“Abbiamo il sistema di welfare più costoso dell’Eurozona”, ha aggiunto, osservando: “non possiamo più mantenerlo con soldi presi in prestito”
da La Grecia deve restare sotto l’ombrello dell’euro | In dies info.
“Abbiamo il sistema di welfare più costoso dell’Eurozona”, ha aggiunto, osservando: “non possiamo più mantenerlo con soldi presi in prestito”
da La Grecia deve restare sotto l’ombrello dell’euro | In dies info.
Come una intelligenza in genere lucida come quella di Barbara Spinelli non interpreta (ma mi rendo conto che tutte le supposizioni sono problematiche, controvertibili ed esposte allìerrore) l’attuale crisi di sistema.
Dire che Hollande è la possibile soluzione alla possibile catastrofe del sistema europa è davvero una valutazione tutta ideologica. Come se la cultura ancora novecentesca della socialdemocrazia abbia le soluzioni alla crisi
Paolo Ferrario
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“Disperazione sociale”: gli storici della Germania nazista danno questo nome, all´ansia che caratterizzò gli anni 30 e sfociò nel nazismo. Disperazione e rabbia per un collasso economico che travolgeva gli averi e le esistenze degli uomini. Disperazione che non tollerava più i corrotti compromessi della politica. Presentendo tempeste, Nietzsche aveva già parlato di un risentimento che come veleno corrode le scale dei valori. Nel Zarathustra, descrive una speciale forma di stanchezza, «che d´un sol balzo vuol attingere le ultime cose, con salto mortale: una misera ignorante stanchezza, che non vuol più nemmeno volere: essa ha creato tutti gli dèi e i mondi dietro il mondo».
È fatta di questo risentimento, la rabbia che si è fatta strada nelle ultime elezioni in Francia, Grecia, Italia, Germania. C´è questa stanchezza di una politica del rigore che colpisce senza aggiustare, e di un´Europa-Leviatano che soggioga senza dare sicurezza. Non sono tutti antieuropei né antipolitici, i partiti nei quali tanti arrabbiati si riconoscono. Ma tutti mettono in questione l´autorità castigatrice che è divenuta l´Unione europea, l´ossessione contabile che la anima. Tutti denunciano il potere anchilosato (l´impotenza, in realtà) di classi politiche che non hanno occhi né orecchie per capire quel che la crisi sta suscitando nelle società, sotto forma di dolori ma anche di speranze, innovazioni, reinvenzioni. Soprattutto le forze centriste sono sotto accusa, ovunque, perché non sono né calde né fredde ma tiepide, e gli arrabbiati vogliono l´estremo. Sono gli orfani dello scontro svanito fra vecchio e nuovo, reazione e cambiamento, destra e sinistra: tutte categorie che il centrismo, le Terze Vie, hanno gettato a mare. È quando questa contrapposizione manca che con un balzo mortale si anela alle ultime cose.
C´è chi si rifugia nei nazionalismi xenofobi, come in Francia e Grecia. Chi vede la salvezza nella fine dell´Euro. I Pirati, in Germania, cercano di presidiare nella crisi la libertà di un´informazione che aiuti i cittadini a conoscere quel che non sanno, a influire sulla politica non ogni 4-5 anni ma in permanenza. La collera imbocca vie diverse ma una cosa le accomuna: il desiderio di una politica che ridiventi lotta, il rigetto di numeri di bilancio assurti a valori supremi, non negoziabili.
Ci sono stati momenti profetici, nella campagna elettorale francese: momenti di acuta coscienza dei pericoli. Uno di questi s´è avvertito quando il centrista François Bayrou ha detto che avrebbe votato Hollande. È stato un inatteso autoaffondamento del centrismo. Bayrou non condivide praticamente nulla della politica economica di Hollande, ma si è esposto perché – ha detto– ritiene che i princìpi repubblicani e democratici siano più importanti delle cifre economiche. Una cosa simile ha detto il gollista Dominique de Villepin: «La sinistra mi inquieta, ma la destra mi spaventa».
Sono momenti profetici perché rivelatori: dicono lo spavento che ti può afferrare quando princìpi sin qui prioritari vengono retrocessi. Dicono le radici di una collera che è stanca della propria impotenza (speculare a quella del potere costituito) e o fugge non votando più, o urla, o s´inventa nemici come lo straniero, o escogita modi non ortodossi di far politica.
Un´economia più espansiva come quella di Hollande inquieta i mercati o i dogmi tedeschi, ma non sarà mai spaventosa come una democrazia che decade, o un popolo che si erge contro la grande conquista che è stata l´unità degli europei, il loro trionfo su se stessi. Keynes l´aveva detto dopo il ´14-18: il castigo economico umilierà i tedeschi, li precipiterà nel baratro.
Le cifre contabili saranno essenziali, ma le costituzioni democratiche ancora di più. Hollande ha vinto perché ha promesso di salvare le istituzioni, lo Stato sociale, la scuola pubblica, la convivenza con lo straniero, e, se non la società affluente, almeno il riparo dall´ingiustizia sociale. A che serve lo Stato, se non a custodire questi progressi? E l´Europa stessa, che nel dopoguerra spense i nazionalismi e costruì il Welfare contro la disperazione sociale: a che serve se si trasforma in un´enorme funesta Equitalia?
