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Le pubblicazioni del Gruppo Solidarietà

Le pubblicazioni del Gruppo Solidarietà
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Gruppo Solidarietà (a cura di),Trasparenza e diritti. Soggetti deboli, politiche e servizi nelle Marche,  prefazione di Tiziano Vecchiato, Castelplanio 2013, p. 112, euro 12.00

Prefazione

Non è facile guardare le cose da una prospettiva diversa, più autentica, mentre altri sono abituati a vederle, a pensarle, a parlarne in modo diverso, per non fare quello che sarebbe giusto. È la grande questione dei diritti affermati ma poco realizzati. Chi li rivendica, come si fa in questo volume, non per sé, ma per le persone più deboli, sa che la propria vita sarà costantemente considerata un problema: dalle burocrazie, dalla politica, da quanti ottengono vantaggi economici da un sistema molto amministrato e poco governato (…) Il volume guarda ai problemi degli ultimi dall’altro lato, cioè dal loro punto di vista. La loro vita quotidiana, piena di difficoltà, ci può aiutare a capire meglio il senso dei diritti e delle risposte date per “giustizia e non solo per carità”, con i livelli di assistenza. Sono condizioni essenziali di cittadinanza sociale, cioè di dignità e vita da promuovere e salvaguardare. Le risposte dei Lea alimentano questo sforzo, se garantiscono speranza, se sono garanzia che non ci troveremo soli quando ne avremo bisogno. Sono anche condizioni necessarie per valorizzare quanto ogni persona fa per affrontare i propri problemi, anche con ridotte capacità. Parlare di diritti e di livelli essenziali di assistenza, come si fa in questo libro, non significa quindi auspicarli nel futuro ma rivendicarli nel presente, chiedendo a chi ne ha responsabilità di non nascondersi dietro le proprie incapacità e il proprio potere. Sono scudi imbarazzanti, visto che appartengono ad altri tempi, dove le persone erano sudditi e non ancora cittadini
(dalla prefazione di Tiziano Vecchiato).

Gruppo Solidarietà (a cura di),Persone con disabilità. Percorsi di inclusione, prefazione di Andrea Canevaro, Castelplanio 2012, p. 112, euro 12.00.

Introduzione

L’educazione inclusiva vuole innovare riferendosi a un individuo sociale. Innovare perché tutto è cambiato dal trionfo, da una narrazione che ha cancellato la società imponendo l’individuo. Questa narrazione riguarda la scuola (i genitori assediano il singolo insegnante per essere sicuri che il proprio erede abbia tutto il programma completo e senza ostacoli dati da agenti atmosferici che costringono a stare a casa qualche giorno per neve e ghiaccio, come dovuti alla presenza di chi ha bisogni speciali…), il lavoro (inutile invocare il mondo del lavoro di anni fa. Il lavoro è fatto di contratti individuali che non alimentano solidarietà ma competizioni individuali, progetti individuali, ecc.), i servizi (raggiungere la risposta attraverso amicizie, spettacolarizzazioni della propria condizione attraverso giornali e mezzi televisivi, in un crescendo che va dal giornale locale alla trasmissione televisiva su un canale nazionale…). L’educazione inclusiva deve attingere dal passato, compresa la sua origine dovuta ad un amore ancillare. Ma deve innovare senza nostalgie di un passato che non tornerà. Ha il dovere di essere appassionata di futuro, incontrando e lavorando con tutti coloro che sono appassionati di futuro. Questo vuol dire progetto. Nel progettare, l’autodeterminazione del singolo sta nell’autodeterminazione dello stesso progetto. L’integrazione, nella prospettiva inclusiva, non vuole conservare nel presente chi ha Bisogni Speciali. Vuole che sia nel futuro comune.
(Dalla introduzione di Andrea Canevaro).


Gruppo Solidarietà, La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche, prefazione diNerina Dirindin, Castelplanio 2011, p. 112, euro 11.50.

