiti da Paul Watzlawick e altri studiosi della Scuola di Palo Alto (California),  allo scopo di identificare alcune proprietà della comunicazione,  ed utilizzarle per diagnosticare alcune  patologie.

Ne definì cinque:

  • l’impossibilità di non comunicare;
  • i livelli comunicativi di contenuto e relazione;
  • la punteggiatura della sequenza di eventi;
  • la comunicazione numerica e analogica;
  • l’interazione complementare e simmetrica.

Il primo assioma  dice che è impossibile  non comunicare: qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione. Qualunque atteggiamento assunto da un individuo,  diventa immediatamente portatore di significato per gli altri:

non è possibile non avere un comportamento … ne consegue che non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. da Paul Watzlawick, J.H Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, casa editrice Astrolabio, 1971, p.p. 41-42

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Il secondo stabilisce un rapporto tra  il  contenuto e la relazione che c’è fra i comunicanti: secondo gli studiosi di Palo Alto  il contenuto  classifica la relazione. Ogni comunicazione comporta  un aspetto di metacomunicazione (messaggio che viene posto un altro contesto rispetto al precedente livello comunicativo)  che determina la relazione tra i comunicanti. Per esempio la frase “Oggi mi sento male” trasmette sia l’informazione sulla situazione di malessere, sia la richiesta “Fai qualcosa per aiutarmi”:

Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione, da Op.Cit, p. 47

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Il terzo assioma evidenzia la connessione tra la punteggiatura della sequenza di comunicazione e la relazione che intercorre tra i comunicanti: il modo di interpretare la comunicazione è in funzione della relazione tra i comunicanti. Poiché la comunicazione è un continuo alternarsi di flussi comunicativi da una direzione all’altra e le variazioni di direzione del flusso comunicativo sono scandite dalla punteggiatura, il modo di leggerla sarà determinato dal tipo di relazione che lega i comunicanti. Una serie di comunicazioni non è solo una sequenza ininterrotta di scambi: coloro che vi partecipano introducono sempre qualcosa di importante definito come  “punteggiatura della sequenza di eventi“:

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da Op.Cit, pp. 49-50

Il quarto assioma attribuisce agli esseri umani la capacità di comunicare sia analogicamente sia digitalmente.

Quando gli esseri umani comunicano per immagini, ad esempio disegnando, la comunicazione è analogica. La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza tra gli strumenti di supporto e le grandezze rappresentate: mantiene quindi un rapporto di analogia con i fenomeni e gli oggetti che designa e trasmette. Esempi di mezzi di comunicazione analogici sono: il termometro a mercurio,  l’orologio a lancette.

Quando si comunica usando le parole, la comunicazione segue il modulo digitale. Questo perché le parole sono segni arbitrari che permettono una manipolazione secondo le regole della sintassi logica che li organizza. La comunicazione digitale si basa sull’uso di segnali discreti per rappresentare in forma numerica i fenomeni e gli oggetti che intende designare. Esempi di mezzi di comunicazione digitali sono: il fax, il compact disc, l’orologio a cristalli liquidi (in cui l’indicazione dell’ora e delle sue frazioni è visualizzata con scatti di cifre).

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da Op.Cit, p. 59

Infine, per il quinto assiomatutti gli scambi comunicativi si fondano o sull’uguaglianza o sulla differenza e quindi  possono essere simmetrici o complementari.

Un rapporto è complementare quando è impostato sulla differenza fra i comunicanti.

Sono simmetrici gli scambi in cui gli interlocutori si considerano sullo stesso piano (marito/moglie, compagni di classe, fratelli, amici)

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da Op.Cit, p. 61

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Le vignette sono state tratte da:

Guglielmo Gulotta, Commedie e drammi nel matrimonio, illustrazioni di Alfredo Chiappori, Feltrinelli, 1976


9 commenti

  1. icittadiniprimaditutto scrive:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
    Add your thoughts here… (optional)

  2. giacinto scrive:

    Ottimo

  3. […] ritrarrete, alcuni di voi, quelli più intraprendenti, addirittura chiacchiereranno; questo perché il primo degli assiomi della comunicazione redatti dalla scuola di Palo Alto recita: «è impossibile  non comunicare: qualsiasi interazione […]

  4. ah-la-patty scrive:

    L’ha ribloggato su Appunti Spettinatie ha commentato:
    Ogni tanto fa bene rileggere gli assiomi della comunicazione…

  5. PFerrario1948 scrive:

    sì: fa molto bene. saluti e grazie per il messaggio

  6. Vasco Ursini scrive:

    Il problema della comunicazione tra individui resta aperto. Già in due non ci si comprende. Figurarsi se si è di più. Normalmente, l’individuo, nel dialogo o nella discussione, invece che ascoltra l’altro primo di ribattergli, si ripiega su quello che aveva gà deto e che l’altro aveva contestato. Così all’infinito: ci si parla addosso, non si dialoga. Questo è il destino dei mortali. L’alternativa? Solo la Verità incontrovertibile, se si riesce a scovare il luogo dove dimora, può consentire un fruttuoso dialogo tra uomini, finalmente liberati dalla propria individualità, che è sempre un errare. Il discorso è estremamente complesso e dovrebbe dunque continuare. Ma io faccio punto qui dopo aver detto a Paolo Ferrario, che ha pubblicato questo post su facebook, che questo mio pensiero è dedicato, soprattutto, a lui, che di queste cose se ne intende. E non solo di queste. Ciao, caro Paolo e grazie di questo post.

  7. Paolo Ferrario scrive:

    grazie, vasco. la tua analisi è perfetta. io professionalmente sto attento agli inciampi comunicativi cercando fare frutto della analisi sistemica. lo schema di Watzlawick da questo punto di vista è davvero magnifico. ma tu poni la questione sul piano filosofico. e qui il maestro sei tu perchè hai studiato proprio questo campo del sapere. e quando dici “L’alternativa? Solo la Verità incontrovertibile, se si riesce a scovare il luogo dove dimora, può consentire un fruttuoso dialogo tra uomini, finalmente liberati dalla propria individualità, che è sempre un errare” queste parole sono muscica per le mie orecchie perchè è forse per questo che nell’ultima fase del mio ciclo vitale emanuele severino mi è diventato necessario. grazie per la tua attenzione e per la tua amicizia

  8. Patrizia scrive:

    Penso che si dialogo – come dià logos – quando ogni battuta aggiunge qualcosa, ci consente di progredire, avanzare verso una riflessione che si arricchisce ed esplora nuovi elementi, come allargando l’orizzonte. Questo è il valore del linguaggio, del sano linguaggio: permetterci, mediante il contributo, di altri di comprendere maggiormente, arricchirci. Da uno scambio, come da un viaggio, breve o prolungato che sia, si dovrebbe sempre tornare accresciuti, con qualcosa di-dell’ “altro” che prima non avevamo. A volte, mi rendo conto scrivendo, questo “altro” è cronica convinzione delle nostre idee; ciò accade quando ci si parla addosso e non ci si è tolti di dosso se stessi.

  9. Paolo Ferrario scrive:

    grazie, patrizia, per le tue puntualizzazioni e arricchimenti

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