in momenti di CRISI DELLE DEMOCRAZIE
la capacità di DECIDERE IN SITUAZIONI DI ECCEZIONE è necessaria
in momenti di CRISI DELLE DEMOCRAZIE
la capacità di DECIDERE IN SITUAZIONI DI ECCEZIONE è necessaria
il divieto del mandato imperativo è stato formulato dai costituenti della Rivoluzione francese, e che da allora si ritrova in tutte le Costituzioni ottocentesche e in buona parte anche in quelle del Novecento. Perché? Semplicemente perché istituisce la rappresentanza politica (di diritto pubblico) dei moderni. Senza questo divieto si ricadrebbe nella rappresentanza medioevale, nella quale, appunto, i cosiddetti rappresentanti erano ambasciatori, emissari, portavoce che «portavano la parola» dei loro padroni e signori. Il loro mandato era imperativo perché dovevano solo riferire senza potere di trattare. Esattamente come pretendono oggi Grillo e il suo guru.
Mi sembra chiaro che della ragion d’essere costituzionale (ineliminabile) del divieto del mandato imperativo (la cui formula è: «I rappresentanti rappresentano la nazione») Grillo-e-Guru non sanno nulla. Ma questo non li giustifica né li legittima. Fanno finta di praticare una nuova democrazia diretta (telematica). Ma la verità è che nel loro macchinario ha voce, e parla, solo la loro voce. Confesso che non riesco a capire come la nostra Corte costituzionale non abbia sinora veduto una così macroscopica violazione costituzionale.
vai a http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/Geopolis.htm
“È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora”
Winston Churchill
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Le idee politiche nell’Europa del Novecento 2012
Piccola Biblioteca Einaudi Ns pp. XX – 356 € 26,00 ISBN 9788806213008 Indice Traduzione di Luigi Giacone
«Non vedo motivo di andare particolarmente fieri dell’ordinamento costituzionale assunto dall’Europa occidentale nel dopoguerra (sostanzialmente esteso anche ai paesi dell’Est dopo il 1989) e degli ideali che lo ispirarono. Se mai, la coscienza storica del modo in cui gli europei giunsero a tale assetto potrebbe contribuire almeno in piccola parte a spegnere la confortante illusione che la democrazia liberale sia necessariamente la condizione politica predefinita dell’Europa, o piú generalmente dell’Occidente». |
Frutto di una ricerca decennale, questo libro ricostruisce le complesse vicende del pensiero politico nell’Europa occidentale e orientale del Novecento. In un intreccio esemplare di storia intellettuale, politica e culturale, l’autore enuclea le idee che hanno informato il tumultuoso periodo degli estremismi ideologici precedenti al 1945, cosí come la liberalizzazione della politica occidentale dopo il secondo conflitto mondiale.
Accanto ai vividi ritratti di celebri pensatori politici, L’enigma democrazia riporta alla luce i profili di innumerevoli personaggi oggi ingiustamente dimenticati, e di movimenti e istituzioni che da essi trassero ispirazione. L’autore riserva particolare attenzione alle idee messe in campo per legittimare il fascismo e al loro rapporto con il genere di democrazia liberale che prese piede nell’Europa occidentale del dopoguerra. Si concentra poi sulle grandi sfide rappresentate dal ’68 e dall’avvento del «neoliberismo », per approdare a una severa valutazione critica dell’attuale età post-ideologica.
***
«Questo volume, di ammirevole completezza e profondità, analizza le radici ambiguamente liberali delle istituzioni e delle pratiche politiche del liberalismo affermatesi nell’Europa del dopoguerra. Le indagini dedicate agli sviluppi della democrazia nell’Europa occidentale e orientale mi hanno colpito per il loro equilibrio».
Jürgen Habermas
(?)Jan-Werner Müller, L’enigma democrazia < Libri < Einaudi.
Tra i grandi maestri del diritto contemporaneo, il filosofo e giurista statunitense Ronald Dworkin ha fatto della dignità umana un caposaldo della sua ricerca.
Le sue tesi più note si affacciarono già nel suo saggio d’esordio, Taking Rights Seriously, tradotto per la prima volta dal Mulino nel 1982 e riproposto di recente in una nuova edizione rilegata.