Introduzione, prefazione e indice

Il cuore della pubblicazione, riguarda la programmazione sociosanitaria nella regione Marche; affrontare il tema della programmazione significa, infatti, valutare l’organizzazione dei servizi e le politiche che li sottendono. Significa verificare le modalità con le quali si risponde alle esigenze delle persone. Le modalità con cui si garantiscono i diritti. L’interesse per la regolamentazione dei servizi trae origine dalle richieste e dalle domande che le persone ci pongono. Per rispondere abbiamo avuto e abbiamo necessità di capire cosa è codificato, cosa non lo è. E poi di indagare sui perché. Perché ad esempio non sono fissati gli standard; perché non è regolamentata la qualifica professionale; perché non è determinata la tariffa, e molto altro ancora, come si può capire leggendo i contributi che costituiscono il volume. La prospettiva dalla quale si analizza lo stato della programmazione regionale, come si può evincere dalla lettura del testo, è quella di una organizzazione di volontariato che ha cercato di mettere al centro del proprio operare, le esigenze delle persone che ha incontrato e a partire da queste leggere e valutare le politiche. Le domande che ci siamo posti sono le domande che la pubblicazione pone al principale suo interlocutore: la regione Marche. Domande che continuiamo a sperare possano trovare risposta in atti amministrativi che siano capaci di rispondere con compiutezza alle esigenze delle persone. E’ questa la motivazione che anima questa pubblicazione (Dalla introduzione del Gruppo Solidarietà).

Gruppo Solidarietà,
I dimenticati. Politiche e servizi per i soggetti deboli nelle Marche, 
Castelplanio 2010, p. 112, euro 11.50

Prefazione e indice

Il volontariato in Italia, man mano che si è sviluppato, oltre al ruolo di anticipazione di risposte a bisogni emergenti e di integrazione dei servizi esistenti sia pubblici che privati, è andato assumendo anche un ruolo politico di stimolazione delle politiche sociali, di controllo di base delle istituzioni e di tutela dei diritti dei cittadini nei servizi sociali. Questa pubblicazione è un esempio di questo volontariato di advocacy.

Lo studio presenta una puntuale analisi critica della programmazione sociale della Regione Marche, e con metodo preciso e documentato mette in evidenza le lacune della programmazione regionale. Un testo utile ai pubblici amministratori onesti, che possono mancare ai loro doveri anche per impreparazione e non sufficiente competenza; può essere utile agli operatori sociali per far rispettare, per quanto sta in loro, i diritti degli utenti; può essere utile ai sindacati, che non devono tutelare solo i diritti degli operatori, ma anche dei cittadini; è utile a tutti per valutare in modo oggettivo l’operato dei propri amministratori, che scelgono con il loro voto (dalla prefazione di Giovanni Nervo).


AA.VV.
Sostenere la domiciliarità. Assistere e curare a casa, Castelplanio 2009, p. 112, euro 11.50

Prefazione e indice

Il quaderno analizza il quadro normativo nazionale delle cure domiciliari: le scelte organizzative delle singole regioni, l’esperienza del sostegno alla domiciliarità attraverso lo strumento dei buoni servizio e degli assegni di cura, il ruolo delle Unità valutative. Un’ultima parte è dedicata alla regione Marche attraverso la verifica del funzionamento del sistema delle cure a domicilio, seguita da una doppia analisi del sistema dei servizi territoriali per la disabilità e per malati non autosufficienti. Il quaderno intende richiamare l’attenzione sul sostegno alla domiciliarità, indicando quali sono i diritti delle persone ed i doveri delle istituzioni insieme alle scelte organizzative che possono aiutare le famiglie che intendono assistere un proprio congiunto a domicilio. E’ necessario quindi che all’enfasi nei confronti della domiciliarità si accompagnino le conseguenti scelte in termini di finanziamento e di organizzazione. Le ricorrenti analisi che segnalano una maggiore diffusione delle cure a domicilio non devono trarre in inganno: una cosa sono le prestazioni erogate, altro è la presenza di un effettivo servizio di cure a domicilio. All’aumento delle prestazioni non equivale, infatti, automaticamente la presenza di un reale sistema di cure domiciliari che garantisce la presa in carico. Troppo spesso, purtroppo, le famiglie che scelgono la strada dell’accoglienza a casa di malati gravi si sentono tradite e abbandonate dai servizi sociosanitari territoriali. Il quaderno – a dieci anni dalla pubblicazione di “Curare e prendersi cura: la priorità delle cure domiciliari” (1999) – intende portare nuovamente l’attenzione sulle cure a domicilio affinché siano più compiutamente sviluppate.


AA.VV.
La cura della vita nella disabilità e nella malattia
cronica

Castelplanio 2008
p. 112, euro 11.00.

