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Stile Monti: AGENDA PER UN IMPEGNO COMUNE, alla conferenza stampa di fine anno e a In 1/2 ora di Lucia Annunziata, 23 dicembre 2012, Audio degli interventi



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Nella sala polifunzionale di largo Chigi, la stessa della prima conferenza stampa del governo Monti, quando fu annunciata la riforma delle pensioni tra le lacrime della Fornero e le gaffes di Passera («cara Emma… volevo dire Elsa»), i ministri al gran completo scattano in piedi quando entra il presidente del Consiglio accompagnato dall’inseparabile Federico Toniato. Monti ascolta con attenzione il lamento del presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino sui 307 giornalisti minacciati dalla mafia nell’ultimo anno e sulla «schiavitù» di tanti colleghi, poi sale in cattedra. Qualche incertezza su come sistemare il leggio e poi si entra subito nel vivo.

«Posso ora rivelare», racconta il premier, «che quando sono entrato in carica la situazione era drammatica. Ai primi vertici europei mi venivano in mente le parole di De Gasperi dopo la guerra, nel 1946: sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me». «Per questo», attacca subito, «non si possono accettare le parole di Alfano che mi ha accusato di aver ceduto a una parte, il Pd, e che oggi l’Italia sta peggio di un anno fa. Le parole pesano, per chi le ascolta e per chi le pronuncia». E dato che le parole pesano, chissà con quanta cura Monti ha scelto quelle da usare questa mattina. I capi di imputazione per quella che fin dalle prime battute si annuncia come la più dura requisitoria pronunciata da un presidente del Consiglio contro un suo predecessore: l’onorevole Silvio Berlusconi.

«Sento di dover dire nei suoi confronti una parola di gratitudine e di sbigottimento», inizia. «C’è stata con lui cordialità, ma ora faccio fatica a seguire la linearità dei suoi ragionamenti…». E poi via con lo stillicidio di colpi: perfidi, affilati, cattivi come solo un professore british sa essere. Berlusconi ha «un quadro di comprensione mentale che mi sfugge». Berlusconi vuole togliere l’Imu, «ma se si farà un provvedimento del genere il governo successivo, non dopo cinque anni ma dopo uno, dovrà rimettere un’Imu doppia». Berlusconi ha raccontato che quando prendeva lui la parola al Consiglio europeo restavano tutti ad ascoltarlo, «non era vero, si è passati dalle pacche sulle spalle ai sorrisini in faccia», «gli italiani non possono essere trattati da cretini». Finito? No, perché già che ci siamo Monti ricorda che «l’evasione fiscale sono privati che mettono le mani nelle tasche di altri cittadini», «i festini irriguardosi che hanno determinato lo screditamento della politica» e perfino la concezione della donna in Italia «umiliante anche in elevatissime figure pubbliche». E annuncia di voler ripristinare il reato di falso in bilancio e invoca una legge severa sul conflitto di interessi, «megli leggi ad nationem che leggi ad personam». Neppure un Professore dichiaratamente ostile a Berlusconi e altrettanto sulfureo di Monti come Romano Prodi era arrivato a tanto.

da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/monti-da-tecnico-a-politico/2197153

Il punto di Stefano Folli


1 commento

  1. icittadiniprimaditutto scrive:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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