Riviste italiane
Polis. Studi e ricerche su società e politica in Italia
Rivista italiana di politiche pubbliche
Rivista Italiana di Scienza Politica
Riviste inglesi e americane
Administrative Science Quarterly
American Journal of Political Science
American Political Science Review
British Journal of Political Science
Comparative Political Studies
Comparative Politics
Electoral Studies
Electronic Journal of Sociology
European Journal of International Relations
European Journal of Political Research
European Union Politics
Europe-Asia Studies
Governance
International Review of Sociology
International Studies Quarterly
Journal of Common Market Studies
Journal of Comparative Policy Analysis
Journal of Democracy
Journal of European Public Policy
Journal of Legislative Studies
Journal of Management and Governance
Journal of Modern Italian Studies
Journal of Peace Research
Journal of Policy Analysis and Management
Journal of Politics
Journal of Theoretical Politics
Legislative Studies Quarterly
Local Government Studies
New Political Economy
Parliamentary Affairs
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Peace and Conflict Studies
Policy Sciences
Political Research Quarterly
Political Science Quarterly
Political Studies
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Public Choice
Publius. The Journal of federalism
Review of International Studies
Revue Internationale de Politique Comparée
Scandinavian Political Studies
Social Indicators Research
South European Society and Politics
Swiss Political Science Review
West European Politics
World Politics
di TEDxTalks 118 visualizzazioni
2
16:23di TEDxTalks 48 visualizzazioni
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16:37di TEDxTalks 1151 visualizzazioni
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13:45di TEDxTalks 26 visualizzazioni
9
19:12di TEDxTalks 147 visualizzazioni
10
15:52di TEDxTalks 182 visualizzazioni
ricevo da TEDxLakeComo e pubblico l’intero carteggio (per mio dovere di docente/formatore e utilizzatore delle tecnologie del web):
1.
Buongiorno Signor Ferrario ,
mi hanno segnalato che sono stati messi sul blog che coordina le registrazioni di alcuni degli interventi di venerdì 9 e sabato 10 novembre a TEDxLaskeComo.
Secondo le policy di TED, che siamo obbligati a seguire pena il ritiro della licenza, questo non è ammesso. Le chiedo pertanto la cortesia di togliere tali registrazioni immediatamente.
I video saranno disponibili entro qualche giorno sul nostro sito www.tedxlakecomo.com che potrà essere linkato in caso di interesse.
Grato per un riscontro.
…
2.
egregio signor …
Grazie Signor Ferrario.
Grazie per la tempestività con cui è intervenuto. Grazie anche per l’entusiasmo. Ma noi dobbiamo seguire le policy che non sono per tenere tutto nascosto ma che consentono di farlo solo seguendo un certo processo.
I contenuti saranno quindi disponibili per tutti appena possibile. E’ anche una questione di qualità del prodotto a cui tengono e teniamo moltissimo.
Buona settimana anche a lei.
…
4.
certamente
mi scusi e poi non la tedierò più
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Per l’informazione sulla iniziativa di TEDxLakeComo vai a: www.tedxlakecomo.com
vai aI profili dei relatori http://www.tedxlakecomo.com/protagonisti-2012/
per una cronaca della giornata vai a http://www.kentstrapper.com/tedx-lake-como-un-viaggio-verso-il-futuro/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=tedx-lake-como-un-viaggio-verso-il-futuro
Edgar Morin, filosofo e antropologo, Direttore di ricerca emerito presso il CNRS – Centre Nationale De La Recherche Scientifique e Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto di Scienze della Comunicazione, il 3 aprile scorso e’ tornato in libreria, a 91 anni, con il suo nuovo saggio, La via – Per l’avvenire dell’umanita’; da L’industria culturale, saggio sulla cultura di massa edito in Italia nel 1963, ha pubblicato decine di saggi sulla natura e l’identita’ umana, sul metodo e l’etica.
POLENA è una rivista scientifica, ma non accademica.
Fatta dagli studiosi, ma pensata per gli utenti della politica: parlamentari, giornalisti, dirigenti, cittadini appassionati.
Una rivista in cui il lettore non trova solo saggi e recensioni, ma anche servizi. L’analisi della “congiuntura politica”, per esempio: una ricostruzione approfondita del quadrimestre appena trascorso, basata sui dati più recenti e affidabili.
sul libro : Ilvo Diamanti “Gramsci, Manzoni, e mia suocera”
…
non c’è dubbio che “il pensiero di mia suocera” si muova oggi tutto nella prospettiva di questa liquidazione. Che è quella di una democrazia essenzialmente procedurale. La cultura di cui Monti è raffinato esponente è questa e non potrebbe essere diversamente. Solo che al posto di sua suocera il bocconiano citerebbe Joseph Schumpeter. Una democrazia procedurale si auto-riproduce attraverso il meccanismo del voto, come si trattasse di un bene in sé. Quando partecipazione era, invece, conflitto, tutte le parti concepivano, nei fatti, la democrazia come una via, un metodo per conseguire obiettivi-valori – non solo ciò valeva, in Italia, per socialisti e comunisti, ma anche, e per certi versi ancor più, per molti e decisivi settori del mondo cattolico, sulla base anti-liberista della dottrina sociale della Chiesa e, poi, dell’umanesimo integrale di Maritain.