Prefazione e indice

La “relazione di aiuto”, la “relazione che cura”, la “relazione tra curante e curato” è il cuore della pubblicazione. Là dove il curato può essere ricondotto al malato o al disabile e dove il curante può essere il medico, l’operatore sanitario, l’educatore, il volontario, l’amico, il parente. Relazioni che rimandano ad una asimmetria, ad una impossibile parità. L’invito è quello di vedere oltre la malattia, la limitatezza, la disabilità, la patologia, per arrivare alla persona – alla donna e l’uomo con un nome ed un cognome – con i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue necessità. Vedere oltre, questa
è la richiesta, l’invito. Un invito ai curanti perché in quel vedere oltre c’è anche un vedere dentro di sé, volgersi verso i propri sentimenti ed emozioni. C’è una relazione che cura e che guarisce anche quando, paradossalmente, davanti a noi c’è una persona inguaribile. Quando l’altro cessa di essere una malattia, una patologia, una insufficienza. Ricompare, allora, l’umano. Un umano che ci mette davanti alle nostre difficoltà e paure – che possono assumere la maschera del distacco, fino, a volte, alla supponenza – che ci fa sperimentare più spesso l’impotenza.
A volte ci viene richiesto soltanto di esserci: presenti e silenziosi. L’incontro con la debolezza e la sofferenza può diventare anche l’incontro con noi stessi con le nostre fragilità e incertezze; le nostre incapacità di ascolto. La nostra paura di farci “spazi vuoti” per accogliere l’altro.
Un incontro che può condurci alla conoscenza dell’altro. Il testo, nel quale – vale la pena ricordarlo – non c’è alcun rifiuto di competenze e specializzazioni, vuole essere un invito a farci attraversare dall’altro, a fargli posto, un altro che non deve scomparire dietro una diagnosi o una patologia. Un altro che rendendoci meno sicuri e più incerti, può restituirci, nei nostri ruoli, un po’ di umanità. Di questo, ci pare, c’è grande bisogno all’interno delle “istituzioni che curano”, siano esse ospedali, residenze sanitarie, servizi socio educativi. Luoghi accoglienti e non giudicanti; luoghi umanizzanti per gli stessi curanti.


Gruppo Solidarietà (a cura di)
Quelli che non contano. Soggetti deboli e politiche sociali nelle Marche 
Castelplanio 2007, p. 112, euro 10.00.

Prefazione di Roberto Mancini.

Quella di questo libro è una scrittura che, nella veste tecnica dei riferimenti a leggi, norme e strategie di politiche sociali, esprime la passione per la convivenza buona ed equa, quella nella quale ciascuno è tenuto in onore per la sua dignità di infinito valore vivente. Una scrittura che non evoca il bene o la giustizia dei diritti umani, perché piuttosto li fa parlare dall’interno di un esistere in cui il sentire il valore delle persone, il vedere la realtà delle cose, l’agire nel volontariato, ma anche professionalmente e politicamente, nonché il modo d’essere personale confluiscono in una semplicità che sorprende (….) Il libro analizza le pieghe e le contraddizioni del sistema delle politiche sociali, sanitarie e assistenziali della Regione Marche, mostrando in modo tanto documentato quanto appassionato come la cultura delle politiche sociali sia incerta e involuta anche nella nostra regione, che pure vanta di solito l’immagine di una zona d’Italia dove si vive bene. Gli autori sanno entrare nelle contraddizioni di queste “politiche”, dove questo plurale risulta in effetti più come l’espressione della mancanza di una politica integrata e di un orizzonte complessivo di valore, che non come il segno di una ricchezza di progetti e di opere. Gli amministratori, i partiti, i sindacati, i semplici cittadini potrebbero apprendere molto dalla sintesi offerta in questo libro e gli amministratori in particolare dovrebbero specchiarvisi per giungere a una svolta profonda nel modo di percepire le priorità di governo per la regione Marche e quindi nel modo di agire. Perché si agisce a seconda di come e di quello che si vede. Con la ragione, con il cuore, con l’anima. E si vede ascoltando e partecipando alla vita di un territorio. Si deve essere grati al Gruppo Solidarietà perché la ricostruzione che si delinea in queste pagine permette davvero di cominciare a vedere per agire, per cambiare, per allestire le condizioni di una socialità in cui non si viene elusi, abbandonati, emarginati, respinti (dalla prefazione di Roberto Mancini).


Gruppo Solidarietà
(a cura di),
Disabilità.
Dalla scuola al lavoro

Castelplanio 2006, p. 112, € 10.00.

