GRAN BRETAGNA: il “Welfare Reform Act”, la più radicale ristrutturazione dello Stato sociale mai tentato dal 1945, in L’Espresso 25 aprile 2013


 il “Welfare Reform Act”, il più radicale disboscamento dello Stato sociale mai tentato dal 1945.

Un intervento enorme, grazie al quale il mito ideologico fondativo dei conservatori, cioè la contrazione compulsiva della funzione dello Stato rispetto a quella del mercato, provvidenzialmente legittimata dall’ingente debito pubblico (2 mila miliardi di dollari, Moody’s per questo ha recentemente tolto al Paese la Tripla A), riceve
una robusta spinta in avanti.

Con milioni di famiglie appartenenti ai ceti più deboli investite dalla politica di rigore introdotta dal governo di coalizione di destra in carica.

Firmata del triumvirato Cameron-Osborne-Duncan Smith, rispettivamente primo ministro, cancelliere dello Scacchiere e ministro del Lavoro tory, appoggiata non senza qualche remora dai liberal-democratici di Nick Clegg, la riforma rappresenta una virata dalle implicazioni epocali per il tessuto sociale del Paese. L’esecutivo la introduce per porre fine a uno Stato sociale, secondo David Cameron, «non solo economicamente insostenibile, ma che intrappola le persone nella povertà, che incoraggia l’irresponsabilità, che diffonde segnali incredibilmente dannosi, come il fatto di credere di avere diritto ad avere qualcosa senza dare nulla in cambio. E che il non lavorare renda».

tutto l’articolo qui   unioneplurale : Message: GRAN BRETAGNA. Niente welfare siamo inglesi.

Il sistema dei servizi sociali in Inghilterra, articolo di Claudia Di Giorgio, SEGNALATO DA SOS servizi sociali online


 

contributi che via via ci farà pervenire la D.ssa Claudia Di Giorgio sulla figura professionale

 

dell’assistente sociale d’Inghilterra

 

 

Per scaricare i contributi, cliccare sul titolo prescelto nella tabella sotto riportata

 

 

DA assistenti-sociali-inglesi.

Gran Bretagna: 17,000 donne, queste le stime dell’Association of Chief Police Officers, vittime ogni anno di violenze “d’onore” e 8.000 costrette ad accettare “forced marriage” (secondo una ricerca condotta dal Dipartimento per l’Educazione britannico)


La Gran Bretagna alza la testa e dopo anni di asservimento alla causa del multiculturalismo potrebbe dire ‘no’ ai matrimoni forzati. 17,000 donne, queste le stime dell’Association of Chief Police Officers, vittime ogni anno di violenze “d’onore” e 8.000 costrette ad accettare “forced marriage” (secondo una ricerca condotta dal Dipartimento per l’Educazione britannico) sono troppe – e pare si tratti, secondo i detective inglesi, solo della “punta dell’iceberg” – per continuare a chiudere gli occhi di fronte a un fenomeno che potrebbe essere definito un vero e proprio reato.

Specie in un contesto in cui molti paesi europei, Germania e (per l’appunto) Inghilterra, hanno dichiarato il crollo del modello “multikulti” e la conseguente volontà di “voltare pagina”, come dichiarato dallo stesso premier inglese David Cameron, sulle politiche fallite del paese.

Pare che il numero reale del fenomeno dei matrimoni forzati, diffusi soprattutto tra gli immigrati musulmani dell’Asia meridionale, del Medio Oriente e Africa settentrionale e occidentale, sia nella realtà ancora più alto perché molte vittime hanno paura di farsi avanti e denunciare. Nel 2010 1.735 vittime – tra cui bambine di 13 anni e donne con disabilità fisiche e mentali – hanno cercato l’aiuto nel Forced Marriage Unit, un’agenzia speciale istituita dal governo britannico. Una cifra spaventosa.

Un altro studio intitolato A Statistical Study to Estimate the Prevalence of Female Genital Mutilation in England and Wales rileva che oltre 65.000 donne in Gran Bretagna hanno subito mutilazioni genitali come condizione prematrimoniale, e almeno 15.000 ragazze di età inferiore ai 15 anni rischiano di essere sottoposte a questa pratica. E anche se questa è vietata nel Regno Unito dal Female Genital Mutilation Act del 2003, fino ad oggi nessuno è stato di fatto processato per questo reato. Tanto più che, secondo un sondaggio della BBC, un giovane asiatico britannico su dieci ritiene che gli omicidi d’onore possano essere giustificati.

da La Gran Bretagna alza la testa e dice ‘no’ ai matrimoni forzati | l’Occidentale.

RIFORME IN PROGRESS PER LE PENSIONI DEL REGNO UNITO di Rowena Crawford e Carl Emmerson, in LAVOCE.INFO


Il sistema pensionistico nel Regno Unito è complesso e dal 1998 ha subito varie riforme. Da una parte, si è ampliata la platea dei beneficiari della pensione pubblica, le cui indennità forfetarie sono diventate più generose. Dall’altra, si è alzata l’età di pensionamento, incoraggiato i piani aziendali e ridotto le pensioni indicizzate al salario. L’obiettivo è fare in modo che il reddito da pensione sia adeguato. Diminuirà così il numero di pensionati che necessitano dei sussidi condizionati alla prova dei mezzi. Ma nuovi interventi sono dietro l’angolo.