Servizi Sociali del Comune di Lugano – lugano.ch


 

Servizi Sociali

I molteplici servizi sociali garantiti dalla Città di Lugano sono gestiti prevalentemente dagli Istituti sociali comunali, che esplicano la propria attività in tre differenti settori:

Altri importanti servizi di natura sociale sono assicurati dal Dicastero Integrazione e Informazione Sociale (DIIS) e dal Dicastero Giovani ed Eventi (DGE).

Questo sito li riunisce, definendo le rispettive prerogative.

La navigazione è facilitata dal cruscotto che si trova sul versante sinistro della pagina, che consente di raggiungere i servizi destinati alle diverse categorie sociali.

Il tasto “Che richiesta di aiuto posso fare“, consente inoltre di conoscere tutti i servizi offerti e i requisiti richiesti per potervi accedere

Servizi Sociali – lugano.ch.

Il testamento biologico nel Codice civile svizzero | infoinsubria


In Svizzera dal 1. gennaio il Codice civile svizzero prevede la possibilità di esprimere direttive vincolanti sui provvedimenti medici che si rifiuta o si desidera nel caso si dovesse perdere la capacità di discernimento. Il cosiddetto testamento biologico riceve così una base legale.

Il provvedimento riconosce all’individuo la possibilità di esprimere la propria volontà in materia di fine di vita, garantendo che i propri desideri e i propri valori vengano rispettati. La legge prevede anche che si possa designare una persona fisica che discuta i provvedimenti medici con il medico curante e decida in suo nome nel caso in cui divenga incapace di discernimento.

Gli specialisti consigliano di redigere le direttive facendosi consigliare da una persona di fiducia, per esempio il medico di famiglia, presso il quale il documento potrebbe anche conservato. In ogni caso la legge prevede che la volontà presente prevalga su quella presunta.

I problemi si pongono naturalmente nel caso di perdita di discernimento. Chi assisterà il paziente non sarà quindi esentato dall’assumersi decisioni difficili, ma almeno potrà farlo sulla base di indicazioni precise e con un interlocutore scelto dal paziente.

da   Il testamento biologico nel Codice civile svizzero | infoinsubria.

I volti delle destre estreme: il varesino Umberto Bossi e il ticinese Giuliano Bignasca. E David Turoldo sul Volto


“… Il libro che più mi ispira è il volto umano, fino al punto che non riesco a parlare, e nemmeno a formulare un pensiero, se non mi sta davanti qualcuno: almeno uno, un essere vivente; allora sono sicuro che il discorso si snoda in tutta abbondanza, come un torrente, a volte in troppa piena. Mi succede così quando predico, ad esempio: pur dopo anni e anni di praticaccia. E’ così: non mi viene la parola se non mi rappresento qualcuno in ascolto o che mi parli. Anzi, è questa la ragione per cui quasi tutto il mio scrivere si svolge in forma di colloquio: è sul filo dell’io e del tu che si snoda il discorso. A osservare bene, tutta la mia poesia è un colloquio.

No, non c’è praticaccia che tenga: se non guardo in faccia la gente, non riesco a parlare.

Sì, il mio primo libro è la faccia dell’uomo. Sono uno dal colloquio a vivo, più che di lettura, anche se il desiderio di leggere mi perseguita con graffiante nostalgia: uno dei tanti desideri che mi lampeggiano dentro, da sempre.” (David Maria Turoldo, La mia vita per gli amici)

Comunione e Liberazione viene sconfitta ancora una volta in Svizzera.


Comunione e Liberazione viene sconfitta ancora una volta in Svizzera. Sergio Morisoli, l’esponente di spicco della lobby clericoconservatrice fondata da Don Giussani e diventata un impero economico con la fondazione della Compagnia delle Opere, è stato ancora una volta umiliato dall’elettorato ticinese. Dopo aver mancato l’approdo al governo cantonale nella primavera scorsa, il ciellino amico dei banchieri di Lugano è stato battuto anche nel ballottaggio per il Consiglio degli Stati, il Senato della Confederazione elvetica. Nonostante l’appoggio della Lega dei Ticinesi e della destra xenofoba, il ciellino Morisoli è arrivato solo quarto.