Introduzione di Andrea Canevaro

I diversi contributi raccolti nel quaderno delineano un percorso che vede al centro una persona con le sue possibilità e potenzialità. Nessuna persona dovrebbe essere definita esclusivamente per sottrazione: non sa, non è in grado di fare, non può essere…; non è la carenza che dovrebbe contraddistinguere un profilo individuale; piuttosto, la capacità di sentire, di comunicare, di agire, di pensare, secondo la peculiare modalità personale. Accettare l’idea che la persona disabile sia innanzitutto persona significa concentrarsi sui bisogni di normalità piuttosto che sui bisogni stereotipati di una generica categoria. Una visione che costringe a concentrarsi su chi è la persona e non tanto su cosa ha. Costringe ad occuparsi più delle capacità e delle potenzialità e non solo dei limiti e delle debolezze. La qualità dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è la qualità stessa dell’intero sistema scolastico e formativo. La qualità della vita dei cittadini disabili, in ogni sua espressione, è la qualità stessa di un Paese che deve garantire a tutti le pari opportunità sancite dalla Costituzione.


Gruppo Solidarietà
(a cura di),
Politiche e servizi sociosanitari.
Esigenze e diritti

Castelplanio 2005,
p. 112, € 10.00.

I materiali che presentiamo in questo volume sono in stretta continuità e possono considerarsi una prosecuzione di quelli contenuti nel quaderno Dalla riforma dei servizi sociali ai livelli essenziali di assistenza. Una lettura nella prospettiva dei più deboli (2002). Se nel precedente quaderno si ripercorreva il cammino ed il dibattito che avevano portato all’approvazione della legge 328/2000, le prospettive che si aprivano nei servizi sociosanitari all’indomani dell’atto di indirizzo sull’integrazione sociosanitaria (DPCM 14.2.2001) e quello sui livelli essenziali di assistenza (DPCM 29.11.2001), in questo si riflette sulla situazione delle politiche e dei servizi sociosanitari a partire dal quadro normativo che si è delineato dopo questi importanti provvedimenti.

Una riflessione che riguarda le competenze istituzionali, la programmazione, la gestione, la titolarità dei servizi ma che cerca prioritariamente di leggere come gli assetti organizzativi e le modalità di erogazione degli interventi rispondono agli urgenti bisogni degli utenti; esigenze che, pur pressanti, rischiano di rimanere insoddisfatte se non riescono a tradursi in diritti. O anche, come troppo spesso accade, divengono diritti negati quando sono declassati a semplici bisogni.

I temi dell’integrazione sociosanitaria sono, dunque, al centro di gran parte della pubblicazione che viene proposta con l’obiettivo di fornire uno strumento di approfondimento a tutti coloro che sono impegnati sul fronte dei servizi. Nella prima parte si analizza la normativa, le interpretazioni e le ripercussioni applicative in termini di risposte e di diritti, i problemi e le sfide nella gestione dei servizi sociali, le scelte che il livello regionale e locale è chiamato ad operare. Nella seconda si affrontano gli stessi temi a partire dallo specifico della regione Marche con l’analisi delle politiche e dei servizi sociosanitari così come emergono dall’approfondimento dei principali atti normativi regionali.


Gruppo Solidarietà
(a cura di),
I soggetti deboli nelle politiche sociali della Regione Marche, Castelplanio 2003, p. 112, € 9.00.

Se la tutela dei soggetti deboli rientra tra i compiti primari del volontariato, leggere le politiche e verificarne la ricaduta su alcune fasce di popolazione in particolare situazione di debolezza diventa un suo compito non delegabile. Il quaderno presenta il lavoro svolto in questa direzione dal Gruppo Solidarietà con riferimento alla situazione degli interventi e servizi rivolti alla fasce deboli nella regione Marche, documentando un’attività che intende dar voce a bisogni ed esigenze che fanno fatica a trovare rappresentanza (da qui l’attenzione nei confronti dei provvedimenti legislativi regionali o la richiesta che all’interno degli stessi potessero trovare accoglienza alcune esigenze non soddisfatte). Le pagine, nel richiamare le istituzioni al loro ruolo di garanzia nel rispetto di diritti fondamentali, testimoniano lo sforzo di un volontariato attento alle esigenze delle persone più in difficoltà, di valutare le politiche sociali in base alla ricaduta che queste hanno sui cittadini più deboli. Il volume si compone di due parti. Nella prima, sono riportate osservazioni, documenti, lettere, riguardanti provvedimenti in via di emanazione o già emanati con emendamenti e proposte di modifica. Nella seconda, alcuni approfondimenti che analizzano in modo più dettagliato la situazione dei servizi, la normativa, le esigenze di alcune fasce di cittadini nel territorio regionale. Pagine di estrema utilità per tutti coloro (operatori, utenti, associazioni) che seguono con attenzione l’evoluzione delle politiche sociali nella Regione Marche.

