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rieccolo … : Aldo Grasso sulla strategia comunicativa di Berlusconi. E ricordo del contributo determinante della sua ex moglie alla sua (tardiva) fine politica

Le sue strategie comunicative ormai sono note: l’uso massivo della tv generalista per riconquistare il «suo pubblico» (quello che in gran parte coincide con l’audience televisiva, composta in prevalenza da donne di una certa età), suadente quando gioca in casa e aggressivo fuori: «Lei non mi fa parlare, io me ne vado».

Sa che i voti si riconquistano così: facendo l’incantatore di serpenti con un pubblico che gli è più consono (al quale ha riservato gli attacchi più violenti nei confronti di Mario Monti cui, fino a poco tempo fa, lanciava lusinghe per arruolarlo) e giocando invece a fare la vittima «extra moenia». Se mai Berlusconi sarà ospite di Michele Santoro, c’è da giurarci che reciterà la parte dell’agnello sacrificale.

La Rai è da sempre il termometro dei cambiamenti politici in Italia e se uno come Massimo Giletti, cresciuto in quella scuola comportamentale che è Viale Mazzini, se uno come Massimo Giletti, eroe per caso, si è permesso di ribattere a Berlusconi significa solo che da quelle parti danno per spacciato il Rieccolo.

Il «Rieccolo» in tv e la saga del ritorno – Corriere.it

il 9 novembre terminava la carriera per il potere politico di Berlusconi. Di certo non terminava il “berlusconismo”, come si vede dalla spazzatura che viene inviata su questo post (la merda la si lava via: è per questo che i commenti insultanti sono cestinati)

il contributo determinante alla sua (tardiva) vita politica lo aveva dato la sua ex moglie Veronica Lario:

 

Veronica Berlusconi, lettera a Repubblica del 31 gennaio 2007
“Mio marito mi deve pubbliche scuse”

di VERONICA BERLUSCONI

<B>Veronica Berlusconi, lettera a Repubblica<br>"Mio marito mi deve pubbliche scuse"</B>Veronica e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

(31 gennaio 2007)

 


1 commento

  1. icittadiniprimaditutto scrive:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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