Il voto dei popoli dice questo, ai governanti: c´è bisogno di un´altra politica, che includa le persone nei parametri finanziari. Anche perché se entriamo nella logica dei numeri ne scopriremo di mortiferi: 36 suicidi in Italia dall´inizio del 2012, più di 1750 in Grecia dal 2009. Anche il suicidio causato dalla crisi è sete di estremo.
Ripensare l´Europa non può che partire da questa protesta, tutt´altro che omogenea. La rivolta di Grillo non ha nulla a vedere con la destra di Marine Le Pen. La sinistra radicale in Grecia chiede un´Europa diversa e non vuol uscire dalla moneta unica. I Pirati tedeschi prendono voti a sinistra come a destra, e conducono una battaglia antichissima: la battaglia che emancipa l´uomo dandogli informazione e libertà di giudizio.
Si parla di insolvenza degli Stati, ma esiste anche l´insolvenza della politica: soprattutto di quella moderata, che è stata l´ultima a vedere l´arrivo della crisi e a capirla. La democrazia regge in Francia (mentre è ingovernabile in Italia e Grecia) perché la contrapposizione destra-sinistra è preservata, anche se le linee divisorie mutano col tempo e l´esperienza. Hollande non è andato a caccia di centristi. Ne ha conquistati molti, ma prima si è preoccupato di radunare tutta la sinistra, compresa quella radicale.
Per molti anni, la parola d´ordine in Europa è stata la cultura della stabilità, dell´affidabilità economica. Adesso si tratta di darle una cultura politica: dunque un potere veramente sovrano, un Parlamento veramente europeo, un Tesoro veramente unico. E un´agorà, uno spazio di discussione dove le idee più antagoniste sull´Europa da edificare possano liberamente competere. L´Unione non può sopportare, senza autoaffondarsi, di buttare dalla nave gli Stati deboli, o i partiti e movimenti che chiedono un´Europa differente. Troppo grande e distruttiva è la stanchezza generata dal vuoto di alternative. Troppo spaventosa la collera che ti fa dire, con Rilke: «Alle somme indicibili aggiungi te stesso, e distruggi il numero».
Da La Repubblica del 10/05/2012.
I politici greci si sono messi d’accordo fra di loro, ma non ancora con la Ue, con la Bce e col Fondo Monetario, che guarda per ora alle intese interne di quel Paese con un minimo di dubbio. Quindi il fallimento è sempre più vicino, anche se nessuno ci crede, anche se sembra impossibile.
Mettiamo i puntini sulle i. Accordo dei politici greci?
Il presidente del consiglio greco, l’equivalente del nostro Monti, sta in quel posto da poche settimane. Si chiama Lucas Papademos, è un banchiere, viene pure lui da Goldman Sachs. La cosiddetta troika — cioè i rappresentanti di Ue, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale — gli hanno chiesto di: ridurre i dipendenti pubblici di 15 mila unità, primo passo per portarli a un totale di 600 mila adesso sono 750 mila; tagliare del 22% i salari minimi, portandoli a 450-500 euro mensili; altri tagli alle pensioni superiori ai 1200 euro e a quelle integrative 150 euro al mese di meno. La troika chiede nuove privatizzazioni e riduzioni dei salari nel privato. Questo pacchetto andrebbe approvato dal Parlamento di Atene oggi. Il premier Papademos doveva mettersi d’accordo con i capi dei tre partiti principali, Papandreou socialisti, Karatzaferis estrema destra e Samaras centrodestra o moderati. Dopo due giorni di discussioni, un accordo sarebbe stato raggiunto, anche se in questo momento non ne conosciamo i dettagli. Non dev’essere comunque un’intesa troppo convincente. La troika ha risposto: «Beh, cerchiamo di capire meglio».
Come sarebbe?
Se non trovano questi 600 milioni dai tagli alle pensioni integrative, dove andranno a prenderli? In Italia, in questi casi, si ricorre al capitolo «lotta all’evasione fiscale», che è come dire niente, un titolo generico, sotto al quale si può scrivere qualunque numero. È possibile che i greci stiano ricorrendo a un escamotage di questo tipo, e che la troika non ci creda.
Che cosa può fare la troika?
I greci dovrebbero restituire il 20 marzo 14,5 miliardi di debito. Soldi che non hanno. La troika ha promesso di finanziarli con un prestito di 130 miliardi. A patto che taglino quello che devono tagliare. Per ora i 130 miliardi non glieli dànno. I giornali greci fanno titoli in cui si vede la Merkel vestita da nazista.
Come può dire questo? Come si può pretendere che uno viva con 450 euro al mese?
Ho sentito ieri un’intervista di Cofferati, che si indigna per la severità con cui l’Europa tratta la Grecia. I socialisti europei tra cui appunto Cofferati hanno scritto una lettera a Barroso Ue in cui parlano di «grave tradimento del modello sociale europeo e della solidarietà» eccetera.
Siamo sicuri di quello che diciamo quando critichiamo la Merkel?
La Merkel voleva commissariare la Grecia?
Un’idea non troppo peregrina. Leggo che in Grecia c’è un forte movimento d’opinione per il ritorno alla dracma. Ma il ritorno alla dracma significa scaffali vuoti nei supermercati, automobili di latta, energia col contagocce, eccetera eccetera. Chi mai venderà la sua merce ad Atene in cambio di dracme? E quante dracme ci vorranno, a quel punto, per comprare un euro? E chi vorrà vedersi restituito con le dracme un debito contratto in euro? Cofferati e quelli come lui, prima di parlare, facciano bene i conti, se ne sono capaci.
da ALTRI MONDI.