Il quaderno ripercorre il dibattito che ha portato all’approvazione della legge 328/2000, conosciuta come legge di riforma dell’assistenza ed analizza il quadro che va delineandosi all’interno dei cosiddetti servizi socio sanitari dopo l’emanazione dell’Atto di indirizzo sull’integrazione socio sanitaria e del Decreto sui livelli essenziali di assistenza sanitaria. Una parte finale è dedicata alla situazione dei servizi e al quadro normativo della regione Marche. Le pagine proposte si pongono come obiettivo di offrire strumenti di approfondimento e riflessione per tutti coloro che sono impegnati sul fronte dei servizi (erogatori, utenti, volontari). Della legge sui servizi sociali si analizzano, insieme ad uno spaccato delle principali posizioni che si sono confrontate durante l’iter parlamentare, alcuni dei temi più importanti della riforma: l’obbligatorietà di alcuni interventi all’interno della rete dei servizi da garantire in ogni territorio, le competenze del settore dei servizi sociali, gli strumenti della programmazione, il ruolo dei diversi soggetti (amministrazioni locali e organismi non profit). Degli altri due provvedimenti (Atto di indirizzo e Decreto sui livelli essenziali), che definiscono le competenze economiche – tra il settore sociale e quello sanitario – delle cosiddette prestazioni sociosanitarie si offrono alcune considerazioni, soprattutto in relazione alle conseguenze che l’applicazione di questi atti hanno sugli utenti dei servizi e più in generale sul settore sociale. Il filo conduttore comune a tutti gli interventi è quello di una lettura che assume come prospettiva e riferimento la ricaduta che i provvedimenti hanno sulle fasce più deboli della popolazione. Una lettura che si sforza di verificare se la norma offre e produce maggiore tutela e protezione alle persone più in difficoltà.


Autori Vari,
Handicap grave, autonomia e vita indipendente
Gruppo Solidarietà, Castelplanio 2002,
p. 96, € 7.00

Il quaderno presenta alcuni dei contributi del seminario promosso dal Gruppo Solidarietà nel mese di novembre 2001 su Handicap grave: la programmazione locale dei servizi tra bisogni e risposte. In particolare il volume esplora la possibilità che l’erogazione di un contributo economico possa diventare parte integrante di un progetto di sostegno alla persona e alla famiglia. Negli ultimi anni è andata, infatti, crescendo la consapevolezza che l’erogazione dei servizi può essere integrata anche da forme di sostegno economico. Alla famiglia, nella grave disabilità mentale che non può prescindere da una rete di servizi educativo assistenziali; direttamente al “cliente” (aiuto alla persona, vita indipendente) in quella motoria, con un “utente” che diventa protagonista della gestione ed organizzazione dell’intervento di cui è destinatario. Soprattutto nella grave disabilità motoria appare sempre più evidente l’insufficienza anche dei più compiuti interventi di assistenza domiciliare, sia per ragioni quantitative che per ragioni organizzative; ma anche la consapevolezza di un necessario protagonismo del consumatore nella gestione di un servizio che riguarda la propria persona.


Autori Vari,
Handicap – Servizi – Qualità della vita, 
Gruppo Solidarietà, Castelplanio 2001,
p. 96 L. 13.000 (€ 6,71).