Ma, ecco il paradosso in cui ci troviamo, proprio nel momento in cui la democrazia da mezzo o strumento o via diviene bene in sé, proprio in questo momento essa cessa di essere considerata un bene. O lo diventa soltanto per chi, attraverso le procedure che essa stabilisce, intende conquistare seggi, rendite, finanziamenti pubblici e non. Cessa di esserlo sia per l’”indignato”, sia per chi l’indignato vorrebbe vederlo ai ferri senza processo; sia per chi non vuole la Tav, punto e basta, che per lo pseudo-futurista che la mitizza come l’Opera del millennio. Mia suocera (e suo nipote) vogliono decisioni – in senso magari opposto, ma decisioni – e a nulla sono interessati meno che a “partecipare”. Questa è la ragione antropologica per cui Monti a loro “va bene” – o comunque mille volte meglio di quelli che avevano votato. Doloroso, ma vero.
TUTTO L’ARTICOLO QUI: Perché a mia suocera piace Monti – l’Espresso.
PREZZO: €24,00 €20,40
PAGINE:366
DATA PUBBLICAZIONE: 2012
ISBN:9788857507736
A CURA DI:Luca Taddio
Prima ancora che economica, la crisi che stiamo attraversando è politica. Proprio per questo, se vogliamo uscirne, siamo chiamati a pensare e ripensare la politica in modo totalmente libero. Attraverso una serie di autorevoli saggi, questo libro intende delineare un profilo, per certi aspetti anche nuovo, della sinistra e del Partito Democratico: non solo specificandone la polarizzazione ideologica lungo l’asse destra-sinistra, ma anche e soprattutto sforzandosi di riorientarne le politiche economiche e sociali, spesso troppo simili, stanti i vincoli internazionali, a quelle dei principali avversari. Nella convinzione che, più che sui problemi legati alla leadership, l’accento debba essere posto sulle idee.
PREFAZIONE
di Luca Taddio
SINISTRA E CRISI DELLA DEMOCRAZIA: IL NUOVO, IL NUOVISSIMO E IL VECCHIO CHE È MEGLIO PERSISTA
di Laura Bazzicalupo
IL DIRITTO DI FAMIGLIA IN UNA PROSPETTIVA DI RIFORMA
di Francesco Bilotta
DEMOCRAZIA E CONTRADDIZIONI DEL MODERNO
di Massimo Don
DAL POSTMODERNO AL REALISMO
di Maurizio Ferraris
PRENDERE I DIRITTI (NUOVAMENTE) SUL SERIO
di Edoardo Greblo
GOVERNARE IL GOVERNO DELLE VITE
di Giovanni Leghissa
QUALE FILOSOFIA PER IL PARTITO DEMOCRATICO
di Roberto Masiero
UN LAVORO DA DONNE. RIPENSARE LA RAPPRESENTANZA POLITICA
di Natascia Mattucci
IDENTITÀ PER SOTTRAZIONE
di Marco Panza
MANIFESTO PER UN PARTITO DEMOCRATICO
di Ugo Perone
DEMOCRAZIA DIGITALE
di Stefano Rodotà
VERSO UNA DEMOCRAZIA DIRETTA
di Luca Taddio
SOCIETÀ CIVILE DIGITALE E POLITICA TIPOGRAFICA
di Antonio Tursi
LAICITÀ E NICHILISMO
di Federico Vercellone
IL TRAMONTO DELLA TEOLOGIA POLITICA
di Vincenzo Vitiello
TRA LAICITÀ E FILOSOFIA
Intervista a Emanuele Severino
Luca Taddio insegna Estetica all’Università di Udine. Si occupa di filosofia della percezione e di teoria dell’immagine. Ha scrittoFenomenologia eretica (2011) e, con Damiano Cantone, L’affermazione dell’architettura (2011). È autore di numerosi racconti filosofici, dai quali è stato tratto il volume Spazi immaginali (2004). da Quale filosofia per il partito democratico e la sinistra | SX / Quaderni Fortuna | Collane | Mim-Edizioni S.r.L..