IL TRAVAGLIO DEI CIELLINI SVIZZERI– Comunione e Liberazione vive un momento di difficoltà politica. In Italia l’amico Silvio Berlusconi ha perso Palazzo Chigi, e il cosiddetto partito di Todi sembra più un nemico che un potenziale alleato per i ciellini schierati stabilmente a destra. Nella Svizzera italiana, dove la lobby ha molto potere anche se non paragonabile a quello che ha nella confinante Lombardia, l’elettorato però non gradisce chi sta con CL. Ad aprile il candidato della destra liberale, Sergio Morisoli, il più noto ciellino elvetico, era stato battuto per la carica di consigliere di Stato, l’equivalente di un nostro assessore regionale. Morisoli era arrivato solo terzo nella lista del Partiti liberale radicale, formazione moderata e borghese ma fermamente laica, con una storia ed un taglio culturale anticlericale. Morisoli era stato battuto dalla corrente radicale, e la sua rottura col partito, palesatasi durante la campagna elettorale, aveva portato alla sua rapida fuoriuscita dal gruppo PLR dell’assemblea ticinese. Troppo spostato a destra come personaggio, troppo legato ad una lobby che viene vista come il fumo negli occhi da una fetta significativa dell’elettorato ticinese, Morisoli pagava pure l’indebolimento del suo sponsor politico, Marina Masoni. Ex donna più potente della Svizzera italiana, la Masoni era la rappresentante dei poteri forti della Svizzera italiana, il mondo finanziario delle banche di Lugano da tempo alleate con la ricca Compagnia delle Opere, il braccio armato di CL. Comunione e Liberazione sperava con Morisoli di poter replicare l’espansione che ha avuto in Lombardia grazie a Roberto Formigoni. Niente da fare, ma la lobby di Dio non si è data per vinta, e il suo esponente ha deciso di correre per il Consiglio degli Stati, il Senato della Svizzera.

da La Svizzera umilia Comunione & Liberazione e Lega.

Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs. Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale


Il traffico di stupefacenti in Ticino nel 2010 rivela una sostanziale stabilità del mercato con cocaina e cannabis che

registrano i maggiori consumi. Il bilancio della Polizia Cantonale è chiaro. Tuttavia, particolarmente preoccupante, tanto

che il legislatore sta approntando opportune soluzioni, è il consumo delle smart drug. Sostanze molto pericolose che hanno

effetti simili alle droghe convenzionali ma che non sono iscritte come stupefacenti nella relativa ordinanza e che quindi non

soggiacciono alla Legge federale sugli stupefacenti. 
Si tratta di sostanze che sono di fatto delle droghe sintetiche attualmente ancora legali e facilmente ottenibili a prezzi

concorrenziali via Internet. La loro diffusione è un problema crescente ed è anche un ulteriore monito di come l’innovazione

sul mercato illegale richieda un controllo continuo e la capacità di prendere rapide contromisure. È altrettanto preoccupante

la possibilità di assistere in futuro a una crescita del numero di nuove droghe derivanti da prodotti farmaceutici esistenti. 
Il consumo – I maggiori consumi in Ticino riguardano i derivati della canapa, seguiti dalla cocaina, mentre il consumo di

eroina, che tocca essenzialmente i tossicomani cronici, rimane stabile. Al contrario di quanto avviene in altri cantoni

svizzeri e nazioni europee, non si registra un consistente traffico di ecstasy e di anfetamine. I traffici di cocaina non

hanno un asse di transito privilegiato. Invece il pendolarismo tra Zurigo ed il Ticino rimane il canale di approvvigionamento

preferito per l’eroina.
Lo spaccio – In Ticino non si può parlare di vere e proprie organizzazioni criminali ma di piccole bande o gruppi con una

struttura “fai da te” che generano comunque traffici importanti e redditizi. Il narcotraffico è gestito ai piani alti della

gerarchia criminale da sudamericani per la cocaina e da persone provenienti dall’ex Jugoslavia per l’eroina. Questi gruppi

trovano la mano d’opera per i trasporti reclutandola tra soggetti che vivono nella povertà e sono attratti da un facile e

redditizio guadagno, mentre per la vendita sul territorio fanno capo ai richiedenti d’asilo avvicinati da connazionali una volta giunti in Ticino, o già partiti dal loro paese per collaborare con queste organizzazioni. Il coinvolgimento dei cittadini nigeriani nello smercio locale è alto e rispecchia la situazione registrata in altre nazioni europee.

Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale, spesso con una statuto di Nem (Non entrata in materia). La cocaina spacciata in ambienti meno osservabili, quali

esercizi pubblici e discoteche, è per contro ad appannaggio di trafficanti domenicani, residenti in Ticino, che ne smerciano svariati chili.

segue

tutto l’articolo qui: Cufrad – Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs.

Svizzera: revoca automatica del diritto di soggiorno a tutti gli stranieri condannati, con sentenza passata in giudicato, per aver commesso reati quali omicidio, rapina, traffico di esseri umani, stupri, effrazione e altri reati violenti


Ginevra – Via libera alla legge che regola l’espulsione degli stranieri responsabili di gravi reati, proposta dal partito della destra populista Unione di centro (Udc) di Cristoph Blocher. La Svizzera ha detto sì al referendum approvando la nuova legge con il 52,9% delle preferenze.

Per il governo e per i grandi partiti che avevano fatto campagna contro la proposta dell’Udc/Svp si tratta di una grave sconfitta. Il sì al testo contro gli stranieri criminali è tuttavia un sì meno convinto di quel clamoroso e inatteso 57,5% di consensi registrato un anno fa dal referendum sul divieto di costruire nuovi minareti, sostenuto anche allora dall’Udc/Svp contro tutti.

L’iniziativa approvata introduce nella Costituzione un articolo che stabilisce la revoca automatica del diritto di soggiorno a tutti gli stranieri condannati, con sentenza passata in giudicato, per aver commesso reati quali omicidio, rapina, traffico di esseri umani, stupri, effrazione e altri reati violenti. Saranno puniti da espulsione anche gli stranieri colpevoli di “percepito abusivamente” prestazioni dell’assistenza sociale o di assicurazioni sociali. Il divieto di entrata varia dai 5 ai 15 anni, fino a 20 per i recidivi.

Spetterà ora al parlamento elaborare la legge di applicazione.

Reportage sulla Svizzera – il Federalismo | Lankelot


INTRODUZIONE. In questo articolo desidero presentare l’organizzazione politica della confederazione svizzera, in un’ottica sia storica che geopolitica [..].

Segue: Reportage sulla Svizzera – il Federalismo | Lankelot

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SVIZZERA/ Il no ai minareti è un regalo ai fondamentalisti


il vero pericolo non sta tanto nelle cellule terroriste (che potrebbero nascondersi anche nel nostro Paese), ma negli imam che incitano i loro fedeli a non “occidentalizzarsi”, a non abbracciare le leggi e i costumi dei Paesi che li ospitano, a moltiplicare le richieste di dispense, di eccezioni, di rivendicazioni che cominciano dalle mense e palestre scolastiche, passano dalla creazione di partiti islamici e giungono, come in Gran Bretagna, ai tribunali speciali e alla poligamia; ma lo scopo vero è uno solo: evitare un’integrazione reale, preservare una massa intatta e, in fondo, disadattata che, grazie alla forza tranquilla della demografia, in pochi lustri permetterà ai musulmani d’Europa di diventare maggioranza e di imporre la sharia, la legge islamica. È questa la strategia, ad esempio, dei Fratelli Musulmani, il movimento islamico fondamentalista più potente nel mondo e diffuso – soprattutto attraverso gli immigrati di origine araba – anche in Europa, Svizzera e Ticino compresi.

SVIZZERA/ Il no ai minareti è un regalo ai fondamentalisti | Pagina 1

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La Svizzera non vuole essere islamizzata


La Svizzera non vuole essere islamizzata Le dichiarazioni di Ulrich Schlüer, un attacco ingiustificato a Geert Wilders e l’analisi delirante di Tahar Ben JellounTestata:Il Foglio – La Stampa – La RepubblicaAutore: La redazione del Foglio – Marco Zatterin – Tahar Ben JellounTitolo: «’La Svizzera non vuole essere islamizzata’, ci dice Schlüer – Ora l’Europa teme l’ondata estremista – Se l´Islam fa paura agli ignoranti»

Informazione Corretta

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