Il quaderno raccoglie e rielabora le relazioni dei seminari promossi dal Gruppo Solidarietà nei mesi di ottobre-novembre 2000 aventi per tema Percorsi di qualità nei servizi per il grave handicappato intellettivo adulto e Comunità per disabili: modelli ed esperienze. Nella prima parte vengono proposte riflessioni e percorsi di fronte a situazioni di grave handicap intellettivo. Troppe volte i servizi appaiono rinunciatari nella costruzione di interventi educativi riabilitativi individualizzati proponendo servizi contenitore lontano da ogni riferimento alla qualità della vita e al contesto sociale in cui la persona vive. Diventa allora necessario costruire risposte che sappiano porre al centro la persona nella sua globalità, puntando al suo benessere e alla qualità della sua vita. La seconda parte affronta il tema della risposta residenziale. La realizzazione di piccole comunità, seppur auspicate trova ancora scarsissima diffusione nei territori e purtroppo ancora dominante è la risposta istituzionale. Le relazioni contenute nel quaderno presentano alcuni percorsi che hanno come riferimento modelli comunitari, inseriti nei normali contesti abitativi. Modelli che rispondono alla primaria esigenza di ogni persona di vivere in luoghi che siano più vicini possibili al modello familiare. Interventi tra gli altri di: Fausto Giancaterina, Giancarlo Sanavio, Antonio Valentini, Vittore Mariani.

Copertina
Autori vari
Dove va il volontariato?
Gruppo Solidarietà, Castelplanio 2000,
pag. 96, L. 13.000 (€ 6,71)

Negli ultimi anni il volontariato è stato oggetto di una crescente, non sempre disinteressata, attenzione da parte del mondo economico e politico; contemporaneamente è parso sempre più appiattirsi in una dimensione esclusivamente gestionale, incapace di assumere un ruolo politico nella tutela dei soggetti più deboli. In questo quadro l’identificazione del volontariato con il settore non profit ha accresciuto la confusione facendo scolorire due connotati fondamentali dell’azione volontaria: la gratuità e l’azione di tutela nei confronti delle persone in maggiore difficoltà. Il quaderno che raccoglie e rielabora gli atti di un convegno, si propone di offrire un’occasione di approfondimento e riflessione su ruolo e identità del volontariato in particolare nell’attuale ridisegno del sistema di protezione sociale.

Copertina
Autori vari
Curare e prendersi cura: la priorità delle cure domiciliari
Gruppo Solidarietà, Castelplanio 1999,
pag. 96, L. 13.000 (€ 6,71)

Le cure domiciliari in questi ultimi anni sono state al centro di una notevole attenzione in particolare a livello di documenti ufficiali. La necessità di promuovere questa modalità di cura è stata ribadita anche dal Piano sanitario nazionale 1998-2000. Il volume, che raccoglie e rielabora gli atti di un convegno, vuole contribuire a diffondere la cultura e la pratica delle cure a domicilio che se praticate possono da un lato meglio rispondere alle esigenze delle persone malate, dall’altra ridurre il ricorso alla ospedalizzazione e alla istituzionalizzazione. Il testo nella prima parte analizza le ragioni etiche ed economiche a supporto di tale scelta, nella seconda presenta alcune significative esperienze italiane. Il volume può risultare un utile strumento di approfondimento per tutti coloro che sono impegnati nella promozione e realizzazione dei servizi domiciliari.

Copertina
Autori vari
Handicap e scuola: l’integrazione possibile
Gruppo Solidarietà, Castelplanio 1998,
pag. 128, L. 12.000 (€ 6,2)

Il volume fa il punto sullo stato dell’integrazione scolastica degli handicappati ad oltre venti anni dalle prime normative e a dieci dalla sentenza della Corte Costituzionale che sancisce il diritto alla frequenza anche nella scuola superiore; analizza, in particolare, i problemi che vengono posti all’integrazione dalle situazioni di gravità verificando quali condizioni permettono di realizzare un ambiente disponibile all’accoglienza. Tra i temi affrontati nel volume: l’integrazione nella scuola di tutti: conquiste definitive e problemi aperti; le novità delle riforme (autonomia scolastica, disegno di legge sulla parità…); gravità e irrecuperabilità; la qualità dell’integrazione: come costruirla, come valutarla; quale didattica; diagnosi funzionale, profilo dinamico, piano educativo individualizzato; rapporto tra scuola e servizi socio-sanitari; il ruolo della famiglia. Interventi di Mariangela Giusti, Dario Ianes, Marisa Pavone, Mario Tortello, Riziero Zucchi.