Giovedì 23 febbraio 2012
Monza – Teatro Manzoni
Via Manzoni, 23
Filosofo, uomo politico e intellettuale pubblico, ha sviluppato, a partire da figure di riferimento quali Nietzsche e Heidegger, un percorso filosofico che ha tra i suoi motivi principali i temi del pensiero negativo e del tragico

La VIII edizione di Abitatori del Tempo è dedicata al tema dell’ Errore, questione con importanti significati in campo scientifico, filosofico e letterario.
Si parte dall’antica Grecia con l’ identificazione Socratica tra sapere e virtù dove l’errore morale coincide con quello conoscitivo per giungere, all’interno della riflessione epistemologica contemporanea, alla svolta fattibilistica di Popper che considera l’errore un ingrediente inevitabile di ogni sapere. Nell’ambito scientifico il tema della rassegna sarà sviluppato per dimostrare come l’errore e le metodologie di lavoro “try and error” siano fondamentali per l’evoluzione ed il progresso scientifico.
Novità 2012. La rassegna si apre alle scuole superiori del territorio: in collaborazione con il Liceo Scientifico Frisi e il Liceo Classico e Musicale Zucchi di Monza sono in calendario con incontri rivolti agli studenti e a tutti gli interessati con scrittori, filosofi e docenti oltre a laboratori dedicati al tema della rassegna.
Protagonisti : Massimo Marassi, Emanuele Severino, Laura Boella, Massimo Cacciari, Vittorio Possenti, Elio Franzini, Salvatore Natoli, Giulio Giorello, Edoardo Boncinelli e Franca D’Agostini.
Nelle scuole:Giulio Ferroni, Massimo Brambilla, Sergio Cacciatori e Guido Emilio Tonelli.
Tutti gli incontri saranno ospitati nei teatri e nelle sale dei Comuni diMonza, Cesano Maderno, Arcore, Brugherio, Giussano, Lissone, Nova Milanese, Villasanta, Vimercate.
“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:
Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.
Catone, Distici
nella traduzione di Giancarlo Pontiggia
…
Giovanni Sartori ci ha insegnato che la nozione di politica si qualifica in rapporto a strutture e istituzioni qualificabili come politiche e a partire da quando queste si definiscono distinguendosi da altre, economiche, religiose e sociali. L’inoltrarsi nel cammino della politica conduce all’impegno nelle istituzioni : questa è stata anche la mia esperienza, dopo essersi, nella fase iniziale, qualificata come scelta di un orizzonte politico-ideale, adesione e partecipazione attiva a un’organizzazione politica, e dunque militanza di parte nelle sue molteplici forme. Imparai presto che il banco di prova della capacità di un’organizzazione politica di perseguire obbiettivi di efficacia generale sta nel suo calarsi nelle logiche e nelle regole delle istituzioni rappresentative.
E dunque, se vogliamo riflettere sulla crisi della politica dobbiamo ragionare contemporaneamente sullo stato delle istituzioni ; e più specificamente dei sistemi politici. Lo dico riferendomi all’Italia ma non soltanto ad essa.
…
….
l’autore ci informa che: «una volta che lo scopo è raggiunto e che l’idea è esteriormente realizzata nella pienezza di tutte le sue interne possibilità, la civiltà d’un tratto s’irrigidisce, muore, il suo sangue scorre via, le sue forze sono spezzate, essa diviene civilizzazione». La civiltà occidentale ha subito dunque proprio questo destino, è stata condotta lungo questa strada, ha raggiunto tale «stadio necessario». «Stadio», tra l’altro, che la «riguarda esclusivamente» e che «si distingue da altri consimili solo per la sua estensione». Il terreno adesso è pronto per l’idea finale. Spengler dice che la «civilizzazione» è «il senso di ogni tramonto nella storia, il senso del compimento interno ed esterno, dell’esaurimento che attende ogni civiltà vivente». L’Occidente sta per tramontare perché esso è giunto al suo «inevitabile destino». Il suo culmine costituisce anche la sua fine (il suo «tramonto», la sua dissoluzione). L’idea di Spengler è che «inversione di tutti i valori: questo è il carattere più intimo di ogni civilizzazione. Si comincia col dare una diversa impronta a tutte le forme della preesistente civiltà, col capirle e con l’adoperarle in altro modo. Non si crea più, ci si limita a cambiare il senso di quel che esiste. In ciò sta l’aspetto negativo di tutte le epoche di tale tipo. Esse presuppongono come avvenuto l’atto propriamente creativo. Esse raccolgono la mera eredità di grandi realtà».