Copertina
Autori vari
Handicap intellettivo grave e servizi: quali risposte dopo la scuola dell’obbligo?
Gruppo Solidarietà, Castelplanio 1997,
pag. 112, L. 10.000 (€ 5,16)

Incertezza e precarietà segnano il futuro delle persone con grave handicap intellettivo e delle loro famiglie terminato l’obbligo scolastico. La legislazione vigente, infatti, prevede la possibilità di realizzare i servizi ma non li rende obbligatori. Il tema dei servizi, dell’esigibilità degli stessi, la presentazione di alcune esperienze vengono proposte nel volume che raccoglie le principali relazioni di un convegno promosso a Jesi (AN) dal Gruppo Solidarietà nel novembre del 1996. Il libro si divide in due parti. Nella prima si analizzano le esigenze del grave handicappato intellettivo e i presupposti per l’organizzazione dei servizi (Claudio Caffarena), successivamente viene analizzata la normativa vigente (Salvatore Nocera), infine vengono indicati gli elementi portanti di un Centro diurno (Marisa Durante). Nella seconda parte vengono presentate alcune esperienze di servizi diurni che con differenti impostazioni cercano di dare una risposta ai problemi posti dalle situazioni di grave handicap intellettivo.

Copertina
I Quaderni di Appunti – n.2Piccola guida all’obiezione di coscienza al servizio militare
aprile 1996
Pag. 32

Il quaderno fornisce a chi intende conoscere la realtà dell’obiezione di coscienza al servizio militare un agile strumento informativo. Fra i motivi che hanno spinto a realizzare la guida, la constatazione di una diffusa carenza di informazione e la convinzione che il servizio civile degli obiettori rappresenti nella maggior parte dei casi un’esperienza che lascia un segno importante sia in chi la vive che nella realtà in cui è vissuta. Dall’indice del quaderno: quando e come presentare la domanda; diritti e doveri dell’obiettore; dubbi e domande, riferimenti normativi, elenco degli enti convenzionati della regione Marche.

Copertina
I Quaderni di Appunti – n.1 AA.VV.
Abitare il territorio: cronaca di 10 anni di lavoro per promuovere servizi e diritti
marzo 1996
Pag. 48

Il quaderno racconta, attraverso la pubblicazione di lettere e documenti, dieci anni (1986-1995) di presenza nel territorio di due associazioni (Gruppo Solidarietà, Associazione Il Mosaico) che hanno lavorato per cercare di migliorare la qualità della vita delle persone handicappate. Una storia “locale” che viene proposta per dimostrare che solo radicandosi nel territorio, vivendolo, si può avere la “pretesa” di creare le condizioni affinchè sia più abitabile per tutti.

Copertina
Autori vari
LAVORO: UN DIRITTO DI TUTTI, anche delle persone handicappate Castelplanio 1996
Pag.105 – L. 5.000 (€ 2,58)

Il volume raccoglie gli atti del convegno promosso dal Gruppo Solidarietà nel novembre 1995. Le pagine dimostrano che l’inserimento lavorativo delle persone handicappate è possibile in ogni territorio laddove si realizzano condizioni e strumenti adeguati. Dopo una prima parte generale sulle problematiche del diritto al lavoro (legislazione attuale, proposte di modifica, ecc…) viene analizzata la situazione nella Regione Marche.

Copertina
Autori vari ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI: condizioni e strumentiCastelplanio 1995
Pag. 112, L. 5.000 (€ 2,58)

Il volume presenta le relazioni tenute al Seminario promosso dal Gruppo Solidarietà, a Jesi nel novembre 1994, sull’organizzazione dei servizi sociali. Il tema viene affrontato da diversi punti di vista. Si analizza il quadro di riferimento normativo in ambito socio-sanitario (Salvatore Nocera), si valutano poi le possibilità di integrazione in tale ambito dopo la riforma della riforma sanitaria, DL 502/92 e 517/93 (Fosco Foglietta). Di seguito si affronta l’importantissimo tema della programmazione intesa non solo come problema di metodologia ma anche di cultura della gestione (Carlo Scapin), per arrivare, nell’ultima parte, ad individuare i parametri per la valutazione e verifica della qualità di servizi (Carlo Scapin e Fosco Foglietta) sia di quelli direttamente erogati dall’Ente che di quelli in convezione (Fortunato Rao).

Copertina
Autori vari
Handicap: tra bisogni e risposte: dalla cultura dell’inserimento a quella dell’integrazione
Castelplanio 1993
pag. 128 – Lire 5.000 (€ 2,58)

Il volume presenta gli Atti del Corso di formazione promosso dal Gruppo Solidarietà. Il corso ha avuto un duplice obiettivo: da un lato presentare esperienze significative di servizi che a partire dalla domanda-bisogno hanno organizzato-progettato la “risposta”, dall’altro verificare il quadro delle risposte offerte su un preciso territorio. Utile come strumento di lavoro e come modalità programmatica di formazione. Interventi di Claudio Caffarena, Giancarlo Cottoni, Antonio Saccardo, Giovanna Zama, Marcello Pierro, Fosco Foglietta.

Copertina
Autori vari
IMMIGRAZIONE: Uno sviluppo da rivedere, una solidarietà da riscoprire Castelplanio 1992
Pag. 128
esaurito

Parlare di immigrazione significa affrontare inevitabilmente il rapporto tra le culture. L’immigrato è colui che porta con sé un’altra cultura, altri universi simbolici, altri significati di vita. L’immigrato costringe coloro che lo accolgono a “deculturalizzare la propria coltura”, li aiuta a prendere coscienza che anche la loro è una fra le tante organizzazioni simboliche della vita, una fra le tante altre. E’ così che l’incontro con lo straniero diventa modo per capire meglio anche se stessi, per vedersi finalmente veri, liberi da strutture mentali consolidate e ritenute oggettive e assolute. Il volume che riporta gli atti di una serie di conferenze sul fenomeno dell’immigrazione, vede, tra gli altri, interventi di Pedro Miguel, Antonio Nanni, Alberto Tarozzi.

Copertina
Autori vari
BAMBINI E ADOLESCENTI GIOCATTOLI PER…Castelplanio 1991
pag. 96 – Lire 4.000 (€ 2,06)

Un libro che cerca di contribuire a far luce sugli errori, interventi inadeguati, relazione sbagliate che si verificano nel rapporto adulto-minore in famiglia, a scuola, nelle associazioni, in parrocchia, che possono creare gravi danni alla crescita del bambino. Errori a volte inconsapevoli, frutto delle nostre migliori intenzioni così come dei nostri peggiori pregiudizi. Interventi, fra gli altri, di Giuliana Martirani, Manuel Tejera de Meer, Sabatino Majorano.

Copertina
Autori vari
CONOSCERE PER OPERARE: Handicap e legislazione
Castelplanio 1990
pag. 128 – Lire 10.000 (€ 5,16)

Il volume raccoglie le relazioni di un corso su handicap e legislazione. Presenta, in forma sufficientemente completa un quadro della normativa nazionale e della sua evoluzione, che può risultare utile sia agli operatori del settore che alle stesse persone con handicap, spesso alla affannosa ricerca di risposte esaurienti a problemi che li riguardano personalmente. Inoltre vengono analizzate le normative regionali (Marche), l’applicazione delle leggi sull’integrazione scolastica nella provincia di Ancona e sull’inserimento lavorativo nell’USL di Jesi.

Copertina
Rinaldo Fabris
Radici bibliche ed evangeliche della condivisione
Castelplanio 1989
pag. 36 – Lire 3.500 (€ 1,8)

Il quaderno riporta la relazione ed il dibattito di un incontro tenutosi a Castelplanio il 16 aprile dell’88, di uno tra i più noti biblisti italiani, Don Rinaldo Fabris – docente d’Esegesi del Nuovo Testamento presso il seminario arcivescovile di Udine e Gorizia – sul fondamento biblico della condivisione a partire dall’antico testamento fino all’opera di Gesù di Nazareth e all’esperienza della Prima Chiesa.

Copertina
Tonino Bello CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’: VIE ALLA PACE
Castelplanio 1988
pag. 26 (esaurito)

Dalle riflessioni e da alcuni momenti di vita quotidiana del vescovo di Molfetta, Don Tonino Bello, alcune linee guide per ridare alla parola Pace il suo significato elettivo. “Dovremmo fare – dice l’autore – delle transumanze…. perché è venuta l’ora di passare sui crinali della prassi, di sporcarsi le mani, di immergersi nelle scelte storiche concrete”.

Copertina
Autori vari
DARE VITA ALLA VITACastelplanio 1987
Pag. 85 – L. 5.000 (€ 2,58)

Raccolta di testimonianze che provengono dal mondo della marginalità, protagoniste quattro esperienze estremamente significative che hanno rappresentato e rappresentano risposte nuove ed efficaci ai problemi dell’emarginazione. Interventi di Vinicio Albanesi, Germano Greganti, Suor Emmanuelle Marie, Luigi Ciotti, Carlo Molari.

da Le pubblicazioni del Gruppo Solidarietà.


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