…
vai all’intero articolo qui: TELLUS folio.

Dal 3 febbraio al 30 marzo 2012 tornano gli appuntamenti con i grandi filosofi contemporanei.
Riparte la rassegna “Abitatori del tempo”, ciclo itinerante di incontri in Brianza dedicati alla riflessione sull’oggi con i grandi filosofi.
Abitatori del tempo: 10 Incontri in 9 comuni della Provincia, per riflettere insieme sul tema dell’ “Errore”.
La VIII edizione di Abitatori del Tempo è dedicata al tema dell’ Errore, questione con importanti significati in campo scientifico, filosofico e letterario. Si parte dall’antica Grecia con l’ identificazione Socratica tra sapere e virtù dove l’errore morale coincide con quello conoscitivo per giungere, all’interno della riflessione epistemologica contemporanea, alla svolta fattibilistica di Popper che considera l’errore un ingrediente inevitabile di ogni sapere. Nell’ambito scientifico il tema della rassegna sarà sviluppato per dimostrare come l’errore e le metodologie di lavoro “try and error” siano fondamentali per l’evoluzione ed il progresso scientifico.
INGRESSO LIBERO – Ore 21 (fino ad esaurimento posti)
Massimo Marassi - La colpa e il suo fantasma
Venerdì 3 febbraio 2012 – Monza – Teatro Manzoni
Emanuele Severino - Errore o errare
Venerdì 10 febbraio 2012 – Cesano Maderno – Teatro Excelsior
Laura Boella - Agire, errare, perdonare
Mercoledì 15 febbraio 2012 – Arcore – Teatro Nuovo
Massimo Cacciari - Storia ed errore
Giovedì 23 febbraio 2012 – Monza – Teatro Manzoni
Vittorio Possenti - Errore, colpa, pentimento
Venerdì 2 marzo 2012 – Giussano – Sala Consiliare
Elio Franzini - Errore, arte e immaginazione
Martedì 6 marzo 2012 – Brugherio - Teatro San Giuseppe
Salvatore Natoli - Per prova ed errore: campi di esperienza e pratiche di conoscenza
Venerdì 9 marzo 2012 – Lissone - Palazzo Terragni
Giulio Giorello - La libertà di errare
Venerdì 16 marzo 2012 – Nova Milanese – Auditorium
Edoardo Boncinelli - L’errore generatore di vite
Venerdì 23 marzo 2012 – Vimercate – Teatro Astrolabio
Franca D’Agostini - Il falso, tra errore e inganno
Venerdì 30 marzo 2012 – Vimercate – Centro Omnicomprensivo
Fonte: http://www.provincia.mb.it
Il giorno 24 gennaio 2012 alle ore 10:00 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini” nella Sala degli Atti parlamentari in Piazza della Minerva n°38, si svolgerà il Convegno Elementi di attualità del pensiero e dell’impegno politico di Gianfranco Miglio.
L’evento vedrà la partecipazione di importanti relatori del mondo della politica e della cultura i quali parleranno della figura, delle idee e dell’impegno politico del giurista e politologo comasco.
Qua a seguire una breve presentazione dei temi e dei contenuti che veranno trattati all’interno del convegno:
“I paradigmi ricorrenti nelle strutture e nel governo della politica”
Relatore: Prof. Lorenzo Ornaghi (Rettore Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Ministro dei Beni Culturali)
“Il Federalismo in un nuovo assetto costituzionale”
Relatore: Prof. Giuliano Urbani (Presidente del Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano – già Professore ordinario di Scienza della Politica dell’Università Bocconi di Milano)
“Quadri concettuali e riferimenti operativi per il buon Governo e la gestione dell’apparato pubblico”
Relatore: Prof. Giorgio Petroni (Rettore Università di San Marino)
“Il ruolo di guida e di testimone nello sforzo di trasformazione del sistema istituzionale del Paese”
Relatore: On. Francesco Enrico Speroni (Deputato del Parlamento Europeo)
Relatore: Sen. Paolo Franco (Senatore Questore)
Il Coordinatore dei vari interventi dei Relatori sarà il Prof. Giorgio Petroni – Rettore Università di San Marino
Dopo le singole relazioni seguirà una Tavola Rotonda che vedrà presenti:
Prof. Augusto Barbera (Università di Bologna)
Prof. Alberto Quadrio Curzio (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
Prof. Avv. Ettore Adalberto Albertoni (già Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia)
Prof. Giorgio Petroni (Rettore Università di San Marino)
da AL SENATO UN CONVEGNO DEDICATO A MIGLIO | L’Indipendenza.
LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica. |
da: Demos & Pi.
La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi di ciò che ho intorno
sono sensibile ed umano
probabilmente sono il più buono
ho dentro il cuore un affetto vero
per i bambini del mondo intero
ogni tragedia nazionale è il mio terreno naturale
perché dovunque c’è sofferenza
sento la voce della mia coscienza.
Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l’accoglienza
penso al problema degli albanesi
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
son già iscritto a più di mille associazioni
è il potere dei più buoni
e organizzo dovunque manifestazioni.
È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
è il potere… dei più buoni…
La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi per ciò che ho intorno
ho una passione travolgente
per gli animali e per l’ambiente
penso alle vipere sempre più rare
e anche al rispetto per le zanzare
in questi tempi così immorali
io penso agli habitat naturali
penso alla cosa più importante
che è abbracciare le piante.
Penso al recupero dei criminali
delle puttane e dei transessuali
penso allo stress degli alluvionati
al tempo libero dei carcerati
penso alle nuove povertà
che danno molta visibilità
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani.
È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni
è il potere dei più buoni
che un domani può venir buono
per le elezioni.
È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
è il potere… dei più buoni…
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/giorgio-gaber/testo-il-potere-dei-piu-buoni.html
Il potere dei più buoni è il lamento prorompente della maggioranza invisibile del Paese, quella che regolarmente, costretta un po’ a vergognarsi per avere lavorato e fatto il proprio dovere, soggiace ad ogni piccolo e macroscopico diritto di ogni minoranza, a volte protetta anche nella propria illegalità. Sorretta in una visione radical chic dell’impegno civile e politico da un sentimento misto, tutto italiano, di solidarismo cattolico e di egualitarismo postcomunista.
Nobili ideali, pessime applicazioni quotidiane. Non è quello di Gaber, compagno di viaggio e utopie giovanili, un inno alla cattiveria, né all’egoismo piccolo borghese, solo una denuncia provocatoria. Una denuncia trascinata da un testo esemplare per efficacia e da una musica appropriata nel suo scandire il crescendo dell’indignazione fino al libertario con i “soldi degli italiani”.
Una denuncia che smaschera l’ipocrisia di un certo atteggiamento sociale e politico, critico verso le intolleranze altrui fino al momento in cui non deve fare i conti personalmente con le emergenze, gli immigrati, la delinquenza, eccetera. In un salotto, in una villa, su una bella auto, la forza di gravità del sociale è molto, molto più sopportabile.
Di buone intenzioni sotto vuoto, protette nel vetro antiproiettile di una teca, il mondo è pieno. Ma è meglio un generosità di facciata, di anime belle, o quella più facile e autentica che cresce, seppur a fatica, lungo le strade del mondo?
Ferruccio De Bortoli, in LA MIA GENERAZIONE HA PERSO, Il Sole 24 Ore, collana io mi chiamo G, 2011
Complessità, un’introduzione semplice
di Ignazio Licata
€12,00
2011, :duepunti edizioni
Il titolo del libro del fisico ed epistemologo Ignazio Licata Complessità, un’introduzione semplice esprime un apparente paradosso, e chiarisce che complesso non è l’opposto di semplice e che bisogna distinguere complesso da complicato.
L’idea di complessità, infatti, da un punto di vista cognitivo ed epistemologico, può essere ricondotta, piuttosto, all’impossibilità di ridurre un sistema ad un’unica formula, ed alla necessità di prendere in considerazione descrizioni diverse dello stesso sistema senza poterle ricondurre ad un singolo schema concettuale.
Usando una terminologia accessibile al lettore che non abbia compiuto studi specifici, l’autore sviluppa in tutto il volumetto un parallelo fra le idee che possiamo avere di scienza e le analoghe concezioni di management, con l’obiettivo di mostrare come sia necessario superare alcuni luoghi comuni che rischiano di dare una visione limitata e limitante sia della fisica che della gestione di un’impresa.
…
segue qui: “Complessità, un’introduzione semplice” libro Licata.